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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


PROGETTO di VITA
.......INFINITA  - Parte 2
....Parte 1  +  ....Parte 3  +  PsicoBioFisica
COSMOLOGIA e COSMOGONIA  Energia COSMICA = InFormAzione
(Modalità, Scopi e Finalità della Manifestazione, "creazione", continua dell’Universo, nell'InFinito (E+ ed E-)
I 5 Sistemi che muovono e governano l’UniVerso, vedi: http://freeweb.supereva.com/cosmos.freeweb/index.htm?p

"Niente domina la Coscienza  dell'uomo, giacché la Coscienza dell'uomo è  il pensiero di  Dio". By Victor Hugo

Problema numero uno per la Vita:   duplicare la memoria 
Quando l'esperienza prolungata della Vita (dell'ordine di miliardi di anni) porta ad un'elevazione del suo livello di Coscienza, la particella vede immediatamente il vantag­gio evolutivo che essa potrebbe trarre da questo risultato, facendo in modo che l'evoluzione « vada più in fretta »: essa potrebbe creare un Organismo, composto dal raggruppamento di particelle che abbiano la stessa memoria, la memoria (vale a dire la Coscienza) che essa stessa ha acquisito nel corso del tempo. Un tale Organismo permetterebbe un'autentica « duplicazione » della memoria. Questo Organismo avrebbe una quantità di vantaggi per la Vita, come vedremo subito.

Il primo soggetto di riflessione per la particella è: qual è il processo che permette di passare da un livello di Coscienza ad un livello di Coscienza superiore ? O, ciò che è lo stesso, in che modo una particella giunge ad ad crescere l'azione (nel senso della Fisica, dove l'azione è il prodotto di un'energia per un tempo) del campo sigma che reca la sua memoria ?
Questo accrescimento di Coscienza, di « capacità » della memoria, si accompagna, senza aver bisogno di alcuna energia (questo è il punto capitale) ad un accrescimento dell'azione del campo sigma: è dunque necessario che qualcosa nel campo sigma diminuisca di energia per compensare l'accrescimento della Coscienza. E la particella non tarda a rispondere a tale questione: è la temperatura associata al campo sigma (la temperatura del corpo nero di questo campo) che diminuisce, quando aumenta la Coscienza particellare.
Cosi, quando la particella ha riempito quelle che preliminarmente erano le sue posizioni di memoria, e superato una « soglia » superiore di Coscienza, essa assiste simultaneamente (e senza che intervenga volontariamente) ad una diminuzione della temperatura del suo campo sigma.
L'energia della particella stessa non muta globalmente, la sua Coscienza aumenta (con il numero delle sue posizioni di memoria) mentre la sua temperatura di corpo nero diminuisce. È questa una conferma del fatto — ciò che sapevamo già a livello intuitivo — che non bisogna «pesare» la Coscienza come una cosa materiale.

Ciò fornisce alla particella un'idea, per essa fondamentale: poiché non dispone essa stessa di un'energia propria (non può, segnatamente, modificare la sua massa specifica), potrà tuttavia trasformare la memoria (la Coscienza) di un’ altra particella. A tal fine, essa procede come segue:
La particella che chiameremo A viene a collocarsi fianco a fianco della particella B sulla quale vuole agire per rendere la memoria di questa particella B identica alla propria (quella della particella A).
Per di più, A si disporrà vicino a B « testa-piedi », come indicato nello schema qui sotto, in modo che tutte e due formino ciò che in Fisica   si chiama « un sistema di spin totale nullo ».

Per ottenere questo risultato è necessario che i due spin delle particelle A e B siano "antiparalleli", vale a dire paralleli e di direzione opposta. Certo, risulterebbe solitamente difficile mantenere troppo a lungo le particelle A e B in questa posizione « antiparallela », giacché l'agitazione molecolare tende a disporle in una direzione qualunque. Ma è possibile se si utilizza lo spazio esterno del Reale: cosi, in un forte campo magnetico, le due particelle A e B tendono a disporsi con i loro spin paralleli o antiparalleli: in altri termini, una possibilità su due di avere la posizione corretta ricercata; la cosa non è dunque "impossibile", e ciò senza bisogno di energia « interna » (ma, naturalmente, di uno spazio che abbia una speciale configurazione, come abbiamo visto).

Ecco, dunque, le nostre due particelle A e B a fianco a fianco con i loro spin antiparalleli — e che formano dunque un sistema di spin totale zero. Esse costituiscono ciò che chiameremo « una coppia » o — con espressione che può apparire un po' "osée", ma che corrisponde bene a quanto accade, le particelle A e B "fanno ora all'amore", o (ed è meno "osée" !) esse procedono ora ad uno  "scambio-memoria".
Avevo utilizzato quest'ultima espressione in un mio romanzo di fantascienza edito dalle Éditions du Rocher: La Femme de la Genèse; ma i lettori, che hanno (in generale) la mente "distorta" (?), nella stragrande maggioranza avevano compreso la prima espressione.

