Questa ideologia, e' basata su osservazioni ed
esperimenti; il modello di questa nuova concezione dell'UniVerso
Elettrico unifica le forze nucleari, il magnetismo e la gravita'
come manifestazioni di una forza elettrostatica quasi
istantanea.
Ne deriva una NUOVA visione del Cosmo e della nostra collocazione al
suo interno.
Ora finalmente esistono riscontri sperimentali
che vanno a sostegno dell'Universo Elettrico ed a scapito del
modello della relatività di Einstein !
Nel
modello di questo Universo per esempio, la stessa
"gravità" e' semplicemente una forza elettrostatica
BIPOLARE.
Il campo elettromagnetico è l’Universo Elettrico. La radiazione
elettromagnetica presente nell'UniVerso indica di quale modello di
UniVerso dobbiamo parlare e studiare.
Le
conseguenze e le possibilità di questo tipo di Universo sono di
ampia portata e rivoluzioneranno tutte le conoscenze attuali !
Il Campo ElettroMagnetico è l’UniVerso
elettrico.
Il
MODELLO dell'UniVerso Elettrico
Esso
e' un coerente "quadro generale" in quanto abbraccia molte
discipline ed evidenzia i ricorrenti modelli elettrici che, ad ogni
scala consentono di sperimentare in laboratorio la spiegazione degli
strani fenomeni energetici rilevati anche nello spazio profondo.
Esso
opera a ritroso nel tempo utilizzando osservazioni, piuttosto che
partendo da idealizzazioni teoriche, fornendo risposte semplici a
problemi attualmente ammantati di "misticismo" e/o di
"metafisica" tanto alla moda.
E'
interdisciplinare e comprensivo di informazioni piu' logiche e
dimostrabili di qualunque altro "modello" descrittivo
insegnato anche nelle Universita'. Ovviamente esso non e' ancora
accettato dagli universitari cosi come altre discipline osteggiate
ed alternative, specie in medicina.
Esso
indica anche nuove possibilità concrete che vanno molto al di la
dei limiti posti dalla scienza accademica attuale.
Esso
ha come requisito fondamentale quello di prendere in considerazione
la fondamentale natura elettrica degli atomi e delle loro
interazioni bioelettroniche
I
modelli dell'UniVerso insegnati ufficialmente ed accademicamente
sono basati su forze deboli, anzi debolissime (Forza magnetica +
Forza gravitazionale) basate sulla neutralità elettrica della
materia nei laboratori terrestri, ma NON si possono applicare nello
spazio nel quale DOMINA il "Plasma", ovvero il 4° stato
della materia, gli altri 3 sono, quello gassoso, liquido, solido.
Quindi
esso privilegia la Cosmologia del Plasma.
La
maggior parte della materia presente nell'UniVerso e' allo stato di
plasma; esso si costruisce e costituisce quando alcuni Elettroni
con carica negativa (E-) si separano dai rispettivi Atomi in
un gas, lasciandoli con carica positiva (A=ioni+); gli E-
e gli ioni+ sono quindi liberi di spostarsi separatamente sotto
l'influsso di una tensione applicata o di un campo magnetico,
infatti il loro spostamento (E) costituisce una
"corrente elettrica". Le Forze elettriche dominano quelle
deboli !
Quindi
cio' significa che il Plasma ha come proprietà principale quella di
trasportare la corrente elettrica, formando "filamenti" di
energia che seguono le linee dei campi magnetici, infatti nel Cosmo
questi filamenti sono ovunque presenti.
I
fisici del Plasma dispongono da piu' di 10 anni di un modello
elettrico delle galassie che funziona con la fisica del mondo reale.
Quel modello e' in grado di spiegare molto bene e brillantemente le
dinamiche e le forme delle galassie senza ricorrere a strane teorie
(buchi neri centrali + materia oscura) e spiega molto bene i potenti
flussi elettrici osservati fuoriuscire lungo l'asse di rotazione dei
nuclei delle galassie attive.
