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"
Alternative Medicine"
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FISICA QUANTISTICA (secondo M. Corbucci)
 

Il Fisico Italiano Massimo Corbucci ha collaborato con il “GSI” di Darmstadt per trovare la ragione dell’impossibilità di sintesi dell’atomo trans-Uranico di numero atomico 114.

vedi: NUOVO MODELLO DI ATOMO
(By M. Corbucci) + Il Potenziale quantico + Charon  + Campo CEU + Vuoto quantomeccanico + Entaglement quantistico

La Fisica e la Matematica sono due discipline che si differenziano l'una dall'altra per il fatto di occuparsi di oggetti fisici reali, la prima, e di puri concetti astratti, la seconda.

La Fisica Quantistica o Meccanica Quantistica:
Fisica quantistica: va di moda questo accoppiamento di termini. La materia attinente è impressionante !
Dovendo spiegarvela, partirò dalla visione classica, ma quando arriverò a ciò che personalmente ho introdotto di nuovo, non potrò più nascondervi "niente" e starà a voi decidere se continuare a leggere l'articolo o chiudere la pagina e accontentarvi della vita di sempre, senza porvi troppe domande su "Chi" muove i fili dell'esistenza.
Vorrei che ognuno di voi fosse contento della vita che conduce e si rendesse conto che esistere è l'arte di diventare quello che uno è già !!!
O meglio: le opportunità della vita sono paragonabili ad un ipermercato, dove entrando con un carrello, ognuno può prelevare dagli scaffali, quello che vuole. C'è da stare attenti però a non ritrovarsi con delle cose, che per un animo hanno attratto la nostra attenzione, rivelandosi una volta a casa, di nessuna utilità.
Come dire che: è indubitabile che tutto quello che uno vuole, l'avrà ! Vedrete che è scientifico. ...e che la fisica quantistica si occupa do quello che vi capita ! Cosi come, mettiamo, l'elettronica si occupa di come viene amplificata la corrente e la termodinamica di come il calore è correlato con l'entalpia e l'entropia...

Una materia "inquietante" ?
Prima di cominciare, facciamo un test: scrivete su un foglio, ciò che pensate voglia dire quantistico, poi confrontatelo con quello che, leggendo qui, imparerete.
Qualora capitasse che rimaniate molto sorpresi di quello che attiene alla parola Quantum vi prego di comunicarlo al maggior numero di persone e dite loro di cliccare sul sito www.atomoll2.info, se credono di essere venuti a sapere una cosa molto importante.
L'invito è di fare 1, 10, 100, 1000... clic, per esprimere l'importanza della nozione.

Che cos' è la Vita ?
Per rispetto alla Vita, uso la maiuscola. La domanda richiede una risposta adeguata:
«E' l'unica occasione che abbiamo, per scoprire cos'è !»
Tuttavia, suggerirei, mentre cerchiamo di scoprire cos'è la Vita di non perdere di vista la nostra. Quindi attenzione alla tentazione, che inevitabilmente si presenta durante il cammino, di dare importanza più ai fatti che agli atti.
Il fatto è qualcosa che accade per effetto di eventi, che noi non possiamo controllare.
L’atto è "completamente" nostro. Il nostro agire = a.ginèo = condurre verso la femmina (che ci posso fare se l'etimo a questo porta ?) è indipendente dall'esterno e l'unico motore ci viene da "dentro".
A pensarci bene, per niente dispiaciuto dell'etimologia, ve lo voglio chiarire una volta per tutte che, come uomini la nostra "ontologia" è né più né meno incline a ripetere il destino dell'UniVerso: "fare in modo che ciò che può riempire il vuoto, vada a riempirlo".
Per le donne lo "scopo" è centrato, quando il "vuoto (leggasi vagina-utero-ovulo) viene riempito da ciò che può riempirlo (leggasi pene-seme)". vedi anche: Progetto Vita

Giri di parole a parte, sia ben chiaro che vi sto parlando di Fisica, se vi dico che tutta la nostra vita è un continuum ricercare la nostra origine e un affannoso reiterare il tentativo di "rientrarci dentro", intervallato da "fatti" di nessuna importanza ontologica, durante i quali "perdiamo tempo" a lavorare, a farci conferire titoli accademici, onorifici, commende, diplomi di partecipazione; vale a dire a cercare altre ragioni di vita che ci possano rendere sopportabile il non aver individuato la principale.
Arrivati ad avere i capelli grigi, perché non sappiamo qua! è lo scopo della vita ?
Ci venisse in soccorso l'etimologia delle parole !
"Scopo" viene dal greco skop-ós, che è vicino a skop-èo - guardare con fare esplorativo ! Mirando verso qualcosa, tendendo ad un fine. Ancora non è chiaro ?
Lo credo, bisogna sviscerare l'etimologia della parola "fine". Sarebbe un peccato non farlo. "Fine" in Iatino si dice finem, e la radice è find.
Attenzione !!! Find è la "fenditura", attraverso la quale passa qualcosa.
La parola "finestra" è un derivato di find. Lo scopo della vita è penetrare in quella fenditura.
Sembra una storia infinita, che sia necessario indagare il verbo penetrare - da pènitus = molto addentro, perché pènes - nell'intimo, da non confondere con penem, che sembra c'entri.
Compresa la questione, ci rendiamo subito conto che lo scopo dello stesso UniVerso, è stato, ma è ancora, andare profondamente dentro quella "introflessione" dello spazio e del tempo, la quale ha dato una ragione di essere allo spazio e al tempo.
Nel caso in cui vi dovesse interessare sul serio, "spazio" = spatium in latino e spannan in tedesco, da cui si è tratta un'unità di misura, é la capacità di un Luogo di contenere i corpi.
Ricordate, mi raccomando ! di una capacità. Dal latino capax = che ha capito !
"Tempo" = tempus in Iatino = tapas in sanscrito, che vuoi dire caldo, riconducendo a temperatura = tampyti, secondo la nozione di durata, di qualcosa che nel tempo, passa da caldo a freddo, non polendo per una legge fisica, mantenere la stessa temperatura. Attenzione ! È importante.  
Vi deriva dal concetto la parola "Tempio", che è il Luogo adibito a separare il Cielo dalla Terra. Tèmenos = tempio = re-cinto.
Cosa resta fuori secondo voi ? Il fatto che troviate difficoltà a rispondere, dimostra che questo articolo vi ci voleva proprio ! (Voi adesso non ci crederete, ma la vostra vita fra poche righe cambierà, perché state per essere capaci = capax = vi persuaderete = dal sanscrito svàdus = gustarsi con piacere = suavì.s = soavemente, di ciò che siete davvero.
Insomma, il momento merita silenzio e raccoglimento, perché state per incontrarvi nientemeno che con il Creatore o comunque vogliate chiamare la ragione della  vostra  esistenza  in  Terra, "Chi" muove i fili della vostra Vita……!)

