Le CONQUISTE del DOTT.
N.A. KOZYREV -
By David Wilcock
La sensazionale prova scientifica che tutta
la materia fisica è formata da un “Etere” di energia
invisibile e cosciente risale almeno agli anni ’50. Il
rinomato astrofisico russo prof. Nikolaj A. Kozyrev
(1908-1983) ha dimostrato senza ombra di dubbio che una
simile sorgente di energia deve esistere; e il risultato di
ciò fu che egli divenne una delle figure più controverse
nella storia della comunità scientifica russa.
Le imponenti
conseguenze delle sue ricerche, e di tutti coloro che lo
seguirono, furono completamente nascoste dall’ex Unione
Sovietica; ma con la caduta della Cortina di Ferro e
l’avvento di Internet finalmente abbiamo la possibilità di
accedere ai “segreti più nascosti della Russia”. Il seme
delle scoperte di Kozyrev ha prodotto come frutto due
generazioni di rimarchevoli ricerche da parte migliaia di
studiosi specialisti in materia, cosa che ha cambiato
profondamente la nostra concezione dell’Universo.
Il fatto
di attribuire a Kozyrev una menzione di rilievo all’inizio
del nostro libro vuole essere un modo per far capire
permanentemente ai nostri colleghi e lettori l’importanza e
l’impatto storico di questo studioso.
Figura 1.1. Il dott. Nikolaj A. Kozyrev
1.1 - L’ETERE
Il termine “aether” in greco significa
“splendore”, e la realtà fondamentale di una tale
invisibile, FLUIDA
sorgente di energia universale
(Plasma=Tessuto=Rete)
che pervade tutto l'Infinito
e quindi anche l'Universo
nel quale siamo e/o nei possibili
UniVersi dell'Infinito, è da
sempre anche una delle caratteristiche delle scuole segrete
misteriche di tutto il mondo.
L'anagramma di Eter e' Rete = tessuto !
In
Oriente, esso è conosciuto come “chi” o “ki”, e viene data
una speciale importanza alle sue interazioni con il corpo
umano, come nella scienza dell’agopuntura,
così come le scritture dei
Veda dell’antica
India; queste opere chiamano
l’Etere in molti modi fra cui “prana” o “Akasha”,
anche le opere dei filosofi greci
Pitagora e
Platone ne parlano molto.
Maestri e adepti che ereditarono una tale conoscenza, tradizione segreta,
hanno imparato a manipolare quest’energia, creando
risultati miracolosi, quali levitazione, teletrasporto,
manifestazioni, guarigioni istantanee,
telepatia e simili.
L’esistenza dell’etere è stata manifestamente
accettata senza riserve nei circoli scientifici a partire
dai primi anni del XX secolo, dopo che l’esperimento
Michelson-Morley del 1887 era stato “cooptato” per provare
che una simile forma di energia nascosta non esisteva.
vedi
anche:
il Vuoto +
VuotoQuantoMeccanico
Le scoperte più recenti sulla “massa oscura”
parlano di:
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna//010107g.htm,
’”energia oscura”, “particelle virtuali”,
“vacuum flux”,
”energia del punto-zero”, per citarne solo
alcune, e che hanno portato gli scienziati occidentali riluttanti
a dover riconoscere che invece, doveva esistere un medium
energetico nascosto nell’UniVerso.
Finché si adopera un
termine rassicurante come “quantum medium” anziché la parola
proibita “etere”, è possibile parlare sulla stampa ufficiale
sovvenzionata dall'industria,
senza timore di cadere nel cosiddetto "ridicolo" da parte di
questi "scienziati" ignoranti sulla vera composizione dell'Universo.
L’establishment
di base universitario e non, che si autodescrive come "scientifico"
, e' quasi sempre sovvenzionato dall'industria, che li
indirizza-sponsorizza sul tipo di ricerca da fare...., è assai duramente polarizzato contro
chiunque si avvicini ad una teoria “eterica”: loro “sanno”
che una simile teoria (la loro) è palesemente falsa, e si batteranno
vigorosamente per contrastare ogni passaggio verso la
verita' sull'Etere.
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L'Etere =
Lo Spazio/tempo e' ed ha la funzione di un FLUIDO
Se lo spaziotempo
fosse un liquido, avrebbe una viscosità bassissima, come i
“superfluidi”.
Un lavoro che ha visto collaborare la Scuola Internazionale
Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste con
l’Università Ludwig Maximilian di Monaco ha mostrato come
dovrebbero comportarsi gli “atomi” che compongono il fluido
dello spaziotempo, secondo alcuni modelli di gravità
quantistica. Le considerazioni proposte in questo lavoro
impongono vincoli molto stretti al verificarsi di effetti
legati a questa eventuale natura “fluida” dello
spazio/tempo,
mostrando che è possibile discriminare tra i modelli di
gravità quantistica finora sviluppati al fine di superare la
Relatività Generale einsteiniana.
La meccanica quantistica è in
grado di spiegare efficacemente tre delle quattro forze
fondamentali dell’Universo (elettromagnetismo, interazione
debole e interazione forte) ma non la gravità, che
attualmente è descritta solo dalla Relatività Generale, una
teoria che si sviluppa nell’ambito della fisica classica.
Trovare un modello di quantum gravity (cioè una descrizione
della gravità in un quadro di riferimento di fisica
quantistica) plausibile è dunque una delle sfide più
importanti della Fisica oggi, ma anche se i modelli proposti
finora sono molti, nessuno si è ancora dimostrato
soddisfacente e soprattutto sottoponibile a verifiche
empiriche.
Lavori come quello di Liberati e Maccione offrono
nuovi strumenti per valutare la bontà di possibili scenari
di quantum gravity.
Nei modelli in cui lo spaziotempo emerge da oggetti più
fondamentali, in analogia con i fluidi, sono stati previsti
e studiati in passato effetti che implicano modifiche nella
propagazione dei fotoni, i quali viaggerebbero a velocità
diversa a seconda della loro energia.
Ma non basta: “Se si segue l’analogia con i fluidi non ha
senso aspettarsi solo questo tipo di modifiche” spiega
Liberati.
“Se lo spaziotempo è un tipo di fluido, allora bisogna
tenere conto anche della sua viscosità e di altri effetti
dissipativi, cosa che nessuno aveva mai considerato in
dettaglio finora”.
Liberati e Maccione hanno catalogato questi effetti e
mostrato che la viscosità tende a far svanire molto
velocemente fotoni e altre particelle nel loro tragitto,
“Eppure noi possiamo vedere fotoni provenienti da oggetti
astrofisici a milioni di anni luce da noi!” continua
Liberati. “Se lo spaziotempo è un fluido, allora secondo i
nostri calcoli deve trattarsi per forza di un superfluido.
Questo significa che il valore della sua viscosità è
bassissimo, prossimo allo zero”.
“Abbiamo inoltre previsto altri effetti dissipativi più
deboli, che potrebbero essere osservati con future
osservazioni astrofisiche.
Se questo accadesse, si tratterebbe di un forte indizio a
supporto dei modelli emergenti dello spaziotempo”, conclude
Liberati.
“Con la tecnologia attuale in astrofisica i tempi sono ormai
maturi per portare la gravità quantistica da un piano
meramente speculativo a uno più prettamente fenomenologico.
Non si può immaginare un momento più interessante per
dedicarsi alla gravità”.
Tratto da: lescienze.it
FUNZIONI dell'Etere=Rete=Tessuto
Cosmico
1)
Conduzione dell’Etere
L’etere si può
propagare ovunque, potendo penetrare qualsiasi materia.
L’etere ha però delle preferenze: ama di più i buoni
conduttori, o meglio il materiale che lui attraversa più
volentieri è chiamato buon conduttore elettrico.
L’etere preferisce star lontano dal magnetismo; il ferro
soprattutto se magnetizzato non risulta per lui un buon
conduttore. L’acciaio inox 18/10 è invece gradito in
quanto ha perso le proprietà magnetiche.
In particolari circostanze l’etere può muoversi
liberamente, non rispettando la geometria euclidea.
2)
Aspetto bipolare
dell’etere
La materia eterica può suddividersi in una prima
classificazione, come composta da due tipi differenti di
particelle. Chiameremo le due particelle eteriche
“orgone
YANG” e “orgone
YIN” (vedi capitoli seguenti)
7)
Effetto arcobaleno
L’etere è formato da particelle aventi una vasta gamma
di frequenze vibratorie.
Le vibrazioni più basse appartengono ad un etere con
comportamenti più vicini alla fisica classica. L’etere
formato da particelle con vibrazioni più elevate,
presenta un aspetto più marcatamente ondulatorio, ma
soprattutto risente maggiormente
“dell’imprinting psichico.”
8)
Effetto imprinting
omeopatico
L’etere libero può ricevere istruzioni, comandi,
qualità. Se
l’etere attraversa un oggetto materiale, tende ad
acquistarne le qualità !
Come accade quando della luce bianca diviene azzurra se
attraversa un vetro azzurro, così è per l’etere.
Ricorda molto una cellula staminale che riceve un
imprinting ed è sollecitata a realizzare qualcosa di ben
preciso.
L’imprinting è in relazione con la frequenza di
vibrazione.
L’imprinting può venire da una forma, da un colore, da
un suono, da un campo elettrico… ma soprattutto dall’intenzione, stati d’animo, emozioni di un essere
vivente.
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Uno dei primi esempi della prova
dell’esistenza
dell’Etere proviene dal dott.
Hal Puthoff, un
rispettabile scienziato della
Cambridge University. Puthoff
menziona di frequente gli esperimenti compiuti all’inizio
del XX secolo, prima dell’avvento della teoria
meccanica dei quanti, che cercavano di definire se ci
fosse una forma di energia nello spazio "Vuoto".
Per
verificare quest’idea in laboratorio, era necessario creare
uno spazio completamente privo di aria (il
vacuum),
schermato e protetto da tutti i tipi di radiazione
elettromagnetica, usando ciò che è noto con il nome di
gabbia di Faraday.
Questo vacuum veniva portato alla
temperatura di meno 273 gradi (lo
zero assoluto), alla quale
tutta la materia dovrebbe smettere di vibrare e di produrre
calore.
Questi esperimenti provarono che,
anziché
assenza di energia nel vacuum, si verificava
un tremendo
aumento di essa, per giunta da una fonte
non-elettromagnetica !
Il dott. Puthoff ha spesso definito
questo processo come “un calderone in ebollizione” di
energia alla più elevata magnitudine.
Dato che questa
energia potrebbe essere trovata allo zero assoluto, tale
forza è stata chiamata “energia del punto zero” o ZPE (zero
point energy), mentre gli scienziati russi di solito la
definiscono “il
vacuum fisico”, o PV (phisical vacuum).
Recentemente, gli affermati fisici
John Wheeler e
Richard Feynman hanno calcolato che:
La quantità di
zero
point energy
nel volume
spaziale di un singolo bulbo luminoso è potente abbastanza
da portare tutti gli oceani del mondo al
punto di ebollizione !
Chiaramente, non abbiamo a che fare con una
forza tenue e invisibile, ma con una fonte di potenza
incredibilmente elevata, che potrebbe avere capacità
necessaria per sostenere l’esistenza di tutta la materia
fisica.
Nella nuova visuale scientifica
che emerge dalla
teoria dell’etere, tutti e quattro i campi di forza, il
campo gravitazionale, il nucleare forte e quello debole, il
campo elettromagnetico, sono in sostanza
differenti manifestazioni dell’Etere/ZPE.
Per avere un’idea di
quanta energia “libera” esista intorno a noi, il prof. M.T.
Daniels calcola che la densità di energia gravitazionale
vicino la superficie della terra corrisponde a 5,74 x 10^10
(t/m^3). [Non bisogna dimenticare che la gravità potrebbe
essere semplicemente un’altra forma di etere secondo questo
nuovo modello].
I calcoli del prof. Daniels rivelano che
il prelevamento di 100 kilowatt di questa potenza di
“energia libera” dal campo gravitazionale intacca un
estremamente piccolo 0,001% dell’energia naturale che è
stata prodotta in quell’area.
(New
Energy News, Giugno 1994, pag. 4)
1.2 - ANALOGIE PER COMPRENDERE LE SCOPERTE DI
KOZYREV
Nei capitoli 3 e 4, analizzeremo i miti della
fisica quantica mostrando che il consueto modello dell’atomo
a “particella” è seriamente errato. Come suggerisce la
teoria della relatività di Einstein, tutta la materia
fisica, in ultima analisi, è composta da pura energia,
e non vi sono “particelle pesanti” da rinvenire nel regno
quantico. Sempre più spesso la comunità scientifica viene
forzata ad accettare il fatto che gli atomi e le molecole
siano come la fiamma di una candela, in cui l’energia che
essa rilascia (come il calore e la luce della fiamma)
deve essere bilanciata dall’energia che assorbe (come la
cera della candela e l’ossigeno dell’aria).
Quest’”analogia
della candela” è un tratto distintivo del modello del dott. Hal Puthoff, con cui egli cerca di spiegare per quale motivo
l’elettrone ipotetico non irradia intorno tutta la sua
energia e precipita dentro il nucleo. Questo apparente “moto
perpetuo” entro l’atomo viene spiegato semplicemente dai più
come “la magia della meccanica quantistica”.
Per essere realmente in grado di grattare la
scorza del lavoro e delle relative scoperte di Kozyrev, sono
richieste certe nuove analogie per la materia fisica.
L’opera di Kozyrev richiede rigorosamente che noi siamo in
grado di visualizzare tutti gli oggetti fisici della materia
dell’Universo come se essi fossero spugne immerse
nell’acqua. In tutte queste analogie, dovremmo
considerare le spugne come se fossero rimaste immerse nel
liquido per tutto il tempo sufficiente affinché arrivassero
ad essere sature. Tenendo presente questo, ci sono adesso
due cose che possiamo fare con le spugne imbevute: possiamo
decrementare il volume dell’acqua che esse contengono
oppure incrementarlo, per mezzo di alcune procedure
meccaniche molto semplici.
· 1. decrementare:
se una spugna imbevuta viene strizzata, raffreddata o
ruotata, parte dell'acqua che essa contiene verrà rilasciata
nelle vicinanze, diminuendo la sua massa. lasciando riposare
la spugna subito dopo, la pressione dei milioni di piccoli
pori viene alleggerita, portandola a poter nuovamente
assorbire altra acqua e ad
espandersi nuovamente entro la sua normale massa a riposo.
· 2. incrementare:
possiamo anche pompare più acqua nella spugna
in posizione di riposo, scaldandola (facendola vibrare),
portando così i pori ad espandersi più della loro normale
capacità ricettiva. In questo caso, dopo aver rilevato la
pressione aggiunta, la spugna rilascerà naturalmente l'acqua
in eccesso e si ritrarrà di nuovo alla sua massa a riposo.
Anche se potrebbe apparire impossibile alla
maggior parte delle persone, Kozyrev ha dimostrato che
scuotendo, facendo girare, riscaldando, raffreddando,
facendo vibrare o rompendo oggetti fisici, il loro peso può
essere incrementato o decrementato di piccole ma
significative unità. E questo è solo uno degli aspetti del
suo eccezionale lavoro.
1.3 - IL BACKGROUND DEL PROF. KOZYREV
Dato che il mondo occidentale conosce molto
poco su Kozyrev, saranno utili alcune note biografiche e
informazioni di ricerca, le quali mostreranno anche come
egli sia ben lungi dall’essere una sorta di
scienziato-mitomane: si tratta anzi di uno dei più eminenti
pensatori russi del XX secolo. La prima pubblicazione
scientifica di Kozyrev ebbe luogo quando aveva diciassette
anni; gli altri scienziati si meravigliarono della
profondità e della chiarezza della sua logica. La sua
attenzione principale fu rivolta all’astrofisica, in
particolare studiò l’atmosfera del Sole e delle altre
stelle, il fenomeno delle eclissi solari e l’equilibrio
della radiazione.
A venti anni si laureò in Fisica e
Matematica all’università di Leningrado, e a ventotto anni
era già conosciuto come importante astronomo, e relatore a
diversi convegni.
L’intensa vita di Kozyrev attraversò una fase
sfortunata e difficile nel 1936, quando fu arrestato a causa
della leggi repressive di Josef Stalin; subito dopo, nel
1937, iniziò un tormentoso periodo di 11 anni durante i
quali conobbe tutti gli orrori di un campo di
concentramento. Anche senza equipaggiamento scientifico,
durante questo periodo gli fu data la più brutale delle
iniziazioni nel campo della conoscenza nascosta. Per una
mente illuminata, una serie di terribili difficoltà può
anche bruciare qualsiasi desiderio di gratificazione dal
mondo materiale, rimuovendo la resistenza verso la più alta
consapevolezza, cosicché viene prodotto uno stato di
illuminazione nel quale la verità universale viene
immediatamente riconosciuta e assimilata. In questo stato,
egli meditò profondamente sui misteri dell’Universo,
prestando attenzione a tutte le strutture esistenti nella
vita, in cui così tanti differenti organismi manifestano
segni di asimmetria e/o sviluppo a spirale.
Kozyrev sapeva che, a metà dell’Ottocento,
Louis Pasteur aveva scoperto che il blocco di vita in
formazione noto come “protoplasma” era intrinsecamente non
simmetrico, e che le colonie di microbi crescevano in una
struttura a spirale. Queste proporzioni in espansione
soggiacevano anche alla struttura di piante, insetti,
animali e uomini, così come avevano scritto molti fra gli
appartenenti all’antica tradizione di Misteri Atlantidei a
proposito della “geometria sacra”, come la forma a spirale
nota come Fibonacci, Sezione Aurea, o spirale “phi”.
Figura 1.2 – La spirale “phi” nel guscio del nautilo (L) e
con triangoli geometricamente inscritti (R)
Dalle sue osservazioni illuminate nel campo
di prigionia, Kozyrev ritenne che tutte le forme di vita
dovevano essere composte da una forma di energia invisibile
a spirale, in aggiunta alle loro normali proprietà di
ottenere energia per mezzo di cibo, liquidi, respirazione e
fotosintesi. Vedremo più avanti in quest’opera come i dati
in questione siano del tutto esaurienti.
Kozyrev teorizzò che cose come la crescita
della spirale del guscio e quale lato del corpo umano
conterrà il cuore sono determinati dalla direzione di questo
flusso. Da qualche parte nello spaziotempo dovrebbe esistere
un’area in cui il flusso di energia produca spirali in
direzione opposta, cosicché Kozyrev si aspettava che lì i
gusci crescessero in direzione opposta, e che il cuore si
trovasse dalla parte opposta della cavità corporea.
Questo concetto di energia a spirale potrebbe
sembrare non realistico in biologia, ma le scuole misteriche
lo conoscono da molto tempo. La prossima immagine ci mostra
come la ratio del “phi” emerga naturalmente nella
struttura del braccio umano, e questo non è che uno degli
esempi in cui si ripete in tutto il corpo umano, così come
nelle piante, animali e insetti. Quei pochi che riconoscono
ciò alle fine riterranno, del tutto tipicamente, che tali
relazioni emergono semplicemente perché “phi” rappresenta il
modello naturale più efficiente in cui la crescita possa
manifestarsi. Kozyrev suggerì che la vita non avrebbe avuto
altri modi di manifestarsi, poiché essa crea continuamente
la sua energia a spirale per sostenersi, e perciò ogni
momento del processo deve seguire le proporzioni. In questo
senso possiamo ritenere che il sistema scheletrico funga da
antenna per quest’energia.
Figura 1.3. Le proporzioni “Phi” nell’avambraccio umano
Quando Kozyrev venne finalmente riabilitato e
liberato dal campo di prigionia, nel 1948, fece ritorno alle
sue ricerche, e fece delle predizioni sulla Luna, Venere e
Marte, che furono in seguito convalidate dai ricercatori
spaziali sovietici più di dieci anni dopo.
