|
DUE MITI
DELL'ODIERNA ASTROFISICA:
I BUCHI NERI E LE ONDE GRAVITAZIONALI - By Angelo Loinger -
Dipartimento di Fisica Università di Milano.
È
convincimento fondamentale che nelle scienze naturali, e in
particolare in Fisica, sia possibile una distinzione netta
tra i concetti veri e dimostrati e quelli semplicemente
ipotizzati e ancora oggetto di dibattito scientifico.
Desidero tuttavia segnalare che si sono sviluppati
recentemente, con argomentazioni almeno discutibili, varie
credenze che gli adepti non intendono mettere in
discussione.
Mi riferisco in particolare ai "buchi neri" e alle "onde
gravitazionali".
Per
giustificare la precedente affermazione vorrei ricordare che
da qualche anno mi occupo, dal punto di vista teorico, di
buchi neri e di onde gravitazionali, come sanno tutti coloro
che consultano il benemerito Archivio Fisico di Los Alamos
su Internet (1,1bis,2,2bis). Il Nuovo Cimento, Nature,
General Relativity and Gravitation, Astrophysics and Space
Science hanno, con bella unanimità e diversa cortesia,
rifiutato pretestuosamente, o con motivazioni
scientificamente inconsistenti, di pubblicare i lavori
citati in (1) e (2).
Questi lavori, come anche quelli citati
in (lbis) e (2bis), hanno in verità il grave difetto di
portare argomenti che dimostrano come buchi neri e onde di
gravità siano oggetti del tutto fittizi, non fisici,
generati da inadeguate interpretazioni di certi formalismi
della Relatività Generale.
Non è naturalmente il caso che io riesponga qui i
ragionamenti che mi hanno condotto a confutare le radicate
credenze della Lobby Internazionale del Buconero e dell'Ondagravitazionale,
dilapidatrice di somme astronomiche di denaro (dei
contribuenti europei ed americani), spese per ricerche
intese a rivelare osservativamente i suddetti enti
immaginari.
Mi limiterò pertanto, essenzialmente, a fare un po' di
storia e di cronaca delle questioni.
1. Comincio
dai buchi neri.
Nessuno - dico nessuno - dei Grandi Spiriti che crearono e
svilupparono la Teoria della Relatività - Einstein, Weyl,
Hilbert, Levi-Civita, Eddington, Pauli, Fock, ... - prese
mai in considerazione l'idea che la celebre soluzione di
Schwarzschild, la quale fornisce il campo di Einstein
generato da un punto materiale di massa finita, in quiete,
possa contenere anche solo la possibilità dell'esistenza di
un buco nero.
La lettura
attenta delle memorie e dei trattati dei Padri Fondatori è a
tale proposito assai illuminante. Ma dirò di più: tutte le
volte che qualche bello spirito avanzava l'idea della
possibile esistenza dei buchi neri, essi la confutavano,
nettamente.
Così, ad esempio, Eddington in conversazioni con
Chandrasekhar; ed Einstein, che pubblicò nel 1939 un lavoro
in cui dimostrò, con un assai ragionevole modello, che
nessun collasso di nessuna stella può portare alla
formazione di un buco nero (3).
Ulteriori argomenti sono
stati da me esposti in (1) e (1bis).
Ma a partire pressappoco dagli anni sessanta un gruppo
sempre più folto di fisici smaniosi cominciò a pubblicare
una serie interminabile di elaborati articoli sulle
stupefacenti proprietà dei buchi neri.
In tutte le
biblioteche dei dipartimenti di fisica universitari è
reperibile uno zibaldone di milleduecento e passa pagine,
grondante di computi e di insensati bla-bla (vedi ad esempio
il fantozziano scenario (4) di p.823, § 31.3), opus magnum
di tre autori - che indicherò solo con le iniziali, M-T-W,
dei loro cognomi-, il quale è divenuto la Bibbia dei Profeti
del Nuovo Verbo. Un laterizio siffatto contiene ovviamente
una vasta bibliografia, ma non è difficile accorgersi che
gli autori citano anche articoli che non hanno letto!
