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Due fisici
americano "creano" il
Big Bang al computer, ma poi si
accorgono che i conti NON tornano, perche' si rendono
conto di non saper spiegare perche' l'antimateria manchi
all'appello !
Ma l'antimateria e'
fuori e dentro la "materia" stessa perche'
quest'ultima e' formata da 2 "lati" (Materia + AntiMateria
a loro volta strutturate in 2 energie)
come gia' dall'antichita' si sapeva e si insegnava: la Vita
e' retta e si mantiene per mezzo della materia=energia=forza duale
Yin e Yang
L'astronomo Fritz Zwicky (morto
nel 1974) sosteneva: "Sono convinto
che ogni teoria sara' vuota, finche' non capiremo di che
cosa e' fatta tutta la materia dell'UniVerso".
Oggigiorno vi e' tanta confusione e tante
teorie mai provate !
La "manifestazione" dell'UniVerso,
(il
Bereshit
della
Genesi), e' attuata SOLO e con
progetto (idea) che movimenta l'energia dell'Etere
e propaga un "suono"
che esce dal "Buco
nero", un buco esistente in OGNI
parti-cella esistente, sul
Vuotoquantomeccanico,
che struttura-crea le
figure di Lissajous, e quindi tutti gli
orbitali degli 8 livelli atomici, quindi la "creazione"
(manifestazione) e' continua in ogni punto dell'UniVerso...
vedi:
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
+
Universi paralleli 2
Lo
Spirito
= l'In-Form-Azione,
crea attraverso il Verbo/Azione che si manifesta attraverso
Progetto vita
dentro, insito nel
Vuotoquantomeccanico per mezzo del = il
Suono
=
Linguaggio
Teoria R3 - Una semplice Teoria dell'UniVerso
- PDF - dell'Ing. Alberto Angelo Conti
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Finalmente,
cominciano ad accorgersene questi "moderni scienziati" che
hanno fino ad ora sbagliato con
la Teoria del Big Bang: Niente Big Bang, niente
fine, Nuova – Antica teoria per l'Universo – 03/08/2010
Il nostro Cosmo
non ha avuto un momento iniziale e
non morirà: è in continua evoluzione,
trasformazione (nulla si crea, nulla si distrugge TUTTO si trasforma), mentre
massa, energia,
informazione, tempo e spazio possono
convertirsi l'uno nell'altro.
Fa discutere lo studio di un ricercatore di Taiwan, che
permette di risolvere molti misteri, ma presenta ancora alcune
incoerenze.
NESSUN inizio, nessuna fine, ma un
Universo in continua
evoluzione, dove massa, tempo e spazio possono
convertirsi l'uno nell'altro. Un
Universo dunque,
senza Big Bang
e senza fine.
Questo è il cosmo in
cui viviamo, così come lo ha concepito e definito Wun-Yi Shu
della National Tsing Hua University di Taiwan, che permette
di risolvere molti problemi ancora aperti della teoria oggi
comunemente accettata, che vuole che l'Universo
in cui viviamo sia nato dal Big Bang.
Nell'Universo di Shu
sono quattro gli elementi in
contrasto con l'attuale teoria dell'evoluzione del
cosmo e che ne danno una nuova visione.
Il primo: la velocità della luce e la "costante
gravitazionale" non sono costanti, ma
variano con il tempo.
Il secondo: il tempo non ha avuto né inizio, né fine, quindi
non c'è stato alcun Big Bang.
Il terzo: la sezione spaziale dell'Universo
è paragonabile ad una sfera a più di tre dimensioni,
un'immagine inconcepibile con la fantasia umana, ma che si
spiega solo matematicamente.
Il quarto, infine: l'Universo
vede momenti di accelerazione e decelerazione nella sua
espansione.
L'ipotesi di Shu vede da una nuova prospettiva le entità che
stanno alla base dell'Universo,
in quanto il tempo e lo spazio si possono convertire l'uno
nell'altro con la velocità della luce come fattore di
conversione.
La massa e la lunghezza sono anch'esse
intercambiabili: la conversione dipende dalla "costante
gravitazionale", che è variabile nel tempo, e dalla velocità
della luce, anch'essa variabile. Secondo questa nuova
complessa visione, quando l'Universo
è in espansione il tempo si converte in spazio e la massa in
lunghezza. Quando l'Universo
si contrae avviene il contrario.
"Nella mia visione dell'Universo la velocità della luce è un
fattore di conversione tra il tempo e lo spazio, in quanto è
semplicemente una delle proprietà della geometria dello
spazio-tempo", spiega Shu, il quale continua: "Poiché
l'Universo è in espansione si può ipotizzare che in fattore
di conversione vari in rapporto a tale espansione e dunque
la velocità della luce varia con il tempo cosmico".
Questa " (NdR: cioe' antica) nuova" concezione del
cosmo in cui viviamo, tra l'altro, dà modo di spiegare la
sua espansione senza ricorrere all'"energia oscura" che,
secondo i canoni attuali, compone il 73% dell'Universo (il
23% è materia oscura e solo il 4% è materia ordinaria,
quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e tutto
l'Universo visibile). Dell'energia oscura non si sa nulla e
rimane il più grande mistero per gli scienziati.
Alcune critiche, tuttavia, sono già state mosse alla nuova
teoria. Le più vigorose vengono da Michael Drinkwater,
astronomo alla Univesity of Queelsland, il quale sottolinea
come vi siano numerose prove che la velocità della luce è
costante e non cambia con il tempo come sostiene Shu. La
quantità di idrogeno, elio e altri elementi presenti
nell'Universo, inoltre, sono coerenti con la nascita
dell'Universo attraverso il Big Bang.
Un'altra problematica riguarda la "radiazione cosmica di
fondo" che, nel modello del Big Bang, corrisponde alla
radiazione residua delle fasi iniziali della creazione
dell'Universo e ne è considerata una conferma chiave. Shu è
consapevole di queste controversie, ma secondo l'astrofisico
è solo una questione di tempo e anch'esse troveranno una
spiegazione nell'Universo
infinito.
By Luigi Bigmani – Tratto da: repubblica.it
Commento NdR: questo
articolo non tiene conto che le
ricerche effettuate con i numeri dicono cose diverse...PDF
vedi anche
la luna e la materia oscura...PDF (studi del ricercatore
Rubino).
Altra teoria sul NON big bang (singolarita'):
"Abbiamo scoperto di poter descrivere
esattamente l'evoluzione quantistica dell'universo", dice
Neil Turok, direttore del Perimeter Institute for
Theoretical Physics, in Ontario, e coautore dello studio.
