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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


FUSIONE FREDDA - Introduzione
vedi: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=11484
ASSASSINATO PIONIERE della FUSIONE FREDDA ! vedi su:
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2004/05/18/dr_eugene_mallove_assassinato_pioniere_della_fusione_fredda.htm

Inchiesta di RAINEWS 24 sulla scienza negata; fusione a freddo !!
http://video.google.it/videoplay?docid=-5356420904938952524&q=inchiesta
http://video.google.it:80/videoplay?docid=-3443704236322577743&q=fusione+fredda

http://video.google.it/videoplay?docid=-339817359829725096&q=multinazionali
http://physicsworld.com/blog/2008/06/coldfusion_demonstration_an_up_1.html
http://physicsworld.com/blog/2008/05/coldfusion_demonstration_a_suc.html
http://www.progettomeg.it
Convegno di Grottammare
http://www.youtube.com/watch?v=yINDe8OqG0g
 


La particella di Dio è la storia della ricerca sulla fusione nucleare a freddo
. Della vicenda contrastata e delle varie posizioni teoriche in margine ad essa, racconta i risvolti umani, sociali e politici della lotta per non perdere i finanziamenti pubblici e privati, sulla fusione nucleare a caldo...


Dopo 16 anni è tornata: nei fatti non era mai andata via. Dal 1989, i laboratori della Marina Militare Statunitense hanno effettuato più di 200 esperimenti per indagare se le reazioni nucleari generano più energia di quanta ne consumino - fatto che era
ritenuto possibile solo all'interno delle stelle - a temperatura ambiente.
Molti ricercatori si sono finora dichiarati convinti di tale possibilità. Con la fusione fredda controllata, molti dei problemi energetici del pianeta si dissolverebbero: non c'è da stupirsi allora se il Dipartimento Statunitense dell'Energia si sia interessato.
Lo scorso dicembre, dopo una lunga analisi delle prove, si è detto favorevole ad accogliere proposte di ricerca per esperimenti di fusione fredda.

Questo può essere considerato un giro di boa. Il primo rapporto del Dipartimento dell'Energia sull'argomento fu pubblicato 15 anni fa, e concludeva che i risultati sulla fusione fredda prodotti da Martin Fleischmann e da Stanley Pons, dell'Università dell'Utah, e resi noti in una conferenza del 1989, erano impossibili da riprodurre, e quindi probabilmente falsi.

La prova principale della fusione fred
da è che immergendo elettrodi di palladio in acqua pesante - nella quale l'ossigeno viene combinato con il deuterio, un isotopo dell'idrogeno - si rilascia una grande quantità di energia. Sottoponendo gli elettrodi ad una corrente i nuclei di deuterio si spostano nelle molecole di palladio, permettendo così di superare la loro naturale repulsione e di fondersi assieme, rilasciando una grossa quantità di energia.
La controversia è dovuta al fatto che la fusi one,a temperatura ambiente, è considerata impossibile da tutte le teorie scientifiche attualmente accettate.
"
Ciò non importa - dice David Nagel, ingegnere dell'Università George Washington di Washington DC. - Ci sono voluti oltre 40 anni per spiegare i superconduttori - sottolinea - quindi non c'è nessun motivo per rifiutare la fusione fredda. L'esperimento è probante e robusto - dice - non lo si può ignorare"
.
Fonte:
http://www.coscienza.org

Il 21 febbraio scorso,  sul forum Ambiente e clima di Franco Foresta Martin, il professor Loris  Ferrari, del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna ha rilasciato  questo interessante intervento:

Fusione fredda
Recentemente, a Bologna, si è tenuta una dimostrazione di produzione di  energia di probabile origine nucleare a temperatura-ambiente. Il risultato è  stata un'emissione di potenza, continuativa e controllata, venti volte  superiore a quella immessa per il funzionamento.
L'invenzione del metodo  (denominato "catalizzatore di energia") è dell'ing. Andrea Rossi, mentre le  misure e gli studi teorici sono stati effettuati dallo staff diretto dal  prof. Sergio Focardi, coordinato dal prof. Giuseppe Levi, entrambi del  Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, con la collaborazione  della Sezione INFN di Bologna.
Non mi dilungherò sui dettagli, ma credo sia  utile, per i frequentatori del forum, avere questa notizia, del resto già  divulgata dal Resto del Carlino e da edizioni locali di altri giornali  (compreso il CdS).
I dubbi sull'origine di questa emissione di energia (che  si presenta in forma termica e assolutamente "pulita") non sono  completamente fugati, ma se le verifiche condurranno a conferme, il  catalizzatore di energia rappresenterebbe la soluzione definitiva del  problema energetico.
Credo che l'opinione pubblica dovrebbe cominciare a  parlarne e a esserne coinvolta: l'unico modo, questo, per evitare gli  "insabbiamenti" da parte dei potentati energetici attuali e di possibili  sfruttatori a scopi militari (cosa che in passato pare sia già avvenuta, a  proposito della fusione fredda).
Nel contempo, l'interesse dell'opinione  pubblica, attraverso i media, può stimolare enti pubblici e privati a  investire qualche soldo in questa ricerca, che finora è stata portata avanti  con budget da Piccola Fiammiferaia. L'altro vantaggio sarebbe quello di  arrivare a una certificata e inequivocabile dimostrazione di attendibilità,  efficienza e sicurezza di utilizzo, da parte di ricercatori indipendenti e  sottoposti a un controllo pubblico.

By Loris Ferrari - Professore Associato di Struttura della Materia, Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna.
vedi: http://www.journal-of-nuclear-physics.com/ + http://www.lenr-canr.org/News.htm


Link ai video della dimostrazione di Bologna:
- parte 1 - http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU
- parte 2 - http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE
- parte 3 - http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc

Segnaliamo anche una  vecchia puntata di Report sulla fusione fredda con protagonista Giuliano Preparata :
- parte 1 - http://www.youtube.com/watch?v=yINDe8OqG0g
- parte 2 - http://www.youtube.com/watch?v=kt7j6ZjdLCc
- parte 3 - http://www.youtube.com/watch?v=MIJRYkA60Kw


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Fusione Fredda con trasmutazione O+O = S - By Renzo Mondaini.
Tramite una Fusione Fredda Elettrolitica a 12 volt, sono riuscito a trasmutare atomi di Ossigeno in atomi di Zolfo, Ciò è stato realizzato con una soluzione di Potassio Carbonato, ed elettrodi di Rame.
L'Ossigeno prodotto al polo positivo, invece di gorgogliare all'esterno, reagisce con l'elettrodo di Rame formando cristalli di Sofito di Rame insolubile (CuSO3), che si deposita sull'elettrodo; si forma anche Solfato di Rame solubile (CuSO4), che si dissolve nell'elettrolita.
Faccio vedere come ho realizzato l'esperimento, e mostro anche due certificati d'analisi, sia della parte liquida che della parte solida contenute nella cella, dopo molte ore di reazione; la risposta è inequivocabile, presenza abnorme di Zolfo.
vedi VIDEO dimostrativo:

 

se il video non e' completamente visibile vedi:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=External&id=14380
 

WSEC 2012: la fusione fredda diventa scienza ufficiale !
Vi segnalo un'importante evento di livello internazionale che si terrà in sede ONU a Ginevra dal 10 al 12 gennaio 2012 e che promette di cambiare finalmente e definitivamente il futuro della così detta "Fusione Fredda".
L'International Sustainable Energy Organisation (ISEO) organizzazione ONU, sta preparando una conferenza internazionale sull'energia sostenibile in cui sarà dato risalto anche agli studi sulle LENR e ai risultati raggiunti in questi ultimi anni. Di fatto si tratta di un'ufficializzazione di tale tecnologia davanti a politici, organizzazioni e società di tutto il mondo.
Per nostra fortuna e come riconoscimento per l'enorme lavoro portato avanti in questi anni nel nostro paese, di fatto all'avanguardia in questo settore, a fare da relatore sarà il nostro Francesco Celani dell'INFN di Frascati... e che sia la volta buona che l'argomento fusione fredda venga rivalutato e finanziato come dovrebbe per arrivare nelle nostre case il prima possibile. Il mondo potrebbe cambiare in meglio....se i padroni del mondo non metteranno i bastoni fra le ruote...
 

Il Rapporto quarantuno (41):
"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata abbia conseguito il suo scopo"
E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i laboratori di fisica nucleare dell' ENEA di Frascati. Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla comunita' scientifica per aver annunciato la possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e' un uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo. Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia, all'epoca presidente dell'agenzia italiana per l'energia, l'ENEA.
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero".
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp

"Visto, non si stampi" - Perche' le riviste non hanno pubblicato il rapporto 41
Nell'estate del 2002 il Rapporto 41 fu inviato a diverse riviste scientifiche. Le prime due furono le statunitensi Science e Nature, quelle che "hanno un impact factor piu' alto", come si dice. Nel senso che una pubblicazione su queste riviste "vale" molto di piu' per la carriera scientifica di un ricercatore. "Nel giro di qualche giorno - ricorda Antonella De Ninno - a stretto giro di posta elettronica, Science ha risposto che non avevano spazio per pubblicare questo lavoro. Non sono entrati nel merito, non ci hanno neanche consentito l'accesso al processo di review, che si usa di solito nel mondo scientifico, per cui un lavoro viene mandato ad altri colleghi che ne valutano l'attendibilita' ed eventualmente chiedono chiarimenti.
In questo caso siamo stati espulsi subito. Ci hanno detto che non c'era spazio, motivi editoriali
". "Questa fu la risposta di Science", aggiunge Emilio Del Giudice. "Altri fecero delle osservazioni piuttosto peregrine.
Per esempio uno dice: "Come è possibile raggiungere temperature così elevate sott'acqua, nell'acqua della cella elettrolitica
" ?. Evidentemente questo signore non sapeva che esistono i vulcani sottomarini, o che è possibile fare le saldature sott'acqua se c'è una sorgente di energia sufficiente..."

