UNIVERSO ELEGANTE - STRINGHE e
SUPERSTRINGHE
Il paesaggio della teoria
delle stringhe
Secondo la teoria delle stringhe l'UniVerso occupa una valle a
caso tra una scelta pressoché infinita di conche in un immenso
paesaggio di possibilità. Una mappa di tutte le possibili
configurazioni delle dimensioni extra produce un "paesaggio"
all'interno del quale ciascuna valle corrisponde a un insieme
stabile di leggi. L'intero
UniVerso visibile esiste in una
regione dello spazio associata a una valle del paesaggio che dà
casualmente luogo a leggi fisiche compatibili con l'evoluzione
di forme di vita.
By Raphael Bousso e Joseph Polchinski
vedi PFD:
Universo e la teoria delle stringhe +
Teoria
R3 - Una semplice Teoria dell'UniVerso - PDF -
dell'Ing. Alberto Angelo Conti
Tratto da: Le Scienze, n. 435, novembre 2004
Una
teoria che tutto lega per un UniVerso Elegante
Una conversazione con Brian Greene,
uno dei più noti fisici teorici del momento che, riferendosi
all'incapacità di vedere le dimensioni più elevate, inerenti
alla teoria delle stringhe, scrive: "Non le vediamo a causa del
modo in cui guardiamo... come una formica che continua a
camminare lungo il gambo di un giglio... potremmo librarci in un
imponente, vasto, spazio a più alte dimensioni".
L'intervista è stata condotta da P. Tyson editore capo di Nova
on line.
Dopo aver scritto un libro di 400
pagine sulla teoria delle stringhe (L'universo elegante.
Superstringhe, dimensioni nascoste e su ricerca della teoria
ultima - Einaudi 2003) ed aver poi aiutato NOVA a tradurre quel
libro in un documentario di tre ore (NOVA - The Elegant
Universe - By Joseph McMaster) ci siamo chiesti se Brian Greene
potesse avere qualcos'altro da dire sulla teoria delle stringhe.
Non c'era motivo di preoccuparsi.
Infatti, in quest'intervista Greene descrive in modo eloquente
che cosa significhi conoscere qualcosa dell'UniVerso prima che
lo sappiano gli altri, come si chiede se ci siano aspetti della
natura che noi umani non saremo mai abbastanza intelligenti da
capire, e perché preferirebbe scoprire oggi stesso se la teoria
delle stringhe è errata, e tant'altro ancora.
La via dell’accettazione
NOVA: Trovi che sia un periodo
entusiasmante per un teorico delle stringhe ?
Greene: E’ un periodo meraviglioso. Gli scorsi anni sono stati
testimoni di un grandissimo progresso, cosi grande che, credo,
nessuno nella sua più fervida fantasia avrebbe mai immaginato
che saremmo arrivati così avanti come abbiamo fatto.
NOVA: Pensi che la teoria delle
stringhe sarà mai così ampiamente accettala come, ad esempio, la
teoria della relatività generale ? Cosa sarebbe necessario
affinché succeda ?
Greene: Beh, la vera ragione per cui la relatività generale è
così ampiamente accettata è perché ha fatto previsioni che sono
state confermate da osservazioni sperimentali. Quella principale
che l'ha confermata e resa nota è stata la previsione della
curvatura della luce stellare da parte del sole, confermata nel
1919 durante le osservazioni di un'eclisse solare. Questo, fu il
momento in cui la relatività generale emerse dal regno della
teoria ed entrò, così come la conosciamo, a far parte della
nostra realtà.
Affinché la teoria delle stringhe ottenga il tipo di
accettazione della relatività generale, deve fare la stessa
cosa. Deve tare una previsione che è confermata da un qualche
esperimento. E finora non siamo ancora arrivati al punto in cui
possiamo fare previsioni definitive che, se trovate, la
confermano, e se non trovate, la negano.
Siamo, comunque, al punto in cui
possiamo fare alcune previsioni approssimative su eventi che
potrebbero accadere nei futuri acceleratori in costruzione, in
particolare uno a Ginevra, chiamato Large Hadwn Collider, che
dovrebbe essere pronto all'incirca nel 2007, 2008.
