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Il
FUTURO della FISICA -
NUOVO MODELLO DI ATOMO
- By
M. Corbucci
Lo affermo senza tema di dovermi rimangiare la parola, che il
futuro della Fisica e’ la Psicologia, anzi la Metapsichica,
per dirla tutta.
Il 18 gennaio 2008 ho capito, da Fisico, che nessun fenomeno
puo’ verificarsi, senza un pensiero intelligente, che lo preceda.
Cosi’ quel giorno ho fondato una nuova disciplina scientifica:
La Fisica dell’Intenzione
vedi anche: Informazione = Materia
+ Definizione della
parola malattia
Gia' l’avevo detto al convegno di Riccione di Dicembre 2007,
che il pensiero e' la cosa più potente, che c’e' nell’Universo
e quando ho rivisitato questo concetto, sono rimasto
folgorato dalla implicazione d’interesse per le Scienze
cognitive: la Psicologia si eleva a dignita' di materia
rigorosamente scientifica, dotandosi della solida base
epistemologica, la quale finalmente rende non più
un’astrazione irreale la sfera psichica, bensì un “quid”
collocabile da qualche parte e correlabile con gli “oggetti”
fisici.
Il Futuro della Fisica secondo Le SCIENZE
Le Scienze e' la prestigiosa rivista scientifica, che
rappresenta l’ufficialita' nel panorama delle riviste referenti
della Scienza e deve ovviamente aderire alle aspettative
dell’Establishment, nel riferire lo stato dell’arte della
materia più rigorosa e meno aperta ad aspetti fantasiosi, per
antonomasia, che e' la Fisica.
Nel numero di Aprile 2008 il dossier “Il futuro della
fisica”, si apre con un intervento dell’illustre Professor
Luciano Maiani, gia' Direttore Generale del C.E.R.N. di
Ginevra, che enfatizza il ruolo del nuovo collisore HLC,
come strumento di ricerca nelle mani dei fisici, per trovare
la risposta alle domande ancora insolute, del tipo: “da
dove origina tutto cio' che esiste ?”
Per la Scienza dell’Establishment e' indubitabile, che sia da
ricercare nella Materia, oggetto ordinario di indagine della
Fisica, l’origine della materia stessa. Infatti ripropone il
Bosone di Higgs, come tassello mancante, al fine ultimo di
poter dire che il Modello Standard funziona.
La preoccupazione principale sembra essere la celebrazione dei
paradigmi, non la ricerca della verita' sui misteri del vivere e
del morire.
La Rivista Scienza e Conoscenza non ha alcun obbligo di
aderire a orientamenti pragmatici e peraltro rappresenta le
giuste istanze dei lettori, di poter conoscere come stanno
realmente le cose, nell’interesse della Verita' e non gia' della
convenienza economica o di quant’altro non sia la pura
Conoscenza per amore dell’Epistemologia nuda e cruda.
Pertanto non apparira' puramente provocatorio un articolo, che
ipotizza un futuro della Fisica, centrato sullo strumento più
potente a disposizione della Conoscenza, puntando
sull’evidenza, che l’immaterialita' del “pensiero”, presunta
dai Fisici; si rivela sorprendentemente e contro ogni
previsione, tutta da rivedere.
Una contrapposizione insensata
Finora e' sembrato che fossero in contrapposizione le due
tendenze metodologiche di studio della realta', che sono il
“materialismo” e lo “spiritualismo”, invero prima di divenire
paladini dell’uno o dell’altro schieramento, sarebbe bene
rendersi conto del significato della parola materia e della
parola spirito.
Tutti i lettori che mi seguono dal numero 8, che hanno
appreso la nozione di Vuoto
QuantoMeccanico, vale a dire hanno preso atto che
all’interno del nucleo atomico, vi e' una zona totalmente
preclusa alla presenza di particelle sub-nucleari, possono
comprendere il concetto di Luogo Infinitamente più grande
dell’intiero Universo.
Finora era noto in Fisica il concetto di dimensioni massime
dell’Universo: 13,7
miliardi di anni luce, secondo gli ultimi calcoli astronomici.
Al di la' di questo “confine”, si pensava, con trepidazione,
ci fosse il Regno di un Vuoto senza più limiti !
La scoperta di Fisica Nucleare, che tra 46 barioni a spin
½ e 57 a spin 3/2, si frapponga un “baratro”, che
“comunica” col “Vuoto senza limiti” oltre l’Universo,
introduce in Fisica qualcosa di veramente rivoluzionario.
L’idea di un Vuoto, sostanzialmente diverso dal vuoto,
inteso come luogo dove non c’e' niente.
Recentemente in Astrofisica si e' visto che nelle profondita'
dell’Universo si trova un enorme appezzamento di spazio
siderale, totalmente freddo e privo di alcunché. (Il
“Grande Vuoto”, di cui abbiamo parlato nel numero 24 di S. e
C.).
Ebbene, il “Vuoto QuantoMeccanico”, che invece si
trova nell’ombelico dei nuclei atomici, e' tutt’altro
che il nulla, infatti e' il Tutto
! La diversita' ontologica, e' la stessa differenza che c’e'
tra essere ed esistere !
Dio
c’e' ma non esiste !?
Il motivo per il quale l’uomo ha perso ogni speranza di
comprendere i misteri del creato, e' la confusione
terminologica, con cui usa “ragionare”.
Le ricadute ci sono state non solo in campi dello scibile,
dove tipicamente si puo' soprassedere alle conclusioni
perentorie, ma inaspettatamente anche in fisica.
L’esempio più sorprendente e' lo studio della gravitazione.
Fa impazzire i fisici, la ricerca della causa di cio' che attrae
un corpo e lo fa cadere accelerato a terra e peraltro più
accelerato, se fatto di atomi di piccolo numero atomico
(alluminio –n.a. 13 - ) e meno accelerato se fatto di atomi di
più alto numero atomico (ferro – n.a. 26); dato che non
e'
affatto la classica forza come si pensava, riconducibile ad
una corrente di particelle (gravitoni), le quali si pensava
facessero da spoletta alla velocita' della luce, tra il grave e
il centro della Terra.
Essendo il Vuoto Quantomeccanico, il “motore” della caduta
gravitazionale, che in effetti e' quel “buco” del nucleo… ,
si deve prendere atto che cio' che determina la caduta
gravitazionale dei corpi fisici, c’e', ma non esiste. (Dal
verbo ex – istere = uscire fuori dal canale del parto).
Insomma, esiste tutto cio' che sta al di qua della “Voragine
Cosmica”, la quale NON esiste, tuttavia c’e'.
