La nascita della vita e' un
caso ? pare di NO !
vedi: Creazione
dell'Universo
+
Vuotoquantomeccanico
+
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti +
Sistema Solare sta cambiando
Da recenti scoperte effettuate da studiosi e ricercatori
del laboratorio di
fluidi complessi e
biofisica molecolare dell'Universita' di Milano (Italy)
e pubblicati su "Science", nell'acqua
i frammenti di
DNA, secondo questo studio, hanno la tendenza
"spontanea" a formare
cristalli liquidi, ossia strutture molto ordinate nelle
quali le
molecole si collocano in modo regolare; i frammenti di
DNA tendono ad aderire gli uni agli altri formando catene
fisiche piu' lunghe delle singole molecole, spiega Tommaso
Bellini, uno degli autori dello studio.
Questa e' una importante scoperta perche' dimostra
inequivocabilmente le proprieta' di auto organizzazione
della
materia e potrebbe fornire la prova di cio' che sarebbe
avvenuto alle origini della Terra, perche' questo fenomeno
avrebbe favorito la nascita nel mondo prebiotico di
legami chimici a partire da frammenti di
DNA.
Questa ricerca dimostra anche
le proprieta' della materia (che essa ha insita a livello
subatomico, atomico, molecolare ecc.) di e quindi dell'UniVerso, avere in se' un "Programma
di Vita" e quindi anche nell' acqua (solvente
primordiale) proprieta' di aggregazione da studiare e da
"riscoprire"...ma gia' inizialmente ben enunciate da
Benveniste, nella sua ricerca primordiale ma importante,
sulla
memoria dell'acqua e sulle sue proprieta' aggregatrici (cluster
dell'acqua) a livello sub atomico, atomico e molecolare.
L'UniVerso
e' un desiderio
Spirituale che diviene un sogno (Progetto
di Vita), creando un suono coerente informato,
omnipresente nell'Infinita'
che fa emanare dal
Vuotoquantomeccanico l'in-form-azione/energia (cio' che si
sta formando/con il movimento, la vibrazione), prodotta dal sogno stesso, che per mezzo
della
Cimatica muove, fa vibrare l'energia
informata,
emettendo suoni armoniosi e coerenti di informazione, e
creando, come un'orchestra, ed in contemporanea, i vari livelli della
Mater-Ia cosi informata - La salute e/o la
malattia sono solamente
la coerenza o l'incoerenza di questo immutabile
processo.
La vita nasce dalla matematica frattale.....
Quindi dopo queste iniziali
considerazioni, ci si puo' domandare come mai da un organismo
unicellulare, si arriva ad uno pluricellulare, .....fino
all'Uomo, struttura molto complessa ed organizzata;
dal caos
non nasce l'ordine, neppure per caso....vuol dire che
"dentro"
(vedi anche particella di Dio), alla base di ogni “cosa”, vi e' un
Progetto di Vita
intelligente
ed organizzato sempre piu' complesso (programma spirituale),
progetto che e' insito in ogni cellula, molecola, atomo, fotone, campo
elettromagnetico, ecc.; quindi e' insito nell'Infinito, Esso
(il Programma di Vita=software) e' ovunque....in ogni suo
Punto, od Ente, pronto ad "esplodere"
quando le condizioni gli sono propizie....o quando l'Ente
decide di "apparire"....in questa dimensione.
Le
PartiCelle
(parti di una cella di
Etere) si raggruppano negli
atomi, poi nelle
stelle, ecc.
L'atomo di
idrogeno è il raggruppamento particolare più
semplice. Ma la
materia non tarda a constatare l'interesse che ha
nel raggruppare le particelle tra loro, e tende a farne
largo uso, per la sua intrinseca proprieta'.
La materia tende inizialmente a costituire dei
raggruppamenti di
nucleoni (protone carico positivamente o
neutrone elettricamente neutro) più "grossi" del nucleo di
idrogeno, dove il
protone è solo. Essa unirà dei protoni e
dei
neutroni, per formare degli edifici stabili, o stabili
per il periodo di tempo che permette a questi nuclei di
"vivere", vale a dire di esistere e di avere delle
esperienze.