Antonella De Ninno: "Dopo Nature abbiamo provato con altre quattro riviste, pero' devo dire che non siamo riusciti ad avere un processo di revisione convenzionale, in particolare sulla misura dell'elio non abbiamo raccolto una sola obiezione in cinque riviste".

Antonio Frattolillo: "L'obiettivo era quello di fare un esperimento che fosse talmente pulito, dal punto di vista della procedura sperimentale, da riuscire a bucare quel muro di diffidenza che la comunita' scientifica ufficiale aveva verso tutto cio' che riguardava la fusione fredda. Alla fine pero' non ha bucato. Non siamo mai riusciti neanche a pubblicare il lavoro. Addirittura una delle riviste che abbiamo contattato ci ha risposto che dal momento che questo lavoro riguardava la fusione fredda - che era gia' stata dimostrata essere falsa - la pubblicazione non era possibile"

Emilio Del Giudice: "Scherzosamente, quando era tra amici, Giuliano Preparata chiamava Nature '"a Pravda".
E questo perche' Nature si e' assunta il compito di fornire non solo informazione scientifica ma anche ideologia scientifica. Loro dicono: "siccome il fenomeno non è possibile noi non pubblichiamo".
Non so se si tratti di un atteggiamento aristotelico. E' un atteggiamento che contraddice con quanto Shakespeare fa dire a Polonio, quando dice 'non devi essere ne' un credente ne' un miscredente'. Uno scienziato non deve avere preconcetti. Ne' positivi ne' negativi
".
Tratto da: http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41_riviste.asp
vedi:  Fusione fredda 1 +  Fusione fredda 2  +  Fusione fredda  3  +  Fusione fredda 4  +  video sulla Fusione Fredda

MIT falsifica i dati su Fusione Fredda  +  ....ma anche l'italiana ENEA lo ha fatto
Segreti dell'Acqua +  Fisica Quantistica  +  il Punto sulla Gravita' + Effetto Kevran
Esperimenti rifatti in Italia con risultati positivi  +  Intervista con il prof. del Giudice

LA NASA "scopre" la fusione fredda ? - 1/01/2012
Se un giorno il governo americano annunciasse di avere messo a punto una nuova tecnologia per produrre energia con una reazione nucleare pulita, si presume che la notizia uscirebbe su tutte le prime pagine del mondo.
Finchè sono due “emeriti sconosciuti” come Rossi e Focardi a fare un annuncio del genere, si può anche comprendere che fatichino ad ottenere l’attenzione dei grandi media, ma le stesse affermazioni fatte dalla NASA avrebbero un peso ben diverso.
Eppure questo annuncio, fatto quasi in sordina dall’ingegnere della NASA Jozeph Zawodny, è passato del tutto inosservato.

Video dell'annuncio della NASA sull'utilizzo della Fusione Fredda, da loro preparata e verificata:
Video originale della NASA

 

Sembra quasi che termini come “polaritoni plasmonici di superficie” siano stati messi lì apposta per confondere le idee, ma il titolo stesso del video parla chiaramente di “reazione nucleare a bassa energia”, che è semplicemente il nome con cui è stata ribattezzata la “fusione fredda”.
Gli stessi Rossi e Focardi commentano la notizia con un misto di entusiasmo e di rabbia malcelata,… facendo chiaramente capire che siamo di fronte ad un caso di concorrenza commerciale. Rossi infatti si
premura di affermare che il suo “E-Cat avra’ la meglio su qualsiasi altra invenzione dovesse sopraggiungere.
Senza mezzi termini Rossi sostiene che gli avversari che l’avevano tanto ridicolizzato in passato ora lo stanno copiando. Ma lui non si arrende certo, affermando che non smettera’ mai di credere nella validita’ del suo prodotto e che entro un anno comincera’ la consegna di milioni di pezzi da 50 $/kw.”
Pensate che ridere, se in qualche modo gli avessero rubato l’idea, e nel frattempo riuscissero a “screditare” il suo E-cat facendolo passare per una baracca che non serve a niente.
Certo che Rossi ha il brevetto, certo che potrebbe fare causa alla NASA quando vuole.
Anche Nikola Testa aveva il brevetto per le sue apparecchiature, ma ci mise 40 anni per vedersene riconoscere la paternità. Nel frattempo lui era già morto e dimenticato, mentre la fama per aver inventato la radio era andata tutta a Guglielmo Marconi.
Una volta scritti, i libri di storia non li cambia più nessuno.
By Massimo Mazzucco
- Tratto da: luogocomune.net

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Fusione Fredda
2002: "In questo lavoro viene dimostrata la simultanea produzione di eccesso di entalpia e di 4He ..." (rispetto all'energia immessa per la reazione). "Il fenomeno descritto è stato riprodotto diverse volte: il livello quantitativo della produzione di elio nei differenti esperimenti, dipende, ovviamente, dal livello di caricamento di Deuterio in Palladio raggiunto nel corso dell’esperimento".
Experimental evidence of 4He production in a cold fusion experiment (RT2002/41/FUS).
"Il gruppo italiano A. De Ninno e A. Frattolillo, guidati dal professor F. Scaramuzzi, realizzo' infatti un esperimento utilizzando il titanio al posto del palladio e dimostrò che quando il titanio assorbe a bassa temperatura gas deuterio, si verifica un surplus di energia e sono emessi neutroni.
http://it.wikipedia.org
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono veramente impressionanti, e non esagero"
Secondo il sito internet dell'ENEA, dal febbraio 2003 il progetto è stato accantonato perché non sono stati stanziati nuovi fondi per il suo sviluppo. Dal 2005 è finanziato dallo Stato un gruppo di ricercatori dell'Enea guidato da Vittorio Violante (altra gente), il quale ha ottenuto dei risultati preliminari considerati interessanti.

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Fusione fredda: Due fisici svedesi si interessano al reattore di Focardi e Rossi
Il 14 Gennaio 2011 vi e' stata una novità importantissima nel settore della produzione di energia "pulita", l'e-cat, il reattore "nucleare" di Focardi & Rossi è stato presentato ad una selezionata platea di persone della quale facevano parte anche alcuni ricercatori dell'università e dell'INFN.
La dimostrazione ha presentato questo dispositivo in grado di fornire energia (sotto fonte di calore) circa 20 volte più di quella immessa in ingresso.
Nonostante la portata (potenzialmente) epocale dell'evento ...che permetterebbe di risolvere in maniera definitiva la produzione di virtualmente infinita energia pulita a costi trascurabili, ufficialmente la notizia non ha avuto forte eco se non nel circuito degli interessati, principalmente su Internet.

Fusione nucleare a freddo: "A Bologna ci siamo riusciti" – 14 Gen. 2011
Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, è stato realizzato il processo utilizzando nichel ed idrogeno. E' la strada per ottenere energia pulita. Andrea Rossi, ingegnere e Sergio Focardi, fisico, spiegano: "Dietro questo processo non c'è una base teorica, per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato"
Ci sono le guardie giurate a controllare l'accesso, devi firmare una dichiarazione in cui accetti i rischi nell'assistere all'esperimento che potrebbe rivoluzionare il settore della produzione di energia. Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, in un capannone avvolto dalla nebbia nella zona industriale di Bologna, è stato realizzato un processo di fusione nucleare fredda, utilizzando nichel ed idrogeno, capace di produrre una energia incredibilmente superiore a quella utilizzata per creare la reazione. E' la strada per ottenere energia pulita. "La novità assoluta sta nel fatto che tutto ciò viene prodotto da una macchina che funziona come una stufetta elettrica di casa", spiega l'inventore, Andrea Rossi, ingegnere. Con lui Sergio Focardi, professore emerito dell'Alma Mater, fisico di calibro, in passato preside della facoltà di Scienze.

Di possibili fonti di energia con reazioni di fusione nucleare a bassa temperatura se ne parla da tempo nel mondo. L'annuncio nel 1989 degli scienziati Fleshmann e Pons suscitò speranze e illusioni. Focardi è stato pioniere in Italia di questo tipo di studi. Quello di ieri è stato il primo esperimento condotto a Bologna con osservatori esterni: giornalisti e fisici, in gran parte dell'Ateneo come Paolo Capiluppi, direttore del dipartimento di Fisica, Gianfranco Campari, Ennio Bonetti.
L'esperimento, "industriale più che scientifico", dicono i docenti universitari, è condotto in una stanzina di un capannone in via dell'Elettricista, dove è stato installato un catalizzatore di energia che occupa lo spazio di un tavolo. Dura alcune ore.