"Abbiamo scoperto che l'universo passa senza problemi
attraverso la singolarità ed esce dall'altra parte. Era ciò
che speravamo, ma non ci eravamo mai veramente riusciti
prima d'ora".
Turok e Steffen Gielen, dell'Imperial College di Londra,
hanno pubblicato i loro calcoli su:
"Physical Review Letters" del mese scorso.
vedi:
http://www.lescienze.it/news/2016/08/06/news/universo_nato_grande_rimbalzo-3193803/
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"Il
big bang non c'è più ?" o forse
NON c'è mai stato... -
24/02/08
A lanciare un simile sasso nello stagno della scienza
sull'origine dell'Universo
è il fisico cosmologo della Sissa di Trieste Cristiano
Germani, che sembra abbia prodotto una nuova teoria che
toglie di mezzo il grande botto iniziale, facendo anche
riferimento anche alla nuova teoria detta delle
super-stringhe.
Questa ipotesi mette in discussione tutto l'apparato
scientifico legato al "creazionismo", e porta avanti altre
ipotesi legate invece all'idea dell'Etere
o continuum al di fuori dal tempo, che crea un gran
fastidio ad una certa casta di fisici legati alla teoria
delle particelle nate appunto dal grande botto, e poi da
fastidio a chi ha bisogno di dimostrare che c'è stata una
volontà di qualcuno che ha voluto questo grande botto.
L'altro filone di idee invece potrebbe pensare che il tutto
dipende da oscillazioni dell'Etere o continuum informatico o
altro ancora....che è l'essenza base dell'universo fuori dal
tempo, che si potrebbe anche visualizzare come un enorme
ragnatela di fili intrecciati in più dimensioni che hanno
doti di memoria e quindi hanno dato vita ad un software di
base ottimizzato, tale hardware informatico probabilmente
oscilla da sempre creando
Universi/Cosmi/Stelle/sistemi solari, ecc., che si creano collassano e rinascono,
arricchendo continuamente le sue/loro memorie al suo/loro interno,
la base della massa è la pulsazione che crea onde o
frequenze facendo oscillare il plasma od
etere informatico senza
tensioni, tali vortici energetici pulsanti a due pressioni
(positivo e negativo) che noi chiamiamo
atomi, crescono e si
arricchiscono di in-form-azioni, utilizzando negli esseri
viventi le memorie pregresse come il
DNA ecc., in tale ipotesi
la gravità potrebbe essere vista come il flusso continuo di
etere-informazioni senza tensioni che va ad alimentare i vari vortici
energetici degli atomi, la fisica quantistica spiega già
molte questioni viste in tal senso, il problema è che non
possediamo strumenti adatti a rilevare il flusso di un etere
informatico non entrato ancora nella densità dei vortici
energetici (energia=materia), e quindi per esempio poi la scienza classica
definisce circa il 23 % della massa che costituisce l'Universo
come materia oscura, il discorso qui si fa lungo tortuoso e
complicato, e porta con se anche il concetto
filosofico-scientifico che dice che noi e tutta la massa
dell'Universo siamo
costruiti con materiale informatico fuori dal tempo,
per cui anche le nostre singole memorie (IO
SONO / Ego
/ mEnte) sono eterne e destinate ad
evolversi all'Infinito
attraverso il continuo passaggio nella materia che si
informa e diviene materiale informatico (Spirito-In-form-azione)
per riportare nella memoria universale e singolare,
arricchendo lo Spirito dei singoli e quello Universale, il
tutto in un Continum
Spirito che anima la materia la quale a sua volta serve
per ri-animare-ri-arricchire
lo Spirito, e cosi' all'InFinito,
mediante il
Vuotoquantomeccanico.
Big Bang, si e’
Sgonfiato ? L’Universo potrebbe non aver avuto un inizio
- 25/02/2015
Se questa nuova teoria si rivela essere vera, l'universo non
potrebbe aver iniziato con il botto.
Nella nuova formulazione, l'universo non è mai stato una
singolarità, od un infinitamente piccolo e infinitamente
denso punto della materia. Infatti, l'universo può non avere
avuto affatto un’ inizio.
"La nostra teoria suggerisce che l'età dell'universo
potrebbe essere infinita", ha detto il co-autore Saurya Das,
un fisico teorico presso l'Università di Lethbridge in
Alberta, Canada.
Il nuovo concetto potrebbe anche spiegare che cosa e’ la
materia oscura - la misteriosa sostanza invisibile che
costituisce la maggior parte della materia nell'universo –
che in realtà e’ un dato di fatto, Das ha aggiunto. [The Big
Bang di Civilization: 10 Amazing Origin Eventi]
Big Bang sotto il fuoco…Secondo la teoria del Big Bang,
l'universo è nato circa 13.800 milioni anni fa.
Tutta la materia che esiste oggi era una volta schiacciata
in un infinitamente denso ed infinitamente piccolo punto
ultra-caldo, chiamato una singolarità. Questa piccola palla
di fuoco poi è esplosa ed ha dato origine all'universo
primordiale.
La singolarità esce dalla matematica della teoria della
relatività generale, che la descrive come una massa che
deforma lo spazio-tempo, ed un'altra equazione (chiamata
equazione di Raychaudhuri) di Einstein prevede che se la
traiettoria di qualcosa possa convergere o divergere nel
corso del tempo.
Andando indietro nel tempo, secondo queste equazioni, tutta
la materia dell'universo era una volta in un unico punto -
la singolarità del Big Bang.
Ma non è del tutto vero.
Nella formulazione di Einstein, le leggi della fisica in
realtà si rompono, prima del raggiungimento della
singolarità. Ma gli scienziati vogliono estrapolare
all'indietro, come se le equazioni della fisica continuano a
mantenersi, ha detto Robert Brandenberger, cosmologo teorico
alla McGill University di Montreal, che non è stato
coinvolto nello studio.
"Così, quando diciamo che l'universo inizia con un big bang,
non abbiamo davvero il diritto di dire cio’", ha detto
Brandenberger diretta Science.
Ci sono altri problemi in fisica - cioè che le due teorie
più dominanti, meccanica quantistica e relatività generale,
non possono essere riconciliate.
La Meccanica quantistica dice che il comportamento di
minuscole particelle subatomiche è fondamentalmente incerto.
Questo è in contrasto con la relatività generale di
Einstein, che è deterministica, il che significa che una
volta che tutte le leggi naturali sono note, il futuro è
completamente predeterminato dal passato, cosi’ Das ha
detto.
E nessuna delle due teorie spiega cos'è la materia oscura,
una forma invisibile di materia che esercita una forza di
attrazione gravitazionale sulla materia ordinaria, ma non
può essere rilevata da maggior parte dei telescopi, e cio’ è
un fatto.
