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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


QUARTO PRINCIPIO della DINAMICA
Un nuovo Principio della Dinamica per aprire la mente al nuovo principio
Unificazione delle forze Universali + Cosmologia, Cosmogonia
 

DINAMICA

A dispetto di una certa diffusa convinzione secondo la quale la fisica di base si ritroverebbe in questi ultimi anni con sempre più scarse possibilità di sviluppo,
sono oggi disponibili importanti novità, è quindi senz’altro bene che tale "nuovo" raggiunga tutti i potenziali fruitori.

Chi si ritroverà davanti al presente scritto e pensa di essere interessato alla cosa è pregato di prestare viva attenzione a quanto seguirà: si tratta di un questionario messo a punto per favorire la formazione di una nuova visione della realtà. Un importante passo mosso nella giusta direzione dalla fisica, essendo la medesima una disciplina di base, non potrà che produrre molti effetti positivi.

Naturalmente, prendere visione del questionario sarà un’operazione molto importante; altrettanto importante, tuttavia, sarà riflettere parallelamente su tutte le domande formulate. C’è inoltre da dire che il "nuovo" potrà essere conquistato solo "sfondando" contemporaneamente più fronti.

A che cosa dovrebbe servire un nuovo principio della dinamica, frutto di una certa nuova ed originale sintesi di pensiero, se non a combattere, con l’idea di sconfiggere, l’attuale stato di grande disorientamento esistente nel mondo della fisica di base ?

Lo stesso tipo di disorientamento, o "Babele", per dirla con un termine biblico, potrebbe ora impedire di capire quanto possa essere utile il presente lavoro.
E’ auspicabile che ciò non accada.

La strada indicata dal nuovo principio della dinamica porta, tra le altre cose, alla chiara comprensione di quelli che oggi sono ancora visti come i misteriosi fenomeni gravitazionali.

Normalmente si è portati a pensare che per lo sviluppo del pensiero scientifico sia molto importante saper offrire buone risposte a determinati interrogativi.
Ed è senz’altro vero, ma è altrettanto importante, se non di più, poter contare sulla disponibilità di nuovi e buoni quesiti.

La cultura scientifica dominante ha talmente condizionato lo studioso ed il ricercatore contemporaneo, che è diventato quasi impossibile, per il medesimo, affrancarsi da certi rigidi schemi di pensiero e riuscire a formulare domande sufficientemente "aperte", stimolanti e costruttive.

Il nuovo principio della dinamica più avanti riportato è preceduto da un buon numero di domande molto utili per mettere in moto la mente su tutta una serie di questioni . Riflettere con attenzione su tutti i concetti trattati porta al naturale riconoscimento della validità di tale nuovo principio. Inevitabilmente alcune domande appariranno piuttosto banali.

Determinati interrogativi, che sarebbero senz’altro utili per favorire la crescita della conoscenza, sono stati progressivamente inibiti dal tipo di cultura scientifica che in questi ultimi decenni si è pesantemente imposta. Il sapere scientifico in cui oggi siamo "immersi" costituisce quanto di meglio l’uomo abbia saputo produrre, ciò non toglie che ci sia ancora molto lavoro da fare per crescere, nel vero senso della parola, con la conoscenza dell’Universo. Il metodo galileiano, nonostante la sua riconosciuta efficacia, non è riuscito ad evitare, purtroppo, che quella identificata oggi come la cultura scientifica dominante, a causa di vari e discutibili interessi di parte, rimanesse "inquinata" da un certo numero di elementi arbitrari.
Più che la quantità delle conoscenze, la quale deve comunque crescere per alimentare un corretto sviluppo del pensiero scientifico, la loro qualità, assicurata da una giusta selezione delle medesime, risulta essere

condizione estremamente importante.

E’ ragionevole che un corpo possa essere considerato, oltre che un’entità unitaria, anche come un’aggregazione armonico/dinamica di unità ?

2.      Le unità di base di un corpo non sono percepibili direttamente in alcun modo per ovvie ragioni (in primo luogo le loro dimensioni sono estremamente ridotte e poi ciò appartiene alla natura delle cose), è possibile, tuttavia, indagare sulle medesime a partire dagli effetti che producono.
E’ ragionevole considerare tali studi di pertinenza della fisica ?

3.      Le unità di base di un corpo possono essere considerate costantemente in movimento ?

4.      Il movimento di un corpo può essere considerato come l ’effetto del movimento delle sue unità di base ?

5.      E’ ragionevole pensare che un corpo, affinché venga modificata la sua posizione nello spazio, possa essere più facilmente spinto che tirato ?

6.      E’ ragionevole pensare che un corpo possa modificare la sua posizione nello spazio a causa di azioni cui sono interessati per primi i suoi costituenti  base e poi il corpo stesso ?

7.      E’ ragionevole pensare che quello che dalla scienza ufficiale viene considerato oggi spazio vuoto (ovvero spazio privo di materia e che malgrado ciò la stessa scienza ufficiale ammette possedere varie proprietà) possa essere identificato come una realtà in cui si trovino distribuite in modo uniforme innumerevoli unità di base ( dello stesso identico tipo di quelle che permettono, se aggregate in un certo modo armonico, l’esistenza della materia) ?

8.      La materia e lo spazio, o, meglio, in luogo dello spazio l’etere, possono essere visti come due stati differenti di un’unica realtà ?

9.      E’ ragionevole pensare che un corpo immerso in un campo gravitazionale, se libero di muoversi, possa essere accelerato a causa di un’azione prodotta dalle unità di base appartenenti alla struttura ordinata dell’etere, sulle unità di base che assicurano l’esistenza del corpo stesso, essendo, le unità di base, sempre in veloce movimento ?   

10.  Un campo gravitazionale, lo stesso dicasi per un campo elettrico od un campo magnetico, possono essere visti come stati alterati dell’etere ?

11.  E’ ragionevole pensare che la materia possa essere vista come un particolare stato dell’etere alterato (o modificato) in modo stabile ?

12.  Visto che gli stati alterati dell’etere sono sempre reperibili in prossimità della materia propriamente detta (più si è vicini alla materia e più tale alterazione è accentuata), è ragionevole pensare che dipendano da azioni prodotte dalla struttura più intima della materia sulla struttura dell’etere ?

