Ritorna in America l'ipotesi "fusione fredda" -
02-04-2004
Il
dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha dato il via ad una revisione
delle ultime ricerche sul controverso tema della fusione fredda. In una
intervista rilasciata all'agenzia di stampa american UPI, il vice direttore
dell'Ufficio scientifico del Dipartimento, James Decker, ha annunciato infatti
che negli ultimi 15 anni sono state condotte molte ricerche e che quindi appare
necessario fare il punto sulla situazione.
I fisici coinvolti sono considerati avere ottime credenziali e sono Peter
Hagelstein del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, David Nagel
della George Washington University in Washington e Michael McKubre dell'istituto
no profit SRI International.
By Space Daily
Arma a fusione fredda
Fusione fredda
-
Due
fisici ci sono riusciti
Gli scienziati Rusi
Taleyarkhan e Richard Lahey, del laboratorio di Oak Ridge, hanno reso noto che
sono riusciti ad ottenere la fusione fredda. I due fisici si sono serviti di un
semplice contenitore di vetro grande quanto una lattina.
È stato riempito con acetone «deuterato», dove gli atomi di deuterio (isotopo
dell’idrogeno con un neutrone in più) hanno sostituito quelli di idrogeno.
Neutroni veloci vengono sparati dall’esterno da un generatore.
Il contenitore è avvolto da un anello che produce onde sonore che provocano la
formazione di piccolissime bollicine che si espandono e collassato per effetto
della pressione e del calore.
In questo stato avviene il fenomeno di sonoluminescenza: viene generato un lampo
di luce.
In determinati casi avviene una fusione all’interno delle microbolle di due
atomi di deuterio.
Dallo stato di fusione può generare la nascita di un atomo di trizio con la
liberazione di un protone riassorbito dall’acetone «deuterato», oppure un
nucleo di elio 3 liberando un neutrone che non viene riassorbito.
Entrambi i processi producono grandi quantità di energia. La fusione fra gli
atomi di deuterio è rilavata da un fotomoltiplicatore che cattura i lampi di
luce e un sensibilissimo microfono che cattura il piccolo rumore prodotto dalle
bolle che collassano.
La dimostrazione inequivocabile dell’avvenuta fusione è anche determinata
dalla produzione di trizio causata dal processo. I dati dei due scienziati hanno
dimostrato che il processo di fusione fredda ha prodotto un incremento talmente
significativo nella produzione di neutroni da non lasciare dubbi sulla bontà
dei risultati.
C'era da immaginarselo: non sono mancate le critiche. Un altro laboratorio di
Oak Ridege ha eseguito la medesima sperimentazioni con risultati controtendenti.
I ricercatori Dan Shapira e Michael Saltmarsh sostengono infatti che
l'incremento della produzione di neutroni non supera l'1 per cento: un risultato
esiguo.
Essi inoltre sostengono che i risultati dei loro colleghi sarebbero causati dai
neutroni emessi dal generatore esterno e non dalla fusione. In parole semplici,
il generatore esterno avrebbe, secondo loro, provocato un rimbalzo di neutroni
anche sulle pareti del laboratorio e sarebbero rientrati nello scintillatore.
E non è finita: rincarando la dose, essi sostengono che il rumore del
collassamento delle bolle e i lampi non avvengono contemporaneamente alla
produzione di neutroni. Potrebbero essere generati da altre cause che, nel
contesto generale, non proverebbero nulla.
È interessante, a questo punto, rammentare la prima scoperta della fusione
fredda fatta dagli scienziati Martin Fleischman e Stanley Pons 11 anni fa.
L'impatto mediatico fu enorme, come pure i consensi di tutti gli ambienti
scientifici mondiali.
Tutto il mondo poteva finalmente fare a meno del petrolio con un impatto
sull'ambiente in termini di inquinamento a dir poco eloquente. L'umanità aveva
finalmente a disposizione un'energia pulita, gratuita e inesauribile. Però,
dopo alcune settimane, all'improvviso, iniziarono stranamente i dissensi, fin al
punto che la scoperta fu addirittura, in maniera vilmente scandalosa,
ridicolizzata. E i due scienziati furono indegnamente derisi.
Bisogna, per chi non l'avesse capita, mettersi il cuore in pace: il petrolio
rimane l'unica soluzione: genera giganteschi profitti, inquina e non durerà
certo in eterno...