Con questo si
guadagnò la considerazione generale dei sovietici, che lo
considerarono un pioniere della corsa allo spazio.
Quindi,
nel 1958 il prof. Kozyrev attirò su di sé una controversia a
livello mondiale, dichiarando che la Luna presentava
attività vulcanica in prossimità del cratere Alphonsus. Se
questa scoperta si fosse dimostrata vera – cosa che la
maggior parte di astronomi e scienziati si rifiutò
fermamente di credere – avrebbe significato che la luna
possedeva immense risorse naturali e sorgenti di forza, tali
da rendersi utili come propellenti per lanciare l’umanità
verso le stelle.
Il Premio Nobel statunitense prof. Harold
Urey fu tra i pochi che credettero all’ipotesi di Kozyrev
sull’attività vulcanica lunare, tanto da spingere la NASA a
svolgere ricerche in merito. Il risultato fu che la NASA
lanciò l’immenso progetto “Moon Blink” (battito lunare), che
in seguito fu in grado di confermare le asserzioni di
Kozyrev, avendo scoperto significative emissioni di gas sul
suolo lunare.
In ogni caso,
non tutte le ricerche di Kozyrev furono così prontamente
riprese dal mondo tradizionale della NASA.
Nell’inverno del
1951-52, solo tre anni dopo essere scampato alla tremenda
iniziazione del campo di prigionia, il prof. Kozyrev iniziò
le sue incursioni nel mondo della fisica esoterica: fu
quello il primo di trentatre anni intensi durante i quali si
dedicò ad ogni sorta di esperimenti, dai risvolti intriganti
e controversi.
Il suo naturale desiderio di perseguire tali
ricerche era destinato a servire da convalida per le verità
spirituali di cui egli aveva già fatto esperienza attraverso
il processo mistico di preparazione, illuminazione e
iniziazione (come riferito nel classico di Rudolf Steiner
Knowledge of Higher Worlds and Its Attainment)[1][1],
sotto il pungolo più vivo delle circostanze.
Dopo aver
iniziato a pubblicare i risultati di queste scoperte, molti
scienziati russi e una piccola parte di quelli occidentali,
basandosi sui suoi passati successi, erano disposti ad
ascoltarlo.
Come detto, i modelli di energia a spirale si
svelarono agli occhi dell’illuminato prof. Kozyrev mentre si
trovava nel campo di concentramento.
La sua “conoscenza
diretta” lo informò che questa energia a spirale era, in
effetti, la vera natura e manifestazione del “tempo”.
Naturalmente, egli trovò che la nozione di “tempo” che
possediamo doveva essere qualcosa di più che un semplice
calcolo di durata. Kozyrev ci spinge a tentare di trovare
una causa per il tempo, qualcosa di tangibile
ed identificabile nell’Universo che noi possiamo associare
al tempo. Dopo averci pensato per un po’, possiamo
concludere che il tempo non è nient’altro che un
movimento a spirale. Sappiamo che stiamo tracciando un
complesso modello di spirale attraverso lo spazio grazie ai
modelli orbitali della Terra e del Sistema Solare. E adesso,
lo studio della “temporologia”, o scienza del tempo, è sotto
continua, attiva investigazione dall’Università di Stato di
Mosca e dalla Fondazione Umanitaria Russa, ispirata dal
lavoro pionieristico del prof. Kozyrev. Sul loro sito web,
essi affermano che: Secondo noi, la “natura” del tempo è il
meccanismo che causa cambi apparenti e nuovi
accadimenti nel mondo. Comprendere la natura del tempo
significa concentrare l’attenzione su un processo, un
fenomeno, una “carriera” nel mondo materiale le cui
proprietà potrebbero essere identificate o corrispondere a
quelle del tempo.
Tutto ciò potrebbe a prima vista apparire
strano: un albero che cade su un vostro terreno potrebbe
essere stato causato da forte vento, piuttosto che dal
“flusso del tempo”. Piuttosto, bisognerebbe chiedersi che
cos’è che ha causato il soffio del vento.In ultima analisi,
il maggior responsabile di ciò è il movimento della Terra
intorno al proprio asse. Perciò, tutti i cambiamenti sono
causati da qualche forma di movimento, e senza movimento
non può esistere il tempo.
Diversi studiosi i cui lavori
sono pubblicati sull’Istituto Russo di Temporologia,
concordano sul fatto che se Kozyrev avesse cambiato la sua
terminologia, usando la parola “tempo”, anziché termini
scientifici più comuni come “etere” e “vacuum fisico”,
allora molte persone sarebbero state in grado di comprendere
il suo lavoro prima. A questo punto, non è necessario al
lettore approfondire la filosofia dell’energia a spirale
come manifestazione del tempo, come sarà più chiaro in
seguito.
Uno dei pochi sguardi che Kozyrev ricevette
dai media occidentali in merito ai suoi concetti è
rappresentato da un capitolo del libro pionieristico di
Sheila Ostrander e Lynn Schroeder intitolato Psychic
Discoveries Behind the Iron Curtain [1][1][2][1],
che ha ottenuto grande successo in tutto il mondo, ed è
tuttora in ristampa con il titolo abbreviato Psychic
Discoveries. Molte delle precedenti informazioni
biografiche su Kozyrev provengono da questa fonte.
Nel
capitolo 13, intitolato Tempo: una nuova frontiera per la
mente, l’autore spiega che anche negli anni ’60, Kozyrev
aveva un aspetto abbronzato e atletico e dava
“l’impressione di grande calma e qualità spirituale.” Essi
affermano anche: Per reputazione e lavoro, si tratta del più
importante scienziato che abbiamo incontrato.
Egli sta
cercando di sviscerare una nuova visione del mondo, una
nuova cosmogonia. Nella nuova concezione di Kozyrev, gli
accadimenti psichici dovrebbero cominciare in un luogo. Il
punto di vista ufficiale della scienza è invece che essi non
dovrebbero esistere a lungo, come se si trattasse di
qualcosa che va al di là del sistema, qualcosa che deve
essere negata per proteggere il sistema.
La connessione dei fenomeni psichici alla
fisica è ben conosciuta e frequentemente discussa nella
letteratura russa, che fra l’altro ultimamente sta divenendo
sempre più disponibile; in tutto ciò è evidente la funzione
di apripista esercitata da Kozyrev.
Uno dei pochi
ricercatori occidentali a rilevare le opere del prof. Kozyrev fu il dott. Albert Wilson dei Douglas Research
Laboratories in California, che affermò: Trovo che qualcosa di molto simile a ciò che
ha teorizzato il prof. Kozyrev sarà istituzionalizzato nella
teoria fisica entro dieci o vent’anni. Le implicazioni di
ciò saranno rivoluzionarie. Sarà necessario lavorare per una
generazione per integrare i salti in avanti che egli ha
prodotto e incorporarli nella conoscenza scientifica.
La previsione di Wilson si è rivelata
ottimistica, in effetti solo adesso, all’alba del 21° Secolo
siamo in grado di mettere insieme tutti i pezzi.
Per dare
consistenza ai nostri termini, useremo le espressioni
scientifiche comuni “campi di torsione” oppure “onde di
torsione” nel riferirci al flusso spiraliforme di
energia-tempo scoperta da Kozyrev [La parola torsione
essenzialmente significa “girare” o “scuotere”]. Molti
scienziati occidentali che hanno esplorato questo argomenti,
in particolare il Ten. Col. Tom Bearden, definiscono tali
campi come “onde scalari”, ma noi riteniamo che
l’espressione “onde di torsione” è in ultima analisi di più
facile approccio, anche perché ci rimanda al modello a
spirale.
Il lettore dovrebbe poi tenere presente che in
tutti i casi, ciò di cui ci occupiamo è semplicemente un
impulso di momentum[3]
che viaggia attraverso il medium dell’etere/ZPE/vacuum
fisico, e non possiede qualità elettromagnetiche.
Prima che Kozyrev avesse mai iniziato a
condurre i suoi esperimenti, già esisteva una buona, solida
fondazione teoretica che aveva già dato i suoi risultati.
Cominceremo perciò con una discussione preliminare sulla
teoria della relatività di Einstein, seguita dalle aggiunte
del prof. Eli Cartan, che per primo stabilì l’esistenza di
campi torsionali.
1.4 - IL MODELLO GEOMETRICO DELLA GRAVITA’ DI
EINSTEIN
Il 29 maggio 1919 Albert Einstein
apparentemente provò “che noi viviamo in uno spazio tempo
curvato quadridimensionale”, in cui spazio e tempo sono due
entità unite insieme come fossero una “fabbrica”. Egli
riteneva che un oggetto come la Terra, ruotante nello
spazio, “dovrebbe trascinare insieme ad essa spazio e
tempo...”; ancora, riteneva che questa “fabbrica di
spaziotempo” curvasse interiormente attorno a un corpo
planetario. Così, egli affermava: la gravità non è affatto una forza misteriosa
che agisce a distanza, bensì [piuttosto si tratta del]
risultato di un oggetto che cerca di camminare in linea
retta attraverso una spazio che risulta curvato dalla
presenza di corpi materiali.
Spazio curvo ? “Un attimo…non si suppone che
lo spazio sia "Vuoto" ?”, potreste domandare. Come è possibile
curvare qualcosa che è "vuoto" ?
Come possiamo vedere, il
problema fondamentale nel visualizzare il modello di gravità
di Einstein risiede tutto nel termine “curvo”, poiché si
tratta di qualcosa che una superficie piana ed elastica
dovrebbe riuscire a fare. Invece, quasi tutti i tentativi di
visualizzare i risultati raffigurano i pianeti come se
fossero dei pesi che abbassano un immaginario strato piano
di gomma esteso per tutto lo spazio come “fabbrica” dello
spazio-tempo.
Un oggetto come una cometa o un asteroide, nel
muoversi verso la terra, segue semplicemente la geometria
dello strato. Il problema con questo modello è che qualunque
curvatura dello spazio-tempo avrebbe bisogno di essere
portata dentro un oggetto sferico da tutte le direzioni, non
solo da un piano liscio.
E ancora, si richiede una forza di
gravità, per tirar giù un peso in uno strato piano di gomma.
In uno spazio senza peso, la sfera e il piano devono
semplicemente fluttuare insieme.
In realtà, il verbo “fluttuare” è più preciso
di “curvare”, e in Convergence III ho dimostrato che la
gravità è una forma di energia eterica che fluttua
costantemente in un oggetto. Le equazioni gravitazionali non
specificano in quale direzione una simile energia debba
fluttuare, ma solo che la gravità esiste come forza
responsabile del fatto che gli oggetti non possono volar via
dalla terra.
Tali idee possono essere collegate a John Keely,
il dott. Walter Russell e alla più recente e brillante
teoria di Walter Wright sulla “push gravity” [gravità di
spinta].
Dopo aver stabilito che tutti i campi come la
forza gravitazionale e quella elettromagnetica sono
semplicemente differenti forme di etere/ZPE in movimento,
abbiamo una sorgente attiva per la gravità, e una semplice e
chiara ragione per la quale essa dovrebbe esistere.
Osserviamo che ogni molecola di un intero corpo planetario
deve essere sostenuta da un continuo flusso interno di
energia eterica. La stessa energia che interviene nella
creazione della Terra crea e fluttua dentro di noi. Allora,
noi restiamo impigliati nella corrente gigante del fiume di
energia che scorre all’interno della Terra, così come le
zanzare restano incastrate in una zanzariera mentre l’aria
continua a fluire attraverso la retina. I nostri corpi non
possono spostarsi attraverso la materia solida, ma ciò è
certamente possibile ad una corrente di energia eterica – e
questa è una delle molteplici cose che Keely, Tesla, Kozyrev
e altri hanno dimostrato.
Un stella o un pianeta deve
continuamente ricavare energia dal suo ambiente per riuscire
a mantenersi in vita. Kozyrev ha fatto le stesse
osservazioni a proposito del Sole negli anni ’50,
concludendo che le stelle agiscono come “macchine che
convertono il flusso del tempo in calore e luce”.
Quasi tutti gli scienziati occidentali
ritengono che le teorie della relatività di Einstein, la
generale e la ristretta, eliminino la necessità di fare
riferimento all’etere – e, invece, Einstein sosteneva il
rifiuto dell’etere nel 1910, che è l’anno in cui la scienza
ufficiale ritiene conclusa la riflessione di Einstein
sull’argomento.
Tuttavia, nel 1920 Einstein afferma in
realtà che “l’ipotesi dell’esistenza dell’etere non
contraddice la teoria della relatività ristretta”.
E nel
1924, scrive:... nella fisica teoretica, non andiamo da
nessuna parte senza l’etere, cioè un continuum di
proprietà fisiche definite, in quanto la teoria generale
della relatività (…) esclude un’azione diretta a lungo
raggio; e ogni teoria a breve raggio assume la presenza di
campi continui, e, conseguentemente, l’esistenza
dell’"etere”. (grassetto aggiunto)
1.5 - FISICA TORSIONALE
Nel 1913, il fisico Eli Cartan dimostrò per
primo che la “fabbrica” (flusso) di spazio e tempo nella
teoria della relatività generale di Einstein non solo
“curvava”, ma possedeva in sé stessa anche un movimento
di rotazione o spiraliforme conosciuto come “torsione”.
Questa parte della fisica viene collegata esplicitamente
alla Teoria Einstein-Cartan, o ECT. La teoria di Cartan da
principio non venne presa troppo sul serio, poiché venne
fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un
periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli
elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. La
maggior parte delle persone non sa che oggi viene
generalmente accettato che lo spazio che circonda la Terra e
probabilmente l’intera Galassia possiede una rotazione
destrorsa, il che significa che l’energia sarà
influenzata a girare in senso orario come se viaggiasse
attraverso il vacuum fisico.
Nel 1990, gli studiosi
russi dottori Akimov e Shipov scrivevano:
Per la precisione, i riferimenti contenuti
nelle pubblicazioni di tutto il mondo ai campi torsionali
ammontano a 10.000 articoli, appartenenti a circa un
centinaio di autori. Di questi, almeno la metà lavora in
Russia.
Come vedremo facilmente, l’opera del prof.
Kozyrev costituì l’influenza principale per gli oltre 5.000
articoli russi su quest’argomento, come sopra citato.
Nei
modelli di fisica classica, i campi torsionali non venivano
mai considerati come una forza universale allo stesso
livello del campo gravitazionale o elettromagnetico,
soprattutto perché possedevano solo esistenza teorica. Cartan con la sua teoria originale del 1913 congetturò che i
campi torsionali fossero quantificabili in 30 gradi di
magnitudine più deboli della gravità, la quale a sua
volta ne possiede 40 in meno del campo elettromagnetico !
Con un livello di influenza tanto minuscolo, così affermano
le teorie, i campi torsionali “rotanti naturalmente”
costituivano in sostanza un insignificante granello di
polvere non in grado di dare alcun contributo ai fenomeni
osservabili nell’universo.
Per tutti gli scienziati in grado di
mantenere la mente aperta, le opere di Trautman, Kopczyynski,
F. Hehl, T. Kibble, D. Sciama e altri nei primi anni ’70
creavano onde di interesse verso i campi torsionali.
Concreti fatti scientifici confutarono la teoria di Cartan,
vecchia di 60 anni e più simile a un mito, che i campi
torsionali fossero deboli, piccoli e inadatti a muoversi
nello spazio.
Il mito della teoria Einstein-Cartan era che i
campi di torsione a spirale non avrebbero potuto muoversi
(cioè rimanevano statici), e non avrebbero potuto esistere
in uno spazio molto più piccolo dell’atomo. Sciama et al.
hanno dimostrato che questi campi torsionali di base
previsti nella ECT esistevano realmente, e ad essi ci si
riferiva come a “campi torsionali statici”. La
differenza consisteva nella dimostrazione dei “campi
torsionali dinamici”, i quali possedevano proprietà
più importanti di quelli statici, teorizzati dalla ECT.
Secondo Sciama ed altri, i campi torsionali
statici sono causati da sorgenti ruotanti che non
irradiano alcuna energia. Perciò, se si ha una qualsiasi
fonte ruotante in grado di rilasciare energia sotto
qualunque forma, come il Sole o il centro della Galassia,
e/o una fonte ruotante che possiede più forme di
movimento che agiscono contemporaneamente, come un
pianeta che sta ruotando intorno al proprio asse e nello
stesso tempo intorno al Sole, allora viene prodotta una
torsione dinamica.
Questo fenomeno permette alle onde di
torsione di
propagarsi nello spazio
anziché
permanere in un singolo punto “statico”.
Così, i campi
torsionali, come la gravità e l’elettromagnetismo, sono
capaci di muoversi da un punto all’altro dell’Universo.
Per di più, come scopriremo nei prossimi capitoli, Kozyrev
dimostrò, decadi addietro, che questi campi viaggiano
a velocità “superluminali”, ossia a più della velocità della
luce. Avendo un impulso che si muove direttamente dalla
“fabbrica dello spaziotempo”, che viaggia a velocità
superluminali e che è separato da gravità ed
elettromagnetismo, si arriva ad una significativa conquista
della fisica, qualcosa che richiede che il “vacuum fisico”,
la “zero-point-energy” o l’”etere” esistano realmente.
1.6 - LISTA GENERALE DEI FENOMENI CHE CREANO
GLI EFFETTI DI KOZYREV
Gli esperimenti di Kozyrev iniziarono negli
anni ’50 e durarono fino agli anni ’70 con l’assistenza
continua del prof. V.V. Nasonov, il quale aiutò a
standardizzare i metodi di laboratorio e l’analisi
statistica dei risultati. E’ importante ricordare che questi
esperimenti furono condotti nelle condizioni più rigide
possibili, nonché ripetuti centinaia e spesso migliaia di
volte e messi per iscritto con esattezza di dettagli
matematici. Inoltre, tali esperimenti sono stati
accuratamente revisionati, infatti Lavrentyev e altri hanno
potuto replicare gli stessi risultati per via indipendente
(in questo libro abbiamo volutamente omesso i risultati
matematico-analitici del lavoro di Kozyrev per favorire la
scorrevolezza della lettura). Rivelatori speciali basati
sulla rotazione e vibrazione sono stati messi a punto allo
scopo di reagire in presenza di campi torsionali, ciò che
Kozyrev definiva “il flusso del tempo”.
Se torniamo alla precedente analogia,
possiamo affermare che la materia si comporta come una
spugna immersa nell’acqua.
Se facciamo qualcosa che
disturba la struttura della spugna, come strizzarla,
ruotarla o scuoterla, essa rilascerà parte dell’acqua
raccolta nell’ambiente circostante. Negli anni, tutti i
seguenti processi sono stati scoperti allo scopo di creare
in laboratorio un “flusso di tempo” di onde torsionali,
dovute allo scompiglio da esse creato nei confronti della
materia in queste forme:
1.
la deformazione di un oggetto fisico;
2.
l’incontro di un ostacolo da parte di un
getto d’aria;
3.
il riempimento con sabbia di una clessidra;
4.
l’assorbimento di luce;
5.
la frizione;
6.
il bruciamento;
7.
l’azione di un osservatore, come il movimento
della testa;
8.
il riscaldamento o raffreddamento di un
oggetto;
9.
transizioni di fase nelle sostanze (da
ghiacciato a liquido, da liquido a vapore ecc.);
10. scioglimento e mescolamento di sostanze;
11. la morte delle piante per appassimento;
12. radiazioni non-luminose da oggetti
astronomici;
13. improvvisi cambiamenti di coscienza
nell’individuo.
