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Un'interpretazione olistica: il pianeta come essere vivente
- vedi:
Ecologia
Vista dalla superficie lunare, la caratteristica più stupefacente della
Terra - una cosa che toglie il respiro è che sia viva. Le fotografie ci
mostrano in primo piano la superficie asciutta e butterata della Luna,
morta
come un osso calcinato al sole. Ma alta, librata senza appoggi entro la
membrana umida, luccicante del suo chiaro cielo azzurro, c'è la Terra
sorgente, unico corpo esuberante di vita della nostra parte del
cosmo.
Se rimirassimo quell'immagine per un tempo sufficientemente lungo,
vedremmo mulinare i grandi banchi di nubi candide, che coprono e
scoprono le masse seminascoste delle terre emerse. E se continuassimo a
guardarla per un tempo lungo davvero, per un tempo geologico, vedremmo i
continenti stessi muoversi, allontanarsi sulle zone tettoniche che
galleggiano alla deriva sui fuochi interni del pianeta. La Terra ha
l'aspetto organico, autosufficiente, di una creatura viva, ricca di
coscienza, meravigliosamente capace di amministrare la luce solare che
la tocca.
Dr. Lewis Thomas, The live of a cell
L'essere umano è una parte di una totalità chiamata da noi universo,
una parte limitata in tempo e spazio.
Egli fa esperienza di se stesso, dei suoi pensieri, delle sue
sensazioni, come di qualcosa separata dal resto, una specie di illusione
ottica della sua consapevolezza.
Questa illusione è come una prigione per noi, ci restringe ai nostri
desideri personali e all'unione con poche persone, le più vicine.
Il nostro obiettivo è di liberarci di questa prigione, allargando il
nostro comprensorio fino ad abbracciare tutte le creature viventi e
tutta la natura nella sua bellezza.
Albert Einstein
Quando si guarda ad una entità gli approcci possibili sono due:
Un approccio "frammentato"; si scompone l'entità in parti, in
settori e li si studiano indipendentemente l'uno dall'altro. È quanto
ha fatto la scienza fino a non molti decenni fa, ogni disciplina si è
occupata del suo campo di applicazione (biologia, chimica, fisica,.)
studiando il pianeta e i fenomeni che lo contraddistinguono dal suo
punto di vista. Un simile approccio privilegia l'oggetto di studio in
se; portando il concetto alle sue estreme conseguenze, potremmo dire
prescindendo dalle relazioni che l'oggetto stesso intrattiene con il
resto dell'universo.
Un secondo approccio, che potremmo definire "globale" (o,
prendendo a prestito l'espressione dalle scienze umane,
"sistemico") tende a privilegiare le relazioni tra gli
elementi che compongono l'entità. Il principio che sottende a questo
secondo corpus di approccio consiste nell'osservazione che ogni
intervento, ogni azione si ripercuote sull'insieme, sul tutto.
A questo secondo approccio metodologico sono riconducibili le
interpretazioni solistiche del pianeta.
Il termine trova le sue origini nel greco Olos (tutto, insieme) e si può
ricondurre all'ipotesi che in ogni frammento di un entità si può
trovare una raffigurazione dell'entità stessa.
Ne consegue che l'intero (l'entità) è superiore alla somma delle parti
che lo compongono. Per meglio comprendere il concetto si può far
ricorso all'esempio del corpo umano in quanto organismo: non basta, per
un suo buon funzionamento, assemblarne le parti ma occorre collocarle
nelle loro giuste relazioni.
Un organismo tende ad autoregolarsi, a perseguire un suo equilibrio che
gli permetta di sopravvivere.
Tutti gli organismi funzionano in questo modo.
E se anche il nostro pianeta, unico della nostra parte di cosmo a
vivere, fosse un organismo, l'Organismo per antonomasia, il più grande
organismo conosciuto in grado anch'esso di autoregolazione e di
autogestione?
Se così fosse, allora dovremmo ammettere che esiste una coscienza del
pianeta.
James Lavelock ha scosso il mondo della scienza agli inizi degli anni
'70 del nostro secolo concettualizzando l'idea che la Terra è un essere
vivente e, come ad ogni essere vivente, dandole un nome: Gaia, il nome
che gli antichi greci diedero alla dea della terra. Lavelock portò
svariate prove a sostegno della sua ipotesi: dalla salinità dai mari al
tasso di azoto nell'aria.
