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La
STORIA dell'UOMO MODERNO FALSIFICATA da uno STUDIOSO TEDESCO
http://www.laportadeltempo.com/Europa/eu_190205.htm
Sembrava essere una delle scoperte più sensazionali. I frammenti di crani
scoperti in una torbiera presso Amburgo, erano stati datati a più di
36,000 anni or sono - e si sarebbe trattato del collegamento mancante tra
i moderni umani ed i Neanderthal.
Ciò, almeno, è quel che il Professor Reiner Protsch von Zieten - un
distinto antropologo tedesco - aveva dichiarato ai suoi colleghi
scienziati, ottenendo in cambio acclamazioni a livello globale, dopo
essere stato invitato a datare il cranio estremamente raro.
E invece, la carriera trentennale dell'accademico tedesco è ora finita in
disgrazia dopo la rivelazione che avrebbe sistematicamente falsificato i
dati di questo e numerosi altri reperti "dell'età della
pietra".
La sua Università di Francoforte ha annunciato che il professore è stato
costretto alle dimissioni a causa delle numerose "falsificazioni e
manipolazioni". Secondo gli esperti, i suoi inganni potrebbero
investire un' intera sezione della storia dello sviluppo dell'uomo, che
andrebbe così accuratamente rivisitata e riscritta.
"L'antropologia dovrà riesaminare dalle fondamenta il suo ritratto
dell'uomo moderno tra 40,000 a 10,000 anni or sono" ha dichiarato
Thomas Terberger, l'archeologo che ha scoperto il falso.
"Il lavoro del Prof Protsch sembrerebbe provare che gli umani
anatomicamente moderni ed i Neanderthal avrebbero convissuto, forse fino
al punto di interagire e di ibridarsi.
Tutto questo adesso, viene messo in dubbio".
Lo scandalo è venuto alla luce solo quando il Professor Protsch è stato
colto nell'atto di tentare di vendere un'intera collezione di crani di
scimpanzé di proprietà del suo dipartimento agli Stati Uniti.
Un'inchiesta ha in seguito appurato che aveva anche spacciato fossili
falsi per autentici, e copiato il lavoro di altri scienziati.
Le sue scoperte sembravano indicare che i Neanderthal si fossero diffusi
molto più a nord di quanto precedentemente ipotizzato.
Ma l'indagine condotta dalla sua università ha appurato che il frammento
di un cranio di Neanderthal, cruciale per la ricerca scientifica, che si
credeva provenisse dal più antico tedesco del mondo, un Neanderthal
conosciuto come Uomo di Hahnhofersand, risaliva in realtà a soli 7,500
anni or sono, secondo l'unità di datazione dei reperti dell'Università
di Oxford.
L'unità ha stabilito che anche altri crani sarebbero stati datati in modo
erroneo.
Un'altra delle sensazionali scoperte del professore, la donna di "Binshof-Speyer"
visse nel 1,300 a.C. e non 21,300 anni or sono, come era stato sostenuto,
mentre l'"Uomo di Paderborn-Sande" (datato al 27,400 a.C.) morì
solo qualche centinaio di anni or sono, nel 1750.
"E' profondamente imbarazzante. Naturalmente l'università si trova
in una posizione davvero scomoda, al riguardo" ha dichiarato il
professor Ulrich Brandt, che ha condotto l'indagine sulle attività del
Professor Protsch. (.)
Nel corso delle indagini, l'università ha scoperto che il Professor
Protsch, 65 anni, una figura estrosa appassionata di orologi d'oro, Porche
e sigari cubani, non era in grado di far funzionare la sua stessa macchina
di datazione al carbonio.
Invece, dopo essere tornato in Germania dall'America, dove aveva svolto il
suo dottorato, e guadagnato il titolo di professore, si mise semplicemente
ad "arrangiare le cose" per ottenere fama internazionale. In un
caso, sostenne che in Svizzera sarebbe stata trovata una "mezza
scimmia" antica di 50 milioni di anni, chiamata Adapis, creando
sensazione in tutto il mondo archeologico. Invece, la scimmia era stata
scavata in Francia, dove parecchi altri esemplari simili erano già stati
trovati. (.)
Altri dettagli della vita del professore sembrano sbriciolarsi ad un più
attento esame. Prima di scomparire dal campus dell'Università lo scorso
anno, il professor Protsch raccontò ai suoi studenti che si trovava
impegnato nell'analisi delle ossa di Hitler ed Eva Braun. Sosteneva
inoltre di avere appartamenti a New York, Florida, e California, dove si
trovava spesso con Arnold Schwarzenegger e Staffi Graf. Perfino
l'aristocratico titolo di "von Zieten" sembra essere falso.