Rossi spiega il funzionamento della macchina, il ricercatore Giuseppe Levi illustra una stima dell'energia prodotta sulla base della misura di quanta acqua viene vaporizzata al secondo. E al termine Rossi conclude: "Si sono consumati 600Wh e se ne sono prodotti 12mila Wh".  Il prototipo, già coperto da brevetto di proprietà di Maddalena Pascucci, moglie di Rossi, è ora pronto per la produzione industriale e la commercializzazione. "Sarà il prossimo passo", dice Rossi.
I fisici obiettano: "Dovremmo poter riprodurre l'esperimento in un nostro laboratorio, ma c'è il segreto industriale sul processo".
"Ci vuole cautela, il metodo scientifico esigerebbe verifiche, ad oggi non sappiamo cosa avviene dentro la macchina", dicono Capiluppi e Bonetti.

"Siamo un'azienda, se mi chiedono di aprire la scatola dovrei pagare i danni agli investitori", replica Andrea Rossi. "I costi ? Posso dire che l'apparecchiatura costa duemila euro per Kilowatt di potenza e funziona con un grammo di nichel".
Lo stesso ingegnere ammette: "Dietro questo processo non c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato".
 Il professor Focardi spiega perché un esperimento simile avvenga fuori dai laboratori accademici: "I miei colleghi non ci credono, sono scettici. Non so come un protone di idrogeno possa entrare nel nucleo di nichel, ma avviene. Ed è la strada dell'energia per l'umanità". Comunque sia, sembra un grosso passo avanti. Per dire addio al petrolio ? "Non sono in grado di rispondere", allarga le braccia l'ingegner Rossi.
By Ilaria Venturi - Tratto da: repubblica.it

- Web rassegna stampa esperimento fusione fredda metodo Rossi Focardi (Bologna, 14/01/10
http://22passi.blogspot.com/2011/01/web-rassegna-stampa-dellesperimento-di.html
- Conferenza stampa di Focardi e Rossi del 15 Gennaio: http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360
- Cold Fusion: “You have to embrace this”:
http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3111124.ece
- La comunità scientifica apre all'E-Cat di Rossi: http://22passi.blogspot.com/2011/03/due-eminenti-fisici-svedesi.html

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Fusione Fredda - moderna storia d'inquisizione e d'alchimia, del fisico Roberto Germano, è uno dei prossimi libri che leggerò. Ne riporto intanto la prefazione, scritta dal compianto Giuliano Preparata (1942-2000) nel 1999, uno dei più importanti fisici italiani del dopoguerra: dopo dodici anni suona come una profezia che si sta finalmente compiendo.
Prefazione
Sono passati esattamente dieci anni da quella giornata di primavera (il 23 marzo 1989) in cui due elettrochimici, allora all'Università dello Utah, M. Fleischmann e S. Pons annunciarono all'umanità che l'alba di un nuovo mondo si era appena dischiusa. Come Roberto Germano racconta con passione, precisione e ricchezza di particolari in questo bel libro, il formidabile apparato scientifico-tecnologico dei nostri tempi doveva dare a questo annuncio pieno di speranza una ben triste risposta: lo scherno, la derisione, l'emarginazione di chiunque abbia cercato di seguire i due scienziati nello sviluppo di un programma di ricerca totalmente nuovo, che mette in discussione una buona parte delle certezze e dei punti fermi della organizzazione scientifica planetaria.

Chi abbia una qualche conoscenza della storia della Scienza si affretterà certamente ad obiettare che tutto ciò è assolutamente naturale: di che meravigliarsi? Non è forse stato così per Copernico, Bruno e Galilei alla nascita della scienza moderna? Certamente, ma gli scienziati (una moltitudine impressionante) e le istituzioni scientifiche che hanno reso e rendono la vita impossibile allo sparuto drappello di coloro che hanno preso sul serio il messaggio di Fleischmann e Pons, sono gli stessi che ci ricordano ad ogni pie' sospinto il grande debito che l'umanità ha nei confronti di quei coraggiosi e di chi, sfidando inquisizione, comunità accademica e varie istituzioni politico-economiche del tempo, li volle seguire. E questo la dice lunga, come ci ricorda Germano, sulla grande somiglianza che esiste tra la "comunità" scientifica odierna e quella degli Aristotelici che tanto filo da torcere dettero agli innovatori, figli del nostro Rinascimento.

Tuttavia, la comparsa di libri come questo e di una serie di iniziative che vedono, come viene qui ricordato, il nostro Paese finalmente coinvolto a livello delle sue principali istituzioni scientifiche nel campo dell'energia (l'ENEA e l'INFN) in un rinnovato interesse per le problematiche della fusione fredda, è forse il segnale che nel nuovo millennio, il cui inizio è alle porte, le cose saranno diverse, e che la scienza nuova, annunciata dai fenomeni sorprendenti della Fusione Fredda, aprirà alla nostra comprensione domini di realtà fin qui inesplorati e ci fornirà gli strumenti, non solo energetici, per rendere migliore l'esistenza di tutti gli esseri viventi di questa nostra Terra.

Come ha sottolineato con acutezza l'autore, è forse quest'ultimo l'aspetto della vicenda, potremmo ben dire della "saga", della Fusione Fredda che più ci apre alla speranza. E come i lettori percepiranno dalla lettura del Cap. VI, è proprio questo l'aspetto che da quel giorno del marzo del 1989 ormai lontano mi ha convinto ad imbarcarmi in un'avventura intellettuale ed umana che, sapevo, mi avrebbe procurato non poche amarezze e delusioni, allontanandomi e alienandomi da quel mondo, quello accademico voglio dire, che fin dagli anni verdi avevo considerato come il mio, e che mi aveva riservato non poche soddisfazioni e riconoscimenti. Ma ciò è stata pur sempre ben poca cosa di fronte alle gioie che il dipanarsi di questa nuova realtà, che insieme a pochi amici e colleghi contemplavo per la prima volta, mi arrecava e continua ad arrecarmi. Infatti sono proprio quegli straordinari eventi che, ad esempio, avvengono in una matrice metallica di Palladio, percorsa dall'isotopo dell'idrogeno, il deuterio, che fanno gridare allo scandalo la maggioranza degli uomini di scienza, che ci stanno convincendo che i meccanismi dinamici che governano la materia condensata, animata ed inanimata, sono ben più sottili e potenti di quelli che sono stati fin qui ipotizzati e studiati. Non solo, ma una serie di deduzioni, basate sull'elettrodinamica quantistica, che mi avevano convinto ben prima del 1989 che le idee correnti sulla materia erano gravemente carenti, trovano nella scoperta di Fleischmann e Pons una drammatica indicazione della loro sostanziale correttezza e rilevanza.
Ai miei occhi, la Fusione Fredda è venuta così ad apparire come la punta di un iceberg che non solo avrebbe fatto affondare la nave degli scienziati sciocchi di fine secolo, ma avrebbe fatto emergere una nuova realtà ben più ricca e sottile di quell'immane meccano di palline atomico-molecolari la cui inadeguatezza e povertà concettuale, ahimè, domina oggi fisica, chimica e biologia.
È quindi per me grande il merito di Germano di aver saputo cogliere appieno questo aspetto della "moderna storia d'inquisizione e d'alchimia", che ha qui raccontato con tanta sagacia e documentazione.
By Giuliano Preparata, Milano, Marzo 1999

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Energy Catalyzer Rossi-Focardi: Facciamo un po' di Chiarezza - 13 Febbraio 2011 – Intervista di Daniele Passerini (Blog 22Passi).
22PASSI – Complimenti Ing. Rossi, la notizia dell'invenzione dell'E-Cat ha avuto ampio risalto in Grecia dove è stata localizzata la Newco che si occuperà della sua produzione e commercializzazione, la Defkalion Green Technologies di Atene. Immagino che in tutto ciò abbia giocato a favore avere come sponsor il Prof. Christos E. Stremmenos, che è stato oppositore del regime dei colonnelli, ex Ambasciatore della Grecia a Roma, Professore di Fisica presso l'Università di Atene, praticamente un eroe nazionale greco. In Italia al contrario i mass media hanno pressoché ignorato la notizia e se ne discute soltanto nel web, spesso aspramente. Le domande che le faccio sono ispirate appunto a interrogativi, dubbi e critiche che ho raccolto su internet. Per esempio, un punto molto dibattuto è quanto l'E-Cat possa essere considerato sicuro.

ROSSI – I moduli da 10 kW che produciamo sono sicuri e non danno problemi: è da anni che li stiamo testando e usando, sono state fatte tutte le misure possibili delle radiazioni emesse dal reattore e tutte ne hanno sempre comprovato la massima sicurezza. Lo dominiamo come vogliamo, lo accendiamo e lo spegniamo, lo facciamo salire e scendere di potenza, non può mai superare una certa potenza perché l'abbiamo strutturata in modo tale che comunque non possa esserci una superficie di reazione Idrogeno-Nickel superiore ai limiti di sicurezza e soprattutto non esistono radiazioni fuori dal reattore che modifichino in maniera rilevante la radiazione di fondo. è vero invece che, allo stato attuale delle conoscenze, non sappiamo cosa succederebbe se partendo dallo stesso progetto di un reattore da 10 kW ne costruissimo uno da 1000 kW facendo il cosiddetto scale-up, cioè ingrandendolo. Infatti ci guardiamo bene dal farlo. Per ottenere potenze maggiori combiniamo in serie e in parallelo, come fossero batterie, i reattori da 10 kW: collegandoli in parallelo si aumenta la quantità di energia prodotta a temperatura costante, mettendoli in serie si moltiplica la quantità di energia prodotta a temperatura crescente, perché si moltiplicano i ΔT. Combinando le due architetture, serie e parallelo, si può ottenere quel che si vuole restando rigorosamente negli stessi parametri di sicurezza.

