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Uno
STUDIO METTE in LUCE Una REALTA' SCONOSCIUTA: Le
VITE PARALLELE
- DESTINI
CLONATI - Feb. 1998
Sono
state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente
estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da
quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che
vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di
noi ha un "sosia", un altro che vive la nostra stessa vita
come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del
destino.
Lo
studioso J. Goodavage è riuscito a raccogliere, in molti anni di
lavoro, numerose vicende degne di essere analizzate a fondo.
Egli ha
infatti, in diversi casi, riscontrato un notevole parallelismo tre le
vite di persone, anche molto lontane tra loro, o comunque che ignoravano
ognuna l'esistenza dell'altra.
Le coincidenze prese in esame sono a
volte davvero sorprendenti, non rientrano nel normale ordine delle cose. Goodavage, nel suo libro "Astrology: The Space Age Scienze",
racconta, ad esempio, di numerosi aspetti in comune tra la vita e la
morte di due individui: Donald Chapman e Donald Brazill, entrambi nati
il 5 settembre del 1933, il primo, nella cittadina di Eureka e, il
secondo, a Ferndale in California.
Una
domenica mattina del 10 settembre 1956, esattamente cinque giorni dopo
il compleanno di Chapman e di Brazill, i due giovani guidavano la
propria auto sulla statale 101 a sud di Eureka e ritornavano alle
proprie abitazioni.
Avevano riaccompagnato le proprie fidanzate,
ciascuna delle quali risiedeva nella città dell'altra, quando,
improvvisamente, si scontrarono frontalmente con le proprie auto morendo
sul colpo. I certificati di morte indicano che tutti e due morirono per
le gravi ferite riportate alla testa.
Un
caso altrettanto evidente di parallelismo, narrato sempre da Goodavage,
riguarda due donne nate nello stesso giorno e aventi lo stesso nome ma
senza alcun rapporto di parentela: Edna Hanna e Edna Osborne.
Nel 1939,
nell'ospedale di Hackensack nel New Jersey, tutte e due partorirono,
nello stesso istante, due bambine, a cui diedero lo stesso nome:
Patricia Edna. Goodavage, interrogate le due donne, scoprì dell'altro.
I
loro mariti svolgevano lo stesso lavoro ed erano proprietari di
un'automobile della stessa marca e di identico colore.
Entrambe le
coppie si erano sposate esattamente tre anni e mezzo prima, nello stesso
giorno. I due uomini erano nati nello stesso anno, mese e giorno;
identica circostanza per le loro mogli. Le due donne avevano i capelli
castani e gli occhi azzurri, la stessa altezza e lo stesso peso.
Entrambe le coppie avevano comprato nello stesso giorno un cane a cui
avevano dato il nome di Spot.
Esistono
molti altri casi ancora in cui le vite di alcuni individui presentano
somiglianze impressionanti.
L' 8 novembre del 1981 "Il Giornale
d'Italia" riportò un fatto incredibile relativo alla morte
contemporanea di due fratelli.
Ada e Guido P. cessarono di vivere alla
stessa ora, in circostanze analoghe e per cause identiche.
I fratelli
morirono l'uno distante dall'altro circa 300 chilometri. Il professore
Guido P. docente alla "Normale" di Pisa con la sua
"127" nei pressi di Pisa, causa un probabile malore, perde il
controllo dell'auto e va a schiantarsi contro un albero. Soccorso, muore
prima di arrivare in ospedale, sono le tredici. Alla stessa ora, a
Milano, sua sorella Ida, pure insegnante, mentre guida la sua auto
veniva colta da un malore e andava a sbattere violentemente contro un
albero, morendo.
Non
meno sconcertante è il caso narrato dal professor T. Bouchard
dell'Università del Minnesota sul "Corriere del Medico"
del 12 giugno del 1980. I gemelli Jim Springer e Jim Lewis erano stati
adottati da due famiglie dell'Ohio e nessuno dei due sapeva
dell'esistenza dell'altro. Entrambi si laurearono in legge e iniziarono
a lavorare part-time come aiuto sceriffo.
