Il Rapporto quarantuno
(41):
"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il
programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata
abbia conseguito il suo scopo"
E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico
britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i
laboratori di fisica nucleare dell' ENEA di Frascati. Lo
scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla
comunita' scientifica per aver annunciato la
possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a
temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e' un
uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia,
all'epoca presidente dell'agenzia italiana per
l'energia, l'ENEA.
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono
veramente impressionanti, e non esagero".
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp
"Visto, non si stampi" - Perche' le riviste non
hanno pubblicato il rapporto 41
Nell'estate del 2002 il Rapporto 41 fu inviato a diverse
riviste scientifiche. Le prime due furono le
statunitensi Science e Nature, quelle che "hanno un
impact factor piu' alto", come si dice. Nel senso che
una pubblicazione su queste riviste "vale" molto di piu'
per la carriera scientifica di un ricercatore. "Nel
giro di qualche giorno - ricorda Antonella De Ninno
- a stretto giro di posta elettronica, Science ha
risposto che non avevano spazio per pubblicare questo
lavoro. Non sono entrati nel merito, non ci hanno
neanche consentito l'accesso al processo di review, che
si usa di solito nel mondo scientifico, per cui un
lavoro viene mandato ad altri colleghi che ne valutano
l'attendibilita' ed eventualmente chiedono chiarimenti.
In questo caso siamo stati espulsi subito. Ci hanno
detto che non c'era spazio, motivi editoriali". "Questa
fu la risposta di Science", aggiunge Emilio
Del Giudice. "Altri fecero delle osservazioni
piuttosto peregrine.
Per esempio uno dice: "Come è possibile raggiungere
temperature così elevate sott'acqua, nell'acqua della
cella elettrolitica" ?. Evidentemente questo
signore non sapeva che esistono i vulcani sottomarini, o
che è possibile fare le saldature sott'acqua se c'è una
sorgente di energia sufficiente..."
Antonella De Ninno: "Dopo Nature abbiamo provato con
altre quattro riviste, pero' devo dire che non siamo
riusciti ad avere un processo di revisione
convenzionale, in particolare sulla misura dell'elio non
abbiamo raccolto una sola obiezione in cinque riviste".
Antonio Frattolillo: "L'obiettivo era quello di fare
un esperimento che fosse talmente pulito, dal punto di
vista della procedura sperimentale, da riuscire a bucare
quel muro di diffidenza che la comunita' scientifica
ufficiale aveva verso tutto cio' che riguardava la
fusione fredda. Alla fine pero' non ha bucato. Non siamo
mai riusciti neanche a pubblicare il lavoro. Addirittura
una delle riviste che abbiamo contattato ci ha risposto
che dal momento che questo lavoro riguardava la fusione
fredda - che era gia' stata dimostrata essere falsa - la
pubblicazione non era possibile"
Emilio Del Giudice: "Scherzosamente, quando era tra
amici, Giuliano Preparata chiamava Nature '"a Pravda".
E questo perche' Nature si e' assunta il compito di
fornire non solo informazione scientifica ma anche
ideologia scientifica. Loro dicono: "siccome il fenomeno
non è possibile noi non pubblichiamo".
Non so se si
tratti di un atteggiamento aristotelico. E' un
atteggiamento che contraddice con quanto Shakespeare fa
dire a Polonio, quando dice 'non devi essere ne' un
credente ne' un miscredente'. Uno scienziato non deve
avere preconcetti. Ne' positivi ne' negativi".
Tratto da:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41_riviste.asp
vedi: Fusione
fredda 1 +
Fusione
fredda 2 +
Fusione
fredda 3
+
Fusione fredda 4
+ video sulla
Fusione Fredda
MIT falsifica i dati
su Fusione Fredda
+
....ma
anche l'italiana ENEA lo ha fatto
Segreti
dell'Acqua
+
Fisica
Quantistica
+
il Punto sulla Gravita' +
Effetto Kevran
Esperimenti
rifatti in Italia con risultati positivi
+
Intervista con il prof. del Giudice
LA NASA "scopre" la
fusione fredda ? - 1/01/2012
Se un giorno il governo americano annunciasse di avere
messo a punto una nuova tecnologia per produrre energia
con una reazione nucleare pulita, si presume che la
notizia uscirebbe su tutte le prime pagine del mondo.
Finchè sono due “emeriti sconosciuti” come Rossi e
Focardi a fare un annuncio del genere, si può anche
comprendere che fatichino ad ottenere l’attenzione dei
grandi media, ma le stesse affermazioni fatte dalla NASA
avrebbero un peso ben diverso.
Eppure questo annuncio, fatto quasi in sordina
dall’ingegnere della NASA Jozeph Zawodny, è passato del
tutto inosservato.
Video dell'annuncio
della NASA sull'utilizzo della Fusione Fredda, da loro
preparata e verificata:
Video originale
della NASA
Sembra quasi che
termini come “polaritoni plasmonici di superficie”
siano stati messi lì apposta per confondere le idee,
ma il titolo stesso del video parla chiaramente di
“reazione nucleare a bassa energia”, che è
semplicemente il nome con cui è stata ribattezzata
la “fusione fredda”.
Gli stessi Rossi e Focardi commentano la notizia con
un misto di entusiasmo e di rabbia malcelata,…
facendo chiaramente capire che siamo di fronte ad un
caso di concorrenza commerciale. Rossi infatti si
premura di affermare
che il suo “E-Cat
avra’ la meglio su qualsiasi altra invenzione
dovesse sopraggiungere.
Senza mezzi termini Rossi sostiene che gli avversari
che l’avevano tanto ridicolizzato in passato ora lo
stanno copiando. Ma lui non si arrende certo,
affermando che non smettera’ mai di credere nella
validita’ del suo prodotto e che entro un anno
comincera’ la consegna di milioni di pezzi da 50 $/kw.”
Pensate che ridere, se in qualche modo gli avessero
rubato l’idea, e nel frattempo riuscissero a
“screditare” il suo E-cat facendolo passare per una
baracca che non serve a niente.
Certo che Rossi ha il brevetto, certo che potrebbe
fare causa alla NASA quando vuole.
Anche Nikola Testa aveva il brevetto per le sue
apparecchiature, ma ci mise 40 anni per vedersene
riconoscere la paternità. Nel frattempo lui era già
morto e dimenticato, mentre la fama per aver
inventato la radio era andata tutta a Guglielmo
Marconi.
Una volta scritti, i libri di storia non li cambia
più nessuno.
By Massimo Mazzucco
- Tratto da:
luogocomune.net
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Fusione Fredda
2002: "In questo lavoro viene dimostrata la simultanea
produzione di eccesso di entalpia e di 4He ..."
