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DINAMICA
A
dispetto di una certa diffusa convinzione secondo la quale la fisica di
base si ritroverebbe in questi ultimi anni con sempre più scarse
possibilità di sviluppo,
sono oggi disponibili importanti novità, è quindi senz’altro bene
che tale "nuovo" raggiunga tutti i potenziali fruitori.
Chi si ritroverà davanti al
presente scritto e pensa di essere interessato alla cosa è pregato di
prestare viva attenzione a quanto seguirà: si tratta di un questionario
messo a punto per favorire la formazione di una nuova visione della
realtà. Un importante passo mosso nella giusta direzione dalla fisica,
essendo la medesima una disciplina di base, non potrà che produrre
molti effetti positivi.
Naturalmente, prendere visione del
questionario sarà un’operazione molto importante; altrettanto
importante, tuttavia, sarà riflettere parallelamente su tutte le
domande formulate. C’è inoltre da dire che il "nuovo" potrà
essere conquistato solo "sfondando" contemporaneamente più
fronti.
A che cosa dovrebbe servire un
nuovo principio della dinamica, frutto di una certa nuova ed originale
sintesi di pensiero, se non a combattere, con l’idea di sconfiggere,
l’attuale stato di grande disorientamento esistente nel mondo della
fisica di base ?
Lo stesso tipo di disorientamento,
o "Babele", per dirla con un termine biblico, potrebbe ora
impedire di capire quanto possa essere utile il presente lavoro.
E’ auspicabile che ciò non accada.
La strada indicata dal nuovo
principio della dinamica porta, tra le altre cose, alla chiara
comprensione di quelli che oggi sono ancora visti come i misteriosi
fenomeni gravitazionali.
Normalmente si è portati a pensare
che per lo sviluppo del pensiero scientifico sia molto importante saper
offrire buone risposte a determinati interrogativi.
Ed è senz’altro vero, ma è altrettanto importante, se non di più,
poter contare sulla disponibilità di nuovi e buoni quesiti.
La cultura scientifica dominante ha
talmente condizionato lo studioso ed il ricercatore contemporaneo, che
è diventato quasi impossibile, per il medesimo, affrancarsi da certi
rigidi schemi di pensiero e riuscire a formulare domande
sufficientemente "aperte", stimolanti e costruttive.
Il nuovo principio della dinamica
più avanti riportato è preceduto da un buon numero di domande molto
utili per mettere in moto la mente su tutta una serie di questioni .
Riflettere con attenzione su tutti i concetti trattati porta al naturale
riconoscimento della validità di tale nuovo principio. Inevitabilmente
alcune domande appariranno piuttosto banali.
Determinati interrogativi, che
sarebbero senz’altro utili per favorire la crescita della conoscenza,
sono stati progressivamente inibiti dal tipo di cultura scientifica che
in questi ultimi decenni si è pesantemente imposta. Il sapere
scientifico in cui oggi siamo "immersi" costituisce quanto di
meglio l’uomo abbia saputo produrre, ciò non toglie che ci sia ancora
molto lavoro da fare per crescere, nel vero senso della parola, con la
conoscenza dell’Universo. Il metodo galileiano, nonostante la sua
riconosciuta efficacia, non è riuscito ad evitare, purtroppo, che
quella identificata oggi come la cultura scientifica dominante, a causa
di vari e discutibili interessi di parte, rimanesse
"inquinata" da un certo numero di elementi arbitrari.
Più che la quantità delle conoscenze, la quale deve comunque crescere
per alimentare un corretto sviluppo del pensiero scientifico, la loro
qualità, assicurata da una giusta selezione delle medesime, risulta
essere
condizione estremamente importante.
E’ ragionevole che un
corpo possa essere considerato, oltre che un’entità
unitaria, anche come un’aggregazione armonico/dinamica di
unità ?
2. Le unità di
base di un corpo non sono percepibili direttamente in alcun
modo per ovvie ragioni (in primo luogo le loro dimensioni
sono estremamente ridotte e poi ciò appartiene alla natura
delle cose), è possibile, tuttavia, indagare sulle medesime
a partire dagli effetti che producono.
E’ ragionevole considerare tali studi di pertinenza della
fisica ?
3. Le unità di
base di un corpo possono essere considerate costantemente in
movimento ?
4. Il movimento di
un corpo può essere considerato come l ’effetto del
movimento delle sue unità di base ?
5. E’ ragionevole
pensare che un corpo, affinché venga modificata la sua
posizione nello spazio, possa essere più facilmente spinto
che tirato ?
6. E’ ragionevole
pensare che un corpo possa modificare la sua posizione nello
spazio a causa di azioni cui sono interessati per primi i
suoi costituenti base e poi il corpo stesso ?
7. E’ ragionevole
pensare che quello che dalla scienza ufficiale viene
considerato oggi spazio vuoto (ovvero spazio privo di
materia e che malgrado ciò la stessa scienza ufficiale
ammette possedere varie proprietà) possa essere identificato
come una realtà in cui si trovino distribuite in modo
uniforme innumerevoli unità di base ( dello stesso identico
tipo di quelle che permettono, se aggregate in un certo modo
armonico, l’esistenza della materia) ?
8. La materia e lo
spazio, o, meglio, in luogo dello spazio l’etere, possono
essere visti come due stati differenti di un’unica realtà ?
9. E’ ragionevole
pensare che un corpo immerso in un campo gravitazionale, se
libero di muoversi, possa essere accelerato a causa di
un’azione prodotta dalle unità di base appartenenti alla
struttura ordinata dell’etere, sulle unità di base che
assicurano l’esistenza del corpo stesso, essendo, le unità
di base, sempre in veloce movimento ?
10. Un campo
gravitazionale, lo stesso dicasi per un campo elettrico od
un campo magnetico, possono essere visti come stati alterati
dell’etere ?
11. E’ ragionevole
pensare che la materia possa essere vista come un
particolare stato dell’etere alterato (o modificato) in modo
stabile ?
12. Visto che gli
stati alterati dell’etere sono sempre reperibili in
prossimità della materia propriamente detta (più si è vicini
alla materia e più tale alterazione è accentuata), è
ragionevole pensare che dipendano da azioni prodotte dalla
struttura più intima della materia sulla struttura
dell’etere ?
13. La stabilità della
materia può essere considerata come una diretta conseguenza
della stabilità dell’etere ?
14. E’ ragionevole
pensare che il numero delle unità di base di un corpo possa
mantenersi stabile benché tali unità siano costantemente
sostituite da sempre nuove unità provenienti ordinatamente
dall’etere ed all’etere stesso poi ritornanti ?
