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UFO, ALIENI e Bibbia
Vangelo di Giovanni
(14, 2) "Nella casa del Padre mio vi sono
molte dimore. Se così non fosse, ve l'avrei
detto. Vado a prepararvi un posto".
(Traduzione, nell'Universo vi sono molti luoghi
abitati....)
Geremia (4, 13) "Ecco, egli sale come nubi e
come un turbine sono i suoi carri, i suoi
cavalli sono più veloci delle aquile".
Libro dei Re (II Re, 2, 11) "Mentre essi
continuavano a camminare discorrendo, ecco un
carro di fuoco e dei cavalli pure di fuoco che
li separò l'uno dall'altro ed Elia salì al cielo
in un turbine".
Lettera agli Ebrei (13, 2) "Non trascurate di
praticare l'ospitalità', giacché alcuni di voi,
senza saperlo, hanno ospitato degli Angeli".
ecc. ecc.
vedi anche:
http://www.ufomachine.org/articoli/DEI, RAZZE
UMANE ED EVOLUZIONISMO.pdf
Leggevo
nel newsgroups di Virgilio it.discussioni.ufo alcuni interventi tra vari
netsurfer ed un membro del gruppo contattistico raeliano; costoro
ritengono che pretesi visitatori spaziali dai quali saremmo stati creati
(e dunque la Bibbia sarebbe solo un ricordo distorto di una
manipolazione genetica ante litteram) si farebbero chiamare "Elohim",
che significherebbe "coloro che sono scesi dall'alto".
Nulla
di più errato.
Il termine "Elohim" in ebraico è
l'accrescitivo di "Eloha" (plurale di El, Dio) e significa
"Le Potenze". Ma c'è altro da dire su questa teoria, peraltro
non nuova e veicolata la prima volta nell'ambiente ufologico nel 1950.
In primo luogo, non sono (solo) i raeliani a chiamare Elohim gli
"dei" (Le Potenze) delle versioni pre-bibliche; Elohim è il
nome con cui nei testi rabbinici e in alcune versioni meno manipolate
della Bibbia (come l'edizione Garzanti) si indica Dio. Il termine è
plurale, e questo, come giustamente sa l'archeologia, è perché in
origine gli ebrei erano politeisti come tutti i popoli loro vicini (che
adoravano Baal Zebub, il signore delle mosche di Accaron, poi
demonizzato dalla Chiesa; Astaroth, ovvero Astarte; il "vitello
d'oro" che in realtà era il dio Toro).
Di
El gli studiosi Graves e Patai scrivono: "Elohim è la variante
ebraica di un antico nome semitico per un dio o per parecchi: Ilu, fra
gli assiri ed i babilonesi; El, nei testi hittiti e ugarici; Il o Ilum
fra gli arabi del sud.
El
era considerato capo del pantheon fenicio ed è spesso nominato nei
poemi ugarici (datati dal XIV° sec. a.C.) come "toro-El" che
ricorda gli idoli a sembianza di vitello d'oro fatti da Aronne (Esodo
32, 1-6) e da Geroboamo (1Re 12, 28-29) come emblemi di Dio; nonché la
personificazione di Dio, fatta da Sedecia, rappresentata da un toro con
le corna di ferro (1Re 22,11)".
Tale
retaggio rimase nella cultura ebraica, anche quando Mosè impose il
monoteismo (per inciso, attingendo alla figura di un dio come
"cespuglio in fiamme" scopiazzato da una popolazione nomade
incontrata nel deserto). Dobbiamo ricordare che, terminata la Genesi, il
secondo libro del Pentateuco è l'Esodo, che narra la storia del popolo
ebraico in Egitto, dopo un vuoto cronologico (inspiegabile) di qualche
secolo. Nei testi storici egizi, come le Lettere di El-Amarna, vi è
corrispondenza storica: si parla di una età degli habiru, gli ebrei,
stanziatisi nella terra dei faraoni. Fu probabilmente in quegli anni che
gli ebrei giunsero a contatto con il culto del Dio Unico del riformatore
religioso Ekhnaton, e vi si riconobbero.
Affrancati e guidati da Mosè (Mosheh),
che li unì proprio grazie alla credenza in un Dio Unico rivelatoglisi
sulla montagna.
