In
questo "Grande Quadro" del modello di un universo vivente di
energia elettrostatica, il Big Bang non si è mai verificato, la
Relatività Generale perde importanza e le stelle non sono macchine
termonucleari, in parole povere,
la scienza ufficiale racconta su questo importante argomento, delle
FAVOLE....!
Questa ideologia, e' basata su osservazioni ed
esperimenti; il modello di questa nuova concezione dell'UniVerso
Elettrico unifica le
forze nucleari, il
magnetismo e la
gravita'
come manifestazioni di una
forza elettrostatica quasi
istantanea.
Ne deriva una NUOVA visione del Cosmo e della nostra collocazione al
suo interno.
Ora finalmente esistono riscontri sperimentali
che vanno a sostegno dell'Universo Elettrico ed a scapito del
modello della relatività di Einstein !
Nel
modello di questo UniVerso per esempio, la
stessa
"gravità" e' semplicemente una forza elettrostatica
BIPOLARE.
Il
Campo Elettromagnetico Elettrico è la conseguenza e
derivazione dell’UniVerso
quale
Campo di Plasma Universale (contenente le forze
Gravito-Magnetiche e quindi, anche e per livello inferiore di
caduta, quelle elettro-magnetiche, Universo nel quale ogni cosa
esistente e' "immersa" in questo plasma e che a sua volta (ogni
cosa) genera in esso il suo proprio Campo di Plasma dalle
galassie, alle stelle ai pianeti, fino alle particelle subatomiche.
Ed il campo di Plasma Universale od ognuno di quelle cose esistenti
nell'universo, proviene dal proprio
buco nero, che e' la "porta" di ingresso e di
uscita sul
VuotoQuantoMeccanico.
vedi: Cosmologia e
Cosmogonia
La radiazione
elettromagnetica presente nell'UniVerso indica di quale modello di
UniVerso dobbiamo parlare e studiare.
Le
conseguenze e le possibilità di questo tipo di
UniVerso
sono di
ampia portata e rivoluzioneranno tutte le conoscenze attuali !
Il
Campo
ElettroMagnetico completo, non solo
quello rilevato dalle apparecchiature odierne che sono
limitate come sensori, è dentro nell’UniVerso elettrico, figlio,
generato dal
Campo di Plasma dell'UniVerso stesso.
Teoria R3 - Una semplice Teoria dell'UniVerso
- PDF - dell'Ing. Alberto Angelo Conti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova
scientifica che
Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato
la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il
noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato
una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità
scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati
più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli
sviluppatori della rivoluzionaria teoria delle stringhe ed
è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato
un “semi – radio primitivo di
tachioni” (particelle teoriche
che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o
il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle
influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia
creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di
tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che
sono in grado di creare l’effetto del reale tachyon in una
scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla
conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole
create da un’intelligenza, non molto diverso del suo
videogioco preferito, ovviamente, più complesso e
impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala
subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio,
un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella
storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo,
la materia, la forza o la legge, è percepito il caos
assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato
"caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo
in un piano governato da
regole create e non determinate
dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.” ha
detto lo scienziato.
“I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra
la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena
Video in spagnolo dello scienziato:
L'autoCoscienza dell'UniVerso e' la proprieta'
intrinseca che Egli possiede di generare al suo interno
una qualche forma di vita intelligente, in grado di effettuare osservazioni.
In sostanza, questa proprieta' esprime quelle che e'
stata definita come la "formulazione forte" del
Princìpio Antropico.
Questo principio e' sempre piu' considerato come l'unica
spiegazione possibile in relazione agli "strani numeri
dell'UniVerso" o coincidenze cosmologiche.
In sintesi, le costanti di natura hanno certi valori
raffinatissimi, non casuali, proprio perche' solo tali
valori avrebbero consentito la formazione della vita
intelligente.
(By Ferdinando Catalano)
"Il mondo Vivente e' costituito dalla Coscienza
rivestita di carne ed ossa" -
(By
Teilhard De Chardin)
vedi PFD:
Universo e la teoria delle stringhe
L'UniVerso
e' un desiderio
Spirituale che diviene un sogno (Progetto
di Vita), creando un suono coerente informato,
omnipresente nell'Infinita'
che fa emanare dal
Vuotoquantomeccanico l'in-form-azione/energia (cio' che si
sta formando/con il movimento, la vibrazione), prodotta dal sogno stesso, che per mezzo
della
Cimatica muove, fa vibrare l'energia
informata,
emettendo suoni armoniosi e coerenti di informazione, e
creando, come un'orchestra, ed in contemporanea, i vari livelli della
Mater-Ia cosi informata - La salute e/o la malattia sono solamente
la coerenza o l'incoerenza di questo immutabile
processo.
Il
MODELLO dell'UniVerso Elettrico
Esso
e' un coerente "quadro generale" in quanto abbraccia molte
discipline ed evidenzia i ricorrenti modelli elettrici che, ad ogni
scala consentono di sperimentare in laboratorio la spiegazione degli
strani fenomeni energetici rilevati anche nello spazio profondo. Esso
opera a ritroso nel tempo utilizzando osservazioni, piuttosto che
partendo da idealizzazioni teoriche, fornendo risposte semplici a
problemi attualmente ammantati di "misticismo" e/o di
"metafisica" tanto alla moda. E'
interdisciplinare e comprensivo di informazioni piu' logiche e
dimostrabili di qualunque altro "modello" descrittivo
insegnato anche nelle Universita'. Ovviamente esso non e' ancora
accettato dagli universitari cosi come altre discipline osteggiate
ed alternative, specie in medicina. Esso
indica anche nuove possibilità concrete che vanno molto al di la
dei limiti posti dalla scienza accademica attuale. Esso
ha come requisito fondamentale quello di prendere in considerazione
la fondamentale natura elettrica degli atomi e delle loro
interazioni bioelettroniche I
modelli dell'UniVerso insegnati ufficialmente ed accademicamente
sono basati su forze deboli, anzi debolissime (Forza magnetica +
Forza gravitazionale) basate sulla neutralità elettrica della
materia nei laboratori terrestri, ma NON si possono applicare nello
spazio nel quale DOMINA il "Plasma", ovvero il 4° stato
della materia, gli altri 3 sono, quello gassoso, liquido, solido. Quindi
esso privilegia la Cosmologia del Plasma. La
maggior parte della materia presente nell'UniVerso e' allo stato di
plasma; esso si costruisce e costituisce quando alcuni Elettroni
con carica negativa (E-) si separano dai rispettivi Atomi in
un gas, lasciandoli con carica positiva (A=ioni+); gli E-
e gli ioni+ sono quindi liberi di spostarsi separatamente sotto
l'influsso di una tensione applicata o di un campo magnetico,
infatti il loro spostamento (E) costituisce una
"corrente elettrica". Le Forze elettriche dominano quelle
deboli ! Quindi
cio' significa che il Plasma ha come proprietà principale quella di
trasportare la corrente elettrica, formando "filamenti" di
energia che seguono le linee dei campi magnetici, infatti nel Cosmo
questi filamenti sono ovunque presenti. I
fisici del Plasma dispongono da piu' di 10 anni di un modello
elettrico delle galassie che funziona con la fisica del mondo reale.
Quel modello e' in grado di spiegare molto bene e brillantemente le
dinamiche e le forme delle galassie senza ricorrere a strane teorie
(buchi neri centrali + materia oscura) e spiega molto bene i potenti
flussi elettrici osservati fuoriuscire lungo l'asse di rotazione dei
nuclei delle galassie attive. Studi
recenti che hanno mappato il campo magnetico di una galassia hanno
confermato quel modello elettrico. I
fisici del plasma sostengono che le stelle si formano in virtu' di
un "pizzicotto elettromagnetico" su di un gas e polvere
disseminati su larga scala. Questo
"pizzicotto" e' determinato dalla forza magnetica presente
fra i filamenti di energia paralleli che fanno parte delle imponenti
correnti elettriche che fluiscono all'interno di una galassia. Il
pizzicotto concentra la materia ed e' di gran lunga molto piu'
efficace della forza di gravita' e puo' eliminare il "momento
angolare" in eccesso che tende ad impedire il collasso; quindi
le stelle si formano su di una stringa = filo di correnti
fortissime, sino a quando non prevarra' la gravita'. Le
correnti galattiche che creano le stelle continuano a fornire loro
energia e le stelle si comportano come elettrodi in una scarica di
luminescenza galattica (tutte le stelle possono essere descritte
come grandi sfere concentrate di fulmini. La materia interna delle
stelle man mano che gli elettroni si spostano verso la superficie
assume carica positiva. La
comparsa di stelle e' determinata in gran parte dal suo ambiente
elettrico e puo' variare all'improvviso, per cui l'eta' di una
stella e' indeterminata ! Quindi
la fisica stellare deve essere riportata nell'ambito dell'ingegneria
elettrica e nella fisica del Plasma. Questo
modello di
UniVerso Elettrico compie un notevole progresso
semplificativo unificando le forze nucleari, il magnetismo e la
gravita', come manifestazioni di una forza elettrostatica "quasi-istantanea";
chiunque abbia cercato di accostare due poli uguali di un magnete,
ha dimostrato un'azione a distanza; quindi la radiazione
elettromagnetica e' semplicemente il risultato di una forza
elettrostatica oscillante ! A
livello atomico questo modello elettrico prende spunto dall'opera di
Ralph Sansbury (ricercatore indipendente di N.Y., USA) nella quale
vi e' il riconoscimento della natura elettrica della materia ed il
primato della forza elettrostatica nelle interazioni della materia
stessa.