Lo scopo della Fisica Quantistica
L’avevamo premesso all'inizio, che ad un certo punto potevate interrompere la lettura. Quelli che decideranno di proseguirla, sono chiamali al massimo senso di autoresponsabilità. Sappiate che lo scopo "provvisorio" della Fisica Quantistica è dare una collocazione al Tempo e allo Spazio. Entrambi i "parametri" avete capito che sono capacità ? Se sì, avrete capito che anche loro sanno di voi, ma prima = privus che voi abbiate potuto sapere di loro.
Per lo spazio la capacità è quella di "con-tenere". Per il tempo è quella di "man-tenere".
Il calore, no ? Non vi ricordale, che ciò che è caldo = calidus = KA.
Ditelo ancora per favore ! Ka. Diviene freddo = freitz =  prìvus di calore.
Dite 3 volte per favore: - «Ciò che è Ka , diviene privo di Ka col passare del tempo». Del resto è inevitabile che l'incontro dello Spazio con il Tempo sia foriero di un "conflitto d'interessi".
Le cose contenute nello spazio, dissipano calore. Ne è prova che quando l'UniVerso è "cominciato", vi era una temperatura di 10 miliardi di gradi K e ora, che ospita "noi", è freddo a 2,7° K.

Accettata questa verità, dobbiamo renderci conto che "ciò che con­tiene"  & "ciò che man-tiene" sono come il Lupo e la Pecora nel gioco di "capra e cavoli".
Non possono stare insieme !!! È il principio di Hendrik Antoon Lorentz ! ! !

Quel che si è detto finora della Fisica Quantistica
Lo stato dell'arte in Fisica è il seguente: i Fisici sono convinti che l'UniVerso sia cominciato con un "gran botto", 13,7 miliardi di anni fa, dove un Luogo "angusto", ma caldissimo, ha iniziato ad espandersi come fa il palloncino alla fiera, quando il venditore di palloncini ci attacca la bombola dell'elio, per gonfiarlo.
Quanto è grande secondo voi un palloncino, se qualcuno lo sta gonfiando da 5 secondi ? Tanto, quanto può espandersi in 5 secondi, guarda caso !
Infatti guarda caso il nostro UniVerso è grande proprio 13,7 miliardi di anni luce. E tra un secondo, sarà un secondo più grande e quando avrete finito di leggere questa riga, si sarà guadagnato tanto spazio, che nemmeno potete immaginare.
Peccato che se esiste il tempo non esiste lo spazio, o viceversa, e comunque la mettiate il guadagno è "illusorio" ahimé.

Una semplice lezione di termodinamica
Robert Boyle scoprì che quando un gas si espande, si raffredda. Del resto molti ragazzini, senza essere fisici del calibro di questo rispettabile signore, scoprono pompando le gomme della bicicletta, che la pompa fa scaldare l'aria a forza di comprimerla !
Però, forse, il ragazzino non sa che il suo palloncino può essere gonfiato dal venditore alla fiera, fin tanto che l'espansione fa raffreddare l'elio a 0° K . In genere scoppia prima !!!
Le pareti di gomma non "reggono", come si suoi dire. Ma c'è altro di "ontologico"... !
E l'UniVerso... cosa gli può accadere ? Una cosa è certa: quando tutto l'Idrogeno - già perché sarebbe "costato" troppo riempire il Cosmo di Elio, come un palloncino - sarà freddo a 0° k, l'espansione finirà. Tuttavia le pareti, come per il palloncino, potrebbero scoppiare prima !!!  
Privus  (Finché ci siamo dentro noi, non scoppia, "non abbiate paura")  Per capire la "phisica", bisogna conoscere l'eziologia delle parole.

Una nozione ignota in Fisica
In Fisica classica non è noto quello che c'è al di là della parete e di che cosa è fatta la parete stessa.
Nel   XX  secolo  inizia  la  Fisica Quantistica. L'ontologia delle cose viene sconvolta da un nome di città e da un nome di persona: Copenaghen e Planck. Niente è stato più come prima....

Anche se uno dei primi fisici quantistici fu Gesù (anche Maometto se ne accorse 700 anni dopo e l'umanità "occidentale" se ne accorgerà il giorno che funzionerà il trasmettitore istantaneo !), una certa trepidazione la ebbero quegli uomini "duri" e adusati alla concretezza del "materialismo", il giorno che Heisenberg enunciò il principio di indeterminazione: di una "particella" si può conoscere o la posizione o la velocità, non entrambe le cose ! Inoltre: quando si va a compiere la "osservazione" la realtà dell'osservato "collassa".
Questa + o - è l'interpretazione di Copenaghen dell'indeterminazione !
E Planck ?
Non mi chiedete di lui, fintanto che non sono chiare le implicazioni epistemologiche della questione "realtà".
Realtà = altezza Reale ! Il contrario “dicasi” immaginario.
Vediamo che significa alto. Alto = àltus in latino, viene dalla radice àlo - fatto crescere.
Vi ricordate alimentum, l'elemento chimico o l'idea intorno al "buco" !
Per farla breve: i fisici classici credono, erroneamente, molto erroneamente, che la realtà sia l'effetto di come "collassa" quella di un povero disgraziato, "casualmente".

La teoria dei multimondi "paralleli"
Secondo questa ipotesi, che voi siate diventati un rappresentante di ottimo formaggio piemontese, anziché un veterinario, oppure un maestro di scuola elementare, per non dire un frate cappuccino; dipende da quale realtà vi si è "spalancata", al pari di come con un colpo di vento in un maniero vi si può aprire la porta della cucina o della camera da letto o del bagno, per effetto della forza dell'aria. Qualche fisico osa anche dire che ad un miliardesimo di millimetro da voi abita il vostro "alter ego", che di professione fa magari il farmacista e poi un po' più là, quello che fa il parrucchiere...
Insomma saremmo circondati da tutte le infinite possibilità date a noi stessi ! Che sovrapposizione !
lo già convivo male con quel me stesso che fa il medico. Lo sopporto solo in quanto mi paga affitto, luce e acqua.

