Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


"
Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

HOME

UNIVERSO ELETTRICO - 1 
UNIVERSO ARMONICO  +  Universo Elettrico 2  UniVerso Elettrico 3  +  Universo Elettrico 4
Cosmologia, Cosmogonia  +  Il Big Bang NON esiste +  Universo Armonico  +  Teoria del TUTTO
Nuovo modello di Atomo - Le SCOPERTE di Massimo Corbucci, Fisico:  "la particella di Dio"
Universo Elegante  +  La forza di Gravita' NON esiste  +  Unificazione delle forze Universali

Scomparsa dei Dinosauri ed Universo Elettrico +  Cimatica 1  +  Cimatica 2

Universo Elettrico (definizione) - English  +  Universo Intelligente  +  Chi e', cosa e', dov'e' dio
Trasmettitore a Spin  +  Buchi Neri  +  Definizione di Atomo  +  Olo-Mero
Le prime parole della Genesi   +  Sintesi (il senso della Vita)  +  Galassie madri
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
Fisica Quantistica +  PsicoBioFisica  +  Uomo Psico Elettronico
Fisica Intenzionale
 


L'autoCoscienza dell'UniVerso e' la proprieta' intrinseca che Egli possiede di generare al suo interno una qualche forma di vita intelligente, in grado di effettuare osservazioni. In sostanza, questa proprieta' esprime quelle che e' stata definita come la "formulazione forte" del Princìpio Antropico. Questo principio e' sempre piu' considerato come l'unica spiegazione possibile in relazione agli "strani numeri dell'UniVerso" o coincidenze cosmologiche. In sintesi, le costanti di natura hanno certi valori raffinatissimi, non casuali, proprio perche' solo tali valori avrebbero consentito la formazione della vita intelligente
(By Ferdinando Catalano)

"Il mondo Vivente e' costituito dalla Coscienza rivestita di carne ed ossa"
(By Teilhard De Chardin)
 


In questo "Grande Quadro" del modello di un universo vivente di energia elettrostatica, il Big Bang non si è mai verificato, la Relatività Generale perde importanza e le stelle non sono macchine termonucleari, in parole povere,
la scienza ufficiale racconta delle favole....!
 


Questa ideologia, e' basata su osservazioni ed esperimenti; il modello di questa nuova concezione dell'UniVerso Elettrico unifica le forze nucleari, il magnetismo e la gravita' come manifestazioni di una forza elettrostatica quasi istantanea. 
Ne deriva una NUOVA visione del Cosmo e della nostra collocazione al suo interno.

Ora finalmente esistono riscontri sperimentali che vanno a sostegno dell'Universo Elettrico ed a scapito del modello della relatività di Einstein !
Nel modello di questo Universo per esempio, la stessa "gravità" e' semplicemente una forza elettrostatica BIPOLARE
Il campo elettromagnetico è l’Universo Elettrico. La radiazione elettromagnetica presente nell'UniVerso indica di quale modello di UniVerso dobbiamo parlare e studiare.

Le conseguenze e le possibilità di questo tipo di Universo sono di ampia portata e rivoluzioneranno tutte le conoscenze attuali !
Il Campo ElettroMagnetico è l’UniVerso elettrico
.

Il MODELLO dell'UniVerso Elettrico

 

Esso e' un coerente "quadro generale" in quanto abbraccia molte discipline ed evidenzia i ricorrenti modelli elettrici che, ad ogni scala consentono di sperimentare in laboratorio la spiegazione degli strani fenomeni energetici rilevati anche nello spazio profondo.

Esso opera a ritroso nel tempo utilizzando osservazioni, piuttosto che partendo da idealizzazioni teoriche, fornendo risposte semplici a problemi attualmente ammantati di "misticismo" e/o di "metafisica" tanto alla moda.

E' interdisciplinare e comprensivo di informazioni piu' logiche e dimostrabili di qualunque altro "modello" descrittivo insegnato anche nelle Universita'. Ovviamente esso non e' ancora accettato dagli universitari cosi come altre discipline osteggiate ed alternative, specie in medicina.

