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UFO avvistato in
volo da piloti di aerei di linea sulla Manica +
UFO,
Dischi volanti terresti
+ Non
siamo soli
vedi anche:
UFO citati dalle "Sacre" Scritture
+
Documenti del Passato
+ Ufo
avvistamenti
+ Ufo Avvistamenti
Visionare questo sito:
http://www.webalice.it/gsoncini/cosmos/
La forma discoidale piatta e giallo brillante,
con una zona verde, stimata a due volte la
misura di un Boeing 737, è stata vista lunedì 23
Aprile 2007 alle 15 circa, a 20/25 chilometri a
nord di Guernesey, ed a una quindicina di
chilometri in direzione ovest verso Alderney.
Il comandante Ray Bowyer volava da Southampton
verso Alderney a 12000 metri quando ha osservato
la luce coi suoi binocoli ( ses jumelles..), a
circa 6000 metri di altezza, stazionaria. M.
Bowyer è rimasto "un po scosso" da questa
visione. " Non è qualcosa che si vede tutti i
giorni, è stato piuttosto inquietante!"
Continuando il suo volo verso Alderney, il
comandante Bowyer a visto un secondo oggetto,
identico al primo, più lontano a ovest. "Era
esattamente lo stesso, ma sembrava più piccolo
perché era più lontano. Era vicino a Guernesey".
All'inizio ha pensato che era il Sole che si
rifletteva (..dans les serres..) di Gueresey. "Ma
anche se fosse stato il caso, questo sarebbe
sparito rapidamente. E'stato invece chiaramente
visibile per almeno nove minuti."
L'oggetto brillava come il sole, ma la sua luce
non dava fastidio agli occhi quando lo ha
osservato. Gli oggetti sono stati visti
anche dai passeggeri di un altro aereo.
Il ministro della difesa britannico ha
dichiarato che non ci sarà un'inchiesta su
questo caso, non è stato considerato come una
minaccia.
In una intervista per il canale di informazione
locale di Guenesey, il pilota ha descritto
l'oggetto come lungo un chilometro e mezzo.
Il radar di Jersey non ha registrato niente di
anormale, ma i controllori aerei confermano che
hanno ricevuto un rapporto simultaneo da piloti
di Aurigny e di quello di Blue Island.
Il pilota di Alderney, che ha ventanni di volo
all'attivo, conclude: "Io non sono del tutto
in grado di dire che questo oggetto viene da un
altro mondo. Sono giusto in grado di dire che
non ho mai visto una cosa simile in passato, in
tutti i miei anni di volo".
Il controllore aereo Paul Kelly ha fatto sapere
che l'osservazione del pilota di Blue Island era
del tutto simile,ma che lui non ha visto niente
sul suo schermo di controllo radar.
"Il pilota di Blue island si avvicinava a
Jersey nello stesso tempo, e sorvolando Sark ha
descritto un oggetto posizionato dietro lui alla
sinistra".
"la descrizione era simile a quella del
comandante Bowyer e hanno entrambi posizionato
l'oggetto esattamente nello stesso posto. Ma
guardavano da due differenti angolazioni opposte."
"Il pilota di Blue Island era a 10000 metri e
ha dichiarato che l'oggetto si trovava a 4500
metri sotto di lui. I due piloti hanno dunque
stimato la stessa altitudine."
Traduzione e arrangiamento dal francese di:
Teodoro Di Stasi
Tratto da:
http://www.paleoseti.it/news.php?extend.2305
Fonte articolo originale:
signes.blog
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Decine di richieste
all’Archivio di stato - Tutti
gli ufo del presidente: Bill Clinton svela i
documenti sugli extraterrestri  Dischi
volanti,
X-files e l’Area 51 nelle lettere e
nelle telefonate di Clinton e del suo staff . -
10/11/2007
Dai
documenti raccolti nella biblioteca dell’ex
presidente Bill Clinton forse non usciranno
inconfessabili segreti di stato, ma qualche
notizia curiosa per gli appassionati di ufo è
garantita.
