UNIVERSO ELETTRICO
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By WallaceThornhiH, CO 2004
Basato su osservazioni ed esperimenti, il
modello Universo Elettrico unifica le forze nucleari, il
magnetismo e la gravita’ come manifestazioni di una
forza elettrostatica quasi istantanea. Ne deriva una nuova visione del Cosmo e
della nostra collocazione.
RIASSUNTO
La
cosa più pietosa al mondo...è l'incapacità della mente
umana di mettere in relazione tutti i suoi
contenuti...
Le scienze, ciascuna della quali tende
verso la propria direzione, sinora ci hanno danneggiato
in misura esigua; un giorno, però, la riunificazione
delle conoscenze frammentate ci aprirà visioni della
realtà talmente terrificanti che la rivelazione ci
renderà folli oppure fuggiremo dalla letale conoscenza
per rifugiarci nella pace e nella sicurezza di una nuova
era oscura.
By H. P. Lovecraft
In un'indagine ampiamente
interdisciplinare come quella qui proposta la stessa
comunicazione può costituire una sfida. Le massime
difficoltà di comunicazione intervengono tipicamente
quando si mette in dubbio qualcosa già "noto" per essere
vero.
Nell'ambito dei principi fondanti, la fiducia riposta
nelle concezioni consolidate può risultare talmente
rilevante da far sembrare insensato il dibattito stesso;
tale difficoltà è ulteriormente aggravata
dalla frammentazione del processo di raccolta e
vantazione delle informazioni.
Quando i postulati di una disciplina si
basano su precedenti ipolesi relative ad
un'altra disciplina,
la specializzazione dell'indagine intellettuale comporta
determinati rischi.
Nessuno è in grado di essere un esperto
in tutti i campi, e quando si prendono
in considerazione possibilità che esulano dalla
proprie competenze è del tutto naturale rimettersi alle conoscenze
rivendicate dagli specialisti di altri settori.
Quali conseguenze comporta questo
atteggiamento, allorquando le congetture
teoriche.,sebbene percepite come dati di fatto, non
riescono a spiegare nuove imprescindibili
filze di dati ?
Data l'estrema frammentazione della
scienza ortodossa odierna, è difficile immaginare che,
nel suo insieme, essa possa "mettere in relazione tutti
i suoi contenuti". Nondimeno, tramite un nuovo approccio,
forse ora sono possibili straordinari passi verso quel "giorno" immaginato da
Lovecraft — un approccio nel cui contesto i fenomeni
elettrici sono oggetto di tutta l'attenzione che
meritano e in cui sono inclusi tutti gli appropriati
ambiti di riscontro.
Ad alcuni le prospettive possono sembrare
altrettanto sconcertanti di quanto immaginato da Lovecraft, tuttavia a coloro che cercano istintivamente principi unificanti i
nuovi orizzonti appariranno immediatamente straordinari
e promettenti.
Questa introduzione presenta una nuova "ottica a
profondità di campo" attraverso cui osservare l'universo fisico, dalle
particene subatomiche alle immensità galattiche sconosciute prima dell'avvento del
telescopio Hubble.
L'Universo Elettrico rappresenta
una risposta olistica alla miopia — la riluttanza a
riconoscere l'esistenza di qualcosa,
quella ristrettezza di vedute che accompagna
congenitamente la frammentazione
del sapere e dell'apprendimento; per coloro dotati del
coraggio di vedere con chiarezza,
il necessario "disimparare" idee alla moda non
comporta alcun costo.
Il
terrore prefigurato da Lovecraft
costituisce soltanto il primo palpito di incertezza,
quando concezioni date a lungo per scontate vengono
messe in discussione da fatti ed elementari ragionamenti precedentemente
ignorali. La "riunificazione delle conoscenze
frammentate" prevede unicamente che affrontiamo le
profonde contraddizioni presenti in ciò
che gli esperti da lungo tempo dichiarano di conoscere. A coloro
dotati del coraggio di vedere con chiarezza, l'avventura stessa
potrebbe rivelarsi davvero
"la cosa più pietosa al mondo" e aggiungere nuove
visioni dei maggiori drammi della remota storia
umana nonché una vitale prospettiva sulla condizione
dell'umanità nel cosmo.
Lovecraft non comprese che le
"terrificanti visioni" non sono altro che un miraggio intravisto
attraverso un uscio aperto. La verità
è sempre unificata e, in quanto tale, per coloro che la
cercano non può essere altro che benevola.
Solcando l'uscio non saremo accompagnati dal timore, ma
dall'esaltazione della scoperta.
By Wal Thornhill - David Talbott
2. Il modello dell'Universo Elettrico
Il
modello dell'Universo Elettrico
è un coerente "Quadro Generale" della nostra collocazione
nell'universo, abbraccia molte discipline ed evidenzia i ricorrenti
modelli elettrici che, in ogni scala, consentono agli esperimenti
di laboratorio di spiegare gli strani fenomeni energetici rilevati, ad
esempio, nello spazio profondo,
sul Sole e su lo, una delle lune di Giove.
L'Universo
Elettrico opera a ritroso nel tempo utilizzando
osservazioni, piuttosto che in avanti
partendo da un qualche idealizzato inizio teorico, e
fornisce risposte semplici a problemi attualmente
ammantati di misticismo o metafisica alla moda; è
maggiormente interdisciplinare e comprensivo di informazioni rispetto a
qualsiasi precedente cosmologia e indica possibilità concrete
che vanno ben aldilà dei limiti imposti dalla scienza attuale.
Il modello dell'Universo Elettrico è derivato da un
esteso approccio interdisciplinare alla scienza,
che non è una tecnica insegnata nelle università.
L'Universo Elettrico si basa più sull'osservazione
e la sperimentazione piuttosto che sulle teorie
astratte,
e riconosce connessioni
fra le varie discipline; questo modello prevede che il requisito fondamentale per comprendere
l'universo sia quello di
prendere compiutamente
in considerazione la
fondamentale natura elettrica
degli atomi e delle loro
interazioni.
