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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


Dalle PIRAMIDI alle STELLE  +  Piramidi e la Sfinge
pag.1
 

Chi disturba il sonno secolare dei faraoni ?, non di certo  Robert Bauval.

Casomai potremmo dire che lui e i suoi libri stanno disturbando da più di un decennio i sonni profondi dell’egittologia
mondiale. E cioè da quando questo ingegnere di 53 anni, francese ma trapiantato in Gran Bretagna da trenta, con una  mamma maltese che gli ha insegnato benissimo I’Italiano, ha scoperto che fra le piramidi di Giza ("Veri e propri monumenti high-tech", dice Bauval) e le stelle della cintura di Orione esistono un bel po' di coincidenze: troppe per non fare pensare che ci sia sotto una precisa correlazione di cui si parla nei suoi libri, tradotti dalla Corbaccio e diventati nel frattempo autentici best seller ("Anche se avessi venduto cinquemila copie sarei stato contento lo stesso..."), gli abbia attirato l'ira funesta dell'archeologa ortodossa sotto forma di una marea di critiche. "Ma - dice Bauval - io non ho sentito ancora niente che mi dimostri che questa teoria sia sbagliata, e che si tratti solo di una coincidenza". Vero. E difatti ci abbiamo provato anche noi durante una pausa del simposio mondiale di San Marino sulle origini perdute della civiltà, a punzecchiarlo con una a caso delle tante critiche che gli sono state rivolte in questi anni: quella che Mintaka, la terza e meno luminosa stella della cintura di Orione, non appare poi tanto più
piccola delle altre di quanto la piramide di Micerino lo sia invece paragonata a quelle di Cheope e Chefrem. Ma il risultato è stato quello di farsi rispondere da Bauval che sì, in effetti di peli nell’uovo potremmo tirarne fuori questo e molti altri (le differenze di grado nell’angolazione dei condotti, il loro andamento tutt’altro che rettilineo, la posizione di Gizà-Orione rispetto al Nilo - Via Lattea, eccetera eccetera) senza però ammaccare neanche un po' il nocciolo duro della correlazione.
"Mintaka ? Il problema è come si misura l’intensità luminosa di una stella - ha risposto nella fattispecie Bauval - Noi adesso, In tempi moderni, abbiamo messo su un sistema di classificazione sulla Iuminosità apparente e prendiamo in esame molti fattori.
Ma a occhio nudo, dire che la meno luminosa è più piccola di metà, trequarti o un terzo....mah, non so.
Per me questo non è importante. Dobbiamo pensare che l'obbiettivo di questo progetto era un obbiettivo religioso: fare a Giza un sito simbolico per la religione dei faraoni. Non possiamo vederci solo un progetto tecnico e scientifico. Personalmente, dovessi rappresentare queste stelle con un disegno simbolico, ne avrei fatte due un poco più grandi della terza. E la sola cosa che può spiegare perché c'è una piramide più piccola e spostata secondo la diagonale è questa logica. Questa gente, gli antichi egiziani, attraverso la disposizione delle piramidi ci sta dicendo che il posto da dove il faraone o la sua anima deve partire per le stelle è questo.
Abbiamo un tunnel o una condotta dentro la piramide che é puntata verso queste stelle. Le probabilità di avere tre piramidi come le troviamo adesso, che ci sia la stessa configurazione nelle tre stelle e che ce ne sia una più piccola e che l'angolo delle piramidi con il NIlo sia come quello delle stelle con la Via lattea, bene tutto insieme dice che non abbiamo una coincidenza.
Dunque si tratta di un progetto deliberato".

"La sola cosa che può spiegare perchè una piramide è più piccola e spostata dalla diagonale è la correlazione con Orione: Non si tratta di coincidenze ma di un progetto deliberato"
Lei scrive che questo progetto sarebbe stato pensato 10.500 anni fa: allora gli antichi costruttori avrebbero deciso di realizzarlo cinque-seimila anni dopo ?