15. Un corpo può forse
essere visto come una realtà che potrebbe in tempi
brevissimi scomparire se non fosse costantemente alimentato
da sempre nuove unità di base provenienti ordinatamente
dalla struttura dell’etere ?
16. E’ ragionevole
immaginare un fotone come una sorta di lacuna dell’etere, la
quale, come le unità di base, procederà nello spazio in
linea retta alla velocità di 300.000 Km/s ?
17. E’ ragionevole
pensare che la velocità della luce sia una conseguenza della
velocità delle unità di base le quali permettono prima
l’esistenza dell’etere, poi, grazie a quest’ultimo, anche
l’esistenza dei fotoni (comprese tutte le altre onde
elettromagnetiche) e della materia ?
18. Tenuto conto della
necessità di dover offrire una spiegazione che soddisfi
indiscriminatamente tutti i possibili osservatori di un
corpo in movimento, come può lo stesso corpo "contenere" o
"ricordare" tutte le velocità e le direzioni di spostamento
nello spazio verificabili e anche misurabili da ogni
osservatore ?
19. Riferendoci alla
domanda precedente, la cosa può avvenire per un corpo visto
come entità unitaria, oppure tale proprietà deve essere
necessariamente ricondotta alla dinamica delle sue unità di
base ?
20. Pensare che siano
le unità di base ad assolvere tale compito, grazie alla loro
straordinaria capacità dinamica , non significa forse
identificare l’unica reale possibilità
21. Parlare di
attrazioni e/o repulsioni non significa forse ipotizzare
l’esistenza di forze misteriose di cui poi non si sa offrire
alcun tipo di spiegazione ?
22. Non è forse più
semplice ricondurre tutte, indistintamente, le "misteriose"
proprietà riconoscibili ad un corpo (tenuto conto ovviamente
dell’esistenza dell’etere) alle capacità dinamiche dei suoi
costituenti base ?
23. La proprietà più
semplice riconoscibile ad un corpo non è forse quella di
occupare una porzione di spazio ?
24. La proprietà
immediatamente successiva non può forse essere quella di
riconoscergli la capacità si spostarsi agevolmente
attraverso lo spazio ?
25. Il moto rettilineo
uniforme può essere identificato come il tipo di moto più
semplice in assoluto ?
26. Essendo le tre
proprietà sopra citate di tipo assoluto, pur se semplici,
(assoluto in quanto non è possibile spingersi oltre con le
indagini sulla natura delle cose) non è forse bene
riconoscerle anche ai costituenti base della materia i quali
per definizione devono soddisfare criteri di massima
semplicità ?
27. Essendo le unità
di base indivisibili, quindi indistruttibili, qualora due di
esse siano in rotta di collisione, vale a dire procedano
entrambe nello spazio secondo una rotta che ad un certo
punto le obbligherà a collidere, non è forse assai
ragionevole pensare che dopo l’inevitabile urto debbano
risultare con le loro rispettive rotte modificate ?
Poiché il presente
questionario è stato realizzato soprattutto per aiutare il
lettore a mettere in moto la mente su tutta una serie di
questioni, non si
ritiene indispensabile corredarlo delle risposte. Il lettore
sarà senz’altro in grado di valutare, con un minimo di
riflessione, il tipo di risposta giusta per
ogni domanda. Ciò nonostante chi desiderasse conoscere quali
risposte possano essere viste come le più corrette, potrà
farne richiesta al Centro Studi Fisica Riviera dei Fiori.
Ecco ora il…
Quarto
Principio della Dinamica (Versione arricchita con vari dettagli)
"Ogni
possibile movimento di ogni possibile corpo è direttamente dovuto al
naturale moto dei suoi elementi base, quegli stessi che con un
particolare comportamento sequenziale ne assicurano la stabile
esistenza; tale sequenzialità è il prodotto della loro costante
interazione con sempre nuovi elementi base
in arrivo ordinatamente dallo spazio e successivamente al medesimo
ritornanti."
Spiegazioni
dettagliate del Quarto Principio della Dinamica.
"Ogni possibile movimento… :
l’Universo
fisico è una realtà costantemente in movimento: lo è sul piano
macroscopico, ma ancor più dinamicamente a livello di base. Tutti i
possibili movimenti, anche i più nascosti, di tutto ciò che permette
alla materia di esistere, non sfuggono alle leggi messe in luce dal
nuovo principio della dinamica: pure il movimento delle stelle di una
galassia, le deformazioni e le oscillazioni di un flusso d’acqua in
caduta libera, il movimento di un elettrone attorno ad un nucleone e
quello di tutte le altre particelle elementari.
…di ogni possibile corpo… :
con
il nuovo principio della dinamica vengono considerati corpi tutte quelle
realtà dotate di massa, ragion per cui anche un nucleone, un elettrone
e tutte le altre particelle elementari saranno viste in tale modo.
…è direttamente dovuto al naturale moto dei suoi elementi base… :
gli
elementi base di ogni corpo sono costantemente in movimento. Si muovono
spontaneamente nello spazio in linea retta alla velocità di circa
300.000 Km al secondo e non possono essere in alcun modo arrestati.
Possono solo modificare vicendevolmente la loro rotta in seguito a
possibili reciproci urti.
…quegli stessi che con un particolare comportamento sequenziale ne
assicurano la stabile esistenza; … :
la
materia a livello di struttura fine è una realtà caratterizzata da
processi dinamici estremamente rapidi e sequenziali, propri dei suoi
costituenti base; benché per mezzo dei nostri sensi essa normalmente ci
appaia come qualcosa di statico. Pertanto un corpo si sposterà
attraverso lo spazio non come entità unitaria, anche se ciò è quanto
vediamo, bensì in virtù della dinamica dei suoi elementi base, i quali
produrranno tale processo in modo sequenziale. Si badi bene, solo un
corpo avente lo stesso moto dell’osservatore (pure un altro
osservatore), può essere arbitrariamente considerato fermo. Tutti i
corpi, in realtà, sono sempre e costantemente in movimento attraverso
lo spazio.