Stranamente, questo non si da nella cosmologia convenzionale, dove un più debole magnetismo ed una ancor più debole forza gravitazionale regolano
il cosmo.
Tale semplificazione
può adattarsi ad una fisica teorica basata sulla neutralità elettrica della materia nei
laboratori terrestri, tuttavia non si applica allo spazio, dove domina il plasma.
Il plasma è stato definito il "quarto
stato" della materia, dopo quello solido, liquido e gassoso
La maggior parte della materia presente nell'universo è in forma di
plasma, che si costituisce allorquando alcuni degli elettroni con
carica negativa si separano dai rispettivi atomi in un
gas, lasciando i suddetti atomi con una carica positiva; gli elettroni con
carica negativa e gli atomi con carica positiva (noti come ioni
positivi) sono quindi liberi di spostarsi separatamente sotto l'influenza
di una tensione applicata
o di un campo magnetico; il loro spostamento netto costituisce
una corrente elettrica.
Cosi una delle più importanti proprietà
del plasma è quella di poter trasportare la corrente elettrica,
formando filamenti di
energia che seguono le linee dei campi
magnetici; nel cosmo i moduli
filamentosi sono presenti
ovunque.
3. Una breve storia
In verità la natura distribuisce i suoi doni in modo ineguale fra i suoi
figli. Ma, grazie a Dio, molti di loro sono ben dotati e nutro la ferma convinzione che essi, nel loro complesso, conducano un'esistenza
tranquilla e riservata.
By Albert Einstein
Le implicazioni dell'attività
elettrica fra i pianeti
turberanno profondamente
coloro che hanno costruito la
propria cosmologia attorno ad una debole forza
di gravita che opera in un universo elettricamente
inerte.
I
componenti del "Quadro Generale" dell'Universo Elettrico
sono forniti da alcuni notevoli
individui, perlopiù sconosciuti e che hanno condotto o
conducono una "esistenza tranquilla e riservata" lontano dagli ambienti
accademici; questo aspetto dovrebbe stimolare la curiosità,
piuttosto che attenuarla, di coloro
dotati di un senso della storia.
Nella scienza le rivoluzioni sono state
per la maggior parte innescate da individui formatisi
al di fuori del sistema accademico
e non vincolali dalle credenze e dalle mode dell'epoca;
è ormai ben documentato che le moderne
istituzioni scientifiche operano in modo tale da indurre il
conformismo e da prevenire la ricerca e la pubblicazione
di concezioni rivoluzionarie.
John Ralston Saul sostiene che durante il
20° secolo si è ristabilita
la scolastica medievale; in tal caso,
come già accaduto, il nuovo "Illuminismo
" dovrà nascere dall'esterno degli ambienti accademici.
Per quanto mi riguarda, l'illuminismo è
iniziato col controverso
ed eclettico autore di Worlds in Collision,
Immanuel Velikovsky, il quale nel 1950 dimostrò
una tecnica comparativa interdisciplinare per rilevare dalle
tradizioni tramandate dalle primissime civiltà prove concrete di una
catastrofe planetaria. Il suo metodo aveva una connotazione
forense, in quanto egli ricercava rapporti su eventi fisici di
natura particolarmente insolita
che fossero nondimeno avvalorati a livello globale da
culture completamente separate fra loro; quindi,
applicando il principio
scientifico di causa ed effetto, risultava possibile
elaborare un modello assai dettagliato della
sequenza degli eventi in questione e, infine, tale
modello rendeva possibile fare e confermare
specifiche previsioni — requisito fondamentale di una
valida teoria scientifica.
All'epoca alcune delle previsioni di
Velikovsky risultarono stravaganti:
Venere era quasi incandescente.
Giove emetteva rumore radio, le rocce lunari erano
magnetizzate e così via. Velikovsky aveva ragione, mentre gli
astronomi di quel periodo erano nel torto. Ad ogni modo
non troverete alcun libro di testo che gli renda merito,
poiché la sua teoria era considerata errata.
Presumibilmente erano tutte congetture azzeccate per
puro caso !
Per Velikovsky divenne chiaro che la
concezione newtoniana della gravita non era sufficiente
a spiegare il comportamento dei pianeti rilevato, e certamente non
riusciva a rispondere all'ovvia domanda: "Come mai
ora i cieli appaiono così tranquilli ?"
Questo consentì all'ambiente accademico
di dare una risposta dogmatica all'embrionale passo avanti di
Velikovsky, in quanto si disse che la sua teoria non rispettava le leggi di Newton.
Ma che ne sapeva Newton dell'elettricità
?
E se qualcuno ritiene che le leggi di Newton garantiscano un sistema planetario stabile, sarà meglio che ci ripensi !
Qualsiasi sistema gravitazionale con più di due corpi orbitanti è instabile.
Tuttavia la domanda; "Cosa determina la osservata stabilità del sistema solare"
?
viene raramente posta, per non
parlare di darle una risposta.
Velikovsky era convinto che la chiave
risiedesse nella sua scoperta secondo cui,
in occasione di incontri planetari ravvicinati,
le forze elettriche dominano la incredibilmente debole
forza di gravita;
anche se all'epoca egli non riuscì a spiegare in che modo ciò
determinasse l'osservata stabilità del sistema solare,
con la sua straordinaria preveggenza aveva indicato la
strada verso
l'Universo Elettrico.
Da allora gli studiosi scettici additano
la prospettiva storica dei cataclismi di Velikovsky in quanto
errata; ad ogni modo, la sua premessa fondamentale sugli
incontri planetari è stata confermata,
accompagnata da una straordinaria ricchezza di dettagli.