Per comprendere la Realta', dobbiamo fare i conti con
questa Verita' esistenziale, in prima analisi sconcertante e
inquietante, per effetto della quale vero e' che i Fisici non
potranno mai scoprire il quid responsabile della accelerazione
di 9,81 metri al secondo - per secondo, che subira' il nostro
corpo, ogni volta che saltiamo giù da una sedia o da un tavolo
o da più pericolose altezze. Poveretti si sono fatti molto
male, cadendo, ma chi glielo va a dire che la causa della
gravitazione non esiste ?
Il paradosso del materialista
Anche se puo' apparire incredibile, sappiano i Fisici, che
quando dicono di essere materialisti, in quanto credono solo a
cio' che si tocca con mano e si vede e si misura, celebrano
il Regno dello Spirito.
Leggete il resto e vi convincerete una
volta per tutte, che la Materia e' la cosa più vacua e
“spirituale” e lo Spirito e' davvero “solido” e materiale !
La premessa ovviamente e' che sia vera l’ipotesi del
“Vuoto Quantomeccanico” di cui e' autore un
Fisico italiano ed
errata l’ipotesi di uno scienziato ritenuto universalmente il
più grande Fisico del mondo: l’inglese Peter Higgs, padre
della teoria del Bosone di Higgs nel conferimento della massa
a tutto cio' che esiste.
Chi aderisce al criterio della “dovizia di mezzi” per la
credibilita', dira' subito che 1 +1 fa 2.
Peter Higss ha mosso schiere di fisici, impegnati nella
realizzazione della più imponente e potente macchina di tutti i
tempi:
il super-collisore a magneti super-conduttori
HLC, di 27 chilometri di diametro, in grado di sviluppare una
potenza di collisione mostruosa.
Il Fisico italiano non ha mosso schiere di fisici, né dato
impulso a realizzazioni gigantesche, ma solo ha colpito
l’animo sensibile di pochi lettori. Come dire, che disponendo
di mezzi mostruosi, di potenze di calcolo megagalattiche e di
energie inimmaginabili, si ottiene meno, che chiudendosi in
silenzio in una stanza a riflettere !
La domanda infine diventa: 27 chilometri di tunnel, con
installati dentro tanti di quei cavi elettrici e di quei tubi e
apparati elettronici, da far paura; non consentiranno
all’umanita' di conoscere l’origine della materia ?
La risposta e' decisamente NO.
Come si puo' conoscere l’origine della materia
?
La risposta e': affidandosi alla cosa più potente che c’e'
nell’Universo. Al
pensiero.
Non ci vuole un super-collisore di 27 chilometri, ma una
piccola stanza, silenziosa, dove si possa riflettere e capire
la Fisica, nella sua essenza !
Oltre la Fisica
La fisica, dal greco Phyo = che nasce, l’abbiamo gia' detto
altre volte, che si occupa di tutto cio' che nell’Universo
e'
uscito fuori da quell’utero-cosmico, che l’ha partorito. Un po’ come la Medicina si occupa dei “nati” (dei
corpi delle persone)
dopo che sono state partorite dalle donne. Ebbene, così come
e' stata inventata l’Ostetricia, per avere delle possibilita'
operative mediche, che precedano la nascita, bisogna
inventare qualcosa di ”analogo”, in Fisica… (!!)
Come sono arrivato alla “Ostetricia” della Fisica
In questi anni, dal lontano 1976, quando mi resi conto
che la distribuzione elettronica presentava due soluzioni
della continuita', tra i numeri atomici 71 e 72 e 103 e 104,
al 1999, quando scoprii il
Vuoto Quantomeccanico,
correlandolo con il conferimento della Massa e con la Gravita', nel 2004, quando ravvisai la possibilita' della
trasmissione
istantanea a spin, ho attraversato momenti cruciali, che mi
hanno fatto diventare sempre più propenso ad amare la Scienza
incondizionatamente e al costo di perdere i privilegi
“sociali”, concessi alla casta dei Fisici
“istituzionalizzati”.
Ho capito che il mio destino, o meglio la mia “missione” era “trovare risposte” a problemi insoluti della Scienza, cambiando il “punto di vista” e “reimpostando” il problema,
rendendo note agli interessati, le risposte da me trovate,
anche se “incredibili” agli occhi degli addetti ai lavori, che lavorano aderendo a modelli, paradigmi e aspettative
condivise.
Del resto quando nel Dicembre 1976, ricalcolando l’ordine di
Riempimento dei Livelli Atomici, pervenni al risultato che il
“Capolinea” del Sistema Periodico era 112, non gia' 126, i Professori dell’Istituto di Fisica di Roma mi richiamarono alla
“serieta' scientifica”, senza sapere che nel Febbraio 1996 il GSI di Darmstadt si sarebbe imbattuto nell’impossibilita' di
montare un atomo con più di 112 protoni.
Lo stesso Professor Maiani, si e' sentito dire da me, che il Bosone di Higgs
e' un errore concettuale nella ricerca del
meccanismo di conferimento della massa ed a Ginevra non
e'
apparso nessun Bosone di Higgs ai Rivelatori dell’allora
LEP.
In un’intervista ai giornalisti dichiaro' che vi era
qualcosa di imprevisto, che impediva la conferma della teoria
di Peter Higgs e parlo' di uno “strano” Vuoto, che poteva
contrapporsi ad una particella, presunta come responsabile
della massa delle altre particelle sub-atomiche e sub-nucleari.
Oltre la Fisica la Metapsichica
So bene cosa sia la Metapsichica: la disciplina che
pretende di comunicare con i trapassati. Generalmente i Fisici
non sono molto aperti a questa possibilita', sempre per la loro
propensione a credere più a cio' che si tocca, si misura e si
vede, che non all’esatto contrario.
Io mi sono posto il problema diversamente, per effetto di
quel Vuoto Quantomeccanico, la cui natura mi e' parsa chiara
nel 1999. Ma anche per la mia formazione “interdisciplinare”
e per la promessa che ho fatto a me stesso, di non stilare mai
conclusioni, su argomenti che non abbia avuto modo di
approfondire sufficientemente.
Da Medico appresi con molto interesse la notizia,
indiscutibilmente scientifica, che Peter Fenwich, autorevole
Psichiatra inglese e Sam Parnia, clinico
dell’Ospedale di Southampton, hanno scoperto la
“sopravvivenza” della
coscienza alla morte fisica, dichiarando perentoriamente l’indipendenza della mente
(psichica) dal cervello fisico (neuronale).
Il cervello risulta
solo un intermediario della mente (NdR:
muscolo/inrefaccia/traduttore), in grado di essere
indipendente funzionalmente. Correva l’anno 2001. Anche Delpasse anni prima ne era assolutamente convinto.
L’effetto Delpasse
Continuando a leggere apprenderete una nozione, che cambiera'
la vostra vita.