13.  La stabilità della materia può essere considerata come una diretta conseguenza della stabilità dell’etere ?

14.  E’ ragionevole pensare che il numero delle unità di base di un corpo possa mantenersi stabile benché tali unità siano costantemente sostituite da sempre nuove unità provenienti ordinatamente dall’etere ed all’etere stesso poi ritornanti ?

15.  Un corpo può forse essere visto come una realtà che potrebbe in tempi brevissimi scomparire se non fosse costantemente alimentato da sempre nuove unità di base provenienti ordinatamente dalla struttura dell’etere ?

16.  E’ ragionevole immaginare un fotone come una sorta di lacuna dell’etere, la quale, come le unità di base, procederà nello spazio in linea retta alla velocità di 300.000 Km/s ?

17.  E’ ragionevole pensare che la velocità della luce sia una conseguenza della velocità delle unità di base le quali permettono prima l’esistenza dell’etere, poi, grazie a quest’ultimo, anche l’esistenza dei fotoni (comprese tutte le altre onde elettromagnetiche) e della materia ?

18.  Tenuto conto della necessità di dover offrire una spiegazione che soddisfi indiscriminatamente tutti i possibili osservatori di un corpo in movimento, come può lo stesso corpo "contenere" o "ricordare" tutte le velocità e le direzioni di spostamento nello spazio verificabili e anche misurabili da ogni osservatore ?

19.  Riferendoci alla domanda precedente, la cosa può avvenire per un corpo visto come entità unitaria, oppure tale proprietà deve essere necessariamente ricondotta alla dinamica delle sue unità di base ?

20.  Pensare che siano le unità di base ad assolvere tale compito, grazie alla loro straordinaria capacità dinamica , non significa forse identificare l’unica reale possibilità

21.  Parlare di attrazioni e/o repulsioni non significa forse ipotizzare l’esistenza di forze misteriose di cui poi non si sa offrire alcun tipo di spiegazione ?

22.  Non è forse più semplice ricondurre tutte, indistintamente, le "misteriose" proprietà riconoscibili ad un corpo (tenuto conto ovviamente dell’esistenza dell’etere) alle capacità dinamiche dei suoi costituenti base ?

23.  La proprietà più semplice riconoscibile ad un corpo non è forse quella di occupare una porzione di spazio ?

24.  La proprietà immediatamente successiva non può forse essere quella di riconoscergli la capacità si spostarsi agevolmente attraverso lo spazio ?

25.  Il moto rettilineo uniforme può essere identificato come il tipo di moto più semplice in assoluto ?   

26.  Essendo le tre proprietà sopra citate di tipo assoluto, pur se semplici, (assoluto in quanto non è possibile spingersi oltre con le indagini sulla natura delle cose) non è forse bene riconoscerle anche ai costituenti base della materia i quali per definizione devono soddisfare criteri di massima semplicità ?   

27.  Essendo le unità di base indivisibili, quindi indistruttibili, qualora due di esse siano in rotta di collisione, vale a dire procedano entrambe nello spazio secondo una rotta che ad un certo punto le obbligherà a collidere, non è forse assai ragionevole pensare che dopo l’inevitabile urto debbano risultare con le loro rispettive rotte modificate ?

Poiché il presente questionario è stato realizzato soprattutto per aiutare il lettore a mettere in moto la mente su tutta una serie di questioni, non si
ritiene indispensabile corredarlo delle risposte. Il lettore sarà senz’altro in grado di valutare, con un minimo di riflessione, il tipo di risposta giusta per
ogni domanda. Ciò nonostante chi desiderasse conoscere quali risposte possano essere viste come le più corrette, potrà farne richiesta al Centro Studi Fisica Riviera dei Fiori.

Ecco ora il…

Quarto Principio della Dinamica (Versione arricchita con vari dettagli)
"Ogni possibile movimento di ogni possibile corpo è direttamente dovuto al naturale moto dei suoi elementi base, quegli stessi che con un particolare comportamento sequenziale ne assicurano la stabile esistenza; tale sequenzialità è il prodotto della loro costante interazione con sempre nuovi elementi base
in arrivo ordinatamente dallo spazio e successivamente al medesimo ritornanti."

Spiegazioni dettagliate del Quarto Principio della Dinamica.

"Ogni possibile movimento… :
l’Universo fisico è una realtà costantemente in movimento: lo è sul piano macroscopico, ma ancor più dinamicamente a livello di base. Tutti i possibili movimenti, anche i più nascosti, di tutto ciò che permette alla materia di esistere, non sfuggono alle leggi messe in luce dal nuovo principio della dinamica: pure il movimento delle stelle di una galassia, le deformazioni e le oscillazioni di un flusso d’acqua in caduta libera, il movimento di un elettrone attorno ad un nucleone e quello di tutte le altre particelle elementari.

…di ogni possibile corpo… :
con il nuovo principio della dinamica vengono considerati corpi tutte quelle realtà dotate di massa, ragion per cui anche un nucleone, un elettrone e tutte le altre particelle elementari saranno viste in tale modo.

…è direttamente dovuto al naturale moto dei suoi elementi base… :
gli elementi base di ogni corpo sono costantemente in movimento. Si muovono spontaneamente nello spazio in linea retta alla velocità di circa 300.000 Km al secondo e non possono essere in alcun modo arrestati. Possono solo modificare vicendevolmente la loro rotta in seguito a possibili reciproci urti.

…quegli stessi che con un particolare comportamento sequenziale ne assicurano la stabile esistenza; … :
la materia a livello di struttura fine è una realtà caratterizzata da processi dinamici estremamente rapidi e sequenziali, propri dei suoi costituenti base; benché per mezzo dei nostri sensi essa normalmente ci appaia come qualcosa di statico. Pertanto un corpo si sposterà attraverso lo spazio non come entità unitaria, anche se ciò è quanto vediamo, bensì in virtù della dinamica dei suoi elementi base, i quali produrranno tale processo in modo sequenziale. Si badi bene, solo un corpo avente lo stesso moto dell’osservatore (pure un altro osservatore), può essere arbitrariamente considerato fermo. Tutti i corpi, in realtà, sono sempre e costantemente in movimento attraverso lo spazio.

