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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 

 


Carburante da "ACQUA che BRUCIA"

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Free energy - Energia libera da 10Kw
http://www.oppt-italia.org/qeg/98-free-energy-qeg
 

Gamma di controllo
L’escursione totale della manetta (dal minimo alla potenza massima) deve controllare la quantità di vapore, vale a dire l’ampiezza dell’impulso (rendimento). I valori di resistenza al segnale della manetta dovranno permettere al voltaggio di quest’ultimo, diciamo una tensione tra i e 4 volt, di pilotare la produzione di vapore. Si adopererà questa escursione di voltaggio per generare un 10% sull’impulso ‘quadro’. Il brevetto prevede l’utilizzo di un impulso ‘risonante’ nella gamma di frequenza tra 10 e 250 KHz, ma ciò non viene dichiarato esplicitamente.  
In questo circuito, si dovrà semplicemente sintonizzare qualsivoglia frequenza che produca la più efficiente conversione di vapore. Occorrerà fare riferimento alle specifiche tecniche di qualunque circuito integrato si andrà ad adoperare, onde assicurarsi di collegare i giusti fili ai giusti terminali per controllare la frequenza e l’ampiezza dell’impulso. Si possono usare diversi zoccoli per verificare i diversi Valori dei componenti discreti. Si conservino solo quelli compatibili con le specifiche del circuito, e si proceda col lavoro.  
Avviate il segnale dalla manetta e fornite maggiore energia elettrica (impulsi più ampi) agli elettrodi. Verificate sull’oscilloscopio di poter ricavare un rendimento del 10% (2-100 µsecondi sulla base temporale orizzontale). In media il vostro tester dovrà mostrare una tensione in corrente continua 90%-10% attraverso il transistor di uscita (Vce o Vds o uscita a massa). Regolare e collegare alla corrente il tester e misurare 0,5-5 ampere, senza far saltare il fusibile dell’apparecchio.  
Adesso si verifichi di avere tutto ciò che serve. Verificate i cablaggi dei fili usando il tester come rilevatore di continuità. Controllate i collegamenti, uno alla volta, ed evidenziate sullo schema i vari passaggi. Un’ottima idea è quella di usare dei potenziometri in miniatura, di quelli da montare sulle schede, per ogni cosa che si voglia regolare e dimenticare. I LED servono a darvi un rapido controllo visivo di eventuali inconvenienti della vostra nuova creazione.  

Collegamento carburatore/iniettore  
La figura 2 mostra inoltre che occorrono dei• fissaggi per il carburatore o l’iniettore del carburante. Esistono dei kit pronti (come quelli della Impco) per realizzare questo tipo di fissaggi a precisione al carburatore o all’iniettore, a seconda dei casi. 
Sarà necessario sigillare le feritoie già predisposte e creare una presa d’aria senza ritorno.  
La maglia di rame costituisce una protezione verso ‘imprevisti ritorni di fiamma’ alla camera di reazione. Assicuratevi che tutte le giunzioni dei condotti del vapore siano sigillate e tengano completamente la pressione senza alcuna perdita.  
Il vostro nuovo ‘sistema’ può considerarsi riuscito e correttamente regolato quando si ottiene la massima potenza alla minore temperatura e col minimo flusso di vapore senza far saltare la valvola di sicurezza.

Controllare col CHTo I’EGT  
Monitorate le temperature del vostro motore con il CHT (temperatura della testa del cilindro) dell’EGT (temperatura del gas di scarico) invece che con l’originale indicatore di temperatura del motore (se c’è). L’indicatore esistente è troppo lento per questa applicazione e non vi potrà avvisare di un surriscaldamento finché non si sarà già bruciato qualcosa. Assicuratevi che il vostro motore non giri a temperature di esercizio maggiori di quelle con cui funziona a benzina.  
La VDO produce un indicatore CHT con un sensore al platino da montare al di sotto del contatto della candela sulla testa del cilindro (prima di rimontare la candela, assicuratevi che sia ben pulito, in quanto fa anche elettricamente da massa).