La materia constata che le particelle di stesso
segno elettrico tendono a respingersi, mentre le particelle
di segno opposto si attirano (interazioni ElettroMagneticbe
-
Yin e Yang).
Essa constata anche che, in generale, la materia attrae la
materia e respinge l'antimateria (interazioni forti e
gravitazionali).
La materia, infine, constata che certi edifici particolari
hanno la tendenza a trasformarsi, cambiandosi l'uno
nell'altro, andando da una forma instabile ad una forma meno
instabile, fino a quando raggiungono un edificio stabile,
che non sì trasforma più (interazioni deboli). In breve, la
materia impara a conoscere le sue proprietà fisiche, e tende
ad utilizzare queste proprietà per i raggruppamenti che
desidera realizzare.
A fianco di
questi raggruppamenti microscopici ai quali abbiamo
assistito, e che riguardano alcune diecine di particelle che
formano degli edifici complessi, un raggruppamento
macroscopico giocherà un ruolo essenziale nell'UniVerso,
ed è il raggruppamento della materia nelle galassie, e poi
nelle
stelle.
Quando,
verso i 300 milioni di anni, apparve la materia, essa nacque
dallo
spazio in ciascun punto dì questo spazio, e in ciascun
istante (per soddisfare la conservazione dell'energia). La
si trova distribuita in modo quasi omogeneo in tutto Io
spazio, ma non tarda a scindersi "in pezzi", sotto l'effetto
delle instabilità provocate dalle attrazioni gravitazionali.
È cosi che la vasta nube pressoché omogenea che riempie
intorno ai 300 milioni di anni tutto lo spazio dell'Universo
si scinderà in quelle che vengono chiamate le "protogalassie",
che sono le forme primarie di ciò che sono state le
galassie.
Ciascuna protogalassia è un'immensa nube di
polvere, di circa un milione di anni-luce di diametro.
Ciascuna protogalassia, per effetto delle forze dì
instabilità gravitazionali, tende a scindersi essa stessa in
pezzi di alcuni milioni di chilometri di diametro.
È la forma primaria delle stelle, o
protostelle. Infine, le
protostelle si condensano esse stesse per effetto delle
forze gravitazionali, diminuendo il loro raggio e
accrescendo sempre più la loro densità centrale... parte
centrale che finisce per "accendersi" quando il calore
raggiunge una temperatura di alcune centinaia di milioni di
gradi, capace di accendere un gas composto essenzialmente di
idrogeno.
Le stelle sono nate, l'UniVerso
si illumina, si accende, ed assume la forma generale che conserverà per
miliardi di anni.
Ed ecco la
Vita !
Abbiamo visto che le particelle individuali di materia hanno
una tendenza naturale a raggrupparsi tra loro: è la
formazione di atomi, di stelle e di galassie. Come abbiamo
allora notato, si può dire che le particelle di
materia passano gradualmente dallo stato "solitario" allo
stato "solidale".
Ma non si
tratta che della prima fase del raggruppamento particolare.
È un raggruppamento nel quale ciascuna delle particelle di
materia continua a comportarsi individualmente secondo delle
leggi puramente fisiche.
Ognuna delle particelle, che
appartengano ad un atomo o ad una stella, ha un
comportamento che obbedisce alle stesse leggi, che sono le
leggi fisiche. Ciò che sperano le particelle è di andare
ancora più lontano e di creare adesso dei raggruppamenti che
diano loro dei gradi ancora maggiori di libertà, che
forniscano loro una possibilità ancor più grande di
comportamento. E, a questo fine, le "particelle" inventano
la Vita.
Nella Vita
il raggruppamento di particelle non obbedirà che ai
Simboli
che sono associati alle Forme definite dalle leggi fisiche,
e costruiranno un'immagine del mondo e del loro
comportamento particolare fondato su un insieme dì Simboli
più numeroso.
Si passerà dal
minerale, che si riferisce
soltanto alle leggi fisiche per render conto della sua
struttura, al
vegetale, poi all'animale, poi all'umano,
prima di trovare (forse già esistente su altri pianeti
diversi dalla nostra Terra) l'ultra-umano. Ad ogni stadio la
serie di Simboli disponibili per crearsi un'immagine del
mondo o per comportarsi tende ad aumentare, varcando delle
"soglie" successive, come aveva ben colto
Pierre Teilhard de
Chardin.