Ma
la MaterIA e' di fatto inFormAzione (dato), quindi occorre pensare ad un
UniVerso con un Campo proprio (CEUI) che si informa da e per
l'InFinito, attraverso il processo dialettico con la materia.
Cio' significa che il Campo Universale (CEIU) è InFormAzione
che tende a divenire Sostanza
(Materia) e questa a ridivenire Campo
in un amplesso duale all'inFinito.......
Commento NdR: ulteriori studi
hanno confermato questo affascinante modello descrittivo
dell'UniVerso, rileviamo
quindi che dobbiamo ripensare non solo i modelli dell'universo insegnati
fino ad ora nelle universita', ma anche e sopra tutto il tipo di
medicina basata solo sulla chimica (artificiale - di sintesi) per
passare ad una Medicina Naturale anche basata sulla
bio
elettronica.
vedi anche
Protocollo
della Salute
Ricordiamo che:
Le
conseguenze e le possibilità di questo nuovo e piu' ampio concetto
di questo tipo di UniVerso sono di
ampia portata e rivoluzioneranno tutte le conoscenze attuali !
Il
Campo
ElettroMagnetico
completo, non solo quello
rilevato dalle apparecchiature odierne che sono limitate
come sensori, è dentro nell’UniVerso elettrico, figlio,
generato dal
Campo di Plasma dell'Universo stesso.
Definizione
di Campi Elettromagnetici Campi
elettrici e campi magnetici 
Prima che procediate con la lettura, desidero scusarmi con gli
specialisti ed i professionisti che conoscono già la materia.
La terminologia che utilizzerò per illustrare i concetti che
seguono non sarà sempre rigorosa. Tuttavia, essendo lo scopo di
questo sito quello di spiegare con parole semplici ed alla portata
di tutti concetti tutt'altro che banali, ritengo che il fine possa
giustificare i mezzi e che quindi possiate perdonarmi se il rigore e
la precisione scientifica non sono come un'argomentazione di questo
tipo richiederebbe.
1- Il campo elettrico
Per capire cos'è un campo elettrico partiamo dall'esperimento che
tutti, da bambini o da adulti, abbiamo sicuramente fatto. Si prende
un pezzo di plastica (ad esempio una penna) e lo si strofina su
della lana (ad esempio un maglione) per qualche secondo. Avvicinando
la penna ad alcuni pezzetti di carta questi verranno attratti già
quando sono a 4-5 centimetri di distanza dalla penna.
E' come se
attorno alla plastica che è stata strofinata si fosse creata una
"zona" per cui se un qualsiasi pezzetto di carta entra in
questa zona viene attratto. Questa zona prende il nome di Campo
Elettrostatico o semplicemente campo elettrico.
2- Il campo magnetico
Per introdurre il concetto di campo magnetico facciamo anche in
questo caso un esperimento simile al precedente utilizzando però
una calamita al posto della penna ed alcuni trucioli di ferro al
posto dei pezzetti di carta. Stavolta la calamita non ha bisogno di
essere strofinata per attirare i pezzetti di ferro. Analogamente al
primo esperimento, i trucioli di ferro sono attratti dalla calamita
quando entrano in una "zona" che sta attorno alla
calamita. Questa "zona" è tanto più ampia quanto più la
calamita è potente e prende il nome di Campo Magnetico.
3- Quali le diversità tra i due fenomeni ?
Benchè apparentemente simili, i due esperimenti presentano delle
diversità sostanziali.
Innanzi tutto la penna strofinata sulla lana, benchè attiri i
pezzetti di carta non attira di certo i trucioli di ferro. Viceversa
la calamita attira i trucioli di ferro ma non la carta.
Ma l'elemento che distingue maggiormente il fenomeno elettrostatico
da quello magnetico è l'impossibilità per quest'ultimo di creare
il cosiddetto monopolo magnetico. Cioè mentre è possibile
avere un materiale carico elettrostaticamente con segno positivo o
con segno negativo, il magnete esiste sempre con entrambe le polarità.
Per provarlo provate a prendere una calamita, constatate che da un
lato vi è presente il polo N e dall'altro vi è il polo S. Se ora
provate a spezzare la calamita per dividere il polo N da quello S
non ci riuscite in quanto otterrete due calamite più piccole,
ciascuna con i poli N ed S.
Si veda per chiarezza la figura seguente.
4- Le onde elettromagnetiche
Il legame tra campo elettrico e campo magnetico è frutto di
scoperte scientifiche fatte durante il 1800.
Le ricerche hanno portato a constatare che tra campo elettrico e
campo magnetico vi è un profondo legame:
Un campo elettrico variabile genera un campo magnetico e
viceversa.
Cosa significa questo ? Al solito facciamo un esempio considerando
un esperimento.
Al posto della penna dell'esperimento precedente, caricata
strofinandola con un panno di lana, prendiamo stavolta un disco di
plastica che fissiamo con un perno centrale così che possa ruotare.
Ora strofiniamo il disco con il solito panno di lana, così da
caricarlo come per la penna.
Il disco carico genera un campo elettrico, come abbiamo visto in
precedenza. Adesso però facciamo ruotare il disco in modo da
mettere in movimento le cariche che generano il campo elettrico e
produrre quindi un campo elettrico variabile.
Avvicinando al disco in rotazione l'ago di una bussola, quest'ultimo
tenderà ad orientarsi verso il disco.
Questa è la prova che il campo elettrico variabile che abbiamo
creato ha generato un campo magnetico il quale è rilevabile tramite
l'ago di una bussola.
Per provare il viceversa, cioè che un campo magnetico variabile
genera un campo elettrico, andiamo a descrivere un apparecchio che
tutti, più o meno frequentemente, abbiamo utilizzato: la dinamo
della bicicletta.
La dinamo è composta essenzialmente da un magnete che può ruotare
all'interno di un avvolgimento di filo di rame. La rotazione del
magnete produce un campo magnetico variabile il quale genera un
campo elettrico. Vi ricordate cosa fa il campo elettrico ? Attira le
cariche elettriche che, nel caso specifico, sono gli elettroni
presenti nel rame. Questi muovendosi generano una corrente elettrica
che fa accendere la lampadina collegata alla dinamo.
Quindi un campo magnetico variabile genera un campo elettrico che
nel caso particolare della dinamo viene utilizzato per muovere gli
elettroni e generare quindi una corrente elettrica.
Fu un tale di nome Maxwell che riuscì a descrivere matematicamente
questi fenomeni e a sciogliere così ogni dubbio sulle leggi fisiche
che regolano i campi elettrici e magnetici.
La deduzione più brillante di queste ricerche, che è oggi alla
base delle moderne telecomunicazioni cellulari è che un campo
elettrico variabile genera (si dice anche "induce") un
campo magnetico variabile il quale a sua volta induce un campo
elettrico variabile che induce un campo magnetico variabile e così
via ... il risultato è un'onda, detta onda elettromagnetica,
che si propaga nello spazio ed è composta da un campo elettrico e
da un campo magnetico.
Tratto da: http://www.geocities.com/onde_elettromagnetiche/campi/campi.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
UNIVERSO
Elettrico
Gli
scienziati “dissidenti”, promotori della teoria
dell'Universo Elettrico, hanno usufruito di nuovi e
precisi dati a supporto del loro modello, grazie alla
recente missione Deep Impact che ha portato una sonda NASA
all'interno di una cometa.
Questo gruppo “dissidente dalla scienza imperante”
comprende scrittori, ricercatori, ingegneri elettrici,
perfino studiosi di mitologia comparata, ed è guidato dal
fisico australiano Wallace Thornhill.