Jean Jacques Delpasse
e' un Fisico, che
insieme al Neurologo William Jongh van Amdynck, si e'
proposto di dimostrare la persistenza della
coscienza, in assenza dei
fenomeni elettro-fisiologici, che la caratterizzano. Come
dire: che un soggetto con EEG piatto puo' essere ancora
cosciente. Oppure, che vi e' un interregno tra la vita e la
morte.
Vediamo insieme in cosa consiste l’effetto di cui sopra.
Partendo da alcuni esperimenti di elettro-neurofisiologia, in
cui si addestrava una persona ad accendere un televisore, non gia' pigiando con il dito un comando elettronico, piuttosto
con la semplice volonta', si e' arrivati a scoprire la
cosiddetta “onda di disponibilita'”, come dire l’intenzione che precede l’azione atta all’accensione di un tubo catodico.
Fin
qui nulla di sconcertante. Stiamo parlando semplicemente della possibilita' di utilizzare il segnale del primo neurone
cerebrale, che si “accende”, pensando di compiere un’azione, come “attuatore” effettivo.
Il bello e' venuto fuori, quando si e' reso evidente che una
persona morta, poteva ancora accendere il televisore !
L’intenzione dunque e' una facolta' psichica, che non necessita
di un substrato bio-fisico per manifestarsi.
Che cos’e' l’intenzione ?
Etimologicamente la parola ci riporta al Latino: Intentio'nem,
da Intentus, che e' il participio passato di intendere
= volgere il pensiero verso un oggetto desiderato. C’e' solo
un modo per afferrare il concetto nella totalita'
dell’accezione. Immaginare la scena dove vi sia un uomo e una
donna molto avvenente, in una situazione di intimita'.
Invariabilmente capita questo: si verifica un momento di
“equilibrio”, in cui l’uomo subisce il fascino della figura
femminile e comincia a desiderarla.
Il pensiero porta l’uomo a intendere e a “volere”, dunque a
protendersi… Ma NON e' ancora l’intenzione !
L’intenzione e' regolata da un feed-back perfetto, funzionale
a garantire il finalismo della azione.
Nel mio libro “Alla
scoperta della Particella di Dio” riesco a dire in modo
toccante questa cosa a pag. 134, quando scrivo:
“Due
particelle +/- o sanno quello che fanno o e' meglio che non
s’incontrino mai”, perché l’atomo che e' nato almeno 13,7
miliardi di anni fa, non poteva venir fuori rabberciato alla meglio….Questo vuol dire che la prima particella + e la prima
particella - avevano previsto ogni particolare, per poter
aderire alle tantissime leggi della fisica atomica”.
Così, per
la stessa ragione, capita che nell’uomo si accenda
l’intenzione,
solo per effetto di qualcosa che fa la donna: ostenta la sua fisicita' in qualche modo “malizioso” e a quel punto, che io
definisco “attimo della caduta delle idee”, la donna divenuta
improvvisamente attraente esercita un effetto irrefrenabile, studiato ad arte nella “memoria ontologica femminile”, per far
avvenire quel che avviene… L’accoppiamento avviene, per
portare a compimento il progetto collaudato da millenni.
Con possibili varianti del pari ontologiche e chi mi legge
ravvisera' a cosa alludo, se ha colto in pieno la nozione di
intenzione.
L’origine intenzionale dell’Universo
Confidando di aver colpito la vostra fantasia con
l’esemplificazione, che mi e' piaciuto farvi, vi sto portando a
comprendere uno dei più grandi misteri del cosmo, purtroppo
ostico agli addetti ai lavori della Fisica istituzionalizzata.
Posto che vi sia familiare la nozione che tutto per “nascere”
ha bisogno di un concepimento” e di un utero, vero
e' che la
materia, che costituisce tutto l’UniVerso
e' il portato di uno sfrenato coito, che NON poteva NON
avvenire, tra quelle 2 cose “Fondamentali”, che abitano il
Luogo Infinitamente grande, precursore dell’UniVerso
stesso e presente nei nuclei atomici di tutti gli atomi
esistenti. Stiamo parlando del
Vuoto Quantomeccanico, composto
dai Rishoni (in ebraico = fondamentale)
Vavohu e Tohu,
altrimenti detti “Vuoto-vuoto” e “cio' che puo' riempirlo”.
Non a caso “cio' che puo' riempire il Vuoto-vuoto”
e' strato
irrefrenabilmente attratto dal Vuoto-vuoto e
l’Intenzione ha trovato pieno compimento, in forza di una triade del pari
dotata di un’immensa potenza di Creazione, costituita, come i
Teologi sanno da Intelligenza, Memoria e Volonta'.
La domanda a
questo punto e':
puo' la Fisica indagare nel Regno dell’Intenzione
? Quel tipo di Fisica, che crede la materia sia reale, non gia' un i-l-Lusorio (Ludico = gioco !) neuro-fisiologico, per
effetto del quale il cervello ci regala “sens-azioni” prive di
azioni effettive su un che di concretamente tangibile, certo
che non puo'.
Una Fisica diversa, che ha preso atto della Nuova
Tavola Periodica e di quelle “4 paradigmatiche caselle
nere”, si, puo' farlo.
Ma e' una Physica tendente alla Psichica ed a
ritenere il pensiero più potente del super-collisore di 27
chilometri, HLC inutilmente costruito dal C.E.R.N. di Ginevra per
tentare di scoprire l’origine di tutto cio' che esiste.
Questo articolo
si conclude con la nozione incontrovertibile, che
e' il
“pensiero” il precursore della materia, poiché
e' per
effetto di questo, che e' scaturita tutta la materia
disseminata nell’universo.
Il Pensiero e' più potente della materia
? Non ci sono dubbi.
Lo dimostra il fatto che il Risone “Vuoto-vuoto” e' stato
riempito da “Cio' che puo' riempire il Vuoto-vuoto”.
Vavohu e Tohu si traducono anche: Caelis e Teerum,
Cielo e Terra, contenitore e contenuto. Teerum vuol dire anche “duro”.
E’
bene che lo ricordino quei Fisici “materialisti”, convinti
che bisogna credere solo in quello che si “tocca”.
Un’ultima cosa
da tenere a mente: da Teerum viene Teo, l’oggetto di
studio della Teologia.
Lo scrivente e' un Fisico che crede solo in cio' che si tocca, infatti
ultimamente sta studiando approfondita-mente, la Psiche …e oltre.… Ritornera' volentieri nel “Sacro Bosco”
di Bomarzo a rivedere la monumentale pietra dov’ e' scolpita “Psiche” e l’ostensione delle 2 dita nella… materia.
Senza rimpianti di essersi lasciato dietro la Fisica
Accademica. (dal Greco Acha’-Demos !!).
Particolare della statua di Psiche (Sacro Bosco di Bomarzo –
VT) che ostenta le due dita, che…toccano la materia !
