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Francia. Dichiarato morto,
anziano torna alla vita all'obitorio dopo 24
ore. Ora dovrà dimostrare di essere vivo.....e
cosi' ve ne sono molti altri nel mondo !
vedi anche:
Comunicazione con i
defunti
? + Chi
siamo noi ? +
Morte
cosa sei
2
? +
Premorte - 2
+
Premorte
- 3emorte
Uno studio sulla PRE morte
Kevin
Nelson dell'Università del Kentucky ha studiato
55 volontari che lo avevano già vissuto,
confrontandoli con le caratteristiche
di altri 55 "normali" e pubblicando lo studio su
Neurology di marzo 2006. Ha scoperto nei primi
55 una
tendenza maggiore della media ad attivare le
zone del cervello responsabili della fase REM
che corrisponde a quella dei
sogni. In questi, l'attivazione può accadere
anche da svegli nel 60% dei casi, mentre
nell'altro gruppo, è solo del 24%.
Si è anche scoperto che piccole stimolazioni
elettriche di una parte del cervello vicina
all'orecchio destro, fanno partire l'esperienza
di uscita dal corpo nelle persone predisposte.
Commento NdR: Forse si è cercato di
dimostrare che "chi ricorda" è un sognatore ?
Mah per caso non significa semplicemente che chi
ricorda ... ricorda veramente ?
Che
siano solo
siano il frutto di un semplice meccanismo
biochimico dell' encefalo, ci sembra poco
credibile.
Fonte: La Repubblica, 13/54/06
In
coma sentiva tutto !
S. C. catanese di 38 anni, entra in coma per
incidente 1' 11/2/03 che gli procura gravi
lesioni
cerebrali e si risveglia nel luglio 2005.
In
un'intervista, il fratello riporta le sue
affermazioni:
"I medici
dicevano che non ero cosciente ed invece sentiva
tutto. Dicevano che non ero in grado di avere
sensazioni ma io sentivo e capivo tutto".
Forse i medici non si rendono conto delle
sensazioni del comatoso, come possono capire se
un coma è
irreversibile ?
Fonte: Corriere
della Sera, 5/10/05
Test scova
coscienza malati in coma - Studio su
Lancet ha coinvolto 28 malati
ANSA - Roma, 10 Nov. 2011 - Con un semplice
elettroencefalogramma (EEG), esame di routine
per vedere l'attivita' del cervello, si puo'
identificare lo stato di coscienza latente di
pazienti considerati in stato vegetativo
permanente.
Si puo' 'ritrovare' cioe' la
coscienza "nascosta" anche quando i pazienti non
hanno reazioni a qualsivoglia stimolo.
Lo dimostra uno studio pubblicato su Lancet che
ha coinvolto 28 soggetti di cui 16
precedentemente dichiarati in stato vegetativo
permanente.
Commento NdR: … e ci voleva uno studio
per affermare cio’ ?... fin dall’antichita’ si
sa che l’essere umano ha una coscienza che passa
al
trapasso=morte per andare altrove (altro
spazio-tempo), quindi la sua coscienza lo
segue…in questo “al di la”; e’ quindi evidente
che nel Tunnel (vortice
del buco nero) del passaggio spazio
temporale, dove si posizione propriamente il
cosiddetto “coma”, la coscienza esiste e rimane
vigile ed attenta al luogo ove si trova
l’essere.
Resuscitato
Dopo tre settimane bimbo esce dal coma a
Palermo. Per i medici è un miracolo.
Fonte: II Giornale, 8/10/06
Camionista
muore per 45 e racconta dove e' stato...-
Dic. 2015
T.S è un camionista romano, andato in arresto
cardiaco per 45 minuti. 45 minuti sono un tempo
lunghissimo per un infarto.
Basti pensare che le linee guida ospedaliere
prevedono che, in seguito ad un arresto
cardiaco, si proceda ad una rianimazione per
circa 20 minuti. Superati i 20 minuti si può
dichiarare il decesso.
L’uomo, invece, è “resuscitato” dopo 45 minuti.
Tutti i giorni faceva consegne spostandosi in
tutta Italia.
Quella mattina era appena giunto da Pescara,
stava tornando presso la ditta per cui lavora,
per posare il camion, nei dintorni di Piazza
Bologna.
L’uomo, però, si è accorto di avere qualcosa che
non andava e ha subito allertato i soccorsi:
“Sono Tiziano, Vi scrivo da Via XXI Aprile. Sto
morendo per arresto cardiaco”. Queste le parole
che ha pronunciato al telefono.
Tiziano è stato rapidamente portato in ambulanza
all’ospedale più vicino, ma i medici si son
subito resi conto che era ormai troppo tardi,
un’aritmia cardiaca rapidissima “aveva ucciso”
l’uomo. “Non c’era battito, né pressione
sanguigna, né polso”, queste le parole
dell’infermiera Michela Delle Rose, che ha
vissuto la vicenda in prima persona.
