Le CONQUISTE del DOTT. N.A. KOZYREV -
By David Wilcock
La sensazionale prova scientifica che tutta
la materia fisica è formata da un “etere” di energia
invisibile e cosciente risale almeno agli anni ’50. Il
rinomato astrofisico russo prof. Nikolaj A. Kozyrev
(1908-1983) ha dimostrato senza ombra di dubbio che una
simile sorgente di energia deve esistere; e il risultato di
ciò fu che egli divenne una delle figure più controverse
nella storia della comunità scientifica russa.
Le imponenti
conseguenze delle sue ricerche, e di tutti coloro che lo
seguirono, furono completamente nascoste dall’ex Unione
Sovietica; ma con la caduta della Cortina di Ferro e
l’avvento di Internet finalmente abbiamo la possibilità di
accedere ai “segreti più nascosti della Russia”. Il seme
delle scoperte di Kozyrev ha prodotto come frutto due
generazioni di rimarchevoli ricerche da parte migliaia di
studiosi specialisti in materia, cosa che ha cambiato
profondamente la nostra concezione dell’Universo.
Il fatto
di attribuire a Kozyrev una menzione di rilievo all’inizio
del nostro libro vuole essere un modo per far capire
permanentemente ai nostri colleghi e lettori l’importanza e
l’impatto storico di questo studioso.
Figura 1.1. Il dott. Nikolaj A. Kozyrev
1.1 - L’ETERE
Il termine “aether” in greco significa
“splendore”, e la realtà fondamentale di una tale
invisibile, fluida sorgente di energia universale è da
sempre una delle caratteristiche delle scuole segrete
misteriche di tutto il mondo. Le opere dei filosofi greci
Pitagora e Platone vi dedicano molto spazio, così come le
scritture dei Veda dell’antica India; queste opere chiamano
l’etere in molti modi fra cui “prana” o “Akasha”. In
Oriente, esso è conosciuto come “chi” o “ki”, e viene data
una speciale importanza alle sue interazioni con il corpo
umano, come nella scienza dell’agopuntura.
Maestri e adepti
che ereditassero una tale tradizione segreta potrebbero
eventualmente imparare a manipolare quest’energia, creando
risultati miracolosi, quali levitazione, teletrasporto,
manifestazioni, guarigioni istantanee, telepatia e simili.
Tali risultati sono stati ripetutamente documentati nel XX
secolo e studiati in laboratorio, come abbiamo scritto in
Convergence III.
L’esistenza dell’etere è stata manifestamente
accettata senza riserve nei circoli scientifici a partire
dai primi anni del XX secolo, dopo che l’esperimento
Michelson-Morley del 1887 era stato “cooptato” per provare
che una simile forma di energia nascosta non esisteva.
vedi
il Vuoto
D’altra parte, le scoperte più recenti sulla “massa oscura”
- vedi anche:
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna//010107g.htm
-,
l’”energia oscura”, le “particelle virtuali”, il “vacuum flux”, e l’”energia del punto-zero”, per citarne solo
alcune, hanno portato gli scienziati occidentali riluttanti
a dover riconoscere che invece doveva esistere un medium
energetico nascosto nell’Universo.
Finché si adopera un
termine rassicurante come “quantum medium” anziché la parola
proibita “etere”, è possibile parlare sulla stampa ufficiale
senza timore di cadere nel ridicolo.
L’establishment
scientifico di base è assai duramente polarizzato contro
chiunque si avvicini ad una teoria “eterica”: loro “sanno”
che una simile teoria (la loro) è palesemente falsa, e si batteranno
vigorosamente per questo. Comunque, una simile repressione
non fa altro che incrementare il desiderio e l’impegno di
quanti si adoperano per risolvere il puzzle.
Uno dei primi esempi della prova
dell’esistenza dell’etere proviene dal dott.
Hal Puthoff, un
rispettabile scienziato della Cambridge University. Puthoff
menziona di frequente gli esperimenti compiuti all’inizio
del XX secolo, prima dell’avvento della teoria
meccanica dei quanti, che cercavano di definire se ci
fosse una forma di energia nello spazio vuoto.
Per
verificare quest’idea in laboratorio, era necessario creare
uno spazio completamente privo di aria (il
vacuum),
schermato e protetto da tutti i tipi di radiazione
elettromagnetica, usando ciò che è noto con il nome di
gabbia di Faraday. Questo vacuum veniva portato alla
temperatura di meno 273 gradi (lo
zero assoluto), alla quale
tutta la materia dovrebbe smettere di vibrare e di produrre
calore.
Questi esperimenti provarono che,
anziché
assenza di energia nel vacuum, si verificava
un tremendo
aumento di essa, per giunta da una fonte
non-elettromagnetica !
Il dott. Puthoff ha spesso definito
questo processo come “un calderone in ebollizione” di
energia alla più elevata magnitudine. Dato che questa
energia potrebbe essere trovata allo zero assoluto, tale
forza è stata chiamata “energia del punto zero” o ZPE (zero
point energy), mentre gli scienziati russi di solito la
definiscono “il
vacuum fisico”, o PV (phisical vacuum).
Recentemente, gli affermati fisici John Wheeler e Richard
Feynman hanno calcolato che:
La quantità di zero point energy nel volume
spaziale di un singolo bulbo luminoso è potente abbastanza
da portare tutti gli oceani del mondo al
punto di ebollizione !
Chiaramente, non abbiamo a che fare con una
forza tenue e invisibile, ma con una fonte di potenza
incredibilmente elevata, che potrebbe avere capacità
necessaria per sostenere l’esistenza di tutta la materia
fisica.
Nella nuova visuale scientifica
che emerge dalla
teoria dell’etere, tutti e quattro i campi di forza, il
campo gravitazionale, il nucleare forte e quello debole, il
campo elettromagnetico, sono in sostanza
differenti
manifestazioni dell’etere/ZPE.
Per avere un’idea di
quanta energia “libera” esista intorno a noi, il prof. M.T.
Daniels calcola che la densità di energia gravitazionale
vicino la superficie della terra corrisponde a 5,74 x 10^10
(t/m^3). [Non bisogna dimenticare che la gravità potrebbe
essere semplicemente un’altra forma di etere secondo questo
nuovo modello].
I calcoli del prof. Daniels rivelano che
il prelevamento di 100 kilowatt di questa potenza di
“energia libera” dal campo gravitazionale intacca un
estremamente piccolo 0,001% dell’energia naturale che è
stata prodotta in quell’area.
(New
Energy News, Giugno 1994, pag. 4)
1.2 - ANALOGIE PER COMPRENDERE LE SCOPERTE DI
KOZYREV
Nei capitoli 3 e 4, analizzeremo i miti della
fisica quantica mostrando che il consueto modello dell’atomo
a “particella” è seriamente errato. Come suggerisce la
teoria della relatività di Einstein, tutta la materia
fisica, in ultima analisi, è composta da pura energia,
e non vi sono “particelle pesanti” da rinvenire nel regno
quantico. Sempre più spesso la comunità scientifica viene
forzata ad accettare il fatto che gli atomi e le molecole
siano come la fiamma di una candela, in cui l’energia che
essa rilascia (come il calore e la luce della fiamma)
deve essere bilanciata dall’energia che assorbe (come la
cera della candela e l’ossigeno dell’aria). Quest’”analogia
della candela” è un tratto distintivo del modello del dott.
Hal Puthoff, con cui egli cerca di spiegare per quale motivo
l’elettrone ipotetico non irradia intorno tutta la sua
energia e precipita dentro il nucleo. Questo apparente “moto
perpetuo” entro l’atomo viene spiegato semplicemente dai più
come “la magia della meccanica quantistica”.
Per essere realmente in grado di grattare la
scorza del lavoro e delle relative scoperte di Kozyrev, sono
richieste certe nuove analogie per la materia fisica.
L’opera di Kozyrev richiede rigorosamente che noi siamo in
grado di visualizzare tutti gli oggetti fisici della materia
dell’Universo come se essi fossero spugne immerse
nell’acqua. In tutte queste analogie, dovremmo
considerare le spugne come se fossero rimaste immerse nel
liquido per tutto il tempo sufficiente affinché arrivassero
ad essere sature. Tenendo presente questo, ci sono adesso
due cose che possiamo fare con le spugne imbevute: possiamo
decrementare il volume dell’acqua che esse contengono
oppure incrementarlo, per mezzo di alcune procedure
meccaniche molto semplici.
·
1. decrementare:
se una spugna imbevuta viene strizzata, raffreddata o
ruotata, parte dell'acqua che essa contiene verrà rilasciata
nelle vicinanze, diminuendo la sua massa. lasciando riposare
la spugna subito dopo, la pressione dei milioni di piccoli
pori viene alleggerita, portandola a poter nuovamente
assorbire altra acqua e ad
espandersi nuovamente entro la sua normale massa a riposo.
·
2. incrementare:
possiamo anche pompare più acqua nella spugna
in posizione di riposo, scaldandola (facendola vibrare),
portando così i pori ad espandersi più della loro normale
capacità ricettiva. In questo caso, dopo aver rilevato la
pressione aggiunta, la spugna rilascerà naturalmente l'acqua
in eccesso e si ritrarrà di nuovo alla sua massa a riposo.