E questo un
malvezzo oggigiorno assai diffuso: per esempio, sono certo
che la stragrande maggioranza dei nerobuchisti non conosce
le due memorie originali di Schwarzschild del 1916,
riguardanti rispettivamente il campo di Einstein di un punto
materiale (5) e quello di una sfera fluida (6). Nei secoli
della decadenza dell'Impero Romano d'Occidente era comune il
detto "Graecum est, non legitur"; oggi accade qualcosa di
simile, con la lingua tedesca al posto di quella greca. Così
Salvatore Antoci ed io decidemmo di pubblicare nell'Archivio
di Los Alamos una versione inglese del lavoro (5), vedi (7).
In tale lavoro quel Grande, prematuramente scomparso a 43
anni nel 1916, travolto nel vortice della prima guerra
mondiale, risolveva rigorosamente il problema usando un
sistema di coordinate generali diverso da quello poi
diventato consueto, e che è dovuto a Hilbert (8), a Droste
(9) e a Weyl (10).
Orbene, nella
forma di soluzione di Schwarzschild(5,7) vi è un'unica
singolarità nell'origine, analogamente a quanto si verifica
nella semplice soluzione newtoniana. Partendo da questa
soluzione originale e originaria di Schwarzschild,
l'invenzione della nozione fantascientifica di buco nero
sarebbe riuscita, anche psicologicamente, assai difficile.
Naturalmente, Hilbert, Droste, Weyl e tutti i Grandi Capi
conoscevano perfettamente la memoria di Schwarzschild, ma
preferivano per ragioni di semplicità di calcolo la forma di
soluzione poi divenuta standard (e impropriamente denominata
"di Schwarzschild").
Per i Padri Fondatori della Relatività
non c'era, giustamente, alcuna differenza fisica tra le due
forme di soluzione, essi sapevano che la soluzione
originaria di Sehwarzschild è diffeomorfica (per dirla alla
Bourbaki) alla parte esterna - quella relativa a valori
della coordinata radiale maggiori del cosiddetto raggio
gravitazionale critico - della soluzione standard.
Nell'ultima
pagina del secondo lavoro fondamentale di Schwarzschild (6),
egli dà qualche indicazione sul modo di eseguire il
passaggio al limite dalla sfera fluida di raggio finito al
punto materiale di massa finita. Seguendo le sue istruzioni,
ho eseguito il semplice calcolo (vedi (1bis)), ritrovando
effettivamente la formula del lavoro (5); ciò dimostra che
la singolarità schwarzschildiana nell'origine è una vera
singolarità fisica e non un accidente matematico, com'è
invece il caso di tante altre singolarità della Relatività
Generale.
2. Il caso
delle onde gravitazionali è più sottile. Fino alla morte di
Einstein, la grande maggioranza dei fisici, Einstein
compreso, nutriva dubbi sulla reale esistenza fisica delle
onde di gravità. (Nell'aureo volumetto einsteiniano The
Meaning of Relativity la locuzione "onda gravitazionale" non
compare mai - come non figura mai la locuzione "buco nero").
Si veda ad esempio quanto scrive in proposito Moller nel suo
trattato del 1972 The Theory af Relativity.
Si deve a Fock un serio tentativo di dimostrare teoricamente
l'esistenza fisica delle onde gravitazionali - vedi il suo
bel libro del 1964 The Theory of Space, Time and Gravitation
-, ma il suo procedimento presenta una lacuna concettuale,
come ho mostrato nell'ultimo lavoro citato in (2bis).
A partire
all'incirca dagli anni settanta viene alla luce un crescente
profluvio di lavori sulle onde di gravità, scritti
principalmente da autori che sorvolano sul problema della
loro "fisicità" o lo toccano di sfuggita. Si tratta di
contributi matematicamente assai dotti e assai computativi,
che sfruttano tutte le risorse della moderna analisi e della
moderna geometria differenziale - come d'altronde è il caso
anche di molte note sui buchi neri (11).
lo penso che
la questione si debba impostare nei termini seguenti. In
anni ormai lontani, Tullio Levi- Civita dimostrò per primo
che l'equazione delle caratteristiche relativa alle
equazioni di campo di Einstein coincide formalmente con
l'equazione delle caratteristiche relativa all'equazione
delle onde di d'Alembert - e alle equazioni di Maxwell (12).