26/04/2008 - By Dott. Massimo Corbucci – Articolo pubblicato
anche su: Scienza e Conoscenza n° 25 - Macroedizioni.
vedi:
La caduta dei
paradigmi sull'Atomo +
INFORMAZIONE,
Campo
UNIVERSALE e
Sostanza
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova
scientifica che
Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato
la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il
noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato
una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità
scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati
più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli
sviluppatori della rivoluzionaria teoria delle stringhe ed
è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato
un “semi – radio primitivo di
tachioni” (particelle teoriche
che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o
il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle
influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia
creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di
tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che
sono in grado di creare l’effetto del reale tachyon in una
scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla
conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole
create da un’intelligenza, non molto diverso del suo
videogioco preferito, ovviamente, più complesso e
impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala
subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio,
un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella
storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo,
la materia, la forza o la legge, è percepito il caos
assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato
"caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo
in un piano governato da
regole create e non determinate
dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.” ha
detto lo scienziato.
“I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra
la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena
Video in spagnolo dello scienziato:
Fisica estrema - Pensiero
e malattia
L’importanza fondamentale della psiche nella genesi delle
patologie - By dott.
Massimo Corbucci
Sono tre le domande della scienza che ancora aspettano una
risposta – risposta che il mondo accademico di fanno non è
ancora riuscita a dare:
1 - Perché nel Cosmo c’è materia e non anche antimateria ?
2 - Che cos’è la materia oscura ?
3 - Da dove prende la “massa” tutto ciò che esiste ?
Recentemente riflettevo su un punto
sollecitato da una domanda che mi fece un importante industriale
inerente la Teoria del Big Bang: cosa
ci guadagnasse questa celebre quanto accreditata ipotesi ad
acquisire il Vuoto
Quantomeccanico eloquentemente rappresentato nella mia
Nuova Tavola Periodica.
In una frazione di secondo organizzai la risposta accorgendomi
di una cosa straordinaria sulla quale non mi ero mai soffermato
attentamente.
Secondo il Big Bang dovrebbe esserci stato un momento iniziale
dove tutto ha avuto stura, poi è cominciato il conteggio dei
“primi fatidici 3 minuti” e finalmente si è avviato quel
processo “espansivo” dell’universo analogo al gonfiarsi di un
palloncino, dove il gas contenuto internamente – per effetto
della legge fisica di Gay-Lussac sul volume e temperatura dei
gas – va verso un progressivo raffreddamento tendente allo zero
assoluto.
La domanda dell’arguto uomo mi ha fatto guizzare nei neuroni il
concetto di quanto fosse importante nella Teoria del Big Bang
non tanto “avvicinarsi il più possibile al momento iniziale”,
quanto comprendere cosa ci fosse proprio “al momento iniziale”
ovvero già “un attimo prima” del Big Bang, direbbe chi non ha
capito che il tempo ha cominciato a “s-correre” solo non appena
il Creatore ha dato lo start.
Prima del Big Bang era già presente
la gravità
È questo il punto da deliquio dei sensi che rende chiunque abbia
un’infarinatura di Scienza pallido, senza parole, senza più
nessuna possibilità di riprendersi se non addivenendo ad una
chiarezza totale.
Questo è il punto chiave di tutta la Fisica moderna.
Negandolo si ritarda solo il momento della sorpresa. Ormai il
carro della Scienza si è inceppato e non procederà per il resto
dei secoli se nessuno avrà il coraggio, e il senso di
responsabilità, di turar via da sotto la ruota l’enorme zeppa
che impedisce il procedere: l’erronea convinzione che la gravità
sia una Forza mediata da gravitoni e in grado di perturbare lo
spazio esterno con un moto ondulatorio proprio come fa un’onda
elettromagnetica.
Ovviamente se la gravità fosse una forza – vale a dire una
corrente di quantità di moto “quantizzata” da raffiche di
bosoni, che devono far da “spoletta” per portare gli effetti da
un punto A ad un punto B – ipotizzare che queste unità
parcellari di “materialità” fossero già presenti al momento
“iniziale” dell’avvio del Cosmo sarebbe semplicemente
demenziale.
È un dato di fatto però che la gravità è un quid immateriale che
c’è ma non ex-yste, introvabile nello spazio noto alla fisica,
come è dimostrato dall’evidenza di cosa sia realmente un buco
nero: il luogo di espressione massima della gravità dove della
materia non è rimasto altro che quello che c’è essenzialmente
nel cuore di ogni atomo,
Vuoto Quantomeccanico ovvero gravità allo stato puro
Il trionfo delle Scienze cognitive
Quando divenisse pacifico che il pensiero è ciò che di più
potente c’è nell’Universo, la Psicologia diverrebbe la
disciplina più scientifica tra le 171.000 materie di studio
dell’università.
Al momento chi si occupa di Psicologia non ha dignità di vero
scienziato perché si pensa che la psiche non possa essere
inquadrata tra le materie oggetto di studio della Fisica, per
esempio.
Il pensiero cos’è ? –
dicono ora i Fisici. È inconsistente e non risiede in nessun
Luogo nel quale si possa inquadrarlo e renderlo oggetto di
disamina, coerentemente con un criterio che non vada più là
della “soggettività”. Come dire: chi si occupa di pensiero è un
po’ simile a chi studia l’araba fenice o babbo natale o i
fantasmi nei castelli scozzesi.
Non nascondo che anch’io che vengo dall’elettronica – un ambito
in cui le cose non funzionano in virtù dello spirito santo – e
dalla chirurgia, dove si discute se sia meglio utilizzare punti
di sutura in catgut o metallici, rimango spiazzato quando devo
digitare le lettere per scrivere che il pensiero è il quid più
“denso” nel quale ci si possa mai imbattere durante la vita
terrena.
Siamo fatti della sostanza con
cui sono fatti i sogni, la quale, per effetto del fatto che è
“appercepita” da un organo che non semplicemente è la causa di
ciò che vediamo e sentiamo coi “sensi”, piuttosto la causa di
come ciò che arriva ai nostri sensi, si manifesta attraverso una
convinzione di Realtà invero il-lusoria.
E sembra ai Fisici chissà quanto misurabile con gli strumenti e
modificabile con le martellate. La martellata modifica la
materia solo perché è “psicologicamente” attendibile che accada.
Le leggi della Fisica sono psicologiche: ricordate ?
La materia oscura non esiste
Da qualche tempo ho trovato una risposta ad una domanda alla
quale sogno di poter rispondere almeno da quando ho iniziato a
scrivere per Scienza e Conoscenza: cos’ è la materia “oscura” ?
