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La
particella di Dio è
la storia della ricerca sulla fusione nucleare a
freddo. Della vicenda contrastata e delle varie
posizioni teoriche in margine ad essa, racconta i
risvolti umani, sociali e politici della lotta per
non perdere i finanziamenti pubblici e privati,
sulla fusione nucleare a caldo...
Graphic Proof of Serious
Scìentìfic Misconduct at MIT in 1989
The two pairs of graphs (below),
referring to the same experiment, are from two drafts (executed
three days apart) of the MIT PFC Phase-il Calorimetry
comparative study of a heavy water (D2O)
Fleischmann-Pons cold fusfon cell and an ordinary water
(H2O) control cell.
In the July 10,1989 draft, there is clear evidence of
excess heat (below electrical input power) in the D2O
cell, but no visually apparent excess in the H2O cell.
The data were averaged over-one-hour intervals to
produce the July 13, 1989 draft, which shows no excess
heat in the D2O cell. There is now no doubt that to
produce the July 13, 1989 draft, the D2O data had to be
treated differently than the H2O data to give the final
impression of a "null" result—no excess heat for D2O.
The results were published in this form in the Journal
of Fusion Energy and a MIT PFC Tech Report,
widely cited (especially by DoE) as evidence that the
Fleischmann and Pans claim was false.
In essence, the hour-averaged data were properly
transformed from the intermediate processed form (July
10) for the H2O control experiment, but the D2O
experiment curve in the July 13 draft appeared to be
arbitrarily shifted down to make the apparent excess
heat vanish. There is no justification for this curve
shifting.
The manipulation of tne data between dates July 10 and
13 was more disturbing and unexplained, because the two
sets were "asymmetricaily" treated, as proved in the
extensive analysis done.
By MIT graduate Dr. Mitchell R. Swartz
I grafici
Prova grafica di una grave
scorrettezza scientifica al MIT (1989) Le due coppie di
grafici (sopra), riferentesi allo stesso esperimento,
provengono da due bozze (eseguite a distanza di tre
giorni) dello studio comparativo di Calorimetria al MIT,
PFC Phase-II, tra una cella a fusione fredda di
Fleischmann-Pons con acqua pesante (D2O) e una cella di
controllo con acqua comune (H2O). Nella bozza del 10
luglio 1989 ci sono chiare prove di calore in eccesso
(oltre l'alimentazione di energia elettrica) nella cella
D2O, ma nessun eccesso apparente nella cella H2O. La
media dei dati è stata calcolata su intervalli maggiori
di un'ora per produrre la bozza del 13 luglio 1989, che
non mostra alcun calore in eccesso nella cella D2O. Oggi
non ci sono dubbi che per produrre la bozza del 13
luglio 1989 è stato necessario trattare i dati D2O in
modo diverso da quelli H2O, al fine di dare
l'impressione finale di un risultato "nullo", ovvero di
nessun calore in eccesso per D2O. I risultati sono stati
pubblicati in questa forma dal Journal oj Fusion Energy
e in un rapporto del MIT PFC Tech, ampiamente citato
(soprattutto dal DoE) per dimostrare che le affermazioni
di Fleischmann e Pons erano false. Essenzialmente, i
dati calcolati sulla media dell'ora sono stati
correttamente trasformati dalla forma intermedia
processata (10 luglio) per l'esperimento di controllo
H2O, ma la curva dell'esperimento D2O nella bozza del 13
luglio appare arbitrariamente abbassata, al fine di far
sparire l'evidente calore in eccesso. Non ci sono
giustificazioni per questa alterazione della curva. La
manipolazione dei dati tra il 10 e il 13 luglio è ancora
più sconcertante e inspiegabile se si considera che i
due insieme sono stati trattati "asimmetricamente", come
dimostrato dall'approfondita analisi condotta dal
laureato del MIT dr. Mitchell R. Swartz.
Dati
non pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 10 luglio 1989. H2O. Non
pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 10 luglio 1989. D2O. Non
pubblicati.
Dati pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 13 luglio 1989. H2O.