Il mistero dei granelli di sabbia
I fisici ora stanno impazzendo per le stranezze che presentano i "sistemi granulari": su QUARK n° 67 a pag. 91, si mormora che: (V. anche pag. 16 di QUARK n°70) se si versa un Kg di sabbia in un recipiente posto sul piatto di una bilancia, arrivati a 850 gr, continuando a versare granelli di silicea roccia, non si arriva mai e poi mai a leggere 1000 gr !!!  Incredibile, no ?
Questo esperimento, ha scatenato il "panico" fra i fisici e non solo, e molti si chiedono dove siano finiti i 150 gr di sabbia, che mancano.
Lo studioso
Giuseppe Lanzarini che ha ripetuto il famoso esperimento si e' chiesto: "se ripeto l'esperimento con gli 850 gr ne ottengo un po' meno ?". Egli lo ripete' finché non azzero' completamente il peso della sabbia ! - Dio mio, ma il chilo di sabbia "dove" va ?

Ora si che posso dirvi che cosa scoprì Max Planck !
Scoprì che un milionario è ricco perché possiede tante monetine da un centesimo di euro ! Non è uno scherzo.
È così, in effetti. Nel mondo "macroscopico" di ogni cosa se ne può avere un pezzo, quasi tutta, o averla tutt'intera.
Planck scopri che nel mondo sub-reale le cose sono "confezionate" a "pacchetti-discreti" ed è come dire che si rese conto di come la spaventosa energia del sole, è una "raffica" di pacchetti di energia, paragonabili a "granelli" del "blocco-intero".
Per questa rilevazione è passato alla Storia come scopritore della più  piccola  quantità di  energia che c'è nel Creato, del più piccolo "appezzamento" di spazio e del più piccolo intervallo di tempo "immaginabile".
Dicasi la costante di Planck, la lunghezza di Planck e il tempo di Planck.
E poteva andargli meglio e capire tutto dall'alfa all'omega ed essere di grande aiuto a quei poveri fisici, che impazziscono con l'esperienza della sabbia, che viene "succhiata" non si sa dove, se solo avesse capito che il VUOTO in fisica non esiste !
Praticamente doveva avvedersi che se uno non ha mai il primo centesimo di euro, non diventa ricco !
Invece in Fisica si è cominciato a credere fermamente che i soldi possono venir fuori per incanto e che da "meno che niente", per una pretesa "fluttuazione" del "vuoto quantistico", possono uscir fuori... particelle !

Un granello di storia etimologica della parola Vuoto
Nessun'altra parola ha suscitato tante diatribe. In latino viduus = Vedovo = che gli manca la sua mela: la più dotta conclusione fu tratta da due epistemologi che si incontrarono in Romania e stabilirono che vacuus = vacuatus - che non contiene nessuna materia.
Erano Thomsen & Schuchardt, 1874, ma non sapevano che il coltissimo avvocato e fisico G.W von Leibnis, da buon aristotelico, aveva sconfitto gli illuministi, dimostrando che non può esistere nessun luogo dove non ci sia veruna materia.
Resta ora solo che spieghi bene cosa significa la parola "quanto", così saprete finalmente che scendendo giù nel pozzo, nelle dimensioni sub-atomiche si finisce per incontrare... Non dite San Patrizio, per favore !
Sono sicuro che finora nessuno vi aveva mai detto che quanto = ka-vant - in lingua sanscrita, Ka = qui - in latino e vuoi dire colui che !
Il resto della frase vant = provvede. "Colui che provvede".
Scendendo giù, dentro l'atomo, si incontra Colui che provvede !!!
Cosa avevate scritto voi circa la parola Quantum, all'inizio dell'articolo ?
Avreste mai pensato che oggi leggendo, questo studio, sareste venuti a sapere questo ?
Dunque, ora che avete saputo quello che non tutti ancora sanno, andateglielo a dire.
Li farete felici ! A tutti fa piacere sapere che il fatto di gestire una farmacia, o dedicarsi ad altre professioni, non è dovuto a colpi di vento casuali, che hanno determinato lo spalancamene di una porta verso uno degli infiniti mondi paralleli, piuttosto alla volontà.
Di colui che vede e provvede, per le persone che si rimettono alla sua Volontà e del "latore" della volontà, per i "volitivi".  Ognuno, reso edotto di ciò, può avere tutto quello che desidera, da questo preciso istante.

Lo scopo della vita è penetrare in quella fenditura (quella 1/2 Tau, in nero con scritto  Olomero) - Non il vuoto, dove non c'è nulla, ma il Vuoto Quantomeccanico, dove abita Colui che provvede, è la ragione di ViTa della Fisica Quantistica: una "porta" (Finestra=Find) aperta nell'Infinito Assoluto (>ALEPH3); nel "cuore" del nucleo atomico... Un Pozzo...Infinito….

Qualche tempo fa rimaci sbalordito dall'"analogia" dell'impatto visivo  che c'è  tra una suggestiva  veduta  del pozzo  di  San  Patrizio  a Orvieto e  il celeberrimo quadro di Hieronymus Bosch  (vedi relativo quadro "II Paradiso"), relativamente al concetto di Vuoto Quantomeccanico. Entrambi si aprono come  una "FENDITURA",   dove  lo spazio e il tempo si "introflettono", per inabissarsi  nell'Infinito Assoluto senza inizio, né fine.

Hendrik Antoon Lorentz (Arnhem 1853 - Haarlem 1928), fisico olandese.
Conclusi gli studi all'università di Leida, vi rimase come professore di fisica matematica. Già nella tesi di dottorato fece un lavoro importante trattando per la prima volta la riflessione e la rifrazione della luce su base puramente elettromagnetica.
Dimostrò che particelle cariche accelerate emettono onde elettromagnetiche e formulò la teoria elettromagnetica della luce. In collaborazione con il fisico George Francis Fitzgerald elaborò una teoria sulla deformazione subita da un corpo in rapido movimento. Lo studio di tale effetto, chiamato contrazione di Lorentz-Fitzgerald, rappresenta uno dei contribuii importanti forniti da Lorentz allo sviluppo della teoria della relatività.
In questo campo sono da citare anche le leggi di trasformazione che portano il suo nome, valide per osservatori in molo inerziale l'uno rispetto all'altro.
Per la spiegazione del fenomeno noto come effetto di Zeeman nel 1902 ricevette il premio Nobel per la fisica insieme al fisico olandese Pieter Zeeman.