22PASSI – Parliamo sempre di potenza termica, giusto?

ROSSI – Sì, la conversione in altre energie avrà le perdite di efficienza di qualsiasi altro sistema: nel ciclo di Carnot l'efficienza normalmente è tra il 30 e il 35% a seconda dell'efficienza del sistema, questo significa che se noi convertiamo 1 MW termico in potenza elettrica possiamo ottenere 300-350 kW elettrici ed energia termica il resto.

22PASSI – Quindi si potrebbe produrre entrambe le cose contemporaneamente: calore ed elettricità.

ROSSI – Con il ciclo di Carnot si fa così, certo, nulla si crea e nulla si distrugge: alla fine il bilancio energetico deve risultare 100. Di conseguenza se trasformo di 100 kW in 35 kW elettrici gli altri 65 restano termici, questo in teoria, poi chiaramente qualche punto percentuale si perde in dispersioni. Ricapitolando, se serve potenza termica l'E-Cat fornisce direttamente quella, basta solo uno scambiatore di calore e il gioco è fatto. Se invece serve elettricità solo una parte dell'energia termica può essere trasformata in elettricità, restando comunque utilizzabile anche il termico che avanza.

22PASSI – Quindi un piccolo paese di 50-100 famiglie con una unità da 1 MW potrebbe essere reso energeticamente indipendente sia dal punto di vista del riscaldamento che dell'energia elettrica.

ROSSI – Ah sì, questo senz'altro.

22PASSI -Se ho capito bene, una volta fornita al reattore la potenza necessaria all'accensione (a Bologna si è parlato di 1-2 kW), nel momento in cui la macchina è a regime potrebbe funzionare in modo autonomo, senza una presa di corrente o una batteria, visto che la potenza assorbita (dell'ordine di 0,4 kW/h) è ampiamente dentro i circa 3,5 kW elettrici ottenibili.

ROSSI – Certamente. Rimane poi però il problema del drive [sistema di controllo] che comunque è un attimino più complesso: ogni reattore è implementato di un drive elettrico per motivi di sicurezza quindi deve essere attaccato a una linea di corrente. Proprio in virtù di questi controlli possiamo garantire che non ci sono problemi intrinseci di sicurezza nei nostri E-Cat da 10 kW, così come nelle nostre unità da 1 MW, costituite da 100 reattori da 10 kW ciascuno dei quali ha il suo sistema di controllo. Da 10 kW a 1 MW non facciamo altro che conservare il grado di sicurezza acquisito.

22PASSI – Resta il fatto che ancora non esiste una spiegazione scientifica di cosa avvenga dentro la macchina. Se non sapete questo come fate ad essere sicuri di poter controllare il reattore in ogni condizione, anche quelle più imprevedibili?

ROSSI – Bene, prima di tutto un'idea abbastanza precisa dei motivi teorici per cui la macchina funziona ce l'abbiamo. Rimangono da precisare molte cose e ci stiamo lavorando, con la collaborazione dell'Università di Bologna. Ma vede, anche nella normalissima combustione della legna che cosa succeda esattamente in realtà non lo sa nessuno. Cioè tutte le varie e successive reazioni che avvengono tra la formulazione chimica di partenza e la formulazione chimica finale dei prodotti di combustione non si conosce con esattezza. Ciononostante si progettano camere di combustione in condizioni di sicurezza, perché sapendo qual è la situazione iniziale e quale è la situazione finale si prendono tutte le misure di sicurezza conseguenti. Quindi, per esempio, noi mettiamo degli schermaggi sovradimensionati rispetto a quelli che sarebbero sufficienti, e otteniamo un surplus di sicurezza come si usa in qualunque altro impianto.

22PASSI – Con questo intende dire che i raggi gamma che il Prof. Villa ha riportato non avere riscontrato durante l'esperimento del 14 gennaio erano semplicemente ben schermati e non uscivano dalla macchina?

ROSSI – Con l'Università di Bologna procederemo per l'appunto a un lavoro approfondito sui gamma. I gamma ci sono, per forza, perché se non ci fossero non avremmo energia. è un problema non solo di schermaggio ma anche di posizionamento dei contatori. Ci sono grossissime prudenze in questo momento da parte mia su questo punto, almeno finché il brevetto non sarà approvato. Noi al nostro interno le misurazioni dei gamma le abbiamo fatte, ma cerchiamo di evitare che altri le facciano, perché misurando i gamma si ottiene – come dire – l'impronta digitale di tutto quello che c'è dentro il reattore.

22PASSI – Quello che lei ha detto a Celani durante la conferenza stampa del 14 gennaio…

ROSSI – Eh sì, il motivo per cui a un certo punto ho chiesto gentilmente al Prof. Celani di spegnere il suo contatore è proprio che so quanto sia in gamba… finché ho visto che stava controllando se dentro ci fosse qualche trucco l'ho lasciato fare, perché in poche parole il suo scopo, con quella macchinetta che si era portato, era controllare se noi non avessimo nascosto dentro al reattore qualche sostanza radioattiva e fosse quella la vera fonte di calore. In questo caso l'emissione dei gamma sarebbe stata costante e precisa, mentre nel caso di gamma che nascono lì al momento per via di reazioni nucleari si verifica un'emissione discontinua, scoppiettante, quella che Celani ha riscontrato.

22PASSI – Ma perdoni se insisto – questo mi pare un punto abbastanza controverso – come si concilia l'affermazione che voi avete un'idea abbastanza precisa di quello che avviene dentro la macchina col fatto che al momento il primo modello teorico formulato Focardi è stato negato proprio dall'assenza di gamma (mi riferisco al report del Prof. Villa).

ROSSI – In poche parole per una misurazione dei gamma veramente ben fatta noi dovremmo creare un varco a 360° nel reattore per consentire al contatore di leggere bene tutto quello che succede lì dentro. Cosa che però implica dare la tecnologia completamente in mano a una persona preparata in grado di interpretare i dati. Per strutturare i sistemi di sicurezza anti-spionaggio di una tecnologia di questo genere non basta circondarsi di collaboratori onesti e onestissimi… io stesso andrei in crisi se qualcuno mi venisse a dire “ti diamo una cifra che ti cambierebbe la vita dall'oggi al domani a te e alle tue prossime cinque generazioni, in cambio devi solo dirci…”. Un'offerta di questo genere metterebbe seriamente alla prova anche l'onestà di un Santo.

22PASSI – Mi permetta di chiederle allora come reagirebbe lei se le facessero la stessa offerta per non produrre mai l'E-Cat.

ROSSI – Oh, uno deve trovarsi dentro certe situazioni per sapere veramente come si comporterebbe… però posso dirle che questo progetto è la mia vita e per me non ha prezzo.

22PASSI – Torniamo ai motivi della sua prudenza, stiamo parlando degli altri elementi segreti oltre al Nichel e l'Idrogeno che partecipano alla reazione? è questo che verrebbe fuori da un'analisi approfondita dello spettro dei gamma, giusto?

ROSSI – Chiaro, proprio questo… la composizione della polvere che si trova dentro la macchina è l'essenza della reazione, perché usando solo Idrogeno e Nickel non viene fuori niente. Quindi che compromesso abbiamo trovato? Ho fatto mettere al Prof. Villa i contatori in una posizione e secondo un'angolazione che secondo me poteva essere tutelante, far vedere qualcosa ma non troppo, però mi sono tutelato talmente che alla fine i contatori non hanno preso niente, questo è il problema

22PASSI – Può dirci a che punto dell'iter siete in questa procedura di brevetto? Siete in dirittura di arrivo sì o no?

ROSSI – Ritengo di sì, anche se naturalmente la certezza l'avrò solo quando i nostri avvocati (lo Studio Cicogna di Milano) ci comunicheranno il lieto fine. Ho sentito l'Avv. Cicogna una settimana, fa per avere chiarimenti, dopo che il chimico nucleare Camillo Franchini aveva diffuso la notizia che il nostro brevetto era stato respinto in malo modo. L'avvocato mi ha risposto che avrebbe dovuto essere stato avvertito per primo se questo fosse realmente successo, ha comunque controllato e dopo mezz'ora mi ha telefonato rassicurandomi che quei rumors erano solo fesserie! Evidentemente Camillo Franchini si riferiva alle contestazioni relative alla prima fase di dibattimento in sede di Ufficio Brevetti.

22PASSI – Quando uno produce una macchina come questa e deve metterla sul mercato, al di là del discorso del brevetto, di quali autorizzazioni c'è bisogno? Potrebbero sorgere problemi per il fatto che manchi ancora il modello teorico?