L’Archivio di stato, sollecitato da Clinton
stesso, ha infatti reso disponibili per la
consultazione diversi documenti e fotografie
risalenti agli anni della presidenza,
rispondendo a 14 delle decine di richieste di
accesso agli archivi arrivate nelle scorse
settimane: di queste, la maggior parte richiede
informazioni sulla documentazione relativa agli
oggetti volanti non identificati.
Che l’ex presidente fosse particolarmente
interessato alla materia è cosa nota da tempo:
la documentazione che testimonia di telefonate,
riunioni o lettere in cui Bill Clinton si occupa
di oggetti extraterrestri è infatti molto
ricca. Particolarmente numerosi sono i documenti
relativi alla corrispondenza fra l’ex presidente
e la Project Starlight Coalition,
un’associazione di ricercatori, scienziati,
politici e semplici cittadini che promuove la
ricerca sugli ufo e intende porre le basi per un
eventuale futuro rapporto di pace con civiltà
aliene.
Ma quella per gli oggetti extraterrestri era una
passione condivisa anche da uno dei direttori
dello staff di Clinton, John Podesta, fan della
famosa serie tv “X-files”. Fra i documenti resi
pubblici ci sono numerose e-mail inviate o
ricevute da Podesta nel periodo 1998-1999, in
cui si fa riferimento alle puntate del serial, a
non meglio specificati oggetti volanti e anche
all’Area 51, parte di una vasta zona militare
divenuta famosa fra gli ufologi amanti delle
teorie del complotto, secondo cui il governo
americano avrebbe nascosto nella base i resti di
un ufo e del suo equipaggio, precipitati a
Roswell nel 1947. 
Da:
Finestra sull'America, di Maurizio Molinari
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Gli alieni ? Non esistono. A sostenerlo è un
rapporto ufficiale di esperti della Difesa
britannici, secondo il quale tutto ciò che è
stato negli anni catalogato alla voce Ufo può
essere spiegato basandosi su fenomeni naturali
come meteore e condizioni atmosferiche
eccezionali o inconsuete.
Ma un hacker britannico
sostiene di aver
trovato le prove dell'esistenza
degli Ufo
violando i computer della Nasa.
Il rapporto del ministero della Difesa
britannico, titolato "Fenomeni aerei non
identificati nel Regno Unito" e completato nel
dicembre 2000, sarebbe dovuto restare segreto
(era stato stampato in poche copie con la
dicitura "Segreto: solo per occhi
britannici"), ma ora è stato pubblicato in
base alla legge sulla libertà di informazione in
seguito alla richiesta di un professore
dell'Università di Sheffield.
"Non esiste prova che suggerisca che i
fenomeni visti siano ostili o sotto qualsivoglia
tipo di controllo diverso da quello delle forze
fisiche naturali - vi si legge - Non vi è
prova che esistano oggetti 'solidi' che possano
causare un rischio di collisione. L'evidenza
suggerisce che le meteore e i loro ben noti
effetti, o forse altri effetti meno noti, sono
responsabili per alcuni fenomeni aerei non
identificati".
Viene fornita anche una spiegazione per spiegare
come alcune persone possano essere convinte di
avere avuto "incontri ravvicinati". "Esistono
prove rilevanti a sostegno della tesi che gli
aventi sono attribuibili pressoché con certezza
a fenomeni fisici, elettrici e magnetici
nell'atmosfera, mesosfera e ionosfera - dicono
gli autori dello studio - La stretta vicinanza
di campi legati al plasma può avere effetto
negativo su un veicolo o una persona.
E' stato provato dal punto di vista medico che
campi locali di questo tipo causano risposte nei
lobi temporali del cervello umano".
Ma non solo i fenomeni naturali sarebbero alla
base di quelli che spesso vengono scambiati per
avvistamenti di oggetti non identificati. Vi
sono naturalmente aerei con luci particolarmente
intense, palloni sonda, strani stormi di
uccelli. Un portavoce ha annunciato che il
rapporto completo sarà pubblicato il 15 maggio
prossimo sul sito Internet del ministero della
Difesa e ha aggiunto che "è improbabile
che verranno condotti ulteriori studi, a meno
che non emergano prove del genere".