Comunque sia, ecco le nostre due particelle A e B a fianco a fianco, mentre procedono ad uno "scambio-memoria". In che modo, realmente, fanno uno "scambio-memoria" ?
Lo si potrebbe cogliere "intuitivamente", ma lo si può vedere "matematicamente" (è più sicuro matematicamente, soprattutto per convincere i fisici !).
Le due particelle A e B formano, abbiamo detto, ciò che si chiama "un sistema di spin zero"... del quale Louis de Broglie (ancora lui !) ha fornito in dettagli le equazioni quando ha studiato sistematicamente la "fusione" delle partiCelle — e indipendentemente dal fatto che, all'epoca (1930), "ciò non serviva a niente". E queste equazioni dimostrano che il sistema di spin zero risponde a certe equazioni, che de Broglie fornisce (Sistema NM, e non maxwelliano), che precisano come l'insieme di due particelle si identificano con "una sola" (è il momento di dirlo), esse sono veramente in uno stato "di fusione".
In un tale stato le due particelle A e B hanno delle condizioni iniziali comuni, e divengono praticamente una sola particella. E quando in seguito esse si separano, e se si chiama rispettivamente A e B lo stato della loro memoria prima dello "scambio-memoria", esse hanno, dopo la loro separazione, tutte e due, la memoria A + B. Cosi, sia A che B hanno "arricchito" la propria memoria mentre
"facevano all'amore": esse hanno, dopo "l'operazione", tutte e due una memoria A + B.

Non si insisterà mai abbastanza su questa "invenzione" della Vita: essa rappresenta un "mezzo" della Vita per "duplicare" (o piuttosto aggiungere) le memorie — ciò che è fondamentale non appena ci si rende conto dell'importanza della memoria nell'evoluzione dell'Universo.

Una sola memoria per molte particelle:  nascita dell'Organismo
Con la nascita dell'Organismo, nel quale una molteplicità di particelle tende a "funzionare" con la stessa memoria, la Vita veramente si metterà "in marcia" e diverrà una struttura essenziale dell'evoluzione.
Il principio è chiaro: abbiamo visto che ciascuna particella agisce, da una parte, attraverso il suo "volere" probabilistico, e, dall'altra, attraverso il suo "non-volere" associato al Tutto, e che permette di "scegliere" in questo volere probabilistico il comportamento che sarà il comportamento effettivo della particella "qui ed ora". A partire da una "prima" partiCella, che fornisce il "modello" della memoria necessaria all'Organismo, le particelle si riuniscono facendo a turno uno "scambio-memoria" (o facendo a turno all'amore), in modo che, quando l'Organismo è interamente "costruito", ciascuna particella agisce secondo il proprio volere (secondo la propria memoria) in modo da soddisfare tutte le funzioni che permettono all'Organismo di "funzionare" senza difficoltà.
Ciascuna particella agisce come se fosse "libera": ma essa è "libera" conformemente alla sua memoria, vale a dire, soddisfa "liberamente" a tutte le funzioni "ammesse" dalla sua memoria.
Sarebbe il momento di citare le parole di Schopenhauer, che tanto avevano fatto riflettere Albert Einstein;
"Un uomo può fare tutto ciò che vuole, ma non può "volere" tutto ciò che vuole".
Una particella che appartiene ad un Organismo può fare tutto ciò che le consente la propria memoria (la sua Coscienza), ma questa particella non può "volere" ciò che la sua memoria (la sua Coscienza) non ha "previsto" che essa possa fare.

In breve, ecco l'Organismo vivente che "funziona", con ciascuna particella che "sa" (grazie alla sua memoria) adempiere a tutti i compiti che sono necessari al buon funzionamento dell'Organismo. Siccome queste azioni individuali sono "libere", occorrerà inoltre che le particelle si concentrino in numero sufficiente per adempiere in tale istante a tale compito, in un altro istante a tal altro compito, e tutto ciò tenendo conto delle particelle che, attualmente, stanno svolgendo quel compito. E occorre che ciò sia quasi automatico, affinché l'Organismo funzioni "bene" in ogni momento.

Ma la cosa non fa paura alla particella; e, d'altronde, le "leggi della Natura" l'aiuteranno a far si che tutto vada bene (cosa che non ci stupisce !). È sufficiente che in questo "modello" del Vivente entri in gioco ciò che, in Fisica, si chiama la "legge dei grandi numeri"; e la "Teoria quantistica" farà il resto.