Secondo la traduzione Rosemberg della Bibbia ebraica,
quando Dio appariva era solito ripetere due volte il proprio nome, per
farsi riconoscere da Mosè (che evidentemente non era in grado di
distinguerlo dagli altri dèi ?): "Yahweh discese in una nube ed ivi
stette con Mosè, invocando: Yahweh, Yahweh. Mosè si gettò a terra, si
prostrò". Capitanati da Mosè, gli israeliti lasciarono l'Egitto
per puntare verso la terra promessa.
Erano guidati da uno Yahweh che di
giorno appariva in forma di nube e di notte come colonna di fuoco, in
pratica secondo la stessa iconografia dei moderni dischi volanti.
"Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube",
afferma Yahweh in Esodo 19,9; "al terzo giorno, sul far del
mattino, ci furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte Sinai ed un
suono fortissimo di tromba. Tutto il popolo fu scosso dal terrore. Il
monte Sinai era tutto fumante" (Es., 19, 16-17). Troviamo la
comparsa di Dio in una nube in Esodo (33, 7-11) e Levitino (16, 2);
anche durante le peregrinazioni nel deserto e nelle battaglie contro i
nemici Dio viaggiava in una nube sopra gli ebrei per proteggerli (Esodo
13, 21; Numeri 10, 34 e 14, 14).
La
nube presentava le stesse manifestazioni tipiche di un velivolo
elettromagnetico: scosse e boati, luci e fischi ("lampi e
trombe") ed effetti fisici, tipici dell'esposizione a campi
elettromagnetici, sulla pelle degli sventurati che osavano avvicinarsi
senza cautela. Come Maria, sorella di Mosè, contro la quale
"divampò l'ira di Yahweh; la nuvola si ritirò di sopra la sua
tenda ed ecco, Maria coperta di lebbra come neve" (Num. 12, 9).
Durante
la fuga degli ebrei dall'Egitto, la "masnada di gente
raccogliticcia" (Es. 12, 38), ribellatasi ai lavori forzati imposti
dal faraone, era guidata da "Yahweh che marciava alla loro testa,
di giorno come una colonna di nube per guidarli sulla via da percorrere,
e di notte come una colonna di fuoco per far loro luce, così che
potessero viaggiare giorno e notte" (Es. 13,21. Ma quando
riposavano?). Secondo il Pentateuco, Yahweh si alternava, un po'
confusamente, in questa funzione con "l'angelo di Dio" (Es.
14, 19); il gruppo partì da Menfi ed attraversò così il golfo di Suez
(e non il Mar Rosso; il termine ebraico "Yam suph" è stato
tradotto erroneamente Mar Rosso, ma significa Mar delle canne; era la
palude nota oggi come i Laghi Amari; le canne, come le spighe del grano
in Gran Bretagna, si piegarono al passaggio dell'astronave di Dio.
Travi
infuocate di questo genere sono ampiamente descritte nelle cronache
latine e medievali, dal Libro dei prodigi al Notabilia Temporum di
Angelo de Tummulillis, che descrive il passaggio in cielo di un UFO
sigariforme, in forma di trave di fuoco, durante il regno di Enrico
IV,
il 19, 20 e 21 febbraio 1465).
Premesso
che la rilettura ufologica della Bibbia non è idea dei raeliani, ma
venne avanzata nel 1950 dall'astronomo Morris Jessup con "La Bibbia
e gli UFO" e poi ripresa dal saggista Lord Desmond Leslie
(irlandese) e dal discusso contattista polacco-americano George Adamski,
va anche detto che i cristiani si basano sul messaggio del Nuovo
Testamento, che non resta minimamente toccato da una chiave di lettura
ufologica di certe manifestazioni "anomale" indubbiamente
presenti nei testi sacri (ebraici). Solo che non bisogna cadere in un
trabocchetto: come lo scrittore Richard Thompson (vero nome, Sadapuda
Dasa, dotto indiano membro di spicco della comunità Hare Krishna ed
autore del libro ufologico "Alien identities") ha sottolineato
per i testi vedici, le traduzioni occidentali che noi abbiamo di questi
testi religiosi sono errate; lo stesso vale per le traduzioni bibliche.