Correzione Quantum
Das ed i suoi colleghi volevano trovare un modo per
risolvere almeno alcuni di questi problemi.
Per farlo, hanno osservato un vecchio modo di visualizzare
la meccanica quantistica, chiamato
meccanica bohmiana.
In
esso, una variabile nascosta governa il comportamento
bizzarro delle particelle subatomiche. A differenza di altre
formulazioni della meccanica quantistica, che fornisce un
modo per calcolare la traiettoria di una particella,
l'utilizzo di questo modello antiquato della teoria
quantistica, i ricercatori hanno calcolato un piccolo
termine di correzione che potrebbe essere incluso nella
teoria della relatività generale di Einstein.
Poi, hanno capito cosa sarebbe accaduto nel tempo profondo,
antico. [8 modi Potete Vedere Teoria della Relatività di
Einstein in Real Life]
Il risultato ? Nella nuova formulazione, non c'è
singolarità, e l'universo è infinitamente vecchio.
Un modo per testare la teoria
Un modo di interpretare il termine di correzione di qualità
nella loro equazione è che è correlato alla densità della
materia oscura, Das ha detto.
Se così e’, l'universo potrebbe essere riempito con un
superfluido condotti di ipotetiche particelle (l’etere degli
antichi), come le particelle che trasportano la gravità,
noti come gravitons, o ultra-fredde, particelle spettrali
note come assioni, Das ha detto.
Un modo per verificare la teoria è quello di esaminare come
la materia oscura è distribuita nell'universo e vedere se
corrisponde le proprietà del superfluido proposto, Das ha
detto.
"Se i nostri risultati corrispondono con quelli, anche
approssimativamente, il che è grande", ha detto Das in
diretta a Science.
Tuttavia, le nuove equazioni sono solo un modo per
conciliare la meccanica quantistica e la relatività
generale.
Per esempio, una parte della teoria delle stringhe noto come
cosmologia gas stringa predice che l'universo una volta
aveva una fase statica duratura, mentre altre teorie
predicono c'era una volta "rimbalzo" cosmico dove l'universo
prima si contrasse fino a raggiungere una piccola
dimensioni, poi cominciò a espandersi, Brandenberg ha
detto.
In entrambi i casi, l'universo era una volta molto, molto
piccolo e caldo.
"Il fatto che ci sia una palla di fuoco caldo in tempi molto
antichi: che è confermato", ha detto Brandenberg in diretta
a Science. "Quando si cerca di tornare indietro fino alla
singolarità, ecco che sorgono i problemi."
La nuova teoria è stata spiegata in un documento pubblicato
4 febbraio sulla rivista Physical Letters B, e un altro
documento che è attualmente in fase di revisione tra pari,
che è stato pubblicato sulla rivista Preprint arXiv.
By Tia Ghose
Tratto da:
http://www.livescience.com/49958-theory-no-big-bang.html
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ADDIO BIG BANG ! ... ERA un
IPER-BUCO NERO ? - 25/01/2015
A scuola ci hanno insegnato che
quel grande ammasso di spazio e materia che campeggia sulle
nostre teste che chiamiamo
Universo
è cominciato circa 13 miliardi di anni fa con un'esplosione:
il Big Bang !
Ma oggi, potrebbe essere venuto il momento di salutare la
tanto famosa teoria per fare spazio a nuove idee
sull'origine dello spazio-tempo.
Il modello standard del Big Bang
suppone che l'Universo
si venuto fuori da un'esplosione degenerata da un punto
infinitamente denso, detto "singolarità".
Nessuno però è in grado di dire
cosa abbia potuto innescare l'immane esplosione, ne cosa ci
fosse prima: le leggi conosciute della fisica non sono in
grado di spiegare cosa sia successo in quel momento.
"Tutti i fisici sanno che dalla
singolarità può venir fuori di tutto: universi, draghi e
streghe", scherza Niayesh Afshordi, astrofisico presso
l'Istituto Perimeter di Fisica Teorica di Waterloo, Canada.
Risulta anche difficile spiegare
come una violenta esplosione come il Big Bang abbia potuto
lasciarsi alle spalle un Universo con una temperatura quasi
completamente uniforme, dato che sembra non esserci stato
abbastanza tempo dalla nascita del cosmo per poter
raggiungere l'equilibrio termico che oggi registriamo.
Per la maggior parte dei
cosmologi, la spiegazione più plausibile per tale uniformità
è che subito dopo l'inizio del tempo, una qualche forma
sconosciuta di energia abbia fatto espandere il giovane
Universo ad una velocità maggiore di quella delle luce.
In tal modo, una piccola zona
con temperatura approssimativamente uniforme si sarebbe
espansa dando vita all'equilibrio termico che vediamo oggi.
Ma come nota Afshordi su Nature, il Big Bang era così
caotico che non sarebbe mai potuto esistere un'area così
omogenea dal punto di vista termico.
Una nuova idea
In un articolo pubblicato la
settimana scorsa su arXiv, Afshordi e colleghi hanno
ipotizzato che l'Universo
osservabile possa essere il risultato dei detriti espulsi
dal collasso di una mastodontica stella in un
buco nero,
teoria che potrebbe spiegare perchè il cosmo sembra essere
così uniforme in tutte le direzioni.
Il lavoro riprende un modello
cosmologico realizzato nel 2000 da un gruppo di ricercatori
guidato da Gia Dvali, fisico della Ludwig Maximilians
University di Monaco di Baviera, in Germania, nel quale l'Universo
tridimensionale è concepito come una membrana (o brana), che
fluttua in uno spazio a quattro dimensioni.
Il team di Ashfordi si è reso
conto che se tale spazio contiene proprie stelle a quattro
dimensioni, alcune di esse possono collassare formando buchi
neri quadridimensionali, allo stesso modo in cui avviene nel
nostro
Universo: esplodono come supernovae, espellendo il loro
strato esterno, mentre lo strato interno collasso in un buco
nero.
Nel nostro Universo, un buco
nero è delimitato da una superficie bidimensionale chiamata
orizzonte degli eventi. Mentre in un buco nero in uno spazio
a quattro dimensioni sarebbe delimitato da un orizzonte
degli eventi a forma di ipersfera, cioè una superficie
tridimensionale. Quando il team di Ashfordi ha simulato la
morte di una stella 4D, ci si è resi conto che il materiale
espulso formerebbe una membrana 3D in espansione.
I ricercatori hanno ipotizzato che l'universo 3D in cui
viviamo potrebbe essere solo una membrana in espansione:
"Gli astronomi misurano l'espansione dell'universo a partire
dal Big Bang, ma si tratta solo di un miraggio", dice
Afshordi.
