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UNIVERSI PARALLELI 
 

BUCHI NERI, WORMHOLE ed UNIVERSI PARALLELI (MultiVerso) + vedi PFD: Universo e la teoria delle stringhe

Il NOSTRO UNIVERSO E' FORSE all'INTERNO di un BUCO NERO ?
Un wormhole, letteralmente buco di verme, è un ipotetico tunnel che collega due diversi punti nello spazio tempo, e, in teoria, alla fine di ogni wormhole potrebbero esserci due universi.
Nikodem Poplawski, fisico teoretico della Indiana University, ha fatto un passo in più nella teoria proponendo che forse il nostro universo potrebbe trovarsi all'interno di un wormhole, che si trova all'interno di un buco nero, che a sua volta si trova all'interno di un universo molto più grande.
Pazzesco vero ? Eppure per quanto possa sembrare assurdo, questo concetto di wormhole offre soluzioni alle equazioni della teoria generale della relatività di Einstein. Infatti, gli wormhole, chiamati anche Ponte Einstein-Rosen, offrono una soluzione cosi buona che molti teorici pensano che wormhole veri potrebbero eventualmente essere scoperti o anche creati, e forse potrebbero anche essere usati per viaggi rapidissimi tra vaste aree nello spazio, o addirittura viaggi nel tempo.
Comunque, una delle proprietà conosciute dei wormhole, è che sono altamente instabili e probabilmente collasserebbe all'istante se anche una piccolissima quantità di materia, come un singolo fotone, provasse a passare per loro.
Ma funzionerebbe, ed esisterebbe la materia, se noi fossimo all'interno di un wormhole, dentro un buco nero in un altro universo? Poplawski pensa di si. Il fisico teorico usa il sistema di coordinate euclidee, chiamate anche "Coordinate Isotrope" per descrivere il campo gravitazionale di un buco nero e per creare un modello del movimento radiale geodetico di una particella massiccia in un buco nero.
"Questa condizione sarebbe soddisfatta se il nostro universo fosse all'interno di un buco nero che esiste all'interno di un universo molto più grande." ha spiegato Poplawski. "Dato che la teoria della relatività di Einstein non sceglie un orientamento per il tempo, se un buco nero può formarsi dal collasso gravitazionale della materia tramite un orizzonte degli eventi nel futuro allora anche il processo inverso è possibile. Questo tipo di processo descriverebbe l'esplosione di un buco bianco: materia che emerge dall'orizzonti degli eventi nel passato, come l'espansione dell'universo."
Quindi un buco bianco, sarebbe connesso con un buco nero, tramite un wormhole, ed è ipoteticamente la versione "rewind" nel tempo, di un buco nero.

La ricerca di Poplawski suggerisce che tutti i buchi neri astrofisici, e non solo i buchi neri Schwarzschild e Einstein-Rosen, potrebbero avere i ponti di Einstein-Rosen, ognuno con un nuovo universo dentro che si è formato simultaneamente al buco nero.
"Da questo ne deriva che il nostro universo potrebbe esso stesso essere nato da un buco nero esistente in un altro universo." ha spiegato Poplawski.
Continuando a studiare il collasso di una sfera di polvere in coordinate isotrope, e applicando le correnti ricerche di Poplawski ad altri tipi di buchi neri, si potrebbero evitare molti problemi che i scienziati hanno trovato nella teoria del Big Bang e il problema della perdita di informazioni nei buchi neri, che dice che tutta l'informazione sulla materia viene persa una volta che attraversa l'orizzonte degli eventi( in cambio però si contraddicono le leggi della fisica quantistica).
Poplawski teorizza che questo modello in coordinate isotrope dell'universo come un buco nero potrebbero spiegare l'origine dell'inflazione cosmica.
Il problema ora è questo, possono queste idee essere provate ? testate ? Beh, c'è il problema che per vedere se un oggetto può viaggiare attraverso un wormhole, l'osservatore dovrebbe essere anch'esso nel wormhole, dato che l'interno di un wormhole non può essere osservato da fuori.
Una possibile soluzione è che un tipo di materia esotico non farebbe collassare il buco nero, quindi dovremmo creare, o essere fatti di, materia esotica per tenere il wormhole aperto. Ma forse, come propone Poplawski, se il wormhole è dentro un buco nero dentro un altro universo, allora funzionerebbe. Insomma, serve un volontario. qualcuno si offre ?
Fonte: http://link2universe.wordpress.com - Tratto da: antikitera.net

