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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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FUSIONE FREDDA  -  Introduzione 
 Fusione Fredda 1 +  Fusione fredda 2  +  Fusione fredda 3  +  Fusione fredda 4 
MIT falsifica i dati su Fusione Fredda  +  ....ma anche l'italiana ENEA lo ha fatto
Trasmutazioni a Debole Energia 
+  Trasmutazioni
 video sulla Fusione Fredda  +  Segreti dell'Acqua  +  Fisica Quantistica
Esperimenti rifatti in Italia con risultati positivi  +  Intervista con il prof. del Giudice
  La particella di Dio  +   Chi e' Dio ?  +  Esperimento Archiviato
Cosmologia, Cosmogonia  + 
Definizione di Atomo
Le prime 7 parole della Genesi  +  Cimatica 1  +  Cimatica 2
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio

ASSASSINATO PIONIERE della FUSIONE FREDDA ! vedi su:
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2004/05/18/dr_eugene_mallove_assassinato_pioniere_della_fusione_fredda.htm

Fisica Intenzionale
Inchiesta di RAINEWS 24 sulla scienza negata; fusione a freddo !!
http://video.google.it/videoplay?docid=-5356420904938952524&q=inchiesta
http://video.google.it:80/videoplay?docid=-3443704236322577743&q=fusione+fredda

http://video.google.it/videoplay?docid=-339817359829725096&q=multinazionali
http://www.progettomeg.it
Convegno di Grottammare
 

La particella di Dio è la storia della ricerca sulla fusione nucleare a freddo. Della vicenda contrastata e delle varie posizioni teoriche in margine ad essa, racconta i risvolti umani, sociali e politici della lotta per non perdere i finanziamenti pubblici e privati, sulla fusione nucleare a caldo...


Dopo 16 anni è tornata: nei fatti non era mai andata via. Dal 1989, i laboratori della Marina Militare Statunitense hanno effettuato più di 200 esperimenti per indagare se le reazioni nucleari generano più energia di quanta ne consumino - fatto che era
ritenuto possibile solo all'interno delle stelle - a temperatura ambiente.
Molti ricercatori si sono finora dichiarati convinti di tale possibilità. Con la fusione fredda controllata, molti dei problemi energetici del pianeta si dissolverebbero: non c'è da stupirsi allora se il Dipartimento Statunitense dell'Energia si sia interessato.
Lo scorso dicembre, dopo una lunga analisi delle prove, si è detto favorevole ad accogliere proposte di ricerca per esperimenti di fusione fredda.

Questo può essere considerato un giro di boa. Il primo rapporto del Dipartimento dell'Energia sull'argomento fu pubblicato 15 anni fa, e concludeva che i risultati sulla fusione fredda prodotti da Martin Fleischmann e da Stanley Pons, dell'Università dell'Utah, e resi noti in una conferenza del 1989, erano impossibili da riprodurre, e quindi probabilmente falsi.

La prova principale della fusione fred
da è che immergendo elettrodi di palladio in acqua pesante - nella quale l'ossigeno viene combinato con il deuterio, un isotopo dell'idrogeno - si rilascia una grande quantità di energia. Sottoponendo gli elettrodi ad una corrente i nuclei di deuterio si spostano nelle molecole di palladio, permettendo così di superare la loro naturale repulsione e di fondersi assieme, rilasciando una grossa quantità di energia.
La controversia è dovuta al fatto che la fusi one,a temperatura ambiente, è considerata impossibile da tutte le teorie scientifiche attualmente accettate.
"
Ciò non importa - dice David Nagel, ingegnere dell'Università George Washington di Washington DC. - Ci sono voluti oltre 40 anni per spiegare i superconduttori - sottolinea - quindi non c'è nessun motivo per rifiutare la fusione fredda. L'esperimento è probante e robusto - dice - non lo si può ignorare"
.
Fonte:
http://www.coscienza.org/Schwartzre-port2005.htm#13_Fusìone_fredda_
 