"I segreti
degli Ufo nei computer della Nasa"
Sicuramente a non essere d'accordo con quanto
scritto nel rapporto britannico sarà Gary
McKinnon, l'hacker che ha violato i computer
della Nasa dicendo di aver trovato in essi la
prova dell'esistenza degli Ufo.
"Hanno
la chiave per un'energia inesauribile e molte
foto di astronavi
- ha detto -
molte le conservano negli archivi, altre le
cancellano per nascondere la verità".
McKinnon, la cui storia è stata portata alla
luce da "La Stampa", è accusato dagli Stati
Uniti di aver causato danni per 700mila dollari:
ora rischia 60 anni di carcere e sta lottando
contro l'estradizione negli Usa.
Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo308609.shtml
In Messico il fenomeno delle
“flottillas” sta raggiungendo dimensioni clamorose. Il
3 luglio sopra Città del Messico è comparsa una
squadriglia composta da una quarantina di oggetti volanti
non identificati, osservata con evidente commozione da un
gran numero di cittadini e filmata dai “vigilantes” di
Jaime Maussan, che ha divulgato l’avvenimento in diretta
televisiva proprio mentre stava commentando gli
straordinari avvenimenti del 10 giugno, quando il cielo di
Guadalajara è stato letteralmente oscurato dalla comparsa
di centinaia di UFO sferici in mezzo ai quali veniva
osservato e filmato un oggetto a forma di disco, assai più
grosso e probabilmente al comando dell’insolita
“armada”.
(Per scaricare i servizi
mandati in onda dalla televisione messicana, cliccate i
link qui sotto.)
Come se non bastasse, ultimamente in Messico, USA,
Giappone e persino in Italia (in Sardegna) sono state
segnalate sempre più spesso strane “entità volanti”,
un fenomeno che si sta ritagliando uno spazio tutto suo
nell’ambito della classica ricerca ufologia, e del quale
sono certo sentiremo parlare sempre più spesso in
futuro…
E' passato in sordina un servizio trasmesso
dal TG1 (Italy) nella rubrica "1 minuto di storia"
qualche tempo fa. Sorprendentemente questa rubrica, ha dedicato un
servizio ad un tema "scottante" come gli UFO.
Il servizio è iniziato normalmente
con il primo uomo nello spazio ma poi ha proseguito con interviste, foto
e video ripresi dagli astronauti i quali hanno dimostrato e testimoniato
di aver visto "dischi volanti" nello spazio !
Ecco anche una serie di testimonianze di astronauti tratte da "I
Misteri" n. 13.
Ex astronauta ammette: "NON
SIAMO SOLI"......
Edgard Mitchell che e' stato il sesto astronauta a passeggiare sulla
Luna, nel corso di una conferenza stampa davanti a oltre 200 persone ha
dichiarato: "Gli alieni sono atterrati;pochi addetti ai lavori
conoscono la verita' ...e stanno esaminando i corpi che sono stati
scoperti".
Fonte: St. Petersbourg Times, Florida, USA 18/02/2004 -
www.sptimes.com
24 maggio 1962
Pilota: Scott Carpenter;
capsula: Mercury «Aurora 7»; quote orbitali: km 1250/150.
Durante la sesta orbita avvista e fotografa diversi corpi sconosciuti,
dei quali non sa indicare le dimensioni.
16 maggio 1963
Pilota: L. Gordon Cooper;
capsula: Mercury «Faith 7»; quote orbitali: km 270/160.
Durante la quindicesima orbita vede avvicinarsi «un oggetto verdastro
luminescente, seguito da una coda rosso-arancione, in moto da Est verso
Ovest». A Terra il radar della stazione di avvistamento di Muchea, che
segue il volo di Cooper, inquadra anch'esso l'oggetto, stimandone la
quota a circa 150 km.
8 aprile 1964
Capsula senza ' equipaggio Gemini 1; quote orbitali: km 330/160.
Subito dopo l'equilibramento in orbita, la capsula viene avvicinata da
quattro oggetti sconosciuti che, come rivelano i radar delle stazioni
terrestri, la seguono per tutto il suo primo giro intorno al nostro
pianeta. Quindi scattano via all'improvviso e scompaiono nello spazio.
