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A delineare una corretta immagine fisica
del mondo concorrono, assai più dei potenti telescopi, i progressi grandiosi
della fisica moderna. Alle osservazioni e alle esperienze danno un senso le teorie
fisiche.
Il telescopio ci offre delle immagini, che acquistano significati
diversi a seconda delle teorie ottiche
che le interpretano.
Se all'ipotesi di uno spazio euclideo sostituiamo
quella di uno spazio non
euclideo, se, in
luogo dell'ipotesi del percorso
rettilineo dei raggi luminosi, avanziamo
l'ipotesi di geodetiche, da essi percorse,
configurate dalle linee di forza di
un campo, una nuova
immagine fisica del mondo balza agli
occhi della mente, una immagine in cui vecchie e gravi
lacune della
concezione tradizionale dell'Universo vengono
implicitamente colmate.
RIASSUNTO
Tratto
dal Libro: "Il problema dello Spazio e la Concezione del
Mondo", del Prof. Paolo Emilio Amico-Roxas, Docente di
Analisi matematica dell'Universita' di Roma (Italy).
Il sapere si scinde nei vari rami di
dottrina: sorge così il fisico, il matematico, il filosofo, il letterato,
l'artista.
E, ancora, la stessa fisica si scinde in diverse
branche, così pure la matematica, la filosofia, la
letteratura,
l'arte.
E nascono via via gli scienziati, i filosofi, i
letterati, gli artisti specializzati, competenti
in una particolare branca del sapere.
Il libro, che ho
condotto a termine, è necessariamente diretto ai competenti,
in particolare ai fisici e, in qualche scorcio, ai
filosofi. Tuttavia il
sapere, nella sua accezione più ampia, non ammette
suddivisioni, che, per quanto praticamente necessarie,
sono artificiose; nessuna branca è indipendente dalle
altre, nessuna branca può essere profondamente compresa
se non viene illuminata dalle altre, cui è intimamente
legata: il
sapere è una sintesi, limite supremo cui tende la mente
dell'uomo.
La cultura, attinta in profondità, è un raro dono, di
cui sono fortunati
possessori i non numerosi competenti.
Poi c'è il resto
dell'umanità,
diversamente avviata nel campo pratico del lavoro
manuale o professionale,
che non ha vera competenza in nessuna branca del sapere.
Dobbiamo
considerare questo grandissimo numero di esseri umani
per nulla partecipi
del «sacro convito» ? Certamente no, perché ogni
essere umano ha una mente che pensa,
ha un'aspirazione di conoscere, un intuito e una capacità più o meno
acuta di penetrazione, che lo sospingono alle soglie
del «tempio»
e, per vie più o meno rigorose, gli fanno cogliere
alcune gemme,
alcune riposte verità, nella loro smagliante bellezza ed
armonia.
L'ansia di conoscere è dettata non solo dalla
mente dell'uomo, ma
anche dalla sua sensibilità, dal suo cuore.
Nel più
freddo scienziato alberga
il calore di un desiderio di evasione, di libertà: si
vuoi conoscere per librare le ali verso
orizzonti più vasti, che attenuino l'angustia delle
molte ore
grigie della vita che scorre.
Nei celebri
navigatori, oltre al desiderio della scoperta, vi era
anche una
esigenza diversa : sentivano il fascino della conquista
di un nuovo lido, per acquietare la loro ansia di
libertà.
L'astronauta, che si accinge ad attraversare gli
spazi, è spinto alla rischiosa impresa da una brama
di sapere non
meno che da una brama di evasione. Forse gli uomini si
illudono, a
volte, di evadere mutando posto, laddove l'evasione è,
probabilmente,
un fatto psicologico di natura squisitamente interiore.
L'ansia di
evasione, l'ansia del nuovo, che, in una ricerca
disordinata,
spesso esaltata e vana, accanto all'arte, ha fatto
nascere la pseudoarte, accanto alla
letteratura la pseudo letteratura, accanto alla critica
la
pseudocritica, accanto alla tensione degli opposti,
feconda di verità, la loro ibrida e
sterile confusione, sia, insieme e sopratutto, slancio e
ansia di
cogliere aspetti più intimi, più riposti, più veri della
realtà, nel
senso più comprensivo di questa parola.
Le idee
influenzano l'immagine che ci formiamo delle cose;
l'immagine delle cose influenza le nostre idee.