Il Rapporto quarantuno (41):
"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata abbia conseguito il suo scopo"
E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i laboratori di fisica nucleare dell' ENEA di Frascati. Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla comunita' scientifica per aver annunciato la possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" -e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia, all'epoca presidente dell'agenzia italiana per l'energia, l'ENEA.
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero".
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp

"Visto, non si stampi" - Perche' le riviste non hanno pubblicato il rapporto 41
Nell'estate del 2002 il Rapporto 41 fu inviato a diverse riviste scientifiche. Le prime due furono le statunitensi Science e Nature, quelle che "hanno un impact factor piu' alto", come si dice. Nel senso che una pubblicazione su queste riviste "vale" molto di piu' per la carriera scientifica di un ricercatore. "Nel giro di qualche giorno - ricorda Antonella De Ninno - a stretto giro di posta elettronica, Science ha risposto che non avevano spazio per pubblicare questo lavoro. Non sono entrati nel merito, non ci hanno neanche consentito l'accesso al processo di review, che si usa di solito nel mondo scientifico, per cui un lavoro viene mandato ad altri colleghi che ne valutano l'attendibilita' ed eventualmente chiedono chiarimenti.
In questo caso siamo stati espulsi subito. Ci hanno detto che non c'era spazio, motivi editoriali
". "Questa fu la risposta di Science", aggiunge Emilio Del Giudice. "Altri fecero delle osservazioni piuttosto peregrine.
Per esempio uno dice: "Come è possibile raggiungere temperature così elevate sott'acqua, nell'acqua della cella elettrolitica
" ?. Evidentemente questo signore non sapeva che esistono i vulcani sottomarini, o che è possibile fare le saldature sott'acqua se c'è una sorgente di energia sufficiente..."

Antonella De Ninno: "Dopo Nature abbiamo provato con altre quattro riviste, pero' devo dire che non siamo riusciti ad avere un processo di revisione convenzionale, in particolare sulla misura dell'elio non abbiamo raccolto una sola obiezione in cinque riviste".

Antonio Frattolillo: "L'obiettivo era quello di fare un esperimento che fosse talmente pulito, dal punto di vista della procedura sperimentale, da riuscire a bucare quel muro di diffidenza che la comunita' scientifica ufficiale aveva verso tutto cio' che riguardava la fusione fredda. Alla fine pero' non ha bucato. Non siamo mai riusciti neanche a pubblicare il lavoro. Addirittura una delle riviste che abbiamo contattato ci ha risposto che dal momento che questo lavoro riguardava la fusione fredda - che era gia' stata dimostrata essere falsa - la pubblicazione non era possibile"

Emilio Del Giudice: "Scherzosamente, quando era tra amici, Giuliano Preparata chiamava Nature '"a Pravda".
E questo perche' Nature si e' assunta il compito di fornire non solo informazione scientifica ma anche ideologia scientifica. Loro dicono: "siccome il fenomeno non è possibile noi non pubblichiamo".
Non so se si tratti di un atteggiamento aristotelico. E' un atteggiamento che contraddice con quanto Shakespeare fa dire a Polonio, quando dice 'non devi essere ne' un credente ne' un miscredente'. Uno scienziato non deve avere preconcetti. Ne' positivi ne' negativi
".
Tratto da: http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41_riviste.asp

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Fusione Fredda
2002: "In questo lavoro viene dimostrata la simultanea produzione di eccesso di entalpia e di 4He ..." (rispetto all'energia immessa per la reazione). "Il fenomeno descritto è stato riprodotto diverse volte: il livello quantitativo della produzione di elio nei differenti esperimenti, dipende, ovviamente, dal livello di caricamento di Deuterio in Palladio raggiunto nel corso dell’esperimento".
Experimental evidence of 4He production in a cold fusion experiment (RT2002/41/FUS).

"Il gruppo italiano A. De Ninno e A. Frattolillo, guidati dal professor F. Scaramuzzi, realizz infatti un esperimento utilizzando il titanio al posto del palladio e dimostrò che quando il titanio assorbe a bassa temperatura gas deuterio, si verifica un surplus di energia e sono emessi neutroni.
http://it.wikipedia.org

"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero"
"E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i laboratori di fisica nucleare dell'ENEA di Frascati.
Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla comunita' scientifica per aver annunciato la possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia, all'epoca presidente dell'agenzia italiana per l'energia, l'ENEA".