LA NASA in un primo momento spiegò trattarsi delle parti strutturali
del secondo stadio del vettore (un missile Titan), separatesi dalla
capsula stessa. Questa spiegazione venne tuttavia smentita quando si
apprese che il piano di volo non prevedeva tale separazione, e che in
effetti il secondo stadio del vettore e la capsula erano rimasti
congiunti fin quando non si disintegrarono precipitando insieme
nell'atmosfera.
La NASA non emise altri comunicati.
4 giugno 1965
Piloti: James McDivitt e
Edward F. White; capsula: Gemini 4; quote orbitali: km 280/160
Sopra le Hawaii, McDivitt avvista un «singolare oggetto cilindrico, con
delle sporgenze simili a braccai», e lo riprende con la cinepresa di
bordo. Calcola la distanza a circa 15 chilometri, e parla di «dimensioni
notevoli».
L'oggetto scompare alla vista quando il Sole va a battere direttamente
sul vetro della capsula. In seguito, sulle coste cinesi, viene
fotografata una luce chiara simile ad una grande stella, in movimento ad
una quota superiore.
Per il primo avvistamento, la NASA parlò del satellite Pegasus-B
destinato allo studio delle micrometeoriti; ma, fatti i conti, si scopri
che esso doveva trovarsi a oltre 1800 chilometri dalla Gemini, e di
conseguenza risultare invisibile.
Del secondo avvistamento non si disse nulla: tuttavia, cosa singolare,
di quest'ultimo venne fatta conoscere la documentazione fotografica
mentre, al contrario, le immagini relative al primo «caso» non furono
rese note.
Anche la Commissione Condon è stata costretta a siglare come «unknown»
l'oggetto osservato da McDivitt. C'è da aggiungere, comunque, che al
termine del volo l'agenzia United Press divulgò la seguente
dichiarazione di un portavoce dell'ente nazionale americano: «Un
accurato esame delle foto scattate da McDivitt dimostra che il veicolo
avvistato non ha alcuna analogia con un satellite artificiale».
4 dicembre 1965
Piloti: Frank Borman e James Lovell; capsula: Gemini 7; quote orbitali:
km 330/160.
Durante la seconda orbita Borman segnala un oggetto luminoso davanti
alla capsula, che non può essere il razzo vettore, in quanto anche
quest'ultimo risulta visibile attraverso l'oblò. Più tardi vengono
fotografate strane luminosità azzurrognole, munite di appendici
vaporose, che passano sotto la Gemini.
Per il primo avvistamento, la NASA parla di un ignoto frammento di
vettore in orbita, forse i resti di un Titan ma il NORAD (l'ente cÌe
segue le rotte di ogni satellite) dichiara: «E' impossibile che
resti di un Titan o di qualsiasi altro missile si possano trovare in
quella posizione». Per il secondo avvistamento si parlò di
fulmini globulari nell'alta atmosfera.
20 luglio 1966
Piloti: Mike Collins e John Young; capsula: Gemini 1.0; quote orbitali: km 763/257.
Alle 7,20 del mattino la Radio Svizzera trasmette la seguente notizia:
«Mai astronauti sono stati tanto taciturni come Mike Collins e John
Young. Li si è addirittura obbligati a parlare. Collins ha alla fine
dichiarato che avevano visto un oggetto tanto grande e lucente da poter
addirittura essere scambiato per un pianeta».
12 settembre 1966
Piloti: Charles Conrad e Richard F. Gordon; capsula: Gemini 11;
quote orbitali: km 370/185.
Sull'Atlantico meridionale Conrad fotografa «un globo di luce giallo
arancione, molto brillante». Secondo il San José Mercury News, al
ritorno Gordon dichiara: «Lo vedemmo dall'oblò di sinistra mentre
ci superava. Sembrava proprio un mezzo spaziale (...) Scattammo in
fretta qualche foto. era giallo-arancione, doveva essere metallico per
avere simili riflessi».
La NASA parlò del satellite sovietico Proton ITI: ma i dati
dell'orbita, ancora una volta, non coincidevano con quelli reali, ed
inoltre i satelliti del tipo Proton hanno forma di un cilindro
appiattito, mentre l'oggetto fotografato da Conrad appare simile ad una
sfera leggermente schiacciata e circondata da un anello.