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Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova scientifica che Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli sviluppatori della  rivoluzionaria teoria delle stringhe ed è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato un “semi – radio primitivo di tachioni” (particelle teoriche che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che sono in grado di creare l’effetto del reale tachyon in una scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole create da un’intelligenza, non molto diverso del suo videogioco preferito, ovviamente, più complesso e impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio, un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo, la materia, la forza o la legge, è percepito il caos assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato "caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo in un piano governato da regole create e non determinate dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.”  ha detto lo scienziato.
I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena

Video in spagnolo dello scienziato:
 

 

L'UniVerso e' un desiderio Spirituale che diviene un sogno (Progetto di Vita), creando un suono coerente informato, omnipresente nell'Infinita' che fa emanare dal Vuotoquantomeccanico l'in-form-azione/energia (cio' che si sta formando/con il movimento, la vibrazione), prodotta dal sogno stesso, che per mezzo della Cimatica muove, fa vibrare l'energia informata, emettendo suoni armoniosi e coerenti di informazione, e creando, come un'orchestra, ed in contemporanea, i vari livelli della Mater-Ia cosi informata - La salute e/o la malattia sono solamente la coerenza o l'incoerenza di questo immutabile processo.

 

Le EQUAZIONI della RELATIVITA' EINSTENIANA EMETTONO SOLUZIONI COMPATIBILI con L'ESISTENZA di UNIVERSI PARALLELI, fra i quali  l'INFORMAZIONE FLUISCE ATTRAVERSO CUNICOLI SPAZIO-TEMPORALI
Continua in: Universi paralleli 2

Quando l'uomo si soffermò a contemplare il cielo, il suo mondo interiore di inquietudini, stupori e paure per una vita aspra e incerta si arricchì di una dimensione nuova, quella della riflessione, dell'esercizio della ragione nella consapevolezza di esistere al centro di qualcosa di arcano ma enormemente bello, che chiamò universo.
L'idea che questo fosse stato concepito in funzione delle sue esigenze speculative, conforme alla sua razionalità e rispondente alle sue quotidiane necessità appare evidente dalle prime rappresentazioni, che ci mostrano l'universo come un'armonia di sfere concentriche in cui confinare le diverse manifestazioni del reale, dalle più basse alle più eccelse. Il naturale anelito dell'uomo verso le sfere più alte, quelle di maggiore purezza e perfezione, è un esempio di come il suo modo di vivere e pensare fosse condizionato dalla certezza, per lo più dogmatica, di essere alla mercé di un mondo lontano. Per secoli la reale o presunta disposizione degli astri è stata, e lo è ancora, presagio di eventi e oggetto di credenze di grande impatto psicologico, anche se scientificamente infondate.
L'influenza dell'universo lontano, però non è solo di natura psicologica, ma anche una tangibile realtà.Dopo Johann Kepler nel 1610 ed Edmund Halley nel 1720, Philippe L. de Chèsenaux nel 1744 e H. Matthias Olbers nel 1826 notarono che se l'universo fosse stato, come si pensava, immobile ed eterno nella sua perfezione e con un numero infinito di stelle, le notti non sarebbero state buie, ma al contrario luminose come un giorno infuocato, rendendo la vita stessa impossibile.
Si dovette attendere la scoperta fatta da Edwin P. Hubble nel 1929, che l'universo è in espansione e che ogni sua parte si allontana da noi tanto più velocemente quanto più essa è lontana - e combinarla con il fatto che ogni sorgente luminosa ha una vita limitata nel tempo - per capire che le notti sono buie proprio per questo !
L'universo lontano, quindi, si condiziona in modo diretto e palese; pertanto è naturale chiedersi se il nostro essere quotidiano non sia per altri versi e in forma più discreta influenzato da altri mondi remoti o da universi paralleli.
L'evoluzione della scienza, e con essa la maggior consapevolezza che la realtà fisica è sempre meno rappresentabile mediante schemi elementari e facili semplificazioni, anziché rimuoverla come mera astrazione speculativa, ha visto l'idea di "universi paralleli" evolversi verso forme concettualmente più elaborate e quindi più ricche di capacità interpretative. Chiaramente non è possibile verificare l'esistenza di altri universi mediante la sperimentazione; perciò, prima di adottare quest' ipotesi come base interpretativa del mondo osservato, occorre ancorarne le suggestioni a uno schema logico consistente con le leggi fisiche, respingendo modelli astratti e inutilmente fantasiosi.
L'idea più semplice di universi paralleli ci viene dalla cosmologia, e riflette il tentativo di liberarci dalla necessità di credere ancora in un mondo fatto appositamente per noi. La vita sulla Terra, e con essa il nostro modo di vedere e interpretare la realtà, è il risultato di circostanze così specifiche e di condizioni così restrittive da rendere l'universo in cui viviamo un evento di per se altamente improbabile.
Si suppone allora che tanti universi, forse infiniti, appaiono continuamente come bolle in un substrato cosmico primordiale in espansione e soggetto a sporadici cambiamenti di stato. Ognuna di queste bolle, dopo essersi formata, si espande a sua volta secondo modalità dettate dalle condizioni iniziali, innescando l'evoluzione di un mondo fisico a se. Noi vivremmo in uno di questi mondi in cui si sono instaurate, tra le infinite condizioni possibili, quelle giuste per farci essere come siamo. In questa visione di molti universi, il nostro non sarebbe il risultato di un singolo evento che richiederebbe un disegno preordinato difficilmente giustificabile, ma solo uno dei tanti universi, ciascuno retto da condizioni del tutto casuali.

