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Il Fisico
Italiano
Massimo Corbucci ha collaborato con il “GSI”
di Darmstadt per trovare la ragione dell’impossibilita' di
sintesi dell’atomo trans-Uranico di numero atomico 114:
“Secondo un NUOVO MODELLO DI ATOMO, vi
e' un LIMITE STRUTTURALE, che impedisce di fare un atomo con più
di 112 elettroni e protoni”. Cio' e' provato dall’ORDINE DI RIEMPIMENTO
DEI LIVELLI ATOMICI
(Copyright © CORBUCCI 1998) e dalla
NUMERAZIONE BARIONICA (© CORBUCCI99)
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Il
FUTURO della FISICA
Lo affermo senza tema di dovermi rimangiare la parola, che il
futuro della Fisica e’ la Psicologia, anzi la Metapsichica,
per dirla tutta.
Il 18 gennaio 2008 ho capito, da Fisico, che nessun fenomeno
puo’ verificarsi, senza un pensiero intelligente, che lo preceda.
Cosi’ quel giorno ho fondato una nuova disciplina scientifica:
La Fisica dell’Intenzione.
Gia' l’avevo detto al convegno di Riccione di Dicembre 2007,
che il pensiero e' la cosa più potente, che c’e' nell’Universo
e quando ho rivisitato questo concetto, sono rimasto
folgorato dalla implicazione d’interesse per le Scienze
cognitive: la Psicologia si eleva a dignita' di materia
rigorosamente scientifica, dotandosi della solida base
epistemologica, la quale finalmente rende non più
un’astrazione irreale la sfera psichica, bensì un “quid”
collocabile da qualche parte e correlabile con gli “oggetti”
fisici.
Il Futuro della Fisica secondo Le SCIENZE
Le Scienze e' la prestigiosa rivista scientifica, che
rappresenta l’ufficialita' nel panorama delle riviste referenti
della Scienza e deve ovviamente aderire alle aspettative
dell’Establishment, nel riferire lo stato dell’arte della
materia più rigorosa e meno aperta ad aspetti fantasiosi, per
antonomasia, che e' la Fisica.
Nel numero di Aprile 2008 il dossier “Il futuro della
fisica”, si apre con un intervento dell’illustre Professor
Luciano Maiani, gia' Direttore Generale del C.E.R.N. di
Ginevra, che enfatizza il ruolo del nuovo collisore HLC,
come strumento di ricerca nelle mani dei fisici, per trovare
la risposta alle domande ancora insolute, del tipo: “da
dove origina tutto cio' che esiste ?”
Per la Scienza dell’Establishment e' indubitabile, che sia da
ricercare nella Materia, oggetto ordinario di indagine della
Fisica, l’origine della materia stessa. Infatti ripropone il
Bosone di Higgs, come tassello mancante, al fine ultimo di
poter dire che il Modello Standard funziona.
La preoccupazione principale sembra essere la celebrazione dei
paradigmi, non la ricerca della verita' sui misteri del vivere e
del morire.
La Rivista Scienza e Conoscenza non ha alcun obbligo di
aderire a orientamenti pragmatici e peraltro rappresenta le
giuste istanze dei lettori, di poter conoscere come stanno
realmente le cose, nell’interesse della Verita' e non gia' della
convenienza economica o di quant’altro non sia la pura
Conoscenza per amore dell’Epistemologia nuda e cruda.
Pertanto non apparira' puramente provocatorio un articolo, che
ipotizza un futuro della Fisica, centrato sullo strumento più
potente a disposizione della Conoscenza, puntando
sull’evidenza, che l’immaterialita' del “pensiero”, presunta
dai Fisici; si rivela sorprendentemente e contro ogni
previsione, tutta da rivedere.
Una contrapposizione insensata
Finora e' sembrato che fossero in contrapposizione le due
tendenze metodologiche di studio della realta', che sono il
“materialismo” e lo “spiritualismo”, invero prima di divenire
paladini dell’uno o dell’altro schieramento, sarebbe bene
rendersi conto del significato della parola materia e della
parola spirito.
