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Il
Chimico Svedese J.J.
Berzelius (1835) fu il primo
a formulare nella scienza il concetto di
“catalisi” osservando che alcune reazioni
chimiche sembravano procedere più velocemente in
presenza di un’altra sostanza, che rimaneva
inalterata, e suggerì che tale sostanza
esercitasse quella che egli definì una
"forza catalitica", sottolineando che
tale attrazione era cosa diversa dall’affinità poiche’ determinava una influenza
(Einfluss ) capace provocare una variazione
delle affinita
‘chimiche ordinarie tra atomi e molecole.
Berzelius scrisse infatti
:"...E'
provato che parecchi corpi semplici e composti
solubili ed insolubili hanno la proprietà di
esercitare su un altro corpo un'azione molto
differente all'affinità chimica. Per mezzo di
questa azione, essi producono in questi corpi
decomposizione dei loro elementi ai quali restano
estranei".
Ancora non era chiaro se la catalisi fosse dovuta
ad effetti di natura elettrica, ovvero nel caso di
fenomeni auto-catalitici alla formazione di
composti chimici intermedi, dotati di vita breve
capaci di influenzare l’ andamento della
reazione.
In seguito si riconobbe che anche nelle
reazioni biochimiche la catalisi era determinante,
infatti nello studio dei processi di digestione il
botanico Theodor Schwann
(1836) portò un contributo essenziale agli
studi sulla catalisi, con la estrazione dal succo
gastrico di un principio digestivo che chiamò
“pepsina”, verificando che piccole quantità
di pepsina erano in grado di agire su grandi
quantità di albumina; quindi affermò che
l'azione del nuovo principio doveva essere di
natura catalitica.
Sappiamo ormai che
reagenti di una qualsiasi trasformazione
chimica o biochimica
per trasformarsi in prodotti debbono essere
catalizzati. Infatti i reagenti per divenire
prodotti debbono superare una barriera energetica,
pertanto similmente all’attrito meccanico, la
catalisi permette di superare la cosiddetta “energia
di attivazione “, cosi da far uscire la
reazione dalle
condizioni di stabilita’ energetica della
aggregazione molecolare dei reagenti. Pertanto
l’ avvento di una reazione viene comunque a
dipendere dall’ azione catalizzante necessaria al superamento della
energia di attivazione. Quindi la velocita’ di
reazione sarà tanto più lenta in proporzione
a quanto risulta maggiore l’energia di
attivazione richiesta della trasformazione dei
reagenti in prodotti.
Di conseguenza a tali considerazioni la prima
interpretazione della catalisi e’ stata
acquisita in termini cinetici. Per abbassare
l’energia di attivazione possono essere
utilizzati dei catalizzatori, che accelerano o
decelerano la reattivita’ in virtù di una
complessa azione, ancora da definire, che si
risolve rispettivamente nell’abbassamento od
innalzamento della barriera
di attivazione richiesta dallo sviluppo
della trasformazione.
A seguito di tale
interpretazione scientifica i catalizzatori
sono delle sostanze che possono essere
aggiunte nel
reattore( ma
che si possono anche formare quali
intermedi di reazione nei casi di auto-catalisi),
le quali oltre a dare inizio alla reattività del
sistema ne influenzano la dinamica di sviluppo
accelerandola o ritardandola. Nel caso che piu’
reazioni siano contemporaneamente coinvolte la
catalisi chimica puo’ mostrare una
elevata
selettività agendo sulle differenze dei
tempi
di reazione
di ciascuna linea di sviluppo della
trasformazione
complessiva, cosi che la catalisi
riesce anche a privilegiare la
produttivita’ di un tipo
di reazione rispetto ad un'altro in modo
versatile e di importante rilievo quantitativo. In
generale quindi superato lo stato di attivazione
iniziale, il catalizzatore prosegue la sua azione
come un sistema di regolazione dei flussi
di energia e materia, e pertanto, per analogia,
possiamo dire che si comporta come un “semaforo”
stradale che, se ben tarato nei tempi di
cambiamento dei segnali luminosi, regola il flusso
delle dei mezzi che circolano ad un
incrocio.
Dicesi “tempo di catalisi” (τ), il tempo
segnato dalla permanenza della miscela reagente
nelle condizioni di sviluppo delle reazione;
(τ) e’ proporzionale al rapporto tra
il flusso
dei reagenti
che si trasformano in prodotti in funzione
della azione del catalizzatore. In biologia il
fenomeno catalitico
e’ noto come catalisi enzimatica ed esso
assume una importanza decisiva nelle reazioni
biochimiche .