La "legge dei grandi numeri", in quanto è necessario che la Vita funzioni secondo le leggi della statistica, malgrado il fatto che ciascuna particella è "libera". Ciascuna particella, che "sa" svolgere tutti i compiti corrispondenti alle diverse funzioni necessarie all'Organismo, farà "quel che vuole"; ma, tutte, dipendendo dalla "forma" della memoria che hanno mutuato dalla "prima" partiCella, soddisferanno in ogni istante tutte le funzioni. Affinché questa "statistica" entri in gioco, è sufficiente che esse siano sufficientemente numerose per appartenere al (ed edificare il) corpo dell'Organismo, per esempio più di un milione.
E, ricordiamolo, è il caso di ogni struttura vivente:  un milione di protoni fanno meno di un miliardesimo di miliardesimo di grammo... e, dunque, molto meno della più leggera struttura vivente conosciuta (per esempio un piccolo batterio).
E, dicevo, la "Teoria quantistica farà il resto". In effetti, il "non-volere" di ciascuna particella (vale a dire l'azione del Tutto), fa si che tutte le funzioni ammesse dalla memoria siano statisticamente, ed effettivamente, svolte, come ci confermano le leggi della Natura, e più in particolare la Teoria  quantistica.
Così ogni Organismo ha la possibilità di funzionare conformemente ai "piani" della memoria della "prima" particella, quella che, con i suoi "scambi-memoria", avrà saputo far nascere l'Organismo completo.

Come non continuare a stupirsi della Vita, che, per mezzo di "tecniche" relativamente semplici, permette di esistere ad un Organismo cosi complesso quale è un essere vivente ?

L'esperienza  EPR  verifica che  ciascuna  particella possiede  degli  elementi di  memoria
Ma tutto ciò non è semplicemente un bel romanzo ? È vero che molti argomenti si dimostrano a favore di partiCelle portatrici (almeno potenzialmente} di memoria: ma, in realtà, è davvero esatto, corrisponde davvero a quanto ci presenta  la  realtà ?
Se qui non avessi posto io stesso tale domanda, se ne sarebbero incaricati i fisici in vece mia; e avrebbero avu­to ragione.
Da molto tempo, in effetti dal 1920 e da Einstein, si pone in Fisica una questione che non è mai stata comple­tamente risolta, e che porta il nome di paradosso EPR (dal nome dei tre fisici, Einstein, Podolsky e Rosen, che inizialmente hanno formulato questo paradosso). Non è più un segreto che Einstein sì è sempre opposto all'interpretazione probabilistica della Teoria quantistica, che egli considerava come una interpretazione incompleta e che moveva da una interpretazione provvisoria: Einstein pensava che, prima o poi, si sarebbe ritornati ad una interpretazione "deterministica" di ciò che si vedeva, giacché, come affermava umoristicamente, "la Natura (il buon
Dio) non gioca a dadi". In effetti egli pensava di "dimostrare", con l'aiuto del paradosso EPR, che l'interpretazione della Teoria  quantistica  era,  quanto  meno,  incompleta.

Il paradosso EPR considera la seguente esperienza "di pensiero" (che, in seguito, è stata riprodotta numerose volte con esperienze reali, ed ha sempre dato ragione ad Einstein). Volutamente la semplificheremo al fine di presentarla, ma non ometteremo alcuno dei suoi aspetti essenziali.
Due protoni, A e B, sono collocati inizialmente a fianco a fianco, con i loro spin antiparalleli (come abbiamo spiegato sopra). Essi in seguito si separano andando in due direzioni opposte.

Nel volgere di un tempo determinato, tempo in cui, nel corso dei loro rispettivi viaggi, i due protoni si sono cosi separati, e sono lontani l'uno dall'altro, sia l'uno che l'altro si trovano di fronte lo stesso tipo di ostacolo, che consiste nell'incontrare sul loro percorso una porta aperta O, e una porta chiusa F. r> A A e B hanno la possibilità tanto di passare attraverso la porta aperta O, quanto di fermarsi alla porta chiusa F.

Einstein e il buon senso suggeriscono che i due protoni A e B agiranno indipendentemente l'uno dall'altro, e che avranno ciascuno il 50% di possibilità di passare attraverso la porta aperta O, oppure di fermarsi dietro la porta chiusa F.
Orbene, sorpresa !,
l'esperienza ed il paradosso EPR) dimostra che i due protoni A e B sembrano (dopo che sono stati inizialmente collocati a fianco a fianco) avere stabilito una sorta di "connivenza", e se A attraversa la porta O, B fa altrettanto; se, al contrario, A si ferma dietro la porta chiusa F, il protone B farà altrettanto. In altre parole, sembra che A e B si siano "messi d'accordo" in anticipo (sembra cioè che l'uno abbia annunciato all'altro quel che ha intenzione di fare in futuro).
La Teoria quantistica spiega questo risultalo dicendo che gli oggetti di esperienza (qui le porte aperta e chiusa O e F) fanno parte dell'esperienza, ma nondimeno non prevede esplicitamente questa possibilità nel suo formali­smo matematico. E, conseguentemente (Einstein dixit), questa esperienza conduce ad un'impossibilità (la prima spiegazione, le particelle si sono "messe d'accordo" all'inizio) oppure ad un formalismo incompleto (la spiegazione della Teoria quantistica, che non scrive esplicitamente il risultato ottenuto).