Secondo il sito internet dell'ENEA, dal febbraio 2003 il progetto è stato accantonato perché non sono stati stanziati nuovi fondi per il suo sviluppo. Dal 2005 è finanziato dallo Stato un gruppo di ricercatori dell'Enea guidato da Vittorio Violante (altra gente), il quale ha ottenuto dei risultati preliminari considerati interessanti.


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Ricercatori italiani e la Fusione Fredda

Il ricercatore Alessandro Goi ha gia' realizzato da qualche anno, un
prototipo denominato progetto SUN-HOME, che ha le seguenti caratteristiche:
Si tratta di un prototipo di una caldaia
(reattore PiezoNucleare Elettronico) per la produzione di calore, gas ed energia elettrica, tramite plasma elettrolitico; essa consistente in:
- 1 Quadro di alimentazione comprensivo di strumenti di misura, e elettronica interna per il controllo della potenza immessa, precisiamo che l'apparecchiatura consuma 100 Watt in regime di funzionamento normale, inoltre la componentistica della stessa presenta i seguenti vantaggi rispetto a tutte le sperimentazioni eseguite.
- 1 Nocciolo in cui avviene la reazione.
- Due elettrodi posizionati nella parte inferiore del Nocciolo, gli elettrodi non si consumano.
La reazione avviene all'esterno del catodo e nella soluzione alcalina, pertanto gli elettrodi non diventano roventi
- La soluzione non si altera e rimane limpida.
- Emissione di raggi - Gamma, Beta E Alfa
- Il nocciolo inoltre emette calore - esso lavora in plasma liquido a 100°.
La cella inoltre alla produzione di calore produce gas di Idrogeno HHO + Elio, non esplodente in atmosfera.
- Produce corrente elettrica per 300 W.
Il prototipo che abbiamo presentato ha funzionato per oltre 2 anni in modo intermittente (duty cicle 15%) non si è mai fermato e non ha richiesto alcun intervento di manutenzione e si riaccende ogni volta che premiamo l'interruttore di accensione.
Delucidazioni e funzionamento della fusione fredda
Scaricare il filmato di presentazione dei laboratori in formato wmv - 50 Mb

SUN- HOME”, reattore PiezoNucleare Elettronico
Già da oltre 2 anni dopo circa 6 anni di ricerca, abbiamo messo a punto un prototipo Preindustriale di sistema che trasforma l’energia di alimentazione in calore, gas, elettricità.
Detto sistema basato sulla fusione Nucleare a Bassa energia è composto da:
Nocciolo contenente una soluzione di acqua con un’aggiunta di Carbonato di potassio.
2 Elettrodi in materiale speciale.
Un quadro di alimentazione, contenente un interruttore termico, 1 Variac Elettronico
Un ponte diodi  ed uscita per alimentazione caldaia Voltmetro  e amperometro.

FUNZIONAMENTO:
Fornendo tensione agli elettrodi (circa 60 Volt) ed a soluzione a circa 20C° avviene l’emissione sugli elettrodi di sviluppo di gas (Idrogeno ed Ossigeno)  e l’amperometro si porta a 8 Ampere.
Mano a mano che il Liquido all’interno del nocciolo si surriscalda l’Amperaggio diminuisce al raggiungimento di circa 50C° e con l’amperometro a 4 Ampere all’interno del liquido e esternamente all’elettrodo negativo avvengono delle microesplosioni luminescenti.
Al raggiungimento di ebollizione del liquido l’amperometro segna 1 Ampere.
Controllando con l’oscilloscopio la tensione in ingresso alla caldaia si è rilevato un assorbimento di circa 50 Watt.
A questo punto alimentiamo la caldaia con un sistema ad impulsi ottenendo un’ulteriore abbassamento dell’assorbimento fino a 30 Watt.
A parte della caldaia abbiamo collegato una torretta di distillazione dove viene convogliato il gas ed il vapore di uscita.
Attorno alla torretta di distillazione circola in un contenitore dell’acqua con un volume di 4 litri, abbiamo rilevato che la temperatura dell’acqua solo con il vapore emesso ed il gas aumenta di 2 gradi ogni 3 minuti.