… tale sequenzialità è il prodotto della loro costante interazione con sempre nuovi elementi base in arrivo ordinatamente dallo spazio e successivamente al medesimo ritornanti." :
gli elementi base o mattoni fondamentali dell’universo transitano normalmente attraverso lo spazio esclusivamente in linea retta ed in perfetto e vicendevole sincronismo, in tale modo danno vita alla struttura dell’etere. Nel momento in cui però incontrano la materia diventano materia essi stessi, poiché saranno sottoposti a ripetuti urti e quindi costretti a transitare nello spazio a zig zag. Nel momento in cui ritroveranno, dopo vari cambiamenti di rotta, una nuova rotta libera dell’etere, cesseranno di essere materia per ritornare ad essere etere. L’etere è una struttura dinamica che può anche essere vista come un reticolo tridimensionale caratterizzato da "porzioni" di spazio con un numero maggiore o minore di unità di base in transito. Le unità di base che danno vita al reticolo eterico "costringono" le unità di base della materia ad occupare tutti quegli spazi meno "affollati" del reticolo eterico stesso. Si può ancora aggiungere che la materia può anche essere vista come una realtà "imprigionata" nel reticolo eterico.

Naturalmente non sarebbe stato possibile "offrire" il Quarto Principio della Dinamica senza aver capito che cosa è l’etere, o, meglio, che cosa si intende con tale concetto. Avere le idee chiare sull’etere, più precisamente, sapere da che cosa deriva, come è organizzato, come si comporta, quali effetti produce ecc. , permette di far luce su quella che è la struttura più intima della materia. Per comprendere bene che cosa accade con i cosiddetti fenomeni gravitazionali, elettrici e magnetici, è necessario "trasferirsi" con l’intelletto sulla scala fisica di grandezze propria dei costituenti base della materia. I costituenti base della materia o elementi base, che possiamo anche identificare come "mattoni fondamentali" o "veri atomi", o ancora unità di base indivisibili, interagiscono costantemente con le unità di base che sono all’origine dell’esistenza dell’etere e della sua particolare struttura dinamica. Potranno essere disponibili conferme sperimentali ineccepibili a partire dai risultati finali delle più svariate prove. Tra le altre cose, si capirà perché la luce può presentarsi sia come onda che come corpuscolo, si potrà capire in modo chiaro che cosa è il tempo e si potrà conoscere il vero e profondo significato del concetto di energia.

La materia è una realtà leggermente più complessa rispetto alla realtà dell’etere e non potrebbe assolutamente esistere senza quest’ultimo. L’etere, dal canto suo, può invece normalmente esistere anche se privo di quella particolare "appendice" detta materia. Riepilogando, in una ipotetica scala di priorità, troveremo al primo posto le unità di base (comuni sia all’etere che alla materia), al secondo l’etere, infine, al terzo posto, la materia.

Spiegazioni più dettagliate saranno presto disponibili. Ovviamente, grazie alla nuova visione della realtà che maturerà nella mente di tutti coloro che riconosceranno la validità del Quarto Principio della Dinamica, sarà possibile identificare, fra tutte le teorie attualmente in uso, quelle che potranno presto essere sostituite da altre assai più valide e soddisfacenti. Si potranno inoltre vedere chiaramente quelli che saranno i nuovi e sorprendenti orizzonti della fisica.

Del Quarto Principio della Dinamica ne esistono tre versioni. La versione sopra riportata è la seconda: quella con più dettagli, quella più efficace per i processi di "assimilazione" del "nuovo". La prima, quella del suo atto di nascita ufficiale, avvenuto nell’ottobre del 1994 in Fivizzano prov. di Massa Carrara, è la seguente:
"Lo spostamento dei corpi attraverso lo spazio viene direttamente trattato, in forma sequenziale, da tutti quei particolari elementi base che consentono anche ai corpi stessi di esistere".

La terza ed ultima versione, quella uscente dopo un certo processo di affinamento di pensiero, versione che conserva il solo puro contenuto della dinamica è la seguente:
"Ogni possibile movimento di ogni possibile corpo è dovuto al costante moto dei suoi elementi base, i quali sono continuamente sostituiti da sempre nuovi elementi base che arrivano ordinatamente dallo spazio e al medesimo poi ritornano".

Si accettano suggerimenti, consigli e pure critiche, considerando che, come ebbe a dire il sommo filosofo Socrate, …"C’è un solo bene: la conoscenza, …e un solo male: la presunzione di sapere".
C.S.F.R.F. Centro Studi Fisica Riviera dei Fiori  -
E-mail: godone@masterweb.it 
vedi:
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti
Teoria R3  - Una semplice Teoria dell'UniVerso - PDF - dell'Ing. Alberto Angelo Conti   

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Nicholas Georgescu-Roegen (1906-1994)
By Giorgio Nebbia

Nicholas Georgescu-Roegen, il padre di una "economia radicale", scomparso all'età di 88 anni il 30 ottobre 1994, era nato nel 1906 a Costanza, in Romania, aveva fatto dei buoni studi universitari di matematica e statistica a Parigi, a Londra e a Bucarest e poi negli Stati Uniti dove lavorò con Schumpeter.
Dal 1934 al 1947 ha vissuto le tempestose vicende della Romania, come professore universitario, come direttore dell'Istituto di Statistica, come delegato a varie conferenze internazionali, fra cui quella sull'armistizio.
Nel febbraio 1948 lasciò la Romania e nel 1949 fu nominato professore di Economia alla Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee, di cui restò professore emerito dal 1976 fino alla morte. Georgescu-Roegen fu autorevole membro della prestigiosa American Economic Association, e scrisse numerose opere, fra cui il libro "Analytical economics", del 1966, tradotto in italiano da Sansoni col titolo: "Analisi economica e processo economico" (1973).

La celebrità venne però a Georgescu-Roegen da un libro apparso nel 1971 e intitolato: "The entropy law and the economic process", Harvard University Press, sfortunatamente non tradotto in italiano, un libro più citato che letto, difficile, che però rappresenta una miniera di idee --- un "pozzo di San Patrizio", secondo l'elogio attribuito da Samuelson a molti scritti di Georgescu-Roegen. Georgescu-Roegen ha sviluppato, ampliato e, direi, popolarizzato, le sue idee in molti lavori successivi: il più noto è il lungo saggio: "Energy and economic myths", apparso nel fascicolo di gennaio 1975 del Southern Economic Journal, poi riprodotto in un libro, con lo stesso titolo, insieme a vari altri lavori, in parte tradotti in italiano col titolo: "Energia e miti economici", Torino, Bollati Boringhieri, 1998.

