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TESLA: UN TALENTO
SCOMODO
Secondo la Bibbia
nelle cosiddette "sacre scritture", all’inizio
della Genesi, il
"mondo"
era immerso nelle tenebre quando Dio disse: "Sia la
luce. E la luce fu !"
Il fiore di loto si era schiuso e
la luce aveva inondato l’intero
Universo; la divinità si
era risvegliata.
Oggi tutti noi ripetiamo quel gesto quando entriamo in
una stanza immersa nel buio e premiamo l’interruttore
che permette alla corrente elettrica di correre lungo il
filo fino alla lampadina che, accendendosi, illumina
l’ambiente. Abbiamo il difetto di dare molte cose per
scontate a causa del loro uso quotidiano, come fosse
sempre stato così, ma avere la luce, dopo che il sole
cala dietro l’orizzonte e le tenebre nascondono il mondo
nel buio assoluto, è sempre stato un antico problema
dell’uomo.
La pallida luce lunare non era soddisfacente e il fuoco
di difficile trasporto e di breve durata; doveva essere
mantenuto acceso e un solo falò, o una sola fiaccola,
non fornivano luce a sufficienza. Venne adottato l’uso
di una ciotola piena d’olio o di grasso, dove uno
stoppino immerso nel liquido forniva, una volta acceso,
una luce più efficace, trasportabile e duratura.
Col tempo si giunse alla candela di sego o di cera, più
comoda e di basso costo; in uso fin dal 3000 a.C..
La svolta importante nel 1892 quando William Murdock
scoprì che, bruciando il carbone, veniva prodotto un
gas. Il gas sottoposto a calore generava la luce.
I lampioni a gas rischiararono così alcune città;
venivano accesi la sera e spenti all’alba. Il gas però
era molto pericoloso per le frequenti le fughe dovute
all’usura e rottura delle tubazioni che servivano per il
suo trasporto. Non tutte le abitazioni erano dotate
delle tubazioni per l’erogazione del gas e per molti
anni furono usate ancora le lampade a petrolio.
Nel 1875 molti fabbricati erano illuminati con gas
combustibile. Nelle lampade venivano messe delle
reticelle, ideate da Welsbach, che intensificavano la
luce.
Alva Edison ricercando un sistema migliore e più sicuro
avvalendosi dell’invenzione di Swan, consistente in
ampolle prive dell’aria dove si accendeva una striscia
di carta quando veniva attraversata dalla corrente
elettrica, ideò altri tipi di ampolle; usando diversi
tipi di gas e altri materiali filiformi al posto della
striscia di carta ottenne lampade a petrolio più
efficaci.
Quando Edison aprì la prima centrale elettrica a
corrente continua il buio venne eliminato col semplice
scatto di un interruttore.
Il nuovo sistema
d’illuminazione aveva molti limiti ma da quel momento
l’uomo poté dire: "sia fatta luce" ed ottenerla.
Ma la lampadina da sola non basta, è necessario che vi
sia la corrente elettrica, l’elettricità.
Come e da dove proviene l’elettricità ?
Distrattamente e profondamente inseriti nel sistema non
lo chiediamo, fa parte delle cose acquisite; è più
facile chiedersi perché d’un tratto viene a mancare
perché non può, non deve... Come facciamo senza la luce,
senza elettricità ? Tutto si ferma.
Non si può lavorare,
il computer si spegne; restiamo senza televisione;
diventa difficoltoso anche preparare da mangiare;
diveniamo prigionieri degli ascensori; le comunicazioni
si complicano; nelle strade cittadine il caos; un vero
incubo.
Per dare forma ad una parte dell’incubo pensiamo al
frigorifero, recente invenzione che funziona grazie
all’elettricità. Che fine farebbe la nostra spesa ? Fino
a pochi decenni fa per la conservazione dei cibi si
faceva uso del sale, delle spezie e del ghiaccio.
Siamo elettro dipendenti, condizionati
dall’elettricità, peraltro già conosciuta in un remoto
passato.
In Egitto, nel tempio di Hator a Dendera, lo
testimoniano le Pietre delle Serpi, bassorilievi che
mostrano enormi bulbi trasparenti con all’interno
sinuose serpi, collegati attraverso cavi a treccia al "Djed"
che, nel caso, assumerebbe la funzione di generatore.
I
bassorilievi ricordano le lampade a luminescenza e le
ampolle in atmosfera rarefatta, create dall’inglese
William Crookes nel 1879; lampade che permisero a
Roentgen di scoprire i raggi X nel 1895.
Fra i bassorilievi del tempio possiamo vedere
rappresentato anche il procedimento dell’elettrolisi.
Ricordiamo le pile di Bagdad scoperte da Konig
Un antico documento indiano conosciuto come Agastya
Samhita fornisce una serie di istruzioni per costruire
una batteria elettrica.
Cronache antiche di commercianti parlano di un
villaggio presso il monte Wilhelmina, in Nuova Guinea,
illuminato da globi di pietra posti su altissimi pali
che al tramonto iniziavano a brillare di una strana luce
bianca, simile a quella dei nostri neon, illuminando la
notte. Fatto curioso perché sono abbastanza recenti
esperimenti per ottenere una luminescenza da pannelli e
oggetti percorsi da correnti deboli senza l’uso di
filamenti e bulbi.
Dopo che Talete di Mileto e Plinio il Vecchio
studiarono per primi le proprietà elettriche dell’ambra,
l’uomo si dimenticò come tale energia si poteva ricavare
e piombò nel buio per secoli.
Fu William Gilbert, medico della regina Elisabetta, a
riscoprire l’elettricità strofinando proprio l’ambra
sulla lana e sulla pelliccia, accorgendosi di poter
attirare piccoli oggetti leggeri, come la carta.
Chiamò la strana forza "elettrica" dal nome greco
dell’ambra Elektron. Si trattava dell’elettricità
statica (1).
Gli elettroni si trasferiscono da un materiale isolante
all’altro, quindi i vuoti lasciati dagli elettroni
dell’ambra vengono rimpiazzati dagli elettroni contenuti
nella carta. Lo spostamento si chiama carica, ma se
questa avviene in un conduttore la carica in movimento
genera una corrente che fluisce nel conduttore e cessa
di essere statica.
Gilbert studiò l’elettricità e il magnetismo, comprese
perché l’ago della bussola punta sempre verso il nord.
(2)
Scoprì che pezzi di ambra carenti di elettroni si
respingevano mentre si attiravano se gli elettroni erano
in eccesso. Benjamin Franklin denominò i due tipi di
elettricità positiva, se carente di elettroni, e
negativa, con elettroni in eccesso, enunciando che due
cariche uguali si respingono mentre, se diverse, si
attraggono.
Nel 1746 due studiosi dell’Università di Leida
inventarono un apparecchio per raccogliere l’elettricità
statica, un condensatore chiamato "bottiglia di Leida".
Venne dedotto che maggiore era la quantità di
elettricità accumulata, più lunga la scintilla prodotta
dagli elettroni; l’argomento era la tensione della
carica.
Nel 1785 August De Coulomb inventò la bilancia di
torsione per misurare il campo elettrico dimostrando che
la carica si distribuisce in modo uniforme sopra una
superficie sferica.
Cosa confermata anche da Beccaria con il suo pozzo e da
Faraday con la sua gabbia.
Hans Christian Oersted sviluppò la teoria
elettromagnetica e nel 1826 Ampère enunciò le leggi
dell’elettromagnetismo inventando lo strumento per
misurare il flusso della carica elettrica; George Ohm
declamò la legge sulla resistenza elettrica; Volta diede
forma alla prima pila; Faraday al primo generatore
elettrico, la dinamo e l’alternatore; nel 1859 Pacinotti
col suo anello trasformò l’energia meccanica in energia
elettrica continua; nel 1866 Heinrich Hertz scoprì le
onde elettromagnetiche; nel 1880 Alva Edison costruì la
prima centrale brevettando un sistema di distribuzione.
Un anno dopo Edison e Graham Bell crearono la "Oriental
Telephone Co.".
Nel 1882
Edison attivò il primo sistema di
distribuzione dell'energia al mondo.
A questo punto compare un personaggio definito
"dimenticato benefattore dell’umanità" e che morì
nell’anonimato in assoluta povertà:
Nikola Tesla.
Colui che ha inventato la famosa Bobina che porta il
suo nome per produrre l’alta tensione necessaria al tubo
catodico del televisore, fornita da un generatore Tesla,
attraverso il trasformatore Tesla e trasportata da un
sistema trifase Tesla.
Nikola nacque il 10 luglio 1856 a Smiljan in Croazia,
secondo maschio dei cinque figli del reverendo ortodosso
Milutin. Studiò al "Real Gymnasium" di Carlstadt,
ingegneria al Politecnico di Graz e all’Università di
Praga.
Dopo aver lavorato nella società telefonica di Budapest
trovò lavoro a Parigi nella "Continental Edison" filiale
della "Edison Electric Light". La Continental non
attraversava un felice periodo in seguito ad un
incidente avvenuto durante l’inaugurazione del nuovo
sistema di illuminazione a Strasburgo, che aveva messo
in pericolo la vita dell’imperatore tedesco Guglielmo I.
Edison produceva solo dispositivi a corrente continua,
dinamo, motori e sistemi di illuminazione.
Gli investimenti erano cospicui. Tesla, convinto di
vedere realizzati i suoi progetti sulla corrente
alternata, parlava con chiunque fosse disposto ad
ascoltarlo e, durante una partita a biliardo, il
caporeparto, tale Cunningham, gli propose di creare una
società con lui.
Tesla non capiva niente di mercato e commercio e quindi
rifiutò; se invece avesse accettato quell’offerta la sua
vita e la nostra sarebbero radicalmente cambiate.
In seguito agli incresciosi fatti di Strasburgo, quale
migliore ingegnere della Continental, fu inviato in
quella città allo scopo di realizzare un regolatore
automatico delle dinamo, con la promessa di un premio di
25.000 dollari.
Inutile dire che riuscì nell’impresa ma non ottenne il
premio promesso.
In quel periodo, nel tempo libero, costruì il primo
motore a corrente alternata oltre ad un generatore a due
tempi per alimentarlo.
Alva Edison aveva inviato a Parigi un amico consulente
di cui si fidava, Charles Batchellor, il quale
ascoltando le idee di Tesla considerò che era meglio
averlo dalla propria parte. Scrisse a Edison una frase
rimasta celebre: "Conosco due grandi uomini, tu sei uno
di loro; l’altro è questo giovane…".