Se alcune delle previsioni anticipate dalla teoria delle
stringhe siano in grado di avverarsi, sarà provato attraverso
gli esperimenti in quell'acceleratore, dopo di che, reputo
alquanto possibile che tale teoria sia accettata alla stessa
stregua della relatività generale.
NOVA: Puoi fare un esempio di una
previsione che potrebbe essere sperimentalmente verificata nei
prossimi anni ?
Greene: Ceno. Una delle caratteristiche più strane della teoria
delle stringhe è che richiede più delle tre dimensioni spaziali
che vediamo direttamente nel mondo che ci circonda.
Sembra
fantascienza, ma è un risultalo indiscutibile della matematica
della teoria delle stringhe. Allora la domanda è, dove sono le
altre dimensioni ?
Un'idea è che siano tutto intorno a noi, ma
sono piccole a confronto delle dimensioni che vediamo
direttamente e perciò sono più difficili da rintracciare.
Quello che la teoria predice anche —
non necessariamente, ma è possibile — è che l'energia può
sfuggire dalle nostre dimensioni conosciute e infiltrarsi in
queste extra dimensioni, in circostanze appropriale. Quelle
circostanze appropriale potrebbero essere generate in collisioni
ad alta energia che avverranno nel nuovo disintegratore di
atomi, il Large Hadwn Collider. F quindi possibile, che
attravero queste collisioni ad alta energia possiamo scoprire
che c'è meno energia alla fine della collisione che all'inizio.
Se la perdita d'energia è del tipo giusto, sarebbe una prova
molto valida che l'energia è filtrata in queste extra
dimensioni.
Se ciò fosse vero, se quella fosse la miglior
spiegazione che potessimo trovare, sarebbe una valida prova che
la struttura della teoria delle stringhe è corretta.
NOVA: Quali risultati sperimentali,
in grado di dar supporto alla teoria delle siringhe, pensi
farebbero drizzare le orecchie persino a detrattori
tradizionalisti, duri a morire, come Sheldon Glashow (professore
di Fisica alla Boston University e vincitore del premio Nobel
per la fisica nel 1979 ndr)
Greene: Beh, uno sarebbe quello che ho appena menzionato.
Un’altro, di fatto il più probabile risultato sperimentale ad
essere trovato, secondo la mente di molti, è un qualcosa
chiamato supersimmetria.
Il nome completo della teoria delle stringhe è in realtà teoria
delle super-siringhe. Il "super" sta per questa caratteristica
chiamala super simmetria che, senza entra nei dettagli, predice
che per ciascuna particella conosciuta nel mondo, ci sia una
particella compagna, il cosiddetto partner supersimmetrico.
Così per l'elettrone, ci dovrebbe essere il partner elettrone
supersimmetrico, o selettrone, come lo si definisce.
Per i quark, ci dovrebbero essere i quark super-simmetrici, o
squark. Per i neutrini, gli sneutrini, e così via.
C'è, quindi, un intero spettro di "sparti-celle", se vogliamo
chiamarle così, che la teoria prevede come esistenti, ma che
nessuno finora ha mai visto.
Crediamo che il motivo sia perché sono molto più pesanti delle
parti-celle conosciute, e più qualcosa è pesante, più energia,
più spinta ci vuole per produrlo in una collisione. Speriamo che
questi nuovi disintegratori di atomi, in particolare il Large
Hadron Collider, abbiano energia sufficiente per iniziare a
produrre queste particelle che la teoria prevede. Ora, se quelle
parti-celle sì trovassero, non proverebbero che la teoria delle
stringhe è corretta. Proverebbero che quest'aspetto
supersimmetrico della teoria è corretto.
E la teoria delle
stringhe non è l'unica che ammette la supersimmetria, perciò
questo non è necessariamente un punto eclatante. Sarebbe, però,
una notevole prova circostanziale che la teoria delle stringhe è
sulla buona strada. Quindi, per molti versi, lo considero
l'esperimento più probabile per ottenere risultati positivi e
per concederci almeno questo particolare intermezzo verso la
conferma della teoria delle stringhe.
NOVA: Hai mai avuto dubbi sulla
teoria delle stringhe ?
Greene: Costantemente ! intendo dire, in un certo senso, si
tratta di una carriera ben strana.
