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Il Fisico
Italiano
Massimo Corbucci ha collaborato con il “GSI”
di Darmstadt per trovare la ragione dell’impossibilità di
sintesi dell’atomo trans-Uranico di numero atomico 114.
vedi: NUOVO MODELLO DI ATOMO
(By M. Corbucci) +
Il Potenziale quantico +
Charon +
Campo CEU +
Vuoto quantomeccanico
+
Entaglement quantistico
La Fisica e la Matematica sono due discipline che
si differenziano l'una dall'altra per il fatto di
occuparsi di oggetti fisici
reali, la prima, e di puri concetti
astratti, la seconda.
La
Fisica Quantistica
o Meccanica Quantistica:
Fisica quantistica: va di moda
questo accoppiamento di termini. La materia attinente è
impressionante !
Dovendo spiegarvela, partirò dalla visione classica, ma quando
arriverò a ciò che personalmente ho introdotto di nuovo, non
potrò più nascondervi "niente" e starà a voi decidere se
continuare a leggere l'articolo o chiudere la pagina e
accontentarvi della vita di sempre, senza porvi troppe domande
su "Chi" muove i fili dell'esistenza.
Vorrei che ognuno di voi fosse
contento della vita che conduce e si rendesse conto che esistere
è l'arte di diventare quello che uno è già !!!
O meglio: le opportunità della vita
sono paragonabili ad un ipermercato, dove entrando con un
carrello, ognuno può prelevare dagli scaffali, quello che vuole.
C'è da stare attenti però a non ritrovarsi con delle cose, che
per un animo hanno attratto la nostra attenzione, rivelandosi
una volta a casa, di nessuna utilità.
Come dire che: è indubitabile che tutto quello che uno vuole,
l'avrà ! Vedrete che è scientifico. ...e che la fisica
quantistica si occupa do quello che vi capita ! Cosi come,
mettiamo, l'elettronica si occupa di come viene amplificata la
corrente e la termodinamica di come il calore è correlato con
l'entalpia e l'entropia...
Una materia "inquietante"
?
Prima di cominciare, facciamo un test: scrivete su un foglio,
ciò che pensate voglia dire quantistico, poi confrontatelo con
quello che, leggendo qui, imparerete.
Qualora capitasse che rimaniate molto sorpresi di quello che
attiene alla parola Quantum vi prego di comunicarlo al
maggior numero di persone e dite loro di cliccare sul sito
www.atomoll2.info, se credono di essere venuti a sapere una
cosa molto importante.
L'invito è di fare 1, 10, 100, 1000... clic, per esprimere
l'importanza della nozione.
Che cos' è la Vita ?
Per rispetto alla Vita, uso la maiuscola. La domanda richiede
una risposta adeguata:
«E' l'unica occasione che abbiamo, per scoprire cos'è !»
Tuttavia, suggerirei, mentre cerchiamo di scoprire cos'è la
Vita di non perdere di vista la nostra. Quindi attenzione alla
tentazione, che inevitabilmente si presenta durante il cammino,
di dare importanza più ai fatti che agli atti.
Il fatto è qualcosa che accade per effetto di eventi, che noi
non possiamo controllare.
L’atto è "completamente" nostro. Il
nostro agire = a.ginèo = condurre verso la femmina (che ci posso
fare se l'etimo a questo porta ?) è indipendente dall'esterno e
l'unico motore ci viene da "dentro".
A pensarci bene, per niente dispiaciuto dell'etimologia, ve lo
voglio chiarire una volta per tutte che, come uomini la nostra
"ontologia" è né più né meno incline a ripetere il destino
dell'UniVerso: "fare in modo che ciò che può riempire il vuoto,
vada a riempirlo".
Per le donne lo "scopo" è centrato, quando il "vuoto
(leggasi vagina-utero-ovulo) viene
riempito da ciò che può riempirlo (leggasi pene-seme)".
vedi anche: Progetto Vita
Giri di parole a parte, sia ben
chiaro che vi sto parlando di Fisica, se vi dico che tutta la
nostra vita è un continuum ricercare la nostra origine e un
affannoso reiterare il tentativo di "rientrarci dentro",
intervallato da "fatti" di nessuna importanza ontologica,
durante i quali "perdiamo tempo" a lavorare, a farci conferire
titoli accademici, onorifici, commende, diplomi di
partecipazione; vale a dire a cercare altre ragioni di vita che
ci possano rendere sopportabile il non aver individuato la
principale.
Arrivati ad avere i capelli grigi, perché non sappiamo qua! è lo
scopo della vita ?
Ci venisse in soccorso l'etimologia delle
parole !
"Scopo" viene dal greco skop-ós, che è vicino a
skop-èo -
guardare con fare esplorativo ! Mirando verso qualcosa, tendendo
ad un fine. Ancora non è chiaro ?
Lo credo, bisogna sviscerare l'etimologia della parola "fine".
Sarebbe un peccato non farlo. "Fine" in Iatino si dice
finem, e
la radice è find.
Attenzione !!! Find è la "fenditura", attraverso la quale passa
qualcosa.
La parola "finestra" è un derivato di find.
Lo scopo della vita
è penetrare in quella fenditura.
Sembra una storia infinita, che sia necessario indagare il verbo
penetrare - da pènitus = molto addentro, perché pènes -
nell'intimo, da non confondere con penem, che sembra c'entri.
Compresa la questione, ci rendiamo subito conto che lo scopo
dello stesso UniVerso, è stato, ma è ancora, andare
profondamente dentro quella "introflessione" dello spazio e del
tempo, la quale ha dato una ragione di essere allo spazio e al
tempo.
Nel caso in cui vi dovesse interessare sul serio, "spazio" =
spatium in latino e spannan in tedesco, da cui si è tratta
un'unità di misura, é la capacità di un Luogo di contenere i
corpi.
Ricordate, mi raccomando ! di una capacità. Dal latino capax =
che ha capito !
"Tempo" = tempus in Iatino = tapas in sanscrito,
che vuoi dire caldo, riconducendo a temperatura = tampyti,
secondo la nozione di durata, di qualcosa che nel tempo, passa
da caldo a freddo, non polendo per una legge fisica, mantenere
la stessa temperatura. Attenzione ! È importante.
Vi deriva dal concetto la parola "Tempio", che è il Luogo
adibito a separare il Cielo dalla Terra. Tèmenos = tempio =
re-cinto.
Cosa resta fuori secondo voi ? Il fatto che troviate difficoltà
a rispondere, dimostra che questo articolo vi ci voleva proprio
! (Voi adesso non ci crederete, ma la vostra vita fra poche
righe cambierà, perché state per essere capaci = capax = vi
persuaderete = dal sanscrito svàdus = gustarsi con piacere =
suavì.s = soavemente, di ciò che siete davvero.