A parte la problematica ultima voce
riguardante la coscienza umana, possiamo vedere facilmente
come ogni processo “disturbi” in qualche modo la materia,
provocando così il rilascio o l’assorbimento di una certa
quantità della sua “acqua eterica”, la qual cosa si adatta
perfettamente alla nostra analogia della spugna. Ancor più
importante è il fatto che una forte energia emozionale
potrebbe causare una reazione a distanza misurabile, cosa
che è stata ripetutamente provata non solo da Kozyrev ma
anche da molti altri; tutto ciò porta sotto i riflettori i
nostri concetti di fenomeni fisici e di consapevolezza.
Tali
concetti hanno fatto ancor più notizia dopo l’attacco
terroristico agli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, nel
momento in cui Dean Radin e il suo team dell’Institute of
Noetic Sciences sono stati in grado di misurare un tremendo
mutamento nel comportamento di un certo numero di generatori
computerizzati nei periodi immediatamente precedente e
successivo rispetto all’attacco:
Figura 1.4. Dati forniti da Radin / INS che misurano un
mutamento nella coscienza di massa l’11 settembre 2001
Il grafico mostra che un cambio nella
coscienza di massa ha in qualche modo influenzato il
comportamento dell’energia elettromagnetica nei computer di
tutto il mondo, specialmente nei circuiti dislocati nel Nord
America. Più tardi vedremo che questo è solo l’inizio di un
intero nuovo mondo di una “scienza della consapevolezza”.
Suggeriremo che le onde torsionali e la consapevolezza sono
essenzialmente identiche manifestazioni di un’energia
intelligente.
Ritornando alla più confortevole arena della
materia fisica, il lavoro di Kozyrev ha dimostrato che i
campi torsionali possono essere assorbiti, schermati e
qualche volta riflessi. Per esempio, lo zucchero può
assorbire, una pellicola di polietilene può schermare, e
altre forme di alluminio o specchi possono riflettere.
Kozyrev scoprì che in presenza di simili flussi di energia,
oggetti rigidi e non-elastici potevano manifestare cambi di
peso, mentre oggetti flessibili ed elastici potevano
mostrare cambi nella loro elasticità/viscosità. Kozyrev
mostrò anche che il peso di una trottola cambiava in caso di
vibrazioni, riscaldamento, raffreddamento o di corrente
elettrica fatta passare attraverso di essa. Come possiamo
osservare, tutti i precedenti comportamenti si adattano
perfettamente alla nostra analogia della materia come spugna
che rilascia o assorbe piccoli quantitativi di “acqua
energetica”.
1.7 - COSTRUZIONE di un RILEVATORE MECCANICO
per il “FLUSSO di TEMPO”
Al momento, la questione più inesplicata
risulta essere, ovviamente, quale sia il modo di ottenere
meccanicamente una simile energia.
Fra l’altro, tutto ciò è
del tutto sfuggito alla scienza ufficiale per circa un
secolo. Dunque, è importante ricordare che, sebbene la forza
delle onde di torsione sulla materia sia relativamente
piccola, essa tuttavia esercita una spinta regolare.
Le ricerche di Shipov, Terletzkij e altri teorici russi
hanno associato direttamente l’energia dei campi torsionali
con quella gravitazionale, arrivando così alla definizione
del termine “energia gravispin”, e della scienza della “gravispinotica”.
In queste nuove teorie, la gravità e la rotazione [spin]
sono accoppiate nella stessa basilare maniera in cui lo sono
elettrostatica e magnetismo nel momento in cui insieme
formano le onde elettromagnetiche. Sebbene le onde
torsionali possano viaggiare in ogni direzione, esse vengono
più tipicamente assorbite nel flusso discendente del campo
gravitazionale. Così, gli effetti più rilevanti della
pressione di torsione potrebbero essere identificati in un
lieve movimento spiraliforme congiunto all’energia
gravitazionale. Trattandosi di una pressione molto
lieve, solitamente non riusciamo a notare alcun movimento in
noi stessi o in oggetti che stanno cadendo verso il basso.
Molti dei rilevatori meccanici di onde di
torsione approntati dal prof. Kozyrev coinvolgevano
oggetti in movimento, come un giroscopio rotante o un
pendolo oscillante asimmetrico. Attraverso una semplice
analogia possiamo essere aiutati a capire in che modi tali
oggetti in movimento possano catturare una pressione così
delicata. Se una barca non allinea le sue vele nella
direzione del vento, allora non si potrà muovere. Allineando
le vele con il vento, lo farà, e se il vento cambia,
bisognerà essere pronti a cambiare posizione delle vele.
Rilevare le onde torsionali è un processo più difficile
rispetto alla navigazione, poiché le onde torsionali
cambiano continuamente la loro direzione in forma di
spirale tridimensionale. In qualche modo, è necessario
creare vibrazioni nell’oggetto della rilevazione, ciò che
gli permetterà di imbrigliare di continuo una spirale in
movimento tridimensionale di forza energetica.
Kozyrev riuscì a catturare la sottile
pressione delle onde torsionali combinando nello stesso
tempo due differenti forme di vibrazione o movimento.
Nei
seguenti paragrafi discuteremo approfonditamente di ciò. In
speciali condizioni di laboratorio, giroscopi o pendoli
possono essere usati per interagire con l’energia “time flow”
[flusso temporale], come Kozyrev la definì. In questi casi,
tali rilevatori segnaleranno variazioni di peso o improvvisi
movimenti angolari in risposta all’energia.
Uno dei più importanti rilevatori di energia
“time-flow” usati da Kozyrev è la “bilancia di torsione”,
ossia un giogo di bilancia in grado di ruotare liberamente
se sospeso ad un filo. Come descritto nella prima
pubblicazione di Kozyrev dell’anno 1971, la bilancia di
torsione non possiede eguale bilanciamento in entrambi i
lati, infatti un’estremità del giogo pesa 10 grammi e
l’altra solo uno. Kozyrev sospese questo giogo ad un filo di
capron di 50 micrometri di diametro e 5-10 cm di lunghezza.
La corda era attaccata molto più strettamente all’estremità
più pesante del filo che a quella più leggera, in maniera
tale da consentire al giogo di rimanere in una perfetta
posizione orizzontale nonostante la gravità. Questo
posizionamento creava anche una maggiore tensione al giogo,
permettendogli di muoversi liberamente. L’estremità più
leggera del giogo era collegata ad un indice, cosicché
Kozyrev poteva misurare su un goniometro di quanti gradi il
giogo si sarebbe mosso volta per volta.
Per evitare di essere influenzato
dall’atmosfera, l’intero sistema era avvolto in una calotta
di vetro cui tutta l’aria era stata eliminata per creare un
vacuum. Ancora, Kozyrev circondò la calotta con una rete di
metallo (simile alla gabbia di Faraday) allo scopo di
eliminare tutte le interferenze elettromagnetiche.
E, quel che più conta, la sommità del
filamento, cui la bilancia era appesa, era fatta vibrare
meccanicamente da una fonte elettromagnetica.
L’esperimento non era ritenuto valido qualora
il giogo non fosse rimasto perfettamente immobile anche in
presenza di extra-vibrazioni alla sommità del filo.
Comunque, queste extra-vibrazioni che scuotevano a tratti la
sommità del filo causavano una aumentata sensibilità alle
vibrazioni esterne che si sarebbe riverberata nell’intero
oggetto. Siamo allora in presenza di un disuguale set
di pesi accuratamente sospesi ad un sottile filo in modo da
rimanere orizzontali che crea un sistema in grado di grande
tensione, pronto a muoversi al minimo tocco. E’ qualcosa di
simile alla potenza sprigionata da una leva che permette ad
un uomo di sollevare la propria automobile con il semplice
movimento del cric. Perciò, se a questo si aggiunge anche
la tensione delle vibrazioni che si irradiano su e giù per
il filo e nella bilancia stessa, si ottengono tutti gli
ingredienti necessari a rendere il rilevatore estremamente
sensibile alla pressione dal tocco leggero delle onde di
torsione, tanto da poterne poi misurare l’effetto. Questo è
uno dei modi più ingegnosi per catturare e rilevare queste
forze.
(Come altro esempio, si poteva mettere in moto un
giroscopio in moto e quindi appeso ad una corda fatta
vibrare).
Sotto alcuni aspetti questa extra-sensibilità
si comporta nello stesso modo di un tavolo da hockey ad
aria, in cui una superficie piatta e rettangolare viene
bucherellata con diversi fori che fanno passare l’aria verso
sopra. La partita viene giocata con un disco leggero e
piatto che è colpito avanti e indietro da due giocatori. Se
l’aria scorre attraverso il tavolo (come l’asimmetria della
bilancia e le extra-vibrazioni sul filo negli esperimenti di
Kozyrev), in tal caso la gravità del disco è neutralizzata
da una forza superiore, che crea un equilibrio più delicato
fra le due (forze). Il disco può rimanere perfettamente
immobile una volta lasciato solo, ma, se si introduce nel
sistema nuova energia colpendo il disco quando l’aria è in
movimento, allora il disco si sposterà molto velocemente e
con il minimo sforzo. Se invece l’aria non circola, il disco
si muove molto più lentamente e richiede molta più forza per
essere messo in azione.
Accade nello stesso modo con i rilevatori di
Kozyrev. Se non si include l’energia extra-vibrazionale, ci
vorrà molta fortuna per poter osservare una reazione, in
quanto la “spinta” delle onde di torsione non è sufficiente
a muovere un oggetto stazionario. Molti scienziati che hanno
tentato di ripetere gli esperimenti di Kozyrev spesso non vi
sono riusciti, e ciò perché essi non consideravano
importanti le extra-vibrazioni. Certamente non è possibile
rilevare le onde di torsione con un pendolo se questo non è
asimmetrico e/o se non si introducono vibrazioni alla
sommità del filo. Un altro modo per visualizzare questo
effetto può essere considerata la nostra analogia esposta
nel prologo, nella quale la differenza fra una goccia
d’acqua allocata in un metallo freddo viene opposta a quella
goccia allocata in una padella calda. Le vibrazioni del
metallo della padella faranno schizzare l’acqua attorno al
tegame, divenendo parecchio sensibili ai più lievi cambi di
pressione da ogni direzione.
Per i lettori più inclini alla spiritualità,
è interessante notare che le dottrine degli Iniziati hanno
sempre fatto riferimento al bisogno di “aumentare le proprie
vibrazioni” per migliaia di anni se si vuole divenire capaci
di percepire l’invisibile energia dell’universo.
Come
abbiamo dimostrato in alcuni dei nostri laboratori, in un
arco di tempo relativamente breve un umano può essere
portato a rispondere alla lieve pressione delle onde di
torsione nella propria ”aura” attraverso il tocco. Con i più
profondi addestramenti, come quelli descritti nelle opere di
Rudolph Steiner o Carlos Castaneda, il campo energetico
umano può essere alla fine visualizzato.
Nella Parte II
discuteremo questa ingombrante evidenza allo scopo di
dimostrare l’esistenza di questo campo energetico umano, che
si comporta nei nostri corpi come componente delle onde di
torsione.
1.8 - SEMPLICI MOVIMENTI CREANO ONDE DI
TORSIONE
Alcuni esperimenti di Kozyrev sembravano,
ingannevolmente, semplici, considerando gli effetti che egli
fu in grado di ottenere.
Per esempio, il semplice
innalzamento e abbassamento di un peso di 10 kg esercitava
una pressione torsionale su un pendolo alla distanza di 2-3
metri, un effetto che in grado di viaggiare attraverso i
muri. Il pendolo adoperato come rilevatore era stato
schermato in un vetro sotto vuoto, così da non far ottenere
questo effetto dalla presenza di aria. Ancora una volta, la
chiave dell’esperimento era l’extra-vibrazione provocata
alla sommità del filo, che con l’introduzione della tensione
extra e del movimento, metteva le onde di torsione in grado
di essere ricevute dal pendolo. Quest’altro esperimento
mostra che una semplice massa di 10 kg di peso si comporta
come una spugna immersa nell’acqua, creando piccole
“increspature d’onda” nell’”acqua” circostante qualora venga
mossa su e giù. Siamo ancora di fronte ad una proprietà
basilare della materia.
1.9 - IL PESO INCREMENTA E DECREMENTA A CAUSA
DI UN SEMPLICE MOVIMENTO
In un altro esperimento simile, Kozyrev aveva
una tipica bilancia a due gioghi usata per pesare, con un
peso fisso sul lato destro, ed un uncino sul sinistro
adoperabile per appendere oggetti. Nel caso di questo
esperimento, venivano appesi all’uncino dei semplici pesi,
solo che essi venivano attaccati a strisce di gomma che
permettevano loro di essere facilmente montati sulla
bilancia. Normalmente, con i pesi su entrambi i lati in una
posizione stabile, il giogo rimaneva in equilibrio ad un
dato peso, misurabile sulla scala graduata. Kozyrev
stabilizzava i bracci della bilancia con le mani o con una
morsa per impedire loro di muoversi, e rimuoveva l’oggetto
alla sinistra del suo uncino. Quindi, scuoteva l’oggetto su
e giù sul pezzo di gomma per circa un minuto. E questo era
tutto !
Una volta fatto ciò, nel momento in cui lo
scienziato andava a pesare di nuovo, sistemandolo sulla
bilancia in perfetta quiete, succedeva che il peso
dell’oggetto fosse leggermente più alto di prima.
Perciò, la bilancia dimostrerebbe la graduale
diminuzione del peso dell’oggetto, una volta che
esso abbia rilasciato l’extra-energia precedentemente
inclusa. Kozyrev notò l’importanza di non riscaldare con il
calore della mano il braccio della bilancia, così optò per
una morsa di metallo con la quale sostenerlo.
E’
interessante notare che questo test in alcuni giorni
riusciva con una certa facilità, mentre in altri riusciva
solo con grande difficoltà o per nulla affatto.
Lo stesso
dicasi per l’esperimento precedente, quello effettuato con
un peso di 10 kg sollevato e abbassato ripetutamente. Questo
fenomeno è noto come “variabile temporale” e sarà discusso
più avanti.
1.10 - I RISULTATI DI KOZYREV SONO STATI
REPLICATI,
MAI
CONFUTATI
Molti lettori si aspetterebbero che i
risultati ottenuti da Kozyrev siano solo dovuti ad errori di
registrazione. Invece è importante notare che non esistono
concrete confutazioni dei risultati sperimentali di V.A.
Kozyrev e V.V. Nasonov (Levich, 1996).
In aggiunta, gruppi
indipendenti di ricercatori hanno adesso riprodotto e
confermato alcuni degli esperimenti di Kozyrev. Fra questi,
A.I. Veinik dagli anni ‘60 agli ‘80, Lavrentyev, Yeganova et
al. nel 1990, Lavrentyev, Gusev et al. nel 1990, e
Lavrentyev et al. in 1991 and 1992. Il ricercatore americano
Don Savage ha anche replicato molti esperimenti di Kozyrev
pubblicandoli poi in Speculations
in Science and Tech.
Per di più, senza alcuna conoscenza
dell’opera di Kozyrev, nel 1989 G. Hayasaka e S. Tekeyuchi
hanno scoperto similari effetti di perdita di peso facendo
ruotare giroscopi di 150 grammi, e più di recente hanno
ottenuto dei successi lasciando cadere i giroscopi fra due
rilevatori laser ad alta precisione.
(Bisogna ricordare
che un giroscopio pesato sia in stato di rotazione che di
non-rotazione non mostrerà alcun rilevabile cambio di peso a
meno che non venga introdotto un processo addizionale come
la vibrazione, il movimento – in questo caso la caduta – la
conduzione di calore o una transizione di corrente elettrica).
I risultati degli studi di Hayasaka et al., condotti per
conto della Mitsubishi corporation, addirittura pubblicati
sui principali media scientifici, hanno causato molta
sorpresa. Per di più, essi attribuiscono i risultati proprio
ai campi di torsione. Molti altri ricercatori, come il prof.
S.M. Polyakov, il prof. Bruce DePalma e Sandy Kidd,
indipendentemente gli uni dagli altri, hanno scoperto
mediante giroscopi cambi gravitazionali, ma è chiaro che
molti di loro non hanno pienamente compreso la natura fluida
dell’etere, che è sempre presente nei movimenti spiraliformi
delle onde di torsione.
1.11 - EFFETTI ANTI-GRAVITA’ CAUSATI DALLA
DIREZIONE DELLA ROTAZIONE
Molti degli esperimenti di Kozyrev mostravano
che la direzione del movimento del rilevatore
era molto importante ai fini della misurazione dei cambi di
peso. Kozyrev determinò che un giroscopio che veniva fatto
vibrare, o riscaldare, o condurre elettricità avrebbe
sostanzialmente perso peso se fatto ruotare in senso
anti-orario, mentre l’avrebbe mantenuto se fatto ruotare
in senso orario. Lo scienziato concluse che ciò
dipendeva dal cosiddetto effetto-Coriolis, mediante il quale
un oggetto lanciato sulla superficie della Terra assume
contemporaneamente un movimento di rotazione. In definitiva,
ciò dipende dalla sottile pressione di torsione spiraliforme
che viene comunicata al flusso dell’etere (gravità) quando
precipita sulla terra, sostenendo l’esistenza di tutti i
suoi atomi e molecole.
Nel 1860 Newton e Hook confermarono
che l’effetto Coriolis era qualcosa di reale facendo
precipitare giù oggetti lungo pozzi di miniera, e
l’esperimento venne ripetuto in seguito molte volte.
L’effetto Coriolis provoca un movimento antiorario
nell’emisfero settentrionale e uno orario nell’emisfero
meridionale, ed è considerata la forza maggiore che sta
dietro i movimenti delle stagioni. L’effetto deve essere
calcolato quando si voglia sparare con cannoni a lunga
gittata, e infatti prima che fosse scoperto l’effetto
Coriolis, questo problema creava grossa confusione a livello
militare.
Si tratta di un altro caso scientifico non molto
noto, di cui la maggior parte delle persone non è a
conoscenza.
Teniamo presente che Kozyrev faceva vibrare,
riscaldare o elettrificare il giroscopio per rilevarne gli
effetti anomali.
In queste condizioni, egli doveva muovere
il giroscopio sia in senso orario che antiorario. Muovendosi
in senso antiorario nell’emisfero settentrionale, si
muoveva all’unisono con la corrente antioraria causata
dall’effetto Coriolis. Ciò fa sì che l’oggetto assorba
parte dell’energia che avrebbe normalmente essendo spinto
giù, e un piccolo ma definito decremento nel suo peso viene
in tal caso misurato.
L’opera su menzionata di G. Hayasaka e S.
Tekeyuchi, ha confermato indipendentemente lo stesso
risultato.
Ruotando il loro giroscopio in senso antiorario
esso cadeva più lentamente del previsto, mentre rotandolo in
senso orario non si verificavano cambiamenti, cosa che
provava le scoperte di Kozyrev. Naturalmente, anche il
Giappone si trova nell’emisfero settentrionale. Kozyrev
scoprì ancora che poteva essere introdotta in questi
esperimenti una torsione addizionale, qualora il giroscopio
non fosse posizionato al 100% orizzontalmente, e ciò gli
fece supporre che la gravità, la quale fa muovere in linea
retta verso il basso, è qualcosa di collegato con le onde di
torsione, come successivi teorici hanno confermato.
Senza
l’esistenza dell’etere e del fenomeno della torsione
dinamica, nessuno di questi risultati sarebbe mai stato
possibile.
1.12 - L'ESPERIMENTO DI DE PALMA CON LO "SPINNING
BALL"
Figura 1.5. Dati dell’esperimento del dott. Bruce De Palma
con lo spinning ball dall’incontro ONU di Hoagland del 1992
Un perfetto esempio di sfruttamento delle
onde torsionali per mezzo della rotazione venne scoperto in
maniera del tutto indipendente dal dott. Bruce De Palma, di
frequente citato da R.C. Hoagland et al. sul sito web Enterprise Mission. All’interno di un completo vacuum,
De Palma prese due biglie d’acciaio e le catapultò in aria
ad angoli uguali, con la stessa forza. La sola differenza
era che una biglia ruotava 27.000 volte al minuto mentre
l’altra era stazionaria.