Secondo Batchellor, Tesla, avrebbe evitato il costo di
numerosi esperimenti, dato che il giovane inventore
prevedeva tutte le conseguenze prima di sperimentare i
congegni ideati. Convinse Nikola che a New York avrebbe
coronato i suoi sogni e lo spinse a partire.
Edison stava per ricevere l’aiuto desiderato per le sue
dinamo a vapore che non erano sufficienti ad accendere
tutte le lampade dei clienti; non oltre 400. Avrebbe
dovuto accoppiarle fra loro, ma non conosceva la
sincronizzazione degli impulsi elettrici. L’arrivo di Tesla fu più che opportuno. Appena sbarcato aggiustò le
bobine dell’Oregon, prima nave con l’illuminazione
elettrica, che in seguito ad un guasto avevano lasciato
l’imbarcazione al buio e si presentò a Edison pronto a
perfezionare i progetti dei generatori della sua
centrale elettrica. Alva gli promise un compenso di
50.000 dollari a lavoro compiuto.
In un anno sfornò ben ventiquattro tipi diversi di
dinamo a corrente continua, capaci di generare maggiore
corrente, semplici da regolare ed accoppiare; il tutto
assistito da un sistema che assicurava la sincronia
negli impulsi di corrente.
Edison brevettò le bobine e le sostituì; ma non premiò Tesla. Quando questi si presentò a reclamare il suo
compenso l’americano gli disse: "Tesla, ma lei non
capisce l’humor americano..."
Il croato si licenziò.
Fortunatamente per lui, Edison non aveva il controllo
dell’industria americana dell’elettricità e trovò altri
finanziatori; ma solo per produrre lampade ad arco
destinate all’illuminazione pubblica. Anche in questo
caso fu raggirato e il suo sogno dovette attendere.
Per vendere motori a corrente alternata, occorreva
erogare energia alternata a mezzo di idonei cavi,
scatole di raccordo, trasformatori, contatori per le
abitazioni. I suoi soci non disponevano di ingenti
capitali per portare avanti un tale progetto ed erano
interessati solo alla produzione di lampade ad arco più
redditizie.
Tesla compì una nuova impresa, le lampade prodotte
all’epoca da Paul Joblochkoff erano composte da due aste
parallele di carbone, separate da gesso e inserite in
tubi di ottone collegati alla corrente; all’apice un
filo di carbone che bruciando produceva luce. Duravano
solo novanta minuti. Tesla dopo due anni fornì lampade
ad avviamento automatico dotate di un meccanismo di
alimentazione che permetteva di sostituire le aste di
carbone quando si consumavano. Il sistema venne adottato
per l’illuminazione pubblica e per le fabbriche.
L’impianto di Edison non avrebbe mai funzionato ai
voltaggi di oggi; Tesla aveva scoperto che si poteva
trasformare il voltaggio dell’elettricità a corrente
alternata, aumentandolo o diminuendolo a mezzo di un
trasformatore.
Avrebbe trasmesso corrente ad alto voltaggio e bassa
corrente attraverso cavi sottili.
L’impianto del croato avrebbe messo in pericolo coloro
che avevano investito nel sistema a corrente continua.
Quando Edison fondò la "Edison Electric Light" ottenne
2500 azioni; ai capitalisti che finanziarono l’impresa
ne vennero assegnate altre 500: la "Western Union
Telegraph", il banchiere J.P. Morgan ne facevano parte.
Ma la società non stava tenendo fede alle promesse di
vendita ed Edison non voleva che la cosa si risapesse.
Doveva costruire altre centrali, per ridurre i costi ma
i finanziatori non volevano rischiare altro denaro.
Inoltre aveva una causa in corso contro Westinghouse che
produceva lampade con brevetto Edison senza pagare le
royalty.
L’Oregon aveva fatto richiesta di risarcimento
in seguito al guasto delle bobine, la moglie era
gravemente malata. Quando Tesla giunse a New York,
Edison aveva il problema di inviare la corrente oltre
gli ottocento metri della sua centrale, i suoi proventi
erano rappresentati solo dalla vendita di impianti
d’illuminazione completi a privati o imprese, questo
perché non essendo esperto nel campo dell’elettricità
non metteva in pratica la legge di Ohm.
Un filo tende a surriscaldarsi e fondersi se il carico
è elevato e, per la nota
legge di Ohm, maggiore è la
corrente che passa attraverso il filo, maggiore sarà la
caduta di tensione. Quindi si può avere un alto
voltaggio e poca corrente, oppure alta corrente e un
basso voltaggio; ossia la capacità dell’elettricità di
correre lungo il filo e portare un numero sufficiente di
elettroni che arrivino alla lampadina. Maggiore la
lunghezza del filo, maggiore deve essere il voltaggio, diminuendolo poi quando la corrente entra
nell’abitazione, affinché non rappresenti un pericolo
mortale.
Tesla aveva tenuto conto di tutto questo e scoperto che
la corrente ad alta frequenza non viaggia all’interno di
un filo, ma al suo esterno. È il famoso effetto pelle o
di Kelvin, per questo vengono utilizzati fili di acciaio
rivestiti di rame. L’acciaio rende il filo resistente
mentre il rame fornisce una bassa resistenza dove scorre
la corrente.
I fulmini che colpiscono un aereo non mettono in
pericolo i passeggeri al suo interno dato che la scarica
corre sulla superficie della fusoliera. Per questo Tesla
usava dare spettacolo facendosi passare dalla corrente a
250.000 volt.
Nel frattempo Tesla era stato abbandonato dai suoi
finanziatori e costretto a guadagnarsi da vivere
scavando fossi.
Nel 1886 presentò un brevetto per un
motore elettromagnetico e, parlando dell’invenzione con
il suo caposquadra, ebbe l’occasione di avvicinare
l’avvocato Charles Peck, il quale, coinvolgendo l’amico
Alfred Brown sovrintendente della "Western Union
Telegraph" a dividere i rischi, si offrì di fornire un
finanziamento. Nacque la "Tesla Electric Company".
Tesla iniziò a lavorare al suo motore a corrente
alternata. Poteva produrre un campo magnetico rotante
iniettando due correnti alternate in una coppia di
bobine poste ai lati opposti dello statore. Si poteva
modificare il voltaggio e usare fili sottili per portare
l’elettricità a lunghe istanze; un trasformatore
riduceva e aumentava la corrente.
Fece domanda all’ufficio brevetti e gli furono concessi
ben 30 brevetti diversi. La comunità scientifica lo
invitò a tenere una conferenza. Divenne il padre della
moderna elettricità. Peck e Brown decisero di vendere il
brevetto a chi avesse offerto di più.
La conferenza tenuta all’"American Institute of
Electrical Enginers" suscitò l’interesse di George
Westinghouse, ingegnere elettronico, il cui padre
possedeva una fabbrica che produceva materiale rotabile
per lo stato di New York. George aveva inventato lo
scambio di rotaia e il freno ad aria compressa; secondo
Brown era la persona giusta per commercializzare il
prodotto di Tesla. Era inoltre la persona che voleva
scalzare il sistema di Edison. Westinghouse offrì a
Tesla 25.000 dollari più 50.000 in azioni e royalty di
2,50 a CV.
Era in corso la "guerra delle correnti". Westinghouse
senza pagare le royalty produceva lampade Edison e
questo spinse Edison a intraprendere una campagna
denigratoria delle tecnologie utilizzate dal
concorrente.
Fece stampare opuscoli dove sottolineò il pericolo
derivante dall’uso dell’alto voltaggio usato nei sistemi
ad arco e dimostrò, servendosi di alcuni animali come
cavie, quanto poteva essere pericolosa la corrente
alternata.
La campagna denigratoria produsse l’interessamento
dell’Assemblea Legislativa che promulgò l’uso della
sedia elettrica al posto dell’impiccagione, utilizzando
alternatori Westinghouse.
La cosa forse influenzò anche la sentenza del
tribunale; causa e ricorso furono vinti da Edison
nonostante che Westinghouse dimostrasse che Alva non
fosse esperto di elettricità. Ma Edison era in piena
crisi, non sapeva come pagare gli stipendi ai suoi
duemila dipendenti e come comprare la materia prima per
far fronte agli ordini che giungevano numerosi, perché
incassava solo dopo la consegna.
La "Edison Electric"
era stata creata per riscuotere le royalty e i banchieri
che la gestivano proposero allo scienziato di comprare
le sue fabbriche e formare una nuova società che si
chiamò "Edison General Electric Company".
Il processo aveva messo in crisi anche Westinghousee.
Charles Coffin che dirigeva la "Thomson Houston"
concluse un accordo con la "Edison General Electric"
divenendo presidente di una nuova società che,
eliminando il nome Edison, si chiamò "General Electric".
La fusione fra la "US Electric Company" e la
"Consolidate Electric Light" diede vita alla "Westinghouse
Electric Manufacturing Company" e i brevetti di Tesla
furono svenduti ai banchieri.
Tesla parlava di una distribuzione senza fili. Al di là
del risparmio del rame, chiunque poteva avere l’energia
elettrica gratuitamente attraverso la collocazione di
una semplice antenna; come potevano le compagnie
ricavare profitti ?
L’energia elettrica veniva fornita a
mezzo di un filo, se l’utente non pagava, i fili
venivano recisi e il banchiere tutelato. Come si poteva
disconnettere gli utenti morosi se i fili non esistevano
?
Le idee del croato andavano contro gli interessi dei
banchieri come Morgan. L’elettricità doveva rimanere in
mano alle compagnie, non poteva essere distribuita
gratuitamente.
In quel periodo l’inventore effettuò un giro in Europa;
prima Londra, poi Parigi, infine al capezzale della
madre morente.
Ritornò in America giusto in tempo per aiutare Westinghouse che finalmente era riuscito a produrre una
lampada senza violare i brevetti della "General Electric".
Il primo gennaio del 1893 ben 96.620 lampade a
incandescenza, alimentate dai generatori Tesla,
illuminarono i locali della Esposizione Universale di
Chicago dedicata a Colombo. Westinghouse inoltre aveva
stipulato un accordo con la "General Electric", che
aveva adottato la nuova tecnologia, cedendo i diritti
sui brevetti di Tesla allo scopo di presentare un
offerta congiunta e realizzare una centrale elettrica
alle cascate del Niagara. La realizzazione del progetto
venne affidata ad un ingegnere scozzese tale George
Forbes; la centrale avrebbe utilizzato tre generatori
Tesla da 5.000 cavalli vapore. Forbes costruì un canale
a monte per portare l’acqua alla centrale e alle turbine
attraverso un tubo di due metri di diametro; l’acqua
dopo aver percorso un tunnel riaffluiva nel fiume
proprio sotto le cascate. L’apertura avvenne nel 1895;
era nata la "Niagara Falls Power and Conduit Company",
definita la più importante opera di ingegneria mai
realizzata e Nikola Tesla divenne il più eminente
scienziato e ricavò 500.000 dollari oltre alla libertà
di continuare i suoi esperimenti.