(rispetto all'energia immessa per la reazione). "Il
fenomeno descritto è stato riprodotto diverse volte: il
livello quantitativo della produzione di elio nei
differenti esperimenti, dipende, ovviamente, dal livello
di caricamento di Deuterio in Palladio raggiunto nel
corso dell’esperimento".
Experimental evidence of 4He production
in a cold fusion experiment (RT2002/41/FUS).
"Il gruppo italiano A. De Ninno e A.
Frattolillo, guidati dal professor F. Scaramuzzi,
realizzo' infatti un esperimento utilizzando il titanio al
posto del palladio e dimostrò che quando il titanio
assorbe a bassa temperatura gas deuterio, si verifica un
surplus di energia e sono emessi neutroni.
http://it.wikipedia.org
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono
veramente impressionanti, e non esagero"
Secondo il sito internet dell'ENEA, dal febbraio 2003 il
progetto è stato accantonato perché non sono stati
stanziati nuovi fondi per il suo sviluppo. Dal 2005 è
finanziato dallo Stato un gruppo di ricercatori
dell'Enea guidato da Vittorio Violante (altra gente), il
quale ha ottenuto dei risultati preliminari considerati
interessanti.
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Fusione
fredda: Due fisici svedesi si interessano al
reattore di Focardi e Rossi
Il 14 Gennaio 2011 vi e' stata una novità
importantissima nel settore della produzione di energia
"pulita", l'e-cat, il reattore "nucleare" di Focardi &
Rossi è stato presentato ad una selezionata platea di
persone della quale facevano parte anche alcuni
ricercatori dell'università e dell'INFN.
La dimostrazione ha presentato questo dispositivo in
grado di fornire energia (sotto fonte di calore) circa
20 volte più di quella immessa in ingresso.
Nonostante la portata (potenzialmente) epocale
dell'evento ...che permetterebbe di risolvere in maniera
definitiva la produzione di virtualmente infinita
energia pulita a costi trascurabili, ufficialmente la
notizia non ha avuto forte eco se non nel circuito degli
interessati, principalmente su Internet.
Fusione nucleare a freddo:
"A Bologna ci siamo
riusciti" – 14 Gen. 2011
Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, è
stato realizzato il processo utilizzando nichel ed
idrogeno. E' la strada per ottenere energia pulita.
Andrea Rossi, ingegnere e Sergio Focardi, fisico,
spiegano: "Dietro questo processo non c'è una base
teorica, per quale motivo avvengono questi risultati lo
abbiamo solo ipotizzato"
Ci sono le
guardie giurate a controllare l'accesso, devi firmare
una dichiarazione in cui accetti i rischi nell'assistere
all'esperimento che potrebbe rivoluzionare il settore
della produzione di energia. Per la prima volta in
Italia, davanti ad esperti, in un capannone avvolto
dalla nebbia nella zona industriale di Bologna, è stato
realizzato un processo di fusione nucleare fredda,
utilizzando nichel ed idrogeno, capace di produrre una
energia incredibilmente superiore a quella utilizzata
per creare la reazione. E' la strada per ottenere
energia pulita. "La novità assoluta sta nel fatto che
tutto ciò viene prodotto da una macchina che funziona
come una stufetta elettrica di casa", spiega
l'inventore, Andrea Rossi, ingegnere. Con lui Sergio Focardi, professore emerito dell'Alma Mater, fisico di
calibro, in passato preside della facoltà di Scienze.
Di possibili fonti di energia
con reazioni di fusione nucleare a bassa temperatura se
ne parla da tempo nel mondo. L'annuncio nel 1989 degli
scienziati Fleshmann e Pons suscitò speranze e
illusioni. Focardi è stato pioniere in Italia di questo
tipo di studi. Quello di ieri è stato il primo
esperimento condotto a Bologna con osservatori esterni:
giornalisti e
fisici, in gran parte
dell'Ateneo come Paolo Capiluppi, direttore del
dipartimento di Fisica, Gianfranco Campari, Ennio
Bonetti.
L'esperimento, "industriale più che scientifico", dicono
i docenti universitari, è condotto in una stanzina di un
capannone in via dell'Elettricista, dove è stato
installato un catalizzatore di energia che occupa lo
spazio di un tavolo. Dura alcune ore.
Rossi spiega il funzionamento
della macchina, il ricercatore Giuseppe Levi illustra
una stima dell'energia prodotta sulla base della misura
di quanta acqua viene vaporizzata al secondo. E al
termine Rossi conclude: "Si sono consumati 600Wh e se ne
sono prodotti 12mila Wh". Il prototipo, già coperto da
brevetto di proprietà di Maddalena Pascucci, moglie di
Rossi, è ora pronto per la produzione industriale e la
commercializzazione. "Sarà il prossimo passo", dice
Rossi.
I fisici obiettano: "Dovremmo poter riprodurre
l'esperimento in un nostro laboratorio, ma c'è il
segreto industriale sul processo".
"Ci vuole cautela, il
metodo scientifico esigerebbe verifiche, ad oggi non
sappiamo cosa avviene dentro la macchina", dicono Capiluppi e Bonetti.
"Siamo un'azienda, se mi
chiedono di aprire la scatola dovrei pagare i danni agli
investitori", replica Andrea Rossi. "I costi ? Posso
dire che l'apparecchiatura costa duemila euro per
Kilowatt di potenza e funziona con un grammo di nichel".
Lo stesso ingegnere ammette: "Dietro questo processo non
c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi
risultati lo abbiamo solo ipotizzato".
Il professor Focardi spiega perché un esperimento simile avvenga fuori dai
laboratori accademici: "I miei colleghi non ci credono,
sono scettici. Non so come un protone di idrogeno possa
entrare nel nucleo di nichel, ma avviene. Ed è la strada
dell'energia per l'umanità". Comunque sia, sembra un
grosso passo avanti. Per dire addio al petrolio ? "Non
sono in grado di rispondere", allarga le braccia
l'ingegner Rossi.
By Ilaria Venturi - Tratto da: repubblica.it
- Web rassegna
stampa esperimento fusione fredda metodo Rossi Focardi
(Bologna, 14/01/10
http://22passi.blogspot.com/2011/01/web-rassegna-stampa-dellesperimento-di.html
- Conferenza stampa di Focardi e Rossi del 15 Gennaio:
http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360
- Cold Fusion: “You have to embrace this”:
http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3111124.ece
- La comunità scientifica apre all'E-Cat di Rossi:
http://22passi.blogspot.com/2011/03/due-eminenti-fisici-svedesi.html
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Fusione Fredda - moderna storia d'inquisizione
e d'alchimia, del fisico Roberto Germano, è uno dei
prossimi libri che leggerò. Ne riporto intanto la
prefazione, scritta dal compianto Giuliano Preparata
(1942-2000) nel 1999, uno dei più importanti fisici
italiani del dopoguerra: dopo dodici anni suona come una
profezia che si sta finalmente compiendo.