"Proviamo a considerare le cose da questo punto di vista: noi siamo adesso duemila anni dopo la morte di Cristo, e ogni anno a Natale facciamo una celebrazione, tutti in casa o in chiesa, per una cosa che è successa duemila anni fa, no ? Ora supponiamo tutti che questo stesso meccanismo vada avanti ancora fra cinque-seimila anni. Il punto è che gli egiziani facevano esattamente la medesima cosa dicendo che c'era stato un Messia, o un Cristo, e avevano un'idea precisa di quando fosse venuto sulla terra. Come noi.
La differenza è che loro lo hanno scritto attraverso l'allineamento astronomico. Io non penso che le piramidi sono state costruite diecimila anni fa, penso però che adesso ci troviamo davanti a un sito, Giza, che è la commemorazione di questo avvenimento.
E' una data storica o astrologica ? Questa è l'unica cosa possiamo dire. Gli egiziani dicevano che era storica, noi diciamo che è mitologica: Forse diranno così di Cristo fra cinquemila anni: che era solo un personaggio mitologico, mah.....Bisogna vedere tutto questo in un ottica. Io mi sono basato sulle evidenze: ci sono le piramidi che hanno allineamenti astronomici, e il messaggio è correlato a questa data.
Le critiche che ho sentito non cambiano il succo del discorso. Anzi, adesso c'è anche chi dentro il mondo accademico conferma che la relazione c'è.....

"Retrodatare Giza, lo comprende bene, significa accettare teorie di tipo atlantideo sull'esistenza di una passata ed evoluta civiltà: ci dirà mica che dentro il mondo accademico stanno cominciando a considerarle ?
E lei di Atlantide cosa ne pensa ?
"Penso che per me questo è un problema. Mischiare le mie teorie con quelle di Atlantide..., be' , non era certo questo il mio scopo. Anzi, per me sarebbe stato meglio non trovarla questa famosa data di diecimila anni fa, ma non è che per questo uno smette di fare le ricerche. Comunque è vero: ci sono ricerche scientifiche come Atlantide o come gli Ufo, di cui difficile parlare, e che se le innestiamo nella polemica seriosa che il mio lavoro ha provocato nel mondo accademico, finisce tutto.
Io lo sapete, lavoro molto con Graham Hancock, e sono sicuro che abbiamo una civiltà perduta, che la nostra è più vecchia...Io non so perché questo crei un problema.... 
Centocinquant' anni fa tutto il mondo scientifico pensava che la terra fosse vecchia di cinquemila anni, quando è venuto Darwin ha detto che l'evoluzione era molto più vecchia e l' hanno preso per pazzo. io non vedo problemi a dire questo. La gente ha in testa dei modelli, ma quando un modello non funziona più bisogna cambiarlo. Per me è stupido far finta di non vedere"..

 



Le tre piramidi di Giza fotografata dall'alto


Le tre stelle della cintura di Orione:
correlazione evidente
(
"Il mistero di Orione", Ed. Corbaccio)

 Anche la datazione tradizionale non si risolve il problema tecnologico: come pensa che abbiano costruito le piramidi: con le rampe, come continuano a sostenere  gli ortodossi, o con strumenti che noi ancora non conosciamo ?

