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La
particella di Dio è
la storia della ricerca sulla fusione nucleare a
freddo. Della vicenda contrastata e delle varie
posizioni teoriche in margine ad essa, racconta i
risvolti umani, sociali e politici della lotta per
non perdere i finanziamenti pubblici e privati,
sulla fusione nucleare a caldo...
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Dopo 16 anni è tornata: nei fatti non era mai
andata
via. Dal 1989, i laboratori della Marina Militare
Statunitense hanno effettuato più di 200 esperimenti
per indagare se le reazioni nucleari generano
più energia di quanta ne consumino - fatto che era
ritenuto possibile solo all'interno
delle stelle - a
temperatura ambiente.
Molti ricercatori si sono finora
dichiarati convinti di tale possibilità. Con la fusione fredda controllata, molti dei problemi energetici
del pianeta si dissolverebbero: non c'è
da stupirsi allora
se il Dipartimento Statunitense dell'Energia si sia interessato.
Lo scorso dicembre, dopo una lunga
analisi delle prove, si è detto favorevole
ad accogliere proposte di ricerca per esperimenti
di fusione fredda.
Questo può essere considerato un giro
di boa. Il primo
rapporto del Dipartimento dell'Energia sull'argomento
fu pubblicato 15 anni fa, e concludeva che i
risultati sulla fusione fredda prodotti da Martin Fleischmann e da Stanley Pons,
dell'Università dell'Utah,
e resi noti in una conferenza del 1989, erano impossibili da riprodurre, e quindi probabilmente
falsi.
La prova principale della fusione fredda
è che immergendo elettrodi di palladio in acqua
pesante - nella quale l'ossigeno viene combinato
con il deuterio, un isotopo dell'idrogeno - si
rilascia
una grande quantità di energia. Sottoponendo gli
elettrodi ad una corrente i nuclei di deuterio si
spostano
nelle molecole di palladio, permettendo così
di superare la loro naturale repulsione e di
fondersi
assieme, rilasciando una grossa quantità di energia.
La controversia è dovuta al fatto che la fusi one,a
temperatura ambiente, è considerata impossibile da
tutte le teorie scientifiche attualmente accettate.
"Ciò
non importa
-
dice David Nagel, ingegnere
dell'Università George Washington di Washington DC.
-
Ci
sono voluti oltre 40 anni per spiegare i superconduttori
-
sottolinea
- quindi
non c'è nessun
motivo per rifiutare la fusione fredda.
L'esperimento è probante e robusto
-
dice -
non
lo si può ignorare".
Fonte:
http://www.coscienza.org/Schwartzre-port2005.htm#13_Fusìone_fredda_
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Il Rapporto quarantuno
(41):
"Caro professor Rubbia, sono molto lieto che il
programma di ricerca intrapreso da Giuliano Preparata
abbia conseguito il suo scopo"
E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico
britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i
laboratori di fisica nucleare dell' ENEA di Frascati. Lo
scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla
comunita' scientifica per aver annunciato la
possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a
temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" -e' un
uomo compassato ma non riesce a trattenere l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia,
all'epoca presidente dell'agenzia italiana per
l'energia, l'ENEA.
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono
veramente impressionanti, e non esagero".
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp
"Visto, non si stampi" - Perche' le riviste non
hanno pubblicato il rapporto 41
Nell'estate del 2002 il Rapporto 41 fu inviato a diverse
riviste scientifiche. Le prime due furono le
statunitensi Science e Nature, quelle che "hanno un
impact factor piu' alto", come si dice. Nel senso che
una pubblicazione su queste riviste "vale" molto di piu'
per la carriera scientifica di un ricercatore. "Nel
giro di qualche giorno - ricorda Antonella De Ninno
- a stretto giro di posta elettronica, Science ha
risposto che non avevano spazio per pubblicare questo
lavoro. Non sono entrati nel merito, non ci hanno
neanche consentito l'accesso al processo di review, che
si usa di solito nel mondo scientifico, per cui un
lavoro viene mandato ad altri colleghi che ne valutano
l'attendibilita' ed eventualmente chiedono chiarimenti.