Vari ricercatori all'avanguardia in questo nuovo campo
ora concordano sul fatto che nel corso della
preistoria si verificarono incontri planetari tali da
incutere timore reverenziale e che sotto il profilo culturale questi
fenomeni costituirono per le antichissime
civiltà eventi cruciali, fonte di ispirazione per
piramidi, megaliti, statue, totem ed arte rupestre
sacra. Coloro che sopravvissero allo sconvolgimento globale
avvertirono la pressante
necessità di preservare il ricordo e di tramandarlo
fedelmente
alle generazioni future in attesa del ritorno degli
"dèi".
La memorizzazione assunse la forma di
architettura, rituali e narrazioni che rappresentassero
il potere apocalittico che gli dèi planetari avevano sul destino
dell'umanità; questo inizio catastrofico
spiega come mai la civiltà comparve dal nulla come un
fulmine.
Sfortunatamente, senza parametri di
riferimento nell'attuale
comportamento dei pianeti, le storie hanno perso il loro
reale significato.
Forse questa breve spiegazione apparirà forzata, almeno
sino al momento in cui non verranno presentati
consistenti riscontri
a suo sostegno, tuttavia essa evidenzia la cruciale
distinzione fra il catastrofismo planetario dell'Universo
Elettrico e quello dei neo-catastrofisti, i quali cercano di
spiegare le prove degli incontri planetari in termini di fenomeni
cometari. Le moderne comete
semplicemente non corrispondono alle descrizioni derivate
dal passato.
Né possono spiegare gli abbondanti
riscontri di formazioni di crateri e solchi di
aspetto recente.
Inoltre in un Universo Elettrico le comete non
rappresentano per la Terra la minaccia apocalittica fantasiosamente
raffigurata dagli artisti; tali raffigurazioni sono completamente
immaginarie in quanto una cometa, prima di impattare la Terra,
verrebbe disgregata elettricamente da un fulmine
cosmico. L'unica traccia visibile restante sarebbe un
cratere da arco elettrico come il Meteor Crater dell'Arizona.
Il modello dell'Universo Elettrico è
derivato dall'intendimento
che una
nuova cosmologia del plasma
ed una comprensione dei
fenomeni elettrici nello spazio potrebbero coadiuvare l'inedito lavoro in atto nella
mitologia comparativa; per converso, le immagini
degli eventi osservati nei cieli
preistorici e la loro sequenza
potrebbero contribuire a svelare la storia recente della Terra, di Marte e di Venere. Recependo dati derivanti
da un ventaglio di conoscenze
e vicende umane assai più ampio di quello
consentito dalla cosmologia
convenzionale, il modello dell'Universo
Elettrico ha iniziato a produrre risposte pragmatiche
e sensate a molti quesiti che sembrano non collegati
fra loro; è seguita la
richiesta di Hannes Alfvén, fisico del plasma nonché premio
Nobel, di lavorare a ritroso nel tempo in base ad
osservazioni piuttosto che verso il futuro in base ad un
qualche idealizzato inizio teorico.
"Dobbiamo reimparare che la scienza
avulsa dagli esperimenti è un'impresa suscettibile di
smarrirsi del tutto in fantasiose
congetture." (H. Alfvén e G. Arrhenius, Evoluitoti
ofthe Solar System, NASA, 1976, p. 257)
Nel modello dell'Universo Elettrico, la
stessa
gravita è
semplicemente una forza elettrostatica dipolare.
Il
risultato è ora un "Quadro Generale" che mette in
evidenza la nostra drammatica preistoria e
l'essenziale concatenazione con l'universo; non dobbiamo
più guardare noi stessi e l'Universo
attraverso gli specchi deformanti della scienza moderna.
Le implicazioni dell'attività
elettrica fra i pianeti turberanno
profondamente
coloro che hanno costruito la propria
cosmologia attorno ad una debole forza
di gravita che
opera in un
universo elettricamente inerte; questa strana
svista dogmatica garantisce che in futuro non resterà
nulla
della
fantasiosa
Teoria
del Big Bang o della semplicistica storia della formazione
dell'universo.
4. Quale Big Bang ?
//
Big Bang è già morto
!
Hallon
Arp, il non proclamato "Galileo del 20° secolo", ha dimostrato
che /'Universo non si sta espandendo.
La teoria del Big Bang si basa su
una interpretazione
errata del redskift.
Il redshift (spostamento dello spettro verso lunghezze d'onda maggiori, ndt) di
una remota galassia si misura in termini di luce che proviene da
essa; le righe dello spettro della galassia in questione
indicano uno spostamento verso il rosso, confrontato con le
medesime righe del nostro
sole.
Arp ha scoperto che talvolta oggetti da! redshift basso
ed elevato
sono collegati da un ponte o getto di materia. Quindi
il
redshift, che nella maggior parte dei casi è intrinseco
all'oggetto,
non può essere una misura di distanza.
Ma c'è dell'altro:
Arp ha
scoperto che il redshift
intrinseco di un quasar o di una galassia
assumeva valori discreti che
diminuivano con la distanza da una
galassia centrale attiva;
nella nuova
visione cosmologica
di Arp, le galassie attive "danno origine" a quasar e galassie compagne ad elevato redshift.
Il redshift diviene misura delle età relative dei quasar e delle galassie vicini, e non della loro distanza; man mano che una galassia o un quasar invecchiano, il redshift declina in fasi o quanti
discreti.
L'enorme rompicapo dell'astrofisica è
il perché una galassia
dovrebbe presentare un fenomeno atomica.
Allora ci rivolgiamo alla fisica delle particelle. Questa
difficoltà evidenzia il fatto che la "meccanica" quantistica applicata agli
atomi è una teoria priva
di realtà fisica.
La bizzarria della teoria quantistica è
stata attribuita alla scala subatomica alla
quale viene applicata; ma
ora che abbiamo effetti quantici
in qualcosa delle dimensioni di una galassia, questa conveniente
assurdità è smascherata.
Se Arp ha ragione, molti esperti faranno
ben presto la figura degli sciocchi.