RESA del “SUN HOME”
Abbiamo constatato dai dati rilevati ed applicando le seguenti formule i seguenti risultati:
Watt. Consumati x 3600 = Joule Consumati = Salto termico x Volume Liquido in cm3 x 4,186 = J. prodotti
Watt. 1,5 x 3600 =  J. 5.400, in entrata
2 x 4000 x 4,186 =  J. prodotti in uscita 33.000,488

Pertanto dai dati e dalle formule applicate abbiamo rilevato un incremento della temperatura del 620% rispetto alla potenza in entrata.
Abbiamo controllato inoltre con un contatore GEIGER l’emissione di radiazioni dall’apparecchiatura ma non sono state rilevate radiazioni pericolose.
Attualmente abbiamo bisogno di una spiegazione scientifica del fenomeno.
Abbiamo presentato il prototipo al Prof. Fabio Cardone, del CNR: il quale à detto che secondo lui all’interno succedono piccole esplosioni di carattere nucleare.
Abbiamo fatto analizzare dalla INDA di Brescia i gas di scarico e ci è stato confermato che sono composti della maggior parte di IDROGENO con tracce di ELIO, ciò a conferma di reazioni nucleari.
Inoltre ricuperando i gas emessi dalla caldaia e facendoli gorgogliare in acqua gli stessi si ricompongono in acqua, pertanto non provocano nessun danno all’ambiente.

L’apparecchiatura funziona perfettamente con una ripetitività del fenomeno del 100% da oltre 2 anni, e non è stata rilevata alcuna anomalia del funzionamento, inoltre gli elettrodi su cui rileviamo delle trasmutazioni dei metalli che lo compongono e di cui stiamo facendo degli accertamenti tramite il POLITECNICO di TORINO (Prof. F. Pirri) non presentano segni di usura anche dopo un lungo funzionamento (6 Mesi).
Riteniamo pertanto che detta invenzione in un momento di crisi energetica possa essere molto utile, sia per il pubblico come pure per la costruzione di centrali per la produzione di energia elettrica.
La sicurezza del dispositivo viene garantita dal fatto che lo stesso non provoca e non produce scarti inquinanti di nessun genere, inoltre togliendo l’alimentazione lo stesso si ferma e non continua nessuna reazione successiva.
Lo stesso prototipo inoltre da prove eseguite può funzionare alimentato anche con un impianto solare fotovoltaico sfruttando piccole superfici.
Per maggiori informazioni scrivere al webmaster di questo sito.

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ENERGIA ALTERNATIVA, preziosa come l’oro
Sperimentazioni al Kursaal con il pubblico, dall’apparecchio si sprigionano tracce di oro.

By Tiziana C
apocasa
GROTTAMMARE-  Lunedì 19 Aprile 2004 - Svelato il mistero della pietra filosofale da tre ricercatori della Campania, al convegno di Grottammare sulle nuove energie, che hanno simulato nella sala Kursaal, gremita fino all’inverosimile, l’esperimento della Fusione Fredda.
Tra alambicchi e provette, suscitando forte stupore, i tre studiosi di Caserta, Vincenzo Iorio, Alessandro Dattilo e Domenico Cirillo, hanno prodotto attraverso reazioni nucleari a debole energia, generate da un plasma all’interno di una piccola cella elettrolitica, un surplus di energia rispetto a quella introdotta elettricamente al suo interno.
Ma quello che è più sorprendente lo sprigionarsi di nuovi elementi tra cui tracce di oro, comprovanti la natura non semplicemente chimica delle reazioni in gioco.