Tutti i lettori che mi seguono dal numero 8, che hanno
appreso la nozione di Vuoto
QuantoMeccanico, vale a dire hanno preso atto che
all’interno del nucleo atomico, vi e' una zona totalmente
preclusa alla presenza di particelle sub-nucleari, possono
comprendere il concetto di Luogo Infinitamente più grande
dell’intiero Universo.
Finora era noto in Fisica il concetto di dimensioni massime
dell’Universo: 13,7
miliardi di anni luce, secondo gli ultimi calcoli astronomici.
Al di la' di questo “confine”, si pensava, con trepidazione,
ci fosse il Regno di un Vuoto senza più limiti !
La scoperta di Fisica Nucleare, che tra 46 barioni a spin
½ e 57 a spin 3/2, si frapponga un “baratro”, che
“comunica” col “Vuoto senza limiti” oltre l’Universo,
introduce in Fisica qualcosa di veramente rivoluzionario.
L’idea di un Vuoto, sostanzialmente diverso dal vuoto,
inteso come luogo dove non c’e' niente.
Recentemente in Astrofisica si e' visto che nelle profondita'
dell’Universo si trova un enorme appezzamento di spazio
siderale, totalmente freddo e privo di alcunché. (Il
“Grande Vuoto”, di cui abbiamo parlato nel numero 24 di S. e
C.). Ebbene, il “Vuoto QuantoMeccanico”, che invece si
trova nell’ombelico dei nuclei atomici, e' tutt’altro
che il nulla, infatti e' il Tutto
!
La diversita' ontologica, e' la stessa differenza che c’e'
tra essere ed esistere !
Dio c’e' ma non esiste !
Il motivo per il quale l’uomo ha perso ogni speranza di
comprendere i misteri del creato, e' la confusione
terminologica, con cui usa “ragionare”.
Le ricadute ci sono state non solo in campi dello scibile,
dove tipicamente si puo' soprassedere alle conclusioni
perentorie, ma inaspettatamente anche in fisica.
L’esempio più sorprendente e' lo studio della gravitazione. Fa impazzire i fisici, la ricerca della causa di cio' che attrae
un corpo e lo fa cadere accelerato a terra e peraltro più
accelerato, se fatto di atomi di piccolo numero atomico
(alluminio –n.a. 13 - ) e meno accelerato se fatto di atomi di
più alto numero atomico (ferro – n.a. 26); dato che non
e'
affatto la classica forza come si pensava, riconducibile ad
una corrente di particelle (gravitoni), le quali si pensava
facessero da spoletta alla velocita' della luce, tra il grave e
il centro della Terra.
Essendo il Vuoto Quantomeccanico, il “motore” della caduta
gravitazionale, che in effetti e' quel “buco” del nucleo… ,
si deve prendere atto che cio' che determina la caduta
gravitazionale dei corpi fisici, c’e', ma non esiste. (Dal
verbo ex – istere = uscire fuori dal canale del parto).
Insomma, esiste tutto cio' che sta al di qua della “Voragine
Cosmica”, la quale NON esiste, tuttavia c’e'.
Per comprendere la Realta', dobbiamo fare i conti con
questa Verita' esistenziale, in prima analisi sconcertante e
inquietante, per effetto della quale vero e' che i Fisici non
potranno mai scoprire il quid responsabile della accelerazione
di 9,81 metri al secondo - per secondo, che subira' il nostro
corpo, ogni volta che saltiamo giù da una sedia o da un tavolo
o da più pericolose altezze. Poveretti si sono fatti molto
male, cadendo, ma chi glielo va a dire che la causa della
gravitazione non esiste?
Il paradosso del materialista
Anche se puo' apparire incredibile, sappiano i Fisici, che
quando dicono di essere materialisti, in quanto credono solo a
cio' che si tocca con mano e si vede e si misura, celebrano
il Regno dello Spirito. Leggete il resto e vi convincerete una
volta per tutte, che la Materia e' la cosa più vacua e
“spirituale” e lo Spirito e' davvero “solido” e materiale!
La premessa ovviamente e' che sia vera l’ipotesi del
“Vuoto Quantomeccanico” di cui e' autore un Fisico italiano ed
errata l’ipotesi di uno scienziato ritenuto universalmente il
più grande Fisico del mondo: l’inglese Peter Higgs, padre
della teoria del Bosone di Higgs nel conferimento della massa
a tutto cio' che esiste.