R. Willstätter Premio
Nobel per la Chimica (1915) per i suoi studi sugli
enzimi scrisse (1929) :
"La vita non e’
altro che l'ordinata cooperazione di processi
enzimatici". Infatti ogni enzima
catalizza specifici processi biochimici disponendo
normalmente di diversi tipi di siti attivi
catalitici. Pertanto una reazione biochimica può
essere realizzata stabilizzando i modo puntuale i
processi di trasformazione, con estrema
versatilita’ e plasticita’, cosi da
favorire ovvero inibire lo sviluppo dei
processi biologici che fanno seguito al sistema di
informazione genetica e dal suo trasferimento
nelle varie funzioni vitali della cellula. La
catalisi enzimatica procede normalmente attraverso
la formazione di complessi tra l'enzima e i
reagenti. L'enzima (E) si combina con lo specifico
reagente detto substrato (S), per formare un
complesso “enzima-substrato”, che si scinde in
prodotto P ed enzima libero, cosi che (E)
risulta nuovamente disponibile per reagire
con un’altra molecola substrato. Tutto questo e
ben noto, ma ancora non risulta evidente come si
effettui il sistema di riconoscimento che rende
altamente specifica l’ azione catalizzante di un
enzima e neppure come l’ azione catalitica si
uniformi al complesso sistema di informazione
dell’ insieme del metabolismo cellulare che nel
suo complesso da vita ad un organismo vivente.
Pertanto il problema della
interpretazione della catalisi estesa al campo
della azione enzimatica si impatta con la
problematica di come si possa comprendere il
funzionamento sistema metabolico che da vita ad
una cellula mediante le reazioni bio-catalitiche
che si attuano durante i processi nutrizionali.
Purtroppo, anche in questo caso, una impostazione
di indole meccanica della scienza,
porta ancora a ricondurre queste
problematiche ancora da capire, in termini assai
riduttivi di bilancio energetico.
Il Premio Nobel Erwin Schrödinger in
un suo libro dal titolo: “Cosa
e’ la Vita” disse testualmente "Per
un organismo adulto il contenuto energetico é
pressoché stazionario così come il contenuto
materiale. Poiché certamente ogni caloria é
equivalente ad ogni altra qualsiasi caloria, non
si riesce a vedere a cosa serva un semplice
scambio. Qual'é quindi il prezioso elemento che
é contenuto nel nostro cibo che ci preserva dalla
morte ?".
La vita é essenzialmente
funzione di un “lavoro
di informazione” necessario per la continua
ricomposizione del metabolismo cellulare, che con
la morte in qualche modo viene repentinamente a
cessare. Pertanto per comprendere piu’ a fondo
la attivita’ di tipo informazionale della
catalisi nell’ambito delle
trasformazioni di sistemi aperti a scambi
di energia e materia (come ad es.
e’ la nutrizione cellulare) e’
necessario ritornare alla osservazione
dell’andamento delle reazioni chimiche piu’
semplici.
A tal fine nell’ intento di simulare
il ciclo di Krebs
(di per se troppo complesso per una
osservazione diretta datosi l’elevato numero di
reazioni concomitanti individuate fin da 1937
quali elementi chiave del metabolismo biologico
dal premio Nobel (1953) Hans Adolf Krebs) , due
scienziati Russi Belousow e Zhabotinsky, misero a punto tutta una
serie di reazioni chimiche tramite le quali misero
in evidenza il fenomeno dell’ auto-catalisi
nelle cosi’ dette “Reazioni
Oscillanti” Il premio Nobel per la Chimica
Ilya Prigogine (1973), si interesso’ attivamente
a tali fenomeni oscillanti, trattandoli in termini
di “strutture
dissipative” di entropia, (e cioe’ di
disordine), statisticamente tendenti ad invertire
la dinamica del caos in nuovo ordine ad entropia
negativa (negentropia), finalizzati alla ricerca
di un nuovo equilibrio dei prodotti della reazione
.Inoltre in varie letture di filosofia della
scienza sul tema, “Order
out of Chaos “ Prigogine e Isabelle Stengers
(1984), ammisero la limitatezza della
interpretazione statistica comprendendo che la
strutture dissipative necessariamente dovevano
obbedire ad un semplice sistema di comunicazione
di informazione che regolando il tempo della
catalisi, permetteva soluzioni dinamiche coerenti
con lo sviluppo dell’ intero sistema di
reazione.