Il numero di Simboli disponibili è di 256 per il mondo
minerale, 65.536 per il mondo vegetale, più di 4 miliardi
per il mondo animale, piu' di 18 miliardi di miliardi per
gli esseri umani.
Ritorneremo
più oltre su questo importante aspetto del numero dei
Simboli disponibili per ciascun regno del Vivente, dal
minerale fino al di là dell'umano. Ci accontenteremo di
segnalare fin da ora due mezzi utilizzati dalla Vita, mezzi
che caratterizzano tutta l'evoluzione della Vita nell'UniVerso.
l. Il primo
mezzo è l'unità: ha Vita in un
Organismo (vale a dire un raggruppamento dì particelle
individuali che si uniscono per fare un Organismo "vivente")
non può aver luogo se l'Organismo di cui si tratta non
dispone dì Simboli identici, non soltanto per formarsi
un'immagine del mondo, ma anche per "funzionare".
Vedremo come la Vita abbia "inventato" un mezzo per
duplicare la memoria di una particella individuale, e fare
di quest'ultima, attraverso successivi raggruppamenti di
particelle individuali con altre particelle, un Organismo
"vitale".
2. Il
secondo mezzo è, paradossalmente, opposto al primo: è la
diversità. In effetti, con l'unità della memoria che
caratterizza un solo Organismo determinato (e che gli
permette di funzionare), la Vita crea delle strutture che
sono "funzionalmente" identiche, vale a dire che hanno dei
comportamenti quasi identici, e che dunque "fanno" la stessa
cosa.
Per rimediare in qualche modo a questa limitazione, la
Vita tende a creare simultaneamente altri Organismi, che
funzionano anche sui Simboli disponibili al regno (o alla
specie) considerato, ma che "funzionano" tuttavia su Simboli
differenti da quelli utilizzati dall'Organismo affine.
È ciò che ho chiamato la diversità. Cosi, io sono un
Organismo che dispone, in tutte le particelle che formano il
mio corpo, di memorie "che funzionano" su Simboli identici
(unità). Ma questi Simboli sono differenti da quelli
utilizzati dalle memorie delle particelle individuali che
costituiscono il corpo del mio vicino (diversità).
Tuttavia, gli insiemi di Simboli utilizzati dall'uno e
dall'altro degli Organismi fanno parte degli insiemi di
Simboli disponibili al regno, e cioè il regno umano. Ed è
quanto mi fa dire che, io e il mio vicino, apparteniamo
tutti e due al regno umano.
Unità e
diversità sono i due caratteri principali della Vita.
Definiremo, fra poco, qual è l'obiettivo della Vita, di ogni
Vita: l'elevazione della
CoScienza. Ma non andiamo più svelti della musica:
converrà, in particolare, definire in primo luogo con
precisione ciò che si chiama "CoScienza".
La Vita: per far cosa
?
Le creazioni della Vita particolare per creare la Vita sono
state molteplici; per essa sarebbe il caso di affermare:
"rinviate mille volte al mestiere la vostra opera". Essa,
questo è certo, ria il tempo per sé, e tende ad utilizzarlo.
Essa moltiplica i suoi tentativi, al fine di ottenere dei
raggruppamenti sempre meglio adattati... ma adattati a che
cosa ? Si tratta, indubbiamente, della prima domanda che
dobbiamo porci.
Qual è il significato dell'evoluzione della Vita, in quale
momento le particelle giungono a decidere che una loro
creazione segna un progresso in rapporto alla creazione
precedente ?
Si sono
dette e scritte un mucchio di cose su questo soggetto; ed è
certo che si tratta di una questione di grande rilievo, che
a giusto titolo da sempre ha preoccupato l'intelligenza
umana: La
Vita: per far cosa ?
Si può
esaminare il problema all'inverso, e domandarsi come Darwin:
in quale momento una creazione del Vivente viene considerata
come "riuscita" ? Darwin risponde, come è noto, che una
struttura vivente è "riuscita" quando essa è ben adattata
nei confronti dell'ambiente nel quale vive: è necessario
poter svolgere nelle migliori condizioni le funzioni
essenziali, vale a dire nutrirsi e riprodursi. Ma, lo si
capisce, è questa una risposta assai incompleta, il Vivente
non popola la Terra per nutrirsi e riprodursi: ha bisogno,
per "sopravvivere", di nutrirsi e di riprodursi, ma non è la
sua vocazione profonda, la sua "missione" non può essere
quella di occupare sempre più" posto sulla Terra e, in modo
generale, nell'UniVerso.