Lo straordinario esperimento si ricollega a precedenti esperienze dei professori giapponesi Mizuno e Ohmori dell’Università di Kitaku. "La nostra cella presenta tuttavia delle varianti peculiari rispetto a quella degli scienziati nipponici, che certamente hanno determinato le condizioni opportune per la nostra scoperta -ha dichiarato Alessandro Dattilo- anche se le limitate risorse economiche investite non ci hanno permesso di ottimizzare la cella da un punto di vista energetico".
Le trasmutazioni nucleari sul catodo del tungsteno state verificate da analisi accurate, come ha spiegato Domenico Cirillo, il più giovane del gruppo che ha mostrato il funzionamento della cella attivandola alla presenza della folta platea, affascinata dalla forte luce prodotta dal plasma confinato in acqua. Il tutto si rifà ad una teoria che illustra perfettamente le reazioni nucleari a debole energia che si producono all’interno della cella con la sintesi del renio, dell’osmio e dell’oro e di tutti gli altri elementi metallici che si determinano sulla superficie del catodo.
Gli scienziati comunque hanno precisato che "è prematuro trarre conclusioni affrettate dal momento che tale teoria dovrà essere suffragata da altre prove e studi per ottimizzarne le potenzialità" ed in riferimento all’oro "si tratta di pochissimi atomi, pertanto quello che conta è il valore scientifico della scoperta non quello economico".
Sono intervenuti al convegno organizzato dall’Onne, Osservatorio nazionale sulle nuove energie, l’economista Domenico De Simone che ha delineato un nuovo sistema economico incentrato sull’utilizzo di fonti di energia non centralizzate, il ricercatore del Cnr Giuseppe Pezzella ha parlato del secondo principio della termodinamica, quindi lo studioso sambenedettese Carlo Bertocchi con una relazione sulle celle a combustibile e relative applicazioni.
Le aziende locali hanno mostrato interesse soprattutto per il Meg, free-energy su cui sta lavorando il ricercatore Roy Virgilio.
Tratto da: http://guide.supereva.it/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/04/156575.shtml

 


La fusione fredda è realtà!
...ma forse dà ancora troppo fastidio

La fusione fredda da fastidio. Anzi, fa paura. L'annuncio dei ricercatori Pons e Fleischmann nel 1989 non era affatto una bufala. I padroni del mondo, sacri custodi del nucleare, del petrolio, della chimica e quant'altro, decretarono subito che si trattava solo di una stupidaggine, e il popolo perlopiù ha creduto:  non avremmo potuto fare diversamente, quando quasi tutti i media allora ci ingannarono, e continuano a farlo.  
Vi state chiedendo perché dovrebbero ingannarci ?  Ma perché dipendono dal potere economico !  Pensateci bene:  qui stiamo parlando di una realistica ed economica fonte energetica decentrata, perciò incontrollabile, poco monopolizzabile...  ...ecco perché il potere la avversa, e lo fa con la disinformazione portata avanti soprattutto dai soliti "divulgatori scientifici", che sono riusciti a creare nella gente l'idea di un argomento poco serio.  
Meno male che gli scienziati eretici hanno proseguito le loro ricerche, prima silenziosamente, in privato e senza fondi, poi - con i primi risultati - col supporto delle industrie più lungimiranti...  ...sì, lungimiranti nel cercare di conseguire quanti più brevetti possibile, per poi bloccarli, visto che l'avvento di una cold fusion "popolare" ridurrebbe molto gli introiti da petrolio !  Perciò le informazioni ufficiali sono comunque assai scarse, e lo resteranno a lungo:  sarà sempre una "sperimentazione in corso", proprio come per l'energia solare...
Ma per sua natura, la richiesta di fusione fredda avanza dal basso, e non si fermerà, a patto che la gente sappia la verità. 
Ed eccovi le buone news: si avvicina forse il momento in cui potremo farci la nostra pila a fusione fredda in casa...  ...anzi, si può fare già adesso...
Era ora.  In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi, entusiasti, poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto tutto il possibile nonostante gli scarsissimi mezzi, e i risultati sono arrivati...  ...in barba ai detrattori più o meno interessati all'occultamento!
Ecco la lapidaria conclusione dello studio:
"La presenza, verificata sperimentalmente, di 4He rappresenta la prova definitiva della natura nucleare del processo."
Ma non pensate che - come vorrebbero comunque farci credere i "pieroangelisti" - il procedimento per la fusione fredda, se esistente, sia quantomeno difficile, instabile, legato a materiali e strumenti "esoterici"...
Il ricercatore francese Jean Louis Naudin,
ci informa che non servono nemmeno il costoso Palladio e l'introvabile acqua pesante (D2O), ma bastano Tungsteno, carboncini, acqua di rubinetto e carbonato di Potassio (K2CO3)...  Il metodo, brevettato dal giapponese Mitzuno Tadahiko e riprodotto con successo da Naudin, è davvero accessibile a tutti, e si presta a sperimentazioni domestiche!
Ed infatti c'è già chi sta sperimentando in Italia:
un’interessante ricerca è stata più recentemente effettuata da 3 studiosi campani www.progettomeg.it, che sulle orme di Mitzuno hanno effettuato degli esperimenti in dell’acqua, resa conduttiva da un sale alcalino, sottoposta ad elettrolisi mediante una tensione di alcune centinaia di volt, applicata mediante opportuni elettrodi costituiti da materiali metallici comuni come l’acciaio e il tungsteno, da cui si produrrebbero una grande quantità di neutroni, cosa non segnalata da J.L.Naudin. 
Inutile ricordare che i neutroni sono estremamente pericolosi, e vanno opportunamente schermati con piombo o vetro al piombo, e in ogni caso non si dovrà mai restare vicino alla pila durante il funzionamento, precauzioni da considerarsi come indispensabili !