In questo caso siamo stati espulsi subito. Ci hanno
detto che non c'era spazio, motivi editoriali". "Questa
fu la risposta di Science", aggiunge Emilio
Del Giudice. "Altri fecero delle osservazioni
piuttosto peregrine.
Per esempio uno dice: "Come è possibile raggiungere
temperature così elevate sott'acqua, nell'acqua della
cella elettrolitica" ?. Evidentemente questo
signore non sapeva che esistono i vulcani sottomarini, o
che è possibile fare le saldature sott'acqua se c'è una
sorgente di energia sufficiente..."
Antonella De Ninno: "Dopo Nature abbiamo provato con
altre quattro riviste, pero' devo dire che non siamo
riusciti ad avere un processo di revisione
convenzionale, in particolare sulla misura dell'elio non
abbiamo raccolto una sola obiezione in cinque riviste".
Antonio Frattolillo: "L'obiettivo era quello di fare
un esperimento che fosse talmente pulito, dal punto di
vista della procedura sperimentale, da riuscire a bucare
quel muro di diffidenza che la comunita' scientifica
ufficiale aveva verso tutto cio' che riguardava la
fusione fredda. Alla fine pero' non ha bucato. Non siamo
mai riusciti neanche a pubblicare il lavoro. Addirittura
una delle riviste che abbiamo contattato ci ha risposto
che dal momento che questo lavoro riguardava la fusione
fredda - che era gia' stata dimostrata essere falsa - la
pubblicazione non era possibile"
Emilio Del Giudice: "Scherzosamente, quando era tra
amici, Giuliano Preparata chiamava Nature '"a Pravda".
E questo perche' Nature si e' assunta il compito di
fornire non solo informazione scientifica ma anche
ideologia scientifica. Loro dicono: "siccome il fenomeno
non è possibile noi non pubblichiamo".
Non so se si
tratti di un atteggiamento aristotelico. E' un
atteggiamento che contraddice con quanto Shakespeare fa
dire a Polonio, quando dice 'non devi essere ne' un
credente ne' un miscredente'. Uno scienziato non deve
avere preconcetti. Ne' positivi ne' negativi".
Tratto da:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41_riviste.asp
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Fusione Fredda
2002: "In questo lavoro viene dimostrata la simultanea
produzione di eccesso di entalpia e di 4He ..."
(rispetto all'energia immessa per la reazione). "Il
fenomeno descritto è stato riprodotto diverse volte: il
livello quantitativo della produzione di elio nei
differenti esperimenti, dipende, ovviamente, dal livello
di caricamento di Deuterio in Palladio raggiunto nel
corso dell’esperimento".
Experimental evidence of 4He production
in a cold fusion experiment (RT2002/41/FUS).
"Il gruppo italiano A. De Ninno e A.
Frattolillo, guidati dal professor F. Scaramuzzi,
realizz infatti un esperimento utilizzando il titanio al
posto del palladio e dimostrò che quando il titanio
assorbe a bassa temperatura gas deuterio, si verifica un
surplus di energia e sono emessi neutroni.
http://it.wikipedia.org
"I risultati ottenuti dai ricercatori italiani sono
veramente impressionanti, e non esagero"
"E' il dieci aprile del 2002. Il famoso elettrochimico
britannico Martin Fleischmann ha appena visitato i
laboratori di fisica nucleare dell'ENEA
di Frascati.
Lo scienziato che nel 1989 era stato emarginato dalla
comunita' scientifica per aver annunciato la
possibilita' che alcuni atomi possano fondersi a
temperatura ambiente - la famosa "fusione fredda" - e'
un uomo compassato ma non riesce a trattenere
l'entusiasmo.
Decide di scrivere al premio nobel Carlo Rubbia,
all'epoca presidente dell'agenzia italiana per
l'energia, l'ENEA".
Secondo il sito internet dell'ENEA, dal febbraio 2003 il
progetto è stato accantonato perché non sono stati
stanziati nuovi fondi per il suo sviluppo. Dal 2005 è
finanziato dallo Stato un gruppo di ricercatori
dell'Enea guidato da Vittorio Violante (altra gente), il
quale ha ottenuto dei risultati preliminari considerati
interessanti.