Dicembre 1968
Piloti: Frank Borman, James
Lovell e William Anders; capsula: Apollo 8; missione circumlunare.
Ecco ciò che accadde alla missione del comandante Borman, secondo
quanto rivelato dal settimanale americano National Examiner e dallo
scrittore svedese Gòsta Rehn nel suo libro Telefaten àr hàr! (Gòteborg-Malinò,1973),
a quanto consta, mai smentiti. Durante la rotta verso il nostro
satellite l'equipaggio dell'Apollo 8 nota un oggetto discoidale che
assume una rotta parallela a quella della capsula. Gli strumenti di
bordo cessano di funzionare.
Un forte senso di stordimento ed acuti dolori alle orecchie vengono
provati dagli astronauti, che però correggono la rotta dell'Apollo.
L'UFO si allontana velocemente e a bordo gli strumenti ricominciano a
funzionare.
I contatti a Terra, con Houston, interrotti a causa delle interferenze,
sono ripresi. Ma l'avventura non è ancora finita. Entrati in orbita
lunare, si presenta un altro UFO, enorme, che emana una luce purpurea: all'apparizione seguono ondate di calore, ronzii insopportabili, e le
apparecchiature si bloccano di nuovo.
Borman, Lovell e Anders sono colti da emicrania, difficoltà di
respirazione, tremori alle mani, «vuoti di memoria».
Il tutto dura una decina di minuti, mentre a Houston i tecnici Russel
Hoicombe e Scott Harnister stabiliscono che l'Apollo si é allontanato
dalla rotta stabilita che non potrà essere diretto nuovamente verso la
Terra.
I tre astronauti escono dalla. situazione critica per la loro presenza
di spirito, facendo ricorso ai comandi manuali.
La missione può essere così portata felicemente a termine.
Al loro ritorno la NASA fa riferimento ai disturbi dell'equipaggio
dell'Apollo 8 (il primo ad aver effettuato un viaggio così lungo e ad
aver circumnavigato il nostro satellite), ma le vere cause di essi
secondo il National Examiner e Gosta Rehn, sono taciute per il timore di
far sorgere il panico.
Novembre 1969
Piloti: Charles Conrad,
Richard Gordon e Alan Bean; capsula: Apollo 12; volo e discesa sulla
Luna.
Durante il volo di trasferimento verso il nostro satellite, il 15
novembre alle ore 14,18 il comandante Conrad riferisce a Houston: «Da
ieri siamo accompagnati da un curioso oggetto che vediamo dagli oblò
quando l'angolo di rotazione è di 35, gradi. Che cosa potrebbe essere?»
Nessuno dei membri dell'equipaggio fu in grado di riconoscere l'oggetto,
che sembrava animato da un moto rotatorio.
Il fatto venne confermato da dottor Glenn Seaborg, Premio Nobel e
presidente della Commissione per l'energia Atomica, il quale ne parlò
sulla rivista Valeurs Actuelle del dicembre 1969. Ma anche per questa
missione lunare si dovettero registrare altri imprevisti. Lo studioso
tedesco Adolf Scheneider, nel suo libro Besucher aus dem All,
afferma che gli astronauti incontrarono gli altri corpi spaziali sulla
rotta dell'Apollo 12 e che così li descrissero a Houston:
«L'oggetto è luminosissimo, ha una rotazione al secondo... o una e
mezzo... o, almeno, scintilla in quel lasso di tempo. L'altro si
allontana a grande velocità». Cosi' prosegue poi Schneider:
«Quando gli astronauti arrivarono sulla Luna udirono, come i tecnici di
Houston, rumori strani: specie di pigolii, fischi, parole
incomprensibili. Ed un terzo bizarro avvenimento si ebbe durante il
ritorno sulla Terra: l'equipaggio vide sull'India un oggetto rosso,
brillante, che scomparve di . colpo. Ecco la comunicazione dell'Apollo
12: "Adesso è al centro del globo terrestre, è davvero
luminosissimo, sembra avere uno spessore considerevole, è accecante.
Non possiamo immaginare che cosa sia... è grande almeno quanto
Venere".