Prefazione
Sono passati esattamente dieci anni da quella giornata
di primavera (il 23 marzo 1989) in cui due
elettrochimici, allora all'Università dello Utah, M.
Fleischmann e S. Pons annunciarono all'umanità che
l'alba di un nuovo mondo si era appena dischiusa. Come
Roberto Germano racconta con passione, precisione e
ricchezza di particolari in questo bel libro, il
formidabile apparato scientifico-tecnologico dei nostri
tempi doveva dare a questo annuncio pieno di speranza
una ben triste risposta: lo scherno, la derisione,
l'emarginazione di chiunque abbia cercato di seguire i
due scienziati nello sviluppo di un programma di ricerca
totalmente nuovo, che mette in discussione una buona
parte delle certezze e dei punti fermi della
organizzazione scientifica planetaria.
Chi
abbia una qualche conoscenza della storia della Scienza
si affretterà certamente ad obiettare che tutto ciò è
assolutamente naturale: di che meravigliarsi? Non è
forse stato così per Copernico, Bruno e Galilei alla
nascita della scienza moderna? Certamente, ma gli
scienziati (una moltitudine impressionante) e le
istituzioni scientifiche che hanno reso e rendono la
vita impossibile allo sparuto drappello di coloro che
hanno preso sul serio il messaggio di Fleischmann e Pons,
sono gli stessi che ci ricordano ad ogni pie' sospinto
il grande debito che l'umanità ha nei confronti di quei
coraggiosi e di chi, sfidando inquisizione, comunità
accademica e varie istituzioni politico-economiche del
tempo, li volle seguire. E questo la dice lunga, come ci
ricorda Germano, sulla grande somiglianza che esiste tra
la "comunità" scientifica odierna e quella degli
Aristotelici che tanto filo da torcere dettero agli
innovatori, figli del nostro Rinascimento.
Tuttavia, la comparsa di libri come questo e di una
serie di iniziative che vedono, come viene qui
ricordato, il nostro Paese finalmente coinvolto a
livello delle sue principali istituzioni scientifiche
nel campo dell'energia (l'ENEA e l'INFN) in un rinnovato
interesse per le problematiche della fusione fredda, è
forse il segnale che nel nuovo millennio, il cui inizio
è alle porte, le cose saranno diverse, e che la scienza
nuova, annunciata dai fenomeni sorprendenti della
Fusione Fredda, aprirà alla nostra comprensione domini
di realtà fin qui inesplorati e ci fornirà gli
strumenti, non solo energetici, per rendere migliore
l'esistenza di tutti gli esseri viventi di questa nostra
Terra.
Come
ha sottolineato con acutezza l'autore, è forse
quest'ultimo l'aspetto della vicenda, potremmo ben dire
della "saga", della Fusione Fredda che più ci apre alla
speranza. E come i lettori percepiranno dalla lettura
del Cap. VI, è proprio questo l'aspetto che da quel
giorno del marzo del 1989 ormai lontano mi ha convinto
ad imbarcarmi in un'avventura intellettuale ed umana
che, sapevo, mi avrebbe procurato non poche amarezze e
delusioni, allontanandomi e alienandomi da quel mondo,
quello accademico voglio dire, che fin dagli anni verdi
avevo considerato come il mio, e che mi aveva riservato
non poche soddisfazioni e riconoscimenti. Ma ciò è stata
pur sempre ben poca cosa di fronte alle gioie che il
dipanarsi di questa nuova realtà, che insieme a pochi
amici e colleghi contemplavo per la prima volta, mi
arrecava e continua ad arrecarmi. Infatti sono proprio
quegli straordinari eventi che, ad esempio, avvengono in
una matrice metallica di Palladio, percorsa dall'isotopo
dell'idrogeno, il deuterio, che fanno gridare allo
scandalo la maggioranza degli uomini di scienza, che ci
stanno convincendo che i meccanismi dinamici che
governano la materia condensata, animata ed inanimata,
sono ben più sottili e potenti di quelli che sono stati
fin qui ipotizzati e studiati. Non solo, ma una serie di
deduzioni, basate sull'elettrodinamica quantistica, che
mi avevano convinto ben prima del 1989 che le idee
correnti sulla materia erano gravemente carenti, trovano
nella scoperta di Fleischmann e Pons una drammatica
indicazione della loro sostanziale correttezza e
rilevanza.
Ai miei occhi, la Fusione Fredda è venuta così ad
apparire come la punta di un iceberg che non solo
avrebbe fatto affondare la nave degli scienziati
sciocchi di fine secolo, ma avrebbe fatto emergere una
nuova realtà ben più ricca e sottile di quell'immane
meccano di palline atomico-molecolari la cui
inadeguatezza e povertà concettuale, ahimè, domina oggi
fisica, chimica e biologia.
È quindi per me grande il merito di Germano di aver
saputo cogliere appieno questo aspetto della "moderna
storia d'inquisizione e d'alchimia", che ha qui
raccontato con tanta sagacia e documentazione.
By Giuliano Preparata, Milano, Marzo 1999
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Energy Catalyzer Rossi-Focardi: Facciamo un po' di
Chiarezza - 13 Febbraio 2011 –
Intervista di Daniele Passerini (Blog 22Passi).
22PASSI – Complimenti Ing. Rossi, la notizia
dell'invenzione dell'E-Cat ha avuto ampio risalto in
Grecia dove è stata localizzata la Newco che si occuperà
della sua produzione e commercializzazione, la Defkalion
Green Technologies di Atene. Immagino che in tutto ciò
abbia giocato a favore avere come sponsor il Prof.
Christos E. Stremmenos, che è stato oppositore del
regime dei colonnelli, ex Ambasciatore della Grecia a
Roma, Professore di Fisica presso l'Università di Atene,
praticamente un eroe nazionale greco. In Italia al
contrario i mass media hanno pressoché ignorato la
notizia e se ne discute soltanto nel web, spesso
aspramente. Le domande che le faccio sono ispirate
appunto a interrogativi, dubbi e critiche che ho
raccolto su internet. Per esempio, un punto molto
dibattuto è quanto l'E-Cat possa essere considerato
sicuro.