Sinora ho speso qualcosa come 17 anni a lavorare su una teoria
per la quale non c'è, in effetti, alcun supporto sperimentale
diretto.
È un modo dì vivere e di lavorare molto precario. La
cosa buffa è - a volte ho quest'impressione - che alcune persone
al di fuori del settore pensino che ci sia un qualche elemento
di sicurezza nel lavorare su una teoria che ha fatto delle
previsioni che è difficile dichiarare false. In un certo senso,
stiamo lavorando su qualcosa che non può essere dichiarato
falso.
E talvolta c'è la sensazione che ne siamo felici. Ma
lasciami dire categoricamente che se la teoria fosse sbagliata,
lo vorrei sapere oggi stesso, così non ci perderei più il mio
tempo. Non avremo alcuna sicurezza che è corretta finché gli
esperimenti non la dimostreranno tale.
Vorrei aggiungere, però, che nella mia mente c'è già un forte
motivo circostanziale che lo sia, perché mette assieme
relatività generale e meccanica quantistica, e ciascuna di
queste teorie ha già ricevuto un grandissimo supporto
sperimentale.
La teoria delle stringhe è quella che ha
maggiormente sviluppato le capacità di unire la relatività
generale e la meccanica quantistica in modo consistente. Penso
che l'UniVerso sia consistente, e perciò, credo, che la
relatività generale e la meccanica quantistica debbano essere
combinate in modo che abbiano un senso. Questo è ciò che fa la
teoria delle stringhe e, per me, è alquanto convincente.
Limiti alla comprensione
NOVA: C'è un modo per far capire
alla gente, che ne sa poco di matematica, la suprema eleganza
della teoria delle stringhe ?
Greene: Penso di sì. Sai, quando si dice che le teorie della
fisica sono eleganti ciò che spesso vogliamo intendere è che la
teoria è capace di spiegare una vasta gamma di fenomeni usando
una piccolissima quantità d'idee formidabili (piene di forza).
Eleganza deriva dalla "tremenda" estensione di queste poche e
semplici idee. E questa è veramente una caratteristica centrale
della teoria delle stringhe. Abbiamo l'idea che i costituenti di
base della natura siano queste stringhe vibranti, che le loro
strutture vibrazionali dettino le proprietà delle particelle, e
dettino i tipi di forze al lavoro nel mondo. Se la teoria è
corretta, quel semplice concetto sarà forse in grado di
spiegare, in principio, qualsiasi fenomeno fisico. È in quella
potente estensione che risiede l'eleganza.
NOVA: Pensi che ci siano limiti alla
possibilità di conoscere l'universo ?
Greene: Non so. Mi piace pensare che non ce ne siano, ma temo
che ciò sia un po' ottimista. Un'analogia usata nel programma
NOVA, al quale sono mollo affezionato, è: siamo certamente
consapevoli che su questo pianeta ci sono esseri intelligenti la
cui capacità di capire le profonde leggi dell'universo è
limitata. Per quanto tu possa cercare di insegnare al tuo gatto
la relatività generale, farai fiasco. Ecco qui, l'esempio di un
essere vivente intelligente che non arriverà mai a conoscere
questo tipo di verità sul modo in cui il mondo sta insieme.
Perché mai noi dovremmo essere diversi ? Siamo certamente in
grado di spingerci più in là dei gatti, ma perché il nostro
cervello dovrebbe essere in qualche modo così approprialo
all'universo da comprenderne i meccanismi più profondi ?
NOVA: Beh, per esempio, la maggior
parte della gente ha difficoltà a visualizzare una quarta
dimensione spaziale. Tu lo sai fare ?
Greene: No. Con l'occhio della mente non posso vedere nulla
oltre le tre dimensioni. Quello che posso fare, è usare la
matematica che descrive quelle dimensioni ulteriori e poi
provare a tradurre quello che la matematica mi
dice in analogie dimensionali più basse in grado di aiutarmi ad
avere una raffigurazione di quello che mi ha detto la
matematica.
La rappresentazione, però, è certamente inadeguata
al compito di descrivere interamente quello che succede, perché
è in dimensioni più piccole, mentre in dimensioni più grandi, le
cose sono definitivamente diverse.
