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Chi
disturba il sonno secolare dei faraoni ?, non di certo Robert Bauval.
Casomai potremmo dire che lui e i suoi libri stanno disturbando da più di
un decennio i sonni profondi dell’egittologia
mondiale. E cioè da quando questo ingegnere di 53 anni, francese ma
trapiantato in Gran Bretagna da trenta, con una mamma maltese che
gli ha insegnato benissimo I’Italiano, ha scoperto che fra le piramidi
di Giza ("Veri e propri monumenti high-tech", dice Bauval) e le
stelle della cintura di Orione esistono un bel po' di coincidenze: troppe
per non fare pensare che ci sia sotto una precisa correlazione di cui si
parla nei suoi libri, tradotti dalla Corbaccio e diventati nel frattempo
autentici best seller ("Anche se avessi venduto cinquemila copie
sarei stato contento lo stesso..."), gli abbia attirato l'ira funesta
dell'archeologa ortodossa sotto forma di una marea di critiche. "Ma
- dice Bauval - io non ho sentito ancora niente che mi dimostri che questa
teoria sia sbagliata, e che si tratti solo di una coincidenza". Vero.
E difatti ci abbiamo provato anche noi durante una pausa del simposio
mondiale di San Marino sulle origini perdute della civiltà, a
punzecchiarlo con una a caso delle tante critiche che gli sono state
rivolte in questi anni: quella che Mintaka, la terza e meno luminosa
stella della cintura di Orione, non appare poi tanto più piccola
delle altre di quanto la piramide di Micerino lo sia invece paragonata a
quelle di Cheope e Chefrem. Ma il
risultato è stato quello di farsi rispondere
da Bauval che sì, in effetti di peli nell’uovo potremmo tirarne fuori
questo e molti altri (le differenze di grado nell’angolazione dei condotti,
il loro andamento tutt’altro che rettilineo, la posizione di Gizà-Orione
rispetto al Nilo - Via Lattea, eccetera eccetera) senza però ammaccare
neanche un po' il nocciolo duro della correlazione.
"Mintaka ? Il
problema è come si misura l’intensità luminosa di una stella - ha
risposto nella fattispecie Bauval - Noi adesso, In tempi moderni, abbiamo
messo su un sistema di classificazione sulla Iuminosità apparente e
prendiamo in esame molti fattori.
Ma
a occhio nudo, dire che la meno luminosa è più piccola di metà,
trequarti o un terzo....mah, non so.
Per me questo non è
importante. Dobbiamo pensare che l'obbiettivo di questo progetto era
un obbiettivo religioso: fare a Giza un sito simbolico per la
religione dei faraoni. Non possiamo vederci solo un progetto tecnico
e scientifico. Personalmente, dovessi rappresentare queste stelle
con un disegno simbolico, ne avrei fatte due un poco più grandi
della terza. E la sola cosa che può spiegare perché c'è una
piramide più piccola e spostata secondo la diagonale è questa
logica. Questa gente, gli antichi egiziani, attraverso la
disposizione delle piramidi ci sta dicendo che il posto da dove il
faraone o la sua anima deve partire per le stelle è questo.
Abbiamo
un tunnel o una condotta dentro la piramide che é puntata verso
queste stelle. Le probabilità di avere tre piramidi come le
troviamo adesso, che ci sia la stessa configurazione nelle tre
stelle e che ce ne sia una più piccola e che l'angolo delle
piramidi con il NIlo sia come quello delle stelle con la Via lattea,
bene tutto insieme dice che non abbiamo una coincidenza.
Dunque si
tratta di un progetto deliberato".
"La
sola cosa che può spiegare perchè una piramide è più piccola e
spostata dalla diagonale è la correlazione con Orione: Non si
tratta di coincidenze ma di un progetto deliberato"
Lei
scrive che questo progetto sarebbe stato pensato 10.500 anni fa: allora gli
antichi costruttori avrebbero deciso di realizzarlo cinque-seimila anni dopo ?
"Proviamo a considerare le cose da questo punto di vista: noi siamo
adesso duemila anni dopo la morte di Cristo, e ogni anno a Natale facciamo una
celebrazione, tutti in casa o in chiesa, per una cosa che è successa duemila
anni fa, no ? Ora supponiamo tutti che questo stesso meccanismo vada avanti
ancora fra cinque-seimila anni. Il punto è che gli egiziani facevano
esattamente la medesima cosa dicendo che c'era stato un Messia, o un Cristo, e
avevano un'idea precisa di quando fosse venuto sulla terra. Come noi.