Studi
recenti che hanno mappato il campo magnetico di una galassia hanno
confermato quel modello elettrico.
I
fisici del plasma sostengono che le stelle si formano in virtu' di
un "pizzicotto elettromagnetico" su di un gas e polvere
disseminati su larga scala.
Questo
"pizzicotto" e' determinato dalla forza magnetica presente
fra i filamenti di energia paralleli che fanno parte delle imponenti
correnti elettriche che fluiscono all'interno di una galassia. Il
pizzicotto concentra la materia ed e' di gran lunga molto piu'
efficace della forza di gravita' e puo' eliminare il "momento
angolare" in eccesso che tende ad impedire il collasso; quindi
le stelle si formano su di una stringa = filo di correnti
fortissime, sino a quando non prevarra' la gravita'.
Le
correnti galattiche che creano le stelle continuano a fornire loro
energia e le stelle si comportano come elettrodi in una scarica di
luminescenza galattica (tutte le stelle possono essere descritte
come grandi sfere concentrate di fulmini. La materia interna delle
stelle man mano che gli elettroni si spostano verso la superficie
assume carica positiva.
La
comparsa di stelle e' determinata in gran parte dal suo ambiente
elettrico e puo' variare all'improvviso, per cui l'eta' di una
stella e' indeterminata !
Quindi
la fisica stellare deve essere riportata nell'ambito dell'ingegneria
elettrica e nella fisica del Plasma.
Questo
modello di UniVerso Elettrico compie un notevole progresso
semplificativo unificando le forze nucleari, il magnetismo e la
gravita', come manifestazioni di una forza elettrostatica "quasi-istantanea";
chiunque abbia cercato di accostare due poli uguali di un magnete,
ha dimostrato un'azione a distanza; quindi la radiazione
elettromagnetica e' semplicemente il risultato di una forza
elettrostatica oscillante !
A
livello atomico questo modello elettrico prende spunto dall'opera di
Ralph Sansbury (ricercatore indipendente di N.Y., USA) nella quale
vi e' il riconoscimento della natura elettrica della materia ed il
primato della forza elettrostatica nelle interazioni della materia
stessa.
Ma
la MaterIA e' di fatto inFormAzione, quindi occorre pensare ad un
UniVerso con un Campo proprio (CEUI) che si informa da e per
l'InFinito, attraverso il processo dialettico con la materia.
Cio' siginfica che il Campo Universale (CEIU) è InFormAzione che tende a divenire Sostanza
(Materia) e questa a ridivenire Campo
in un amplesso duale inFinito.......
Commento:
attendendo ulteriori studi su questo affascinante modello, rileviamo
che dobbiamo ripensare non solo i modelli dell'universo insegnati
fino ad ora nelle universita', ma anche e sopra tutto il tipo di
medicina basata solo sulla chimica (artificiale - di sintesi) per
passare ad una Medicina Naturale anche basata sulla bio
elettronica. vedi anche
Protocollo
della Salute
Definizione
di Campi Elettromagnetici
Campi
elettrici e campi magnetici 
Prima che procediate con la lettura, desidero scusarmi con gli
specialisti ed i professionisti che conoscono già la materia.
La terminologia che utilizzerò per illustrare i concetti che
seguono non sarà sempre rigorosa. Tuttavia, essendo lo scopo di
questo sito quello di spiegare con parole semplici ed alla portata
di tutti concetti tutt'altro che banali, ritengo che il fine possa
giustificare i mezzi e che quindi possiate perdonarmi se il rigore e
la precisione scientifica non sono come un'argomentazione di questo
tipo richiederebbe.