Si, è vero, mio caro Albert Einstein, la Teoria quantistica è incompleta, giacché essa non prevede nel suo formalismo ciò che accade (i due protoni A e B agiscono allo stesso modo), ma dice semplicemente che "ciò potrebbe accadere", Ma, mio caro Albert, dove lei ha avuto torto è nell'aver sorriso quando ha preso in considerazione il fatto che le due particelle A e B avrebbero potuto, inizialmente, "mettersi d'accordo". Nondimeno, è proprio quanto esse hanno fatto, come lei stesso, caro Albert, avrebbe fatto, quando hanno inizialmente fatto lo "scambio delle loro due memorie", e si sono presentate cosi con memorie identiche di fronte all'ostacolo porta aperta O, porta chiusa F. Ed è naturale che, fornite di memorie identiche, esse abbiano in seguito agito in modo identico: tutte e  due  attraversano  la porta  aperta  O, oppure  tutte e due si fermano  dietro la  porta  chiusa  F.

Il paradosso EPR, ne sono certo, farà ancora scorrere molto inchiostro. Ma, nell'attesa di "un'altra" interpretazione, sembra "scientificamente" logico accettare che le particelle possiedano una memoria, come me e come voi, e che esse abbiano attivato questa memoria nell'esperienza EPR  (che,  dunque,  non  è  più  un  paradosso).

È la Vita che nasce, viva la Vita ! — La Vita è "lanciata", ed essa svilupperà la Coscienza - Cosa significa accrescere la propria Coscienza ? - Ed ecco ancora la Vita che interviene.

Dopo aver indicato come si "costruisce" l'Organismo, vale a dire il portatore di ciò che di solito si chiama la Vita, a partire dalle particelle più semplici, esamineremo adesso come la Vita dell'Organismo non sia mai una cosa "compiuta" e debba consentire di sviluppare sempre di più  la  propria  Coscienza.
Peraltro, in tutto ciò che segue rifletteremo e impernieremo la nostra analisi sulla Vita umana su questa Terra; ciò che è, lo riconosco, assai "limitativo", quando è noto che la Vita è un "reticolo" che si estende in tutto l'Universo. Ma, in primo luogo, la Vita umana è ciò che noi conosciamo meglio (o che crediamo di conoscere).
Per di più, è senza alcun dubbio la Vita umana che ci "interessa" maggiormente; e, ove occorresse un'altra ragione, mi accontenterei di scusarmi come si fa di solito con una pessima scusa, e di affermare che, "per mancanza di spazio", ci limiteremo alla Vita umana. 

E’ la Vita che nasce, viva la Vitafont> !
L'obiettivo delle particelle, nell'« inventare » » la Vita, è, come abbiamo sottolineato, quello di trovare un mezzo per accrescere più rapidamente la Coscienza particolare. Fin tanto che le particelle avevano un'esistenza individuale, esse aumentavano lentamente la loro Coscienza attraverso le « interazioni » di cui facevano esperienza. Ma queste interazioni sono, per tutte le particelle, le interazioni fisiche; queste ultime sono quattro e soltanto quattro, e le particelle auspicano una più grande diversità, cosa che accrescerebbe la loro esperienza, ed anche la loro Coscienza. Per di più, lo abbiamo visto, uno degli obiettivi della Vita è stato annunciato (più tardi) dalla Bibbia stessa: "Crescete e moltiplicate".
Ciò vuole anche dire: "Diffondete la Vita in tutto l'Universo" e, a tale scopo, bisogna "inventare" la Creazione, inventare cioè la Vita.
Abbiamo constatato, nel terzo capitolo, come questa moltiplicazione della Vita sia stata in primo luogo una duplicazione della memoria: un Organismo prende vita quando la particella A che è alla sua origine (la "prima" partiCella), portatrice nella sua memoria di tutti i "piani" che permetteranno all'Organismo di esistere, avvia il processo di duplicazione della memoria, che chiameremo unione per conformarci adesso a quanto ne abbiamo detto nella parte scientifica (Relatività complessa) del nostro lavoro.
Una particella A realizza cosi l'Unione con un'altra particella B, che in generale dispone all'origine dì poca Coscienza (e, dunque, di poca memoria); dopo l'Unione, le due particelle A e B dispongono dì una memoria (di una Coscienza) comune A + B. L'accrescimento della particella iniziale si estende gradualmente, attraverso successive Unioni, fino ad un Organismo completo, il quale, come abbiamo detto (legge dei grandi numeri), comprende milioni di particelle, disponendo inizialmente di Coscienze simili (se non identiche).