Esso indica anche nuove possibilità concrete che vanno molto al di la dei limiti posti dalla scienza accademica attuale.

Esso ha come requisito fondamentale quello di prendere in considerazione la fondamentale natura elettrica degli atomi e delle loro interazioni bioelettroniche

I modelli dell'UniVerso insegnati ufficialmente ed accademicamente sono basati su forze deboli, anzi debolissime (Forza magnetica + Forza gravitazionale) basate sulla neutralità elettrica della materia nei laboratori terrestri, ma NON si possono applicare nello spazio nel quale DOMINA il "Plasma", ovvero il 4° stato della materia, gli altri 3 sono, quello gassoso, liquido, solido.

Quindi esso privilegia la Cosmologia del Plasma.

La maggior parte della materia presente nell'UniVerso e' allo stato di plasma; esso si costruisce e costituisce quando alcuni Elettroni con carica negativa (E-) si separano dai rispettivi Atomi in un gas, lasciandoli con carica positiva (A=ioni+); gli E- e gli ioni+ sono quindi liberi di spostarsi separatamente sotto l'influsso di una tensione applicata o di un campo magnetico, infatti il loro spostamento (E) costituisce una "corrente elettrica". Le Forze elettriche dominano quelle deboli !

Quindi cio' significa che il Plasma ha come proprietà principale quella di trasportare la corrente elettrica, formando "filamenti" di energia che seguono le linee dei campi magnetici, infatti nel Cosmo questi filamenti sono ovunque presenti.

I fisici del Plasma dispongono da piu' di 10 anni di un modello elettrico delle galassie che funziona con la fisica del mondo reale. Quel modello e' in grado di spiegare molto bene e brillantemente le dinamiche e le forme delle galassie senza ricorrere a strane teorie (buchi neri centrali + materia oscura) e spiega molto bene i potenti flussi elettrici osservati fuoriuscire lungo l'asse di rotazione dei nuclei delle galassie attive.

Studi recenti che hanno mappato il campo magnetico di una galassia hanno confermato quel modello elettrico. 

I fisici del plasma sostengono che le stelle si formano in virtu' di un "pizzicotto elettromagnetico" su di un gas e polvere disseminati su larga scala.

Questo "pizzicotto" e' determinato dalla forza magnetica presente fra i filamenti di energia paralleli che fanno parte delle imponenti correnti elettriche che fluiscono all'interno di una galassia. Il pizzicotto concentra la materia ed e' di gran lunga molto piu' efficace della forza di gravita' e puo' eliminare il "momento angolare" in eccesso che tende ad impedire il collasso; quindi le stelle si formano su di una stringa = filo di correnti fortissime, sino a quando non prevarra' la gravita'.

Le correnti galattiche che creano le stelle continuano a fornire loro energia e le stelle si comportano come elettrodi in una scarica di luminescenza galattica (tutte le stelle possono essere descritte come grandi sfere concentrate di fulmini. La materia interna delle stelle man mano che gli elettroni si spostano verso la superficie assume carica positiva.

La comparsa di stelle e' determinata in gran parte dal suo ambiente elettrico e puo' variare all'improvviso, per cui l'eta' di una stella e' indeterminata !

Quindi la fisica stellare deve essere riportata nell'ambito dell'ingegneria elettrica e nella fisica del Plasma.

Questo modello di UniVerso Elettrico compie un notevole progresso semplificativo unificando le forze nucleari, il magnetismo e la gravita', come manifestazioni di una forza elettrostatica "quasi-istantanea"; chiunque abbia cercato di accostare due poli uguali di un magnete, ha dimostrato un'azione a distanza; quindi la radiazione elettromagnetica e' semplicemente il risultato di una forza elettrostatica oscillante !

A livello atomico questo modello elettrico prende spunto dall'opera di Ralph Sansbury (ricercatore indipendente di N.Y., USA) nella quale vi e' il riconoscimento della natura elettrica della materia ed il primato della forza elettrostatica nelle interazioni della materia stessa.