In quel periodo cominciò a studiare la velocità di
inversione, ossia la frequenza. Costruì trasmettitori
capaci di amplificare i segnali elettrici per giungere a
frequenze e voltaggi mai raggiunti, le famose bobine di Tesla, che generavano scintille lunghe fino a 40 metri.
Scoprì che ogni oggetto possiede una naturale frequenza
e, se sollecitato su tale frequenza, iniziava a vibrare
fino a raggiungere il punto di rottura. Nei suoi
esperimenti utilizzando correnti di diverse frequenze
riuscì a produrre voltaggi altissimi. Costruì un
vibratore senza parti mobili e lo collegò ad un
condensatore; insieme risuonavano un milione di volte al
secondo. Ideò un sintonizzatore che divenne la base di
tutte le radio e televisori; inventò una lampadina senza
fili, togliendo l’aria da un tubo di vetro, che si
illuminava quando veniva messo a contatto con un campo
elettrico ad alta frequenza. In quel periodo costruì le
prime lampade a fluorescenza, i neon; inoltre un tubo
che emetteva raggi "X", il circuito di sintonia, il tubo
catodico, il microscopio elettronico, e la famosa
"bobina" per generare altissimi voltaggi.
Ideò luci fluorescenti senza fili con le quali illuminò
il laboratorio. Aveva installato un filo elettrico
intorno alle pareti esterne dove faceva passare corrente
elettrica ad alta frequenza, attraverso un alternatore
speciale; tale circuito radio diffondeva la corrente che
veniva raccolta in cuscinetti di filo collegati ai
terminali posti ad ogni lampada fluorescente che
funzionavano in tal modo con corrente senza fili.
La bobina altro non è che un trasformatore di risonanza
che permette la produzione di corrente alternata usando
sistemi polifase che si basano sull’induzione magnetica
con il passaggio di corrente in più fasi.
Due bobine concentriche di filo di rame avvolto con
centinaia di spire, un condensatore e uno spinterometro
producono un campo magnetico rotante. Meccanismo alla
base degli alti voltaggi dei tubi catodici delle TV.
Rendendosi conto che una valvola rilevava onde radio
descrisse le caratteristiche basilari dell’impianto
radio prima di Marconi: un’antenna, un collegamento a
terra, un circuito per la sintonizzazione, un impianto
di ricezione, uno di trasmissione, sintonizzati uno
sulla risonanza dell’altro, un detector dei segnali.
Tutto perché aveva scoperto che il passaggio della
corrente ad alta frequenza attraverso una bobina e un
condensatore generava un effetto di risonanza a distanza
senza bisogno di fili.
Nel 1897 presentò al Madison Square Garden il primo
sommergibile radiocomandato. In una gigantesca vasca
girava una barca lunga un metro e mezzo dotata di luci
colorate e una antenna; Tesla ne dirigeva a voce i
movimenti e l’immersione. La marina militare non
comprese l’importanza di quella invenzione; sarebbe
stata la prima torpediniera silurante senza equipaggio.
A lui si attribuisce anche l’invenzione del telegrafo pluricanale senza fili; altra invenzione non compresa.
Due anni dopo, di nuovo a corto di fondi, trovò un
finanziatore in Curtis, l’avvocato che si era occupato
del suo primo brevetto. Leonard Curtis si era ritirato a
Colorado Springs divenendo direttore della "Colorado
Springs Power Company". Il sistema Tesla aveva salvato
l’industria mineraria locale e Curtis offrì al croato un
lotto di terreno dove costruire un laboratorio. Nel
giugno del 1899, nel nuovo laboratorio costruito a
Colorado Springs, Tesla iniziò a studiare i fulmini, i
loro effetti e come sfruttare le loro cariche
elettriche.
Oggi Colorado Springs è noto per la vicinanza del
NORAD
il sistema di difesa missilistico situato sotto i monti
Cheyenne.
Il fulmine produceva un tipo di onda radio capace di
produrre voltaggi regolari, misurabili allontanandosi
dalla fonte; tale effetto dimostrava che la Terra e
l’atmosfera erano cariche elettricamente. La sonda
sovietica Mir accertò, nel 1997, che i temporali
appaiono sempre su delle linee a distanze regolari nella
parte scura della Terra dimostrando la possibilità della
trasmissione dell’energia elettrica senza l’uso dei
fili.
Tesla aveva scoperto che poteva far risuonare
elettricamente la Terra come una campana, con un
rintocco ogni due ore.
Secondo lo scienziato la
frequenza della risonanza elettrica terrestre era di
dieci cicli al secondo; il valore usato oggi è di 7,8
cicli.
Lo scopo era studiare le onde radio a bassissima
frequenza capaci di raggiungere qualsiasi luogo, sia
sulla superficie, sia sotto il mare.
La struttura del laboratorio di Colorado era alta circa
60 metri; dodici metri misurava la parte inferiore,
simile ad un granaio; al centro del capannone un
traliccio e su di esso un’asta di rame che sosteneva una
sfera, anch’essa di rame. L’asta scendeva sopra ad
un’enorme bobina situata al centro, sotto il tetto
aperto; il pavimento era di legno circondato da un
recinto, sempre di legno, alto due metri e lungo il
perimetro scorreva un grosso cavo elettrico.
La recinzione era percorsa da avvolgimenti di filo
elettrico.
All’interno della gabbia vari oggetti diversi fra loro,
all’esterno del recinto file di condensatori. Il
trasmettitore riceveva impulsi di corrente alternata a
basso voltaggio dalla vicina centrale e generava 10.000
watt.
Nel corso degli esperimenti si rese conto che diverse
velocità di vibrazione producevano onde stazionarie di
diverso tipo, quella che in gergo si chiama "lunghezza
d’onda del segnale", e che, cambiando la lunghezza
dell’asta e regolando la sintonizzazione della lunghezza
d’onda, poteva ricavare il massimo voltaggio nella sfera
di rame.
Il cellulare che usiamo tutti i giorni è dotato proprio
del tipo di antenna di sintonizzazione inventata da Tesla.
Quando Tesla produsse con il suo apparato il primo
fulmine ottenne un lampo di 60 metri e un violento tuono
che venne udito a 42 chilometri di distanza. Le 200
lampade degli apparecchi riceventi che s’illuminarono
furono la prova che l’impianto senza fili funzionava. Il
20 marzo 1900 depositò il brevetto e nel 1902 tutti gli
altri brevetti relativi.
Tesla dimostrò quindi che l’energia elettrica può
essere diffusa utilizzando la superficie terrestre,
sfruttando la zona atmosferica dove risiede la risonanza
di Schumann e, chiunque, sintonizzandosi con opportuni
apparecchi, può ottenere corrente gratuitamente.
La Terra è in grado di assorbire elettricità e per
questo tutti gli strumenti elettrici scaricano a terra.
La corrente che lo scienziato iniettò nel suolo si
propagò come un’onda radio alla velocità della luce,
raggiunse l’altra parte e ritornò indietro; il secondo
impulso si unì al primo rafforzandolo, e così fece il
terzo, e il quarto, aumentando la potenza
smisuratamente. L’obbiettivo di Tesla era scoprire il
limite della risonanza, ma il sovraccarico bruciò il
generatore della centrale che gli forniva la corrente e
mise al buio l’intera città di Colorado.
Aveva realizzato il suo sogno e trovato il sistema di
produrre plasma elettromagnetico prima ancora che si
coniasse il termine.
La miscela di ioni e elettroni
scoperta, oggi viene chiamata "Gas ionizzato" ed è in
grado di sprigionare luce e calore.
È il funzionamento
del Sole.
I brevetti di Tesla sono stati menzionati nella
costruzione di armi dotate di proiettili al plasma
capaci di neutralizzare satelliti spia, che fanno parte
del progetto "Scudo stellare". Tesla era anche in grado
di produrre la risonanza del campo elettrico terrestre e
dominare di conseguenza il tempo meteorologico.
Per capire l’importanza di quanto scoperto dal Nikola
pensiamo alla fusione termonucleare, attraverso la quale
otteniamo energia pulita ed economica in seguito alla
trasformazione dell’idrogeno in elio; tale fusione
avviene a temperature talmente elevate che non esiste un
materiale resistente alla fusione. L’unica cosa che
permette ai materiali di resistere è l’utilizzo di una
bolla di plasma come quella che ideò Tesla per generare
il fulmine globulare; scoperta che si è dimostrata
importante per lo studio della quantistica.
Lanciando simili raggi è stato possibile stilare mappe
di Venere e della Luna.
In effetti il nostro pianeta è circondato da una
particolare carica elettrica, che inizia a 80 km. dalla
Terra, nota come ionosfera.
Fra questa e il suolo esiste
una zona con un potenziale costante di 220 volt per
metro dentro il quale noi viviamo. Quindi il nostro
corpo ha una data quantità di elettricità misurabile, ma
è anche circondato e penetrato da molti campi elettrici,
magnetici e gravitazionali generati dalla Terra e dagli
altri pianeti; campi elettromagnetici dovuti agli
ultravioletti, campi generati da emittenti radio,
apparecchi televisivi, videoregistratori, telefoni e
così via.
Oggi sappiamo che il Sole con la sua energia e la sua
attività determina il clima sulla Terra, ne influenza
l'ecosistema e di conseguenza l'esistenza degli esseri
viventi su di essa. Sappiamo che l'attività solare si
manifesta nelle macchie solari prodotte dalla differente
velocità di rotazione di due campi magnetici: quello
polare e quello equatoriale. Queste eruzioni sprigionano
intensi campi magnetici che riducono il flusso di
energia e producono perturbazioni fisiche sulla Terra.
Infatti, attraverso il "vento solare", gli elettroni e
l'idrogeno ionizzato si propagano ovunque, interferendo
con il campo magnetico terrestre, contribuendo
all'esistenza delle due fasce di Van Allen, ove si
accumulano le particelle elettriche che modificano gli
effetti climatici.
Esiste una zona nell’atmosfera carica di elettricità
fra la superficie e la ionosfera, conosciuta come
"cavità Shumann"; in pratica un grande condensatore che
Tesla riuscì a far vibrare con l’energia elettrica.
Nessuno avrebbe potuto esaurire l’energia trasmessa in
quel momento.
