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Tutto il
visibile e l'invisibile vibra in una determinata frequenza perché è
energia.
Quando lo stato
vibrazionale è lento l'energia ci appare densa e
tende a solidificarsi. Tuttavia, se osserviamo un solido al microscopia
possiamo osservare che esso vibra sempre di energia; esso non esisterebbe
se non vibrasse. Un aumento della velocità di vibrazione corrisponde a
una diminuzione della densità dell'energia, come nel caso del ghiaccio
che diventa acqua e l'acqua diventa vapore non visibile. Il calore ha
determinato un aumento della velocità vibrazionale e il ghiaccio si è
liquefatto; l'ulteriore elevazione del calore, e quindi della velocità
vibrazionale, ha reso l'acqua ancor meno solida trasformandola in vapore.
Questo principio vale per ogni sostanza solida. Ad esempio,
anche il metallo si scioglie nel momento in cui viene
sottoposto ad alte temperature a causa del cambiamento del
suo stato vibrazionale.
Un aumento dello stato vibrazionale corrisponde a un aumento
della temperatura. Anche la
Terra sta modificando le sue vibrazioni al rialzo,
come è dimostrato dall'innalzamento della temperatura. Gli
scienziati hanno identificato questo fenomeno già 1991.
vedi:
Frequenze Schumann - Gregg Braden, geologo
+
Espansione della Terra
+ Decimo Pianeta + Terra cambia frequenza - 1
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Una tempesta solare ci "spegnerà” -
NASA
conferma Tempesta Solare nel 2012
- 09/04/2009
Ricercatori confermano che la tempesta solare in arrivo sarà
la più intensa degli ultimi 50 anni. La previsione è stata
annunciata dal team leader Mausumi Dikpati del
National Center for Atmospheric Research (NCAR).
Sarà del 30-50% più forte dell'ultimo cliclo (1958).
Alcuni
fanno notare una strana coincidenza con il calendario Maya
21/12/2012 - Dicembre 21, 2012 (13.0.0.0.0 nel
calendario Maya)
Nel 2012 minaccia di ripetersi il potente fenomeno magnetico
che nel 1859 mandò in tilt le telecomunicazioni:
dall'elettricità al telefono ai sistemi di sicurezza, sono a
rischio blackout tutti i servizi essenziali.
La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo,
i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”:
quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via
cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze
dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012
minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e,
addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese
dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra
tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta
solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di
comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.
Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le
reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni
sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica
attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione
economica e sociale significativamente più ampia e
potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori
dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto
lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.
La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole
attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo,
la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno
potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità,
di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza
degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come
quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di
telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia.
Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata
sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe
ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti:
la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore,
cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore,
interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del
condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque
nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei
rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.
Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel
Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e
spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi
d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul
paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che
questo avvenga è cercare di arrivare preparati
all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in
modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e
intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più
delicate.
“Un fallimento catastrofico delle infrastrutture
commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può
essere mitigato incrementando la preparazione della gente su
questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e
sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle
tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di
prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie
avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere
la nostra società molto vulnerabile in futuro”.
By Emanuela Locci - Tratto da: lastampa.it
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