L’idea che nel Cosmo oltre alla materia “barionica” con dentro
quei 103 barioni al massimo che io ho calcolato, ce ne fosse
“altra” con dentro “non si sa che cosa” mi ha tormentato
ininterrottamente, fino alla sera in cui di colpo ho capito
dov’era l’inghippo e che si poteva star certi al 100% che il
Cosmo contiene solo materia “chiara”.
La materia “oscura” è solo
un ente soprannumerario scaturito – come il Bosone di Higgs, il
Bosone di Einstein (modo scherzoso di chiamare il gravitone
scusandomi con Albert per la licenza goliardica), l’antigravità
e la gravità repulsiva – da una modello Standard concettualmente
errato per salvare il quale il rasoio di Occam lo si è applicato
al contrario.
Le implicazioni non sono da poco. Un
esempio ?
Mesi or sono dovevo scrivere un articolo sul principio
concettuale su cui si basa una metodica che ho messo a punto per
curare il ginocchio in un modo rivoluzionario e dovevo prendere
l’importante decisione se rimettermi o meno a disposizione delle
persone con rilevanti problemi di vita per severi dolori e gravi
impedimenti funzionali alla deambulazione.
Non riuscii a scrivere un articolo che quantomeno apparisse
chiaro per i lettori della Rivista. L’anello mancante che
facesse tornare i conti non lo trovavo !
Corpo,
psiche e
malattia - vedi:
INFORMAZIONE = SPIRITO = PENSIERO =
MATERIA
Il limite della medicina
– a parte tutto quello che abbiamo detto lo scorso numero sui
modi convenzionali o non di applicarla, in deroga al principio
della difensiva che vuole salvare anche la pelle al
medico – è dovuto
fondamentalmente alla mancata percezione del preciso “oggetto”
del quale si deve occupare.
Per dirlo sinteticamente: dell’eziologia
o della
patogenesi ? Insieme sono com’è noto l’ezio-patogenesi
!
La domanda è: da dove si comincia ?
Devo riportare tutto alla botanica, dove è al di sopra di ogni
sospetto che c’entri la “psiche”.
Invece ho capito che persino una pianta viene raggiunta da un
parassita se essa lo attira. Come “volontariamente”.
Per chiarezza: il
parassita è l’eziologia e la patogenesi è l’“inclinazione”
della pianta ad attirarselo addosso.
Così in patologia umana – senza tema di dovermi affatto
vergognare – mi sento di dire che è tutto un costrutto forzoso
quello del “rapporto di causalità” tendente a darci a bere che i
virus, i batteri e
microorganismi vari sono in agguato, come ho visto in un
documentario ed è solo “un caso” il rimanere vivi. Credo che il
bacillo della TBC attecchisca bene, per “anacoresi”, solo in un
“già tubercolotico”, tanto
per capire di cosa stiamo parlando.
Così pure sono convinto che l’Helico-batterio
attecchisca nello stomaco dell’ulceroso, non già che un
batterio possa causare sic et simpliciter l’ulcera.
- vedi:
Nozione di terreno
+ Vari terreni
A questo punto, per non fare un eccessivo volo pindarico verso
lidi “lontani” che non intendo assolutamente raggiungere, mi
spingo a dire (e mi fermo qui) che da qualche tempo ho maturato
la certezza assoluta che arrivati all’ezio-patogenesi sia in
Grazia di Dio concentrarsi sulla patogenesi, mettendo da una
parte, in stand by diciamo, l’eziologia.
E nella patogenesi è rilevante solo la componente “psichica”.
Il “pensiero”, il quid che nella Fisica da me fondata ha la
massima densità e la massima consistenza ed era già presente al
momento 0 (zero) del Big Bang in qualità di gravità.
Le cose materiali: non solo batteri,
una discopatia vertebrale, un processo occupante spazio, possono
essere prese a getti di disinfettante, a colpi di bisturi e di
strumenti micidiali. Ma siamo sicuri che il metodo giusto per
vincerle sia infierire su di esse, piuttosto che non su quello
che invero determina il loro potere “patogeno”?
Io ora sono certo di una cosa: l’azione terapeutica corretta è
quella protesa – per dirla riconducendoci alla botanica –
non a “sparare” sul parassita
di un albero, piuttosto a far si
che il vegetale la smetta di attirarlo a se. È
un’idea rivoluzionaria per i
medici allopati, (NdR: ma ben nota alla
Medicina Naturale
da sempre) che traslata
all’uomo in medicina significa niente più e niente meno che
rimuovere quel “circolo vizioso” psicologico che rende patogeno
l’agente eziologico.
Una volta neutralizzata questa spinta psicologica a offrire il
corpo agli agenti eziologici si assiste ad una fenomenale
scomparsa della patologia: come per incanto.
Capito il concetto ?
Non è un problema di mettere, sbagliando, in due comparti mente
e corpo, come ci fa fare il dualismo cartesiano. Si tratta di
capire che il corpo è ininfluente su quello che gli capita. È
soltanto la mente l’artefice vera del “di lui” destino.
Quando l’ho capito – mentre risolvevo l’enigma della “massa
mancante” nell’Universo
e perentoriamente davo per inesistente la materia oscura – sono
stato folgorato da una nuova vocazione: osservate l’immagine
dello strumento (vedi box) che finalmente sono riuscito a creare
e leggete attentamente la didascalia.
Io desidero fare il medico, ma ho un solo modo per comunicare
che davvero si può guarire istantaneamente da guai seri
apparentemente inemendabili: quello che ho scoperto sulla
gravità come fisico, vale a dire che la cosa più potente del
Cosmo è il pensiero e non la materia, come finora si è creduto.
Tant’è che prima del Big Bang era presente… la gravità.
INTERTESTI
È un dato di fatto però che la gravità è un quid immateriale che
c’è, ma non ex-yste, introvabile nello spazio noto alla fisica
Il limite della medicina è dovuto fondamentalmente alla mancata
percezione del preciso “oggetto” del quale si deve occupare. Una
volta neutralizzata questa spinta psicologica a offrire il corpo
agli agenti eziologici si assiste ad una fenomenale scomparsa
della patologia: come per incanto.
Il Pensiero
è la cosa più potente che
c’è nell’UniVerso
La ratio dell’articolo che ho voluto proporvi è: creare un nuovo
approccio alla Vita che miri a tutelare la conservazione della
salute e la felicità dell’umanità applicando le scoperte
d’avanguardia in campo scientifico.
L’ultima frontiera della Fisica è stata aperta nel momento in
cui ho posto la gravità – quella “cosa” da sempre inquadrata tra
le Forze fondamentali e affatto ritenuta ancora da indagare –
come il quid già presente al momento della nascita del Cosmo.
In parole povere: al momento del “Big
Bang” la gravità era già lì
dall’eternità.