Anche se potrebbe apparire impossibile alla
maggior parte delle persone, Kozyrev ha dimostrato che
scuotendo, facendo girare, riscaldando, raffreddando,
facendo vibrare o rompendo oggetti fisici, il loro peso può
essere incrementato o decrementato di piccole ma
significative unità. E questo è solo uno degli aspetti del
suo eccezionale lavoro.
1.
1.3 - IL BACKGROUND DEL PROF. KOZYREV
Dato che il mondo occidentale conosce molto
poco su Kozyrev, saranno utili alcune note biografiche e
informazioni di ricerca, le quali mostreranno anche come
egli sia ben lungi dall’essere una sorta di
scienziato-mitomane: si tratta anzi di uno dei più eminenti
pensatori russi del XX secolo. La prima pubblicazione
scientifica di Kozyrev ebbe luogo quando aveva diciassette
anni; gli altri scienziati si meravigliarono della
profondità e della chiarezza della sua logica. La sua
attenzione principale fu rivolta all’astrofisica, in
particolare studiò l’atmosfera del Sole e delle altre
stelle, il fenomeno delle eclissi solari e l’equilibrio
della radiazione. A venti anni si laureò in Fisica e
Matematica all’università di Leningrado, e a ventotto anni
era già conosciuto come importante astronomo, e relatore a
diversi convegni.
L’intensa vita di Kozyrev attraversò una fase
sfortunata e difficile nel 1936, quando fu arrestato a causa
della leggi repressive di Josef Stalin; subito dopo, nel
1937, iniziò un tormentoso periodo di 11 anni durante i
quali conobbe tutti gli orrori di un campo di
concentramento. Anche senza equipaggiamento scientifico,
durante questo periodo gli fu data la più brutale delle
iniziazioni nel campo della conoscenza nascosta. Per una
mente illuminata, una serie di terribili difficoltà può
anche bruciare qualsiasi desiderio di gratificazione dal
mondo materiale, rimuovendo la resistenza verso la più alta
consapevolezza, cosicché viene prodotto uno stato di
illuminazione nel quale la verità universale viene
immediatamente riconosciuta e assimilata. In questo stato,
egli meditò profondamente sui misteri dell’Universo,
prestando attenzione a tutte le strutture esistenti nella
vita, in cui così tanti differenti organismi manifestano
segni di asimmetria e/o sviluppo a spirale.
Kozyrev sapeva che, a metà dell’Ottocento,
Louis Pasteur aveva scoperto che il blocco di vita in
formazione noto come “protoplasma” era intrinsecamente non
simmetrico, e che le colonie di microbi crescevano in una
struttura a spirale. Queste proporzioni in espansione
soggiacevano anche alla struttura di piante, insetti,
animali e uomini, così come avevano scritto molti fra gli
appartenenti all’antica tradizione di Misteri Atlantidei a
proposito della “geometria sacra”, come la forma a spirale
nota come Fibonacci, Sezione Aurea, o spirale “phi”.
Figura 1.2 – La spirale “phi” nel guscio del nautilo (L) e
con triangoli geometricamente inscritti (R)
Dalle sue osservazioni illuminate nel campo
di prigionia, Kozyrev ritenne che tutte le forme di vita
dovevano essere composte da una forma di energia invisibile
a spirale, in aggiunta alle loro normali proprietà di
ottenere energia per mezzo di cibo, liquidi, respirazione e
fotosintesi. Vedremo più avanti in quest’opera come i dati
in questione siano del tutto esaurienti.
Kozyrev teorizzò che cose come la crescita
della spirale del guscio e quale lato del corpo umano
conterrà il cuore sono determinati dalla direzione di questo
flusso. Da qualche parte nello spaziotempo dovrebbe esistere
un’area in cui il flusso di energia produca spirali in
direzione opposta, cosicché Kozyrev si aspettava che lì i
gusci crescessero in direzione opposta, e che il cuore si
trovasse dalla parte opposta della cavità corporea.
Questo concetto di energia a spirale potrebbe
sembrare non realistico in biologia, ma le scuole misteriche
lo conoscono da molto tempo. La prossima immagine ci mostra
come la ratio del “phi” emerga naturalmente nella
struttura del braccio umano, e questo non è che uno degli
esempi in cui si ripete in tutto il corpo umano, così come
nelle piante, animali e insetti. Quei pochi che riconoscono
ciò alle fine riterranno, del tutto tipicamente, che tali
relazioni emergono semplicemente perché “phi” rappresenta il
modello naturale più efficiente in cui la crescita possa
manifestarsi. Kozyrev suggerì che la vita non avrebbe avuto
altri modi di manifestarsi, poiché essa crea continuamente
la sua energia a spirale per sostenersi, e perciò ogni
momento del processo deve seguire le proporzioni. In questo
senso possiamo ritenere che il sistema scheletrico funga da
antenna per quest’energia.
Figura 1.3. Le proporzioni “Phi” nell’avambraccio umano
Quando Kozyrev venne finalmente riabilitato e
liberato dal campo di prigionia, nel 1948, fece ritorno alle
sue ricerche, e fece delle predizioni sulla Luna, Venere e
Marte, che furono in seguito convalidate dai ricercatori
spaziali sovietici più di dieci anni dopo. Con questo si
guadagnò la considerazione generale dei sovietici, che lo
considerarono un pioniere della corsa allo spazio. Quindi,
nel 1958 il prof. Kozyrev attirò su di sé una controversia a
livello mondiale, dichiarando che la Luna presentava
attività vulcanica in prossimità del cratere Alphonsus. Se
questa scoperta si fosse dimostrata vera – cosa che la
maggior parte di astronomi e scienziati si rifiutò
fermamente di credere – avrebbe significato che la luna
possedeva immense risorse naturali e sorgenti di forza, tali
da rendersi utili come propellenti per lanciare l’umanità
verso le stelle.
Il Premio Nobel statunitense prof. Harold
Urey fu tra i pochi che credettero all’ipotesi di Kozyrev
sull’attività vulcanica lunare, tanto da spingere la NASA a
svolgere ricerche in merito. Il risultato fu che la NASA
lanciò l’immenso progetto “Moon Blink” (battito lunare), che
in seguito fu in grado di confermare le asserzioni di
Kozyrev, avendo scoperto significative emissioni di gas sul
suolo lunare.
In ogni caso,
non tutte le ricerche di Kozyrev furono così prontamente
riprese dal mondo tradizionale della NASA. Nell’inverno del
1951-52, solo tre anni dopo essere scampato alla tremenda
iniziazione del campo di prigionia, il prof. Kozyrev iniziò
le sue incursioni nel mondo della fisica esoterica: fu
quello il primo di trentatre anni intensi durante i quali si
dedicò ad ogni sorta di esperimenti, dai risvolti intriganti
e controversi. Il suo naturale desiderio di perseguire tali
ricerche era destinato a servire da convalida per le verità
spirituali di cui egli aveva già fatto esperienza attraverso
il processo mistico di preparazione, illuminazione e
iniziazione (come riferito nel classico di Rudolf Steiner
Knowledge of Higher Worlds and Its Attainment)[1][1],
sotto il pungolo più vivo delle circostanze. Dopo aver
iniziato a pubblicare i risultati di queste scoperte, molti
scienziati russi e una piccola parte di quelli occidentali,
basandosi sui suoi passati successi, erano disposti ad
ascoltarlo.
Come detto, i modelli di energia a spirale si
svelarono agli occhi dell’illuminato prof. Kozyrev mentre si
trovava nel campo di concentramento. La sua “conoscenza
diretta” lo informò che questa energia a spirale era, in
effetti, la vera natura e manifestazione del “tempo”.
Naturalmente, egli trovò che la nozione di “tempo” che
possediamo doveva essere qualcosa di più che un semplice
calcolo di durata. Kozyrev ci spinge a tentare di trovare
una causa per il tempo, qualcosa di tangibile
ed identificabile nell’Universo che noi possiamo associare
al tempo. Dopo averci pensato per un po’, possiamo
concludere che il tempo non è nient’altro che un
movimento a spirale. Sappiamo che stiamo tracciando un
complesso modello di spirale attraverso lo spazio grazie ai
modelli orbitali della Terra e del Sistema Solare. E adesso,
lo studio della “temporologia”, o scienza del tempo, è sotto
continua, attiva investigazione dall’Università di Stato di
Mosca e dalla Fondazione Umanitaria Russa, ispirata dal
lavoro pionieristico del prof. Kozyrev. Sul loro sito web,
essi affermano che:
Secondo noi, la “natura” del tempo è il
meccanismo che causa cambi apparenti e nuovi
accadimenti nel mondo. Comprendere la natura del tempo
significa concentrare l’attenzione su un processo, un
fenomeno, una “carriera” nel mondo materiale le cui
proprietà potrebbero essere identificate o corrispondere a
quelle del tempo.