Insomma, il
momento merita silenzio e raccoglimento, perché state per
incontrarvi nientemeno che con il Creatore o comunque vogliate
chiamare la ragione della vostra esistenza in Terra, "Chi"
muove i fili della vostra Vita……!)
Lo scopo della Fisica Quantistica
L’avevamo premesso
all'inizio, che ad un certo punto potevate interrompere la
lettura. Quelli che decideranno di proseguirla, sono chiamali al
massimo senso di autoresponsabilità. Sappiate che lo scopo
"provvisorio" della Fisica Quantistica è dare una collocazione
al Tempo e allo Spazio. Entrambi i "parametri" avete capito che
sono capacità ? Se sì, avrete capito che anche loro sanno di
voi, ma prima = privus che voi abbiate potuto sapere di loro.
Per lo spazio la capacità è quella di "con-tenere". Per il tempo
è quella di "man-tenere".
Il calore, no ? Non vi ricordale, che ciò che è
caldo = calidus
= KA.
Ditelo ancora per favore ! Ka. Diviene
freddo = freitz = prìvus
di calore.
Dite 3 volte per favore: - «Ciò che è Ka , diviene privo di
Ka
col passare del tempo». Del resto è inevitabile che l'incontro
dello Spazio con il
Tempo sia foriero di un "conflitto
d'interessi".
Le cose contenute nello spazio, dissipano calore. Ne è prova che
quando l'UniVerso è "cominciato", vi era una temperatura di 10
miliardi di gradi K e ora, che ospita "noi", è freddo a 2,7° K.
Accettata questa verità, dobbiamo
renderci conto che "ciò che contiene" & "ciò che man-tiene"
sono come il Lupo e la Pecora nel gioco di "capra e cavoli".
Non possono stare insieme !!! È il principio di
Hendrik Antoon
Lorentz ! ! !
Quel che si è detto finora della Fisica Quantistica
Lo stato dell'arte in Fisica è il seguente: i Fisici sono
convinti che l'UniVerso sia cominciato con un "gran botto", 13,7
miliardi di anni fa, dove un Luogo "angusto", ma caldissimo, ha
iniziato ad espandersi come fa il palloncino alla fiera, quando
il venditore di palloncini ci attacca la bombola dell'elio, per
gonfiarlo.
Quanto è grande secondo voi un palloncino, se qualcuno lo sta
gonfiando da 5 secondi ? Tanto, quanto può espandersi in 5
secondi, guarda caso !
Infatti guarda caso il nostro UniVerso è grande proprio 13,7
miliardi di anni luce. E tra un secondo, sarà un secondo più
grande e quando avrete finito di leggere questa riga, si sarà
guadagnato tanto spazio, che nemmeno potete immaginare.
Peccato che se esiste il tempo non esiste lo spazio, o
viceversa, e comunque la mettiate il guadagno è "illusorio"
ahimé.
Una semplice lezione di
termodinamica
Robert Boyle scoprì che quando un
gas si espande, si raffredda. Del resto molti ragazzini, senza
essere fisici del calibro di questo rispettabile signore,
scoprono pompando le gomme della bicicletta, che la pompa fa
scaldare l'aria a forza di comprimerla !
Però, forse, il ragazzino non sa che il suo palloncino può
essere gonfiato dal venditore alla fiera, fin tanto che
l'espansione fa raffreddare l'elio a 0° K . In genere scoppia
prima !!!
Le pareti di gomma non "reggono",
come si suoi dire. Ma c'è altro di "ontologico"... !
E l'UniVerso... cosa gli può accadere ? Una cosa è certa: quando
tutto l'Idrogeno - già perché sarebbe "costato" troppo riempire
il Cosmo di Elio, come un palloncino - sarà freddo a 0° k,
l'espansione finirà. Tuttavia le pareti, come per il palloncino,
potrebbero scoppiare prima !!!
Privus (Finché ci siamo dentro noi, non scoppia, "non abbiate
paura") Per capire la "phisica", bisogna conoscere
l'eziologia delle parole.
Una nozione ignota in Fisica
In Fisica classica non è noto quello che c'è al di là della
parete e di che cosa è fatta la parete stessa.
Nel XX secolo
inizia la Fisica Quantistica. L'ontologia delle cose viene
sconvolta da un nome di città e da un nome di persona:
Copenaghen e
Planck.
Niente è stato più come prima....
Anche se uno dei primi fisici
quantistici fu Gesù (anche
Maometto se ne accorse 700 anni dopo
e l'umanità "occidentale" se ne accorgerà il giorno che
funzionerà il trasmettitore istantaneo !), una certa
trepidazione la ebbero quegli uomini "duri" e adusati alla
concretezza del "materialismo", il giorno che
Heisenberg enunciò
il principio di indeterminazione: di una "particella" si può
conoscere o la posizione o la velocità, non entrambe le
cose ! Inoltre: quando si va a compiere la "osservazione"
la realtà dell'osservato "collassa".
Questa + o - è l'interpretazione di Copenaghen
dell'indeterminazione !
E Planck ?
Non mi chiedete di lui, fintanto che
non sono chiare le implicazioni epistemologiche della questione
"realtà".
Realtà = altezza Reale ! Il contrario “dicasi”
immaginario.
Vediamo che significa alto. Alto = àltus in latino, viene dalla
radice àlo - fatto crescere.
Vi ricordate alimentum, l'elemento chimico o l'idea intorno al
"buco" !
Per farla breve: i fisici classici credono, erroneamente, molto
erroneamente, che la realtà sia l'effetto di come "collassa"
quella di un povero disgraziato, "casualmente".
La teoria dei multimondi "paralleli"
Secondo questa ipotesi, che voi
siate diventati un rappresentante di ottimo formaggio
piemontese, anziché un veterinario, oppure un maestro di scuola
elementare, per non dire un frate cappuccino; dipende da quale
realtà vi si è "spalancata", al pari di come con un colpo di
vento in un maniero vi si può aprire la porta della cucina o
della camera da letto o del bagno, per effetto della forza
dell'aria. Qualche fisico osa anche dire che ad un miliardesimo
di millimetro da voi abita il vostro "alter ego", che di
professione fa magari il farmacista e poi un po' più là, quello
che fa il parrucchiere...
Insomma saremmo circondati da tutte le infinite possibilità
date a noi stessi ! Che sovrapposizione !
lo già convivo male
con quel me stesso che fa il medico. Lo sopporto solo in quanto
mi paga affitto, luce e acqua.
Il mistero dei granelli di sabbia
I fisici ora stanno impazzendo per
le stranezze che presentano i "sistemi granulari": su QUARK n°
67 a pag. 91, si mormora che: (V. anche pag. 16 di QUARK n°70)
se si versa un Kg di sabbia in un recipiente posto sul piatto
di una bilancia, arrivati a 850 gr, continuando a versare
granelli di silicea roccia, non si arriva mai e poi mai a
leggere 1000 gr !!! Incredibile, no ?