Ma è in questo momento che la vicenda assume
tratti incredibili. Tiziano ha raccontato di
esser scivolato in un mondo celeste: “L’unica
cosa che mi ricordo è che ho cominciato a vedere
la luce e a camminare verso di essa”. Poi
continua: “Era la cosa più bella che avessi mai
visto e sembrava così felice. Mi ha preso il
braccio e mi ha detto: "Non è ancora il tuo
momento, tu non devi essere qui. Devi tornare
indietro, ci sono cose che ancora devi fare”.
E, incredibilmente, dopo 45 minuti il cuore del
paziente è tornato a battere dal nulla. ”Il suo
cervello è rimasto senza ossigeno per 45 minuti,
è incredibile che possa continuare a camminare”,
ha riferito l’infermiera Delle Rose. “Siamo di
fronte a un caso unico. Studieremo tutto al
dettaglio. domani verranno a Roma i colleghi
americani. Questa è "resurrezione” ha detto il
dottor Sabino Lasala. Intanto noi siamo contenti
per Tiziano e gli auguriamo, al di là del
miracolo, una pronta guarigione
Fonte: ilgiornale.it
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Studentessa muore ma si
risveglia in obitorio. Il racconto choc: “Ho
visto un Angelo che mi ha mandato indietro”
– 14/02/2014
Morire, ma solo apparentemente e poi svegliarsi
in obitorio. Uno choc per una ragazza ventenne
della Costa Rica “deceduta” durante un rischioso
intervento chirurgico. Ancor di più se la
studentessa di informatica ricorda ogni cosa:
“ho vissuto nell’aldilà, poi sono tornata nel
mio corpo”.
Una storia che ha dell’incredibile ma che è
stata riscontrata con i medici che l’hanno
operata e che Graciela H, nome della giovane,
ha condiviso sul sito Near Death Experience
Research Foundation.
Questo il suo racconto:
“Ho visto i medici che lavoravano velocemente su
di me. … Erano agitati. Hanno guardato i miei
segni vitali e mi hanno fatto una rianimazione
cardiopolmonare. Ognuno di loro ha cominciato a
lasciare lentamente la stanza. Non ho capito
perché si comportavano così. Tutto era
tranquillo.
Ho deciso di alzarmi. Solo il mio medico si
trovava ancora sul posto, guardava il mio corpo.
Ho deciso di avvicinarmi, ero in piedi vicino a
lui, sentivo che era triste e che la sua anima
soffriva. Ricordo che gli ho toccato la spalla,
poi se n’è andato. In quel momento il mio corpo
ha cominciato ad elevarsi ed elevarsi, posso
dire di essere stata trasportata da una strana
forza.
È stato fantastico, il mio corpo stava
diventando più leggero. Mentre passavo
attraverso il tetto della sala operatoria, ho
scoperto che riuscivo a muovermi ovunque
volessi. Sono stata portata in un posto dove le
nuvole erano brillanti, una stanza o uno spazio.
Tutto intorno a me era chiaro, molto luminoso e
il mio corpo si riempiva d’energia, gonfiando il
mio petto di felicità. Ho guardato le mie
braccia, avevano la stessa forma degli arti
umani, ma composte da una materia differente. La
materia era come un gas bianco mescolato con un
bagliore bianco, un bagliore argenteo, bagliore
perla intorno al mio corpo. Ero bella. Non avevo
uno specchio per guardarmi in faccia, ma io
potevo sentire che il mio viso era carino, ho
visto le mie braccia e le mie gambe, avevo un
abito bianco, semplice, lungo, fatto di luce.
La mia voce era come quella di un adolescente
mischiata con il tono di voce di un bambino.
All’improvviso una luce più chiara del mio corpo
si è avvicinata. La sua luce mi abbagliava. Egli
ha detto con una voce molto bella: «Non sarai in
grado di continuare».
Ricordo che parlavo la sua stessa lingua con la
mente, anche lui parlava con la sua mente. Ho
pianto perché non volevo tornare indietro,
allora mi ha presa, mi ha abbracciata. È rimasto
tranquillo tutto il tempo, mi ha dato forza.
Sentivo amore ed energia.
Non esiste un amore e una forza in questo mondo
comparabile a quella. Egli ha detto: «Sei stata
mandata qui per sbaglio, lo sbaglio di qualcuno.
Hai bisogno di tornare indietro. Per venire qui,
è necessario realizzare molte cose. Cerca di
aiutare più persone».
E qui finisce il racconto del suo momento
“nell’aldilà” per poi riprendere con
l’esperienza nell’obitorio.
“Ho aperto gli occhi, tutto intorno c’erano
porte metalliche, persone su tavoli di metallo,
un corpo aveva un altro corpo sulla parte
superiore. Riconobbi il posto: ero nella camera
mortuaria. Sentivo il ghiaccio sulle ciglia, il
mio corpo era freddo. Non riuscivo a sentire
nulla. Non ero nemmeno in grado di muovere il
collo o parlare. Mi sentivo assonnata.
Due o tre ore dopo, ho sentito delle voci e ho
riaperto gli occhi. Ho visto due infermieri.