Ma la MaterIA e' di fatto inFormAzione, quindi occorre pensare ad un UniVerso con un Campo proprio (CEUI) che si informa da e per l'InFinito, attraverso il processo dialettico con la materia. 
Cio' siginfica che il Campo Universale (CEIU) è InFormAzione che tende a divenire Sostanza (Materia) e questa a ridivenire Campo in un amplesso duale inFinito.......

Commento: attendendo ulteriori studi su questo affascinante modello, rileviamo che dobbiamo ripensare non solo i modelli dell'universo insegnati fino ad ora nelle universita', ma anche e sopra tutto il tipo di medicina basata solo sulla chimica (artificiale - di sintesi) per passare ad una Medicina Naturale anche basata sulla bio elettronica. vedi anche Protocollo della Salute

 

Definizione di Campi Elettromagnetici

Campi elettrici e campi magnetici
 
Prima che procediate con la lettura, desidero scusarmi con gli specialisti ed i professionisti che conoscono già la materia.
La terminologia che utilizzerò per illustrare i concetti che seguono non sarà sempre rigorosa. Tuttavia, essendo lo scopo di questo sito quello di spiegare con parole semplici ed alla portata di tutti concetti tutt'altro che banali, ritengo che il fine possa giustificare i mezzi e che quindi possiate perdonarmi se il rigore e la precisione scientifica non sono come un'argomentazione di questo tipo richiederebbe.

1- Il campo elettrico

Per capire cos'è un campo elettrico partiamo dall'esperimento che tutti, da bambini o da adulti, abbiamo sicuramente fatto. Si prende un pezzo di plastica (ad esempio una penna) e lo si strofina su della lana (ad esempio un maglione) per qualche secondo. Avvicinando la penna ad alcuni pezzetti di carta questi verranno attratti già quando sono a 4-5 centimetri di distanza dalla penna. E' come se attorno alla plastica che è stata strofinata si fosse creata una "zona" per cui se un qualsiasi pezzetto di carta entra in questa zona viene attratto. Questa zona prende il nome di Campo Elettrostatico o semplicemente campo elettrico.

2- Il campo magnetico

Per introdurre il concetto di campo magnetico facciamo anche in questo caso un esperimento simile al precedente utilizzando però una calamita al posto della penna ed alcuni trucioli di ferro al posto dei pezzetti di carta. Stavolta la calamita non ha bisogno di essere strofinata per attirare i pezzetti di ferro. Analogamente al primo esperimento, i trucioli di ferro sono attratti dalla calamita quando entrano in una "zona" che sta attorno alla calamita. Questa "zona" è tanto più ampia quanto più la calamita è potente e prende il nome di Campo Magnetico.

3- Quali le diversità tra i due fenomeni ?

Benchè apparentemente simili, i due esperimenti presentano delle diversità sostanziali.
Innanzi tutto la penna strofinata sulla lana, benchè attiri i pezzetti di carta non attira di certo i trucioli di ferro. Viceversa la calamita attira i trucioli di ferro ma non la carta.
Ma l'elemento che distingue maggiormente il fenomeno elettrostatico da quello magnetico è l'impossibilità per quest'ultimo di creare il cosiddetto monopolo magnetico. Cioè mentre è possibile avere un materiale carico elettrostaticamente con segno positivo o con segno negativo, il magnete esiste sempre con entrambe le polarità.
Per provarlo provate a prendere una calamita, constatate che da un lato vi è presente il polo N e dall'altro vi è il polo S. Se ora provate a spezzare la calamita per dividere il polo N da quello S non ci riuscite in quanto otterrete due calamite più piccole, ciascuna con i poli N ed S.
Si veda per chiarezza la figura seguente.