La biglia ruotante saliva più in
alto e scendeva più velocemente della sua controparte,
cosa che violava tutte le leggi della fisica. L’unica
spiegazione per questo effetto è che entrambe le biglie
attingono energia da una fonte sconosciuta, e la biglia
rotante “assorbe” più energia della controparte – energia
che potrebbe esistere normalmente come la gravità, che si
muove giù verso la terra. Con l’aggiunta della ricerca sui
campi di torsione, possiamo rilevare che lo spinning-ball è
in grado di sfruttare naturalmente le onde torsionali
spiraliformi presenti nell’ambiente, le quali forniscono un
surplus di energia addizionale.
1.13 - EFFETTI DI VARIABILE TEMPORALE
Kozyrev scoprì nei suoi esperimenti la
produzione di un effetto di variabile temporale. In
tardo autunno e nel primo inverno gli esperimenti
funzionavano meglio, mentre erano di riuscita
praticamente impossibile in estate. Kozyrev riteneva che
il riscaldamento atmosferico estivo creava un disturbo che
in qualche misura interrompeva il flusso delle onde di
torsione. Il caldo extra provocava lo scuotimento più
vigoroso delle molecole d’aria, e ciò a sua volta avrebbe
disturbato le sottili pressioni spiraliformi attinenti alle
onde di torsione. Come egli stesso affermava, “il
riscaldamento attraverso i raggi solari crea un caricatore
atmosferico che interferisce con gli effetti [sperimentali]”.
Agli inizi della sua carriera Kozyrev riteneva che questo
effetto di variabile temporale fosse causato dalla naturale
crescita della vegetazione nei mesi più caldi, poiché egli
aveva già notato che la semplice presenza di piante che
crescevano poteva interferire con i suoi risultati
sperimentali, e ciò perché le stesse piante avevano la
capacità di assorbire in sé stesse l’energia che invece
avrebbe dovuto fluire entro i rilevatori. Chiaramente, sia
vegetali che assorbono energia per loro sostentamento in
estate sia il caos crescente nelle vibrazioni dell’atmosfera
più calda costituivano una combinazione che avrebbe potuto
bene essere responsabile per la difficoltà di effettuare
simili misurazioni durante le stagioni più calde.
Tali effetti sperimentali stagionali
prevenivano gli scienziati americani operanti in un’area
come la California meridionale dall’essere in grado di
replicare questi risultati, poiché non potevano mai
sperimentare le condizioni esistenti in tardo autunno e
primo inverno, ideali per realizzare gli esperimenti.
1.14 - POSIZIONE, POSIZIONE, POSIZIONE
Un’altra implicazione complessiva dell’opera
di Kozyrev è che la posizione geografica in cui si localizza
l’esperimento costituisce una rilevante differenza.
I suoi
risultati migliori vennero ottenuti effettuando le
misurazioni vicino al Polo Nord, i più avventurosi dei quali
furono effettuati su blocchi di ghiaccio alla deriva con una
latitudine massima di 84°15’, con il Polo Nord a 90°.
Questo
è un punto molto importante, perché ci mostra che la più
grande quantità di energia di onde torsionali fluisce sulla
Terra nelle regioni polari, e diminuisce gradualmente se ci
si sposta verso l’Equatore.
Certamente, la maggior parte dei lettori si
potrebbe meravigliare del fatto che si associ un qualche
effetto ai poli terrestri.
La risposta va ricercata in uno
studio sul magnetismo. Nel 1991-92, A.I. Veinik determinò
che i tipici magneti di ferro “permanenti” non solo
possiedono un campo magnetico collettivo, ma anche un
campo di torsione collettivo, con una rotazione oraria
al Polo Nord, ed una antioraria al Polo Sud. Il Dott. G.I.
Shipov ha dimostrato che tutti i campi
elettromagnetici generano onde di torsione.
Così, dal
momento che sappiamo che il campo magnetico della Terra è
maggiormente concentrato ai poli, possiamo dedurre che allo
stesso modo la più grande quantità di onde di torsione
dovrebbe trovarsi proprio nelle regioni polari. Nei suoi
libri e nel sito web, Richard Pasichnyk ha dimostrato che
gli impulsi dei terremoti viaggiano più velocemente da Nord
a Sud che da Est a Ovest.
Così, la pressione aggiunta delle
onde di torsione, incanalandosi e affluendo nelle regioni
polari, incide molto più della semplice polarità nord-sud
del campo magnetico che può essere misurato con un compasso.
Kozyrev determinò anche che l’energia
torsionale fluisce differentemente nell’emisfero meridionale
terrestre in quanto opposto al settentrionale, e di nuovo
questo è dovuto all’effetto Coriolis. Egli scoprì anche che
la velocità dell’accelerazione gravitazionale cambia
lievemente tra l’emisfero nord e quello sud di un sottile
fattore di 3.10^-5. Ciò sembra essere causato dal fatto poco
noto che la forma sferica della Terra è addirittura più
schiacciata nell’emisfero settentrionale rispetto al
meridionale !
Questo fatto è stato fra l’altro osservato e
misurato anche in altri pianeti come Giove e Saturno. Kozyrev riteneva che dal, dal momento che la superficie
dell’emisfero sud era lievemente più distante
dall’Equatore rispetto alla corrispondente area
nell’emisfero nord, ciò spiegava i sottili cambiamenti nella
velocità di accelerazione gravitazionale.
1.15 - ESISTONO FORZE LATENTI DOPO AVER
GENERATO INTERRUZIONI DI ENERGIA
Il termine “latente” vuol dire “lasciato in
sospeso”, e Kozyrev osservò certi effetti che si
manifestavano per un certo periodo di tempo dopo aver
interrotto la formazione di onde torsionali e/o disturbi
agli oggetti misurati. Si ricordi che Kozyrev dimostrò come
il semplice scuotimento di un corpo su di una striscia di
gomma ne avrebbe incrementato il peso, e che esso sarebbe
lentamente tornato alla normale massa a riposo dopo averlo
sistemato sulla bilancia a gioghi.
Il tempo che il corpo
impiega a ritornare al suo peso normale equivale a misurare
la “forza latente” che esso è in grado di sostenere.
In questi esperimenti certi oggetti aumentano
e diminuiscono di peso più velocemente di altri. Kozyrev
concluse che la percentuale alla quale un oggetto aumenta o
diminuisce di peso si basa sulla sua densità, o
spessore, e non sul suo peso complessivo.
Egli mostrò che la
perdita di peso si verifica ad indice esponenziale, e che
più è elevata la densità del materiale, più velocemente
le forze residue scompaiono. Ecco alcuni esempi:
14.
Il piombo, densità 11, perderà le forze
latenti in 14 secondi;
15.
L’alluminio, densità 2.7, in 28 secondi;
16. Il
legno, densità 0.5, in 70 secondi.
Se questo risulta difficile da capire,
possiamo pensare al fatto che una spugna più densa e spessa
come la gommapiuma usata nei materassi o nei cuscini da
poltrona possieda molta più “elasticità” rispetto ad una più
leggera e sottile, come una vecchia e stanca spugna da
cucina. Più un materiale è elastico, più velocemente può
assorbire e rilasciare energia. Kozyrev testò anche questi
effetti su rame, ottone, quarzo, vetro, aria, acqua,
carbone, grafite, sale da tavola e altri, e indicò che “gli
effetti più ampi, con tempi di preservazione massimi,
venivano osservati su materiali porosi come
mattoni o tufo vulcanico (Nasonov 1985°, pag. 15).
Questo
dovrebbe essere fonte d’interesse, dal momento che nella
nostra analogia la spugna è anch’essa costituita di
materiale poroso, ossia formata da una quantità di pori o
buchi.
1.15. - L’EFFETTO ASPDEN
Un altro esempio di forze latenti presenti in
un sistema si trova nel cosiddetto effetto Aspden, scoperto
dal dott. Harold Aspden della Cambridge University. Questo
esperimento si basa su un giroscopio il cui ingranaggio
centrale viene attratto da un potente magnete. Il normale
quantitativo di energia richiesta per rotare il giroscopio
ad una velocità massima data è di 1.000 joule. Come un
bicchiere d’acqua che viene agitato con una spugna,
la rotazione del giroscopio fa sì che
l’energia eterica contenuta nell’ingranaggio centrale inizi
a muoversi a spirale, e questo movimento agitatorio continui
nell’oggetto anche dopo aver arrestato il giroscopio.
Sorprendentemente, fino a 60 secondi dopo
che il giroscopio finisce di ruotare, basta un’energia
dieci volte inferiore affinché esso ritorni alla stessa
velocità ottenuta la prima volta, ossia solo 100
joule. Questo è un altro effetto riproducibile che è stato
semplicemente ignorato dalla corrente principale
scientifica, in quanto “viola le leggi della fisica”.
Ad
ogni modo, con l’opera di Kozyrev come background, possiamo
immaginare le risatine degli scienziati russi dopo aver
letto dei problemi di Aspden nel far riconoscere agli
scienziati occidentali questo effetto.
Ora, se si è notato, il piombo (Pb) manteneva
le sue forze latenti per 14 secondi mentre l’alluminio per
28, e, ancora, i giroscopi di Aspden mantenevano le loro
forze per 60 secondi. Questo è dovuto al fatto che l’energia
extra torsionale / eterica viene attratta dal potente
magnete permanente che compone il centro del giroscopio; in
Convergence III abbiamo dimostrato in che modo questa
proprietà basilare dei magneti rotanti è stata usata per
creare molte fonti differenti di “energia libera”.
1.16 - LISTA GENERALE DI RILEVATORI NON
MECCANICI
Anche se fin qui abbiamo trattato di
giroscopi, pendoli e bilance a gioghi, Kozyrev scoprì ancora
rilevatori non meccanici in grado di catturare
l’energia del “flusso temporale”. Ciò che intendiamo con il
termine “non-meccanico” è che le onde di torsione possono
essere rilevate senza le parti mobili normalmente richieste,
che coinvolgono due differenti forme di vibrazione o moto
meccanico, come nel giroscopio, bilancia di torsione e
pendolo. Alcuni di questi rilevatori non meccanici possono
dimostrare chiaramente cambiamenti sostanziali in presenza
di campi di torsione, e nel caso di tungsteno e quarzo, gli
effetti dei campi torsionali sul materiale possono diventare
irreversibili.
Tutti i seguenti materiali manifestano mutamenti in presenza
di energia di onde torsionali:
la
conduttività di resistenze elettriche, specialmente quelle
costituite da materiale al tungsteno;
-
il livello di mercurio nei termometri;
-
le frequenze vibrazionali di oscillatori
di cristallo al quarzo;
-
i potenziali elettrici delle termocoppie;
-
la viscosità dell'acqua;
-
la quantità di lavoro elettronico che può
essere eseguito in una cellula fotoelettrica;
-
le percentuali di reazione dei componenti
chimici (come l'effetto Belousov-Zhabotinskij);
-
i parametri di crescita di batteri e
piante.
Una lista altamente dettagliata del lavoro di
Kozyrev, compresi i grafici esatti, le statistiche precise,
le analisi e descrizioni di tutti i rilevatori
precedentemente menzionati può essere rintracciata in "A
Substantial Interpretation of N.A. Kozyrev's Conception of
Time," [Una interpretazione sostanziale della concezione
del tempo di N.A. Kozyrev] di A.P. Levich, 1996.
1.17 - LA RIPRODUZIONE DI CHERNETSKIJ
Alcune di queste onde di torsione
non-meccaniche sono state riprodotte dal team di A.V.
Chernetskij, Y.A. Galkin e S.N. Kolokoltzev, i quali hanno
inoltre creato una sorgente che genera e immagazzina questa
energia eterica in maniera del tutto simile ad un
capacitor, che è un componente elettronico capace di
immagazzinare una carica elettrica. Questi scienziati
considerano la loro invenzione come “una sorgente di scarico
autorigenerante”. Come Kozyrev, Chernetskij et al. hanno
scoperto che il livello di resistenza di un circuito
elettronico può mutare se parte di esso viene collocata tra
due piastre di capacitor della sorgente mentre si trova in
azione. Ancora, la frequenza vibrazionale di un oscillatore
al quarzo può diventare 1000 o più volte più veloce
qualora venga in precedenza collocata fra le due
piastre. Tutto ciò dovrebbe perlomeno far sollevare le
sopracciglia, dal momento che la precisione dei cristalli al
quarzo nel mantenere un esatto ritmo pulsante mentre
l’elettricità li attraversa viene adoperata per segnare
l’ora esatta nella gran parte di orologi digitali esistenti.
1.18 - FORZE LATENTI NEL VACUUM E NELLA
MATERIA
Chernetskij et al. scoprirono anche che la
loro “sorgente di scarico autogenerante” poteva creare un
campo di torsione statico o non-movente nella struttura
profonda dello spazio-tempo stesso. Una corrente
scorrevole può essere creata in un etere fluido anche se
nell’area non risieda materia. Chernetskij et al. erano
anche in grado di misurare gli stessi effetti dei
campi torsionali nell’area che si era trovata in
mezzo alle due piastre dello strumento, dopo che esso
era stato disattivato e rimosso da quell’area !
Gli
effetti latenti sono misurabili anche in metalli al
tungsteno o oscillatori al quarzo.
Un altro effetto simile venne scoperto da
Donald Roth con la cosiddetta “memoria magnetica”, e
documentato dall’Institute for New Energy. Roth scoprì che
si poteva portare un magnete sufficientemente vicino ad una
bilancia da attrarla a sé, e dopo cinque giorni il magnete
poteva essere posizionato molto più distante dalla bilancia
ed ottenere gli stessi effetti di prima.
Gli scienziati
russi si riferiscono a questo effetto definendolo “vacuum
strutturale”, ciò che ci dimostra una volta ancora che
esiste qualcosa, lì nello spazio “Vuoto”, qualcosa che gli
eredi dei Misteri Atlantidei conoscono come “etere”.
Kozyrev scoprì ancora che una sostanza
fisica poteva diventare “strutturata” allo stesso
modo. Come scrive a pag. 271 del quaderno del 1977:
Un corpo collocato per un certo tempo vicino
ad un processo [che genera onde di torsione] e poi portato
su una bilancia di torsione [può] produrre lo stesso effetto
[sulla bilancia di torsione] come il processo [generato
dalla torsione originale prodotto] da sé stesso. [La]
memorizzazione [della] azione dei processi è una
caratteristica di [tutte] le diverse sostanze, eccetto
l’alluminio.
Nel 1984, Dankachov mostrò che la
“memorizzazione” o l’effetto “strutturale” poteva avvenire
anche con l’acqua, e questo è un esperimento che di tanto in
tanto trova modo di espressione anche presso il pensiero
scientifico occidentale alternativo.
Gli esperimenti sulla
“memoria dell’acqua” cominciano ad utilizzare uno dei
basilari processi di creazione di onde di torsione allo
scopo di far decrescere la viscosità o densità dell’acqua.
Quindi, l’acqua trattata viene collocata vicino ad un altro
contenitore d’acqua, e la nuova viscosità dell’acqua
decrescerà esattamente fino a quella dell’acqua originale
trattata.
Altri esperimenti, come quelli di
Jacques Beneviste, dimostrano come gli effetti di questa memoria
dell’acqua siano in grado di perdurare anche sotto effetti
chimici, con generatori di onde torsionali adoperati per
stimolare l’acqua per mezzo di un determinato composto
chimico. Infine, quel composto può essere trasferito
energeticamente in un contenitore sigillato di acqua pura,
cosicché l’acqua sigillata assumerà le stesse
caratteristiche del modello originale.
1.19 - L’EFFETTO-SCHERMATURA DELL’ENERGIA DI
UN’ECLISSE SOLARE
Come già suggerito nel prologo, il Sole è la
nostra ovvia scelta come sorgente primaria di onde di
torsione nella nostra eliosfera, visto che possiede il
99.86% dell’intera massa del Sistema Solare. Nel 1970, Saxel
ed Allen dimostrarono che durante un’eclisse solare la
presenza della Luna scherma i campi di torsione radianti dal
Sole, cosa che provoca un incremento nel periodo di
oscillazione di una bilancia di torsione. I metereologi V.S.
Kazachok, O.V. Khavroshkin e V.V. Tsyplakov sono stati in
grado di ripetere questo esperimento durante l’eclisse
solare del 1976, producendo lo stesso effetto; tutto ciò
venne poi pubblicato nel 1977.
Altri hanno ottenuto gli
stessi risultati osservando le semplici deviazioni di un
pendolo durante un’eclisse solare.
1.20 - ALLINEAMENTI MOLECOLARI CHE AIUTANO O
SCHERMANO GLI EFFETTI DELLA TORSIONE
Come già detto, la teoria Einstein-Cartan fu
la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei
campi di torsione, nel 1913.
La teoria predice che, a
seconda della dislocazione, vi saranno torsioni orarie o
antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica
dei quanti relative alla nozione di “spin” o rotazione hanno
confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione
destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di
movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole
mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e
sinistro.
Kozyrev determinò che molecole fortemente
destrorse come lo zucchero possono schermare
gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente
sinistrorse come la trementina li rinforzano.
Successive indagini russe hanno stabilito che la comune
pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per
le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e
diversi esperimenti, come quelli effettuati dal dott.
Alexander Frolov.
1.21- MUTAMENTI “QUANTIZZATI” NEL PESO
Abbiamo parlato degli esperimenti di Kozyrev
nei quali un oggetto veniva disturbato in vari modi,
dopodiché esso tornava lentamente al suo bilanciamento
normale dopo aver attraversato variazioni di peso. In questi
esperimenti emerge un importante fattore, che fra l’altro
non collima perfettamente con l’analogia della spugna
immersa nel liquido; tale fattore è noto come “effetto
quantizzazione”. (Spiegheremo più avanti che cosa lo
provochi).
Quando qualcosa è quantizzata, significa
che essa non si muove o si calcola scorrevolmente, ma solo
scalarmente, a specifici intervalli. Detto semplicemente,
il peso di un oggetto non dovrebbe crescere o decrescere
gradualmente negli esperimenti sulla “forza latente”, ma
solo a scatti improvvisi.
Questa è certamente una
proprietà anomala della materia. Kozyrev afferma: Negli esperimenti di vibrazione su una
bilancia la riduzione di peso avviene a scatti, iniziando
con un certo potere vibrazionale. Se la frequenza della
vibrazione è ulteriormente incrementata, la riduzione di
peso sulle prime rimane la stessa, e quindi di nuovo cresce
a scatti dello stesso valore…
Fino ad ora una spiegazione
realistica di questo fenomeno non è stata ancora trovata. In
seguito si è riscontrato che l’effetto-quantizzaizone si
verifica in quasi tutti gli esperimenti. (Kozyrev 1971, pag.
26)
Nel caso in questione, Kozyrev studiò gli
effetti su un peso di 620 grammi, che egli sottopose a
vibrazioni, misurate in hertz o cicli per secondo.
Sia
riscaldare che raffreddare sono funzioni della vibrazione,
così a seconda di come facciamo vibrare un oggetto, possiamo
accrescerne o diminuirne il peso.
In questo esperimento, la
massa del peso di 620 grammi veniva lievemente accresciuta
sottoponoendo l’oggetto a vibrazioni ad alta velocità.
Per
ottenere risultati numericamente chiari e precisi, in
seguito Kozyrev e Nasonov applicarono una semplice funzione
matematica per ri-normalizzare i risultati riferiti al peso
da 620 g verso la misura più elevata e semplice di 1 kg.
I seguenti numeri sono ri-normalizzati calcolando il peso di
1 kg:
Figura 1.6. – Incrementi quantizzati nel peso attraverso
aumento di frequenza vibrazionale, misurati attraverso
bilancia.