Nel 1900 Westinghouse e la "General Electric" avevano
il monopolio assoluto dell’erogazione di corrente
alternata e si erano notevolmente arricchite con il suo
commercio. Quando Tesla comunicò a Westinghouse l’esito
delle ricerche effettuate a Colorado Spring e i suoi
progetti per il futuro, l’uomo d’affari vide nello
scienziato un pericolo per i suoi affari e gli negò ogni
ulteriore finanziamento nell’intento di fermarlo; anzi
intraprese una serie di azioni che miravano a denigrarlo
davanti all’opinione pubblica in modo che le sue
ricerche non fossero finanziate da altri.
In quel tempo Tesla parlò della possibilità di
trasmettere calore al Polo Nord, di formare il ghiaccio
ai tropici; inviare fotografie e trasmettere musica in
ogni angolo della Terra; distribuire elettricità
gratuita e illimitata ovunque.
Le sue invenzioni lo rendevano un uomo credibile e
pericoloso.
La bobina per produrre correnti ad alto voltaggio e
alta frequenza, il trasmettitore d’amplificazione, per
generare la risonanza dei campi prodotti con i fulmini
con la carica della Terra, il sistema elettrico senza
fili, per trasmettere l’energia elettrica, un sistema
per sintonizzare su una determinata lunghezza d’onda un
ricevitore, erano le invenzioni che permettevano la
trasmissione della corrente senza fili.
Tesla aveva scoperto che la Terra rispondeva a
vibrazioni elettriche di una determinata velocità e se
venivano prodotte onde stazionarie intorno al globo,
utilizzando il campo elettrico terrestre, era possibile
trasmettere elettricità senza dispersione di energia.
Si potevano già realizzare in quegli anni alcune delle
cose in uso oggi come la trasmissione di messaggi
segreti di stato; la possibilità di scambiare messaggi
fra i cittadini in modo rapido e sicuro; telefonare in
ogni luogo e a chiunque, trasmettere le notizie dei
quotidiani di tutto il mondo, oltre alla musica,
manoscritti, foto, disegni e documenti; sincronizzare
gli orologi con precisione astronomica; creare un
sistema monitorato di navigazione per determinare le
rotte delle navi.
L’unica cosa che ancora oggi non possiamo fare, anche
se è stato dimostrato nell’ultimo decennio che sia
possibile, è trasmettere energia elettrica in qualunque
luogo senza l’uso di fili, ma sappiamo molto bene il
perché. Cosa che Tesla non aveva compreso appieno. Se
avesse lavorato come fece Marconi con i militari e il
governo, anziché procedere da solo, oggi sicuramente
avremmo un mondo notevolmente diverso.
Nikola però non conosceva i meccanismi del mercato, per
questo rifiutò anche l’offerta di acquisto dei Lloyds di
Londra per un impianto senza fili da installare su un
panfilo. Da quel momento perse notorietà e divenne per
l’opinione pubblica uno scrittore di fantascienza, folle
e fuori dal mondo; per questo non viene ricordato
neanche oggi per il grande uomo che è stato e per quello
che ha fatto.
Gli unici che lo hanno considerato seriamente, per
quello che in effetti era, sono stati Samuel Clemens,
conosciuto come Mark Twain, e J.P. Morgan. Il primo, in
qualità di amico e appassionato al tema dei suoi
esperimenti divenne un assiduo frequentatore del
laboratorio di Tesla al 35 di South Fifth Avenue. Si
racconta che ebbe l’occasione di sperimentare anche
l’effetto delle vibrazioni meccaniche prodotte da un
meccanismo consistente in una piattaforma montata su
cuscinetti elastici azionata da aria compressa.
Vibrazioni rivelatesi curative di problemi di digestione
ed altri disturbi e con le quali Clemens curò la sua
stipsi. Quando l’inventore ancorò il meccanismo ad una
colonna di ferro del suo laboratorio, con l’aumento
della frequenza raggiunse un livello in grado di far
vibrare l’intero edificio con il pericolo di provocare
un crollo. Rinunciò così a procedere oltre.
J.P. Morgan, uomo chiave della creazione della "General
Electric", per interesse personale, consapevole che il
successo della società si basava sui brevetti di Tesla e
che il controllo sui brevetti dava anche il diritto di
sopprimerli o nasconderli, interessato ai lavori dello
scienziato per motivi economici, offrì 150.000 dollari
per il 51% dei brevetti sviluppati sulla nuova
tecnologia senza fili e rese pubblico il finanziamento
iniziale a difesa dei suoi interessi.
Il 23 luglio del 1901 Tesla, ignaro delle vere
intenzioni di Morgan, iniziava a Long Island i lavori
per erigere una colossale torre di legno di 60 metri
nota col nome di Wardenclyffe, che sosteneva un
elettrodo di rame di 35 metri di diametro, idoneo a
raccogliere una carica elettrica. Concepita e costruita
come sistema per le telecomunicazioni senza fili, era il
mezzo per dimostrare che era possibile distribuire
l’energia senza utilizzare i fili e continuare quanto
iniziato a Colorado Springs.
Tesla dichiarò di svolgere esperimenti tesi a
imbrigliare l’energia dei raggi cosmici e costruire un
dispositivo funzionante attraverso l’utilizzo di tale
energia. Aggiunse che i raggi cosmici ionizzano l’aria
creando particelle libere come ioni ed elettroni; le
cariche vengono catturate in un condensatore che
funziona come scarico per il circuito del motore.
Gli esperimenti erano volti ad utilizzare la Terra come
conduttore trasformandola in un gigantesco trasmettitore
elettrico, aprendo la possibilità di comunicare e
trasmettere potenza attraverso la crosta terrestre.
Intendeva concepire una stazione trasmittente in grado
d'inserire energia elettromagnetica nella crosta fino a
raggiungere la risonanza elettrica della Terra stessa,
in modo da utilizzare il pianeta per intercettare
energia, usufruendo delle stazioni riceventi dislocate
opportunamente sul globo.
Lo scienziato scoprì,
trasmettendo frequenze estremamente basse, che poteva
alterare le correnti nell’alta atmosfera e modificare il
clima. Inoltre, utilizzando tali onde, si poteva
interagire con l’attività bioelettrica del cervello e
con la naturale vibrazione delle molecole del corpo,
manipolando la biofisica umana.
Presso Colorado Springs aveva concepito un nuovo
sistema di esplorazione geofisica utilizzando
oscillatori meccanici inventati in precedenza. Gli
esperimenti non furono portati a termine perché si
accorse che potevano generare terremoti artificiali di
inaudita potenza, modificando le naturali frequenze di
cui sono dotati tutti i corpi e sfruttando quella che
chiamò "frequenza risonante", a mezzo della quale un
corpo si mette a vibrare fino alla rottura. Difatti se
il trasmettitore avesse inviato una forte energia in un
solo punto si sarebbe verificata una distruzione totale.
Morgan, vedendo nel progetto un pericolo futuro per i
suoi interessi, negò allo scienziato altro denaro, ma
nel frattempo Tesla riuscì ad ottenere 10.000 dollari
dal Canada per trasmettere l’energia per quello Stato,
costringendo Morgan a dichiarare apertamente che non
intendeva finanziare ulteriormente lo scienziato.
Per il mondo, se Morgan non rischiava i capitali, il
progetto non era affidabile e tutti si tirarono
indietro.
A 50 anni Tesla si ritrovò senza soldi, solo, come il
giorno in cui era sbarcato a New York, mentre Morgan
possedeva tutti i suoi brevetti dell’elettricità senza
fili e Westinghouse controllava l’energia a corrente
alternata.
Tesla, non interessato ai soldi, pieno di fiducia
infantile verso un mondo che non lo comprendeva e lo
disprezzava, profondamente ferito, convinto di essere
stato abbandonato dagli uomini e da Dio, un uomo pieno
di orgoglio che non si era mai voluto sposare e quindi
non aveva avuto modo di provare le gioie di una
famiglia, si mise a scrivere per riuscire a sbarcare il
lunario.
Nella scrittura trovò lo sfogo dei suoi risentimenti
definendo il mondo "pusillanime e incredulo, la cui
cecità costa cara a tutti"; se la prese con "un’umanità
non sufficientemente progredita in un mondo dove un’idea
o un’invenzione viene ostacolata e maltrattata dalla
volontà del denaro, dagli interessi egoistici, dalla
pedanteria, dalla stupidità e dall’ignoranza; attaccata
e repressa, sottoposta ad amari processi nella spietata
lotta per affermarsi sul mercato".
Negli anni che seguirono, la sua fervida mente partorì
altri progetti. Due turbine senza pale da 200 CV che
furono collaudate nella centrale di Waterside a New York
e che non trovarono consensi all’epoca; oggi le turbine
a gas si basano sui progetti di Tesla.
Vengono attribuiti a Tesla 700 invenzioni, fra le quali
l’illuminazione elettrica, l’energia elettrica a
corrente alternata, il tachimetro, il contagiri
meccanico, la diffusione radio, la lampada per flash
fotografici, il motore rotante, la turbina Tesla senza
palette, quella per l’accensione dei motori elettrici,
l’auto elettrica senza generatore di corrente, l’uso
medico della risonanza magnetica (3), la prima stazione
di energia idroelettrica, la sismologia.
E ancora, negli anni ottanta, uno studio sulla
dispersione di energia in un pulsar stellare dimostrò
che le onde gravitazionali esistono e la sua concezione
sulla gravita riconsiderata; nel 1896 l’altoparlante,
reclamizzato solo venti anni dopo, a causa della
mancanza di un brevetto; l’invenzione delle porte
logiche utilizzate oggi nei computer e nella robotica
che Tesla adoperò nel battello radio comandato a comando
vocale; l’iniettore elettrico per auto.
Nel 1917 i principi relativi ai livelli di frequenza e
potenza che permisero nel 1934 le prime apparecchiature
Radar, onde radio ad alta frequenza che rimbalzano sugli
oggetti tornando indietro alla fonte generatrice.
Nel 1928 un apparato di trasporto aereo a decollo
verticale. Parlò inoltre di una macchina "volante,
pesante, solida e stabile, in grado di muoversi a
volontà nell’aria in ogni direzione e in perfetta
sicurezza, a velocità mai raggiunte, indipendentemente
dalle condizioni atmosferiche; capace di sostare
nell’aria anche in presenza di forti venti... ma non è
questo il tempo per parlarne."