I teorici dell'UniVerso Elettrico, sono accomunati nel
sito web: Thunderbolts.info, ed affermano che l'elettricità
giochi un ruolo determinante nell’UniVerso, più di
quanto non tengano conto i modelli standard
gravitazionali, secondo cui le forze elettriche sono
insignificanti su scala cosmica.
Essi sostengono che il loro modello può spiegare molti
dei bizzarri e misteriosi fenomeni cosmologici del nostro
pianeta Terra (per esempio: l’origine dei fulmini)
quelli del Sistema Solare e quelli delle Galassie.
Le comete sono un caposaldo di tale modello, date le loro
eccentriche orbite intorno al sole.
Secondo questo modello di
UniVerso, le comete non
sarebbero affatto inerti masse di ghiaccio e polvere di
stelle, ma dei solidi piccoli asteroidi contenenti
acqua allo stato ghiacciato, carichi negativamente,
rispetto allo spazio circostante, che durante il loro moto
reagiscono con le cariche positive dei venti solari,
producendo quindi il loro caratteristico bagliore e la
loro coda.
Cosa molto interessante e’ che il gruppo dei teorici
dell’UniVerso Elettrico, prima del Deep Impact, aveva
predetto che vi sarebbero stati due distinti impatti: il
primo, a contatto con l'atmosfera elettrificata della
cometa, il secondo più violento, a contatto con la
superficie.
Ed è esattamente quello che è avvenuto il 4 luglio,
lasciando gli scienziati NASA a bocca aperta. “È
stato veramente sorprendente”, ha detto Peter
Schultz, addetto alla missione. Prima, c'è stato un
piccolo lampo, poi una breve attesa, e poi una luce molto
più intensa.
Nel
frattempo, gli scienziati NASA teorizzano (inventandosi le
piu’ strampalate teorie) che l'intensa luce provocata
dalla collisione sia dovuta alle tonnellate di polvere
stellare sollevata dall'impatto ed illuminata dal sole (ma
si “dimenticano” che il primo lampo e’
avvenuto PRIMA dell’impatto).
E che il doppio lampo sia dovuto al fatto che il
proiettile del satellite inviato, abbia penetrato due
superfici nella cometa: uno strato più soffice e uno più
spesso di roccia e ghiaccio.
C'è anche chi ha avanzato un’altra 'ipotesi, come D.
Yeomans, scienziato che lavora nella missione Deep Impact,
che la cometa in questione, la Tempel 1, sia differente da
quelle standard, il che potrebbe significare che i nuclei
di diverse comete possano avere diverse composizioni.
Gli scienziati dissidenti rispondono che le immagini di
varie comete ottenute da varie sonde hanno rivelato
oggetti rocciosi privi di ghiaccio, mentre altre immagini
fornirebbero la prova di scariche elettriche in azione.
Secondo David Hughes, esperto di comete e professore di
astrofisica alla University of Sheffield, si tratta di
“assoluto non-senso”. Poiché, per essere carico
elettricamente, il materiale astronomico dovrebbe essere
in forma di gas caldo ionizzato, conosciuto come plasma.
“L'interno di una cometa ha una temperatura tipica di
-100 gradi Celsius. È da escludere la possibilità di
elettricità sulla sua superficie”, ha detto Hughes.
A meno che le cose stiano diversamente da cio’ che gli
scienziati ufficiali continuano a raccontare, senza averne
le prove dimostrative, che guarda caso dimostrano al
contrario che essi hanno torto !
Per
avere delle risposte certe a questa questione, occorrerà
comunque attendere i dati delle letture a raggi-x e le
analisi spettroscopiche.
Questa notizia è stata pubblicata dal periodico “Wired
News”.
Vedi
anche:
Thunderbolts.info -
Deep
Impact website
-
Stardust
- Comet Wild 2 Images
vedi le ultime notizie in:
http://www.electric-universe.info/
http://www.electric-universe.de/
http://www.electric-universe.org/
http://www.knowledge.co.uk/sis/talk0010.htm
http://www.bibliotecapleyades.net/esp_electricuniverse03.htm#2.%20%20%20The%20Electric%20Universe
http://public.lanl.gov/alp/plasma/universe.html
http://www.thunderbolts.info/tpod/2005/arch05/050301pithballs.htm
http://www.electric-cosmos.org
http://www.kronia.com/newsletter.asp In
questo sito si dimostra che la teoria del
Big-Bang e' errata:
http://www.haltonarp.com/
http://www.holoscience.com/news.php?article=zj49j0u7
http://www.margheritacampaniolo.it/Feltri/crateri.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'Esplosione che ha
Distrutto
la Teoria Solare
di Dave Talbott e Michael Armstrong - Thunderbolts.info
25-6-2005
Traduzione per Disinformazione.it a cura di Stefano
Pravato
|

Foto di Jack Newton
|
Nel
gennaio 2005 sul Sole sono successe cose notevoli e gli
esiti si stanno ancora ripercuotendo all'interno della
comunità scientifica. Tra il 15 e il 19 gennaio vi sono
state quattro potenti eruzioni con conseguenti getti
solari dal gruppo di macchie 720, mostrato in figura. Poi,
il 20 gennaio, la quinta esplosione ha prodotto
un'eiezione di massa coronale (CME) che ha raggiunto delle
velocità incomparabilmente maggiori a quelle mai
registrate dagli astronomi per simili fenomeni. Mentre di
solito le particelle cariche emesse da queste eruzioni ci
mettono più di 24 ore per raggiungere
la Terra
, in questo caso c'è stata una eccezione incredibile.
Sono bastati trenta minuti dall'esplosione perché
la Terra
(distante circa 144 milioni di km dal Sole) fosse immersa
in quella che gli scienziati NASA hanno definito “la più
intensa tempesta protonica da decenni”.
Le tempeste protoniche prendono il loro nome dalla
“pioggia” di particelle di carica positiva che ci
arriva quando l'eiezione di massa raggiunge
la Terra.
Una delle ragioni per cui le tempeste protoniche sono
tenute sotto controllo è che esse interferiscono
pesantemente con le comunicazioni satellitari e possono
persino penetrare l'esterno degli scafandri e dei vestiti
spaziali facendo seriamente ammalare gli astronauti. Ma
per i sostenitori delle più popolari teorie sul Sole,
questa “tempesta” è stata ancor più irritante.
Secondo un comunicato NASA, l'evento “ha scosso le
fondamenta della teoria “meteorologica spaziale””.
Gli
astronomi come spiegavano, prima di questo evento, le
tempeste protoniche ?
La storia delle “Headline News”
della NASA ci racconta che l'eiezione di massa “comincia
con un'esplosione, solitamente al di sopra di un gruppo di
macchie. Le macchie sono posti in cui campi magnetici di
forte intensità attraversano la superficie del Sole.
Per
ragioni che ancora nessuno comprende completamente, questi
campi possono divenire instabili ed esplodere, rilasciando
l'energia equivalente a quella di 10 miliardi di bombe
all'idrogeno”.
Eiezioni potenti possono emettere un miliardo di
tonnellate di materiale solare. In genere questo materiale
viaggia relativamente lento. “Anche le più veloci,
viaggiano alla velocità di 1000/2000 km/s e impiegano un
giorno o due per raggiungere
la Terra. Si
capisce che una CME è appena arrivata quando si vedono le
aurore nei cieli”.
Ma come fa il materiale emesso a raggiungere la sua
velocità? Anche le eiezioni comuni viaggiano sempre più
veloci allontanandosi dal Sole, raggiungendo velocità di
migliaia di chilometri al secondo o più. La teoria
ipotizza che tale accelerazione si spieghi con l'”onda
d'urto” che
la CME
produce. “Le onde d'urto davanti alla CME possono
accelerare questi protoni nella nostra direzione – e da
qui la tempesta protonica”.
Ma
la storia ci insegna che questa teoria dovrà “presto
essere rivista”. Il perché è presto detto: sebbene le
velocità delle ordinarie CME siano già impressionanti e
abbiano costituito un profondo mistero per decenni, non
sono nemmeno confrontabili con la velocità raggiunta
dalla CME del 20 gennaio. La luce che giunge dal Sole, o
da un “flare” solare, raggiunge
la Terra
in 8 minuti.
Un'eiezione che raggiunga
la Terra
in 30 minuti deve essere rapidamente accelerata fino ad
una velocità superiore a un quarto di quella della
luce.
Da un punto di vista tradizionale ciò non è nemmeno
pensabile. Eppure è proprio quello che è successo.