La convivenza di mondi paralleli, per quanto suggestiva, è irrilevante dal punto di vista osservativo, almeno che qualcuno di questi universi non interagisca in qualche modo con il nostro. Come potremmo accertare se l'universo in cui ci troviamo non sia il risultato della coalescenza di due mondi inizialmente diversi, oppure semplicemente che esso sia pericolosamente vicino a un altro ?
Le osservazioni astronomiche sono oggi sufficientemente ricche e complesse da consentire una ricerca atta a riconoscere o meno i segni della coalescenza di universi bolle o di una loro interazione a distanza; tuttavia l'impatto interpretativo di queste ipotesi è ancora assai marginale rispetto alle teorie correnti.
Dalle prime osservazione del moto delle galassie negli ammassi e quindi dai dati sulle curve di rotazione delle stesse che, dal 1970 hanno polarizzato l'attenzione degli astronomi, si ha oggi la certezza che il contenuto del nostro universo sia costituito per quasi il 90 per cento da materia invisibile, la celebre "materia oscura", che rivela la sua presenza solo mediante effetti gravitazionali.
Le curve di rotazione delle galassie, cioè il valore della velocità di rotazione delle loro componenti visibili in funzione della distanza dal centro, hanno in media un comportamento molto diverso da quello atteso. Esse infatti non decrescono verso valori piccoli della velocità via via che ci si allontana dal corpo luminoso della galassia, ma rimangono pressoché orizzontali, indicando un valore grosso modo costante della velocità fino a distanze parecchie volte più grandi delle dimensioni visibili delle galassie.
Ciò dimostra che la sorgente di campo gravitazionale non può essere solo la materia luminosa, perché questa risulta avere una massa molto minore di quanto non si deduca dalla dinamica dei suoi elementi e, cosa assai più importante, di quanto sia necessario per assicurare alle galassie la loro compattezza e stabilità. Le osservazioni astronomiche mostrano quindi la presenza di un'entità indecifrabile, che accompagna e inviluppa la materia luminosa di un alone la cui natura e origine sono tuttora fra i problemi irrisolti della cosmologia moderna.

Le proposte interpretative sono numerose ed in prevalenza intese ad attribuire alla materia oscura una natura particellare.
Ognuna di queste ipotesi porta con se implicazioni di tipo osservativo che però finora appaiono verificate solo parzialmente, impedendo un'interpretazione univoca e consistente del mondo fisico. Ipotesi di tipo non particellare hanno contemplato una modificazione della legge newtoniana della gravitazione su scala galattica, e anche la collisione del nostro universo con uno parallelo, retto forse da leggi fisiche tali