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Ricercatori italiani e la Fusione Fredda
Il ricercatore Alessandro Goi ha gia' realizzato da
qualche anno, un
prototipo denominato
progetto SUN-HOME, che ha le seguenti caratteristiche:
Si tratta di un prototipo di una caldaia
(reattore
PiezoNucleare Elettronico)
per la produzione di calore, gas
ed energia elettrica,
tramite plasma elettrolitico; essa consistente in:
- 1 Quadro di alimentazione comprensivo di strumenti di
misura, e elettronica interna per il controllo della
potenza immessa, precisiamo che l'apparecchiatura
consuma 100 Watt in regime di funzionamento normale,
inoltre la componentistica della stessa presenta i
seguenti vantaggi rispetto a tutte le sperimentazioni
eseguite.
- 1 Nocciolo in cui avviene la reazione.
- Due elettrodi posizionati nella parte inferiore del
Nocciolo, gli elettrodi non si consumano.
La reazione avviene all'esterno del catodo e nella
soluzione alcalina, pertanto gli elettrodi non diventano
roventi
- La soluzione non si altera e rimane limpida.
- Emissione di raggi - Gamma, Beta E Alfa
- Il nocciolo inoltre emette calore - esso lavora in
plasma liquido a 100°.
La cella inoltre alla produzione di calore produce gas
di Idrogeno
HHO +
Elio, non esplodente in atmosfera.
- Produce corrente elettrica per 300 W.
Il prototipo che abbiamo presentato ha funzionato per
oltre 2 anni in modo intermittente (duty cicle 15%) non
si è mai fermato e non ha richiesto alcun intervento di
manutenzione e si riaccende ogni volta che premiamo l'interruttore
di accensione.
Delucidazioni e funzionamento della fusione fredda
Scaricare il filmato di presentazione dei laboratori in
formato wmv - 50 Mb
“SUN- HOME”,
reattore
PiezoNucleare Elettronico
Già da oltre 2 anni dopo circa 6 anni di ricerca,
abbiamo messo a punto un prototipo Preindustriale di
sistema che trasforma l’energia di alimentazione in
calore, gas, elettricità.
Detto sistema
basato sulla fusione Nucleare a Bassa energia è composto
da:
Nocciolo contenente una soluzione di acqua con
un’aggiunta di Carbonato di potassio.
2 Elettrodi in materiale speciale.
Un quadro di alimentazione, contenente un interruttore
termico, 1 Variac Elettronico
Un ponte diodi ed uscita per alimentazione caldaia
Voltmetro e amperometro.
FUNZIONAMENTO:
Fornendo tensione agli elettrodi (circa 60 Volt) ed a
soluzione a circa 20C° avviene l’emissione sugli
elettrodi di sviluppo di gas (Idrogeno ed
Ossigeno) e
l’amperometro si porta a 8 Ampere.
Mano a mano che il Liquido all’interno del nocciolo si
surriscalda l’Amperaggio diminuisce al raggiungimento di
circa 50C° e con l’amperometro a 4 Ampere all’interno
del liquido e esternamente all’elettrodo negativo
avvengono delle microesplosioni luminescenti.
Al raggiungimento di ebollizione del liquido
l’amperometro segna 1 Ampere.
Controllando con l’oscilloscopio la tensione in ingresso
alla caldaia si è rilevato un assorbimento di circa 50
Watt.
A questo punto alimentiamo la caldaia con un sistema ad
impulsi ottenendo un’ulteriore abbassamento
dell’assorbimento fino a 30
Watt.
A parte della caldaia abbiamo collegato una torretta di
distillazione dove viene convogliato il gas ed il vapore
di uscita.
Attorno alla torretta di distillazione circola in un
contenitore dell’acqua con un volume di 4 litri, abbiamo
rilevato che la temperatura dell’acqua solo con il
vapore emesso ed il gas aumenta di 2 gradi ogni 3
minuti.