La sua scoperta ha
suonato il campanello d'allarme
in alcuni ambienti accademici, e poiché a nessuno piace
un rumore
fragoroso — specie se si è addormentati — la reazione
istintiva è stata quella di attaccare il personaggio che
ha premuto il pulsante del campanello.
Ad Arp è stato negato l'utilizzo
del telescopio, le sue pubblicazioni sono state respinte
e, per poter proseguire il proprio lavoro,
è stato costretto a
lasciare
gli USA.
5. Galassie elettriche
I fisici del plasma dispongono da più di
10 anni di un modello elettrico delle galassie, che funziona
con la fisica del mondo reale. Il modello è in grado di
spiegare brillantemente le dinamiche e le forme delle
galassie senza ricorrere all'invisibile materia oscura e ai buchi neri centrali,
e spiega con semplicità i potenti flussi elettrici
osservati scaturire lungo l'asse di rotazione
dai nuclei delle galassie attive. Recenti
risultati derivanti dalla
mappatura del campo
magnetico di
una galassia a spirale confermano
il modello elettrico.
I cosmologi d'altra parte non sono in grado di spiegare come mai le configurazioni a spirale sono cosi comuni, mentre per i
campi magnetici galattici dispongono unicamente di spiegazioni
ad hoc.
Più di recente si sono scoperti campi magnetici intergalattici, il che rappresenta la definitiva goccia che
fa traboccare il vaso.
Nel disperalo tentativo di
spiegare in che modo la forza di attrazione della
gravita possa avere come esito l'emissione di materia in un
flusso ristretto a velocità
relativisti che, si sono dovuti inventare incredibili
modelli gravitazionali
che implicano la presenza di invisibili "buchi
neri".
Comunque,
nessuno è istruito per
considerare l'immissione di
energia elettrica nei
sistemi climatici.
6.
Stelle
elettriche
1 fisici del plasma sostengono che le
stelle si formano in virtù di un effetto "pizzicotto"
elettromagnetico su gas e polvere disseminati su larga
scala. Il "pizzicotto" è determinato dalla forza
magnetica presente fra filamenti di energia paralleli
che fanno parte delle imponenti correnti elettriche
che fluiscono all'interno
di una galassia: nel concentrare la materia tale
"pizzicotto" è di gran lunga più efficace della gravita
e, diversamente da quest'ultima,
può eliminare il momento angolare in eccesso che
tende ad impedire il collasso. Le stelle
si formeranno come gocce
su un filo, sino a quando non prevarrà la gravita.
Negli anni '70 del secolo scorso il tardo
Ralph Juergens, ingegnere
di Flagstaff, Arizona, ebbe un'intuizione che lo portò a suggerire che l'alimentazione elettrica
non si ferma lì e che
le
stelle non sono macchine termonucleari
!
Questo risulta ovvio allorquando si
consideri il Sole secondo una prospettiva di scarica
elettrica. Le correnti galattiche che creano le
stelle continuano
a fornire loro energia. Le stelle si comportano come
elettrodi
in una scarica di luminescenza galattica.
Le stelle brillanti come il nostro Sole
sono grandi sfere concentrale di fulmini.
La
materia interna alle stelle assume carica positiva man
mano che gli elettroni si spostano verso la
superficie. Le risultanti
forze
elettrostatiche interne impediscono alle stelle di
collassare
sotto il profilo gravitazionale e, occasionalmente,
fanno sì
che esse "diano origine", tramite
processo elettrico di fissione, alla formazione di
stelle compagne e di pianeti giganti gassosi, evento
contrassegnato da un improvviso bagliore o
dall'esplosione di una nova.
Questo chiarisce il motivo per cui le
stelle hanno comunemente delle compagne e perché i
pianeti giganti sinora individuati per la maggior parte
orbitano nei dintorni della
loro stella madre.
La teoria dell'evoluzione stellare è
un'elaborata invenzione. La comparsa di una stella è determinata
in gran parte dal suo ambiente elettrico e può variare
all'improvviso; esistono molti esempi di straordinaria
variabilità stellare. L'età di una stella è indeterminata.
I fisici del plasma e gli ingegneri
elettrici sono i più capaci
a riconoscere il
fenomeno di scarica
del plasma che definiamo stelle. La fisica
stellare è in mani
sbagliate.
7.
Pianeti
I pianeti come la Terra e le lune "nascono" analogamente
tramite
l'emissione elettrica di parte dei nuclei con carica
positiva di stelle nane e giganti
gassosi; ciò spiega la dicotomia fra i
densi pianeti e lune rocciosi, e i
pianeti giganti
gassosi.
Nel modello dell'Universo Elettrico,
la stessa gravita è semplicemente una forza
elettrostatica dipolare. Quindi le orbite dei pianeti
vengono stabilizzate rispetto al caos gravitazionale dallo
scambio di carica elettrica attraverso le loro code di
plasma (a giudicare dalla sua magnetocoda "'cometaria",
Venere lo sta ancora facendo intensamente ed è il
pianeta con l'orbita più circolare di tutti) e la
conseguente modificazione della gravita di ciascun
corpo.
I pianeti assumono presto orbite che assicurino la
minore interazione elettrica;
gli impatti fra corpi estesi vengono evitati, e la
cattura resa più probabile, dallo scambio reciproco di
carica elettrica.
La cattura della nostra Luna diviene l'unica
opzione; essa non può essere stata creata dalla Terra.
Le prove delle passate instabilità
planetarie sono scritte a grandi lettere sulle superfici di tutti i
corpi solidi del sistema solare e hanno la forma
di crateri da arco elettrico.
8.
Craterizzazione elettrica
Le scariche elettriche fra corpi in
avvicinamento assumono la forma di "fulmini degli dèi", ovvero
plasmoidi dalla netta coformazione elicoidale; molle
antiche culture scolpirono questi plasmoidi nel raffigurare Giove che
scagliava il suo fulmine.