Navi che potevano volare utilizzando energia
elettromagnetica trasmessa da trasmettitori simili a
quelli concepiti a Colorado Springs. Perfezionò un
apparecchio per inviare energia nello spazio
interstellare che in pratica era un prototipo del Laser
e di un ordigno al plasma che produceva particelle ad
alta energia nella ionosfera.
Nel 1940, in un’intervista
sul "New York Times", dichiarò di poter consegnare al
governo il segreto della sua "teleforza" con la quale si
poteva distruggere il motore di un aereo: era il famoso
"raggio della morte". Il dipartimento della guerra la
considerò la farneticazione di un pazzo.
Il governo jugoslavo concesse a Tesla una piccola
pensione di 7.200 dollari l’anno e l’occasione di
trovare una dimora stabile per gli ultimi anni, benché
sembra che girovagasse da un albergo all’altro. L’unico
membro della famiglia che gli fu vicino fino alla fine
fu il nipote Sava Kosanovich.
Fra la notte del 5 e quella dell’8 gennaio 1943 Tesla
morì nella stanza dell’Hotel New Yorker. Il cadavere
venne ritrovato due giorni dopo. La notte dell’8 il
nipote ed altri due uomini rovistarono nella sua stanza
in cerca di un testamento, mai trovato, e altri scritti
conservati nel Museo a Belgrado. L’FBI che seguiva Sava
confiscò tutto quanto rimaneva dello scienziato.
Un’invenzione risultò depositata nel 1932 presso la
cassaforte dell’hotel Grosvoner Clinton, ma l’albergo
rifiutò di consegnarla all’FBI.
Tutto il suo lavoro fu dichiarato Top Secret dall’FBI,
dalla marina militare e dal vicepresidente.
Il 12 gennaio 1943 si svolsero i funerali nella
cattedrale St. John di New York.
Grazie a Nikola Tesla si
può generare energia pulita senza limiti –
15/06/2015
L'idea dello scienziato serbo darebbe vita a centrali in
grado di "moltiplicare" l'elettricità senza inquinare e
inviandola a costo zero a grande distanza
Un dispositivo in grado di "moltiplicare" l'energia
catturandola dall'aria e di inviarla a grande distanza
senza produrre inquinamento e a costo zero.
Non è fantascienza, anzi: si tratta di un principio
ideato a fine Ottocento dal celebre inventore serbo
Nikola Tesla. Gli esperti sostengono che grazie alla sua
Wardenclyffe Tower si potrebbero realizzare centrali
energetiche che con una sola batteria sarebbero in grado
di illuminare Milano o Mosca nel giro di un secondo.
Una fonte inesauribile -
Nel 1899 lo scienziato Nikola Tesla realizza un
esperimento clamoroso: dal suo laboratorio di Colorado
Springs riesce ad accendere 200 lampadine situate a 40
chilometri di distanza. E il tutto senza alcun filo
elettrico, ma semplicemente inviando l'energia catturata
nell'etere via etere. "Ho scoperto una fonte di energia
finora sconosciuta - ha scritto nella sua autobiografia
- un'energia senza limiti che può essere incanalata".
Il sogno di un'energia gratis e pulita - Tesla songa di
inviare energia gratis a tutti utilizzando questo metodo
e costruisce il suo mega generatore, la Wardenclyffe
Tower. Ma per il mondo della scienza è solo un pazzo, e
il suo progetto fallisce. In parole povere, Tesla
sosteneva che l'energia è nell'aria, disponibile, e con
il suo strumento è possibile catturarla e poi
ridistribuirla. Le onde sono "imprigionate" da una sorta
di "antenna" e vengono trasformate in energia da inviare
via etere per incendiare i gas luminescenti presenti in
lampadine e led.
La "free energy" a impatto zero - Il sogno della free
energey, l'energia libera nell'aria è più che
realizzabile, senza produrre il minimo impatto
sull'ambiente. L'inquinamento è scongiurato, spiegano
gli esperti, perché non viene generato un campo
magnetico: in questo modo si possono catturare delle
particelle dall'aria e farle oscillare a una certa
frequenza come se fossero onde sonore.
La vicenda Tesla ci spinge ad analizzare più da vicino
alcune cose a lui collegate:
Nel laboratorio a Menlo Park, nel New Jersey, Thomas
Alva Edison, si dedicò allo studio della dinamo e
produsse una lampada ad incandescenza; nel 1890 nacque
la "Edison General Electric Co.".
Nel 1892 dalla fusione fra la "Thomson Houston Co."
guidata da Charles Coffin ebbe origine la "General
Electric Co.".
Nel 1917 fu costituita la "GE Aircraft Enginers" per la
fabbricazione dei motori aeronautici; nel 1930 il primo
reparto della "GE Plastics" in seguito agli esperimenti
condotti da Edison riguardo ai filamenti plastici per le
lampadine effettuati nel 1893.
Nel 1919 la GE formò la "RCA", "Radio Corporation of
America", che nel tempo, a causa della potenza di
trasmissione raggiunta si ripartì in altre due società:
il network rosso, la "NBC", "National Broadcasting
Company", e il network blu, la "ABC", "America
Broadcasting Company".
Quando scoppiò la seconda guerra mondiale l’RCA era
divenuta parte integrante della struttura della difesa
americana, in seguito alla messa a punto di un altimetro
di alta precisione per le missioni di bombardamento ad
alta quota. Sempre dell’RCA il trasmettitore portatile
indossato dagli agenti segreti dislocati in territorio
nemico, non rilevabile dai tedeschi, con il quale
comunicare direttamente, senza usare codici criptati,
con il pilota di un aereo che sorvolava la zona.
Il presidente era il generale David Sarnoff, nato a
Minsk, Russia, nel 1891, che aveva lavorato nella "Marconi
Wireless Company". Sembra fosse il telegrafista che
ricevette l’S.O.S. dal Titanic nell’Aprile 1912.
Reclutato in seguito nell’esercito, divenne direttore
della Divisione della guerra psicologica col grado di
generale di brigata, famoso per le dichiarazioni a
favore della guerra fredda. Si parla della sua presenza
durante avvistamenti definiti "non convenzionali" (UFO)
avvenuti nel 1946 in Svezia e nel 1966 sopra la base
militare di Andros nelle Bahamas.
Faceva parte di una équipe di esperti militari e in lui
viene indicata la persona che ordinò il sequestro dei
filmati e intimò, all’operatore che li aveva eseguiti,
il silenzio. Era considerato un esperto in materia di
UFO, cosa risultata molto utile nella conduzione della
RCA.
Le apparecchiature della base di Andros erano state
fabbricate dall’RCA, di conseguenza il generale Sarnoff
viene indicato quale membro di una struttura coperta che
si serviva dell’RCA per scopi "occulti" oltre a quelli
ufficiali.
La messa in onda di alcune trasmissioni tipo "Dark Skies", nelle quali si parla liberamente del gruppo "Majestic
12", e di altre trasmissioni riguardanti gli UFO, come
la famosa "Guerra dei Mondi", testimonierebbero che tale
uso si è protratto nel tempo e non sia avvenuto per
caso.
La progettazione di radar e di altri strumenti molto
sofisticati per le forze armate e la commessa militare
di oltre un miliardo di dollari negli anni sessanta
aveva conferito all’RCA un posto importante nel
meccanismo bellico statunitense; i suoi affari non erano
più solo radiofonici. Nel tempo raggiunse un'invidiabile
posizione nel panorama economico nazionale e mondiale.
Il procuratore distrettuale Garrison, che sosteneva
l’ipotesi dell’assassinio di Kennedy da parte dei
sostenitori della guerra fredda, definì il gruppo RCA/NBC,
impegnato in una intensa campagna d’informazione ostile
al procuratore, come "la lunga mano del Governo
Invisibile".
Da segnalare infine che Guglielmo Marconi credeva negli
extraterrestri, secondo le numerose dichiarazioni
rilasciate a riguardo; dopo gli esperimenti eseguiti nel
1933 s’incontrò con David Sarnoff quando questi era una
personaggio di rilievo dell’Intelligence statunitense.
Nel 1993 il dipartimento della difesa americano
dichiarò di aver iniziato a costruire un centro ricerche
nel campo delle alte frequenze applicate alle aurore
boreali, per esperimenti riguardo alla risonanza della
Terra e dell’atmosfera. Un progetto da 30 milioni di
dollari l’anno, che si serve di immense riserve di gas e
petrolio appartenenti alla società ARCO e che, per la
sua straordinaria potenza e polivalenza, è considerato
da molti l’arma ultima degli USA.
Un sistema tecnologico militare capace di scannerizzare
il sottosuolo alla ricerca di basi segrete sotterranee,
o silos di missili, in grado di interrompere tutte le
comunicazioni Hertz, emettere onde ELF in grado di
influenzare il comportamento umano, modificare il tempo
atmosferico, provocare terremoti o tsunami e bloccare
ogni meccanismo elettronico. Un’arma che agisce sulla
ionosfera con conseguenze imprevedibili e
indescrivibili, presentato dal Pentagono come un innocuo
esperimento, un’innocente ricerca sulla ionosfera al
fine di migliorare le comunicazioni...
Magda Haalvoet, eurodeputata belga, afferma che questo
tipo di armamento implica conseguenze tecnologiche
disastrose e mette in pericolo la democrazia delle
Nazioni. La sigla
HAARP significa "High Frequency Active
Auroral Research Project": "Metodo ed apparecchiatura
per l’alterazione di una regione dell’atmosfera,
ionosfera e/o magnetosfera terrestre".
Visura della posizione di una
enorme antenna Haarp
https://www.google.com/maps?t=h&ll=62.39281210000001%2C-145.150919&spn=0.013359825349740386%2C0.038439610782228455&output=classic
L’area interessata si trova a Gakona, in un terreno
situato a Nord Est di Anchorage in Alaska, nel Golfo del
principe Guglielmo di proprietà del Dipartimento della
Difesa USA; consta di 360 antenne alte oltre 20 metri.
Doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la
banda bassa da 2,8 a 7 Megahertz e un’altra per la banda
alta da 7 a 10 Megahertz; che trasmettono, a 350
chilometri di distanza, un raggio di energia ad alta
frequenza nella ionosfera; alimentate da sei turbine di
3600 CV che bruciano qualcosa come 95 tonnellate di
diesel al giorno, per generare oltre 1,5 miliardi di
Watt. Una zona scelta per la sua vicinanza al Polo e
alla zona di concentrazione delle linee magnetiche del
nostro pianeta; per la presenza di fonti energetiche
naturali situate nel sottosuolo e per la distanza dai
centri urbani.