Questa nozione sconvolge la Fisica in un modo sconcertante. E le
implicazioni sono enormi. Specialmente in campo medico, come
descritto nell’articolo. Essenzialmente, il punto chiave che può
aprire nuovi scenari nella cura di moltissime malattie
attualmente “critiche” risiede nell’aver capito come non sia
“strategico” aggredire la causa di una malattia intesa come
fattore eziologico, quanti piuttosto “intervenire” sulla
patogenesi, vale a dire sul fattore che permette all’eziologia
di essere patogena e, in ultima analisi, di determinare il
danno. E si è visto che la patogenesi altro non è che quella
“inclinazione psicologica” a far incontrare il proprio corpo
“fisico” con l’agente eziologico in maniera dannosa: cagionevole
di dolori, limitazioni funzionali talvolta anche molto serie e dismorfismi notevoli
La riflessione da fare è che gli agenti eziologici sono in
agguato per tutti i comuni mortali, ma capita che taluni
soggetti si ammalino, mentre altri non ne risentono minimamente
o ne risentono non più di tanto. Pertanto è inutile andarsela a
prendere con le cause dei problemi di salute quando quello che
compromette veramente la salute è, diciamo, di natura
psicologica.
La lingua dell’inconscio
Quello che vedete sullo schermo di
questo computer, è la sintesi degli studi, in cui sono immerso
da 34 anni: un sistema elettronico per interloquire con la parte
della mente correlata con lo stato fisico personale. Ogni
patologia d’organo o/e di parti del corpo, si traduce nel
transito di certi segnali neuro-fisiologici nella colonna
spinale. Ma non solo: si traduce nell’accensione di certi
neuroni corticali cerebrali, che diventano un “vissuto psichico”
e determinano l’emissione di parole con determinate consonanti e
vocali o semplicemente il “pensiero” di “dirlo”.
La scoperta sconcertante è stata
quella di rendersi conto che parlando in una “lingua” alla quale
l’inconscio è particolarmente sensibile (creata
elettronicamente), il percorso inverso dei segnali può
modificare radicalmente la “patogenicità” dei cosiddetti “agenti
eziologici”, fino a renderli del tutto inoffensivi – quantomeno
non più causa di sofferenze, limitazioni funzionali o danni
vistosissimi.
Come dire che si può guarire dai
problemi di salute, diciamo anche seri, affrontando la
“patogenesi” – che è prevalentemente psicologica – piuttosto che
l’eziologia. È una vera rivoluzione “copernicana”, che abbatte
il dualismo cartesiano creato dal meccanicismo dominante. Non
solo mente e corpo fisico vengono sottratti alla dicotomia
propria di un orientamento figlio delle tendenze della Fisica,
ma prendendo atto che la Fisica è tutta da rifare e, a sorpresa,
anche il Big Bang, si dovrà presto riconoscere che agire sulla
mente della gente è miliardi di volte più efficace che dare
colpi di bisturi devastanti l’integrità esteriore o iniettare
farmaci “bomba”.
LIBRI
- Massimo Corbucci, Alla Scoperta della Particella di Dio, Macro
Edizioni, 2006
- Michio Kaku, Fisica dell'impossibile, Un’esplorazione
scientifica nel mondo dei phaser, dei campi di forza, del
teletrasporto e dei viaggi nel tempo, Codice Edizioni, 2008
- Colin Wilson, Damon Wilson, Il Grande Libro dei Misteri
Irrisolti, Una straordinaria antologia, una storia affascinante
che spazia sui più grandi enigmi dell'umanità, Newton & Compton
Editori, 2002
Commento NdR: questo articolo
non tiene conto che le
ricerche effettuate con i numeri dicono cose diverse...PDF
vedi anche
la luna e la materia oscura...PDF (studi del ricercatore
Rubino).
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un modo nuovo di fare medicina - La
guarigione istantanea e permanente -
10 Mag. 2011
Nell'articolo qui sopra citato, ho avuto modo di introdurre il
concetto fondamentale, che sta alla base di un nuovo approccio
alle patologie: è inutile “sparare” con armi micidiali
sull’eziologia, quando è la patogenesi, vale a dire il
fattore, che permette all’eziologia di fare danni, da mettere
sotto tiro.
Questo equivale a concentrare l’intervento sul fattore
psicologico ed è rimandato ad una fase successiva, ogni sforzo
per asportare l’eziologia.
Ora vado … oltre.
Semmai avesse colpito nel segno, l’esempio che feci, del regno
vegetale, dove è al di sopra di ogni sospetto, che una pianta
abbia la mal versione “volontaria” di attirare a se un
“parassita”, per farsi distruggere; avrei il compito
facilitato.
Infatti la chiave concettuale è proprio nel termine “vegetale”,
che ci riporta ad una funzione di quel distretto del
sistema nervoso detto “vegetativo” (autonomo
o viscerale).
La medicina
della “Informazione”
Dopo più di 26 anni, che faccio il medico e a distanza di 34
anni dalla scoperta del
Vuoto Quantomeccanico (Scoperta, che ha elevato la
Psicologia a dignità di Scienza esatta per antonomasia e le
parole a vere e proprie password, atte a modificare la
realtà), prendo atto di una tendenza, che sta diffondendosi a
“macchia d’olio”: raggiungere il benessere personale, non più
seguendo quei dettami “meccanicistici” e persino “distruttivi”
, imposti dalla “medicina
convenzionale”; piuttosto lasciandosi andare alla
naturalità, con cui l’insieme
psico-somatico
del nostro, corpo tende ad “aprirsi” a ciò che può ristorarlo,
restituirgli delle funzioni lese o quantomeno renderlo “immune”
dai guai a cui vanno incontro “certi tipi”.
Questo concetto di “in-formare”
le parti del corpo, risalendo, al limite, (!) alla singola
cellula, entrando in una
sorta di “risonanza”,
di tipo induttivo/capacitivo, con il
pensiero e le parole
espresse dal pensiero stesso, mi è caro, come a Leopardi fu
caro l’ermo colle !
Quello che io sto facendo ultimamente, è proprio uno studio “frequenziale”
di ogni singola parola,
emessa (NdR: messa
da qualche parte); partendo dal duplice assunto, intanto che
la funzione fonatoria sia “patognomonica” di un disturbo
somatico, nel senso che se uno sente dolore, emesse una
vocalizzazione, ovvero parole che ne esprimono il carattere.
Pertanto dalle parti del corpo, per esempio una articolazione
dolente, si diparte afferendo alle vie corticali cerebrali, una
via nervosa, la quale transita ovviamente nel metamero spinale,
del “livello” competente quel determinato distretto, (Il
ginocchio è T12-l1) prima di terminare in più neuroni, che si
“accendono”, sulla superficie del cervello, determinando la
sofferenza di un vissuto “concettuale”, esprimibile con
“fonemi” o addirittura un urlo di dolore, quando le vocali e u
a i o si fondono nella frequenza tipica di un “do” (UT)
musicale.