Questo esperimento, ha scatenato il "panico" fra i
fisici e non solo, e molti si chiedono dove
siano finiti i 150 gr di sabbia, che mancano.
Lo studioso
Giuseppe Lanzarini
che ha ripetuto il famoso esperimento
si e' chiesto: "se ripeto l'esperimento con gli 850 gr ne
ottengo un po' meno ?". Egli lo ripete' finché non azzero'
completamente il peso della sabbia ! - Dio mio, ma il chilo di
sabbia "dove" va ?
Ora si che posso dirvi che cosa
scoprì Max Planck !
Scoprì che un milionario è ricco perché
possiede tante monetine da un centesimo di euro ! Non è uno
scherzo.
È così, in effetti. Nel mondo "macroscopico" di ogni cosa se ne
può avere un pezzo, quasi tutta, o averla tutt'intera.
Planck scopri che nel mondo sub-reale le cose sono
"confezionate" a "pacchetti-discreti" ed è come dire che si
rese conto di come la spaventosa energia del sole, è una
"raffica" di pacchetti di energia, paragonabili a "granelli" del
"blocco-intero".
Per questa rilevazione è passato alla Storia come scopritore
della più piccola quantità di energia che c'è nel Creato, del
più piccolo "appezzamento" di spazio e del più piccolo
intervallo di tempo "immaginabile".
Dicasi la
costante di Planck, la
lunghezza di Planck e il
tempo di Planck.
E poteva andargli meglio e capire tutto dall'alfa all'omega ed
essere di grande aiuto a quei poveri fisici, che impazziscono
con l'esperienza della sabbia, che viene "succhiata" non si sa
dove, se solo avesse capito che il VUOTO in fisica non esiste !
Praticamente doveva avvedersi che se
uno non ha mai il primo centesimo di euro, non diventa ricco !
Invece in Fisica si è cominciato a credere fermamente che i
soldi possono venir fuori per incanto e che da "meno che
niente", per una pretesa "fluttuazione" del "vuoto
quantistico", possono uscir fuori... particelle !
Un granello di storia etimologica
della parola
Vuoto
Nessun'altra parola ha suscitato
tante diatribe. In latino viduus = Vedovo = che gli manca la sua
mela: la più dotta conclusione fu tratta da due epistemologi che
si incontrarono in Romania e stabilirono che vacuus = vacuatus
- che non contiene nessuna materia.
Erano Thomsen & Schuchardt, 1874, ma non sapevano che il
coltissimo avvocato e fisico G.W von Leibnis, da buon
aristotelico, aveva sconfitto gli illuministi, dimostrando che
non può esistere nessun luogo dove non ci sia veruna materia.
Resta ora solo che spieghi bene cosa
significa la parola "quanto", così saprete finalmente che
scendendo giù nel pozzo, nelle dimensioni sub-atomiche si
finisce per incontrare... Non dite
San Patrizio, per favore !
Sono sicuro che finora nessuno vi
aveva mai detto che quanto = ka-vant - in lingua sanscrita,
Ka
= qui - in latino e vuoi dire colui che !
Il resto della frase vant = provvede. "Colui che provvede".
Scendendo giù, dentro l'atomo, si incontra
Colui che provvede
!!!
Cosa avevate scritto voi circa la parola Quantum, all'inizio
dell'articolo ?
Avreste mai pensato che oggi leggendo, questo studio, sareste venuti a
sapere questo ?
Dunque, ora che avete saputo quello che non tutti ancora sanno,
andateglielo a dire.
Li farete felici ! A tutti fa piacere sapere che il fatto di
gestire una farmacia, o dedicarsi ad altre professioni, non è
dovuto a colpi di vento casuali, che hanno determinato lo
spalancamene di una porta verso uno degli infiniti mondi
paralleli, piuttosto alla volontà.
Di colui che vede e provvede, per le persone che si rimettono
alla sua Volontà e del "latore" della volontà, per i
"volitivi".
Ognuno, reso edotto di ciò, può avere tutto quello che
desidera, da questo preciso istante.
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Lo scopo della vita è penetrare in
quella fenditura (quella 1/2 Tau, in nero con scritto
Olomero) - Non il vuoto, dove non c'è nulla, ma
il Vuoto Quantomeccanico, dove abita Colui che provvede, è la
ragione di ViTa della Fisica Quantistica: una "porta"
(Finestra=Find) aperta nell'Infinito Assoluto (>ALEPH3); nel
"cuore" del nucleo atomico... Un Pozzo...Infinito….
Qualche tempo fa rimaci sbalordito
dall'"analogia" dell'impatto visivo che c'è tra una
suggestiva veduta del pozzo di San Patrizio a Orvieto e
il celeberrimo quadro di
Hieronymus Bosch (vedi
relativo quadro "II Paradiso"),
relativamente al concetto di Vuoto Quantomeccanico. Entrambi si
aprono come una "FENDITURA", dove
lo spazio e il tempo si
"introflettono", per inabissarsi nell'Infinito Assoluto senza
inizio, né fine.
Hendrik Antoon
Lorentz (Arnhem 1853
- Haarlem 1928), fisico olandese.
Conclusi gli studi all'università di Leida, vi rimase come
professore di fisica matematica. Già nella tesi di dottorato
fece un lavoro importante trattando per la prima volta la
riflessione e la rifrazione della luce su base puramente
elettromagnetica.
Dimostrò che particelle cariche accelerate emettono onde
elettromagnetiche e formulò la teoria elettromagnetica della
luce. In collaborazione con il fisico George Francis
Fitzgerald elaborò una teoria sulla deformazione subita da un
corpo in rapido movimento. Lo studio di tale effetto, chiamato
contrazione di Lorentz-Fitzgerald, rappresenta uno dei
contribuii importanti forniti da Lorentz allo sviluppo della
teoria della relatività.
In questo campo sono da citare anche le leggi di trasformazione
che portano il suo nome, valide per osservatori in molo
inerziale l'uno rispetto all'altro.
Per la spiegazione del fenomeno noto come effetto di Zeeman nel
1902 ricevette il premio Nobel per la fisica insieme al fisico
olandese
Pieter Zeeman.
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NUOVE SCOPERTE UTILI PER I COMPUTER QUANTISTICI - Dic.
2011
Per la fisica quantistica, la distanza non conta. Anche se due
oggetti sono separati da qualche decina di centimetri, ci sarà
sempre un filo invisibile che li lega gli uni agli altri. È ciò
che si chiama entanglement
quantistico, un concetto meglio noto con il nome di
non-separabilità dei sistemi: lo stato quantico di due o più
sistemi dipende dallo stato quantico di ciascun sistema anche se
sono spazialmente separati. È roba da cose microscopiche,
verrebbe da pensare. E invece ci sbagliamo, perché uno studio
pubblicato su Science ci dimostra che la fisica quantistica può
governare anche il mondo macroscopico degli oggetti che ci
circondano.