RESA del “SUN
HOME”
Abbiamo constatato dai dati rilevati ed applicando le
seguenti formule i seguenti risultati:
Watt. Consumati x 3600 =
Joule Consumati =
Salto termico x Volume Liquido in cm3 x 4,186 = J.
prodotti
Watt. 1,5 x 3600 = J. 5.400, in entrata
2 x 4000 x 4,186
= J. prodotti in uscita 33.000,488
Pertanto dai
dati e dalle formule applicate abbiamo rilevato
un incremento della temperatura del 620% rispetto alla
potenza in entrata.
Abbiamo controllato inoltre con un contatore
GEIGER
l’emissione di radiazioni dall’apparecchiatura ma non
sono state rilevate radiazioni pericolose.
Attualmente abbiamo bisogno di una spiegazione
scientifica del fenomeno.
Abbiamo presentato il prototipo al Prof. Fabio Cardone,
del
CNR: il quale à detto che secondo lui all’interno
succedono piccole esplosioni di carattere nucleare.
Abbiamo fatto analizzare dalla INDA di Brescia i gas di
scarico e ci è stato confermato che sono composti della
maggior parte di
IDROGENO con tracce di
ELIO, ciò a
conferma di reazioni nucleari.
Inoltre ricuperando i gas emessi dalla caldaia e
facendoli gorgogliare in acqua gli stessi si
ricompongono in acqua, pertanto non provocano nessun danno
all’ambiente.
L’apparecchiatura funziona perfettamente con una
ripetitività del fenomeno del 100% da oltre 2 anni, e
non è stata rilevata alcuna anomalia del funzionamento,
inoltre gli elettrodi su cui rileviamo delle
trasmutazioni dei metalli che lo compongono e di cui
stiamo facendo degli accertamenti tramite il
POLITECNICO di TORINO
(Prof. F. Pirri) non presentano segni di usura
anche dopo un lungo funzionamento (6 Mesi).
Riteniamo pertanto che detta invenzione in un momento di
crisi energetica possa essere molto utile, sia per il pubblico
come pure per la costruzione di centrali per la
produzione di energia elettrica.
La sicurezza del dispositivo viene garantita dal fatto
che lo stesso non provoca e non produce scarti
inquinanti di nessun genere, inoltre togliendo
l’alimentazione lo stesso si ferma e non continua
nessuna reazione successiva.
Lo stesso prototipo inoltre da prove eseguite può
funzionare alimentato anche con un impianto solare
fotovoltaico sfruttando piccole superfici.
Per maggiori informazioni scrivere al
webmaster di questo
sito.
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ENERGIA
ALTERNATIVA, preziosa come l’oro
Sperimentazioni
al Kursaal con il pubblico, dall’apparecchio si sprigionano tracce di oro.
By Tiziana Capocasa
GROTTAMMARE- Lunedì
19 Aprile 2004 - Svelato il mistero della pietra filosofale da tre ricercatori
della Campania, al convegno di Grottammare sulle nuove energie, che hanno
simulato nella sala Kursaal, gremita fino all’inverosimile, l’esperimento
della Fusione Fredda.
Tra
alambicchi e provette, suscitando forte stupore, i tre studiosi di Caserta,
Vincenzo Iorio, Alessandro Dattilo e Domenico Cirillo, hanno prodotto attraverso
reazioni nucleari a debole energia, generate da un plasma all’interno di una
piccola cella elettrolitica, un surplus di energia rispetto a quella introdotta
elettricamente al suo interno.
Ma quello che è più sorprendente lo
sprigionarsi di nuovi elementi tra cui tracce di oro, comprovanti la natura non
semplicemente chimica delle reazioni in gioco.
Lo
straordinario esperimento si ricollega a precedenti esperienze dei professori
giapponesi Mizuno e Ohmori dell’Università di Kitaku. "La nostra cella
presenta tuttavia delle varianti peculiari rispetto a quella degli scienziati
nipponici, che certamente hanno determinato le condizioni opportune per la
nostra scoperta -ha dichiarato Alessandro Dattilo- anche se le limitate risorse
economiche investite non ci hanno permesso di ottimizzare la cella da un punto
di vista energetico".