II fulmine di Giove
suscita interrogativi sulla storia dell'umanità
e della Terra, interrogativi che non sono mai stati
posti.
Quando si tratta di datare superfici
planetarie, va tenuto presente che i plasmoidi provocano
la caratteristica butteratura da arco elettrico sotto
forma di sinuosi canali e crateri nettamente circolari
dalle pareti scoscese e con occasionali picchi centrali.
Questi crateri vengono universalmente ed
erroneamente considerati
crateri da impatto.
I sinuosi canali invece vengono erroneamente
classificati come letti di fiume e canali di lava.
Ore o persino minuti
di butteratura elettrica possono produrre una superficie come
quella della Luna che poi, secondo un'interpretazione
ad hoc, viene considerata vecchia di miliardi di
anni. In questo modello ci si aspettano delle differenze emisferiche
nella craterizzazione.
E per gli scettici, una tenue attività di
arco elettrico in un corpo delle dimensioni di un pianeta
continua tuttora sulla luna più interna di Giove, lo; per le
molte previsioni sulle scoperte, verificate non appena sono state
disponibili immagini ravvicinate di Io.
vedere sito web
http://www.holoscience.com
I geologi planetari non sono addestrati a
riconoscere la butteratura da arco elettrico, altrimenti
avrebbero coito al primo sguardo la caratteristica erosione catodica della
superficie e i getti catodici su Io; non sono certamente
i vulcani che conosciamo dai testi di geologia.
Esistono ora
riscontri sperimentali che
vanno a sostegno del
modello dell'Universo Elettrico e a
scapito del modello della Relatività
Generale.
9.
Clima elettrico
In linea generale ben pochi sono consapevoli del fatto che ignoriamo
del tutto il modo in cui il fulmine
ha origine all'interno delle nubi. Molto semplicemente, la
risposta è che il
fulmine non viene generato lì.
Le nubi
costituiscono soltanto un conveniente percorso per l'elettricità che
ha origine
nello spazio; in assenza di nubi, è possibile che si
manifesti il classico '"fulmine a ciel sereno", come accade su
Venere (anche se il suo cielo non è certamente quello
della Terra).
I sistemi atmosferici sono determinati principalmente da influenze elettriche esterne.
Di conseguenza, il Sole ha schemi climatici e Nettuno.
il pianeta più esterno, per quanto riceva pochissima
energia dal Sole, presenta i venti più violenti del
sistema solare.
Le scariche elettriche
provenienti dallo spazio provocano su Marte gli
imponenti dust devil (turbini o mulinelli di polvere,
ndt) e tempeste di polvere a livello planetario; sono
responsabili della Grande Macchia Rossa di Giove e dei "raggi"
negli anelli di
Saturno;
sono il motivo per cui Venere presenta
fulmini nelle sue nubi simili a smog e le vette dei suoi monti
brillano per i fuochi di sant'Elmo; sono la ragione per cui la
Terra presenta fulmini che si disperdono nello spazio in forma di
"spruzzi rossi" e "zampilli
blu" e per cui i satelliti ai guinzaglio "fecero
saltare un fusibile".
Comunque,
nessuno è istruito per
considerare l'immissione dì energia elettrica nei
sistemi climatici.
Sul mio sito web c'è l'immagine di una
visone d'artista della NASA che raffigura dei fulmini su
Venere durante la discesa di una delle sonde Pioneer.
Venere ha nubi simili a
smog che
teoricamente non dovrebbero generare fulmini, tuttavia
tale fenomeno interessa il pianeta in modo rilevante;
questo depone
a sfavore della comune concezione relativa alla causa dei fulmini.
10.
La vita stessa -
vedi
Progetto Vita
Sembra che quando una stella nana o un
pianeta gigante gassoso
"danno origine" ad un satellite roccioso, solitamente
genitore e figlio restano strettamente legati.
// nostro sistema solare,
con le sue orbite ampiamente distanziate
e le sue caratteristiche caotiche, sembra essere il
risultalo di un recente "incidente
stradale" cosmico.
Questa congettura apparentemente strampalata è supportata dalle storie, diffuse in lutto il mondo, di incontri planetari preistorici; cosi, usare la nostra situazione come
metro di riferimento di un normale sistema planetario
determina concezioni
decisamente
fuorvianti in merito alle origini della vita e
alle valutazioni
sulla probabilità di vita in altre
parti dell'universo.
La situazione più favorevole al fiorire della vita in un Universo Elettrico risiede all'interno
del bozzolo elettrico di
una stella nana
marrone. L'energia radiante viene pertanto uniformemente
distribuita sull'intera superficie di qualsiasi pianeta
orbitante entro la cromosfera di una stella di questo
tipo, indipendentemente dalla rotazione assiale, dall'inclinazione o dall'eccentricità
dell'orbita. L'atmosfera estremamente rarefatta di
queste Stelle
presenta gli essenziali composti del carbonio e l'acqua utili alla
formazione di foschia sulle superfici dei pianeti.
La
luce rossastra è ideale per la fotosintesi. Un modello
di questo genere rappresenta uno dei motivi per cui il
progetto di
Ricerca di Intelligenze ExtraTerrestri (SETI) ha scarse
probabilità di successo.
Qualsiasi civiltà avanzata presente su un
pianeta
di questo tipo sarebbe inconsapevole che al di fuori del
proprio
ambiente stellare esiste l'universo, mentre le
radiocomunicazioni attraverso la scarica di bagliore
della stella risulterebbero
impossibili !
I
nostri sistemi educativi non sono adeguati alle estese
conoscenze
interdisciplinari richieste in un Universo Elettrico
11. Alcune nozioni di base
Le prime macchine progettate per svolgere
un qualunque movimento
specifico sono sempre le più complesse, e di solito i
successivi ideatori scoprono che con meno ingranaggi,
meno principi
in movimento di quelli originariamente impiegati, è
possibile conseguire più agevolmente i medesimi
risultati. I primi sistemi filosofici sono,
analogamente, sempre i più complessi.