Probabilmente solo con la possibilità di osservare direttamente (per
gli astronauti) e indirettamente (immagini e descrizioni riportate) una
simile idea poteva prendere forma (Lavelock stesso collaborò alle
ricerche della NASA volte a verificare l'esistenza di vita su Marte). La
Terra è diversa da ogni altro pianeta della nostra Galassia: vive.
Fonte:
http://www.progetto-poschiavo.ch/eu/eu_sviluppo_chi.html
Bibliografia:
J. LAVELOCK, The Ages of Gaïa, W. W. Norton & Co.,1988 ed.
francese: Les âges de Gaïa, O. Jacob, Paris, 1997
J. LAVELOCK, La Terre est un être vivant, Ed. du Rocher, Monaco, 1979
F. CAPRA, Il punto di svolta, Feltrinelli, Milano 1984
D. BOHM, La plenitude de l'Univers, Ed. du Rocher, Monaco 1987
P. RUSSEL, La Terre s'éveille: les sauts évolutifs de Gaïa, Ed. Le
Souffle d'Or, Barret-le-Bas 1989
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La MADRE TERRA della COLOMBIA
di
Paola Fantin
Non è solo il
pianeta sul quale la razza umana vive e trae sostentamento.
E' innanzitutto un essere vivente che ospita altri esseri viventi, tra
cui l’uomo.
La concezione occidentale utilitaristica secondo cui la Terra deve
piegarsi ai voleri umani lasciandosi depredare di ciò che possiede è
dunque diventata ormai un problema davvero molto serio sia per il
pianeta che per i suoi abitanti.
Se n’è parlato al
Forum internazionale "Colombia vive!" organizzato a Treviso
dal Coordinamento enti nazionali per la pace e dalla Regione Veneto e
legato alla 4^ Assemblea dell’Onu dei Popoli e all’Edizione 2001
della Marcia per la Pace Perugina-Assisi.
Un convegno per
denunciare al mondo intero una guerra civile in Colombia che si trascina
da ormai 40 anni con una scia di sangue di circa 40 mila morti l’anno
e con circa 2 milioni di profughi. Ma soprattutto un incontro tra
fratelli per annunciare che chi non si arrende alle ingiustizie prima o
poi avrà pace, così come hanno anche dimostrato i rappresentanti delle
Comunidad de Paz, comunità rurali e indigene spesso vittime dello
sfollamento forzato ma che rifiutando in toto qualsiasi provocazione
hanno cominciato a riorganizzarsi in forma non violenta secondo criteri
di mutua solidarietà.
Molti i relatori che
si sono alternati per parlare della questione colombiana, della
situazione dei minori, della terra come risorsa, dell'impunità e della
tutela dei diritti umani, del gemellaggio con i comuni italiani e
dell'approvazione di un documento finale da presentare all'Assemblea
dell'Onu dei Popoli: Alfredo Molano Bravo (sociologo e giornalista,
attualmente esule a causa di minacce da parte di formazioni
paramilitari), Monica Gondoy (portavoce delle istanze della gioventù
colombiana), Gloria Cuartas (simbolica figura di donna sindaco in zona
di scontri armati), Javier Sanchez e Jeronimo Perez (rappresentanti
delle Comunidades de paz), Gianni Tamino (docente di biologia generale
allUniversità di Padova), Padre Sante Cervellin (scalabriniano
vicentino, da 5 anni Coordinatore della sezione Mobilità umana nella
Conferenza episcopale della Colombia) e molti altri ancora.
"Oggi abbiamo
un grossissimo problema, cioè come utilizzare la Terra perché sia
rinnovabile… - ha spiegato Gianni Tamino - La vita in essa esiste da
almeno qualche miliardo di anni ma in soli 10 mila anni di
‘utilizzo’ l’uomo ha prodotto conseguenze rilevantissime con
picchi enormi negli ultimi anni.
Un esempio ? Nel giro di qualche secolo la superficie coperta di foreste
si è drammaticamente dimezzata, mettendo a repentaglio interi
equilibri…".