ECPlanet
Tratto da:
http://guide.supereva.it/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/03/153403.shtml
http://www.indicius.it/archivio/fusione_fredda_1.htm
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r
NEXUS
“Non c’è praticamente nessuna area dell’attività
umana che non sarà completamente influenzata dalla comparsa di tecnologie
basate sulle nuove energie - in particolare nel campo della guerra o della pace,
della salute e dell’ambiente.”
By Dr.
Eugene F. Mallove
Eugene F. Mallove, 56 anni, scienziato conosciuto in tutto il
mondo per la sua attività di informazione sulle fonti energetiche non
convenzionali, in particolare della Fusione Fredda, è stato assassinato a
Norwich nel Connecticut la notte dello scorso venerdì 14 maggio.
La polizia avvisata da una telefonata ha trovato il suo corpo
selvaggiamente bastonato a morte sulla soglia della casa dei suoi genitori nella
zona di Salem Turnpike.
Gli inquirenti presumono possa trattarsi di una rapina anche
se, da una prima indagine, dall’abitazione non risulta asportato niente di
particolare.
L’automobile di Mallove è stata trovata in un parcheggio a
Preston, ad alcuni chilometri di distanza, portata da qualcuno rimasto per ora
sconosciuto.
Il professor Mallove si era laureato in Scienze al
Massachusetts Institute of Technology specializzandosi, sempre all’MIT, in
ingegneria aeronautica e astronautica. Nel 1975 aveva ottenuto un dottorato in
scienze ambientali all’università di Harvard.
Era stato docente di giornalismo scientifico all’MIT e alla
Boston University, e caporedattore scientifico all’ufficio informazioni
dell’MIT.Nel 1995 Mallove aveva promosso la New Energy Foundation,
un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla diffusione di
informazioni sulla Free Energy.
Prolifico autore di articoli e libri, una nomination per il
Premio Pulitzer per il suo libro "Fire and Ice: Searching for the Truth
Behind the Cold Fusion Furor" (Fuoco e Ghiaccio: Cercando la Verità Dietro
il Furore della Fusione Fredda).
Dal 1995 pubblicava il bimestrale Infinite Energy, un
bimestrale estremamente curato che cercava di scendere nei dettagli di quelle
ricerche che la scienza ufficiale fa finta di non vedere.
Eugene Mallove aveva visitato l’Italia molto spesso nel
corso di convegni e conferenze dedicate alla Fusione Fredda. Nel nostro paese
aveva molti amici e seguiva sempre con interesse le attività di ricerca di
numerosi scienziati.
L’energia e la passione che Eugene metteva nelle sue
attività di promozione e informazione sulle energie non convenzionali
potrebbero essere all’origine della sua tragica fine.
Da oltre quindici anni la sua attività era dedicata
esclusivamente alla diffusione di studi e ricerche sulla Free Energy.
La sua
professionalità, non tanto come giornalista che si occupava di scienza ma
soprattutto come scienziato che si occupava di informazione, gli
consentiva di capire esattamente la potenzialità di alcune tematiche, di
individuarne le applicazioni nella società e di identificare facilmente i
detrattori e le false informazioni diffuse dalla cosiddetta “scienza
ufficiale”.
Ricostruendo la storia della Fusione Fredda fin dal primo
esperimento di Martin Fleischmann e Stanley Pons, avvenuto all’università di
Salt Lake City nel 1989, non possiamo dimenticare che:
-Nel 1991 l’allora Presidente degli USA George Bush, per
dare un taglio alle polemiche nate in seguito all’esperimento, incaricò l’MIT
di replicare le prove e di compilare un rapporto.
-Il rapporto finale che arrivò sulla scrivania del
Presidente, compilato e firmato del rettore dell’MIT John Deutch, concludeva
“provando” che la reazione nucleare era soltanto una “frode”,
screditando i molti scienziati che si erano interessati alle ricerche e
sottolineando che “non fu ottenuta assolutamente nessuna reazione”. Ovvero
“la più grande frode scientifica degli ultimi secoli”.
Eugene
Mallove, con il suo formidabile fiuto di vecchio
volpone dell’MIT, riuscì ad ottenere una copia degli appunti di laboratorio
originali degli esperimenti eseguiti.
I dati dimostrarono la frode ma quella contro l’intera
umanità.
Veniva confermato che:
1- La reazione era ottenuta da un comune componente di
normale acqua, molto abbondante e facile da estrarre.
2- La reazione produceva elio in forma gassosa e calore in
eccesso.
