Il
Sole appartiene ad un
sistema stellare formato da circa 200 miliardi di
stelle, che prende il nome di
Galassia.
La maggior parte delle
stelle è concentrata in una regione di spazio a
forma di disco disegnato dai bracci che si dipartono
a spirale da un nucleo centrale. Il disco ha un
raggio di circa 40 mila anni luce ed il Sole occupa
una posizione periferica, a circa 27 mila anni luce
dal centro, intorno al quale ruota con una velocità
di circa 225 km/s. Compie quindi una rivoluzione
completa in 200-250 milioni di anni (=1 anno
cosmico).
Poichè si ammette oggi
che l'età del Sole è di circa 5 miliardi di anni,
ciò significa che ha compiuto sino ad ora poco più
di 22 rivoluzioni galattiche. A differenza della
maggior parte delle stelle della Via Lattea, che
frequentemente appartengono a sistemi binari o
multipli, la nostra è una stella singola.
Il Sole è la stella
centrale del nostro
sistema planetario ed intorno ad esso
ruotano i nove pianeti conosciuti, a distanze
comprese tra 46 milioni di km (Mercurio)
e 7,4 miliardi di km (Plutone).
La distanza media
Terra -Sole è invece pari a 149,6 milioni
di km ed è detta unità astronomia, in simbolo U.A.
Costituzione del Sole
Dall'esame della densità
e conoscendo le altissime temperature della sua
superficie (5750 gradi Kelvin, è una stella di
classe G2 ed appartiene alla
sequenza principale), si può affermare che Sole
deve essere allo stato aeriforme nella parte
esterna; procedendo verso l'interno i gas devono
essere sottoposti a pressioni sempre crescenti,
cosicchè essi si avvicinerebbero allo stato liquido.
Nulla si conosce sul
nucleo solare, perciò le indagini si limitano alla
fotosfera, che è la parte luminosa a noi visibile e
all'atmosfera che la circonda e che può essere
esaminata durante le
eclissi, quando cioè la
Luna copre la massima parte del disco
solare e perciò l'atmosfera non è più abbagliata
dalla fotosfera. Concludendo, la struttura solare si
può schematizzare così:
- nucleo
- fotosfera (con macchie e facole)
- atmosfera (stato di inversione, cromosfera, corona
solare)
Il Nucleo
Per la conoscenza del nucleo ci si basa
sull'evoluzione stellare; si calcola che la
temperatura del nucleo debba raggiungere i 10
milioni di gradi Kelvin e che per questa
elevatissima temperatura la materia debba essere
allo stato gassoso.
La Fotosfera
La fotosfera all'indagine spettroscopica risulta
costituita da vari elementi chimici. Mentre il
Berillio e il Boro sono presenti in piccolissima
quantità, poichè distrutti dalle reazioni
termonucleari durante la fase giovanile del Sole,
l'Idrogeno e l'Elio sono di gran lunga i più
abbondanti; infatti l'80% dell'energia solare è
dovuto alla trasformazione dell'Idrogeno in Elio.
La fotosfera ha
l'aspetto ora di reticolo luminoso, ora di granuli,
interrotti da macchie (aventi diametro di
500-800km). Le macchie sono aperture superficiali di
cavità profonde fino a migliaia di km occupate da
vapori e gas in parte non luminosi; sono sede di
grandiosi fenomeni dinamici, termici, magnetici,
elettrici dovuti all'attività interna del Sole. Esse
di spostano dal margine orientale (sinistro per chi
guarda il Sole nel nostro emisfero e avendo il Nord
alle spalle) verso ovest. Ciò ha permesso di
affermare il movimento di rotazione del Sole da
Ovest ad Est intorno ad un asse che è quasi
perpendicolare al piano dell'orbita terrestre e che
avviene in un periodo di 25-34 giorni nostri e
precisamente: rotazione all'equatore in 25 giorni,
ai poli 34 giorni.