Ecco  che  "è  nato"  l'Organismo  umano.   r> SiSi  tratta  di un termine un po' ambiguo: vuoi forse dire che questo Organismo non aveva ancora la Vita prima della sua nascita ?
È chiaro che la Vita, almeno nell'ampio significato con cui l'abbiamo definita, comincia con il concepimento, e dunque nel momento in cui comincia la "prima" Unione delle particelle.

Ritorniamo per un istante ai nostri libri di biologia e di anatomia, al fine di precisare questo punto (importante).
Vediamo che la Vita è una cosa che si prepara, anche quando si constata che, almeno nella specie umana, non occorrono che alcuni secondi perché si operi la fecondazione di una femmina da parte di un maschio {o il contrario). La stessa preparazione degli spermatozoi e degli ovuli non è immediata e richiede tempo (può richiedere alcune settimane).
Pur non essendo necessario studiare particolareggiatamente il fenomeno della riproduzione (lo abbiamo fatto in "La Matière et la Vie", un libro pubblicato per i tipi di Plon quasi venti anni or sono), diremo soltanto che la preparazione della riproduzione fornisce nella specie umana degli spermatozoi e degli ovuli che (soprattutto attraverso l'operazione detta del "crossing over") associano "al meglio" i caratteri viventi portati dai progenitori, paterni e materni. È vero, molti di questi caratteri vanno per metà perduti, e non si sa (noi, gli umani) che cosa significa "assortire al meglio". Ma, siccome non conosciamo ancora gran che della Vita, e più precisamente della riproduzione, non per questo dobbiamo negare che la Vita è preparata accuratamente dalla riproduzione: ne siamo certi.
La fecondazione procede in particolare a delle "scelte" per il riassorbimento dei cromosomi (dei caratteri genetici), dei quali, è bene dirlo, non conosciamo ancora proprio niente.
Siamo ancora allo stesso punto in cui erano i medici di Molière, che applicavano una medicina assai lontana dalla nostra medicina attuale... che è, essa stessa, assai lontana da ciò che sarà la medicina soltanto tra qualche diecina d'anni. Ciò che ci infastidisce è che adesso bisogna farsi curare, quando se ne ha bisogno; ma che cosa si può fare, bisogna essere pazienti...  ma anche dire quel che si pensa.

Ecco cosi uno spermatozoo ed un ovulo che si apprestano a "fondersi". Non risaliremo "al diluvio", siamo intesi; ma sappiamo anche che una lunga preparazione ha preceduto questo momento della "fusione" (fecondazione); e sappiamo, infine, come abbiamo detto, che non conosciamo praticamente niente di questo "prima".
Converrebbe pertanto far "convenzionalmente" cominciare qui, al momento della « fusione » di uno spermatozoo e di un ovulo,  la  vita   umana.

Ed ecco che la Vita è nata, viva la Vita ! - La Vita è "lanciata", ed essa svilupperà la Coscienza
Qual è l'obiettivo della Vita ? Ci siamo già posti tale domanda. Domanda, peraltro, non facile. Possiamo rispondervi in ogni caso al negativo, dicendo ciò che la Vita non ha per obiettivo. La Vita non è fatta, certamente, solo per « vivere ». Noi disponiamo di alcune diecine di anni di Vita, spesso meno; abbiamo anche visto tutti gli sforzi che ha compiuto la Vita affinché noi possedessimo questo lasso di tempo. Perché dunque le particelle hanno creato la Vita, quando, anch'esse, potrebbero semplicemente « lasciarsi vivere » ? Siamo quasi certi, dopo aver studiato con la Relatività complessa il «modello» della particella dì materia, che la particella tende continuamente a sforzarsi di accrescere la Coscienza che essa ha del mondo esterno. Tutta l'evolu­zione, che ha fatto nascere dei vegetali, degli animali e degli esseri umani, ce lo dimostra nella minuscola parte dell'Universo che conosciamo un po', cioè la Terra.
Tutto lo studio « scientifico » di questo mondo esterno ci mostra oggi che l'Universo è, in linea generale, omogeneo e isotropo, che è ovunque composto mediamente dagli stessi materiali, assemblati secondo una stessa composizione, secondo geometrie che si assomigliano, e che esso obbedisce ovunque alle stesse leggi fisiche.
E E niente potrebbe farmi credere anche per un istante il contrario, è riempito di una materia che ha (almeno in linea generale)  gli  stessi  obiettivi  ovunque.