3- Nessuna radiazione, ovvero, nessun combustibile o scarto
tossico e radioattivo per l’ambiente e gli esseri viventi.
na caratteristica
che rendeva istantaneamente obsoleti e inutili le centrali nucleari e tutte le
ricerche sulla condotte sulla fissione e sulla fusione calda.
Gli esperimenti condotti dall’MIT dimostravano che la
Fusione Fredda era in grado di eliminare il fabbisogno sociale degli idrocarburi
per la produzione di energia.
Il professor Deutch mentì al Presidente Bush dichiarando che
si trattava soltanto di una semplice frode !
Finì l’era del repubblicano guerrafondaio George Bush e
iniziò la presidenza del democratico progressista Bill Clinton.
Nel maggio 1995 nella sorpresa di tutti il neo Presidente
Clinton nominò il professor John Deutch Direttore della Central Intelligence
Agency, la CIA!
Pensiamo non servano ulteriori dettagli. I lettori avranno già
capito perfettamente lo sviluppo degli avvenimenti.
Richard
Hoagland, saputa la notizia dell’assassinio durante il programma
radiofonico di Art Bell di cui era ospite, ha ricordato il lavoro di Mallove
sulla Fusione Fredda sottolineando come questo crimine sia avvenuto alla vigilia
di grandi annunci.
Gli
sviluppi della Free Energy e, in particolare, della Fusione Fredda hanno
recentemente registrato grandi progressi in tutto il mondo. Progressi che
potrebbero pesantemente penalizzare gli interessi di chi detiene il potere del
mercato dell’energia.
L’omicidio
di Eugene Mallove potrebbe essere un altro tassello di quella guerra
nell’ombra che in occidente viene portata avanti da anni contro gli scienziati
scomodi. Come il “suicidio” del fisico britannico che aveva smentito in
un’intervista alla BBC le tesi di Blair sulle armi irakene di distruzione di
massa. Oppure lo stillicidio della dozzina di scienziati assassinati
misteriosamente in Gran Bretagna soltanto alcuni anni fa.
Per non parlare dell’Iraq, da dove continuano ad arrivare
una valanga di notizie che vengono ignorate dagli organi di stampa ufficiali
sullo stillicidio di docenti, professori e scienziati irakeni che vengono uccisi
in apparenti tentativi di sequestro e rapina.
Fino ad ora sono alcune centinaia, una vera guerra clandestina
all’intellighenzia di quel paese per privarlo dei suoi maggiori esponenti
della cultura e della scienza.
By
http://www.cosediscienza.it/fisica/11_fusione fredda.htm
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La
Fusione Fredda - Autore: Emanuele D'Osualdo
Cos'è
la fusione fredda e come funziona ? Tutto sommato so cosa è la fusione a caldo
che immagino sia tecnicamente analoga al sistema di fusione nel sole: cioè
atomi di H che ad altissime pressioni e densità si uniscono per dare He. Invece
la fusione fredda ?
La
fusione fredda è in parte simile a quella calda ma con la differenza che non
necessita di temperature e pressioni enormi: il tutto si svolgerebbe a pressioni
e temperature ambiente. Infatti la forza coulombiana che tiene distanti i due
nuclei di H non è vinta dalle alte velocità degli atomi nello stato di plasma
ma da con l'elettrolisi! Mi spiego: quando dell' acqua pesante (acqua formata da
due atomi di un isotopo di idrogeno e uno di ossigeno) viene separata per
elettrolisi usando un elettrodo di platino e uno di palladio -che essendo un
metallo membrana ha la capacità di "riempirsi" solo di H-quest'ultimo
si "imbombisce" a tal punto di idrogeno che gli atomi sono costretti a
fondere generando grandi emissioni di energia -con una bassissima emissione di
energia sotto forma di raggi gamma- che compensano di gran lunga l' energia
immessa per scindere l'acqua. I primi ad aver effettivamente provato ed
esperimentato il fatto sono i fisici FLEISCHMANN e PONS che però non sono stati
in grado (come tutti gli altri che ci hanno provato) di riprodurre l'
esperimento con gli stessi esiti con costanza (la cosa si ripeteva con una
scarsissima percentuale).
Oramai gli esperimenti non hanno più fondi e la
ricerca si sta indirizzando verso la fusione calda. Riguardo questo argomento ti
consiglio un ottimo libro:"Fusione Fredda" di Angelo Basile(Avverbi
editori).
