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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


SANTO GRAAL - 1 (SANG REAL = sangue reale)....+  Santo GRAAL 2
PINEALE..... la ghiandola Sacra
vedi anche http://digilander.libero.it/sabato/Maddalena/MaddalenaEpis6.htm
http://www.laportadeltempo.com/Regno%20Unito/uk_040105.htm
 

La versione classica del Graal che tutti abbiamo in mente, anche grazie ad Indiana Jones, è quella della coppa dell'ultima cena, usata da Giuseppe di Arimatea per raccogliere il sangue dal costato del Gesu' crocefisso.
Ma questa versione del Graal risale al 1202 quando Robert De Boron la inserisce nel poema Joseph d'Arimathie - Le Roman de l'Estoire dou Graal. 
In realtà nel racconto di Robert De Boron la coppa nella quale Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue di Gesù non la definisce Graal, solo una volta usa questo termine dicendo 'io non oso raccontare né riferire, né potrei farlo (...) le cose dette e fatte dai Grandi Saggi. Là sono scritte le ragioni segrete per cui il Graal è stato definito con questo nome.'
La ferita al costato ebbe, secondo la dottrina cristiana, il duplice effetto di creare la lancia di Longino ed il Graal, tutti e due dotati di poteri straordinari grazie al sangue di Gesù.
Ma la religione cristiana ha rubato a piene mani da miti precedenti, in tal modo non si perdevano festività rispettate da sempre, ed era più semplice fare accettare ai vari popoli il nuovo credo.

Così è stato per la leggenda del Graal, termine derivato dal latino Gradalis col quale si designa una "scutella lata ed alquantulum prufunda" (una tazza larga e alquanto profonda). Il termine Graal viene utilizzato per la prima volta da Chrétien de Troyes nel poema "Perceval le Gallois ou le conte du Graal".
'Un graal entre ses deux mains/une damoiselle tenoit/.../De fin or esmereé estoit/ precieuses pierres avoit / el graal de maintes manieres / de plus riches et de plus chieres / qui en mer et en terre soient /.../ Et li vallées les vit passer / ne n'osa mie demander / Del graal cui l'en en servoit'
Ma qui non si tratta ancora del Graal, bensì di un graal, portato da una damigella. Il cavaliere Perceval assiste a questa curiosa processione nel castello del Re Pescatore.
Ma in un altro poema Artù scese negli inferi per recuperare un calderone, si tratta del Preiddu Anwnn, un poema gaelico.

Giuseppe di Arimatea fu rinchiuso per quarant'anni in una torre prima di essere liberato per intercessione dell'Imperatore Vespasiano, e non appariva invecchiato di un sol giorno. 
Durante la prigionia Gesù gli apparve affidandogli la custodia della coppa. In seguito a questo miracolo l'Imperatore Vespasiano si convertì.
Giuseppe lascia il medioriente inviato da San Filippo con altri undici uomini a convertire i Galli. I dodici passando per Marsiglia, Arles, Limoges e Mount Saint Michael (l'isola Inglese gemella di Mont Sant Michel) giunge in Inghilterra. Raggiunto Glanstonbury vi edificano la prima chiesa cattolica dell'Inghilterra, forse portando con se il Graal.
Da quel momento in poi la leggenda ha subito continue trasformazioni ed integrazioni, ma nelle sue origini si trova la verità.
Nel Preiddu Anwnn, attribuito al bardo Talesin, Artù recupera il calderone di Dagda o calderone dell'Anwnn portato nel mondo dai Tuatha de Danaan, rappresentanti ultraterreni del piccolo popolo. Il calderone era l'unico posto dove Dagda poteva riporre la sua lancia, che se lasciata incustodita poteva distruggere il mondo a causa del suo immenso potere.
Ecco due oggetti che si trovano nuovamente uniti, la lancia ed il calderone, una coincidenza ?
Basta pensare a tutte le feste pagane che la religione cristiana ha fatto sue per essere convinti del contrario.
Il Graal ha tuttavia scatenato la fantasia popolare, ed è stato cercato in ogni dove, i suoi poteri donerebbero vita eterna e conoscenza, ma una cosa è cercare una coppa, una cosa è cercare un vaso o un calderone.

Le teorie sul Graal sono molteplici e multiformi, difatti non è solo una coppa (o catino, o caldrone). 
Nel "Grand Graal" (XIII sec.) il Graal è un libro scritto da Gesu "...alla cui lettura può accedere solo chi è in grazia di Dio".
Le verità che esso contiene "...non potranno mai essere pronunciate da lingua mortale senza che i quattro elementi vengano sconvolti. Se ciò dovesse accadere, i cieli diluvierebbero, l'aria tremerebbe, la terra sprofonderebbe e l'acqua cambierebbe colore.". 
Ma non coincide con quanto avvenne nel diluvio universale ? Se fosse stato il libro la causa del diluvio la sua esistenza sarebbe anteriore a Gesu, il quale, essendo in grazia di Dio, avrebbe potuto consultarlo liberamente attingendo al suo grande potere.

Attorno al 1210 nel poema Parzival, il Graal diviene "...una pietra del genere più puro (...) chiamata lapsit exillas. 
Se un uomo continuasse a guardarla per duecento anni non cambierebbe il suo aspetto, forse solo i capelli diventerebbero grigi".
Il termine "lapsit exillas" o meglio "lapis exillis" è di origine alchemica. Scrisse infatti l'alchimista Arnoldo di Villanova "Hic lapis exillis extat precio quoque villis/ spurinitur a stultis, amatur plus ab aedoctis" (questa esile pietra è davvero di poco costo/ disprezzata dagli stolti, ma ben più amata dai saggi). Ma lapis exillis potrebbe essere anche "lapis ex coelis" pietra caduta dal cielo. Secondo Wolfram era uno smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero e portato sulla terra dagli angeli neutrali durante la ribellione.
Come vediamo le tradizioni si mescolano: la coppa, il libro, la pietra, la lancia, la spada, ecc.