1- Il campo elettrico
Per capire cos'è un campo elettrico partiamo dall'esperimento che
tutti, da bambini o da adulti, abbiamo sicuramente fatto. Si prende
un pezzo di plastica (ad esempio una penna) e lo si strofina su
della lana (ad esempio un maglione) per qualche secondo. Avvicinando
la penna ad alcuni pezzetti di carta questi verranno attratti già
quando sono a 4-5 centimetri di distanza dalla penna. E' come se
attorno alla plastica che è stata strofinata si fosse creata una
"zona" per cui se un qualsiasi pezzetto di carta entra in
questa zona viene attratto. Questa zona prende il nome di Campo
Elettrostatico o semplicemente campo elettrico.
2- Il campo magnetico
Per introdurre il concetto di campo magnetico facciamo anche in
questo caso un esperimento simile al precedente utilizzando però
una calamita al posto della penna ed alcuni trucioli di ferro al
posto dei pezzetti di carta. Stavolta la calamita non ha bisogno di
essere strofinata per attirare i pezzetti di ferro. Analogamente al
primo esperimento, i trucioli di ferro sono attratti dalla calamita
quando entrano in una "zona" che sta attorno alla
calamita. Questa "zona" è tanto più ampia quanto più la
calamita è potente e prende il nome di Campo Magnetico.
3- Quali le diversità tra i due fenomeni ?
Benchè apparentemente simili, i due esperimenti presentano delle
diversità sostanziali.
Innanzi tutto la penna strofinata sulla lana, benchè attiri i
pezzetti di carta non attira di certo i trucioli di ferro. Viceversa
la calamita attira i trucioli di ferro ma non la carta.
Ma l'elemento che distingue maggiormente il fenomeno elettrostatico
da quello magnetico è l'impossibilità per quest'ultimo di creare
il cosiddetto monopolo magnetico. Cioè mentre è possibile
avere un materiale carico elettrostaticamente con segno positivo o
con segno negativo, il magnete esiste sempre con entrambe le polarità.
Per provarlo provate a prendere una calamita, constatate che da un
lato vi è presente il polo N e dall'altro vi è il polo S. Se ora
provate a spezzare la calamita per dividere il polo N da quello S
non ci riuscite in quanto otterrete due calamite più piccole,
ciascuna con i poli N ed S.
Si veda per chiarezza la figura seguente.
4- Le onde elettromagnetiche
Il legame tra campo elettrico e campo magnetico è frutto di
scoperte scientifiche fatte durante il 1800.
Le ricerche hanno portato a constatare che tra campo elettrico e
campo magnetico vi è un profondo legame:
Un campo elettrico variabile genera un campo magnetico e
viceversa.
Cosa significa questo ? Al solito facciamo un esempio considerando
un esperimento.
Al posto della penna dell'esperimento precedente, caricata
strofinandola con un panno di lana, prendiamo stavolta un disco di
plastica che fissiamo con un perno centrale così che possa ruotare.
Ora strofiniamo il disco con il solito panno di lana, così da
caricarlo come per la penna.
Il disco carico genera un campo elettrico, come abbiamo visto in
precedenza. Adesso però facciamo ruotare il disco in modo da
mettere in movimento le cariche che generano il campo elettrico e
produrre quindi un campo elettrico variabile.
Avvicinando al disco in rotazione l'ago di una bussola, quest'ultimo
tenderà ad orientarsi verso il disco.
Questa è la prova che il campo elettrico variabile che abbiamo
creato ha generato un campo magnetico il quale è rilevabile tramite
l'ago di una bussola.
Per provare il viceversa, cioè che un campo magnetico variabile
genera un campo elettrico, andiamo a descrivere un apparecchio che
tutti, più o meno frequentemente, abbiamo utilizzato: la dinamo
della bicicletta.
La dinamo è composta essenzialmente da un magnete che può ruotare
all'interno di un avvolgimento di filo di rame. La rotazione del
magnete produce un campo magnetico variabile il quale genera un
campo elettrico. Vi ricordate cosa fa il campo elettrico ? Attira le
cariche elettriche che, nel caso specifico, sono gli elettroni
presenti nel rame. Questi muovendosi generano una corrente elettrica
che fa accendere la lampadina collegata alla dinamo.