Nel novembre 2001 abbiamo visto in tv il cabalista ebreo, ed esperto di gematria, Benun al "Maurizio Costanzo Show":
citava
espressamente riferimenti ufologici nei testi rabbinici. Ci sono, ma
nella Bibbia cristiana sono stati tolti o manipolati, e persino nei
testi di tarda epoca ebraica !
E'
comunque possibile recuperarli (a me è riuscito, in effetti, e li ho
raccolti nel volume "UFO progetto Genesi", della Mir
edizioni).
A
chi mi ha scritto: "Riconoscerei in questi esseri delle creature
evolutissime figlie però, esse stesse, dei medesimi principi emanativi
del Tutto in cui credo. Questi esseri, essendo così evoluti, non
avrebbero mai fatto qualcosa di negativo ed in effetti la creazione
della vita sulla Terra potrebbe rientrare nella loro missione di
"coordinamento" delle onde vitali sul piano materiale.
Questo
è quanto posso dirti dal mio punto di vista di studioso dell'esoterismo.
Ma, poi, se mi soffermo a considerare tutte le assurdità che il
Movimento Raeliano afferma, a partire dai suddetti concetti base, mi
cadono le braccia....", io rispondo: l'ipotesi - perché tale è e
resta - di una colonizzazione intelligente dall'esterno trova il massimo
ostruzionismo da parte delle autorità rappresentanti le "religioni
rivelate" (quelle cioè in cui Dio si manifesta espressamente
rivelando agli uomini i propri dettami), non solo perché intacca le
basi dell'interpretazione teologica sinora veicolate (e difese per
duemila anni), ma anche perché banalizza la visione esclusiva ed
antropocentrica dell'uomo al centro dell'universo, creato 'solo ed unico
da un dio che intende farsi servire ed osannare.
L'ammissione
dell'esistenza di altre forme di vita intelligente nell'universo fa
scricchiolare questa antica visione esclusivista; non solo, ammettere
che l'uomo possa essere stato creato non da Dio ma dagli alieni
distrugge il significato stesso dell'esistenza delle religioni, e di
sovrastrutture in grado di mediare e di interpretare la parola di Dio.
Eppure la visione di un dio creazionista esclusivista sembra avere
caratterizzato solo il tardo l'ebraismo (ed è stata in seguito
acquisita dai cristiani); questo perché nei commentari alla Torah quali
'Le leggende degli ebrei' è scritto testualmente che "quando Dio
fece i nostri cieli e la nostra Terra di oggi furono inoltre plasmati i
nuovi cieli e la nuova Terra (cfr. Isaia, 66,22) e i centonovantaseimila
mondi che Dio creò per la sua gloria"; e nella Mishnah (la
tradizione orale ebraica) vi è un passo (sfortunatamente ritenuto
apocrifo in quanto tarda interpolazione) in cui si dice che "nel
tempo a venire Dio concederà ad ogni giusto 310 mondi"
(affermazione confermata anche nei commentari Petirat Mosheh e nel
Qetoret ha-Samim; 340 sono i mondi citati nell'Alfa' Beta' de-Rabbi 'Aqiva;
390 nel Derek 'Eresh e nel Targum Yerushalmi; 18.000 quelli dell'Avodah
Zarah e del Seder Rabbah de-Bereshit), mentre l'Idra Suta arriva ad
affermare l'esistenza di ben "trecentosessanta miriadi di
mondi".
Nel testo 'La creazione del mondo' de 'Le leggende degli
ebrei' è chiaramente descritta l'esistenza di sette cieli (il secondo
dei quali ospitante i pianeti, il quarto l'angelo Michele, il quinto le
schiere angeliche, il sesto l'angelo caduto Metatron, il settimo le
anime, i serafini, gli 'Ofannim o Osannini - gli Oannes che ben
conosciamo-, le hayyot e gli angeli officianti) e di sette terre,
ciascuna delle quali "separata dalla successiva per mezzo di cinque
strati". Nella quinta risiedono le anime dei malvagi, sorvegliate
dagli angeli della distruzione; nella seconda, chiamata Tevel e
considerata "la prima abitata da creature viventi", vivrebbero
"365 specie, tutte affatto diverse da quelle che vivono sulla
nostra Terra. Alcune hanno teste d'uomo su corpi di leone, di serpente o
di bove; altre hanno corpi umani e teste di uno di questi animali.