Le
trasmutazioni nucleari sul catodo del tungsteno state verificate da analisi
accurate, come ha spiegato Domenico Cirillo, il più giovane del gruppo che ha
mostrato il funzionamento della cella attivandola alla presenza della folta
platea, affascinata dalla forte luce prodotta dal plasma confinato in acqua. Il
tutto si rifà ad una teoria che illustra perfettamente le reazioni nucleari a
debole energia che si producono all’interno della cella con la sintesi del
renio, dell’osmio e dell’oro e di tutti gli altri elementi metallici che si
determinano sulla superficie del catodo.
Gli
scienziati comunque hanno precisato che "è prematuro trarre conclusioni
affrettate dal momento che tale teoria dovrà essere suffragata da altre prove e
studi per ottimizzarne le potenzialità" ed in riferimento all’oro
"si tratta di pochissimi atomi, pertanto quello che conta è il valore
scientifico della scoperta non quello economico".
Sono
intervenuti al convegno organizzato dall’Onne, Osservatorio nazionale sulle
nuove energie, l’economista Domenico De Simone che ha delineato un nuovo
sistema economico incentrato sull’utilizzo di fonti di energia non
centralizzate, il ricercatore del Cnr Giuseppe Pezzella ha parlato del secondo
principio della termodinamica, quindi lo studioso sambenedettese Carlo Bertocchi
con una relazione sulle celle a combustibile e relative applicazioni.
Le
aziende locali hanno mostrato interesse soprattutto per il Meg, free-energy su
cui sta lavorando il ricercatore Roy Virgilio.
Tratto da:
http://guide.supereva.it/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/04/156575.shtml
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La
fusione fredda è realtà!
...ma
forse dà ancora troppo fastidio
La
fusione fredda da fastidio. Anzi, fa paura. L'annuncio dei ricercatori Pons e
Fleischmann nel 1989 non era affatto una bufala. I padroni del mondo, sacri
custodi del nucleare, del petrolio, della chimica e quant'altro, decretarono
subito che si trattava solo di una stupidaggine, e il popolo perlopiù ha
creduto: non avremmo potuto fare diversamente, quando quasi tutti i
media allora ci ingannarono, e continuano a farlo.
Vi state chiedendo perché dovrebbero ingannarci ? Ma perché dipendono dal potere
economico ! Pensateci bene: qui stiamo parlando di una realistica
ed economica fonte energetica decentrata, perciò incontrollabile, poco
monopolizzabile... ...ecco perché il potere la avversa, e lo fa con la
disinformazione portata avanti soprattutto dai soliti "divulgatori
scientifici", che sono riusciti a creare nella gente l'idea di un
argomento poco serio.
Meno male che gli scienziati eretici hanno
proseguito le loro ricerche, prima silenziosamente, in privato e senza fondi,
poi - con i primi risultati - col supporto delle industrie più
lungimiranti... ...sì, lungimiranti nel cercare di conseguire quanti più
brevetti possibile, per poi bloccarli, visto che l'avvento di una cold fusion
"popolare" ridurrebbe molto gli introiti da petrolio ! Perciò
le informazioni ufficiali sono comunque assai scarse, e lo resteranno a lungo:
sarà sempre una "sperimentazione in corso", proprio come per
l'energia solare...
Ma per sua natura, la richiesta di fusione fredda avanza dal basso, e non si
fermerà, a patto che la gente sappia la verità.
Ed eccovi le buone news: si avvicina forse il momento in cui potremo
farci la nostra pila a fusione fredda in casa... ...anzi, si può fare
già adesso...
Era ora. In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi, entusiasti,
poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto tutto il possibile nonostante
gli scarsissimi mezzi, e i risultati sono arrivati... ...in barba ai
detrattori più o meno interessati all'occultamento!
Ecco la lapidaria conclusione dello studio:
"La presenza, verificata sperimentalmente, di 4He rappresenta la prova
definitiva della natura nucleare del processo."
Ma non pensate che - come vorrebbero comunque farci credere i "pieroangelisti"
- il procedimento per la fusione fredda, se esistente, sia quantomeno
difficile, instabile, legato a materiali e strumenti "esoterici"...