Tutto ciò potrebbe a prima vista apparire
strano: un albero che cade su un vostro terreno potrebbe
essere stato causato da forte vento, piuttosto che dal
“flusso del tempo”. Piuttosto, bisognerebbe chiedersi che
cos’è che ha causato il soffio del vento.In ultima analisi,
il maggior responsabile di ciò è il movimento della Terra
intorno al proprio asse. Perciò, tutti i cambiamenti sono
causati da qualche forma di movimento, e senza movimento
non può esistere il tempo. Diversi studiosi i cui lavori
sono pubblicati sull’Istituto Russo di Temporologia,
concordano sul fatto che se Kozyrev avesse cambiato la sua
terminologia, usando la parola “tempo”, anziché termini
scientifici più comuni come “etere” e “vacuum fisico”,
allora molte persone sarebbero state in grado di comprendere
il suo lavoro prima. A questo punto, non è necessario al
lettore approfondire la filosofia dell’energia a spirale
come manifestazione del tempo, come sarà più chiaro in
seguito.
Uno dei pochi sguardi che Kozyrev ricevette
dai media occidentali in merito ai suoi concetti è
rappresentato da un capitolo del libro pionieristico di
Sheila Ostrander e Lynn Schroeder intitolato Psychic
Discoveries Behind the Iron Curtain [1][1][2][1],
che ha ottenuto grande successo in tutto il mondo, ed è
tuttora in ristampa con il titolo abbreviato Psychic
Discoveries. Molte delle precedenti informazioni
biografiche su Kozyrev provengono da questa fonte. Nel
capitolo 13, intitolato Tempo: una nuova frontiera per la
mente, l’autore spiega che anche negli anni ’60, Kozyrev
aveva un aspetto abbronzato e atletico e dava
“l’impressione di grande calma e qualità spirituale.” Essi
affermano anche:
Per reputazione e lavoro, si tratta del più
importante scienziato che abbiamo incontrato. Egli sta
cercando di sviscerare una nuova visione del mondo, una
nuova cosmogonia. Nella nuova concezione di Kozyrev, gli
accadimenti psichici dovrebbero cominciare in un luogo. Il
punto di vista ufficiale della scienza è invece che essi non
dovrebbero esistere a lungo, come se si trattasse di
qualcosa che va al di là del sistema, qualcosa che deve
essere negata per proteggere il sistema.
La connessione dei fenomeni psichici alla
fisica è ben conosciuta e frequentemente discussa nella
letteratura russa, che fra l’altro ultimamente sta divenendo
sempre più disponibile; in tutto ciò è evidente la funzione
di apripista esercitata da Kozyrev. Uno dei pochi
ricercatori occidentali a rilevare le opere del prof.
Kozyrev fu il dott. Albert Wilson dei Douglas Research
Laboratories in California, che affermò:
Trovo che qualcosa di molto simile a ciò che
ha teorizzato il prof. Kozyrev sarà istituzionalizzato nella
teoria fisica entro dieci o vent’anni. Le implicazioni di
ciò saranno rivoluzionarie. Sarà necessario lavorare per una
generazione per integrare i salti in avanti che egli ha
prodotto e incorporarli nella conoscenza scientifica.
La previsione di Wilson si è rivelata
ottimistica, in effetti solo adesso, all’alba del 21° Secolo
siamo in grado di mettere insieme tutti i pezzi. Per dare
consistenza ai nostri termini, useremo le espressioni
scientifiche comuni “campi di torsione” oppure “onde di
torsione” nel riferirci al flusso spiraliforme di
energia-tempo scoperta da Kozyrev [La parola torsione
essenzialmente significa “girare” o “scuotere”]. Molti
scienziati occidentali che hanno esplorato questo argomenti,
in particolare il Ten. Col. Tom Bearden, definiscono tali
campi come “onde scalari”, ma noi riteniamo che
l’espressione “onde di torsione” è in ultima analisi di più
facile approccio, anche perché ci rimanda al modello a
spirale. Il lettore dovrebbe poi tenere presente che in
tutti i casi, ciò di cui ci occupiamo è semplicemente un
impulso di momentum[3]
che viaggia attraverso il medium dell’etere/ZPE/vacuum
fisico, e non possiede qualità elettromagnetiche.
Prima che Kozyrev avesse mai iniziato a
condurre i suoi esperimenti, già esisteva una buona, solida
fondazione teoretica che aveva già dato i suoi risultati.
Cominceremo perciò con una discussione preliminare sulla
teoria della relatività di Einstein, seguita dalle aggiunte
del prof. Eli Cartan, che per primo stabilì l’esistenza di
campi torsionali.
2.
1.4 - IL MODELLO GEOMETRICO DELLA GRAVITA’ DI
EINSTEIN
Il 29 maggio 1919 Albert Einstein
apparentemente provò “che noi viviamo in uno spazio tempo
curvato quadridimensionale”, in cui spazio e tempo sono due
entità unite insieme come fossero una “fabbrica”. Egli
riteneva che un oggetto come la Terra, ruotante nello
spazio, “dovrebbe trascinare insieme ad essa spazio e
tempo...”; ancora, riteneva che questa “fabbrica di
spaziotempo” curvasse interiormente attorno a un corpo
planetario. Così, egli affermava:
la gravità non è affatto una forza misteriosa
che agisce a distanza, bensì [piuttosto si tratta del]
risultato di un oggetto che cerca di camminare in linea
retta attraverso una spazio che risulta curvato dalla
presenza di corpi materiali.
Spazio curvo ? “Un attimo…non si suppone che
lo spazio sia vuoto ?”, potreste domandare. Come è possibile
curvare qualcosa che è vuoto ? Come possiamo vedere, il
problema fondamentale nel visualizzare il modello di gravità
di Einstein risiede tutto nel termine “curvo”, poiché si
tratta di qualcosa che una superficie piana ed elastica
dovrebbe riuscire a fare. Invece, quasi tutti i tentativi di
visualizzare i risultati raffigurano i pianeti come se
fossero dei pesi che abbassano un immaginario strato piano
di gomma esteso per tutto lo spazio come “fabbrica” dello
spazio-tempo. Un oggetto come una cometa o un asteroide, nel
muoversi verso la terra, segue semplicemente la geometria
dello strato. Il problema con questo modello è che qualunque
curvatura dello spazio-tempo avrebbe bisogno di essere
portata dentro un oggetto sferico da tutte le direzioni, non
solo da un piano liscio. E ancora, si richiede una forza di
gravità, per tirar giù un peso in uno strato piano di gomma.
In uno spazio senza peso, la sfera e il piano devono
semplicemente fluttuare insieme.
In realtà, il verbo “fluttuare” è più preciso
di “curvare”, e in Convergence III ho dimostrato che la
gravità è una forma di energia eterica che fluttua
costantemente in un oggetto. Le equazioni gravitazionali non
specificano in quale direzione una simile energia debba
fluttuare, ma solo che la gravità esiste come forza
responsabile del fatto che gli oggetti non possono volar via
dalla terra. Tali idee possono essere collegate a John Keely,
il dott. Walter Russell e alla più recente e brillante
teoria di Walter Wright sulla “push gravity” [gravità di
spinta].
Dopo aver stabilito che tutti i campi come la
forza gravitazionale e quella elettromagnetica sono
semplicemente differenti forme di etere/ZPE in movimento,
abbiamo una sorgente attiva per la gravità, e una semplice e
chiara ragione per la quale essa dovrebbe esistere.
Osserviamo che ogni molecola di un intero corpo planetario
deve essere sostenuta da un continuo flusso interno di
energia eterica. La stessa energia che interviene nella
creazione della Terra crea e fluttua dentro di noi. Allora,
noi restiamo impigliati nella corrente gigante del fiume di
energia che scorre all’interno della Terra, così come le
zanzare restano incastrate in una zanzariera mentre l’aria
continua a fluire attraverso la retina. I nostri corpi non
possono spostarsi attraverso la materia solida, ma ciò è
certamente possibile ad una corrente di energia eterica – e
questa è una delle molteplici cose che Keely, Tesla, Kozyrev
e altri hanno dimostrato. Un stella o un pianeta deve
continuamente ricavare energia dal suo ambiente per riuscire
a mantenersi in vita. Kozyrev ha fatto le stesse
osservazioni a proposito del Sole negli anni ’50,
concludendo che le stelle agiscono come “macchine che
convertono il flusso del tempo in calore e luce”.
Quasi tutti gli scienziati occidentali
ritengono che le teorie della relatività di Einstein, la
generale e la ristretta, eliminino la necessità di fare
riferimento all’etere – e, invece, Einstein sosteneva il
rifiuto dell’etere nel 1910, che è l’anno in cui la scienza
ufficiale ritiene conclusa la riflessione di Einstein
sull’argomento. Tuttavia, nel 1920 Einstein afferma in
realtà che “l’ipotesi dell’esistenza dell’etere non
contraddice la teoria della relatività ristretta”. E nel
1924, scrive:
... nella fisica teoretica, non andiamo da
nessuna parte senza l’etere, cioè un continuum di
proprietà fisiche definite, in quanto la teoria generale
della relatività (…) esclude un’azione diretta a lungo
raggio; e ogni teoria a breve raggio assume la presenza di
campi continui, e, conseguentemente, l’esistenza
dell’"etere”. (grassetto aggiunto)
3.
1.5 - FISICA TORSIONALE
Nel 1913, il fisico Eli Cartan dimostrò per
primo che la “fabbrica” (flusso) di spazio e tempo nella
teoria della relatività generale di Einstein non solo
“curvava”, ma possedeva in sé stessa anche un movimento
di rotazione o spiraliforme conosciuto come “torsione”.