Sapevo cosa avrei dovuto fare, un contatto
visivo con uno di loro. Avevo appena la forza di
sbattere un paio di volte le palpebre e l’ho
fatto. Mi è costata tanta fatica.
Una delle infermiere mi ha guardata spaventata
dicendo al suo collega: «Guarda, guarda, sta
muovendo gli occhi».
Ridendo lui ha risposto: «Andiamo, questo posto
fa paura». Dentro di me stavo urlando ‘Per
favore , non lasciatemi!’. Non ho chiuso gli
occhi fino a quando non sono venute delle
infermiere e dei medici.
Tutto quello che ho sentito è qualcuno dire:
«Chi ha fatto questo ? Chi ha mandato questo
paziente all’obitorio ? I medici sono pazzi». Ho
chiuso gli occhi quando sono stata sicura di
essere lontano da quel posto. Mi sono svegliata
solo tre o quattro giorni dopo. Ho dormito molto
per un po’ di tempo. Non riuscivo a parlare. Il
quinto giorno ho cominciato a muovere le braccia
e le gambe di nuovo.
I medici mi hanno spiegato che ero stata
mandata all’obitorio per errore…
Mi hanno aiutata a camminare di nuovo, con la
terapia. Una delle cose che ho imparato è che
non c’è tempo da perdere a fare cose
sbagliate,dobbiamo fare tutto il bene per il
nostro bene… dall’altra parte, è come una banca,
più si mette, più si otterrà alla fine”.
Tratto da: retenews24.it
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Il
fenomeno denominato Near-Death Experiences (NDE) oppure Stato di
Pre-Morte (SPM) o Esperienze di Pre-Morte (EPM), solitamente si verifica
nei soggetti che dopo aver avuto un trauma fisico che avrebbe dovuto
portarli alla morte (a causa di arresto cardiaco spontaneo, di un grave
incidente, o durante un intervento chirurgico) sono sopravvissuti.
Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate
clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco
totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale
(EEG).
Ciononostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti (a volte
anche ore, vedi il caso Rodonaia in “La pagina degli amputati), una volta
tornati alla vita, riferiscono ai medici, agli infermieri, ai parenti e
agli amici dei ricordi straordinari: mentre erano “clinicamente
morti”, avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di
quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto
distanti da quello in cui era stato collocato il corpo.
Più
precisamente, una volta “risvegliati”, hanno descritto
dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e
poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche
ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si
trovavano all’interno delle rispettive abitazioni o al lavoro.
Negli
ultimi trentacinque anni, a livello mondiale, l’interesse per queste
esperienze in ambito scientifico è stato sollevato da Raymond A. Moody
(precedentemente altri studiosi se ne erano occupati - in particolare
Frankl e Potzel - mostrando però maggiore interesse nei confronti
dell’evento morte e non per l’esperienza premortale), egli è
ritenuto il massimo divulgatore degli studi sulle NDE.
Moody fu il primo
a raccogliere dati sulle NDE, rendendoli pubblici durante le sue
conferenze e tramite i suoi libri; il primo libro, “La Vita Oltre La
Vita”, è ancora oggi un testo fondamentale per tutti coloro che si
sono occupati e si interessano del fenomeno.
In “La Vita Oltre La
Vita” Moody lanciò una sfida a tutti gli studiosi di medicina, a cui
chiedeva di impegnarsi maggiormente nelle ricerche concernenti le
esperienze vissute in punto di morte (Raymond Moody, è nato in Georgia
nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia e successivamente in
Medicina e in Psichiatria. Ha insegnato per tre anni etica, logica e
filosofia del linguaggio alla East Carolina University.
Ha anche
insegnato Psicologia al Western Georgia State College di Carrollton, un
istituto che ha un reparto di psicologia in cui si enfatizza lo studio
del paranormale. Il Western Georgia State College, non ignora la terapia
cognitiva, ma su volere del suo fondatore William Roll, sin dagli anni
Sessanta organizza corsi sui fatti inspiegabili, tra essi vi sono corsi
sull’astrologia, sulle esperienze di Pre-Morte, sui fantasmi,
unitamente a quelli sull’ipnosi, sull’auto-ipnosi e sulla moderna
psicoterapia sciamanica.
Attualmente è titolare della Cattedra
“Bigelow” per gli Studi sulla Coscienza di Las Vegas).
Da
allora molti studiosi si sono cimentati in questa ricerca e, mentre i
non addetti ai lavori erroneamente pensano che essa sia relegata al
pensiero esoterico o occultista, in realtà la questione è dibattuta
soprattutto in ambito accademico e le rare volte che sono state prese in
esame tesi esoteriche, lo si è fatto per invalidarle. I più agguerriti
contro le tesi esoteriche sono i parapsicologi che, pur ammettendo
l’esistenza di fenomeni paranormali, sono impegnati a cercarne le
cause scientifiche per poterli riprodurre in laboratorio, seguendo i
canoni della scienza empirica.