Il diagramma di Penrose fornisce una rappresentazione globale dello spazio-tempo di Schwarzchild.
Il moto fisico è consentito solo all'interno dei coni di luce. I due universi U1 e U2 si sovrappongono solo
nella regione di buco nero, compresa fra l'orizzonte degli eventi e la singolarità di curvatura. Poiché è possibile muoversi solo rimanendo all'interno del cono di luce, un astronauta che provenga da U1 e che cada nel buco nero può incontrare un suo collega preveniente dall'universo parallelo U2 prima di finire sulla singolarità, da non consentire alla sua materia di emetter e assorbire radiazione. Le osservazioni mostrano però che la materia oscura risponde alla stessa legge universale della gravitazione che regola il nostro mondo in tutte le sue parti, per cui, nell'ipotesi di collisione con universi differenti, occorre ritenere che questi ultimi obbediscano alle stesse leggi fisiche del nostro universo. Ciò darebbe a esso una centralità troppo in contrasto con la completa casualità nella formazione degli universi-bolle; pertanto la possibilità che il nostro universo sia il risultato di una collisione è concettualmente remota.
Se il nostro universo, pur non contaminato dal contenuto di uno parallelo, è tanto vicino a esso da sentirne l'effetto gravitazionale, di nuovo assumendo che esso generi un tale campo nel suo insieme, allora dovremmo osservare un'anisotropia su grande scala derivante da deformazioni mareali.
Al momento le osservazioni non consentono do giungere a tale conclusione, per cui anche l'esistenza di altri universi oltre al nostro rimane solo un'ipotesi suggestiva. Ciononostante, l'idea che esistano universi paralleli, di origine e natura differenti, a cui si possa accedere dal nostro o che influenzino questo tramite connessioni permesse dalla fisica, pare non soccombere al vaglio della ragione, ma anzi radicarsi tanto più nell'immaginario scientifico quanto più il panorama del mondo fisico, dal macrocosmo all'infinitamente piccolo, appare complesso.
Invero quest'idea è resa plausibile dalle equazioni di Einstein. Queste formano un sistema di dieci equazioni differenziali non lineari del second'ordine, le cui soluzioni vengono chiamate genericamente "universi".
A seconda delle ipotesi sui termini di sorgente e sulle condizioni al contorno, le equazioni di Einstein ammettono diverse soluzioni: decidere quale di queste sia fisicamente accettabile è compito difficile e non privo di ambiguità. Il criterio di selezione è quello della compatibilità delle soluzioni con quell'assetto logico che è il costrutto delle leggi fisiche, le quali per contro impongono rigidi vincoli, giustificati dall'esperienza, ma anche da convinzioni preconcette. Infatti, gli universi che noi rigettiamo solo perché non hanno certi requisiti di plausibilità possono trovare legittimazione non appena questi requisiti mutano a seguito di nuove conoscenze.

Rappresentazione globale del collasso di una stella sferica in un buco nero di Swarzchild.
Se la singolarità di curvatura (r = 0) è attraversabile, allora è possibile che l'informazione contenuto nella stella si propaghi in un universo parallelo o in una zona remota dell'universo di partenza.