Come possiamo
vedere da questo grafico, quando le vibrazioni dello
strumento giungono alla soglia di 16-23 Hz (o cicli per
secondo), l’oggetto mostra un incremento stabile di 31 mg.
A questo punto, se Kozyrev incrementava le vibrazioni tra 16
e 23 cicli per secondo non si verificava ulteriore guadagno
di peso. Però, se le vibrazioni si spostavano sui 24 Hz,
improvvisamente il peso lordo si incrementava spontaneamente
del doppio, giungendo a 62 mg.
Incrementando ancora,
da 24 a 27 Hz, non si registrava cambio di peso. Arrivando a
28 Hz, il peso netto di nuovo si incrementava
improvvisamente di altri 31 mg[5][4]
fino a raggiungere i 93 mg.
Ogni volta che si
raggiungeva una nuova soglia, il guadagno iniziale di 31 mg
veniva aggiunto alla somma totale.
Come Kozyrev scoprì,
Siamo riusciti ad ottenere effetti
quintupli e decupli. (!)
Non dimentichiamo che questo
effetto-quantizzazione si verificava in tutti gli
esperimenti di Kozyrev, sia se l’oggetto in
questione aumentava sia se diminuiva di peso. Affinché una
cosa di questo genere possa aver luogo, l’intervallo-base di
31 mg misurato nell’oggetto di 1 kg deve essere una funzione
combinata di volume, densità, peso e topologia (forma),
simile al tono udibile percuotendo una campana di
dimensioni, forma e densità date. Nel momento in cui Kozyrev
accresceva nell’oggetto la frequenza delle sue vibrazioni,
venivano prodotti nuovi intervalli di incremento di peso, ma
sempre espressi in unità di 31 mg.
Questo effetto-quantizzazione costituisce in
effetti una chiave molto importante per comprendere la
natura multidimensionale della materia, ed esemplifica
chiaramente il fatto che gli atomi e le molecole possiedono
una struttura a strati di onde sferiche nidificate, tipo
cipolla. Nel prossimo capitolo cominceremo a mostrare il
contesto di quest’esperimento, e come esso si relazioni alle
nuove scoperte nel campo della fisica quantica.
1.22 - LA DIFFICOLTA' DI COMBINARE I
RISULTATI DI KOZYREV CON LA SCIENZA UFFICIALE
Le idee di Kozyrev non sono state assimilate
facilmente né velocemente dalla corrente scientifica
ufficiale, specialmente in Occidente, forse perché la
magnitudine degli effetti da lui rilevati non è
sufficientemente visibile. Per esempio, le forze addizionali
introdotte nei suoi esperimenti meccanici cambiavano il peso
degli oggetti di un mero fattore di 10^-4/10^-5, come il
giroscopio che diveniva solo 100 mg più leggero se fatto
ruotare e vibrare allo stesso tempo.
Per capire quanto sia
infinitesimale un simile cambiamento, basta ricordare che un
semplice ingrediente attivo aggiunto ad una pillola di
vitamine può pesare 100 mg.
Come Kozyrev stesso ritiene, “i risultati
sperimentali mostrano che le proprietà di organizzazione del
tempo esercitano un’influenza molto limitata sui sistemi [di
materia come le stelle], comparati al corso naturale e
distruttivo del loro sviluppo. Quindi non è sorprendente che
una simile … entità sia stata mancata nel nostro sistema di
conoscenza scientifica. Comunque, essendo limitata, è
distribuita ovunque in natura, ed è necessaria solo la sua
capacità di essere immagazzinata.
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Vedi anche:
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http://www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=11849
Dibattito sull'Etere:
http://ppp.unipv.it/Collana/Pages/Libri/Guide/Dibet/DIBIndi.htm
http://viewer.zmags.com/publication/657c1927#/657c1927/40
RELATIVITA’ (Einstein)
contro ETERE
Bandita dalle università la
conoscenza della convulsione orgiastica del plasma e della
vita" – W.
Reich, Etere, Dio, Diavolo
II concetto di etere è largamente screditato dalla comunità
scientifica ortodossa che si associa alla teoria della
relatività.
In questa visione l'etere non esiste ed è sostituito dallo
spazio "Vuoto". I corpi, oltre a produrre un più o meno debole
campo elettromagnetico, producono un campo gravitazionale
proporzionale alle loro massa che, in un'attrazione
reciproca, tiene in piedi il meccanismi) della gravitazione
universale.
Tesla definiva mollo giustamente dei mistici
coloro che hanno elaboralo questa teoria e non scienziati
concreti.
La cosa appare evidente ad una semplice analisi logica: se
da una parte l'attrazione elettromagnetica e’ chiara e
comprensibile (atomi ionizzati da qualche forza cedono
elettroni ed attirano altri atomi per rimpiazzarli, e gli
elettroni fluiscono lungo un conduttore), la forza
gravitazionale non è definita in alcun modo.
Cosa perturba le masse dei corpi affinché questi attirino
qualcosa ?
Attraverso quale conduttore si muove questa forza di
attrazione se, per definizione, il "Vuoto" è nulla senza
estensione ?
L’etere è una necessita logica.
Resta da vedere che cosa sia
e come possa essere composto di qualcosa che si presenta più
rarefatto della materia stessa.
Inoltre da questa materia sottile e’ possibile estrarre
energia ? E non può essere proprio da quella speciale
materia che si origina ogni energia che costituisce la massa
della materia che produce campi elettromagnetici ?
Possiamo immaginare questa materia sottile come un grande
mare primordiale o un'acqua che genera la vita.
Tratto da: Scienza e Conoscenza n° 18, 2008
Teoria R3 - Una semplice Teoria dell'UniVerso
- PDF - dell'Ing. Alberto Angelo Conti
vedi anche gli ARGOMENTI
CORRELATI
La Scienza
dell'Uno - The science of oneness - By David Wilcock
Capitolo Due: L'Etere è Pura e Conscia Unità
2.1 FILOSOFIA: un PRIMO
NECESSARIO PASSO
Quando le piene implicazioni della scienza dell’etere
diverranno ampiamente note all’umanità, sarà necessario un
cambio di paradigma molto significativo. Per questa ragione,
si deve costruire con attenzione un fondamento filosofico
che connetta la teoria dell’etere e la coscienza, prima dei
capitoli in cui si discuterà di anti-gravità, free energy e
di altre applicazioni tecnologiche.
I lettori non inclini alla filosofia possono non aver
riflettuto sui problemi dell’energia del punto zero, della
teoria del campo unificato o della scienza dell’etere nel
modo in cui li presenteremo noi, incorporando per enfasi
molte controverse scoperte scientifiche.
Per altri che
possono non aver normalmente studiato scienza o fisica, o
addirittura non essere consapevoli del lavoro riguardo alla
teoria dell’etere, potrebbe essere richiesto uno sforzo
significativo e un impiego di tempo per digerire
completamente il materiale di questo libro.
Questa è un’altra valida ragione per discutere ora di
filosofia; il lettore non incline alla lettura tecnica avrà
una capacità molto maggiore di vedere il contesto della
discussione che segue, e molto probabilmente avrà un
interesse maggiore nel procedere per il resto del libro, un
capitolo alla volta.
Iniziamo questo capitolo con una breve indagine preliminare
sulle forze energetiche universali la cui esistenza è
cruciale per comprendere ogni cosa di questo libro,
tecnologicamente e in altro modo. È importante ricordare che
questa è solo una breve descrizione, e che sarà enunciata
con molti più dettagli nei capitoli successivi. Dopo questa
descrizione iniziale dell’energia in questione, tratteremo
la mole di informazioni che suggeriscono il suo
coinvolgimento nell’arena della coscienza.
2.2 L’ETERE
Noi viviamo in un universo armonico, costruito su un
fondamento di energia amorevole, conscia, unificata e
invisibile, nota come “energia del punto zero” o “etere”.
Fino al 20° secolo, tutta la tradizione scientifica
Occidentale proponeva che tale energia esistesse, almeno fin
dai tempi degli antichi filosofi Greci, e molto
probabilmente fin da una civiltà molto più vecchia con
avanzate conoscenze scientifiche.
L’esistenza di questo etere è stata presumibilmente provata
falsa dall’esperimento di Michaelson-Morley (M-M) all’inizio
del 20° secolo, e moltissimi scienziati credono ancora che
questo sia corretto. Vi è un numero di ragioni per cui
l’esperimento M-M è difettoso, e per i nostri lettori con
un’inclinazione tecnica, molti dei ricercatori che andremo a
menzionare hanno dettagliato spiegazioni di come questo sia
stato male interpretato.
Ora sappiamo che la scienza “eterica” è l’unico modello
rimanente dell’UniVerso che combaci con le prove che sono
ora disponibili.
Le attuali teorie che operano con questi
concetti, compresa la “Fisica Sequenziale”, la “Cinetica Sub-quantica”, la Termodinamica del Non-equilibrio”, la
“Teoria del Sistema Generale”, la “Teoria del Sistema
Reciproco”, la “Teoria dell’Universo Armonico”, la “fisica
dell’onda scalare di Maxwell/Whittaker”, la “Fisica
Iperdimensionale” e tutte le varie “Teorie del Campo
Unificato” concordano tutte sul fatto che la nostra realtà
fisica emerge da questa sostanza energetica nascosta, che
crea tutto ciò che conosciamo e vediamo tramite la
vibrazione.
E così, come pesci nel mare, la pressione di questo fluido
energetico ci circonda costantemente, sebbene noi
normalmente non ne notiamo la presenza. In questa mole di
nuovi dati, il fluido dell’etere è una tremenda fonte di
energia che si trova in costante movimento vibrazionale,
fluendo attraverso tutti gli oggetti nell’Universo,
creandoli e ricreandoli in ogni istante, proprio come la
fiamma di una candela assorbe costantemente nuova cera e
nuovo ossigeno e irradia nuovo calore e nuova luce, ma
continua ancora a esistere come “unità” misurabile. Dovesse
questo etere mai fermarsi dal fluire e dal turbinare con un
comportamento tanto intelligente e propositivo, tutta la
massa espellerebbe calore, si “dissolverebbe” gradualmente e
ritornerebbe al suo stato primordiale di energia; la
“fiamma” sarebbe spenta.
Infatti, questa nuova “fisica del 21° secolo” ci dice che la
vera pietra angolare della massa, gli atomi e le molecole
stesse, non sono affatto particelle. Invece, non sono niente
più di turbini sferici di energia in questo fluente fiume di
etere. E l’etere stesso fornisce il modo più tangibile e
scientifico di definire, spiegare e addirittura
ingegnerizzare la Mente di Dio.
2.3 Il DOTT. HAL PUTHOFF e
“L’ENERGIA del PUNTO ZERO”
È importante ricordare che questa nuova teoria non è
semplicemente una nozione astratta intrattenuta nelle menti
di “bizzarri” scienziati amatoriali che giocano con le
pentole crepate da stregoni nel laboratorio creato in
garage. O, per metterla in modo metaforico, questa “pentola”
non è affatto crepata; è invece pronta a riempirsi fino
all’orlo e a iniziare a espandersi nella coscienza pubblica
convenzionale. Le forze più significative che resistono a
tale “rivelazione” sono presumibilmente quelle connesse con
l’industria dei carburanti fossili, dato che sottolineeremo
molto chiaramente la prova inconfutabile che questa
tecnologia può essere imbrigliata per produrre illimitata
“free energy” per tutta l’umanità. Ovviamente un sistema
anti-gravità commercialmente prezioso renderebbe il nostro
mondo di città, autostrade e sistemi di trasporto,
interamente basati su carburanti fossili, obsoleto.
Inoltre, vi sono prove che suggeriscono che le elite ricche
sono ora consapevoli che loro/noi perderemo tutto se non
implementiamo questa tecnologia, non vi è alcun vantaggio
nel mantenere il controllo finanziario su una Terra che è
stata distrutta.
Anche le Nazioni Unite si sono fatte avanti affermando che
il nostro ambiente è sull’orlo di una terribile e
irreversibile catastrofe se non facciamo immediatamente dei
dolorosi cambiamenti. Questa potrebbe essere la ragione per
cui visibili fisici d’avanguardia con precedenti di ricerche
governative, come il dott. Hal Puthoff dell’Università di
Cambridge, stanno iniziando a riconoscere che è necessaria
la moderna scienza dell’etere per spiegare i molti problemi
e paradossi della Scienza. Il messaggio ci viene passato
goccia dopo goccia dai media convenzionali... e in questo
libro non nasconderemo niente, con la piena consapevolezza
dei potenziali rischi annessi nell’agire in questo modo.
Consideratela come un “antipasto”.
Al fine di conferire validità all’idea che l’etere esista
realmente, il dott. Puthoff ci ricorda gli esperimenti che
erano stati condotti prima che la teoria della meccanica
quantistica sia mai esistita, progettati per vedere se c’era
qualche energia nello “spazio
Vuoto”.
Se queste aree
dell’universo sono davvero vuote, allora non ci dovrebbe
essere niente; niente campi elettromagnetici, niente raggi
X, nessun calore, nessuna energia, niente. Per verificare
quest’idea in laboratorio era necessario creare un’area che
fosse completamente libera di aria (un "Vuoto"), e schermato
da tutti i campi di radiazione elettromagnetica conosciuti.
La schermatura di questa area “vuota”dai campi di energia è
stata eseguita utilizzando quella che è nota come Gabbia di
Faraday, costituita di piombo. Questo "vuoto" senz’aria è
stato poi raffreddato fino allo zero assoluto, la
temperatura a cui tutta la materia dovrebbe smettere di
vibrare e dunque non produrre alcun calore.
A questo punto, tutte le spiegazioni convenzionali, aventi a
che fare con quella che i fisici chiamano la “conservazione
dell’energia”, direbbero semplicemente che dovrebbe essere
un morto “vuoto” senza vita. L’avete raffreddato a zero
gradi Kelvin, succhiato via tutta l’aria e schermato tutti i
campi di energia.
Eccolo; ora avete un
Vuoto “morto”.
Questi esperimenti hanno provato che invece di un’assenza di
energia nel "Vuoto", ve ne era una quantità tremenda !
Il
dott. Puthoff l’ha spesso definito un “calderone ribollente”
di energia a magnitudini molto alte. Questa forza è stata
soprannominata “energia del punto zero” o ZPE [1].
Il termine “punto zero” è stato utilizzato per due ragioni.
La prima ragione è che si può trovare ancora questa energia
allo “zero assoluto”, a cui non vi dovrebbe essere alcun
calore o qualsiasi altra forma di energia rimanente. La
seconda ragione è che le pressioni di questo campo di
energia solitamente si annullano, ovvero quella che è nota
come risultante del vettore zero.
Questa definizione dal suono tanto complesso significa
semplicemente che questa energia applica forza (vettori) in
modo equo in ogni direzione, e dunque per noi non ha un
movimento o una forza tipicamente misurabile; semplicemente
come risultato si annulla. Tuttavia il colonnello Tom
Bearden sottolinea che se si mettono due pulci in una
battaglia di spinta testa a testa e nessuna delle due riesce
a muoversi avanti o indietro, si può misurare la pressione
nell’area fra le due teste e ottenere una risultante del
vettore zero. Tuttavia, se si misurasse la pressione fra due
elefanti che vanno testa contro testa allo stesso modo, si
avrebbe ancora una risultante del vettore zero. Pertanto,
Bearden suggerisce che diverse aree dello spazio possono
avere differenti pressioni di energia, che normalmente non
sono notabili o misurabili per noi. Egli si riferisce a
queste invisibili energie come a “onde scalari”, e ha
costruito dei rilevatori che ci permettono di misurarle,
utilizzando spire schermate in Gabbie di Faraday.
Così se state ancora pensando che niente di tutto questo
importi molto nella vostra vita, vi daremo giusto un’idea di
quanto alta sia esattamente la magnitudine dell’energia
all’interno del "Vuoto".
I fisici John Wheeler e Richard Freynman hanno calcolato
che:
La quantità di energia nel volume di spazio "Vuoto" contenuto
in una singola lampadina è sufficientemente concentrata da
portare tutti gli oceani del mondo al punto di ebollizione !
Immaginate, solo per un momento, cosa sarebbe possibile se
si potesse imbrigliare questa energia per il nostro
personale potere di guarigione miracolosa.
O per l’abilità
psichica. O per far levitare il nostro corpo, o altri
oggetti pesanti. Noi non abbiamo timore di dire che
l’energia per fare queste cose esiste già ! Quanti dei
nostri lettori accantoneranno ogni miracolo di Gesù o di
altri iniziati o maestri spirituali ? Se resistete all’idea
che tale possibilità esista, allora questo libro
probabilmente non è per voi.
Il col. Bearden ci ricorda che quando attingiamo a questa
energia per i nostri bisogni, equivale a intingere un
cucchiaino da the nell’oceano. Questa riserva illimitata di
energia intorno a noi è di una magnitudine molto maggiore di
quanto noi potremmo mai immaginare.
Una volta accettata l’esistenza di questa energia, si
chiariscono molti problemi nella meccanica quantistica. La
vera esistenza degli atomi, così come vengono visti ora
nelle teoria di meccanica quantistica, non può essere
adeguatamente spiegata con i modelli oggi esistenti.
Il dott. Hal Puthoff fa notare che la teoria convenzionale
della meccanica quantistica non comprende perché un
elettrone non irradia semplicemente via tutta la sua energia
e non si schianti nel nucleo, come farebbe un satellite
nell’orbita terrestre.
Se c’è una cosa come “l’elettrone”,
apparirebbe infatti simile a una piccola macchina del moto
perpetuo. Quando gli viene chiesto, il fisico quantistico
solitamente dirà semplicemente che questo strano
comportamento rappresenta “la magia della meccanica
quantistica”.
In modo problematico, propongono un “sistema
chiuso” in cui l’energia si irradia all’esterno ma in cui
nessuna energia può entrare all’interno, anche se i fisici
sanno che “l’energia non si crea né si distrugge”. Tuttavia,
se l’elettrone stesso attirasse continuamente energia dal
ZPE o etere, come suggerisce il dott. Puthoff, allora
sarebbe in grado di sostenersi come un “sistema aperto”,
proprio come la fiamma di una candela in cui l’energia
fluisce costantemente dentro e fuori.
2.4 ETERE: NON un TABÙ
Sempre più ricercatori non sono più intimoriti
nell’utilizzare la parola “etere” quando discutono
dell’energia del punto zero, questa sostanza fluente di
sottofondo dell’Universo che si può dimostrare esistente
ovunque.
La parola “etere” è essenzialmente diventata un
tabù dopo che l’esperimento di Michaelson-Morley (M-M) ha
presumibilmente provato la sua inesistenza nel 1887, anche
se tutto quello che ha realmente fatto è stato di provare
l’inesistenza di un etere materiale, che sarebbe una
sostanza letteralmente fisica di materia che vaga per l’aria
come un gas. L’idea originale di questo esperimento non era
di provare l’esistenza o l’inesistenza dell’etere; era
semplicemente di misurare quanto ve ne fosse.
L’esperimento
proponeva che mentre la Terra si muove nello spazio, vi
sarebbe una raccolta di sostanza eterica che si sarebbe
potuta misurare nella direzione del movimento della Terra,
similmente alle ondine che si producono con la mano in una
piscina.
Vi sono parecchi problemi nell’utilizzare questo per provare
che l’etere non c’è. In primo luogo, la scienza
convenzionale non comprende che la gravità è il movimento
principale dell’etere sulla Terra che possiamo misurare,
cosa che va oltre il concetto di “raccolta di etere” nel
movimento della Terra nello spazio.