L'introduzione a questo libro contiene varie informazioni, e riferimenti bibliografici, per ricostruire la vita e l'opera di Georgescu-Roegen. E' stato tradotto o pubblicato in italiano anche qualche altro scritto di Georgescu-Roegen, ma certo renderebbe un servizio alla cultura l'editore che si azzardasse a pubblicare integralmente una traduzione italiana di "The entropy law".
Un'interessante analisi del pensiero di Georgescu-Roegen, è contenuta in un volume dell'economista Stefano Zamagni, dell'Università di Bologna, "Georgescu-Roegen. I fondamenti della teoria del consumatore", pubblicato dalla Etas nel 1979. Georgescu-Roegen nelle sue opere, specialmente in quelle posteriori al 1970, sostiene che qualsiasi scienza che si occupa del futuro dell'uomo, come la scienza economica, non può procedere senza tenere conto della ineluttabilità delle leggi della fisica.
La principale, espressa dal secondo principio della termodinamica, spiega che alla fine di ogni processo la qualità dell'energia peggiora sempre.
Per qualità va intesa la "qualità merceologica", cioè l'attitudine dell'energia ad essere ancora utilizzata da qualcun altro.
Qualsiasi processo che fabbrica merci e cose materiali impoverisce, insomma, la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità di produrre altre merci e cose materiali.
Ma, si potrebbe obiettare, il pianeta Terra nasconde nel suo ventre ancora riserve grandissime (ovviamente non illimitate) di fonti energetiche costituite da carbone, petrolio, metano, cioè dall'energia solare utilizzata centinaia di milioni di anni fa da vegetali e animali divenuti poi materia "fossile": a tali riserve la società industriale può attingere a piene mani.
E' vero che un giorno tali riserve potranno esaurirsi, ma è un problema che riguarda chi vivrà nel XXI o nel XXII secolo. Georgescu Roegen ribatte che non si tratta solo di una scarsità, sia pure remota, di energia: la scarsità riguarda anche i materiali, i minerali, i prodotti agricoli.
Guardate come procedono i cicli biologici, che riciclano tutte le scorie vegetali e animali le quali diventano materie per la propagazione della vita., e guardate invece come procedete voi che, per raggiungere il vostro mito di ricchezza economica, per moltiplicare i vostri strumenti esosomatici: voi umani operate per cicli sempre più aperti, per cui al fianco di una crescente quantità di beni materiali e merci, state producendo una molto più grande quantità di scorie con cui dovrete un giorno fare i conti.
Se volete salvarvi dovete sviluppare una "bioeconomia", affiancando alla contabilità dei flussi di denaro che descrivono la "vecchia" economia, una descrizione delle risorse naturali materiali e delle scorie fisiche per il cui ottenimento e smaltimento dovrete spendere crescente fatica di energia e soldi.
Una proposta di "matrice intersettoriale" integrata dei flussi economici ed "ecologici" è già contenuta a p. 254 del libro "The entropy law". Solo la "bioeconomia" vi darà utili indicazioni per le decisioni politiche che dovrete prendere, vi aiuterà a scansare molte trappole.
Calma, dicono i critici: sarà invece la tecnica che ci salverà, per esempio permettendoci di riciclare le scorie, proprio come fa la natura, per ricavarne altre materie prime per il futuro. Folli !, replica Georgescu-Roegen. Perchè anche la materia si degrada: "Matter matters, too", un principio che egli ripete innumerevoli volte e a cui addirittura attribuisce, scherzosamente, il valore di "principio": il quarto principio della termodinamica, secondo cui, proprio come avviene per l'energia, la materia disponibile non scompare, ovviamente, ma "si degrada continuamente e irreversibilmente in materia non più utilizzabile" a fini umani, merceologici, economici.
E per concludere Georgescu Roegen dà un calcio anche ai sostenitori di una "società stazionaria" e ai primi (i più radicali) scritti del Club di Roma.
Per sopravvivere sul pianeta Terra, di dimensioni e risorse limitate, la produzione e l'uso di beni materiali non solo non possono continuare a "crescere", e non basta neanche che diventino stazionari: devono "diminuire". E non compiacetevi troppo, avverte Georgescu-Roegen, nelle illusioni dell'uso dell'energia solare: la sua cattura con "macchine" umane comporta un costo di materiali, e quindi di energia, che può superare la quantità di energia commerciale che le macchine "solari" possono dare.
Un messaggio di disperazione, allora ? Georgescu-Roegen di speranze sulla salvezza umana non ne lascia molte: anche una "salvezza ecologica", spiega in un saggio tradotto in italiano nella rivista "Economia e ambiente", gennaio-marzo 1984, e ora anche nel citato volume "Energia e miti economici", p. 93-104, deve fare i conti con i principi della termodinamica. Il messaggio complessivo dell'opera di Georgescu-Roegen è che comunque, poiché la vita umana deve andare avanti, bisogna almeno cambiare le attuali regole economiche se non si vuole che una catastrofe, dovuta alla scarsità delle risorse naturali, invece di arrivare fra secoli arrivi fra pochi decenni.

Ma pare, invece, che il mondo da questo orecchio non ci senta proprio per niente.

Per concludere può valere la pena di rileggere il "manifesto" per un'economia umana redatto nell'ottobre 1973, a Nyach, nello stato di New York, da Nicholas Georgescu-Roegen, Kenneth Boulding e Herman Daly e firmato da oltre 200 economisti fra cui Kenneth Arrow, Robert Heilbroner, Ernst Schumacher, David Pearce, Ignacy Sachs, Bertrand de Jouvenel. 
La proposta era partita dall'associazione internazionale "Dai Dong", un nome che corrisponde ad un antico concetto cinese di un mondo "in cui la famiglia di ciascun uomo non e' soltanto la sua famiglia, i figli di ciascun uomo non sono soltanto i suoi figli, ma tutto il mondo e' la sua famiglia, tutti i bambini sono suoi figli". Il "manifesto" fu presentato alla riunione annuale del dicembre 1973 dell'American Economic Association (American Economic Review, 64, (2), p. 447 e 449-450 (maggio 1974); anche in Hugh Nash (editor), "Progress as if survival mattered", San Francisco, Friends of the Earth, 1977, p. 182-183); la traduzione italiana fu fatta circolare nel novembre 1973 nel corso della riunione annuale della Societa' Italiana degli Economisti, a Roma, e, firmata da Gianni Cannata, Pietro Dohrn, Giorgio Nebbia, e alcuni altri; fu pubblicata in: G. Cannata (a cura di) "Saggi di economia dell'ambiente", Milano, Giuffre', 1974, p. 239-244; fu ristampata in Economia e Ambiente, 2, (1/2), 70-74 (gennaio-giugno 1983) e in N. Nicholas Georgescu-Roegen, "Energia e miti economici", Torino, Bollati Boringhieri, 1998, p. 207-210, e fu distribuita in occasione del seminario "Oltre l'economia", organizzato il 7-8 ottobre 1997 dal Comitato permanente di solidarietà di Arezzo.