fusionefredda_Naudin1.jpg

I tre studiosi sono:Vincenzo Iorio, napoletano; Alessandro Dattilo, di Santa Maria C.V, (CE) e Domenico Cirillo di San Nicola la Strada (CE).
Gli studiosi del settore, ponendo fiducia nella ricerca dei 3 scienziati , si augurano che in tempi non lunghissimi si otterranno dei risultati soddisfacenti per cominciare a parlare di un nuovo modo di produrre energia illimitata, per tutti!

Francesco Di Matteo - [del 03/06/2004] di Sui-generis S.U.N.
..ma forse dà ancora troppo fastidio  

Inoltre......

I fattori finanziari (legati alle fusione calda) hanno avuto ed hanno una certa rilevanza nella furibonda animosita' manifestata verso la "fusione fredda". Quando una sottocommissione congressuale (USA) avanzo' l'ipotesi che si potessero stornare 25 milioni di dollari dalla ricerca sulla fusione calda, per destinarli alla fusione fredda, gli scienziati della fusione calda si sentirono oltraggiati e forti delle loro conoscenze e "collusioni" fecero di tutto e di piu' pur di bloccare quella possibilita'.

Oggi pero' i riscontri del fatto che la trasmutazione di elementi pesanti puo' avvenire in sistemi elettrochimici, sono diventati decisamente consistenti.
Yasuhiro Iwamura, Mitsuru Sakano, Takehiko Itoh del Mitsubishi Advanced Tecnology Researce Centre in Giappone, hanno dimostrato una riproducibile trasmutazione di Cesio (Z=42) in Praseodimio (Z=59) e di Stronzio (Z=38) in Molibdeno (Z=42) all'interno di un sistema Deuterio-Palladio; i risultati conseguiti sono stati pubblicati nel 2002 sul Japanese Journal of Applied Physics 41:4642-4650.

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ed ancora.......  FUSIONE FREDDA