Per una persona
all’interno del campo gravitazionale, la gravità sarebbe
l’unico movimento eterico che può notare; esso ci scherma da
altri movimenti. In secondo luogo, non hanno compreso che
l’etere stava formando anche gli strumenti di misurazione
così come l’area di misurazione, rendendo così impossibile
qualsiasi tipo di misurazione di cambiamenti tanto
minuscoli ! Qualsiasi cambiamento nell’area circostante
produrrà un cambiamento anche nello strumento stesso.
Anche se M-M non ha provato l’inesistenza di una fonte
energetica non-materiale come la ZPE, è probabile che anche
il semplice uso del termine “etere” crei ora un rigetto
automatico da parte delle autorità scientifiche. Fino a
quando la gente continua a “credere” nell’inerente
credibilità della confraternita scientifica senza esaminare
i fatti di persona, questo gioco potrà essere perpetuato.
E
anche se non possiamo “vedere” direttamente l’etere, non
possiamo vedere neanche i batteri sulla nostra pelle, l’aria
che respiriamo o la gravità che ci trattiene sulla Terra.
Dunque, anche se qualcuno può pensare che qualcosa di “non
fisico”significhi che non può esistere, tutto quello che in
realtà significa è che non è direttamente percepibile con i
nostri organi sensoriali naturali.
Prima dell’esperimento di Michaelson e Morley, la maggior
parte dei fisici concordava che questo etere dovesse
esistere, e creava modelli elaborabili e costrutti
matematici basati su di esso. Ed ora, il risultato negativo
dell’esperimento M-M è stato surclassato da una piena di
scoperte che provano che gli antichi concetti erano a tutti
gli effetti corretti.
La differenza è che ora noi sappiamo
che gli atomi e le molecole sono composti da nient’altro che
campi elettromagnetici, la cui energia proviene da una fonte
che non è ancora misurabile con la maggior parte dei metodi
convenzionali !
Pertanto, laddove la Relatività e la
Meccanica Quantistica sono stati i segni distintivi della
fisica del 20° secolo, messe all’angolo da ovvie
contraddizioni e impossibili torri di Babele di logica
sempre più contorta, una moderna interpretazione dell’
“etere” ringiovanirà rapidamente la fisica con nuova e
ordinaria vita nel 21° secolo, riportando l’Universo ad una
comprensibile Unità in cui noi “conosciamo il campo di
gioco”.
2.5 UNA VISIONE VIBRAZIONALE di
DIO,
dell’AMORE
e della FISICA
Mentre la nostra comprensione di questa fonte di energia
universale continua ad espandersi, ci confrontiamo subito
con l’idea che sia intelligente, che possa interagire
direttamente con la nostra coscienza. Dopo tutto, se questo
è veramente il “Campo Unificato” che la scienza
convenzionale stava cercando come base di tutta la materia,
allora anche noi siamo parte di quel campo unificato: mente,
corpo e spirito. O per metterla in termini diversi, dal
momento che abbiamo una coscienza, allora anche la coscienza
deve essere una parte funzionale di quel campo unificato.
Questo semplice punto filosofico viene ignorato piuttosto
spesso nel corso di un’indagine scientifica:
In virtù del fatto che la coscienza esiste, deve essere una
funzione del Campo Unificato, qualunque cosa questo
comporti.
E nel suo libro “Dal Big Bang Ai Buchi Neri, Una Breve
Storia del Tempo"
[2], il noto fisico Stephen Hawking ha predetto nei
tardi anni ’80 che questa Teoria del Campo Unificato sarebbe
stata risolta entro venti anni.
Il concetto di coscienza inerente all’energia dell’universo
non è più nel campo dei fantasmi e degli spiritualisti, dato
che la fisica quantica moderna ha scoperto la prova
incontrovertibile che le aspettative dello sperimentatore
possono influire drammaticamente sull’esito
dell’esperimento; le energie quantiche interessate “sanno
che vengono osservate”.
Chiunque può andare nella sezione
scientifica della sua libreria locale e trovare montagne di
titoli che ne parlano, come il classico “La Danza dei
Maestri Wu Li" [3],
noto per le sue frequenti, introspettive apparizioni all’Oprah
Winfrey Show. Inoltre, sappiamo anche che questa interazione
conscia con la “materia” non si deve fermare con l’arena
quantica.
Nel campo della parapsicologia, che è solidamente empirica e
che per molti anni si è sforzata in vano di essere accettata
dal mondo accademico convenzionale, abbiamo prestigiose
intuizioni come la Ricerca delle Anomalie Ingegneristiche di
Princeton, PEAR, che ha provato in modo assoluto che la
coscienza umana può influire sull’esito di procedure
apparentemente “casuali”.
Questo può includere effetti in cui il partecipante è in
grado di dimostrare i seguenti e statisticamente
significativi risultati: influenzare i generatori casuali di
numeri computerizzati modificare la velocità con cui la
radiazione emana da una fonte misurata da un Contatore
Geiger ed anche influire sul movimento causale di palline da
ping pong attraverso una matrice di chiodi.
Lo sperimentatore lascia cadere le palline attraverso un
singolo foro dentro una matrice che normalmente dovrebbe
convogliarle in una configurazione casuale attraverso dieci
o quindici fori sul fondo, eppure per puro intento il
partecipante è in grado di aumentare significativamente il
numero di palline da ping pong che cadono dentro un
determinato foro.
È anche importante ricordare che i soggetti di questa sorta
di esperimenti non sono persone fortemente impegnate nello
psichico, ma gente normale; quindi non stiamo parlando di
qualcosa che è disponibile solamente ad una certa “elite” di
umani nella nostra società. Questi esperimenti rivelano
chiaramente che l’essere umano possiede potenziali mai
attinti che non hanno ancora ottenuto l’accettazione
scientifica convenzionale.
Quindi, se l’intero Universo è composto da un campo
unificato, ovvero un Unica Fonte di Energia Conscia
Unificata, allora come abbiamo detto, anche noi siamo parte
di quel campo; la nostra coscienza può interagire con essa a
molti livelli. E sebbene molti di noi non hanno raggiunto
una soluzione riguardo a chi o cosa sia veramente "Dio",
dobbiamo anche seguire la logica e ammettere che anche tutte
le nostre più fondamentali concettualizzazioni di Dio devono
essere considerate in questo modello.
E quando eliminiamo le
distinzioni religiose e confessionali dei vari sistemi di
credo sul pianeta e tentiamo di tessere un singolo filo
attraverso i loro insegnamenti, ci rimane il semplice fatto
che la natura fondamentale dell’energia di
Dio è
Amore e
Luce.
E dal momento che la sua natura è amorevole, ci viene
detto che cerca di far sentire tutti gli altri allo stesso
modo; si sforza continuamente di avere il più possibile ogni
forma di vita cosciente nell’Universo riunita con
quell’Amore e quella Luce.
Per questo,
Gesù ci ha insegnato
ad “amare il tuo prossimo come sé stessi”. Ci viene detto
che Dio si sta evolvendo, attraverso le decisioni compiute
in libero arbitrio da i suoi partecipanti apparentemente
separati. L’intero
Universo cambia quando decidiamo di
riunirci nell’Unità.
Il punto chiave che può connettere i concetti di "Dio", cioe'
l'INFINITO, Amore
e fisica è l’idea di vibrazioni simpatetiche, come suggerito
dal ricercatore John Keely. Keely ci ricorda che questo
principio viene facilmente visto con un diapason. Se si
colpisce un diapason e se ne ha un altro di proporzioni
simili vicino, le vibrazioni sonore “raggiungeranno”
misteriosamente il diapason non vibrante e lo faranno
risonare a sua volta. Similmente, abbiamo diverse persone,
diverse nazioni, diversi pianeti, e possiamo scegliere o di
amarci l’un con l’altro e stare insieme oppure di odiarci e
distruggerci l’un con l’altro.
Così, nel senso più semplice possibile, possiamo o avere
fede o semplicemente postulare che l’intero universo sia un
Unico Essere con un’Unica Mente, e che sia l’etere non
fisico sia la materia fisica siano una parte fondamentale di
quell’essere interconnesso. Tutti gli insegnamenti
spirituali del mondo ci dicono che Dio ricerca l’Unità,
unione e connessione, e lo associano anche piuttosto
direttamente con il concetto di vibrazione.
Per utilizzare
un’analogia fornita dal dott. Walter Russell in The Secret of Light [4],
possiamo prendere un singolo fil di ferro, piegarlo a 90° e
iniziare a farlo ruotare. A velocità inferiori possiamo
facilmente vedere il fil di ferro, ma più velocemente lo
facciamo vibrare in moto circolare, più apparirà come un
disco completamente solido.
Questo è un modello di come la nostra materia apparentemente
solida può essere in ultimo vista come composta di energie
non solide vibranti a certe frequenze, ma è anche un modello
che ci permette di vedere come più alte salgono le
vibrazioni, più stabile ed Unificata diventerà la loro
composizione.
Pertanto, Unità o Unione è il punto di “singolarità” in cui
tutte le vibrazioni divengono simultanee: tutti i colori
diventano Luce Bianca e tutto lo spazio ed il tempo si fonde
in un singolo “centro del momento”, che tratteremo più tardi
in questo libro. Di nuovo, il più vicino arriviamo al
“momento di svolta” dell’Unità, più alte diventano le
vibrazioni, e il modello di fisica in questo libro ci
mostrerà molto concretamente come funzioni, se abbiamo la
volontà di accettare questa semplice premessa filosofica.
E così, anche se l’amore viene spesso visto come un concetto
meramente nebuloso e soggettivo che spesso rimane incastrato
nell’idea di controllo e sessualità, nei modelli di etere
può essere molto ben definito:
Amore è la
tendenza per le entità nel Campo Unificato, siano esse
umane, particelle o altro, di vibrare sempre più verso
l’Unione o Unità Armonica.
Cosa ha a che fare l’amore nell’essere umano con il
movimento vibrazionale ?
Vi sono parecchi modi di vederlo.
In un senso più fisico, la percezione dell’amore provoca
maggior movimento nel sistema nervoso ed in tutto il corpo:
le pupille si dilatano, il battito cardiaco accelera, varia
la conduttività della pelle, aumenta la sudorazione, la
respirazione accelera ed i processi neurologici fluiscono
più rapidamente, portando ad una inspirazione maggiore. Per
di più, la percezione dell’amore porterà l’essere umano ad
una maggiore armonia con gli altri; c’è una maggior
propensione a sorridere, ad essere felici e amichevoli.
In un senso molto reale per molte filosofie spirituali, crea
un moto radiante, come quando l’amore si irradia verso
un’altra persona, quella persona inizia a sentirlo, ed è
probabile che continui a irradiarlo agli altri. Si potrebbe
vedere come questo moto radiante viaggi attraverso l’umanità
proprio nello stesso modo in cui l’onda esibisce il suo moto
attraverso un determinato mezzo conduttore, sebbene possa
non sembrare un’onda veloce sull’asse del tempo (Almeno,
questo è, quello che viene trattato più avanti in questo
capitolo, fino a quando studieremo l’effetto Maharishi). E
infatti, gli ET ci dicono che in qualunque momento, la massa
totale dell’umanità ha una parte importante nel determinare
la frequenza vibrazionale totale della terra, più alta o più
bassa; quindi “tutti contano”.
Abbiamo detto che questo moto di Amore è un fattore nella
fisica, sia a livello quantico sia negli esseri umani. Di
conseguenza, l’etere che forma tutti gli oggetti
nell’Universo deve essere in movimento. Ma perché dev’esserci
movimento, chiederete voi ?
Senza movimento, non c’è
Esistenza. Se alla fine dei conti l’Universo è composto
semplicemente da un Campo Unificato, allora qualcosa deve
pur accadere all’interno di tale campo per creare
cambiamento: non può semplicemente “star lì seduto”.
In
altre parole se il campo rimanesse statico, immobile ed
invariabile, allora non potrebbe esserci realtà, dato che al
livello quantico più fondamentale, l’energia si deve muovere
per funzionare. Tale movimento è una vibrazione; pertanto
tutti gli elementi di questo Campo Unificato potrebbero
essere visti come esistenti fondamentalmente come moto
vibrazionale.
Se i nervi nel vostro cervello non fossero in grado di far
vibrare l’energia attraverso loro stessi e all’interno delle
aree appropriate, non sareste in grado di pensare o far
lavorare il vostro corpo in nessun modo. Se il sangue non
vibrasse attraverso le vostre vene per l’azione delle varie
contrazioni muscolari, sareste morti.
Se all’elettricità non
fosse permesso di vibrare attraverso le schede di circuiti
del vostro computer, il computer non funzionerebbe. Se
l’energia negli atomi non si muovesse, non potremmo
percepirli e non potrebbero legarsi l’uno con l’altro per
formare i composti chimici di base. Così per voi, esseri
umani, è importante capire che in un senso neuro-chimico
molto diretto, ogni pensiero ed azione, per quanto piccola,
crea una forma di vibrazione nell’energia eterica che vi
circonda e vi crea. Se le interazioni elettriche nel vostro
cervello e nel vostro corpo avvenissero solamente nel
contesto dello “spazio
Vuoto” che vi circonda, allora
potreste aspettarvi che non viaggino all’esterno della
barriera della vostra pelle verso l’aria, ma noi ora
sappiamo che non c’è alcuno spazio "Vuoto" nell’Universo.
Se
tutta l’energia è unificata con un singolo campo, come
l’energia eterica, allora qualsiasi movimento di energia
all’interno di quel campo deve risonare in tutto il campo,
compreso il movimento di coscienza.
Pensatela a questo modo. Il vostro corpo non potrebbe
funzionare molto bene se ogni cellula si dichiarasse
separata dal corpo e si spegnesse, rifiutandosi di “vibrare”
con il resto dei sistemi corporei. È per questa semplice
ragione che gli insegnanti spirituali di tutto il mondo ci
suggeriscono che Dio ha un’agenda, cercando di rinforzare i
pensieri e le azioni amorevoli e unificatori.
Come potrebbe
una parte del corpo combattere contro un’altra se il corpo
deve perpetuarsi attraverso la cooperazione ?
Nessuno può
negare che ognuno di noi desidera essere felice, è scritto
direttamente nella Costituzione degli Stati Uniti come uno
dei nostri quattro “diritti” fondamentali. Perché Dio
dovrebbe essere diverso ?
Così, se la vostra coscienza stesse veramente creando
“riccioli” di vibrazione in questo mare di energia eterica
non fisica, allora il più amorevole diventate, per voi
stessi e per gli altri, più questo provocherebbe in voi un
rafforzamento della vostra fusione vibrazionale con
l’energia della Creazione. Ed infine, questa fusione è un
punto di non-spazio/non-tempo e di tutto-spazio/tutto-tempo.
Geometricamente, è il Centro.
L’amore è una forza radiante, rinforzante ed unificatrice,
che si muove verso il punto centrale dell’Unità, laddove
l’odio, ovvero l’assenza di amore, è una forza assorbente,
disintegrante e indebolitrice, che assorbe energia dal punto
centrale dell’Unità e la compartimentalizza.
Sebbene molta gente probabilmente non concorderà con tale
definizione della natura vibrazionale della coscienza, è
certamente qualcosa che merita un esame equo, specialmente
alla luce della prova scientifica che stiamo per trattare.
Quest’importanza dell’ “amore come vibrazione” è di gran
lunga il messaggio spirituale più fondamentale che gli ET
positivi sembra stiano tentando di impartire all’umanità
attraverso un gran numero di metodi, come il fenomeno delle
“letture psichiche”.
Così, sebbene il pensare all’Amore come ad un movimento
energetico veramente tangibile richieda effettivamente un
certo sforzo mentale, c’è un numero sempre crescente di
persone che sta lavorando sui suoi processi di crescita e
guarigione spirituale che parlano costantemente di questa
“energia”.
Anche come scienza sta facendo grandi sforzi in
molti modi molto importanti, dobbiamo anche rispettare
quanti sforzi spirituali stanno avvenendo nella nostra
società. Un numero sempre crescente di noi sta diventando
informato dei quadri generali che definiscono la realtà per
come la conosciamo noi, e non abbiamo timore di seguire gli
indizi verso nuove soluzioni.
La scienza non ha più bisogno di essere compartimentalizzata
fino al punto che il fisico va in chiesa e prega Dio la
Domenica, e poi impiega il resto della settimana in
laboratorio nel tentativo di negarne l’esistenza.
2.6 L’EFFETTO BACKSTER
RIVISITATO
Infatti, lo stesso etere conscio è presumibilmente la più
diretta manifestazione energetica di Dio che potremo mai
trovare – e come abbiamo detto, tutte le tradizioni
spirituali sembrano concordare che Dio è Amore e Luce. Certi
esperimenti replicabili, compreso i vari esperimenti
poligrafici di Cleve Backster con le piante ed altre forme
di vita, ed un gran numero di studi medici negli umani,
rivelano che l’odio distrugge la vita mentre l’amore la
rinforza. Sebbene potremmo discuterne la causa, rimane il
fatto che quando un essere umano manda cattivi pensieri ad
una pianta, essa va in grande allarme e shock ed alla fine
deperirà e morirà, mentre altri esperimenti altrettanto
validi hanno mostrato che se un essere umano invia amore ad
una pianta e/o le suona della musica intorno, la pianta
sboccerà e crescerà più vigorosa. Questa ricerca
dall’aspetto metodologico è stata originariamente
evidenziata in un libro estremamente popolare negli anni ’70
noto come The Secret Life of Plants [5],
e più recentemente in un altro libro noto come The Secret of
Life of Your Cells [6],
del dott. Robert Stone.
L’“effetto Backster” dimostra che le piante sono molto ben
sintonizzate con le vibrazioni energetiche all’interno del
loro ambiente.
È stato dimostrato e registrato innumerevoli volte,
eliminando tutte le variabili estranee con protocolli molto
rigorosi. Cleve Backster aveva molti anni di esperienza in
polizia nell’amministrazione dei test delle “macchine della
verità”, in cui un essere umano veniva collegato ad una
macchina che misurava minuscole variazioni elettrochimiche
nella pelle.
Questo processo, noto come test del poligrafo,
produceva dati nella forma di un grafico continuo su carta,
similmente alla misurazione del battito cardiaco o di altri
segni vitali. La puntina che depositava l’inchiostro sulla
carta era progettato per agitarsi in accordo con ogni
variazione nella Risposta Epidermica Galvanica della
persona, o GSR [7],
che è fondamentalmente la misurazione di quanto bene la
pelle conduca l’elettricità. Se la persona sentiva
improvvisamente lo stress interiore nel dire una menzogna,
il loro sistema fisiologico avrebbe rivelato tale stress
attraverso cose come incremento nel ritmo cardiaco,
respirazione e sudorazione. Qualunque di questi aumenti
avrebbe variato la conduttività elettrica della pelle, e
spesso piuttosto bruscamente.
Così, dopo molti anni di lavoro in questo campo ed essendo
diventato uno dei massimi esperti del poligrafo nel paese,
Cleve Backster un giorno ha avuto l’idea di connettere
delicatamente gli stessi terminali metallici che normalmente
avrebbe connesso ad un essere umano per un test della verità
alle foglie di una pianta, e tracciare le variazioni
elettrochimiche della pianta. Col tempo, ha scoperto che la
pianta stava in qualche modo rispondendo piuttosto
direttamente al suo ambiente, qualsiasi cosa potesse
danneggiare la pianta nel mondo esterno sembrava provocarle
una reazione. Tagliare la pianta non sembrava neanche
lontanamente traumatico quanto bruciarla, tuttavia se
fingeva di bruciare la pianta pur sapendo che in realtà non
l’avrebbe fatto, la pianta non rispondeva.
È stato solo
quando si è formato una chiara immagine mentale di un
pacchetto di fiammiferi, di accenderne uno e tenerlo vicino
ad una foglia che il grafico ha registrato un improvviso
picco: la pianta stava andando in shock, inviando quanto più
linfa possibile alla foglia al fine di proteggersi contro
qualsiasi danno. Questo effetto inoltre si è propagato in
tutte le piante nelle vicinanze.
