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Chi è
Massimo Montinari:
“Massimo Montinari, medico
chirurgo, specialista in chirurgia pediatrica,
chirurgia d’urgenza e pronto soccorso, sin da
studente di medicina ha condotto i suoi
interessi scientifici verso lo studio delle
funzioni neurologiche del tubo digerente nei
bambini discutendo la funzione della via
purinica nel coordinamento della peristalsi.
Numerosi sono stati
i suoi studi sull’immunogenetica applicata alla
trapiantologia e alla virologia; da tali
interessi è derivata la sua formazione sulla
funzione neuro immunitaria del sistema nervoso
centrale.
L’approccio alla
“sindrome autistica” è stato un naturale
percorso formativo col quale ha formulato un
protocollo terapeutico che vede l’associazione
di diete privative di glutine e caseina, ad un
trattamento omotossicologico.
Tale base biochimica
risulta importante per la somministrazione di
specifiche terapie riabilitative”.
Tratto da:
http://digilander.libero.it/montinari/
Due
Domande Personali
al Dottor Massimo Montinari
Lei è stato spesso
oggetto di calunnie e cattiverie. Molti hanno
cercato di boicottarla e di screditarla.
Perchè secondo Lei c'è questo "accanimento" nei
suo confronti ?
Non è proprio così,
non sono stato oggetto di calunnie e cattiverie,
ma di una vera persecuzione che ha avuto
inizio nel 1995 quando osai presentare in un
congresso a Genova, presso l’Università, un mio
lavoro in cui proponevo uno studio sulle
encefalopatie immunomediate, tra cui erano
presenti alcuni casi di bambini affetti da
Sindrome Autistica,
che avevano una stretta
correlazione con la
somministrazione di
vaccini.
Non conoscevo quell’ambiente, provenivo dalla
ricerca chirurgica, immunogenetica, mi
interessavo di trapiantologia e oncologia
pediatrica, le mie osservazioni cliniche su
questi bambini derivavano dalla mia personale
esperienza ospedaliera presso il Policlinico di
Bari. Proponevo uno studio che coinvolgesse più
centri universitari per confermare o meno le mie
osservazioni cliniche. Fu un disastro !
Gli organizzatori del
convegno fecero allontanare alcune emittenti
televisive presenti, annullarono
una conferenza stampa per il giorno seguente e,
cosa ancor più grave, venni avvicinato con
modi mafiosi da alcuni
pediatri di Genova, presenti al
convegno che, con atteggiamento minatorio
mi invitarono al
silenzio. Avrebbero avvertito il
Direttore del Dipartimento pediatrico di Bari,
al quale afferivo, per non farmi più parlare.
Mi sembrava tutto inverosimile, ma divenne
tragicamente reale. Conservo gelosamente ancora
i loro nominativi, nella vita ci si può sempre
reincontrare...
In quella occasione
avevo toccato il cuore di
interessi farmaceutici
enormi, e non lo sapevo. Erano
presenti igienisti di chiara fama, molto legati
a multinazionali del
farmaco, pediatri
in carriera che, con i propri Istituti,
partecipavano a
sperimentazioni di
vaccini e
farmaci: in
gergo mafioso si potevano definire dei
“pezzi da 90”. Tutto questo lo capii dopo, non
poteva essere vero, non l’avrei mai immaginato.
Già nei giorni seguenti al mio rientro a Bari
potei tastare con mano quello che non potevo
supporre: l’inizio dell’isolamento
professionale, giorno dopo giorno.
La mia salvezza era il ruolo di Aiuto
Ospedaliero che ricoprivo, non dipendente
dall’Università, nonchè una certa unicità
specialistica nella gastroenterologia chirurgia
pediatrica che non potevano annullare con
facilità. Assistevo in ospedale tantissimi
bambini, non rifiutavo nessuno, non avevo un mio
studio privato, lavoravo soltanto per il
Pubblico, non avevo
rapporti con multinazionali e non
ricevevo “viaggi premio” da informatori
farmaceutici.
Ricordo che diversi
colleghi pediatri mi facevano visitare i
propri figli di nascosto,
senza che il loro Direttore sapesse nulla,
altrimenti gli avrebbe “stroncato la carriera”.
Lavorare ogni giorno, per anni, in un clima
simile, certamente non era facile.
I miei collaboratori hanno subito la stessa
sorte: una collega virologa che aveva osato
“pubblicare” con me ha perso l’insegnamento,
boicottata dal suo Direttore igienista al
concorso per il primariato.
Ho provato cosa vuol dire “mafia
sanitaria”, documentando tutto; un
accanimento quotidiano che mirava a screditarmi
professionalmente. Avevo soltanto proposto uno
studio clinico, ma mi ritrovai addosso il
”marchio” di “untore”, di colui che non voleva
far vaccinare, di colui che voleva diffondere le
malattie infettive. Affermazioni gravi, tutte
costruite ad arte, calunnie che non trovavano un
responsabile da identificare con nome e cognome.