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L'insabbiamento
della fusione fredda
By F. Frabbel (dal
forum
di Nexus italia)
La storia
che sto per scrivervi è veramente molto interessante, quindi concentratevi.
L'ha raccontata al convegno di Nexus il prof. Emilio Del Giudice ricercatore di
fisica teorica dell'INFM. Ricorderete la faccenda della fusione fredda: nel 1989
due scienziati sfigati, Fleishman e Pons danno l'annuncio del fenomeno, salvo
poi essere derisi dai fisici teorici della comunità internazionale, primo tra
tutti Rubbia, perché il processo non produceva l'emissione di particelle
previste dalla teoria (nel caso specifico neutroni, emessi dalla fusione di 2
atomi di deuterio, isotopo dell'idrogeno).
Nel giro di
pochi anni le condizioni dell'esperimento originale dei due scopritori vengono
riprodotte correttamente dai prof. Emilio del Giudice e Giuliano Preparata, il
quale, morto di tumore 2 anni fa, perse il Nobel per la fisica in
"elettrodinamica quantistica", a causa di questo suo sconveniente
interesse. Praticamente del Palladio, un metallo dalle peculiari
caratteristiche, viene caricato con idrogeno gassoso fino ad un limite di
saturazione prestabilito, oltre il quale si rileva una produzione di energia in
eccesso tipica di una reazione nucleare. I nostri due scienziati non solo
dimostrano la realtà del fenomeno con l'esperimento, ma forniscono anche un
nuovo modello teorico che dà spiegazione dei fenomeni misteriosi che fino a 10
anni fa non erano comprensibili con la teoria delle forze nucleari.
Mi spiego:
fino a ieri si pensava che l'unico modo per fare avvicinare 2 protoni tanto da
vincere la repulsione elettromagnetica e fare agire il campo delle forze
nucleari che innescano la fusione, con produzione di una quantità enorme di
energia, fosse il metodo dell'acceleratore, che lavora a 100 milioni di °C (ben
inteso nel nostro sole la temperatura è 2 milioni di °C !).
Oggi invece, grazie a queste ricerche svolte dall'INFM e dall'ENEA (nel
frattempo Rubbia rinsavito, si è accorto della bontà della cosa e ha
appoggiato i nostri due), è possibile ottenere la fusione a temperatura
ambiente ! Dentro al cristallo di Palladio le molecole di idrogeno, in quelle
particolari condizioni di "saturazione", si comportano un po' come la
struttura solida circostante e, avvicinandosi molto, grazie ad una
provvidenziale "buca di potenziale", producono una particolare
fusione, senza emissioni radioattive, con produzione di elio (misurato
nell'esperimento) e di un eccesso di energia mai visto fino ad oggi in una
reazione (se non ho capito male 2 ordini di grandezza superiore all'energia in
entrata, necessaria a preparare le condizioni della reazione). Per completezza,
si produce anche la fissione del Palladio.
Quindi
abbiamo già a disposizione un generatore di energia praticamente illimitata e a
costi contenutissimi; rimane solo da risolvere il problema dell'intercettazione
opportuna di questo surplus di energia. Nonostante questa pazzesca rivoluzione,
ad oggi, il prof. Del Giudice non è ancora riuscito a farsi pubblicare la
ricerca da Una rivista scientifica (ad es.: Science ha rifiutato perché
"l'argomento è troppo tecnico").
Ma il bello
viene adesso. E' ovvio capire i motivi economici alla base della soppressione di
una tecnologia quasi "free-energy".
Ma non ci sono solo quelli. Del
Giudice ha formulato un'ipotesi inquietante. Tutta la faccenda è partita da uno
studio commissionato dalla Marina Militare Inglese a Fleishman per indagare sui
metalli più idonei ad immagazzinare l'idrogeno. I migliori risultarono essere
il Palladio e l'Uranio. Lo scienziato ovviamente sperimentò sul Palladio, la
cui fissione non produce danni; ma qualcuno era molto più interessato
all'Uranio. Immaginate cosa succederebbe se la matrice solida in cui avviene la
fusione fosse Uranio: si innescherebbe la fissione, e quindi una esplosione
atomica, anche con quantità molto inferiori alla necessaria "massa
critica" (che è qualche kg), date le nuove sorprendenti condizioni di
reazione. Si possono così fare esplodere delle micro-bombe atomiche di potenza
controllata (armi chirurgiche...) capaci per esempio di abbattere un singolo
palazzo invece di una città intera.