… tale sequenzialità è il prodotto della loro costante interazione
con sempre nuovi elementi base in arrivo ordinatamente dallo spazio e
successivamente al medesimo ritornanti." :
gli
elementi base o mattoni fondamentali dell’universo transitano
normalmente attraverso lo spazio esclusivamente in linea retta ed in
perfetto e vicendevole sincronismo, in tale modo danno vita alla
struttura dell’etere. Nel momento in cui però incontrano la materia
diventano materia essi stessi, poiché saranno sottoposti a ripetuti
urti e quindi costretti a transitare nello spazio a zig zag. Nel momento
in cui ritroveranno, dopo vari cambiamenti di rotta, una nuova rotta
libera dell’etere, cesseranno di essere materia per ritornare ad
essere etere. L’etere è una struttura dinamica che può anche essere
vista come un reticolo tridimensionale caratterizzato da
"porzioni" di spazio con un numero maggiore o minore di unità
di base in transito. Le unità di base che danno vita al reticolo
eterico "costringono" le unità di base della materia ad
occupare tutti quegli spazi meno "affollati" del reticolo
eterico stesso. Si può ancora aggiungere che la materia può anche
essere vista come una realtà "imprigionata" nel reticolo
eterico.
Naturalmente
non sarebbe stato possibile "offrire" il Quarto Principio
della Dinamica senza aver capito che cosa è l’etere, o, meglio, che
cosa si intende con tale concetto. Avere le idee chiare sull’etere, più
precisamente, sapere da che cosa deriva, come è organizzato, come si
comporta, quali effetti produce ecc. , permette di far luce su quella
che è la struttura più intima della materia. Per comprendere bene che
cosa accade con i cosiddetti fenomeni gravitazionali, elettrici e
magnetici, è necessario "trasferirsi" con l’intelletto
sulla scala fisica di grandezze propria dei costituenti base della
materia. I costituenti base della materia o elementi base, che possiamo
anche identificare
come
"mattoni fondamentali" o "veri atomi", o ancora unità
di base indivisibili, interagiscono costantemente con le unità di base
che sono all’origine dell’esistenza dell’etere e della sua
particolare struttura dinamica. Potranno essere disponibili conferme
sperimentali ineccepibili a partire dai risultati finali delle più
svariate prove. Tra le altre cose, si capirà perché la luce può
presentarsi sia come onda che come corpuscolo, si potrà capire in modo
chiaro che cosa è il tempo e si potrà conoscere il vero e profondo
significato del concetto di energia.
La
materia è una realtà leggermente più complessa rispetto alla realtà
dell’etere e non potrebbe assolutamente esistere senza quest’ultimo.
L’etere, dal canto suo, può invece normalmente esistere anche se
privo di quella particolare "appendice" detta materia.
Riepilogando, in una ipotetica scala di priorità, troveremo al primo
posto le unità di base (comuni sia all’etere che alla materia), al
secondo l’etere, infine, al terzo posto, la materia.
Spiegazioni
più dettagliate saranno presto disponibili. Ovviamente, grazie alla
nuova visione della realtà che maturerà nella mente di tutti coloro
che riconosceranno la validità del Quarto Principio della Dinamica, sarà
possibile identificare, fra tutte le teorie attualmente in uso, quelle
che potranno presto essere sostituite da altre assai più valide e
soddisfacenti. Si potranno inoltre vedere chiaramente quelli che saranno
i nuovi e sorprendenti orizzonti della fisica.
Del
Quarto Principio della Dinamica ne esistono tre versioni. La versione
sopra riportata è la seconda: quella con più dettagli, quella più
efficace per i processi di "assimilazione" del
"nuovo". La prima, quella del suo atto di nascita ufficiale,
avvenuto nell’ottobre del 1994 in Fivizzano prov. di Massa Carrara, è
la seguente:
"Lo spostamento dei corpi attraverso lo spazio viene direttamente
trattato, in forma sequenziale, da tutti quei particolari elementi base
che consentono anche ai corpi stessi di esistere".
La
terza ed ultima versione, quella uscente dopo un certo processo di
affinamento di pensiero, versione che conserva il solo puro contenuto
della dinamica è la seguente:
"Ogni possibile movimento di ogni possibile corpo è dovuto al
costante moto dei suoi elementi base, i quali sono continuamente
sostituiti da sempre nuovi elementi base che arrivano ordinatamente
dallo spazio e al medesimo poi ritornano".
Si accettano suggerimenti, consigli e pure critiche, considerando che,
come ebbe a dire il sommo filosofo Socrate, …"C’è un solo
bene: la conoscenza, …e un solo male: la presunzione di sapere".
C.S.F.R.F. Centro Studi Fisica Riviera dei Fiori
-
E-mail:
godone@masterweb.it
vedi:
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti
Teoria R3 - Una semplice Teoria dell'UniVerso
- PDF - dell'Ing. Alberto Angelo Conti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nicholas Georgescu-Roegen (1906-1994)
By Giorgio Nebbia
Nicholas
Georgescu-Roegen, il padre di una "economia radicale",
scomparso all'età di 88 anni il 30 ottobre 1994, era nato nel 1906 a
Costanza, in Romania, aveva fatto dei buoni studi universitari di
matematica e statistica a Parigi, a Londra e a Bucarest e poi negli
Stati Uniti dove lavorò con Schumpeter.
Dal 1934 al 1947 ha vissuto le tempestose vicende della Romania, come
professore universitario, come direttore dell'Istituto di Statistica,
come delegato a varie conferenze internazionali, fra cui quella
sull'armistizio.
Nel febbraio 1948 lasciò la Romania e nel 1949 fu nominato professore
di Economia alla Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee, di
cui restò professore emerito dal 1976 fino alla morte. Georgescu-Roegen
fu autorevole membro della prestigiosa American Economic Association, e
scrisse numerose opere, fra cui il libro "Analytical economics",
del 1966, tradotto in italiano da Sansoni col titolo: "Analisi
economica e processo economico" (1973).
La
celebrità venne però a Georgescu-Roegen da un libro apparso nel 1971 e
intitolato: "The entropy law and the economic process",
Harvard University Press, sfortunatamente non tradotto in italiano, un
libro più citato che letto, difficile, che però rappresenta una
miniera di idee --- un "pozzo di San Patrizio", secondo
l'elogio attribuito da Samuelson a molti scritti di Georgescu-Roegen.
Georgescu-Roegen ha sviluppato, ampliato e, direi, popolarizzato, le sue
idee in molti lavori successivi: il più noto è il lungo saggio: "Energy
and economic myths", apparso nel fascicolo di gennaio 1975 del
Southern Economic Journal, poi riprodotto in un libro, con lo stesso
titolo, insieme a vari altri lavori, in parte tradotti in italiano col
titolo: "Energia e miti economici", Torino, Bollati
Boringhieri, 1998.