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NUOVE SCOPERTE UTILI PER I COMPUTER QUANTISTICI - Dic. 2011
Per la fisica quantistica, la distanza non conta. Anche se due oggetti sono separati da qualche decina di centimetri, ci sarà sempre un filo invisibile che li lega gli uni agli altri. È ciò che si chiama entanglement quantistico, un concetto meglio noto con il nome di non-separabilità dei sistemi: lo stato quantico di due o più sistemi dipende dallo stato quantico di ciascun sistema anche se sono spazialmente separati. È roba da cose microscopiche, verrebbe da pensare. E invece ci sbagliamo, perché uno studio pubblicato su Science ci dimostra che la fisica quantistica può governare anche il mondo macroscopico degli oggetti che ci circondano.
Nessuno stupore, quindi, se i ricercatori sono riusciti a creare entanglement quantistico anche in due diamanti grandi quanto orecchini.

"Quello che abbiamo fatto è stato dimostrare che è possibile raggiungere una correlazione quantistica anche con oggetti comuni, sempre che i diamanti possano esser considerati tali", ironizza Ian Walmsley, fisico dell' Università di Oxford (UK), uno degli autori dello studio. Il problema, infatti, è che i fenomeni quantistici sono fragili, nel senso che basta la minima interferenza esterna perché scompaiano. Ecco perché sino a oggi la maggior parte degli esperimenti sulla non separabilità dei sistemi è stata condotta con elementi microscopici come elettroni. Più un oggetto è grande, infatti, più atomi contiene e più c'è il rischio che si disturbino a vicenda. Inoltre, questo tipo di studi è sempre stato condotto in laboratorio, cioè in condizioni super controllate e a temperature inferiori allo zero, l'unico modo per tenere a bada le interferenze distruttive tra atomi.

Ecco perché il nuovo studio ha del sensazionale: i ricercatori hanno creato entanglement quantistico con diamanti grandi 3 millimetri e in condizioni di temperatura ambiente. Ma come ci sono riusciti? Iniziamo col dire che i diamanti sono reticoli cristallini di atomi di carbonio. Quando vengono colpiti da un raggio laser, i cristalli iniziano a vibrare raggiungendo uno stato eccitato chiamato fonone (cioè un quanto di energia di vibrazione). I ricercatori possono sapere se un diamante contiene un fonone analizzando la luce in uscita dal diamante stesso: se il reticolo cristallino è eccitato, vuol dire che un fotone gli ha dato energia. Ne consegue che il fotone in uscita avrà meno energia di quando è entrato nel sistema.

Sfruttando questo paradigma, i ricercatori hanno colpito i due diamanti, distanti 15 centimetri, con un raggio laser, diviso in due fasci da un separatore, della durata di 10 -13 secondi. Analizzando la luce in uscita tramite un segnalatore, hanno rilevato la presenza di fotoni con energia minore rispetto a quando erano penetrati nel sistema. Ma ciò significa che hanno ceduto parte della propria energia ai reticoli cristallini generando un fonone. Ma a quale dei due diamanti? Le condizioni sperimentali non permettevano di saperlo.
"Sapevamo che da qualche parte c'era un fonone - spiega Walmsley su Scientific American - ma non potevamo dire se provenisse dal diamante di destra o da quello di sinistra".

Dal punto di vista della fisica quantistica, tuttavia, il fonone non dovrebbe essere confinato in alcun diamante ma condiviso tra i due. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno colpito i diamanti con un secondo raggio laser. Quest'ultimo, entrando in un sistema già eccitato, gli ha rubato energia. Quindi, i fotoni in uscita rilevati dal segnalatore avevano ora più energia di quando erano entrati.
Sebbene anche questa volta non fosse possibile risalire alla provenienza dei fotoni iperenergetici, i ricercatori si sono accorti che i cammini dei fotoni in uscita dai due diamanti erano strettamente legati e influenzabili. In altre parole, ciascun fotone in arrivo al segnalatore portava informazioni su entrambi i diamanti. La dimostrazione che sono quantisticamente legati.
" Non possiamo essere sicuri al 100% che i due diamanti fossero in entanglement quantistico - confessa Walmsley - ma secondo i nostri calcoli statistici la correlazione appariva nel 98% dei casi, che è un ottimo risultato".

I sorprendenti risultati dell'esperimento aprono la strada a future, possibili applicazioni pratiche dei fenomeni quantistici come lo sviluppo di computer quantistici dalle inimmaginabili capacità di calcolo simultaneo. Ma è ancora presto per sognare.
La correlazione quantica dei diamanti, infatti, dura appena 7 mila femtosecondi (10 -15 secondi), un tempo troppo breve per permettere applicazioni pratiche. " E' ancora presto per parlare di computer quantistici, ma in teoria non è impossibile realizzarli - conclude Walmsley su New Scientist - lo studio è un interessante punto di partenza per capire come la meccanica quantistica può emergere nel mondo della fisica classica".
Tratto da: antikitera.it

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SPAZIO-TEMPO e Fisica Quantistica
Sulla natura reale dello spazio tempo, molto resta ancora da definire. E' comunque sempre più radicata nei liberi pensatori l' idea che in essa si celino le chiavi per comprendere la vera essenza del nostro universo e del concetto stesso di realtà. Tutto questo, porta con se, inevitabilmente, la soluzione di tanti cosiddetti misteri o, perlomeno, la conquista di una verità molto più oggettiva delle nostre attuali "verità-locali".

Einstein disse: "Per chi crede nella fisica, la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un'illusione, per quanto testarda", mentre il mistico S. Agostino, acuto ingegno e *mens* completa, postula:
"Che cos'è il tempo ? Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so; eppure posso affermare con sicurezza di sapere che se nulla passasse, non esisterebbe un passato; se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe un futuro; se nulla esistesse, non vi sarebbe un presente". (By Sant'Agostino, Confessioni).

Il mistico e lo scienziato, dunque, si danno la mano a distanza di più di 1500 anni: il tempo è proprio un' illusione !
Ma ci sono dei problemi, allorquando speriamo che questa consapevolezza assuma carattere di percorso conoscienziale in progresso.
Qualche esempio:
- Gli studenti sono reticenti ad abbandonare le proprie spontanee e naturali concezioni basate sul senso comune, a favore di nuovi concetti implicati dalla fisica relativistica (Hewson, 1982, Villani & Arruda, 1998);
- essi incontrano serie difficoltà nel prendere in considerazione nuove idee, o - più in generale - nuovi scenari concettuali, che includano i vecchi contesti come loro casi particolari (Berenguer, 2000; Hewson, 1981, 1982; Posner & al., 1982);
- non prendono consapevolezza della tessitura quadridimensionale dello spazio-tempo (Berenguer, 2000);
- l'interpretazione di problematiche quali la simultaneità e la causalità di eventi nei due contesti - classico e relativistico - non viene adeguatamente connessa agli assunti della teoria della relatività (Berenguer, 2000).