Chi aderisce al criterio della “dovizia di mezzi” per la
credibilita', dira' subito che 1 +1 fa 2.
Peter Higss ha mosso schiere di fisici, impegnati nella
realizzazione della più imponente e potente macchina di tutti i
tempi: il super-collisore a magneti super-conduttori HLC,
di 27 chilometri di diametro, in grado di sviluppare una
potenza di collisione mostruosa.
Il Fisico italiano non ha mosso schiere di fisici, né dato
impulso a realizzazioni gigantesche, ma solo ha colpito
l’animo sensibile di pochi lettori. Come dire, che disponendo
di mezzi mostruosi, di potenze di calcolo megagalattiche e di
energie inimmaginabili, si ottiene meno, che chiudendosi in
silenzio in una stanza a riflettere !
La domanda infine diventa: 27 chilometri di tunnel, con
installati dentro tanti di quei cavi elettrici e di quei tubi e
apparati elettronici, da far paura; non consentiranno
all’umanita' di conoscere l’origine della materia ?
La risposta e' decisamente NO.
Come si puo' conoscere l’origine della materia
?
La risposta e': affidandosi alla cosa più potente che c’e'
nell’Universo. Al pensiero.
Non ci vuole un super-collisore di 27 chilometri, ma una
piccola stanza, silenziosa, dove si possa riflettere e
capire… …La Fisica, nella sua essenza !
Oltre la Fisica
La fisica, da Phyo = che nasce, l’abbiamo gia' detto
altre volte, che si occupa di tutto cio' che nell’Universo
e'
uscito fuori da quell’utero-cosmico, che l’ha partorito.
Un po’ come la Medicina si occupa dei “nati” (delle persone)
dopo che sono state partorite dalle donne. Ebbene, così come
e' stata inventata l’Ostetricia, per avere delle possibilita'
operative mediche, che precedano la nascita, bisogna
inventare qualcosa di ”analogo”, in Fisica… (!!!)
Come sono arrivato alla “Ostetricia” della
Fisica
In questi anni, dal lontano 1976, quando mi resi conto
che la distribuzione elettronica presentava due soluzioni
della continuita', tra i numeri atomici 71 e 72 e 103 e 104,
al 1999, quando scoprii il Vuoto Quantomeccanico,
correlandolo con il conferimento della Massa e con la Gravita',
al 2004, quando ravvisai la possibilita' della trasmissione
istantanea a spin, ho attraversato momenti cruciali, che mi
hanno fatto diventare sempre più propenso ad amare la Scienza
incondizionatamente e al costo di perdere i privilegi
“sociali”, concessi alla casta dei Fisici
“istituzionalizzati”.
Ho capito che il mio destino, o meglio la mia “missione”
era “trovare risposte” a problemi insoluti della Scienza,
cambiando il “punto di vista” e “reimpostando” il problema,
rendendo note agli interessati, le risposte da me trovate,
anche se “incredibili” agli occhi degli addetti ai lavori,
che lavorano aderendo a modelli, paradigmi e aspettative
condivise.
Del resto quando nel Dicembre 1976, ricalcolando l’ordine di
Riempimento dei Livelli Atomici, pervenni al risultato che il
“Capolinea” del Sistema Periodico era 112, non gia' 126, i
Professori dell’Istituto di Fisica di Roma mi richiamarono alla
“serieta' scientifica”, senza sapere che nel Febbraio 1996 il GSI di Darmstadt si sarebbe imbattuto nell’impossibilita' di
montare un atomo con più di 112 protoni.
Lo stesso Professor Maiani, si e' sentito dire da me, che il Bosone di Higgs
e' un errore concettuale nella ricerca del
meccanismo di conferimento della massa e a Ginevra non
e'
apparso nessun Bosone di Higgs ai Rivelatori dell’allora
LEP.
In un’intervista ai giornalisti dichiaro' che vi era
qualcosa di imprevisto, che impediva la conferma della teoria
di Peter Higgs e parlo' di uno “strano” Vuoto, che poteva
contrapporsi ad una particella, presunta come responsabile
della massa delle altre particelle sub-atomiche e sub-nucleari.