"Questo è un grande problema. Ma non si può essere staccato dalla motivazione, che è una cosa che molti ricercatori non prendono nella giusta considerazione. Un progetto del genere non si fa senza che esista un grande motivo, il più grande possibile.
Nella mia esperienza di ingegnere mi è capitato di lavorare alla costruzione dell'Università di Riad: dieci anni di lavoro, ottomila operai, dieci-dodici compagnie internazionali preposte ai lavori. Il nostro problema era proprio quello di mantenere un'organizzazione così per dieci anni, perchè in un periodo così lungo le cose cambiano, cambia direttore, cambiano gli orientamenti politici....
Nell'antico Egitto c'è un progetto che ha preso molto più di dieci anni e che ha mantenuto un'organizzazione per costruire due, tre, cinque sette piramidi. Mettendoci anche le piramidi di Dashur fanno circa 23 milioni di tonnellate di materiale, e non è solo una questione di massa: è l'organizzazione, l'estrazione dei blocchi, il trasporto, lo stoccaggio, le casse e i posti per dormire di chi ci lavora.... 
E' ancora più difficile che la costruzione in sé. Poi c'è il secondo problema, e cioè come hanno fatto. 
Prendiamo la Grande Piramide: la prima cosa è l'impiantazione della base, che è sicuramente astronomica, è ha un margine di errore di appena tre minuti di gradi. A occhio nudo è un'operazione molto, molto difficile. 
Si deve fare l'allineamento con le stelle, e bisogna farlo ovviamente di notte. Gli errori sono inevitabili, e per quanto piccoli si sommano uno con l'altro. Il fatto che in un momento così grande ci sia tutta questa perfezione dimostra che i casi sono due: o erano davvero bravi nell'impiantare o avevamo qualcosa, strumenti ottici immagino, che non abbiamo ancora trovato. 
Un altro problema è che la forma del sito non è livellata. Di mezzo c'è un monte. Ciò implica un problema logico e uno pratico: se dovessi fare un progetto oggi, andrei a cercarmi un posto già livellato, non uno così.
Perché invece gli antichi costruttori non hanno cercato di avere una base rettangolare perfetta ? E' perché si sono presi anche il rischio di farlo accanto a una scarpata ? Non potevamo farlo cento metri più indietro, o più a destra ? 
L' unica risposta possibile è: perché questa piramide "doveva essere qui. In questo posto preciso, doveva esserci qualcosa di importante. Perché c'era una ragione che va aldilà della logica. Quanto alle rampe, io dico che si può fare, ma che ci sono problemi. Se una rampa è lineare deve essere molto, molto grande. Vuol dire che il progetto si moltiplica due volte. E poi dov'é ?
A New York, per sgombrare i resti delle Twin Towers, nonostante le scavatrici e i mezzi tecnologici, hanno previsto di impiegare sei - otto mesi... Altri dicono che le rampe erano a spirale, ma questa per me è un'idea che proprio non va: nella pratica diventa un problema ancora più complicato. No, qui ci troviamo davanti a due cose: la volontà di avere questo tipo di impianto, che doveva essere qui ed essere configurato in questo modo e la non compatibilità del contesto. Non avevano la ruota né niente. Se cambiamo il contesto, allora si. 
Io non penso a tecniche di tipo paranormale, ma se per esempio avessero avuto del ferro allora ci potrebbero essere alcune soluzioni. Il modello, così com'é non é giusto. La scienza deve accorgersi che questi modelli devono cambiare. 
E forse vanno cambiati anche quelli della civiltà intera.

Pensa che a Giza ci sia qualcosa di nascosto ?
"
Una cosa molto evidente é che, se guardiamo al simbolismo di tutti gli altri templi, ci dovrebbe essere un'altra Sfinge.
Il punto strategico della resurrezione, la porta per entrare nel mondo di Osiride - perché questo pensava l'iniziato - è fatta di due sfingi.
Io penso che la seconda nn l'abbiamo ancora trovata perché é sottoterra, così come era sotterraneo e magico il mondo di Osiride.
A parte i pozzi, penso che ci sia tutto un sistema sotterraneo che non abbiamo ancora trovato e che connetta le piramidi fra loro e con la Sfinge". 

YONAGUNI, ECCO le PROVE


Un immagine della struttura sommersa 
(per gentile concessione dell'autore)

Kimura: "Yonaguni è opera dell'uomo"
 