Il modello spiega la
fondamentale uniformità del nostro Universo, dato che lo
spazio 4D potrebbe esistere da un tempo infinitamente più
lungo, consentendo l'equilibrio che il nostro spazio avrebbe
ereditato.
Tuttavia, tale modello teorico
sembra essere discrepante con i dati diffusi
dall'Osservatorio Planck dell'Agenzia Spaziale Europea, il
quale ha mappato le lievi fluttuazioni di temperatura nella
radiazione cosmica di fondo (la radiazione fossile che porte
l'impronta dei primi istanti di vita dell'Universo).
Sperando di risolvere la
discrepanza, Afshordi afferma che per ora il suo modello è
in fase di raffinazione. Il ricercatore ha incassato anche i
complimenti di Dvali, il quale ha elogiato il modo ingegnoso
in cui la squadra ha messo in crisi il modello standard del
Big Bang.
"La singolarità all'origine
dell'Universo è il problema più fondamentale della
cosmologia", dice Dvali. "Ahshordi ha riscritto il modello
in un modo mai concepito prima.
Considerando che i dati di
Planck dimostrano la correttezza della Teoria
dell'Inflazione, tuttavia lasciano aperta la questione di
come essa sia avvenuta. Lo studio potrebbe aiutare a capire
che l'inflazione viene attivata dal movimento dell'Universo
attraverso una realtà a più dimensioni".
Tratto da: ilnavigatorecurioso.it
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Secondo la
teoria della gravità arcobaleno, non ci sarebbe stato alcun
big
bang. (© Rhys Taylor/Stocktrek Images/Corbis)
Anche se è troppo presto per sapere se questi scenari possano
corrispondere al vero, sono certamente affascinanti.
“Questo
articolo e alcuni altri mostrano che questa idea di gravità
arcobaleno potrebbe legittimamente aspirare a un posto nella
cosmologia, e questo per me è incoraggiante", dice Amelino-Camelia, che non è stato coinvolto nella ricerca, ma ha
studiato i contesti teorici che permetterebbero lo sviluppo di
una teoria quantistica della gravità.
“Nella gravità quantistica
stiamo scoprendo sempre più esempi in cui compare la
caratteristica che si può chiamare gravità arcobaleno. E'
qualcosa che diventa sempre più avvincente.”
Eppure l'idea ha i suoi critici. “E' un modello che non credo
abbia a che fare con la realtà”, spiega Sabine Hossenfelder del
Nordic Institute for Theoretical Physics di Stoccolma,
aggiungendo che non è l'unico modo per togliere di mezzo la
singolarità del big bang. “Il problema non è rimuovere la
singolarità, il problema è modificare la relatività generale in
modo coerente, cioè in modo che produca ancora tutte le sue
conquiste e, in più, quelle del modello standard della fisica
delle particelle.”
Lee Smolin del Perimeter Institute for Theoretical Physics, in
Ontario - che per primo, insieme a Joao Magueijo dell'Imperial
College di Londra, ha suggerito l'idea di gravità arcobaleno -
dice che, nella sua testa, la gravità arcobaleno fa parte di
un'idea più ampia, chiamata località relativa. Secondo la
località relativa, osservatori situati in diverse località di
tutto lo spazio-tempo non saranno d'accordo sul punto in cui
avvengono gli eventi; in altre parole, la posizione è relativa.
“La località relativa è un modo più profondo di intendere la
stessa idea” di gravità arcobaleno, dice Smolin. Il nuovo
articolo di Awad e colleghi, aggiunge, “è interessante, ma prima
di credere davvero nel risultato, vorrei riformularlo nel quadro
della località relativa. Potrebbero esserci problemi nel modo in
cui è scritta la località e dei quali gli autori potrebbero non
essere consapevoli.”
Nei prossimi anni i ricercatori sperano di analizzare i lampi di
raggi gamma e altri fenomeni cosmici alla ricerca di segni degli
effetti della gravità arcobaleno. Se li troveranno, potrebbe
significare che l'universo ha una storia più “colorata” di
quanto pensato.
(La versione originale di questo articolo è apparsa su
scientificamerican.com il 9 dicembre.
Riproduzione
autorizzata, tutti i diritti riservati) - Tratto da: lescienze.it
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I
sostenitori della teoria del Big Bang spesso ricorrono a due
fenomeni che dovrebbero confermarla: l'esistenza della radiazione
cosmica di fondo - risultante, ipoteticamente, dalla "grande
esplosione" - e il redshift - che dovrebbe dimostrare
l'allontanamento graduale delle stelle, e quindi provare che
l'esplosione si è realmente verificata miliardi di anni fa.
La radiazione cosmica di fondo in realtà sembra semplicemente
provenire dalle stelle e dalle galassie che ci circondano. Essa non
proviene da un unico punto - cioè dalla presunta origine del Big
Bang - ma è isotropa.
Inoltre è notevolmente più debole di quanto previsto dalla teoria,
presenta una temperatura molto inferiore a quella predetta, ed è
eccessivamente uniforme.
Secondo William Corliss, "le recenti misurazioni delle
fluttuazioni di densità nella radiazione cosmica di fondo a
microonde non mostrano fluttuazioni maggiori di 2,5 parti su
100.000.
Nessuna galassia potrebbe nascere da una fluttuazione tanto
piccola - neppure in 15 miliardi di anni".
L'altro fenomeno, il redshift, riguarda i moti di allontanamento
delle galassie. Semplificando, il redshift è il fenomeno che fa
apparire di colore più rosso gli oggetti che si allontanano
dall'osservatore.
Se l'effetto Doppler fosse l'unica causa del redshift spettrale –
come ritengono gli evoluzionisti - ciò dimostrerebbe che l'universo
è in fase di espansione, per effetto dell'esplosione del Big Bang.
Ma esistono altre due cause di redshift confermate dalla scienza,
che sono in grado di spiegare in modo più convincente il fenomeno:
il graduale rallentamento della luce nel percorrere lunghe distanze,
e la perdita di
energia da parte della luce quando questa transita in prossimità di
ampi campi gravitazionali come quelli delle stelle.
La predizione che la luce emessa da una sorgente dotata di forte
campo gravitazionale debba tendere verso il rosso fu formulata da
Albert Einstein, e verificata sperimentalmente da Walter Adams.
Peraltro, la ricerca sui redshift per effetto Doppler ha prodotto
risultati non credibili: applicando questa teoria, i quasar
risulterebbero eccessivamente luminosi (in base alla legge del
quadrato inverso), e oltre
30 quasar scoperti recentemente si allontanerebbero da noi a
un'impressionante velocità, fino a otto volte superiore a quella
della luce.