La
differenza è che loro lo hanno scritto attraverso l'allineamento astronomico.
Io non penso che le piramidi sono state costruite diecimila anni fa, penso però
che adesso ci troviamo davanti a un sito, Giza, che è la commemorazione di
questo avvenimento.
E' una data storica o astrologica ? Questa è l'unica cosa
possiamo dire. Gli egiziani dicevano che era storica, noi diciamo che è
mitologica: Forse diranno così di Cristo fra cinquemila anni: che era solo un
personaggio mitologico, mah.....Bisogna vedere tutto questo in un ottica. Io mi
sono basato sulle evidenze: ci sono le piramidi che hanno allineamenti
astronomici, e il messaggio è correlato a questa data.
Le critiche che ho
sentito non cambiano il succo del discorso. Anzi, adesso c'è anche chi dentro
il mondo accademico conferma che la relazione c'è.....
"Retrodatare
Giza, lo comprende bene, significa accettare teorie di tipo atlantideo
sull'esistenza di una passata ed evoluta civiltà: ci dirà mica che dentro
il mondo accademico stanno cominciando a considerarle ?
E lei di
Atlantide
cosa ne pensa ?
"Penso
che per me questo è un problema. Mischiare le mie teorie con quelle di
Atlantide..., be' , non era certo questo il mio scopo. Anzi, per me
sarebbe stato meglio non trovarla questa famosa data di diecimila anni fa,
ma non è che per questo uno smette di fare le ricerche. Comunque è vero:
ci sono ricerche scientifiche come Atlantide o come gli Ufo, di cui
difficile parlare, e che se le innestiamo nella polemica seriosa che il
mio lavoro ha provocato nel mondo accademico, finisce tutto.
Io lo sapete, lavoro molto con Graham Hancock, e sono sicuro che
abbiamo una civiltà perduta, che la nostra è più vecchia...Io non so
perché questo crei un problema....
Centocinquant' anni fa tutto il mondo
scientifico pensava che la terra fosse vecchia di cinquemila anni, quando
è venuto Darwin ha detto che l'evoluzione era molto più vecchia e l'
hanno preso per pazzo. io non vedo problemi a dire questo. La gente ha in
testa dei modelli, ma quando un modello non funziona più bisogna
cambiarlo. Per me è stupido far finta di non vedere"..
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Le tre piramidi di Giza fotografata dall'alto
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Le tre stelle della cintura di Orione:
correlazione evidente
("Il mistero di Orione", Ed. Corbaccio) |
Anche la
datazione tradizionale non si risolve il problema tecnologico: come
pensa che abbiano costruito le
piramidi: con le rampe, come continuano a sostenere
gli ortodossi, o con strumenti che noi ancora non
conosciamo ?
"Questo è un grande problema.
Ma non si può essere staccato dalla motivazione, che è una cosa che
molti ricercatori non prendono nella giusta considerazione. Un
progetto del genere non si fa senza che esista un grande motivo, il
più grande possibile.
Nella mia esperienza di ingegnere mi è
capitato di lavorare alla costruzione dell'Università di Riad: dieci
anni di lavoro, ottomila operai, dieci-dodici compagnie internazionali
preposte ai lavori. Il nostro problema era proprio quello di mantenere
un'organizzazione così per dieci anni, perchè in un periodo così
lungo le cose cambiano, cambia direttore, cambiano
gli orientamenti politici....
Nell'antico Egitto c'è un progetto che
ha preso molto più di dieci anni e che ha mantenuto un'organizzazione
per costruire due, tre, cinque sette piramidi. Mettendoci anche le
piramidi di Dashur fanno circa 23 milioni di tonnellate di materiale,
e non è solo una questione di massa: è l'organizzazione,
l'estrazione dei blocchi, il trasporto, lo stoccaggio, le casse e i
posti per dormire di chi ci lavora....
E' ancora più difficile che la
costruzione in sé. Poi c'è il secondo problema, e cioè come hanno
fatto.
Prendiamo la Grande Piramide: la prima cosa è l'impiantazione
della base, che è sicuramente astronomica, è ha un margine di errore
di appena tre minuti di gradi. A occhio nudo è un'operazione molto,
molto difficile.