Noi, RICERCATORI non allineati con l'ortodossia conservatrice, non dimentichiamo l'importanza del' *energia* in senso oggettivo, confortati anche da quanto affermò, ancora una volta, Einstain: "Sono gli eventi di interazione tra energia e materia che determinano dimensioni variabili di spazio e tempo nell'Universo."
Affermazione che può avere implicazioni davvero interessanti.
Uno degli enigmi più affascinanti per la scienza è quello dei cosiddetti "buchi neri". Questi "oggetti" misteriosi che si nascondono nel cosmo possono essere degli eccezionali punti di guida per le nostre considerazioni sullo spazio-tempo. Infatti, un oggetto massiccio deforma lo spazio-tempo nelle sue vicinanze.
La forza di gravità che percepiamo è il risultato di tale deformazione. I satelliti si muovono in orbita intorno alla Terra perché seguono la curvatura dello spazio-tempo causata dalla massa della Terra. Più grande è la massa del corpo, maggiore la curvatura. Ci troviamo quindi di fronte ad una prova "tangibile" della relatività del concetto di spazio-tempo, in quanto condizionabile da fattori esterni.
Ed ecco entrare in gioco a questo punto, molto sinteticamente per questa mia esposizione, la Fisica Quantistica, dalla quale ricaviamo che, secondo l'Ipotesi di Penrose ed Hawking, La teoria della Relatività Generale non contempla il principio d'indeterminazione di Heisenberg, essendo applicabile solamente ad uno spazio-tempo piano e continuo.

Sempre quantisticamente parlando, ne deriva una *scala di fluttuazione* così riassumibile:
-polarizzazione quantistica del vuoto
-creazione di coppie particella-antiparticella.

A questo punto, la Fisica Quantistica ci regala altri tesori:
1) Supersimmetria: naturale estensione del modello standard delle particelle elementari.
2) Supergravità: 7 dimensioni spaziali, in uno spazio-tempo a 11dimensioni.
3) Teoria delle Stringhe: alla natura puntiforme delle particelle elementari della meccanica quantistica viene sostituito il concetto di corde o stringhe.
4) Teoria delle Superstringhe: la teoria più completa attualmente a disposizione per spiegare le fasi iniziali della storia dell'Universo fino a giungere ai seguenti due postulati:
*Schiuma quantistica* (?P ~ 1,6 × 10-35 m):
1) spazio e tempo sono mescolati,
2) esistono infiniti spazi-tempi
Ed è, quest'ultimo, lo straordinario punto d'arrivo-partenza per una conoscenza del tutto nuova che attende i nostri figli.
By Antonio Bruno

vedi: Vuotoquantomeccanico

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Lo svarione dell'effetto Casimir
Ovvero; quando uno si avventura dentro l'atomo, convinto che tra il nucleo e l'elettrone, in mezzo c'è il nulla, può capitare di imbattersi nella “polvere di fate" (vedi EA.I.R.I.E.D.U.S.T - Grazie Massimo Teodorani vedi: SeC. n° IS pag. 12).
L’assunto di questo supposto effetto è che possa esistere un luogo dove "regna" il vuoto assoluto, vale a dire l'assenza totale di alcunché, particelle sub-atomiche comprese.
Come dire che togliendo tutta l'aria da una bottiglia, ammesso che ci si possa riuscire con una pompa ad estrazione totale, poi non entrino tutti i neutrini che attraversano il Cosmo e negli spazi siderali intergalattici, non vi sia una quantità di radiazioni; da perder la testa nell'ennumerarle tutte.
Sebbene, pertanto, dovrebbe essere intuitivo negare che esista il vuoto, di fatto solo il dottor Corbucci, Aristotele e l'avvocato Leibniz, in epoche diverse, hanno tentato di segnalare agli uomini di scienza l'assurdità del concetto di vuoto assoluto.

Schiere di Fisici oceaniche invece propendono per la possibilità che mettendo 2 specchi a "baciarsi" tra loro nelle parti lucide e "immersi" nel "niente-presunto" della famosa campana "sotto vuoto spinto", le due lastre vitree inizino ad attrarsi tenacemente, come sotto l'effetto di una forza di natura misteriosa.
Un effetto "analogo" a quello delle celeberrime emisfere di Magdeburgo, che se ben ricordate, pur tirate da file di cavalli in direzioni opposte, non si staccavano a pagarle oro. per sovrappiù della pressione atmosferica all'esterno e assenza di pressione all'interno, che potesse equilibrare le due spinte e quindi consentire il distacco.
Per gli specchi sottovuoto, la teoria è che nello spazio interno tra gli specchi, vi sia un vuoto più vuoto di quello esterno, per tutta una serie di considerazioni in ordine alla possibilità che esternamente la presenza di particelle "fluttuanti" dagli UniVersi paralleli sia maggiormente consentita, che internamente, a motivo di "restrizioni" a far apparire in forma particellare, tutte quelle onde elettromagnetiche di lunghezza d'onda superiore alla distanza tra gli specchi.
Certamente, dobbiamo dire che alla base del fenomeno Casimir, c'è il postulato che il vuoto non solo c'è, ma è anche circondato da universi paralleli e di tanto in tanto farebbero "capolino" da lì, fugacemente, "particelle dell'altro mondo".
In conclusione: dove si incontrano vuoto e vuoto ancora più vuoto, quello "di peggiore qualità" (scusate il termine !) finisce per essere "una forza".
Pur nel bisticcio concettuale, si è radicata comunque la convinzione che questo preteso effetto Casimir, sia misurabile con gli strumenti della fisica.