Video che spiega scientificamente cosa sono
le esperienze di PreMorte
FASI
CARATTERISTICHE del FENOMENO NDE
Di
seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze soggettive,
simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato la NDE.) e
che sono maggiormente tenuti in considerazione dai ricercatori di tutto
il mondo che operano in ambito medico, farmacologico, psichiatrico,
psicologico, psicofisiologico e parapsicologico.
Per
alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali elementi è
sufficiente per determinare la NDE, mentre per altri sono valide
le fasi evidenziate dal test elaborato da Bruce Greyson.
Sensazione
della morte
Molte
persone non realizzano immediatamente che l’esperienza che stanno
vivendo ha a che fare con la morte.
Raccontano d’essersi trovate
a fluttuare al di sopra del loro corpo, d’averlo guardato a distanza e
d’avere improvvisamente provato paura e/o imbarazzo. In questa
situazione arrivano a non riconoscere come proprio il corpo che vedono
dall’alto, spesso la grande paura iniziale cede il posto alla chiara
consapevolezza di quanto sta accadendo.
Mentre si trovano in questo
stato, le persone sono in grado di comprendere quello che medici ed
infermieri si comunicano, anche se non hanno alcuna cultura medica, ma
quando tentano di parlare con essi o con altre persone presenti, si
rendono conto che nessuno riesce a vederli né a sentirli.
Allora
cercano di attirare l’attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo
fanno, le loro mani passano direttamente attraverso il corpo del medico
o infermiera.
Dopo avere tentato di comunicare con gli altri,
generalmente provano un maggiore senso della loro identità, e a questo
punto la paura si trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.
Senso
di pace e assenza di dolore
Finché
la persona resta nel suo corpo può vivere un’intensa sofferenza, ma
quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del
dolore.
Il
tunnel
Questa
esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella
dell’abbandono del corpo (fisico).
La persona si trova di fronte ad un
tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre.
Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce
splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono
d’essere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato d’avere
visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un
altro regno.
Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nell’entrare nel
tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica
oppure un ronzio. L’esperienza del tunnel non è una particolare
scoperta degli attuali ricercatori, infatti già nel quindicesimo
secolo, Hieronymus Bosch nel dipinto che ha per titolo “Visioni
dell’aldilà:
Il paradiso terrestre - L’Ascesa all’Empireo”,
descrive quello che solitamente racconta chi ha vissuto una NDE.
Gli
Esseri di Luce
Una
volta superato il tunnel, generalmente la persona riferisce d’avere
incontrato degli “esseri” che brillano di una stupenda luce, che
permea ogni cosa e riempie il soggetto d’amore. In questa dimensione,
luce e amore sono la stessa cosa; la luce è descritta come molto più
intensa di qualsiasi altra conosciuta in Terra, non è accecante ma è
calda, stimolante, viva.
Oltre
alla intensa luce, molte persone raccontano di avere incontrato amici o
parenti (precedentemente deceduti) contraddistinti da corpi luminosi ed
eterei; di avere visto bellissime scene pastorali e città fatte di luce
la cui grandiosità è indescrivibile.
In
questa situazione la comunicazione non si svolge come al solito a
parole, ma “telepaticamente”, è una comprensione immediata.
Il
Supremo Essere di Luce
Dopo
avere incontrato diversi esseri di luce, generalmente, la persona
“clinicamente deceduta”, incontra un essere che definisce il “Massimo Essere di Luce”. Chi ha avuto un’educazione cristiana
spesso lo identifica con Dio o Gesù; coloro che professano altre fedi
lo chiamano Buddha o Allah. Gli atei riferiscono che non si tratta di
Dio e neppure di Gesù, ma è un essere sacro.
Tutte le persone
dichiarano che si tratta di un essere che emana amore e comprensione
assoluti.
Quasi tutte le persone dicono di avere desiderato di restare
per sempre con lui, desiderio che però non può essere soddisfatto e,
solitamente, uno degli esseri di luce (parenti defunti ecc.) o il
Massimo Essere di Luce, dopo che il soggetto ha riesaminato la sua
intera vita, lo invita (o gli ordina) di rientrare nel suo corpo
terreno.
Visione
panoramica della vita
Quando
ciò avviene non vi sono più contorni materiali, ma solo una visione
panoramica a colori e a tre dimensioni, di ogni singola azione compiuta
dal soggetto in stato di NDE, durante la vita. Solitamente questa
situazione si verifica nella prospettiva di una terza persona, non si
svolge nel tempo da noi conosciuto ma l’intera vita del soggetto è
presente contemporaneamente.
In questa condizione si rivedono le azioni
buone e cattive compiute fino a quel momento, e si percepisce
immediatamente l’effetto che esse hanno procurato sul prossimo.
Durante tutto il tempo in cui il soggetto riesamina la sua vita,
l’Essere di luce gli resta accanto, gli pone delle domande (ad esempio
che cosa ha fatto di bene nella sua vita), l’aiuta a compiere la
revisione e a sistemare (in prospettiva) tutti gli eventi della sua
vita. Le persone che hanno vissuto una NDE si convincono che la cosa più
importante della vita è l’amore, seguito (per la maggior parte di
loro) dalla Conoscenza.
