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Vortici di
Etere
Marco Todeschini:
La
Spaziodinamica
del Tutto
-
La Teoria delle Apparenze
+
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti
Marco Todeschini, vissuto tra il 1899 e il 1988,
e stato uno dei più geniali fisici italiani,
anche se, per il carattere rivoluzionario delle
sue scoperte, il suo nome viene deliberatamente
ignorato dalle accademie del tempo presente.
La sua teoria della cosiddetta "psicobiofisica",
che fu sviluppata poco dopo la ben più canonica
teoria della relatività, si mise con quest'ultima
in antitesi per il fatto di comportare
l'esistenza di un etere cosmico e di rapportare
i moti di lutti gli oggetti nell'universo a
questa sostanza invisibile, che Todeschini
assimilò a una specie di "fluido inerziale"
esistente ovunque nell'universo.
Nella visione todeschiniana le "forze" che
sembrano esplicarsi nell'UniVerso, come prima le
aveva concepite Newton e poi Einstein, non
esistono realmente ma sono solo apparenze.
I corpi nell'UniVerso, dal!'infinitamente
piccolo come le particelle elementari
all'infinitamente grande come le galassie, si
muovono non perché sono sottoposte a forze in
uno spazio completamente vuoto, ma solo perché
vengono trasportate da vortici di etere in
perenne rotazione. Gli atomi stessi, e quindi la
materia nel suo complesso, risultano da
condensazioni di etere rotante a velocità superluminale.
I pianeti nell'Universo percorrono delle orbite
perché seguono il gorgo di etere causato dalla
rotazione del Sole, e le stelle nelle galassie
seguono a loro volta il vortice di etere che si
origina nei massicci nuclei centrali .
vedi Buchi neri
Per Todeschini l'etere e lo spazio sono la
stessa cosa: l'etere è un ente reale e dalle
caratteristiche simili a quelle di un liquido
invisibile e omnipervasivo. In questa visione,
tutti gli eventi che avvengono nel mondo della
materia non vengono descritti dalla meccanica di
corpi in movimento nel vuoto, ma da quella che
Todeschini chiama "spaziodinamica'' nell'ambito
della quale è il movimento dello spazio inteso
come etere a muovere i corpi che sono posti in
esso.
Ciò che rende la teoria
di Todeschini una
teoria realmente unitaria è il fatto di legare
il mondo fisico al mondo biologico e alla sfera
psicologica.
In questa luce, l'unica possibile teoria fisica
è quella che unisce la materia allo spirito
tramite le forme viventi, superando
completamente la dicotomia che ha creato da una
parte le religioni e dall'altra la scienza.
In tale ottica, i nostri organi di senso non
sono altro che veri e propri sensori elettronici
in grado di registrare i movimenti delle
molecole, percepiti come vibrazioni alle più
svariate lunghezze d'onda, che generano
sensazioni visive, uditive, tattili, odorifere e
gustative: cinque forme diverse di
spaziodinamica applicate al mondo biologico.
I cinque sensi di cui il nostro corpo di materia
è provvisto sono allora dei rivelatori, il cui
scopo è di trasmettere informazione al cervello,
il quale a sua volta permette alla psiche di
recepire e vivere delle sensazioni che ci fanno
sentire vivi e coscienti.
Se la psiche - che Todeschini associa all'ani+ma
- non esistesse, l'UniVerso sarebbe un luogo
buio e cieco, dal momento che non ci sarebbe
nessuno a contemplarlo. Il postulato
fondamentale della psicobiofisica e della
relativa spaziodinamica che vi si genera è
dunque che il mondo fisico è costituito
solamente dì spazio fluido inerziale - ovvero di
etere - i cui movimenti rotanti costituiscono i
sistemi atomici e astronomici che formano la
materia e i cui movimenti ondulatori, quando
colpiscono i nostri organi di senso, suscitano
nella nostra anima le sensazioni di forza,
elettricità, luce, calore, odore, sapore.
Queste
sensazioni sono completamente immateriali e di
natura esclusivamente spirituale. Tutti i
fenomeni fisici, inclusi quelli biologici, si
riducono allora a movimenti di spazio, provocati
da forze applicate ad esso da parte del mondo
spirituale secondo, un disegno unitario deciso
da un ente superiore intelligente.
By Massimo Teodorani
– Tratto dalla rivista: Scienza e Conoscenza
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