Gli antichi
costruivano il mondo in base a
concetti di ordine teorico, senza cercare l'appoggio
dell'esperienza.
Poi nacque la scienza sperimentale, che, a sua volta,
modificò od
addirittura, fece cadere concetti e teorie tradizionali,
rivelandone l'infondatezza.
Il sistema del mondo copernicano spinge l'uomo ad
evadere verso l'
Infinito.
L'infinito spaziale, geometrico, dell'universo
esosferico appare coincidere con l'infinito psicologico:
si cerca al di fuori, nelle sterminate
lontananze, l'infinito che, invece, è dentro di noi,
nella contrastante molteplicità dei nostri pensieri.
Il
mondo endosferico potrebbe apparire una costrizione per
chi si illudesse che evasione psicologica sia lo stesso
che evasione
fìsica. L'immagine fisica del mondo endosferico
suggerisce
idee di raccoglimento, idee di unione e di sintesi, in
luogo dei concetti di estensione, di
vanità e di dispersione, che emergono dal « vuoto »
sterminato spazio classico.
Il nuovo mondo
presenta alla mente l'UniVerso
e non gli « Universi », il Sole e non i «Soli», la
potenza e non
l'estensione, la concentrazione e non la dispersione.
L'infinitamente grande coincide con
l'infinitamente piccolo.
La potenza e l'atto di Aristotele
sembrano trovare una ragione fìsica nel sistema
cosmocentrico.
La nuova immagine del mondo appare volta ad accrescere nell'uomo la sua fiducia nei
valori che, ad onta di ogni sterile scetticismo, sono
atti a
sorreggere la vita degli uomini: valori di
collaborazione e di solidarietà,
che, tradotti in opere concrete, possono essere forieri
di una novella
età.
La
concezione newtoniana dell’Universo presentava alcuni
punti deboli, che Einstein colmò soddisfacentemente con
la sua Teoria della Relativa', pervenendo alla
conclusione che I’ Universo reale non è euclideo,
il che significa che i fondamentali fenomeni della
natura, in particolare la gravitazione, suggeriscono,
per una loro adeguata descrizione, una geometria non
euclidea, e precisamente una geometria di tipo
riemanniano alle due astrazioni sovrapposte, la legge di
inerzia e il campo statico delle forze della Teoria
classica, Einstein sostituisce una legge di inerzia
generalizzata che fonde in se le due anzidette
astrazioni della dinamica di Galilei.
Il mondo di Einstein lascia però immutati altri aspetti
poco soddisfacenti della Teoria copernicana, nella
quale,
1) non si spiega:
a) il comune comportamento delle Cefeidi.
b)
la simmetrica caduta sulla superficie terrestre dei
raggi cosmici.
c) il fatto che la Terra sia il più denso
dei corpi del sistema solare e il « pianeta » favorito
per la sua abitabilità;
2) si è condotti ad ammettere:
a) un Universo di infinite masse, implicito nella
legge di Newton.
b) il
fenomeno poco verosimile della favolosa durata (lei
raggi luminosi (miliardi di anni-luce),
c) il fatto
poco naturale» dell’omogeneità, isotropia e
rigidezza dello spazio (la Teoria einsteiniana rifiuta
effettivamente uno spazio siffatto, ma, da un punto di
vista quantitativo, lo spazio curvo (della Teoria della
Relatività, praticamente, non differisce dallo spazio
newtoniano).
3) la dispersione della quasi totalità dell’energia
emessa dal Sole e dai milioni di Stelle-Soli, viola il
principio di economia cosmica e di conservazione
dell’energia.
4)
si propugna fra atomo e sistema solare una analogia
poco legittima data la «singolare differenza» fra essi
messa in luce da Planck.
5) si danno incerte e insufficienti spiegazioni:
a) delle cause delle differenze di temperatura nel corso
delle stagioni.
b) dell’uniformità della forza di gravità.
c) della luminosità del cielo notturno senza nubi
e senza Luna.
d) dell’origine del magnetismo
terrestre.
Esaminiamo dunque i punti di partenza del sistema
classico si attribuiscono allo spazio astronomico
(spazio di tipo ottico o, se si vuole, dato che
l’abbiamo in parte esplorato con onde e segnali radio,
di tipo elettromagnetico) i caratteri dello spazio
ordinario ; la luce percorrerebbe traiettorie rettilinee
nel senso euclideo.