La Ionosfera è costituita da particelle ionizzate
cariche di energia all’altezza media di 48 chilometri
fino a 800 chilometri dalla superficie terrestre; un
cuscino ad alta densità energetica che è vitale per il
pianeta e che protegge i suoi abitanti dagli effetti
nocivi del sole.
Il sistema
HAARP si basa sulle ricerche di Bernard
Eastlund, che ha preso spunto dai lavori di Nikola Tesla;
ricerche che dovevano servire ad Eastlund per scoprire
vasti giacimenti di gas naturali che la compagnia
petrolifera ARCO stava cercando in Alaska ed hanno
fruttato dodici brevetti fra il 1987 e il 1994, la
proprietà dei quali è detenuta dalla società APTI-ARCO,
un consorzio petrolifero dietro al quale si celano la
Marina, l’Aviazione, e il Dipartimento della Difesa
degli Stati Uniti. Anche il fisico nucleare Edward
Teller, noto per essersi dedicato alla costruzione della
bomba all’idrogeno ed ha contribuito al sistema "Guerre
Stellari", ha collaborato al progetto.
I Brevetti di Tesla riguardavano il metodo e il
dispositivo per alterare uno strato dell’atmosfera
terrestre, ionosfera e magnetosfera e creare un
ciclotrone artificiale per riscaldare una zona di plasma
e produrre uno scudo di particelle relativistiche ad
un’altezza superiore della superficie terrestre.
Collegati al progetto vi sono oltre 400 brevetti, per
la maggior parte armi offensive che sfruttano il sistema
d’irraggiamento a fascio diretto dalla Terra verso lo
spazio. Si può dirigere l’energia ad alta frequenza
verso un’antenna ricevente, ovunque, anche in centri
urbani. Si può interferire con ampie zone dell’atmosfera
per abbattere qualsiasi tipo di oggetto volante.
Anche la Russia si è dedicata ad una simile ricerca
prima della divisione del suo territorio.
Vi sono altre installazioni simili in varie parti del
pianeta: ad Arecibo, a Fairbanks in Alaska, a Tromso in
Norvegia, a Pine Bush in Australia ed a Steeplebush in
Inghilterra. Sicuramente se ne stanno costruendo altre.
Si è saputo che l’impianto pilota di Gakona è in grado
di irradiare 1.700.000.000 Watt nell’atmosfera. Il
progetto HAARP rappresenta lo sviluppo negativo
dell’invenzione di Tesla.
Egli odiava la guerra e, a tal
proposito, dichiarò: "Non si può abolire la guerra
mettendola fuori legge. Non vi si può porre fine
disarmando i forti. Ma si può fermarla rendendo tutti i
paesi in grado di difendersi. Ho appena scoperto una
nuova arma di difesa che, se verrà adottata, trasformerà
completamente i rapporti tra le nazioni. Le renderà
tutte, grandi e piccole che siano, invulnerabili a
qualsiasi attacco proveniente da terra, dal mare o
dall’aria. Bisognerà, in primo luogo, costruire una
grande officina per fabbricare quest’arma, ma quando
sarà completata, sarà possibile distruggere uomini e
macchine in un raggio di 320 Km."
Nel 1934 Tesla descrisse in un articolo
un’apparecchiatura simile al laser, affermando: "Questo
strumento proietta particelle che possono essere
relativamente grandi o microscopiche, che permettono di
trasmettere a gran distanza un’energia milioni di volte
più forte di quella ottenibile con qualsiasi altro
raggio. Così una corrente più sottile di un filo può
trasmettere migliaia di cavalli vapore.
E nulla le può
resistere."
Le onde a bassa frequenza, ELF, generate dal sistema,
possono influenzare le attività cerebrali.
Nel 1952 il Dr. Jose Delgado, professore
dell'Università di Yale, scoprì che si poteva modificare
il comportamento emozionale del pensiero. Il Dr. Robert
Becker dimostrò che tali onde potevano provocare paura,
depressione, desideri.
Nel 1970 Zbignieu Brezinski, fondatore della
commissione trilaterale David Rockfeller’s pubblicò un
libro sulla possibilità di controllare il clima per
produrre periodi di prolungata siccità o inondazioni. Da
segnalare che Brezinski era anche direttore della
sicurezza nazionale del presidente Carter e fondatore
della "Federal Emergency Management Agency".
Cinesi e russi denunciano da tempo la possibilità che
un paese, nello specifico gli Stati Uniti, possa
alterare le forze della natura sconvolgendo il regime
delle piogge. Dichiarano di avere forti preoccupazioni
per gli esperimenti americani in Alaska, definendo il
progetto
HAARP un’arma geofisica con la quale
condizionare il clima alterando attraverso l’emissione
di microonde la temperatura e l’umidità.
L’intensità e la frequenza dei disastri che si sono
registrati in questi ultimi anni sarebbero da imputare
ai test del progetto HAARP, in quanto in tale progetto
verrebbero usati metodi in grado di provocare terremoti
e modificare le precipitazioni, la temperatura, il
livello del mare, la caratteristica della luce solare.
Nel 2002 ben 220 deputati della Duma firmarono un
appello indirizzato all’ONU per chiedere la messa al
bando degli esperimenti elettromagnetici dell’HAARP
ritenuti una nuova arma in grado di influenzare gli
elementi naturali con le onde ad alta frequenza. Il
progetto è tuttora in opera.
Nel 1914 Harry Grindell Matthews dichiarò di aver
inventato un raggio invisibile, conosciuto come il
"raggio della morte", capace di bloccare qualsiasi
motore, riprendendo un vecchio un progetto di Tesla per
teletrasportare energia elettrica. Durante una
dimostrazione sarebbe riuscito a bloccare il motore a
scoppio di una moto, a far esplodere polveri a distanza
ed accendere una lampada senza fare uso di corrente
elettrica.
Il Ministero dell’Aviazione inglese non fu convinto
dalla prova, in quanto il suo raggio di azione era
attivo entro diciotto metri.
Nel 1925 Grindell si recò in America e al suo ritorno
in patria dichiarò di aver venduto il brevetto agli USA.
Da quel momento lo scienziato venne dimenticato; morì
nel 1941. La sua tecnologia fu impiegata per proiettare
in cielo immagini pubblicitarie. Non fu l’unico a
costruire un sistema per generare un raggio simile, in
tale impresa si cimentò, e sembra con esiti positivi,
anche Guglielmo Marconi. A convalidare tale impresa, pur
in modo indiretto, un testimone di tutto rilievo:
Rachele Mussolini. Nel suo libro "Mussolini privato",
descrive cosa le accadde una mattina del 1936 mentre
percorreva con l’auto la Roma-Ostia:
"Un giorno, alla
fine di giugno del 1936, a pranzo, avevo detto a Benito
che nel pomeriggio mi sarei recata ad Ostia a
controllare alcuni lavori in una proprietà agricola.
Mio marito sorrise e mi disse: Trovati sull’autostrada
fra le tre e le tre e mezza. Qualcosa ti sorprenderà."
Secondo quanto riportato nel libro, a metà strada
l’auto si fermò e nonostante che l’autista facesse di
tutto per rimetterla in moto, la macchina non ne volle
sapere. Accadde lo stesso a tutte le auto che si
trovarono in zona, sia quelle che viaggiano verso Ostia,
sia quelle dirette verso Roma. Rachele guardò
l’orologio: erano le 3,10.
All’autista disse di aspettare fino alle 3,30. L’uomo
chiese perché aspettare tanto, ma dopo aver visto
inutili i suoi tentativi di far ripartire il motore,
alla fine si arrese. Alla 3,35 Rachele Mussolini disse
all’autista di riprovare a far ripartire l’auto. Inutile
dirlo l’auto si rimise in moto.
La sera a cena narrò l’accaduto a tavola e Mussolini
confermò che era stato fatto un esperimento segretissimo
in quel punto dell’autostrada. "Un’invenzione di Marconi
che può dare all’Italia una potenza superiore a quella
di tutti gli altri paesi del mondo. Marconi sta
continuando le ricerche."
Mussolini spiegò alla moglie che Marconi utilizzando un
raggio misterioso poteva interrompere il circuito
elettrico dei motori di qualsiasi tipo.
Purtroppo Marconi era devotissimo alla chiesa, causa
l’annullamento del matrimonio dalla sacra rota, e papa
Pio XI, saputo della cosa, si allarmò e chiese allo
scienziato di non proseguire le ricerche.
Da Donna Rachele sappiamo che Marconi riferì tutto a
Mussolini che, non volendo inimicarsi il Papa, lasciò
libertà di scelta allo studioso, il quale sospese le
ricerche ma non distrusse la documentazione e la
scoperta stessa. L’anno dopo, il 1937, Marconi morì.
La cosa è più che certa, dato che lo stesso duce lo
confermerà a Ivanoe Fossati, il 20 Marzo 1945, in una
intervista. "È vero sulla strada di Ostia, ad Acilia
Marconi ha fermato i motori delle automobili, delle
moto. L’esperimento fu ripetuto sulla strada di Anzio; a
Orbetello aerei radiocomandati furono incendiati a
duemila metri di altezza".
Al giornalista Mussolini disse che Marconi ebbe degli
scrupoli e chiese consiglio al Papa che gli disse di
nascondere la scoperta. Disse anche che non si sentì di
obbligarlo nella scelta, pur facendogli presente che la
scoperta poteva essere fatta da altri e utilizzata
contro l’Italia, ma lo studioso morì improvvisamente
poco tempo dopo.
Vi sono inoltre due fatti da registrare.
Primo: sembra che nel 1939 nella città di Essen,
nell’ora di punta del traffico, tutto quanto era
elettrico e meccanico si bloccò per dieci minuti: auto,
camion, moto, orologi. I giornali non menzionarono
l’accaduto. Era stato sottratto ai fascisti il progetto
del raggio della morte ?
Secondo: il segreto di
Marconi lo conosceva un certo
Pier Luigi Ighina, suo collaboratore, un radiotecnico
milanese che per dieci anni fu aiutante dell’inventore;
fu lui a scoprire l’"atomo magnetico" che si trova in
mezzo agli altri atomi e fornisce loro il movimento
continuo. Dividendolo scoprì il "monopolo magnetico".
Isolando gli atomi della materia dagli atomi magnetici
i primi non hanno la possibilità di muoversi e la
materia non si trasforma, quindi l’atomo magnetico
produce anche le variazioni degli atomi della materia.
Secondo quanto dichiarato da Ighina il monopolo è il
principio positivo o negativo dell’energia solare che
giunge sulla Terra; viene bloccata e riflessa divenendo
energia terrestre. Dall’interazione dell’energia solare
con quella terrestre si produce materia.