ROSSI – Dunque, il nostro cliente greco ha già ottenuto le autorizzazioni per la macchina che verrà prodotta. Ai fini della sicurezza noi dobbiamo dare la prova scientifica del fatto che l'impianto non dia luogo ad emissioni di radiazioni e lavori in condizioni controllate di pressione in modo da mantenersi entro determinate energie. Nel momento in cui dimostriamo che riusciamo a controllare perfettamente le pressioni e le temperature del processo, non abbiamo più problemi. Perché torniamo all'esempio della combustione, come dicevamo prima: nessuno sa esattamente cosa avvenga. Ma non solo, le dirò di più, come funzionino gli atomi in realtà nessuno lo sa, se lei prende uno dei più aggiornati testi sui modelli atomici, il Marhoon, non c'è un capitolo dove non si legga “potrebbe essere così, ma potrebbe anche non essere così”. Se la mancanza di un modello teorico fosse un motivo per non autorizzare l'E-Cat allora a questo punto non dovrebbero essere autorizzate nemmeno tante macchine usate in medicina nucleare. Pensi ad esempio a una PET (Positron Emission Tomography), teoricamente è una macchina pericolosissima. Come funzionino esattamente le reazioni nucleari che danno luogo al funzionamento di queste macchine non si sa per il semplicissimo fatto che nessuno sa come funzioni il nucleo di un atomo. Hanno realizzato al CERN quell'immenso anello proprio per cercare di cominciare a capire veramente come sono fatti gli atomi, perché non lo sanno. Ma la PET si usa lo stesso, perché a prescindere dall'aspetto teorico – tutt'altro che chiarito – in pratica si conosce la radiazione che esce durante una tomografia e la sua pericolosità è sotto controllo. La stessa cosa facciamo noi: la radiazione che esce dai nostri reattori è perfettamente controllata, abbiamo fatto migliaia di misure, le abbiamo fatte con gli stessi esperti che fanno i controlli sulle macchine di medicina nucleare.

22PASSI – Immagino che il giorno in cui i fisici e i chimici nucleari troveranno un modello scientifico per spiegare quello che avviene dentro la macchina a quel punto potrà essere implementata e sviluppata. Siamo appena all'inizio di una nuova tecnologia, come i primi motori a scoppio di oltre un secolo fa confrontati con quelli di oggi.

ROSSI – Assolutamente sì. L'esempio è giusto: nel 1905 ipotizzare di fare un motore a scoppio che tirasse fuori potenze di centinaia di cavalli sarebbe stata pura utopia, avrebbero detto “tu sei matto, questa roba qua è una bomba”. Diciamo che noi oggi abbiamo dimensionato la macchina per essere sicura in proporzione alle conoscenze che abbiamo. Un secolo fa la chimica della combustione del petrolio all'interno dei cilindri era in buona parte ignota, però i motori giravano ed erano sicuri, perché a quelle potenze di pochi cavalli vapore non c'erano problemi.

22PASSI – Cambiamo discorso, che alla fine abbiate scelto di costruirlo all'estero invece che in Italia non mi stupisce…

ROSSI – No, in Italia non intendo più fare niente, a parte la ricerca. Lei oggi mi trova in Italia perché sto lavorando con l'Università di Bologna altrimenti sarei negli Stati Uniti.

22PASSI – Proprio questo volevo chiederle. Perché proprio in Grecia e non negli Stati Uniti dove si trovano le sue attività principali?

ROSSI – Negli Stati Uniti noi abbiamo una fabbrica di reattori. In Grecia c'è questa Newco che è partecipata da grosse compagne europee che lavorano nel settore dell'energia, si sono proposte e abbiamo fatto un contratto…

22PASSI – Un momento, questo mi era sfuggito. Mi sta dicendo che ci sarà una fabbrica in Grecia e un'altra anche negli Stati Uniti?

ROSSI – Sì le è sfuggito, negli Stati Uniti una fabbrica c'è già. I reattori che sono stati prodotti adesso e anche la prima unità da 1 MW li stiamo costruendo nello stabilimento che abbiamo negli Stati Uniti.

22PASSI – Quindi l'unità da 1 MW che sarà presentata ad ottobre verrà costruita negli USA e portata in Grecia.

ROSSI – Esattamente. In Grecia ora si sta preparando lo stabilimento dla cui produzione sarà destinata al mercato europeo, suppongo, anche se poi dipenderà da quello che deciderà il consiglio d'amministrazione della Defkalion Green Technologies.

22PASSI – A questo punto ci può dire chi sono gli investitori europei e statunitensi?

ROSSI – Mi dispiace, vogliono per il momento mantenere l'anonimato entrambi. Non lavoro per soddisfare la curiosità della gente, lavoro per produrre macchine che funzionano e rispetto la volontà di chi ci mette i capitali. Posso solo aggiungere che loro chiaramente conoscono benissimo tutti i segreti industriali della macchina, proprio per questo hanno deciso di investire in essa.

22PASSI – Conferma che i primi clienti saranno a loro volta industrie e non privati?

ROSSI – Assolutamente sì, anche perché torniamo al discorso della sicurezza, un conto è ottenere le autorizzazioni per utilizzare questi impianti in una situazione industriale, dove ci sono strutture e attrezzature adeguate e addetti specializzati. Un conto è un elettrodomestico che viene comprato in un qualsiasi grande magazzino e messo in un qualsiasi appartamento. è evidente che sia lo sviluppo tecnologico sia le autorizzazioni e certificazioni necessarie per produrre l'elettrodomestico implicheranno molto più tempo per essere concluse e implementate. Più si va nel grande è più si ha a che fare con una struttura industriale con addetti addestrati a fare la manutenzione e controllo. è quando si va a casa della signora Maria che il discorso diventa più difficile da un punto di vista autorizzativo, perché li non c'è un addetto o un esperto. Dentro l'E-Cat avvengono pur sempre delle reazioni nucleari, anche se non viene utilizzato né prodotto materiale radioattivo, o meglio, si producono isotopi con un tempo di decadimento brevissimo, una emi-vita nell'ordine dei minuti.

22PASSI – Insomma il limite per ora per ora è nel piccolo non nel grande. Ma questo significa che come si mettono insieme elementi da 10 kW per ricavare unità da 1 MW, allo stesso tempo si potrebbero mettere insieme unità da 1 MW per ricavare potenze maggiori? Per fare una centrale da centinaia di 100 megawatt per esempio?

ROSSI – Certamente. L'unità da 1 MW sono 100 unità da 10 kW. A quel punto di unità da 1 MW ne possiamo mettere insieme quante vogliamo.

22PASSI – è fantascienza immaginare che tra 50 anni ci sarà la caldaietta domestica a fusione fredda in ogni appartamento?

ROSSI – Anche meno, potrebbero bastare una decina di anni. Fermo restando il discorso autorizzativo molto più complesso che dicevamo prima, che invece è già stato superato per gli impianti industriali in costruzione.

22PASSI – Sì però c'è una via di mezzo molto interessante a mio avviso: il teleriscaldamento. Già oggi esistono interi quartieri collegati a una unica centrale termica. Le infrastrutture sono già belle pronte, basterebbe sostituire la centrale a metano con una a fusione fredda.

ROSSI – Senz'altro, questo è fattibile sin da ora, perché siamo comunque nel campo dell'applicazione industriale, anche se l'uso finale è domestico, non si va a mettere un reattorino dentro un appartamento come fosse un televisore o un forno a micro-onde, nelle case corrono solo i tubi dell'acqua calda prodotta da una centrale con tutti gli standard di sicurezza che servono. Ed è proprio quello che si farà in Grecia, dove sono più interessati al termico che all'elettrico.

22PASSI – Ci conferma i costi che ha dichiarato alla conferenza stampa di Bologna, cioè 2000€ al kW per l'acquisto degli impianti e 1 centesimo a kW/h?

ROSSI – No, queste cifre sono in dollari e centesimi di dollaro, se parliamo di euro i prezzi si abbassano, in funzione del cambio attuale naturalmente. Ricordo che attualmente un kW ottenuto da fonti energetiche tradizionali viene sui 13-14 centesimi.

22PASSI – Una bella differenza, non c'è che dire. Ok, possiamo concludere qui.
La ringrazio per questa seconda intervista concessa in esclusiva al blog Ventidue passi d'amore e dintorni.
Tratto da: 22passi.blogspot.com


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Fusione fredda:  misurare per credere – USA, Mag, 2010
Ogni tanto qualche giornalista riesce a stupire. Scott Pelley, redattore della trasmissione "60 Minutes" (CBS), decide di verificare di persona il fenomeno conosciuto come "fusione fredda", ritenuto dalla scienza ufficiale "scienza spazzatura".
Pelley intervista così lo scienziato McKubre, che da 20 anni lavora nel campo e che, a suo dire, ha raggiunto ormai risultati innegabili e sorprendenti. La scienza ufficiale però respinge ogni sua dichiarazione senza nemmeno degnarsi di verificarla, avendo già deciso che la “scoperta” di Fleishmann e Pons, che risale al 1989, non avesse alcun fondamento scientifico.

 
 
 


A questo punto Pelley si presenta alla American Physical Society, l'associazione nel settore più importante d'America, per farsi consigliare uno scienziato indipendente che possa verificare il presunto "eccesso d'energia" dichiarato da coloro che sostengono la fusione fredda.