Questo è il caso del concetto di positività dell'energia. A lungo si è ritenuto che qualunque campo fisico dovesse soddisfare la condizione che la pressione non fosse maggiore di un terzo della densità di energia.
Ma, nel 1961, Yaakov B. Zel'dovich trovò un modello di configurazione quantistica in cui la pressione può essere uguale alla densità di energia; ciò fece venir meno il vincolo in precedenza imposto alle soluzioni e assicurò un ampio criterio di plausibilità.
Un'altra condizione fortemente radicata è che in un mondo fisico accettabile sia sempre soddisfatta la non negatività della densità di flusso di energia e di momento lungo qualsivoglia direzione spazio-temporale, sia esso di tipo tempo, cioè percorribile da particelle massicce, sia di tipo luce, ossia percorribile da ogni forma di radiazione e da particelle senza massa. Più recentemente si è imposta una nuova condizione, meno restrittiva delle precedenti, secondo la quale è sufficiente che sia sempre positiva la media dell'energia di un dato sistema fisico, lungo tutto il corso della sua evoluzione spazio-temporale.
Tale criterio, introdotto da Frank J. Tipler, richiama un concetto più generale secondo il quale lo stato di un sistema fisico è fissato dalla sua storia passata. Gli universi che non soddisfano queste condizioni, pur esistendo come soluzioni delle equazioni di Einstein, sono ritenuti fisicamente inaccettabili. Tuttavia anche questi criteri vengono violati in numerose configurazioni quantistiche, per cui gli universi che contemplano take violazione possono essere realtà sperimentabili e in grado di condizionare la nostra visione del mondo.
La caratteristica più innovativa della teoria di Einstein è di ammettere soluzioni corrispondenti a geometrie non elementari, come quelle che descrivono spazi-tempo dotato di cunicoli (detti in inglese wormhole), vioè di strutture a geometria non semplicemente connessa che formano ponti fra regioni diverse dello stesso universo o fra universi distinti.
La più celebre di queste soluzioni è quella di Swarzschild.
Essa descrive due universi isometrici, asintoticamente piatti e vuoti eccetto per la presenza della sorgente, che è in questo caso una stella sferica non rotante ed elettricamente neutra. E' noto che se una stella ha una massa tento grande da generare, nel corso della sua evoluzione, un nucleo di massa superiore a circa 3,7 volte quella del Sole, allora è molto probabile che esso collassi sotto il proprio peso, senza che alcuna forza possa opporvisi. Quando ciò accade, il destino ultimo del nucleo è una concentrazione infinita di materia in un volume nullo, questo è uno stato classicamente non descrivibile in termini fisici e che chiamiamo singolarità di curvatura. 
Quando la stella è ridotta a un punto, i due universi appaiono connessi da un cunicolo (spaziale) la cui massima restrizione è nota come "gola di Einstein-Rosen".
Questa struttura topologica si evidenzia studiando l'immersione di una qualunque sezione dello spazio-tempo di Swarzschild, caratterizzata da un valore costante della coordinata tempo, in uno spazio euclideo. A dispetto della suggestione della rappresentazione, il cunicolo non è attraversabile perché è ostruito dalla sorgente puntiforme.
Sebbene non siano direttamente connettibili, nel senso che un osservatore non può passare da uno all'altro, i due universi sono assolutamente identici, e scegliere di essere noi in uno o nell'altro è totalmente arbitrario. Nel caso in esame, la deformazione dello spazio-tempo conseguente al collasso della stella causa l'instaurarsi, sulla gola di Einstein-Rosen, di una superficie di non ritorno, "l'orizzonte degli eventi", che impedisce a qualunque segnale di uscire dal suo interno. Si ha cioè la formazione di un buco nero.
Già al suo ingresso, un buco nero genera deformazioni mareali tali da distruggere un corpo umano, a meno che non si considerino buchi neri giganteschi, da diecimila masse solari in su. Tuttavia, pur sopravvivendo all'azione distruttrice di un buco nero, qualsiasi cosa attraversi l'orizzonte degli eventi - un astronauta, una particella elementare o un raggio di luce - cessa di esistere sulla singolarità. Nondimeno, nel breve intervallo di tempo che precede l'impatto con la singolarità, l'oggetto in esame può scambiare informazioni, e quindi interagire casualmente con entità simili provenienti dall'Universo parallelo che si cela al di là della gola di Einstein-Rosen e costrette anch'esse a finire sulla singolarità. Questo esempio di interazione fra Universi paralleli, perfettamente plausibile dal punto di vista fisico, rimane non sperimentabile e pertanto ininfluente sulla "vita" degli universi esterni, a meno che la singolarità di curvatura non sia attraversabile e che da essa si possa tornare negli universi di partenza.
Le equazioni di Einstein forniscono soluzioni che prefigurano proprio questo tipo raccordo fra universi distinti o fra parti lontane di uno stesso universo, purché si superi l'ostacolo della singolarità. Un'appropriata descrizione di quest'ultima è relegata a una teoria quantistica della gravitazione e quindi a una trattazione in tal senso della geometria.
Poiché la formazione di una singolarità di curvatura, come risultato del collasso gravitazionale, è una conseguenza inevitabile delle condizioni di positività dell'energia già menzionate, potendo queste ultime essere violate in un contesto quantistico le singolarità classiche diventano strutture quantistiche "non singolari" della geometria.