Sviluppati i film ripresi sulla Luna, si notò una specie di alone
argenteo lucente che, in apparenza, seguiva Conrad.
«Un funzionario della CIA», afferma sempre Schneider, «dichiarò
che l'organizzazione era in possesso di numerose prove circa l'esistenza
degli UFO ed il loro controllo da parte di esseri intelligenti».
Testimonianze dirette
Più volte gli astronauti (molti dei
quali sono rimasti fortemente impressionati dall'incontro con gli UFO)
hanno parlato in pubblico o rilasciato dichiarazioni sulle loro
esperienze. Ne raccogliamo una serie delle più significative.
Maggiore Gordon Cooper
Uno degli astronauti della capsula Mercury, e ultimo americano a volare
nell.o spazio da solo.
Il 15 maggio 1963 salì nello spazio nella Mercury per effettuare un
viaggio di 22 orbite intorno al mondo.
Durante l'orbita finale, avvisò la stazione di Muchea (vicino Perth in
Australia) che stava vedendo un oggetto luminoso, grigiastro, di fronte
a lui che si avvicinava velocemente alla sua capsula. L'UFO era solido e
reale, tant'è che era stato rilevato anche dal radar della stazione di
Muchea.
L'avvistamento di Cooper fu riportato dal circuito televisivo nazionale,
che seguiva il volo passo passo; ma quando l'astronauta atterrò, ai
giornalisti fu detto che non sarebbe stato permesso fare domande circa
l'avvistamento.
Il Maggiore Cooper credeva fortemente negli UFO. Dieci anni prima, nel
J951 aveva avvistato una formazione di oggetti volanti sconosciuti,
mentre sorvolava la Germania Ovest a bordo di un F-86. Gli oggetti erano
metallici, a forma di disco e volavano ad una considerevole altitudine.
Il maggiore Cooper rilasciò una testimonianza di fronte alle Nazioni
Unite: "Io credo che questi veicoli extra terrestri ed i loro
equipaggi stiano visitando il nostro pianeta e provengano da altri
pianeti... Molti miei colleghi astronauti sono riluttanti a parlare di
UFO... Io ho avuto l'occasione nel 1951 di poterne osservare molti, in
due giorni diversi; erano di dimensioni differenti, volavano in
formazione da combattimento, da est verso l'ovest d'Europa".
E secondo un' intervista registrata fatta da J.L.Ferrando, il maggiore
Cooper affermò:
"Per molti anni ho vissuto con un segreto, imposto a me come a
tutti gli astronauti. Posso ora rivelare che ogni giorno negli Stati
Uniti i nostri strumenti radar intercettano oggetti di forme e
composizioni a noi sconosciute.
E ci sono migliaia di rapporti di testimoni ed una gran quantità di
documenti che lo provano, ma nessuno vuole renderli pubblici".
Perché ? gli ha chiesto l'intervistatore. "Perché le autorità
hanno paura che la gente possa pensare agli UFO come a invasori ostili.
Perciò la parola d'ordine è ancora: dobbiamo evitare il panico a tutti
i costi". "Inoltre", ha aggiunto Cooper, "sono stato
testimone di un fenomeno straordinario, qui sul pianeta Terra.
E' accaduto qualche mese fa in Florida. Ho visto con i miei occhi una
zona ben delineata di terreno che si stava consumando con delle fiamme,
con quattro solchi sulla sinistra lasciati da un oggetto volante che era
sceso nel centro del campo. I piloti avevano lasciato il veicolo
(c'erano altre tracce che lo provavano). Sembrava avessero studiato la
topografia del luogo, avevano raccolto campioni di terreno e poi,
probabilmente, erano tornati da dove erano venuti, scomparendo ad una
velocità incredibile... Casualmente ho poi scoperto che le autorità
avevano fatto di tutto perché questo avvenimento non fosse portato a
conoscenza della stampa e della televisione, per paura di una reazione
di panico da parte del pubblico".
James Lovell e Frank Borman
Nel dicembre del 1965, gli astronauti della navicella Gemini Lovell e
Borman videro degli UFO durante la loro seconda orbita di quel volo che
durò 14 giorni. Borman raccontò che vide una navicella non
identificata a poca distanza dalla capsula. La torre di controllo di
Cape Kennedy gli disse che stava vedendo la parte finale della loro
navicella.