Gli viene suggerito Rob Duncan, uno scienziato esperto in misurazioni energetiche, …

… che viene portato da Pelley a verificare il lavoro di un laboratorio israeliano, dove sembra si stiano ottenendo ottimi risultati con la fusione fredda.

Inizialmente scettico, Duncan si ritrova di fronte a risultati talmente sorprendenti che alla fine cambia radicalmente la sua posizione in materia. Ma questo non impressiona minimamente scienziati "ufficiali" come Richard Garwin, uno dei fisici più autorevoli al mondo, famoso per aver lavorato al progetto – “purtroppo di grande successo”, dice lui - della bomba H.

"Io dubito, quindi la scienza dubita - dice in sintesi Garwin – McKubre e Duncan certamente si sbagliano”. Garwin si dichiara inoltre non interessato a studiare il fenomeno, perchè "se non capiamo come funziona allora è inutile".

Come dire che bisogna studiare solo le cose che già si conoscono. Curiosa dichiarazione per uno scienziato. E pensare che altri suoi colleghi, evidentemente di diverso calibro, in passato hanno dichiarato:

"Laddove dove c'è la difficoltà, è li che si trova l'opportunità" (Albert Einstein)

"L'anomalia è la chiave per accedere ad una nuova conoscenza" (Nikola Tesla)

By Dusty – Tratto da luogocomune.net

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Ricercatori italiani e la Fusione Fredda -
Visionare anche questo VIDEO
Un gruppo di ricerca italiano al quale partecipa anche il sottoscritto webmaster di questo Portale ha gia' realizzato da qualche anno, un prototipo denominato progetto SUN-HOME, che ha le seguenti caratteristiche:
Si tratta di un prototipo di una caldaia
(Reattore PiezoNucleare Elettronico) per la produzione di calore, gas ed energia elettrica, tramite plasma elettrolitico; essa consistente in:
- 1 Quadro di alimentazione comprensivo di strumenti di misura, e elettronica interna per il controllo della potenza immessa, precisiamo che l'apparecchiatura consuma 100 Watt quando e' stabilizzata la funzione del reattore, inoltre la componentistica della stessa presenta i seguenti vantaggi rispetto a tutte le sperimentazioni eseguite.
- 1 Nocciolo in cui avviene la reazione.
- Due elettrodi posizionati nella parte inferiore del Nocciolo, gli elettrodi non si consumano.
La reazione avviene all'esterno del catodo e nella soluzione alcalina, pertanto gli elettrodi non diventano roventi
- La soluzione non si altera e rimane limpida.
- Il nocciolo inoltre emette calore - esso lavora in plasma liquido a 100°.
La cella inoltre alla produzione di calore produce gas di Idrogeno HHO + Elio, non esplodente in atmosfera.
Il prototipo che abbiamo presentato ha funzionato per oltre 2 anni in modo intermittente (duty cicle 15%) non si è mai fermato e non ha richiesto alcun intervento di manutenzione e si riaccende ogni volta che premiamo l'interruttore di accensione.
Delucidazioni e funzionamento della fusione fredda
Scaricare il filmato di presentazione dei laboratori in formato wmv - 50 Mb

SUN- HOME”, reattore PiezoNucleare Elettronico
Già da oltre 2 anni dopo circa 6 anni di ricerca, abbiamo messo a punto un prototipo Preindustriale di sistema che trasforma l’energia di alimentazione in calore, gas, elettricità.
Detto sistema basato sulla fusione Nucleare a Bassa energia è composto da:
Nocciolo contenente una soluzione di acqua con un’aggiunta di Carbonato di potassio.
2 Elettrodi in materiale speciale.
Un quadro di alimentazione, contenente un interruttore termico, 1 Variac Elettronico
Un ponte diodi  ed uscita per alimentazione caldaia Voltmetro  e amperometro.

FUNZIONAMENTO:
Fornendo tensione agli elettrodi (circa 60 Volt) ed a soluzione a circa 20 C° avviene l’emissione sugli elettrodi di sviluppo di gas (Idrogeno ed Ossigeno)  e l’amperometro si porta a 8 Ampere.
Mano a mano che il Liquido all’interno del nocciolo si surriscalda l’Amperaggio diminuisce al raggiungimento di circa 50 C° e con l’amperometro a 4 Ampere all’interno del liquido e esternamente all’elettrodo negativo avvengono delle microesplosioni luminescenti.
Al raggiungimento di ebollizione del liquido l’amperometro segna 1 Ampere.
Controllando con l’oscilloscopio la tensione in ingresso alla caldaia si è rilevato un assorbimento di circa 100 Watt.
A questo punto alimentiamo la caldaia con un sistema ad impulsi ottenendo un’ulteriore abbassamento del voltaggio fino a 30 Volt.
A parte della caldaia abbiamo collegato una torretta di distillazione dove viene convogliato il gas ed il vapore di uscita.
Attorno alla torretta di distillazione circola in un contenitore dell’acqua con un volume di 4 litri, abbiamo rilevato che la temperatura dell’acqua solo con il vapore emesso ed il gas aumenta di 2 gradi ogni 3 minuti.

RESA del “SUN HOME”
Abbiamo constatato dai dati rilevati ed applicando le seguenti formule i seguenti risultati:
Watt Consumati x 3600 (*) = Joule Consumati = Salto termico (temperatura in gradi) x Volume Liquido in cm3 x 4,186 (1) = J. prodotti
Amp. 1,5 x 3600 =  J. 5.400, in entrata
2 (in gradi) x 4000 x 4,186 =  J. prodotti in uscita 33,488
(*) 1 Watt = 3.600 J  - (1) 1 lt. = 1° di salto termico ha un potere calorifero di 1.000 cal.

Pertanto dai dati e dalle formule applicate abbiamo rilevato un incremento della temperatura del 520% rispetto alla potenza in entrata.
Abbiamo controllato inoltre con un contatore GEIGER l’emissione di radiazioni dall’apparecchiatura ma non sono state rilevate radiazioni pericolose.
Attualmente abbiamo bisogno di una spiegazione scientifica del fenomeno.
Abbiamo presentato il prototipo ad un Professore del CNR: il quale ha detto che secondo lui all’interno succedono piccole esplosioni di carattere nucleare.
Abbiamo fatto analizzare dalla INDA di Brescia i gas di scarico e ci è stato confermato che sono composti della maggior parte di IDROGENO con tracce di ELIO, ciò a conferma di reazioni nucleari.
Inoltre ricuperando i gas emessi dalla caldaia e facendoli gorgogliare in acqua gli stessi si ricompongono in acqua, pertanto non provocano nessun danno all’ambiente.
L’apparecchiatura funziona perfettamente con una ripetitività del fenomeno del 100% da oltre 2 anni, e non è stata rilevata alcuna anomalia del funzionamento, inoltre gli elettrodi su cui rileviamo delle trasmutazioni dei metalli che lo compongono e di cui sono stati fatti accertamenti, tramite un microscopio elettronico, al POLITECNICO di TORINO, non presentano segni di usura anche dopo un lungo funzionamento (6 Mesi).
Riteniamo pertanto che detta invenzione in un momento di crisi energetica possa essere molto utile, sia per il pubblico come pure per la costruzione di centrali per la produzione di energia elettrica.
La sicurezza del dispositivo viene garantita dal fatto che lo stesso non provoca e non produce scarti inquinanti di nessun genere, inoltre togliendo l’alimentazione lo stesso si ferma e non continua nessuna reazione successiva.
Lo stesso prototipo inoltre da prove eseguite può funzionare alimentato anche con un impianto solare fotovoltaico sfruttando piccole superfici.
Per maggiori informazioni scrivere al webmaster di questo sito.
Il congegno e' stato presentato nel mese di Aprile 2009 a Grottammare con presentazione della nostra relazione oltre a quella del Prof.
Fabio Cardone che ha espresso, in modo semplice ed efficace, le proprietà delle reazioni piezonucleari.  
vedi anche: http://nuovonucleare.splinder.com


vedi anche: MPS Congegno Risparmia carburante per automezzi, circa il 20%  +  Cimatica - 2


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Il RITORNO della Fusione Fredda
A vent’anni di distanza dal primo tentativo parzialmente riuscito di fusione fredda, un nuovo esperimento sembra aver riaperto le speranze di ottenere reazioni nucleari a bassa energia (LENR-low energy nuclear reactions). Lo annuncia un gruppo di ricercatori coordinati da Pamela Mosier-Boss dello Space and Naval Warfare Systems Center di San Diego (California), con uno studio presentato al meeting annuale dell’American Chemical Society: la prima prova visibile della produzione di neutroni, le particelle subatomiche la cui presenza dimostra l'avvenuta reazione atomica.

Era il 1989 quando Martin Fleischmann e Stanley Pons dimostrarono di aver ottenuto sperimentalmente la fusione fredda, suscitando grande clamore nella comunità scientifica e non solo. La fusione è la reazione che avviene all'interno delle stelle, la loro fonte di energia; riuscire a  riprodurre in laboratorio a temperatura ambiente questo processo sarebbe un risultato straordinario.
Il proseguimento delle ricerche deluse poi le aspettative iniziali: i rari tentativi (per esempio quelli del 2000  e del 2002) di riprodurre il risultato del 1989 non hanno convinto e la strada della reazione nucleare a bassa energia non si è dimostrata percorribile come alternativa “pulita” alla fissione nucleare, sulla quale si basa il funzionamento delle comuni centrali atomiche.