È vero, ma non è una ragione sufficiente.
Qualche anno or sono fornivo una ragione che non mi sembra
più valida per niente, o che, in ogni caso, non mi sembra
che possa essere considerata come la vocazione profonda del
Vivente.
Scrivevo, nel 1966, in La Matière et la Vie: "Mentre si
preoccupa di preservare la sua presente individualità e la
sua futura discendenza, il Vivente giunge ad armonizzare
la propria azione individuale con l'azione di tutti gli
altri Viventi che lo circondano, in modo da preservare la
vita dell'altro e assicurare la perpetuazione di tutto il
fenomeno Vivente".
Non può essere questa la ragione della
vocazione del Vivente: è vero (ed è sorprendente) che la
Vita forma un vasto "reticolo" in tutto l'UniVerso
e che, almeno in linea generale, e per quanto è possibile
percepire, tutto nella Natura si regge e si aiuta
mutualmente, sostenendosi il Vivente sul Vivente che lo
fiancheggia o che Io precede per nutrirsi e per assicurare
la sopravvivenza della propria progenie: il mondo vegetale
si nutre del mondo minerale, come il mondo animale si nutre
del mondo vegetale, e la specie umana del mondo animale.
È vero, e per di più è naturale, poiché il Vivente si
appoggia necessariamente sul Vivente che lo ha preceduto: si
potrebbe immaginare un'ipotesi contraria ?
Ma, ancora una volta, ciò non può rappresentare la
"vocazione" profonda del Vivente: io credo che l'evoluzione
nell'UniVerso,
ivi compresa l'evoluzione del Vivente,
si sviluppi sulla base di valori Spirituali, come ci ha
fatto intravedere fin dall'inizio la struttura stessa della
particella, che possiede l'essenziale di questa struttura
nella sua testa, e nella memoria che la riempie.
E il
progresso del Vivente, cosi come il progresso nel
comportamento particellare, è la crescita della Coscienza
delle strutture che sono elaborate, a mano a roano che
scorre il tempo.
Dobbiamo adesso rendere conto della parola "Coscienza", che
abbiamo già ampiamente utilizzata, promettendo che
insisteremo sul suo significato preciso.
Abbiamo fatto nascere ogni particella di materia con un'onda
PSI ed una memoria SIGMA.
L'onda PSI, abbiamo detto, è lo
"sguardo" che tende, in una prima tappa, a scrutare l'UniVerso
esterno alla particella: la sua natura è quella di un'onda
elettromagnetica, vale a dire che essa è definita per mezzo
di sedici costanti iniziali (delle quali, tuttavia, sei
hanno valori numerici identici).
L'onda PSI è inoltre emessa
nella "testa" della particella stessa, nel medesimo istante,
ed essa assimila le condizioni iniziali del campo sigma
della particella (memoria), essa cioè si impregna del mondo
interno della particella, al quale è continuativamente
"accoppiata".
Questo accoppiamento non porta a modificare il valore
numerico delle condizioni iniziali dello "sguardo" -onda
PSI, ma tende a dare un significato all'onda PSI stessa. Le
condizioni iniziali dell'onda PSI, come abbiamo
sottolineato, tendono a collocarsi fra le in-form-azioni
della memoria (campo sigma), esse sono « contemplate » dalla
memoria, e per questo fatto assumono un senso, e divengono
elementi di Coscienza.
Troviamo qui tutta la differenza tra "memorizzare
un'informazione" e "contemplare un'informazione
memorizzata". Ciò non cambia l'informazione stessa, ma il
fatto di contemplarla, di collocarla cosi tra altre
informazioni, in breve di poterla giudicare, cambia il suo
carattere, essa assume, per cosi dire, "un senso", nel
collocarla in rapporto all'insieme della memoria: "questa
informazione è bella, essa è grande, essa mi sembra
eccezionale...".