Allegato: Verso un'economia umana Nel corso della sua evoluzione la casa comune, il pianeta Terra, si avvicina ad una crisi dal cui superamento dipende la sopravvivenza dell'uomo, crisi la cui portata appare esaminando l'aumento della popolazione, l'incontrollata crescita industriale e il deterioramento ambientale con le conseguenti minacce di carestie, di guerra e di un collasso biologico.
L'attuale tendenza nell'evoluzione del pianeta non dipende soltanto da leggi inesorabili della natura, ma e' una conseguenza delle deliberate azioni esercitate dall'uomo sulla natura stessa.
L'uomo ha deciso, nel corso della storia, il suo destino attraverso decisioni di cui e' responsabile; ha cambiato il corso del suo destino con altre deliberate decisioni, attuate con la sua volonta'.
 A questo punto deve cominciare ad elaborare una nuova visione del mondo. Come economisti abbiamo il compito di descrivere e analizzare i processi economici cosi' come li osserviamo nella realta'.
Peraltro nel corso degli ultimi due secoli gli economisti sono stati portati sempre piu' spesso non solo a misurare, analizzare e teorizzare la realta' economica, ma anche a consigliare, pianificare e prendere parte attiva nelle decisioni politiche: il potere e quindi la responsabilita' degli economisti sono percio' diventati grandissimi. Nel passato la produzione di merci e' stata considerata un fatto positivo e solo di recente sono apparsi evidenti i costi che essa comporta.

La produzione sottrae materie prime ed energia dalle loro riserve naturali di dimensioni finite; i rifiuti dei processi invadono il nostro ecosistema, la cui capacita' di ricevere e assimilare tali rifiuti e' anch'essa finita.
La crescita ha rappresentato finora per gli economisti l'indice con cui misurare il benessere nazionale e sociale, ma ora appare che l'aumento dell'industrializzazione in zone gia' congestionate puo' continuare soltanto per poco: l'attuale aumento della produzione compromette la possibilita' di produrre in futuro e ha luogo a spese dell'ambiente naturale che e' delicato e sempre piu' in pericolo.
La constatazione che il sistema in cui viviamo ha dimensioni finite e che i consumi di energia comportano costi crescenti impone delle decisioni morali nelle varie fasi del processo economico, nella pianificazione, nello sviluppo e nella produzione. Che fare ?
Quali sono gli effettivi costi, a lungo termine, della produzione di merci e chi finira' per pagarli ? Che cosa e' veramente nell'interesse non solo attuale dell'uomo, ma nell'interesse dell'uomo come specie vivente destinata a continuare ?
La chiara formulazione, secondo il punto di vista dell'economista, delle alternative possibili e' un compito non soltanto analitico, ma etico e gli economisti devono accettare le implicazioni etiche del loro lavoro.
Noi invitiamo i colleghi economisti ad assumere un loro ruolo nella gestione del nostro pianeta e ad unirsi, per assicurare la sopravvivenza umana, agli sforzi degli altri scienziati e pianificatori, anzi di tutte le donne e gli uomini che operano in qualsiasi campo del pensiero e del lavoro.
La scienza dell'economia, come altri settori di indagine che si propongono la precisione e l'obbiettivita', ha avuto la tendenza, nell'ultimo secolo, ad isolarsi gradualmente dagli altri campi, ma oggi non e' piu' possibile che gli economisti lavorino isolati con qualche speranza di successo.
Dobbiamo inventare una nuova economia il cui scopo sia la gestione delle risorse e il controllo razionale del progresso e delle applicazioni della tecnica, per servire i reali bisogni umani, invece che l'aumento dei profitti o del prestigio nazionale o le crudelta' della guerra. Dobbiamo elaborare una economia della sopravvivenza, anzi della speranza, la teoria di un'economia globale basata sulla giustizia, che consenta l'equa distribuzione delle ricchezze della Terra fra i suoi abitanti, attuali e futuri.

 E' ormai evidente che non possiamo piu' considerare le economia nazionali come separate, isolate dal piu' vasto sistema globale. Come economisti, oltre a misurare e descrivere le complesse interrelazioni fra grandezze economiche, possiamo indicare delle nuove priorita' che superino gli stretti interessi delle sovranita' nazionali e che servano invece gli interessi della comunita' mondiale.
Dobbiamo sostituire all'ideale della crescita, che e' servito come surrogato della giusta distribuzione del benessere, una visione piu' umana in cui produzione e consumo siano subordinati ai fini della sopravvivenza e della giustizia. Attualmente una minoranza della popolazione della Terra dispone della maggior parte delle risorse naturali e della produzione mondiale.
Le economie industriali devono collaborare con le economie in via di sviluppo per correggere gli squilibri rinunciando alla concorrenza ideologica o imperialista e allo sfruttamento dei popoli che dicono di voler aiutare.
Per realizzare una giusta distribuzione del benessere nel mondo, i popoli dei paesi industrializzati devono abbandonare quello che oggi sembra un diritto irrinunciabile, cioe' l'uso incontrollato delle risorse naturali, e noi economisti abbiamo la responsabilita' di orientare i valori umani verso questo fine.
Le situazioni storiche o geografiche non possono essere piu' invocate come giustificazione dell'ingiustizia. Gli economisti hanno quindi di fronte un compito nuovo e difficile.
Molti guardano alle attuali tendenze di aumento della popolazione, di impoverimento delle risorse naturali, di aumento delle tensioni sociali, e si scoraggiano. Noi dobbiamo rifiutare questa posizione e abbiamo l'obbligo morale di elaborare una nuova visione del mondo, di tracciare la strada verso la sopravvivenza anche se il territorio da attraversare e' pieno di trappole e di ostacoli.

