Il titolo della tesi
è: “Stato dell’arte e applicazioni delle
reazioni nucleari a debole energia: il controllo
isotopico della qualità”. Scopo della tesi era
indagare quei fenomeni conosciuti come “reazioni
nucleari a debole energia”, o anche
“trasmutazioni a debole energia” alla ricerca di
nuovi processi di interesse economico/sociale o
applicazioni innovative rispetto a quanto già
conosciuto: nei settori scientifici cosiddetti
di “frontiera”, come questo, è infatti più
frequente trovare idee o concetti nuovi. A
questo proposito sono state individuate due
possibili innovazioni relative al controllo
della qualità.
Sono partito da un’indagine storica e
bibliografica su questi fenomeni, che dal 1600
mi ha condotto fino ad oggi; lungo il percorso
ho incontrato alcuni modelli teorici proposti
per darne una spiegazione. Sulla base sia delle
evidenze sperimentali, sia dei modelli teorici,
ne ho poi illustrato alcune applicazioni.
L’indagine storica mi ha portato a conoscenza di
cinque tipologie di reazioni nucleari a debole
energia, e cioè NON-termonucleari. Vediamole più
in dettaglio.
1) Un primo tipo sono quelle a temperatura e
pressione ambiente (per esempio nel metabolismo
delle cellule): ogni essere vivente le utilizza
a vari fini, per esempio la Produzione di
energia: uno studio del 1978 compiuto
dall’esercito americano, il rapporto Goldfein,
ha dimostrato non solo la capacità degli
organismi viventi di effettuare trasmutazioni
degli elementi, ma anche un nuovo ruolo, accanto
a quello classico, del
Magneso-adenosin-trifosfato: esso conduce ad un
guadagno netto di energia proprio nel corso di
tali trasmutazioni, comportandosi a tutti gli
effetti come un ciclotrone in scala molecolare.
Un secondo fine è l’Equilibrio termico: studi su
lavoratori nel deserto del Sahara hanno
dimostrato come per equilibrare la temperatura
interna il corpo sintetizzi Potassio (escreto
dalla pelle) a partire da un eccesso di Sodio
assunto tramite l’alimentazione e Ossigeno:
l'energia necessaria è proprio quella derivata
dall’eccessivo calore del sole e dall’attività
fisica.
Un terzo fine è la Sintesi di elementi negli
animali: già dal 1799, con studi di Vauquelin
sulle uova di gallina, il meccanismo della
calcificazione si è rivelato un problema
irrisolto; più recentemente, lo stesso problema
è stato affrontato nella processo di produzione
dell’esoscheletro in crostacei a digiuno, in
acqua priva di calcio e con una quantità di
calcio disponibile nel sangue molto inferiore a
quanto richiesto.
Si è notata anche una Variazione dei sali
minerali nei prodotti essiccati: numerosi studi
su frutta, verdura e legumi, oltre alle tabelle
di composizione degli alimenti, mostrano durante
l’essiccazione variazioni di minerali non
proporzionali a quanto atteso: per esempio,
magnesio e manganese calano, ferro cresce.
Infine, si è vista anche una Variazione dei sali
minerali nel corso della germinazione dei semi:
il rapporto tra Potassio e Calcio contenuti nei
semi d’avena, coltivati senz’alcun apporto o
sottrazione di entrambi gli elementi, passa nel
corso delle 8 settimane della germinazione da
4,5 a 1,5 e rimane circa costante dal momento in
cui finisce l'azione degli ormoni della crescita
del seme.
2)Un secondo tipo sono quelle per via
elettrochimica
Partiamo dalla sintesi di isomeri con
particolari caratteristiche fisico-chimiche:
Ohsawa e Kushi, nel 1963-1964 ottengono a
partire da Carbonio e Ossigeno la sintesi di un
particolare isomero del Ferro, che arrugginisce
con difficoltà e reagisce meno al calore.
Esperimenti successivi compiuti da altri
ricercatori hanno confermato questi risultati.
Passiamo alla sintesi dell'oro e metalli del
gruppo del platino: Monti e Champion, nel 1995,
tramite un processo chimico spiegato
dettagliatamente in Appendice, da un particolare
isomero del mercurio ottengono oro e metalli del
gruppo del platino. In tutte le pubblicazioni
più recenti in argomento si vede come la sintesi
di questi ed altri metalli sia sempre presente.
Non si può dimenticare la produzione di energia
in reticoli di palladio e idrogeno: la
cosiddetta "fusione fredda", dopo il falso
annuncio di Fleischmann e Pons del 1989, ha
fatto molti passi in avanti, sia dal punto di
vista del rendimento sia da quello della
comprensione del fenomeno. E' interessante
notare come l'attività in questo campo degli
scienziati italiani sia di primo piano anche a
livello internazionale.
Una novità è rappresentata dalla variazione del
periodo di semivita delle sostanze radioattive:
numerosi esperimenti effettuati presso il
laboratorio ENEA di Frascati nel '97 e '98 hanno
dimostrato come isotopi di Torio e Uranio, che
dovrebbero dimezzarsi in tempi dell'ordine dei
miliardi di anni, siano diminuiti in certi casi
anche del 70% nel giro di pochi giorni.