Questa parte della fisica viene collegata esplicitamente
alla Teoria Einstein-Cartan, o ECT. La teoria di Cartan da
principio non venne presa troppo sul serio, poiché venne
fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un
periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli
elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. La
maggior parte delle persone non sa che oggi viene
generalmente accettato che lo spazio che circonda la Terra e
probabilmente l’intera Galassia possiede una rotazione
destrorsa, il che significa che l’energia sarà
influenzata a girare in senso orario come se viaggiasse
attraverso il vacuum fisico. Nel 1990, gli studiosi
russi dottori Akimov e Shipov scrivevano:
Per la precisione, i riferimenti contenuti
nelle pubblicazioni di tutto il mondo ai campi torsionali
ammontano a 10.000 articoli, appartenenti a circa un
centinaio di autori. Di questi, almeno la metà lavora in
Russia.
Come vedremo facilmente, l’opera del prof.
Kozyrev costituì l’influenza principale per gli oltre 5.000
articoli russi su quest’argomento, come sopra citato. Nei
modelli di fisica classica, i campi torsionali non venivano
mai considerati come una forza universale allo stesso
livello del campo gravitazionale o elettromagnetico,
soprattutto perché possedevano solo esistenza teorica.
Cartan con la sua teoria originale del 1913 congetturò che i
campi torsionali fossero quantificabili in 30 gradi di
magnitudine più deboli della gravità, la quale a sua
volta ne possiede 40 in meno del campo elettromagnetico!
Con un livello di influenza tanto minuscolo, così affermano
le teorie, i campi torsionali “rotanti naturalmente”
costituivano in sostanza un insignificante granello di
polvere non in grado di dare alcun contributo ai fenomeni
osservabili nell’universo.
Per tutti gli scienziati in grado di
mantenere la mente aperta, le opere di Trautman, Kopczyynski,
F. Hehl, T. Kibble, D. Sciama e altri nei primi anni ’70
creavano onde di interesse verso i campi torsionali.
Concreti fatti scientifici confutarono la teoria di Cartan,
vecchia di 60 anni e più simile a un mito, che i campi
torsionali fossero deboli, piccoli e inadatti a muoversi
nello spazio. Il mito della teoria Einstein-Cartan era che i
campi di torsione a spirale non avrebbero potuto muoversi
(cioè rimanevano statici), e non avrebbero potuto esistere
in uno spazio molto più piccolo dell’atomo. Sciama et al.
hanno dimostrato che questi campi torsionali di base
previsti nella ECT esistevano realmente, e ad essi ci si
riferiva come a “campi torsionali statici”. La
differenza consisteva nella dimostrazione dei “campi
torsionali dinamici”, i quali possedevano proprietà
più importanti di quelli statici, teorizzati dalla ECT.
Secondo Sciama ed altri, i campi torsionali
statici sono causati da sorgenti ruotanti che non
irradiano alcuna energia. Perciò, se si ha una qualsiasi
fonte ruotante in grado di rilasciare energia sotto
qualunque forma, come il Sole o il centro della Galassia,
e/o una fonte ruotante che possiede più forme di
movimento che agiscono contemporaneamente, come un
pianeta che sta ruotando intorno al proprio asse e nello
stesso tempo intorno al Sole, allora viene prodotta una
torsione dinamica. Questo fenomeno permette alle onde di
torsione di
propagarsi nello spazio
anziché
permanere in un singolo punto “statico”. Così, i campi
torsionali, come la gravità e l’elettromagnetismo, sono
capaci di muoversi da un punto all’altro dell’Universo.
Per di più, come scopriremo nei prossimi capitoli, Kozyrev
dimostrò, decadi addietro, che questi campi viaggiano
a velocità “superluminali”, ossia a più della velocità della
luce. Avendo un impulso che si muove direttamente dalla
“fabbrica dello spaziotempo”, che viaggia a velocità
superluminali e che è separato da gravità ed
elettromagnetismo, si arriva ad una significativa conquista
della fisica, qualcosa che richiede che il “vacuum fisico”,
la “zero-point-energy” o l’”etere” esistano realmente.
4.
1.6 - LISTA GENERALE DEI FENOMENI CHE CREANO
GLI EFFETTI DI KOZYREV
Gli esperimenti di Kozyrev iniziarono negli
anni ’50 e durarono fino agli anni ’70 con l’assistenza
continua del prof. V.V. Nasonov, il quale aiutò a
standardizzare i metodi di laboratorio e l’analisi
statistica dei risultati. E’ importante ricordare che questi
esperimenti furono condotti nelle condizioni più rigide
possibili, nonché ripetuti centinaia e spesso migliaia di
volte e messi per iscritto con esattezza di dettagli
matematici. Inoltre, tali esperimenti sono stati
accuratamente revisionati, infatti Lavrentyev e altri hanno
potuto replicare gli stessi risultati per via indipendente
(in questo libro abbiamo volutamente omesso i risultati
matematico-analitici del lavoro di Kozyrev per favorire la
scorrevolezza della lettura). Rivelatori speciali basati
sulla rotazione e vibrazione sono stati messi a punto allo
scopo di reagire in presenza di campi torsionali, ciò che
Kozyrev definiva “il flusso del tempo”.
Se torniamo alla precedente analogia,
possiamo affermare che la materia si comporta come una
spugna immersa nell’acqua. Se facciamo qualcosa che
disturba la struttura della spugna, come strizzarla,
ruotarla o scuoterla, essa rilascerà parte dell’acqua
raccolta nell’ambiente circostante. Negli anni, tutti i
seguenti processi sono stati scoperti allo scopo di creare
in laboratorio un “flusso di tempo” di onde torsionali,
dovute allo scompiglio da esse creato nei confronti della
materia in queste forme:
1.
la deformazione di un oggetto fisico;
2.
l’incontro di un ostacolo da parte di un
getto d’aria;
3.
il riempimento con sabbia di una clessidra;
4.
l’assorbimento di luce;
5.
la frizione;
6.
il bruciamento;
7.
l’azione di un osservatore, come il movimento
della testa;
8.
il riscaldamento o raffreddamento di un
oggetto;
9.
transizioni di fase nelle sostanze (da
ghiacciato a liquido, da liquido a vapore ecc.);
10.
scioglimento e mescolamento di sostanze;
11.
la morte delle piante per appassimento;
12.
radiazioni non-luminose da oggetti
astronomici;
13.
improvvisi cambiamenti di coscienza
nell’individuo.
A parte la problematica ultima voce
riguardante la coscienza umana, possiamo vedere facilmente
come ogni processo “disturbi” in qualche modo la materia,
provocando così il rilascio o l’assorbimento di una certa
quantità della sua “acqua eterica”, la qual cosa si adatta
perfettamente alla nostra analogia della spugna. Ancor più
importante è il fatto che una forte energia emozionale
potrebbe causare una reazione a distanza misurabile, cosa
che è stata ripetutamente provata non solo da Kozyrev ma
anche da molti altri; tutto ciò porta sotto i riflettori i
nostri concetti di fenomeni fisici e di consapevolezza. Tali
concetti hanno fatto ancor più notizia dopo l’attacco
terroristico agli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, nel
momento in cui Dean Radin e il suo team dell’Institute of
Noetic Sciences sono stati in grado di misurare un tremendo
mutamento nel comportamento di un certo numero di generatori
computerizzati nei periodi immediatamente precedente e
successivo rispetto all’attacco:
Figura 1.4. Dati forniti da Radin / INS che misurano un
mutamento nella coscienza di massa l’11 settembre 2001
Il grafico mostra che un cambio nella
coscienza di massa ha in qualche modo influenzato il
comportamento dell’energia elettromagnetica nei computer di
tutto il mondo, specialmente nei circuiti dislocati nel Nord
America. Più tardi vedremo che questo è solo l’inizio di un
intero nuovo mondo di una “scienza della consapevolezza”.
Suggeriremo che le onde torsionali e la consapevolezza sono
essenzialmente identiche manifestazioni di un’energia
intelligente.
Ritornando alla più confortevole arena della
materia fisica, il lavoro di Kozyrev ha dimostrato che i
campi torsionali possono essere assorbiti, schermati e
qualche volta riflessi. Per esempio, lo zucchero può
assorbire, una pellicola di polietilene può schermare, e
altre forme di alluminio o specchi possono riflettere.
Kozyrev scoprì che in presenza di simili flussi di energia,
oggetti rigidi e non-elastici potevano manifestare cambi di
peso, mentre oggetti flessibili ed elastici potevano
mostrare cambi nella loro elasticità/viscosità. Kozyrev
mostrò anche che il peso di una trottola cambiava in caso di
vibrazioni, riscaldamento, raffreddamento o di corrente
elettrica fatta passare attraverso di essa. Come possiamo
osservare, tutti i precedenti comportamenti si adattano
perfettamente alla nostra analogia della materia come spugna
che rilascia o assorbe piccoli quantitativi di “acqua
energetica”.