Perciò la violazione delle condizioni di positività dell'energia permette l'esistenza di cunicoli spazio-temporali attraversabili e tali da connettere universi paralleli. Tale circostanza, offrirebbe una soluzione del paradosso della perdita dell'informazione conseguente al fenomeno dell'evaporazione dei buchi neri. Sulla base di un'idea di J.D. Bekenstein, Stephen Hawking ha potuto dimostrare che un buco nero, a dispetto della sua stessa definizione, è sorgente di un'emissione termica di particelle che con il tempo riduce la massa, e quindi le dimensioni, del buco nero fino alla sua scomparsa. Il carattere termico della radiazione fa si che l'informazione, inizialmente codificata nelle proprietà geometriche del buco nero, alla fine si perda violando il principio fondamentale della sua conservazione.
Poiché la singolarità al centro del buco nero è, dal punto di vista quantistico, un tunnel che, come già detto, può portare in punti diversi del nostro universo o in un altro a esso parallelo, alla fine dell'evaporazione è lecito supporre che non vi sia stata una perdita di informazioni, bensì solo una sua dispersione nell'altro universo - o nel nostro stesso ma altrove - secondo modalità ancora non note. Indubbiamente, questa visione della realtà microscopica è molto stimolante e ricca di implicazioni.
La più ovvia è che la geometria di base del nostro universo sia corrotta a scale molto piccole, specificamente alla scala di Planck (10^-33 cm), in una struttura molteplicemente connessa caratterizzata da un intrico di cunicoli che collegano, porzioni diverse dello stesso universo oppure universi paralleli.
Ciò è dovuto alla presenza di fluttuazioni quantistiche di materia-energia che a questa scala sono di grandissima intensità e pertanto in grado di alterare la geometria secondo le equazioni di Einstein, formando cunicoli attraversabili.
Lo spazio-tempo a queste scale acquista struttura "spugnosa", in cui l'informazione, comunque definita, si diffonde nel nostro universo o in altri, e viceversa, attraverso questi cunicoli, quasi fossero capillari nel tessuto strutturale del mondo fisico.
Può dunque il collasso gravitazionale far si che la materia che una volta era una stella sia ridotta, alla fine, a pura geometria, e che il suo stato finale sia la dissoluzione del contenuto informativo nell'intrico quantistico di cunicoli attraverso i quali esso si ridistribuisce altrove nel nostro universo, o in qualche universo parallelo al nostro?
Può essere che, per lo stesso motivo, noi riceviamo da universi paralleli o da regioni distanti del nostro universo informazioni e stimoli di cui ancora non abbiamo coscienza ?
Testo tratto da: "Le Scienze" n. 348, agosto 1997

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Scoperto, la scorsa estate, un "buco nero" di 900 milioni di anni luce
I ricercatori dell'università di Nord Carolina lo spiegano con la "teoria delle stringhe" - Un'immensa voragine nello spazio "E' il segno degli Universi paralleli" "Esisterebbero una miriade di Universi intorno al nostro"