Come vedono tutto ciò i non tradizionali teorici
dell'Universo Elettrico? Per lo più sono divertiti dal
trambusto. In questo universo, ora osservato con strumenti
migliori e più versatili, si possono osservare spesso
getti di plasma e materiale eiettato raggiungere velocità
prossime a quella della luce. In termini elettrici la
spiegazione è diretta e ovvia: i campi elettrici presenti
nello spazio accelerano le particelle cariche che
vi sono immerse. Su questo principio di elettricità non
c'è contendere. Senonché, escludendo i campi elettrici
dai loro modelli teorici, gli astrofisici e gli astronomi,
sono rimasti senza nessun meccanismo che renda conto delle
cose che ora vedono. Una dopo l'altra, le loro ipotesi
introdotte ad hoc, devono
essere abbandonate.
I teorici elettrici accettano i fatti osservati
riguardanti le CME, e considerano il contesto teorico
degli astronomi come un disastro decennale. Non è né
sufficiente né accurato descrivere le macchie come
“posti in cui campi magnetici di forte intensità
attraversano la superficie del Sole”. Si tratta di
un'affermazione che non rende conto completamente dei
campi magnetici stessi e lascia le macchie associate senza
spiegazione. Quando la storiella della NASA dice che i
campi magnetici “diventano instabili ed esplodono,
rilasciando l'energia equivalente a quella di 10 miliardi
di bombe all'idrogeno”, aggiunge che “nessuno
comprende completamente” come ciò succeda.
Gli
autori di quelle news chiaramente non hanno familiarità
con le scariche elettriche nei plasmi, fenomeno descritto
dettagliatamente dal premio Nobel Hannes Alfvén, il
fondatore della cosmologia del plasma. I contributi di
Alfvén poggiavano sull'osservazione diretta delle
scariche di plasmi effettuate nei laboratori. Egli
descrisse come gli strati isolanti delle strutture a
cellula che si formano nei plasmi elettrificati spesso si
rompano, determinando instabilità. Tali instabilità sono
caratterizzate dalle energiche esplosioni che vediamo
sopra le macchie.
Ma anche se le spiegazioni sono ovvie agli occhi dei
teorici elettrici, esse sembrano sfuggire ai fisici
solari. Riflettendo sull'emissione del 20 gennaio, l'astrofisico
Robert Lin di Berkeley, UC, ha detto: “Abbiamo un
indizio importante”. Egli ha notato che quando si è
prodotta l'esplosione, il gruppo 720 era posto in un punto
speciale del Sole: 60 gradi longitudine ovest.
Lin ritiene
che ciò sia significativo perché da questo punto “la
macchia era connessa magneticamente con
la Terra
”. Con ciò egli intende che le linee magnetiche del
campo magnetico solare, uscendo da quel punto e
proseguendo nel loro cammino spiraleggiante, portano
direttamente sulla Terra. Un articolo della NASA la chiama
“una super-autostrada per i protoni che partono dal
gruppo 720 alla volta del nostro pianeta”.
Sebbene l'articolo descriva accuratamente
l'”autostrada” imboccata dalle particelle cariche, in
chiusura esso riporta “Come vengano accelerate, resta
comunque un mistero”. E' un mistero solo per loro. Né
Lin, né l'autore di quell'articolo hanno familiarità con
le “correnti di campi allineati” descritte da Alfvén.
Seguendo la direzione dei campi magnetici indotti, le
correnti elettriche si muovono efficientemente, come su
linee di trasmissione, attraverso le ampie distanze dello
spazio interplanetario, interstellare e intergalattico.
Anthony
Peratt, specialista del Plasma, nel suo libro di testo The
Physics of the Plasma Universe, inizia la descrizione
delle correnti di campi allineati con questa panoramica:
“...campi elettrici allineati lungo la direzione del
campo magnetico accelerano liberamente le particelle.
Elettroni e ioni sono accelerati in direzioni opposte,
originando una corrente lungo le linee del campo
magnetico.”
Donald Scott, professore di ingegneria elettrica in
pensione, non va per il sottile parlando della scarsa
conoscenza dei fenomeni elettrici di certi astrofisici:
“Ogni studente di fisica che abbia sentito parlare di
carica elettrica e campi elettrici sa che la maniera più
semplice per accelerare delle particelle cariche è
di applicare loro un campo elettrico.
L'accelerazione delle particelle del “vento” solare
cariche positivamente è evidentemente un fenomeno
elettrico. E' previsto con accuratezza dal modello
Elettrico del Sole”.
La CME
che viaggia a un quarto della velocità della luce del 20
gennaio non è quindi solamente un'eccezione isolata al
“normale” vento solare. Dimostra che la spiegazione
“normale” del vento solare è errata e inadatta a
rendere conto degli estremi raggiungibili dal
comportamento del vento solare. In talune occasioni, il
vento si è annullato, evento questo altrettanto
inesplicabile, all'interno della teoria standard, della
CME del 20 gennaio. L'accelerazione elettrica del plasma
riesce a prevedere ogni aspetto del comportamento del
vento.
(Un
Grazie a Michael Armstrong per la maggior parte dei
contenuti oggettivi in questo articolo)
Tratto da: disinformazione.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I cosmologi ci dicono
fondamentalmente due cose sul
Sole
la prima che funziona
attraverso un processo chiamato “fusione
termonucleare”, nel quale un elemento (idrogeno)
si trasforma in un altro (elio),
trasformazione che avviene per le altissime temperature
(nell'ordine di milioni di gradi) in cui si trova il
nucleo della stella; il risultato di questo processo è
l'irradiazione nel cosmo di immense quantità di energia
che dalla Terra si percepiscono come luce e calore.
La seconda cosa che i
cosmologi
dicono riguardo il Sole è che una volta esaurito il
combustibile attraverso successive fasi evolutive
morirà, diventando prima una Gigante Rossa, la quale
espandendosi ingloberà e distruggerà la Terra, poi una
Supernova, che esplodendo cancellerà per sempre il
sistema solare.
Alla base della
cosmologia c'è la
considerazione secondo la quale l'Universo
è governato dalla forza di gravità, secondo la
concezione classica newtoniana.
L'Universo
è nato circa 20 miliardi di anni fa in seguito ad una
primordiale esplosione (Big
Bang), e da allora non ha mai smesso di
espandersi; le galassie che lo compongono infatti si
allontano le une dalle altre a velocità che aumentano
all'aumentare della distanza.
Come le stelle anche l'Universo
morirà e la sua sarà una morte termodinamica per
mancanza di energia.
L'Universo
che conosciamo, ci dicono i cosmologi, è assolutamente
vuoto, la materia è infatti concentrata nelle galassie,
nelle stelle e nei pianeti.
All'indomani dell'affermarsi
nella fisica della
Teoria della Relatività e della
Meccanica Quantistica, i
cosmologi hanno cercato, nella fisica teorica
prima e nella fisica delle particelle poi, un aiuto per
comprendere meglio i fenomeni dell'Universo.
Nel 1920 il cosmologo
inglese Sir Arthur Eddington ipotizza per primo che il
Sole funzioni come una immensa macchina termonucleare,
avvalorando così il ben noto principio di equivalenza
E=mc2 (che sarà tragicamente confermato nel 1945 a
seguito delle due esplosioni nucleari sulle città
giapponesi di Hiroshima e Nagasaki).
Per tutto il XX secolo, ed a
tutt'oggi, qualsiasi ipotesi alternativa ad un Universo
gravitazionale, vuoto e nato dal Big Bang, è stata
sistematicamente rigettata.
Ma
non tutti i ricercatori accettano o hanno accettato le
teorie di Einstein (Relatività) e di Gamow
(Big Bang) !
Nel 1944 un membro
dell'Associazione Inglese per le ricerche
sull'elettricità, il dottor Charles E.R. Bruce, elabora
un modello scientifico del Sole che non collima con le
teorie di Eddington; infatti Bruce afferma che la
fotosfera del Sole ha l'apparenza, la temperatura, e lo
spettro di un arco elettrico.
Nel 1972 un ingegnere, Ralph
Juergens, sviluppa il lavoro di Bruce, arrivando alla
conclusione che il Sole, oltre ad essere l'oggetto più
elettricamente carico del sistema solare, giace
all'interno di un più ampio campo elettrico che fa capo
alla galassia.
In verità che l'elettromagnetismo fosse una
caratteristica intrinseca dell'Universo e alla base del
probabile funzionamento del Sole fu ipotizzato da vari
scienziati.