Tale ammissione e’ necessaria perche’ altrimenti pensando ad interazioni del
tutto casuali tra molecole, l’ordine
statistico non potrebbe superare una
ampiezza maggiore di 10-8 cm, mentre con tutta evidenza un
sistema di reazione
auto-organizzato necessita di percepire una
informazione tale che permetta di sviluppare
attivita catalitica coerente con lo stato
complessivo del sistema per favorirne la puntualità
del risultato finale. Infine Prigogine con i suoi
lavori e riflessioni, sottolineo’ come le
strutture dissipative di trasformazione
auto-catalitica da lui studiate dipendano
criticamente da fattori ambientali esterni tra cui
gli effetti gravitazionali ed elettromagnetici.
Indipendentemente da cio’ e dalla
complessita’ di tali problematiche, sempre al
fine di analizzarne alcune reazioni
piu semplici per capire il principio di
attuazione del sistema catalitico, abbiamo preso
in osservazione un tipo di reazioni oscillanti,
dette “Anelli
di Liesegang”, note sperimentalmente fin dal
1886 e facilmente riproducibili. Queste reazioni
periodiche oscillanti di precipitazione esibiscono
una struttura detta
a strisce di Zebra “(Zebra
Stripes) “ (vedi foto allegata).
Passando a sistemi catalitici piu’ complessi
osserviamo ancora che tale fenomeno di
periodicita’ nel tempo dello sviluppo di una
reazione chimica o biochimica e assai generale e
per rendersene conto basta tagliare un tronco di
un albero per vederne la struttura ad anelli che
e’ un indice della eta’ stessa dell’ albero.
Pertanto da tali osservazioni non risulta
difficile comprendere che la azione catalizzante
tende ad svolgere una azione di regolazione delle
attivita’ di sviluppo temporale delle reazioni
chimiche; infatti nelle reazioni oscillanti e
precipitazioni periodiche si nota che, tenendo
costanti le variabili termodinamiche
Pressione e Temperatura e concentrazioni
iniziali, la reazione si sviluppa e si conclude puntualmente un “tempo
di catalisi” (τ ) assai preciso, tale
che la reazione stessa viene anche detta Reazione dell’ Orologio. (Clock Reactions).
Per ottenere tale
risultato che implica una coerenza collettiva del
sistema catalitico della reazione , e dato che il
catalizzatore rappresenta sempre una piccola
porzione rispetto alla quantita’ dei reagenti
che si trasformano in prodotti e’ necessario
ammettere che la catalisi esprima un potere di
regolazione che supera la distanza di contatto tra
le molecole. Pertanto l’unica possibilita’,
ammissibile nell’ ambito delle conoscenze
scientifiche attualmente note, risulta quella di
ammettere che
il catalizzatore possa agire come un circuito
elettromagnetico oscillante, e cioe’ come una antenna risonante capace di trasmettere informazioni.
A seguito di tale lecita
ammissione la vecchia analogia che ha assimilato
la azione catalizzatrice ad un sistema di “chiave
serratura”, ha una maggiore ragion
d’essere sostituita dalla analogia
precedentemente assunta come trasmissione di
segnali di un “semaforo”
capace di ordinare selettivamente il tempo delle
trasformazioni molecolari in una reazione chimica.
Molte evidenze di quanto sopra detto sono state
messe a punto nel settore di indagine della “Biofisica”,
ed in particolare nel campo degli studi sulla
catalisi enzimatica che determina l’
apoptosi (morte cellulare programmata). La
catalisi pertanto va vista come controllo
programmato del tempo di reazione tramite
codificazione di segnali e non solo come
attivatore od inibitore casuale della velocita di
reazione; in tal misura un campo assai vasto di indagine che include la comprensione
dei “bioritmi”
come condizione fondamentale della non casualità
delle relazioni di informazione nello sviluppo di
una reazione di trasformazione chimica, cosi come
della espressione piu’ complessa
della vitalita’ delle reazioni biologiche
dei sistemi viventi.
A proposito della importanza
della “temporalizzazione
catalitica” che indica la capacita di
riconoscimento dei tempo nello sviluppo delle
trasformazioni, ci sembra utile riportate come ad
iniziare dagli studi sullo sviluppo evolutivo
degli ovociti, si e’ iniziato a comprendere
come la diversita’ delle specie viventi non
dipenda unicamente dalle differenze di
codificazione genetica,
ma in notevole misura della regolazione
catalitica dello sviluppo della informazione
biologica.
Un interessante esempio a
tal proposito emerge da un recente ricerca
embriologica riportato su Scientific American (Vol.292/N-4/APRIL-2005pp.80-81;
da cui e estratta la figura delle diverse razze di
zebra). Leggendo tale articolo si comprende che
tre diverse specie di Zebra differiscono per la
struttura delle strisce del loro pellame e che la
differenziazione e’ influenzata
dal tempo in cui la commutazione catalitica
dei geni (Gene’s Switching), inizia a livello della ontogenesi embrionale,
generando riconoscibilmente lo sviluppo
differenziato dei caratteri filogenetici
delle tre razze di Zebra. Tale risultato da
riflettere su come la temporalizzazione della
attivita catalitica permetta anche di raccordare
il rapporto tra ontogenesi e filogenesi, di
organismi appartenenti alla stessa specie ma a
razze differenziate.