Ci siamo incontrati altre due volte e adesso ha cambiato la sua opinione", spiega con orientale gentilezza Kimura. E con lo stesso atteggiamento risponde anche alle critiche di un altro suo collega, il tedesco Wolf Wishmann, i cui "no" all'artificialità di Yonaguni ("Non ci sono le prove") sono finiti anche sulla tv italiana. 
"Quel geologo l' ho incontrato due volte e so che non ha mai fatto un' immersione - dice il professore - 
Nella mia esperienza la topografia è decisamente diversa Lui, per esempio, ha detto che i fori in serie erano stati causati da qualche animale, invece in sezione si vede molto bene la differenza fra buchi di origine animale e quelli prodotti da qualche utensile umano. I fori sono regolari e collegati da una fessura centrale, segno forse di una spaccatura che si voleva ottenere (e che ricorda un po' la tecnica che veniva usata per tagliare i monoliti di granito in Egitto,ndr)".
Poi Kimura, per farsi meglio capire prende un foglio e disegna. 
"Solo con un arnese si può fare una perfetta copia di quello che è stato fatto: questi fori difatti sono copie, mentre quelli prodotti da animali sono diversi e non lo sono". E aggiunge come appendice finale a tutto il discorso: "Un'ulteriore riprova è che certe parti esterne non sono monolitiche, tipo le porte ad arco o le mura difensive, ma formate da combinazioni di blocchi assortiti di diverse grandezze".
Non solo Robert Bauval.
Tra i tanti ospiti dell'ultimo simposio di San Marino, guardate un po' chi altro abbiamo scovato: Masaaki Kimura. Proprio lui, il geologo giapponese (professore all'Università di Ryukyu e specializzato in geologia marina: prima volta che viene in Italia) che ha annunciato al mondo la scoperta di Yonaguni. E cioè dei resti di quella che potrebbe essere stata una struttura lavorata dall'uomo in un epoca incompatibile con le attuali teorie sulla civilizzazione del pianeta. Scalinate regolari, piani interrotti con angoli netti, spigoli rettilinei.
Ma anche porte ad arco, percorsi che salgono e scendono, monumenti che ricordano animali, soprattutto tartarughe, incisioni e fori dall'incredibile regolarità. 
"E' una struttura artificiale vecchia di diecimila anni", sostiene Kimura che ha battuto palmo a palmo i fondali di Yonaguni in sei anni di immersioni.
Una tesi, la sua, che l'archeologia ufficiale, dopo essersi fatta venire i capelli dritti, ha liquidato in quattro e quatr'otto: "Tutto naturale, sono stati acqua e terremoti"
E pazienza se per confermare la "naturalità" di Yonaguni ha fatto comodo persino il parere di Robert Schoch, e cioè il geologo che in coppia con John Antony West disse (e dice tuttora) che la Sfinge ha più di diecimila anni.... "Ma Schoch ha detto così solo la prima volta.