Ighina aveva inventato una macchina capace di
controllare le nuvole con la quale liberava il cielo
dalla loro presenza. Per riuscire a fare questo aveva
sepolto quintali di polvere di alluminio sotto il prato
del suo giardino trasformandolo in un monopolo
magnetico.
Durante il Primo Congresso Internazionale di Medicina
Ufficiale e Naturale di Milano venne proiettata una
videocassetta del filmato inerente al dissolvimento
dell’agglomerato nuvoloso sul cielo di Imola, con la
ricomparsa del sereno nella zona interessata e trattata
da Ighina con monopoli magnetici. Una scoperta che
poteva risolvere il problema delle siccità e delle
alluvioni nel mondo.
L’atomo magnetico è più piccolo degli altri atomi e
pulsa più velocemente. Ighina costruì un’apparecchiatura
per regolare le vibrazioni atomiche magnetiche basata
sull’energia dell’atomo magnetico; con tale energia
secondo l’inventore si poteva guarire qualsiasi
malattia, fondere metalli a distanza, produrre energia
elettrica, investigare nel sotto suolo alla ricerca di
giacimenti petroliferi e falde acquifere, aumentare la
produzione agricola. Il progetto
Haarp ?
Da quanto dichiarato da Ighina sembra che Marconi sia
rimasto ucciso dal suo stesso esperimento durante il
quale aveva provocato l’interruzione della circolazione
del sangue; perché come spiegò il radiotecnico i
monopoli scompongono la materia sulla stessa materia. Se
ne accorse quando vide la salma e osservò sotto la pelle
alcuni "gnocchetti neri". I medici diagnosticarono la
morte in seguito ad un attacco di angina pectoris.
In merito a questo "raggio invisibile", o "della
morte", negli anni '90 giornali e TV diffusero la
notizia che la polizia statunitense sarebbe stata dotata
di un meccanismo capace di bloccare il motore dell’auto
usata dai malviventi per darsi alla fuga.
Tutto questo
porta a pensare alla tecnologia in possesso degli
UFO,
dato che in molti casi di avvistamenti i motori delle
auto si bloccano, la luce elettrica viene a mancare,
ogni meccanismo si ferma.
Fenomeni riscontrati anche nelle vicende riguardanti il
famoso Triangolo delle Bermuda, fenomeni che interessano
campi elettromagnetici. Sembra però che tale progetto
sia stato abbandonato perché in virtù del suo ampio
raggio d’azione, fermerebbe anche i pacemakers e
interrompe la corrente nelle abitazioni circostanti al
luogo di azione.
L’apparato costruito da Tesla proiettava particelle,
grandi o microscopiche, in modo da concentrarle in una
piccola area e inviarle a grandi distanze utilizzando
energie "trilioni di volte" più potenti di quelle
attualmente in uso.
Un fascio più sottile di un capello a cui niente
resiste. Una tecnologia che può diventare un’arma capace
di abbattere migliaia di aerei a 400 chilometri di
distanza, un acceleratore di particelle oggi in uso nei
laboratori nucleari e nello scudo spaziale. Atto a
produrre un’arma al plasma.
In virtù di questo, qualcuno lo ha indicato come
l’autore involontario dell’esplosione del 30 giugno 1908
nella Tunguska, in Siberia. Esiste la strana coincidenza
che lo stesso giorno in si manifestò il fenomeno in
Russia, l’inventore, stava eseguendo un esperimento con
lo scopo di inviare un’onda di immensa energia e
stabilire la comunicazione con una spedizione artica,
localizzata nella linea retta compresa fra il
laboratorio e il luogo dell’esplosione. Dato che il suo
trasmettitore poteva generare una forza distruttiva pari
a una bomba all’idrogeno di 10 megatoni, è stato fatto
due più due.
Non esistono però prove a conferma,
nonostante che l’esplosione della Tunguska non abbia
lasciato crateri prodotti da meteoriti o comete, caduta
di UFO; non ci furono segnalazioni in merito a tali
fenomeni. L’unico effetto prodotto alcuni giorni dopo,
una luce aurorale anomala che potrebbe far pensare
all’uso di apparecchiature da parte di Tesla;
apparecchiature che oggi farebbero parte del progetto
HAARP.
vedi:
Controllare Mondo
Nonostante questo rimangono molti interrogativi:
doveva avere una potenza di 30 megatoni e per
raggiungerla doveva coinvolgere più centrali, quindi non
si poteva nascondere il fatto; inoltre risultano
testimonianze contraddittorie riguardo alla traiettoria.
L’unico che poteva far luce sull’evento era proprio Tesla, ma mantenne il riserbo più assoluto in merito ai
progetti che potevano produrre armi ad energia
distruttiva.
A Tesla è legata una storia riguardo ad un’auto
elettrica. Si racconta che nell’estate del 1931 le
strade della cittadina di Buffalo fossero percorse da
una Pierce Arrow che non presentava emissione di fumi
dal tubo di scarico in quanto avrebbe avuto uno motore
elettrico e non combustione interna. Era guidata da tale
Petar Savo indicato come un giovane parente di Tesla, un
personaggio che parlando dello scienziato si riferiva a
lui come "zio".
Noi sappiamo che il nome del nipote controllato
dall’FBI era diverso.
Sembra che nei primi del novecento le auto elettriche
avessero buone prospettive; in molti avevano anticipato
veicoli alimentati da batterie.
L’auto a benzina necessitava di una valvola a farfalla,
una manovella per far girare il motore, acqua per un
radiatore, quando proprio a quel tempo vi erano poche
officine per auto e un normale elettricista poteva
eseguire la manutenzione del semplice motore a corrente
continua.
Nessun inquinamento, velocità contenuta e meno
incidenti mortali, costi ribassati anche a livello
produzione, non ci sarebbe stato bisogno di un accordo
di Kyoto che nessuno rispetta, non avremmo avuto, come
lo abbiamo oggi, un problema con i paesi islamici e non
avremmo alimentato e finanziato di conseguenza il
terrorismo.
I grandi magazzini impiegavano camion elettrici, così i
medici e le donne perché tali auto erano più facili da
guidare, ma questo solo in città; le strade americane
venivano percorse da veicoli con motore a combustione
interna, più veloci e con maggiore autonomia. "Detroit Electric", "Columbia", "Baker", "Rauch & Lang" e "Woods"
furono le principali aziende tra quelle che producevano
questo tipo di veicoli elettrici.
Le batterie erano però scarse, pesanti, ingombranti, al
piombo, le auto avevano prestazioni limitate, oltre gli
80 Km/h la batteria si poteva deteriorare. Richiedevano
molto tempo per la ricarica per un’autonomia massima di
160 chilometri.
Quindi quando l’affidabilità e la
velocità delle auto a benzina migliorò le auto
elettriche sparirono.
Petar Savo era stato nell'esercito austriaco ed era un
esperto pilota; intervistato nel 1967, raccontò
l’episodio dell’auto elettrica che collaudò per conto di
Tesla. "La Westinghouse Electric" e la "Pierce-Arrow"
avevano preparato un’auto sperimentale seguendo le
indicazioni di Tesla con finanziamenti della "Studebacker
Corporation".
Aveva un motore elettrico a corrente che poteva
raggiungere 1.800 giri al minuto, senza spazzole,
raffreddato da una ventola frontale e due terminali di
alimentazione sotto il cruscotto. Savo racconta che
Tesla sollevò il cofano, fece qualche regolazione,
posizionò
12 valvole
termoioniche in un dispositivo all’interno di una
scatola di circa sessanta centimetri per trenta e alta
quindici. Poi eseguì la connessione al motore. L’auto
percorse circa 80 chilometri attorno a Buffalo,
raggiungendo i 145 km/h in perfetto silenzio.
A detta di Tesla il dispositivo che alimentava l’auto
era in grado di alimentarlo per sempre e soddisfare il
fabbisogno energetico di un'abitazione; l’inventore
affermò che sfruttava una "misteriosa radiazione
proveniente dall'etere, disponibile in quantità
illimitata".
L’auto aveva una batteria ricaricata da una antenna che
entrava in sintonia con la risonanza di Schumann intorno
ai 7,83 Hz. Una valigia come quelle dei ricevitori a
bassa frequenza rimodulava la corrente alternata del
campo magnetico terrestre in corrente continua
necessaria alla batteria fornendo una quantità
illimitata di energia.
By Mauro Paletti per: edicolaweb.net - Aprile 2006
-
http://www.edicolaweb.net/cgi-bin/htsearch
Tratto
da:
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=142526
Tesla ed il suo disegno,
progetto, di Disco Volante
 |
Corrente elettrica trasmessa
attraverso un campo magnetico,
- esperimento al MIT - e la lampadina di accende senza
fili...
ROMA — Gli ingredienti base
per il filone esoterico c'erano tutti fin dall'inizio:
Nikola Tesla nacque alla mezzanotte del 10 luglio 1856 e
subito dopo il primo vagito, il cielo di Snùlijan venne
illuminato da un lampo incredibile, come non se ne erano
mai visti in quel villaggio dell'Impero austroungarico.
Lui stesso contribuì in vita ad alimentare la fama di
personaggio estroso, se non di vero e proprio scienziato
pazzo: rifiutò un Nobel, fece causa a Marconi ed Edison,
viveva quasi da eremita e, maniaco dell'igiene, si
lavava le mani 50 volte al giorno.
Ma la vera svolta
arrivò il giorno della sua morte (7 gennaio 1943)
quando in fretta e furia l'Fbi
dichiarò top secret i suoi lavori, compresi
quelli più misteriosi. Quelli sulla trasmissione
dell'energia elettrica senza fili.
Niente spina infilata nella presa, niente pile o
batterie. Tutto grazie al principio della risonanza alle
onde elettromagnetiche, che permette di far passare
l'elettricità da un corpo all'altro senza contatto
fisico.
SCIENZA NON FANTASCIENZA — Ecco, l'applicazione pratica
di quel principio viveva finora nel limbo fra scienza e
fantascienza.
A Colorado Springs, nel 1900, Tesla
sostenne di aver acceso 200 lampadine senza collegamento
a 40 chilometri di distanza dalla torre che usava per
generare energia. Più modestamente un mese fa al
MIT (iMassachusetts
Institute of Technology) di lampadina ne hanno accesa
una sola.
Piccolina, 60 watt, e con una distanza dalla fonte di
due metri. Solo che il miracolo non ha avuto per
testimoni gli attoniti contadini del Colorado, ma i
redattori di Science, la bibbia del mondo della ricerca.