Nessuno stupore, quindi, se i ricercatori sono riusciti a creare
entanglement quantistico anche in due diamanti grandi quanto
orecchini.
"Quello che abbiamo fatto è stato
dimostrare che è possibile raggiungere una correlazione
quantistica anche con oggetti comuni, sempre che i diamanti
possano esser considerati tali", ironizza Ian Walmsley, fisico
dell' Università di Oxford (UK), uno degli autori dello studio.
Il problema, infatti, è che i fenomeni quantistici sono fragili,
nel senso che basta la minima interferenza esterna perché
scompaiano. Ecco perché sino a oggi la maggior parte degli
esperimenti sulla non separabilità dei sistemi è stata condotta
con elementi microscopici come elettroni. Più un oggetto è
grande, infatti, più atomi contiene e più c'è il rischio che si
disturbino a vicenda. Inoltre, questo tipo di studi è sempre
stato condotto in laboratorio, cioè in condizioni super
controllate e a temperature inferiori allo zero, l'unico modo
per tenere a bada le interferenze distruttive tra atomi.
Ecco perché il nuovo studio ha del
sensazionale: i ricercatori hanno creato entanglement
quantistico con diamanti grandi 3 millimetri e in condizioni di
temperatura ambiente. Ma come ci sono riusciti? Iniziamo col
dire che i diamanti sono reticoli cristallini di atomi di
carbonio. Quando vengono colpiti da un raggio laser, i cristalli
iniziano a vibrare raggiungendo uno stato eccitato chiamato
fonone (cioè un quanto di energia di vibrazione). I ricercatori
possono sapere se un diamante contiene un fonone analizzando la
luce in uscita dal diamante stesso: se il reticolo cristallino è
eccitato, vuol dire che un fotone gli ha dato energia. Ne
consegue che il fotone in uscita avrà meno energia di quando è
entrato nel sistema.
Sfruttando questo paradigma, i
ricercatori hanno colpito i due diamanti, distanti 15
centimetri, con un raggio laser, diviso in due fasci da un
separatore, della durata di 10 -13 secondi. Analizzando la luce
in uscita tramite un segnalatore, hanno rilevato la presenza di
fotoni con energia minore rispetto a quando erano penetrati nel
sistema. Ma ciò significa che hanno ceduto parte della propria
energia ai reticoli cristallini generando un fonone. Ma a quale
dei due diamanti? Le condizioni sperimentali non permettevano di
saperlo.
"Sapevamo che da qualche parte c'era un fonone - spiega Walmsley
su Scientific American - ma non potevamo dire se provenisse dal
diamante di destra o da quello di sinistra".
Dal punto di vista della fisica
quantistica, tuttavia, il fonone non dovrebbe essere confinato
in alcun diamante ma condiviso tra i due. Per dimostrarlo, i
ricercatori hanno colpito i diamanti con un secondo raggio
laser. Quest'ultimo, entrando in un sistema già eccitato, gli ha
rubato energia. Quindi, i fotoni in uscita rilevati dal
segnalatore avevano ora più energia di quando erano entrati.
Sebbene anche questa volta non fosse possibile risalire alla
provenienza dei fotoni iperenergetici, i ricercatori si sono
accorti che i cammini dei fotoni in uscita dai due diamanti
erano strettamente legati e influenzabili. In altre parole,
ciascun fotone in arrivo al segnalatore portava informazioni su
entrambi i diamanti. La dimostrazione che sono quantisticamente
legati.
" Non possiamo essere sicuri al 100% che i due diamanti fossero
in entanglement quantistico - confessa Walmsley - ma secondo i
nostri calcoli statistici la correlazione appariva nel 98% dei
casi, che è un ottimo risultato".
I sorprendenti risultati
dell'esperimento aprono la strada a future, possibili
applicazioni pratiche dei fenomeni quantistici come lo sviluppo
di computer quantistici dalle inimmaginabili capacità di calcolo
simultaneo. Ma è ancora presto per sognare.
La correlazione quantica dei diamanti, infatti, dura appena 7
mila femtosecondi (10 -15 secondi), un tempo troppo breve per
permettere applicazioni pratiche. " E' ancora presto per parlare
di computer quantistici, ma in teoria non è impossibile
realizzarli - conclude Walmsley su New Scientist - lo studio è
un interessante punto di partenza per capire come la meccanica
quantistica può emergere nel mondo della fisica classica".
Tratto da: antikitera.it
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SPAZIO-TEMPO e
Fisica Quantistica
Sulla natura reale dello spazio tempo, molto resta ancora da
definire. E' comunque sempre più radicata nei liberi pensatori
l' idea che in essa si celino le chiavi per comprendere la vera
essenza del nostro universo e del concetto stesso di realtà.
Tutto questo, porta con se, inevitabilmente, la soluzione di
tanti cosiddetti misteri o, perlomeno, la conquista di una
verità molto più oggettiva delle nostre attuali "verità-locali".
Einstein disse:
"Per chi crede nella fisica, la distinzione tra passato,
presente e futuro è solo un'illusione, per quanto testarda",
mentre il mistico S. Agostino, acuto ingegno e *mens* completa,
postula:
"Che cos'è il tempo ? Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi
spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so; eppure posso affermare
con sicurezza di sapere che se nulla passasse, non esisterebbe
un passato; se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe un futuro;
se nulla esistesse, non vi sarebbe un presente". (By
Sant'Agostino, Confessioni).
Il mistico e lo
scienziato, dunque, si danno la mano a distanza di più di 1500
anni: il tempo è proprio un' illusione !
Ma ci sono dei problemi, allorquando speriamo che questa
consapevolezza assuma carattere di percorso conoscienziale in
progresso.
Qualche esempio:
- Gli studenti sono reticenti ad abbandonare le proprie
spontanee e naturali concezioni basate sul senso comune, a
favore di nuovi concetti implicati dalla fisica relativistica (Hewson,
1982, Villani & Arruda, 1998);
- essi incontrano serie difficoltà nel prendere in
considerazione nuove idee, o - più in generale - nuovi scenari
concettuali, che includano i vecchi contesti come loro casi
particolari (Berenguer, 2000; Hewson, 1981, 1982; Posner & al.,
1982);
- non prendono consapevolezza della tessitura quadridimensionale
dello spazio-tempo (Berenguer, 2000);
- l'interpretazione di problematiche quali la simultaneità e la
causalità di eventi nei due contesti - classico e relativistico
- non viene adeguatamente connessa agli assunti della teoria
della relatività (Berenguer, 2000).
Noi, RICERCATORI
non allineati con l'ortodossia conservatrice, non dimentichiamo
l'importanza del' *energia* in senso oggettivo, confortati anche
da quanto affermò, ancora una volta, Einstain: "Sono gli eventi
di interazione tra energia e materia che determinano dimensioni
variabili di spazio e tempo nell'Universo."