Mentre i sopravvissuti rivedono i momenti della
loro esistenza in cui hanno imparato qualcosa, l’Essere di luce
sottolinea che, oltre all’amore, una delle cose che si può portare
con sé al momento della morte è la conoscenza. Generalmente quando la
persona torna in vita, ha un gran desiderio di approfondire le sue
conoscenze intellettuali, spesso diventa un avido lettore anche
se, nel suo recente passato, non amava studiare, oppure si iscrive a
corsi che gli permettono di approfondire argomenti da lui mai prima
trattati.
Rapida
ascesa al cielo
Non
tutte le persone che hanno vissuto una NDE fanno l’esperienza del
tunnel, alcune invece raccontano d’essersi sentite fluttuare, di
essere salite rapidamente al cielo e di aver visto l’universo dalla
stessa prospettiva dei satelliti e degli astronauti.
Riluttanza
a tornare in vita
L’esperienza
di Pre-Morte è talmente piacevole che molte persone non vorrebbero
tornare indietro e, spesse volte, sono molto adirate con i medici che le
hanno fatte ritornare. E’ però una reazione momentanea e, solitamente
dopo una settimana (anche se rimpiangono lo stato di beatitudine vissuto
durante la NDE), sono felici d’avere avuto l’opportunità di
continuare a vivere.
La maggior parte delle persone riferisce che, se
avesse dovuto pensare solo a se stessa, sarebbe rimasta nell’altra
dimensione.
Tutti dichiarano che sono ritornati per amore dei loro
bambini oppure per i genitori o i coniugi.
Differente
percezione spazio - temporale
Tutte
le persone che hanno sperimentato l’esperienza di Pre-Morte raccontano
che in quella dimensione il tempo è notevolmente compresso e
assolutamente diverso da quello segnato dagli orologi; spesso viene
descritto come l’esperienza o il senso dell’eternità. Durante la
NDE, generalmente i confini imposti dallo spazio nella vita quotidiana
scompaiono. Infatti, se la persona (ritenuta da medici ed infermieri
morta) vuole recarsi in uno specifico posto, può farlo semplicemente
pensando di esservi.
Alcuni soggetti hanno riferito che, mentre si
trovavano fuori dal corpo ed osservavano il lavoro svolto dai medici
nella sala operatoria, se volevano vedere i loro parenti, era
sufficiente che desiderassero spostarsi nella sala d’aspetto o
raggiungere l’abitazione o il luogo in cui si trovavano.
Tratto da:
vspace.it
http://www.nderf.org/Italian/
+
http://members.tripod.com/~ufocun/oobe.htm
http://users.pandora.be/limen/ndeurope/articles/artsanmarino.html
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ANALISI del fenomeno Pre-Morte
L'analisi delle esperienze di pre-morte e
l'inconsistenza delle interpretazioni
materialistiche classiche Per cercare di
inquadrare le esperienze di pre-morte in uno
schema riduzionistico e scientista si sono
elaborate finora due teorie.
La prima é quella che chiama in causa delle
disfunzioni cerebrali che avverrebbero quando un
uomo sta morendo; secondo tale teoria il
cervello produrrebbe delle sostanze chimiche che
sarebbero responsabili dell'esperienza di
pre-morte, vista in questo caso come una sorta
di allucinazione. In effetti esperienze molto
simili a quelle di pre-morte possono essere
sperimentate in seguito all'assunzione di
sostanze allucinogene naturali o artificiali, ad
esempio la ketamina (utilizzata come principio
attivo dei farmaci antidolorifici) e l'ibogaina
(alcaloide estratto dalla pianta eboga ed
utilizzata da milioni di centroafricani aderenti
alla società Bwiti).
Se la propria filosofia di riferimento é quella
scientista è comprensibile che si cerchi in ogni
maniera possibile una spiegazione del fenomeno
all'interno di tale schema interpretativo, e
quindi si ritenga che l'intossicazione causata
da farmaci e droghe come la disfunzione
cerebrale causata dalla cessazione delle
attività vitali porti a sperimentare
allucinazioni dello stesso tipo.
Il primo problema
che presenta una tale teoria é però che tutte le
persone, a prescindere dal sesso, dall'età,
dall'etnìa e dalla provenienza geografica,
riferiscono esperienze che ripercorrono uno
schema fin troppo simile: la sensazione di
percepire Sè stessi come esseri disincarnati, di
uscire dal proprio corpo e di guardarlo
dall'alto in basso, di attraversare un tunnel
luminoso, di ritrovarsi in una sorta di altra
dimensione dell'esistenza (l'aldilà) e di
ricongiungersi con amici e parenti deceduti.
Non é facile
spiegare come mai il nostro cervello debba
essere stato programmato ad avere allucinazioni
di questo tipo ogni volta che si trovi in uno
stato di sofferenza pre-morte o di
intossicazione da certe sostanze psico-attive.