Alcuni scarteranno questa ricerca a prescindere, non importa
quanti grafici vengano loro mostrati, o addirittura anche se
questo venisse dimostrato proprio sotto i loro occhi.
D’altro canto, altra gente di mente più aperta sceglierebbe
di interpretare questo esperimento come un’indicazione che
le piante sono creature pensanti proprio come noi.
Tuttavia,
al livello più fondamentale, dobbiamo considerare che in un
modo o nell’altro, ci deve essere un mezzo tramite il quale
i pensieri dell’umano vengono trasmessi alla pianta; ci deve
essere un conduttore attraverso cui la coscienza possa
viaggiare.
La scienza convenzionale non ha ancora
riconosciuto la nicchia in cui questo conduttore
esisterebbe; cioè l’etere o l’energia del punto zero.
Novelle teorie di un “messaggio” chimico inviato attraverso
l’aria sono certamente possibili, ma l’effetto funziona
altrettanto bene anche quando le piante sono isolate l’una
dall’altra, proibendo così qualsiasi forma di comunicazione
del genere.
Quindi di nuovo, usiamo l’esempio dell’amore che rappresenta
un livello superiore di vibrazione nell’etere. La pianta può
non avere alcuna “emozione” come le pensiamo noi in quanto
umani, ma semplicemente risponde alle variazioni nella
risonanza vibrante dell’etere che la circonda e che in tal
modo la crea attimo dopo attimo. In altre parole, quando una
persona invia pensieri d’amore ad una pianta o suona della
musica, l’energia eterica che la pianta attira per la
crescita e lo sviluppo aumenta, e la pianta in tal modo
diventa più vigorosa. Similmente, quando Backster ha inviato
pensieri odiosi alla pianta, la frequenza di energia intorno
ad essa è in realtà diminuita, e in base ad un primitivo
disegno della pianta, questa variazione di energia ha
innescato un naturale istinto di sopravvivenza.
Backster ha dimostrato anche che lo shock avuto in risposta
dalla pianta potrebbe essere stato altrettanto facilmente
provocato dalla sofferenza di altre creature nella stessa
area. Egli ha progettato una serie di esperimenti in cui una
macchina avrebbe gettato casualmente dei gamberetti in acqua
bollente mentre lui non era presente nell’area; non era
necessario che un umano inviasse pensieri negativi alla
pianta. Pertanto, si può vedere come vibrazioni disarmoniche
nell’etere, indipendentemente da chi o cosa le crea, portino
a condizioni di crescita disarmoniche od addirittura
tossiche, mentre vibrazioni eteriche amorevoli aumentano la
velocità ed il vigore della vitalità che fluisce nelle
piante, come altri esperimenti hanno chiaramente dimostrato.
Dolore, morte e pensieri di odio portano via energia dalle
forze eteriche in quell’area e riducono la capacità della
pianta di crescere.
L’effetto Backster è stato dimostrato anche con i batteri,
una forma di vita ancora più semplice dei gamberetti.
Abbiamo presenziato ad una delle sue letture tenuta alla
Walter Russel University of Science and Philosophy l’8
Settembre 2000, e durante questa lettura Backster ha
rivelato di aver scoperto l’effetto sui batteri dopo aver
versato una pentola di acqua bollente di una caffettiera in
un lavandino nel suo laboratorio.
Le sue piante, sempre
connesse al poligrafo, hanno registrato un enorme ed
immediato shock quando l’ha fatto, come ha scoperto poi
dalle stampe. Ovviamente, all’inizio era molto intrigato da
cosa avesse potuto provocarlo, ad ha dovuto riflettere
attentamente su cosa stesse facendo esattamente nel momento
in cui è stato registrato lo shock.
Una volta risalito all’acqua bollente, ha toccato il
lavandino con un bastoncino di cotone ed ha analizzato il
campione al microscopio. Quindi ha ottenuto la risposta,
cioè una grande colonia di batteri stava proliferando nel
lavandino, che non aveva pulito regolarmente! Esperimenti
successivi hanno dimostrato che le piante reagivano in modo
consistente alla morte dei batteri. È stato questo risultato
inatteso che lo ha condotto ad eseguire gli esperimenti con
i gamberetti.
2.6.1 “CIBO VIVO”
Da questo punto, ha poi determinato che nei suoi esperimenti
si poteva utilizzare lo yogurt al posto delle piante, per
via delle culture di batteri viventi al suo interno, ed
avrebbe eseguito gli esperimenti esattamente nello stesso
modo. La conduttività dello yogurt gli ha permesso di
mettervi dentro gli elettrodi nello stesso modo, ed è stato
in grado di misurare reazioni simili al poligrafo e poi c’è
stato qualcuno che ha mangiato un campione di yogurt
separato, lo yogurt registrava una reazione di shock
esattamente in quel momento con un piccolo numero di secondi
impiegato dai succhi gastrici dello stomaco per iniziare a
digerirlo. Allo stesso modo, lo yogurt in una determinata
stanza avrebbe risposto a qualsiasi cosa di dannoso che
fosse avvenuto ad una pianta nelle vicinanze.
2.6.2 La PLANARIA
Ad un certo punto, Backster ha presenziato ad una
presentazione scientifica che riguardava la Planaria, un
piccolo verme piatto lungo un centimetro con due “occhi”
protuberanti ad un lato del corpo. In questo esperimento, i
ricercatori stavano tentando di dimostrare che la conoscenza
poteva essere trasferita da un verme ad un altro verme che
avesse mangiato i resti del primo.
Così, l’ipotesi era che
una Planaria “imparava” a non andare in una determinata area
che avrebbe danneggiato il suo corpo, tale conoscenza
sarebbe stata conservata nelle sue cellule e poteva essere
trasferita ad un altro verme che si fosse cibato dei resti
del suo corpo. La prima Planaria sarebbe stata collocata in
una capsula di Petri [8]
che aveva sul bordo una sostanza chimica caustica, così
avrebbe appreso attraverso la dura esperienza a non
dirigersi verso il bordo. Dopo aver appreso bene questa
lezione, sarebbe stato fatto a dadini e dato in pasto ai
vermi successivi. I ricercatori avrebbero connesso gli
elettrodi del poligrafo ad ogni Planaria posizionata nel
contenitore, al fine di registrare le occasioni in cui
andava in shock per il contatto con la sostanza chimica.
“Volete sapere cosa sta
accadendo realmente?” ha chiesto Backster al capo
ricercatore. “Sicuro”, lo ha sfidato il ricercatore.
“Guardate questo” disse Backster. È andato al flacone che
conteneva l’intera colonia di vermi Planaria e gli ha dato
una bella scossa avanti e indietro. I Planaria nella capsula
hanno avuto una reazione così grande che ha letteralmente
scaraventato i grafici fuori dal foglio! Il ricercatore si è
immediatamente precipitato verso il grafico ed ha iniziato a
verificare la macchina in cerca di un cavo staccato o di un
malfunzionamento; Backster ha semplicemente riso, messo le
mani in tasca e se ne è andato.
Per metterla in modo
semplice, quello che è accaduto ad un Planaria è accaduto a
tutti i Planaria, ed una primitiva forma di “coscienza di
gruppo” ha viaggiato attraverso uno spazio teoricamente
Vuoto, cercando di insegnare al gruppo le sue lezioni di
sopravvivenza.
2.6.3 Le
CELLULE
Gli studi di Backster comprendenti le cellule umane, come
documentato nel libro del dott. Robert Stone, sono forse
ancor più interessanti. In questo caso, le cellule
epiteliali (della pelle) di un essere umano, raccolte
dall’interno della guancia con un bastoncino di cotone, sono
state conservate in una stanza separata e connesse ad un
poligrafo. Backster è stato ripetutamente in grado di
provare che le cellule della guancia dimostravano risposte
improvvise corrispondenti precisamente con gli shock
emozionali creati ad arte, attentamente indotti nel
partecipante. Non era necessariamente facile indurre
eticamente in shock un essere umano, per cui non vi era
alcun modo “standardizzato” per eseguire l’esperimento. Gli
shock creati ad arte sono stati gestiti attraverso metodi
come la visione di immagini violente che avrebbero avuto un
particolare impatto emotivo sull’individuo, come un pilota
da combattimento veterano della Seconda Guerra Mondiale che
guarda un filmato su un aeroplano che viene abbattuto. In un
caso del genere, quando l’ex-pilota si contorceva sulla
sedia, creando variazioni di frequenza elettromagnetica
nella sua Risposta Epidermica Galvanica, le cellule della
sua guancia nella stanza accanto si sono contorte in modo
misurabilmente uguale.
Un altro esempio è stato quello di
lasciare un giovane uomo in una stanza con una rivista
pornografica, e poi irrompere nella stanza dopo che aveva
iniziato a guardarla, creando uno stato di imbarazzo. Le sue
cellule hanno mostrato la stessa risposta nella stanza
accanto.
Pertanto, gli shock e le emozioni negative nella mente si
muovono istantaneamente in tutte le cellule del corpo
influenzandole, che le cellule siano ancora connesse al
corpo o meno! Se lo spazio non ha alcun conduttore al suo
interno che permetta alla coscienza di viaggiare da un’area
all’altra, allora come può essere possibile tutto questo?
2.7 MISTERI METAFISICI CLASSICI
SPIEGATI
2.7.1 - CANCRO
Le scoperte di Backster sulle nostre cellule aiutano a
spiegare il fatto che il cancro viene ora mostrato da medici
professionisti come Deepak Chopra e Andrew Weil come una
manifestazione diretta di rabbia, o di resistenza all’amore.
Questi studi rivelano anche che coloro che sono più in
salute e vivono più a lungo sono i più felici e più liberi
da preoccupazioni, paura e odio, e che in tal modo accettano
l’amore nella loro vita. In altre parole, stress e shock non
sono semplicemente isolati dal sistema corporeo; essi
fondamentalmente influiscono su tutte le cellule del sistema
corporeo. Quello che una volta appariva come una
speculazione metafisica sta ora diventando un fatto medico
conclamato. Se volete vivere più a lungo, dovete possedere
efficaci abilità di gestione dello stress, ed imparare come
comunicare efficacemente per dissipare la vostra rabbia.
2.7.2 L’EFFETTO MAHARISHI
Inoltre, se l’effetto Backster può avvenire all’interno
delle cellule di una persona sia che le cellule siano
all’interno o separate dal corpo, allora è folle ritenere
che questo effetto non passi in qualche modo anche fra
esseri umani, influenzando quindi direttamente lo stato
emozionale degli altri intorno a loro.
Questa è una delle
ragioni per cui persone molto sensibili e intuitive possono
finire per avere costanti battaglie con la depressione; sono
incapaci di “respingere” la disarmonia delle persone intorno
a loro.
E come nota più positiva, il così ben congegnato
esperimento sull’ “effetto Maharishi” ha mostrato che mentre
un grande gruppo di persone ben addestrate meditava insieme
in un’importante città, la quantità di eventi violenti in
tale città è notevolmente calata.
Un ottimo, breve racconto di questo esperimento è contenuto
nel libro Cosmic Voyage della dott.ssa Courtney Brown, capo
del Farsight Institute:
Nel numero di Dicembre 1988 del Journal of Conflict
Resolution, è apparso un articolo metodologicamente
sofisticato che affermava che gruppi di meditatori
praticanti la Meditazione Trascendentale e il più coinvolto
Programma TM-Sidhi in un unico luogo potevano influenzare il
livello di conflitto nei luoghi limitrofi (Orme-Johnson et.
Al. 1988). Questo fenomeno è stato etichettato come “Effetto
Maharishi” in onore dello Yogi Maharishi Mahesh. L’articolo
è stato considerato controverso quando è stato pubblicato,
ad a tutti gli effetti lo è ancora.
Di nuovo, quello che stiamo fondamentalmente vedendo con
questo effetto è che c’è un conduttore attraverso cui
viaggia la coscienza umana; e infatti, potrebbe essere anche
la vera natura di tale coscienza. In un modello eterico,
questo movimento potrebbe essere semplicemente visto come
quello che abbiamo definito Amore: “L’Amore è la tendenza
delle entità all’interno del Campo Unificato, umano,
particella o altro, ad irradiare in modo crescente Unità
Armonica, attraverso moto vibrazionale”.
E nel caso dei meditatori Trascendentali, in qualche modo il
processo di quietare la mente, avendo pensieri amorevoli e
respirando profondamente provoca un innalzamento della
vibrazione, che poi si propaga attraverso la coscienza
dell’umanità proprio come l’abbassamento della vibrazione
attraverso il dolore si era propagato attraverso la famiglia
di vermi Planaria nella dimostrazione di Backster.
Così, se volete quietare la vostra mente nell’amorevole
coscienza, potete essere ben in grado di provocare un
movimento di energia intorno a voi.
Ma esattamente quanto
moto è in grado di creare un essere umano in questo etere?
Se anche tutti gli oggetti fisici sono creati da questa
energia, allora deve rimanere solamente un movimento
all’interno della coscienza, o potrebbe essere anche un moto
fisico ? (in capitoli successivi discuteremo del moto
dell’etere per levitare materia fisica attraverso mezzi
tecnologici, e mostreremo chiare ed evidenti prove che
dimostrano che questo è stato già realizzato).
2.7.3 LEVITAZIONE
Di fatto, alcune di quelle persone sul nostro pianeta stanno
già sviluppando le abilità che si dice siano comuni nei
regni superiori di vibrazione: abilità come ESP,
precognizione, levitazione, manifestazione/demanifestazione
di oggetti, l’abilità di vedere le auree, guarire gli altri
cose simili, tutte cose che possono avvenire in un modello
eterico. Vi sono testimoni oculari e documentazioni di
numerosi santi Cristiani che hanno levitato, come Santa
Teresa (1515-82) che parlò così:
Arriva, in generale, come uno shock, rapido e tagliente,
prima che tu possa raccogliere le idee, o aiutarti in
qualunque modo, e la vedi e la senti come una nuvola, o una
forte aquila che si solleva e ti trasporta via sulle sue
ali.
Questo autore ed altri hanno personalmente percepito gli
stadi preliminari di quello che stava descrivendo Santa
Teresa, compreso una “rapida e tagliente sensazione prima di
poter raccogliere le idee” ed una sensazione che “la tua
anima venga portata via” attraverso la parte superiore della
testa. Wilcock ha definito questo fenomeno “l’esplosione
dell’orecchio” dato che sembra originarsi come una
vibrazione pulsante nelle orecchie che provoca, oppure è il
risultato di un improvviso, shockante aumento vibrazionale
nella coscienza. Nel nostro caso, questo non è mai arrivato
completamente ad essere una levitazione di qualunque tipo,
ma c’è ancora speranza! Registri Cattolici Ufficiali
riportano che San Giuseppe di Cupertino (1603-63) è stato
letteralmente in grado di volare tre metri e più sopra il
terreno, e questo è stato osservato pubblicamente più di 100
volte. Una volta si è anche caricato un altro confratello e
lo ha trasportato in giro per la stanza, e subito prima
della sua morte, amici testimoni hanno confermato sotto
giuramento davanti a Dio di aver visto San Giuseppe
levitare. È assai improbabile che abbiano mentito, visto
quello che questo tipo di giuramento significava per loro.
Più recentemente, abbiamo il caso del signor DD Home di cui
è stato anche documentato che levitava il suo corpo nel 19°
secolo, da ricercatori scientifici rispettabili, leader
mondiali e dignitari della corona che lo hanno osservato di
prima mano nel Lago Ontario orientale, nell’area del Canada
dal 1820 al 1850. Home non solo poteva levitare, poteva
anche eseguire molte altre cose, come immergere le mani o la
testa nel fuoco senza bruciarsi, ed anche far levitare una
fisarmonica dentro una gabbia e suonarne una nota. Il libro
di Michael Talbot “Tutto È Uno [9]”
contiene un tesoro di affascinanti racconti proprio come
questo, e dovrebbe essere considerato una “lettura
raccomandata” per coloro che desiderano veramente studiare
ed integrare questo nuovo paradigma.
Indipendentemente da quello che ogni singolo lettore vuole
credere riguardo i fenomeni metafisici come la levitazione,
vi sono certamente un numero sempre crescente di persone che
stanno vivendo valide esperienze mistiche e sono riluttanti
a discuterne in pubblico per paura di sembrare ridicoli.
Nell’Ottobre del 2000, un altrimenti ordinario venditore di
mobili ha rivelato a questo autore che suo figlio aveva
levitato di un metro sopra il terreno in una camera pulita
durante una seduta spiritica, ed è stato solo dopo che
Wilcock ha rivelato la verità sulla sua carriera e sulle sue
scoperte che l’uomo si è fidato abbastanza da offrire tale
informazione. Naturalmente, uno scettico coninuerà solamente
a dire “Sta mentendo” a meno che la prova non venga
individualmente testimoniata, altri testimoni certificati
come nel caso di San Giuseppe di Cupertino vengono ignorati.
Comunque noi ora possiamo allentare le catene, in quanto
l’esistenza dell’etere conscio rende possibile tutti i
generi di fenomeni mistici, fornendo un conduttore
attraverso cui la coscienza può viaggiare e dunque provocare
azioni a distanza, fino anche al punto di provocare la
diretta levitazione di oggetti o del corpo umano. E la
telecinesi è stata studiata molto accuratamente in
laboratorio.
2.8 L’ETERE e la PSICOCINESI
Se un essere umano può far levitare oggetti e muoverli
attraverso lo “spazio
Vuoto”, allora le nostre attuali
comprensioni scientifiche necessitano di una seria
revisione. Come abbiamo detto, se l’amore è semplicemente un
movimento di energia che tende verso un livello superiore di
vibrazione, allora questo può non essere necessariamente un
moto esclusivamente nel campo non fisico della coscienza;
anche la materia fisica può subirne l’influenza, fino anche
alla levitazione del corpo.
Comunque, i dati sulla
levitazione sono ancora aperti ad altre interpretazioni,
alcune delle quali sono semplicemente religiose e non si
preoccupano di chiedersi il “come”. Nella mente dello
scienziato, l’universo è composto da quattro forze di base:
gravità, elettromagnetismo, forza nucleare debole e forza
nucleare forte. Se l’etere forma davvero tutta la materia
fisica e crea, oppure è una funzione della coscienza, allora
ci dev’essere un modo per la coscienza di generare
spontaneamente ognuna di queste quattro forze fondamentali
che abbiamo citato, oltre ad essere in grado di muovere
oggetti fisici. Se non possiamo trovare le forze
fondamentali dell’Universo create in questo movimento di
coscienza, allora l’intera, vastissima mole di dati “non può
essere vera”.
Studi rigorosi del fenomeno della psicocinesi sono stati
condotto nella ex Unione Sovietica e in Cecoslovacchia, più
tardi documentati nella Ricerca di Parapsicologia Sovietica
e Cecoslovacca non segretata della DIA, di Louis F. Maire
III e del Maggiore J.D. LaMoth, MSC, pubblicata nel
Settembre 1975.
Dal momento che pare che questi paesi
fossero molto più avanti degli Stati Uniti in questa
ricerca, vale la pena seguire queste linee guida, dato che
molti Occidentalisti non sono consapevoli del grado di
progresso scientifico compiuto nell’ex blocco sovietico in
queste aree. In questi studi ci si riferisce all’energia
eterica imbrigliata come a “bioplasma”. Abbiamo messo in
grassetto certe porzioni di questo estratto piuttosto lungo
per enfasi:
La psicocinesi (PK), o come viene talvolta chiamata,
telecinesi, è l’abilità di influenzare oggetti animati o
inanimati a distanza, senza contatto fisico, per mezzo di
campi di energia biologici controllati o meno.