Le esperienze, per i risultati inevitabilmente
approssimati cui pervengono, consentono solo formulare
l’ipotesi che la propagazione della luce sia
rettilinea. Fondamentale è la circostanza che l’occhio
prolunga mentalmente i raggi ogni oggetto o
sorgente luminosa appare trovarsi nella direzione, con
la quale i raggi luminosi, uscenti da detto oggetto o
sorgente luminosa, penetrano nell’occhio o nella camera
oscura di una macchina fotografica.
Nei limiti degli errori di osservazione, in buono
accordo con i fatti dell’esperienza ordinaria, possono
ritenersi ugualmente valide sia la legge di propagazione
rettilinea sia una legge di propagazione curvilinea.
Pertanto il trasferimento allo spazio astronomico dei
caratteri euclidei dello spazio ordinario non è sorretto
da valide esperienze.
La simmetrica caduta sulla superficie terrestre dei
raggi cosmici suggerisce l’ipotesi di una sorgente
centrale irradiante uniformemente i punti di una
superficie sferica concava; cadrebbero
così altri punti deboli, come il comune comportamento
delle Cefeidi, la dispersione della quasi totalità
dell’energia emessa dal Sole, ecc.
D’altra parte il concetto di campo, validamente
affermatosi nel secolo scorso, per la sua immensa
portata, suggerisce una immediata estrapolazione :
l’idea, cioè, che l’Universo, nel suo complesso,
abbia la struttura di un
campo.
Già Einstein affermò
l’esistenza del campo universale, senza tuttavia
insistere sulla necessità di precisarne le sorgenti.
Formuliamo, pertanto, l’ipotesi di un campo universale,
le cui sorgenti sono il Sole e la fonte dei raggi
cosmici (Centro Stellare), situata nel centro di una
sfera cava.
Siffatta immagine fisica del mondo è
d’accordo con i dati d’osservazione ?
Esiste una
trasformazione geometrica che consenta di passare dallo
spazio classico euclideo ad uno spazio non euclideo e
nella quale si abbia una corrispondenza puntuale
biunivoca con invarianza degli angoli ?
Tale
trasformazione effettivamente esiste sotto il nome di
trasformazione per raggi vettori reciproci o circolare o
per inversione.
Nella trasformazione il piano all’AO
(ossia le infinite direzioni da cui fra l’altro
provengono i raggi cosmici cadenti simmetricamente sulla
Terra) si trasforma nel centro della sfera d’inversione,
che abbiamo chiamato Centro Stellare, l’altra sorgente
cioè, oltre il Sole, del campo universale.
Le rette euclidee si trasformano in generale in cerchi o
archi di cerchi ; la tangente rettilinea dello
spazio esosferico si cangia in tangente curvilinea dello
spazio endosferico. Le due tangenti, tuttavia, nei brevi
tratti della zona terrestre, non differiscono
sensibilmente.
Le rette euclidee sono le
geodetiche dello spazio euclideo; le rette non
euclidee, cioè, in generale, i cerchi e gli archi di
cerchi, in cui, mediante la trasformazione circolare, si
mutano le rette euclidee, sono le geodetiche dello
spazio non euclideo. Applicando al mondo copernicano il
procedimento di inversione, si perviene ad una
configurazione universale analoga a quella di un campo
elettrico o magnetico.
Le radiazioni solari percorrono le geodetiche curvilinee
o linee di forza del campo. Le curvature, in prossimità
della superficie terrestre, non sono molto sensibili,
per cui le geodetiche curvilinee non si discostano
sensibilmente da un andamento rettilineo, e pertanto vi
si può ammettere, in accordo con i dati di osservazione,
sia l’ipotesi della propagazione rettilinea della luce
sia l’ipotesi della propagazione curvilinea. A misura
però che ci si avvicina al centro della sfera, le
geodetiche accentuano sempre di più le loro curvature e
lo spazio acquista un carattere nettamente diverso da
quello euclideo.
Il campo universale è uno spazio a curvatura variabile,
dove gli spostamenti, i moti dei corpi non sono rigidi.
Il bastimento che va dietro l’orizzonte, si
cela sotto la tangente:
se questa è supposta rettilinea (spazio euclideo) il
fenomeno del bastimento prova la convessità
della Terra; se la tangente, invece, si suppone
curvilinea (spazio non euclideo) allora il fenomeno del
bastimento prova la
concavità della Terra.
