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Scienziati americani con la 'Z-Machine'
ottengono 2 miliardi
di gradi centigradi. Ma non
sanno ancora cosa l'abbia prodotto.
L'energia delle stelle in laboratorio
quella macchina scalda più del
sole.
Il
capo del team: "Abbiamo ripetuto l'esperimento molte
volte per essere
sicuri di avere un risultato vero e non un 'Ooops'!"
By Giovanni Gagliardi
- (14 marzo 2006)

Una immagine della Z-Machine
ROMA - Due miliardi di gradi centigradi. Un gas con
una temperatura superiore, e di molto, a quella
esterna del sole è stata ottenuta per caso in
laboratorio. Un risultato che sembra avvicinare
quella che per molti scienziati è diventata la
ricerca del sacro Graal:
la fusione nucleare
controllata, ovvero il motore stesso delle stelle,
uno dei metodi più sicuri e puliti per produrre
energia.
A centrare questo obiettivo, che laboratori di mezzo
mondo inseguono da 50 anni, sono stati alcuni
ricercatori del Sandia National Laboratories di
Albuquerque (New Mexico), società statunitense
collegata al Dipartimento dell'energia Usa, che fra
l'altro, studia la non proliferazione delle armi di
distruzione di massa e si occupa di sicurezza
nazionale.
Il team che fa capo a Chris Deeney lavora alla 'Z-Machine'.
Questa macchina, con un nome degno di un film di
fantascienza anni' 50, è un generatore di raggi X
costruito per testare materiali sintetici in
condizioni termiche estreme. "Inizialmente non
credevamo a quello che stava accadendo - ha spiegato
- abbiamo ripetuto l'esperimento molte volte per
essere sicuri di avere un risultato vero e non un 'Ooops'!"
I risultati, registrati dagli spettrometri e
confermati dai computer collegati al laboratorio di
ricerca navale, hanno creato parecchio sconcerto tra
i ricercatori, giustificato dal fatto che le
temperature più elevate riproducibili
artificialmente per mezzo di esplosioni
termonucleari raggiungono 'solo' 50-60 milioni di
gradi centigradi.
Cosa è accaduto
nell'esperimento ancora non lo si capisce
esattamente e soprattutto non si capisce da dove sia
venuta tutta l'energia prodotta dalla macchina, una
energia molto maggiore rispetto a quella immessa per
il suo funzionamento. E normalmente nelle
reazioni non nucleari, le energie 'in uscita', sono
inferiori rispetto a quelle immesse.
La Z-Machine funziona grazie a
un principio simile alle normali lampadine
casalinghe: un flusso di corrente elettrica di 20
milioni di ampere passa attraverso una piccola
bobina di fili di tungsteno sottili come capelli. I
fili si dissolvono immediatamente in una nube di
particelle, un gas ad elevata temperatura. L'unica
ipotesi finora avanzata è che a causare l'enorme
surriscaldamento possa essere stata la sostituzione
dei fili al tungsteno con altri di acciaio di
spessore maggiore.
Ma al di là dei dettagli tecnici, se le cause del
fenomeno saranno comprese fino in fondo, potrebbe
essere un importante passo avanti, forse decisivo,
verso la cosiddetta "ignition", il limite oltre il
quale il processo di fusione nucleare si
autosostiene e non ha più bisogno di ricevere
energia dall'esterno.
A quel punto un generatore
come la Z-Machine potrebbe essere impiegato per
mettere a punto impianti di fusione nucleare in
versione "compatta" che fornirebbero tanta energia,
pulita e a basso costo. Sarebbe l'inizio di una
nuova era.
http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/scienza_e_tecnologia/zmachine/zmachine/zmachine.html
....ma la lobby
dell'energia-petrolio permettera' che questo avvenga
?
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