È la distinzione che conviene fare tra un calcolatore e una
Coscienza; il calcolatore annota semplicemente
l'informazione, e la sostituirà con una nuova informazione
non appena essa si sarà modificata l'istante successivo: la
Coscienza "ricorda" l'in-form-azione, la si potrà anche
sostituire con una nuova, ma essa avrà sempre un'«opinione»
sull'in-form-azione che ha incontrato in un determinato
istante e che tende a scomparire (sostituita da un'altra)
l'istante successivo.
In breve, la particella ha una memoria vivente,
profondamente diversa da una memoria di calcolatore (e che,
per evitare ogni ambiguità, si chiamerà memoria
"sostitutiva"); essa ha una memoria "cumulativa".
Ecco adesso
una proprietà della Coscienza particellare, una proprietà di
una memoria vivente, che è una proprietà dei campi
elettromagnetici di fusione, ma che noi dobbiamo
sottolineare. Un campo elettromagnetico di fusione, vale a
dire un campo sigma, è estensibile continuamente, come
se si potesse, nel corso del tempo, "aprire" continuamente
nuovi "cassetti" in cui si andranno a disporre nuove
informazioni.
Mi spiego.
Quando la particella riceve le informazioni sul mondo
esterno che le trasmette l'onda PSI, essa si sforzerà prima
di tutto, con la memoria del suo campo sigma, di
interpretare le informazioni che riceve.
Se essa dispone, nel suo campo sigma, di un numero
insufficiente di informazioni, la particella tende a "trarsi
di impaccio" con quanto possiede... e attribuirà un
significato elementare, perfino incompleto,
all'in-form-azione iniziale proveniente dal mondo esterno.
Ma, ad un certo momento, la particella nota che essa non può
interpretare correttamente l'inform-azione incidentale del
mondo esterno senza aggiungere delle informazioni (vale a
dire delle condizioni iniziali) al Suo campo sigma. Ed essa
lo fa: fornisce al suo campo sigma la possibilità di
"estendersi", e di allargare cosi le interpretazioni con cui
correderà le informazioni provenienti dal mondo esterno.
L'esame matematico di un campo elettromagnetico "di fusione"
dimostra che questa operazione, che rende il campo di
fusione in qualche modo "estensibile", è possibile; ma
dimostra anche che funziona per soglie, come spiegheremo.
Un campo
elettromagnetico "di fusione" è un campo elettromagnetico
(luce) capace di modificare ciò che viene chiamato il suo
"stato di spin". Ordinariamente, un campo elettromagnetico
possiede lo spin 1.
È il caso, come abbiamo detto, della luce; è il caso, anche,
delle onde radio, dei raggi X, dell'irraggiamento gamma
durante un'esplosione nucleare, ecc... Si insiste sul fatto
che si tratta di un irraggiamento "di spin 1" dopo che
Louis de Broglie ed alcuni dei suoi collaboratori
dell'Istituto
Henri Poincaré, a Parigi, hanno mostrato che questo
irraggiamento poteva essere generato e descritto dal
movimento di due neutrini che girano a distanza molto
ravvicinata l'uno attorno all'altro.
Ricordiamo che il neutrino è elettricamente neutro, di massa
propria nulla (come il fotone), e che dunque si sposta
sempre alla velocità della luce e (che è la massima velocità
di un oggetto) e... possiede uno spin uguale a 1/2.
Di qui il nome di campo "di fusione" per la luce e, da un
punto di vista generale, per il campo elettromagnetico,
fusione del movimento dì due neutrini che girano l'uno
attorno all'altro a distanza molto ravvicinata, avendo
ciascuno uno spin di 1/2.
Come ho
sottolineato, davanti al successo di questa descrizione
della luce,
Louis de Broglie non si è fermato, e ha voluto sapere
come potesse rappresentarsi un movimento che comporti 4
neutrini che girino liberamente l'uno attorno all'altro, poi
8 neutrini, poi 16 neutrini... e cosi di seguito. Il de
Broglie studiò anche, incidentalmente, il caso di 3, 5, 6,
1... e cosi di seguito, ma questo caso ci interessa meno, e
non insisteremo su questo punto.