L’americano Morrow ha scoperto un procedimento pratico,
per l’applicazione sintetica della trasformazione
circolare: egli ha realizzato i diagrammi di
trasformazione del sistema solare, delle fasi lunari,
delle eclissi, delle parallassi, ecc.
Si dà una chiave geometrica per trasformare chilometri
di spazio euclideo in termini o valori di spazio non
euclideo a curvatura variabile. A due rette parallele
euclidee corrispondono due rette parallele non euclidee
: entrambe limitano una unità di energia, uniformemente
distribuita nel caso delle parallele euclidee, non
uniformemente distribuita nel caso delle parallele non
euclidee.
I chilometri euclidei sono rappresentati da
segmenti uguali, perchè, essendo l’energia, nello spazio
euclideo, uniformemente distribuita, ciascuno dì essi
deve rappresentare una quantità di energia costante.
I chilometri non euclidei sono rappresentati da archetti
o segmenti disuguali, perchè, essendo l’energia, nello
spazio non euclideo, non uniformemente distribuita,
ciascuno di essi deve rappresentare una quantità di
energia costante. La totalità della massa-energia del
mondo esosferico è uguale alla totalità della
massa-energia del mondo endosferico:
diversa è la densità nei due spazi.
Le distanze, i
volumi calcolati nei
due
spazi sono numericamente identici, mentre i corpi nello
spazio endosferico hanno densità, in generale, enormemente maggiore di
quella dei corpi
supposti nello spazio esosferico.
E precisamente: lo
spazioenergia
del mondo endosferico è estremamente denso presso le
sorgenti, decrescendo la densità a misura che ci si avvicina alla
Terra ; lo spazioenergia
del mondo esosferico è estremamente rarefatto ovunque
(salvo nei punti singolari), è il « vuoto », il «
deserto » di Làmmel, Eddington ed altri.
Lo spazio classico ammette una unità di misura assoluta
: esso è privo di caratteristiche.
Lo spazio endosferico ammette in ogni punto e secondo ogni
giacitura e ogni direzione una unità di misura sottomultipla
del raggio di curvatura in quel punto e secondo quella
giacitura e quella direzione: esso è dotato di
caratteristiche (curvature). La legge
di Newton, valida
nello spazio classico, è altrettanto valida in quello endosferico.
Le formule della Meccanica Celeste classica
sono applicabili
al nuovo spazio, purché alle grandezze e alle variabili,
che in esse figurano, si attribuiscano i significati ed
i valori propri dello spazio endosferico.
Si
urta contro il più elementare buon senso non appena ci
si riferisca al
nuovo spazio nei termini del vecchio, e viceversa.
Estrapolando
nel mondo endosferico la legge secondo la quale
all'interno di una sfera cava
omogenea il campo gravitazionale è nullo, non si ha
«attrazione
terrestre», ma repulsione solare con identici
effetti.
Anche la variazione di g
(accelerazione di gravita) trova, nel nuovo
concetto,
soddisfacente spiegazione. Il moto di rotazione
terrestre si ha in entrambi
i sistemi ; il moto di « rivoluzione » della Terra non è
che il moto del Sole, attorno allo Zodiaco, su un
piano, che forma con l'equatore
celeste un angolo di
23° 27' ; i moti della Terra e del Sole danno luogo
all'alternarsi del giorno e della notte e alle stagioni.
Fasi lunari, eclissi solare ed eclissi
lunare, occultazioni di stelle sono esaurientemente
spiegati anche
nel nuovo concetto.
L'invarianza degli angoli, nella
trasformazione per raggi vettori reciproci, consente
ritrovare nel nuovo spazio le stesse parallassi
calcolate nel sistema classico ; i dati d'osservazione
sono, nei due spazi, ovviamente identici : muta solo la
loro
interpretazione.
Cosa vi è «al di fuori» della sfera cava ? Non vi è «al di fuori» : la profondità della Terra cava
misura numericamente quanto il raggio della Terra
solida e cioè, in media, 6370 km. non euclidei,
i quali sono di lunghezza sempre crescente fino a
diventare infinita: la densità della Terra va
decrescendo indefinitamente nelle profondità
fino a tendere a zero.