E perciò chiaro che le equazioni di campo einsteiniane
ammettono soluzioni di tipo ondoso, e con tensore di
curvatura diverso da zero. Si può tuttavia mostrare, con
argomenti di vario genere, che tali caratteri ondosi non
sono altro che proprietà formali di dati sistemi di
coordinate generali (vedi (2) e (2bis)).
Concludo osservando che Levi-Civita (12), con ottime
ragioni, interpretava la detta equazione delle
caratteristiche come l'equazione differenziale del moto di
fronti d'onda elettromagnetici.
In questi
ultimi anni ho verificato personalmente la validità del
detto popolare secondo cui non c'è peggior sordo di chi non
vuol sentire. Ma io credo nella ragione umana, non però nel
senso, più o meno panteistico, della filosofia classica
tedesca e dell'idealismo gentiliano, ma in un senso del
tutto terreno e naturalistico. E sono pertanto convinto che
la marea si invertirà e si riconoscerà che il re è nudo.
Bibliografia
1) A. LOINGER,
http://xxx.lanl.gov/abs/astro-ph/9810167 (30 Oct.
1998).
1bis) A. LOINGER,
http://xxx.lanl.gov/abs/gr-qc/9908009
(3 Aug. 1999).
2) A. LOINGER,
http://xxx.lanl.gov/abs/astro-ph/9910137
(8 Oct. 1998).
2 bis) A. LOINGER, http://xxx.lanl.gov/abs/astro-ph/
9904207 (20 Apr. 1999);
http://xxx.lanl.gov/abs/astro-ph/9906058
(3 Jun. 1999);
http://xxx.lanl.gov/abs/gr-qc/9909091
(30 Sept. 1999).
3) A.
EINSTEIN, Ann. Math., 40 (1939) 922.
4) Un
Fantozzi astronauta, che superasse la fatale superficie
critica, finirebbe come il Fantozzi terrestre che,
scivolando bocconi su un velo di acqua e sapone, andava a
dare una "craniata pazzesca" contro una parete.
5) K. SCHWARZSCHILD, Berl Ber.
(1916) 189.
6) K. SCHWARZSCHILD, Berl. Ber.
(1916) 424.
7) K. SCHWARZSCHILD, http://xxx.lanl.gov/abs/physics/
9905030 (12 May 1999).
8) D. HILBERT, Gott. Nachr.,
zweite Mitteilung, vorgelegt am 23.Dez.1916; ID., Math.
Annalen, 92 (1924) 1.
9) DROSTE J., Ned. Acad. Wet.,
S.A, 19 (1917) 197.
10) H. WEYL, Ann.
Phys. (Leipzig), 54 (1917) 117.
11) Uno dei
più noti cultori di queste materie mi ha confidato che, a
suo avviso, Einstein respingeva la nozione di buco nero
perché non era al corrente degli sviluppi più moderni della
geometria differenziale. Mi limito a osservare che in realtà
i concetti dell'odierna geometria differenziale risalgono
agli Anni Trenta, e sono dovuti principalmente a Hermann Weyl.
Mi sembra che accusare Einstein di arretratezza in
questioni di Relatività equivalga pressappoco ad affermare
che i versi di Dante non sono all'altezza dei versucoli
degli odierni cantautori.
12) T. LEVI-CIVITA, Rend. Acc. Lincei, 11 (s.6a) (1930) 3 e 113.
4 -
Infine, a
proposito di crescente insoddisfazione verso una fisica che
ha assunto sempre più la forma di una religione, gestita da
un'avida (e feroce) corporazione di sacerdoti, e di
prospettive di mutamento di paradigma, basato
sull'inevitabile accettazione delle proprietà
fisico-dinamiche dello "spazio vuoto", segnaliamo:
4a -
L'interessante sito di Rochus Boerner:
http://www.suppressedscience.net/
in cui si
trova la sacrosanta constatazione:
There is widespread belief among physicists
and non-physicists alike that physics has essentially
"figured out" the universe. According to this "end of
science" argument, all that remains to the great enterprise
of science is to connect a few dots and do some fine-tuning.
But the evidence discussed in this article suggests that
this satisfactory state of affairs is a mere illusion
created by the scientific establishment's habit of
suppressing or ignoring disconfirming evidence, and that
some of the most basic tenets of physics are in need of
major revision.
http://www.suppressedscience.net/physics.html
L'articolo in
oggetto è stato riproposto in Nexus N. 54 (2005), ma
con qualche variazione.