Quindi un campo magnetico variabile genera un campo elettrico che
nel caso particolare della dinamo viene utilizzato per muovere gli
elettroni e generare quindi una corrente elettrica.
Fu un tale di nome Maxwell che riuscì a descrivere matematicamente
questi fenomeni e a sciogliere così ogni dubbio sulle leggi fisiche
che regolano i campi elettrici e magnetici.
La deduzione più brillante di queste ricerche, che è oggi alla
base delle moderne telecomunicazioni cellulari è che un campo
elettrico variabile genera (si dice anche "induce") un
campo magnetico variabile il quale a sua volta induce un campo
elettrico variabile che induce un campo magnetico variabile e così
via ... il risultato è un'onda, detta onda elettromagnetica,
che si propaga nello spazio ed è composta da un campo elettrico e
da un campo magnetico.
Tratto da: http://www.geocities.com/onde_elettromagnetiche/campi/campi.html
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UNIVERSO Elettrico
Gli
scienziati “dissidenti”, promotori della teoria
dell'Universo Elettrico, hanno usufruito di nuovi e
precisi dati a supporto del loro modello, grazie alla
recente missione Deep Impact che ha portato una sonda NASA
all'interno di una cometa.
Questo gruppo “dissidente dalla scienza imperante”
comprende scrittori, ricercatori, ingegneri elettrici,
perfino studiosi di mitologia comparata, ed è guidato dal
fisico australiano Wallace Thornhill.
I teorici dell'Universo Elettrico, sono accomunati nel
sito web: Thunderbolts.info, ed affermano che l'elettricità
giochi un ruolo determinante nell’UniVerso, più di
quanto non tengano conto i modelli standard
gravitazionali, secondo cui le forze elettriche sono
insignificanti su scala cosmica.
Essi sostengono che il loro modello può spiegare molti
dei bizzarri e misteriosi fenomeni cosmologici del nostro
pianeta Terra (per esempio: l’origine dei fulmini)
quelli del Sistema Solare e quelli delle Galassie.
Le comete sono un caposaldo di tale modello, date le loro
eccentriche orbite intorno al sole.
Secondo questo modello di Universo, le comete non
sarebbero affatto inerti masse di ghiaccio e polvere di
stelle, ma dei solidi piccoli asteroidi contenenti
acqua allo stato ghiacciato, carichi negativamente,
rispetto allo spazio circostante, che durante il loro moto
reagiscono con le cariche positive dei venti solari,
producendo quindi il loro caratteristico bagliore e la
loro coda.
Cosa molto interessante e’ che il gruppo dei teorici
dell’Universo Elettrico, prima del Deep Impact, aveva
predetto che vi sarebbero stati due distinti impatti: il
primo, a contatto con l'atmosfera elettrificata della
cometa, il secondo più violento, a contatto con la
superficie.
Ed è esattamente quello che è avvenuto il 4 luglio,
lasciando gli scienziati NASA a bocca aperta. “È
stato veramente sorprendente”, ha detto Peter
Schultz, addetto alla missione. Prima, c'è stato un
piccolo lampo, poi una breve attesa, e poi una luce molto
più intensa.
Nel
frattempo, gli scienziati NASA teorizzano (inventandosi le
piu’ strampalate teorie) che l'intensa luce provocata
dalla collisione sia dovuta alle tonnellate di polvere
stellare sollevata dall'impatto ed illuminata dal sole (ma
si “dimenticano” che il primo lampo e’
avvenuto PRIMA dell’impatto).
E che il doppio lampo sia dovuto al fatto che il
proiettile del satellite inviato, abbia penetrato due
superfici nella cometa: uno strato più soffice e uno più
spesso di roccia e ghiaccio.
C'è anche chi ha avanzato un’altra 'ipotesi, come D.