Tutti e due scelgono la
Florida per trascorrere le ferie. Acquistano un cane che chiamano Toy.
Le loro mogli si chiamano, entrambe, Linda. Divorziati, sposano due
ragazze di nome Betty. I figli si chiamano James Allan. Fumano le stesse
sigarette e si intendono tutti e due di falegnameria.
Un
altro fatto che merita di essere raccontato si è verificato
recentemente in Germania. Franz Block, un professore tedesco, si è
accorto con raccapriccio di essere venuto in possesso, casualmente, di
una macchina fotografica, che getta il malocchio alle persone ritratte
con essa. Il signor Block ha scoperto che dei dieci amici fotografati:
sei erano morti in incidenti stradali, uno in un incendio, due annegati
mentre erano a pescare con la barca e il decimo morto strozzato da un
ossicino del pollo che stava mangiando.
La
scoperta più agghiacciante il professore l'ha fatta quando, indagando
per curiosità su uno dei tanti passanti che apparivano per caso sulle
foto, ha saputo che era stato stroncato, due giorni dopo la foto, da
un'emorragia cerebrale. Franz Block ha subito donato l'apparecchio
fotografico ad alcuni studiosi di parapsicologia e, terrorizzato, ha
detto: "Questa macchina fotografica è stata fabbricata dal
diavolo in persona e viene direttamente dall'inferno".
Misteri
analoghi a quelli finora raccontati costellarono persino la vita e la
morte dei presidenti americani Abraham Lincoln (1809-1865) e John
Fitzgerald Kennedy (1917-1963). Si racconta inoltre che Lincoln appaia
sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e pare, infatti,
che sia apparso anche a John Kennedy il giorno prima di partire per
Dallas, sua ultima fatale visita.
Tantissime e straordinarie furono le
coincidenze, che costellarono la vita e la morte di questi due
presidenti. Troppe, per essere sbrigativamente attribuite al caso.
Innanzitutto,
Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni
dopo, nel 1960.
Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della
moglie. Anche Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua
moglie, e di venerdì. Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due
furono colpiti da dietro e alla nuca.
Subito dopo l'attentato,
ricevettero i primi soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy
morirono senza riprendere conoscenza.
Oltre
ai particolari della morte in comune, ne esistono altri. La moglie del
presidente Lincoln perse un figlio, mentre risiedeva alla Casa Bianca.
La stessa cosa accadde alla moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy
avevano avuto 4 figli e, al momento della loro uccisione, solo 2 di
questi erano vivi. Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato
nel 1808. Il vice di Kennedy si chiamava, pure, Johnson ed era nato nel
1908, a distanza di 100 anni esatti dall'altro.
L'assassino
di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed era nato nel 1839.
L'assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald, era nato nel 1939, 100 anni
dopo l'altro. E', pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle
lettere che compongono nome e cognome dell'assassino di Lincoln dà 15
come totale e così è anche per l'assassino di Kennedy.
Ma
le coincidenze straordinarie non finiscono qui. John Wilkes Booth e Lee
Harvey Oswald erano entrambi sudisti.
Tutti e due i presidenti avevano
condotto aspre battaglie per i diritti civili dei negri: Lincoln con il
Proclama di Emancipazione e Kennedy con la legge sui Diritti Civili. Al
momento dell'attentato Lincoln e Kennedy si trovavano assieme, oltre
alle proprie mogli, ad una coppia di amici. Per quanto riguarda le
coppie di amici, le donne rimasero illese, gli uomini furono feriti
dagli attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865 e il governatore
Connally nel 1973).
Il
segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di dissuadere il
presidente dall'andare a teatro quella sera.
La segretaria di Kennedy si
chiamava Lincoln e, anche lei, tentò di convincere il presidente a non
andare a Dallas.
Un altro fatto abbastanza singolare è che il marito
della donna si chiamava Abraham, come Lincoln.
Quando avvenne
l'attentato, Kennedy stava attraversando le vie di Dallas su un'auto -
guarda caso - di marca Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth assassinò
Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino.
Oswald sparò a
Kennedy da un magazzino e si rifugiò in un teatro. Booth spirò 11
giorni dopo Abramo Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì
48 ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A Lincoln successe
Andrew Johnson e a Kennedy Lindon Johnson.
Durante il loro ultimo anno
di presidenza, sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno
scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato.
Alcuni
studiosi attribuiscono ai numeri particolari poteri. Vi sono
strabilianti casi di ciclicità storica. Mouèsan de la Villoret
enuncia, al proposito, sette leggi. La prima afferma che esiste "...un
rapporto costante fra il numero effettivo dei capi di uno Stato o dei
principi di una dinastia e la somma delle cifre, sia della prima, che
dell'ultima data o delle due riunite".
Studiando
la dinastia dei Merovingi, Mouèsan de la Villoret scoprì che
l'incoronazione di Clodione, primo re, si verificò nell'anno 427, che,
sommato a sé stesso, (4+2+7) dà 13 e che anche quella dell'ultimo re,
Childerico II, che avvenne nell'anno 670, (6+7) dà ancora 13. I re
Merovingi furono 13.
Un
altro enunciato afferma che, capovolgendo la data iniziale di una
monarchia, si ottiene l'anno della sua fine.
Ad esempio, l'anno d'inizio
dei Carolingi: il 789 invertito ci dà l'anno dell'estinzione della
monarchia carolingia.
Il dogato di Venezia ha inizio il 697; invertendo
l'anno in questione si ottiene quello della sua fine: 1796.
Il
numero 3 influenzò, con insistenza, la vita del principe Bismark. Egli,
infatti, servì 3 sovrani, combattè 3 guerre, fu l'artefice della
stipulazione di 3 trattati di pace, rese possibile l'incontro di 3
inperatori e preparò la Triplice Alleanza. I simboli araldici del suo
casato furono le foglie del trifoglio e 3 foglie di quercia col motto
"In trinitate rebur". Ebbe, ancora, 3 figli, 3
possedimenti e controllò 3 partiti:
i conservatori, i liberali e gli
ultramontani.
In
relazioni a certi cicli, che segnano eventi luttuosi, vi è un esempio
molto illuminante ci viene dalla storia dei re d'Inghilterra.
Sto
parlando del "sabato nero" della monarchia inglese. Un
sabato, il 18 marzo del 1702, morì Guglielmo II. Un sabato, l'1 agosto
del 1704, trapassò la regina Anna. Anche di sabato, il 10 giugno 1727,
morì Giorgio I° e, sempre di sabato, il 25 ottobre 1760, si spense
Giorgio II°. Di sabato morì anche Giorgio III°, era il 30 gennaio
1820. Ancora di sabato, il 26 giugno 1830, morì Giorgio IV. Identica
sorte toccò ad Eduardo VII, quando morì era sabato 7 maggio 1910.
J.
G. Bourgeat illustra un interessante esempio di queste sottili
relazioni, a dir poco singolari, fornendo un eclatante esempio col
numero 539. Riassumo lo studio di Bourgeat, che, a sua volta, trae dal
libro "Ricerche sulle funzioni provvidenziali delle date e dei
nomi negli annuali di tutti i popoli":
Sommando
all'anno di nascita di Luigi IX, (23 aprile) 1215, il numero 539
otteniamo l'anno di nascita di Luigi XVI, (23 agosto) 1754. Addizionando
il 539 al 1225, anno di nascita della sorella di Luigi IX, Elisabetta,
otteniamo 1764, che è l'anno in cui nacque la sorella di Luigi XVI,
pure di nome Elisabetta. Aggiungendo il 539 all'anno della morte, il
1226, del padre di Luigi IX, Luigi VIII, otteniamo 1765, che è l'anno
di morte del padre di Luigi XVI, Luigi (Delfino).
Effettuando
la stessa operazione per l'anno di matrimonio di Luigi IX, il 1231
(1231+ 539) otterremo come totale 1770, che è l'anno di matrimonio di
Luigi XVI. Addizionando 539 al 1225, anno della maggiore età e del
governo personale di Luigi IX, otteniamo 1774, che corrisponde all'anno
dell'avvento di Luigi XVI. Il 1243, anno in cui Luigi IX stipulò una
tregua con Enrico III, sommato a 539 dà come totale 1782; anno in cui
Luigi XVI iniziò i preliminari della pace con Giorgio III.
Nel
1249 un nobile orientale, con un ambasciatore, fece sapere a Luigi IX di
volersi convertire al cristianesimo. Addizionando all'anno in questione
539 otteniamo 1788, che corrisponde all'anno in cui un ambasciatore
d'Oriente annunciò a Luigi XVI che il suo principe desiderava
abbracciare la religione cristiana. Il 1250, anno della prigionia di
Luigi IX e dell'abbandono dei suoi, sommato al 539 dà come totale 1789,
che corrisponde all'anno della prigionia di Luigi XVI (5 e 6 di ottobre)
e dell'abbandono dei suoi.
Aggiungendo
539 al 1253, anno della morte della madre di Luigi IX, la regina Bianca,
otteniamo 1792 che è pure l'anno della morte del regno di Lys, detta
anche morte della monarchia bianca. Nel 1254 Luigi IX abbandonò il
mondo per farsi Giacobino e, sempre nello stesso anno, visita la
Maddalena in Provence. Sommiamo l'anno in questione al 539 e otteniamo
1793, anno in cui Luigi XVI è preso dai Giacobini e condotto al
patibolo. Viene inumato nel cimitero della Maddalena dove fu portato dai
Provenzali chiamati Marsigliesi.
Certi
numeri sembrano davvero avere strane relazioni con la vita delle
persone.
E' il caso della vita di padre Pio, tutta costellata
misteriosamente dal numero 5. Egli nacque il 25/5/1887 alle 5
pomeridiane.
L'anno della sua nascita cadeva nel quinto centenario di
quella di san Francesco, perciò fu chiamato Francesco. Il paese del
santo, Pietrelcina, allora contava 5 mila anime.
I genitori Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio ebbero in tutto 5 figli. Entrato
nell'Ordine dei Cappuccini prese il nome di San Pio V, la cui festa cade
il 5/5.
Ordinato sacerdote a maggio (ancora 5) del 1910 rimase a Pietrelcina per 5 anni, poi partì per la prima guerra mondiale.
Nell'anno 1918 fu mandato al convento di San Giovanni Rotondo, in cui vi
erano 5 sacerdoti e gli fu assegnata la cella n. 5.
Gli fu data la
pensione di guerra di quinta categoria.
Dal 5 al 7 agosto 1918, Padre
Pio ha il primo e folgorante incontro con Dio. Quarantaquattro giorni
dopo riceverà le Stigmate.
La mattina del 5 ottobre 1925 viene operato
d'urgenza, di ernia inguinale dal prof. Giorgio Festa.
Padre
Pio profetizzò, nel 1936, la morte di Giorgio V, re d'Inghilterra, il
giorno prima. Dopo l' apparizione delle stigmate fu visitato più volte
dal professor Luigi Romanelli, per volere del Padre Provinciale di
Foggia, che nella relazione finale, tra l'altro, scriveva: "Ho
visitato Padre Pio cinque volte in 15 mesi...".
Il 5/5 del 1956
padre Pio inaugura il grande complesso ospedaliero, da lui voluto e
appena ultimato, celebrando la Santa Messa sulla scalinata
dell'ospedale.
Le stigmate (5 piaghe, nelle mani, nei piedi e al
costato) hanno segnato le membra del santo frate per 5 decenni.
E
che dire inoltre dei destini replicati dei pontefici Sisto V e Clemente
XIV? I due entrarono dell'ordine dei frati francescani.
Furono entrambi
innalzati alla soglia pontificia, eletti all'unanimità, allo scoccare
del 64esimo anno.
Furono papi per l'identico periodo di tempo: 5 anni, 4
mesi e 3 giorni. Morirono entrambi a 69 anni.
Coincidenze
impressionanti, vero ? Troppo impressionanti e misteriose per non pensare
che nella vita degli uomini non vi siano segrete connessioni, sinapsi in
un fitto reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte.
By Giuseppe
Cosco - Tratto dal n. 21
della Rivista "OLTRE la CONOSCENZA"
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