L'introduzione
a questo libro contiene varie informazioni, e riferimenti bibliografici,
per ricostruire la vita e l'opera di Georgescu-Roegen. E' stato tradotto
o pubblicato in italiano anche qualche altro scritto di Georgescu-Roegen,
ma certo renderebbe un servizio alla cultura l'editore che si azzardasse
a pubblicare integralmente una traduzione italiana di "The entropy
law".
Un'interessante analisi del pensiero di Georgescu-Roegen, è contenuta
in un volume dell'economista Stefano Zamagni, dell'Università di
Bologna, "Georgescu-Roegen. I fondamenti della teoria del
consumatore", pubblicato dalla Etas nel 1979. Georgescu-Roegen
nelle sue opere, specialmente in quelle posteriori al 1970, sostiene che
qualsiasi scienza che si occupa del futuro dell'uomo, come la scienza
economica, non può procedere senza tenere conto della ineluttabilità
delle leggi della fisica.
La principale, espressa dal secondo principio della termodinamica,
spiega che alla fine di ogni processo la qualità dell'energia peggiora
sempre.
Per qualità va intesa la "qualità merceologica", cioè
l'attitudine dell'energia ad essere ancora utilizzata da qualcun altro.
Qualsiasi processo che fabbrica merci e cose materiali impoverisce,
insomma, la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità
di produrre altre merci e cose materiali.
Ma, si potrebbe obiettare, il pianeta Terra nasconde nel suo ventre
ancora riserve grandissime (ovviamente non illimitate) di fonti
energetiche costituite da carbone, petrolio, metano, cioè dall'energia
solare utilizzata centinaia di milioni di anni fa da vegetali e animali
divenuti poi materia "fossile": a tali riserve la società
industriale può attingere a piene mani.
E' vero che un giorno tali riserve potranno esaurirsi, ma è un problema
che riguarda chi vivrà nel XXI o nel XXII secolo. Georgescu Roegen
ribatte che non si tratta solo di una scarsità, sia pure remota, di
energia: la scarsità riguarda anche i materiali, i minerali, i prodotti
agricoli.
Guardate come procedono i cicli biologici, che riciclano tutte le scorie
vegetali e animali le quali diventano materie per la propagazione della
vita., e guardate invece come procedete voi che, per raggiungere il
vostro mito di ricchezza economica, per moltiplicare i vostri strumenti
esosomatici: voi umani operate per cicli sempre più aperti, per cui al
fianco di una crescente quantità di beni materiali e merci, state
producendo una molto più grande quantità di scorie con cui dovrete un
giorno fare i conti.
Se volete salvarvi dovete sviluppare una "bioeconomia",
affiancando alla contabilità dei flussi di denaro che descrivono la
"vecchia" economia, una descrizione delle risorse naturali
materiali e delle scorie fisiche per il cui ottenimento e smaltimento
dovrete spendere crescente fatica di energia e soldi.
Una proposta di "matrice intersettoriale" integrata dei flussi
economici ed "ecologici" è già contenuta a p. 254 del libro
"The entropy law". Solo la "bioeconomia" vi darà
utili indicazioni per le decisioni politiche che dovrete prendere, vi
aiuterà a scansare molte trappole.
Calma, dicono i critici: sarà invece la tecnica che ci salverà, per
esempio permettendoci di riciclare le scorie, proprio come fa la natura,
per ricavarne altre materie prime per il futuro. Folli !, replica
Georgescu-Roegen. Perchè anche la materia si degrada: "Matter
matters, too", un principio che egli ripete innumerevoli volte e a
cui addirittura attribuisce, scherzosamente, il valore di
"principio": il quarto principio della termodinamica, secondo
cui, proprio come avviene per l'energia, la materia disponibile non
scompare, ovviamente, ma "si degrada continuamente e
irreversibilmente in materia non più utilizzabile" a fini umani,
merceologici, economici.
E per concludere Georgescu Roegen dà un calcio
anche ai sostenitori di una "società stazionaria" e ai primi
(i più radicali) scritti del Club di Roma.
Per sopravvivere sul pianeta Terra, di dimensioni e risorse limitate, la
produzione e l'uso di beni materiali non solo non possono continuare a
"crescere", e non basta neanche che diventino stazionari:
devono "diminuire". E non compiacetevi troppo, avverte
Georgescu-Roegen, nelle illusioni dell'uso dell'energia solare: la sua
cattura con "macchine" umane comporta un costo di materiali, e
quindi di energia, che può superare la quantità di energia commerciale
che le macchine "solari" possono dare.
Un messaggio di disperazione, allora ? Georgescu-Roegen di speranze
sulla salvezza umana non ne lascia molte: anche una "salvezza
ecologica", spiega in un saggio tradotto in italiano nella rivista
"Economia e ambiente", gennaio-marzo 1984, e ora anche nel
citato volume "Energia e miti economici", p. 93-104, deve fare
i conti con i principi della termodinamica. Il messaggio complessivo
dell'opera di Georgescu-Roegen è che comunque, poiché la vita umana
deve andare avanti, bisogna almeno cambiare le attuali regole economiche
se non si vuole che una catastrofe, dovuta alla scarsità delle risorse
naturali, invece di arrivare fra secoli arrivi fra pochi decenni.
Ma pare, invece, che il
mondo da questo orecchio non ci senta proprio per niente.
Per concludere può valere la pena di rileggere il "manifesto"
per un'economia umana redatto nell'ottobre 1973, a Nyach, nello stato di
New York, da Nicholas Georgescu-Roegen, Kenneth Boulding e Herman Daly e
firmato da oltre 200 economisti fra cui Kenneth Arrow, Robert Heilbroner,
Ernst Schumacher, David Pearce, Ignacy Sachs, Bertrand de Jouvenel.
La
proposta era partita dall'associazione internazionale "Dai Dong",
un nome che corrisponde ad un antico concetto cinese di un mondo
"in cui la famiglia di ciascun uomo non e' soltanto la sua
famiglia, i figli di ciascun uomo non sono soltanto i suoi figli, ma
tutto il mondo e' la sua famiglia, tutti i bambini sono suoi
figli". Il "manifesto" fu presentato alla riunione
annuale del dicembre 1973 dell'American Economic Association (American
Economic Review, 64, (2), p. 447 e 449-450 (maggio 1974); anche in Hugh
Nash (editor), "Progress as if survival mattered", San
Francisco, Friends of the Earth, 1977, p. 182-183); la traduzione
italiana fu fatta circolare nel novembre 1973 nel corso della riunione
annuale della Societa' Italiana degli Economisti, a Roma, e, firmata da
Gianni Cannata, Pietro Dohrn, Giorgio Nebbia, e alcuni altri; fu
pubblicata in: G. Cannata (a cura di) "Saggi di economia
dell'ambiente", Milano, Giuffre', 1974, p. 239-244; fu ristampata
in Economia e Ambiente, 2, (1/2), 70-74 (gennaio-giugno 1983) e in N.