In data 25/10/2000 il Prof. Carlo Rubbia - Presidente dell'ENEA - interveniva al convegno "L'energia fredda e le fonti rinnovabili - In ricordo di Giuliano Preparata", dichiarando:  “...la fusione fredda è partita col piede sbagliato» creando eccessive aspettative.  Ma la ricerca deve continuare «i tempi potrebbero essere più brevi con maggiori finanziamenti.» e inoltre:  «abbiamo una buona teoria, adesso cominciamo a fare un lavoro scientifico, le applicazioni verranno dopo”.
Era ora.  In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi, entusiasti, poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto tutto il possibile nonostante gli scarsissimi mezzi, e i risultati sono arrivati...  ...in barba ai detrattori più o meno interessati all'occultamento !
Che direbbero questi scettici se, dopo anni di disinformazione, fossero costretti a rispondere pubblicamente sul fatto che all'ENEA di Frascati è stata definitivamente confermata la natura nucleare delle reazioni che avvengono nella fusione fredda ?
Ecco la lapidaria conclusione dello studio: "La presenza, verificata sperimentalmente, di 4He rappresenta la prova definitiva della natura nucleare del processo."
E speriamo che con ciò - per chi vuole davvero capire - sia definitivamente risolta la diatriba principale, sul fatto se le reazioni sono di natura chimica o fisica.  Il che dovrebbe logicamente dare il via a ricerche successive...
E qui invito a riflettere chi avesse trovato paranoica la mia introduzione...  Quale pensate possa essere stata la reazione dell'establishment che decide i finanziamenti per la ricerca ?  
Hanno premiato questi valenti ricercatori ?  Certo che no...  Il loro premio, di cui ci informano tristemente e laconicamente i ricercatori stessi, è questo, come si legge nella conclusione della ricerca:

la pila dell'ENEA
la pila dell'ENEA, Frascati

"Per l’anno 2003 non sono stati assegnati finanziamenti ulteriori per cui non sono previsti ulteriori sviluppi."
Semplicemente disgustoso.  Chi non ci crede, si veda queste pagine (finché non saranno magari censurate perché "scomode"...:
www.frascati.enea.it/nhe/Pagina%20vuota%201.htm
oppure la stessa pagina in inglese a

www.frascati.enea.it/nhe/home.htm
(a destra la foto della pila presente in quella pagina, che riproduciamo qui perchè spesso risulta non visibile)

Il rapporto completo (1,7 Mb in formato pdf) è scaricabile a
Rapporto Tecnico ENEA RT2002/41/FUS  

Tratto da: http://www.xmx.it/fusionefredda.htm
vedi anche: http://www.verdi.it/document/fusione/

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http://www.progettomeg.it


Come moltissimi di voi già sanno, Progettomeg ha l'onore di seguire da vicino un esperimento volto a replicare il fenomeno della fusione fredda, portato avanti da ricercatori Casertani.

I documenti che trovate sono il frutto, di volta in volta, degli stati di avanzamento della sperimentazione. Vengono descritte le attrezzature, le configurazioni ed i passi seguiti in modo da rendere comprensibile ed eventualmente replicabile, con le dovute attenzioni, tutto il nostro lavoro.

Attualmente l'esperimento è ad un livello di maturità in cui sono stati chiariti molti passi e creata una teoria quasi completa del fenomeno. Ancora rimangono da fare alcune analisi essenziali per la totale comprensione delle variabili in gioco ma oramai possiamo affermare con certezza che la nostra cella ottiene overunity energetica e che al suo interno avvengono delle trasmutazioni nucleari a bassa energia (LENR). 
Queste sono importanti affermazioni e non le pronunciamo senza cognizione di causa.

Quello che ci rimane da fare, e qui chiediamo l'aiuto a chi potrebbe fornircelo, è l'esecuzione di alcune misure importanti che richiedono strumentazioni molto costose e quindi fuori della nostra portata. L'ideale sarebbe una collaborazione con qualche grosso laboratorio o università.

Ultimamente, grazie alle indicazioni dei due ricercatori ed al forum, altre persone hanno iniziato a replicare con successo l'esperimento, e di seguito troverete immagini, testi e video che descrivono queste esperienze, certamente più "casalinghe" di quelle casertane, ma altrettanto stupefacenti e coinvolgenti. Se avete intenzione di smanettare anche voi, fate sempre molta attenzione e seguite tutti i consigli di protezione in particolare per gli eventuali neutroni emessi durante la fase di plasma.

Aprite occhi, cuore e cervello e gustatevi questo splendido lavoro che stanno portando avanti con successo questi ricercatori della verità.

Roy V.