Nel 1899 Bigelow, durante
l'osservazione di un eclissi, pensò che il Sole potesse
essere un magnete, in virtù del comportamento
tipicamente elettrodinamico della corona. Qualche anno
più tardi, con la spettroscopia, si notò che l'origine
delle macchie solari era da ricercare nei fenomeni
elettromagnetici.
Nel 1919 Larmor, in virtù
delle osservazioni che confermavano l'esistenza di
correnti elettriche su scala galattica, propose che
queste potessero essere generate da un processo analogo
a quello della “dinamo”.
Negli anni 50 Enrico Fermi,
studiando il comportamento dei raggi cosmici ipotizzò,
quale generatore della loro accelerazione, l'interazione
delle particelle con “nuvole magnetizzate”.
A questo punto non si può
non notare una palese dicotomia nelle scienze
cosmologiche, dove da un lato le osservazioni e gli
esperimenti, anche di illustri scienziati, portano a
pensare accettata l'ipotesi di un Universo dove
l'elettromagnetismo sia una presenza tangibile con cui
fare i conti; dall'altro le teorie correnti in ambito
astrofisico negano possa esistere un qualsivoglia mezzo
universale elettromagnetico, basando questa negazione
sul risultato dell'esperimento del 1886 di Michelson e
Morley sull'esistenza dell'etere, e più tardi sulla
Relatività.
In breve per Einstein
(Relatività) e Gamow (Big Bang) l'Universo è
assolutamente vuoto, governato dalla gravità, dove
l'elettromagnetismo è confinato in alcune manifestazioni
stellari.
Ma le osservazioni sembrano
andare in direzione opposta.
Perché dunque la scienza
ufficiale accetta due teorie (relativita' e big bang)
che forse, o quasi sicuramente, sono in antitesi con le
osservazioni ?
Abbiamo ritenuto necessario
avviare una ricerca storica in ambito scientifico
riguardante Sir Arthur Eddington, che come abbiamo già
visto, oltre a proporre la teoria del Sole
termonucleare, diede la convalida della Relatività
Generale.
Infatti nel 1919 si recò ai
tropici per osservare e documentare un'eclissi di Sole e
dimostrare (fotografando il fenomeno), come la gravità
di un corpo potesse deviare la luce delle stelle, in
accordo con le previsioni teoriche di Einstein.
I dati raccolti da Eddington
e le sue lastre fotografiche furono controllati nel 1930
da un fisico (Poor) il quale notò come l'85% dei dati
scientifici rilevati furono scartati e ritenuto valido
solo il restante 15%, che guarda caso era coerente con
le costanti di scala di Einstein.
Successivamente Eddington
presentò i risultati ad una conferenza alla Royal
Society, durante la quale confermò tra le altre cose la
validità della Relatività Generale, e nella quale si
guardò bene dal dire che la luce delle stelle, in quelle
lastre scartate, aveva una direzione trasversale a
quella attesa o addirittura opposta; insomma la
maggioranza delle stelle non né voleva proprio sapere di
avvalorare la teoria della Relatività !
Lo stesso Poor così
commentò: “.....
La formula matematica, in base alla
quale Einstein ha calcolato la sua deviazione di 1,75
secondi perché i raggi di luce oltrepassino il margine
del Sole, è una nota e semplice formula di fisica
ottica; non uno solo dei concetti fondamentali
relativi alla variabilità del tempo o alla curvatura o
torsione dello spazio, alla simultaneità, o alla
relatività del moto, è in alcun modo implicato nella
previsione o nelle formule di Einstein inerenti alla
deviazione della luce .....
Alle molte ed elaborate spedizioni in occasione
dell'eclisse, di conseguenza, è stata attribuita
un'importanza fittizia; i risultati di tali iniziative
non possono dimostrare né confutare la teoria della
relatività .....
Lo spostamento stellare di per sé,
ammesso che sia reale, non mostra la minima attinenza
con le deviazioni previste da Einstein: non concordano
né nella direzione, né nelle dimensioni o nel tasso di
diminuzione della distanza dal Sole”.
Nel 2002, in un articolo
pubblicato dal British Institute of Precise Physics, si
sottolinea come le macchine fotografiche a calotta
utilizzate da Eddington nel 1919, avevano una precisione
di 1/25°. In funzione di questo parametro, risulta che
i dati pubblicati da Eddington a sostegno della
Relatività sono “ 200 volte troppo precisi “.
Sir Arthur Eddington ha
volutamente falsificato dei dati scientifici avvalorando
una teoria, smentita dalle osservazioni, che ha
condizionato e sta condizionando la ricerca scientifica
in fisica e in astronomia.
Se i metodi usati da
Eddington per confermare la Relatività sono falsi, si
può credere alla sua teoria del Sole termonucleare ?
Come si può pensare che uno scienziato il cui metodo è
l'inganno, possa proporre teorie scientifiche in
sintonia con “l'etica “ della scienza, e la scienza ha
veramente un'etica se permette a teorie non avvalorate
da osservazioni (Relatività) di avere visibilità, ma
soprattutto di essere divulgate e sostenute in un
contesto sociale ? Quindi come minimo possiamo sollevare
un ragionevole dubbio su ciò che la scienza spiega,
relativamente al funzionamento e all' essenza stessa
dell'Universo in generale e del Sole in particolare.
Più precisamente pensare a
ragion veduta che Sole e Universo non siano
assolutamente quello che crediamo che siano !
Ci siamo resi conto però che
le ipotesi di Bruce e Juergens, anche se avvalorate da
parametri osservativi e rilievi strumentali
(spettroscopia, raggi “X”, termografia, ecc.), per
essere convalidate senza ombra di dubbio, dovevano avere
una conferma indiretta, da parte di un organo
scientifico “ufficiale” (NASA, ESA, MIT, JPL, ecc...).
Un fenomeno solare
espletatosi nel Gennaio del 2005 ci ha dato la conferma
di quanto andavamo cercando !
La cosmologia spiega come le
esplosioni che caratterizzano la corona solare avvengono
normalmente, in corrispondenza delle cosiddette “macchie
solari”, le quali sono zone in cui persistono dei
potentissimi campi magnetici che attraversano la
superficie del Sole.
Quando questi campi
diventano instabili esplodono, dando vita alle
manifestazioni visive che prendono il nome di C.M.E.
(Eiezione di massa coronale).
Le C.M.E. sono la causa di
quelle che chiamiamo “tempeste solari”; in pratica una
pioggia di particelle con carica positiva (protoni e
altro), che normalmente raggiungono la Terra dopo circa
24 ore dall'emissione.
Nel Gennaio 2005, nell'arco
di 5 giorni, si sono susseguite dallo stesso gruppo di
macchie (Sunspot 720) ben 5 C.M.E., successive ad
esplosioni, l'ultima della quali ha raggiunto la Terra
dopo soli 30 minuti.
Per i cosmologi quanto
successo è semplicemente impossibile, ma soprattutto
inspiegabile !
Perché dunque una
normalissima C.M.E. improvvisamente ha avuto questo
comportamento anomalo ?
Ritorniamo per un momento al
Sole; la sua parte esterna è composta da tre zone:
la fotosfera (interna), la
cromosfera e la corona entrambe formate da plasma (gas
elettricamente carico ad altissima temperatura).
Queste tre zone hanno
temperature che vanno dai 5.000 gradi Kelvin della
fotosfera (la zona interna) ai 20.000 gradi della
superficie della cromosfera, fino ai 2 milioni della
corona (la zona esterna).
Questi dati strumentali,
relativi alle temperature, sono stranamente in contrasto
con l'asserzione classica di un Sole termonucleare con
un nucleo caldissimo ed una temperatura che decresce
allontanandosi da esso.
La condizione di aumento
delle temperatura con l'allontanamento dal nucleo, si
può spiegare solo all'interno di un modello
elettrodinamico del Sole, esattamente come avevano
supposto Bruce e Juergens.
Per cui la strabiliante
velocità raggiunta dal flusso di particelle, durante la
quinta eiezione di massa coronale avvenuta in gennaio
2005, che ha impiegato solo 30 minuti per raggiungere la
Terra, la si può spiegare solo considerando L'Universo,
per dirla come Enrico Fermi, pervaso da “nuvole
magnetizzate”; infatti, per accelerare un flusso di
particelle, bisogna immetterle in un campo elettrico
(esattamente quello che succede negli acceleratori – il
nostro LINAC di Frascati, o l'LHC del CERN di Ginevra),
ed è proprio quello che è successo ai protoni emessi
durante il quinto brillamento del gennaio 2005 quando
hanno incontrato i campi generati dalle correnti
elettriche presenti nel sistema solare.
