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Transcomunicazione
Ci sono dei termini
che, con il passare del tempo ed il progredire
degli studi, dovrebbero essere aggiornati per
non finire sempre più nell'ambiguo novero delle
leggende, metropolitane o meno. Questa
considerazione vale tanto più nei campi di
ricerca metafisica o parapsicologica poichè,
mancando ancora un modello esplicativo
scientificamente riconosciuto, la massa di
eventi inspiegati che avvengono tuttora, è
sempre maggiormente non comprimibile in
terminologie non più esaustive ai fini della
loro comprensione.
Uno di questi termini a mio parere obsoleti e
superati è "spiritismo".
A questo proposito, ci sono però degli studiosi
che da circa un decennio e mezzo hanno coniato
un nuovo termine, un termine che comprende una
particolare categoria di fenomeni misteriosi e
che, quando coinvolge la moderna tecnologia, si
arricchisce dell' aggettivo "strumentale"; tale
termine è *transcomunicazione* e credo sarebbe
auspicabile che entrasse sempre più nel
linguaggio comune degli studiosi.
Del termine "transcomunicazione", ecco la
definizione ufficiale: Il termine
transcomunicazione è stato introdotto per la
prima volta dal fisico tedesco Ernst Senkowski
in occasione del Congresso Internazionale di
Parapsicologia tenutosi a Fermo (AP) nel 1979.
Egli definì la transcomunicazione come un
processo di acquisizione/interscambio di
informazioni ottenuto per vie che non possono
essere descritte con i modelli fisici di canale
o di portante.
Per la loro particolare natura
queste informazioni, acquisite per vie ignote,
vennero denominate transinformazioni.
La transcomunicazione strumentale (TCS) include
tutti quegli eventi di acquisizione/scambio di
transinformazioni che utilizzano, come mezzo di
trasduzione, delle apparecchiature tecniche.
Attualmente la TCS si esplica essenzialmente su
due fronti distinti ed indipendenti: su base
auditiva (TCSA) e su base visiva (TCSV).
Ed ecco, allora, una comunicazione ufficiale
degli studiosi seguita dall' importate sito di
riferimento per chi vuole studiare l'argomento:
"Il 3 settembre 1995 a Darlington Hall, nel
Devon (Inghilterra sud-ovest), provenienti da
tutto il mondo, si sono riuniti un gruppo di
ricercatori di vasta esperienza nell' ambito
della Transcomunicazione Strumentale (TCS), allo
scopo di fondare un'organizzazione
internazionale di ricerca raggruppante
ricercatori, sperimentatori e persone
interessate alla Transcomunicazione Strumentale
(TCS). I Soci fondatori si trovarono d'accordo
nel chiamare questa organizzazione I.N.I.T. (International
Network for Instrumental Transcommunication) e
di definire il suo obiettivo fondamentale, cioè
quello di ampliare le conoscenze sulla TCS sia
sotto il profilo tecnico sia sotto quello
etico-morale. Come unico requisito richiesto per
l'appartenenza ad I.N.I.T. vale l'impegno a
rispettare la Dichiarazione, riportata qui di
seguito, sottoscritta da tutti i soci fondatori:
Noi sottoscritti concordiamo sul fatto che
esistono fenomeni i quali possono essere
interpretati come transcomunicazione con altri
piani di esistenza, ottenuta tramite
strumentazione tecnica.
1.. I risultati finora raggiunti sono
incoraggianti ma non sufficienti per trarre
conclusioni definitive. Abbiamo pertanto
intenzione di esaminare tali fenomeni più da
vicino.
2.. Per ottenere migliori risultati e facilitare
i procedimenti, riteniamo essenziale sia
migliorare sia le apparecchiature sia anche
operare spiritualmente su noi stessi.
3.. A tale scopo è nostra intenzione costruire
una rete di persone, o gruppi autonomi, che si
interessino di questo settore o vi operino.
4.. Progettiamo di pubblicare una rivista
trimestrale, come pure usufruire di altri organi
di informazione, tramite i quali intendiamo dare
notizia dei nostri risultati. Un comitato di
redazione deciderà il contenuto della rivista.
5.. Ci auguriamo di ottenere la cooperazione di
chi si vorrà occupare di TCS non solo dal punto
di vista tecnico ma anche da quello etico-morale.
Darlington Hall, Devon, Inghilterra - 3
settembre 1995
Mark Macy (Inghilterra), Jonathan Marten
(Inghilterra), Hans Luthi (Svizzera), Jules
Harsch (Lussemburgo), Maggy Harsch-Fischbach
(Lussemburgo), Irma Weisen (Finlandia), Juliet
Hollister (U.S.A.), Sonia Rinaldi (Brasile),
Theodor Locher (Svizzera), Gunter Emde
(Germania), Niels Jacobson (Svezia), Friedrich
Malkhoff (Germania), Claudius Kern (Austria),
Ralf Determeyer (Germania)."
La preliminare
Dichiarazione sottoscritta dai fondatori a
Darlington Hall, oggi è maturata in uno Statuto
vero e proprio di I.N.I.T..
L'attuale Consiglio Direttivo comprende 33
membri appartenenti a varie nazioni mondiali,
con migliaia di soci in tutto il mondo.
Per
l'Italia sono stati nominati Silvana Pagnotta Annovazzi, Paola Giovetti, Marcello Bacci, Paolo
Presi."
Fonte:
http://www.comune.bologna.it/iperbole/fbibbdb/init/ambiti.htm
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