Si deve fare l'allineamento con le stelle, e bisogna
farlo ovviamente di notte. Gli errori sono inevitabili, e per quanto
piccoli si sommano uno con l'altro. Il fatto che in un momento così
grande ci sia tutta questa perfezione dimostra che i casi sono due: o
erano davvero bravi nell'impiantare o avevamo qualcosa, strumenti
ottici immagino, che non abbiamo ancora trovato.
Un altro problema è
che la forma del sito non è livellata. Di mezzo c'è un monte. Ciò
implica un problema logico e uno pratico: se dovessi fare un progetto
oggi, andrei a cercarmi un posto già livellato, non uno così.
Perché invece gli antichi costruttori non hanno cercato di avere una base
rettangolare perfetta ? E' perché si sono presi anche il rischio di farlo
accanto a una scarpata ? Non potevamo farlo cento metri più indietro, o più a
destra ?
L' unica risposta possibile è: perché questa piramide "doveva
essere qui. In questo posto preciso, doveva esserci qualcosa di importante.
Perché c'era una ragione che va aldilà della logica. Quanto alle rampe, io
dico che si può fare, ma che ci sono problemi. Se una rampa è lineare deve
essere molto, molto grande. Vuol dire che il progetto si moltiplica due volte. E
poi dov'é ?
A New York, per sgombrare i resti delle Twin Towers, nonostante le
scavatrici e i mezzi tecnologici, hanno previsto di impiegare sei - otto mesi...
Altri dicono che le rampe erano a spirale, ma questa per me è un'idea che
proprio non va: nella pratica diventa un problema ancora più complicato. No,
qui ci troviamo davanti a due cose: la volontà di avere questo tipo di
impianto, che doveva essere qui ed essere configurato in questo modo e la non
compatibilità del contesto. Non avevano la ruota né niente. Se cambiamo il
contesto, allora si.
Io non penso a tecniche di tipo paranormale, ma se per esempio avessero avuto del ferro allora ci potrebbero essere alcune soluzioni. Il
modello, così com'é non é giusto. La scienza deve accorgersi che questi
modelli devono cambiare.
E forse vanno cambiati anche quelli della civiltà
intera.
Pensa che a Giza ci sia qualcosa di nascosto ?
"Una cosa molto evidente é che, se guardiamo al simbolismo di tutti
gli altri templi, ci dovrebbe essere un'altra Sfinge.
Il punto strategico della
resurrezione, la porta per entrare nel mondo di Osiride - perché questo pensava
l'iniziato - è fatta di due sfingi.
Io penso che la seconda nn l'abbiamo ancora
trovata perché é sottoterra, così come era sotterraneo e magico il mondo di
Osiride.
A parte i pozzi, penso che ci sia tutto un sistema sotterraneo che non
abbiamo ancora trovato e che connetta le piramidi fra loro e con la Sfinge".
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YONAGUNI,
ECCO le PROVE

Un immagine della struttura sommersa
(per
gentile concessione dell'autore) |
Kimura:
"Yonaguni è opera dell'uomo"
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Ci siamo incontrati altre due volte
e adesso ha cambiato la sua
opinione", spiega con orientale gentilezza Kimura. E con lo stesso
atteggiamento risponde anche alle critiche di un altro suo collega, il tedesco
Wolf Wishmann, i cui "no" all'artificialità di Yonaguni ("Non ci
sono le prove") sono finiti anche sulla tv italiana.
"Quel geologo l'
ho incontrato due volte e so che non ha mai fatto un' immersione - dice il
professore -
Nella mia esperienza la topografia è decisamente diversa Lui, per
esempio, ha detto che i fori in serie erano stati causati da qualche animale,
invece in sezione si vede molto bene la differenza fra buchi di origine animale
e quelli prodotti da qualche utensile umano. I fori sono regolari e collegati da
una fessura centrale, segno forse di una spaccatura che si voleva ottenere (e
che ricorda un po' la tecnica che veniva usata per tagliare i monoliti di
granito in Egitto,ndr)".
Poi Kimura, per farsi meglio capire prende un
foglio e disegna.
"Solo con un arnese si può fare una perfetta copia di
quello che è stato fatto: questi fori difatti sono copie, mentre quelli
prodotti da animali sono diversi e non lo sono". E aggiunge come appendice
finale a tutto il discorso: "Un'ulteriore riprova è che certe parti
esterne non sono monolitiche, tipo le porte ad arco o le mura difensive, ma
formate da combinazioni di blocchi assortiti di diverse grandezze".