By Carlos : "Il Big Bang che tanti usano per dimostrare il
momento della creazione non è esistito.
Ma se fosse esistito, sarebbe stata la prova che dio si è sparato."
Tratto da:
http://rael.org -
http://www.thereisnogod.info
-
cabb56BOTTO@hotmail.com
Prima di scrivermi disinnescate le
c@22@t3
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Il Big Bang e’ veramente
stato l’inizio del tempo ? - Oppure l'Universo esisteva
prima di allora ?
Si chiede Gabriele Veneziano in un conciso quanto
significativo articolo apparso su Scientific American
il maggio scorso.
Del resto l'intervista che qui precede e
l'articolo sull'universo senza tempo a pag 44 sollevano e
sviluppano la stessa domanda:
È proprio la teoria delle
stringhe a suggerire che il Big Bang non sia stato l'origine
dell'universo ma semplicemente il risultalo di uno stato già
in atto.
Tali domande - scrive Veneziano - solo un decennio fa erano
quasi blasfeme. Appariva quasi come un non senso, simile a
ricercare un nord al nord del polo. Gli sviluppi nella
Tisica teorica stanno cambiando gli assi in tavola e
l'universo del pre-bang è diventato la più recente frontiera
della cosmologia.
L'interrogativo che pone - continua Veneziano - si intreccia
con una serie imponente di preoccupazioni, una
meravigliosamente racchiusa in un dipinto del 1897 di Paul
Gauguin: D'ou venons-nous ? Qui sommes-nous ? Ou allons-nous
? (Da dove veniamo ? Che cosa siamo ? Dove stiamo andando ?)
L'opera raffigura il ciclo di nascita, vita e morie -
origine, identità e destino per ciascun individuo - e queste
preoccupazioni personali si connettono direttamente a quelle
cosmiche.
Possiamo rintracciare il nostro lignaggio attraverso le
generazioni, attraverso i nostri ancestrali animali, alle
prime forme di vita e protovita, agli elementi sintetizzati
nell'universo primordiale, all'energia amorfa depositate
nello spazio prima di questo. Il nostro albero genealogico
si estende all'indietro per sempre ?
O le sue radici
terminano ?
È il cosmo così impermanente come lo siamo noi ?
Gli amichi greci dibattevano accanitamente l'origine del
tempo.
Per questa ed altre ragioni, il tempo deve estendersi
eternamente nel passato e nel futuro.
S. Agostino disputava che Dio esisteva fuori dallo spazio e
dal tempo, capace di far esistere questi concetti cosi
sicuramente come poteva formare altri aspetti del nostro
mondo. Quando gli fu chiesto, «Che cosa faceva Dio prima che
creasse il mondo ?»
S. Agostino rispose, «Essendo il tempo stesso parte della
creazione di Dio, semplicemente non c'era un prima !».
La teoria della relatività
generale di Einstein ha portato i moderni cosmologo più o
meno alla stessa conclusione e gli astronomi hanno
confermato negli anni '20 del novecento che il nostro
universo si sta attualmente espandendo: distanti galassie si
allontanano una dall'altra. Mentre si proietta la storia
cosmica all'indietro nel tempo, tutte le galassie si
raggruppano assieme in un singolo punto infinitesimale,
chiamato una singolarità - quasi come se stessero
discendendo in un buco nero.
Ogni galassia o il suo precursore è schiacciata ad una
dimensione zero. Quantità come la densità, la temperatura e
la curvatura dello spazio tempo diventano infinite,
L'inevitabile singolarità pone seri problemi ai cosmologi.
In particolare, sta scomodamente seduta con l'alto grado di
omogeneità ed isotropia che l'Universo esibisce su larga
scala. Perché il cosmo abbia più o meno lo stesso aspetto
ovunque, un qualche tipo di comunicazione ha dovuto
verificarsi tra regioni distanti dello spazio (attraverso i
cunicoli intergalattici ? come afferma il fisico M. Corbucci,)
coordinando le loro proprietà.
La distanza tra le galassie è aumentata dì un fattore di
circa 1.000 (dovuto all'espansione), mentre il raggio
dell'universo osservabile è aumentato del più grande fattore
di circa 100.000 (perché la luce va più in là
dell'espansione). Vediamo parti dell'universo odierno che
13,7 miliardi di anni fa non avremmo potuto vedere.
Fonte: Visione
d'insieme/Cosmologia delle Stringhe-
http://sciam.com
Riadattato da Nityama Masetti -
Tratto da Scienza e Conoscenza n° 10
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SINGOLARITA', BIG-BANG e "PUZZLE" UNIVERSALI
Scienziati "scomodi" che, con le loro teorie "scomode",
hanno contribuito e contribuiranno di certo al progresso
della conoscenza umana ce ne sono sempre stati e, se Dio
vuole, ce ne saranno sempre.
Ma cosa, realmente, è "scomodo" e cosa, invece, è solo il
naturale manifestarsi dell'intelletto umano nella ricerca
della Conoscenza Ultima?
Prendiamo la questione del Big-Bang: la nostra mente
raziocinante, alla frenetica ricerca di un inizio di tutto,
dopo aver sbattuto come un uccello capitato in una stanza
contro le pareti della filosofia, della speculazione, della
mistica e della magia, si è per ultimo affidata agli
scienziati.
L'esigenza di trovare "l'inizio" è stata, potremmo dire,
"l'input subliminale" alla formulazione del concetto di
"singolarità", frutto e parto dei fisici teorici di tutto il
pianeta da parecchi decenni.
Il fatto è che il pensiero di un "universo infinito"
rappresentava un insopportabile blocco: voglio dire,
qualcosa che non riusciamo a concepire può mai entrare in
qualche modello scientifico?
L'uomo di scienza ha cercato in tutti i modi di rispondere
"no", ed è così, in parole molto succinte, che è nata
l'esigenza della "singolarità".
Siamo negli anni '70: mentre si cercava di bypassare
l'esigenza di una "singolarità iniziale" in attesa di
maggiori e nuovi elementi da inserire in un soddisfacente
modello fisico, Roger Penrose e Stephen Hawking hanno voluto
dichiarare che la singolarità, pur nell'ambito delle
soluzioni di Fridman definite dalle equazioni di Relatività
Generale, è un evento inevitabile.
Ma non dimentichiamo che la Relatività Generale ha un
tallone d'Achille proprio nella struttura basilare dei suoi
assunti laddove pone sullo stesso piano, tempo spazio e
materia. Sì, perché, nel caso della singolarità, questi tre
elementi non esistono affatto e, dunque, una singolarità
equivale di fatto al funerale della Relatività Generale. Non
esistono leggi fisiche nella singolarità, anzi, non esiste
proprio fisica.