Quando si
moltiplica ogni volta per due, il numero di neutrini si
esprime, e si mette in rilievo, una proprietà speciale di un
campo elettromagnetico "di fusione": raddoppiare il numero
di neutrini fornisce una rappresentazione che contiene la
rappresentazione del caso in cui i neutrini non sono stati
raddoppiati; per esempio, il caso di 2 neutrini contiene la
descrizione del movimento di un solo neutrino, il caso di 4
neutrini contiene la descrizione del movimento di 2
neutrini, il caso di 8 neutrini contiene la descrizione di 4
neutrini... e cosi di seguito.
Naturalmente un numero doppio di neutrini conduce ad un
insieme più complesso di equazioni, ma questo insieme
contiene le equazioni del caso di un numero non raddoppiato
di neutrini.
Per essere più precisi, si hanno in totale (come dimostra
l'analisi matematica) 16n equazioni, in cui n è il numero
totale di coppie di neutrini in questo movimento: 16 per n =
1, 16alla2° = 256 per n = 2, 16alla4° = 65.536 per n = 4,
16alla8° = 4,294 miliardi per n = 8, 16alla26° = 18,44
miliardi di miliardi per n = 16.. e cosi di seguito.
Come si vede, il numero di equazioni cresce assai
velocemente con il crescere dell'esponente. Ciò è
importante. Ma, cosa altrettanto importante, le 256
equazioni del caso n = 2 contengono le 16 equazioni del caso
n = 1, le 65.536 equazioni del caso n = 4 contengono le 256
equazioni del caso n = 2 e cosi di seguito.
Riassumiamo: un campo elettromagnetico, quando è situato in
una regione dello spazio a carattere neghentropico (entropia
negativa=accumulo dell'informazione), vale a dire quando lo spazio è tale che
l'evoluzione accade in tempo negativo (spazio
dell'Immaginario), ha una tendenza spontanea a "raddoppiare"
l'azione totale che lo caratterizza (1 h, 2 h, 4 h, 8
h,...), ciò che ha per effetto di accrescere molto
velocemente il numero di equazioni che rappresentano questo
campo elettromagnetico "di fusione" e accrescono
parallelamente il numero di condizioni iniziali di un tale
campo di fusione, essendo questo numero di condizioni
iniziali, come si può verificare, uguale al numero totale
di equazioni.
Il campo
sigma chiuso in ciascun universo sonico, vale a dire il
campo di memoria, è un campo elettromagnetico "di fusione",
e la "Coscienza" connessa ad una tale memoria è
proporzionale al numero di equazioni che rappresenta questo
campo "di fusione", cioè proporzionale anche allo « spin »
del campo sigma.
E se,
adesso, sognassimo un po' ?
Non si può evitare di fare il raffronto di quanto precede
con il "modello", che abbiamo rappresentato nella Relatività
complessa, della parte Immaginaria di ogni particella di
materia: è vero, nella materia non abbiamo che un solo
neutrino, ma vi è un "doppio" movimento, un movimento "in
linea retta davanti a sé" alla velocità e, nella sfera del
mondo Immaginario; e un movimento di pulsazione radiale. I
due movimenti si combinano e si dimostra che, da un punto di
vista matematico, e a condizione che questi due movimenti
siano quantizzati ciascuno da un'azione semi-intera, il
movimento totale è quello descritto da un campo
elettromagnetico "di fusione" di azione h, vale a dire,
precisamente, l'onda psi di una particella « elementare ».
Ci accorgiamo cosi che
Louis de Broglie, dimostrando che ciascuna particella di
materia era dotata di un carattere ondulatorio (la famosa
onda psi), non fa che precorrere la Relatività complessa, ed
ha anche, successivamente, espresso con le sue equazioni di
un campo elettromagnetico "di fusione" l'accoppiamento
dell'onda psi con il campo di memoria sigma.
L'onda psi
è generata dal neutrino chiuso nell'UniVerso
Immaginario, neutrino che ha in ciascuna particella un
movimento "in linea retta davanti a sé" alla velocità e, ed
un movimento di pulsazione radiale "uori dell'universo" a
velocità c. Le equazioni dell'onda psi sono quelle dì
un'azione totale intera (spin 1/2 h e pulse 1/2 h, 16
equazioni in totale, le equazioni di
Maxwell).