3)Per via microbica (il terzo tipo) si è
ottenuto lo stesso risultato: la proliferazione
di batteri nell'acqua contaminata dei reattori
nucleari, osservata fin dagli anni '50, ha
suggerito di utilizzarli nello smaltimento delle
sostanze radioattive, con risultati positivi su
numerosi isotopi di Europio, Americio e Cesio.
La sintesi di azoto, magnesio, ferro e altri
elementi da parte di microrganismi presenti nei
terreni di ha portato a concepire nuovi modi per
risolvere il problema della fertilizzazione.
Concludiamo questo tipo con la sintesi di
metalli preziosi: Platino è stato ottenuto
tramite colture del Saccaromices Cerevisiae, il
comune lievito di birra, in acqua contenente
sali di Tungsteno e Berillio. Il rendimento è
aumentato di 100 volte utilizzando, al posto di
monocolture, migliaia di microrganismi diversi
in simbiosi.
4) Il quarto tipo sono quelle ad Alta Pressione
Si parla di variazione del periodo di semivita
di isotopi radioattivi in uno studio del 1973,
che mostra come Tecnezio, Bario e Niobio
radioattivi vedano diminuire il loro periodo se
sottoposti ad alta pressione.
Troviamo poi ancora la sintesi di minerali:
studi sulla sintesi artificiale delle rocce e
sulle impactiti, relativi a centinaia di
osservazioni sulla sintesi endogena di minerali,
suscitano molti interrogativi relativi
all'orogenesi e in generale all’evoluzione di
pianeti e stelle.
5) Il quinto ed ultimo tipo sono quelle a Bassa
temperatura:
Negli anni ’50, Don Carlo Borghi aveva ottenuto
la sintesi del neutrone a partire da plasma
freddo d’idrogeno. Questo fatto si lega a nuove
ipotesi sulla struttura del sole. Anche dopo più
di 50 anni di osservazioni, infatti, non ci
sono prove che all’interno del sole avvengano
reazioni termonucleari, e il modello attualmente
accettato soffre di molti altri problemi: i
neutrini emessi sono troppo pochi rispetto a
quanto atteso; non spiega come il sole possa non
tanto esistere quanto essersi formato; inoltre
si osservano periodicamente pulsazioni radiali e
variazioni della luminosità, senza contare
l’esistenza di un avanzo inspiegato del perielio
di Mercurio.
Vengono in soccorso alcuni dati sperimentali:
-
innanzi tutto l’effetto Ranque : “Una qualsiasi massa di gas, quali che siano la sua densità e la temperatura iniziali, qualora intervengano una o più cause, esogene od endogene, a porla in rotazione assiale, andrà via via raffreddandosi nella zona vicina all’asse di rotazione, e si scalderà nella zona esterna”.
-
Poi l’esistenza delle freddissime protostelle chiamate globuli di Bok (con temperature di 10°K).
-
Infine l’esistenza di sorgenti infrarosse alla temperatura di 20-40°K che emettono 20 volte più energia del sole.
Sulla base di tali
osservazioni, Renzo Boscoli e Roberto Monti
hanno proposto un modello criogenico di fusione
nucleare: masse fredde di idrogeno, in rotazione
assiale, per effetto Ranque vedono raffreddare
il loro centro, permettendo l'afflusso di
ulteriore materiale dall'esterno che sarebbe
impossibile se la temperatura crescesse per
effetto della sola pressione; ad un certo punto
si innesca il primo processo di fusione
nucleare, che per collasso gravitazionale
produce la sintesi del neutrone a partire da
protone ed elettrone. Questo modello risolve
tutti i problemi esposti in precedenza.
Nel corso del tempo sono stati proposti alcuni
modelli teorici per spiegare queste reazioni: a
mio parere il più completo è il “modello
alpha-esteso” dell’atomo del fisico bolognese
Roberto Monti, evoluzione del modello a
particelle alfa proposto dalla stereochimica.
Le caratteristiche sono molte, ma in sintesi
l’atomo viene visto come una struttura rigida, a
blocchi e periodica di periodo alfa.
Le prove sperimentali a suo favore sono
numerose, molte le abbiamo già viste in
precedenza, legate essenzialmente a fissioni e
fusioni.
Le conseguenze sono numerose, ma vediamone due
in particolare:
-
l'atomo è più facilmente divisibile o accorpabile, essendo composto da blocchi rigidi, che per esempio possono essere spezzati intervenendo su zone di minore resistenza, esattamente come per aprire il guscio di una noce. Ne consegue che il concetto di energia media per nucleone perde di significato, perchè non tutti i legami nucleari sono uguali.
-
non esistono elementi propriamente "stabili": la stabilità apparente della materia è in realtà un equilibrio dinamico, risultato di continue trasformazioni.
La Ricostruzione della tavola periodica secondo
il modello alpha esteso è semplice e si può fare
letteralmente a tavolino; con essa è possibile
conoscere in anticipo i risultati possibili
delle trasmutazioni a debole energia, essendo
quasi esclusivamente semplici somme e
sottrazioni di elementi ben definiti.
Le applicazioni trovate sono ovviamente molto
varie: il controllo della qualità, il
decadimento accelerato di sostanze radioattive,
la sintesi di nuovi elementi e isomeri dalle
particolari caratteristiche fisico-chimiche,
innovative tecniche di agricoltura naturale.
Il controllo della qualità tramite analisi
isotopica, sviluppatosi notevolmente negli
ultimi 20 anni, permette la completa
tracciabilità di alimenti di origine animale e
vegetale; pensiamo all’esempio del vino:
analizzando la concentrazione di isotopi di
Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno e Stronzio è
possibile conoscere con precisione la
provenienza geografica, la stagione di
produzione e la varietà della pianta, oltre a
smascherare eventuali frodi legate all’aggiunta
di zucchero o acqua.
La prima innovazione proposta riguarda la
tracciabilità temporale, per esempio la verifica
del tempo di stagionatura di prodotti tipici
occidentali e orientali come il formaggio,
l’aceto, il vino, il tamari, il miso, le
umeboshi: l’attività trasmutatoria delle cellule
era già stata evidenziata dalla variazione degli
elementi durante la germinazione dei semi e
dalla variazione degli elementi durante
l’essiccatura; ciò suggeriva di ricercare
variazioni anche negli isotopi, e la ricerca ha
avuto successo: il riscontro è stato trovato
nella fermentazione del vino. Tutto questo
suggerisce la possibilità di tracciare delle
“curve di trasmutazione” concettualmente simili
alle ben note “curve di decadimento” in modo da
valutare con precisione l’età di un prodotto
invecchiato.
La seconda innovazione riguarda una possibile
estensione della tracciabilità relativa agli
elementi pesanti: dal modello alpha-esteso
dell’atomo si vede come gli elementi siano o
somma precisa di altri elementi o risultato di
un decadimento (generalmente espulsioni o
catture di elettroni). Ad esempio, Nichel 64 a
differenza degli altri isotopi del Nichel
risulta dal decadimento di Zinco 64 per doppia
cattura elettronica. E’ da verificare l’ipotesi
che esso sia particolarmente presente in un
ambiente caratterizzato anche da Zinco stabile.
In questo modo si otterrebbe un’estensione della
tracciabilità geografica, già nota. E’ da
aggiungere che molti altri fattori influenzano
queste trasmutazioni, come la velocità di
reazione, la stagione, la fonte di energia del
processo in atto, ecc. Sarebbe da studiare
l’influenza di ognuno di essi.
Il decadimento accelerato di sostanze
radioattive è stato dimostrato pubblicamente
presso l’università di Stoccolma nel 2002; un
primo impianto pilota esiste e si trova in
Canada.
Il processo è semplice: una mistura di sostanze
radioattive e alcuni reagenti contenenti anche
tutto l’ossigeno necessario alla combustione
viene posta in un reattore rimovibile di acciaio
inossidabile, collegato tramite tubi a tenuta
stagna a 3 contenitori riempiti per 2/3 di acqua
distillata de-ionizzata. Tramite una fonte di
calore esterna si procede alla ignizione: i fumi
si raffreddano poco a poco passando per i
contenitori, fino a far uscire solo vapore dal
filtro posto alla fine del percorso. Dopo il
raffreddamento, è possibile analizzare i resti
presenti nel reattore, nell’acqua e nei vari
contenitori per constatare il successo
dell’operazione.
La sintesi di elementi e isomeri dalle
particolari caratteristiche fisico-chimiche,
come già visto prima, è stata effettuata nel
1964 da Ohsawa e Kushi; i loro metodi sono
disponibili con numerose varianti. Attualmente
quello più studiato è basato su celle
elettrolitiche con catodi di palladio o
tungsteno.
Un innovativo metodo di agricoltura naturale è
stato proposto dal microbiologo giapponese
Fukuoka: esso è praticato in ogni tipo di clima,
con eccellenti risultati anche nel
rimboschimento di zone desertiche. I principi su
cui si basa sono pensati in modo da assecondare
al massimo la capacità dei microrganismi, dei
vegetali e degli animali presenti nel suolo di
provvedere autonomamente alla fertilizzazione, e
ad un agricoltore tradizionale potrebbero
sembrare assurdi: non arare, non fertilizzare,
non sarchiare, non usare pesticidi. Assieme a
tecniche di “irrigazione vegetale”, e cioè
effettuata tramite apposite combinazioni e
disposizioni di piante, questo metodo permette
di ottenere risultati quantitativamente
paragonabili a quelli tradizionali, ma
qualitativamente migliori, oltre ad arricchire
costantemente il terreno col passare degli anni.
Concludendo:
-
L’analisi storica delle “reazioni nucleari a debole energia” ha condotto a possibili innovazioni nell’ambito del controllo isotopico della qualità, oltre ad evidenziare interessanti applicazioni in ambito industriale ed agricolo.
-
Il “modello alpha-esteso” dell’atomo, individuato nel corso dell’indagine bibliografica, si è evidenziato come possibile collegamento tra branche della scienza attualmente poco comunicanti.