Se poi ci riferiamo al modello evoluzionista
dominante del neo-darwinismo (il quale, come ho
già spiegato, non é assolutamente attendibile)
si dovrebbe immaginare una sorta di vantaggio
adattivo collegato allo sviluppo della capacità
di percepire tali visioni. E quale sarebbe tale
vantaggio, ad esempio nel caso dell'esperienza
di pre-morte, se subito dopo l'organismo cessa
di vivere ?
La teoria scientista
che vede l'esperienza di pre-morte come una
sorta di allucinazione dovuta ad un malessere
(disfunzione cerebrale dovuta al deterioramento
delle capacità cerebrali in prossimità della
morte ovvero intossicazione da sostanze
psico-attive) non riesce certo a spiegare
l'uniformità delle visioni/allucinazioni di
persone di qualsiasi provenienza geografica e
appartenenti ai più disparati contesti
culturali.
Tale teoria non riesce tanto meno a
spiegare come mai in prossimità della morte le
persone che vivono un'allucinazione invece di
avere visioni inerenti a qualche esperienza o
desiderio del tutto personale sognano tutte di
quel tunnel di luce.
Appellarsi al caso,
alla coincidenza fortuita, lo sappiamo bene, é
una delle patetiche strategie che i negazionisti
delle esperienze paranormali utilizzano nel
tentativo di arrampicarsi sugli specchi, anche
se sono poi contraddetti dagli esperimenti.
"Curiosamente" la stessa strategia viene
utilizzata da chi cerca di spiegare la nascita e
l'evoluzione della vita sul nostro pianeta
nonostante sia noto che l'aggregazione casuale
degli elementi di cui é composto il più piccolo
e semplice dei batteri procarioti.
Una debole stampella
a tale teoria puramente fisiologica, potrebbe
venire dall'interpretazione psicologica secondo
la quale le visioni che gli esseri umani
sperimentano durante le esperienze di pre-morte
(o NDE) rappresenterebbero un meccanismo
inconscio di difesa dall'atavica paura della
morte basato sull'elaborazione di immagini
rassicuranti quali il tunnel, la luce,
l'incontro coi cari estinti.
Ancora una volta
bisognerebbe comprendere come mai ogni uomo (di
qualunque età, sesso, estrazione culturale e
provenienza geografica) in condizioni di
pre-morte dovrebbe attuare gli stessi meccanismi
di difesa psicologica; saremmo quindi portati a
concludere che tali meccanismi psicologici
dovrebbero essere geneticamente determinati
ritrovandoci ancora una volta a chiederci quali
vantaggi potrebbe rappresentare (all'interno
della visione scientista dell'evoluzionismo
darwiniano) lo sviluppo di un tale programma di
protezione psicologica attuato in punto di morte
e quindi svincolato dalla selezione naturale e
dalla trasmissione di un cambiamento adattivo
alle generazioni successive.
Se proprio volessimo
dare credito all'interpretazione psicologica
dovremmo al contempo negare ogni valore
all'evoluzionismo neo-darwinista e abbracciare
uno schema evoluzionistico completamente
differente nel quale si prendono in
considerazioni le scoperte della nuova biologia
che ridanno forza alle intuizioni di Lamarck e
soprattutto i campi morfici ipotizzati da Rupert
Sheldrake.
Per altro come osserva giustamente Stefano
Beverini nel suo interessante articolo Riscontri
oggettivi nella fenomenologia soggettiva delle
near deth experiences:
A complicare
ulteriormente le cose, però, vi sono le
esperienze di N.D.E. nei bambini, come quelle
raccolte da Melvin Morse e da Raymond Moody.
Tale argomento assume un significato del tutto
singolare. I bambini, infatti, pur essendo privi
delle costruzioni mentali degli adulti e non
avendo quindi ben chiari i concetti di vita,
morte e aldilà, stranamente riferiscono
esperienze simili e analoghe a quelle degli
adulti medesimi, e questo sin dalla più tenera
età. E tutto ciò è alquanto strano, considerando
che la percezione della morte nei bambini
dovrebbe essere diversa. Ciò escluderebbe
l'ipotesi dei meccanismi di difesa e delle
proiezioni di fantasie.
A proposito delle
NDE nei bambini traggo dal sito ildiogene.it
queste altre interessanti informazioni.
Dobbiamo soprattutto al pediatra americano
Melvin Morse la raccolta di numerosi casi di
tali esperienze che riguardano bambini dai 3
agli 11 anni.
Morse, inizialmente scettico su una
interpretazione extra-corporea del fenomeno,
dopo aver studiato molta della letteratura
disponibile sull'argomento, e dopo aver
esaminato molti casi di NDE nei bambini, giunse
alla conclusione che le diverse spiegazioni
tendenti a ricondurre le esperienze ai fenomeni
fisici del cervello erano inadeguate.
Secondo Morse, il fatto che un bambino
clinicamente morto sia in grado di raccontare (a
parole o con disegni) con ricchezza di
particolari le diverse fasi della sua
rianimazione, di descrivere le persone che si
sono avvicendate accanto a lui, o addirittura di
descrivere i nonni, morti prima della sua
nascita, avendoli incontrati mentre era del
tutto incosciente, chiama in causa una realtà
diversa da quella a cui siamo abituati.