A dir la verità, non ho mai incontrato nessuno che possa
visualizzare più di tre dimensioni. Ci sono alcuni che affermano
di poterlo fare, e forse possono; è difficile da dire. Ed è
senz'altro difficile - dal momento in cui il tuo cervello è
coinvolto in un mondo che sembra avere tre dimensioni ed è molto
adatto ad immaginarsi quel tipo di mondo - andare oltre ed
immaginare ulteriori dimensioni, l’equazione che descrive la
teoria delle superstringhe richiede un universo con non meno di
10 dimensioni, sul prossimo numero di Scienza e Conoscenza il
nostro audace scienziato M. Corbucci ci spiegherà perché,
aiutandoci a visualizzarle (NdR),
NOVA: Sono contento di sapere che
non sono il solo. Tornando alle stringhe. Com'è che stringhe
fondamentali, che sono, per definizione, estremamente piccole,
potrebbero essere di una dimensione di molti gradi di
magnitudine più grande del normale ?
Greene: Quando diciamo che le stringhe sono minuscole,
generalmente intendiamo stringhe nelle quali non è stata immessa
una grandissima quantità di energia. Ma più energia s'immette in
una stringa, più ampia sarà la vibrazione e, ad un certo punto,
più lunga diventerà la stringa stessa. Perciò, è veramente una
questione di quanta energia possiede la stringa. Tipicamente,
non ne possiedono cosi tanta, e perciò sono molto piccole.
Momenti "eureka"
NOVA: Come ci si sente a fare una
grossa scoperta, come quando, all'Istituto per gli Studi
Avanzati, tu ed i tuoi due colleghi vi siete resi conto che la
struttura dello spazio si può strappare e riformulare in modo
nuovo ?
Greene: Beh, in verità non c'è niente di simile. Per un breve
momento, ti senti come se avessi visto l'universo in un modo in
cui nessuno l'ha visto prima. Ti senti come se venissi a
conoscenza di una profonda verità sulla natura della quale
nessuno si è mai reso conto prima. È una sensazione meravigliosa
e straordinaria. Non penso che sia qualcosa che ci si possa
spettare tante volte nella carriera. Spesso, si scoprono cose
che sono utili ed importami, ma penso che sia un raro privilegio
trovare qualcosa di alquanto fondamentale e provare un senso di
connessione tale con l'universo, difficile da ottenere in altro
modo.
NOVA: Ti è successo un qualche
momento molto eccitante nel tuo lavoro con la teoria delle
stringhe, una specie di momento "eureka ?"
Greene: Quello certamente è stato uno. Un altro fu quando
lavoravo con un professore di Harvard, Ronen Plesser - ora è a
Duke - e c'imbattemmo in un qualcosa dei tutto inaspettato: la
simmetria a specchio.
Usando la relatività generale di Einstein,
trovammo, praticamente, che la forma dell'universo poteva
differire in modi alquanto drammatici, ma al contempo la fisica
corrispondente, che avemmo modo di vedere, non avrebbe rilevato
nessuna traccia di quella diversa geometria.
Questa è una cosa molto insolita, perché Einstein ha insegnato
che la geometria e la fisica sono saldamente interconnesse tra
di loro. Scoprimmo che a volle non lo sono così come lui
avrebbe potuto pensare. Quello fu un altro momento eureka, nel
senso di sentire veramente che avevamo scoperto qualcosa
d'inaspettato.
NOVA: Che consiglio daresti ad un
aspirante teorico delle stringhe ? Vai o, per l'amor di Dio,
stanne alla larga ?
Greene: Penso che, in ultima analisi, in queste questioni si
debba seguire il proprio cuore, e se queste sono le idee e le
domande che ti bruciano dentro, e se proprio non riesci a non
dar loro la priorità nel tuo lavoro quotidiano, allora sì, devi
farlo.
D'altra parte, questo è un campo molto speculativo, e
potrebbe rivelarsi del tutto sbagliato. E se succede questo e vi
sentiste, dopo aver speso anni di ricerca nella materia, che
quegli anni sono stati sprecati perché la teoria era sbagliata,
allora probabilmente non è il campo giusto per voi.