Oltre la Fisica la Metapsichica
So bene cosa sia la Metapsichica: la disciplina che
pretende di comunicare con i trapassati. Generalmente i Fisici
non sono molto aperti a questa possibilita', sempre per la loro
propensione a credere più a cio' che si tocca, si misura e si
vede, che non all’esatto contrario.
Io mi sono posto il problema diversamente, per effetto di
quel Vuoto Quantomeccanico, la cui natura mi e' parsa chiara
nel 1999. Ma anche per la mia formazione “interdisciplinare”
e per la promessa che ho fatto a me stesso, di non stilare mai
conclusioni, su argomenti che non abbia avuto modo di
approfondire sufficientemente.
Da Medico appresi con molto interesse la notizia,
indiscutibilmente scientifica, che Peter Fenwich,
autorevole Psichiatra inglese e Sam Parnia, clinico
dell’Ospedale di Southampton, hanno scoperto la
“sopravvivenza” della coscienza alla morte fisica,
dichiarando perentoriamente l’indipendenza della mente
(psichica) dal cervello fisico (neuronale).
Il cervello risulta
solo un intermediario della mente, in grado di essere
indipendente funzionalmente. Correva l’anno 2001. Anche
Delpasse anni prima ne era assolutamente convinto.
L’effetto Delpasse
Continuando a leggere apprenderete una nozione, che cambiera'
la vostra vita.
Jean Jacques Delpasse
e' un Fisico, che
insieme al Neurologo William Jongh van Amdynck, si e' proposto
di dimostrare la persistenza della coscienza, in assenza dei
fenomeni elettro-fisiologici, che la caratterizzano. Come
dire: che un soggetto con EEG piatto puo' essere ancora
cosciente. Oppure, che vi e' un interregno tra la vita e la
morte.
Vediamo insieme in cosa consiste l’effetto di cui sopra.
Partendo da alcuni esperimenti di elettro-neurofisiologia, in
cui si addestrava una persona ad accendere un televisore,
non gia' pigiando con il dito un comando elettronico, piuttosto
con la semplice volonta', si e' arrivati a scoprire la
cosiddetta “onda di disponibilita'”, come dire l’intenzione che
precede l’azione atta all’accensione di un tubo catodico. Fin
qui nulla di sconcertante. Stiamo parlando semplicemente della possibilita' di utilizzare il segnale del primo neurone
cerebrale, che si “accende”, pensando di compiere un’azione, come “attuatore” effettivo.
Il bello e' venuto fuori, quando si e' reso evidente che una
persona morta, poteva ancora accendere il televisore !
L’intenzione dunque e' una facolta' psichica, che non necessita
di un substrato bio-fisico per manifestarsi.
Che cos’e' l’intenzione ?
Etimologicamente la parola ci riporta al Latino Intentio'nem,
da Intentus, che e' il participio passato di intendere
= volgere il pensiero verso un oggetto desiderato. C’e' solo
un modo per afferrare il concetto nella totalita'
dell’accezione. Immaginare la scena dove vi sia un uomo e una
donna molto avvenente, in una situazione di intimita'.
Invariabilmente capita questo: si verifica un momento di
“equilibrio”, in cui l’uomo subisce il fascino della figura
femminile e comincia a desiderarla.
Il pensiero porta l’uomo a intendere e a “volere”, dunque a
protendersi… Ma NON e' ancora l’intenzione !
L’intenzione e' regolata da un feed-back perfetto, funzionale
a garantire il finalismo della azione. Nel mio libro “Alla
scoperta della Particella di Dio” riesco a dire in modo
toccante questa cosa a pag. 134, quando scrivo: “Due
particelle +/- o sanno quello che fanno o e' meglio che non
s’incontrino mai”, perché l’atomo che e' nato almeno 13,7
miliardi di anni fa, non poteva venir fuori rabberciato alla
meglio….Questo vuol dire che la prima particella + e la prima
particella - avevano previsto ogni particolare, per poter
aderire alle tantissime leggi della fisica atomica”.
Così, per la
stessa ragione, capita che nell’uomo si accenda l’intenzione,
solo per effetto di qualcosa che fa la donna: ostenta la sua
fisicita' in qualche modo “malizioso” e a quel punto, che io
definisco “attimo della caduta delle idee”, la donna divenuta
improvvisamente attraente esercita un effetto irrefrenabile,
studiato ad arte nella “memoria ontologica femminile”, per far
avvenire quel che avviene… L’accoppiamento avviene, per
portare a compimento il progetto collaudato da millenni.