Nicholas Georgescu-Roegen, "Energia e miti economici", Torino,
Bollati Boringhieri, 1998, p. 207-210, e fu distribuita in occasione del
seminario "Oltre l'economia", organizzato il 7-8 ottobre 1997 dal
Comitato permanente di solidarietà di Arezzo.
Allegato:
Verso un'economia umana Nel corso della sua evoluzione la casa comune,
il pianeta Terra, si avvicina ad una crisi dal cui superamento dipende
la sopravvivenza dell'uomo, crisi la cui portata appare esaminando
l'aumento della popolazione, l'incontrollata crescita industriale e il
deterioramento ambientale con le conseguenti minacce di carestie, di
guerra e di un collasso biologico.
L'attuale tendenza nell'evoluzione del pianeta non dipende soltanto da
leggi inesorabili della natura, ma e' una conseguenza delle deliberate
azioni esercitate dall'uomo sulla natura stessa.
L'uomo ha deciso, nel corso della storia, il suo destino attraverso
decisioni di cui e' responsabile; ha cambiato il corso del suo destino
con altre deliberate decisioni, attuate con la sua volonta'.
A questo punto deve
cominciare ad elaborare una nuova visione del mondo. Come economisti
abbiamo il compito di descrivere e analizzare i processi economici cosi'
come li osserviamo nella realta'.
Peraltro nel corso degli ultimi due secoli gli economisti sono stati
portati sempre piu' spesso non solo a misurare, analizzare e teorizzare
la realta' economica, ma anche a consigliare, pianificare e prendere
parte attiva nelle decisioni politiche: il potere e quindi la
responsabilita' degli economisti sono percio' diventati grandissimi. Nel
passato la produzione di merci e' stata considerata un fatto positivo e
solo di recente sono apparsi evidenti i costi che essa comporta.
La
produzione sottrae materie prime ed energia dalle loro riserve naturali
di dimensioni finite; i rifiuti dei processi invadono il nostro
ecosistema, la cui capacita' di ricevere e assimilare tali rifiuti e'
anch'essa finita.
La crescita ha rappresentato finora per gli economisti l'indice con cui
misurare il benessere nazionale e sociale, ma ora appare che l'aumento
dell'industrializzazione in zone gia' congestionate puo' continuare
soltanto per poco: l'attuale aumento della produzione compromette la
possibilita' di produrre in futuro e ha luogo a spese dell'ambiente
naturale che e' delicato e sempre piu' in pericolo.
La constatazione che il sistema in cui viviamo ha dimensioni finite e
che i consumi di energia comportano costi crescenti impone delle
decisioni morali nelle varie fasi del processo economico, nella
pianificazione, nello sviluppo e nella produzione. Che fare ?
Quali sono
gli effettivi costi, a lungo termine, della produzione di merci e chi finira' per pagarli ? Che cosa e' veramente nell'interesse non solo
attuale dell'uomo, ma nell'interesse dell'uomo come specie vivente
destinata a continuare ?
La chiara formulazione, secondo il punto di vista dell'economista, delle
alternative possibili e' un compito non soltanto analitico, ma etico e
gli economisti devono accettare le implicazioni etiche del loro lavoro.
Noi invitiamo i colleghi economisti ad assumere un loro ruolo nella
gestione del nostro pianeta e ad unirsi, per assicurare la sopravvivenza
umana, agli sforzi degli altri scienziati e pianificatori, anzi di tutte
le donne e gli uomini che operano in qualsiasi campo del pensiero e del
lavoro.
La scienza dell'economia, come altri settori di indagine che si
propongono la precisione e l'obbiettivita', ha avuto la tendenza,
nell'ultimo secolo, ad isolarsi gradualmente dagli altri campi, ma oggi
non e' piu' possibile che gli economisti lavorino isolati con qualche
speranza di successo.
Dobbiamo inventare una nuova economia il cui scopo sia la gestione delle
risorse e il controllo razionale del progresso e delle applicazioni
della tecnica, per servire i reali bisogni umani, invece che l'aumento
dei profitti o del prestigio nazionale o le crudelta' della guerra.
Dobbiamo elaborare una economia della sopravvivenza, anzi della
speranza, la teoria di un'economia globale basata sulla giustizia, che
consenta l'equa distribuzione delle ricchezze della Terra fra i suoi
abitanti, attuali e futuri.
E'
ormai evidente che non possiamo piu' considerare le economia nazionali
come separate, isolate dal piu' vasto sistema globale. Come economisti,
oltre a misurare e descrivere le complesse interrelazioni fra grandezze
economiche, possiamo indicare delle nuove priorita' che superino gli
stretti interessi delle sovranita' nazionali e che servano invece gli
interessi della comunita' mondiale.
Dobbiamo sostituire all'ideale della crescita, che e' servito come
surrogato della giusta distribuzione del benessere, una visione piu'
umana in cui produzione e consumo siano subordinati ai fini della
sopravvivenza e della giustizia. Attualmente una minoranza della
popolazione della Terra dispone della maggior parte delle risorse
naturali e della produzione mondiale.
Le economie industriali devono collaborare con le economie in via di
sviluppo per correggere gli squilibri rinunciando alla concorrenza
ideologica o imperialista e allo sfruttamento dei popoli che dicono di
voler aiutare.
Per realizzare una giusta distribuzione del benessere nel mondo, i
popoli dei paesi industrializzati devono abbandonare quello che oggi
sembra un diritto irrinunciabile, cioe' l'uso incontrollato delle
risorse naturali, e noi economisti abbiamo la responsabilita' di
orientare i valori umani verso questo fine.
Le situazioni storiche o geografiche non possono essere piu' invocate
come giustificazione dell'ingiustizia. Gli economisti hanno quindi di
fronte un compito nuovo e difficile.
Molti guardano alle attuali tendenze di aumento della popolazione, di
impoverimento delle risorse naturali, di aumento delle tensioni sociali,
e si scoraggiano. Noi dobbiamo rifiutare questa posizione e abbiamo
l'obbligo morale di elaborare una nuova visione del mondo, di tracciare
la strada verso la sopravvivenza anche se il territorio da attraversare
e' pieno di trappole e di ostacoli.