La relazione esistente fra i due spazi implica che ogni
relazione
valida in una delle due concezioni è necessariamente
valida anche nel
l'altra.
La nuova Teoria spiega tutti i fatti spiegati
dalla Teoria classica,
e spiega altresì alcuni fatti, che, nella concezione
copernicana, appaiono accidentali, mentre nel nuovo concetto non si discostano
da una linea razionale, circostanza questa che
conferisce maggior validità
(verità) alla concezione endosferica piuttosto che a
quella tradizionale.
La simmetrica caduta sulla Terra
dei raggi cosmici, il comune comportamento delle
Cefeidi, la densità della Terra inferiore a
quella degli altri
corpi del sistema solare, l'origine del magnetismo
terrestre, la
luminosità del cielo notturno senza nubi e senza Luna,
sono fenomeni
impliciti nella stessa struttura del mondo endosferico,
senza la necessità di introdurre nuove ipotesi, più o
meno plausibili, per essere spiegate.
Il campo endosferico è uno spazio non uniforme, sede di
moti non rigidi.
L'uniformità dello spazio è avversata da
autorità scientifiche come Eddington ed altri, per i
quali uno spazio privo di caratteristiche (curvature) è poco «naturale».
La favolosa durata dei raggi luminosi (miliardi di
anni-luce) è una necessaria conseguenza della Teoria
classica; altrimenti probabilmente sarebbe stata
rifiutata dai fisici.
Nel nuovo concetto siffatto
problema può trovare una soluzione soddisfacente.
La teoria endosferica non viola la legge fondamentale
della conservazione dell'energia, non rispettata dalla
Teoria classica, per la quale la quasi totalità
dell'energia emessa dal Sole, va dispersa. Le cause
delle differenze di temperatura, nel corso delle
stagioni, insufficientemente spiegate dalla Teoria
copernicana, nel nuovo concetto appaiono più attendibili
e complete. Questi sono i principali fatti, che
consentono dare una risposta alla domanda : poiché i due
spazi sono equivalenti,
quale delle due Teorie è la più
valida
(la vera) ?
Poiché la nuova Teoria, oltre a spiegare tutti i fatti
spiegati dal concetto classico, colma diversi punti
deboli della vecchia Teoria, appare a questa superiore,
e, quindi, più vera.
Il mondo antico fondava le sue nozioni
scientifiche sulla pura teoria.
Galilei fonda la scienza moderna «provando e
riprovando».
La scienza, tuttavia,
si sviluppa grazie ad un processo dialettico della mente
dell'uomo, che pone alternativamente l'accento ora sul
fatto ora sulla teoria, superando discordanze ed
antitesi, per edificare un corpo coerente ed armonico di
dottrina, che gli consenta, nel campo pratico, di
allargare le frontiere del suo dominio sulla natura, e,
nel campo teorico, di percorrere nuove vie per un
maggiore approfondimento dell'aspetto filosofico della
realtà.
La storia della scienza degli
ultimi trecento anni è caratterizzata, nel suo sviluppo, da una successione
cronologica e pressoché organica,
che non trova
un parallelo nella scienza greca.
La storia della fìsica
da Galilei ad oggi ci fa constatare come la scienza
progredisca, mediante approssimazioni, diciamo così, concentriche : ogni teoria
contiene, infatti,
quella che l'ha preceduta come « caso particolare ».
La Teoria di Newton è
un caso particolare della Teoria della Relatività
Ristretta, la Relatività Ristretta
è un caso particolare della Relatività Generale, la
Relatività Generale è un caso particolare della Teoria
Endosferica.
Fra le
varie Teorie vi sono differenze qualitative e
quantitative.
Per esempio,
lo spazio, assoluto nella Teoria di Newton, non lo è
nella Relatività
Ristretta (differenza qualitativa).
Lo spazio-tempo,
assoluto nella
Relatività Ristretta, non lo è nella Relatività Generale; la propagazione
della luce, rettilinea nello spazio uniforme della
Teoria di Newton e nella Relatività
Ristretta, non lo è nella Relatività Generale; i moti,
rigidi nella Teoria di Newton e nella Relatività
Ristretta, non lo sono nella Relatività
Generale (differenze qualitative).