Per esempio, oltre che a menzionare
l' "etere soppresso", in sede di conclusione appare la
seguente importante osservazione, che condividiamo appieno:
L'ideologia
del materialismo fondato sull'ego, che sta alla radice della
maggior parte dei problemi che la nostra civiltà si trova
oggi a dover affrontare, crollerà, in quanto non la si
considererà più sostenuta dalla cieca fiducia e dal credito
della scienza moderna. In breve, il mutamento di paradigma
della fisica innescherà una trasformazione tecnologica e
spirituale che interesserà tutti gli aspetti della società
umana.
4b - La
discussione che ha luogo nel sito:
http://www.sciforums.com/archive/index.php/t-42743
(Censorship in Science...)
4c - "A Dynamic and Substantive Cosmological
Ether"
http://www.orgonelab.org/DynamicEther.pdf
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Credere o NON credere
agli scienziati ? -
vedi anche:
EVOLUZIONE si o NO
?
(NdR: consiglio, controllare sempre cio' che dicono)
"Anche
i ricercatori sono sensibili a stereotipi, pregiudizi, luoghi comuni, e
non di rado “scoprono” ciò che il potere in carica o l’ideologia
dominante sperano ardentemente di vedere e sentire".
(By Francois Féron – neurobiologo)
"Spesso succede che si spazzano
via luoghi comuni per crearne altri con idee diverse".
(By Jean-Francois Bouvet)
"Se il pubblico nutre sempre maggiori aspettative dalla scienza e vuole
essere informato, coinvolto, guidato verso scelte consapevoli, gli
scienziati vogliono avere sempre maggiore visibilità:spesso la loro
sopravvivenza dipende dal numero di articoli pubblicati. Una interazione
che comporta rischi." (By Doroty Nelkin)
"Possiamo scegliere di credere o non credere alle strane idee della
scienza, solo se è possibile sottoporle a verifica".
(By Robert
Ehrlich)
“La maggior parte dei professori hanno definitivamente
corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di
passare comodamente tutto il resto della vita. Da ogni minimo accenno di
dubbio vi diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di
dover ripensare il già pensato e doversi rimettere al lavoro. Per
salvare dalla morte le loro idee preferiscono consacrarsi, essi, alla
morte dell’intelletto”.
(By Benedetto croce)
"E'
inutile sprecare argomenti con persone le cui menti sono ancora
sottosviluppate in una materia come questa, è meglio lasciarle
indisturbate nella soddisfazione della loro invincibile ignoranza. Persone
a cui sembra ignorantemente ridicolo ciò che essi non comprendono". (By
C.W.Leadbeater)
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano
della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti,
descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la
pubblica opinione li getterà via.
La sola divulgazione di per sé non è
forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti
gli altri”.
(By Joseph Pulitzer)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
“La scienza accademica si
perde nel cosiddetto bicchiere d’acqua e poi si permette
anche l’arroganza e la prepotenza”
Proprio il 4 dicembre 2009 si e’ celebrato il centenario
dell’Illustre, l’illuminato Guglielmo Marconi, colui che
ha inventato la radio e pioniere di tutti altri sistemi
di trasmissione attraverso le frequenze radio.
Su RAI 1 mattina, si parlava del grande personaggio e
delle sue capacità inventive, un personaggio illuminato
ma non laureato, diciamo un antagonista del mondo
accademico, un personaggio continuamente dibattuto e
ostacolato solo per il fatto di non essere un laureato,
uno scienziato, tipo Albert Einstein, ricordate la
storia ?
E cio’si ripete sempre negli anni e da
secoli…………………………………….
Il mondo ha l’esigenza di rinnovo ma………….., il mondo
accademico ne rallenta i passi !
Quanta pubblicità attraverso i media….per la richiesta
di fondi per la ricerca………..che si fa a senso unico…..per
spendere i soldi ricevuti in un giro senza fine….ma dove
e quando ?
Questi che si peritano
scienziati, ogni qualvolta devono supportare una
qualsiasi innovazione di mercato, devono in tutti i modi
avere riferimenti a vecchi predecessori a loro volta
accademici, ormai vecchi e stravecchi nel tempo.