Non
solo Robert Bauval.
Tra i tanti ospiti dell'ultimo simposio di San Marino,
guardate un po' chi altro abbiamo scovato: Masaaki Kimura. Proprio lui, il
geologo giapponese (professore all'Università di Ryukyu e specializzato in
geologia marina: prima volta che viene in Italia) che ha annunciato al mondo la
scoperta di Yonaguni. E cioè dei resti di quella che potrebbe essere stata una
struttura lavorata dall'uomo in un epoca incompatibile con le attuali teorie
sulla civilizzazione del pianeta. Scalinate regolari, piani interrotti con
angoli netti, spigoli rettilinei.
Ma anche porte ad arco, percorsi che salgono e
scendono, monumenti che ricordano animali, soprattutto tartarughe, incisioni e
fori dall'incredibile regolarità.
"E' una struttura artificiale vecchia di
diecimila anni", sostiene Kimura che ha battuto palmo a palmo i fondali di
Yonaguni in sei anni di immersioni.
Una
tesi, la sua, che l'archeologia ufficiale, dopo essersi fatta venire i capelli
dritti, ha liquidato in quattro e quatr'otto: "Tutto naturale, sono stati
acqua e terremoti"
E pazienza se per confermare la "naturalità"
di Yonaguni ha fatto comodo persino il parere di Robert Schoch, e cioè il
geologo che in coppia con John Antony West disse (e dice tuttora) che la Sfinge
ha più di diecimila anni.... "Ma Schoch ha detto così solo la prima volta.
Un Atlantide Nipponica
?
La domanda non lo attira
più di tanto. "Non conosco la relazione fra Yonaguni e Atlantide ma la
storia dello sprofondamento è simile", di limita a dire. Quanto alla
presunta antichità della piattaforma sommersa, la risposta di Kimura è
semplice semplice: "Io penso che sia molto antica. Per risalire a una data
abbiamo misurato l'arco corallino con il Carbonio 14, dal quale si deduce che la
"piramide" (Kimura la chiama sempre così, ndr) dovrebbe essere
vecchia però a novemila se consideriamo l'innalzamento del livello del mare
rispetto alla terraferma.
E se infine con il Berillio 10 misuriamo la
composizione altri mille anni. Facendo questi conti, alla fine, la data più
attendibile è diecimila anni fa".
C'è qualcos' altro di simile nei siti archeologici giapponesi ?
"Nella costa della stessa isola di Yonaguni ci sono costruzioni molto
simili di origine religiosa che abbiamo scoperto.
A Okinawa per esempio c'è
qualcosa di simile a un "Gusuku" che è un misto fra un castello e un
tempio, ed è considerato un sito archeologico di rilevanza mondiale. Entrambi,
il "Gusuku" e la piramide, presentano gradini, scalinate che si
possono percorrere in entrambe le direzioni porte ad arco, sentieri, luoghi
sacri, per gli dei e monumenti sacri di pietre. La differenza è che il gusuku
ha le mura di pietra, ma non monolitiche bensì tradizionali".
In Giappone i terremoti non sono rari...
"Abbiamo in effetti molti terremoti. Il mio interesse primario, come
geologo, è nelle cluster movement (movimento della faglie) che sono la causa
delle onde enormi degli Tsunami. La principale ragione del fatto che ci siano
strutture sommerse non è imputabile però a questi movimenti, bensì al lieve
innalzamento del livello del mare".
Cosa pensa della cultura che ha costruito Yonaguni ?
"E il problema fondamentale e non ancora una buona risposta.
Sicuramente è stato eretto da gente che viveva a livello di conoscenze neolitco.
Esistono molte culture della pietra nell'area del Pacifico, delle Filippine alla
Polinesia. penso che questa civiltà mondiale sia stata interrotta
dall'innalzamento dell'Oceano che ha tagliato i ponti con la terraferma dopo è
rimasto sommerso. Questa è la mia idea".
E' proprio sicuro che sia artificiale ?
"L' epoca della costruzione sembra
molto antica. E' avvenuta in concomitanza con la civilizzazione nel resto del
mondo, come Egitto, Maya, Stonehenge. Voglio dire
che non è una cultura autoctona e siegata.