A questo punto però sorge
spontanea una domanda: perché è stata accelerata solo
la quinta eiezione coronale, mentre le precedenti e le
successive no?
Siamo nuovamente andati alla
ricerca delle probabili cause, ci ha dato una meno la
NASA stessa:
Fonte NASA, 30 Ottobre
2008.
L'astrofisico David Sibeck (Goddard
Space Flight Center) ha rilevato l'esistenza di quello
che ha denominato FTE (evento di trasferimento di
flusso), praticamente ogni 8 minuti i campi magnetici
del Sole e della Terra si fondono, formando un portale
attraverso il quale fluiscono particelle ad alta
energia.
Questo portale ha l'aspetto
di un cilindro, il cui diametro è all'incirca quello
della Terra. A commento della sua scoperta Sibeck ha
detto: “Dieci anni orsono ero alquanto sicuro che non
esistesse, ma ora le prove sono incontrovertibili”.
Molti interrogativi restano
senza risposta. Per quale motivo i portali si formano
ogni otto minuti ? In che modo si torcono e
attorcigliano i campi magnetici all'interno del cilindro
?
Il quinto brillamento del
gennaio 2005 è stato accelerato in maniera anomala,
semplicemente perché il portale che collega la Terra al
Sole in quei 30 minuti non era attivo, e anche perché il
gruppo di macchie Sunspot 720 puntava esattamente verso
la Terra.
Abbiamo visto come l'ipotesi
sostenuta dalle teorie correnti di un vuoto cosmico
assoluto sia smentita dalle osservazioni e dai resoconti
anche di organismi scientifici ufficiali e che, al
contrario, l'ipotesi di un Universo pervaso da flussi di
correnti elettriche ed immensi campi magnetici su scala
galattica sia molto più vicino alla realtà di quanto la
“scienza ufficiale” voglia far credere.
E' d'obbligo, a questo
punto, introdurre vari approfondimenti tecnici per una
migliore comprensione dei ragionamenti che andremo in
seguito a sviluppare.
A) - Campo magnetico
terrestre
Da quando fu individuato gli
scienziati si sono chiesti quale fosse l'origine.
Una delle prime ipotesi
concepiva la Terra formata da un nucleo centrale di
ferro magnetizzato allo stato liquido; ma quando si
scoprì che nel ferro il magnetismo decade oltre una
certa temperatura, definita “temperatura di Curie”
(1043° K), e che il nucleo ferroso del pianeta era ad
una temperatura ben superiore, l'ipotesi decadde
automaticamente.
William Gilbert nel XVII
secolo, sosteneva che la Terra ruotasse perché
magnetica.
P.M. Blackett, formulò
un'ipotesi opposta, e cioè che la Terra fosse magnetica
perché ruotava, e che questa fosse una caratteristica
“intrinseca universale” di ogni oggetto rotante; in
analogia al comportamento ed alle caratteristiche dei
protoni e degli elettroni (spin e magnetizzazione
intrinsechi).
La teoria fu scartata quando
si constatò, tramite esperimenti, che la rotazione di
corpi non produceva magnetizzazione misurabile.
Fu il concetto della
“dinamo” di Faraday ad ispirare la soluzione e a
formulare l'ipotesi, attualmente accettata, sull'origine
geologica del campo magnetico terrestre; infatti la
cosiddetta “teoria della dinamo geomagnetica” prevede la
formazione del “campo magnetico” in virtù dei moti
fluidi del nucleo conduttore, attraverso un “campo
magnetico iniziale” che produce corrente, la quale a sua
volta produce un campo che si amplifica e si somma a
quello iniziale, dando origine a quello che conosciamo
come “campo magnetico terrestre” (ho volutamente
riassunto il principio, il quale da un punto di vista
strettamente scientifico è un po' più complesso, visto
che prende in considerazione le forze di Coriolis per i
moti di fluidi in rotazione e l'ipotesi di Rikitake
sulla doppia dinamo per spiegare l'inversione dei poli).
Il campo magnetico terrestre
è un campo dipolare, ha cioè due poli di carica opposta,
definiti convenzionalmente Polo Nord e Polo Sud, i quali
divergono dai Poli geografici.
L'asse magnetico è inclinato
di 11.3° rispetto all'asse di rotazione.
I poli magnetici non sono
statici in quanto migrano costantemente e, nel corso del
tempo, invertono anche la posizione.
Le linee di forza si
comportano esattamente come quelle di una normale
barretta magnetica dipolare (tipico esempio della
calamita e della forma che assume la limatura di ferro
posta accanto); nello spazio il campo magnetico
assume una forma geometrica approssimativamente
toroidale schiacciata sul lato rivolto al Sole, e
toroidale allungata su quello opposto; ciò è dovuto
all'interazione con il vento solare.
La cavità che si viene a
creare nel flusso di vento solare, quando questo
incontra il campo magnetico terrestre, viene chiamata
“Magnetosfera”
La magnetosfera sul lato
rivolto al Sole si estende fino 60/80.000 Km, sul lato
opposto fino a 300.000 Km; in una zona
approssimativamente intermedia della magnetosfera,
esistono delle regioni (fasce di Van Allen)
caratterizzate dalla presenza di particelle cariche
(elettroni – protoni), di origine solare, rimaste
intrappolate nel campo terrestre.
La magnetosfera scherma la
Terra dal vento solare e dai raggi comici.
B) - Fisica dei plasmi
Riporto l'introduzione ad un
capitolo, tratto dal corso di laurea specialistica in
Astrofisica e Fisica cosmica dell'Anno Accademico
2009-2010 presso il Dipartimento di Fisica Generale
dell'Università di Torino (Dr. Attilio Ferrari / Dr.
Gianluigi Bodo)
CAPITOLO 7 - ELEMENTI DI
FISICA DEL PLASMA
Sebbene la struttura
dell'Universo su tutte le scale (pianeti, stelle,
ammassi di stelle, galassie, ammassi di galassie) sia
dominato dall'interazione gravitazionale, appare
evidente dall'insieme dei dati osservativi che
l'interazione elettromagnetica è determinante per la
loro morfologia e nella fisica dei loro processi
evolutivi. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che la
materia cosmica si trova per il 99% in stato di alta
ionizzazione ed alta mobilità delle particelle, cioè
sotto forma di plasma ad elevata conducibilità e non di
gas neutro. Perciò le forze coulombiane creano elevati
campi elettrici non appena si sviluppi una sia pur
piccola separazione di carica; e, per le stesse forze,
le cariche seguono moti collettivamente ordinati e
producono correnti, campi elettromagnetici variabili e
forze elettrodinamiche.
Lo studio dei fenomeni
astrofisici in cui siano determinanti gli effetti
elettromagnetici è indicato spesso con il termine di
“Astrofisica dei Plasmi”, dove il termine plasma viene
riferito ad un insieme di particelle in cui la presenza
di cariche elettriche libere sia in grado di produrre
effetti collettivi.
Il modello di più vasta
applicazione in astrofisica è, a tutt'oggi, il modello
magnetoidrodinamico, proposto da Alfvén e Cowling negli
anni 50, equivalente al modello fluidodinamico discusso
nel precedente Capitolo: è infatti basato sul
principio di trattare la dinamica dei plasmi come quella
di sistemi collettivi fluidi dotati di conducibilità
elettrica e quindi soggetti a forze elettromagnetiche.
Le correnti elettriche,
prodotte dal moto delle cariche indotto dai campi
esterni, modificano i campi elettromagnetici; tali nuovi
campi portano coerentemente ad una modifica delle
caratteristiche del moto. La sequenza ciclica di
processi implica che fluido e campi siano dipendenti
attraverso un processo di interazione altamente non
lineare.
La trattazione matematica
deve essere quindi impostata sul seguente sistema di
equazioni:
- equazioni del campo
elettromagnetico (equazioni di Maxwell);
- equazioni fluide di
continuità, del moto e del bilancio energetico,
includendo le forze elettrodinamiche (forze di Lorentz);
- equazioni che collegano le
proprietà dinamiche ed elettrodinamiche del fluido,
campi, correnti conducibilità elettrica, conducibilità
termica e coefficienti di trasporto in genere, alle
grandezze macroscopiche, temperatura, densità,
pressione, velocità (legge di Ohm generalizzata).
Si tratta di un sistema
molto complesso, tanto più che in molti fenomeni
astrofisici energetici, va utilizzata la dinamica
relativistica. In realtà i fenomeni di plasma sono
ancora più complessi di quanto possa riprodurre la
teoria magnetoidrodinamica.