Se prima vi era
infatti un utilizzo ciclico dove ogni organismo trovava la sua
collocazione (il pianeta Terra scambiava energia esterna grazie al Sole,
mentre gli animali e l’uomo mangiavano materia organica che poi
degradavano restituendola alla Terra e reintegrandone così le risorse),
ora il prelievo delle risorse è divenuto una vera e propria rapina, che
diventa ancor più incomprensibile in Paesi come la Colombia dove la
Terra è soprattutto Madre Terra: "Gli scarti derivati
dall’estrazione di carbone e petrolio - ha aggiunto il biologo - non
sono forme di energia ripristinabili ma creano solo degrado e
inquinamento. Ecco dunque che quanto prelevato invece di reintegrare le
risorse originarie secondo il ciclo biologico va a degradare la Terra.
Ci lamentiamo che il petrolio costa 30 dollari al barile eppure paghiamo
l’acqua minerale al litro molto più cara: il prezzo del petrolio in
realtà non è quello reale, non costa nulla perché è gratis. Diamo
forse qualcosa in cambio alla Terra se non lo scarto inquinante?"
La concezione
utilitaristica dei Paesi industrializzati raggiunge il suo apice intorno
agli anni ’60-’70 quando si da il via all’industrializzazione
dell’agricoltura. L’obiettivo diviene dunque la massima produttività
e non importa se a discapito della biodiversità di piante e animali che
assumono così il ruolo di oggetti da compravendita.
"Ci hanno detto
che per risolvere i problemi della fame nel mondo era necessaria la
‘rivoluzione verde’. Sapete cosa significa? Significa che non si
sceglie più la pianta più adatta all’ambiente ma si adatta
l’ambiente alla pianta, irrorando il Pianeta di numerosi veleni. A
questo va ad aggiungersi poi un accordo generale su commercio e tariffe,
il Wto, secondo cui il cibo diventa ‘merce’, intendendo ovviamente
con questo tutti gli organismi viventi e, perché no? tanto la strada è
breve… - anche l’uomo. E così dal 1995 il cibo viene prodotto dove
costa meno per essere acquistato solo da chi ha soldi. Risolta la fame
nel mondo ?
Diciamo invece come stanno davvero le cose: è la povertà a causare la
fame, non la mancanza di cibo. Non serve aumentare la produzione, ma
mettere ordine in un sistema dove un miliardo e più di persone soffre
la fame mentre un altro miliardo e più si ammala perché mangia tre
volte più del necessario”.
La Terra non è per
l’Occidente la Madre Terra della Colombia o di molti altri Paesi nel
mondo: poche multinazionali sguinzagliano per il pianeta ricercatori che
raccolgano e brevettino, sentite un po’, sementi, organismi e uomini
pretendendo il pagamento dei diritti come di recente gli Usa con
l’India, alla quale hanno chiesto un indennizzo per l’utilizzo
millenario di una pianta che è da sempre il sostentamento primario del
popolo.
Come uscire allora
da questo circolo vizioso smettendola di pensare che tutto questo può
anche non riguardarci ? La realtà è che la Terra è un essere dal
quale tutti noi dipendiamo e la sua sorte è la nostra sorte: "I
cittadini europei devono capire cosa sta succedendo e porvi fine. La
perdita di biodiversità e l’inquinamento - ha concluso Tamino - sono
drammi per i quali saremo presto chiamati a rispondere. Nel giro di
qualche generazione - e su questo non c’è dubbio - anche i Paesi
ricchi non avranno più nulla da mangiare".
La Colombia e i
tanti Paesi che rispettano la Terra come organismo vivente, interagendo
con essa alla pari hanno dunque molto da insegnarci e la soluzione
potrebbe essere davvero molto vicina. Abbiamo solo bisogno di metterci
umilmente in ascolto…
Tratto da:
www.homolaicus.com
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Due campi per il pianeta
Terra
Pubblicati i primi dati che rivelano un secondo campo
magnetico della Terra
La Terra, avrebbe un secondo campo magnetico, del
tutto indipendente da quello indicato dalle
bussole.
E' il risultato di uno studio, pubblicato di recente su
Science, che presenta i primi dati sperimentali
a sostegno di un'ipotesi proposta per la prima volta
negli anni cinquanta.
Secondo questa teoria, mentre il campo magnetico
tradizionale oscilla periodicamente, l'altro rimane
immutato.
