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Camera
di reazione
Da costruire come mostrato nella figura 2. Usare una sezione di tubo
da scarico in PVC da 4 pollici (circa 10 cm, ndt) di diametro con un tappo
filettato da una parte e un normale tappo incollato dall’altra.
Assicurarsi di trapanare e incollare con epossidico o filettare i
componenti in PVC per tutti gli attacchi.
Predisporre
e controllare il livello dell’acqua nella camera in modo che gli
elettrodi tubolari siano ben sommersi; lasciare comunque un po’ di
spazio vuoto in cima, per consentire che si crei una pressione dei
vapori di idrogeno e ossigeno. All’interno della camera utilizzare
fili di collegamento in acciaio lnox, Oppure usare un rivestimento
protettivo; all’esterno usare fili isolati.
Assicurarsi
che l’epossidico sia perfettamente sigillante, altrimenti stendere una
goccia di sii icone impermeabile che possa reggere la pressione. Il
sensore di livello nella camera andrà verificato prima di incollare il
coperchio con l’epossidico.
Per
l’estremità filettata potrebbe rendersi necessario del soffice
silicone sigillante o una guarnizione. Lo scopo è di mantenere la
pressione e consentire ispezioni periodiche degli elettrodi. Nessuna
perdita, nessun problema.
Si faccia in modo di mantenere tra i due tubi in acciaio inossidabile una
distanza simmetrica da 1 a 5 millimetri. La letteratura di riferimento
suggerisce che più si rimane intorno al millimetro, e meglio è.
Realizzare
le saldature di giunzione tra il filo e l’elettrodo nel modo corretto,
lisce e solide. Poi applicare un rivestimento impermeabile, ad esempio
l’epossidico che si sta usando per congiungere i tubi ai coperchio
filettato.
Questa
resina deve essere impermeabile e in grado di mantenere in pressione il
metallo e la plastica.
Circuito
di controllo
Le
figure 3 e 4 mostrano un semplice circuito che controlla e pilota questo
minisistema. Si produrrà un segnale a ‘impulso quadro’ che fa
‘risuonare’ gli elettrodi come fossero un diapason, e che si potrà
osservare su un oscilloscopio. La premessa data dalla letteratura è: più
velocemente si vuole correre su strada, più ‘ampi’ dovranno essere
gli impulsi in entrata nella camera di reazione. Il ciclo di lavoro
varierà con la valvola a farfalla del carburatore nelle vicinanze di
punto 90% — spazio 10% (spento/acceso).
Non
c’è nulla di sacro nel modo in cui si genera l’impulso della forma
d’onda; vi sono molti sistemi per generare impulsi, e i diagrammi
allegati ne mostrano alcuni. La figura 4 mostra l’approccio del circuito
N1E555 dal brevetto di riferimento. Il transistor interruttore in uscita
dev’ essere tarato per 1-5 ampere a 12 volt di corrente continua (in
saturazione).
Procedete
con un progetto che vada bene per voi o i vostri amici appassionati di
tecnica o di meccanica, e procuratevi tutti i componenti del circuito,
compresa la scheda per il circuito, gli integrati e il contenitore,
presso il negozio di elettronica della vostra zona, come Radio Shack o
CircuitsR-Us (catene di negozi specializzati in USA; in Italia
potrebbero essere JCE, OBCo RS, ndt).
Per
il circuito assicuratevi di adoperare una scheda che abbia già una
faccia ramata per i collegamenti a massa, e con spazio sufficiente al
montaggio di due o tre degli indicatori; procuratevi i fogli con le
specifiche tecniche di ogni circuito integrato che adoperate. Verranno
annunciati ulteriori dettagli sui migliori circuiti da usare, dopo i
collaudi dei prototipi.
Per
il montaggio della camera di reazione nel vano motore occorrerà
stendere una prolunga sino all’indicatore della pressione, in modo che
sia possibile controllarla. Si possono facilmente realizzare dei fasci di
cavi per connettere 30 indicatori tra i terminali dello zoccolo e i
componenti discreti passanti coi relativi fili.
Controllo
deII’acceleratore
Disponendo
di un sensore di posizione per la farfalla del carburatore, si dovrebbe
poter gestire il segnale proveniente dal sensore stesso o dal connettore
del computer.
Questo
segnale è in ingresso al circuito come controllo principale (cioè,
livello della farfalla = ampiezza dell’impulso
quantità
di vapore).
Se
non si dispone di un segnale del genere, si dovrà montare un
potenziometro (resistenza variabile) al collegamento del gas (vale a dire,
accoppiato in qualche modo al pedale dell’acceleratore o al cavo della
manetta che va fino al carburatore o al
sistema di iniezione). Se si
esegue il collegamento al carburatore o all’iniettore, si badi di
adoperare un potenziometro che possa reggere i cicli di temperatura del
motore. Non usate un potenziometro economico; acquistatene uno
certificato per una lunga durata e resistente all’usura; Montatelo ben
fisso a qualcosa di solido e fermo,
di modo che non vada in pezzi quando si spinge sull’acceleratore.
Figura
3
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