ROSSI – I moduli da 10 kW che produciamo sono sicuri e
non danno problemi: è da anni che li stiamo testando e
usando, sono state fatte tutte le misure possibili delle
radiazioni emesse dal reattore e tutte ne hanno sempre
comprovato la massima sicurezza. Lo dominiamo come
vogliamo, lo accendiamo e lo spegniamo, lo facciamo
salire e scendere di potenza, non può mai superare una
certa potenza perché l'abbiamo strutturata in modo tale
che comunque non possa esserci una superficie di
reazione Idrogeno-Nickel superiore ai limiti di
sicurezza e soprattutto non esistono radiazioni fuori
dal reattore che modifichino in maniera rilevante la
radiazione di fondo. è vero invece che, allo stato
attuale delle conoscenze, non sappiamo cosa succederebbe
se partendo dallo stesso progetto di un reattore da 10
kW ne costruissimo uno da 1000 kW facendo il cosiddetto
scale-up, cioè ingrandendolo. Infatti ci guardiamo bene
dal farlo. Per ottenere potenze maggiori combiniamo in
serie e in parallelo, come fossero batterie, i reattori
da 10 kW: collegandoli in parallelo si aumenta la
quantità di energia prodotta a temperatura costante,
mettendoli in serie si moltiplica la quantità di energia
prodotta a temperatura crescente, perché si moltiplicano
i ΔT. Combinando le due architetture, serie e parallelo,
si può ottenere quel che si vuole restando rigorosamente
negli stessi parametri di sicurezza.
22PASSI – Parliamo sempre di potenza termica, giusto?
ROSSI – Sì, la conversione in altre energie avrà le
perdite di efficienza di qualsiasi altro sistema: nel
ciclo di Carnot l'efficienza normalmente è tra il 30 e
il 35% a seconda dell'efficienza del sistema, questo
significa che se noi convertiamo 1 MW termico in potenza
elettrica possiamo ottenere 300-350 kW elettrici ed
energia termica il resto.
22PASSI – Quindi si potrebbe produrre entrambe le cose
contemporaneamente: calore ed elettricità.
ROSSI – Con il ciclo di Carnot si fa così, certo, nulla
si crea e nulla si distrugge: alla fine il bilancio
energetico deve risultare 100. Di conseguenza se
trasformo di 100 kW in 35 kW elettrici gli altri 65
restano termici, questo in teoria, poi chiaramente
qualche punto percentuale si perde in dispersioni.
Ricapitolando, se serve potenza termica l'E-Cat fornisce
direttamente quella, basta solo uno scambiatore di
calore e il gioco è fatto. Se invece serve elettricità
solo una parte dell'energia termica può essere
trasformata in elettricità, restando comunque
utilizzabile anche il termico che avanza.
22PASSI – Quindi un piccolo paese di 50-100 famiglie con
una unità da 1 MW potrebbe essere reso energeticamente
indipendente sia dal punto di vista del riscaldamento
che dell'energia elettrica.
ROSSI – Ah sì, questo senz'altro.
22PASSI -Se ho capito bene, una volta fornita al
reattore la potenza necessaria all'accensione (a Bologna
si è parlato di 1-2 kW), nel momento in cui la macchina
è a regime potrebbe funzionare in modo autonomo, senza
una presa di corrente o una batteria, visto che la
potenza assorbita (dell'ordine di 0,4 kW/h) è ampiamente
dentro i circa 3,5 kW elettrici ottenibili.
ROSSI – Certamente. Rimane poi però il problema del
drive [sistema di controllo] che comunque è un attimino
più complesso: ogni reattore è implementato di un drive
elettrico per motivi di sicurezza quindi deve essere
attaccato a una linea di corrente. Proprio in virtù di
questi controlli possiamo garantire che non ci sono
problemi intrinseci di sicurezza nei nostri E-Cat da 10
kW, così come nelle nostre unità da 1 MW, costituite da
100 reattori da 10 kW ciascuno dei quali ha il suo
sistema di controllo. Da 10 kW a 1 MW non facciamo altro
che conservare il grado di sicurezza acquisito.
22PASSI – Resta il fatto che ancora non esiste una
spiegazione scientifica di cosa avvenga dentro la
macchina. Se non sapete questo come fate ad essere
sicuri di poter controllare il reattore in ogni
condizione, anche quelle più imprevedibili?
ROSSI – Bene, prima di tutto un'idea abbastanza precisa
dei motivi teorici per cui la macchina funziona ce
l'abbiamo. Rimangono da precisare molte cose e ci stiamo
lavorando, con la collaborazione dell'Università di
Bologna. Ma vede, anche nella normalissima combustione
della legna che cosa succeda esattamente in realtà non
lo sa nessuno. Cioè tutte le varie e successive reazioni
che avvengono tra la formulazione chimica di partenza e
la formulazione chimica finale dei prodotti di
combustione non si conosce con esattezza. Ciononostante
si progettano camere di combustione in condizioni di
sicurezza, perché sapendo qual è la situazione iniziale
e quale è la situazione finale si prendono tutte le
misure di sicurezza conseguenti. Quindi, per esempio,
noi mettiamo degli schermaggi sovradimensionati rispetto
a quelli che sarebbero sufficienti, e otteniamo un
surplus di sicurezza come si usa in qualunque altro
impianto.
22PASSI – Con questo intende dire che i raggi gamma che
il Prof. Villa ha riportato non avere riscontrato
durante l'esperimento del 14 gennaio erano semplicemente
ben schermati e non uscivano dalla macchina?
ROSSI – Con l'Università di Bologna procederemo per
l'appunto a un lavoro approfondito sui gamma. I gamma ci
sono, per forza, perché se non ci fossero non avremmo
energia. è un problema non solo di schermaggio ma anche
di posizionamento dei contatori. Ci sono grossissime
prudenze in questo momento da parte mia su questo punto,
almeno finché il brevetto non sarà approvato. Noi al
nostro interno le misurazioni dei gamma le abbiamo
fatte, ma cerchiamo di evitare che altri le facciano,
perché misurando i gamma si ottiene – come dire –
l'impronta digitale di tutto quello che c'è dentro il
reattore.
22PASSI – Quello che lei ha detto a Celani durante la
conferenza stampa del 14 gennaio…
ROSSI – Eh sì, il motivo per cui a un certo punto ho
chiesto gentilmente al Prof. Celani di spegnere il suo
contatore è proprio che so quanto sia in gamba… finché
ho visto che stava controllando se dentro ci fosse
qualche trucco l'ho lasciato fare, perché in poche
parole il suo scopo, con quella macchinetta che si era
portato, era controllare se noi non avessimo nascosto
dentro al reattore qualche sostanza radioattiva e fosse
quella la vera fonte di calore. In questo caso
l'emissione dei gamma sarebbe stata costante e precisa,
mentre nel caso di gamma che nascono lì al momento per
via di reazioni nucleari si verifica un'emissione
discontinua, scoppiettante, quella che Celani ha
riscontrato.
22PASSI – Ma perdoni se insisto – questo mi pare un
punto abbastanza controverso – come si concilia
l'affermazione che voi avete un'idea abbastanza precisa
di quello che avviene dentro la macchina col fatto che
al momento il primo modello teorico formulato Focardi è
stato negato proprio dall'assenza di gamma (mi riferisco
al report del Prof. Villa).