Non è accettabile la tesi secondo cui la Vita non ha obiettivi o che l'evoluzione è il semplice prodotto delle leggi del caso.
Tutto ugualmente ci mostra il contrario nell'Universo. La Vita stessa sarebbe il miglior garante di questo contrario: essa è assai «improbabile» se si suppone che sia stato necessario un « caso » per farla nascere, un caso allora calcolato come talmente improbabile da arrivare presto, come Jacques Monod (Il Caso e la necessità), a questa conclusione: che la Terra avrebbe molte possibilità di « essere la sola depositarla della Vita in tutto l'Universo ».
Conclusione che non è soltanto essa stessa improbabile, ma che, inoltre, non appena vi si rifletta un po', e si pensi all'omogeneità che si scorge nell'Universo esterno, quale che sia la direzione o la distanza verso la quale si volga il nostro sguardo, è una conclusione assurda.

Ma con la Relatività complessa, disponiamo adesso di un « modello » della particella di materia. E abbiamo scoperto, fatto che è ad un tempo particolarmente nuovo e asai importante, che questa particella recava sempre un Immaginario, e dunque una memoria in cui essa può « cumulare » e osservare le informazioni che ha accumulato sull'Universo da quando essa esiste — miliardi di anni. Diviene, dunque, impossibile credere al giorno d'oggi ad una materia unicamente sottoposta alle leggi del caso, o, d'altronde, alle semplici leggi fisiche.
Lo abbiamo mostrato, la particella di materia, ciascuna particella di materia, è dotata al tempo stesso di un « volere » personale e di un « non-volere » che esprime l'evoluzione del Tutto.
E, d'altra parte, abbiamo osservato che la memoria di ciascuna particella di materia, cosi come la sua «Coscienza», non poteva che crescere, e che essa cresceva superando delle «soglie»  (come  aveva  previsto  Pierre  Teilhard  de  Chardin}.

Allora, questo obiettivo di tutto l'Universo, Io abbiamo finalmente, non vi può essere oggi alcun dubbio: è l'accrescimento   CONTINUO  della   COSCIENZA.
La Vita ha per obiettivo principale quello di accrescere la Coscienza particellare; la particella individuale di materia appartiene all'Universo, prima di appartenere alla Vita stessa, ed essa stessa ha questo obiettivo: accrescere continuamente la propria Coscienza, ed accrescere cosi, globalmente, la Coscienza di tutto l'Universo (la Coscienza del Tutto), mentre l'Universo "invecchia", vale a dite quando il tempo passa.

In ogni caso, è l'idea che ricorderemo, sul limitare dei nostri studi, in questa opera: la materia evolve ricercando ogni mezzo, nel corso della durata, per accrescere sempre di più la propria Coscienza.

Cosa  significa accrescere la propria Coscienza font> ?
Abbiamo già diffusamente spiegato in che modo, nella Relatività complessa, la Coscienza abbia una evoluzione neghentropica (come la memoria), vale a dire, inversamente all'entropia, possa sia rimanere a Coscienza costante con il tempo, sia aumentare la propria Coscienza, Ma attraverso quale mezzo la particella può aumentare la propria Coscienza ? Si sospetta che essa non possa farlo quanto in realtà vorrebbe, altrimenti sceglierebbe probabilmente di avere immediatamente una Coscienza infinita (ciò che, se la cosa fosse possibile, è riservato al «buon Dio» !).
Esistono due mezzi (e due soltanto) con cui una particella può accrescere la propria Coscienza. E, in primo luogo, come Aristotele ha consigliato « di cominciare con il principio »,  esamineremo  il  primo  mezzo.
Questo consiste nell'accumulare progressivamente informazioni con il tempo. È, segnatamente, quanto è accaduto fintantoché la particella non aveva trovato il mezzo di « andare più alla svelta ». Cosi, e in primo luogo, le particelle faranno l'esperienza delle interazioni fisiche, che si chiamano interazioni forti, deboli, gravitazionali ed elettromagnetiche.
Queste interazioni, lo abbiamo visto, si accompagnano sempre ad un'onda psi che cercherà di conoscere il mondo esterno del Reale, ed inoltre ad un campo di memoria sigma che conosce il mondo interiore personale della particella considerata. Ma questa conoscenza dipende, è evidente, da ciò che il mio amico Henryk Skolìmowskì (The Theater of the Mind, The Theosophical Publishing House, Wheaton, Illinois, 1984) chiamerebbe la «sensibilità» della particella considerata, vale a dire dei sensi di cui dispone per conoscere al tempo stesso il mondo esterno e il mondo interno della propria Coscienza.
Più sensi ha e più acquisisce Coscienza; e più ha Coscienza, più, correlativamente, possiede sensi. r> Ciò significa che, all'inizio, al principio del mondo, le particelle aumentano molto poco la loro Coscienza, giacché hanno costituito soltanto in minima misura quelli che abbiamo chiamato gli « Organismi », i quali precisamente comportano un numero sempre maggiore di sensi (come ci dimostra lo studio dell'evoluzione).
D'altra parte, nella misura in cui il tempo passa, il movimento della Vita si accelera, e più la Vita inventa dei « sensi » per conoscere il mondo esterno e se stessa, più accresce la propria Coscienza, con la conseguenza che !a Coscienza dell'Universo aumenta globalmente sempre più velocemente.