Nella parte orientale dell'Asia,
così come in Cina, Indonesia, Giava e Filippine, una volta c'era l'homo erectus
che ha collegato con i suoi spostamenti tuta questa area. Da un milione a mezzo
milione di anni fa qui c'erano popolazioni, i cui resti fossili sono stati
scoperti un po' dovunque. E dopo di loro quelli dell' homo sapiens, i cui
fossili più antichi sono di 20.000 anni fa, quando il livello del mare era più
basso di cento metri.
A causa di questi abbassamenti, apparve una grande zona di
terra. Anche qui emerse la zona di Yonaguni che originariamente non era un
isola, ma un istmo attaccato al continente, che collegava tutto l'entroterra
della Tailandia fino a Okinawa. Questa regione del Pacifico, a differenza quella
polinesiana, ha poi subito scivolamenti e cluster movements".
Se Yonaguni è il
tempio, la città dov'è ?
"Yonaguni è una costruzione religiosa che fa parte di un complesso
più grande, con il castello e monumenti molto grandi sparsi in un raggio di
diversi chilometri"
Graham Hancock ha paragonato il monolite di Yonaguni a quello di Qenyo in
Perù...
"Non conosco il sito, ma ho visto un filmato. In effetti è simile".
E un
altra cosa che manca sotto i faraoni. E' molto strano che di loro non abbiamo
mai trovato niente. Io non penso che in un così grande disegno, molto
complicato, avrebbero lasciato la cosa più importante nella Camera del
Re, e cioè nel posto più facile da trovare... Per me c'è qualcosa di
importante dietro la porta scoperta nel condotto nel 1993 (da Upaut, il
robottino di Rudolph Gantenbrink, ndr). Questo è il luogo più sicuro del
mondo".
Piccolina però: ha la stesse dimensioni di un foglio di carta...
"Se fosse grande allora vuol dire che l'architetto avrebbe fatto
un errore. Questo posto è inaccessibile per noi. Possiamo arrivarci con
il robottino, ma avete visto tutti: sono passati sette anni e ancora non
si è fatto niente..."
Zahi Hawass, il responsabile numero uno di Giza l'aprirà....
"OH si, ma l'ha già detto venti volte... Dice così per
calmare il pubblico, poi pian piano la gente se ne dimentica. Tornando
alla porta, si deve capire che la costruzione della piramide e dei
condotti erano progressivi.
Facevano un gradino alla volta, come un
"Lego", e andavano su. Arrivati a livello della porta non
avrebbero dovuto lasciar libero il condotto. Avrebbero potuto murarlo,
così è più complicato, è pericoloso, si prendono troppi rischi: dunque
vuol dire che c'è una ragione simbolica. Forse questo architetto ha fatto
cosa intelligente e sicura: non si può fare come Hawass e dire che se la
porta è piccola, allora dietro non c'è niente. Per questo io dico che li
dietro c'è qualcosa di molto, molto importante. Il punto è che sono
molti anni che penso ci sia bisogno di tanti specialisti.
Non bastano
archeologi o geologi: ci vogliono anche architetti, astronomi, filosofi,
gente che capisca di religioni.
Per me è chiaro che un progetto del
genere è stato realizzato da iniziati in qualcosa di molto profondo, che
prendeva dentro astrologia, esoterismo, alchimia...Invece non sento mai
parlare neanche di astronomia, nonostante sia sicuro che la relazione
c'è.
Ultimamente sono arrivati alla conclusione che quello di Giza fossa
un progetto sociale e culturale...
Niente di più sbagliato: quello era un
progetto esoterico per mandare il faraone sulle stelle..."
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Gli allineamenti
stellari della Grande Piramide secondo Bauval. |
La Sfinge si
taglia sullo sfondo della Piramide di Chefrem: secondo Bauval a Giza dovrebbe esistere
una seconda Sfinge |
Non pensa che Hawass, o chi per lui in tutti questi anni quella
benedetta porta l'abbia già aperta...
"Sono stato testimone di questa possibilità per tutto il
tempo che sono stato in Egitto. Mi ricordo una volta, nel 1996, che c'era
una compagnia canadese che si chiamava Amtex..."
Quella di Peter Zuuring che produceva anche
Videogiochi ?