Anche per i plasmi, come per
i fluidi neutri, la rappresentazione dell'insieme dei
fenomeni richiede l'uso della teoria cinetica, in quanto
le proprietà fisiche vengono a dipendere dalla forma
dettagliata delle funzioni di distribuzione dei vari
tipi di particelle.
L'idea di applicare
l'elettrodinamica in astrofisica, nacque
dall'osservazione della corona solare durante le
eclissi.
Nel 1899 Bigelow ebbe l'intuizione che il Sole
potesse essere un gigantesco magnete dalla somiglianza
dei pennacchi coronali con le linee di forza tracciate
da limatura di ferro intorno ad una sfera magnetizzata.
Questi suggerimenti
qualitativi, che Schuster estese fino a proporre che
tutte le stelle fossero grandi magneti rotanti,
motivarono Hale ad eseguire la misura del campo
magnetico solare con esperimenti di spettroscopia Zeeman
che ebbero successo nel 1908: risultò che il campo
delle macchie solari deve raggiungere i 103 gauss.
Poiché anche la Terra
possiede un campo magnetico, la presenza di effetti
elettrodinamici in astrofisica fu da allora accettata.
Nel 1919 Larmor avanzò la
prima teoria dinamo per spiegare la produzione di campi
magnetici persistenti su scala astrofisica.
Nel 1933 Cowling discusse come il campo potesse essere
trasportato alla superficie da moti convettivi
subfotosferici a formare le macchie solari, proponendo
euristicamente il principio di congelamento delle linee
di forza in mezzi conduttori fluidi.
Kiepenheuer ne dedusse che
materiale solare espulso dalla corona potesse portare
con se un campo magnetico: si trattò della prima ipotesi
di un vento solare magnetizzato.
Nel 1937 Ferraro derivò la
legge di isorotazione, secondo la quale una massa
fluida, magnetizzata e rotante in modo differenziale, è
stabile solo qualora la velocità angolare sia costante
su superfici equipontenziali del campo magnetico:
diversamente lo “stiramento” del campo magnetico,
congelato dalle linee di forza, farebbe nascere un campo
toroidale e di conseguenza una forza di reazione.
Un altro campo di indagine,
che fu di grande stimolo per lo sviluppo
dell'elettrodinamica cosmica, fu lo studio delle
tempeste geomagnetiche, da parte di Chapman e Ferraro
(1932-1933).
Questi autori, provarono che
esse sono dovute all'interazione del gas ionizzato
emesso dal Sole, con il campo magnetico dipolare
terrestre.
Infine nel 1942 Alfvén
formulò le equazioni complete della magnetoidrodinamica
ideale, cioè per mezzi a conduttività elettrica
infinità, derivando il “Teorema del congelamento del
plasma – campo magnetico”; ricavò inoltre l'apparire
di un nuovo tipo di onde nei fluidi conduttori, proprio
dovuto all'interazione tra campo magnetico e fluido.
Le linee di campo sono
dotate di tensione e quindi una perturbazione può
propagarsi lungo esse, analogamente a quanto avviene per
le corde vibranti. Queste onde esistono sia in mezzi
compressibili, sia incompressibili e permettono il
trasporto di energia su lunghe distanze senza il
trasporto di materia; in gas incompressibili non
carichi elettricamente, le onde non possono invece
propagarsi.
Un altro importante
concetto, introdotto da Alfvén, fu quello di centro di
guida, con il quale si può discutere in maniera completa
il moto di particelle cariche singole in campi
elettromagnetici comunque complessi, isolando la
girazione intorno alle linee magnetiche da moti di
deriva traversa e da moti longitudinali alle linee.
Con questo metodo Singer
poté calcolare le traiettorie delle particelle cariche
provenienti dal Sole e intrappolate dal campo magnetico
terrestre, ricavando l'esistenza delle fasce di Van
Allen, molto prima della loro scoperta.
Di conseguenza fu possibile
interpretare la fenomenologia della magnetosfera
terrestre, con le tempeste geomagnetiche, la coda
geomagnetica e le zone di dissipazione.
Dal 1950 l'elettrodinamica
venne largamente applicata allo studio della
fenomenologia dell'attività solare: macchie,
brillamenti, protuberanze, ciclo solare, vento; venne
in particolare messo in evidenza che le strutture
magnetoidrodinamiche sono instabili, possono cioè
deformarsi e distruggersi su tempi scala anche
relativamente rapidi. Inoltre il concetto ideale di
“congelamento plasma – campo magnetico”, venne
progressivamente rilassato per tenere conto degli
effetti di dissipazione delle correnti tramite la
conduttività (resistività) elettrica.
In particolare, proprio in
relazione all'attività solare, apparve chiaro come le
instabilità resistive e di riconnessione magnetica,
possono dare origine a rilasci di energia magnetica in
energia cinetica su tempi scala brevi (brillamenti
solari).
I modelli
magnetoidrodinamici comportano fenomenologie molto
complesse con molti gradi di libertà, e quindi con
dipendenza da un numero elevato di parametri fisici di
difficile misurazione in astrofisica.
Basti pensare ai dati
osservativi che dal 1991 giungono dai satelliti per le
osservazioni a raggi “X” - Yohkoh e Trace – fornendo lo
svilupparsi dell'attività solare in tempo reale:
anche se si intravedono comportamenti generali
consistenti con le teorie dell'astrofisica dei plasmi,
molti aspetti, e non di dettaglio, appaiono ancora del
tutto inspiegati.
Sempre negli anni 50 del
secolo scorso le teorie magnetoidrodinamiche iniziarono
ad essere applicate anche in altri campi
dell'astrofisica. Era ormai evidente, dallo studio
dei raggi cosmici e dalla radioastronomia, come campi
magnetici e particelle cariche libere rappresentino una
delle componenti essenziali dell'Universo.
Fermi (1955) sviluppò un
modello per l'accelerazione dei raggi cosmici nella
galassia, utilizzando l'interazione di particelle
sopratermiche con nuvole magnetizzate.
Shklovskij (1953) e Ginzburg
(1959), proposero che l'emissione radio non-termica di
stelle e galassie in fasi evolutive di estrema
condensazione e forti campi gravitazionali fosse dovuta
a radiazione sincrotrone di elettroni relativistici in
campi magnetici.
Nel 1969 Lynden-Bell avanzò
l'ipotesi che l'energetica dei nuclei galattici attivi
potesse essere interpretata attraverso il processo di
accrescimento di materia verso un buco nero di grande
massa: nel 1974 Rees intuì che la presenza di campi
magnetici potesse modellare il fenomeno, costituendo
anche la base dei processi di espulsione di getti
supersonici, osservati nelle radiosorgenti estese.
Pure le stelle normali
presentano comportamenti collettivi dinamici.
Infine le osservazioni in
situ per mezzo di sonde spaziali del plasma
interplanetario, hanno mostrato come l'interazione del
vento solare con le magnetosfere planetarie sia dominata
da effetti cinetici.
Tutta la ricca ed inspiegata
fenomenologia astrofisica di attività stellare e
galattica, dei mezzi diffusi e delle variabilità è
largamente guidata da simili effetti.
C) - Teoria dell'Universo
elettrico o cosmologia del plasma
“Dobbiamo reimparare
che la scienza avulsa dagli esperimenti è un'impresa
suscettibile di smarrirsi del tutto in fantasiose
congetture” (Hannes Alfvén , G. Arrhenius – Evolution of
the solar system – 1976).
Hannes Alfvén, svedese,
premio Nobel per la fisica (1970) per i suoi studi sul
plasma, è stato il pioniere della “Teoria dell'Universo
elettrico o cosmologia del plasma”.
Partendo dagli esperimenti
compiuti negli anni 30 sul plasma e sui raggi cosmici,
basandosi sugli studi di Birkeland sulle aurore boreali,
di Larmor sulla “Teoria dinamo” in astrofisica, elaborò
quella che lui stesso chiamò “elettrodinamica cosmica”
con i suoi cinque concetti base:
L'accelerazione
elettromagnetica di particelle, quali i raggi cosmici.
Il generatore omopolare di
grandi campi elettrici nello spazio.
L'esistenza di correnti di
grande scala.
L'esistenza di campi
magnetici.
Il plasma quale portatore di
correnti nello spazio.
Nella seconda metà degli
anni 20 del XX° secolo fu messo a punto uno strumento
chiamato “ciclotrone”; questo generava campi
elettrici e magnetici, i primi per accelerare e i
secondi per pilotare particelle ad alta energia;
Alfvén prese spunto dagli effetti di questo strumento
per il primo dei suoi cinque concetti.