Per riassumere, e come sottolineerebbero i matematici, il numero delle particelle dotate di una Coscienza che permette loro dì interpretare le interazioni fisiche aumenta esponenzialmente, di modo che non stupisce poi troppo che, assai presto dopo il principio del mondo (qualche milione di anni) le particelle « comprendano » le interazioni fisiche — ciò che è servito, come si è visto, a John Archibald Wheeler, direttore del dipartimento di Fisica teorica all'Università del Texas, per abbozzare una teoria dell'apprendimento, da parte delle particelle, delle leggi fisiche, ed anche di sostenere che le leggi fisiche sono apparse progressivamente nel tempo (giacché, prima di ciò, e sempre secondo Wheeler, non vi era alcuna particella per constatare  che c'erano  delle  leggi fisiche).

Ma, come inoltre si vede, se la conoscenza delle leggi fisiche tende ad estendersi rapidamente alla memoria (e, dunque, alla Coscienza) di tutte le particelle di materia, e la cosa si ferma qui, senza andare oltre, la particella conoscerà rapidamente tutto delle leggi fisiche, ma nient'altro. In modo che sarà giustificato constatare che le particelle di materia possiedono tutte una Coscienza che permette loro di interpretare le leggi fisiche del mondo esterno, ma che ciò non va affatto più lontano in queste particelle, esse non conoscono nient'altro, esse hanno una Coscienza che potrebbe essere qualificata come fisica.r> Ed è vero, fino al momento in cui non interviene la Vita. Allora, con la Vita, viene inventata dalle particelle la seconda modalità di conoscere, un mezzo molto più « potente »  del precedente.  Ed  è  quanto  esamineremo  adesso.

Ed  ecco ancora la Vita che  interviene
Attraverso mille svolte, con un progresso della Vita seguito da numerosi regressi, con le esitazioni che si suc­cedono agli istanti di gioia, fondandosi tutto ciò su quell'indispensabile alleato che si chiama il tempo, la Vita progredisce, lentamente, all'inizio molto lentamente, poi, progressivamente, con crescente rapidità.

La Vita, è vero, all'inizio sembra aiutata dal caso. Una struttura ben adattata, o, in ogni caso, « che ha successo », viene riconosciuta dalla Coscienza elementare della particella di materia in quanto tale, e servirà da modello per il progredire della Vita verso livelli sempre più elevati, sempre più perfezionati.
Abbiamo raccontato in un'altra opera (già citata, La Matière et la Vie) le esperienze di Stanley Miller negli Stati Uniti o come la Vita sulla Terra fosse nata a partire dagli oceani del nostro globo. È giusto che non si possa impedire a noi stessi di pensare ad un concorso quanto meno «felice» di circostanze, una situazione che constata come certe strutture e certi materiali, combinati tra dì loro secondo determinate geometrie, sembra che sì siano trovati li nel momento più opportuno, e che sono alla prova dell'esperienza per l'appunto capaci meglio dì altri di accogliere la Vita. Ma qui interviene un fattore che, troppo spesso, i «materialisti» che rendono conto della nascita della Vita sulla Terra passano sotto silenzio: la materia, le particelle semplici, elementari, riconoscono che tale struttura, quantunque edificata in gran parte attraverso il caso, è una struttura in cui la Vita ha successo, è un assemblaggio di materiali in cui la Vita ha successo, è una geometria in cui la Vita ha successo.
Jacques Monod, Jean Rostand e tutti quei razionalisti che (un tempo numerosi) hanno difeso la tesi secondo cui questi risultati erano il frutto del «solo» Caso, si sono grossolanamente sbagliati, cosi grossolanamente che, per parte mia, non esiterei a qualificarli come ricercatori (?) dalla vista corta. Scusatemi se mi sono contenuto (ma dei qualificativi che rispecchiassero più da vicino ciò che penso veramente sarebbero risultati sgarbati).

Ad ogni modo, riconosco volentieri che all'epoca (1966) mi mancava un argomento per il funzionamento della Vita, e che allora presentavo dunque una visione assai incompleta del fenomeno. Oggi che ho studiato con la Relatività complessa il « modello » della particella di materia, risulta chiaro che in questo modello entra in gioco un fattore essenziale per la Vita, e cioè la memoria, la quale, sotto una forma più elaborata, porta il nome di «Coscienza». r> È È proprio perché la particella scopre il fenomeno dell'Unione, in cui arriva a cedere ad un'altra particella il contenuto della propria memoria, che può, progressivamente, edificarsi una struttura fatta di lunghe molecole (affinché possa entrare in gioco, come abbiamo visto, la legge dei grandi numeri e gli effetti statistici). Il principio della Vita è allora tutto qua, e, secondo l'espressione familiare, non mancherà che « un po' di genio e molto lavoro », perché la Vita, quale noi la conosciamo, nasca e si sviluppi un po' ovunque nell'Universo, non appena le condizioni materiali offriranno « qui e ora » un sito favorevole.