Yeomans, scienziato che lavora nella missione Deep Impact,
che la cometa in questione, la Tempel 1, sia differente da
quelle standard, il che potrebbe significare che i nuclei
di diverse comete possano avere diverse composizioni.
Gli scienziati dissidenti rispondono che le immagini di
varie comete ottenute da varie sonde hanno rivelato
oggetti rocciosi privi di ghiaccio, mentre altre immagini
fornirebbero la prova di scariche elettriche in azione.
Secondo David Hughes, esperto di comete e professore di
astrofisica alla University of Sheffield, si tratta di
“assoluto non-senso”. Poiché, per essere carico
elettricamente, il materiale astronomico dovrebbe essere
in forma di gas caldo ionizzato, conosciuto come plasma.
“L'interno di una cometa ha una temperatura tipica di
-100 gradi Celsius. È da escludere la possibilità di
elettricità sulla sua superficie”, ha detto Hughes.
A meno che le cose stiano diversamente da cio’ che gli
scienziati ufficiali continuano a raccontare, senza averne
le prove dimostrative, che guarda caso dimostrano al
contrario che essi hanno torto !
Per
avere delle risposte certe a questa questione, occorrerà
comunque attendere i dati delle letture a raggi-x e le
analisi spettroscopiche.
Questa notizia è stata pubblicata dal periodico “Wired
News”.
Vedi
anche:
Thunderbolts.info -
Deep
Impact website
-
Stardust
- Comet Wild 2 Images
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
vedi le ultime notizie in:
http://www.electric-universe.info/
http://www.electric-universe.de/
http://www.electric-universe.org/
http://www.knowledge.co.uk/sis/talk0010.htm
http://www.bibliotecapleyades.net/esp_electricuniverse03.htm#2.%20%20%20The%20Electric%20Universe
http://public.lanl.gov/alp/plasma/universe.html
http://www.thunderbolts.info/tpod/2005/arch05/050301pithballs.htm
http://www.electric-cosmos.org
http://www.kronia.com/newsletter.asp
In
questo sito si dimostra che la teoria del Big-Bang e' errata
http://www.haltonarp.com/
http://www.holoscience.com/news.php?article=zj49j0u7
http://ourworld.compuserve.com/homepages/dp5/bol.htm
http://www.margheritacampaniolo.it/Feltri/crateri.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'Esplosione che ha
Distrutto
la Teoria Solare
di Dave Talbott e Michael Armstrong - Thunderbolts.info
25-6-2005
Traduzione per Disinformazione.it a cura di Stefano
Pravato
|

Foto di Jack Newton
|
Nel
gennaio 2005 sul Sole sono successe cose notevoli e gli
esiti si stanno ancora ripercuotendo all'interno della
comunità scientifica. Tra il 15 e il 19 gennaio vi sono
state quattro potenti eruzioni con conseguenti getti
solari dal gruppo di macchie 720, mostrato in figura. Poi,
il 20 gennaio, la quinta esplosione ha prodotto
un'eiezione di massa coronale (CME) che ha raggiunto delle
velocità incomparabilmente maggiori a quelle mai
registrate dagli astronomi per simili fenomeni. Mentre di
solito le particelle cariche emesse da queste eruzioni ci
mettono più di 24 ore per raggiungere
la Terra
, in questo caso c'è stata una eccezione incredibile.
Sono bastati trenta minuti dall'esplosione perché
la Terra
(distante circa 144 milioni di km dal Sole) fosse immersa
in quella che gli scienziati NASA hanno definito “la più
intensa tempesta protonica da decenni”.
Le tempeste protoniche prendono il loro nome dalla
“pioggia” di particelle di carica positiva che ci
arriva quando l'eiezione di massa raggiunge
la Terra.