Borman confermò che quello che stava osservando era sicuramente
qualcosa di completamente diverso dalla loro navicella.
Ecco il dialogo svoltosi fra Gemini 7 e la base:
Lovell: Un oggetto vola alto sopra di noi, ad ore 10
Capcom: Qui è Houston. Ripeti ancora, 7 !
Lovell: Ho detto che c'è un oggetto che vola alto, ad ore 10
Capcom: Gemini 7, è veramente un avvistamento?
Lovell: Si é vero. Siamo testimoni di numerosi avvistamenti in questo
momento.
Capcom: ...potete stimare la distanza o la grandezza?
Loveli: Gli UFO sono sulla nostra traiettoria...
Neil
Armstrong e Edwin "Buzz" Aldrin
Secondo l'astronauta della NASA Neil Armstrong (il primo uomo a
metter piede sulla Luna), gli alieni hanno una base sul nostro satellite
e ci dicono, in termini piuttosto decisi, di stare alla larga dalla
Luna. A quanto dicono i rapporti finora noti, sia Neil Armstrong che
Edwi.n Aldrin videro degli UFO dopo il famoso atterraggio sulla Luna
dall'Apollo 11 il 21 luglio 1969. Uno degli astronauti riferì di aver
visto una "luce" sopra e dentro un cratere durante la ripresa
televisiva, seguita da una richiesta di maggiori informazioni da parte
del controllo missione. Ecco il dialogo che si sarebbe svolto fra Luna e
Terra:
NASA: Che cosa c'è? Controllo missione chiama Apollo 11...
Apollo 11: Quei "cosi" sono enormi, mio Dio ! Enormi! Oh, mio
Dio, non ci credereste ! Vi dico che stiamo vedendo altre ' navicelle
qui fuori. Sono ferme sul bordo del cratere ! Sono sulla luna e ci
stanno osservando !
Un professore, ha voluto rimanere anonimo, ha inviato alle
organizzazioni ufologiche il seguente resoconto di un dialogo da lui
avuto con Neil Armstrong durante un simposio della NASA:
Professore: Che cosa accadde veramente fuori dell'Apollo 11?
Armstrong: Una cosa incredibile, anche se noi abbiamo sempre saputo di
questa possibilità. Il fatto è che loro (gli Alieni) ci hanno intimato
di allontanarci! .
Professore: Che cosa vuole dire "intimato di allontanarci" ?
Armstrong: Non posso entrare nei dettagli, posso solamente dire che le
loro astronavi sono di gran lunga superiori alle nostre sia per
dimensioni che per tecnologia. Accipicchia se erano grandi!... e
minacciose!
Professore: Ma la NASA ha ugualmente inviato sulla Luna altre missioni
dopo l'Apollo 11... .
Armstrong: Naturalmente: la NASA le aveva già annunciate a quel tempo,
e non poteva rischiare il panico sulla Terra.
Secondo l'ufologo americano Vladimir Azhazha, "Neil Armstrong disse
al Controllo Missione che due enormi oggetti sconosciuti stavano
osservando lui ed Aldrin dopo l'atterraggio sulla Luna. Ma questo
messaggio non è mai stato ascoltato dal pubblico, perché la NASA lo ha
censurato."
Aleksandr Kasantesev afferma che Buzz Aldrin fece un film a colori
dell'UFO da dentro la navicella, e continuò a filmare loro, Armstrong e
lui stesso anche quando furono fuori. Armstrong confermò che la storia
era vera, ma rifiutò di dare ulteriori dettagli, poi ammise che la CIA
voleva nascondere l'accaduto.
Donald Slayton
Astronauta del progetto Mercury, rivelò in un'intervista che aveva
visto un UFO nel 1951:
"Stavo collaudando un caccia P-51 a Minneapolis quando scorsi
quell'oggetto. Ero a circa 10.000 piedi di altezza in un pomeriggio di
sole. Pensai che fosse un nibbio, poi mi resi conto che nessun nibbio
vola a quell'altezza. Più mi avvicinavo, più l'oggetto mi appariva
simile a un pallone gonfiato, grigio e di circa un metro di diametro. Ma
non appena gli andai davanti la "cosa" non somigliò più a un
pallone. Sembrava un disco volante.