4- Le onde elettromagnetiche

Il legame tra campo elettrico e campo magnetico è frutto di scoperte scientifiche fatte durante il 1800.
Le ricerche hanno portato a constatare che tra campo elettrico e campo magnetico vi è un profondo legame:
Un campo elettrico variabile genera un campo magnetico e viceversa.
Cosa significa questo ? Al solito facciamo un esempio considerando un esperimento.
Al posto della penna dell'esperimento precedente, caricata strofinandola con un panno di lana, prendiamo stavolta un disco di plastica che fissiamo con un perno centrale così che possa ruotare.
Ora strofiniamo il disco con il solito panno di lana, così da caricarlo come per la penna.
Il disco carico genera un campo elettrico, come abbiamo visto in precedenza. Adesso però facciamo ruotare il disco in modo da mettere in movimento le cariche che generano il campo elettrico e produrre quindi un campo elettrico variabile.
Avvicinando al disco in rotazione l'ago di una bussola, quest'ultimo tenderà ad orientarsi verso il disco.
Questa è la prova che il campo elettrico variabile che abbiamo creato ha generato un campo magnetico il quale è rilevabile tramite l'ago di una bussola.

Per provare il viceversa, cioè che un campo magnetico variabile genera un campo elettrico, andiamo a descrivere un apparecchio che tutti, più o meno frequentemente, abbiamo utilizzato: la dinamo della bicicletta.
La dinamo è composta essenzialmente da un magnete che può ruotare all'interno di un avvolgimento di filo di rame. La rotazione del magnete produce un campo magnetico variabile il quale genera un campo elettrico. Vi ricordate cosa fa il campo elettrico ? Attira le cariche elettriche che, nel caso specifico, sono gli elettroni presenti nel rame. Questi muovendosi generano una corrente elettrica che fa accendere la lampadina collegata alla dinamo.
Quindi un campo magnetico variabile genera un campo elettrico che nel caso particolare della dinamo viene utilizzato per muovere gli elettroni e generare quindi una corrente elettrica.

Fu un tale di nome Maxwell che riuscì a descrivere matematicamente questi fenomeni e a sciogliere così ogni dubbio sulle leggi fisiche che regolano i campi elettrici e magnetici.
La deduzione più brillante di queste ricerche, che è oggi alla base delle moderne telecomunicazioni cellulari è che un campo elettrico variabile genera (si dice anche "induce") un campo magnetico variabile il quale a sua volta induce un campo elettrico variabile che induce un campo magnetico variabile e così via ... il risultato è un'onda, detta onda elettromagnetica, che si propaga nello spazio ed è composta da un campo elettrico e da un campo magnetico.
Tratto da: http://www.geocities.com/onde_elettromagnetiche/campi/campi.html

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

UNIVERSO Elettrico

Gli scienziati “dissidenti”, promotori della teoria dell'Universo Elettrico, hanno usufruito di nuovi e precisi dati a supporto del loro modello, grazie alla recente missione Deep Impact che ha portato una sonda NASA all'interno di una cometa.
Questo gruppo “dissidente dalla scienza imperante” comprende scrittori, ricercatori, ingegneri elettrici, perfino studiosi di mitologia comparata, ed è guidato dal fisico australiano Wallace Thornhill.

I teorici dell'Universo Elettrico, sono accomunati nel sito web: Thunderbolts.info, ed affermano che l'elettricità giochi un ruolo determinante nell’UniVerso, più di quanto non tengano conto i modelli standard gravitazionali, secondo cui le forze elettriche sono insignificanti su scala cosmica.
Essi sostengono che il loro modello può spiegare molti dei bizzarri e misteriosi fenomeni cosmologici del nostro pianeta Terra (per esempio: l’origine dei fulmini) quelli del Sistema Solare e quelli delle Galassie.
 
Le comete sono un caposaldo di tale modello, date le loro eccentriche orbite intorno al sole.
Secondo questo modello di Universo, le comete non sarebbero affatto inerti masse di ghiaccio e polvere di stelle, ma dei solidi piccoli asteroidi contenenti acqua allo stato ghiacciato, carichi negativamente, rispetto allo spazio circostante, che durante il loro moto reagiscono con le cariche positive dei venti solari, producendo quindi il loro caratteristico bagliore e la loro coda.

Cosa molto interessante e’ che il gruppo dei teorici dell’Universo Elettrico, prima del Deep Impact, aveva predetto che vi sarebbero stati due distinti impatti: il primo, a contatto con l'atmosfera elettrificata della cometa, il secondo più violento, a contatto con la superficie.
Ed è esattamente quello che è avvenuto il 4 luglio, lasciando gli scienziati NASA a bocca aperta. “È stato veramente sorprendente”, ha detto Peter Schultz, addetto alla missione. Prima, c'è stato un piccolo lampo, poi una breve attesa, e poi una luce molto più intensa. 