Un Atlantide Nipponica ?
La domanda non lo attira più di tanto. "Non conosco la relazione fra Yonaguni e Atlantide ma la storia dello sprofondamento è simile", di limita a dire. Quanto alla presunta antichità della piattaforma sommersa, la risposta di Kimura è semplice semplice: "Io penso che sia molto antica. Per risalire a una data abbiamo misurato l'arco corallino con il Carbonio 14, dal quale si deduce che la "piramide" (Kimura la chiama sempre così, ndr) dovrebbe essere vecchia però a novemila se consideriamo l'innalzamento del livello del mare rispetto alla terraferma. 
E se infine con il Berillio 10 misuriamo la composizione altri mille anni. Facendo questi conti, alla fine, la data più attendibile è diecimila anni fa".
C'è qualcos' altro di simile nei siti archeologici giapponesi ?
"Nella costa della stessa isola di Yonaguni ci sono costruzioni molto simili di origine religiosa che abbiamo scoperto.
A Okinawa per esempio c'è qualcosa di simile a un "Gusuku" che è un misto fra un castello e un tempio, ed è considerato un sito archeologico di rilevanza mondiale. Entrambi, il "Gusuku" e la piramide, presentano gradini, scalinate che si possono percorrere in entrambe le direzioni porte ad arco, sentieri, luoghi sacri, per gli dei e monumenti sacri di pietre. La differenza è che il gusuku ha le mura di pietra, ma non monolitiche bensì tradizionali".
In Giappone i terremoti non sono rari...
"Abbiamo in effetti molti terremoti. Il mio interesse primario, come geologo, è nelle cluster movement (movimento della faglie) che sono la causa delle onde enormi degli Tsunami. La principale ragione del fatto che ci siano strutture sommerse non è imputabile però a questi movimenti, bensì al lieve innalzamento del livello del mare".
Cosa pensa della cultura che ha costruito Yonaguni ?
"E il problema fondamentale e non ancora una buona risposta. Sicuramente è stato eretto da gente che viveva a livello di conoscenze neolitco. Esistono molte culture della pietra nell'area del Pacifico, delle Filippine alla Polinesia. penso che questa civiltà mondiale sia stata interrotta dall'innalzamento dell'Oceano che ha tagliato i ponti con la terraferma dopo è rimasto sommerso. Questa è la mia idea".
E' proprio sicuro che sia artificiale ?
"L' epoca della costruzione sembra molto antica. E' avvenuta in concomitanza con la civilizzazione nel resto del mondo, come Egitto, Maya, Stonehenge. Voglio dire che non è una cultura autoctona e siegata. 
Nella parte orientale dell'Asia, così come in Cina, Indonesia, Giava e Filippine, una volta c'era l'homo erectus che ha collegato con i suoi spostamenti tuta questa area. Da un milione a mezzo milione di anni fa qui c'erano popolazioni, i cui resti fossili sono stati scoperti un po' dovunque. E dopo di loro quelli dell' homo sapiens, i cui fossili più antichi sono di 20.000 anni fa, quando il livello del mare era più basso di cento metri. 
A causa di questi abbassamenti, apparve una grande zona di terra. Anche qui emerse la zona di Yonaguni che originariamente non era un isola, ma un istmo attaccato al continente, che collegava tutto l'entroterra della Tailandia fino a Okinawa. Questa regione del Pacifico, a differenza quella polinesiana, ha poi subito scivolamenti e cluster movements".
Se Yonaguni è il tempio, la città dov'è ?
"Yonaguni è una costruzione religiosa che fa parte di un complesso più grande, con il castello e monumenti molto grandi sparsi in un raggio di diversi chilometri"
Graham Hancock ha paragonato il monolite di Yonaguni a quello di Qenyo in Perù...
"Non conosco il sito, ma ho visto un filmato. In effetti è simile".
E un altra cosa che manca sotto i faraoni. E' molto strano che di loro non abbiamo mai trovato niente. Io non penso che in un così grande disegno, molto complicato, avrebbero lasciato la cosa più importante nella Camera del Re, e cioè nel posto più facile da trovare... Per me c'è qualcosa di importante dietro la porta scoperta nel condotto nel 1993 (da Upaut, il robottino di Rudolph Gantenbrink, ndr). Questo è il luogo più sicuro del mondo". 
Piccolina però: ha la stesse dimensioni di un foglio di carta...
"Se fosse grande allora vuol dire che l'architetto avrebbe fatto un errore. Questo posto è inaccessibile per noi. Possiamo arrivarci con il robottino, ma avete visto tutti: sono passati sette anni e ancora non si è fatto niente..."
Zahi Hawass, il responsabile numero uno di Giza l'aprirà....
"OH si, ma l'ha già detto venti volte... Dice così per calmare il pubblico, poi pian piano la gente se ne dimentica. Tornando alla porta, si deve capire che la costruzione della piramide e dei condotti erano progressivi.  
Facevano un gradino alla volta, come un "Lego", e andavano su. Arrivati a livello della porta non avrebbero dovuto lasciar libero il condotto. Avrebbero potuto murarlo, così è più complicato, è pericoloso, si prendono troppi rischi: dunque vuol dire che c'è una ragione simbolica. Forse questo architetto ha fatto cosa intelligente e sicura: non si può fare come Hawass e dire che se la porta è piccola, allora dietro non c'è niente. Per questo io dico che li dietro c'è qualcosa di molto, molto importante. Il punto è che sono molti anni che penso ci sia bisogno di tanti specialisti. 
Non bastano archeologi o geologi: ci vogliono anche architetti, astronomi, filosofi, gente che capisca di religioni. 
Per me è chiaro che un progetto del genere è stato realizzato da iniziati in qualcosa di molto profondo, che prendeva dentro astrologia, esoterismo, alchimia...Invece non sento mai parlare neanche di astronomia, nonostante sia sicuro che la relazione c'è. 
Ultimamente sono arrivati alla conclusione che quello di Giza fossa un progetto sociale e culturale...
Niente di più sbagliato: quello era un progetto esoterico per mandare il faraone sulle stelle..."

Gli allineamenti stellari della Grande Piramide secondo Bauval. 