Io e molti altri, se la teoria si rivelasse sbagliata non
penseremmo che è stata una perdila di tempo, perché ciò ci ha
permesso di portare avanti tanta matematica importante. Abbiamo
sviluppato connessioni con altre e più ben sviluppate aree della
fisica, che penso siano importanti in se stesse. Avremmo
comunque fatto del lavoro molto valido. Se la teoria risultasse
esatta sarebbe, per me, come la glassa su una torta alta e
gustosa, ma senza glassa, il lavoro sarebbe stato, lo stesso,
incredibilmente interessante ed utile.
La giusta armonia tra comunicazione
e rigore scientifico
NOVA: Com'è stato fare un
documentario basato sul tuo libro ?
Greene: A certi livelli è stato molto divertente, ad altri molto
duro. Ci vuole tanto lavoro per distillare l'essenza delle idee
e trovare la giusta maniera dì comunicarle visivamente in modo
che siano, al contempo, accurate e d'intrattenimento. Talvolta,
si può creare tensione tra la volontà d'intrattenimento e
l'essere ben coscienti dell'effetto che ciò potrebbe avere
sull'accuratezza della scienza.
Per me, e stato un continuo
stare allerta per assicurarmi che, alla fine, la scienza
dettasse quello che potevamo o non potevamo fare.
NOVA: Hai pubblicato un best-seller.
Hai fatto l'attore nei musical. Hai vinto campionati di judo.
Sei anche apparso nel Late Night with Conan O'Brien
(Programmi televisivo di seconda serata N.d.T.:). Attività di
questo tipo portano nuove prospettive al tuo lavoro di fisico
teorico, o sono solo un gradito sollievo dalle sgobbate mentali
?
Greene: Beh, certamente sono un gradito sollievo. Ma la mia
sensazione è che l'impulso e il succo creativo, sono influenzati
da tutto nella vita, a volte in modi alquanto intangibili.
Mentre scrivevo il libro, ad esempio, mi sono ritrovato - di
nuovo, come quando lavoravo al programma per NOVA - a forzare me
stesso a guardare al cuore della scienza, così da poterla
comunicare in modo da usare al minimo i dettagli tecnici dei
quali la gente non vuoi sentire tanto parlare, specialmente se
non si è stati educati a tali idee. Questo mi ha aiutato ad
avere una visione più chiara di dove il nostro settore fosse e
dove stesse andando, e su quali siano le questioni importanti.
E' stato d'aiuto al pormi in una particolare linea di ricerca
scientifica nella quale ora mi trovo occupato. Non sono certo
che farei quello che sto facendo in questo momento se non avessi
scritto The Elegamt Universe.
NOVA: E il tuo secondo libro di che
cosa tratta ? (The Fabric of the Cosmos: Space, Time, and
the Texture of Reality- Knopf; 2004 - La struttura del cosmo:
spazio, tempo e l'ordito della realtà N.d.T)
Greene: Quel libro parla di spazio e tempo. The Elegant
Universe parlava della ricerca sulla teoria unificata, e lo
spazio e il tempo erano personaggi secondari. In questo nuovo
libro, lo spazio e il tempo sono i protagonisti.
In realtà si tratta di una discussione sulla comprensione, in
continuo cambiamento, di cosa siano in realtà queste,
apparentemente semplici, nozioni di spazio e tempo.
NOVA: Hai menzionato la teoria
unificata dei campi. Se la teoria delle stringhe porta alla
cosiddetta "teoria del tutto" -so che non ti piace molto questo
termine - dove andrebbero a finire i fisici teorici da questo
punto in poi ?
Greene: Beh, uso un'analogia, che credo Richard Faymnan abbia
già usato una volta, ed è, probabilmente, la migliore per
spiegare dove andremmo a finire. Se vuoi imparare il gioco degli
scacchi, la prima cosa che devi fare è impararne le regole. Dopo
che hai imparato le regole, non è che il gioco degli scacchi è
finito. È appena comincialo, perché ora puoi applicare quelle
stesse regole per giocare tante meravigliose partite, partite
che comportano svariali tipi di strategie e ti permettono di
esplorare le ricchezze di quell'universo.