By
Adam Smith
II modello dell'Universo Elettrico compie
un progresso semplificati vo unificando le forze
nucleari, il magnetismo e la gravita
come manifestazioni di una forza elettrostatica
quasi-istantanea.
Invece di essere "spaventati" dal concetto di azione a
distanza, come la maggior parte dei
fisici di questo secolo, coloro
che propongono l'Universo Elettrico lo accettano come un
dato osservativo.
Chiunque abbia cercato
di accostare i due poli uguali di un magnete ha dimostrato
un'azione a distanza.
Quindi la radiazione "elettromagnetica" è semplicemente
il risultato di una forza elettrostatica oscillante.
A livello atomico il modello dell'Universo Elettrico prende spunto dall'opera di Ralph Sansbury, un ricercatore indipendente di
New York, nella quale anzitutto vi è il semplice riconoscimento della fondamentale
natura elettrica della materia e del primato della forza elettrostatica nelle interazioni
della materia stessa; inoltre
poggia sull'elementare ipotesi
che protone, neutrone ed elettrone siano composti da
particelle cariche
più piccole
che orbitano
l'una rispetto
all'altra nel
senso classico seguendo stabilì
orbite risonanti; vale a dire che l'energia scambiata fra queste
particelle in
deformazione elastica durante ciascuna orbita equivale a
zero. Essendo cariche, le sub-particelle interagiscono
tramite la forza elettrostatica.
Un semplice calcolo dimostra che le
sub-particelle che formano un elettrone devono viaggiare
ad una velocità assai superiore a
quella della luce — qualcosa
come 2,5 milioni di anni luce al secondo, come a dire
percorrere in un secondo la distanza fra la
Terra e la zona più remota della galassia
di Andromeda ! Quindi, affinché l'elettrone sia stabile,
la forza elettrostatica deve agire ad una velocità che, in base alla nostra
scala, è pressoché infinita.
Sono le stabili risonanze orbitali di
queste sub-particelle, sia interne ad esse che fra di esse, a
determinare i fenomeni dei protoni, neutroni, elettroni
ed atomi. Altri abitanti dello "zoo" delle particelle sono solamente Stati risonanti
transitori delle stesse sub-particelle cariche.
La cosiddetta "creazione" della materia da fotoni energetici è un'illusione, in
quanto la materia preesistente
viene riorganizzata in nuovi stati risonanti che danno
l'impressione che una particella si sia improvvisamente
materializzata.
Anche l'antimateria è un termine improprio, poiché è
formata dalle stesse sub-particelle della materia
"normale", salvo che la carica complessiva è riflessa.
La materia non può essere creata né annichilita.
• Una
prospettiva convenzionale delle forze in Fisica
1.
Le forze nucleari tengono assieme i nucleoni
(protoni e neutroni) nel nucleo atomico. Sono le
forze dominanti del
nucleo, ma a grandi distanze da esso non rivestono
alcuna
importanza.
2 a. Forze elettriche
- una carica positiva ed una negativa si
attraggono reciprocamente, mentre cariche uguali si
respingono.
Le forze elettriche tengono uniti gli atomi ("legano"
gli elettroni al nucleo) e nel nucleo rivestono
una certa importanza. In virtù di un effetto di schermatura, a
grandi distanze solitamente le forze elettriche non sono molto
importanti. Per esempio, una carica positiva attrae
cariche negative nelle proprie vicinanze in modo tale da schermare il campo dalla
carica positiva.
2b. Le forze magnetiche
sono strettamente correlate alle
forze elettriche.
Dato che non possono essere schermati; con facilità, a distanza sono più efficaci di
quanto non lo siano le forze elettriche. Un esempio è il
campo magnetico terrestre.
3.
La gravitazione è assai più debole delle forze
elettriche e di
conseguenza priva di importanza
nell'atomo. Dato che la gravitazione non può essere
schermata, a
grandi distanze è la forza dominante.
Le orbite dei
pianeti e i movimenti delle stelle
e delle galassie sono
governati dalla gravitazione.
ByH.Alfven.
•
Teoria dei quanti
Per la prima volta la rinomata teoria dei
quanti è oggetto di una spiegazione fisica in termini di
moto risonante di
particene cariche,
mediato da una forza elettrostatica quasi istantanea.
L'orbita
quantica di un elettrone è quella in cui lo scambio di
energia fra tutte le sub-particelle nel nucleo di un atomo e quelle
presenti in un elettrone orbitante ammontano a zero
sull'orbita. Lo scambio di energia assume la forma di
distorsione di una particella sino a formare un dipolo
elettrostatico o uno spostamento
verso una nuova orbita risonante.
Le
conseguenze e
le possibilità di
un Universo Elettrico
sono di ampia portata.
•
Teoria della relatività
La Teoria Speciale di
Einstein fu
elaborata per definire la simultaneità in un universo in cui il
segnale o forza più veloce fosse limitata alla misurata velocità di
individuazione della luce da una sorgente lontana. Con
una forza elettrostatica di velocità quasi infinita che agisce fra le
sub-particelle di tutta la materia, la teoria della relatività si riduce alla
fisica classica. Ciò lascia aperta la questione di cosa
misuriamo allorquando determiniamo la velocità della
luce.
In termini galattici la velocità della
luce è estremamente lenta, poiché richiede 150.00D anni
per attraversare la nostra galassia.
Ad ogni modo, l'astronomo Halton Arp ha
dimostrato che i redshift di intere galassie sono
quantizzati, il che richiede una qualche forma di comunicazione galattica
quasi istantanea a livello subatomico.
Attualmente vi sono svariati esperimenti
riportati che indicano
effetti più veloci della luce. Una volta abbandonata la
Teoria Speciale
e con l'universo che comunica in tempo reale con !e
sue parti, non può esistere alcun viaggio
nel tempo, e spazio e tempo sono indipendenti. Il senso
comune ha sempre suggerito che le cose stanno in questi termini.