La Sfinge si taglia sullo sfondo della Piramide di Chefrem: secondo Bauval a Giza dovrebbe esistere una seconda Sfinge


Non pensa che Hawass, o chi per lui in tutti questi anni quella benedetta porta l'abbia già aperta...
"Sono stato testimone di questa possibilità per tutto il tempo che sono stato in Egitto. Mi ricordo una volta, nel 1996, che c'era una compagnia canadese che si chiamava Amtex..."
Quella di Peter Zuuring che produceva anche 
Videogiochi ?
"Si. Non sappiamo dove sia finito lui adesso. C'eravamo visti una volta a New York e mi aveva parlato che voleva mandare un robot con una telecamera, e filmare l'apertura della porta. Ho pensato che era pazzo, che sarebbe stato impossibile per lui ottenere il permesso, e invece dopo qualche mese mi ha detto che gli avevano dato l' ok. So che è andato a vedere con Hawass, che hanno provato a mandare una sonda, insomma qualche prova l' hanno fatta, anche se non penso che siano riusciti ad aprire la porta.
Forse possono essere riusciti a far entrare qualche fibra ottica, questo penso che sia possibile.
Anche Hawass infatti ha cambiato un poco atteggiamento: prima diceva che dietro la porta non c'era niente, ultimamente si è fatto più coraggioso e dice che qualcosa potrebbe esserci. Vuol dire che forse ha saputo qualcosa".

Conosce il lavoro dell'ingegnere Italiano Mario Pincherle ? Quello secondo cui la Grande Piramide racchiuderebbe lo Zed ?
"Si, ho sentito questa teoria, ma non sapevo che fosse sua. Bè, è senz'altro una teoria interessante, perché no ?, ma é una teoria. Per vedere se c'è qualcosa, il granito o una cavità, si deve fare un sondaggio, e le autorità in questo momento non danno permessi. Bisognerebbe avere il cento per cento di prove, ma come si fa se non si può vedere ? Neanche i radar sono sicuri al cento per cento. E poi è un problema politico. Non c'è uno, neanche lo stesso Hawass, che possa prendere facilmente posizione.
Le conseguenze politiche sono molto gravi. Se fanno un errore.... Pazienza le piramidi, ma scavare sotto la Sfinge può essere un rischio: chi lo prende ? In Inghilterra si dice che é un hot potato, una patata bollente..."
Se è per quello si dice così anche in Italia...
"Nessuno si vuole mischiare. Il direttore dell'Istituto tedesco delle antichità ha avuto molti problemi.  Gli ispettori che hanno appoggiato Gantenbrink anche, e lui pure. Io con lui ci parlo ogni settimana. Di sicuro possiamo dire che la c'è una porta, e se c'è una porta vuole dire che dietro c'è qualcosa di importante. Io penso che le autorità egiziane prima o poi la dovranno aprire.
La pressione mondiale è tanta. Se non è quest'anno, sarà l'anno prossimo".
Dovrebbe essere contento anche lei: così avrà il tempo di scrivere un altro libro e, come dicono i maligni, di farci dei bei soldi...
"La gente che pensa che si diventa ricchi con i libri, mah... E' vero che il mio ha venduto molto bene, ma se vendeva cinquemila copie sarei stato contento lo stesso. Io l' ho scritto quando avevo 43 anni, e non certo per fare soldi....
Potrei rispondere che ci sono molti accademici che hanno fatto moneta con le loro idee, ma preferisco non rispondere a questa critica. Io ho fatto una teoria, su una logica precisa. Adesso il problema non è più mio."

Fuori intervista c'è rimasta sul taccuino un'ultima cosa. E cioè che Robert Bauval, durante il dibattito finale con il pubblico dal palco di San Marino, ha anche raccontato un simpatico aneddoto vissuto da lui in prima persona, anni fa dentro la Grande Piramide: aneddoto che fa un po' da ciliegina sulla torta, e che dunque ci va di riportare così come l'abbiamo sentita. Succede dunque che Bauval così più o meno il racconto - arriva nella Camera del Re, dopo aver attraversato il passaggio ascendente, e dunque con tutto il peso e la stanchezza che si prova durante e alla fine del percorso.
Mentre è li che riprende fiato, spuntano un paio di turisti, di cui uno grassoccio più stanco e sudato di tutti, che chiede: dov'è il bagno ?
"dopodiché - racconta Bauval tra le risate in sala - ha cominciato a fissare in modo strano la porta del condotto che è alta circa settanta-ottanta centimetri. Io non avevo mai notato che il condotto era proprio all'altezza giusta.... Così quando sono tornato a casa, ripensando divertito a tutta questa storia, ho scritto un articolo sull'unione sessuale del faraone con le stelle. Non ci crederete, ma è stata la prima delle mie idee che gli accademici hanno trovato interessante..."
By Furio Stella  - Tratto da: Informazione - anno VII n°35