Nel frattempo, gli scienziati NASA teorizzano (inventandosi le piu’ strampalate teorie) che l'intensa luce provocata dalla collisione sia dovuta alle tonnellate di polvere stellare sollevata dall'impatto ed illuminata dal sole (ma  si “dimenticano” che il primo lampo e’ avvenuto PRIMA dell’impatto).
E che il doppio lampo sia dovuto al fatto che il proiettile del satellite inviato, abbia penetrato due superfici nella cometa: uno strato più soffice e uno più spesso di roccia e ghiaccio.

C'è anche chi ha avanzato un’altra 'ipotesi, come D. Yeomans, scienziato che lavora nella missione Deep Impact, che la cometa in questione, la Tempel 1, sia differente da quelle standard, il che potrebbe significare che i nuclei di diverse comete possano avere diverse composizioni.
Gli scienziati dissidenti rispondono che le immagini di varie comete ottenute da varie sonde hanno rivelato oggetti rocciosi privi di ghiaccio, mentre altre immagini fornirebbero la prova di scariche elettriche in azione.

Secondo David Hughes, esperto di comete e professore di astrofisica alla University of Sheffield, si tratta di “assoluto non-senso”. Poiché, per essere carico elettricamente, il materiale astronomico dovrebbe essere in forma di gas caldo ionizzato, conosciuto come plasma. “L'interno di una cometa ha una temperatura tipica di -100 gradi Celsius. È da escludere la possibilità di elettricità sulla sua superficie”, ha detto Hughes.
A meno che le cose stiano diversamente da cio’ che gli scienziati ufficiali continuano a raccontare, senza averne le prove dimostrative, che guarda caso dimostrano al contrario che essi hanno torto !

Per avere delle risposte certe a questa questione, occorrerà comunque attendere i dati delle letture a raggi-x e le analisi spettroscopiche. 
Questa notizia è stata pubblicata dal periodico “Wired News”.

Vedi anche:  Thunderbolts.info  - Deep Impact website  - Stardust - Comet Wild 2 Images

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

vedi le ultime notizie in: http://www.electric-universe.info/
http://www.electric-universe.de/
http://www.electric-universe.org/

http://www.knowledge.co.uk/sis/talk0010.htm

http://www.bibliotecapleyades.net/esp_electricuniverse03.htm#2.%20%20%20The%20Electric%20Universe

http://public.lanl.gov/alp/plasma/universe.html

http://www.thunderbolts.info/tpod/2005/arch05/050301pithballs.htm

http://www.electric-cosmos.org

http://www.kronia.com/newsletter.asp

In questo sito si dimostra che la teoria del Big-Bang e' errata http://www.haltonarp.com/

http://www.holoscience.com/news.php?article=zj49j0u7
http://ourworld.compuserve.com/homepages/dp5/bol.htm

http://www.margheritacampaniolo.it/Feltri/crateri.htm

 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L'Esplosione che ha Distrutto la Teoria Solare
di Dave Talbott e Michael Armstrong - Thunderbolts.info  25-6-2005
Traduzione per Disinformazione.it a cura di Stefano Pravato