Dopo tanti secoli di storia non hanno ancora capito che
gli illuminati, quelli veri, sono persone lungimiranti
senza i paraocchi e senza nozionistiche da lavaggio del
cervello e ne arroganza e prepotenza di sorta.
Da diversi anni i miei
contatti universitari mi hanno portato a considerare che
queste persone (accademici) non hanno neanche un minimo
di liberà di pensiero, ne pratico, nei loro rapporti
sociali generali e diretti con i propri familiari,
questi non hanno neanche il libero pensiero per
affrontare un rapporto sessuale senza consultare la
bibliografia accademica.
Che razza di vita hanno
questi individui ? Ma Voi avete fiducia di queste
persone ?
Io no !
Questo scritto ci e' stato inviato dall'amico Marco -
quanto ha scritto lo CONDIVIDO in pieno -
NdR !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Association Pour la
Connaissance de la Science
La Décapris, 8319 Route de Pierrefeu, 83400 Hyères,
Francia
In collaborazione con l'Università la Sapienza, l'Association
Pour la Connaisance de la Science terrà a Roma il
3 novembre 2008 una conferenza sulla teoria
dell'evoluzione all'Anfiteatro di Patologia presso
il Policlinico Umberto I in modo da coincidere con
quella della Pontificia Accademia delle Scienze che si
terrà tra il 31 ottobre ed il 3 novembre. Entrambe
le conferenze discuteranno la teoria dell' evoluzione
alla luce delle prossime celebrazioni per l'anno
darwiniano previste per il 2009.
Mentre presso la Pontificia Accademia delle Scienze si
discuterà di fatti in favore della teoria
dell'evoluzione, gli scienziati che parteciperanno
alla conferenza della Sapienza presenteranno fatti
scientifici contro tale teoria. Questi ultimi, i quali
originariamente avevano cercato di partecipare alla
conferenza PAS, desiderano rappresentare migliaia
di altri scienziati più che qualificati i quali non sono
d'accordo con la visione corrente sull'evoluzione, ma le
cui voci sono messe a tacere dalla maggioranza
evoluzionista.
Gli scienziati rispondono all'appello lanciato da Papa
Benedetto XVI, allora cardinale Ratzinger, nel suo
libro «Fede, Verità e Tolleranza» che gli
argomenti a favore o contro l'evoluzione dovrebbero
essere ascoltati con obiettività. Egli ha infatti
scritto «Occorre che questa discussione venga affrontata
da entrambe le parti con serenità e disponibilità
ad ascoltare, cosa che finora è accaduta solo in scarsa
misura».
Bisogna sottolineare che questi scienziati non sono dei
«creazionisti» e si offenderebbero se venissero
considerati tali.
Si sente parlare molto poco degli argomenti contro
l'evoluzione perché le istituzioni accademiche
preferiscono limitare le proprie presentazioni
alle informazioni che, a loro avviso, supportano invece
tale teoria. Come risultato, l'evidenza contro tale
teoria è per lo più sconosciuta al largo pubblico. Ad
esempio, il fatto che recenti esperimenti di
laboratorio hanno dimostrato che la stratificazione di
rocce sedimentarie contenenti fossili che dovrebbero
provare l'evoluzione, si siano formati,
contrariamente a quanto si pensava, in maniera molto
rapida è indubbiamente un fatto imbarazzante.
Gli esperimenti sono stati condotti da uno dei
partecipanti alla conferenza, il professor Guy
Berthauld, un sedimentologo, e sono stati
pubblicati dall'Accademia Russa delle Scienze.
Un'analisi paleoidraulica sul terreno relativo a
questi esperimenti, ha dimostrato che la maggioranza
delle formazioni rocciose si erano depositate non in
milioni di anni ma bensì nello 0,01% del tempo loro
attribuito dalla datazione geologica.
Gli effetti di questa conferenza sulla comunità
scientifica mondiale potrebbero benissimo essere
paragonati all'attuale crisi finanziaria
sull'economia globale: Niente sarà più lo stesso!