Ciò dimostra, non
essendo uguale la durata di rotazione di tutti i
punti, che il Sole almeno in superficie non è solido
e che la velocità di rotazione del Sole, oltre che
aumentare verso l'equatore, aumenta anche con
l'altezza dei diversi strati della sua atmosfera;
però nelle regioni molto alte la velocità non è
uniforme.
Anche la distribuzione
delle macchie non è uniforme e il loro numero non è
costante. Inoltre esse si muovono indipendentemente
dal moto di rotazione. Nei periodi di attività le
macchie compaiono a circa 40g di latitudine nord e
sud e lentamente discendono verso l'equatore fino a
circa 5g dove vanno estinguendosi, mentre nelle zone
suddette di 40g ne compaiono delle altre prima che
le precedenti siano scomparse.
Attorno ai bordi delle
macchie si osservano della facole cioè delle zone
molto luminose. L'attività delle macchie raggiunge
un massimo ogni 11 anni. Quando il numero delle
macchie è elevato e quando assai forte è l'intensità
dei campi magnetici, la corona solare, durante le
eclissi totali, appare solcata da pennacchi
emergenti come petali di una dalia. Inoltre tali
campi magnetici fanno da schermo ai raggi cosmici
galattici, cosicchè un numero minore di questi
ultimi raggiunge l'atmosfera terrestre.
La maggiore o minore quantità di raggi cosmici è
importante per la formazione, nella nostra
atmosfera, del Carbonio 14 (C14) dovuta appunto alla
loro azione. Poichè il C14 viene fissato dai
vegetali insieme al C12 in conseguenza della
fotosintesi, determinando la quantità di C14
presente nei composti organici degli anelli annuali
che si formano nel tronco degli alberi, è possibile
conoscere le fluttuazioni delle macchie solari
avvenute nel passato. Infatti quando il Sole è meno
attivo, il suo campo magnetico è meno esteso e di
conseguenza la
Terra riceve un maggior numero di raggi cosmici
e nella sua atmosfera la percentuale di C14 aumenta.
L'andamento
dell'attività solare influenza anche le variazioni
climatiche; infatti è accelerato che a un minimo di
macchie solari corrispose nel quaternario
un'avanzata dei ghiacciai, mentre ad un massimo
corrispose un ritiro dei ghiacciai, come si e'
verificato nel Medio Evo, durante il quale le
temperature medie annue furono abbastanza elevate.
Per ciò che riguarda la
temperatura, secondo le misure più recenti la
fotosfera raggiunge i 6000g circa, mentre al centro
delle macchie la temperatura è di circa 3900g C.
Tali elevate temperature sono dovute, come si è
visto precedentemente, alle reazioni di fusione
nucleare.
È dimostrata la sua presenza dall'attenuarsi dello
splendore della fotosfera dal centro verso i
margini. Questa atmosfera si rende visibile durante
le eclissi totali ed e' brillante e rosea. Lo strato
di questa atmosfera più vicino alla fotosfera è
detto lo strato di inversione, miscuglio di vapori e
di gas dello spessore di qualche migliaio di
chilometri; la sua presenza è dimostrata dall'esame
spettroscopico: cioè lo spettro della fotosfera
sarebbe uno spettro continuo se i raggi luminosi
provenienti da essa non attraversassero la zona di
inversione, dove i vapori e i gas dei numerosi
elementi chimici che vi si trovano assorbono le
radiazioni corrispondenti a quelli che essi
emetterebbero se si comportassero come sorgenti
luminose. Perciò lo spettro solare è costituito da
un fondo continuo emesso dalla fotosfera. calcolato
da righe nere dovute all'assorbimento da parte dei
gas dello strato di inversione.
Segue la cromosfera che
è la zona più luminosa dell'atmosfera solare, alta
7000-9000 km, di splendore vario; sembra che in essa
avvengano continue esplosioni, soprattutto in
corrispondenza delle macchie della fotosfera, dove
appunto si osservano delle protuberanze (getti di
Idrogeno) dell'altezza di centinaia di migliaia di
chilometri, e dei brillamenti che sono improvvisi
aumenti di luminosità accompagnati da espulsioni di
particelle ionizzate, di radiazioni e di raggi X.