E, con lo sviluppo della Vita, si determina il brusco sviluppo della Coscienza di cui abbiamo parlato. In effetti, in una sola volta, grazie al meraviglioso processo dell'Unione, è la duplicazione della memoria (lo « scambio-memoria ») che diviene possibile in alcuni istanti fin dal livello particolare. Certo, non si crea qui di sana pianta una nuova memoria: occorre, in primo luogo, che vi sia una memoria complessa già prodotta affinché sia possibile in seguito duplicarla, ed anche farla crescere (poiché la nuova memoria di A e B che « si uniscono » è A + B). r> MaMa chi non vedrà le possibilità offerte qui dalla Vita, che estende il fenomeno cosi prezioso della Coscienza a delle regioni dell'Universo in cui essa era ancora assente un momento prima ?
Non appena una struttura particolarmente appropriata alla Vita viene a crearsi per Unione, essa tende a moltiplicarsi in tutto l'Universo, ed a portarsi da questa tappa della Coscienza verso una tappa superiore... fino ad un momento in cui, con la sua memoria, si riverserà su un nuovo stato di Coscienza, una nuova « soglia » della Coscienza, come ci dirà Pierre Teilhard de Chardin.

Nel corso del tempo sono state cosi superate le « soglie » del minerale, del vegetale, dell'animale e dell'umano. r> Per attenerci a ciò che conosciamo di questo pianeta Terra. Ma tutto farebbe supporre (se si eccettua il nostro « congenito » antropocentrismo ! ), che la Vita è andata più lontano in qualche angolo dell'Universo, e che un giorno (quanta sofferenza per il nostro antropocentrismo !) noi incontreremo questi esseri la cui Coscienza è molto più sviluppata della nostra, di noi esseri umani.

Alcuni esseri umani se ne rallegreranno, altri, per paura, lo deploreranno. Ma non sembra esservi alcun dubbio che l'elevazione della Coscienza su scala planetaria non potra’ effettuarsi, almeno per lunghi periodi, senza che vi siano dei rapporti diretti di pensiero tra tutti coloro che sono portatori del pensiero su questo pianeta..., vale a dite tutti, quantunque a vari livelli. Ed è impossibile non immaginare che un giorno, forse in un tempo neppure cosi lontano quanto spesso si crede, si stabiliscano delle relazioni tra umani ed "ultraumani" (extraterrestri).
Chi potrebbe seriamente pensare oggi che questo pianeta Terra abbia la possibilità di svilupparsi senza che vi sia un giorno uno stretto rapporto con il pensiero di «un altro luogo» ?
Chi crederebbe che ciò non appaia oggi come un processo altrettanto naturale quanto quello che lega tra di loro umani e animali, animali e vegetali, vegetali e minerali ?
Voglio sperare che l'epoca in cui determinate razze umane sono state trattate dalle altre {le «forti» !), come dei sub-umani, o anche talvolta come dei « non-umani », questa epoca sia infine superata e compiuta. 
Speriamolo, almeno.

......In quel periodo (l’accrescimento della Coscienza Umana per avere un corpo sempre piu’ sano…), si produsse un cambiamento, cosi come cambia ogni cosa umana -  Non vi è di fatto « una sola » Medicina, ma « delle » Medicine Naturali (Olisticamente parlando)  
Come siamo fatti ? Siamo, prima di tutto, degli esseri spirituali che hanno un corpo fisico  - Regola numero uno dell'Olopatia (Medicina Olistica): il malato e’ fatto di pensiero e di materia - Regola numero due dell'Olopatia: tentare in primo luogo di curare attraverso lo « scambio-memoria » — (scambio dell’informazione e questa va riversata sulla fisicita’) cioe’ Guarire in modo naturale... e vivere sani e felici…per sempre…..
Tratto da “il TUTTO” libro del fisico J. E. Charon – Ediz. Mediterranee

Ma il problema numero uno per la Vita e’ duplicare la memoria in ogni essere o luogo, per accrescere la CoScienza del Vivente anche utilizzando le Vere Medicine Olistiche.....percio' questo argomento continua qui: Parte 1  +  Parte 3  +  PsicoBioFisica
Buchi neri dell'Universo simili a quelli atomici - vedi PDF studio-ricerca di fisici

Come ben canta Renato Zero nella Canzone: "La Vita e' un Dono" !! ....e percio' LA rigraziamo !
vedi anche: Sintesi e significato della Vita

E’ possibile che una specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta per creare l’uomo moderno ?