Gli estratti degli interventi sono qui allegati in
lingua inglese.
http://sites.google.com/site/scientificcritiqueofevolution/Home
http://sites.google.com/site/scientificcritiqueofevolution/Italiano
Università
La Sapienza - Una Critica Scientifica all'Evoluzione
- 3 novembre, 2008
Aula di Patologia Generale A - Viale Regina Elena 324 -
(Policlinico Umberto I) - Roma
Programma
Dominique Tassot: Introduzione
- Il dottor Dominique Tassot si è laureato all'Ecole des
Mines (Paris Tech), ha un Ph.D. in Filosofia ed è
Presidente del Centre d'Etudes e des Prospective sur la
Science.
Guy Berthault: Gli
esperimenti di Stratificazione non suffragano la Teoria
dell'Evoluzione
- Il dottor Guy Berthault si è laureato all'Ecole
Polytechnique di Francia, è membro della Società
Geologica Francese e dell'Associazione dei
Sedimentologisti. I risultati dei suoi esperimenti sono
stati pubblicati dall'Accademia Francese delle
Scienze, dal Giornale della Società Geologica di
Francia e dal Giornale dell'Accademia Russa delle
Scienze, Litologia e Risorse Minerarie.
Joseph Holzschuh: La
Seconda Legge della Termodinamica e l'Evoluzione
- Il dottor Joseph Holzschuh, un geofisico con un Ph.D
dell'Università di Sydney in Australia. Lavora nel
campo dei processi sismici.
Pierre Rabischong: Il
Concetto di Evoluzione in Biologia
- Il professor Pierre Rabischong, ex Decano della
Facoltà di Medicina dell'Università di Montpelier
ed esperto anche in Chirurgia Computerizzata.
Jean de Pontcharra: Sono attendibili i Metodi di
Datazione Radiometrica ?
- Il dottor Jean de Pontcharra, Capo del Gruppo di
Ricerca CEA-LETI (Commissariato dell'Energia
Atomica, Laboratorio di Elettronica e di Tecnologia
dell'Informatica). Ha un Dottorato in Fisica dello Stato
Solido dell'Università di Grenoble in Francia.
Maciej Giertych: L'Impatto della Ricerca concernente le
Razze e le Mutazioni sulla Teoria dell'Evoluzione
- Il professor Maciej Giertych, un Genetista della
Popolazione con un Master in Scienze Forestali
dell'Università di Oxford ed un Ph.D. in Fisiologia
degli alberi all'Università di Toronto in Canada ed un
D.S.c. in Genetica all'Accademia di Agraria a Poznan in
Polonia.
Il dottor Giertych ha pubblicato più di 200 articoli
scientifici e numerosi libri, la maggioranza dei quali
sulla genetica della popolazione forestale.
vedi: Riviste mediche
nelle mani delle
case farmaceutiche
+
Big Pharma +
Ricerca idem
+
Miti dei Vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Albert
Einstein, The Incorrigible Plagiarist (A. Einstein incorreggibile copiatore...)
(Christopher Jon Bjerknes) - (XTX Inc., DownersGorve, Illinois, USA,
2002)
"The secret to creativity is knowing how to hide your sources"
(Albert Einstein)
The name ''Einstein'' evokes images of a good-humoured genius, who
revolutionised our concepts of space, time, energy, mass and motion.
Time named Albert Einstein "person of the century".
The language itself has incorporated "Einstein" into our
common vocabulary as a synonym for extraordinary brilliance. Many
consider Einstein to have been the finest mind in recorded human
history.
That is the popular image, fostered by textbooks, the media, and
hero worshiping physicists and historians. However, when one reads
the scientific literature written by Einstein's contemporaries, a
quite different picture emerges: one of an irrational plagiarist,
who manipulated credit for their work.
Einstein is perhaps most famous for the special theory of relativity,
published in 1905 in the German physics journal, Annalen der Physik.
The paper was devoid of references, a fact that Einstein's friend
and Nobel prize winner for physics, Max Born, found troubling.
The fact that Einstein was a plagiarist is common knowledge in the
physics community. What isn't so well-known is that the sources
Einstein parroted were also largely unoriginal. In 1919, writing in
the Philosophical Magazine Harry Bateman, a British mathematician
and physicist who had emigrated to the United States, unsuccessfully
sought acknowledgment of his work.
