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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Il "prestigioso" MIT nel 1989 ha falsificato i dati sulla Fusione Fredda
....ma anche l'italiana ENEA lo ha fatto
FUSIONE FREDDA  - Introduzione 
Trasmutazioni a Debole Energia 
+  Trasmutazioni
 Fusione Fredda 1 +  Fusione fredda 2  +  Fusione fredda 3
Fusione fredda 4
 
Segreti dell'Acqua  +  Fisica Quantistica
Esperimenti rifatti in Italia con risultati positivi  +  Intervista con il prof. del Giudice
 video sulla Fusione Fredda  +  La particella di Dio  +   Chi e' Dio ?  +  Esperimento Archiviato
Cosmologia, Cosmogonia  + 
Definizione di Atomo
Le prime 7 parole della Genesi  +  Cimatica 1  +  Cimatica 2
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
Fisica Intenzionale
 

La particella di Dio è la storia della ricerca sulla fusione nucleare a freddo. Della vicenda contrastata e delle varie posizioni teoriche in margine ad essa, racconta i risvolti umani, sociali e politici della lotta per non perdere i finanziamenti pubblici e privati, sulla fusione nucleare a caldo...

Graphic Proof of Serious Scìentìfic Misconduct at MIT in 1989

The two pairs of graphs (below), referring to the same experiment, are from two drafts (executed three days apart) of the MIT PFC Phase-il Calorimetry comparative study of a heavy water (D2O) Fleischmann-Pons cold fusfon cell and an ordinary water (H2O) control cell.
In the July 10,1989 draft, there is clear evidence of excess heat (below electrical input power) in the D2O cell, but no visually apparent excess in the H2O cell.
The data were averaged over-one-hour intervals to produce the July 13, 1989 draft, which shows no excess heat in the D2O cell. There is now no doubt that to produce the July 13, 1989 draft, the D2O data had to be treated differently than the H2O data to give the final impression of a "null" result—no excess heat for D2O.

The results were published in this form in the Journal of Fusion Energy and a MIT PFC Tech Report, widely cited (especially by DoE) as evidence that the Fleischmann and Pans claim was false.
In essence, the hour-averaged data were properly transformed from the intermediate processed form (July 10) for the H2O control experiment, but the D2O experiment curve in the July 13 draft appeared to be arbitrarily shifted down to make the apparent excess heat vanish. There is no justification for this curve shifting.
The manipulation of tne data between dates July 10 and 13 was more disturbing and unexplained, because the two sets were "asymmetricaily" treated, as proved in the extensive analysis done.
 By MIT graduate Dr. Mitchell R. Swartz

I grafici

Prova grafica di una grave scorrettezza scientifica al MIT (1989) Le due coppie di grafici (sopra), riferentesi allo stesso esperimento, provengono da due bozze (eseguite a distanza di tre giorni) dello studio comparativo di Calorimetria al MIT, PFC Phase-II, tra una cella a fusione fredda di Fleischmann-Pons con acqua pesante (D2O) e una cella di controllo con acqua comune (H2O). Nella bozza del 10 luglio 1989 ci sono chiare prove di calore in eccesso (oltre l'alimentazione di energia elettrica) nella cella D2O, ma nessun eccesso apparente nella cella H2O. La media dei dati è stata calcolata su intervalli maggiori di un'ora per produrre la bozza del 13 luglio 1989, che non mostra alcun calore in eccesso nella cella D2O. Oggi non ci sono dubbi che per produrre la bozza del 13 luglio 1989 è stato necessario trattare i dati D2O in modo diverso da quelli H2O, al fine di dare l'impressione finale di un risultato "nullo", ovvero di nessun calore in eccesso per D2O. I risultati sono stati pubblicati in questa forma dal Journal oj Fusion Energy e in un rapporto del MIT PFC Tech, ampiamente citato (soprattutto dal DoE) per dimostrare che le affermazioni di Fleischmann e Pons erano false. Essenzialmente, i dati calcolati sulla media dell'ora sono stati correttamente trasformati dalla forma intermedia processata (10 luglio) per l'esperimento di controllo H2O, ma la curva dell'esperimento D2O nella bozza del 13 luglio appare arbitrariamente abbassata, al fine di far sparire l'evidente calore in eccesso. Non ci sono giustificazioni per questa alterazione della curva. La manipolazione dei dati tra il 10 e il 13 luglio è ancora più sconcertante e inspiegabile se si considera che i due insieme sono stati trattati "asimmetricamente", come dimostrato dall'approfondita analisi condotta dal laureato del MIT dr. Mitchell R. Swartz.