Una delle ragioni per cui le tempeste protoniche sono
tenute sotto controllo è che esse interferiscono
pesantemente con le comunicazioni satellitari e possono
persino penetrare l'esterno degli scafandri e dei vestiti
spaziali facendo seriamente ammalare gli astronauti. Ma
per i sostenitori delle più popolari teorie sul Sole,
questa “tempesta” è stata ancor più irritante.
Secondo un comunicato NASA, l'evento “ha scosso le
fondamenta della teoria “meteorologica spaziale””.
Gli
astronomi come spiegavano, prima di questo evento, le
tempeste protoniche? La storia delle “Headline News”
della NASA ci racconta che l'eiezione di massa “comincia
con un'esplosione, solitamente al di sopra di un gruppo di
macchie. Le macchie sono posti in cui campi magnetici di
forte intensità attraversano la superficie del Sole. Per
ragioni che ancora nessuno comprende completamente, questi
campi possono divenire instabili ed esplodere, rilasciando
l'energia equivalente a quella di 10 miliardi di bombe
all'idrogeno”.
Eiezioni potenti possono emettere un miliardo di
tonnellate di materiale solare. In genere questo materiale
viaggia relativamente lento. “Anche le più veloci,
viaggiano alla velocità di 1000/2000 km/s e impiegano un
giorno o due per raggiungere
la Terra. Si
capisce che una CME è appena arrivata quando si vedono le
aurore nei cieli”.
Ma come fa il materiale emesso a raggiungere la sua
velocità? Anche le eiezioni comuni viaggiano sempre più
veloci allontanandosi dal Sole, raggiungendo velocità di
migliaia di chilometri al secondo o più. La teoria
ipotizza che tale accelerazione si spieghi con l'”onda
d'urto” che
la CME
produce. “Le onde d'urto davanti alla CME possono
accelerare questi protoni nella nostra direzione – e da
qui la tempesta protonica”.
Ma
la storia ci insegna che questa teoria dovrà “presto
essere rivista”. Il perché è presto detto: sebbene le
velocità delle ordinarie CME siano già impressionanti e
abbiano costituito un profondo mistero per decenni, non
sono nemmeno confrontabili con la velocità raggiunta
dalla CME del 20 gennaio. La luce che giunge dal Sole, o
da un “flare” solare, raggiunge
la Terra
in 8 minuti. Un'eiezione che raggiunga
la Terra
in 30 minuti deve essere rapidamente accelerata fino ad
una velocità superiore a un quarto di quella della
luce.
Da un punto di vista tradizionale ciò non è nemmeno
pensabile. Eppure è proprio quello che è successo.
Come vedono tutto ciò i non tradizionali teorici
dell'Universo Elettrico? Per lo più sono divertiti dal
trambusto. In questo universo, ora osservato con strumenti
migliori e più versatili, si possono osservare spesso
getti di plasma e materiale eiettato raggiungere velocità
prossime a quella della luce. In termini elettrici la
spiegazione è diretta e ovvia: i campi elettrici presenti
nello spazio accelerano le particelle cariche che
vi sono immerse. Su questo principio di elettricità non
c'è contendere. Senonché, escludendo i campi elettrici
dai loro modelli teorici, gli astrofisici e gli astronomi,
sono rimasti senza nessun meccanismo che renda conto delle
cose che ora vedono. Una dopo l'altra, le loro ipotesi
introdotte ad hoc, devono
essere abbandonate.
I teorici elettrici accettano i fatti osservati
riguardanti le CME, e considerano il contesto teorico
degli astronomi come un disastro decennale. Non è né
sufficiente né accurato descrivere le macchie come
“posti in cui campi magnetici di forte intensità
attraversano la superficie del Sole”. Si tratta di
un'affermazione che non rende conto completamente dei
campi magnetici stessi e lascia le macchie associate senza
spiegazione. Quando la storiella della NASA dice che i
campi magnetici “diventano instabili ed esplodono,
rilasciando l'energia equivalente a quella di 10 miliardi
di bombe all'idrogeno”, aggiunge che “nessuno
comprende completamente” come ciò succeda.