Lontano dall'essere discendente di un generale degli ussari, il professore
era figlio di un Luogotenente nazista, Wilhelm Protsch, ha rivelato il
quotidiano Der Spiegel.
L'università sta tentando di capire come migliaia di documenti conservati
nel dipartimento di antropologia, e collegati agli orribili esperimenti
scientifici dei nazisti nel 1930, sarebbero misteriosamente scomparsi, a
quanto pare su precisa istruzione del professore.
E' stato altresì scoperto che alcuni dei 12,000 scheletri conservati
nelle "casse d'ossa" del dipartimento, mancano della testa,
probabilmente perché Protsch le vendette ai suoi amici negli Stati Uniti.
L'Università ha ammesso di avere mancato nel non comprendere prima le
falsificazioni del professore. Ma ha sottolineato che, come per tutti gli
impiegati statali della Germania, l'antropologo di alto profilo era
virtualmente impossibile da incastrare, e si è infatti dimostrato molto
complesso riuscire a risalire a lui.
"Era perfetto nell'evadere le domande" ha dichiarato il prof.
Brandt. "Riusciva ad essere convincente e persuasivo".
Il professore che vive a Mainz con sua moglie Angelina, non risponde alle
pressanti domande della stampa, che chiede un commento sull'intera
vicenda. Ma in precedenti dichiarazioni rilasciati al quotidiano Der
Spiegel, ha insistito di essere vittima di un "intrigo".
COLLEGAMENTI MANCANTI e PRESUNTE SCOPERTE
PILTDOWN MAN
La più infame di tutte le frodi scientifiche fu dissotterrata nel 1912 in
una fossa sepolcrale del Sussex. Con la sua immensa scatola cranica simile
a quella umana, e la mandibola simile a quella della scimmia, il
"fossile" dell' "Uomo di Piltdown" fu battezzato
Eoanthropus dawsoni, dal nome di Charles Dawson, l'appassionato di
archeologia autore della scoperta.
Per 40 anni, l'Uomo di Piltdown fu
salutato come il collegamento mancante tra gli umani ed i loro antenati
primati.
Ma nel 1952 gli scienziati conclusero che si trattava di un falso.
Datazioni al radiocarbonio dimostrarono che il cranio era di un umano
risalente a soli 600 anni, mentre l'osso mandibolare era quello di un
orangutango. L'intero pacchetto di frammenti fossili trovati a Piltdown -
che comprendeva una mazza da cricket preistorica - erano stati messi
apposta sotto terra.
L'ARCHEOLOGO del DIAVOLO
L'archeologo giapponese Shinichi Fujimura era così prolifico nella sua
scoperta di reperti preistorici, che da guadagnarsi l'appellativo di
"mani di Dio". Sito dopo sito, Fujimura scopriva reperti di
pietra e resti che spostarono indietro il limite della storia conosciuta
giapponese.
Il ricercatore e le sue scoperte dell'età della pietra attirarono
l'attenzione internazionale e riscrissero i libri di storia.
Nel 2000,
l'incantesimo fu spezzato, quando un quotidiano pubblicò le immagini di Fujimura che scavava fosse e seppelliva reperti che avrebbe in seguito
riscoperto, ed annunciato come scoperte sensazionali. "Sono stato
tentato dal diavolo. Non so come potermi scusare per quello che ho
fatto" ha dichiarato.
Il TACCHINO di PILTDOWN
Il supposto fossile di un Archaeoraptor, che fu conosciuto come il
"Tacchino di Piltdown", venne alla luce nel 1999, quando il
National Geographics pubblicò un racconto della sua scoperta. Sembrava
mostrare un altro collegamento mancante - questa volta tra uccelli e
dinosauri.
L'Archaeoraptor sembrava rappresentare i resti di un grande uccello
piumato con la coda di un dinosauro. Il fossile fu sottratto alla Cina e
venduto ad un collezionista privato negli Stati Uniti per 51,000
sterline.
Gli esperti iniziarono ad avere dei sospetti ed un esame più ravvicinato
dimostrò che lo specimen era in realtà una "composizione" -
due fossili uniti insieme da una forte colla.
vedi: Sitchin
+ Darvin
si e' sbagliato ? +
Darwin si o
no ?
Storia segreta della creazione umana: l'aspetto
dei creatori -
vedi:
Sirene,
nostri progenitori
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