ALBERO delle VITE
- vedi:
AIN SUF AUR
L'Albero delle Vite è il programma secondo il quale si è
svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo
la quale le anime e le creature hanno raggiunto la loro
forma attuale. Esso è anche il sentiero di risalita,
attraverso cui l'intero creato può ritornare al traguardo
cui tutto anela: l'unità del "grembo del Creatore", secondo
una famosa espressione cabalistica.
L"'Albero della Vita" è la "scala di Giacobbe" (vedi Genesi
28), la cui base è appoggiata sulla terra, e la cui cima
tocca il cielo.
Lungo di essa gli angeli, cioè le molteplici
forme di consapevolezza che animano la creazione, salgono e
scendono in continuazione.
Lungo di essa sale e scende anche la consapevolezza degli
esseri umani che essi devono raggiungere durante le proprie
vite.
BARCA SOLARE EGIZIA
La barca solare è un elemento simbolico della mitologia
egizia, collegata al ciclo giornaliero del Sole, che, per
gli antichi Egizi, è paragonabile al ciclo della vita e
della morte. Imbarcandosi per il viaggio verso un nuovo
mondo, le loro anime vivranno per sempre con la benedizione
di Ra, il dio del sole.
VIMANA
Secondo certe fonti, la barca solare egizia, era l'antico
nome dei navicelle spaziali, tipo i "vimana" dei Veda.
Con il termine sanscrito "vimana" ("vimanam" in pali)
vengono indicati misteriosi oggetti volanti descritti negli
antichi poemi epici indù, dalle prestazioni del tutto
superiori a quelle delle moderne astronavi. Negli
antichissimi testi religiosi della filosofia indiana le
astronavi venivano descritte come i mezzi di trasporto
usate dagli “esseri celesti” durante i loro viaggi.
Secondo il libro dei Veda, un tempo gli dèi si mostravano
agli uomini nei vimana, splendidi velivoli frutto di una
tecnologia impressionante. Negli antichi trattati indiani il
segreto della loro costruzione e gli eventi catastrofici che
mutarono la Terra.
La parola vimana in sanscrito è formata dal prefisso vi,
“uccello” o “volare”, e dal suffisso man che indica “luogo
abitato costruito artificialmente”. Il vocabolo assume così
il significato di “uccello artificiale abitato”. Nel 1875,
venne scoperto un antico manoscritto del IV sec. a.C.
composto dal saggio Bharadwaja (presumibilmente basato su
fonti di epoca vedica), il Vymaanika-Shastra o Scienza
dell’Aeronautica, che riporta in dettaglio la costruzione e
le caratteristiche di volo di un vimana, il quale si
differenzia in quattro modelli principali dalle diverse
funzioni: Shakuna, Sundara, Rukma e Tripura. I disegni che
emergono in base alle descrizioni mostrano autentiche navi
spaziali.
In uno di questi testi vedici, il Ramayana di Valmiki si
legge testualmente: "La splendente astronave irradiava un
bagliore fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso
vivo, volava il carro alato di Ravana. Era come una cometa
nel cielo". L’astronave era dunque una macchina fragorosa
che, decollando, si ammantava di una forte luminosità.
“…Quando partì, il suo rombo riempì tutti i quattro punti
cardinali".
Gli esperti in scienza aeronautica dicono:’Ciò che può
volare da un posto all’altro è un Vimana’. Gli esperti
dicono che ciò che può volare nell’aria, da un’isola ad
un’altra isola, da un mondo ad un altro mondo, è un Vimana”.
La possibilità di raggiungere altri pianeti nel cosmo era
normale a quei tempi, risultato di una scienza elevata che
esplorava i confini del sistema solare e asseriva
l’abitabilità di Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, il
Sole e la Luna. Una carta stellare del 4.000 a.C.,
appartenuta allo studioso David Davenport, mostra i contatti
tra la Terra e altri sistemi stellari lontanissimi, patria
di civiltà evolute. Gli stessi yogi, potenziando la mente,
varcano sconosciuti regni sovradimensionali.
Il Vymaanika–Shastra, dopo aver fornito istruzioni
sull’equipaggiamento e la dieta dei piloti simile a quella
degli astronauti, prosegue elencando 32 segreti che gli
stessi devono adottare in volo, il più importante dei quali
il trasferimento di poteri spirituali latenti nell’uomo alla
macchina stessa. Seguono: invisibilità, alterazione della
forma, velocità ipersonica, radar, telecamere spia e
apparati di rilevamento sonoro, raggi infrarossi, creazione
di ologrammi per confondere i nemici, concentrazione della
luce solare su vaste zone, oscurità temporanea, armi
ultrasoniche e batteriologiche. Poche le differenze con gli
odierni velivoli spia.
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