1.7 - COSTRUZIONE DI UN RILEVATORE MECCANICO
PER IL “FLUSSO DI TEMPO”
Al momento, la questione più inesplicata
risulta essere, ovviamente, quale sia il modo di ottenere
meccanicamente una simile energia. Fra l’altro, tutto ciò è
del tutto sfuggito alla scienza ufficiale per circa un
secolo. Dunque, è importante ricordare che, sebbene la forza
delle onde di torsione sulla materia sia relativamente
piccola, essa tuttavia esercita una spinta regolare.
Le ricerche di Shipov, Terletzkij e altri teorici russi
hanno associato direttamente l’energia dei campi torsionali
con quella gravitazionale, arrivando così alla definizione
del termine “energia gravispin”, e della scienza della “gravispinotica”.
In queste nuove teorie, la gravità e la rotazione [spin]
sono accoppiate nella stessa basilare maniera in cui lo sono
elettrostatica e magnetismo nel momento in cui insieme
formano le onde elettromagnetiche. Sebbene le onde
torsionali possano viaggiare in ogni direzione, esse vengono
più tipicamente assorbite nel flusso discendente del campo
gravitazionale. Così, gli effetti più rilevanti della
pressione di torsione potrebbero essere identificati in un
lieve movimento spiraliforme congiunto all’energia
gravitazionale. Trattandosi di una pressione molto
lieve, solitamente non riusciamo a notare alcun movimento in
noi stessi o in oggetti che stanno cadendo verso il basso.
Molti dei rilevatori meccanici di onde di
torsione approntati dal prof. Kozyrev coinvolgevano
oggetti in movimento, come un giroscopio rotante o un
pendolo oscillante asimmetrico. Attraverso una semplice
analogia possiamo essere aiutati a capire in che modi tali
oggetti in movimento possano catturare una pressione così
delicata. Se una barca non allinea le sue vele nella
direzione del vento, allora non si potrà muovere. Allineando
le vele con il vento, lo farà, e se il vento cambia,
bisognerà essere pronti a cambiare posizione delle vele.
Rilevare le onde torsionali è un processo più difficile
rispetto alla navigazione, poiché le onde torsionali
cambiano continuamente la loro direzione in forma di
spirale tridimensionale. In qualche modo, è necessario
creare vibrazioni nell’oggetto della rilevazione, ciò che
gli permetterà di imbrigliare di continuo una spirale in
movimento tridimensionale di forza energetica.
Kozyrev riuscì a catturare la sottile
pressione delle onde torsionali combinando nello stesso
tempo due differenti forme di vibrazione o movimento. Nei
seguenti paragrafi discuteremo approfonditamente di ciò. In
speciali condizioni di laboratorio, giroscopi o pendoli
possono essere usati per interagire con l’energia “time flow”
[flusso temporale], come Kozyrev la definì. In questi casi,
tali rilevatori segnaleranno variazioni di peso o improvvisi
movimenti angolari in risposta all’energia.
Uno dei più importanti rilevatori di energia
“time-flow” usati da Kozyrev è la “bilancia di torsione”,
ossia un giogo di bilancia in grado di ruotare liberamente
se sospeso ad un filo. Come descritto nella prima
pubblicazione di Kozyrev dell’anno 1971, la bilancia di
torsione non possiede eguale bilanciamento in entrambi i
lati, infatti un’estremità del giogo pesa 10 grammi e
l’altra solo uno. Kozyrev sospese questo giogo ad un filo di
capron di 50 micrometri di diametro e 5-10 cm di lunghezza.
La corda era attaccata molto più strettamente all’estremità
più pesante del filo che a quella più leggera, in maniera
tale da consentire al giogo di rimanere in una perfetta
posizione orizzontale nonostante la gravità. Questo
posizionamento creava anche una maggiore tensione al giogo,
permettendogli di muoversi liberamente. L’estremità più
leggera del giogo era collegata ad un indice, cosicché
Kozyrev poteva misurare su un goniometro di quanti gradi il
giogo si sarebbe mosso volta per volta.
Per evitare di essere influenzato
dall’atmosfera, l’intero sistema era avvolto in una calotta
di vetro cui tutta l’aria era stata eliminata per creare un
vacuum. Ancora, Kozyrev circondò la calotta con una rete di
metallo (simile alla gabbia di Faraday) allo scopo di
eliminare tutte le interferenze elettromagnetiche.
E, quel che più conta, la sommità del
filamento, cui la bilancia era appesa, era fatta vibrare
meccanicamente da una fonte elettromagnetica.
L’esperimento non era ritenuto valido qualora
il giogo non fosse rimasto perfettamente immobile anche in
presenza di extra-vibrazioni alla sommità del filo.
Comunque, queste extra-vibrazioni che scuotevano a tratti la
sommità del filo causavano una aumentata sensibilità alle
vibrazioni esterne che si sarebbe riverberata nell’intero
oggetto. Siamo allora in presenza di un disuguale set
di pesi accuratamente sospesi ad un sottile filo in modo da
rimanere orizzontali che crea un sistema in grado di grande
tensione, pronto a muoversi al minimo tocco. E’ qualcosa di
simile alla potenza sprigionata da una leva che permette ad
un uomo di sollevare la propria automobile con il semplice
movimento del cric. Perciò, se a questo si aggiunge anche
la tensione delle vibrazioni che si irradiano su e giù per
il filo e nella bilancia stessa, si ottengono tutti gli
ingredienti necessari a rendere il rilevatore estremamente
sensibile alla pressione dal tocco leggero delle onde di
torsione, tanto da poterne poi misurare l’effetto. Questo è
uno dei modi più ingegnosi per catturare e rilevare queste
forze. (Come altro esempio, si poteva mettere in moto un
giroscopio in moto e quindi appeso ad una corda fatta
vibrare).
Sotto alcuni aspetti questa extra-sensibilità
si comporta nello stesso modo di un tavolo da hockey ad
aria, in cui una superficie piatta e rettangolare viene
bucherellata con diversi fori che fanno passare l’aria verso
sopra. La partita viene giocata con un disco leggero e
piatto che è colpito avanti e indietro da due giocatori. Se
l’aria scorre attraverso il tavolo (come l’asimmetria della
bilancia e le extra-vibrazioni sul filo negli esperimenti di
Kozyrev), in tal caso la gravità del disco è neutralizzata
da una forza superiore, che crea un equilibrio più delicato
fra le due (forze). Il disco può rimanere perfettamente
immobile una volta lasciato solo, ma, se si introduce nel
sistema nuova energia colpendo il disco quando l’aria è in
movimento, allora il disco si sposterà molto velocemente e
con il minimo sforzo. Se invece l’aria non circola, il disco
si muove molto più lentamente e richiede molta più forza per
essere messo in azione.
Accade nello stesso modo con i rilevatori di
Kozyrev. Se non si include l’energia extra-vibrazionale, ci
vorrà molta fortuna per poter osservare una reazione, in
quanto la “spinta” delle onde di torsione non è sufficiente
a muovere un oggetto stazionario. Molti scienziati che hanno
tentato di ripetere gli esperimenti di Kozyrev spesso non vi
sono riusciti, e ciò perché essi non consideravano
importanti le extra-vibrazioni. Certamente non è possibile
rilevare le onde di torsione con un pendolo se questo non è
asimmetrico e/o se non si introducono vibrazioni alla
sommità del filo. Un altro modo per visualizzare questo
effetto può essere considerata la nostra analogia esposta
nel prologo, nella quale la differenza fra una goccia
d’acqua allocata in un metallo freddo viene opposta a quella
goccia allocata in una padella calda. Le vibrazioni del
metallo della padella faranno schizzare l’acqua attorno al
tegame, divenendo parecchio sensibili ai più lievi cambi di
pressione da ogni direzione.
Per i lettori più inclini alla spiritualità,
è interessante notare che le dottrine degli Iniziati hanno
sempre fatto riferimento al bisogno di “aumentare le proprie
vibrazioni” per migliaia di anni se si vuole divenire capaci
di percepire l’invisibile energia dell’universo. Come
abbiamo dimostrato in alcuni dei nostri laboratori, in un
arco di tempo relativamente breve un umano può essere
portato a rispondere alla lieve pressione delle onde di
torsione nella propria ”aura” attraverso il tocco. Con i più
profondi addestramenti, come quelli descritti nelle opere di
Rudolph Steiner o Carlos Castaneda, il campo energetico
umano può essere alla fine visualizzato. Nella Parte II
discuteremo questa ingombrante evidenza allo scopo di
dimostrare l’esistenza di questo campo energetico umano, che
si comporta nei nostri corpi come componente delle onde di
torsione.
1.8 - SEMPLICI MOVIMENTI CREANO ONDE DI
TORSIONE
Alcuni esperimenti di Kozyrev sembravano,
ingannevolmente, semplici, considerando gli effetti che egli
fu in grado di ottenere. Per esempio, il semplice
innalzamento e abbassamento di un peso di 10 kg esercitava
una pressione torsionale su un pendolo alla distanza di 2-3
metri, un effetto che in grado di viaggiare attraverso i
muri. Il pendolo adoperato come rilevatore era stato
schermato in un vetro sotto vuoto, così da non far ottenere
questo effetto dalla presenza di aria. Ancora una volta, la
chiave dell’esperimento era l’extra-vibrazione provocata
alla sommità del filo, che con l’introduzione della tensione
extra e del movimento, metteva le onde di torsione in grado
di essere ricevute dal pendolo. Quest’altro esperimento
mostra che una semplice massa di 10 kg di peso si comporta
come una spugna immersa nell’acqua, creando piccole
“increspature d’onda” nell’”acqua” circostante qualora venga
mossa su e giù. Siamo ancora di fronte ad una proprietà
basilare della materia.