NOTA: Il Vuoto Quantomeccanico di Corbucci è l'antitesi del concetto di vuoto.
Partendo dalla rilevazione che anche tra il nucleo atomico e l'orbita elettronica, non cè vuoto, bensì campo elettromagnetico, la "sorpresa" e’ cominciata quando l'elettrone 71°, non poteva affiancare il 72°, Lì lo spazio e il tempo "colavano a picco" !
Che ti scopre Corbucci ? Nientemeno che il "baratro" è una sorta di "pozzo incamiciato", dove nel Vuoto-Vuoto si trova infilato come per un eterno-coito, ciò che può riempirlo:  V&T !!! Ha a che vedere col vuoto, meno di come ne ha Cappuccetto rosso con i 7 nani !
By M. Corbucci - Tratto da Scienza e Conoscenza n° 19

 

Per vedere delle immagini utili per comprendere questi concetti,
 si consiglia di visionare: Buchi Neri
Immagini (Buco nero) che meglio rappresentano
la realta' di questi concetti:


Il suggerimento sul Vuoto Quantomeccanico viene anche dalla Bibbia - il VUOTO (VAVHAU o WABOHOU) e ciò che può riempirlo (TAHU o THOHOU): Insieme danno VAVHAU+TAHU che è il VUOTOQUANTOMECCANICO.
vedi Le prime 7 parole della Genesi  +  Alfabeto

Al concetto di VUOTO va contrapposto quello di VUOTOQUANTOMECCANICO, (in altre parole ciò che esisteva nell’Universo prima del Big Bang), con implicazioni epistemologiche nel campo delle Scienze matematiche e fisiche e nel campo del Filosofico semplicemente inafferrabili dal pensiero umano non ancora addestrato alla riconversione concettuale verso tali nuove concezioni.
La Scienza attraverso la quale M. Corbucci è arrivato a determinare l’Ordine di riempimento dei livelli atomici non fa parte dello scibile umano. Si chiama Scienza dell’Ordine molto simile alla Matematica (Mat-Mantica), discipline ancora inespresse dalla mente umana che mettono in seria crisi le leggi di Causa ed Effetto, su cui si basa il principio della dualità, (Dio e Creazione, Spirito e Materia) baluardo del pensiero occidentale ed orientale.
segue in: Olo-Mero  +  Buchi Neri  +  Mondo creazionale

Commento NdR: presto scopriranno che i Buchi Neri esistono dentro in ogni stella e forse anche in ogni pianeta, cosi come esiste in ogni atomo ed in ogni essere vivente, infatti all'interno della mente che contiene l'Ego/IO degli esseri viventi vi e' un Buco nero 

Ricordiamo
comunque che: La filosofia quantistica sostiene che siamo noi che influenziamo la realtà. La logica dell'inconscio è simile alla logica quantistica.

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TEORIA QUANTISTICA e sue IMPLICAZIONI
(Il materiale per il presente paragrafo è stato tratto dagli appunti del corso "Fondamenti concettuali ed implicazioni epistemologiche della Teoria Quantistica" del prof. Tiziano Cantalupi. Potete approfondire l'argomento consultando le pagine del Global View Project)

Se trovate difficile affrontare la lettura di questa pagina provate a vedere un esempio tratto dalla vita di tutti i giorni di come possa essere controintuitiva la realtà se osservata con attenzione: un esperimento paranormale che in realtà è normalissimo.

Vediamo di chiarire l'argomentazione del paradosso EPR.
Definiamo cos'è una coppia di fotoni correlati: una coppia di paricelle si dicono correlate se hanno caratteristiche simmetriche (cioè opposte o concordi). Ad esempio stesso asse di polarizzazione, stesso spin o spin opposto, quantità di moto uguale o opposta ecc. Alcuni sistemi fisici sono in grado di produrre coppie di fotoni correlati, ad esempio atomi di calcio eccitati dalla luce laser oppure il decadimento del mesone (il pione).

Il paradosso EPR prende le mosse da una misura effettuata su una coppia di fotoni correlati. Si ponga al centro dell'apparato di misura una sorgente di fotoni correlati. Il settore A e il settore B sono separati da una distanza enorme su scala atomica (14 metri, praticamente infinito per quel che riguarda le interazioni tra particelle). Compiamo una misura sul fotone del settore A determinando le caratteristiche (in particolare la polarizzazione). Le leggi della Meccanica Quantistica ci dicono che istantaneamente conosciamo lo stato anche del fotone nel settore B. Questo per EPR è assurdo, in quanto viola il principio di località, dice infatti Einstein:
"Riconosco naturalmente che nella interpretazione statistica ... vi è un notevole contento di verità. Ma non posso credere seriamente in essa, perchè la teoria che ne deriva è incompatibile con il principio che la fisica debba essere una rappresentazione di una realtà nel tempo e nello spazio, senza assurdi effetti a distanza".

Le obiezioni di Einstein e compagni si basano su due principi che egli ritiene incrollabilmente certi:
- il realismo
- il localismo

Il "Teorema o diseguaglianza di Bell" può riassumersi dicendo che qualsiasi teoria locale, che assume che determinate coppie di particelle correlate separate ed inviate verso rivelatori lontani abbiano proprietà definite anche prima di essere sottoposte a test, non può riprodurre la distribuzione probabilistica prevista dalla meccanica quantistica  allorché si considerino non solo misure "simmetriche/opposte" ma anche test su posizioni intermedie.

Si immagini un gas che emette luce quando viene eccitato elettricamente.  Gli atomi eccitati di detto gas emettono fotoni a "coppie correlate".  I fotoni di ciascuna coppia si dirigono in direzioni opposte.  A parte la diversità di direzione del loro moto, i fotoni di ciascuna coppia sono "gemelli identici".  Se uno di essi è polarizzato verticalmente, lo è anche l'altro.  Lo stesso se uno è polarizzato orizzontalmente.  Indipendentemente dall'angolo di polarizzazione, entrambi i fotoni di ogni coppia sono polarizzati sullo stesso piano. Se quindi si conosce lo stato di polarizzazione di una delle particelle, automaticamente si può conoscere anche quello dell'altra.
E' possibile verificare che entrambi i fotoni di ciascuna coppia sono polarizzati allo stesso modo facendoli passare attraverso dei polarizzatori (vedere la figura seguente).

Una sorgente di luce al centro della figura emette una coppia di fotoni correlati.  Su ciascun lato di essa viene posto un polarizzatore sul percorso dei fotoni emessi.  Dietro i polarizzatori vi sono dei Rivelatori di luce che emettono un Click ogni volta che un fotone li colpisce. Ogni volta che il Rivelatore del Settore A emette un Click, lo emette anche quello del Settore B. Ciò perché entrambi i fotoni della coppia sono polarizzati sullo steso piano, ed entrambi i polarizzatori sono allineati nella stessa direzione (Verticale).  Perciò quando i polarizzatori sono uguali i Rivelatori  faranno Click un uguale numero di volte.   I Click del Settore A sono correlati ai Click del Settore B.

Si supponga ora di orientare uno dei polarizzatori a 90° rispetto all'altro (vedere la figura seguente).

Il polarizzatore del Settore A è ancora allineato verticalmente, ma quello del Settore B è allineato orizzontalmente. Quindi il fotone orientato verticalmente passerà attraverso il polarizzatore verticale ma verrà respinto dal polarizzatore orizzontale. Quando i polarizzatori sono orientati ad angolo retto uno rispetto all'altro, un Click di un determinato Settore non sarà mai accompagnato da un Click del Settore opposto. Nuovamente, i Click dei due Settori sono correlati.