C'E' UN'IMMENSA voragine nell'Universo. Si trova tra 6 e 10 miliardi di anni luce dalla Terra. Si tratta di un volume di spazio con un diametro di circa 900 milioni di anni luce dove il "nulla" la fa davvero da padrone.
Agli strumenti che l'hanno scoperto appare come una gigantesca macchia oscura nel cielo, come se una mano smisurata abbia cancellato quasi tutti gli oggetti luminosi presenti al suo interno.
Ora un gruppo di ricercatori ha dato una spiegazione a quel fenomeno.
Suona fantascientifico, ma Laura Mersini-Houghton dell'Università del North Carolina a Chapel Hill (Usa) dice proprio così:
"E' l'impronta indelebile di un altro universo che sta oltre il nostro". Ma per capire questa spiegazione - apparsa su NewScientist - che potrebbe rivoluzionare tutte le idee sorte sul nostro Universo è necessario fare un passo indietro.
"Non solo non è mai stato trovato un vuoto tanto grande, ma nessuna ipotesi sulla struttura dell'Universo lo aveva previsto", aveva detto Lawrence Rudnick dell'Università del Minnesota (Usa), autore della scoperta del buco avvenuta lo scorso mese di agosto.
E questo spiega il motivo per cui la sua esistenza era stata messa in luce quasi per caso.
"Era una mattina durante la quale i radiotelescopi del Vla (Very Large Array) - in grado di captare ogni più piccolo segnale radio emesso da una stella, una galassie o qualunque altro corpo celeste ancora attivo - non erano impegnati in osservazioni particolari e allora ho deciso di puntarli verso la "macchia fredda" individuata dal telescopio spaziale della Nasa Wmap (Wilkinson Microwave Anisotopy Probe)", ha spiegato Rudnick.
La "macchia fredda" in questione è una misteriosa anomalia presente nella mappa della "radiazione cosmica di fondo" dell'Universo, la radiazione che permea l'intero cosmo e che viene interpretata come l'energia residua del Big Bang. Tale radiazione presenta variazioni tra un punto e l'altro che non superano lo 0,001 per cento.
Ma dalla "macchia fredda" che si trova in direzione della costellazione di Eridano, non giungeva ai radiotelescopi del Vla alcun "fotone", le particelle di energia cioè, che si muovono alla velocità della luce e che solitamente sono emesse da atomi o stelle attive. Ciò stava ad indicare che l'area era totalmente vuota di materia.
Subito si sono scatenate le ipotesi per dare una spiegazione a quell'immenso buco fatto di nulla. Ipotesi che non davano pienamente ragione al fenomeno. Ora Mersini-Houghton sembra aver dato un senso ad esso interpretandolo al di fuori della cosmologia standard. La ricercatrice infatti, ha utilizzato la "teoria delle stringhe", una teoria della fisica che ipotizza che la materia, l'energia, lo spazio e il tempo siano la manifestazione di entità fisiche sottostanti, chiamate appunto le "stringhe", le quali vibrano in 10 dimensioni nello spazio-tempo e che formano le particelle subatomiche che originano gli atomi.
Secondo questa teoria non esiste un solo Universo, bensì 10 alla 500 universi (si immagini un numero composta da 1 seguito da 500 zero, un numero inimmaginabile) ognuno con proprie leggi fisiche.
Spiega Mersini-Houghton: "Quando il nostro Universo si formò doveva interagire con gli altri Universi vicini.
E quel buco è proprio il risultato di quell'interazione avvenuta subito dopo la nascita del nostro Universo che da allora, per le caratteristiche che esso possiede, continuò ad espandersi. Purtroppo non ci è possibile osservare ciò che ci arriva dai confini dell'Universo, che si trova tra 42 e 156 (1) miliardi di anni luce da noi e quindi non possiamo vedere ciò che c'è oltre il buco". Ma quel buco è proprio l'impronta che un Universo diverso dal nostro ci ha lasciato all'inizio del tempo e dello spazio.
Che il buco si formò agli inizi dell'Universo è d'accordo anche Rudnick, il quale dice: "Le teorie correnti suggeriscono che tutte le strutture che oggi vediamo nell'Universo presero forma all'inizio del tempo e dello spazio. La struttura vera e propria fatta di vuoti e agglomerati di materia, poi, è cresciuta nel tempo guidata dalle forze gravitazionali".
Secondo Mersini-Houghton, tuttavia, dovrebbe esserci un altro buco simile a quello scoperto dalla parte opposta dell'Universo rispetto a quello già osservato e questo lo sapremo quando l'anno prossimo verrà lanciato un altro satellite per lo studio delle microonde dell'Universo molto più sofisticato dei precedenti, il satellite dell'Esa, Planck.
L'ipotesa dell'astrofisica è ora sotto osservazione dell'intero mondo scientifico, che al momento guarda con sospetto alla Teoria delle Stringhe. Ma se quanto ipotizzato da Mersini-Houghton non verrà smentito, dovrà iniziare la ricerca ai quasi infiniti universi che circondano il nostro.
(1) Alcuni lettori si chiederanno come è possibile che l'Universo abbia un raggio di 42 o 156 miliardi di anni luce se è nato solo 13,7miliardi di anni fa. La spiegazione sta nel fatto che nel tempo le misure si sono dilatate. Si perdoni la semplificazione, ma un centimetro misurato dopo pochi secondi dalla nascita dell'Universo non corrisponde ad un centimetro di oggi.
By Luigi Bignami - 23 novembre 2007
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/universo-parallelo/universo-parallelo/universo-parallelo.html