Ugualmente, se avessimo finalmente la teoria unificata, se
avessimo finalmente in mano le approfondite leggi dell'universo,
quello sarebbe, in senso davvero reale, un inizio. Sarebbe
l'inizio della nostra ricerca nell'usare tale profonda
conoscenza per esplorare in modo completo quest'universo, per
capire totalmente i buchi neri, le stelle, le galassie e persino
il Big Bang, per comprendere in modo
appropriato com'è successo che le cose sono come sono. Perciò,
sotto molti aspetti, sarebbe solo l'inizio. Una teoria unificata
ci porterebbe sulla soglia di un vasto universo di cose che
potremmo finalmente esplorare con precisione.
Fonte:
http://www.pbs.org/wgbh/nova/elegant/greene.html - Luglio
2003
Glossario essenziale
Stringa: oggetto fondamentale
unidimensionale che è l'ingrediente essenziale della teoria
delle stringhe
Teoria delle stringhe: teoria unificante dell'Universo il
cui postulato afferma che gli ingredienti fondamentali presenti
in natura non sono particene di punto a dimensione zero ma
minuscoli filamenti unidimensionali chiamati stringhe
La teoria
delle stringhe unisce armoniosamente la meccanica dei quanti e
la relatività generale, le leggi del piccolo e del grande
precedentemente conosciute, che altrimenti sono incompatibili.
Spesso riassunta come teoria delle superstrighe.
Teoria delle superstringhe: teoria delle stringhe che
include la supersimmetria.
Teoria di ogni cosa: una teoria quanto-meccanica che
comprende tutte le forze e tutta la materia.
Cos'è NOVA: Vista in più di cento
paesi, NOVA è la più seguita serie scientifica televisiva nel
mondo e la serie di documentari in FBS più vista. È anche una
delle trasmissioni televisive più richieste che ha vinto tra i
maggiori premi del settore, pregio di NOVA è quello di spingersi
oltre la scena.
Tratto da: Scienza e Conoscenza n° 10
UNIVERSO ELEGANTE
Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova
scientifica che
Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato
la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il
noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato
una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità
scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati
più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli
sviluppatori della rivoluzionaria teoria delle stringhe ed
è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato
un “semi – radio primitivo di
tachioni” (particelle teoriche
che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o
il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle
influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia
creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di
tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che
sono in grado di creare l’effetto del reale tachyon in una
scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla
conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole
create da un’intelligenza, non molto diverso del suo
videogioco preferito, ovviamente, più complesso e
impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala
subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio,
un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella
storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo,
la materia, la forza o la legge, è percepito il caos
assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato
"caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo
in un piano governato da
regole create e non determinate
dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.” ha
detto lo scienziato.
“I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra
la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena
Video in spagnolo dello scienziato:
L'UniVerso
e' un desiderio
Spirituale che diviene un sogno (Progetto
di Vita), creando un suono coerente informato,
omnipresente nell'Infinita'
che fa emanare dal
Vuotoquantomeccanico l'in-form-azione/energia (cio' che si
sta formando/con il movimento, la vibrazione), prodotta dal sogno stesso, che per mezzo
della
Cimatica muove, fa vibrare l'energia
informata,
emettendo suoni armoniosi e coerenti di informazione, e
creando, come un'orchestra, ed in contemporanea, i vari livelli della
Mater-Ia cosi informata - La salute e/o la malattia sono solamente
la coerenza o l'incoerenza di questo immutabile
processo.
TEORIA delle
STRINGHE e MULTIVERSO
vedi anche:
Energia=Informazione=sostanza
+
Universo
Elettrico
1
+
Universo Elettrico 2 + UniVerso
Elettrico 3
+
Universo
Elettrico 4 +
Universo
Mentale +
Universo dentro di Te
+
Universo
Intelligente + UNIVERSO ARMONICO
+
Universo
Elettrico
(definizione) +
UniVerso Olografico
+ Universo matriosca
+
Cosmologia, Cosmogonia + Esperimento
Archiviato +
Chi
e', cosa e', dov'e' dio ?
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI
+
Teoria
del TUTTO +
OLO-MERO (la scoperta dell'Infinito Assoluto)
+ Trans - Uranici +
UNIVERSO OLOGRAFICO -
IPERSPAZIO +
Vuoto QUANTOMECCANICO Intelligente ?
+
Le prime parole della Genesi
+ Galassie madri
+ Sintesi (il senso della Vita)
+
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti