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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ESPERIMENTI
"DIMENTICATI" dalla Scienza ufficiale
 

Nel 1820 nasce in Inghilterra John Tyndall che da grande diverrà un noto professore in fisica molecolare, radiazioni acustiche e termiche; egli esegui alla fine del 1800 un esperimento di cui si conosce poco.

Tyndall è stato uno scienziato di fama, direttore del Royal Institute, Presidente della British Association, discepolo e confidente di Michael Faraday.
L’esperimento:
Tyndall riempi un tubo di vetro da esperimento, con dei vapori di determinati acidi, ioduri e nitrati; messo il tubo in posizione orizzontale in modo che il suo asse fosse in parallelo con un fascio di luce elettrica o solare; esegui alcune regolazioni per ottenere reazioni da parte dei vapori del tubo. Gradualmente si formarono delle nuvolette di vapori che iniziarono a creare immagini tridimensionali, colorate di: animali, piante, figure geometriche di sfere, cubi, piramidi, ad un certo punto, Tyndall stupefatto e sbalordito, vide formarsi una testa di serpente e quando la bocca della testa si apri ne emerse una nuvoletta che formò una lingua perfettamente definita; appena questa si dissolse, si formò un pesce perfettamente e completamente formato.
Il commento di Tyndall oltre che di stupore, fù: “i due  lati del corpo dell’animale furono mostrati perfettamente, e non esisteva il minimo particolare puntiforme, a spirale, a disco, su un lato della figura, che non esistesse anche sull’altro”.

Questa duplicità, come la descrive Tyndall fornirebbe una certa credibilità all’esperimento.
Il fatto che ogni dettaglio fosse gemello nella duplicità dell’immagine fedelmente riprodotta, cioè entrambi gli occhi, le orecchie, ecc., ha suggerito che l’immagine veniva generata di proposito e non  per un semplice evento casuale e che essa era il prodotto dell’unione di due “forze” complementari (che noi chiamiamo E+ ed E- ndr) con le rispettive in-form-azioni “nascoste” all’interno della materia più sottile (vapori).
Sarebbe interessante riscontrare questo esperimento e vedere se è possibile, variando la focalizzazione, la posizione degli assi e l’intensità dei fasci di luce,  ottenere la sintonizzazione a piacere di determinate immagini piuttosto che aspettare ciò che compare.

Un altro esperimento simile: “La fenice che rinasce dalle sue ceneri”
Thomas Brown, fisico e scrittore del XVII secolo, chiamò questo esperimento “Palingenesi”….la reindividualità di una pianta incenerita.
L’esperimento:
Dopo aver incenerito una piantina, egli separò i sali dalla cenere e dopo una “speciale fermentazione” mise i sali in una fiala di vetro e riscaldando le braci, a debole temperatura, vide apparire la forma e l’idea stessa della pianta, immagine che svanì velocemente una volta che il calore venne rimosso dal fondo del vetro.

Un testimone all’esperimento riferisce:
…dopo aver tramite calcinazione separato i sali dalla cenere e depositati i sali in una fiala di vetro, agì su di essa (la reazione) di un composto chimico, ancora nella fermentazione assunsero una gradazione bluastra  e spettrale.
Questa polvere, una volta eccitata dal calore, si distribuì verso l’alto nella sua forma primitiva; per simpatia le parti
(E+ ed E-, ndr) si unirono e mentre ognuna ritornava nei suoi punti destinati, potemmo vedere distintamente lo stelo, le foglie e lo sbocciare del fiore; si trattava del pallido spettro del fiore che sorgeva lentamente dalle sue ceneri. 
Come il calore diminuì, la magica scena si dissolse, finché l’intera materia precipitò caoticamente di nuovo sul fondo. Questa fenice vegetale giaceva quindi “nascosta” nelle sue fredde ceneri