La sperimentazione di Mosier-Boss è stata condotta immergendo in una soluzione di cloruro di palladio e acqua pesante (acqua con atomi di deuterio al posto dell’idrogeno) un elettrodo di oro o nichel, nel quale è stata fatta passare corrente per innescare la reazione, con un processo detto di co-deposizione.
Per rilevare le tracce delle particelle emesse durante le reazioni è stata usata una plastica chiamata Cr-39. Su questo materiale, al termine dell’esperimento sono stati osservati gruppi di minuscoli segni che sarebbero stati prodotti, secondo gli autori, dai neutroni originati dalla fusione di nuclei di deuterio. Un piccolo indizio che segnala la possibilità di innescare in laboratorio le cosiddette reazioni nucleari a bassa energia, che sono alla base dei processi di fusione atomica a basse temperature.
By Simone Serra - Tratto da: galileonet.it
Qui un video del 2007 in cui Mosier-Boss spiega il processo di co-deposizione.

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ENERGIA ALTERNATIVA, preziosa come l’oro
Sperimentazioni al Kursaal con il pubblico, dall’apparecchio si sprigionano tracce di oro.

By Tiziana C
apocasa
GROTTAMMARE-  Lunedì 19 Aprile 2004 - Svelato il mistero della pietra filosofale da tre ricercatori della Campania, al convegno di Grottammare sulle nuove energie, che hanno simulato nella sala Kursaal, gremita fino all’inverosimile, l’esperimento della Fusione Fredda.
Tra alambicchi e provette, suscitando forte stupore, i tre studiosi di Caserta, Vincenzo Iorio, Alessandro Dattilo e Domenico Cirillo, hanno prodotto attraverso reazioni nucleari a debole energia, generate da un plasma all’interno di una piccola cella elettrolitica, un surplus di energia rispetto a quella introdotta elettricamente al suo interno.
Ma quello che è più sorprendente lo sprigionarsi di nuovi elementi tra cui tracce di oro, comprovanti la natura non semplicemente chimica delle reazioni in gioco.

Lo straordinario esperimento si ricollega a precedenti esperienze dei professori giapponesi Mizuno e Ohmori dell’Università di Kitaku. "La nostra cella presenta tuttavia delle varianti peculiari rispetto a quella degli scienziati nipponici, che certamente hanno determinato le condizioni opportune per la nostra scoperta -ha dichiarato Alessandro Dattilo- anche se le limitate risorse economiche investite non ci hanno permesso di ottimizzare la cella da un punto di vista energetico".
Le trasmutazioni nucleari sul catodo del tungsteno state verificate da analisi accurate, come ha spiegato Domenico Cirillo, il più giovane del gruppo che ha mostrato il funzionamento della cella attivandola alla presenza della folta platea, affascinata dalla forte luce prodotta dal plasma confinato in acqua. Il tutto si rifà ad una teoria che illustra perfettamente le reazioni nucleari a debole energia che si producono all’interno della cella con la sintesi del renio, dell’osmio e dell’oro e di tutti gli altri elementi metallici che si determinano sulla superficie del catodo.
Gli scienziati comunque hanno precisato che "è prematuro trarre conclusioni affrettate dal momento che tale teoria dovrà essere suffragata da altre prove e studi per ottimizzarne le potenzialità" ed in riferimento all’oro "si tratta di pochissimi atomi, pertanto quello che conta è il valore scientifico della scoperta non quello economico".
Sono intervenuti al convegno organizzato dall’Onne, Osservatorio nazionale sulle nuove energie, l’economista Domenico De Simone che ha delineato un nuovo sistema economico incentrato sull’utilizzo di fonti di energia non centralizzate, il ricercatore del Cnr Giuseppe Pezzella ha parlato del secondo principio della termodinamica, quindi lo studioso sambenedettese Carlo Bertocchi con una relazione sulle celle a combustibile e relative applicazioni.
Le aziende locali hanno mostrato interesse soprattutto per il Meg, free-energy su cui sta lavorando il ricercatore Roy Virgilio.
Tratto da: http://guide.supereva.it/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/04/156575.shtml

 


La fusione fredda è realtà !
...ma forse dà ancora troppo fastidio

La fusione fredda da fastidio. Anzi, fa paura. L'annuncio dei ricercatori Pons e Fleischmann nel 1989 non era affatto una bufala. I padroni del mondo, sacri custodi del nucleare, del petrolio, della chimica e quant'altro, decretarono subito che si trattava solo di una stupidaggine, e il popolo perlopiù ha creduto:  non avremmo potuto fare diversamente, quando quasi tutti i media allora ci ingannarono, e continuano a farlo.  
Vi state chiedendo perché dovrebbero ingannarci ?  Ma perché dipendono dal potere economico !  Pensateci bene:  qui stiamo parlando di una realistica ed economica fonte energetica decentrata, perciò incontrollabile, poco monopolizzabile...  ...ecco perché il potere la avversa, e lo fa con la disinformazione portata avanti soprattutto dai soliti "divulgatori scientifici", che sono riusciti a creare nella gente l'idea di un argomento poco serio.  
Meno male che gli scienziati eretici hanno proseguito le loro ricerche, prima silenziosamente, in privato e senza fondi, poi - con i primi risultati - col supporto delle industrie più lungimiranti...  ...sì, lungimiranti nel cercare di conseguire quanti più brevetti possibile, per poi bloccarli, visto che l'avvento di una cold fusion "popolare" ridurrebbe molto gli introiti da petrolio !  Perciò le informazioni ufficiali sono comunque assai scarse, e lo resteranno a lungo:  sarà sempre una "sperimentazione in corso", proprio come per l'energia solare...
Ma per sua natura, la richiesta di fusione fredda avanza dal basso, e non si fermerà, a patto che la gente sappia la verità. 
Ed eccovi le buone news: si avvicina forse il momento in cui potremo farci la nostra pila a fusione fredda in casa...  ...anzi, si può fare già adesso...
Era ora.  In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi, entusiasti, poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto tutto il possibile nonostante gli scarsissimi mezzi, e i risultati sono arrivati...  ...in barba ai detrattori più o meno interessati all'occultamento!
Ecco la lapidaria conclusione dello studio:
"La presenza, verificata sperimentalmente, di 4He rappresenta la prova definitiva della natura nucleare del processo."
Ma non pensate che - come vorrebbero comunque farci credere i "pieroangelisti" - il procedimento per la fusione fredda, se esistente, sia quantomeno difficile, instabile, legato a materiali e strumenti "esoterici"...
Il ricercatore francese Jean Louis Naudin,
ci informa che non servono nemmeno il costoso Palladio e l'introvabile acqua pesante (D2O), ma bastano Tungsteno, carboncini, acqua di rubinetto e carbonato di Potassio (K2CO3)...  Il metodo, brevettato dal giapponese Mitzuno Tadahiko e riprodotto con successo da Naudin, è davvero accessibile a tutti, e si presta a sperimentazioni domestiche!
Ed infatti c'è già chi sta sperimentando in Italia:
un’interessante ricerca è stata più recentemente effettuata da 3 studiosi campani www.progettomeg.it, che sulle orme di Mitzuno hanno effettuato degli esperimenti in dell’acqua, resa conduttiva da un sale alcalino, sottoposta ad elettrolisi mediante una tensione di alcune centinaia di volt, applicata mediante opportuni elettrodi costituiti da materiali metallici comuni come l’acciaio e il tungsteno, da cui si produrrebbero una grande quantità di neutroni, cosa non segnalata da J.L.Naudin. 
Inutile ricordare che i neutroni sono estremamente pericolosi, e vanno opportunamente schermati con piombo o vetro al piombo, e in ogni caso non si dovrà mai restare vicino alla pila durante il funzionamento, precauzioni da considerarsi come indispensabili !

fusionefredda_Naudin1.jpg
 

I tre studiosi sono:Vincenzo Iorio, napoletano; Alessandro Dattilo, di Santa Maria C.V, (CE) e Domenico Cirillo di San Nicola la Strada (CE).
Gli studiosi del settore, ponendo fiducia nella ricerca dei 3 scienziati , si augurano che in tempi non lunghissimi si otterranno dei risultati soddisfacenti per cominciare a parlare di un nuovo modo di produrre energia illimitata, per tutti!

Francesco Di Matteo - [del 03/06/2004] di Sui-generis S.U.N.
..ma forse dà ancora troppo fastidio  

Inoltre......

I fattori finanziari (legati alle fusione calda) hanno avuto ed hanno una certa rilevanza nella furibonda animosita' manifestata verso la "fusione fredda". Quando una sottocommissione congressuale (USA) avanzo' l'ipotesi che si potessero stornare 25 milioni di dollari dalla ricerca sulla fusione calda, per destinarli alla fusione fredda, gli scienziati della fusione calda si sentirono oltraggiati e forti delle loro conoscenze e "collusioni" fecero di tutto e di piu' pur di bloccare quella possibilita'.