ROSSI – In poche parole per una misurazione dei gamma
veramente ben fatta noi dovremmo creare un varco a 360°
nel reattore per consentire al contatore di leggere bene
tutto quello che succede lì dentro. Cosa che però
implica dare la tecnologia completamente in mano a una
persona preparata in grado di interpretare i dati. Per
strutturare i sistemi di sicurezza anti-spionaggio di
una tecnologia di questo genere non basta circondarsi di
collaboratori onesti e onestissimi… io stesso andrei in
crisi se qualcuno mi venisse a dire “ti diamo una cifra
che ti cambierebbe la vita dall'oggi al domani a te e
alle tue prossime cinque generazioni, in cambio devi
solo dirci…”. Un'offerta di questo genere metterebbe
seriamente alla prova anche l'onestà di un Santo.
22PASSI – Mi permetta di chiederle allora come
reagirebbe lei se le facessero la stessa offerta per non
produrre mai l'E-Cat.
ROSSI – Oh, uno deve trovarsi dentro certe situazioni
per sapere veramente come si comporterebbe… però posso
dirle che questo progetto è la mia vita e per me non ha
prezzo.
22PASSI – Torniamo ai motivi della sua prudenza, stiamo
parlando degli altri elementi segreti oltre al Nichel e
l'Idrogeno che partecipano alla reazione? è questo che
verrebbe fuori da un'analisi approfondita dello spettro
dei gamma, giusto?
ROSSI – Chiaro, proprio questo… la composizione della
polvere che si trova dentro la macchina è l'essenza
della reazione, perché usando solo Idrogeno e Nickel non
viene fuori niente. Quindi che compromesso abbiamo
trovato? Ho fatto mettere al Prof. Villa i contatori in
una posizione e secondo un'angolazione che secondo me
poteva essere tutelante, far vedere qualcosa ma non
troppo, però mi sono tutelato talmente che alla fine i
contatori non hanno preso niente, questo è il problema
22PASSI – Può dirci a che punto dell'iter siete in
questa procedura di brevetto? Siete in dirittura di
arrivo sì o no?
ROSSI – Ritengo di sì, anche se naturalmente la certezza
l'avrò solo quando i nostri avvocati (lo Studio Cicogna
di Milano) ci comunicheranno il lieto fine. Ho sentito
l'Avv. Cicogna una settimana, fa per avere chiarimenti,
dopo che il chimico nucleare Camillo Franchini aveva
diffuso la notizia che il nostro brevetto era stato
respinto in malo modo. L'avvocato mi ha risposto che
avrebbe dovuto essere stato avvertito per primo se
questo fosse realmente successo, ha comunque controllato
e dopo mezz'ora mi ha telefonato rassicurandomi che quei
rumors erano solo fesserie! Evidentemente Camillo
Franchini si riferiva alle contestazioni relative alla
prima fase di dibattimento in sede di Ufficio Brevetti.
22PASSI – Quando uno produce una macchina come questa e
deve metterla sul mercato, al di là del discorso del
brevetto, di quali autorizzazioni c'è bisogno?
Potrebbero sorgere problemi per il fatto che manchi
ancora il modello teorico?
ROSSI – Dunque, il nostro cliente greco ha già ottenuto
le autorizzazioni per la macchina che verrà prodotta. Ai
fini della sicurezza noi dobbiamo dare la prova
scientifica del fatto che l'impianto non dia luogo ad
emissioni di radiazioni e lavori in condizioni
controllate di pressione in modo da mantenersi entro
determinate energie. Nel momento in cui dimostriamo che
riusciamo a controllare perfettamente le pressioni e le
temperature del processo, non abbiamo più problemi.
Perché torniamo all'esempio della combustione, come
dicevamo prima: nessuno sa esattamente cosa avvenga. Ma
non solo, le dirò di più, come funzionino gli atomi in
realtà nessuno lo sa, se lei prende uno dei più
aggiornati testi sui modelli atomici, il Marhoon, non
c'è un capitolo dove non si legga “potrebbe essere così,
ma potrebbe anche non essere così”. Se la mancanza di un
modello teorico fosse un motivo per non autorizzare
l'E-Cat allora a questo punto non dovrebbero essere
autorizzate nemmeno tante macchine usate in medicina
nucleare. Pensi ad esempio a una PET (Positron Emission
Tomography), teoricamente è una macchina
pericolosissima. Come funzionino esattamente le reazioni
nucleari che danno luogo al funzionamento di queste
macchine non si sa per il semplicissimo fatto che
nessuno sa come funzioni il nucleo di un atomo. Hanno
realizzato al CERN quell'immenso anello proprio per
cercare di cominciare a capire veramente come sono fatti
gli atomi, perché non lo sanno. Ma la PET si usa lo
stesso, perché a prescindere dall'aspetto teorico –
tutt'altro che chiarito – in pratica si conosce la
radiazione che esce durante una tomografia e la sua
pericolosità è sotto controllo. La stessa cosa facciamo
noi: la radiazione che esce dai nostri reattori è
perfettamente controllata, abbiamo fatto migliaia di
misure, le abbiamo fatte con gli stessi esperti che
fanno i controlli sulle macchine di medicina nucleare.
22PASSI – Immagino che il giorno in cui i fisici e i
chimici nucleari troveranno un modello scientifico per
spiegare quello che avviene dentro la macchina a quel
punto potrà essere implementata e sviluppata. Siamo
appena all'inizio di una nuova tecnologia, come i primi
motori a scoppio di oltre un secolo fa confrontati con
quelli di oggi.
ROSSI – Assolutamente sì. L'esempio è giusto: nel 1905
ipotizzare di fare un motore a scoppio che tirasse fuori
potenze di centinaia di cavalli sarebbe stata pura
utopia, avrebbero detto “tu sei matto, questa roba qua è
una bomba”. Diciamo che noi oggi abbiamo dimensionato la
macchina per essere sicura in proporzione alle
conoscenze che abbiamo. Un secolo fa la chimica della
combustione del petrolio all'interno dei cilindri era in
buona parte ignota, però i motori giravano ed erano
sicuri, perché a quelle potenze di pochi cavalli vapore
non c'erano problemi.
22PASSI – Cambiamo discorso, che alla fine abbiate
scelto di costruirlo all'estero invece che in Italia non
mi stupisce…
ROSSI – No, in Italia non intendo più fare niente, a
parte la ricerca. Lei oggi mi trova in Italia perché sto
lavorando con l'Università di Bologna altrimenti sarei
negli Stati Uniti.
22PASSI – Proprio questo volevo chiederle. Perché
proprio in Grecia e non negli Stati Uniti dove si
trovano le sue attività principali?