Affermazione che può avere implicazioni davvero interessanti.
Uno degli enigmi più affascinanti per la scienza è quello dei
cosiddetti "buchi neri". Questi "oggetti"
misteriosi che si nascondono nel cosmo possono essere degli
eccezionali punti di guida per le nostre considerazioni sullo
spazio-tempo. Infatti, un oggetto massiccio deforma lo
spazio-tempo nelle sue vicinanze.
La forza di gravità che percepiamo è il risultato di tale
deformazione. I satelliti si muovono in orbita intorno alla
Terra perché seguono la curvatura dello spazio-tempo causata
dalla massa della Terra. Più grande è la massa del corpo,
maggiore la curvatura. Ci troviamo quindi di fronte ad una prova
"tangibile" della relatività del concetto di spazio-tempo, in
quanto condizionabile da fattori esterni.
Ed ecco entrare in gioco a questo punto, molto sinteticamente
per questa mia esposizione, la
Fisica Quantistica, dalla quale ricaviamo che, secondo l'Ipotesi
di Penrose ed Hawking, La teoria della
Relatività Generale non contempla il principio
d'indeterminazione di Heisenberg, essendo applicabile solamente
ad uno spazio-tempo piano e continuo.
Sempre
quantisticamente parlando, ne deriva una *scala di fluttuazione*
così riassumibile:
-polarizzazione quantistica del vuoto
-creazione di coppie particella-antiparticella.
A questo punto,
la Fisica Quantistica ci regala altri tesori:
1) Supersimmetria: naturale estensione del modello standard
delle particelle elementari.
2) Supergravità: 7 dimensioni spaziali, in uno spazio-tempo a
11dimensioni.
3) Teoria delle Stringhe: alla natura puntiforme delle
particelle elementari della meccanica quantistica viene
sostituito il concetto di corde o stringhe.
4) Teoria delle Superstringhe: la teoria più completa
attualmente a disposizione per spiegare le fasi iniziali della
storia dell'Universo fino a
giungere ai seguenti due postulati:
*Schiuma quantistica* (?P ~ 1,6 × 10-35 m):
1) spazio e tempo sono mescolati,
2) esistono infiniti spazi-tempi
Ed è, quest'ultimo, lo straordinario punto d'arrivo-partenza per
una conoscenza del tutto nuova che attende i nostri figli.
By Antonio Bruno
vedi:
Vuotoquantomeccanico
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Lo svarione dell'effetto Casimir
Ovvero; quando uno si avventura
dentro l'atomo, convinto che tra il nucleo e l'elettrone, in
mezzo c'è il nulla, può capitare di imbattersi nella “polvere
di fate" (vedi EA.I.R.I.E.D.U.S.T - Grazie Massimo Teodorani
vedi: SeC. n° IS pag. 12).
L’assunto di questo supposto effetto è che possa esistere un
luogo dove "regna" il vuoto assoluto, vale a dire l'assenza
totale di alcunché, particelle sub-atomiche comprese.
Come dire che togliendo tutta l'aria da una bottiglia, ammesso
che ci si possa riuscire con una pompa ad estrazione totale, poi
non entrino tutti i neutrini che attraversano il Cosmo e negli
spazi siderali intergalattici, non vi sia una quantità di
radiazioni; da perder la testa nell'ennumerarle tutte.
Sebbene,
pertanto, dovrebbe essere intuitivo negare che esista il vuoto,
di fatto solo il dottor Corbucci,
Aristotele e l'avvocato
Leibniz, in epoche diverse, hanno tentato di segnalare agli
uomini di scienza l'assurdità del concetto di vuoto assoluto.
Schiere di Fisici oceaniche invece
propendono per la possibilità che mettendo 2 specchi a
"baciarsi" tra loro nelle parti lucide e "immersi" nel
"niente-presunto" della famosa campana "sotto vuoto spinto", le
due lastre vitree inizino ad attrarsi tenacemente, come sotto
l'effetto di una forza di natura misteriosa.
Un effetto "analogo" a quello delle
celeberrime emisfere di Magdeburgo, che se ben ricordate, pur
tirate da file di cavalli in direzioni opposte, non si
staccavano a pagarle oro. per sovrappiù della pressione
atmosferica all'esterno e assenza di pressione all'interno, che
potesse equilibrare le due spinte e quindi consentire il
distacco.
Per gli specchi sottovuoto, la teoria è che nello spazio interno
tra gli specchi, vi sia un vuoto più vuoto di quello esterno,
per tutta una serie di considerazioni in ordine alla possibilità
che esternamente la presenza di particelle "fluttuanti" dagli
UniVersi paralleli sia maggiormente consentita, che
internamente, a motivo di "restrizioni" a far apparire in forma particellare, tutte quelle onde elettromagnetiche di lunghezza
d'onda superiore alla distanza tra gli specchi.
Certamente, dobbiamo dire che alla base del fenomeno Casimir,
c'è il postulato che il vuoto non solo c'è, ma è anche
circondato da universi paralleli e di tanto in tanto farebbero
"capolino" da lì, fugacemente, "particelle dell'altro mondo".
In conclusione: dove si incontrano vuoto e vuoto ancora più
vuoto, quello "di peggiore qualità" (scusate il termine !)
finisce per essere "una forza".
Pur nel bisticcio concettuale, si è
radicata comunque la convinzione che questo preteso effetto Casimir, sia misurabile con gli strumenti della fisica.
NOTA: Il Vuoto Quantomeccanico di Corbucci è l'antitesi del
concetto di vuoto.
Partendo dalla rilevazione che anche tra il nucleo atomico e
l'orbita elettronica, non cè vuoto, bensì campo
elettromagnetico, la "sorpresa" e’ cominciata quando
l'elettrone 71°, non poteva affiancare il 72°, Lì lo spazio e
il tempo "colavano a picco" !
Che ti scopre Corbucci ? Nientemeno che il "baratro" è una sorta
di "pozzo incamiciato", dove nel Vuoto-Vuoto si trova infilato
come per un eterno-coito, ciò che può riempirlo: V&T !!!
Ha a che vedere col vuoto, meno di come ne ha Cappuccetto rosso con i 7 nani
!
By M. Corbucci - Tratto da Scienza e Conoscenza n° 19
|
Per vedere delle
immagini utili per comprendere questi concetti,
si consiglia di
visionare:
Buchi Neri
Immagini (Buco nero) che meglio rappresentano
la realta' di questi concetti:
|
Il suggerimento sul
Vuoto Quantomeccanico viene anche dalla Bibbia - il VUOTO (VAVHAU
o WABOHOU) e ciò
che può riempirlo (TAHU o THOHOU): Insieme danno
VAVHAU+TAHU che è il
VUOTOQUANTOMECCANICO.
vedi
Le prime 7 parole
della Genesi +
Alfabeto
Al concetto di VUOTO va contrapposto quello di
VUOTOQUANTOMECCANICO, (in altre parole ciò che esisteva
nell’Universo prima del Big Bang), con implicazioni
epistemologiche nel campo delle Scienze matematiche e fisiche e
nel campo del Filosofico semplicemente inafferrabili dal
pensiero umano non ancora addestrato alla riconversione
concettuale verso tali nuove concezioni.