 

Fusione Fredda: Ultimi studi - Ultimi studi e ingegnerizzazione

L'argomento è di fondamentale importanza per il futuro approvvigionamento energetico italiano e mondiale.
La "vexata quaestio" della cosiddetta "Fusione Fredda", comincia nel 1989 quando l'annuncio di Fleischmann e Pons accende tante speranze. Ma tante ne vengono spente appena una parte del mondo scientifico, nel giro di poche settimane, inizia a negare con vigore tale possibilità.

Fortunatamente, però, gli studi sperimentali proseguono e le riprove della validità scientifica dei fenomeni di "Fusione Fredda" si moltiplicano a dismisura. Molto in sordina, sempre più laboratori nel mondo, continuano le ricerche fino a giungere, negli ultimi anni, a poter escludere ogni ragionevole dubbio: Il fenomeno energetico delle Reazioni Nucleari a Debole Energia nella Materia Condensata (o Fusione Fredda che dir si voglia) è reale, in quanto è sistematicamente riproducibile, come fenomeno fisico in laboratorio; di natura nucleare (benché totalmente pulita, in quanto le radiazioni emesse sono solo di tipo termico) e non chimica, manifestando una densità energetica di migliaia di volte superiore a qualsiasi plausibile fenomeno chimico.
A tale risultato sono giunti per primi i nostri scienziati dell'ENEA di Frascati nel 2002, sotto la presidenza del premio Nobel Carlo Rubbia e la guida di Giuliano Preparata e di Emilio Del Giudice, insieme ad Antonella De Ninno ed Antonio Frattolillo.
E' proprio di questi giorni un'ottima inchiesta di
RaiNews24 (vedi il Link, nei sotto titoli di questa pagina) che illustra molto bene la scoperta e l'anomalo svolgersi dei fatti in Italia e all'estero. Infatti, dal momento in cui il rapporto che dimostra la natura nucleare del fenomeno è pronto, si verifica una serie di spiacevoli inconvenienti che non permettono il continuare degli studi e l'auspicato passaggio alla fase di ingegnerizzazione che avrebbe fornito alla comunità un prodotto funzionante e commerciabile.

Dalla scoperta italiana del 2002 sono passati 4 anni in cui, a livello ufficiale, non è successo nulla, ma in realtà una grossa schiera di società, per lo più estere, si sono occupate di implementare i risultati raggiunti in Italia.
Oggi sono molto attive alcune società straniere, quali l'EDF (Electricité de France), la ST Microelectronics, la MHI Mitsubishi Heavy Industries, la Pirelli Labs, e molti istituti di ricerca come l'Università di Osaka in Giappone, sotto la guida del Prof. Arata, o la Cina, attraverso la Tsinghua University, Beijing, dalla quale proviene il Prof. XingZhong Li, attivo in Italia da diversi anni proprio per la coscienza che il nostro paese è tra i più avanzati in questo tipo di ricerca.
Ma siamo proprio al limite. Se, come è spesso accaduto nel passato, anche questa volta la scissione tra il mondo scientifico e quello dell'ingegnerizzazione industriale, non si colma, rimarremo al palo anche questa volta con la conseguenza di frustrare le nostre menti più brillanti, impedendo la nascita di un'innovazione strategica per il nostro paese e soprattutto non consentendo le enormi ricadute positive che, non solo sotto il profilo energetico, ma anche ambientale, sanitario e sociale diventano sempre più fondamentali.
E' in gioco l'indipendenza energetica nazionale che si potrà ottenere con energia pulita, abbondante e a basso costo.
Oggi, grazie alla facilità e libertà di comunicazione che offre internet ed alla necessità di risolvere seriamente il problema dell'energia, si può comprendere l'enorme potenzialità che madre Natura ci offre.
E' una tecnologia accessibile ed alla portata, se non del privato, di sicuro della piccola industria.
Basta aspettare !!
C'è bisogno di dare la possibilità CONCRETA ai ricercatori di finire gli ultimi studi necessari e cominciare ad ingegnerizzare il prodotto per ottenere quanto prima il suo sfruttamento a livello energetico.
Tratto da: http://www.progettomeg.it
 

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