Il ricercatore francese Jean Louis Naudin,
ci informa che non servono nemmeno il costoso Palladio e l'introvabile acqua
pesante (D2O), ma bastano Tungsteno, carboncini, acqua di rubinetto e
carbonato di Potassio (K2CO3)... Il metodo, brevettato dal giapponese
Mitzuno Tadahiko e riprodotto con successo da Naudin, è davvero accessibile a
tutti, e si presta a sperimentazioni domestiche!
Ed infatti c'è già chi sta sperimentando in Italia:
un’interessante ricerca è stata più recentemente
effettuata da 3 studiosi campani
www.progettomeg.it, che
sulle orme di Mitzuno hanno effettuato degli esperimenti in dell’acqua, resa
conduttiva da un sale alcalino, sottoposta ad elettrolisi mediante una
tensione di alcune centinaia di volt, applicata mediante opportuni elettrodi
costituiti da materiali metallici comuni come l’acciaio e il tungsteno, da
cui si produrrebbero una grande quantità di neutroni, cosa non segnalata da
J.L.Naudin.
Inutile ricordare che i neutroni sono estremamente pericolosi, e vanno
opportunamente schermati con piombo o vetro al piombo, e in ogni caso non si
dovrà mai restare vicino alla pila durante il funzionamento, precauzioni da
considerarsi come indispensabili !
I
tre studiosi sono:Vincenzo Iorio, napoletano; Alessandro Dattilo, di Santa Maria
C.V, (CE) e Domenico Cirillo di San Nicola la Strada (CE).
Gli studiosi del settore, ponendo fiducia nella ricerca dei 3 scienziati , si
augurano che in tempi non lunghissimi si otterranno dei risultati
soddisfacenti per cominciare a parlare di un nuovo modo di produrre energia
illimitata, per tutti!
Francesco
Di Matteo
- [del
03/06/2004] di Sui-generis S.U.N.
..ma
forse dà ancora troppo fastidio
Inoltre......
I
fattori finanziari (legati alle fusione calda) hanno avuto ed
hanno una certa rilevanza nella furibonda animosita'
manifestata verso la "fusione fredda". Quando una
sottocommissione congressuale (USA) avanzo' l'ipotesi che si
potessero stornare 25 milioni di dollari dalla ricerca sulla
fusione calda, per destinarli alla fusione fredda, gli
scienziati della fusione calda si sentirono oltraggiati e
forti delle loro conoscenze e "collusioni" fecero di
tutto e di piu' pur di bloccare quella possibilita'.
Oggi
pero' i riscontri del fatto che la trasmutazione di elementi
pesanti puo' avvenire in sistemi elettrochimici, sono
diventati decisamente consistenti.
Yasuhiro Iwamura, Mitsuru Sakano, Takehiko Itoh del Mitsubishi
Advanced Tecnology Researce Centre in Giappone, hanno
dimostrato una riproducibile trasmutazione di Cesio
(Z=42) in Praseodimio (Z=59) e di Stronzio (Z=38) in Molibdeno
(Z=42) all'interno di un sistema Deuterio-Palladio; i
risultati conseguiti sono stati pubblicati nel 2002 sul
Japanese Journal of Applied Physics 41:4642-4650.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ed
ancora....... FUSIONE FREDDA
In data 25/10/2000 il Prof. Carlo Rubbia - Presidente dell'ENEA -
interveniva al convegno "L'energia fredda e le
fonti rinnovabili - In ricordo di Giuliano Preparata",
dichiarando: “...la fusione fredda è partita col
piede sbagliato» creando eccessive aspettative. Ma la
ricerca deve continuare «i tempi potrebbero essere più brevi
con maggiori finanziamenti.» e inoltre: «abbiamo
una buona teoria, adesso cominciamo a fare un lavoro
scientifico, le applicazioni verranno dopo”.
Era ora. In tre anni i nostri ricercatori (giovanissimi,
entusiasti, poco o nulla pagati e precarissimi) hanno fatto
tutto il possibile nonostante gli scarsissimi mezzi, e i
risultati sono arrivati... ...in barba ai detrattori più
o meno interessati all'occultamento !