Trattamenti al motore e alla marmitta  
Una volta convertita e fatta funzionare la vostra nuova creazione, sostituite le valvole con altre in acciaio inossidabile e fate eseguire un trattamento ceramico a pistoni e cilindri il più presto possibile. Non rimandate, perché questi componenti si arrugginiscono, sia che usiate il veicolo o che lo teniate fermo.  
Si può sfruttare al massimo il proprio attuale sistema di scarico usandolo col nuovo impianto sino a quando non si arrugginisce, dopodiché l’amico meccanico installerà uno scappamento in acciaio inossidabile (non serve alcuna marmitta catalitica). Ma potrebbe essere più semplice far trattare la propria marmitta con ceramica, per poi rimontarla semplicemente alle luci di scarico.  

Figura 5

Note generali  
1.
Non gettare o rimuovere nessun componente del vecchio sistema a benzina, ad esempio serbatoio, carburatore/iniettore, marmitta catalitica, a meno che non sia necessario. E sempre meglio avere a disposizione un modo semplice per tornare a qualcosa che almeno funziona, non si sa mai. Alcune persone lasciano completamente intatto il loro impianto a benzina, passando a piacere da un sistema all’altro: non si sa mai che possa servire.  

2. Regolare il proprio circuito dell’acceleratore in modo da ottenere un flusso minimo di vapore al minimo e un flusso massimo 
di vapore a piena potenza senza far scattare la valvola limitatrice della pressione. In tal modo, si controlla quanto è ‘magra’ la miscela in base alla forza dell’impulso (cioè, ‘ampiezza’ alla frequenza di impulso ottimale).

3. Se proprio non si ricava abbastanza potenza (a qualunque regolazione della farfalla), significa che c’è bisogno di(a) variare
la frequenza dell’impulso, (b) variare la distanza tra gli elettrodi, (c) variare la dimensione degli elettrodi (farli più grandi), 
o (d) aumentare la tensione dell’impulso in uscita (come ultima risorsa).
Usate sempre un transistor in uscita, come un MOSFET, che è adatto al voltaggio e alla corrente di cui c’è bisogno perché il tutto funzioni. Okay, è probabile ci si debba lavorare un po’ sopra. Comunque, non è forse qui che sta il divertimento?

4. Se si verifica qualunque battito in testa o combustione rumorosa (non compensati regolando l’anticipo), significa che c’è bisogno di installare un’altra bobina nella camera e di pilotarla con un segnale di pulsazione aggiuntivo (circa 19 Hz sulla base temporale di 0,1 secondi) (vedere figura 5). In tal modo, si rallenterà il tasso di combustione abbastanza da far bruciare i vapori attraverso la fase di scoppio del pistone.
Ci si assicuri di includere un potenziometro da montare sulle schede, per regolate la forza corretta di questo secondo segnale di pulsazione alla bobina. Questa è una bobina in acciaio inossidabile di circa 1.500 avvolgimenti (filo sottile) che si può predisporre a ciambella intorno al tubo cèntrale (ma senza toccare gli elettrodi) direttamente sopra lo spazio vuoto circolare di 1-5 mm.
Non devono esserci battimenti a qualunque regime di potenza o posizione della farfalla; solo erogazione uniforme, ma anche senza idrogeno residuo rimasto incombusto.

5. Costruire il/i contenitore/i più alto/i possibile senza compromettere la possibilità di montano/i agevolmente dietro al cruscotto 
o nel vano motore, a seconda dei casi. In tal modo, si potranno sempre realizzare degli elettrodi più grandi, qualora si rendesse necessario, senza fatica inutile. Ricordate che ogni componente inserito nel vano motore andrebbe montato in modo da resistere agli urti, alle vibrazioni e al calore.