Attualmente l'uomo possiede le risorse economiche e tecnologiche non solo per salvare se stesso per il futuro, ma anche per realizzare, per se e per tutti i suoi discendenti, un mondo in cui sia possibile vivere con dignita', speranza e benessere.
Per ottenere questo scopo deve pero' prendere delle decisioni e subito. Noi invitiamo i nostri colleghi economisti a collaborare perche' lo sviluppo corrisponda ai reali bisogni dell'uomo: saremo forse divisi nei particolari del metodo da seguire e delle politiche da adottare, ma dobbiamo essere uniti nel desiderio di raggiungere l'obiettivo della sopravvivenza e della giustizia.

Bibliografia di alcuni dei principali lavori di Nicholas Georgescu-Roegen sui problemi dell'energia, dell'entropia, della bioeconomia
"Analytical economics: issues and problems", Cambridge (USA), Harvard University Press, 1966; traduzione italiana parziale col titolo: "Analisi economica e processo economico", Firenze, Sansoni 1973 "Process in farming vs. process in manufacturing"; Conferenza alla Association Internationale des Sciences Economiques, Roma, 1965; in: "Energy and economic myths", Pergamon, p. 71-102 "The economics of production", American Economic Review, 60, 1-9 (maggio 1970) "The entropy law and the economic problem", Conferenza tenuta il 3 dicembre 1970, al Department of Economics, The Graduate School of Business and Office for International Programs, University of Alabama; The Ecologist, 2, (7), 13-18 (July 1972), Brennpunkte (Zurich), 5, (2), 17-28 (1972); Ciencia y Desarrollo (Mexico), 18, 64-70 (1978); in: "Energy and economic myths", Pergamon, p. 53-69; in: H. Daly (editor), "Toward a steady-state economy", San Francisco, Freeman, 1973, p. 37-49; anche in: E. Daly (editor), "Economics, ecology, ethics", San Francisco, Freeman, 1980; in: S. Lyons (editor), "Sun ! A handbook for the solar decade", San Francisco, Friends of the Earth, 1978, p. 170-184; in: J. D. Gussow (editor), "The feeding web: issues in nutritional ecology", Palo Alto, Bull Publishing Co., 1978, p. 280-284; col titolo: "La loi de l'entropie et le probléme économique", in: "La decroissance", 1996, p. 53-71; traduzione italiana in N. Georgescu-Roegen, "Energia e miti economici", 1998, p. 25-38 "The entropy law and the economic process", Cambridge (USA), Harvard University Press, 1971; traduzione romena, Bucharest, Editura Politica, 1979; traduzione spagnola, in corso di stampa "Process analysis and the neoclassical theory of production", Meeting dell'American Association of Agricultural Economics, 1971; American Journal of Agricultural Economics, 54, (2), 279-294 (May 1972); in: "Energy and economic myths", Pergamon, 37-52 "Energy and economic myths", Conferenza alla Yale University, 8 novembre 1972; Southern Economic Journal, 41, 347-381 (1975); The Ecologist, 5, (5), 164-174 (June 1975), e 5, (7), 242-252 (August-September 1975); in spagnolo: El Trimestre Economico, 42, 779-836 (1975); in: "Energy and economic myths", Pergamon, p. 3-36; traduzione francese col titolo: "L'énergie et les myths économiques", in: "La decroissance", 1995, p. 73-147; traduzione italiana col titolo: "Energia e miti economici", in: "Energia e miti economici", 1998, p. 39-92 "Toward a human economics", sopra riprodotto "L'economia politica come estensione della biologia"; Conferenza tenuta all'Università di Firenze il 14 maggio 1974, Note Economiche (Monte dei Paschi di Siena), 2, 5-20 (1974) "Mechanistic dogma and economics", Methodology and Science, 6, (3), 174-184 (1974) "Dynamic models and economic growth", Economie appliquee, 27, (4), 529-563 (1974); World Development, 3, (11-12), 765-783 (1975); anche in: "Energy and economic myths", p. 235-253; in: G. Schwoediauer (editor), "Equilibrium and disequilibrium in economic theory", Dotrdrecht, Reidel, 1977, p. 413-499 "Bioeconomic aspects of entropy", in: L. Kubat e J. Zeman (editors), "Entropy and information in science and philosophy", Prague, Academia, 1975, Elsevier, 1976, p. 125-142; traduzione inedita di Tonino Drago col titolo: "Termodinamica, economia e programmazione energetica", 1980 "Technology and economic policy", in: H.L. Hartman (editor), "Proceedings of centennial Symposium on Technology and public policy, Vanderbilt University, 6-7 November 1975", Nashville (USA), Vanderbilt University, 1975, p. 43-50 "Economics or bioeconomics", American Economic Association Meetings, Dallas, 29 dicembre 1976 "A different economic perspective", Paper read at the Boston Meeting of the American Association for the Advancement of Science, 21 February 1976 "Is perpetual motion of the third kind possible ?", Paper read at the Colloquium of the Ecole National Superieure de Transportation, Paris, 19 november 1976 "Energy and economic myths. Institutional and analytical economic essays", New York, Pergamon, 1976; una parte di questi saggi e' contenuta in: "Energia e miti economici", Torino, Bollati Boringhieri, 1998 "Economics and mankind's ecological problems", in: "U.S. Economic growth from 1976 to 1986. Prospects, problems and patterns", Joint Economic Committee, Congress of the United States, Washington, DC, 1976, vol. 7, p. 62-91 "Bioeconomics: a new look at the nature of the economic activity", in: L. Junker (editor), "The political economy of food and energy", Ann Arbor, University of Michigan, 1977, p. 105-134 "What thermodynamics and biology can teach economists", Conferenza alla Atlantic Economic Association, Washington, 15 ottobre 1976; Atlantic Economic Journal, 5, (1), 13-21 (March 1977) "The steady-state and ecological salvation: a thermodynamic analysis", BioScience, 27, (4), 266-270 (April 1977); Letter to the Editor, BioScience, 27, 771 (December 1977), traduzione italiana col titolo: "Lo stato stazionario e la salvezza ecologica: un'analisi termodinamica", in: Economia e Ambiente, 3, (1), 5-17 (gennaio-marzo 1984); traduzione francese col titolo: "L'état stable et le salut écologique: une analyse thermodynamique", in: "La decroissance", 1995, p. 149-168; nuova traduzione italiana in "Energia e miti economici", 1998, p. 93-107 "Matter matters too", in: K.D. Wilson (editor), "Prospects for growth: changing expectations for the future", New York, Praeger, 1977, p. 293-313 "The role of matter in the substitution of energies" (Third International Colloquium on Petroleum Economics, Quebec, 3-5 November 1977), in: A. Ayoub (editor), "Energy, international cooperation on crisis", Quebec, Presses de l'Universite Laval, 1979, p. 119-131 ("Resources energetiques et cooperation international") "Inequality, limits and growth from a bioeconomic viewpoint", Review of Social Economy, 35, 361-375 (December 1977) "Matter: a resource ignored by thermodynamics", World Conference on future sources of organic materials (Toronto, 10-13 July 1978); in: L.E. St.Pierre e G.R. Brown (editors), "Future sources of organic raw materials CHEMRAWN I", Oxford, Pergamon 1980, p.79-87 "Technology assessment: the case of the direct use of solar energy", Atlantic Economic Journal, 6, (4), p. 15-21 (December 1978) "De l'economie politique a la bioeconomie", Revue d'Economie Politique, 88, (3), 338-381(1978) "La decroissance", Lausanne, Editions Pierre-Marcel Favre, 1979; nuova edizione, Paris, Editions Sang de la Terre, 1995 (raccolta di numerosi saggi di Georgescu-Roegen, a cura di J. Grinevald) "Energy and matter in mankind's technological circuit", Journal of Business Administration, 10, 107-127 (Fall 1978) in: P. N. Nemetz (editor), "Energy policy: the global challenge", Toronto, Butterworth, 1979, p. 107-127 "Myths about energy and matter", Lexington Conference on Energy, April 27-28 1978; Growth and Change, 10, (1), 16-23 (January 1979) "Energy analysis and economic valuation"; Southern Economic Journal, 45, (4), 1023-1058 (April 1979); traduzione italiana col titolo: "Analisi energetica e valutazione economica", e con modifiche, in: "Energia e miti economici", 1998, p. 39-92 "Comments on the papers by Daly and Stiglitz"; in: V. Kerry Smith (editor), "Scarcity and growth reconsidered", Baltimore, Johns Hopkins University Press, 1979, p. 95-105 "Methods in economic science"; Journal of Economic Issues, 13, 317-328 (June 1979) "Afterword", in: J. Rifkin, "Entropy: a new world view", New York, Viking, 1980, 261-269; traduzione italiana col titolo "Postfazione" in J. Rifkin, "Entropia", Milano, Mondadori, p. 283-291; nuova edizione ampliata in J. Rifkin, "Entropy in the greenhouse world", New York, Bantham Books, 1989, p. 299-307 "Energetic dogma, energetic economics, and viable technologies", in: "Advances in the economics of energy and resources", JAI Press, 4, 1-39 (1982); traduzione italiana in "Energia e miti economici", 1998, p. 161-204 "La degradation entropique et la destinee prometheique de la technologie humaine", Economie Appliquee, 35, (1/2), 1-26 (1982); Entropie, numero speciale, 76-86 (1982); traduzione italiana col titolo: "Economia e degradazione della materia: il destino prometeico della tecnologia umana", Economia e Ambiente, 4, (4), 5-29 (ottobre-dicembre 1985); traduzione francese col titolo: "La dégradation entropique et le destinée prométhéenne de la technologie humaine", in: "La decroissance", 1995, p. 169-198.
Tratto da: http://www.comune.prato.it/associa/orsaminore/documenti