In ogni caso la
teoria fisiologica e quella psicologica sono
state da tempo contraddette, o meglio
falsificate (secondo l'accezione popperiana)
dalla registrazione di alcune esperienze di
pre-morte nelle quali le persone
"momentaneamente-morte" vedono ciò che
fisicamente non potrebbero mai vedere, sia che
di quanto accade in prossimità del proprio corpo
che di quanto avviene in altri posti distanti,
con manifestazioni di chiaroveggenza.
Prendiamo ad esempio
il caso di una donna che ha vissuto
un'esperienza di pre-morte durante un'operazione
per l'ernia all'Ospedale dell'Università della
Florida:
"All'improvviso, mi parve di destarmi, e mi
trovai come fluttuante all'altezza del soffitto.
Mi sentivo benissimo, anche se un po' eccitata
al pensiero di poter osservare ciò che i
chirurghi si apprestavano a fare. [descrive
accuratamente lo svolgersi dell'intervento].
Chi
aveva parlato, ricorrendo a termini tecnici che
non ricordo, gridò che stava succedendo qualcosa
e che la mia respirazione si era paurosamente
rallentata. Pronunciò parole come arresto o
blocco. Poi quasi urlò: 'Chiudere!'. A quella
specie di ordine affrettarono le operazioni,
tolsero pinze e divaricatori e presero a cucire
in fretta l'incisione (.). A quel punto mi recai
nella hall.
Mi trovavo certamente a ridosso del
soffitto, perché distinguevo con chiarezza le
lampade fluorescenti. Da allora in poi non
rammento altro, salvo il fatto di essermi
destata in un'altra stanza. Accanto a me scorsi
uno dei medici che mi avevano operata; non
l'avevo mai visto prima, ma lo riconobbi
subito." [Dal libro "Dai confini della vita"
(Longanesi, 1983) del cardiologo americano
Michael Sabom che ha raccolto tale
testimonianza, citato nell'articolo
la_vita_dopo_la_vita di Carlo De Carli su
questotrentino.it]
Un tipico caso di
chiaroveggenza in uno stato di pre-morte é
quello riferito da Raymond Moody:
"Ero gravissimo, in punto di morte per problemi
di cuore, e contemporaneamente, in un altro
reparto dell'ospedale, mia sorella stava morendo
di coma diabetico. Lasciai il mio corpo e mi
spostai in un angolo della stanza, da dove
vedevo tutto dall'alto. Improvvisamente, mi
trovai a chiacchierare con mia sorella, che si
trovava lassù insieme a me, e alla quale ero
molto legato.
Eravamo nel pieno di una
conversazione su quel che accadeva laggiù,
quando lei cominciò ad allontanarsi. Cercai di
seguirla, ma lei continuava a dirmi di restare
dov'ero. 'Non è la tua ora' - mi disse - Non
puoi venire con me, perché non è ancora il
momento'.
E cominciò a retrocedere lungo un
tunnel, lasciandomi solo. Quando mi svegliai,
dissi al medico che mia sorella era morta.
Dapprima negò, ma poiché insistevo, mandò un
infermiere a controllare: come ben sapevo, mia
sorella era morta".
Elisabeth
Kubler-Ross, psichiatra svizzera che esercitava
la sua professione negli Stati Uniti si é
interessata molto al fenomeno delle NDE negli
anni '80, studiando anche quello che avveniva
alle persone cieche che sperimentavano la
pre-morte, scoprendo che sia i ciechi dalla
nascita che le persone diventate cieche in un
periodo successivo percepivano perfettamente la
realà esterna durante le esperienze di
pre-morte.
Sappiamo benissimo
come a categoria degli psichiatri sia
generalmente legata allo scientismo ed alla sua
visione materialistica della realtà, eppure la
Kubler-Ross non ha remore ad ammettere che:
"Abbiamo interrogato molte persone cieche che ci
raccontarono la loro esperienza di pre-morte.
Non solo seppero dirci chi era entrato per primo
nella stanza, chi si diede da fare per la
rianimazione, ma ci descrissero in dettaglio il
vestiario dei presenti".
Dal libro La morte e la vita dopo la morte di
Elisabeth Kubler-Ross, Ed. Mediterranee, 1991.
Simili testimonianze
tolgono ogni validità alle interpretazioni
puramente materialistiche del fenomeno delle NDE
in quanto siamo costretti ad accettare quanto
meno che l'avvicinarsi della morte (così come
l'ingestione di alcune sostanze psico-attive) fa
sì che la mente umana acceda a delle sue
potenzialità extrasensoriali. Ma se siamo così
costretti a dare credito alla reale esistenza
delle capacità extrasensoriali dovremmo anche
pensare che le visioni di quell'aldilà ove le
anime si sentono colme di benessere e ritrovano
i loro cari estinti.