Che direbbero questi scettici se, dopo anni di
disinformazione, fossero costretti a rispondere pubblicamente
sul fatto che all'ENEA di Frascati è stata definitivamente
confermata la natura nucleare delle reazioni che avvengono
nella fusione fredda ?
Ecco la lapidaria conclusione dello studio: "La
presenza, verificata sperimentalmente, di 4He
rappresenta la prova definitiva della natura nucleare del
processo."
E speriamo che con ciò - per chi vuole davvero capire - sia
definitivamente risolta la diatriba principale, sul fatto se
le reazioni sono di natura chimica o fisica. Il che
dovrebbe logicamente dare il via a ricerche successive...
E qui invito a riflettere chi avesse trovato paranoica la mia
introduzione... Quale pensate possa essere stata la
reazione dell'establishment che decide i finanziamenti per la
ricerca ?
Hanno premiato questi valenti ricercatori ? Certo che
no... Il loro premio, di cui ci informano tristemente e
laconicamente i ricercatori stessi, è questo, come si legge
nella conclusione della ricerca:
|

la pila dell'ENEA, Frascati
|
"Per l’anno 2003 non sono stati assegnati finanziamenti
ulteriori per cui non sono previsti ulteriori sviluppi."
Semplicemente disgustoso. Chi non ci crede, si veda
queste pagine (finché non saranno magari censurate perché
"scomode"...:
www.frascati.enea.it/nhe/Pagina%20vuota%201.htm
oppure la stessa pagina in inglese a
www.frascati.enea.it/nhe/home.htm
(a destra la foto della pila presente in quella pagina, che
riproduciamo qui perchè spesso risulta non visibile)
Il rapporto completo (1,7 Mb in formato pdf) è scaricabile a
Rapporto
Tecnico ENEA RT2002/41/FUS
Tratto da:
http://www.xmx.it/fusionefredda.htm
vedi anche:
http://www.verdi.it/document/fusione/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
http://www.progettomeg.it
Come moltissimi di voi già sanno, Progettomeg ha
l'onore di seguire da vicino un esperimento volto a
replicare il fenomeno della fusione fredda, portato
avanti da ricercatori Casertani.
I
documenti che trovate sono il frutto, di volta in volta,
degli stati di avanzamento della sperimentazione.
Vengono descritte le attrezzature, le configurazioni ed
i passi seguiti in modo da rendere comprensibile ed
eventualmente replicabile, con le dovute attenzioni,
tutto il nostro lavoro.
Attualmente
l'esperimento è ad un livello di maturità in cui sono
stati chiariti molti passi e creata una teoria quasi
completa del fenomeno. Ancora rimangono da fare alcune
analisi essenziali per la totale comprensione delle
variabili in gioco ma oramai possiamo affermare
con certezza che la nostra cella ottiene overunity
energetica e che al suo interno avvengono
delle trasmutazioni nucleari a bassa energia
(LENR).
Queste sono importanti affermazioni e non le pronunciamo
senza cognizione di causa.
Quello
che ci rimane da fare, e qui chiediamo l'aiuto a chi
potrebbe fornircelo, è l'esecuzione di alcune misure
importanti che richiedono strumentazioni molto costose e
quindi fuori della nostra portata. L'ideale sarebbe una
collaborazione con qualche grosso laboratorio o
università.
Ultimamente,
grazie alle indicazioni dei due ricercatori ed al
forum,
altre persone hanno iniziato a replicare con successo
l'esperimento, e di seguito troverete immagini, testi e
video che descrivono queste esperienze, certamente più
"casalinghe" di quelle casertane, ma
altrettanto stupefacenti e coinvolgenti. Se avete
intenzione di smanettare anche voi, fate sempre molta
attenzione e seguite tutti i consigli di protezione in
particolare per gli eventuali neutroni emessi durante la
fase di plasma.
Aprite
occhi, cuore e cervello e gustatevi questo splendido
lavoro che stanno portando avanti con successo questi
ricercatori della verità.
Roy
V.
|
Fusione Fredda: Ultimi studi
-
Ultimi studi e ingegnerizzazione
L'argomento è di fondamentale importanza per
il futuro approvvigionamento energetico italiano e mondiale.