Allo stesso tempo realizzai che l'oggetto stava improvvisamente
allontanandosi da me, ad una velocità di circa 450 chilometri l'ora. Lo
inseguii per un breve tratto, ma d'improvviso l'oggetto virò a 45
gradi, accelerò e sparì".
Maggiore Robert White
Il 17 luglio 1962 White dichiarò di aver visto un. UFO durante un volo
ad un'altezza di 80 chilometri su un X-15. Così disse alla base:
"Non ho idea di che cosa possa essere. E' di colore grigiastro ed
è di circa 10-15 metri di lunghezza". Poi, secondo un
articolo del Time Magazine, il maggiore White esclamò alla radio: "Ci
sono cose quassù! E' indubbio!"
Il pilota della NASA Joseph A.Walker
L'11 maggio 1962 Walker dichiarò di aver avuto disposizione di
intercettare gli UFO eventualmente avvistati durante i voli sul suo
X-15. Aveva già filmato 5 o 6 UFO durante un volo nell'aprile del 1962
ad un'altezza di 80 chilometri.
Era la seconda volta che filmava degli ÙFO in volo.
Durante una conferenza al Secondo Meeting Nazionale sugli usi pacifici
delle ricerche spaziali dichiarò: "Non sono autorizzato a dire
nulla. Tutto quello che so é ciò che compare sul film che è stato
sviluppato dopo il volo". Nessuno di questi film fino ad oggi
è mai stato fatto visionare al pubblico.
Comandante Eugene Cernan
Cernan è stato il comandante dell'Apollo 17. In un articolo del Los
Angeles Times del 1973 affermò quanto segue:
"Molte volte mi sono state poste domande circa gli UFO. Ho già
detto pubblicamente che sono qualche altra cosa rispetto a noi, qualcosa
che viene da un'altra civiltà".
Scott Carpenter
"In qualsiasi momento, quando gli astronauti sono nello spazio
da soli, c'è una costante sorveglianza da parte degli UFO".
Maurice Chatelain della NASA
Nel 1979 Maurice Chatelain, responsabilè del Sistema di Comunicazioni
della NASA confermò che Armstrong aveva veramente detto di aver visto
degli UFO sul bordo di quel cratere lunare. Chatelain pensa che gli UFO
possano provenire dal nostro stesso sistema solare, in particolare da
Titano.
Ecco alcune sue dichiarazioni:
"Gli incontri ravvicinati sono eventi ben conosciuti alla NASA,
ma nessun ne ha mai parlato fin ad ora". Tutti i voli Apollo e
Gemini sono stati seguiti a distanza, a volte anche abbastanza
ravvicinata, da veicoli spaziali di natura extraterrestre: da dischi
volanti o da UFO, se li volete chiamare con quel nome. Ogni volta che ciò
si è verificato, gli astronauti hanno informato la torre di controllo
che ha sempre ordinato il più assoluto silenzio".
"Credo
che Walter Schirra a bordo del Mercury 8 sia stato il primo degli
astronauti ad usare il nome in codice 'Santa Klaus' per indicare la
presenza di dischi volanti nei pressi della capsula spaziale. Per
esempio James Lovell, a bordo dell'Apollo 8, disse improvvisamente
"Vi informo che c'è Santa Klaus".
Anche se ciò accadde il giorno di Natale del 1968, molta gente ebbe
la sensazione che c'era dell'altro dietro le sue parole".
Visionare questo video:
http://video.google.it/videoplay?docid=-8517757292983001324&q
E' interessante scoprire che nel 1988 l'Aeronautica
Militare Italiana parlava della presenza extraterrestre
sul pianeta come di qualcosa di assodato. Oggi non lo è
più.
vedi anche:
http://www.telealtobut.it:80/aliendre/notizie/ufo-video.html
a parte alcuni video non interessanti ve ne e' uno solo
che puo' essere utile all'argomento.
Continua qui....
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