Inoltre Tevel è abitata da esseri umani con due teste, quattro mani e
quattro piedi: tutte le membra raddoppiate, ad eccezione del tronco.
Questa specie di umanità si distingue per la sua grande rettitudine, ed
anche in ciò è diversa dalla specie che popola la nostra
terra...".
Sebbene
nel XII° l'ebraismo abbia subito una profonda revisione grazie al
filosofo ebraico (ed aristotelico) Mosè Maimonide, la visione che la
casta rabbinica ha continuato ad imporre per secoli è stata quella di
un'unica Terra abitata, popolata da uomini al servizio unico di un dio,
unico a sua volta.
A
chi, su it.discussioni.ufo, mi ha scritto a proposito dei raeliani che
"i costrutti epistemologico-spirituali sono semplicemente folli; le
basi etico-filosofiche (per quanto ti possa sembrare inutile la
filosofia), inesistenti; i percorsi finalistici...paranoici....",
rispondo: qui non entro nel merito; il mio interesse è concentrato
sulla tradizione corretta dei testi ebraici; tutto il resto esula ed
appartiene ad un opinionismo sfortunatamente non basato su evidenze
documentarie.
Nei
testi rabbinici dai risvolti ufologici (che ho ribattezzato jewish UFO
files) è chiaramente detto di rapporti tra i vari
Elohim tutt'altro che
idilliaci. Addirittura, quando un Elohim crea "i cieli e la
Terra", ovvero, presumibilmente, quando crea le condizioni fisiche
per lo sviluppo della vita in questo sistema solare (potremmo parlare sì
di terraforming, ma più corretto parlare di creazione ex novo.
La
"creazione" di Adamo ed Eva non è affatto attribuita allo
stesso Elohim creatore del mondo, ma ad un Elohim dissidente, che gli
gnostici dei primi secoli d.C. - che erano al corrente di questa storia
- chiamavano "L'arconte Demiurgo"), gli antichi testi parlano
di una lotta con Tiamat, l'abisso.
Interpretabile come il vuoto prima
del Big Bang, Tiamat è in realtà la dea acquatica Tehom (che nelle
versione tedesche della Bibbia è descritta come... un
serpente ! Si
tratta cioè dell'Avversario del peccato originale).
Essa "minacciò
di sommergere il lavoro di Dio. Ma sul suo carro di fuoco, egli gettò
contro di lei raffiche di grandine, di fulmini e saette" (in Nahum
e in vari salmi ebraici).
Secondo
l'ottantanovesimo Salmo di Galilea, Dio creò Terra e cielo solo dopo
aver soggiogato un misterioso "mostro Rahab" ed aver disperso
gli altri suoi nemici.
Dunque
c'era già vita altrove prima della creazione del mondo. Secondo Giobbe
(9, 8-13), quando "Dio" ampliò i cieli (i propri domini ?)
"i seguaci di Rahab si inchinarono a lui". "Questi
seguaci", hanno scritto i mitologi Graves e Patai, protestante il
primo, ebreo il secondo, "ricordano gli alleati della dea
babilonese Tiamat durante la sua lotta contro Marduk, che la soggiogò
con una formula sacra di maledizioni.
Il testo ebraico dice che egli
richiuse Tehom con due porte ben sprangate; la stessa raffigurazione la
troviamo nel sumero Enuma Elish: dopo che Marduk ebbe ucciso Tiamat, e
formato il cielo, egli sbarrò l'apertura e vi pose dinanzi alcuni
guardiani". Si tratta dei Watchers (Vigilanti), di ufologica
memoria.
By
Alfredo Lissoni - Insegnante di religione, autore di testi ufologici.