Attualmente l'uomo possiede le risorse economiche e
tecnologiche non solo per salvare se stesso per il futuro, ma anche per
realizzare, per se e per tutti i suoi discendenti, un mondo in cui sia
possibile vivere con dignita', speranza e benessere.
Per ottenere questo
scopo deve pero' prendere delle decisioni e subito. Noi invitiamo i
nostri colleghi economisti a collaborare perche' lo sviluppo corrisponda
ai reali bisogni dell'uomo: saremo forse divisi nei particolari del
metodo da seguire e delle politiche da adottare, ma dobbiamo essere
uniti nel desiderio di raggiungere l'obiettivo della sopravvivenza e
della giustizia.
Bibliografia di alcuni dei principali lavori di Nicholas Georgescu-Roegen
sui problemi dell'energia, dell'entropia, della bioeconomia
"Analytical economics: issues and problems", Cambridge
(USA), Harvard University Press, 1966; traduzione italiana
parziale col titolo: "Analisi economica e processo
economico", Firenze, Sansoni 1973 "Process in farming
vs. process in manufacturing"; Conferenza alla Association
Internationale des Sciences Economiques, Roma, 1965; in: "Energy
and economic myths", Pergamon, p. 71-102 "The
economics of production", American Economic Review, 60, 1-9
(maggio 1970) "The entropy law and the economic problem",
Conferenza tenuta il 3 dicembre 1970, al Department of Economics,
The Graduate School of Business and Office for International
Programs, University of Alabama; The Ecologist, 2, (7), 13-18 (July
1972), Brennpunkte (Zurich), 5, (2), 17-28 (1972); Ciencia y
Desarrollo (Mexico), 18, 64-70 (1978); in: "Energy and
economic myths", Pergamon, p. 53-69; in: H. Daly (editor),
"Toward a steady-state economy", San Francisco,
Freeman, 1973, p. 37-49; anche in: E. Daly (editor), "Economics,
ecology, ethics", San Francisco, Freeman, 1980; in: S.
Lyons (editor), "Sun ! A handbook for the solar
decade", San Francisco, Friends of the Earth, 1978, p.
170-184; in: J. D. Gussow (editor), "The feeding web:
issues in nutritional ecology", Palo Alto, Bull Publishing
Co., 1978, p. 280-284; col titolo: "La loi de l'entropie et
le probléme économique", in: "La decroissance",
1996, p. 53-71; traduzione italiana in N. Georgescu-Roegen,
"Energia e miti economici", 1998, p. 25-38 "The
entropy law and the economic process", Cambridge (USA),
Harvard University Press, 1971; traduzione romena, Bucharest,
Editura Politica, 1979; traduzione spagnola, in corso di stampa
"Process analysis and the neoclassical theory of
production", Meeting dell'American Association of
Agricultural Economics, 1971; American Journal of Agricultural
Economics, 54, (2), 279-294 (May 1972); in: "Energy and
economic myths", Pergamon, 37-52 "Energy and economic
myths", Conferenza alla Yale University, 8 novembre 1972;
Southern Economic Journal, 41, 347-381 (1975); The Ecologist, 5,
(5), 164-174 (June 1975), e 5, (7), 242-252 (August-September
1975); in spagnolo: El Trimestre Economico, 42, 779-836 (1975);
in: "Energy and economic myths", Pergamon, p. 3-36;
traduzione francese col titolo: "L'énergie et les myths
économiques", in: "La decroissance", 1995, p.
73-147; traduzione italiana col titolo: "Energia e miti
economici", in: "Energia e miti economici", 1998,
p. 39-92 "Toward a human economics", sopra riprodotto
"L'economia politica come estensione della biologia";
Conferenza tenuta all'Università di Firenze il 14 maggio 1974,
Note Economiche (Monte dei Paschi di Siena), 2, 5-20 (1974)
"Mechanistic dogma and economics", Methodology and
Science, 6, (3), 174-184 (1974) "Dynamic models and
economic growth", Economie appliquee, 27, (4), 529-563
(1974); World Development, 3, (11-12), 765-783 (1975); anche in:
"Energy and economic myths", p. 235-253; in: G.
Schwoediauer (editor), "Equilibrium and disequilibrium in
economic theory", Dotrdrecht, Reidel, 1977, p. 413-499
"Bioeconomic aspects of entropy", in: L. Kubat e J.
Zeman (editors), "Entropy and information in science and
philosophy", Prague, Academia, 1975, Elsevier, 1976, p.
125-142; traduzione inedita di Tonino Drago col titolo:
"Termodinamica, economia e programmazione energetica",
1980 "Technology and economic policy", in: H.L.
Hartman (editor), "Proceedings of centennial Symposium on
Technology and public policy, Vanderbilt University, 6-7
November 1975", Nashville (USA), Vanderbilt University,
1975, p. 43-50 "Economics or bioeconomics", American
Economic Association Meetings, Dallas, 29 dicembre 1976 "A
different economic perspective", Paper read at the Boston
Meeting of the American Association for the Advancement of
Science, 21 February 1976 "Is perpetual motion of the third
kind possible ?", Paper read at the Colloquium of the Ecole
National Superieure de Transportation, Paris, 19 november 1976
"Energy and economic myths. Institutional and analytical
economic essays", New York, Pergamon, 1976; una parte di
questi saggi e' contenuta in: "Energia e miti
economici", Torino, Bollati Boringhieri, 1998 "Economics
and mankind's ecological problems", in: "U.S. Economic
growth from 1976 to 1986. Prospects, problems and
patterns", Joint Economic Committee, Congress of the United
States, Washington, DC, 1976, vol. 7, p. 62-91 "Bioeconomics:
a new look at the nature of the economic activity", in: L.