La Scienza attraverso la quale M. Corbucci è arrivato a
determinare l’Ordine di riempimento dei livelli atomici non fa
parte dello scibile umano. Si chiama Scienza dell’Ordine molto
simile alla Matematica (Mat-Mantica), discipline ancora
inespresse dalla mente umana che mettono in seria crisi le leggi
di Causa ed Effetto, su cui si basa il principio della
dualità,
(Dio e Creazione, Spirito e Materia) baluardo del pensiero
occidentale ed orientale.
segue in:
Olo-Mero +
Buchi Neri +
Mondo
creazionale
Commento NdR: presto scopriranno che i
Buchi Neri esistono dentro in
ogni stella e forse anche in ogni pianeta, cosi come esiste in ogni
atomo ed in ogni essere vivente, infatti all'interno della mente
che contiene l'Ego/IO
degli esseri viventi vi e' un Buco nero
Ricordiamo comunque che: La filosofia quantistica
sostiene che siamo noi che influenziamo la realtà.
La logica dell'inconscio è simile alla logica quantistica.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TEORIA QUANTISTICA e sue IMPLICAZIONI
(Il materiale per il presente paragrafo è stato tratto dagli
appunti del corso "Fondamenti concettuali ed implicazioni
epistemologiche della Teoria Quantistica" del
prof. Tiziano Cantalupi. Potete approfondire l'argomento
consultando le pagine del
Global View Project)
Se trovate difficile affrontare la
lettura di questa pagina provate a vedere un esempio tratto
dalla vita di tutti i giorni di come possa essere
controintuitiva la realtà se osservata con attenzione:
un esperimento paranormale che in realtà è normalissimo.
Vediamo di chiarire l'argomentazione del paradosso EPR.
Definiamo cos'è una coppia di fotoni correlati: una coppia di
paricelle si dicono correlate se hanno caratteristiche
simmetriche (cioè opposte o concordi). Ad esempio stesso asse di
polarizzazione, stesso spin o spin opposto, quantità di moto
uguale o opposta ecc. Alcuni sistemi fisici sono in grado di
produrre coppie di fotoni correlati, ad esempio atomi di calcio
eccitati dalla luce laser oppure il decadimento del mesone (il
pione).
 |
Il paradosso EPR prende le mosse da
una misura effettuata su una coppia di fotoni correlati. Si
ponga al centro dell'apparato di misura una sorgente di fotoni
correlati. Il settore A e il settore B sono separati da una
distanza enorme su scala atomica (14 metri, praticamente
infinito per quel che riguarda le interazioni tra particelle).
Compiamo una misura sul fotone del settore A determinando le
caratteristiche (in particolare la polarizzazione). Le leggi
della Meccanica Quantistica ci dicono che istantaneamente
conosciamo lo stato anche del fotone nel settore B. Questo per
EPR è assurdo, in quanto viola il principio di località, dice
infatti Einstein:
"Riconosco naturalmente che nella interpretazione statistica ...
vi è un notevole contento di verità. Ma non posso credere
seriamente in essa, perchè la teoria che ne deriva è
incompatibile con il principio che la fisica debba essere una
rappresentazione di una realtà nel tempo e nello spazio, senza
assurdi effetti a distanza".
Le obiezioni di Einstein e compagni
si basano su due principi che egli ritiene incrollabilmente
certi:
-
il realismo
-
il localismo
Il "Teorema o diseguaglianza di
Bell" può riassumersi dicendo che qualsiasi teoria locale, che
assume che determinate coppie di particelle correlate separate
ed inviate verso rivelatori lontani abbiano proprietà definite
anche prima di essere sottoposte a test, non può riprodurre la
distribuzione probabilistica prevista dalla meccanica
quantistica allorché si considerino non solo misure
"simmetriche/opposte" ma anche test su posizioni intermedie.
Si immagini un gas che emette luce
quando viene eccitato elettricamente. Gli atomi eccitati di
detto gas emettono fotoni a "coppie correlate". I fotoni di
ciascuna coppia si dirigono in direzioni opposte. A parte la
diversità di direzione del loro moto, i fotoni di ciascuna
coppia sono "gemelli identici". Se uno di essi è polarizzato
verticalmente, lo è anche l'altro. Lo stesso se uno è
polarizzato orizzontalmente. Indipendentemente dall'angolo di
polarizzazione, entrambi i fotoni di ogni coppia sono
polarizzati sullo stesso piano. Se quindi si conosce lo stato di
polarizzazione di una delle particelle, automaticamente si può
conoscere anche quello dell'altra.
E' possibile verificare che entrambi i fotoni di ciascuna coppia
sono polarizzati allo stesso modo facendoli passare attraverso
dei polarizzatori (vedere la figura seguente).
 |
Una sorgente di luce al centro della
figura emette una coppia di fotoni correlati. Su ciascun lato
di essa viene posto un polarizzatore sul percorso dei fotoni
emessi. Dietro i polarizzatori vi sono dei Rivelatori di luce
che emettono un Click ogni volta che un fotone li colpisce. Ogni
volta che il Rivelatore del Settore A emette un Click, lo emette
anche quello del Settore B. Ciò perché entrambi i fotoni della
coppia sono polarizzati sullo steso piano, ed entrambi i
polarizzatori sono allineati nella stessa direzione
(Verticale). Perciò quando i polarizzatori sono uguali i
Rivelatori faranno Click un uguale numero di volte. I Click
del Settore A sono correlati ai Click del Settore B.
Si supponga ora di orientare uno dei
polarizzatori a 90° rispetto all'altro (vedere la figura
seguente).
Il polarizzatore del Settore A è
ancora allineato verticalmente, ma quello del Settore B è
allineato orizzontalmente. Quindi il fotone orientato
verticalmente passerà attraverso il polarizzatore verticale ma
verrà respinto dal polarizzatore orizzontale. Quando i
polarizzatori sono orientati ad angolo retto uno rispetto
all'altro, un Click di un determinato Settore non sarà mai
accompagnato da un Click del Settore opposto. Nuovamente, i
Click dei due Settori sono correlati.
Questa è una classica "situazione
EPR", anche se migliorata dal punto di vista della completezza
delle misurazioni in quanto si eseguono due misure (agli estremi
dell'apparecchiatura) e non una sola, come invece facevano EPR.