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"VIMANA, Le ASTRONAVI degli DEI
(Astronavi aliene nell'antico Israele e
nell'antica India)
In India:
Con il termine sanscrito "vimana" ("vimanam" in
pali) vengono indicati misteriosi oggetti
volanti descritti negli antichi poemi epici
indù, dalle prestazioni del tutto superiori a
quelle delle moderne astronavi. Negli
antichissimi testi religiosi della filosofia
indiana le astronavi venivanodescritte come i
mezzi di trasporto usate dagli "esseri celesti"
durante i loro viaggi. In uno di questi testi,
il Ramayana di Valmiki si legge testualmente:
"La splendente astronave irradiava un bagliore
fiammeggiante. Fiammeggiando come un fuoco rosso
vivo, volava il carro alato di Ravana. Era come
una cometa nel cielo". L'astronave era dunque
una macchina fragorosa che, decollando, si
ammantava di una forte luminosità. ".Quando
partì, il suo rombo riempì tutti i quattro punti
cardinali".
in India:
Le astronavi potevano essere equipaggiate con
potenti armi da guerra. Nel Mahabharata queste
potenti veicoli vengono descritti in modo molto
particolareggiato, nella sezione Drona Parva,
leggiamo: "Costruiremo un'astronave di grande
potenza. La mente divenne il suolo che sosteneva
quel veicolo, la parola divenne il binario sul
quale voleva procedere.
Tutti i discorsi e tutte le scienze erano
raccolte in essa, tutti gli inni, ed anche il
Suono Vedico "vashat". E la sillaba "om"
piazzata davanti a quel carro lo rendeva
straordinariamente bello. Quando si muoveva, il
suo rombo riempiva tutti i punti cardinali.
Antiche tradizioni tibetane, parlano di un
"magico cubo volante" chiamato duracalapam,
grazie al quale i monaci in meditazione
sostenevano di essere in grado di spostarsi in
qualsiasi angolo della Terra. La distinzione,
netta e precisa di un'astronave, compare nel
testo Samsaptakabagha: "Quando veniva
usato quella macchina era enormemente
risplendente, come un carro celeste che vola nel
cielo". Nel Ramayana, nel VI libro dello
Yuddhacanda, si legge del combattimento fra Rama
e Ravana con "dardi" infuocati, lanciati da navi
spaziali mosse da motori dai cui scarichi
"uscivano faville" e nel Samaranga Sutradhara
troviamo ben 230 Sloka (versi) dedicati ai
principi della costruzione delle aeronavi.
in India:
Dal Mahabharata: "Gli esseri celesti volavano
sulle loro aeronavi, come portati dalle nuvole,
raggiungevano tranquillamente la loro meta: i
luminosi Adita nel loro splendore, i Marut
muovendosi nell'aria; gli alati Suparna, i Naga
coperti di squame e i Gandharva famosi per la
loro musica: a bordo di splendenti veicoli
celesti, tutti insieme solcavano il cielo
limpido e azzurro".
I testi vengono scarsamente tradotti perché si
dovrebbe ben sapere che, se fossero rivelati
pubblicamente, verrebbero male usati.
Gli
studiosi preferiscono evitare di interpretare
alcuni dei brani quali il seguente, di ordine
prettamente tecnico: "Forte e durevole deve
essere il corpo, come un grande "uccello"
volante, di materiale leggero. Dentro si deve
porre il motore al mercurio, con sotto
l'apparecchio in ferro per il riscaldamento.
Per mezzo della forza latente del mercurio, che
mette in moto le turbine, un uomo seduto
all'interno può viaggiare nel cielo, in modo
meraviglioso, percorrendo grandi distanze.
Quattro forti contenitori di mercurio debbono
essere costruiti nella struttura interna. Quando
sono stati riscaldati per mezzo dei contenitori
di ferro, l'astronave sviluppa la forza del
tuono attraverso il mercurio. E subito diventa
come una perla nel cielo...
Tuttavia, se questo motore di ferro con le
giunture appropriatamente saldate viene riempito
di mercurio e il calore viene condotto fino alla
parte superiore, sviluppa potenza con il ruggito
di un leone...
I possibili movimenti dell'aeronave sono
l'inclinazione, l'ascesa e la discesa verticale,
gli spostamenti avanti e indietro, l' ascesa
normale, la discesa normale, la progressione su
lunghe distanze grazie all'opportuna regolazione
delle parti funzionanti che assicurano il moto
perpetuo.