Bibliografia
Se molti libri "dialogano" tra loro per mezzo della bibliografia, i siti internet non sono da meno: possono fare altrettanto e forse anche meglio. Poiché il Quarto Principio della Dinamica è una novità assoluta ed è il frutto di un percorso di studi e di ricerche atipico, parzialmente atipica sarà pure la bibliografia.
In un processo evolutivo non viene sprecato nulla: tutto serve per il "nuovo". Anche con lo sviluppo del pensiero scientifico il "nuovo" dovrà contenere ancora tutto ciò che c’è di buono del "vecchio".
Le nuove idee, per quanto rivoluzionarie possano apparire, non potranno che seguire la strada tracciata dalle vecchie.

Un ringraziamento va a tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno contribuito alla maturazione delle idee reperibili nel presente lavoro.
Molte delle idee che hanno permesso quello straordinario processo di "decantazione mentale" coagulatosi poi nell’estrema sintesi riconoscibile al Quarto Principio della Dinamica, sono state ricavate dalle pubblicazioni sotto elencate. Ha contribuito enormemente a tale processo l’intera Enciclopedia della Scienza dei F.lli Fabbri Editori e, sempre della stessa casa editrice, la collana di Astronomia completa di videocassette. E’ stata pure molto utile la pubblicazione, dalla sua nascita ad oggi, dell’inserto settimanale "Tuttoscienze" del quotidiano "La Stampa" di Torino. Sono servite anche alcune pagine "Corriere Scienza" del quotidiano "Corriere della Sera" di Milano. Si sono rivelate utili pure molte trasmissioni televisive scientifico/culturali messe in onda dalla Rai.
L’elenco sottostante riporta, in ordine alfabetico (cognome dell’autore), tutti quei lavori (saggi, libri di divulgazione e testi vari) che, in sintonia o per contrasto, o anche solo con una piccola idea, hanno favorito la nascita del Quarto Principio della Dinamica.