Junker (editor), "The political economy of food and energy",
Ann Arbor, University of Michigan, 1977, p. 105-134 "What
thermodynamics and biology can teach economists",
Conferenza alla Atlantic Economic Association, Washington, 15
ottobre 1976; Atlantic Economic Journal, 5, (1), 13-21 (March
1977) "The steady-state and ecological salvation: a
thermodynamic analysis", BioScience, 27, (4), 266-270 (April
1977); Letter to the Editor, BioScience, 27, 771 (December
1977), traduzione italiana col titolo: "Lo stato
stazionario e la salvezza ecologica: un'analisi
termodinamica", in: Economia e Ambiente, 3, (1), 5-17
(gennaio-marzo 1984); traduzione francese col titolo: "L'état
stable et le salut écologique: une analyse thermodynamique",
in: "La decroissance", 1995, p. 149-168; nuova
traduzione italiana in "Energia e miti economici",
1998, p. 93-107 "Matter matters too", in: K.D. Wilson
(editor), "Prospects for growth: changing expectations for
the future", New York, Praeger, 1977, p. 293-313 "The
role of matter in the substitution of energies" (Third
International Colloquium on Petroleum Economics, Quebec, 3-5
November 1977), in: A. Ayoub (editor), "Energy,
international cooperation on crisis", Quebec, Presses de l'Universite
Laval, 1979, p. 119-131 ("Resources energetiques et
cooperation international") "Inequality, limits and
growth from a bioeconomic viewpoint", Review of Social
Economy, 35, 361-375 (December 1977) "Matter: a resource
ignored by thermodynamics", World Conference on future
sources of organic materials (Toronto, 10-13 July 1978); in:
L.E. St.Pierre e G.R. Brown (editors), "Future sources of
organic raw materials CHEMRAWN I", Oxford, Pergamon 1980,
p.79-87 "Technology assessment: the case of the direct use
of solar energy", Atlantic Economic Journal, 6, (4), p.
15-21 (December 1978) "De l'economie politique a la
bioeconomie", Revue d'Economie Politique, 88, (3),
338-381(1978) "La decroissance", Lausanne, Editions
Pierre-Marcel Favre, 1979; nuova edizione, Paris, Editions Sang
de la Terre, 1995 (raccolta di numerosi saggi di
Georgescu-Roegen, a cura di J. Grinevald) "Energy and
matter in mankind's technological circuit", Journal of
Business Administration, 10, 107-127 (Fall 1978) in: P. N.
Nemetz (editor), "Energy policy: the global challenge",
Toronto, Butterworth, 1979, p. 107-127 "Myths about energy
and matter", Lexington Conference on Energy, April 27-28
1978; Growth and Change, 10, (1), 16-23 (January 1979) "Energy
analysis and economic valuation"; Southern Economic
Journal, 45, (4), 1023-1058 (April 1979); traduzione italiana
col titolo: "Analisi energetica e valutazione
economica", e con modifiche, in: "Energia e miti
economici", 1998, p. 39-92 "Comments on the papers by
Daly and Stiglitz"; in: V. Kerry Smith (editor), "Scarcity
and growth reconsidered", Baltimore, Johns Hopkins
University Press, 1979, p. 95-105 "Methods in economic
science"; Journal of Economic Issues, 13, 317-328 (June
1979) "Afterword", in: J. Rifkin, "Entropy: a new
world view", New York, Viking, 1980, 261-269; traduzione
italiana col titolo "Postfazione" in J. Rifkin,
"Entropia", Milano, Mondadori, p. 283-291; nuova
edizione ampliata in J. Rifkin, "Entropy in the greenhouse
world", New York, Bantham Books, 1989, p. 299-307 "Energetic
dogma, energetic economics, and viable technologies", in:
"Advances in the economics of energy and resources",
JAI Press, 4, 1-39 (1982); traduzione italiana in "Energia
e miti economici", 1998, p. 161-204 "La degradation
entropique et la destinee prometheique de la technologie humaine",
Economie Appliquee, 35, (1/2), 1-26 (1982); Entropie, numero
speciale, 76-86 (1982); traduzione italiana col titolo:
"Economia e degradazione della materia: il destino
prometeico della tecnologia umana", Economia e Ambiente, 4,
(4), 5-29 (ottobre-dicembre 1985); traduzione francese col
titolo: "La dégradation entropique et le destinée
prométhéenne de la technologie humaine", in: "La
decroissance", 1995, p. 169-198.
Tratto
da: http://www.comune.prato.it/associa/orsaminore/documenti
Bibliografia
Se molti libri
"dialogano" tra loro per mezzo della bibliografia, i
siti internet non sono da meno: possono fare altrettanto e forse
anche meglio. Poiché il Quarto Principio della Dinamica è una
novità assoluta ed è il frutto di un percorso di studi e di
ricerche atipico, parzialmente atipica sarà pure la
bibliografia.
In un processo evolutivo non viene
sprecato nulla: tutto serve per il "nuovo". Anche con
lo sviluppo del pensiero scientifico il "nuovo" dovrà
contenere ancora tutto ciò che c’è di buono del
"vecchio".
Le nuove idee, per quanto rivoluzionarie possano apparire, non
potranno che seguire la strada tracciata dalle vecchie.
Un ringraziamento va a tutti coloro
che direttamente o indirettamente hanno contribuito alla
maturazione delle idee reperibili nel presente lavoro.
Molte delle idee che hanno permesso
quello straordinario processo di "decantazione
mentale" coagulatosi poi nell’estrema sintesi
riconoscibile al Quarto Principio della Dinamica, sono state
ricavate dalle pubblicazioni sotto elencate. Ha contribuito
enormemente a tale processo l’intera Enciclopedia della
Scienza dei F.lli Fabbri Editori e, sempre della stessa casa
editrice, la collana di Astronomia completa di videocassette.
E’ stata pure molto utile la pubblicazione, dalla sua nascita
ad oggi, dell’inserto settimanale "Tuttoscienze"
del quotidiano "La Stampa" di Torino. Sono
servite anche alcune pagine "Corriere Scienza" del
quotidiano "Corriere della Sera" di Milano. Si sono rivelate utili pure molte
trasmissioni televisive scientifico/culturali messe in onda
dalla Rai.
L’elenco sottostante riporta, in
ordine alfabetico (cognome dell’autore), tutti quei lavori
(saggi, libri di divulgazione e testi vari) che, in sintonia o
per contrasto, o anche solo con una piccola idea, hanno favorito
la nascita del Quarto Principio della Dinamica.
Bibliografia
I falsi paradossi della fisica –
M. Agrifoglio – Edizioni Eccellenti
La macchina per pensare – P.
Angela – Varia Club
Viaggio nel mondo del paranormale
– P. Angela – Varia Club
La contesa sulle distanze cosmiche
e le quasar – H. Arp – Jaca Book
Gli ordini del caos – vari autori
– Manifesto Libri SET
Dal caos alla luce – S. Batfroi
– Edizioni Mediterranee
La Terra – P. Bianucci – Giunti
Gruppo Editoriale
Il Sole – P. Bianucci – Giunti
Gruppo Editoriale
L’energia dei cristalli – P.
Brown – F.lli Melita Editori
Le catene lineari del corpo e dello
spirito – G. Calligaris – A. Giannone Editore Palermo
L’uomo verso l’assoluto – G.