Dalla leggenda all'esperimento, con annesso nome di
tendenza: Witricity, fusione di wireless (senza fili) ed
electricity.
Come funziona ?
I ricercatori del Mit hanno collegato una spirale di
rame alla presa elettrica. A due metri di distanza hanno
piazzato un'altra spirale di rame collegata alla
lampadina. E la lampadina si è accesa.
Il segreto sta tutto nella frequenza magnetica che deve
essere la stessa fra trasmettitore e ricevente. È lo
stesso principio per cui un cantante emette una nota in
una stanza dove ci sono dei bicchieri pieni di vino a
livelli diversi, e quella nota fa risuonare (o
addirittura rompe) un solo bicchiere.
Il coordinatore della ricerca è Marin Soljacic, fisico
di 33 anni, di origine slava ma trapiantato negli Stati
Uniti, proprio come Tesla. L'idea gli è venuta per colpa
del telefonino: -"Mi svegliavo di notte e mi
ricordava con il suo bip che mi ero dimenticato di
ricaricarlo. La soluzione non è trovare la spina ma il
modo di farlo ricaricare da solo".
BASTA BATTERIE -
Quello collegato alla presa è l'ultimo filo che ci resta
da tagliare nella nostra società ad alta tecnologia.
Ai
telefoni non serve più, ai modem nemmeno, ai mouse non
ne parliamo. Ma ci sono almeno altri due buoni motivi
per insistere su questa strada: la durata limitata delle
batterie è forse il collo di bottiglia più difficile da
superare nello sviluppo di tutte le diavolerie portatili
che accompagnano la nostra vita.
E il loro smaltimento è un problema serio per
l'ambiente: solo in Europa ogni anno ne arrivano sul
mercato 350 mila tonnellate.
La Wìtricity può essere davvero il futuro. Tenendo
presente che il principio in parte è già applicato (il
telepass dei caselli autostradali funziona proprio
così), anche se questa è la prima volta in cui si riesce
a trasmettere una quantità di energia così grande (60
watt d'accordo, ma tutto è relativo) e con una
dispersione tutto sommato bassa, poco più della metà.
LA RIVOLUZIONE - Quanto è
applicabile, però, questa rivoluzione alla vita dei
nostri giorni ?
«L'energia trasmessa è ancora poca, con adeguati
sviluppi potrebbe alimentare un cellulare ma non di più,
dice Giorgio Parisi, professore di Fisica all'Università
di Roma e più volte candidato al Nobel.
Ma c'è un altro problema: «Le spirali sono di 60
centimetri, troppo grandi per un apparecchio del genere.
Sarà difficile miniaturizzarle". Claudio Bertoli —
direttore del dipartimento energia del Cnr — è
preoccupato per un altro problema: «Se l'energia è poca
la trasmissione è controllabile e non ci sono problemi
per la salute. Con valori più alti non ne siamo
sicuri».
Un passo indietro, fino al 1910.
Mentre Nikola Tesla continuava i suoi esperimenti a New
York, era partita la corsa agli armamenti che avrebbe
portato alla 1 guerra mondiale. Al largo della città
saltò in aria la nave francese Jena. L'incidente non fu
mai chiarito. Si diffuse però la voce che fosse stato
proprio Tesla con la sua energia senza fili che gli era
scappata di mano. Ma quella, forse, era solo una
leggenda.
By Lorenzo Salvia - Tratto da: Corr. della Sera. - 09/06/07
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Nikola Tesla: l’Energia
che nega le leggi della fisica - 16/06/2006
La cella di acqua può
rimanere un’utopia o può divenire il nostro futuro più
prossimo, ad essa possiamo credere per far sì che i
nostri figli abbiano l’energia blu oppure possiamo
abbandonarla perché ci sentiamo schiacciati dagli
insuccessi e dallo scetticismo.
La tecnologia di Nikola Tesla è stata ritrovata e
sviluppata in questi anni, dando vita a una miriade di
piccole macchine ad acqua, rimasti allo stato potenziale
perché forse il sistema non è ancora pronto per
accoglierli.
Non avremmo mai creduto che si potesse incendiare
l’acqua, se non avessimo constatato con i nostri occhi
che ciò è possibile, scoprendo dunque che un piccolo
cilindro permette di incanalare una forma di energia che
stravolge tutte le nostre conoscenze fisiche e
termodinamiche.
L’Energia Orgone, così definita da Wilhelm Reich, è
massa libera, non ha inerzia o peso, non esiste
apparecchio con tecnologia convenzionale che possa
misurare la forza che sprigiona. È presente dappertutto,
anche se la sua concentrazione può variare da un luogo
ad un altro di tanto in tanto, è un’energia in movimento
costante e irregolare, dall’ovest verso l’est, con una
velocità molto più grande della rotazione della terra:
pulsa, con un movimento di espansione e contrazione.
Produce materia, ossia delle polveri sottili, che si
posano sul fondo del cilindro che costituisce la cella,
ma che i tecnici non attribuiscono ai residui presenti
nell’acqua.
Quello che viene definito orgone non è
propriamente un gas, bensì un campo magnetico che in
quanto tale penetrerà o viaggerà attraverso tutti gli
elementi della cellula e di quelli che stanno intorno,
ma a velocità differente. Si irradia ad una distanza
grande, fino a 50 metri, per cui si disperde facilmente
e si propaga attraverso dei mezzi fisici senza
interagire con essi, trasmette informazioni senza
trasmettere energia.
Ogni corpo, vivente e non vivente, possiede il proprio
campo di energia così come tutti magneti. Quello che
bisogna fare è intrappolarla, crearle una prigione
immaginaria e a tale scopo vengono utilizzati dei
materiali sintetici, come i polimeri, forme sferiche di
polarità opposta. Essendo ovunque intorno a noi, questi
campi magnetici possono essere generati da una
distorsione della geometria del vuoto fisico. Questo
dimostra l’utilizzo di forme piramidali, di coni,
cilindri, e triangoli piani.
Nega le leggi dell’entropia, perché va da concentrazioni
di energia più basse a quelle più alte attraendo a sé
altre forme di energia, questo fa di lei un’energia
vivente.
Per tale motivo subisce i campi
elettromagnetici di ogni tipo, da quelli degli strumenti
elettronici a quelli presente nell’aria.
Qualsiasi dispositivo elettronico interagisce con esso,
come ad esempio televisioni e calcolatori, ma anche luci
fluorescenti, telefoni cellulari, radiotrasmittenti,
radar, linee elettriche di alto tensione. Questi campi
magnetici possono alterare in maniera permanente
l’energia prodotta dalla cella, persistono per lungo
tempo anche dopo che sia stata rimossa.
Proviene in gran parte dal sole, per tale motivo sarà
maggiormente accumulata nelle ore più assolate; è
inoltre influenzato dalle condizioni atmosferiche, come
l’umidità, le nubi e la temperatura. Può essere
manipolato e controllato, mediante un accumulatore di
energia, che è costituito da cilindri organici e no,
alternati tra di loro; per cui i primi attraggono e
assorbono l’Orgone mentre gli strati metallici lo
estraggono dalla materia organica e lo irradiano
nell’interno dell’accumulatore.
In tutto questo, usando l’elettricità, il magnetismo e
l’elettrolisi, si va ad accelerare questa reazione. Ha
un tasso lento di conduzione, gli occorrono 30 secondi
almeno per essere sprigionata e ha una breve durata se
non si alimenta la reazione con una batteria:
l’elettrolisi può essere indotta anche dai soli
materiali della cellula se producono il giusto campo
magnetico.
Questa energia è assorbita dall’acqua e per questo viene
utilizzata all’interno del cilindro, proprio in virtù
delle sue proprietà di conduttore. È polarizzata, per
cui si può creare una cella positiva e una negativa, a
seconda di come si combinano i materiali al suo interno.
Se concentrata in uno spazio limitato, ossia se la
nostra cellula viene colmata dal gas fino alla sua
massima portata, essa si trasforma in elettricità, che
si manifesta con le bolle, le pulsazioni, e una tensione
sulla superficie dell’acqua.
L’energia è dunque in noi e nello spazio, è quello che
maghi, santi e millantatori hanno mostrato come magia o
miracolo.
Ognuno di noi potrebbe essere in grado di catturarla e
di propagarla, basta solo utilizzare giusti strumenti
che possano servire a tale scopo.
La cosiddetta cella di Joe è uno dei tanti accumulatori
di energia, e una volta caricata funge da vero e proprio
magnete. Infatti coloro che la hanno costruita hanno
osservato che anche se rimossa dall’automobile, vi è un
lasso di tempo in cui il motore continuerà ad
alimentarsi di tale energia. Tutti i cavi possono essere
staccati e il motore può funzionare ancora finche’ è la
bobina di accensione e il distributore continuano ad
essere funzionali e se viene lasciata per lungo tempo
collegata alla macchina, il motore non avrà poi bisogno
della cella. L’acqua all’interno del cilindro non si
consuma, ma si rigenera in quanto la combustione di
questo gas produce acqua e ancora energia, in un moto
perpetuo.
Per tale motivo la cella di Joe potrebbe donare
all’umanità energia libera ed eterna, stravolgendo le
leggi della fisica sino ad ora conosciute, così come il
nostro modo di vivere, le strutture sociali riconosciute
come istituzioni. La sua diffusione sarebbe la fine di
tutto questo mondo surreale e assurdo in cui viviamo,
sarebbe quello che Rifkin ha definito la società del
world wide energy, in cui non esistono più poteri
centralizzati ma solo strutture orizzontali e
ugualitarie.
Questa è una rivoluzione che richiede tempo e lunghi
anni di battaglie e sperimentazioni, ma non è mai tardi
per cominciare ad alzare le prime barricate.
By Michele Altamura -
Tratto da:
ariannaeditrice.it
Il Dr. Nikola Tesla ha riscoperto quello di cui erano
a conoscenza gli antichi costruttori delle piramidi:
piramidi, obelischi e pietre erette generano un flusso
costante di ioni negativi, utilizzabili per migliorare
gli ecosistemi e rinverdire i paraggi circostanti.
Vedi QUI per i particolari TECNICO-SCIENTIFICI:
http://www.nexusedizioni.it/it/CT/la-tecnologia-di-tesla-e-il-potere-delle-piramidi-4479
vedi anche:
Tesla
scienziato scomodo - 2
+
Esperimento che dimostra le teorie di Tesla
+
Teoria dei Gradienti + Fusione Fredda
http://www.gongoff.com/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=464:le-visioni-di-nikola-tesla&catid=54:nikola-tesla-il-grande-genio&Itemid=94
+
http://www.nikola-tesla.it/
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