Ma, allora, ci sono, e se sì quali, dei limiti alla
Relatività Generale che rendano necessario il superamento
della teoria classica di Einstein magari grazie alle
teorizzazioni della Fisica Quantistica in virtù degli
specifici campi d'indagine di quest'ultima?
La risposta non è facile perché, a tutt'oggi, anche i limiti
della Fisica Quantistica sembrano emergere abbastanza
evidenti.
Sono stati tentati vari approcci, vari modelli, ma nessuno
si è rivelato del tutto soddisfacente. In pratica, il
problema basilare si può riassumere come "la difficoltà di
applicare la Fisica Quantistica ai problemi cosmologici".
Ecco, allora, gli studi del matematico italiano Fantappiè,
che parlavano, fin dal 1952, di nuove visioni dei concetti
di "simmetria" e di "legge fisica" che ci portano a
rapportarci, essenzialmente, a due parametri costanti: il
primo è la nota velocità della luce, l'altro che definisce
il raggio dello spazio-tempo, facendo di questo un qualcosa
di sferico, di uniforme e, soprattutto, di esente da
singolarità. In altre parole, questo modello, attraverso
l'algebra, permetterebbe di arrivare all'"universo di De
Sitter", una soluzione che non mancò di sollevare
perplessità al suo apparire non riuscendo i fisici a ben
circoscrivere gli strani comportamenti dello
spazio-tempo-vuoto.
Se la meccanica quantistica si occupa del complesso
fenomenico inerente il mondo atomico, i cosiddetti "micro-oggetti"
da essa studiati, costituiscono le "oscillazioni di campo"
le quali, di fatto, permettono al principio
d'indeterminazione di Heisenberg di acquisire un senso, in
quanto un evento può sì essere calcolato probabilisticamente
ma "mai" in modo certo come avveniva, invece, nella fisica
pre-quantistica.
Ad ogni modo, non è ancora possibile considerare un metodo,
un modello, un sistema soddisfacenti per applicare la
meccanica quantistica alla cosmologia. Le "visioni
standard", possiamo dire che limitano e rendono incompleti
gli sforzi dei teorici. Nei modelli standard, sia del
Big-Bang che della meccanica quantistica, hanno visto
confluire in sé tutte le teorizzazioni di scienziati come S.
Hawking e J. Hartle, A. Guth e P. Steinhardt, A. Linde e A.
Vilenkin e altri ancora.
A questo punto, sorge l'importantissima questione del
"vuoto" e, qui, non voglio avventurarmi oltre e troppo in
territori che non mi competono. Se il vuoto è energia,
attualmente possiamo ritenere con una certa speranza di
veridicità che, quando il vuoto avrà esaurito del tutto la
sua "funzione d'onda", esso si riavvolgerà su se stesso e
forse, come un grande buco nero, "evaporerà".
(liberamente tratto da: "Atti del Convegno -Teoria degli
Universi e Sintropia L. Fantappié del 21 maggio 1993" da
Synthesis settembre - dicembre 1993)
A questo punto, potremmo pensare al nostro
UniVerso come ad un qualcosa di "disordinato"?
L'aggettivo sembra in effetti un po' originale, certo non
molto cosmologico ma quest'impressione è solo superficiale.
In effetti, se consideriamo, innanzitutto, che il principio
della "entropia" è in un certo senso il nome scientifico del
disordine, dobbiamo domandarci se il nostro
Universo abbia a che vedere o meno con questo principio.
Qui ci colleghiamo a quello che alcuni fisici degli anni
Settanta definirono "l'universo oscillante", ovvero un
universo che compie continui viaggi di "andata e ritorno"
fra un big bang ed un big crunch (collasso globale e
definitivo di tutto quanto esiste nell'universo fino al
punto di partenza).
Un "universo oscillante" che potrebbe esistere da sempre e
proseguire la sua esistenza all'infinito. Un big bang,
quello di questo ciclo, che altro non sarebbe che uno degli
infiniti big bang già trascorsi.
Ma è mai esistito un big bang "iniziale" ?
La scienza non è in grado affatto di rispondere a questa
domanda.
Se ci pensiamo, possiamo richiamare alla nostra mente
Aristotele il quale, già ai suoi tempi, parlava di universo
eterno.
Ma torniamo al presunto principio dell'entropia, ovvero del
"disordine" dell'Universo.
È davvero un universo "disordinato", il nostro ? E, se fa
parte di un infinito ripetersi di universi, sono sempre
stati universi "disordinati"?
Se la seconda legge della termodinamica è applicabile in
senso cosmologico (e non si vede perché non dovrebbe
esserlo, a questo punto della nostra discussione) potremmo
considerare che il disordine, ovvero l'entropia
dell'universo, sono in costante aumento con il trascorrere
del tempo.
"Tempo": parola basilare e molto importante.
Di che tempo stiamo parlando ? Del tempo "termodinamico", o
entropico, che segue una sua peculiare freccia ?
Del tempo che alcuni chiamano "filosofico" o "psicologico",
che ha a che vedere con il nostro rapporto umano e
concettuale con il tempo ?
O, infine, del tempo cosmologico, la cui freccia pare
portarci verso una costante dilatazione dell'universo ?
Per i fisici, possiamo parlare fino ad un certo punto, sia
della freccia del tempo termodinamica che di quella
psicologica: entrambe sembrano procedere nella stessa
direzione. Se, però, dovesse un giorno iniziare il processo
che porterà l'Universo al big crunch, non possiamo
aspettarci una semplice rivisitazione "all'indietro" del
cammino fin qui fatto, perché la freccia termodinamica non
ci seguirà. Se questo ipotetico big crunch avvenisse, molti
pensano che sarebbe alquanto simile all'evento che origina
un "buco nero", nel quale non viene giudicata possibile
l'esistenza di vita intelligente poiché pare che una freccia
termodinamica forte sia necessaria per gli esseri viventi.
All'inizio del percorso verso il big crunch, infatti, le
stelle avrebbero tutte esaurito il loro combustibile
nucleare, protoni e neutroni, che ne costituivano l'essenza,
si saranno trasformati (o, meglio, decaduti) in piccolissime
particelle radioattive e luminose ed il disordine sarebbe
assoluto.
L'uomo ipotetico che si trovasse ancora vivo in un simile
scenario, proprio come il classico astronauta caduto in un
buco nero, subirebbe contrazioni letali, sarebbe trasformato
in una sottiletta o meglio, più precisamente, subirebbe
forti ed insopportabili contrazioni in senso orizzontale
contemporanee ad insostenibili "stiramenti" in senso
verticale.