Questa è una classica "situazione EPR", anche se migliorata dal punto di vista della completezza delle misurazioni in quanto si eseguono due misure (agli estremi dell'apparecchiatura) e non una sola, come invece facevano EPR.  Bell andò comunque oltre la duplicità delle misure, chiedendosi cosa sarebbe accaduto se nei due rami dell'apparecchiatura fossero stati posti non dei polarizzatori orientati perpendicolarmente, ma dei polarizzatori orientati nelle direzioni intermedie.
Supponiamo che  nel Settore A della nostra apparecchiatura venga posto un polarizzatore verticale e nel Settore B un polarizzatore orientato a 45°.
Un fotone che si trova al momento dell'emissione in uno stato ben definito, ad esempio verticale, attraverserà con probabilità uguale al 100 % il polarizzatore del Settore A, mentre con probabilità uguale al 50 % il polarizzatore del Settore B (queste sono semplici regole di Ottica).
Bell ebbe la grande intuizione di riconoscere che questo "caso intermedio" poteva fornire importanti indicazioni.
Nella situazione sperimentale appena descritta infatti, la misurazione dello stato del fotone del Settore A  non  ci  dice più con certezza (non valgono più perciò le congetture avanzate da EPR) quale sarà il risultato della misurazione effettuata  nel Settore B. Passiamo ora ad una applicazione che definiremo "neutra" (cioè indipendente sia dalle posizioni del realismo locale che della meccanica quantistica) del "Teorema di Bell".
Esamineremo le conseguenze che detto teorema può avere dal punto di vista della "realtà oggettiva scaturita da una serie ipotetica di osservazioni".   In questa situazione l'unico punto fermo che si manterrà è che le particelle correlate dovranno reagire allo stesso modo ai medesimi test di polarizzazione.
Nell'apparecchiatura di seguito riprodotta possiamo scegliere di misurare (simultaneamente o almeno in modo che nessuna influenza che si muova alla velocità della luce possa passare da una misurazione all'altra) la polarizzazione delle coppie di fotoni correlati rispettivamente in una delle tre componenti di polarizzazione Orizzontale, Diagonale a 60°,  Diagonale a 120° per ogni  Settore.

Cosa ci dice il dato sperimentale ?

Se consideriamo la statistica globale di un gran numero di test, ipotizzando tutte le possibili combinazioni di polarizzatori e di "emissioni fotoniche"  (mantenendo però il presupposto che le coppie di fotoni correlati reagiscono sempre allo stesso modo al medesimo test di polarizzazione) e andiamo a vedere quante volte si ottengono risposte Concordi, risulta che si è avuto un accordo  nella metà dei casi.

Di seguito vediamo alcuni esempi. (C = esito concorde, D = esito discorde)
(per esigenze di brevità la tabella contempla solo i casi in cui il polarizzatore nel settore A sia posto a 0°)

(Tabella)

Settore A

Settore B

Emissione

Esito A (*)

Esito B (*)

Conteggio

+1

+1

C

 

 

60°

-1

-1

C

 

 

120°

-1

-1

C

60°

+1

-1

D

 

 

60°

-1

+1

D

 

 

120°

-1

-1

C

120°

+1

-1

D

 

 

60°

-1

-1

C

 

 

120°

-1

+1

D

(*) Nell'ambito degli esperimenti del tipo "diseguaglianza di Bell", se un fotone di un determinato Settore supera il test di polarizzazione (ovvero attraversa il polarizzatore), ad esso viene assegnato il valore +1, se il fotone invece non supera il test di polarizzazione ad esso viene assegnato -1.

Cosa prevede la nostra analisi del fenomeno ?
Proviamo a tirare le somme di quello che, secondo il nostro schema (a questo livello ancora localistico, realistico e quindi classico) dovrebbe essere il risultato sperimentale:
Totale esito conteggi: 5 casi C (concordi) e 4 casi D (discordi)
Questo fatto consente di desumere dal Teorema di  Bell che, a prescindere dalla meccanica quantistica, il realismo locale non si concilia con  la "realtà oggettiva delle osservazioni".

Vediamo nel dettaglio perché.
Le possibili combinazioni di test di polarizzazione cui può essere sottoposta una coppia di fotoni correlati nel caso in cui si abbiano a disposizione tre tipi di polarizzatori sono  9:

Settore A

Settore B

60°

120°

60°

60°

60°

60°

120°

120°

120°

60°

120°

120°

Chiediamoci quante volte i risultati dei test risulteranno Concordi e quante volte Discordi nel caso in cui si ipotizzi che la coppia di fotoni correlati possieda, sin dal momento dell'emissione, "l'elemento di realtà (vedi  EPR ) corrispondente alla polarizzazione Orizzontale".

Settore A

Settore B

Test

Esito

+1 +1

C

60°

+1 -1

D

120°

+1 -1

D

60°

-1 +1

D

60°

60°

-1 -1

C

60°

120°

-1 -1

C

120°

-1 +1

D

120°

60°

-1 -1

C

120°

120°

-1 -1

C

Come vediamo dalla tabella, su  9 possibilità, si hanno 5 risposte Concordi  e  4  Discordi. Il fatto che il rapporto tra risposte Concordi e Discordi sia  5  a  4  non dipende assolutamente dalla scelta iniziale fatta per il tipo di polarizzazione assegnata alla coppia di fotoni correlati. Qualsiasi tipo di polarizzazione assegnata darebbe il risultato 5 a 4.
Possiamo quindi concludere che assumendo per vero il realismo locale, avremo sempre almeno una prevalenza (5 a 4) di risposte Concordi rispetto alle risposte Discordi.

Questi risultati dimostrano che, a prescindere dalla meccanica quantistica, "la realtà oggettiva delle osservazioni" non si concilia con il realismo locale. (In altre parole  la realtà oggettiva non si concilia con l'idea di realtà oggettiva)

A tal proposito così si esprime in "Quantum Mechanics" (The University of Chicago Press, Chicago, 1994) James T. Cushing :
"Bell non ha mai elaborato alcuna teoria locale e deterministica.  Ma, senza mai entrare nei dettagli dinamici, egli ha dimostrato che, in linea di principio, nessuna teoria siffatta può esistere [...] Il teorema di Bell non dipende in alcun modo dalla meccanica quantistica.  Esso rigetta un'intera categoria di teorie (essenzialmente) classiche senza neppur dover menzionare la meccanica quantistica.  E accade che i risultati sperimentali non solo escludono l'intera classe delle teorie locali e deterministiche, ma anche che confermano le previsioni della meccanica quantistica.  Abner Shimony ha appropriatamente denominato "metafisica sperimentale" questo tipo di radicale soluzione empirica a quello che sembra essere un problema metafisico."