Quando il primo cambia verso, la sua intensità si riduce
notevolmente. Ed è proprio in quel momento che il
secondo campo magnetico fa sentire il suo effetto: la
bussola infatti indicherebbe un nuovo
polo magnetico, collocato nella vasta regione
euroasiatica.
La complessità del campo magnetico terrestre è nota:
sulla superficie terrestre il campo magnetico è dominato
da una componente assiale (quella indicata dalla
bussola), ma ci sono tracce anche di un campo molto piu'
debole, chiamato dipolo non assiale.
La causa del magnetismo terrestre non è chiara,
ma la maggior parte degli scienziati ritiene che abbia
un'unica origine: il ferro allo stato liquido che
costituisce il nucleo della Terra.
Tuttavia K. Hoffman e B. Singer hanno trovato indizi
che suggeriscono che il NAD sarebbe generato dalla
superficie piu' esterna del nucleo. in modo del tutto
indipendente dalla generazione del campo magnetico che
già conosciamo.
I due scienziati hanno analizzato campioni di rocce
vulcaniche proveniente dalla Germania e da Tahiti, alla
ricerca di tracce lasciate da mutamenti del CM nella
lava in raffreddamento.
I campioni studiati contengono informazioni su un
intervallo di tempo di circa 200.000 anni, durante il
quale il CM assiale ha registrato 5 forti
riduzioni (anche se non ha mai registrato un'inversione
completa).
Durante queste riduzioni, il registro paleomagnetico
rivela un cambiamento nella posizione dei poli.
I ricercatori hanno rimosso matematicamente dai dati
l'effetto del debole campo assiale, scoprendo che il
campo risultante è sempre lo stesso, e coincide
esattamente con quanto previsto per il campo NAD.
Hoffman e Singer ipotizzano che questo secondo CM
sia generato dallo sprofondamento di piattaforme
oceaniche nella zona al di sotto dell'Australia
occidentale.
Quando queste piattaforme penetrano nel mantello fondono
e raggiungono la superficie esterna del nucleo
terrestre, rispetto al quale sono più fredde. In questo
modo nel nucleo si genera un moto convettivo
indipendente e molto più stabile nell'arco del tempo
rispetto a quello che genera il campo assiale.
Secondo gli autori, elaborare un modello
dell'interazione dei due campi potrebbe gettare nuova
luce sulle dinamiche che inducono l'inversione della
polarità magnetica terrestre.
Vedi anche:
Campo del Cuore (e’ doppio) +
Cervello del Cuore
SCOPERTO UN NUOVO
METALLO….nel nucleo terrestre – 30/05/2013
POTREBBE STRAVOLGERE le TEORIE sul CAMPO MAGNETICO
TERRESTRE - Il CUORE della TERRA CONTIENE un TIPO di
METALLO FINO ad OGGI SCONOSCIUTO.
A identificarlo sono stati i ricercatori del Geophysical
Laboratory della Carnegie Institution for Science di
Washington (Stati Uniti) in uno studio pubblicato su "Physical
Review Letters", secondo cui la scoperta potrebbe
cambiare completamente le teorie sul campo magnetico che
protegge il pianeta dai danni prodotti dai raggi
cosmici.
L'esistenza del metallo è stata ipotizzata - Gli autori
dello studio hanno ricreato in laboratorio le condizioni
estreme tipiche delle profondità della Terra.
Utilizzando un innovativo metodo computazionale è stato
possibile predire l'esistenza di un nuovo tipo di ossido
di ferro (FeO), un componente del secondo minerale più
abbondante del pianeta. Secondo i ricercatori, a una
pressione di 690.000 atmosfere e a una temperatura di
circa 1.650 gradi centigradi il FeO non cambia
struttura, ma passa dall'essere un materiale isolante a
essere un metallo altamente conduttivo.La sua esistenza
potrebbe stravolgere le teorie sul campo magnetico
terrestre -
Questi risultati, spiega Ronald Cohen, coautore dello
studio, implicano che a livello della parte più profonda
del mantello terrestre l'ossido di ferro conduce
l'elettricità, aumentando l'interazione elettromagnetica
tra il nucleo liquido della Terra e questa zona del
mantello: e questo corrisponderebbe a una nuovo modo del
campo magnetico di essere propagato verso la superficie
del pianeta.
Tratto da: ilfattaccio.org
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