UNO
SGUARDO al FUTURO:
certamente il campo di applicazione della
catalisi chimica e bio-chimica e assai vasto e
quindi sara’ necessario un ampio lavoro di
indagine conoscitiva e di ricerca scientifica per
metter a punto un sistema di comprensione piu’
ampia del fenomeno catalitico che potra’
indubbiamente portare ad una piu completa
revisione cognitiva della scienza meccanica
storicamente fondata esclusivamente sulle
interazioni tra energia e materia, anziche’
sulle interazioni tra energia (E) ,materia (M) ed
informazione (I); tale cambiamento mentale (Mind-Shift)
sara’ utile
proprio al fine di includere l’ effetto
catalitico basato sulla regolazione dei tempo
della informazione.
Per indirizzare tale comprensione e
ridisegnare la concezione della catalisi vista in
termini di regolatore degli “orologi
bio-chimici”
abbiamo iniziato a concepire la dimensione
del nuovo paradigma “E.M.I”, ritenendo che le
relazioni tra energia materia ed informazione
potessero essere comprese entro un quadro
cognitivo piu’ ampio capace di interpretare la
traduzione di segnali in termini
di relazioni di comunicazione chimica sostanzialmente basate su
la ipotesi formulata da Louis Victor De
Broglie nella sua tesi di dottorato del
1923, dove asseri’
che tutte le particelle materiali, oltre
che come massa si comportano anche come onde.
Pertanto le informazioni possono essere guidate da
riconoscibili fenomeni di interferenza di Energia
e Materia che definiscono le trasformazioni di
misura del tempo in relazioni spaziali, cosi’
che le
tracce del tempo divengo capaci di essere
riconosciute in modo da rendere il caos emergente
in ogni trasformazione controllato ed armonizzato
dal un sistema catalitico agente a distanza.
Questa tematica verra’
affrontata nelle prossime riunioni di confronto
sulle strategie scientifiche del “Open Network for New Science” (in sigla ON-NS), le quali vengono
periodicamente
organizzate dal
EGOCREANET /LRE della
Università di
Firenze, nell’ ambito delle manifestazioni per
la Settimana Europea della Scienza.
BIBLIO
ON LINE :
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http://www.minerva.unito.it/Storia/ChimicaClassica/Catalisi/Catalisi1.htm
2)
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http://www.minerva.unito.it/Storia/bio
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3)
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http://www.accademiaxl.it/biblioteca/virtuale/percorsi/testi/percorsi.asp?page=20
4)
Catalisi :
http://www.sapere.it/gr/ArticleViewServletOriginal?otid=GEDEA_catalisi&orid=OMNIA_008196&todo=LinkToFree
5)
Cinetica catalitica :
http://members.xoom.virgilio.it/alberto_chim/cinetica,
catalisi, reattori.doc
6)
Catalisi ed informazione:
http://www.cronologia.it/chimic.htm
7)
Enzimi :
http://www.med.unibs.it/~marchesi/enzimologia/powerpoint
presentations/argomento 1.ppt
8)
Enzimologia :
http://www.med.unibs.it/~marchesi/enzimologia/enzimi1.html
9)
Informazione e metabolismo :
http://www.eat-online.net/italian/education/lre/to_eat_part_2.htm
10)
Ciclo di Krebs :
http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_di_Krebs
11)
Reazioni Oscillanti ( Fotografie ):
http://www.pc.chemie.uni-siegen.de/pci/versuche/v57-3.html
12)
Liesegang rings :
http://polymer.bu.edu/ogaf/html/chp62.htm
; foto in :
http://polymer.bu.edu/ogaf/html/chp62exp1.htm
13)
Biophysic
:
http://www.lifescientists.de/ib0200e_.htm
14)
Traduzione di segnali:
http://www.med.unibs.it/~marchesi/biotec/slides/Signaling/sld001.htm
15)
Le tracce del tempo :
http://www.edscuola.it/archivio/lre/le_tracce_del_tempo.htm
16)
ON-NS/Up
:
http://www.edscuola.it/archivio/lre/onnsup.htm
By Paolo Manzelli :
LRE@UNIFI.IT
ZEBRE:
relazioni catalitiche tra
Ontogenesi//Filogenesi
ANELLI
di LIESEGANG :
CoCl2
ed NH3 conc.in gel
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