ROSSI – Negli Stati Uniti noi abbiamo una fabbrica di
reattori. In Grecia c'è questa Newco che è partecipata
da grosse compagne europee che lavorano nel settore
dell'energia, si sono proposte e abbiamo fatto un
contratto…
22PASSI – Un momento, questo mi era sfuggito. Mi sta
dicendo che ci sarà una fabbrica in Grecia e un'altra
anche negli Stati Uniti?
ROSSI – Sì le è sfuggito, negli Stati Uniti una fabbrica
c'è già. I reattori che sono stati prodotti adesso e
anche la prima unità da 1 MW li stiamo costruendo nello
stabilimento che abbiamo negli Stati Uniti.
22PASSI – Quindi l'unità da 1 MW che sarà presentata ad
ottobre verrà costruita negli USA e portata in Grecia.
ROSSI – Esattamente. In Grecia ora si sta preparando lo
stabilimento dla cui produzione sarà destinata al
mercato europeo, suppongo, anche se poi dipenderà da
quello che deciderà il consiglio d'amministrazione della
Defkalion Green Technologies.
22PASSI – A questo punto ci può dire chi sono gli
investitori europei e statunitensi?
ROSSI – Mi dispiace, vogliono per il momento mantenere
l'anonimato entrambi. Non lavoro per soddisfare la
curiosità della gente, lavoro per produrre macchine che
funzionano e rispetto la volontà di chi ci mette i
capitali. Posso solo aggiungere che loro chiaramente
conoscono benissimo tutti i segreti industriali della
macchina, proprio per questo hanno deciso di investire
in essa.
22PASSI – Conferma che i primi clienti saranno a loro
volta industrie e non privati?
ROSSI – Assolutamente sì, anche perché torniamo al
discorso della sicurezza, un conto è ottenere le
autorizzazioni per utilizzare questi impianti in una
situazione industriale, dove ci sono strutture e
attrezzature adeguate e addetti specializzati. Un conto
è un elettrodomestico che viene comprato in un qualsiasi
grande magazzino e messo in un qualsiasi appartamento. è
evidente che sia lo sviluppo tecnologico sia le
autorizzazioni e certificazioni necessarie per produrre
l'elettrodomestico implicheranno molto più tempo per
essere concluse e implementate. Più si va nel grande è
più si ha a che fare con una struttura industriale con
addetti addestrati a fare la manutenzione e controllo. è
quando si va a casa della signora Maria che il discorso
diventa più difficile da un punto di vista autorizzativo,
perché li non c'è un addetto o un esperto. Dentro l'E-Cat
avvengono pur sempre delle reazioni nucleari, anche se
non viene utilizzato né prodotto materiale radioattivo,
o meglio, si producono isotopi con un tempo di
decadimento brevissimo, una emi-vita nell'ordine dei
minuti.
22PASSI – Insomma il limite per ora per ora è nel
piccolo non nel grande. Ma questo significa che come si
mettono insieme elementi da 10 kW per ricavare unità da
1 MW, allo stesso tempo si potrebbero mettere insieme
unità da 1 MW per ricavare potenze maggiori? Per fare
una centrale da centinaia di 100 megawatt per esempio?
ROSSI – Certamente. L'unità da 1 MW sono 100 unità da 10
kW. A quel punto di unità da 1 MW ne possiamo mettere
insieme quante vogliamo.
22PASSI – è fantascienza immaginare che tra 50 anni ci
sarà la caldaietta domestica a fusione fredda in ogni
appartamento?
ROSSI – Anche meno, potrebbero bastare una decina di
anni. Fermo restando il discorso autorizzativo molto più
complesso che dicevamo prima, che invece è già stato
superato per gli impianti industriali in costruzione.
22PASSI – Sì però c'è una via di mezzo molto
interessante a mio avviso: il teleriscaldamento. Già
oggi esistono interi quartieri collegati a una unica
centrale termica. Le infrastrutture sono già belle
pronte, basterebbe sostituire la centrale a metano con
una a fusione fredda.
ROSSI – Senz'altro, questo è fattibile sin da ora,
perché siamo comunque nel campo dell'applicazione
industriale, anche se l'uso finale è domestico, non si
va a mettere un reattorino dentro un appartamento come
fosse un televisore o un forno a micro-onde, nelle case
corrono solo i tubi dell'acqua calda prodotta da una
centrale con tutti gli standard di sicurezza che
servono. Ed è proprio quello che si farà in Grecia, dove
sono più interessati al termico che all'elettrico.
22PASSI – Ci conferma i costi che ha dichiarato alla
conferenza stampa di Bologna, cioè 2000€ al kW per
l'acquisto degli impianti e 1 centesimo a kW/h?
ROSSI – No, queste cifre sono in dollari e centesimi di
dollaro, se parliamo di euro i prezzi si abbassano, in
funzione del cambio attuale naturalmente. Ricordo che
attualmente un kW ottenuto da fonti energetiche
tradizionali viene sui 13-14 centesimi.
22PASSI – Una bella differenza, non c'è che dire. Ok,
possiamo concludere qui.
La ringrazio per questa seconda intervista concessa in
esclusiva al blog Ventidue passi d'amore e dintorni.
Tratto da: 22passi.blogspot.com
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Fusione fredda: misurare per
credere – USA, Mag, 2010
Ogni tanto qualche giornalista riesce a stupire. Scott
Pelley, redattore della trasmissione "60 Minutes" (CBS),
decide di verificare di persona il fenomeno conosciuto
come "fusione fredda", ritenuto dalla scienza ufficiale
"scienza spazzatura".
Pelley intervista così lo scienziato McKubre, che da 20
anni lavora nel campo e che, a suo dire, ha raggiunto
ormai risultati innegabili e sorprendenti. La scienza
ufficiale però respinge ogni sua dichiarazione senza
nemmeno degnarsi di verificarla, avendo già deciso che
la “scoperta” di Fleishmann e Pons, che risale al 1989,
non avesse alcun fondamento scientifico.
A questo punto Pelley si presenta
alla American Physical Society, l'associazione nel
settore più importante d'America, per farsi consigliare
uno scienziato indipendente che possa verificare il
presunto "eccesso d'energia" dichiarato da coloro che
sostengono la fusione fredda.
Gli viene suggerito Rob Duncan, uno
scienziato esperto in misurazioni energetiche, …
… che viene portato da Pelley a
verificare il lavoro di un laboratorio israeliano, dove
sembra si stiano ottenendo ottimi risultati con la
fusione fredda.
Inizialmente scettico, Duncan si
ritrova di fronte a risultati talmente sorprendenti che
alla fine cambia radicalmente la sua posizione in
materia. Ma questo non impressiona minimamente
scienziati "ufficiali" come Richard Garwin, uno dei
fisici più autorevoli al mondo, famoso per aver lavorato
al progetto – “purtroppo di grande successo”, dice lui -
della bomba H.