Foto di Jack Newton  

Nel gennaio 2005 sul Sole sono successe cose notevoli e gli esiti si stanno ancora ripercuotendo all'interno della comunità scientifica. Tra il 15 e il 19 gennaio vi sono state quattro potenti eruzioni con conseguenti getti solari dal gruppo di macchie 720, mostrato in figura. Poi, il 20 gennaio, la quinta esplosione ha prodotto un'eiezione di massa coronale (CME) che ha raggiunto delle velocità incomparabilmente maggiori a quelle mai registrate dagli astronomi per simili fenomeni. Mentre di solito le particelle cariche emesse da queste eruzioni ci mettono più di 24 ore per raggiungere la Terra , in questo caso c'è stata una eccezione incredibile. Sono bastati trenta minuti dall'esplosione perché la Terra (distante circa 144 milioni di km dal Sole) fosse immersa in quella che gli scienziati NASA hanno definito “la più intensa tempesta protonica da decenni”. 
Le tempeste protoniche prendono il loro nome dalla “pioggia” di particelle di carica positiva che ci arriva quando l'eiezione di massa raggiunge la Terra.
Una delle ragioni per cui le tempeste protoniche sono tenute sotto controllo è che esse interferiscono pesantemente con le comunicazioni satellitari e possono persino penetrare l'esterno degli scafandri e dei vestiti spaziali facendo seriamente ammalare gli astronauti. Ma per i sostenitori delle più popolari teorie sul Sole, questa “tempesta” è stata ancor più irritante. Secondo un comunicato NASA, l'evento “ha scosso le fondamenta della teoria “meteorologica spaziale””.

Gli astronomi come spiegavano, prima di questo evento, le tempeste protoniche? La storia delle “Headline News” della NASA ci racconta che l'eiezione di massa “comincia con un'esplosione, solitamente al di sopra di un gruppo di macchie. Le macchie sono posti in cui campi magnetici di forte intensità attraversano la superficie del Sole. Per ragioni che ancora nessuno comprende completamente, questi campi possono divenire instabili ed esplodere, rilasciando l'energia equivalente a quella di 10 miliardi di bombe all'idrogeno”.
Eiezioni potenti possono emettere un miliardo di tonnellate di materiale solare. In genere questo materiale viaggia relativamente lento. “Anche le più veloci, viaggiano alla velocità di 1000/2000 km/s e impiegano un giorno o due per raggiungere la Terra. Si capisce che una CME è appena arrivata quando si vedono le aurore nei cieli”.
Ma come fa il materiale emesso a raggiungere la sua velocità? Anche le eiezioni comuni viaggiano sempre più veloci allontanandosi dal Sole, raggiungendo velocità di migliaia di chilometri al secondo o più. La teoria ipotizza che tale accelerazione si spieghi con l'”onda d'urto” che la CME produce. “Le onde d'urto davanti alla CME possono accelerare questi protoni nella nostra direzione – e da qui la tempesta protonica”.

Ma la storia ci insegna che questa teoria dovrà “presto essere rivista”. Il perché è presto detto: sebbene le velocità delle ordinarie CME siano già impressionanti e abbiano costituito un profondo mistero per decenni, non sono nemmeno confrontabili con la velocità raggiunta dalla CME del 20 gennaio. La luce che giunge dal Sole, o da un “flare” solare, raggiunge la Terra in 8 minuti. Un'eiezione che raggiunga la Terra in 30 minuti deve essere rapidamente accelerata fino ad una velocità superiore a un quarto di quella della luce. 
Da un punto di vista tradizionale ciò non è nemmeno pensabile. Eppure è proprio quello che è successo.
Come vedono tutto ciò i non tradizionali teorici dell'Universo Elettrico? Per lo più sono divertiti dal trambusto. In questo universo, ora osservato con strumenti migliori e più versatili, si possono osservare spesso getti di plasma e materiale eiettato raggiungere velocità prossime a quella della luce. In termini elettrici la spiegazione è diretta e ovvia: i campi elettrici presenti nello spazio accelerano le particelle cariche che vi sono immerse. Su questo principio di elettricità non c'è contendere. Senonché, escludendo i campi elettrici dai loro modelli teorici, gli astrofisici e gli astronomi, sono rimasti senza nessun meccanismo che renda conto delle cose che ora vedono. Una dopo l'altra, le loro ipotesi introdotte ad hoc,  devono essere abbandonate.
I teorici elettrici accettano i fatti osservati riguardanti le CME, e considerano il contesto teorico degli astronomi come un disastro decennale. Non è né sufficiente né accurato descrivere le macchie come “posti in cui campi magnetici di forte intensità attraversano la superficie del Sole”. Si tratta di un'affermazione che non rende conto completamente dei campi magnetici stessi e lascia le macchie associate senza spiegazione. Quando la storiella della NASA dice che i campi magnetici “diventano instabili ed esplodono, rilasciando l'energia equivalente a quella di 10 miliardi di bombe all'idrogeno”, aggiunge che “nessuno comprende completamente” come ciò succeda.