1.9 - IL PESO INCREMENTA E DECREMENTA A CAUSA
DI UN SEMPLICE MOVIMENTO
In un altro esperimento simile, Kozyrev aveva
una tipica bilancia a due gioghi usata per pesare, con un
peso fisso sul lato destro, ed un uncino sul sinistro
adoperabile per appendere oggetti. Nel caso di questo
esperimento, venivano appesi all’uncino dei semplici pesi,
solo che essi venivano attaccati a strisce di gomma che
permettevano loro di essere facilmente montati sulla
bilancia. Normalmente, con i pesi su entrambi i lati in una
posizione stabile, il giogo rimaneva in equilibrio ad un
dato peso, misurabile sulla scala graduata. Kozyrev
stabilizzava i bracci della bilancia con le mani o con una
morsa per impedire loro di muoversi, e rimuoveva l’oggetto
alla sinistra del suo uncino. Quindi, scuoteva l’oggetto su
e giù sul pezzo di gomma per circa un minuto. E questo era
tutto !
Una volta fatto ciò, nel momento in cui lo
scienziato andava a pesare di nuovo, sistemandolo sulla
bilancia in perfetta quiete, succedeva che il peso
dell’oggetto fosse leggermente più alto di prima.
Perciò, la bilancia dimostrerebbe la graduale
diminuzione del peso dell’oggetto, una volta che
esso abbia rilasciato l’extra-energia precedentemente
inclusa. Kozyrev notò l’importanza di non riscaldare con il
calore della mano il braccio della bilancia, così optò per
una morsa di metallo con la quale sostenerlo. E’
interessante notare che questo test in alcuni giorni
riusciva con una certa facilità, mentre in altri riusciva
solo con grande difficoltà o per nulla affatto. Lo stesso
dicasi per l’esperimento precedente, quello effettuato con
un peso di 10 kg sollevato e abbassato ripetutamente. Questo
fenomeno è noto come “variabile temporale” e sarà discusso
più avanti.
1.10 - I RISULTATI DI KOZYREV SONO STATI
REPLICATI, MAI CONFUTATI
Molti lettori si aspetterebbero che i
risultati ottenuti da Kozyrev siano solo dovuti ad errori di
registrazione. Invece è importante notare che non esistono
concrete confutazioni dei risultati sperimentali di V.A.
Kozyrev e V.V. Nasonov (Levich, 1996). In aggiunta, gruppi
indipendenti di ricercatori hanno adesso riprodotto e
confermato alcuni degli esperimenti di Kozyrev. Fra questi,
A.I. Veinik dagli anni ‘60 agli ‘80, Lavrentyev, Yeganova et
al. nel 1990, Lavrentyev, Gusev et al. nel 1990, e
Lavrentyev et al. in 1991 and 1992. Il ricercatore americano
Don Savage ha anche replicato molti esperimenti di Kozyrev
pubblicandoli poi in Speculations
in Science and Tech.
Per di più, senza alcuna conoscenza
dell’opera di Kozyrev, nel 1989 G. Hayasaka e S. Tekeyuchi
hanno scoperto similari effetti di perdita di peso facendo
ruotare giroscopi di 150 grammi, e più di recente hanno
ottenuto dei successi lasciando cadere i giroscopi fra due
rilevatori laser ad alta precisione. (Bisogna ricordare
che un giroscopio pesato sia in stato di rotazione che di
non-rotazione non mostrerà alcun rilevabile cambio di peso a
meno che non venga introdotto un processo addizionale come
la vibrazione, il movimento – in questo caso la caduta – la
conduzione di calore o una transizione di corrente elettrica).
I risultati degli studi di Hayasaka et al., condotti per
conto della Mitsubishi corporation, addirittura pubblicati
sui principali media scientifici, hanno causato molta
sorpresa. Per di più, essi attribuiscono i risultati proprio
ai campi di torsione. Molti altri ricercatori, come il prof.
S.M. Polyakov, il prof. Bruce DePalma e Sandy Kidd,
indipendentemente gli uni dagli altri, hanno scoperto
mediante giroscopi cambi gravitazionali, ma è chiaro che
molti di loro non hanno pienamente compreso la natura fluida
dell’etere, che è sempre presente nei movimenti spiraliformi
delle onde di torsione.
1.
1.11 - EFFETTI ANTI-GRAVITA’ CAUSATI DALLA
DIREZIONE DELLA ROTAZIONE
Molti degli esperimenti di Kozyrev mostravano
che la direzione del movimento del rilevatore
era molto importante ai fini della misurazione dei cambi di
peso. Kozyrev determinò che un giroscopio che veniva fatto
vibrare, o riscaldare, o condurre elettricità avrebbe
sostanzialmente perso peso se fatto ruotare in senso
anti-orario, mentre l’avrebbe mantenuto se fatto ruotare
in senso orario. Lo scienziato concluse che ciò
dipendeva dal cosiddetto effetto-Coriolis, mediante il quale
un oggetto lanciato sulla superficie della Terra assume
contemporaneamente un movimento di rotazione. In definitiva,
ciò dipende dalla sottile pressione di torsione spiraliforme
che viene comunicata al flusso dell’etere (gravità) quando
precipita sulla terra, sostenendo l’esistenza di tutti i
suoi atomi e molecole. Nel 1860 Newton e Hook confermarono
che l’effetto Coriolis era qualcosa di reale facendo
precipitare giù oggetti lungo pozzi di miniera, e
l’esperimento venne ripetuto in seguito molte volte.
L’effetto Coriolis provoca un movimento antiorario
nell’emisfero settentrionale e uno orario nell’emisfero
meridionale, ed è considerata la forza maggiore che sta
dietro i movimenti delle stagioni. L’effetto deve essere
calcolato quando si voglia sparare con cannoni a lunga
gittata, e infatti prima che fosse scoperto l’effetto
Coriolis, questo problema creava grossa confusione a livello
militare. Si tratta di un altro caso scientifico non molto
noto, di cui la maggior parte delle persone non è a
conoscenza.
Teniamo presente che Kozyrev faceva vibrare,
riscaldare o elettrificare il giroscopio per rilevarne gli
effetti anomali. In queste condizioni, egli doveva muovere
il giroscopio sia in senso orario che antiorario. Muovendosi
in senso antiorario nell’emisfero settentrionale, si
muoveva all’unisono con la corrente antioraria causata
dall’effetto Coriolis. Ciò fa sì che l’oggetto assorba
parte dell’energia che avrebbe normalmente essendo spinto
giù, e un piccolo ma definito decremento nel suo peso viene
in tal caso misurato.
L’opera su menzionata di G. Hayasaka e S.
Tekeyuchi, ha confermato indipendentemente lo stesso
risultato. Rotando il loro giroscopio in senso antiorario
esso cadeva più lentamente del previsto, mentre rotandolo in
senso orario non si verificavano cambiamenti, cosa che
provava le scoperte di Kozyrev. Naturalmente, anche il
Giappone si trova nell’emisfero settentrionale. Kozyrev
scoprì ancora che poteva essere introdotta in questi
esperimenti una torsione addizionale, qualora il giroscopio
non fosse posizionato al 100% orizzontalmente, e ciò gli
fece supporre che la gravità, la quale fa muovere in linea
retta verso il basso, è qualcosa di collegato con le onde di
torsione, come successivi teorici hanno confermato. Senza
l’esistenza dell’etere e del fenomeno della torsione
dinamica, nessuno di questi risultati sarebbe mai stato
possibile.
1.12 - L'ESPERIMENTO DI DE PALMA CON LO "SPINNING
BALL"
2.
3. Figura 1.5. Dati dell’esperimento del dott. Bruce De Palma
con lo spinning ball dall’incontro ONU di Hoagland del 1992
4. Un perfetto esempio di sfruttamento delle
onde torsionali per mezzo della rotazione venne scoperto in
maniera del tutto indipendente dal dott. Bruce De Palma, di
frequente citato da R.C. Hoagland et al. sul sito web Enterprise Mission. All’interno di un completo vacuum,
De Palma prese due biglie d’acciaio e le catapultò in aria
ad angoli uguali, con la stessa forza. La sola differenza
era che una biglia ruotava 27.000 volte al minuto mentre
l’altra era stazionaria. La biglia ruotante saliva più in
alto e scendeva più velocemente della sua controparte,
cosa che violava tutte le leggi della fisica. L’unica
spiegazione per questo effetto è che entrambe le biglie
attingono energia da una fonte sconosciuta, e la biglia
rotante “assorbe” più energia della controparte – energia
che potrebbe esistere normalmente come la gravità, che si
muove giù verso la terra. Con l’aggiunta della ricerca sui
campi di torsione, possiamo rilevare che lo spinning-ball è
in grado di sfruttare naturalmente le onde torsionali
spiraliformi presenti nell’ambiente, le quali forniscono un
surplus di energia addizionale.