"Io dubito, quindi la scienza
dubita - dice in sintesi Garwin – McKubre e Duncan
certamente si sbagliano”. Garwin si dichiara inoltre non
interessato a studiare il fenomeno, perchè "se non
capiamo come funziona allora è inutile".
Come dire che bisogna studiare solo
le cose che già si conoscono. Curiosa dichiarazione per
uno scienziato. E pensare che altri suoi colleghi,
evidentemente di diverso calibro, in passato hanno
dichiarato:
"Laddove dove c'è la difficoltà, è
li che si trova l'opportunità" (Albert
Einstein)
"L'anomalia è la chiave per
accedere ad una nuova conoscenza" (Nikola
Tesla)
By Dusty – Tratto da luogocomune.net
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Ricercatori italiani e la Fusione Fredda -
Visionare anche questo VIDEO
Un gruppo di ricerca italiano al quale partecipa anche
il sottoscritto webmaster di
questo Portale ha gia' realizzato da
qualche anno, un
prototipo denominato
progetto SUN-HOME, che ha le seguenti caratteristiche:
Si tratta di un prototipo di una caldaia
(Reattore
PiezoNucleare Elettronico)
per la produzione di calore, gas
ed energia elettrica,
tramite plasma elettrolitico; essa consistente in:
- 1 Quadro di alimentazione comprensivo di strumenti di
misura, e elettronica interna per il controllo della
potenza immessa, precisiamo che l'apparecchiatura
consuma 100 Watt quando e' stabilizzata la funzione del
reattore,
inoltre la componentistica della stessa presenta i
seguenti vantaggi rispetto a tutte le sperimentazioni
eseguite.
- 1 Nocciolo in cui avviene la reazione.
- Due elettrodi posizionati nella parte inferiore del
Nocciolo, gli elettrodi non si consumano.
La reazione avviene all'esterno del catodo e nella
soluzione alcalina, pertanto gli elettrodi non diventano
roventi
- La soluzione non si altera e rimane limpida.
- Il nocciolo inoltre emette calore - esso lavora in
plasma liquido a 100°.
La cella inoltre alla produzione di calore produce gas
di Idrogeno
HHO +
Elio, non esplodente in atmosfera.
Il prototipo che abbiamo presentato ha funzionato per
oltre 2 anni in modo intermittente (duty cicle 15%) non
si è mai fermato e non ha richiesto alcun intervento di
manutenzione e si riaccende ogni volta che premiamo l'interruttore
di accensione.
Delucidazioni e funzionamento della fusione fredda
Scaricare il filmato di presentazione dei laboratori in
formato wmv - 50 Mb
“SUN- HOME”,
reattore
PiezoNucleare Elettronico
Già da oltre 2 anni dopo circa 6 anni di ricerca,
abbiamo messo a punto un prototipo Preindustriale di
sistema che trasforma l’energia di alimentazione in
calore, gas, elettricità.
Detto sistema
basato sulla fusione Nucleare a Bassa energia è composto
da:
Nocciolo contenente una soluzione di acqua con
un’aggiunta di Carbonato di potassio.
2 Elettrodi in materiale speciale.
Un quadro di alimentazione, contenente un interruttore
termico, 1 Variac Elettronico
Un ponte diodi ed uscita per alimentazione caldaia
Voltmetro e amperometro.
FUNZIONAMENTO:
Fornendo tensione agli elettrodi (circa 60 Volt) ed a
soluzione a circa 20 C° avviene l’emissione sugli
elettrodi di sviluppo di gas (Idrogeno ed
Ossigeno) e
l’amperometro si porta a 8 Ampere.
Mano a mano che il Liquido all’interno del nocciolo si
surriscalda l’Amperaggio diminuisce al raggiungimento di
circa 50 C° e con l’amperometro a 4 Ampere all’interno
del liquido e esternamente all’elettrodo negativo
avvengono delle microesplosioni luminescenti.
Al raggiungimento di ebollizione del liquido
l’amperometro segna 1 Ampere.
Controllando con l’oscilloscopio la tensione in ingresso
alla caldaia si è rilevato un assorbimento di circa 100
Watt.
A questo punto alimentiamo la caldaia con un sistema ad
impulsi ottenendo un’ulteriore abbassamento del
voltaggio fino a 30
Volt.
A parte della caldaia abbiamo collegato una torretta di
distillazione dove viene convogliato il gas ed il vapore
di uscita.
Attorno alla torretta di distillazione circola in un
contenitore dell’acqua con un volume di 4 litri, abbiamo
rilevato che la temperatura dell’acqua solo con il
vapore emesso ed il gas aumenta di 2 gradi ogni 3
minuti.
RESA del “SUN
HOME”
Abbiamo constatato dai dati rilevati ed applicando le
seguenti formule i seguenti risultati:
Watt Consumati x 3600 (*) =
Joule Consumati =
Salto termico (temperatura in gradi) x Volume Liquido in cm3 x 4,186
(1) = J.
prodotti
Amp. 1,5 x 3600 = J. 5.400, in entrata
2 (in gradi) x 4000 x 4,186
= J. prodotti in uscita 33,488
(*) 1 Watt = 3.600 J - (1) 1
lt. = 1° di salto termico ha un potere calorifero di
1.000 cal.
Pertanto dai
dati e dalle formule applicate abbiamo rilevato
un incremento della temperatura del 520% rispetto alla
potenza in entrata.
Abbiamo controllato inoltre con un contatore
GEIGER
l’emissione di radiazioni dall’apparecchiatura ma non
sono state rilevate radiazioni pericolose.
Attualmente abbiamo bisogno di una spiegazione
scientifica del fenomeno.
Abbiamo presentato il prototipo ad un Professore
del
CNR: il quale
ha detto che secondo lui all’interno
succedono piccole esplosioni di carattere nucleare.
Abbiamo fatto analizzare dalla INDA di Brescia i gas di
scarico e ci è stato confermato che sono composti della
maggior parte di
IDROGENO con tracce di
ELIO, ciò a
conferma di reazioni nucleari.
Inoltre ricuperando i gas emessi dalla caldaia e
facendoli gorgogliare in acqua gli stessi si
ricompongono in acqua, pertanto non provocano nessun danno
all’ambiente.
L’apparecchiatura funziona perfettamente con una
ripetitività del fenomeno del 100% da oltre 2 anni, e
non è stata rilevata alcuna anomalia del funzionamento,
inoltre gli elettrodi su cui rileviamo delle
trasmutazioni dei metalli che lo compongono e di cui
sono stati fatti accertamenti, tramite un microscopio
elettronico, al
POLITECNICO di TORINO, non presentano segni di usura
anche dopo un lungo funzionamento (6 Mesi).