Bell andò comunque oltre la duplicità delle misure, chiedendosi
cosa sarebbe accaduto se nei due rami dell'apparecchiatura
fossero stati posti non dei polarizzatori orientati
perpendicolarmente, ma dei polarizzatori orientati nelle
direzioni intermedie.
Supponiamo che nel Settore A della nostra apparecchiatura venga
posto un polarizzatore verticale e nel Settore B un
polarizzatore orientato a 45°.
Un fotone che si trova al momento dell'emissione in uno stato
ben definito, ad esempio verticale, attraverserà con probabilità
uguale al 100 % il polarizzatore del Settore A, mentre con
probabilità uguale al 50 % il polarizzatore del Settore B
(queste sono semplici regole di Ottica).
Bell ebbe la grande intuizione di riconoscere che questo "caso
intermedio" poteva fornire importanti indicazioni.
Nella situazione sperimentale appena descritta infatti, la
misurazione dello stato del fotone del Settore A non ci dice
più con certezza (non valgono più perciò le congetture avanzate
da EPR) quale sarà il risultato della misurazione effettuata
nel Settore B. Passiamo ora ad una applicazione che definiremo
"neutra" (cioè indipendente sia dalle posizioni del realismo
locale che della meccanica quantistica) del "Teorema di Bell".
Esamineremo le conseguenze che detto teorema può avere dal punto
di vista della "realtà oggettiva scaturita da una serie
ipotetica di osservazioni". In questa situazione l'unico punto
fermo che si manterrà è che le particelle correlate dovranno
reagire allo stesso modo ai medesimi test di polarizzazione.
Nell'apparecchiatura di seguito riprodotta possiamo scegliere di
misurare (simultaneamente o almeno in modo che nessuna influenza
che si muova alla velocità della luce possa passare da una
misurazione all'altra) la polarizzazione delle coppie di fotoni
correlati rispettivamente in una delle tre componenti di
polarizzazione Orizzontale, Diagonale a 60°, Diagonale a 120°
per ogni Settore.
 |
Cosa ci dice il dato sperimentale ?
Se consideriamo la statistica
globale di un gran numero di test, ipotizzando tutte le
possibili combinazioni di polarizzatori e di "emissioni
fotoniche" (mantenendo però il presupposto che le coppie di
fotoni correlati reagiscono sempre allo stesso modo al medesimo
test di polarizzazione) e andiamo a vedere quante volte si
ottengono risposte Concordi, risulta che si è avuto un accordo
nella metà dei casi.
Di seguito vediamo alcuni esempi. (C
= esito concorde, D = esito discorde)
(per esigenze di brevità la tabella contempla solo i casi in cui
il polarizzatore nel settore A sia posto a 0°)
(Tabella)
|
Settore A |
Settore B |
Emissione |
Esito A (*) |
Esito B (*) |
Conteggio |
|
0° |
0° |
0° |
+1 |
+1 |
C |
|
|
|
60° |
-1 |
-1 |
C |
|
|
|
120° |
-1 |
-1 |
C |
|
0° |
60° |
0° |
+1 |
-1 |
D |
|
|
|
60° |
-1 |
+1 |
D |
|
|
|
120° |
-1 |
-1 |
C |
|
0° |
120° |
0° |
+1 |
-1 |
D |
|
|
|
60° |
-1 |
-1 |
C |
|
|
|
120° |
-1 |
+1 |
D |
(*) Nell'ambito degli esperimenti
del tipo "diseguaglianza di Bell", se un fotone di un
determinato Settore supera il test di polarizzazione (ovvero
attraversa il polarizzatore), ad esso viene assegnato il valore
+1, se il fotone invece non supera il test di polarizzazione ad
esso viene assegnato -1.
Cosa prevede la nostra analisi del fenomeno ?
Proviamo a tirare le somme di quello che, secondo il nostro
schema (a questo livello ancora localistico, realistico e quindi
classico) dovrebbe essere il risultato sperimentale:
Totale esito conteggi: 5 casi C (concordi) e 4 casi D (discordi)
Questo fatto consente di desumere dal Teorema di Bell che, a
prescindere dalla meccanica quantistica, il realismo locale non
si concilia con la "realtà oggettiva delle osservazioni".
Vediamo nel dettaglio perché.
Le possibili combinazioni di test di polarizzazione cui può
essere sottoposta una coppia di fotoni correlati nel caso in cui
si abbiano a disposizione tre tipi di polarizzatori sono 9:
|
Settore A |
Settore B |
|
0° |
0° |
|
0° |
60° |
|
0° |
120° |
|
60° |
0° |
|
60° |
60° |
|
60° |
120° |
|
120° |
0° |
|
120° |
60° |
|
120° |
120° |
Chiediamoci quante volte i risultati
dei test risulteranno Concordi e quante volte Discordi nel caso
in cui si ipotizzi che la coppia di fotoni correlati possieda,
sin dal momento dell'emissione, "l'elemento di realtà (vedi EPR
) corrispondente alla polarizzazione Orizzontale".
|
Settore A |
Settore B |
Test |
Esito |
|
0° |
0° |
+1 +1 |
C |
|
0° |
60° |
+1 -1 |
D |
|
0° |
120° |
+1 -1 |
D |
|
60° |
0° |
-1 +1 |
D |
|
60° |
60° |
-1 -1 |
C |
|
60° |
120° |
-1 -1 |
C |
|
120° |
0° |
-1 +1 |
D |
|
120° |
60° |
-1 -1 |
C |
|
120° |
120° |
-1 -1 |
C |
Come vediamo dalla tabella, su 9
possibilità, si hanno 5 risposte Concordi e 4 Discordi. Il
fatto che il rapporto tra risposte Concordi e Discordi sia 5
a 4 non dipende assolutamente dalla scelta iniziale fatta per
il tipo di polarizzazione assegnata alla coppia di fotoni
correlati. Qualsiasi tipo di polarizzazione assegnata darebbe il
risultato 5 a 4.
Possiamo quindi concludere che assumendo per vero il realismo
locale, avremo sempre almeno una prevalenza (5 a 4) di risposte
Concordi rispetto alle risposte Discordi.
Questi risultati dimostrano che, a
prescindere dalla meccanica quantistica, "la realtà oggettiva
delle osservazioni" non si concilia con il realismo locale. (In
altre parole la realtà oggettiva non si concilia con l'idea di
realtà oggettiva)
A tal proposito così si esprime in
"Quantum Mechanics" (The University of Chicago Press, Chicago,
1994) James T. Cushing :
"Bell non ha mai elaborato alcuna teoria locale e
deterministica. Ma, senza mai entrare nei dettagli dinamici,
egli ha dimostrato che, in linea di principio, nessuna teoria
siffatta può esistere [...] Il teorema di Bell non dipende in
alcun modo dalla meccanica quantistica. Esso rigetta un'intera
categoria di teorie (essenzialmente) classiche senza neppur
dover menzionare la meccanica quantistica. E accade che i
risultati sperimentali non solo escludono l'intera classe delle
teorie locali e deterministiche, ma anche che confermano le
previsioni della meccanica quantistica. Abner Shimony ha
appropriatamente denominato "metafisica sperimentale" questo
tipo di radicale soluzione empirica a quello che sembra essere
un problema metafisico."
