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Se
gli UFO sono astronavi interstellari, e' lecito chiedersi quale sia il
loro funzionamento.
Al
riguardo esistono diverse teorie, nessuna delle quali definitiva,
dall'utilizzo di elio 3 (presente in dosi massicce nello spazio) alla
fusione nucleare fredda all'utilizzo di campi vibrazionali in movimento
fino alla pittoresca ed improbabile teoria sull'uso di `energia
orgonica' (una via di mezzo fra il prana e l'humor sessuale, che secondo
alcune teorie orientali, sarebbe alla base di tutti i processi cosmici).
Teorie
piu' serie sono state avanzate dall'ingegnere canadese Wilbert Smith,
dal militare francese Jean Plantier, dall'astronomo marsigliese Jean
Pierre Petit e dagli italiani Angelo Moretti e Giuseppe Zungri.
Smith
parlava di uno 'scarico magnetico' ottenuto all'interno del campo
terrestre e cioe' una regione nella quale il flusso magnetico potrebbe
fluire a velocita' controllata, disperdendo parte della sua energia
potenziale.
In
questo modo il disco sarebbe pervaso da un elevatissimo potenziale
elettrico che genera un campo magnetico che, combinandosi con quello
terrestre, darebbe stabilita' motoria all'UFO. Il che spiegherebbe la
forma di disco con cupola e anello centrale, idealmente perfetta per un
simile tipo di propulsione.
Concordi
con l'idea di Smith furono i ricercatori Leonard Cramp, William P. Lear,
George Rideout e Charles Tilger.
Plantier,
, invece, aveva ideato nel 1953 un nuovo tipo di propulsione per un
aereo discoidale.
Con
l'esplosione del fenomeno UFO, il francese si accorse che la sua teoria
combaciava con le prestazioni dei dischi volanti. Plantier riteneva che
nello spazio esistesse una fonte di energia inesauribile, come provavano
i raggi cosmici, ed immagazzinabile. Sfruttandola, l'UFO poteva
realizzare attorno a se' un campo gravitazionale variabile a seconda
delle manovre da compiere.
Negli
anni Settanta, dalle pagine della prestigiosa rivista 'Il Giornale dei
Misteri', Angelo Moretti lancio' la sua idea del disco volante, una
cupola con un anello toroidale tutt'attorno, capace di emettere onde al
sincrotrone in grado di sostentamento nello spazio. Queste onde
gravitazionali erano dirette in senso opposto e contrario a quelle
generate dalla gravitazione terrestre.
Jean
Pierre Petit ritiene che gli UFO sfruttino la magnetoidrodinamica,
mentre il professor Alberto Basso Ricci del Politecnico milanese ha
realizzato un modellino di disco volante che si libra in volo se messo
in sincronia con il moto rotatorio del nostro pianeta.
Per
la capacita' che hanno taluni UFO di apparire e scomparire all'istante,
sono stati coniati i termini Mat e Demat, ovvero Materializzazione e
Dematerializzazione.
Per
quanto riguarda l'interno dei dischi, le rare e poco affidabili
testimonianze circa UFO recuperati ed i molti e non sempre credibili
resoconti di chi dice di avervi viaggiato come sequestrato, parlano di
ambienti vasti ma poveri, a volte con una sorta di colonna centrale
contenente il motore ed i pannelli di comando.
Le
rare consolle disposte nella circonferenza interna del disco avrebbero
ben pochi tasti. E' stato riferito di sedili piccoli, della taglia per
bambini, di mappe stellari e visori alle pareti.
Nelle
astronavi esisterebbero diverse stanze, una delle quali, il laboratorio,
addobbata con un tavolaccio e strani strumenti appesi al soffitto,
utilizzati per visite chirurgiche.
Molti
'cavi' terminerebbero in bacinelle contenenti organi animali.
Esisterebbero poi delle speciali 'celle' nelle quali verrebbero
conservati parti di esseri umani e di animali mutilati, e teche con
embrioni alieni allo stato fetale.
Sfortunatamente
queste ultime descrizioni non sono mai supportate da una foto che non si
riveli di dubbia origine.
http://www.geocities.com/Area51/Cavern/1943/dentro.html
vedi:
Laboratori Bell
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