L'unica scappatoia
praticabile consisterebbe nell'ipotizzare che la
sofferenza cerebrale in prossimità della morte,
così come l'ingestione di alcune droghe, alteri
la chimica del nostro cervello in maniera tale
da rendere possibili delle reali esperienze
paranormali ma generando anche alcune
allucinazioni assolutamente irreali.
Piuttosto che
praticare simili percorsi tortuosi
arrampicandoci sugli specchi, ritengo sia molto
più semplice e realistico ammettere che esiste
un qualcosa (che lo si chiami anima, coscienza
disincarnata, corpo astrale o spirito) che non é
fisico (nella comune accezione di tale parola) e
che pur essendo associato al nostro corpo se ne
può anche distaccare non solo in occasione della
morte, ma anche in seguito all'ingestione di
alcune sostanze, nonché durante le esperienze di
pre-morte ed altre esperienze extra-corporee
(dette spesso OBE, ovvero Out of Body Experience,
Esperienze Fuori dal Corpo).
Una via per intraprendere tali esperienze di
viaggio fuori dal corpo sono anche i sogni
lucidi, che spesso permettono di sperimentare
delle esperienze extra-corporee, come spiega
anche T.W. Rinpoche nel suo libro Lo yoga
tibetano del sogno e del sonno, ma c'è anche chi
propone degli esercizi e delle pratiche ben
precise per sperimentare i viaggi fuori dal
corpo o viaggi astrali.
Carlos Castaneda nei
suoi libri racconta di come lo sciamano Don Juan
lo abbia iniziato a sperimentare visioni ed
esperienze extra-corporee dapprima tramite la
somministrazione di droghe e poi tramite
l'addestramento nella cosiddetta "arte del
sognare" (il collegamento coi sogni lucidi è
ovviamente immediato), ma molto più interessante
reputo al proposito il libro Sciamani di Graham
Hancock, alla cui disanima saranno dedicati
alcuni prossimi articoli.
Tratto
da:
scienzamarcia.blogspot.com
Commento NdR:
quello che mi pare notevolmente strano e' che,
coloro che fanno queste ricerche, non hanno
ancora compreso che il
cervello e' una radioTV ricetrasmittente e
quando il
pH, lo
rH,
ro' del
liquido rachidiano cambiano, cambiano anche
le frequenze di ricetrasmissione per le quali e'
"tarato" il nostro cervello,
o meglio sono tarati
i cromosomi del DNA cerebrale,
infatti e' tarato
per le frequenze terrestri; quando per certe
condizioni particolari, tipo droghe,
intossicazioni, mancanza di ossigeno, esso si
di-sintonizza dalle frequenze terrestri e si puo' sintonizzare su altre frequenze
(dimensioni) presenti in questo
UniVerso e quindi sente, vede, partecipa
alle dimensioni con le quali e' ri-sintonizzato
nel nuovo stato.
Nelle condizioni di
preMorte, il cervello riceve meno ossigeno,
quindi esso varia le frequenze per le quali fino
a quel momento era "tarato" e si sintonizza
sulle nuove frequenze verso le quali l'Ente-Essere/energetico
deve recarsi distaccandosi dal corpo fisico, che
rimane sulla Terra e viene riciclato in essa, e
quindi vede, sente, partecipa agli Esseri che
gia' sono presenti in quelle dimensioni; se non
muore definitivamente, ritorna del corpo e
racconta persino cio' che hanno detto, fatto
coloro che erano vicino al suo corpo e che
credevano fosse gia' morto definitivamente,
lasciandoli di stucco perche' cio' che racconta
su di loro erano realta' vere.
Pubblicazioni utili:
- N.O. Jacobson "Vita dopo la morte?", Milano,
1975;
- R.A. Moody jr. "La vita oltre la vita",
Milano, 1975;
- R.A.Moody jr. "Nuove ipotesi su la vita oltre
la vita", Milano, 1977;
- R.A.Moody jr. "Luce oltre la vita", Milano,
1989;
- P.Vigne "La vita dopo la morte", Milano, 1988;
D.Scott Rogo "La mente fuori dal corpo", Milano,
1979;
- A. Sotto-Virina Oberto "Oltre la soglia
dell'aldilà, Milano 1979;
- C. Green "Out of the body experiences", 1976;
- R. Crookall "Case book of astral projection"
1972; C. G. Jung "Ricordi-sogni-riflessioni",
Milano, 1965.
Video che illustra come si e' gia'
fotografato il campo energetico emanato
dall'Uomo, animale, vegetali ecc.
Per i particolari della parola stessa vedi su:
ANI + MA
(Definizione) +
Anima 2
+
Anima 3
+
Anima
4
Vite precedenti -
Reincarnazioni ? +
Bambini che ricordano le loro vite passate
La PROVA
della Reincarnazione - video importante
!
vedi
Morte
cosa sei
?
+
Sintesi +
Conclusione
+
Volete vivere per sempre ? +
Definizione della parola Eutanasia
+ Consenso Informato + Dissenso informato +
Riforma sanitaria
Continua in:
Premorte - 2
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Premorte
- 3
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