V. Cappelletto – TPL Giuseppini
Navigazione – I. Capasso –
Ulrico Hoepli
Il Tao della fisica - F. Capra –
Gli Adelphi
La scoperta dell’universo – J.
Carles – Edizioni Paoline
Albert aveva ragione, Dio non gioca
a dadi! – Walter E. R. Cassani – Edizioni Pendragon
Dizionario dell’Universo
sconosciuto – V. Compassi – Sugarco Edizioni
Enigmi del cosmo – V. Croce –
Edizioni Mediterranee
L’elettromagnetismo classico –
S. D’Agostino – Sansoni scuola aperta
Foucolt e la prova del pendolo –
S. Deligeorges – Tascabili Bompiani
Energia, conto alla rovescia – T.
De Montbrial – Mondadori
Dio e la nuova fisica – P. Devis
– Arnoldo Mondadori Editore (Saggi)
Le bugie della scienza – F. Di
Trocchio – Arnoldo Mondadori Editore
Il genio incompreso – F. Di
Trocchio – Arnoldo Mondadori Editore
Galileo Galilei – S. Drake -
Muzioscienze
Spazio, tempo e gravitazione – A.
S. Eddington – Boringhieri
Verso l’unificazione – Fang Li
Zhi-ChuYao Quan – Garzanti
L’avventura dell’universo –
T. Ferris – Leonardo Paperback
Stati e trasformazioni della
materia – R. Fieschi – NIS
I segreti dell’antico Egitto –
M. Frisari – Edizioni Sarva
Koilon, per una teoria unitaria
della materia e dell’universo – M. Giannone - A. Giannone
Edit. Pal.
Gli influssi del Sole – J.
Goodavage – Armenia Editore
Einstein e il problema
dell’Universo – M. Grandolfo – Edizioni Cremonese Roma
Dio e la scienza – J. Guitton –
Bompiani
Albert
Einstein, creatore e ribelle
– B. Hoffmann – Euroclub
L’universo intelligente – F.
Hoyle – Arnoldo Mondadori Editore
L’origine dell’universo e
l’origine della religione – F. Hoyle – Oscar Mondadori
La vita, mistero prezioso – D.
Ikeda – Tascabili Sonzogno
Il significato culturale della
rivoluzione scientifica – M. C. Jacob – Piccola biblioteca
Einaudi
Prove in biologia delle
trasmutazioni a debole energia – C. L. Kervran – A Giannone
Ed. Palermo
Prove in geologia e fisica delle
trasm. a debole energia – C. L. Kervran – A. Giannone Ed.
Palermo
La particella di Dio – L.
Ledermann – Arnoldo Mondadori Editore
I problemi della fisica – A. T.
Legget – Piccola biblioteca Einaudi
Il terzo occhio – T. Lobsang
Rampa – Oscar Mondadori (pag. 44 numero 108 !?)
Le nuove età di Gaia – J.
Loveloock – Bollati Boringhieri
La natura delle cose – Lucrezio
– Oscar Mondatori
Guida alla Salute Naturale – G.
Paolo Vanoli – Vanoli Edizioni
Dai misteri alla conoscenza – L.
Mancini Spinucci – Edizioni Energie
La storia di Giovanni e Margherita
– A. L. Marra – Akim Editrice
La scienza del terzo millennio –
D. Marino – A. Giannone Editore Palermo
Inventare – A. Mascioli –
Edizioni del Riccio
Il pianeta magnetico – A. Meloni
– NIS
Analisi storico critica dei modelli
d’atomo – Roberto Monti – Edizioni Andromeda Bologna
Spazio, tempo e relatività – R.
Nevanlinna – Universale Cappelli
Oltre l’universo meccanico –
Olenick, Apostol, Goodstein - Zanichelli
L’universo e il suo moto di
oscillazione – E. J. Opik – Universale Cappelli
L’evoluzione interiore
dell’uomo – P. D. Oupenski – Edizioni Mediterranee
Inchiesta/ Newton – N. Perata –
Edizioni Gandolfi
Sole e pianeti – N. Perata –
Managò Editore
L’illusione di sapere – M.
Piattelli Palmarini – Arnoldo Mondadori Editore
Le leggi del caos – I. Prigogine
– Laterza Editori
Gli acceleratori di particelle –
P. Quercia – Universale Cappelli
Pensare la natura – L. A.
Radicati – Editori Laterza
Copernico e la rivoluzione dei
cieli – R. Reale, A. Scafati – Edizioni Cremonese Roma
Cronache dell’universo – T.
Regge – Univ. Scient. Boringhieri
Gli eredi di Prometeo – T. Regge
– La Stampa
Le meraviglie del reale – T.
Regge – La Stampa
I falsi protocolli – S. Romano -
Corbaccio
La mente e l’infinito – R.
Rucker - Muzioscienze
I poteri segreti delle piramidi –
B. Schulk, E. Pettit – Armenia Edizioni
Genesi e Big Bang – G. L.
Scrhoeder – Interni
Che cos’è l’energia – F.
Selleri – Editori riuniti
Fisica senza dogma – F. Selleri
– Edizioni Dedalo
Paradossi e realtà – F. Selleri
– BCM Laterza
Il lato oscuro della fisica – E.
Teller – Sperling & Kupfer
L’onda di vita nell’armonia del
cosmo – C. Splendore – Technipres
Experiences
decisives pour la phisique moderne – M. Todeschini – A.
Theatine pour les siences
La teoria delle apparenze – M.
Todeschini – Centro Internaz. Biofisica Bergamo
Psicobiofisica – M. Todeschini
– Centro Internaz. Biofisica Bergamo
Einstein o Todeschini – Boll.
Informazioni scientifiche – Movimento Psicobiofisica Internaz.
L’energia della piramide – M.
Toth, G. Nielsen – Edizioni Mediterranee
La grande sintesi – P. Ubaldi –
Edizioni Mediterranee
Anche tu matematico – R. Vacca
– Garzanti
Comunicare come – R. Vacca –
Garzanti
Dal calore all’entropia – M.
Vicentini Missoni – NIS
L’incontro di scienza e spirito
– J. White – Interno giallo Editore Milano (Coll. New Age)
Breve storia dell’infinito – P.
Zellini - Adelphi
L’infinito – A. Zichichi –
Biblioteca Universale Rizzoli
Perché io credo in colui che ha
fatto il mondo – A. Zichichi – Il Saggiatore
Scienza ed emergenze planetarie –
A. Zichichi – Biblioteca universale Rizzoli
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