Il generatore a disco di
Faraday (generatore omopolare o unipolare), è il più
semplice apparato per generare campi elettrici;
infatti ruotando un disco conduttore in un campo
magnetico si genera un campo elettrico tra l'asse e la
circonferenza.
Alfvén sapendo che il Sole era dotato
di campo magnetico (l'ipotesi di Bigelow del 1899 – e la
conferma di Hale con le sue misure del 1908), pensò che
le stelle doppie o binarie (che sono di norma molto
comuni), ruotando l'una intorno all'altra potessero
creare potentissimi campi elettrici e basò su ciò il
secondo dei suoi cinque concetti.
Irving Larmuir, era un
chimico statunitense, negli anni 20, studiando i
comportamenti di gas ionizzati, si accorse che anche in
condizioni di estrema rarefazione essi potevano
trasportare correnti elettriche e chiamò questi gas
“plasma”.
Alfvén, che 15 anni più tardi ne stava
studiando le dinamiche, ipotizzò potessero essere il
mezzo interstellare di trasporto delle correnti
elettriche generate dalle stelle doppie rotanti.
Sempre in quegli anni Alfvén
si stava occupando delle misurazioni dei raggi cosmici,
in virtù delle teorie allora proposte sulla loro
origine, quella di Lamaitre sulla primordiale esplosione
(il primo Big Bang, poi ripreso da Gamow negli anni 50),
e quella di Jeans e Millikan sull'annichilazione o
fusione nucleare di origine sconosciuta.
I risultati delle
misurazioni dei raggi cosmici gli fecero capire che
questi non potevano essere stati accelerati, fino ai
livelli energetici da lui rilevati, da ipotetiche
esplosioni primordiali o da sconosciute annichilazioni o
fusioni nucleari; semplicemente l'osservazione non si
accordava con le ipotesi.
L'unica soluzione poteva
risiedere nella presenza, in tutto l'Universo, di
“plasma interstellare” e di imponenti correnti di gas
ionizzati, i quali originando campi elettrici potevano
accelerare i raggi cosmici fin quasi ai valori da lui
rilevati (1TeV).
Questi ragionamenti diedero
origine agli ultime tre, dei suoi cinque concetti, che
negli anni 40 presero il nome di “Modello o teoria
magnetoidrodinamica”, che riformulò durante gli anni 50
e 60, dopo essersi reso conto dei limiti della sua
teoria sul “Congelamento delle linee di forza di campo
magnetico in plasmi a conducibilità infinita”, che portò
i fisici che studiavano la fusione nucleare tramite
plasmi a confinamento ad un totale nulla di fatto, per
aver ostinatamente perseguito una teoria, dallo stesso
Alfvén rivista ed aggiornata.
Le osservazioni dei
satelliti, e l'affinamento degli strumenti, portò gli
astrofisici negli anni 80 e 90 ad individuare imponenti
flussi di correnti elettriche trasportate da filamenti
di plasma su scala galattica, che confermarono gli
studi, le teorie e le previsioni fatte da Alfvén e dai
fisici che stavano sostenendo la “cosmologia del
plasma”.
Appare chiaro come da
decenni esista una teoria alternativa (punto “C”) alla
visione cosmologica di un Universo nato dal Big Bang e
governato dalla gravità, dove, supportati da
osservazioni, si propongono concetti in sintonia con
queste e dove emerge l'indiscussa natura elettrodinamica
dell'Universo.
Significativo il punto “B”,
a riprova di quanto già affermato relativamente al
dualismo concettuale che persiste in astrofisica, dove
da un lato non si nega la natura elettrica dei fenomeni
che interessano la dinamica dell'Universo, e dall'altro
la smentita che questi fenomeni possano avere influenza
in cosmologia, trascurando con disarmante naturalezza,
ovvietà osservative.
Ritorniamo al Sole, e a
quelli che abbiamo visto essere i legami
elettromagnetici indissolubili che uniscono la
magnetosfera solare a quella terrestre; conosciamo i
“portali magnetici” che connettono le due magnetosfere,
e conosciamo i fenomeni elettrodinamici che regolano
fotosfera e corona solare e che smentiscono la
concezione di un Sole termonucleare.
Gli scienziati hanno sempre
rilevato che i flussi di vento solare influenzano in
vario modo la magnetosfera terrestre, ciò dipende da
molti fattori che variano al variare delle
manifestazioni coronali, della direzione del vento,
ecc.
I ricercatori sanno che il
vento solare quando punta le linee del campo terrestre
in direzione Sud, può momentaneamente aprire dei “buchi
localizzati” di piccole dimensioni nel campo stesso, in
cui possono fluire liberamente verso la superficie le
particelle cariche provenienti dal Sole.
Ma sanno anche che quando lo
stesso vento punta in direzione Nord (northern IMF)
l'interazione con il campo magnetico rafforza le
barriere protettive che schermano la Terra.
Il 3 Giugno 2007, le cinque
sonde NASA del progetto “THEMIS” in transito nella
magnetosfera, rilevano un imponente flusso di vento
solare che corre liberamente verso la Terra senza alcuna
barriera protettiva ad ostacolarne il cammino.
Il flusso solare è un
“norther IFM”, perché punta chiaramente a Nord, ma la
magnetosfera terrestre anziché rafforzarsi come di
solito in queste occasioni, si spalanca al vento,
aprendo un varco delle dimensioni di quattro diametri
terrestri.
Gli scienziati che seguono
le sonde THEMIS sono del Goddard Space Flight Center,
che abbiamo già visto essere l'ente scientifico che ha
scoperto i “portali magnetici”; così gli stessi
scienziati commentano questa nuova scoperta:
David Sibek
“ Questa scoperta altera fondamentalmente la nostra
comprensione dell'interazione tra vento solare e
magnetosfera “. Wenhui Li “ L'apertura era enorme,
quattro volte la Terra stessa “ .
Jimmy Reader “
Abbiamo visto cose come questa prima ma mai di tale
scala. L'intero lato giornaliero della magnetosfera era
aperta al vento solare. Questo cambia la nostra
comprensione dell'universo 1027 particelle per secondo
stavano fluendo nella magnetosfera. Questo tipo di
flusso è nell'ordine di magnitudine più grande di quanto
abbiamo pensato possibile “.
Quanto sopra esposto ci ha
condotti, se pur sommariamente, a prendere visione di
concetti e teorie riguardanti discipline scientifiche
importanti; percorso necessario per introdurre
un'ipotesi inerente ad una diversa collocazione fisica e
concettuale del Sole, nonché del suo indissolubile
legame con il nostro pianeta.
L'ipotesi che presenteremo
si basa su una ricerca di carattere interdisciplinare,
in cui le teorie cosmologiche riguardanti il Sole e più
in generale, gli oggetti celesti e l'Universo, sono
un'estrapolazione di considerazioni di carattere
oggettivo, relative alla genesi, e all'evoluzione della
società umana, e alla percezione del concetto di
“realtà” che circonda ed accompagna la vita degli
esseri umani che popolano la superficie esterna del
pianeta Terra.
La presentazione di questa
proposta riguardante il Sole, è anche un'occasione per
approfondire i concetti di alcune teorie che attualmente
sono alla base della corrente cultura scientifica, ma
che a nostro avviso, scontrandosi con le osservazioni,
non fanno che avvalorare il sospetto secondo il quale la
“realtà” in cui è immerso l'essere umano è di fatto
“virtuale e manipolata”.
Questo articolo è anche
scaricabile dalla sezione DOCUMENTI, accessibile dalla
Home Page del sito.
Fine prima parte - Tratto
da: metamorfosi-aliene.it
Vedere per altri particolari importanti:
http://www.radioforpeace.info/articolinuovaera/itapiece184.htm
TEORIA delle STRINGHE e MULTIVERSO
Segue in: Universo Elettrico
- 2 + UniVerso
Elettrico - 3
+ Universo
Elettrico - 4
+
Universo
Intelligente +
Energia=Informazione=sostanza
+ Universo
Mentale + UNIVERSO ARMONICO
+
Universo
Elettrico
(definizione) +
UniVerso Olografico
+ Universo
matriosca
+
Cosmologia, Cosmogonia + Esperimento
Archiviato +
Chi
e', cosa e', dov'e' dio ?
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI
+
Teoria
del TUTTO +
OLO-MERO (la scoperta dell'Infinito Assoluto)
+
Trans - Uranici +
UNIVERSO OLOGRAFICO -
IPERSPAZIO +
Vuoto QUANTOMECCANICO Intelligente ?
+
Le prime parole della Genesi
+
Galassie madri
+ Sintesi (il senso della Vita)
+
Il
Big Bang NON esiste
+
Il tachione di Dio
+
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti
|