Indubbiamente, un'ottima cura dimagrante, ma, ahimè,
letale... Così, almeno, ci dicono molti scienziati.
Ma c'è una domanda che, se ci riflettiamo bene, potrebbe
sorgere in noi: se il percorso verso il big crunch è così
caotico e disordinato, così entropico, come potremmo
ritornare alle soglie di un successivo big bang, quello
previsto dal modello dell'"universo oscillante", dove tutto
dovrebbe risultare "altamente ordinato" ?
Qualche fisico ha espresso la possibilità che, in questo
caso, avremmo a che fare con una sorta di eventualità
fortunata, un po' come quando si spera che la pallina di una
roulette si fermi proprio sul numero giusto o quella di un
flipper vada a posizionarsi nella buca giusta per vincere
un'altra partita... La "buca giusta", in questo caso,
sarebbe uno stato di uniformità tale, se vogliamo di tale
eccezionalità, che renderebbe possibile l'avvio di un nuovo
big bang verso un universo simile al nostro. E la giostra
ricomincerebbe.
Finora, siamo rimasti alla posizione delle speculazioni
fisiche degli anni '60 e '70. Cosa è cambiato, oggi ?
Dovremmo, qui, parlare a lungo di questioni come
l'inflazione, dello spaziotempo di De Sitter, o di teorie
come quella degli "universi a bolla" o dell'universo emerso
dal nulla per via di un tunnel quantistico.
Chiaramente non è questa la sede né sono io il relatore più
qualificato. Mi sembra, però, degno di interesse concludere
questo intervento citando la teoria dell'"universo
autogenerante" ovvero: potrebbe, l'universo, essersi creato
da sé ?
Se qualcuno ha presente la teoria delle "supercorde",
diventata abbastanza d'attualità negli ultimi tempi,
ricorderà che essa ci parla di un insieme di dimensioni
spaziali inizialmente "arrotolate" ed infinitesimamente
piccole.
Insomma, tutte le dimensioni, anche il nostro tempo,
sarebbero state avvinghiate l'una all'altra e, se ha un
qualche senso parlare di "piccolezza", appunto, molto
piccole.
Fin qui, saremmo anche d'accordo con l'inflazione poiché
l'universo in espansione sarebbe simile a quello del
passato, per gradi successivi. Ovvero, l'universo di un
miliardo di anni fa sarebbe simile a quello di due miliardi
di anni fa, solo più "espanso"; e questo a quello di tre
miliardi di anni fa, e via di seguito... In questo modello,
un piccolo frammento di universo sarebbe identico a quello
da cui tutto è partito.
Immaginiamoci un puzzle: se una piccola tessera (e noi
sappiamo che è così) è stata quella da cui ha avuto
principio e si è sviluppato tutto il puzzle, fatto della
stessa materia e dipinto con gli stessi colori, possiamo
dire, forse, che, da qualche parte, c'è un giocatore che ha
bisogno di trascorrere il tempo...
By Antonio Bruno – Tratto da edicolaweb
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L’astrofisica Margherita Hack, afferma il Big Bang NON
esiste !
"Io penso che l’universo sia infinito nel tempo e nello
spazio, cioè sia sempre esistito e sempre esisterà". A dirlo
non è Sara Tommasi, Piergiorgio Odifreddi o altri personaggi
a completo digiuno di scienza, ma nientemeno che
l’astrofisica Margherita Hack.
Lo dichiara in “Il perché non lo so”, autobiografia in libro
e dvd, edita da poco da Sperling & Kupfer. Uno dei 27 libri
scritti in 27 mesi.
Nel corso degli anni, la teoria del Big Bang si è attirata
uno stuolo di avversari e contestatori, i quali credono di
aver trovato gli argomenti giusti per sbarazzarsi del
“grande botto”.
Eric Lerner, scrittore e divulgatore scientifico, fece una
prima incursione nel 1991, con il libro: “Il Big Bang non
c’è mai stato”, nel quale viene descritto un universo
dominato dalla fisica del plasma, come proposto dal premio
Nobel Hannes Alfvèn nel 1960. Le osservazioni astronomiche
degli anni 90 hanno poi contraddetto molte delle idee
proposte da Lerner.
Il Big Bang viene spesso ridicolizzato in alcuni articoli di
matrice creazionista, accanto all’evoluzionismo di Charles
Darwin. Secondo costoro, il Big Bang si adatta così bene
alla teoria dell’evoluzione da spingere Dio così lontano
nello spazio e così indietro nel tempo, da eliminarlo del
tutto.
I critici della teoria del Big Bang sostengono che esiste un
gruppo elitario di astronomi con il compito di sminuire e
sopprimere eventuali teorie alternative alla cosmologia del
grande botto primordiale.
Christof Wetterich, un fisico teorico presso l’Università di
Heidelberg, Germania, ha elaborato una nuova teoria
radicale. Il ricercatore sostiene che l’espansione dello
spazio sia solo un’illusione e che l’universo non stia
andando da nessuna parte. Anzi, è più probabile che sia in
una fase di contrazione.
Lo spostamento verso il rosso della luce delle galassie non
sarebbe dovuto all’espansione dello spazio, ma ad un aumento
lento e costante della massa dell’universo. Quindi, il
nostro universo non sta diventando più grande, ma più
pesante !
Alcuni astrofisici hanno commentato la teoria valutandola
come un’affascinante alternativa su cui vale la pena
riflettere. Altri, invece, la considerano un punto di vista
alternativo alla cosmologia attuale, piuttosto che un
modello concorrente al Big Bang.
Altri ancora, in maniera più sbrigativa, considerano la
teoria di Wetterich uno scherzo ! Ma la comunità scientifica
non è intenzionata a coalizzarsi contro lo scienziato per
sgonfiare la sua ipotesi, come sostengono alcuni teorici
della cospirazione.
Il cervello olografico in un universo olografico
Misteriose onde radio dalle profondità del Cosmo
Se la teoria di Wetterich fosse corretta, significherebbe
che l’interpretazione di tutti i dati spettrali è
sostanzialmente errata.
Le galassie sembrano sempre più rosse, e quindi sempre più
distanti, non per l’espansione dello spazio, ma perchè
tendono ad aumentare la loro massa nel tempo. Quindi, non un
universo in espansione, ma un universo in crescita !
Questo costante aumento di massa nel corso del tempo sarebbe
proporzionale alla distanza delle galassie: più sono
lontane, più sono massicce e, quindi, antiche.
Secondo Witterich, il pregio di questa teoria sta nel
liberarsi dal concetto di un universo derivante
spontaneamente dalla singolarità primordiale, un seme
quantistico infinitamente denso che ha preceduto la comparsa
del tempo e dello spazio.