E ancora il fisico David Lindley scrive :
"Quand'anche non ci piacesse la Meccanica Quantistica,  quand'anche pensassimo che qualche altra teoria potrebbe infine venire a soppiantarla, non potremmo però tornare alla vecchia visione della realtà.  Essa semplicemente non funziona :  questa è la vera importanza, è il vero messaggio del teorema di Bell."

Analizziamo ora gli esiti che, per situazioni come quelle sino ad ora considerate, prevede la meccanica quantistica.
Per semplicità ipotizzeremo che le misure nel Settore A vengano eseguite un istante prima di quelle del Settore B.
Immaginiamo che nel Settore A venga montato un filtro orizzontale ed il fotone della nostra coppia correlata lo attraversi (si ottiene quindi la risposta +1).  Ne consegue che secondo la forma dello stato quantico e in accordo col  postulato   della   riduzione   della    funzione   d'onda,  anche il fotone del Settore B risulterà polarizzato orizzontalmente.
Chiediamoci adesso quale probabilità ha un fotone polarizzato orizzontalmente di superare un test di polarizzazione (intermedia) a 60° o a 120°.   La risposta è  1/4, infatti la probabilità è data dal quadrato del coseno di  60° o 120°.

Continuiamo nella nostra analisi supponendo che il fotone del Settore A non superi il  test  di  polarizzazione orizzontale (risposta -1), risultando quindi, secondo la forma dello stato quantico e in accordo col postulato della riduzione della  funzione d'onda (...), polarizzato verticalmente.  Anche il fotone del Settore B risulterà polarizzato verticalmente e, poiché siamo interessati  alle risposte Concordi, dobbiamo chiederci che probabilità ha un fotone polarizzato verticalmente di non superare un test a 60° o a 120°.  La probabilità risulta essere ancora una volta 1/4  (la probabilità è data dal quadrato del seno di 60° o 120°).

L'argomento ora sviluppato risulta (per la simmetria del problema) completamente indipendente dalla scelta fatta per la direzione dell'orientazione dei polarizzatori dei Settori A e B, purché esse risultino "diverse".  Ed allora calcoliamo, secondo la meccanica quantistica, la probabilità che considerando le diverse coppie di orientazioni, le risposte nei Settori A e B risultino Concordi.

Settore A

Settore B

Probabilità di esito concorde

 1

60°

 1/4

120°

 1/4

60°

1/4 

60°

60°

 1

60°

120°

 1/4

120°

 1/4

120°

60°

 1/4

120°

120°

 1

In 1/3  dei nove possibili casi nei Settori A e  B si eseguiranno misure identiche, ottenendo risultati identici.
Nei rimanenti  2/3 dei casi nei Settori A e B si eseguiranno misure diverse, per le quali, come abbiamo visto, si ha un probabilità di 1/4 di ottenere esiti Concordi.

Possiamo ora calcolare la probabilità globale di esiti Concordi.  Essa risulterà uguale alla probabilità (1/3) che le misure avvengano nella stessa direzione, cui va sommata la probabilità  (2/3) che le misure avvengano in direzioni diverse  moltiplicata per la probabilità (1/4) che gli esiti risultino Concordi.     Si avrà pertanto :
Probabilità globale di esiti Concordi:  1/3 + (2/3 * 1/4)  = 1/3 + 1/6  =  1/2

Quindi la meccanica quantistica prevede una probabilità di risposte Concordi e Discordi nel rapporto di  1/2  a  1/2 (la stessa dall'analisi della realtà oggettiva delle osservazioni).
E' dal confronto dei rapporti tra risposte Concordi e Discordi che,  secondo Bell, emerge l'incompatibilità  tra  realismo locale  (rapporto 5 a 4) e meccanica  quantistica  (rapporto  1/2  a  1/2)
 

GLI  ESPERIMENTI  di  ALAIN  ASPECT
Nel 1982  ALAIN ASPECT (e collaboratori) dell'Università di Parigi, raccolse la sfida per una rigorosa  verifica della diseguaglianza di Bell.
Il risultato dell'interazione di coppie di fotoni correlati con rivelatori lontani a, b, c, d (e con l'accorgimento  dell'inserimento di un Cristallo Birifrangente), fluttuava in modo apparentemente casuale, ma quando venivano messi insieme i gruppi di misure, essi manifestavano un "accordo" in linea con le previsioni della meccanica quantistica.

Schema  semplificato dell'apparecchiatura usata da Alain Aspect e collaboratori per la verifica della "diseguaglianza di Bell"

N.B. Se lungo la traiettoria di un fotone polarizzato a 45° viene posto un Cristallo Birifrangente il fotone ha la PROBABILITA' uguale ad  1/2 di continuare per la sua strada  oppure deviare.

In pratica nell'esperimento illustrato in figura l'inserimento o meno del Cristallo Birifrangente se comporta notevoli conseguenze per il Realismo Locale, non comporta alcuna conseguenza per la meccanica quantistica.
L'inserimento del Cristallo Birifrangente infatti, se va ad alterare il rapporto (5 a 4) tra risposte Concordi e Discordi secondo il realismo locale, per la meccanica quantistica - dato che per essa i "destini" delle particelle dei Settori A e B sono sempre costantemente legati -  l'inserimento (o meno) del Cristallo Birifrangente non produce variazioni.
Sostanzialmente Aspect con la sua apparecchiatura verifica, nella pratica, il "legame" che unisce indissolubilmente, e "in tempo reale", i fotoni delle coppie correlate ...   Allorquando infatti, il fotone del Settore A devia in seguito all'attraversamento del Cristallo Birifrangente verso il rivelatore c,   ISTANTANEAMENTE  anche il fotone del Settore B "devia" verso il rivelatore  in d!
La sfida tra EPR e Bohr (resa possibile dai lavori di Bell e Aspect) finiva così a favore del fisico danese.
La  Natura  in  certe  sue  manifestazioni  è  realmente  NON   LOCALISTICA.
Per le sue dirompenti conseguenze, il non-localismo rappresenta (a giudizio unanime di fisici ed epistemologi) una delle tappe più sconvolgenti e per certi versi imbarazzanti nell'intera storia della scienza.
Tratto da: http://xoomer.virgilio.it/paaccom/

   

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