Oggi pero' i riscontri del fatto che la trasmutazione di elementi pesanti puo' avvenire in sistemi elettrochimici, sono diventati decisamente consistenti.
Yasuhiro Iwamura, Mitsuru Sakano, Takehiko Itoh del Mitsubishi Advanced Tecnology Researce Centre in Giappone, hanno dimostrato una riproducibile trasmutazione di Cesio (Z=42) in Praseodimio (Z=59) e di Stronzio (Z=38) in Molibdeno (Z=42) all'interno di un sistema Deuterio-Palladio; i risultati conseguiti sono stati pubblicati nel 2002 sul Japanese Journal of Applied Physics 41:4642-4650.

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ed ancora.......  FUSIONE FREDDA

In data 25/10/2000 il Prof. Carlo Rubbia - Presidente dell'ENEA - interveniva al convegno "L'energia fredda e le fonti rinnovabili - In ricordo di Giuliano Preparata", dichiarando:  “...la fusione fredda è partita col piede sbagliato» creando eccessive aspettative.  Ma la ricerca deve continuare «i tempi potrebbero essere più brevi con maggiori finanziamenti.» e inoltre:  «abbiamo una buona teoria, adesso cominciamo a fare un lavoro scientifico, le applicazioni verranno dopo”.
Era ora.  In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi, entusiasti, poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto tutto il possibile nonostante gli scarsissimi mezzi, e i risultati sono arrivati...  ...in barba ai detrattori più o meno interessati all'occultamento !
Che direbbero questi scettici se, dopo anni di disinformazione, fossero costretti a rispondere pubblicamente sul fatto che all'ENEA di Frascati è stata definitivamente confermata la natura nucleare delle reazioni che avvengono nella fusione fredda ?
Ecco la lapidaria conclusione dello studio: "La presenza, verificata sperimentalmente, di 4He rappresenta la prova definitiva della natura nucleare del processo."
E speriamo che con ciò - per chi vuole davvero capire - sia definitivamente risolta la diatriba principale, sul fatto se le reazioni sono di natura chimica o fisica.  Il che dovrebbe logicamente dare il via a ricerche successive...
E qui invito a riflettere chi avesse trovato paranoica la mia introduzione...  Quale pensate possa essere stata la reazione dell'establishment che decide i finanziamenti per la ricerca ?  
Hanno premiato questi valenti ricercatori ?  Certo che no...  Il loro premio, di cui ci informano tristemente e laconicamente i ricercatori stessi, è questo, come si legge nella conclusione della ricerca:


la pila dell'ENEA, Frascati

"Per l’anno 2003 non sono stati assegnati finanziamenti ulteriori per cui non sono previsti ulteriori sviluppi."
Semplicemente disgustoso.  Chi non ci crede, si veda queste pagine (finché non saranno magari censurate perché "scomode"...:
www.frascati.enea.it/nhe/Pagina%20vuota%201.htm
oppure la stessa pagina in inglese a

www.frascati.enea.it/nhe/home.htm
(a destra la foto della pila presente in quella pagina, che riproduciamo qui perchè spesso risulta non visibile)

Il rapporto completo (1,7 Mb in formato pdf) è scaricabile a
Rapporto Tecnico ENEA RT2002/41/FUS  

la pila dell'ENEA

la Pila di frascati

Tratto da: http://www.xmx.it/fusionefredda.htm
vedi anche: http://www.verdi.it/document/fusione/

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http://www.progettomeg.it


Come moltissimi di voi già sanno, Progettomeg ha l'onore di seguire da vicino un esperimento volto a replicare il fenomeno della fusione fredda, portato avanti da ricercatori Casertani.

I documenti che trovate sono il frutto, di volta in volta, degli stati di avanzamento della sperimentazione. Vengono descritte le attrezzature, le configurazioni ed i passi seguiti in modo da rendere comprensibile ed eventualmente replicabile, con le dovute attenzioni, tutto il nostro lavoro.

Attualmente l'esperimento è ad un livello di maturità in cui sono stati chiariti molti passi e creata una teoria quasi completa del fenomeno. Ancora rimangono da fare alcune analisi essenziali per la totale comprensione delle variabili in gioco ma oramai possiamo affermare con certezza che la nostra cella ottiene overunity energetica e che al suo interno avvengono delle trasmutazioni nucleari a bassa energia (LENR). 
Queste sono importanti affermazioni e non le pronunciamo senza cognizione di causa.

Quello che ci rimane da fare, e qui chiediamo l'aiuto a chi potrebbe fornircelo, è l'esecuzione di alcune misure importanti che richiedono strumentazioni molto costose e quindi fuori della nostra portata. L'ideale sarebbe una collaborazione con qualche grosso laboratorio o università.

Ultimamente, grazie alle indicazioni dei due ricercatori ed al forum, altre persone hanno iniziato a replicare con successo l'esperimento, e di seguito troverete immagini, testi e video che descrivono queste esperienze, certamente più "casalinghe" di quelle casertane, ma altrettanto stupefacenti e coinvolgenti. Se avete intenzione di smanettare anche voi, fate sempre molta attenzione e seguite tutti i consigli di protezione in particolare per gli eventuali neutroni emessi durante la fase di plasma.

Aprite occhi, cuore e cervello e gustatevi questo splendido lavoro che stanno portando avanti con successo questi ricercatori della verità.

Roy V.

 

 

Fusione Fredda: Ultimi studi - Ultimi studi e ingegnerizzazione

L'argomento è di fondamentale importanza per il futuro approvvigionamento energetico italiano e mondiale.
La "vexata quaestio" della cosiddetta "Fusione Fredda", comincia nel 1989 quando l'annuncio di Fleischmann e Pons accende tante speranze. Ma tante ne vengono spente appena una parte del mondo scientifico, nel giro di poche settimane, inizia a negare con vigore tale possibilità.

Fortunatamente, però, gli studi sperimentali proseguono e le riprove della validità scientifica dei fenomeni di "Fusione Fredda" si moltiplicano a dismisura. Molto in sordina, sempre più laboratori nel mondo, continuano le ricerche fino a giungere, negli ultimi anni, a poter escludere ogni ragionevole dubbio: Il fenomeno energetico delle Reazioni Nucleari a Debole Energia nella Materia Condensata (o Fusione Fredda che dir si voglia) è reale, in quanto è sistematicamente riproducibile, come fenomeno fisico in laboratorio; di natura nucleare (benché totalmente pulita, in quanto le radiazioni emesse sono solo di tipo termico) e non chimica, manifestando una densità energetica di migliaia di volte superiore a qualsiasi plausibile fenomeno chimico.
A tale risultato sono giunti per primi i nostri scienziati dell'ENEA di Frascati nel 2002, sotto la presidenza del premio Nobel Carlo Rubbia e la guida di Giuliano Preparata e di Emilio Del Giudice, insieme ad Antonella De Ninno ed Antonio Frattolillo.
Vedere l'ottima inchiesta di
RaiNews24 che illustra molto bene la scoperta e l'anomalo svolgersi dei fatti in Italia e all'estero. Infatti, dal momento in cui il rapporto che dimostra la natura nucleare del fenomeno è pronto, si verifica una serie di spiacevoli inconvenienti che non permettono il continuare degli studi e l'auspicato passaggio alla fase di ingegnerizzazione che avrebbe fornito alla comunità un prodotto funzionante e commerciabile.

Dalla scoperta italiana del 2002 sono passati 4 anni in cui, a livello ufficiale, non è successo nulla, ma in realtà una grossa schiera di società, per lo più estere, si sono occupate di implementare i risultati raggiunti in Italia.
Oggi sono molto attive alcune società straniere, quali l'EDF (Electricité de France), la ST Microelectronics, la MHI Mitsubishi Heavy Industries, la Pirelli Labs, e molti istituti di ricerca come l'Università di Osaka in Giappone, sotto la guida del Prof. Arata, o la Cina, attraverso la Tsinghua University, Beijing, dalla quale proviene il Prof. XingZhong Li, attivo in Italia da diversi anni proprio per la coscienza che il nostro paese è tra i più avanzati in questo tipo di ricerca.
Ma siamo proprio al limite. Se, come è spesso accaduto nel passato, anche questa volta la scissione tra il mondo scientifico e quello dell'ingegnerizzazione industriale, non si colma, rimarremo al palo anche questa volta con la conseguenza di frustrare le nostre menti più brillanti, impedendo la nascita di un'innovazione strategica per il nostro paese e soprattutto non consentendo le enormi ricadute positive che, non solo sotto il profilo energetico, ma anche ambientale, sanitario e sociale diventano sempre più fondamentali.
E' in gioco l'indipendenza energetica nazionale che si potrà ottenere con energia pulita, abbondante e a basso costo.
Oggi, grazie alla facilità e libertà di comunicazione che offre internet ed alla necessità di risolvere seriamente il problema dell'energia, si può comprendere l'enorme potenzialità che madre Natura ci offre.
E' una tecnologia accessibile ed alla portata, se non del privato, di sicuro della piccola industria.
Basta aspettare !!
C'è bisogno di dare la possibilità CONCRETA ai ricercatori di finire gli ultimi studi necessari e cominciare ad ingegnerizzare il prodotto per ottenere quanto prima il suo sfruttamento a livello energetico.
Tratto da: http://www.progettomeg.it

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