Analogamente capita anche qualcosa di mai ravvisato in
ortopedia, tanto per rimanere sul ginocchio: che il dolore non
abbia affatto un riscontro oggettivo di un danno articolare,
ma “nasca orfano” del danno anatomico locale, tanto per
capirci; per effetto di una cosiddetta “radicolopatia”
spinale, sostenuta da un restringimento dello spazio T12-L1,
artrosi lombare, nevrite ecc…
Che questo
sia vero nel 99,999999999 % delle gonalgie senza trauma
diretto, l’ho riscontrato in 25 anni di attività clinica, dopo
aver scoperto questo meccanismo patogenetico, la prima
volta su un signore operato al ginocchio ripetutamente, senza
mai arrivare ad esito positivo.
Trovai anche
un modo straordinariamente efficace, per riparare con un
semplicissimo intervento micro-mini-invasivo il danno radicolare
o tronculare sulla via nervosa, poi mi accorsi con sconforto,
che nonostante l’enorme risultato di una restituita integrità,
di una restituita funzione con remissione totale del dolore e
del dis-morfismo eventuale, che faceva propendere per la
necessità dell’artro-protesi, i
medici, non sono a
conoscenza di quello che io ho rilevato; alcuni soggetti,
pur di continuare a star male, magari cadevano
rovinosamente e il ginocchio guarito, se lo traumatizzavano di
brutto ! Procurandosi un dolore superiore a quello per cui
erano venuti da me.
L’anello mancante per risolvere il problema “a tutti gli
effetti”, era proprio l’aspetto psicologico. Quel che abbiamo
detto nell'articolo qui sopra esposto:
la patogenesi non rimossa, rende vano rimuovere solo
l’eziologia.
In termini neuro-fisiologici accade questo: l’accensione
corticale dei neuroni, accende anche un vissuto psichico, che
diventa presto un “circolo vizioso” abnormemente patogeno.
A nulla servirebbe un supporto psicologico, tendente a
convincere il soggetto, che una volta rimossa la “eziologia”
(che abbiamo detto nel caso di un ginocchio bloccato, risiede a
livello T12-L1) può godersi la vita, mettersi tranquillo a
correre sui prati …
Le parole,
intese come “linguaggio convenzionale”, non servono. Ci vuole
“altro”.
Cosa hanno in comune una
radicolopatia, un frontale automobilistico, un serpentello che
aggredisce una mano e un cane che morde i pantaloni di un
fuggiasco? Non dite niente. Non è vero.
Hanno in comune la PATOGENESI, vale a dire l’aspetto
“psichico” del problema !
Che poi invero nemmeno è volontario, bensì involontario e
legato al SISTEMA NERVOSO V E G E T A T I V O.
Ha nome ADRENALINA.
Dunque, se – non - volete passare la vita a reiterare
infinite operazioni di ernia del disco, incidenti stradali,
corse in Ospedale per l’antiveleno o per l’antirabbica, fate
funzionare l’emisfero destro del vostro cervello:
il vostro
SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO non tarderà ad attivarsi, voi
vi sentirete piacevolmente rilassati, sotto l’effetto dell’ACETILCOLINA e vivrete più di cento anni sani e felici.
A parte la possibilità di curare molte malattie con un metodo
rivoluzionario, intanto godetevi la vita semplicemente
“prendendo le distanze” dal RAZIONALISMO, foriero di cattiva
ventura, di infelicità e di stress inammissibili.
Due milioni di neuroni
dentro la pancia
La Psicologia è stata fondata per dominare miliardi di neuroni,
cerebrali.
La sorpresa consiste nel fatto, inaspettato
forse, che quando siamo svegli, possiamo incidere poco e
niente sulla realtà, usando il
cervello, ovvero la
cosiddetta “volontà”.
Non dovrebbe essere affatto sorprendente, dacché il
“proiettore” del “film” della realtà è proprio il
cervello e, se
nel sogno, dove il proiettore della “scena sognata”, è fatto di
quei 2 milioni di neuroni addominali, il cervello può far agire
i protagonisti del sogno, a suo piacimento, capite bene, che da
svegli invece, dobbiamo usare… La
pancia ?
Certo che si. Dicasi
Sistema Nervoso Autonomo. (SNA)
Ora vi chiedo un poco di attenzione, per favore. Il SNA si
compone di 2 parti.
Il parasimpatico detto colinergico (l’acetilcolina è il
mediatore) e il simpatico, detto adrenergico (l’adrenalina è
il mediatore).
Come del resto il cervello è diviso in emisfero destro e
emisfero sinistro, che sono rispettivamente la parte mentale
“fantasiosa” e creativa e la parte mentale “razionale” e
adatta ai calcoli matematici, piuttosto che alla riflessione
filosofica.
Fosse per la parte di cervello fantasioso, la vita dell’umanità
potrebbe essere improntata davvero al benessere e alla
felicità. Purtroppo invero, ciò che rende problematica
l’esistenza e dunque “patogenetico” ogni fattore eziologico, è
la propensione alla “razionalità” o meglio l’addestramento che
le persone hanno fatto, nel corso della loro vita, ad entrare
in conflitto con la realtà, anche quando non ce ne sarebbe
bisogno.
La “Paura”
è nemica della Felicità - vedi:
Terrorismo Psicologico
del
sistema sanitario
Paura è una parola correlata semanticamente con un
Demone, che anticamente
spaventava col suono penetrante della sua zampogna, i
viandanti, di passaggio nei boschi.
L’analogo moderno è il suono assordante del cicalino, che sulle
automobili entra in azione, semmai il conducente non si fosse
legato con delle fettucce trasversali, opprimendosi inutilmente
la vita. Paura = pan ura = dolore totale.
Da notare come il fine ultimo è, in primis, “sconnettere” il
cervello destro, dal sinistro e poi creare stress e
adrenalina.
Non è difficile rendersi conto del “conflitto”
psicologico, che
nasce nel soggetto intelligente, il quale si chiede perché
dovrebbe opprimersi per guidare e si risponde “razionalmente”,
che lo sta facendo per la sua “sicurezza”, dove appunto
sekur =
scure = che divide in 2. Ma è proprio questo il risultato
sperato dai progettisti
del “sistema”
! vedi:
Codice etico della ricerca Europea
Conoscere il
meccanismo patogenetico di questo “stratagemma” atto a produrre
incidenti stradali, può evitarli.
Del resto partiamo dalla
premessa, che il fattore psicologico è quello responsabile di
ogni problema fisico, compreso l’incidente stradale, l’essere
morso da un cane, da un serpente o l’essere afflitto da una radicolopatia, foriera di un ginocchio che si bloccherà.