Con possibili varianti del pari ontologiche e chi mi legge
ravvisera' a cosa alludo, se ha colto in pieno la nozione di
intenzione.
L’origine intenzionale dell’Universo
Confidando di aver colpito la vostra fantasia con
l’esemplificazione, che mi e' piaciuto farvi, vi sto portando a
comprendere uno dei più grandi misteri del cosmo, purtroppo
ostico agli addetti ai lavori della Fisica istituzionalizzata.
Posto che vi sia familiare la nozione che tutto per “nascere”
ha bisogno di un concepimento” e di un utero, vero
e' che la
materia, che costituisce tutto l’UniVerso
e' il portato di uno sfrenato coito, che NON poteva NON
avvenire, tra quelle 2 cose “Fondamentali”, che abitano il
Luogo Infinitamente grande, precursore dell’UniVerso
stesso e presente nei nuclei atomici di tutti gli atomi
esistenti. Stiamo parlando del
Vuoto Quantomeccanico, composto
dai Rishoni (in ebraico = fondamentale)
Vavohu e Tohu,
altrimenti detti “Vuoto-vuoto” e “cio' che puo' riempirlo”.
Non a caso “cio' che puo' riempire il Vuoto-vuoto”
e' strato
irrefrenabilmente attratto dal Vuoto-vuoto e l’Intenzione ha
trovato pieno compimento, in forza di una triade del pari
dotata di un’immensa potenza di Creazione, costituita, come i
Teologi sanno da Intelligenza, Memoria e Volonta'.
La domanda a
questo punto e': puo' la Fisica indagare nel Regno dell’Intenzione
? Quel tipo di Fisica, che crede la materia sia reale, non gia' un i-l-Lusorio (Ludico = gioco !) neuro-fisiologico, per
effetto del quale il cervello ci regala “sens-a-zioni” prive di
azioni effettive su un che di concretamente tangibile, certo
che non puo'.
Una Fisica diversa, che ha preso atto della
Nuova Tavola Periodica e di quelle “4 paradigmatiche caselle
nere”, si, puo' farlo.
Ma e' una Physica tendente alla Psichica ed a
ritenere il pensiero più potente del super-collisore di 27
chilometri, HLC inutilmente costruito dal C.E.R.N. di Ginevra per
tentare di scoprire l’origine di tutto cio' che esiste.
Questo articolo
si conclude con la nozione incontrovertibile, che
e' il
“pensiero” il precursore della materia, poiché
e' per
effetto di questo, che e' scaturita tutta la materia
disseminata nell’universo.
Il pensiero e' più potente della materia ?
Non ci sono dubbi.
Lo dimostra il fatto che il Risone “Vuoto-vuoto” e' stato
riempito da “Cio' che puo' riempire il Vuoto-vuoto”.
Vavohu e Tohu
si traducono anche: Caelis e Teerum,
Cielo e Terra, contenitore e contenuto. Teerum vuol dire anche “duro”. E’
bene che lo ricordino quei Fisici “materialisti”, convinti
che bisogna credere solo in quello che si “tocca”.
Un’ultima cosa
da tenere a mente: da Teerum viene Teo, l’oggetto di
studio della Teologia.
Lo scrivente e' un Fisico che crede solo in cio' che si tocca, infatti
ultimamente sta studiando approfonditamente… la Psiche.
…E oltre.… Ritornera' volentieri nel “Sacro Bosco”
di Bomarzo a rivedere la monumentale pietra dov’ e' scolpita “Psiche” e l’ostensione delle 2 dita nella… materia.
Senza rimpianti di essersi lasciato dietro la Fisica
Accademica. (dal Greco Acha’-Demos !!!).
Particolare della statua di Psiche (Sacro Bosco di Bomarzo –
VT) che ostenta le due dita, che …toccano la materia !
26/04/2008 - By Dott. Massimo Corbucci – Articolo pubblicato
anche su: Scienza e Conoscenza n° 25 - Macroedizioni.
vedi:
La caduta dei
paradigmi sull'Atomo
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