1.13 - EFFETTI DI VARIABILE TEMPORALE
Kozyrev scoprì nei suoi esperimenti la
produzione di un effetto di variabile temporale. In
tardo autunno e nel primo inverno gli esperimenti
funzionavano meglio, mentre erano di riuscita
praticamente impossibile in estate. Kozyrev riteneva che
il riscaldamento atmosferico estivo creava un disturbo che
in qualche misura interrompeva il flusso delle onde di
torsione. Il caldo extra provocava lo scuotimento più
vigoroso delle molecole d’aria, e ciò a sua volta avrebbe
disturbato le sottili pressioni spiraliformi attinenti alle
onde di torsione. Come egli stesso affermava, “il
riscaldamento attraverso i raggi solari crea un caricatore
atmosferico che interferisce con gli effetti [sperimentali]”.
Agli inizi della sua carriera Kozyrev riteneva che questo
effetto di variabile temporale fosse causato dalla naturale
crescita della vegetazione nei mesi più caldi, poiché egli
aveva già notato che la semplice presenza di piante che
crescevano poteva interferire con i suoi risultati
sperimentali, e ciò perché le stesse piante avevano la
capacità di assorbire in sé stesse l’energia che invece
avrebbe dovuto fluire entro i rilevatori. Chiaramente, sia
vegetali che assorbono energia per loro sostentamento in
estate sia il caos crescente nelle vibrazioni dell’atmosfera
più calda costituivano una combinazione che avrebbe potuto
bene essere responsabile per la difficoltà di effettuare
simili misurazioni durante le stagioni più calde.
Tali effetti sperimentali stagionali
prevenivano gli scienziati americani operanti in un’area
come la California meridionale dall’essere in grado di
replicare questi risultati, poiché non potevano mai
sperimentare le condizioni esistenti in tardo autunno e
primo inverno, ideali per realizzare gli esperimenti.
1.14 - POSIZIONE, POSIZIONE, POSIZIONE
Un’altra implicazione complessiva dell’opera
di Kozyrev è che la posizione geografica in cui si localizza
l’esperimento costituisce una rilevante differenza. I suoi
risultati migliori vennero ottenuti effettuando le
misurazioni vicino al Polo Nord, i più avventurosi dei quali
furono effettuati su blocchi di ghiaccio alla deriva con una
latitudine massima di 84°15’, con il Polo Nord a 90°. Questo
è un punto molto importante, perché ci mostra che la più
grande quantità di energia di onde torsionali fluisce sulla
Terra nelle regioni polari, e diminuisce gradualmente se ci
si sposta verso l’Equatore.
Certamente, la maggior parte dei lettori si
potrebbe meravigliare del fatto che si associ un qualche
effetto ai poli terrestri. La risposta va ricercata in uno
studio sul magnetismo. Nel 1991-92, A.I. Veinik determinò
che i tipici magneti di ferro “permanenti” non solo
possiedono un campo magnetico collettivo, ma anche un
campo di torsione collettivo, con una rotazione oraria
al Polo Nord, ed una antioraria al Polo Sud. Il Dott. G.I.
Shipov ha dimostrato che tutti i campi
elettromagnetici generano onde di torsione. Così, dal
momento che sappiamo che il campo magnetico della Terra è
maggiormente concentrato ai poli, possiamo dedurre che allo
stesso modo la più grande quantità di onde di torsione
dovrebbe trovarsi proprio nelle regioni polari. Nei suoi
libri e nel sito web, Richard Pasichnyk ha dimostrato che
gli impulsi dei terremoti viaggiano più velocemente da Nord
a Sud che da Est a Ovest. Così, la pressione aggiunta delle
onde di torsione, incanalandosi e affluendo nelle regioni
polari, incide molto più della semplice polarità nord-sud
del campo magnetico che può essere misurato con un compasso.
Kozyrev determinò anche che l’energia
torsionale fluisce differentemente nell’emisfero meridionale
terrestre in quanto opposto al settentrionale, e di nuovo
questo è dovuto all’effetto Coriolis. Egli scoprì anche che
la velocità dell’accelerazione gravitazionale cambia
lievemente tra l’emisfero nord e quello sud di un sottile
fattore di 3.10^-5. Ciò sembra essere causato dal fatto poco
noto che la forma sferica della Terra è addirittura più
schiacciata nell’emisfero settentrionale rispetto al
meridionale! Questo fatto è stato fra l’altro osservato e
misurato anche in altri pianeti come Giove e Saturno.
Kozyrev riteneva che dal, dal momento che la superficie
dell’emisfero sud era lievemente più distante
dall’Equatore rispetto alla corrispondente area
nell’emisfero nord, ciò spiegava i sottili cambiamenti nella
velocità di accelerazione gravitazionale.
1.15 - ESISTONO FORZE LATENTI DOPO AVER
GENERATO INTERRUZIONI DI ENERGIA
Il termine “latente” vuol dire “lasciato in
sospeso”, e Kozyrev osservò certi effetti che si
manifestavano per un certo periodo di tempo dopo aver
interrotto la formazione di onde torsionali e/o disturbi
agli oggetti misurati. Si ricordi che Kozyrev dimostrò come
il semplice scuotimento di un corpo su di una striscia di
gomma ne avrebbe incrementato il peso, e che esso sarebbe
lentamente tornato alla normale massa a riposo dopo averlo
sistemato sulla bilancia a gioghi. Il tempo che il corpo
impiega a ritornare al suo peso normale equivale a misurare
la “forza latente” che esso è in grado di sostenere.
In questi esperimenti certi oggetti aumentano
e diminuiscono di peso più velocemente di altri. Kozyrev
concluse che la percentuale alla quale un oggetto aumenta o
diminuisce di peso si basa sulla sua densità, o
spessore, e non sul suo peso complessivo. Egli mostrò che la
perdita di peso si verifica ad indice esponenziale, e che
più è elevata la densità del materiale, più velocemente
le forze residue scompaiono. Ecco alcuni esempi:
14.
Il piombo, densità 11, perderà le forze
latenti in 14 secondi;
15.
L’alluminio, densità 2.7, in 28 secondi;
16. Il
legno, densità 0.5, in 70 secondi.
Se questo risulta difficile da capire,
possiamo pensare al fatto che una spugna più densa e spessa
come la gommapiuma usata nei materassi o nei cuscini da
poltrona possieda molta più “elasticità” rispetto ad una più
leggera e sottile, come una vecchia e stanca spugna da
cucina. Più un materiale è elastico, più velocemente può
assorbire e rilasciare energia. Kozyrev testò anche questi
effetti su rame, ottone, quarzo, vetro, aria, acqua,
carbone, grafite, sale da tavola e altri, e indicò che “gli
effetti più ampi, con tempi di preservazione massimi,
venivano osservati su materiali porosi come
mattoni o tufo vulcanico (Nasonov 1985°, pag. 15). Questo
dovrebbe essere fonte d’interesse, dal momento che nella
nostra analogia la spugna è anch’essa costituita di
materiale poroso, ossia formata da una quantità di pori o
buchi.
1.15.1 - L’EFFETTO ASPDEN
Un altro esempio di forze latenti presenti in
un sistema si trova nel cosiddetto effetto Aspden, scoperto
dal dott. Harold Aspden della Cambridge University. Questo
esperimento si basa su un giroscopio il cui ingranaggio
centrale viene attratto da un potente magnete. Il normale
quantitativo di energia richiesta per rotare il giroscopio
ad una velocità massima data è di 1.000 joule. Come un
bicchiere d’acqua che viene agitato con una spugna,
la rotazione del giroscopio fa sì che
l’energia eterica contenuta nell’ingranaggio centrale inizi
a muoversi a spirale, e questo movimento agitatorio continui
nell’oggetto anche dopo aver arrestato il giroscopio.
Sorprendentemente, fino a 60 secondi dopo
che il giroscopio finisce di ruotare, basta un’energia
dieci volte inferiore affinché esso ritorni alla stessa
velocità ottenuta la prima volta, ossia solo 100
joule. Questo è un altro effetto riproducibile che è stato
semplicemente ignorato dalla corrente principale
scientifica, in quanto “viola le leggi della fisica”. Ad
ogni modo, con l’opera di Kozyrev come background, possiamo
immaginare le risatine degli scienziati russi dopo aver
letto dei problemi di Aspden nel far riconoscere agli
scienziati occidentali questo effetto.
Ora, se si è notato, il piombo (Pb) manteneva
le sue forze latenti per 14 secondi mentre l’alluminio per
28, e, ancora, i giroscopi di Aspden mantenevano le loro
forze per 60 secondi. Questo è dovuto al fatto che l’energia
extra torsionale / eterica viene attratta dal potente
magnete permanente che compone il centro del giroscopio; in
Convergence III abbiamo dimostrato in che modo questa
proprietà basilare dei magneti rotanti è stata usata per
creare molte fonti differenti di “energia libera”.