Gli autori di quelle news chiaramente non hanno familiarità con le scariche elettriche nei plasmi, fenomeno descritto dettagliatamente dal premio Nobel Hannes Alfvén, il fondatore della cosmologia del plasma. I contributi di Alfvén poggiavano sull'osservazione diretta delle scariche di plasmi effettuate nei laboratori. Egli descrisse come gli strati isolanti delle strutture a cellula che si formano nei plasmi elettrificati spesso si rompano, determinando instabilità. Tali instabilità sono caratterizzate dalle energiche esplosioni che vediamo sopra le macchie.
Ma anche se le spiegazioni sono ovvie agli occhi dei teorici elettrici, esse sembrano sfuggire ai fisici solari. Riflettendo sull'emissione del 20 gennaio, l'astrofisico Robert Lin di Berkeley, UC, ha detto: “Abbiamo un indizio importante”. Egli ha notato che quando si è prodotta l'esplosione, il gruppo 720 era posto in un punto speciale del Sole: 60 gradi longitudine ovest. Lin ritiene che ciò sia significativo perché da questo punto “la macchia era connessa magneticamente con la Terra ”. Con ciò egli intende che le linee magnetiche del campo magnetico solare, uscendo da quel punto e proseguendo nel loro cammino spiraleggiante, portano direttamente sulla Terra. Un articolo della NASA la chiama “una super-autostrada per i protoni che partono dal gruppo 720 alla volta del nostro pianeta”.
Sebbene l'articolo descriva accuratamente l'”autostrada” imboccata dalle particelle cariche, in chiusura esso riporta “Come vengano accelerate, resta comunque un mistero”. E' un mistero solo per loro. Né Lin, né l'autore di quell'articolo hanno familiarità con le “correnti di campi allineati” descritte da Alfvén. Seguendo la direzione dei campi magnetici indotti, le correnti elettriche si muovono efficientemente, come su linee di trasmissione, attraverso le ampie distanze dello spazio interplanetario, interstellare e intergalattico.

Anthony Peratt, specialista del Plasma, nel suo libro di testo The Physics of the Plasma Universe, inizia la descrizione delle correnti di campi allineati con questa panoramica: “...campi elettrici allineati lungo la direzione del campo magnetico accelerano liberamente le particelle. Elettroni e ioni sono accelerati in direzioni opposte, originando una corrente lungo le linee del campo magnetico.”
Donald Scott, professore di ingegneria elettrica in pensione, non va per il sottile parlando della scarsa conoscenza dei fenomeni elettrici di certi astrofisici: “Ogni studente di fisica che abbia sentito parlare di carica elettrica e campi elettrici sa che la maniera più semplice per accelerare delle particelle cariche è di applicare loro un campo elettrico. L'accelerazione delle particelle del “vento” solare cariche positivamente è evidentemente un fenomeno elettrico. E' previsto con accuratezza dal modello Elettrico del Sole”.
La CME che viaggia a un quarto della velocità della luce del 20 gennaio non è quindi solamente un'eccezione isolata al “normale” vento solare. Dimostra che la spiegazione “normale” del vento solare è errata e inadatta a rendere conto degli estremi raggiungibili dal comportamento del vento solare. In talune occasioni, il vento si è annullato, evento questo altrettanto inesplicabile, all'interno della teoria standard, della CME del 20 gennaio. L'accelerazione elettrica del plasma riesce a prevedere ogni aspetto del comportamento del vento.

(Un Grazie a Michael Armstrong per la maggior parte dei contenuti oggettivi in questo articolo)
Tratto da: disinformazione.it

Vedere per altri particolari importanti: http://www.radioforpeace.info/articolinuovaera/itapiece184.htm
Segue in:  Universo Elettrico 2

   

"Questo sito WEB vi informa"
Non siamo responsabili della correttezza e/o della solvibilità degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster  - Copyright © 1998,  Publisher Bamico ltd - All rights reserved 
Tutti i diritti riservati - Vietata la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte