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Il Fisico
Italiano
Massimo Corbucci ha collaborato con il “GSI”
di Darmstadt per trovare la ragione dell’impossibilità di
sintesi dell’atomo trans-Uranico di numero atomico 114:
“Secondo un NUOVO MODELLO DI ATOMO, vi è un LIMITE
STRUTTURALE, che impedisce di fare un atomo con più di 112
elettroni e protoni”. Ciò è provato dall’ORDINE DI RIEMPIMENTO
DEI LIVELLI ATOMICI
(Copyright © CORBUCCI 1998) e dalla
NUMERAZIONE BARIONICA (© CORBUCCI99).
Atomo: definizione secondo la scienza ufficiale:
http://it.wikipedia.org/wiki/Atomo
Con questo articolo cade ogni precedente nozione
della Fisica
che vuole un tempo di propagazione per comunicare nello spazio
da
A a B. Anche se sembra incredibile, si
può comunicare
a distanze non
solo interplanetarie, ma persino intergalattiche e
"immediatamente"!
Il lettore si renderà conto, superato l'attimo di
sconcerto, che milioni di
chilometri o milioni o addirittura miliardi di anni luce, non
sono più niente per il "trasmettitore a spin".
Gli addetti ai lavori nelle Telecomunicazioni prendano nota.
I
lettori
stupiscano.
Immediatamente vuoi dire: senza niente che medi !
Anticamente per far arrivare una
"missiva" da un Comune a un altro, veniva incaricato un "messaggero", che galoppando
a gran velocità faceva da corriere. In questo modo per andare
da Roma a Milano magari ci saranno voluti più di 3 giorni.
Poi si è ricorsi ai piccioni viaggiatori
che volando, ovviamente, hanno
abbreviato i tempi di attesa.
Finalmente nel 20° secolo uno scienziato
geniale (abbiamo appena parlalo nel numero scorso dell'opera di G. Marconi e della Radio), ha pensalo
bene di impiegare messaggeri che "volano" alla velocità
della luce: i fotoni ! (Dalle antenne
radio entrano ed escono fotoni !)
Allo stato attuale dell'arte in Fisica “sembra” che quella della luce sia la massima velocità alla quale si possa comunicare.
Pertanto un'astronave
su Marte ci mette 40 minuti per "palleggiare" i "piccioni viaggiatori"
- volevamo dire i
fotoni
- con la Base a Terra.
Ci
si
potrebbe mettere meno
tempo
?
Questo argomento va affrontato
con la consapevolezza che è il caso di inchinarsi umili e deferenti di fronte al grande
Mistero del
Creato.
Via la prosopopea del Fisico, che si gonfia della propria
appartenenza a una casta di "duri", che non ammette mai virate concettuali, le quali possono far
sbandare dai percorsi tradizionali, già
tracciati.
Vestendo l'abito più ieratico dell'epistemologo
scientifico, si può vedere l'Universo per
quello che è realmente: “niente, rivestito" di elettroni e protoni.
Ora lasciamo stare le
dissertazioni
della serie l'atomo è una voragine rivestita... e chiediamoci se è possibile, alla luce di una maggiore
cognizione sullo spazio (non c'è solo il fuori, c'è anche il dentro), concepire una comunicazione da
un punto A a un punto B, "immediata". (Nel senso che non si affida
ad alcun mediatore il compilo
di andare fisicamente da A a B).
Preghiamo il lettore di non
precipitarsi a rispondere, lo che in questo momento sto scrivendo sono
Massimo Corbucci, e ricordo che fui invitato a parlare del vuoto quanto-meccanico davanti ad
una platea. Mi venne in mente di parlare della
glicerina.
Dissi: «La glicerina è un
alcool, che quando fu scoperto era liquido. Poi un giorno avvenne che un barile di questo "liquido",
su una nave merci, per un combinarsi di ragioni, cristallizzasse
e divenisse solido. Ebbene, da quel preciso istante anche tutta
la glicerina del mondo cristallizzò. Come
aveva fatto la glicerina su quella nave a comunicare con tutta la glicerina del pianeta ?».
Già la domanda incominciò a far
impallidire tutti. Quando poi aggiunsi: «Attraverso cosa la glicerina iniziò a parlarsi simultaneamente
?». Fu un tripudio.
Cavalcando l'onda della grande
curiosità, potei introdurre la mia
scoperta sulla "discontinuità" della
materia a livello degli "'shell
elettronici" e dei barioni del "nucleo".
Lo spiegai così: «Immaginate
l'atomo come una costruzione, dove i pezzi di cui si compone, possono essere ammucchiati.
Del pari alle grosse pietre con cui un muratore, prima di edificare una casa, fa un mucchio e poi si
accorge che la compagine ammucchiata presenta un'accesso verso un cunicolo. In quei buco
vede entrare il suo cane e non lo vede più uscire !!!»
Massimo si è avveduto dell'unica cosa sfuggita alla Fisica,
che la continuità della
materia
non è affatto
assicurata.
Nessun Fisico ha mai
pensato che
dentro la materia vi fosse
un pertugio
(buco nero)
che s'affaccia nell'Infinito.
È la nuova nozione che introduce in fisica la possibilità di comunicare, senza che trascorra tempo,
quale che sta la distanza da coprire.
(La stanza di là o una galassia a 10 miliardi dì anni luce, non
fanno differenza).
Che
sorpresa rendersi conto che il "sistema" è un
mezzo per trasmettere messaggi, talmente
perfetto, che a volerne inventare uno migliore,
sarebbe impossibile
!
E' sbalorditivo fino a lasciare confusi, che la
"rotazione" dei due
"calici" sia simultanea, ovvero istantanea; o meglio
immediata, anche frapponendo distanze di miliardi di anni
luce. C'è
solo un modo per non
impazzire: apprendere che nello spazio oltre al "fuori",
c'è anche il "dentro"
e in quel Luogo le distanze e i
tempi si azzerano.
Noi tre, Massimo,
Gianni e Giorgio; abbiamo depositato una domanda d'invenzione dal titolo:
Dispositivo
di telecomunicazione
immediata a qualsiasi
distanza, basato sul principio
della interconnessione degli spin accoppiati.
Non
abbiamo la copertura economica
per farne un brevetto mondiale, ma che qualcuno possa rubarci l'idea e
realizzare il
trasmettitore a spin, non rappresenta
per noi un timore. Anzi toccheremmo il cielo col dito se questo avvenisse !
Poter verificare che le
immagini riprese da una telecamera su Marte arrivano "immediatamente" sulla Terra è l'unica cosa che ci
interessa. Quando si vedrà che è così, incomincerà una nuova era, come lo
fu nel 1895, con il campanello di Marconi, che suonò a 2 km daVilla
Grifone.
Però mentre con la Radio si
apri l'era tecnocratica
della gestione delle bande
elettromagnetiche,
con la Non-Radio non ci
saranno né bande, né frequenze
da gestire.
Il rice-trasmettitore istantaneo
sconvolge ogni nozione: è come
connettere il microfono e la telecamera in un bocchettone al posto
di trasmissione e connettere un altoparlante e uno schermo video dall'altra parte del medesimo
bocchettone, al posto di ricezione; distante quanto si voglia farlo
essere distante.
L’attenuazione è zero, la potenza
di trasmissione è zero, la fedeltà di riproduzione è totale.
Le interferenze
sono inesistenti ! Gianni Iacarelli, che installa sistemi
di ricetrasmissione per esigentissime aziende, che richiedono giustamente di poter col legare loro
postazioni distanti in modo possibilmente perfetto, può dire quanto sia problematico impiantare
un sistema ricetrasmittente, per via delle inevitabili interferenze radio, degli ostacoli che si interpongono,
della fedeltà di riproduzione che finisce giocoforza per perdersi e dei problemi radiotecnici
del dover contemperare potenze di irradiazione con l'impiego di antenne non colossali e
con le potenze elettriche, sempre da rapportare alle autonomie
delle
postazioni da collegare.
Un trasmettitore
a spin che praticamente, in termini elettrici, è come
interconnettere direttamente il ricevitore
(in mezzo ci può essere qualsiasi ostacolo, qualsiasi interferenza, può persino
scoppiare la bomba atomica), Iacarelli lo trova semplicemente da sogno, dacché
talvolta solo lo scintillio delle candele dei ciclomotori in strada fa perdere una parola tra due interlocutori
che si parlano via radio. Giorgio Cavalieri aggiunge,
che
per quanto riguarda la privacy,
il sistema a spin è perfetto: nessun altro, che non siano
i due interconnessi a spin, potrebbe "intercettare"
la comunicazione.
Massimo, Giorgio e Gìanni si
guardano e si chiedono se mai 3 Radioamatori come loro potranno
tornare tra i colleghi (molti Fisici elettronici. Ingegneri, Tecnici abituati
ad apparati radioelettrici da paura) e non destare perplessità,
dopo aver scritto un articolo dove si parla di un sistema di comunicazione che, a potenza zero, fa arrivare
un segnale a distanze illimitate, libero dalle interferenze, da qualunque ostacolo materiale e
garantendo pure la privacy totale e la fedeltà di riproduzione del
messaggio ricevuto assolutamente perfetta.
Asserendo, con la massima serietà, che non resta
che verificarlo, contiamo di poter
tornare tra loro.
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Fig. 1: Paragoniamo gli
elettroni a due calici poggiali su un vassoio e poniamo
che per un principio inderogabile questa coppia di
oggetti abbia l'obbligo di mantenersi in posizione
diametralmente opposta, nel senso che se un calice è
messo dritto, l'altro deve stare capovolto e semmai un
cameriere provasse a capovolgere il primo calice, inevitabilmente
il secondo dovrebbe raddrizzarsi. Poi aggiungiamo che
anche spezzando in due il vassoio e separando le 2
parti sulle quali poggiano i rispettivi calici, l'obbligo di rispettare
quel principio che vuole i calici in posizione contraria,
resta in vigore, ma il "buon senso" non farebbe mai
sospettare che si verifichi davvero che capovolgendo un
bicchiere ormai separato fisicamente dal suo "compagno",
l'altro a sua volta si capovolga conseguentemente.
Una porzione di vassoio e relativo calice è rimasta
a Roma, mentre l'altra
e stata portata a Ginevra: la più grande scoperta della
Fisica è imminente! Il cameriere romano sa che il
calice della parte di vassoio rimasto nel suo locale è
posizionato dritto e
una mattina lo trova capovolto. Telefona a Ginevra al suo
collega svizzero, che custodisce il vassoio col
bicchiere capovolto: per gioco il bicchiere e stato
messo dritto ! Quando
viene rimesso nella posizione iniziale, d'incanto anche a Roma il vassoio torna ad avere il calice dritto. 1 due
camerieri esterrefatti, non si rendono conto che il
"giochetto" funzionerebbe anche portando il semivassoio
su Marte o sulla Galassia Andromeda e decidono di nascondere le
parti di vassoio e calice in loro possesso, per non essere presi per matti. |
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La continuità della materia
non è affatto assicurata.
Nessun Fisico ha mai
pensato che dentro la materia vi fosse
un pertugio che s'affaccia nell'infinito.
Quello che si deve ammettere è che
l'atomo è "bucato". Anzi, che
altro non è che un buco, dove girano intorno elettroni
e protoni e tanta altra roba che è noioso nominare.
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Come può funzionare la ricetrasmittente a spin ?
Lo spin o "trottola" è quel fenomeno per cui un elettrone gira,
come un pallone
sull'asse di un giocoliere.
Può girare o in
senso
orario o in senso antiorario e come
la punta di un trapano, se gira in senso orario va in su (entra), o al contrario va in giù (esce).
Per un principio
della fisica, che si chiama "di
esclusione", di Pauli,
due elettroni appaiati, che si trovano ad orbitare sullo stesso
orbitale di un atomo, se vogliono coesistere,
debbono avere uno
spin su e l'altro spin giù.
Questa "imposizione" naturale,
non solo non ammette deroghe,
ma persino se i due
elettroni dovessero allontanarsi tra loro, resterebbe
in vigore. Gli
elettroni "appaiati" sono l'analogo
di due gemelli monovulari, e per capire gli elettroni è utile
l'esemplificazione di
ammettere che se un gemello è destrimano, l'altro debba giocoforza
essere mancino e
rimanere in questo stato differenziale, qualunque cosa capiti
loro e qualunque distanza li separi.
Poniamo che uno dei due
gemelli, Mario, vada a vivere in Giappone e inizi a usare la mano
destra per scrivere Pino, che è rimasto a Milano, una bella mattina si sveglia e scopre di essere diventato
lui mancino. Non poteva non accadere, per il principio di esclusione, che vige senza alcun limite
di spazio e di tempo !
Cari lettori, se avete letto attentamente fin qui, diteci come si fa a
non farsi "accendere una lampadina" dentro al cervello, riflettendo
attentamente su un principio fisico, che obbliga una particella ad "adeguarsi" all'altra, fosse l'altra portata ai confini dell'Universo ?
Come si fa a non ravvisarci un
sistema per comunicare tra la Terra e Marte istantaneamente e poi a
non accorgersi che o Terra-Marte o Terra-Galassia Andromeda non cambierebbe niente e il principio
rimarrebbe a far funzionare la trasmissione fino alla distanza di 13,7 miliardi di anni luce. (Ai
confini del cosmo) ?
A parte questa emozionante constatazione che le distanze si annullano e si abbattono i tempi di
propagazione delle onde elettromagnetiche, che volano massimamente
alla velocità della luce, non meno si resta trasecolati alla semplice
idea che uno può andare a
11.000 metri sottacqua nella fossa
delle Marianne, portandosi dietro un piccolo apparato elettronucleare
e può tranquillamente
comunicare con il proprio ufficio, ubicato magari
dalla parte opposta del globo terrestre.
Sinceramente
si resta col fiato mozzato solo a pensare che un dispositivo del
genere darebbe modo a due
interlocutori di rimanere letteralmente "attaccati", pur scorrazzando per l'Italia ! È proprio l'idea
che qualcosa possa comunicare senza alcunché che medi la comunicazione,
a far rimanere a dir poco trasecolati e senza parole per alcuni minuti.
Ci si sente come quando uno si
sveglia dopo un bel sogno.
Un
esperimento archivialo per mancanza dì
spiegazioni
Una ventina di anni or sono tra
Roma e Ginevra avvenne il più impressionante fenomeno dì tutta
la storia della Scienza: 2 elettroni accoppiati erano stati separati a
Roma all’I.N.EN. (Istituto Nazionale dì Fisica Nucleare) e uno
dei
due è stato portato (non certo in un fazzoletto da naso, ovviamente bisogna confinarlo in un contenitore
magnetico, con complicatissimi accorgimenti) a Ginevra al C.E.R.N. (Centro Europeo di Ricerche
Nucleari).
Ebbene, il Fisico su a Ginevra si è
messo a
"giocare" con l'elettrone, cambiando il suo
spin, e sapete
che cosa è capitato ?
Anche lo spin
dell'elettrone rimasto a Roma si è girato ! Come vuole la legge
di
esclusione di W. Pauli. Quello che non hanno potuto sopportare i Fisici è stato di non poter
capire perché la cosa accadesse
con 1000 km "di mezzo".
Negli ambienti "scientistici"
quando una cosa non si spiega, si
fa come se non fosse mai accaduta. Quando a Darmstadt nel Febbraio 1996 non si spiegavano come
mai il montaggio dell'atomo fino al n° 112 fosse proceduto bene
e poi dal n° 113 in poi qualcosa si opponeva all'assemblaggio,
la reazione dei Fisici è stata dì far
finta che vi fosse un problema
tecnico.
Esaminare la possibilità
che a 112 vi fosse il
"capolinea" ? Non aderente ai "protocolli" !
Cosi come quando nell'Ottobre
2000 a Ginevra il Bosone di Higgs
non è venuto fuori dal L.e.p., spegnere tutto senza due parole ai cronisti, in
attesa del Nobel di P.
Higgs, è stato naturale.
Sebbene
qualcuno volle l'archivio dello "spaventoso" esperimento, nottetempo, ai tempi attuali, si ripresenta
l'occasione per capire finalmente quello che in Fisica
è rimasto
coperto da un velo:
tra l'Italia e la Svizzera è stato progettato il famoso esperimento dì
"collegamento" tra il Laboratorio sotterraneo
del Gran Sasso e il C.E.R.N di
Ginevra !
Il collegamento si basa sull'uso
dei neutrini. Quello che é paradigmatico è che deve avvenire "sottoterra".
Bisognerebbe andare a dire ai Fisici del C.E.R.N e
dellT.N.FN, che il collegamento "quella volta" dello spin, avvenne
già nel più "grande, perfetto e "pervio"
"sotterraneo" che si possa immaginare.
Il sotterraneo che
connette insieme tutti gli atomi dell'universo.
Un sotterraneo attraversato da
un'orda di...
tachioni.
Come funziona l'interconnessione dello spin
Quando qualche bizzarro personaggio di periferia asserì, che esistono particelle che viaggiano a
velocità di gran lunga superiore alla velocità della luce, fu preso
per matto.
A questo punto pensiamo
di poter far conciliare la serietà della Fisica, con la "poesia"
dei "precursori" di grandi verità, che hanno avuto solo la colpa (se di colpa si
può parlare) di usare il linguaggio della Fisica, inadeguato
a descrivere fenomeni "enormi".
Vediamo insieme dov'è l'inghippo,
che poi è della stessa natura concettuale della "gravita": la
constatazione che la gravita di un astro "viene giù" (viaggia
?!) più
veloce dei classici 299.793 km al
secondo, suscita ai fisici il dubbio che "prenda una
scorciatoia", se
non ci sono i
tachioni.
Nell'articolo del n° 9 “E se la gravita
viaggiasse all'interno degli atomi ?
ho già affermato che la gravita
non sorpassa la luce, ma viaggia
dentro gli atomi, mentre la luce viaggia fuori, e
luce e gravita non
si
incontreranno mai.
Il punto concettuale è che il verbo
"viaggiare", per qualcosa che
"fluisce" (ma di fatto non fluisce niente !) dentro il "sotterraneo"
atomico, è decisamente improprio. Tuttavia l'idea di un'orda di scalmanate "particelle" (immaginarie),
che sfrecciano come diavoli, sembra irrinunciabile.
La "chiave" è tutta nella parola
immaginarie, (momento di riflessione).
Abbiamo il "luogo" di un enorme
cunicolo tutto nero,
basta pensarlo popolato di una folla oceanica di entità sfrecciami in modo superluminare,
ed ecco comparire nella scena dei concetti di Fisica i
tachioni, che poi urtano profondamente i fisici !
Del resto al Creatore è bastato immaginare noi, ed eccoti gli umani
con annessi e connessi !
Onore al
merito per il "pensatore" dei
tachioni, dunque.
Sufsum
cordis,
(In
alto i nostri cuori, per chi lo ha cuore !).
Separare i gemelli
Analizzeremo attentamente cosa
avviene a due elettroni "gemelli"
una volta "separati".
La prima cosa
da comprendere è che le particelle e quindi gli elettroni, altro non sono, che "spaziature" esterne
al vuoto quant-omeccanico, separate
da una "intelaiatura" di vuoto quanto-meccanico medesimo.
I 2 elettroni dell'atomo di
Elio, per esempio,
sono ben intelaiati al 1° livello quantico. Resta
da dire che sono separali da un "diaframma" sottile
dell'intero telaio, per cui uno ruota a spin su e l'altro a spin
giù. Staccarli l'uno dall'altro significa separare
l'Idrogeno dall'Elio, e poi ?
E poi "estendere" la Parete di Bloch
fatta di vuoto quanto-meccanico del 1° elettrone, tanto quanto
ci vuole per star dietro a quella dell'elettrone gemello, fino
alla
distanza di allontanamento.
Come si "trasmette" l'eventuale inversione di
spin di uno dei 2. all'altro,
separato ?
Il Professor Marco Tomaselli, collega e amico, è Cattedratico di Fisica a Darmstadt e Scienziato del
G.S.I Tedesco.
Si occupa di accoppiamento degli spin. Per potersene occupare ha dietro una carriera
spaventosa, migliaia di pubblicazioni, parla 5 lingue.
È sorpreso
a sentir dire che gli spin elettronici possano accoppiarsi senza
un
"mediatore". Solo il concetto di Vuoto Quanto-meccanico eliminerebbe
tutto lo sconcerto.
Posto
però che sia accolto dalla
Comunità
scientifica.
Quello che si deve ammettere è
che l'atomo è "bucato".
Anzi, che altro non è che un buco, dove girano intorno elettroni
e protoni e tanta altra roba che è noioso nominare.
Altresì, che
tutto ciò che c'è da quel buco in "fuori" è il
mondo esterno,
misurabile e a contatto con tutti gli altri atomi
grazie all'emissione
fotonica; e tutto ciò che riguarda il "dentro" non
è più ''misurabile" ed
è a contatto "intimo"
con tutti gli altri atomi, senza
esclusione di nessuno questa volta, a mezzo di un oceano
dove tutto "naviga" istantaneamente. Arricchendosi di una nozione
così, la Fisica si
eleva a scienza che studia non solo ciò che nasce (Phyo
= ciò che nasce), ma anche ciò che c'è da sempre.
Già, perché
il vuoto quanto meccanico, se non si fosse capito, è lì da sempre, anche da prima del "big bang". Solo
che "prima" non potevano esserci
fisici a studiarlo !
Sebbene sia ampiamente dimostrato che gli elettroni accoppiati (o i fotoni) restano interconnessi
e che lo spin si "adegua" da Ginevra a Roma, altro sarebbe
l'impatto
emotivo di una voce e di una immagine, in arrivo da centinaia
di milioni di chilometri.
Le forti
emozioni scuotono la "coscienza collettiva" e mettono in ginocchio gli scettici a oltranza.
Pertanto avremmo bisogno di un Istituto di Fisica Nucleare che ci mettesse a disposizione l'attrezzatura
per separare due elettroni appaiati di un atomo e poi "mantenerli
in vita" onde poterne invertire lo spin in modo sequenziale a
frequenza sufficiente per "portarci" audio + video e infine poter rivelare a distanza lo spin dell'altro
elettrone, ripristinando la "sequenza", portante suono e immagini.
Al di là del prodigio scientifico, fa riflettere che si
annullino tutte le distanze.
È il
caso di inginocchiarsi
di fronte ad un così
grosso
Mistero !!!
Non
abbiate paura.
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Della questione del trasmettitore a spin è
stata informata la
Direzione dell'I.N.FN. nella
persona del Prof. Mario Calvetti, per esaminare la richiesta
di poter fornire
i mezzi tecnici elettro-nucleari, necessari a mettere a punto i
complessi, ma non enormi, dispositivi su cui si basano gli apparati di
ricetrasmissione
istantanea a spin.
By dr. Massimo Corbucci
Bibliografia
II cosmo intelligente,
E Davies - Mondadori & De Agostini Edizioni.
Dio e la nuova fisica,
E Davies - Oscar Saggi Editore
Mondadori
L’Universo elegante,
B. Greene
- Einaudi Editore
Le forze profonde che spiegano il cosmo,
M. Rees - Rizzoli
Editore
Oltre la scienza sensoriale, R
Seymour -
Longanesi &r C Edizioni
La danza dei maestri Wu Li,
G, Zukav - Corbaccio Editore
La Scienza
1° vol. -
La Biblioteca
di Repubblica
Le meraviglie del cielo,
R
Candy - II Castello Edizioni
Anticipazioni:
La "materia" (da mater), che si occupa di ciò che
c'è da sempre, se vi interessa saperlo è la Matematica.
Sul prossimo numero, il 15, ci sarà l'articolo di
Matematica che parlerà dell'Infinito
Assoluto.
Pensate che stranezza:
l'Infinito poco "potente" dei numeri interi e l'infinito
a "due stelle" dei punti della rena e l'infinito ''capitano"
dei punti sul piano e il "maggiore" dei punti dello
spazio tridimensionale, sono stati una "conquista" intellettuale
dove hanno svolto la loro opera personaggi come Pitagora, Galileo, Cantor,
Godei, Cohen.
L'Infinito Assoluto, invece, era lì da sempre e
nessun Matematico se ne è accorto, perche' tutti gli uomini dì
Scienza sono stati sempre convinti che il "mondo" fosse ciò che
si vede fuori e solo guardando fuori si sarebbero potute lare
"scoperte".
I proto-Filosofi dell'antica Grecia invero lo
dissero: «Cercate di guardare
dentro...!».
Ironia della sorte, il fondatore della Fisica, Galileo Galilei
ha dato inizio alla Scienza dopo la sua gloriosa "verifica" sperimentale, che i corpi (a prima vista !) cadano
a
terra con la stessa accelerazione "g".
La
Fisica
oggi deve essere
riveduta e corretta,
dacché effettivamente non cadono a terra con la stessa "g".
Si e scoperto l'inghippo guardando "dentro" l'atomo e prendendo atto della
"sorpresa", che anche Galileo avrebbe capito, se solo avesse
avuto a disposizione un cronometro ad alta
precisione.
La vecchia storia della Terra che gira intorno al
Sole e
non viceversa, è un malinteso dei moderni; il
dramma di Galileo, riassunto nella frase "eppur si muove" non ha
a
che vedere con la questione copernicana, bensì con il
tentativo di spiegare come mai
la Terra tosse "attratta".
Fini per occuparsi di ciò Newton, stravolgendo le
intenzioni di Galileo, il quale non avrebbe mai
voluto essere il precursore di una "meccanica" che, a partire da F =
ma, da per scontata la liceità di pontificare la "gravitazione universale" !
La Terra è attratta dal Sole per tutt'altro meccanismo, che
non una corrente di "mediatori" in "palleggio" tra una
stella e un pianetino.
Quello che serve per dimostrare:
1)
Che l'atomo è "bucato".
2)
Che lo spin si trasmette a tempo 0.
Sarebbe l'annuncio TV dell'avvenuta trasmissione
a
spin ! Lo spin si trasmette a tempo 0, ci
vorrebbe un annuncio televisivo dell'avvenuta trasmissione a spin, con
esito positivo ovviamente.
Tratto da: Scienza &
Conoscenza - n° 14, 2005
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Trasmissione a Laser - Comunicazione laser
Il trasferimento dei dati sarà cento volte più veloce di
quanto avviene con le onde radio. Lo promettono i primi test
effettuati da un istituto tedesco
Ricevere le immagini di Google Earth
o le foto del telescopio Hubble in tempo reale potrebbe presto
essere realtà. Un istituto tedesco ha infatti sperimentato un
sistema di comunicazione basato sul laser che consentirà di
trasferire i dati con una velocità cento volte superiore
a quella possibile con le onde radio.
La tecnologia è stata messa a punto dai ricercatori del
Fraunhofer Institute for Laser Technology di Aquisgrana per
conto della società Tesat GmbH & Co. nell’ambito di un progetto
finanziato dal
Centro Aerospaziale Tedesco (Dlr).
I test sono stati eseguiti su due
satelliti: il tedesco TerraSar-X e lo statunitense Nfire. Grazie
alla tecnologia laser, i dati sono schizzati, letteralmente, tra
i due satelliti alla velocità della luce, coprendo più di
cinquemila chilometri senza andare incontro neanche a un errore.
Il laser ha permesso di trasferire, in un’ora, una quantità di
dati pari all’informazione contenuta in 400 Dvd e ha garantito
una maggiore precisione nella trasmissione, grazie alla
semplicità del sistema di puntamento.
Secondo i ricercatori, il nuovo sistema consentirà di
trasferire una grande mole di informazioni in poco tempo e
di inviare con maggiore efficienza e in tempo reale, per
esempio, le immagini del pianeta riprese dai satelliti alle
stazioni terrestri, cosa non possibile con le onde radio.
Prima di essere installati sui satelliti, i moduli che
contengono il laser hanno dovuto superare alcuni test mirati a
verificare la loro resistenza in condizioni estreme di
temperatura, accelerazione e radiazioni gamma.
“Il modulo”, afferma Martin Traub, il coordinatore del progetto,
“è grande quanto una scatola di fiammiferi e pesa circa 130
grammi, come una barretta di cioccolato”. Per ottenere questo, è
stato necessario scegliere i materiali con grande accuratezza.
La prossima sfida sarà riuscire a dissipare l’elevato calore che
i dispositivi producono, nonostante le loro piccole dimensioni.
(c.c.)
Tratto da galileonet.it
Commento NdR: Siamo ancora lontani dal Trasmettitore a
Spin... di Corbucci !
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