Queste
equazioni dell'onda psi sono accoppiate con quelle del campo
di memoria della particella, o campo sigma. O, piuttosto,
siccome l'onda psi e il campo sigma sono della stessa natura
(campo elettromagnetico), l'onda psi cercherà il suo
significalo del momento nella memoria sigma.
Ricordiamo,
infine, che soltanto le particelle elettricamente cariche,
gli eoni, possiedono un campo di memoria sigma: le
particelle elettricamente neutre, i preoni, non possiedono
campo di memoria sigma. Queste particelle (gluoni,
gravitazioni, fotoni, neutrini), hanno, tuttavia, come ogni
particella, un attributo ondulatorio, vale a dire un'onda
psi (che rende, come quello di ogni particella, eone e
preone, il loro movimento "probabilistico").
Ecco,
infine, il punto importante: quando le 16alla2 = 256
informazioni che compongono il campo sigma "elementare" sono
"riempite" da 256 condizioni iniziali, il campo sigma tende
il passare alla tappa successiva, supererà la "soglia"
successiva, andrà dall'azione 2 h (256 equazioni, 256
condizioni iniziali) all'azione 4 h (65.536 equazioni,
65.536 condizioni iniziali). E cosi di seguito.....
Questo
superamento di "soglie" della CoScienza, e che funziona per
stadi, era già stato esaminato da
Pierre Teilhard de Chardin, che, nel 1955, nel suo
libro Le Phénomène humain, considerava l'evoluzione del
mondo (ed in particolare quella della Terra), e vi vedeva la
Coscienza superare delle soglie successive: il regno
minerale, poi il regno vegetale, poi quello animale, poi la
specie umana... e, successivamente, sulla nostra Terra e
altrove, ciò che Teillhard chiamava "l'ultra-umano".
Non servirebbe a niente, o, in ogni caso, la cosa ci
sembrerebbe prematura, accostare i risultati della
Relatività complessa alle intuizioni di Teilhard de Chardin.
Ma non ci si può impedire di pensare, malgrado tutto, alla
Relatività complessa, e di vedere la materia "bruta" (il
regno minerale) con le sue 256 posizioni di memoria, il
regno vegetale con le sue 65.536 posizioni di memoria, il
regno animale con i suoi 4 miliardi di posizioni di memoria,
la specie umana con i suoi 18 miliardi di miliardi di
posizioni di memoria... e l'ultra-umano, che viene dopo di
noi (o già esiste, su altro pianeta), con i suoi 340
miliardi di miliardi di miliardi di posizioni di memoria !
La marcia
in avanti della
CoScienza
Il primo obiettivo della Vita, lo abbiamo detto, è quello di
accrescere la CoScienza. Ma si tratta di un processo di
lunga durata: per rendersene conto basta vedere come noi
stessi, gli esseri umani, possiamo considerare che abbiamo
accresciuto, nel corso del tempo, la nostra
CoScienza del
mondo che ci circonda.
Siamo
soliti affermare che la razza umana dispone di
Coscienza.
Dico "in generale", perché non è passato molto tempo da
quando si sosteneva che gli Indiani, o i neri, o quanti
altri (si è discusso anche sulle donne !), non disponevano
di Coscienza.
Di solito si nega che vi sia Coscienza,
qualunque sia la razza, al di sotto di una certa età... cosa
che ci permette di uccidere senza rimorsi gli embrioni umani
che hanno solo qualche settimana: "non sentono niente", si
dice (per vestirsi di "buona coscienza").
In generale
si è meno esitanti quando si tratta della razza animale,
alla quale di solito si nega a torto ogni Coscienza. Quanto
al mondo vegetale, porre la questione della Coscienza (di un
fiore, o di un albero) fa sorridere...
Perciò,
quando
Jean E. Charon si è messo a parlare della Coscienza di
un elettrone o di un protone, ciò non ha, all'inizio, fatto
soltanto sorridere: gli scienziati vollero in primo luogo
far fìnta di non capire (essi, in linea generale, non
intendono ciò che li imbarazza e ciò che, inoltre, sembra
loro "stupido" dal punto di vista "scientifico").