L’uomo che attira vipere, si fa mordere dai cani e fa incidenti
stradali
Ricordo quando lavoravo come giovane medico ai “campi solari”,
che un bidello raccontava con una punta di “compiacimento”, di
essere stato “pizzicato” 4- 5 volte dalle vipere.
Anche un mio amico, mi colpì, quando mi riferì di essere stato
morso da un cane lupo al tavolo, in una cena campestre. Mi
ricordai che era stato morso persino dal suo cane e dal cane di
una sua amante.
Un noto
dentista, poi, per vantarsi di usare sempre le cinture di “sekurezza”,
si mise a “relazionare”, quasi orgoglioso, sulla dinamica di
“molti” incidenti stradali, che gli erano occorsi in 30 anni di
carriera automobilistica, che io - non - prenderei come
esempio da imitare.
Il discorso
scientifico da impostare è, che vipere, cani e curve a gomito
sulla strada, vale a dire i “fattori eziologici”, sono stati
equamente disseminati per tutti. Come mai per qualcuno queste
insidie sono del tutto inoffensive, mentre per altri soggetti,
si rende necessario l’Ospedale ?
La soluzione scientifica eccola: serpenti, canidi e viadotti
dove vige un codice della strada, incredibile (?) (non direi
!) ma vero, sono reattivi a quel mediatore del SNA
“sinistroide”, detto appunto
adrenalina.
Com’è noto,
certi animali istintivi, “sentono” l’adrenalina ! E ci
gongolano ad attaccarti … se in sostanza … “tu” hai paura.
La strada persino sente l’adrenalina, nel senso che se guidi
stressato dall’oppressione delle pericolose cinture o dal
trillo assordante del cicalino, quei tornanti di montagna, che
potrebbero essere affrontati con piacere, mentre ti sprizza acetilcolina, divengono forieri di scontro frontale vuoi con
il veicolo dell’altro senso di marcia, vuoi con l’albero
secolare o con barriere architettoniche varie.
Ora che lo sapete, come funziona il mix lesivo di eziologia
+ patogenesi, spero non vogliate, come molti vorrebbero,
che si abbattano gli alberi sulle strade.
Non è meglio che vi
godiate la vita e l’ombra, che provvidenzialmente fanno sulla
strada, d’estate ?
La non
consapevolezza, che dipende da noi e non dall’esterno,
quello che di brutto ci capita, facilita peraltro la
“reiterazione” del “guaio”. Dicesi “coazione a ripetere” e
spiega pure, come mai, c’è gente, che non passa trimestre, che
non finisca sotto i “ferri chirurgici”. Oggi per togliere
l’appendice, domani per la colecisti, molto presto per l’ernia
del disco e così via dicendo !
Funziona
così per tutti gli agenti eziologici ?
Indubbiamente un’ernia del disco, un vivace cane lupo e un
frontale automobilistico, hanno poco in comune. Tuttavia la
solfa è sempre quella: protrusioni discali ne abbiamo tutti, quadrupedi scodinzolanti ne incontriamo tutti e le curve le
percorriamo tutti.
Però vero è che non tutti passiamo la vita sul tavolo del
neurochirurgo, o a farci l’antirabbica o a farci estrarre
dalla carrozzeria contorta. In linea di massima direi, senza
tema di dover ritrattare l’affermazione un giorno, che la
risposta adrenalinica o acetilcolinica, è sempre quella, che fa
la differenza. Capito il concetto, possiamo passare oltre.
Il modo
nuovo di fare medicina qual è ?
Questo articolo consideratelo “propedeutico” a quello dove
parleremo dei dettagli, del metodo che ho messo a punto, per
curare le persone, con un approccio completamente nuovo.
A pubblicarlo ci arriveremo, aggiustati proprio tutti i
dettagli, teorici e pratici, che danno ragione della
possibilità di fruire della medicina, come presidio foriero di
felicità e non come supplizio, per stare peggio, di come
chiunque potrebbe stare, naturalmente, mettendosi
semplicemente a letto, in attesa o di miglioramento o di
peggioramento.
Nel precedente articolo qui sopra riportato, vi ho presentato
l’immagine del dispositivo computerizzato, per fare l’analisi
frequenziale della voce e risalire, praticamente al tipo di
disturbo, funzionale, che potrebbe essere presente in qualche
distretto d’organo o somatico.
Il secondo dispositivo computerizzato, che sono riuscito a
mettere a punto, invece, serve a localizzare con estrema
precisione il metamero spinale disturbato, correlandolo con
vari problemi.
Il blocco articolare del ginocchio, è per me un paradigma e una
delle ragioni per cui mi rifaccio a questa “patologia”, sta
nella istantaneità del risultato ottenibile e nella permanenza
nel tempo della scomparsa del dolore e nella ripresa
funzionale-anatomica perfetta.
Io mi rendo
perfettamente conto della mia posizione accademica assai
compromessa, dal fatto che come Fisico ho proposto modelli
troppo rivoluzionari, quali la Nuova Tavola Periodica e il
Nuovo Modello Standard dove ho fatto fuori la gravità, tra le 4
forze.
Per questo ho l’obbligo deontologico come Medico, a maggior
ragione, di non creare false illusioni di guarigione da
problemi notoriamente non facilmente risolvibili.
Con il ginocchio posso dimostrare il riscontro immediato sui
casi oggettivamente gravi, ovvero inquadrati clinicamente come
candidati alla atro protesi. Non è una illusione di guarigione.
Una tiroide, che torna endocrinologicamente funzionante come di
norma, dopo un intervento sui metameri cervicali competenti,
che rimette anche i sintomi di una grave cervicalgia, con
compromissione anche della vis prensile delle mani, non
sorprende; intercorrendo un lasso di tempo tra l’intervento a
carico delle faccette articolari cervicali e l’avvenuto
ripristino dei valori di laboratorio ematologico. Per questo
al momento non potrò permettermi di avventurarmi in questi
risultati clinici.
Confidando che nel frattempo il
CERN
si astenga da altri annunci, come quello poi “ritrattato”,
sulla “scoperta” (!) del Bosone di Higgs,
che vi assicuro (!!!), non c’è;
i
quali “rendono dubbie” tutte le mie affermazioni
scientifiche, anche in campo medico ovviamente, rimango
redattore di questi articoli pubb,icati anche su S&C e lieto di
dare il mio contributo, in questo particolare momento di
fermento verso la ricerca della felicità e del benessere, molto
fuori dall’ambito della medicina allopatica.
“Sursum corda” a tutti gli operatori “non allopatici”, dunque !
By dott. M. Corbucci
Commento NdR: tutto cio' e' esattamente cio' che la
Medicina
Naturale insegna da millenni = Uno dei principi
fondamentali
della Medicina Naturale e' questo:
"Cio'
che NON si Esprime si
Imprime" ....sull'organismo
!
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