La forza e la durata di queste macchine dipende
dai materiali usati". Ecco ora alcune delle
qualità principali dell'astronave, può essere
invisibile, trasportare passeggeri, essere resa
piccola e compatta, muoversi in silenzio (se
deve essere usato il suono deve esservi una
grande flessibilità di tutte le parti mobili
che debbono esser costruite alla perfezione);
deve durare a lungo; deve esser ben coperta; non
deve diventare troppo calda, troppo rigida o
troppo morbida; può essere mosso da melodie e
ritmi.
In Israele:
Non sono solo gli antichi Purana (testi storici)
indiani a descriverci l'esistenza di astronavi e
di esseri alieni. Molte testimonianze le
troviamo anche nella Bibbia. Il profeta
Ezechiele, descrive alcuni esseri ed anche il
veicolo usato da questi. La storia è ambientata
tra Babel e Nippur, nei pressi del fiume Kebar,
era il quinto giorno del mese di Tammuz (giugno
luglio), era il quinto anno della deportazione
del re Jojakin (593 a.c.). A Ezechiele appare
un turbine tempestoso, proveniente dal nord,
emetteva fumo, sembrava una nube, con al centro
un nucleo folgorante di fuoco, che continuamente
si rinnovava. Man mano che la macchina volante
si avvicinava al profeta, questo ne discerne,
meno confusamente le diverse parti. In quel
fuoco, qualcosa brilla come un fulmine.
Quattro
esseri dall'aspetto umano si fanno avanti.
Infatti, la testa e il petto, la parte cioè più
alta e frontale, che sono visti per primi, hanno
caratteristiche umane. Ciascuno di essi, subito
dopo, svela quattro aspetti:
1. Fattezze di uomo;
2. Fattezze di leone sul fianco
destro;
3. Fattezze di toro sul fianco
sinistro;
4. Fattezze di ali come di aquila per
la parte posteriore;
Ciascuno possedeva quattro ali, due coprivano il
corpo e due erano tese verso l'alto, le ali di
uno potevano toccare quelle dell'altro. Queste
ultime muovendosi producevano il rumore
dell'oceano in tempesta. Di sotto le ali usciva
un paio di braccia. Gli esseri erano disposti
perpendicolarmente in forma di croce: nord-sud e
est-ovest. Tra di essi,
Ezechiele discerne, ora, muoversi rapidamente
fuoco vivo, che brucia a mo di fiaccole e
sprigiona lampi. Accanto ad essi, poi, guardando
verso il veicolo che li aveva condotti fin la,
Ezechiele nota quattro turbine, la loro forma è
poco comune, ognuna pareva ne avesse un'altra
dentro, incrociatesi ad angolo retto. Il veicolo
era di proporzioni gigantesche, tutto ricoperto
di oblò e si muoveva in sintonia con quegli
strani esseri.
Gli esseri sembravano dipendere dall'energia di
quella macchina.
Dall'insieme risultava una specie di carro
maestoso, indefinibile. Sulla cima di quella
macchina vi era una sorta di cupola luminosa,
trasparente che brillava come il cristallo che
sovrastava la testa di quegli esseri.
Sotto la cupola si intravedeva un seggio,
qualcosa di simile ad un trono e su di esso
stava seduto un uomo dalle apparenti fattezze
umane, un uomo la cui luminosità era come quella
del fulmine, sembrava risplendere come fuoco
vivo. Un alone gli brillava intorno, simile
all'arcobaleno tra le nubi. A quel punto
Ezechiele si spaventa e si getta con la faccia a
terra.
in Israele:
La Bibbia narra di alcuni esseri chiamati
Nefilim e li definisce antichi eroi. La Bibbia,
un libro antico che parla di esseri ancora più
antichi.
Genesi 6:1
"Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi
sulla terra e nacquero loro figlie, i figli
degli Elohim (esseri celesti), videro che le
figlie degli uomini erano belle e si
accoppiarono con esse."
Genesi 6:4
"C'erano sulla terra i Nefilim a quei tempi -e
anche dopo- quando i figli degli "esseri
celesti" si univano alle figli degli uomini e
queste partorivano loro dei figli, sono questi
gli eroi dell'antichità, uomini famosi".
Qui la Bibbia si ferma, ma la storia viene
ripresa da un antico testo, il "Libro dei
Vigilanti", il cui autore è l'Enoc biblico.