6. Se dovete trapanare un foro di passaggio per cablaggi o tubazioni attraverso il metallo, assicuratevi anche di installare una guarnizione per evitarne lo sfregamento e quindi l’usura. Controllate sempre che la variazione di pressione della vostra camera al regime minimo sia (15-25 psi) e alla massima potenza sia (30-60 psi). Regolate la valvola limitatrice di pressione a 75 psi, assicurandovi che sia tarata per reggere molto di più.

7. Se si verifica qualunque malfunzionamento del sistema, spegnere l’interruttore e accostare il veicolo. Il motore avrà il massimo della durata quando svilupperà ancora la massima potenza ad una minima temperatura, che siamo sicuri si potrà trovare ottimizzando il “flusso di vapore nobile” e/o facendo uso della tecnica di raffreddamento acqua-vapore (vedere figura 6). -
Registrate i migliori valori di percorrenza (ed eseguite ispezioni e manutenzioni periodiche. Tenete tutto pulito; risparmiate un po’ di denaro; pulite l’aria; guarite il pianeta. 
Buone scarrozzate! Ditelo agli amici; godetevi la vostra libertà e autonomia energetica.  

8
. Vi è una mancanza di materiale documentato  per adattare questo sistema a vapore ad un iniettore di carburante, 
ma potrebbero esserci alcuni dettagli che scoprirete da soli coi progressi dei tipi funzionanti. Ad esempio, si potrebbe essere costretti ad iniettare il vapore di idrogeno/ossigeno senza alcun vapore acqueo, dato che potrebbe far arrugginire gli iniettori. Qualora la temperatura del motore e il CHT fossero un
problema, si potrebbe rivedere il proprio progetto, ad esempio rivestire gli iniettori ceramicamente. C’è sempre la possibilità di sostituire il sistema di iniezione con un carburatore.

9. Se si installa il sistema acqua-vapore (per abbassare le temperature di esercizio e l’usura), si dovrà smagrire la miscela (vapore/aria) alla percentuale minima di flusso del vapore per qualunque posizione della farfalla (dal minimo al massimo). 
Ci si assicuri di avere un minimo flusso al minimo del regime, e un flusso ragionevolmente modesto, al massimo; questo determina un raffreddamento senza ostacolare la combustione.

10.  Qualora non si riuscisse a trovare combinazioni di tubi in acciaio inossidabile che forniscano una spaziatura tra i e 5 mm, si può sempre far ricorso a piastre di elettrodi alternativamente +/-.

11.   Se c’è il timore che l’acqua possa congelarsi nel sistema, si può (a) aggiungere alcol isopropilico al 98% e regolare nuovamente di conseguenza la frequenza d’impulso; oppure (b) installare qualche serpentina elettrica da riscaldamento.

12.   Non permettete mai a nessuno di compromettere il vostro sogno, la vostra libertà, la vostra indipendenza, la vostra verità. 

Riferimenti
Stephen Chambers, “Apparatus for Producing Orthohydrogen and/or Parahydrogen”, Brevetto USA 46.126.794; e “Prototype Vapor Fuei System”, xogen.com. •  Stanley Meyer, “Method for the Production of a Fuel Gas”, Brevetto USA 44.936.961.
Creative Science & Research, “Fuel From Water”, http://www.fuelless.com.
Cari Cella, “Una macchina che funziona ad acqua”, NEXUS nr. 9.
Peter Lindemann, “Where in the World is All the Free Energy?”, NEXUS ‘nr. 37, http://www.free-energy.cc.
George Wiseman, “The Gas-Saver and HyCO Series”, http://www.eagle-research.com.‘ C. Michael Holler, “The Dromedary Newsiet­ter” e “SuperCarb Techniques”.
Energy2l, http://energy21.org.

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(Fonte: The Freedom Reclama tion Project, via KeelyNet, 9 gennaio 2002,
http://www.keely­net.com/energy/waterfuel.htm


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