Finanche taluni informatori farmaceutici di
vaccini, nelle loro “visite” ai medici, usavano
il mio nome come esempio da aborrire.
Screditare un
professionista con l’arma della calunnia è molto
pesante da accettare: il danno subìto è stato
enorme.
Ho sempre archiviato tutto, tanto da poter
disegnare un percorso “a tappe” che mi ha
condotto ad individuare i mandanti: persone
“autorevoli” , tutte legate all’industria
del farmaco, garantiti da un potere
difficilmente scardinabile.
Eppure non avevo mai
fatto alcuna campagna contro le vaccinazioni,
avevo soltanto proposto uno studio clinico.
Avevo involontariamente
sfiorato interessi
economici fortissimi. Ma in questo
clima ho continuato ad andare avanti,a
raccogliere dati, a seguire sempre più bambini
ammalati, a studiare con alcuni colleghi come
“carbonari”.
Anche l’accesso a riviste scientifiche veniva
bloccato, pubblicare i dati raccolti diventava
impossibile tranne che presentarli nel corso di
convegni medici “non accreditati”. Ricordare
quei momenti vissuti non è bello,
particolarmente quando devi lavorare e
difenderti per qualcosa che non hai mai fatto.
Difendersi dalla calunnia è la cosa più
difficile, e lavorare in questo clima in cui
qualcuno aspetta un tuo “scivolone” è durissimo.
Studiare soluzioni terapeutiche nuove, ricercare
senza aiuti e fondi, impegnare le proprie
risorse economiche, diventare Dirigente di Unità
Operativa senza apparecchiature, avere a
disposizione soltanto una stanza, una barella ed
un comodino, credo sia il “top” dell’isolamento,
ma per lavorare ho utilizzato apparecchiature
personali, a disposizione dell’assistenza
pubblica, finanche ho dovuto provvedere ad
acquistare personalmente le sedie, la scrivania,
il materiale di consumo. Una vergogna che
documentavo giorno dopo giorno, decine di
lettere, di richieste rivolte
all’amministrazione che regolarmente restavano
inevase, ma proseguivo con il mio lavoro,
quotidianamente, senza retrocedere di un metro.
I canali della
ricerca finanziata erano chiusi, ma continuavo
ad archiviare dati su dati, a studiare le
patologie autoimmunitarie del tubo digerente, la
malattia celiaca, la correlazione con i DNA
virus, l’azione
dei vaccini sul
tubo digerente e sul
SNC.
Tantissimi sono stati i casi risolti in
ospedale, molti provenienti da regioni del Nord,
abitualmente meta di pazienti meridionali.
In questi anni ho
potuto documentare come anche una
certa stampa
ha avuto il “bavaglio” dell’informazione.
Non era possibile parlare di
danni
vaccinali, dovevano passare nel
silenzio:
nessuno doveva parlare, il silenzio era
d’obbligo.
Un giorno venne in
ospedale un inviato speciale di un noto
settimanale italiano in seguito alla
pubblicazione di un mio libro sull’autismo. Mi
venne a trovare in reparto, un pomeriggio in cui
era aperto l’ambulatorio. Restò in ospedale per
alcune ore, vedendo il via vai di tantissimi
bambini, alcuni dei quali affetti da enteropatie
associate ad encefalopatie post-vaccinali.
Non erano fantasmi, ma bambini veri, quei
bambini che non fanno parte delle statistiche
sanitarie propagandate dai media. Rimase
sconvolto per quello che osservò, dalle
testimonianze che vide sfilare innanzi ai suoi
occhi nella sala d’attesa.
Mi disse che in precedenza mi avevano descritto
come uno “stregone” e che avrebbe scritto
un servizio molto ampio su quanto da lui
osservato. Apprezzai la sua sincerità, lo
ringraziai, ma preannunciai che se avesse
scritto “la verità” osservata, il suo editore
non l’avrebbe mai pubblicata.
L’articolo uscì, dopo tantissimo tempo, e non
come l’aveva strutturato: un “servizio di
inviato speciale” trasformato in una
paginetta...Per telefono mi disse che c’era
rimasto male, aveva
subito pressioni: ne ero sicuro, e
per me non fu una sorpresa.
E questo è soltanto un episodio, ce ne sono
tantissimi da raccontare, tutti ben documentati.
By Massimo Montinari
vedi:
MINISTERO "SALUTE" informato su
DANNI VACCINI +
Danni Biologici dei Vaccini e Cure
(dott.
M. Montinari)
+
Danni dei Vaccini (testimonianze)
+
Esami indispensabili, prima di
vaccinare
+ Bibliografie
e Studi del dott.
Massimo Montinari
-
(Curriculum)
+
URANIO impoverito ? NO sono i Vaccini
Ecco l'intervista al dott. M.
Montinari:
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=striscia&data=2007/11/20&id=6218&categoria=servizio&from=striscia
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