1.16 - LISTA GENERALE DI RILEVATORI NON
MECCANICI
Anche se fin qui abbiamo trattato di
giroscopi, pendoli e bilance a gioghi, Kozyrev scoprì ancora
rilevatori non meccanici in grado di catturare
l’energia del “flusso temporale”. Ciò che intendiamo con il
termine “non-meccanico” è che le onde di torsione possono
essere rilevate senza le parti mobili normalmente richieste,
che coinvolgono due differenti forme di vibrazione o moto
meccanico, come nel giroscopio, bilancia di torsione e
pendolo. Alcuni di questi rilevatori non meccanici possono
dimostrare chiaramente cambiamenti sostanziali in presenza
di campi di torsione, e nel caso di tungsteno e quarzo, gli
effetti dei campi torsionali sul materiale possono diventare
irreversibili.
Tutti i seguenti materiali manifestano mutamenti in presenza
di energia di onde torsionali:
la
conduttività di resistenze elettriche, specialmente quelle
costituite da materiale al tungsteno;
-
il livello di mercurio nei termometri;
-
le frequenze vibrazionali di oscillatori
di cristallo al quarzo;
-
i potenziali elettrici delle termocoppie;
-
la viscosità dell'acqua;
-
la quantità di lavoro elettronico che può
essere eseguito in una cellula fotoelettrica;
-
le percentuali di reazione dei componenti
chimici (come l'effetto Belousov-Zhabotinskij);
-
i parametri di crescita di batteri e
piante.
Una lista altamente dettagliata del lavoro di
Kozyrev, compresi i grafici esatti, le statistiche precise,
le analisi e descrizioni di tutti i rilevatori
precedentemente menzionati può essere rintracciata in "A
Substantial Interpretation of N.A. Kozyrev's Conception of
Time," [Una interpretazione sostanziale della concezione
del tempo di N.A. Kozyrev] di A.P. Levich, 1996.
1.17 - LA RIPRODUZIONE DI CHERNETSKIJ
Alcune di queste onde di torsione
non-meccaniche sono state riprodotte dal team di A.V.
Chernetskij, Y.A. Galkin e S.N. Kolokoltzev, i quali hanno
inoltre creato una sorgente che genera e immagazzina questa
energia eterica in maniera del tutto simile ad un
capacitor, che è un componente elettronico capace di
immagazzinare una carica elettrica. Questi scienziati
considerano la loro invenzione come “una sorgente di scarico
autorigenerante”. Come Kozyrev, Chernetskij et al. hanno
scoperto che il livello di resistenza di un circuito
elettronico può mutare se parte di esso viene collocata tra
due piastre di capacitor della sorgente mentre si trova in
azione. Ancora, la frequenza vibrazionale di un oscillatore
al quarzo può diventare 1000 o più volte più veloce
qualora venga in precedenza collocata fra le due
piastre. Tutto ciò dovrebbe perlomeno far sollevare le
sopracciglia, dal momento che la precisione dei cristalli al
quarzo nel mantenere un esatto ritmo pulsante mentre
l’elettricità li attraversa viene adoperata per segnare
l’ora esatta nella gran parte di orologi digitali esistenti.
1.18 - FORZE LATENTI NEL VACUUM E NELLA
MATERIA
Chernetskij et al. scoprirono anche che la
loro “sorgente di scarico autogenerante” poteva creare un
campo di torsione statico o non-movente nella struttura
profonda dello spazio-tempo stesso. Una corrente
scorrevole può essere creata in un etere fluido anche se
nell’area non risieda materia. Chernetskij et al. erano
anche in grado di misurare gli stessi effetti dei
campi torsionali nell’area che si era trovata in
mezzo alle due piastre dello strumento, dopo che esso
era stato disattivato e rimosso da quell’area! Gli
effetti latenti sono misurabili anche in metalli al
tungsteno o oscillatori al quarzo.
Un altro effetto simile venne scoperto da
Donald Roth con la cosiddetta “memoria magnetica”, e
documentato dall’Institute for New Energy. Roth scoprì che
si poteva portare un magnete sufficientemente vicino ad una
bilancia da attrarla a sé, e dopo cinque giorni il magnete
poteva essere posizionato molto più distante dalla bilancia
ed ottenere gli stessi effetti di prima. Gli scienziati
russi si riferiscono a questo effetto definendolo “vacuum
strutturale”, ciò che ci dimostra una volta ancora che
esiste qualcosa, lì nello spazio “vuoto”, qualcosa che gli
eredi dei Misteri Atlantidei conoscono come “etere”.
Kozyrev scoprì ancora che una sostanza
fisica poteva diventare “strutturata” allo stesso
modo. Come scrive a pag. 271 del quaderno del 1977:
Un corpo collocato per un certo tempo vicino
ad un processo [che genera onde di torsione] e poi portato
su una bilancia di torsione [può] produrre lo stesso effetto
[sulla bilancia di torsione] come il processo [generato
dalla torsione originale prodotto] da sé stesso. [La]
memorizzazione [della] azione dei processi è una
caratteristica di [tutte] le diverse sostanze, eccetto
l’alluminio.
Nel 1984, Dankachov mostrò che la
“memorizzazione” o l’effetto “strutturale” poteva avvenire
anche con l’acqua, e questo è un esperimento che di tanto in
tanto trova modo di espressione anche presso il pensiero
scientifico occidentale alternativo. Gli esperimenti sulla
“memoria dell’acqua” cominciano ad utilizzare uno dei
basilari processi di creazione di onde di torsione allo
scopo di far decrescere la viscosità o densità dell’acqua.
Quindi, l’acqua trattata viene collocata vicino ad un altro
contenitore d’acqua, e la nuova viscosità dell’acqua
decrescerà esattamente fino a quella dell’acqua originale
trattata. Altri esperimenti, come quelli di Jacques
Beneviste, dimostrano come gli effetti di questa memoria
dell’acqua siano in grado di perdurare anche sotto effetti
chimici, con generatori di onde torsionali adoperati per
stimolare l’acqua per mezzo di un determinato composto
chimico. Infine, quel composto può essere trasferito
energeticamente in un contenitore sigillato di acqua pura,
cosicché l’acqua sigillata assumerà le stesse
caratteristiche del modello originale.
1.19 - L’EFFETTO-SCHERMATURA DELL’ENERGIA DI
UN’ECLISSE SOLARE
Come già suggerito nel prologo, il Sole è la
nostra ovvia scelta come sorgente primaria di onde di
torsione nella nostra eliosfera, visto che possiede il
99.86% dell’intera massa del Sistema Solare. Nel 1970, Saxel
ed Allen dimostrarono che durante un’eclisse solare la
presenza della Luna scherma i campi di torsione radianti dal
Sole, cosa che provoca un incremento nel periodo di
oscillazione di una bilanciadi torsione. I metereologi V.S.
Kazachok, O.V. Khavroshkin e V.V. Tsyplakov sono stati in
grado di ripetere questo esperimento durante l’eclisse
solare del 1976, producendo lo stesso effetto; tutto ciò
venne poi pubblicato nel 1977. Altri hanno ottenuto gli
stessi risultati osservando le semplici deviazioni di un
pendolo durante un’eclisse solare.
1.20 - ALLINEAMENTI MOLECOLARI CHE AIUTANO O
SCHERMANO GLI EFFETTI DELLA TORSIONE
Come già detto, la teoria Einstein-Cartan fu
la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei
campi di torsione, nel 1913. La teoria predice che, a
seconda della dislocazione, vi saranno torsioni orarie o
antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica
dei quanti relative alla nozione di “spin” o rotazione hanno
confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione
destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di
movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole
mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e
sinistro. Kozyrev determinò che molecole fortemente
destrorse come lo zucchero possono schermare
gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente
sinistrorse come la trementina li rinforzano.
Successive indagini russe hanno stabilito che la comune
pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per
le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e
diversi esperimenti, come quelli effettuati dal dott.
Alexander Frolov.
1.21- MUTAMENTI “QUANTIZZATI” NEL PESO
Abbiamo parlato degli esperimenti di Kozyrev
nei quali un oggetto veniva disturbato in vari modi,
dopodiché esso tornava lentamente al suo bilanciamento
normale dopo aver attraversato variazioni di peso. In questi
esperimenti emerge un importante fattore, che fra l’altro
non collima perfettamente con l’analogia della spugna
immersa nel liquido; tale fattore è noto come “effetto
quantizzazione”. (Spiegheremo più avanti che cosa lo
provochi). Quando qualcosa è quantizzata, significa
che essa non si muove o si calcola scorrevolmente, ma solo
scalarmente, a specifici intervalli. Detto semplicemente,
il peso di un oggetto non dovrebbe crescere o decrescere
gradualmente negli esperimenti sulla “forza latente”, ma
solo a scatti improvvisi. Questa è certamente una
proprietà anomala della materia. Kozyrev afferma:
Negli esperimenti di vibrazione su una
bilancia la riduzione di peso avviene a scatti, iniziando
con un certo potere vibrazionale. Se la frequenza della
vibrazione è ulteriormente incrementata, la riduzione di
peso sulle prime rimane la stessa, e quindi di nuovo cresce
a scatti dello stesso valore… Fino ad ora una spiegazione
realistica di questo fenomeno non è stata ancora trovata. In
seguito si è riscontrato che l’effetto-quantizzaizone si
verifica in quasi tutti gli esperimenti. (Kozyrev 1971, pag.
26)