Riteniamo pertanto che detta invenzione in un momento di
crisi energetica possa essere molto utile, sia per il pubblico
come pure per la costruzione di centrali per la
produzione di energia elettrica.
La sicurezza del dispositivo viene garantita dal fatto
che lo stesso non provoca e non produce scarti
inquinanti di nessun genere, inoltre togliendo
l’alimentazione lo stesso si ferma e non continua
nessuna reazione successiva.
Lo stesso prototipo inoltre da prove eseguite può
funzionare alimentato anche con un impianto solare
fotovoltaico sfruttando piccole superfici.
Per maggiori informazioni scrivere al
webmaster di questo
sito.
Il congegno e' stato presentato nel mese di
Aprile 2009 a Grottammare con presentazione della
nostra
relazione oltre a quella del Prof.
Fabio Cardone che ha espresso, in modo semplice ed
efficace, le proprietà delle reazioni piezonucleari.
vedi anche:
http://nuovonucleare.splinder.com
vedi anche:
MPS Congegno Risparmia carburante per automezzi, circa
il 20% +
Cimatica - 2
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Il RITORNO della
Fusione Fredda
A vent’anni di distanza dal primo tentativo
parzialmente riuscito di fusione fredda, un nuovo
esperimento sembra aver riaperto le speranze di ottenere
reazioni nucleari a bassa energia (LENR-low energy
nuclear reactions). Lo annuncia un gruppo di ricercatori
coordinati da Pamela Mosier-Boss dello
Space and Naval Warfare Systems Center di San Diego
(California), con uno studio presentato al meeting
annuale dell’American Chemical Society: la prima prova
visibile della produzione di neutroni, le particelle
subatomiche la cui presenza dimostra l'avvenuta reazione
atomica.
 |
Era il 1989 quando Martin
Fleischmann e Stanley Pons dimostrarono di aver ottenuto
sperimentalmente la fusione fredda, suscitando grande
clamore nella comunità scientifica e non solo. La
fusione è la reazione che avviene all'interno delle
stelle, la loro fonte di energia; riuscire a riprodurre
in laboratorio a temperatura ambiente questo processo
sarebbe un risultato straordinario.
Il proseguimento
delle ricerche deluse poi le aspettative iniziali: i
rari tentativi (per esempio quelli del
2000 e del
2002) di riprodurre il risultato del 1989 non hanno
convinto e la strada della reazione nucleare a bassa
energia non si è dimostrata percorribile come
alternativa “pulita” alla fissione nucleare, sulla quale
si basa il funzionamento delle comuni centrali atomiche.
La sperimentazione di Mosier-Boss è stata condotta
immergendo in una soluzione di cloruro di palladio e
acqua pesante (acqua con atomi di deuterio al posto
dell’idrogeno) un elettrodo di oro o nichel, nel quale è
stata fatta passare corrente per innescare la reazione,
con un processo detto di co-deposizione.
Per rilevare le tracce delle particelle emesse durante
le reazioni è stata usata una plastica chiamata Cr-39.
Su questo materiale, al termine dell’esperimento sono
stati osservati gruppi di minuscoli segni che sarebbero
stati prodotti, secondo gli autori, dai neutroni
originati dalla fusione di nuclei di deuterio. Un
piccolo indizio che segnala la possibilità di innescare
in laboratorio le cosiddette reazioni nucleari a bassa
energia, che sono alla base dei processi di fusione
atomica a basse temperature.
By Simone Serra - Tratto da: galileonet.it
Qui un video del 2007 in cui Mosier-Boss spiega il
processo di co-deposizione.
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ENERGIA
ALTERNATIVA, preziosa come l’oro
Sperimentazioni
al Kursaal con il pubblico, dall’apparecchio si sprigionano tracce di oro.
By Tiziana Capocasa
GROTTAMMARE- Lunedì
19 Aprile 2004 - Svelato il mistero della pietra filosofale da tre ricercatori
della Campania, al convegno di Grottammare sulle nuove energie, che hanno
simulato nella sala Kursaal, gremita fino all’inverosimile, l’esperimento
della Fusione Fredda.
Tra
alambicchi e provette, suscitando forte stupore, i tre studiosi di Caserta,
Vincenzo Iorio, Alessandro Dattilo e Domenico Cirillo, hanno prodotto attraverso
reazioni nucleari a debole energia, generate da un plasma all’interno di una
piccola cella elettrolitica, un surplus di energia rispetto a quella introdotta
elettricamente al suo interno.
Ma quello che è più sorprendente lo
sprigionarsi di nuovi elementi tra cui tracce di oro, comprovanti la natura non
semplicemente chimica delle reazioni in gioco.
Lo
straordinario esperimento si ricollega a precedenti esperienze dei professori
giapponesi Mizuno e Ohmori dell’Università di Kitaku. "La nostra cella
presenta tuttavia delle varianti peculiari rispetto a quella degli scienziati
nipponici, che certamente hanno determinato le condizioni opportune per la
nostra scoperta -ha dichiarato Alessandro Dattilo- anche se le limitate risorse
economiche investite non ci hanno permesso di ottimizzare la cella da un punto
di vista energetico".
Le
trasmutazioni nucleari sul catodo del tungsteno state verificate da analisi
accurate, come ha spiegato Domenico Cirillo, il più giovane del gruppo che ha
mostrato il funzionamento della cella attivandola alla presenza della folta
platea, affascinata dalla forte luce prodotta dal plasma confinato in acqua. Il
tutto si rifà ad una teoria che illustra perfettamente le reazioni nucleari a
debole energia che si producono all’interno della cella con la sintesi del
renio, dell’osmio e dell’oro e di tutti gli altri elementi metallici che si
determinano sulla superficie del catodo.
Gli
scienziati comunque hanno precisato che "è prematuro trarre conclusioni
affrettate dal momento che tale teoria dovrà essere suffragata da altre prove e
studi per ottimizzarne le potenzialità" ed in riferimento all’oro
"si tratta di pochissimi atomi, pertanto quello che conta è il valore
scientifico della scoperta non quello economico".
Sono
intervenuti al convegno organizzato dall’Onne, Osservatorio nazionale sulle
nuove energie, l’economista Domenico De Simone che ha delineato un nuovo
sistema economico incentrato sull’utilizzo di fonti di energia non
centralizzate, il ricercatore del Cnr Giuseppe Pezzella ha parlato del secondo
principio della termodinamica, quindi lo studioso sambenedettese Carlo Bertocchi
con una relazione sulle celle a combustibile e relative applicazioni.
Le
aziende locali hanno mostrato interesse soprattutto per il Meg, free-energy su
cui sta lavorando il ricercatore Roy Virgilio.
Tratto da:
http://guide.supereva.it/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/04/156575.shtml