Dati non pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 10 luglio 1989. H2O. Non pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 10 luglio 1989. D2O. Non pubblicati.

Dati pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 13 luglio 1989. H2O. Pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 13 luglio 1989. D2O. Pubblicati.

I grafici incriminati che si vorrebbero inesistenti e che sono sfuggiti agli autori del rapporto DOE del 1989, perche' "aggiustati" dai redattori dell'articolo di riferimento a cura dei ricercatori del MIT, esistono eccome e ve li allego, come vi avevo anticipato che avrei fatto.
In un dibattito pubblico tra Mallove e Parker (coautore dell'articolo famoso), Parker, sollecitato a dare un giudizio sulla manipolazione dei grafici, ammette candidamente:
'TU tell you what my opinion is of that work, because I was part of it. I don't think it's worth very much. Alright ? And that's is why it's just published in a tech report. I don't think it's worth very much. I think to do calorimetry is one of the hardest things I ever tried to do. I'd rather stick to plasma physics."

In lingua italiana - La lettera di John R. Huizenga

All'attenzione del Direttore di Scienza e Conoscenza. Sono stato informato dal dr. E. che la rivista italiana Scienza e Cono­scenza ha scritto nel suo numero di aprile:
«Un evento cruciale nella vicenda riguarda i tentativi di riproduzione della cold fusion perpetrati al Massachusetts Institute of Technology: su commissione del DoE (Dipartimento di Stato Americano per l'Energia) una equipe di scienziati esperti di fusione nucleare vi lavoro', dal giugno al settembre del 1989, e stillo' un rapporto nel quale veniva espressa la convinzione che la fusione fredda non fosse un fenomeno nucleare, e si sconsigliava fortemente la concessione di fondi per queste ricerche. Nello stesso istituto, tuttavia, Eugene Mallove, docente di giornalismo scientifico, si accorse che alcuni dati presentati in quel rapporto erano stati "truccati". Più precisamente le origini degli assi, in alcuni grafici, erano state spostate in modo da nascondere eccessi di calore».
Chiedo al Direttore di Scienza e Conoscenza di pubblicare nel prossimo numero della rivista una correzione, secondo cui nessun diagramma del genere sul calore in eccesso è stato incluso o considerato nel pervenire alle conclusioni del rapporto del 1989 da me copre­sieduto. Cordiali saluti - By John R. Huizenga

Nella lettera di U.M:
«Ti dirò la mia opinione su quel lavoro, perché ne ho fatto parte. Non penso che abbia gran valore. Capito ? E questo è il motivo per cui è stato pubblicato solo su un rapporto tecnico. Non penso che abbia gran valore. Ritengo che la calorimetria sia una delle cose più difficili a cui mi sia mai dedicato. Piuttosto, mi atterrei alla fisica del plasma».

U. M. lavora in una multinazionale High Tech con il ruolo di Scientific Advisor per quanto concerne sistemi complessi realizzati con tecnologie "non convenzionali" e in particolare per l'energia. Da oltre dieci anni è incaricato di presidiare gli studi sulle reazioni nucleari a bassa energia (LENR) sulle quali ha condotto esperimenti e pubblicato diversi lavori.
 
Tratto da: S&C n° 21 Lug. 2007

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Anche l'istituto italiano ENEA ha nascosto i risultati delle ricerche italiane sulla Fusione Fredda
Il, Rapporto quarantuno (41)
Fisica e metafisica di una rivoluzione scientifica scomparsa
 

E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i laboratori di fisica nucleare dell'ENEA di Frascati. Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla comunita' scientifica per aver annunciato la possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia, all'epoca presidente dell'agenzia italiana per l'energia, l'ENEA.

"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata abbia conseguito il suo scopo""I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero".
By Angelo Saso  - Tratto da: Rainews 24
 

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