Gli
autori di quelle news chiaramente non hanno familiarità
con le scariche elettriche nei plasmi, fenomeno descritto
dettagliatamente dal premio Nobel Hannes Alfvén, il
fondatore della cosmologia del plasma. I contributi di
Alfvén poggiavano sull'osservazione diretta delle
scariche di plasmi effettuate nei laboratori. Egli
descrisse come gli strati isolanti delle strutture a
cellula che si formano nei plasmi elettrificati spesso si
rompano, determinando instabilità. Tali instabilità sono
caratterizzate dalle energiche esplosioni che vediamo
sopra le macchie.
Ma anche se le spiegazioni sono ovvie agli occhi dei
teorici elettrici, esse sembrano sfuggire ai fisici
solari. Riflettendo sull'emissione del 20 gennaio, l'astrofisico
Robert Lin di Berkeley, UC, ha detto: “Abbiamo un
indizio importante”. Egli ha notato che quando si è
prodotta l'esplosione, il gruppo 720 era posto in un punto
speciale del Sole: 60 gradi longitudine ovest. Lin ritiene
che ciò sia significativo perché da questo punto “la
macchia era connessa magneticamente con
la Terra
”. Con ciò egli intende che le linee magnetiche del
campo magnetico solare, uscendo da quel punto e
proseguendo nel loro cammino spiraleggiante, portano
direttamente sulla Terra. Un articolo della NASA la chiama
“una super-autostrada per i protoni che partono dal
gruppo 720 alla volta del nostro pianeta”.
Sebbene l'articolo descriva accuratamente
l'”autostrada” imboccata dalle particelle cariche, in
chiusura esso riporta “Come vengano accelerate, resta
comunque un mistero”. E' un mistero solo per loro. Né
Lin, né l'autore di quell'articolo hanno familiarità con
le “correnti di campi allineati” descritte da Alfvén.
Seguendo la direzione dei campi magnetici indotti, le
correnti elettriche si muovono efficientemente, come su
linee di trasmissione, attraverso le ampie distanze dello
spazio interplanetario, interstellare e intergalattico.
Anthony
Peratt, specialista del Plasma, nel suo libro di testo The
Physics of the Plasma Universe, inizia la descrizione
delle correnti di campi allineati con questa panoramica:
“...campi elettrici allineati lungo la direzione del
campo magnetico accelerano liberamente le particelle.
Elettroni e ioni sono accelerati in direzioni opposte,
originando una corrente lungo le linee del campo
magnetico.”
Donald Scott, professore di ingegneria elettrica in
pensione, non va per il sottile parlando della scarsa
conoscenza dei fenomeni elettrici di certi astrofisici:
“Ogni studente di fisica che abbia sentito parlare di
carica elettrica e campi elettrici sa che la maniera più
semplice per accelerare delle particelle cariche è
di applicare loro un campo elettrico.
L'accelerazione delle particelle del “vento” solare
cariche positivamente è evidentemente un fenomeno
elettrico. E' previsto con accuratezza dal modello
Elettrico del Sole”.
La CME
che viaggia a un quarto della velocità della luce del 20
gennaio non è quindi solamente un'eccezione isolata al
“normale” vento solare. Dimostra che la spiegazione
“normale” del vento solare è errata e inadatta a
rendere conto degli estremi raggiungibili dal
comportamento del vento solare. In talune occasioni, il
vento si è annullato, evento questo altrettanto
inesplicabile, all'interno della teoria standard, della
CME del 20 gennaio. L'accelerazione elettrica del plasma
riesce a prevedere ogni aspetto del comportamento del
vento.
(Un
Grazie a Michael Armstrong per la maggior parte dei
contenuti oggettivi in questo articolo)
Tratto da: disinformazione.it
Vedere per altri particolari importanti:
http://www.radioforpeace.info/articolinuovaera/itapiece184.htm
Segue in:
Universo Elettrico 2