La Teoria Generale di Einstein fu
concepita per spiegare la gravita, e cerca di scartare l'osservata
azione a distanza della gravita proponendo una
contro-intuitiva curvatura dello spazio in presenza di corpi dotali di grande
massa. Questa superflua complicazione dello spazio si aggiunge
quindi alle attuali concezioni metafisiche relative a
cosa costituisca la massa di un oggetto. Tuttavia !o spazio deve anche
"curvarsi" a velocità quasi
infinita per produrre le orbite planetarie osservate.
Il
senso comune, l'osservazione e la scarsità di ipotesi
indicano
che il modello elettrostatico della gravita è superiore.
Esistono ora riscontri sperimentali,
desunti da misurazioni della gravita eseguite in corrispondenza di
un'eclissi solare totale, che
vanno a sostegno del modello dell'Universo Elettrico e a
scapito del modello della Relatività Generale: E = mc2
La celebre espressione matematica
di Einslein E = me2, che equipara
massa ed energia, è nota pressoché
a tutti. Ad ogni modo, nel loro
complesso i libri di testo continuano
ad usare il termine "materia"
al posto di "massa".
Tuttavia non è
stato dimostrato da nessuna parte che massa e
materia
siano
intercambiabili.
In realtà ignoriamo
del tutto cosa costituisca la
massa di un oggetto,
quindi non è
ammissibile inferire che energia e
materia siano intercambiabili.
L'espressione definitiva di tale concetto ha determinato
l'assurdità del
Big
Bang.
Sembra più sensato e più semplice suggerire
che l'energia chimica e quella nucleare siano
rilasciate o assorbite dal riordinamento delle orbite
risonanti di particelle cariche, ed è la logica a
suggerire che la massa è la
risposta misurata di
un sistema di particelle cariche rispetto ad una
forza elettrostatica esterna. Più massiccio è un corpo,
più la forza
elettrostatica contribuisce alla
deformazione elastica dei suoi protoni, neutroni
ed elettroni piuttosto che alla
loro accelerazione;
questo è il fenomeno osservato negli acceleratori
di particelle e convenzionalmente attribuito ad effetti
relativistici. Ma in un universo in cui la forza elettrostatica ha
una velocità
quasi infinita la relatività si riduce alla fisica
classica.
Il primo quesito da porre è: "Se
è così semplice, perché non
ci si è pensato molto tempo fa
?"
La risposta sembra risiedere nella propensione della teoria matematica
a soppiantare il buon senso e l'osservazione; quando i
matematici tentano di conferire
un reale significato ai loro simboli, si presenta anche
un problema
di linguaggio.
12.E dunque ?
Le conseguenze e le possibilità di
un Universo Elettrico sono di ampia portata. Innanzitutto, dobbiamo
riconoscere la nostra profonda ignoranza !
Non sappiamo nulla dell'origine dell'universo.
Non vi fu alcun
Big Bang.
L'universo visibile è statico e molto più piccolo di quanto pensassimo,
non abbiamo idea della sua età o delle sue dimensioni, né
conosciamo la fonte basilare dell'energia elettrica o della materia
che forma l'universo stesso.
Le galassie vengono modellate da forze
elettriche e formano concentrazioni di plasma al
proprio centro, che periodicamente emettono quasar e getti di elettroni. I
quasar si evolvono in galassie compagne; le galassie formano
famiglie con "genitori" e "figli"' identificabili.
Le stelle sono "trasformatori" elettrici, non dispositivi termonucleari; non
esistono stelle di neutroni o buchi neri. Non conosciamo l'età delle
stelle perché la teoria dell'evoluzione termonucleare
non si applica loro; le supernove sono del tutto
inadeguate come fonte di elementi pesanti.
Non conosciamo l'età della Terra in quanto
gli
orologi radioattivi
possono essere scompaginati da intense scariche
elettriche.
Le potenti scariche elettriche che
formano una fotosfera stellare
creano gli elementi pesanti che compaiono nei loro
spettri. Le stelle "danno origine" elettricamente a
stelle compagne e a pianeti giganti gassosi; con tutta probabilità la
vita si forma all'interno
dell'involucro di plasma radiante di una
nana marrone !
Il nostro Sole ha acquisito nuovi
pianeti, compresa la Terra, il che spiega le loro caratteristiche
da "macedonia di frutta"; non si tratta del luogo più ospitale per la
vita, dato che lievi cambiamenti
nel lontano Sole potrebbero far congelare o rendere
sterile la Terra.
La superficie e l'atmosfera dei
pianeti si depositano durante la nascita da un corpo più esteso
e durante gli incontri
elettrici con altri pianeti; le superfici
planetarie recano le cicatrici elettriche di tali eventi
cosmici.
La velocità della luce non costituisce
una barriera.
La
comunicazione in tempo
reale lungo distanze galattiche potrebbe essere
possibile;
quindi il tempo è universale ed il viaggio nel tempo è
impossibile. L'antigravità è
possibile.
Lo spazio non possiede dimensioni extra in cui curvarsi o dove
possono esistere universi paralleli. Non esiste alcuna energia del
vuoto di "punto zero". L'invisibile fonte di energia nello
spazio è di natura elettrica.
I sistemi nucleari catalitici risonanti
possono fornire energia nucleare pulita mentre, invece che nelle
consuete reazioni chimiche,
è possibile ottenere un'energia superiore da sistemi
catalitici risonanti.
Gli enzimi biologici sono in grado di sfruttare
la catalisi nucleare risonante per trasmutare gli
elementi.
I
sistemi biologici danno prova di comunicare tramite
sistemi chimici risonanti, il che potrebbe fornire una
spiegazione fisica
dell'opera di Rupert Sheldrake. Il DNA
non custodisce la
chiave della
vita
ma è piuttosto più simile alla cianografia di un set di componenti ed utensili in una fabbrica; potremmo non essere mai in
grado di decifrare il genoma umano ed affermare
se rappresenta una creatura con due o sei zampe, poiché
le informazioni che
controllano la catena di montaggio sono esterne al DNA.