Libro dei Vigilanti 6:1-6
"Ed accadde, da che aumentarono i figli degli
uomini, che in quei tempi nacquero, ad essi,
ragazze belle di aspetto. E i figli degli esseri
celesti, i figli del cielo, le videro, se ne
innamorarono e dissero fra loro: "Venite,
scegliamoci delle donne fra le figlie degli
uomini e generiamoci dei figli". E disse loro
Semeyaza, che era il loro capo: "Io temo che può
darsi che voi non vogliate che ciò sia fatto e
che solo io pagherò il fio di questo atto".
E tutti gli risposero e gli dissero: "Giuriamo,
tutti noi e ci impegniamo che non recederemo da
questo proposito e che lo porremmo in essere".
Allora tutti insieme giurarono e tutti quanti si
impegnarono vicendevolmente ed erano in tutto,
duecento. E scesero in Ardis, cioè sulla vetta
del monte Armon e lo chiamarono così, poiché su
esso avevano giurato e si erano scambiati
promessa impegnativa".
Seguono i nomi dei duecento "esseri celesti" che
scesero sulla Terra, per accoppiarsi con le
figlie dell'uomo. Dopo essersi accoppiati,
insegnarono alle loro mogli e ai loro figli la
loro scienza in ogni dettaglio. il resto della
storia la potete trovare sul "Libro dei
Vigilanti"
in Cina:
Alcuni, tuttavia, pensano che nel passato
dell'umanità ci sia qualcosa di molto più
intricato: viaggiatori extraterrestri avrebbero
preso contatto con i nostri antenati,
alterandone la cultura e l'evoluzione. Data la
loro abilità tecnologica, i nostri antenati
avrebbero considerato questi viaggiatori alieni
come divinità.
La mitologia cinese tramanda di esseri celesti
discesi sulla terra in draghi volanti: costoro
furono i primi sovrani cinesi che diedero inizio
alla civiltà cinese e che sono conosciuti come i
Tre Augusti: Fu Xi, Nüwa, Shen Nung.
Fu Xi, secondo la tradizione, visse tra il 2952
e il 2836 a.C. Aveva un ruolo di mediatore tra
gli uomini e gli esseri divini. Le leggende
vogliono che abbia insegnato la pesca e
l'allevamento agli uomini. Inoltre, a lui
vengono attribuite l'invenzione del sistema
divinatorio Yi Jing, della metallurgia, della
scrittura, del calendario e della la musica.
Nüwa era la sorella di Fu Xi e ne divenne anche
la sposa. Il suo aspetto è a metà strada tra
l'essere umano, di cui appare la testa e
l'animale, solitamente il corpo dalle sembianze
di serpente o di pesce. È considerata una
divinità della creazione: è lei a creare gli
uomini, plasmandoli dall'argilla. A lei si deve
anche l'introduzione dell'istituzione
matrimoniale.
Fu Xi e Nüwa venivano rappresentati sempre
allacciati per la coda. Fu Xi tiene in mano una
squadra, Nüwa invece un compasso. I due
strumenti (ad oggi, ancora adoperati nella
simbologia massonica) indicano che i due sovrani
inventarono norme, regole, standard.
Inoltre, nelle illustrazioni Fu Xi e Nüwa sono
accompagnati da due soli. In alcune tombe degli
Ittiti datate intorno ai 4 mila anni fa, si
trovano raffigurazioni simili di due gemelli,
maschio e femmina, accompagnati da due soli.
Questi gemelli sono quelli che nei testi ittiti
si identificano come dio del Sole e del Cielo e
dea del Sole e della Terra.
Dunque, come spesso avviene quando si tratta di
questi argomenti, le suggestioni sono molte, le
coincidenze incredibili e le domande
moltiplicate. L'antica Cina ci consegna un
ulteriore tassello del misterioso mosaico del
passato del nostro pianeta.
Per questo motivo anche molti studiosi di sanscrito e
di ebraico, che hanno potuto leggere gli antichi Sastra (scritture rivelate) indiani e ebraici,
si sono convinti che in un passato remoto alcuni
esseri celesti, siano scesi sulla Terra.
vedi anche:
vedi anche:
Ufo
avvistamenti
+
Documenti del Passato
+ Ufo visti dagli Astronauti
+ Ufo Avvistamenti
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