Pubblicati.
Dati sull'eccesso di energia. 13 luglio 1989. D2O.
Pubblicati.
I grafici incriminati
che si vorrebbero inesistenti e che sono sfuggiti
agli autori del rapporto DOE del 1989, perche'
"aggiustati" dai redattori dell'articolo di
riferimento a cura dei ricercatori del MIT, esistono
eccome e ve li allego, come vi avevo anticipato che
avrei fatto.
In un dibattito pubblico tra Mallove e Parker
(coautore dell'articolo famoso), Parker, sollecitato
a dare un giudizio sulla manipolazione dei grafici,
ammette candidamente:
'TU tell you what my opinion is of that work,
because I was part of it. I don't think it's worth
very much. Alright ? And that's is why it's just
published in a tech report. I don't think it's worth
very much. I think to do calorimetry is one of the
hardest things I ever tried to do. I'd rather stick
to plasma physics."
In lingua italiana
- La lettera di John R.
Huizenga
All'attenzione del
Direttore di Scienza e Conoscenza. Sono stato
informato dal dr. E. che la rivista italiana Scienza
e Conoscenza ha scritto nel suo numero di aprile:
«Un evento cruciale nella vicenda riguarda i
tentativi di riproduzione della cold fusion
perpetrati al Massachusetts Institute of Technology:
su commissione del DoE (Dipartimento di Stato
Americano per l'Energia) una equipe di scienziati
esperti di fusione nucleare vi lavoro', dal giugno
al settembre del 1989, e stillo' un rapporto nel
quale veniva espressa la convinzione che la fusione
fredda non fosse un fenomeno nucleare, e si
sconsigliava fortemente la concessione di fondi per
queste ricerche. Nello stesso istituto, tuttavia,
Eugene Mallove, docente di giornalismo scientifico,
si accorse che alcuni dati presentati in quel
rapporto erano stati "truccati".
Più precisamente le origini degli assi, in alcuni
grafici, erano state spostate in modo da nascondere
eccessi di calore».
Chiedo al Direttore di Scienza e Conoscenza di
pubblicare nel prossimo numero della rivista una
correzione, secondo cui nessun diagramma del genere
sul calore in eccesso è stato incluso o considerato
nel pervenire alle conclusioni del rapporto del 1989
da me copresieduto. Cordiali saluti - By John R.
Huizenga
Nella lettera di U.M:
«Ti dirò la mia opinione su quel lavoro, perché
ne ho fatto parte. Non penso che abbia gran valore.
Capito ? E questo è il motivo per cui è stato
pubblicato solo su un rapporto tecnico. Non penso
che abbia gran valore. Ritengo che la calorimetria
sia una delle cose più difficili a cui mi sia mai
dedicato. Piuttosto, mi atterrei alla fisica del
plasma».
U. M. lavora in una multinazionale High Tech con il
ruolo di Scientific Advisor per quanto concerne
sistemi complessi realizzati con tecnologie "non
convenzionali" e in particolare per l'energia. Da
oltre dieci anni è incaricato di presidiare gli
studi sulle reazioni nucleari a bassa energia (LENR)
sulle quali ha condotto esperimenti e pubblicato
diversi lavori.
Tratto da: S&C n° 21
Lug. 2007
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Anche l'istituto italiano ENEA ha nascosto i
risultati delle ricerche italiane sulla Fusione
FreddaIl,
Rapporto quarantuno (41)
Fisica e metafisica di una rivoluzione
scientifica scomparsa
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E' il
dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico
britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i
laboratori di fisica nucleare dell'ENEA di Frascati.
Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato
dalla comunita' scientifica per aver annunciato la
possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a
temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" -
e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere
l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia,
all'epoca presidente dell'agenzia italiana per
l'energia, l'ENEA.
"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il
programma di ricerca intrapreso da Giuliano
Preparata abbia conseguito il suo scopo""I risultati
ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente
impressionanti, e non esagero".
By Angelo Saso
- Tratto da: Rainews 24
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