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ESISTONO UNIVERSI PARALLELI ? - PARE PROPRIO di SI !! /font>
SScienziati del Brookhaven National Laboratory avrebbero ottenuto dati probanti che confermerebbero quanto NOI da sempre asseriamo, ovvero che vi sono altre Realtà più sottili ed invisibili oltre quella terrena.
La Pda seguirà questa notizia nei prossimi mesi per fornirvi ulteriori informazioni. (Il Link del titolo rimanda alla pagina del NY Times,che ha pubblicato l'articolo altamente specialistico che qui abbiamo riassunto, a cui si può accedere previa iscrizione gratuita) - Fonte: http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9B07EEDC1F31F93AA35752C0A9629C8B63
Il grafico mostra i mondi della materia visibile sopra il rettangolo celeste e quello più grande, più pesante, detto "ombra," o partner, delle particelle che giacciono al disotto dello stesso rettangolo é che non è visibile nei mondi fatti di materia "comune".
La teoria della Supersymmetry postula che ogni particella che osserviamo ha un'altro "partner" più massiccio. Nessuna particella "Supersimmetrica" è stata ancora osservata.
Scienziati del Laboratorio Nazionale di Brookhaven hanno annunziato che un esperimento che segue i moti delle particelle subatomiche chiamate muoni ha messo in luce promettenti evidenze sull'esistenza di un enorme universo-ombra non visibile ma coesistente col nostro.
Il significato della scoperta è stato però messo in dubbio da una serie di errori matematici e disaccordi teorici fra diversi fisici di tutto il mondo che stanno verificando i risultati. Se essi fossero corretti, sarebbe una delle scoperte più grandi della Fisica moderna.
L'esperimento "Brookhaven G-2" ha prodotto osservazioni straordinariamente minute dei muoni ruotanti. Con grande sconcerto degli sperimentatori, le predizioni teoriche di come gli scontri con la materia ordinaria dovrebbero influenzare il ballo delle particelle, sembrerebbero sbagliate.
Solo attraverso le differenze tra quanto ci si aspettava e quanto é stato osservato nel comportamento dei muoni, porterebbe a supporre l'esistenza di un nuovo tipo di materia. L'esistenza del nuovo tipo di materia è ipotizzata da una teoria non confermata, chiamata della supersimmetria. Secondo tale teoria, ogni particella nota nell'universo, dall'elettrone al neutrino, ne ha una controparte ancora non scoperta.
Alcune versioni della teoria suggeriscono che la "materia scura," una sostanza che sembra superare quantitativamente la materia "normale" nel cosmo, consisterebbe di enormi ammassi di particelle supersimmetriche sparse attraverso lo spazio.
Il test condotto a Brookhaven (Long Island), ha impegnato una squadra di scienziati provenienti da tutto il mondo e funziona più o meno come l'esperimento che si conduce nei licei, chiamato del moto Browniano che evidenzia la struttura atomica della materia "ordinaria" .
Quando si osservano, attraverso un microscopio, i moti della polvere in sospensione nei liquidi, é risaputo che ciò avviene perché le particelle sono spinte ripetutamente da atomi e molecole invisibili. I Fisici sanno che apparentemente lo spazio vuoto è popolato da un genere di particelle che nascono e scompaiono continuamente. I muoni, particelle elettricamente cariche e che sono i cugini più pesanti degli elettroni, volteggiano come trottole in un potente campo magnetico nel vuoto. Come i moti della polvere, l'incontro dei muoni con le altre particelle causa una perturbazione del loro movimento.
Il nuovo team di Brookhaven ha studiato quattro miliardi di muoni con cariche elettriche negative. Le scoperte sembrano andare d'accordo con i precedenti tests condotti sui muoni positivi e suggerisce ad alcuni scienziati che l'universo-ombra supersimmetrico potrebbe essere stato vagamente individuato.
Gordon Kane, un fisico delle particelle all'Università del Michigan, si é detto convinto che i disaccordi sono vicini ad essere risolti e che l'esperimento dovrebbe continuare a raccogliere dati.
Se le letture anomale continuano, ha detto il Dott. Kane, "avremmo la prima evidenza per una Fisica totalmente nuova".
Ma non tutte le discrepanze con la Fisica Classica possono essere spiegate, almeno secondo i calcoli del Dott. Kane e di altri Fisici teorici che invece credono di essere nel giusto. Altri calcoli mostrano meno di una discrepanza con la fisica standard, e questo spiega perché gli sperimentatori non hanno ancora dichiarato di avere scoperto l'universo-ombra fatto di nuove particelle.

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Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova scientifica che Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli sviluppatori della  rivoluzionaria teoria delle stringhe ed è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato un “semi – radio primitivo di tachioni” (particelle teoriche che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che sono in grado di creare l’effetto del reale tachyon in una scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole create da un’intelligenza, non molto diverso del suo videogioco preferito, ovviamente, più complesso e impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio, un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo, la materia, la forza o la legge, è percepito il caos assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato "caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo in un piano governato da regole create e non determinate dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.”  ha detto lo scienziato.
I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena

Video in spagnolo dello scienziato:

 

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