"I am perhaps entitled to do this as my work on the subject of
general relativity was published before that of Einstein and Kottler,
and appears to have been overlooked by recent writers."
My book is a documentation of Einstein's plagiarism of the theory of
relativity. It discloses his method for manipulating credit for the
work of his contemporaries, reprints the prior works he parroted,
and demonstrates that he could not have drawn his conclusions
without prior knowledge of the works he copied but failed to
reference.
Numerous republished quotations from Einstein's contemporaries prove
that they were aware of his plagiarism. Side-by-side comparisons of
Einstein's words juxtaposed to those of his predecessors prove the
almost verbatim repetition. There is even substantial evidence
presented in the book that Einstein plagiarised the work of his
first wife, Mileva Maric, who had plagiarised others.
"Although generally associated with the names of Einstein and
Minkowski, the really essentia physical considerations underlying
the theories are due to Larmor and Lorentz." –
(By Alfred Arthur Robb)
"Einstein published a paper which set forth the relativity
theory of Poincaré and Lorentz with some amplifications, and which
attracted much attention." – (By Sir Edmund Whittaker)
"The appearance of Dr. Silberstein's recent article on 'General
Relativity without the Equivalence Hypothesis' encourages me to
restate my own views on the subject. I am perhaps entitled to do
this as my work on the subject of General Relativity was published
before that of Einstein and Kottler, and appears to have been
overlooked by recent writers." – (By Harry Bateman)
"All this was maintained by Poincare and others long before the
time of Einstein, and one does injustice to truth in ascribing the
discovery to him." – (By Charles Nordmann)
"Many of you have looked upon [Einstein's] paper 'Zur
Elektrodynamik bewegter Koerper' in Annalen der Physik ... and you
will have noticed some peculiarities. The striking point is that it
contains not a single reference to previous literature. It gives you
the impression of quite a new venture. But that is, of course, as I
have tried to explain, not true." – (By Max Born)
"In point of fact, therefore, Poincaré was not only the first
to enunciate the principle, but he also discovered in Lorentz's work
the necessary mathematical formulation of the principle.
All this happened before Einstein's paper appeared." – (By G.
H. Keswani)
"Einstein's explanation is a dimensional disguise for Lorentz's.
... Thus Einstein's theory is not a denial of, nor an alternative
for, that of Lorentz. It is only a duplicate and disguise for it.
... Einstein continually maintains that the theory of Lorentz is
right, only he disagrees with his 'interpretation.' Is it not clear,
therefore, that in this, as in other cases, Einstein's theory is
merely a disguise for Lorentz's, the apparent disagreement about 'interpretation'
being a matter of words only?"
(By James Mackay)e
Mr Bjerknes, an American historian of science, has authored six
books on Einstein and the theory of relativity. Albert Einstein:
The Incorrigible Plagiarist (ISBN 0971962987) is available at
www.amazon.com.
http://www.dipmat.unipg.it/~bartocci/ep6/ep6-bjerk-rec.htm
vedi:
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
+
Falsità
della medicina ufficiale
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La peggiore scienza del 2011
Ogni anno qualche rivista e qualche ricercatore, indagano
sulle falsita' degli studi
scientifici e quindi le false ideologie della
cosiddetta "scienza ufficiale"...
Ecco i principali dati dell'anno 2011:
In un periodo in cui tutti si apprestano a fare bilanci
dell’anno appena trascorso, individuando il meglio in ogni
campo del sapere e della vita, la rivista
The Scientist si distingue tirando fuori dal cilindro i
cinque momenti in cui la scienza ha dato il peggio di sé.
Sono quelli in cui alcuni anche autorevoli scienziati hanno
rinnegato se stessi, imbrogliando e mischiando le carte
delle loro ricerche. O magari sono solo inciampati in errori
banali.
In prima posizione nella top
five della rivista inglese c’è Diederik Stapel, ex preside
della facoltà di Scienze sociali e comportamentali dell’Università
di Tilburg, nei Paesi Bassi. Il suddetto ha pubblicato,
nella sua lunga carriera, innumerevoli studi affascinanti e
controcorrente, alcuni dei quali apparsi anche su riviste
prestigiose come
Science.