Segue infine la corona
solare dello spessore di circa 300.000km, di
splendore maggiore quando ci sono le macchie. Essa è
costituita di plasma in movimento turbolento
generante una espansione continua di materiale
solare altamente ionizzato (elettroni, protoni e
nuclei di Elio), il "vento solare", messo in
evidenza da sonde spaziali.
La causa principale
della fuga del vento solare è il campo
gravitazionale del Sole che, nello sforzo di
trattenere il gas coronale entro un volume chiuso,
non fa che provocare la continua accelerazione di
esso verso lo spazio interplanetario.
La struttura della
corona, che è visibile e perciò oggetto di studio
solo durante le eclissi totali di Sole, varia
notevolmente da un'eclisse all'altra e la sua forma
è connessa al ciclo undecennale della macchie
solari, presentandosi più irregolare quando il
numero delle macchie è al minimo.
Nella corona si
distinguono nettamente tre zone: la prima, alta
circa due raggi solari (cioè circa 1.400.000km) è
detta corona elettronica, perchè i suoi elettroni
liberi diffondono la luce fotosferica e il suo
spettro non presenta ricghe di assorbimento ma è
continuo ed è perciò detto "K" (dal tedesco
Kontinuum); segue la zona "F" così detta perchè nel
suo spettro compaiono righe di Fraunhofer (di
assorbimento); essa è quindi poco luminosa, ma la
luce fotosferica viene diffusa dalla polvere
cosmica.
La terza è molto rarefatta e la sua luce molto
debole è dovuta agli ioni eccitati. È da questa zona
che si origina il "vento solare".
Dal punto di vista
chimico la corona solare è composta dagli stessi
elementi che costituiscono la fotosfera: 80% di
Idrogeno, 19% di Elio e 1% di tutti gli altri
elementi presenti nella fotosfera.
Dallos tudio del Sole si
deduce che l'energia solare è di due tipi:
elettromagnetica e corpuscolare.
La radiazione
elettromagnetica si estende dai raggi X fino alle
onde radio; la gamma dello spettro visibile
corrisponde al circa il 50% dell'intera energia
emessa dal Sole e raggiunge la superficie terrestre
in 8 minuti e mezzo illuminandola e riscaldandola.
Questa energia proviene dalla fotosfera ed è
praticamente costante, in quanto le macchie solari
provocano variazioni trascurabili: essa è valutata
in 2 piccole calorie al minuto per cm^2 di
superficie terrestre esposta perpendicolarmente ai
raggi del Sole (costante solare)
Le radiazioni ultraviolette, generate soprattutto
nella bassa corona solare nelle zone attive sopra le
macchie, non raggiungono la superficie terrestre in
quanto l'ultravioletto "vicino" (cioè quello a
maggior lunghezza d'onda e quindi più "vicino"al
violetto dello spettro visibile) viene assorbito
dall'ozonosfera, mentre l'ultravioletto "lontano",
cioè quello a lunghezza d'onda minore, viene
assorbito fra i 100 e i 200km di altezza
dall'atmosfera terrestre dove le alte temperature,
registrate dai satelliti, risentono delle variazioni
dell'attività solare. La radiazione corpuscolare
costituita di ioni (per lo più di Idrogeno) e di
elettroni dà luogo al "vento solare".
Il Sole è anche sede di
un enorme campo magnetico, 100 volte maggiore di
quello terrestre: ultimamente la sonda Ulysses ha
rimesso in dubbio le teorie sulla posizione dei poli
magnetici del Sole, ovvero sembrano non esistere
affatto. Solo nel 1996 sarà possibile però avere una
risposta definitiva sulla questione.
Per l'osservazione
e la
fotografia del sole vi rimandiamo alle pagine
dedicate agli
astrofili.
Tratto da: astrolink.mclink.it