"Si. Non sappiamo dove sia finito lui adesso. C'eravamo visti
una volta a New York e mi aveva parlato che voleva mandare un robot con
una telecamera, e filmare l'apertura della porta. Ho pensato che era
pazzo, che sarebbe stato impossibile per lui ottenere il permesso, e
invece dopo qualche mese mi ha detto che gli avevano dato l' ok. So che è
andato a vedere con Hawass, che hanno provato a mandare una sonda, insomma
qualche prova l' hanno fatta, anche se non penso che siano riusciti ad
aprire la porta.
Forse possono essere riusciti a far entrare qualche fibra
ottica, questo penso che sia possibile.
Anche Hawass infatti ha cambiato un poco atteggiamento: prima diceva che
dietro la porta non c'era niente, ultimamente si è fatto più coraggioso
e dice che qualcosa potrebbe esserci. Vuol dire che forse ha saputo
qualcosa".
Conosce il lavoro dell'ingegnere Italiano Mario Pincherle ? Quello
secondo cui la Grande Piramide racchiuderebbe lo Zed ?
"Si, ho sentito questa teoria, ma non sapevo che fosse sua. Bè, è senz'altro una teoria interessante, perché no ?, ma é una
teoria. Per vedere se c'è qualcosa, il granito o una cavità, si deve
fare un sondaggio, e le autorità in questo momento non danno permessi.
Bisognerebbe avere il cento per cento di prove, ma come si fa se non si
può vedere ? Neanche i radar sono sicuri al cento per cento. E poi è un
problema politico. Non c'è uno, neanche lo stesso Hawass, che possa
prendere facilmente posizione.
Le conseguenze politiche sono molto gravi.
Se fanno un errore.... Pazienza le piramidi, ma scavare sotto la Sfinge
può essere un rischio: chi lo prende ? In Inghilterra si dice che é un
hot potato, una patata bollente..."
Se è per quello si dice così anche in Italia...
"Nessuno si vuole mischiare. Il direttore dell'Istituto
tedesco delle antichità ha avuto molti problemi. Gli ispettori che hanno
appoggiato Gantenbrink anche, e lui pure. Io con lui ci parlo ogni
settimana. Di sicuro possiamo dire che la c'è una porta, e se c'è una
porta vuole dire che dietro c'è qualcosa di importante. Io penso che le
autorità egiziane prima o poi la dovranno aprire.
La pressione mondiale
è tanta. Se non è quest'anno, sarà l'anno prossimo".
Dovrebbe essere contento anche lei: così avrà il tempo di
scrivere un altro libro e, come dicono i maligni, di farci dei bei
soldi...
"La gente che pensa che si diventa ricchi con i libri, mah...
E' vero che il mio ha venduto molto bene, ma se vendeva cinquemila copie
sarei stato contento lo stesso. Io l' ho scritto quando avevo 43 anni, e
non certo per fare soldi....
Potrei rispondere che ci sono molti accademici
che hanno fatto moneta con le loro idee, ma preferisco non rispondere a
questa critica. Io ho fatto una teoria, su una logica precisa. Adesso il
problema non è più mio."
Fuori
intervista c'è rimasta sul taccuino un'ultima cosa. E cioè che Robert
Bauval, durante il dibattito finale con il pubblico dal palco di San
Marino, ha anche raccontato un simpatico aneddoto vissuto da lui in prima
persona, anni fa dentro la Grande Piramide: aneddoto che fa un po' da
ciliegina sulla torta, e che dunque ci va di riportare così come
l'abbiamo sentita. Succede dunque che Bauval così più o meno il racconto
- arriva nella Camera del Re, dopo aver attraversato il passaggio
ascendente, e dunque con tutto il peso e la stanchezza che si prova
durante e alla fine del percorso.
Mentre è li che riprende fiato, spuntano un paio di turisti, di cui uno
grassoccio più stanco e sudato di tutti, che chiede: dov'è il bagno ?
"dopodiché - racconta Bauval tra le risate in sala - ha
cominciato a fissare in modo strano la porta del condotto che è alta
circa settanta-ottanta centimetri. Io non avevo mai notato che il condotto
era proprio all'altezza giusta.... Così quando sono tornato a casa,
ripensando divertito a tutta questa storia, ho scritto un articolo
sull'unione sessuale del faraone con le stelle. Non ci crederete, ma è
stata la prima delle mie idee che gli accademici hanno trovato
interessante..."
By Furio Stella - Tratto da: Informazione - anno VII
n°35
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