Ecco così trovato un modo per utilizzare
utilmente tutto quell'Uranio che giace inutilizzato nelle testate tattiche (a
meno di non scatenare la guerra termonucleare globale, s'intende), che con il
disarmo va smantellato.
Fanta-politica
? Forse invece è già realtà. Consideriamo i proiettili rivestiti con quello
che ci viene venduto come "uranio impoverito". Guardiamo le foto dei
carri armati iracheni distrutti nella guerra del golfo: un foro di entrata, una
carcassa di acciaio fusa (dal calore!) e i cadaveri dei soldati anneriti (non
carbonizzati, ma irradiati da una esplosione fortissima e localizzata di raggi
gamma). Non ci sarebbe niente di più facile, sostiene Del Giudice, nel
rivestire un proiettile di cannone o un missile con un strato di uranio caricato
da idrogeno fino quasi al limite critico. L'impatto con il bersaglio e la
sovrapressione sarebbero sufficienti a innescare la fusione fredda e la
conseguente fissione dell'uranio, con annessa esplosione atomica.
Incredibile !
La
fonte ideale di energia pulita per tutta l'umanità usata come spoletta per
l'innesco di una bombetta atomica !
(il contrario di quello che avviene con la
bomba H, in cui una fissione innesca la fusione distruttiva dell'idrogeno).
Inoltre spot
di altissima radioattività localizzati nei campi di battaglia sono la
spiegazione ideale per i sintomi della sindrome del Golfo e quella dei Balcani:
la prima riscontrata esclusivamente tra i soldati anglo-americani (i primi a
raggiungere le zone bombardate durante le operazioni in Iraq), la seconda invece
osservata solo su italiani e tedeschi, a cui sono state destinate le zone
bombardate in Bosnia e Kosovo dal vertice NATO, dopo aver fatto l'esperienza nel
Golfo.
http://www.affarinborsa.it/cultura/fusione.htm
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Le
ultime novità sulla fusione fredda
-
16 novembre 2002
In un convegno a Genova il 14 novembre
2002 sono stati presentati gli ultimi risultati
su questo settore di ricerca che lentamente continua a procedere in molti
laboratori di fisica nel mondo
Tredici
anni dopo il primo (e forse frettoloso) annuncio della realizzazione di una
reazione nucleare di fusione fredda, in una conferenza in programma a Genova il
14 novembre (ore 16, facoltà di ingegneria) saranno presentati gli ultimi
risultati su questo settore di ricerca che lentamente continua a procedere in
molti laboratori di fisica nel mondo.
La
fusione fredda è un processo di sintesi nucleare che avviene alle normali
condizioni ambientali di temperatura e pressione in presenza di adatti
catalizzatori. In particolare, è stata così definita la reazione tra due
nuclei di deuterio (isotopo dell'idrogeno) che fondendosi all'interno di un
reticolo di un metallo nobile (prevalentemente palladio) danno origine a energia
termica, elio-4, ed altri prodotti nucleari.
Il
primo annuncio dell'ottenimento di una tale reazione fu dato nel 1989 da Martin
Fleischmann e Stanley Pons (che ebbero l'onore della copertina di Time), secondo
i quali era possibile ricavare energia pulita ed a basso costo da una fusione
nucleare ottenuta “a freddo” con semplicissimi mezzi elettrochimici. Le
grandi aspettative suscitate dalla notizia furono ben presto smorzate da due
enormi ostacoli: il primo era la difficile riproducibilità della reazione, il
secondo era che alla luce delle conoscenze dell'epoca un simile fenomeno non era
comprensibile. Dopo le prime ondate di entusiasmo, l'interesse per la fusione
fredda andò scemando, e addirittura negli anni successivi la ricerca fu
abbandonata quasi completamente.
In
Italia però, un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare, chiamato “il gruppo di Milano”, riuniti attorno ai fisici Giuliano
Preparata ed Emilio del Giudice, scoprì che il fenomeno della fusione fredda
poteva venir compreso se visto alla luce della nascente teoria
dell'elettrodinamica quantistica (QED).
Il gruppo di Milano, assieme ai
ricercatori dell'Enea di Frascati, riuscì ad ottenere una fusione fredda
finalmente perfettamente riproducibile.
Tratto
da: http://www.newton.rcs.it/PrimoPiano/News/2002/11_Novembre/04/fusione_fredda.shtml
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