Fra la Teoria della Relatività Generale e
la Teoria Endosferica non vi sono differenze qualitative,
ma solo quantitative: entrambi gli spazi sono curvi, con la differenza quantitativa che le
curvature sono assai più accentuate nella
seconda delle due
Teorie; la propagazione della luce non è rettilinea in nessuna delle
due Teorie, con la differenza quantitativa che le
flessioni sono
molto più sensibili nella Teoria Endosferica; in tutte e
due le Teorie
i moti non sono rigidi, ma, mentre nella Teoria della
Relatività Generale le deformazioni sono
trascurabili, nella nuova Teoria sono, invece, molto
considerevoli.
Dal punto di vista qualitativo la Teoria Endosferica non
differisce dalla Teoria della Relatività Generale, mentre ne
differiscono notevolmente le precedenti Teorie di Newton
e della
Relatività Ristretta.
La nuova concezione del mondo non introduce nessuna ipotesi essenzialmente nuova, nessun principio o concetto
fisico nuovo,
ma si fonda integralmente su ipotesi, principi e
concetti fisici
già universalmente ammessi, sugli stessi fatti ed
esperimenti su cui è costruita la cosmogonia
classica : si tratta di un ulteriore passo innanzi, nel
cammino della scienza, «dovuto a nuovi ed originali
modi di pensare su
esperimenti e fenomeni noti da tempo».
I recentissimi esperimenti
spaziali non costituiscono esperimenti cruciali atti a
discriminare fra le due Teorie : essi, tuttavia, sono
affermazioni sperimentali del più
alto interesse.
Secondo tali esperimenti «lo spazio cosmico non è realmente vuoto come
si credeva fino ad ora».
La scienza astronomica sembra si avvii ad indicarci, sul
piano sperimentale,
la vera immagine fisica dell'universo.
In luogo della «vuota» estensione, della dissipazione e
della dispersione, insite nel sistema classico, si ha, nel nuovo
concetto, la conservazione, la concentrazione e la
potenza.
La nuova idea del mondo suggerisce idee di collaborazione, di
solidarietà, accrescendo negli uomini la fiducia in quei
valori. Il nuovo mondo affaccia l'idea di un mondo nuovo.
By
Prof. Paolo Emilio Amico-Roxas
Commento NdR: questa teoria avrebbe bisogno di
altri supporti documentali e dialettici per essere
maggiormente credibile, ma questi si trovano nel libro
citato e quindi si rimanda al testo dell'autore.
Con questo riassunto (dell'autore del libro) non
vogliamo commentare sul fatto che che trattasi di errore
o verita', in quanto abbiamo solo voluto segnalare ai
lettori, ipotesi alternative alla scienza ufficiale, per
spingere ognuno alla propria ricerca diretta.
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Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova
scientifica che
Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato
la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il
noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato
una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità
scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati
più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli
sviluppatori della rivoluzionaria teoria delle stringhe ed
è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato
un “semi – radio primitivo di
tachioni” (particelle teoriche
che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o
il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle
influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia
creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di
tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che
sono in grado di creare l’effetto del reale tachyon in una
scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla
conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole
create da un’intelligenza, non molto diverso del suo
videogioco preferito, ovviamente, più complesso e
impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala
subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio,
un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella
storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo,
la materia, la forza o la legge, è percepito il caos
assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato
"caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo
in un piano governato da
regole create e non determinate
dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.” ha
detto lo scienziato.
“I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra
la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena
Video in spagnolo dello scienziato:
L'UniVerso
e' un desiderio
Spirituale che diviene un sogno (Progetto
di Vita), creando un suono coerente informato,
omnipresente nell'Infinita'
che fa emanare dal
Vuotoquantomeccanico l'in-form-azione/energia (cio' che si
sta formando/con il movimento, la vibrazione), prodotta dal sogno stesso, che per mezzo
della
Cimatica muove, fa vibrare l'energia
informata,
emettendo suoni armoniosi e coerenti di informazione, e
creando, come un'orchestra, ed in contemporanea, i vari livelli della
Mater-Ia cosi informata - La salute e/o la malattia sono solamente
la coerenza o l'incoerenza di questo immutabile
processo.
vedi:
Cosmologia,
Cosmogonia
+
Il
Big Bang NON esiste
+
Il tachione di Dio
+
Scienza
razionale
Teoria R3 - Una semplice Teoria dell'UniVerso
- PDF - dell'Ing. Alberto Angelo Conti
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