Questo potrebbe significare che il cosmo potrebbe essere
immobile, un pò più simile all’universo stazionario proposto
da Fred Hoyle più di mezzo secolo fa. Certo, per le nostre
categorie mentali è difficile immaginarci un universo che
esista da sempre e che esisterà per sempre.
Tratto da: ilnavigatorecurioso.it
Ci sono dissidenti del BIG BANG.
Halton Arp, autorità in tema, mostrò che i quasar non sono
affatto ai limiti dell’Universo, ma connessi con le galassie
a loro prossime. L’universo non si sta espandendo e non
c’è mai stato un big bang. A causa del suo dissenso, perse
il tempo di telescopio a lui riservato. ”La cosmologia è
ipotesi…solo teoria…
Hoyle, nel 50, ostracizzato per il suo
scetticismo nei confronti del Big Bang, aveva in parte
ragione».- J. Maddox, direttore “Nature”.
Le prove contro il big bang ?
Continuano ad accumularsi.
La galassia 7319 con le sue dense nuvole che nascondono
tutti gli oggetti di là dal suo nucleo. Di fronte al nucleo
galattico c’è un quasar fortemente spostato verso il rosso.
Stante le verità ufficiali, il redshift del quasar lo
avrebbe posto 90 volte più distante da noi rispetto alla
galassia retrostante. Ma Arp e colleghi mostrarono che il
quasar sta interagendo energeticamente con il materiale
davanti alla galassia.
Pertanto la teoria sul redshift è FALSA: il redshift
non è effetto di velocità d’allontanamento o di espansione
dell’Universo. Reazioni nella comunità astronomica ? ....
....dal
silenzio imbarazzato, all’odio. La Verità disturba.
Nuova prova della bugia del Big bang. Le istituzioni
ufficiale ? Rassicurarono. Scuole, università,
pubblicazioni, continuano a ingannare e a presentare il big
bang come un fatto.
Nel 1950, l’astronomo Carl SAGAN, nel libro “Cosmos”, dice
sul redshift: “Un sospetto circola tra astronomi, che non
tutto fili liscio nella deduzione - dal redshift - che
l’Universo sia in espansione.
Arp individuò casi preoccupanti in cui una galassia e un
quasar, o una coppia di galassie, pur in apparente
collegamento fisico hanno redshift molto diversi…qualcosa di
strano sta succedendo nelle profondità spaziali. "Ognuno è
libero di fantasticare…ma se restiamo nel campo della
fisica… ai modelli astratti bisogna sostituire ricerche
confortate dai fatti". - Margherita HACK, astronoma,
commentando Stephen Hawking sul Big bang -: Un’esplosione
distrugge, mica costruisce !
Ma tali alternative non possono essere discusse. Nelle
conferenze ufficiali, in Università, dubbi e dissensi non
sono tollerati. Molti scienziati tacciono per paura di
perdere finanziamenti, lavoro…e vita. Vietato dire la
Verità.
E SE il BIG BANG NON CI FOSSE MAI STATO ?
- vedi anche:
http://www.reporterliveitalia.info/2013/12/forse-non-ce-mai-stato-alcun-big-bang-e.html
http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/Germani_big_bang.mp3
Michio Kaku assicura di avere scoperto la prova
scientifica che
Dio esiste - 23/03/2014
Uno degli scienziati più rispettati dichiara di aver trovato
la prova dell’azione di una forza che ”governa tutto”. Il
noto Fisico teorico Michio Kaku ha affermato di aver creato
una teoria che potrebbe comprovare l’esistenza di Dio.
L’informazione ha creato molto scalpore nella comunità
scientifica perché Kaku è considerato uno degli scienziati
più importanti dei nostri tempi , uno dei creatori e degli
sviluppatori della rivoluzionaria teoria delle stringhe ed
è quindi molto rispettato in tutto il mondo.
Per raggiungere le sue conclusioni, il fisico ha utilizzato
un “semi – radio primitivo di
tachioni” (particelle teoriche
che sono in grado di ”decollare” la materia dell’UniVerso o
il contatto di vuoto con lei, lasciando tutto libero dalle
influenze dell’universo intorno a loro), nuova tecnologia
creata nel 2005.
Anche se la tecnologia per raggiungere le vere particelle di
tachioni è ben lontano dall’essere una realtà, il semi-radio ha alcune proprietà di queste particelle teoriche, che
sono in grado di creare l’effetto del reale tachion in una
scala subatomica.
Secondo Michio, viviamo in un ”Matrix”: “Sono arrivato alla
conclusione che ci troviamo in un mondo fatto di regole
create da un’intelligenza, non molto diverso del suo
videogioco preferito, ovviamente, più complesso e
impensabile.
Analizzando il comportamento della materia a scala
subatomica, colpiti dalle primitive tachioni semi-radio,
un piccolo punto nello spazio per la prima volta nella
storia, totalmente libero da ogni influenza dell’universo,
la materia, la forza o la legge, è percepito il caos
assoluto in forma inedita.
“Credetemi, tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato
"caso", non avrà alcun significato. Per me è chiaro che siamo
in un piano governato da
regole create e non determinate
dalle possibilità universali, Dio è un gran matematico.” ha
detto lo scienziato.
“I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento mostra
la sua opera”. (Salmo 19:01 )
Tratto da: evidenzaliena
Video in spagnolo dello scienziato:
L'UniVerso
e' un desiderio
Spirituale che diviene un sogno (Progetto
di Vita), creando un suono coerente informato,
omnipresente nell'Infinita'
che fa emanare dal
Vuotoquantomeccanico l'in-form-azione/energia (cio' che si
sta formando/con il movimento, la vibrazione), prodotta dal sogno stesso, che per mezzo
della
Cimatica muove, fa vibrare l'energia
informata,
emettendo suoni armoniosi e coerenti di informazione, e
creando, come un'orchestra, ed in contemporanea, i vari livelli della
Mater-Ia cosi informata - La salute e/o la malattia sono solamente
la coerenza o l'incoerenza di questo immutabile
processo.
vedi anche:
Universo
Elettrico 1 +
Universo
Mentale + Universo
Intelligente + UNIVERSO ARMONICO
+
Cosmologia, Cosmogonia + Esperimento
Archiviato +
Chi
e', cosa e', dov'e' dio ?
+
Teoria
del TUTTO + Trans - Uranici +
UNIVERSO OLOGRAFICO -
IPERSPAZIO
+
Vuoto QUANTOMECCANICO Intelligente ?
+
Le prime parole della Genesi
+
Galassie madri
+ Sintesi (il senso della Vita)
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