La
vita presenta ben altri parametri oltre a
quello chimico.
Non siamo disperatamente isolati nel
tempo e nello spazio su una piccola roccia che orbita attorno
all'insignificante sole di un'insignificante galassia,
bensì auspicabilmente connessi alla
potenza e all'intelligenza dell'universo.
II futuro
in un Universo Elettrico si prospetta davvero assai
stimolante
!
Riferimenti
-
li
sito web di Electric Universe:
http://www.eiectric-universe.info
riporta le
ultimissime novità e prospettive.
-
II silo web Plasma Universe di
Anthony Peratt, autore eli Physics of Plasma
(un subset di The Electric Universe), si trova presso:
http://public-lanIgov/a1p/plasma/u
n iverse.html
-
The Big Bang NcverHafjpenedlì 99ì)ó't
Eric |.
Lemer è un'interessante panoramica
sulla cosmo logia del plasma — la cosmologia del
futuro.
-
La Society (or Interdisciplinary
Studies (SiS) è la più antica ed aggiornata società
che si occupa
di ricerca e informazione dei catastrofisti, plesso
http://ww.knowledge.co.-uk/sis/.
-
"Halton Arp, A Modern Day Galileo",
di A. Acheson, SIS
Internet Digest nr. 2, 2001.
-
"'Non potete deliberare quale sia la
verità.' Non importa quante persone siano
convinte di qualcosa, se le osservazioni
dimostrano che la tal cosa è errata, è errata
e basta" (Arp, Seeing Red, p. 273).
Arp
presenta osservazioni che indicano che la
teoria del Big Bang è erronea presso
il sito:
http://vww.haltonarp.com
-
La lettera aperta di Thomhill agli scienziati, inerente
alla teoria del Big Bang, è reperibile presso
http://www.holo-sci
ence,.com/ne ws. php?article=zj49j0u7
-
Don Scott, docente di ingegneria
elettrica,
espone la sua concezione del comportamento delle
stelle nel Cosmo Elettrico presso
http://www.electric-cosmos.org/.
-
THOTH email newsletter, disponibile
gratuitamente
a chiunque sia interessato al crescente
dibattito sulla recente storia del sistema solare
e l'Universo Elettrico,
presso
www.kronia.-com/newsl
etter.asp.
A proposito deIl'Autore:
Wal
Thornhill è uno dei fortunati studenti
degli anni '5O ispirato dal controverso
libro di Immanuel Velikovsky dal titolo
Worlds in
Collision.
Mentre
studiava presso la
Melbourne University,
Wal passò molte ore nella sezione di antropologia
della Biblioteca di Baillieu, convincendosi che Velikovsky aveva fornito una
valida interprelazione dei recenti insoliti eventi
celesti che avevano implicato i pianeti Marte e Venere; la questione
meritava indagini invece che la soppressione
da parte degli accademici. Così, dopo un anno di specializzazione sprecato a ricostruire la parabola di un
radiotelescopio, Wal lasciò l'università
con la propria curiosità intatta e un sano scetticismo
verso le opinioni degli esperti.
Lavorò per la IHM e per
il governo australiano
nel settore avanzato dell'informatica e delle comunicazioni,
seguendo al contempo la
sua intuizione.
Nel 1974 Wal fu invitato a partecipare al
primo convegno internazionale di Velikovsky in Ontario dove, nel contesto di un
dibattito sulla storia recente del sistema solare,
conobbe
molti eminenti scienziati e lo stesso Velikovsky, che andò nuovamente a trovare
nel 1979 a casa sua, a Princeton; in tale occasione discussero il problema del modello
gravitazionale
del sistema solare per la tesi di Velikovsky, il che piantò il seme che si sarebbe poi
sviluppato
nel modello dell'Universo Elettrico.
Wal ha stilato scritti per la
Society for
Interdisciplinàry Studies Review
inglese e, mentre lavorava a Londra, ha ricoperto
l'incarico
di membro del consiglio del SIS. Ha inoltre seguito un
corso di specializzazione in Astrofisica presso la University of
London, partecipando
anche ad incontri del BAAS, della Royal Astronomica! Society e della
British Astronomical Association;
ha presentato la teoria
dell'Universo Elettrico in occasione di molte conferenze negli USA e in
Inghilterra, ed è co-autore del libro Thunderbolts of
thè Cods, la cui introduzione è consultabile presso
http://www.thunderbolts.info
Wal Thornhill ha partecipato come relatore
al convegno di NEXUS tenutosi nel 2004
a Brisbane, in Australia.
Tratto da: Nexus 55, apr-mag 2005 - E-mail:
info@holoscience.com
-
http://www.holoscience.com
Segue in:
Universo Elettrico
1
Vedere per altri
particolari importanti:
http://www.radioforpeace.info/articolinuovaera/itapiece184.htm
TEORIA delle
STRINGHE e MULTIVERSO
vedi:
Energia=Informazione=sostanza
+
Universo
Elettrico 1 + UniVerso
Elettrico 3
+
Universo
Elettrico 4 + Universo
Mentale +
Universo
Intelligente + UNIVERSO ARMONICO
+
Universo
Elettrico
(definizione) +
UniVerso Olografico
+ Universo
matriosca +
Cosmologia, Cosmogonia + Esperimento
Archiviato +
Chi
e', cosa e', dov'e' dio ?
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI
+
Teoria
del TUTTO +
OLO-MERO (la scoperta dell'Infinito Assoluto)
+
Trans - Uranici +
UNIVERSO OLOGRAFICO -
IPERSPAZIO +
Vuoto QUANTOMECCANICO Intelligente ?
+
Le prime parole della Genesi
+
Galassie madri
+ Sintesi (il senso della Vita)