Dallo scorso settembre, però, Stapel non soltanto non è più
preside della facoltà, ma è stato cacciato dall’università
stessa e bandito dalla comunità scientifica. Lo studioso,
infatti, avrebbe falsificato almeno 30, ma si sospetta forse
un centinaio, dei suoi studi, fabbricandosi dati ad hoc e
inventandosi intere ricerche come quella, pubblicata proprio
da Science, sul fatto che un ambiente caotico favorisse
stereotipi e discriminazioni.
Segue a ruota l’increscioso
arresto, lo scorso novembre, di Judy Mikovits. La
ricercatrice – ex direttrice del
Whittermore Peterson Institute in Nevada - nel 2009
aveva annunciato in uno
studio il legame tra un
virus murino
della leucemia e la
sindrome
da fatica cronica. Da allora molti laboratori hanno
provato a riprodurre il suo lavoro, ma senza ottenere il
medesimo risultato.
L’ultima
smentita al lavoro della ricercatrice è stata pubblicata
su Science lo scorso settembre, subito prima del suo
licenziamento. Nel lasciare il suo incarico, però, Judy
Mikovits si è portata via tutti i file relativi allo studio
incriminato, teoricamente di proprietà dell’Istituto. Per
questo motivo lo scorso 18 novembre è stata arrestata in
California, dove si era rifugiata, e ora è in attesa di
processo. E Science ha definitivamente ritirato il paper
incriminato.
Il terzo protagonista è un
ricercatore italiano della
Boston University, il biostatistico Paolo Sebastiani. In
questo caso, però, non sembra esserci cattiva fede, quanto
piuttosto errore umano e cattiva qualità degli strumenti
utilizzati. Lo scorso anno il ricercatore pubblicò un paper
nel quale identificava la “firma genetica della longevità”
fatta di di 19 geni comuni ai centenari.
La ricerca godette di un breve successo. Nel giro di pochi
giorni, però, arrivarono decine di email nelle quali altri
ricercatori evidenziavano un grave errore probabilmente
dovuto a un difetto del chip usato per il sequenziamento dal
team di Sebastiani.
Gli studiosi hanno allora eliminato la fonte dell’errore
sostituendo il chip e ripetendo i calcoli. Scoprendo però
che la correlazione tra la sequenza genica e la longevità
era molto meno significativa di quanto precedentemente
stimato.
Così lo scorso luglio
hanno ritirato lo studio, spiegando l'errore sulle
pagine di Science.
Una ricerca pubblicata alla fine
del 2010 da un gruppo di ricerca guidato da Felisa
Wolfe-Simon dell’Arizona
State University e finanziata dalla
Nasa descriveva la scoperta di una nuova specie di
batterio nel lago Mono, situato nel parco dello Yosemite in
California. Questo microrganismo non solo sarebbe in grado
di sopravvivere nonostante altissime concentrazioni di
arsenico e bassissime di fosforo, ma addirittura sembrerebbe
incorporare l’arsenico nel suo Dna. Un caso unico.
Tuttavia, nel corso del 2011, la comunità scientifica ha
espresso numerosi dubbi rispetto alla validità dello studio,
mettendo i discussione in particolare la scarsa qualità
delle tecniche usate e la conduzione della sperimentazione.
Lo scorso maggio ben 15 ricercatori hanno pubblicato su
Science otto commenti tecnici molto duri e puntuali, che
tuttavia non sono bastati alla ricercatrice per convincersi
a ritrattare lo studio.
La classifica si chiude con il
caso di un controverso paper sui cambiamenti climatici,
pubblicato nel 2008 su
Computational Statistics and Data Analysis, e
sbugiardato lo scorso anno dopo che un blogger più
intraprendente o solo più sveglio degli altri vi aveva
trovato dentro interi passaggi copiati da altre fonti,
Wikipedia compresa. L'articolo, opera dello scettico del
riscaldamento globale Edward Wegman della
George Mason Unversity, è stato
ritirato dalla rivista lo scorso maggio.
By Caterina Visco - Riferimenti:
The Scientist - Tratto da: galileonet.it
Commento NdR: e questo e' solo una piccolissima parte
degli studi pilotati, alterati, mistificati, falsificati,
sponsorizzati da
Big Pharma....che
vengono ogni anno pubblicati alla faccia della
serieta'
delle riviste dette "scientifiche"...
|