Secondo Dion Fortune invece tutto nascerebbe dall'errata trascrizione di Sang Real, termine che designa una dinastia di sacerdoti di Atlantide, se non addirittura la stessa discendenza di Gesù. 
Tratto da: http://www.lostinn.com/lworld/graal.htm
Per questo argomento:
 vedi anche http://digilander.libero.it/sabato/Maddalena/MaddalenaEpis6.htm

http://www.heramagazine.net/graal/articoli/famigliegraal.html

Commento NdR: a parte le varie considerazioni sulla veridicita' o meno di quanto esposto, rimane che il santo Graal e' dentro di noi...compresa la sostanza che secerne....e che da' salute....
vedi Pineale .....la ghiandola sacra

 il SACRO GRAAL  

Sappiamo che la "stella del Mattino" è Venere, definita dallo stesso Gesù come "radiosa"; nella tradizione del Graal e’ chiamata "la portatrice di luce". 
Il fatto che Gesù sia associato alla "portatrice di luce" conferma che Egli apparteneva alla stirpe-setta iniziatica dei "Risplendenti".
Lo stesso Gesu’ rivela la sua natura nella “trasfigurazione”, avvenuta davanti a Giacomo, Giovanni e Pietro: "Il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candita e sfolgorante" (Luca 9,29 e Marco 9,2).......La ConoScienza della Verita’…….irradia “Luce” a tutti coloro che sono vicini…...
Bere nel calice del Graal significa assurgere alla ConoScienza di se’ e degli scopi e finalita’ dell’ Uni-Verso; iniziando a guarire dalle proprie malattie Fisiche (quelle che generano dolore e morte) e quelle Spirituali (l’ignoranza sulle Leggi del Creato) attraverso la ConoScienza delle Leggi che regolano i sistemi biologico Viventi e la loro messa in pratica su di se’ !

Ecco la via della Salvezza…….lIO SONO…..

Ecco la “Buona Novella del Regno”, di cui parlano le “religioni Cristiane” ovvero la ricerca del “santo Graal”, del “vello d’Oro”, della “pietra Filosofale”, la ricerca della “città di Sion”, del “Paradiso”, delle “verdi Praterie”, il . il “vaso di Pandora” o quello del “santo Graal”, sono i  mitici contenitori-bicchieri....per bere la conoscenza; ma  Gesù insegno' questa tecnica per iniziare i suoi discepoli alla ConoScienza della Medicina Naturale e quindi Spirituale, arrivando quindi anche ad insegnare ai suoi discepoli, a bere la propria urina…...probabilmente proprio in un calice....che in seguito fu venerato stupidamente come una reliquia...

vedi: Medicina Naturale  +  Urino terapia e non solo……+  Cure Naturali  +  Pineale ...la ghiandola sacra
Dr. G. Paolo Vanoli – Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Biologico Naturali

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Una visione diversa di questo "Santo Graal"
Il Santo Graal era il sangue reale di Gesù, figlio del re arabo Erode il Grande e suo diretto successore al trono d'Israele. Gran parte dei famigliari del re arabo sono stati traslitterati nei vangeli per creare la “sacra famiglia”: Giuseppe padre putativo di Erode Gesù era il nipote del re Erode, Salomè che aiutò Maria nel parto la sorella del re. Maria la Madonna era la terza moglie del re Erode, che cercò di avvelenare cospirando insieme ad Antipatro, figlio del re con un'altra moglie, scoperto ed ucciso nel 4 a.C., mentre Maria fuggì in Egitto con Gesù che Erode cercava, per non essere uccisa, aiutata da Giuseppe di Arimatea nipote del re.
Maria con Erode il Grande ebbe due figli: Filippo e Gesù, era la figlia del sommo sacerdote Simone Boeto, e sorella di Marta Boeto e Lazzaro Boeto, personaggi che Gesù incontrerà nei vangeli quando si recherà a casa di Maria. Maria fu sposa anche di Giuseppe con cui ebbe il figlio Giacomo detto il Giusto e fratello di Gesù. Gesù ebbe due mogli, Erodiade e Marta sorella di sua madre che sposerà in tarda età quando questa rimase vedova.
Con Erodiade, Gesù ebbe tre figli: Salomè, Lazzaro e Simone di Gerusalemme. Morì ucciso quando era sommo sacerdote a Gerusalemme nel 65 d.C. insieme ad Anano figlio di Anna, ed il suo corpo fu gettato nelle strade insieme ad altri 8500 cadaveri.
Nel 34 d.C. alla morte del tetrarca Filippo, fratello di Gesù, il tetrarca Antipa, figlio di Erode e di Maltace la samaritana, si recò a casa di Gesù e si mise d'accordo segretamente con la moglie Erodiade per unirsi in matrimonio con lei al fine di regnare anche sulla tetrarchia del fratello Filippo, morto, che sarebbe spettata a Gesù. Il mancato Cristo Re chiese l'aiuto dei rivoluzionari di Gamala tra cui Giovanni Battista che fu ucciso per aver tentato una sommossa contro Antipa in favore di Gesù.
Pilato uccise Giovanni e processo Gesù, ma la potente Salomè, Giuseppe di Arimatea e la ricchissima Marta riuscirono a convincere Pilato a salvarlo, facendolo tirare giù dalla croce da Giuseppe di Arimatea, quando era ancora in vita, generando così il mito della resurrezione.
By: A. De Angelis - https://www.facebook.com/alessandro.deangelis.330