La "vexata quaestio" della cosiddetta "Fusione Fredda",
comincia nel 1989 quando l'annuncio di Fleischmann e Pons
accende tante speranze. Ma tante ne vengono spente appena
una parte del mondo scientifico, nel giro di poche
settimane, inizia a negare con vigore tale possibilità.
Fortunatamente, però, gli studi sperimentali
proseguono e le riprove della validità scientifica dei
fenomeni di "Fusione Fredda" si moltiplicano a dismisura.
Molto in sordina, sempre più laboratori nel mondo,
continuano le ricerche fino a giungere, negli ultimi anni, a
poter escludere ogni ragionevole dubbio: Il fenomeno
energetico delle Reazioni Nucleari a Debole Energia nella
Materia Condensata (o Fusione Fredda che dir si voglia) è
reale, in quanto è sistematicamente riproducibile, come
fenomeno fisico in laboratorio; di natura nucleare (benché
totalmente pulita, in quanto le radiazioni emesse sono solo
di tipo termico) e non chimica, manifestando una densità
energetica di migliaia di volte superiore a qualsiasi
plausibile fenomeno chimico.
A tale risultato sono giunti per primi i nostri scienziati
dell'ENEA di Frascati nel 2002, sotto la presidenza del
premio Nobel Carlo Rubbia e la guida di Giuliano Preparata e
di Emilio Del Giudice, insieme ad Antonella De Ninno ed
Antonio Frattolillo.
E' proprio di questi giorni un'ottima inchiesta di
RaiNews24
(vedi il Link, nei sotto titoli di questa pagina) che
illustra molto bene la scoperta e l'anomalo svolgersi dei
fatti in Italia e all'estero. Infatti, dal momento in cui il
rapporto che dimostra la natura nucleare del fenomeno è
pronto, si verifica una serie di spiacevoli inconvenienti
che non permettono il continuare degli studi e l'auspicato
passaggio alla fase di ingegnerizzazione che avrebbe fornito
alla comunità un prodotto funzionante e commerciabile.
Dalla scoperta italiana del 2002 sono passati
4 anni in cui, a livello ufficiale, non è successo nulla, ma
in realtà una grossa schiera di società, per lo più estere,
si sono occupate di implementare i risultati raggiunti in
Italia.
Oggi sono molto attive alcune società straniere, quali l'EDF
(Electricité de France), la ST Microelectronics, la MHI
Mitsubishi Heavy Industries, la Pirelli Labs, e molti
istituti di ricerca come l'Università di Osaka in Giappone,
sotto la guida del Prof. Arata, o la Cina, attraverso la
Tsinghua University, Beijing, dalla quale proviene il Prof.
XingZhong Li, attivo in Italia da diversi anni proprio per
la coscienza che il nostro paese è tra i più avanzati in
questo tipo di ricerca.
Ma siamo proprio al limite. Se, come è spesso accaduto nel
passato, anche questa volta la scissione tra il mondo
scientifico e quello dell'ingegnerizzazione industriale, non
si colma, rimarremo al palo anche questa volta con la
conseguenza di frustrare le nostre menti più brillanti,
impedendo la nascita di un'innovazione strategica per il
nostro paese e soprattutto non consentendo le enormi
ricadute positive che, non solo sotto il profilo energetico,
ma anche ambientale, sanitario e sociale diventano sempre
più fondamentali.
E' in gioco l'indipendenza
energetica nazionale che si potrà ottenere con energia
pulita, abbondante e a basso costo.
Oggi, grazie alla facilità e libertà di comunicazione che
offre internet ed alla necessità di risolvere seriamente il
problema dell'energia, si può comprendere l'enorme
potenzialità che madre Natura ci offre.
E' una tecnologia accessibile ed alla portata, se non del
privato, di sicuro della piccola industria.
Basta aspettare !!
C'è bisogno di dare la possibilità CONCRETA ai ricercatori
di finire gli ultimi studi necessari e cominciare ad
ingegnerizzare il prodotto per ottenere quanto prima il suo
sfruttamento a livello energetico.
Tratto da:
http://www.progettomeg.it
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