Alcuni, ma non tutti, gli effetti della PK comprendono:
iniziazione o cessazione del moto negli oggetti inanimati;
evidente neutralizzazione dell’effetto della gravità su
oggetti inanimati (levitazione); induzione di variazioni nei
processi fisiologici della materia animata; la creazione di
campi elettrici, elettromagnetici, elettrostatici magnetici
o gravitazionali misurabili intorno agli oggetti
destinatari; e l’imposizione di immagini su emulsioni
fotografiche schermate...
[Nota: Subito, i criteri affinché la coscienza umana crei i
campi di energia di base nell’Universo sono stati
soddisfatti, pubblicati in un documento della DIA degli
Stati Uniti]
La ricerca sovietica ha preso parecchie direzioni diverse
negli sforzi per sviluppare spiegazioni materialistiche per
gli effetti PK osservati. Questa ricerca comprendeva studi
approfonditi delle caratteristiche del campo elettrico tra
soggetto ed oggetto, caratterizzazione dei campi elettrici
immediatamente intorno al soggetto, studio dei campi
bioelettrici tramite strumenti di rilevazione, studio degli
schemi d’onda del cervello dei soggetti, e fotografia dei
campi bioenergetici dei soggetti.
Ad oggi, gli scienziati Sovietici non sono affatto d’accordo
sulla natura delle forze coinvolte, ma tutti concordano che
vi sia in gioco un’energia fisica.
Il dott. Viktor G. Adamenko dell’Istituto di Radiofisica a
Mosca, il dott. Viktor Inyushin, dell’Università Kazaka,
Lama-ata, ed il dott. Genady Sergeyev dell’Istituto
Fisiologico A.A. Uktomskii, Leningrado, sono i leader dei
teorici sovietici che studiano PK.
Sia Inyushin che Sergeyev hanno sviluppato delle teorie
fondate sull’esistenza di una nuova forma di energia, una
forma di energia biologica denominata “bioplasma”. Essi
considerano gli effetti PK come analoghi ad un fulmine che
carica accidentalmente una superficie e percepiscono che il
movimento nella PK avviene come risultato di un’interazione
di carica elettrostatica e del campo elettromagnetico
dell’oggetto con il campo dell’operatore umano.
L’energia biologica coinvolta va sotto la conscia direzione
del soggetto, che può iniziare o fermare il moto di un
oggetto, variarne la direzione o farlo rotare. Sergeyev ha
sviluppato una strumentazione che misura le variazioni nel
campo bioplasmico a distanze fino a 3 metri; lui ha
registrato campi di 10.000 volt/cm nelle vicinanze
dell’obiettivo senza alcuna indicazione di un campo
elettrico nello spazio tra il soggetto e l’oggetto.
Secondo Sergeyev, l’energia bioplasmica ha la massima
concentrazione nella regione della testa. Lui attribuisce la
PK ad una polarizzazione del bioplasma in modo simile al
laser e lo definisce “effetto biolaser” che agisce come
forza materiale sull’oggetto.
Il dott. Sergeyev ha sviluppato dei rilevatori che
monitorizzano il campo di energia durante le dimostrazioni
di psicocinesi.
Sebbene agli osservatori occidentali siano
state negate le informazioni sulla costruzione dei
rilevatori, (informazioni che si riporta siano state
classificate dall’esercito Sovietico) alcuni dettagli
possono essere stati pubblicati dall’Accademia Sovietica
delle Scienze.
[Nota: A questo punto gli autori cercano di speculare su
quello che potrebbero essere questi rilevatori. Abbiamo
omesso questa parte e certe altre.
Quando rivedremo il
lavoro del Col. Tom Bearden sulla tecnologia ad onda scalare
Sovietica potremo vedere il perché sia stata classificata,
dato che lui ha scritto libri interi su come gli ex
Sovietici abbiano usato questa tecnologia per applicazioni
sulle armi].
Il dott. Adamenko ha condotto esperimenti per accertare il
ruolo delle cariche elettrostatiche sulla superficie degli
obiettivi come causa del loro movimento... Adamenko ha
mostrato che le basi materiali dell’interazione senza
contatti tra l’uomo e gli oggetti risulta da un campo
elettrostatico la cui magnitudine dipende dallo stato
psicologico dell’uomo...
Adamenko fa riferimento alla guarigione con “l’imposizione
delle mani” (in termini occidentali “guarigione per fede”).
I Sovietici hanno misurato i campi elettrici tra i
“guaritori” ed i pazienti, pur conoscendo questi campi
potenziali non sono stati in grado di replicare gli effetti
benefici ottenuti dagli umani per mezzo di campi generati
meccanicamente...
Nel 1973 e 1974, uno psichico Sovietico di nome Boris
Ermolayev ha partecipato ad una serie di esperimenti
all’Università di Mosca. Si riporta che Ermolayev abbia
l’abilità di far levitare (sospendere) oggetti a mezz’aria
concentrando energia psichica verso un punto focale nello
spazio.
In alcuni dei test, Ermolayev ha schiacciato un oggetto fra
le sue mani, poi ha aperto lentamente le sue mani fino a
circa 20cm. dall’oggetto, che è rimasto sospeso nell’aria.
Gli scienziato Sovietici affermano che tutti i test sono
stati condotti sotto rigorosi controlli de che non è stato
utilizzato alcun filo o altri attrezzi di sorta.
Dubrov
sente che i poteri di levitazione di Ermolayev possono
essere utilizzati per dimostrare che le variazioni
spazio-temporali e gravitazionali avvengono nell’area tra le
mani dello psichico e l’oggetto.
Suggerisce che la trasmissione di energia elettromagnetica
di velocità conosciuta dovrebbe essere posticipata quando
viene indirizzata attraverso il campo di levitazione.
Due soggetti femminili, Nina Kulagina e Alla Vinogradova,
sono state studiate approfonditamente dai dott. Sergeyev e
Adamenko. Secondo Sergeyev, la signora Kulagina può
controllare il battito di preparazioni di cuore di rana,
imprimere immagini su emulsioni fotografiche schermate, e
muovere oggetti che pesano una libbra e più...
In altri esperimenti, la signora Kulagina ha impresso
immagini su pellicole non esposte sigillate in buste nere.
Durante questi esperimenti Sergeyev ha misurato l’energia
intorno al corpo della psichica e ha trovato che era la metà
di quella di un individuo non psichico. Questo ha portato
Sergeyev a credere che lei assorbisse, o attirasse,
l’energia intorno a sé per poi scaricarla sull’oggetto.
Le esperienze della signora Kulagina sperimentano un
considerevole stress durante i test. Le sue pulsazioni
aumentano, così come il suo ritmo respiratorio; sviluppa
dolore nella spina dorsale superiore e sul retro del collo.
All’inizio del suo stato “attivato” ha sete ed un sapore di
ferro o rame in bocca.
Durante lo stato attivato sperimenta occasionalmente periodi
di vertigine e nausea. Il livello di zuccheri nel sangue
aumentano ed entro un’ora dal termine del test avviene una
perdita di peso da mezzo chilo ad un chilo. Sperimenta meno
stress quando è da sola, ed afferma di rispondere meglio in
un’atmosfera di amicizia, fiducia e stima reciproca.
La sua abilità PK dipende dall’umore (il suo e quello degli
osservatori) e spende più energia in un’atmosfera ostile o
scettica.
Gli aspetti meccanici degli effetti PK della signora
Kulagina sono i seguenti:
1. Forma e dimensioni sono più importanti della struttura
fisica della sostanza che sta cercando di influenzare.
2. Peso e dimensioni dell’oggetto che sta cercando di
muovere sono importanti; i pesi variano da pochi grammi a
quasi mezzo chilo.
3. Trova più facile muovere un cilindro verticale rispetto
ad uno orizzontale.
4. Non provoca alcun cambiamento nella forma di oggetti
morbidi durante il movimento.
5. La direzione in cui si muove un oggetto dipende dalla sua
volontà, e può essere o verso di lei o lontano da lei. Può
anche provocare movimenti rotatori o verticali.
6. L’effetto di campo ottimale avviene ad
approssimativamente 30/50cm; il suo limite di distanza è di
circa 1 metro, quando l’oggetto da influenzare è a un metro
dal bordo della superficie su cui si opera. A queste
distanze si dice che fosse in grado di muovere un oggetto in
mezzo ad altri, a seconda di dove focalizza la sua
attenzione.
Gli aspetti elettrici degli effetti della signora Kulagina
sono i seguenti:
1. Un campo elettrico viene generato nelle vicinanze
dell’oggetto che sta tentando di influenzare; comunque, non
v’è alcun campo misurabile tra la Kulagina e tale oggetto e
non si osserva alcuna scintilla.
2. Non può esercitare alcun effetto su un oggetto situato
nel "Vuoto". [Nota: Altre ricerche psichiche sovietiche
avevano chiaramente dimostrato che questa “energia bioplasmica” può viaggiare attraverso qualsiasi cosa,
comprese gabbie schermate al piombo che impediscono
l’ingresso a qualsiasi radiazione convenzionale]
3. La monitorizzazione elettrostatica non ha alcun effetto
sui suoi poteri, che sembrano essere migliori su un oggetto
sotto una copertura dielettrica [non conduttiva], ma non
funzionano durante temporali o altre condizioni atmosferiche
in cui vi sia una quantità maggiore del normale di
elettricità nell’aria.
Non può mai esercitare influenza su
un elettroscopio.
4. Può provocare la luminescenza di cristalli lumiferi e
produrre variazioni nello spettro della luce visibile
assorbita dai cristalli liquidi.
Il dott. Adamenko ha scoperto che Alla Vinogradova produce
effetti simili a quelli di Nina Kulagina, ma è soggetta a
molto meno stress psicologico. In alcuni dei suoi
esperimenti con lei a Mosca, durante il quale ha mosso una
varietà di oggetti intorno ad una superficie dielettrica,
intorno agli oggetti è stata misurata una grande quantità di
energia elettrostatica (ES) (teoricamente sufficiente per
illuminare un piccolo tubo di neon).
Le misurazioni hanno rilevato pulsazioni di campo sincrone
con il ritmo respiratorio, il battito cardiaco e lo schema
ritmico alfa del cervello della Vinogradova; la regione fra
la Vinogradova e l’oggetto non conteneva alcun campo di
energia né frequenze, e l’energia ES aumentava di intensità
quando ci si avvicinava all’oggetto.
II risultati con Anna Vinogradova hanno portato Adamenko a
credere che vi possano essere individui che hanno l’abilità
di mettere in piedi secondo volontà un campo ES sulla
superficie corporea e proiettarlo secondo necessità.
[Nota: A questo punto nel documento l’autore impiega
parecchie pagine per descrivere come le ricerca Cecoslovacca
nella PK possa essere eseguita con moltissime persone, non
solo con individui eccezionali.
Tipicamente comprende un oggetto leggero che pende da un
filo attaccato al suo punto medio ed è libero di roteare
dentro un contenitore di vetro sigillato.
Semplicemente toccando l’esterno del contenitore, le persone
sono in grado di farlo roteare. Il primo esempio di un
oggetto simile che possa ruotare dentro il vetro è una ruota
a raggi:]
Uno degli strumenti di Pavlita per dimostrare la PK viene
mostrato in Figura 8. Il modo usuale per caricare lo
strumento di energia psichica è di toccare l’area della
tempia della testa con la mano, poi toccare l’oggetto.
L’energia accumulata poi provoca la rotazione della ruota.
Pavlita afferma che con l’allenamento alcune persone possono
imparare a far girare la ruota con la sola concentrazione
visuale...
[Nota: questo autore è riuscito a far girare un quadrato di
carta di 10x10cm, piegato in forma piramidale e sospeso su
un ago montato sotto vetro, senza toccare l’oggetto. Sebbene
sia molto più facile da fare senza la copertura di vetro, si
può certamente fare in quelle condizioni se si ha la
pazienza. Quindi possiamo garantire sull’autenticità di tali
esperimenti].
Ora per concludere questa sezione del documento vi sono
speculazioni sulle possibili applicazioni militari di tali
abilità.
La seconda e ultima frase è, per noi, assai
rivelatrice della semplice verità:…più significativo è il
fatto che scienziati Sovietici e Cechi stiano perseguendo un
approccio correlato ed unificato per determinare le fonti di
energia e le interrelazioni che soggiacciono alla PK e
sembrano essere molto più avanti delle loro controparti
occidentali su questo obiettivo.
Chiaramente vi è una gran quantità di informazioni da
assorbire e da considerare all’interno di questo documento.
Molti di noi possono non essere stati consapevoli delle
anomalie intorno al fenomeno della psicocinesi, che
comprendono la creazione di campi elettromagnetici,
elettrostatici, magnetici e gravitazionali intorno agli
oggetti di studio.
Ancor più importante, il campo energetico intorno agli
oggetti stava mostrando gli stessi ritmi di interni al corpo
della persona, come ritmo cardiaco e respiratorio. Di
conseguenza, se una persona è in grado di creare tutti i
principali campi che osserviamo a livello macroscopico
tramite la coscienza, (escludendo le forze nucleari deboli e
forti a livello atomico) allora dovremmo chiaramente mettere
la coscienza su un gradino più alto rispetto a queste altre
forze, come fattore unificante di tutte queste forze.
In altre parole, se le forze fondamentali della natura che i
nostri scienziati hanno osservato possono essere tutte
create o imbrigliate da una forza di coscienza, allora in
ultima analisi devono essere tutte connesse in Unità.
Inoltre, gli esperimenti della Kulagina con la PK dimostrano
chiaramente che la quantità di vibrazioni simpatetiche o di
amore nella stanza avevano un notevole effetto sui suoi
risultati: scettici, atmosfera tesa le creano uno stress
energetico molto maggiore rispetto alle situazioni calme,
rilassate e di supporto.
2.9 TUTTO È UNO
La nostra ultima affermazione è che tutti i campi
fondamentali (gravità, elettromagnetismo, forza nucleare
debole e forza nucleare forte) devono emanare direttamente
dall’etere, una forza unificatrice di vibrazioni
simpatetiche che forma tutta la realtà fisica, come vedremo
ora. La coscienza è fondamentalmente interconnessa con
questo processo.
Se il Campo Unificato è pura energia, e l’energia deve
muoversi per formare tutta la fisicità, allora alla fine la
Coscienza è un’altra forma di movimento eterico. Una volta
che una persona è appropriatamente addestrata, può
utilizzare la sua coscienza per creare moto nell’etere in
una qualsiasi delle sue forme, compresi i campi di forza
comunemente osservati. E come hanno dimostrato gli
scienziati russi, questa non è più sola speculazione; questi
sono dati sperimentali.
Nel nostro prossimo capitolo, ci avventureremo in una
discussione su come questi concetti dell’etere e della
coscienza si espandano fino al contesto cosmico, in cui si
vedono energie planetarie con un effetto strutturato sulla
coscienza umana, marcando dunque il passaggio del tempo.
Rivedremo anche i dati che suggeriscono che piani
alternativi di esistenza sono davvero una realtà tangibile,
e che l’anima,
anzi lo
Spirito dell’essere umano può esistere su più di un
piano di esistenza alla volta.
Note:
[1] Dall’inglese Zero Point Energy
[2] orig. A Brief History of Time
[3] orig. Dancing Wu-Li Masters
[4] trad. Il Segreto della Luce
[5] trad. La Vita Segreta delle Piante
[6] trad. La Vita Segreta delle Vostre
Cellule
[7] dall’inglese: Galvanic Skin Response
[8] il classico contenitore circolare
trasparente usato per le colture dei batteri
[9] titolo originale: “The Holographic
Universe”
Tradotto da Richard per
Altrogiornale.org
Fonte: divinecosmos.com
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Il ritorno dell’etere e dell’armonia
Perché i venti di guerra crescono ? Perché stanno emergendo
le prove che qualsiasi potere è impotente, incapace di
spiegare i profondi cambiamenti in atto e di comprendere il
ruolo della Vita, la Forza che sta risvegliando la coscienza
dell’uomo.
Mentre il mondo sembra prepararsi a una guerra mondiale o a
una catastrofe totale, eventi imprevisti appaiono in cielo e
in terra e dimostrano un fatto poco noto: il “sapere” non sa
spiegarli e perciò si comporta come la volpe con l’uva, li
considera insignificanti. Invece hanno profondi effetti sul
corpo e la mente di chi sente gli inganni di un “potere”
impotente a garantire benessere e giustizia per tutti.
Gli eventi non sono trascurabili, anche se i media li citano
di sfuggita.
Uno è l’evidenza della massiccia energia oscura, circa il 70
per cento dell’universo, secondo le Scienze dello Spazio;
è energia che pullula dal “Vuoto”
ed è usata dalla porzione più cospicua del nostro cervello –
la materia bianca – che è sede della coscienza
per le neuroscienze. Un altro evento ignorato è la
rivelazione del Web Cosmico ovvero dei fili invisibili che
legano le rotazioni di milioni di galassie e svelano l’istantanea
coerenza dei movimenti, “distanti” milioni di anni luce.
Il “Vuoto”
è ciò che tanti saggi e scienziati hanno chiamato “etere”.
“L’etere riporterà l’armonia nel mondo”, diceva Aristotele
(384-322 a.C.). Per Cartesio (1596-1650) l’etere = "Vuoto",
è un mare pieno di vortici e, secondo teorie recenti, è un
superfluido denso di moti ruotanti che hanno una
peculiarità: sono quantizzati, posti su una scala
universale i cui gradini hanno una precisa e ben nota unità
di misura.
Da pochi decenni l’energia oscura sta accelerando
l’espansione dell’UniVerso secondo
le comuni interpretazioni.
Il cambio c’è, ma riguarda tutto e non solo il clima della
superficie terrestre; può essere un salto
quantico dell’etere, favorito dalle quattro eclissi avvenute
negli ultimi due anni (2014-2015) e tale da favorire
l’ascesa dell’umanità su quella scala universale che è sia
celeste sia terrestre.
Se così è, crescono il livello di coscienza e l’abilità
umana a svelare i “misteri” del “sapere”.
Il salto quantico dell’etere cambia le rotazioni e quindi,
tutti i tempi; non è il salto promosso dalla fisica quantica
ordinaria che, come la nebbia, lascia il tempo che trova,
cioè il tempo lineare creato dal campo elettromagnetico, il
lato oscuro, cui è inchiodata la mente minore, la materia
grigia che… mente. Non essendo cosciente dell’immane energia
oscura usata dalla Mente Superiore, si comporta come la
volpe con l’uva; trascura il lato luminoso che i fisici
scoprono al CERN nel 1974 e che, non a caso, dimenticano.
Troppo celere, quindi, troppo “debole” da osservare, ma
capace di smuovere tutti gli spin nucleari, inclusi quelli
del corpo umano, di trasmettere ciò che organi
sensibili, quali i nostri cervelli, possono sentire
come emozioni e sensazioni e tradurle in azioni pratiche e
concrete.
L’ascesa dell’umanità non è un
fatto spirituale, ma l’effetto della “Volontà del padre che
è nei cieli”, cioè nelle teste di quelli che vogliono il
bene comune. E usare il lato luminoso non è fantascienza,
ma coscienza di ciò che siamo: terminali speciali del Web
Cosmico. I fili invisibili del Web Cosmico, possono essere
percorsi da quella corrente “debole” ed è la componente
neutra della Forza che i fisici chiamano “Elettrodebole”.
Il risveglio della Forza è oggi provato da un fenomeno che
le scienze osservano e i media non riportano. E’ la comparsa
di antimateria che "sarebbe scomparsa" più di tredici
miliardi di anni fa, secondo la teoria del Big Bang,....
infatti sono state osservate e fotografate da un satellite,
nuvole ricche di antimateria...
L’antimateria può produrre antigravità ovvero ascensione e
altri back clock.
Tratto da: giulianaconforto.it