E ancora il fisico David Lindley
scrive :
"Quand'anche non ci piacesse la Meccanica Quantistica,
quand'anche pensassimo che qualche altra teoria potrebbe infine
venire a soppiantarla, non potremmo però tornare alla vecchia
visione della realtà. Essa semplicemente non funziona : questa
è la vera importanza, è il vero messaggio del teorema di Bell."
Analizziamo ora gli esiti che, per
situazioni come quelle sino ad ora considerate, prevede la
meccanica quantistica.
Per semplicità ipotizzeremo che le misure nel Settore A vengano
eseguite un istante prima di quelle del Settore B.
Immaginiamo che nel Settore A venga montato un filtro
orizzontale ed il fotone della nostra coppia correlata lo
attraversi (si ottiene quindi la risposta +1). Ne consegue che
secondo la forma dello stato quantico e in accordo col
postulato della riduzione della funzione d'onda,
anche il fotone del Settore B risulterà polarizzato
orizzontalmente.
Chiediamoci adesso quale probabilità ha un fotone polarizzato
orizzontalmente di superare un test di polarizzazione
(intermedia) a 60° o a 120°. La risposta è 1/4, infatti la
probabilità è data dal quadrato del coseno di 60° o 120°.
 |
Continuiamo nella nostra analisi
supponendo che il fotone del Settore A non superi il test di
polarizzazione orizzontale (risposta -1), risultando quindi,
secondo la forma dello stato quantico e in accordo col postulato
della riduzione della funzione d'onda (...), polarizzato
verticalmente. Anche il fotone del Settore B risulterà
polarizzato verticalmente e, poiché siamo interessati alle
risposte Concordi, dobbiamo chiederci che probabilità ha un
fotone polarizzato verticalmente di non superare un test a 60° o
a 120°. La probabilità risulta essere ancora una volta 1/4 (la
probabilità è data dal quadrato del seno di 60° o 120°).
 |
L'argomento ora sviluppato risulta
(per la simmetria del problema) completamente indipendente dalla
scelta fatta per la direzione dell'orientazione dei
polarizzatori dei Settori A e B, purché esse risultino
"diverse". Ed allora calcoliamo, secondo la meccanica
quantistica, la probabilità che considerando le diverse coppie
di orientazioni, le risposte nei Settori A e B risultino
Concordi.
|
Settore A |
Settore B |
Probabilità di esito
concorde |
|
0° |
0° |
1 |
|
0° |
60° |
1/4 |
|
0° |
120° |
1/4 |
|
60° |
0° |
1/4 |
|
60° |
60° |
1 |
|
60° |
120° |
1/4 |
|
120° |
0° |
1/4 |
|
120° |
60° |
1/4 |
|
120° |
120° |
1 |
In 1/3 dei nove possibili casi nei
Settori A e B si eseguiranno misure identiche, ottenendo
risultati identici.
Nei rimanenti 2/3 dei casi nei Settori A e B si eseguiranno
misure diverse, per le quali, come abbiamo visto, si ha un
probabilità di 1/4 di ottenere esiti Concordi.
Possiamo ora calcolare la
probabilità globale di esiti Concordi. Essa risulterà uguale
alla probabilità (1/3) che le misure avvengano nella stessa
direzione, cui va sommata la probabilità (2/3) che le misure
avvengano in direzioni diverse moltiplicata per la probabilità
(1/4) che gli esiti risultino Concordi. Si avrà pertanto :
Probabilità globale di esiti Concordi: 1/3 + (2/3 * 1/4) = 1/3
+ 1/6 = 1/2
Quindi la meccanica quantistica
prevede una probabilità di risposte Concordi e Discordi nel
rapporto di 1/2 a 1/2 (la stessa dall'analisi della realtà
oggettiva delle osservazioni).
E' dal confronto dei rapporti tra risposte Concordi e Discordi
che, secondo Bell, emerge l'incompatibilità tra realismo
locale (rapporto 5 a 4) e meccanica quantistica (rapporto
1/2 a 1/2)
GLI ESPERIMENTI di ALAIN ASPECT
Nel 1982 ALAIN ASPECT (e collaboratori) dell'Università di
Parigi, raccolse la sfida per una rigorosa verifica della
diseguaglianza di Bell.
Il risultato dell'interazione di coppie di fotoni correlati con
rivelatori lontani a, b, c, d (e con l'accorgimento
dell'inserimento di un Cristallo Birifrangente), fluttuava in
modo apparentemente casuale, ma quando venivano messi insieme i
gruppi di misure, essi manifestavano un "accordo" in linea con
le previsioni della meccanica quantistica.
Schema semplificato
dell'apparecchiatura usata da Alain Aspect e collaboratori per
la verifica della "diseguaglianza di Bell"
N.B. Se lungo la traiettoria di un
fotone polarizzato a 45° viene posto un Cristallo Birifrangente
il fotone ha la PROBABILITA' uguale ad 1/2 di continuare per la
sua strada oppure deviare.
In pratica nell'esperimento
illustrato in figura l'inserimento o meno del Cristallo
Birifrangente se comporta notevoli conseguenze per il Realismo
Locale, non comporta alcuna conseguenza per la meccanica
quantistica.
L'inserimento del Cristallo Birifrangente infatti, se va ad
alterare il rapporto (5 a 4) tra risposte Concordi e Discordi
secondo il realismo locale, per la meccanica quantistica - dato
che per essa i "destini" delle particelle dei Settori A e B sono
sempre costantemente legati - l'inserimento (o meno) del
Cristallo Birifrangente non produce variazioni.
Sostanzialmente Aspect con la sua apparecchiatura verifica,
nella pratica, il "legame" che unisce indissolubilmente, e "in
tempo reale", i fotoni delle coppie correlate ... Allorquando
infatti, il fotone del Settore A devia in seguito
all'attraversamento del Cristallo Birifrangente verso il
rivelatore c, ISTANTANEAMENTE anche il fotone del Settore B
"devia" verso il rivelatore in d!
La sfida tra EPR e Bohr (resa possibile dai lavori di Bell e
Aspect) finiva così a favore del fisico danese.
La Natura in certe sue manifestazioni è realmente
NON
LOCALISTICA.
Per le sue dirompenti conseguenze, il non-localismo rappresenta
(a giudizio unanime di fisici ed epistemologi) una delle tappe
più sconvolgenti e per certi versi imbarazzanti nell'intera
storia della scienza.
Tratto
da:
http://xoomer.virgilio.it/paaccom/
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