E’ il caso del biologo dell'Istituto Pasteur, Jean-Pierre
Changeux (L'Homme neuronal), che partecipò come me in onda
nella trasmissione televisiva "Apostrophes": "Perché parlare
ancora oggi dello Spirito, quando la fisico-chimica
permette attualmente di spiegare tutto per quanto concerne
il suo funzionamento ?". Era il 1983.
Dopo si cominciò a non sorridere più... e ci si accorse
anche che una tradizione millenaria (Spirituale, ma ritenuta
non sapiente, andando i due aspetti solitamente di pari
passo nei discorsi "eruditi") vi crede in maniera assoluta.
È vero che,
ormai da qualche anno, e come ho spiegato nel primo
capitolo, le teorie dette "unitarie" (o di unificazione) in
Fisica si sono accorte che, per "unificare", occorreva
innanzitutto fare entrare lo
Spirito "da qualche parte"
nella rappresentazione.
E la Relatività complessa ha, in
questo campo, portato avanti e rafforzato le prime idee. Ci
si è resi conto che, fin dal livello delle più semplici
particelle di materia, bisognava proporre dei "modelli", una
parte dei quali era contenuta nelle "dimensioni nascoste".
E, assai rapidamente, è emerso che queste "dimensioni
nascoste" erano il luogo migliore in cui si potesse
"collocare" lo
Spirito: giacché, lo abbiamo detto, questo
Spirito sarà
pure "da qualche parte", inseparabile dalla
rappresentazione della materia !
Ma i fisici
(e qui hanno ragione) sono persone che "dubitano", e inoltre
richiedono delle prove. Ecco perche’ hanno voluto sapere in
primo luogo se, con un determinato formalismo matematico
(vale a dire in modo "quantitativo"), fosse possibile
proporre una rappresentazione della memoria connessa allo
Spirito, dunque di ciò che abbiamo chiamato la memoria
"Vivente".
Ci si è allora resi conto che, dopo più di trent'anni,
questo formalismo matematico esisteva, e che bisognava
soltanto utilizzarlo ("fusione" delle particele a spin,
Louis de Broglie).
Ci si è resi conto anche che la "Coscienza" era lenta ad
acquisirsi, che occorrevano miliardi di anni di
esperienza... e che la maggior parte delle particelle dette
"elementari", quelle che i fisici manipolano nei loro
acceleratori, erano praticamente ancora sprovviste di
Coscienza... ma disponevano tuttavia di una memoria non
"vuota", che bisognerebbe far intervenire ove si voglia
cominciare a spiegare "scientificamente" il mondo.
Ma è un processo lungo, la Fisica è un "mulino che è lento a
macinare" (Einstein), la Coscienza è altrettanto lenta a
maturare; e, per alcune particelle privilegiate che hanno
avuto l'opportunità di accrescere la loro Coscienza, ve ne
sono molte altre che sono sempre in attesa. (NdR: ma prima o
poi arrivano anche loro)
A ben
guardare, tuttavia, vi è come una "marcia" in avanti della
Coscienza. Un cammino che, all'inizio dell'evoluzione,
risulta, questo è vero, difficilmente individuabile, ma che
accompagna tuttavia, senza alcun dubbio, tutto il movimento
della Vita, e che
Descartes,
Leibniz e
Pierre Teilhard de Chardin avevano ben saputo discernere
nel corso degli ultimi secoli.
In che modo una Coscienza cosi lenta ad elaborarsi può
creare un movimento della Vita, in che modo può mettersi "in
marcia" ? Anche le particelle se ne preoccupano, ed è del
pari il loro problema principale. Guardiamole agire,
assisteremo ad un processo fondamentale della Vita.
Tratto da “il TUTTO” libro del fisico
J. E. Charon – Ediz. Mediterranee
Ma il problema numero uno per la
Vita e’ duplicare la memoria in ogni essere o luogo, per accrescere la CoScienza del
Vivente anche utilizzando le Vere
Medicine Olistiche.....percio' questo argomento continua
qui:
Parte
1
+
Parte
3
+
PsicoBioFisica
+
Cosmologia
+ Chi
e' Dio ?
Come ben canta Renato Zero nella canzone: "La Vita e' un
Dono" !! e percio' La Rigraziamo !
vedi anche:
Sintesi e significato della Vita +
Falsificazioni Storiche
E’ possibile che
una specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul
pianeta per creare l’uomo moderno ?