Bibliografia
I falsi paradossi della fisica – M. Agrifoglio – Edizioni Eccellenti
La macchina per pensare – P. Angela – Varia Club

Viaggio nel mondo del paranormale – P. Angela – Varia Club

La contesa sulle distanze cosmiche e le quasar – H. Arp – Jaca Book

Gli ordini del caos – vari autori – Manifesto Libri SET

Dal caos alla luce – S. Batfroi – Edizioni Mediterranee

La Terra – P. Bianucci – Giunti Gruppo Editoriale

Il Sole – P. Bianucci – Giunti Gruppo Editoriale

L’energia dei cristalli – P. Brown – F.lli Melita Editori

Le catene lineari del corpo e dello spirito – G. Calligaris – A. Giannone Editore Palermo

L’uomo verso l’assoluto – G. V. Cappelletto – TPL Giuseppini

Navigazione – I. Capasso – Ulrico Hoepli

Il Tao della fisica - F. Capra – Gli Adelphi

La scoperta dell’universo – J. Carles – Edizioni Paoline

Albert aveva ragione, Dio non gioca a dadi! – Walter E. R. Cassani – Edizioni Pendragon

Dizionario dell’Universo sconosciuto – V. Compassi – Sugarco Edizioni

Enigmi del cosmo – V. Croce – Edizioni Mediterranee

L’elettromagnetismo classico – S. D’Agostino – Sansoni scuola aperta

Foucolt e la prova del pendolo – S. Deligeorges – Tascabili Bompiani

Energia, conto alla rovescia – T. De Montbrial – Mondadori

Dio e la nuova fisica – P. Devis – Arnoldo Mondadori Editore (Saggi)

Le bugie della scienza – F. Di Trocchio – Arnoldo Mondadori Editore

Il genio incompreso – F. Di Trocchio – Arnoldo Mondadori Editore

Galileo Galilei – S. Drake - Muzioscienze

Spazio, tempo e gravitazione – A. S. Eddington – Boringhieri

Verso l’unificazione – Fang Li Zhi-ChuYao Quan – Garzanti

L’avventura dell’universo – T. Ferris – Leonardo Paperback

Stati e trasformazioni della materia – R. Fieschi – NIS

I segreti dell’antico Egitto – M. Frisari – Edizioni Sarva

Koilon, per una teoria unitaria della materia e dell’universo – M. Giannone - A. Giannone Edit. Pal.

Gli influssi del Sole – J. Goodavage – Armenia Editore

Einstein e il problema dell’Universo – M. Grandolfo – Edizioni Cremonese Roma

Dio e la scienza – J. Guitton – Bompiani

Albert Einstein, creatore e ribelle – B. Hoffmann – Euroclub

L’universo intelligente – F. Hoyle – Arnoldo Mondadori Editore

L’origine dell’universo e l’origine della religione – F. Hoyle – Oscar Mondadori

La vita, mistero prezioso – D. Ikeda – Tascabili Sonzogno

Il significato culturale della rivoluzione scientifica – M. C. Jacob – Piccola biblioteca Einaudi

Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia – C. L. Kervran – A Giannone Ed. Palermo

Prove in geologia e fisica delle trasm. a debole energia – C. L. Kervran – A. Giannone Ed. Palermo

La particella di Dio – L. Ledermann – Arnoldo Mondadori Editore

I problemi della fisica – A. T. Legget – Piccola biblioteca Einaudi

Il terzo occhio – T. Lobsang Rampa – Oscar Mondadori (pag. 44 numero 108 !?)

Le nuove età di Gaia – J. Loveloock – Bollati Boringhieri

La natura delle cose – Lucrezio – Oscar Mondatori

Guida alla Salute Naturale – G. Paolo Vanoli – Vanoli Edizioni

Dai misteri alla conoscenza – L. Mancini Spinucci – Edizioni Energie

La storia di Giovanni e Margherita – A. L. Marra – Akim Editrice

La scienza del terzo millennio – D. Marino – A. Giannone Editore Palermo

Inventare – A. Mascioli – Edizioni del Riccio

Il pianeta magnetico – A. Meloni – NIS

Analisi storico critica dei modelli d’atomo – Roberto Monti – Edizioni Andromeda Bologna

Spazio, tempo e relatività – R. Nevanlinna – Universale Cappelli

Oltre l’universo meccanico – Olenick, Apostol, Goodstein - Zanichelli

L’universo e il suo moto di oscillazione – E. J. Opik – Universale Cappelli

L’evoluzione interiore dell’uomo – P. D. Oupenski – Edizioni Mediterranee

Inchiesta/ Newton – N. Perata – Edizioni Gandolfi

Sole e pianeti – N. Perata – Managò Editore

L’illusione di sapere – M. Piattelli Palmarini – Arnoldo Mondadori Editore

Le leggi del caos – I. Prigogine – Laterza Editori

Gli acceleratori di particelle – P. Quercia – Universale Cappelli

Pensare la natura – L. A. Radicati – Editori Laterza

Copernico e la rivoluzione dei cieli – R. Reale, A. Scafati – Edizioni Cremonese Roma

Cronache dell’universo – T. Regge – Univ. Scient. Boringhieri

Gli eredi di Prometeo – T. Regge – La Stampa

Le meraviglie del reale – T. Regge – La Stampa

I falsi protocolli – S. Romano - Corbaccio

La mente e l’infinito – R. Rucker - Muzioscienze

I poteri segreti delle piramidi – B. Schulk, E. Pettit – Armenia Edizioni

Genesi e Big Bang – G. L. Scrhoeder – Interni

Che cos’è l’energia – F. Selleri – Editori riuniti

Fisica senza dogma – F. Selleri – Edizioni Dedalo

Paradossi e realtà – F. Selleri – BCM Laterza

Il lato oscuro della fisica – E. Teller – Sperling & Kupfer

L’onda di vita nell’armonia del cosmo – C. Splendore – Technipres

Experiences decisives pour la phisique moderne – M. Todeschini – A. Theatine pour les siences

La teoria delle apparenze – M. Todeschini – Centro Internaz. Biofisica Bergamo

Psicobiofisica – M. Todeschini – Centro Internaz. Biofisica Bergamo

Einstein o Todeschini – Boll. Informazioni scientifiche – Movimento Psicobiofisica Internaz.

L’energia della piramide – M. Toth, G. Nielsen – Edizioni Mediterranee

La grande sintesi – P. Ubaldi – Edizioni Mediterranee

Anche tu matematico – R. Vacca – Garzanti

Comunicare come – R. Vacca – Garzanti

Dal calore all’entropia – M. Vicentini Missoni – NIS

L’incontro di scienza e spirito – J. White – Interno giallo Editore Milano (Coll. New Age)

Breve storia dell’infinito – P. Zellini - Adelphi

L’infinito – A. Zichichi – Biblioteca Universale Rizzoli

Perché io credo in colui che ha fatto il mondo – A. Zichichi – Il Saggiatore

Scienza ed emergenze planetarie – A. Zichichi – Biblioteca universale Rizzoli