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11 SETTEMBRE - 1 
NON e' piu' un segreto
....le PROVE della COMPLICITA' del GOVERNO U.S
(By Steve Grey)  
http://xoomer.virgilio.it/911_subito/immagini_eloquenti.htm

11 settembreIl piccolo segreto delle Torri Gemelle, vedi:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4100
L'articolo originale relativo a questo argomento era stato pubblicato QUI
 

Documenti desecretati di recente rivelano un piano dell’amministrazione Bush e del Project for the New American Century di incutere paura agli americani “distruggendo la più alta e più iconica delle Torri del World Trade Center".
Marzo 2015 - Continua in: 11 Settembre - 2
 

Washington – Dicendo che si sentivano in dovere di rivelare ciò che è veramente successo l’11 settembre 2001, diversi ufficiali federali di alto livello hanno pubblicamente dichiarato che il governo degli Stati Uniti è stato responsabile soltanto per la distruzione della torre Nord del World Trade Center.

I portavoce della Central Intelligence Agency, della National Security Agency, e di un’altra mezza dozzina di agenzie governative hanno rivelato in una conferenza stampa di essere stati responsabili per la progettazione, il finanziamento e l’esecuzione di un piano per demolire il World Trade Center 1, nel distretto finanziario di New York. Descrivendo la loro impresa come un successo assoluto, questi ufficiali hanno fatto notare che il completamento della loro missione è stato seguito, a 17 minuti di distanza, da una operazione suicida contro il World Trade Center 2, messa in atto in modo indipendente da membri di Al-Quaeda che pilotavano un aereo dirottato. […]

“Il popolo americano deve sapere che delle due Torri che sono state abbattute a Manhattan l’11 di settembre, soltanto una era il bersaglio del governo federale” ha detto il portavoce della C.I.A. Tom McLennan, sottolineando che il loro progetto era stato pianificato in modo completamente indipendente, e senza nessuna conoscenza di un’azione simile progettata per lo stesso giorno dal leader di Al-Quaeda, Osama bin Laden. “Mentre riconosciamo apertamente la nostra responsabilità per aver colpito il primo edificio, vogliamo che sia chiaro che non abbiamo avuto nulla a che fare con la distruzione della seconda Torre. Anzi, questo fatto è risultato tanto sorprendente e sconvolgente per noi quanto lo è stato per tutti cittadini americani”.

“A parte la demolizione controllata della Torre 1 – ha aggiunto McLennan – possiamo affermare con certezza che gli attentati dell’11 settembre sono stati portati a termine da parte di radicali islamici, all’interno del loro progetto di guerra contro l’Occidente”.

Secondo diversi documenti di intelligence desecretati di recente, a partire dal gennaio 2001 gli agenti dell’FBI hanno iniziato a trasportare al World Trade Center migliaia di chilogrammi di esplosivo RDX, come prima fase di ciò che veniva definito in ambito governativo “Operazione Torre Nord”. Planimetrie dettagliate confermano che gli esplosivi furono collocati all’interno della Torre numero 1, secondo un progetto di demolizione del Corpo di Ingegneria Militare che intendeva demolire il grattacielo di 400 m senza danneggiare alcuna delle strutture circostanti, incluso la adiacente Torre 2.

Per avere una buona copertura logica nel loro progetto di far crollare una delle Torri Gemelle, i rappresentanti governativi hanno illustrato la loro scelta di radiocomandare un aereo passeggeri fino a farlo schiantare contro l’edificio. Alti livelli militari hanno voluto rassicurare i cittadini americani che, nonostante loro avessero impiegato una squadra speciale all’aeroporto di Boston, la sera del 10 settembre 2001, per installare un transponder radiocomandato su un singolo volo diretto alla West Coast, l’aereo che si è schiantato contro la Torre 2 il mattino seguente era pilotato esclusivamente da jihadisti di cui loro non erano assolutamente a conoscenza.

I leader nazionali hanno anche voluto sottolineare, nella conferenza stampa, come gli agenti del Mossad che avevano inizialmente proposto il progetto agli Stati Uniti non abbiano avuto nulla a che fare con l’attacco alla Torre 2.

“Avendo ordinato al NORAD di deattivare la difesa nazionale l’11 di settembre – ha detto l’ufficiale della NSA Will Mason – noi abbiamo potuto aprire la strada verso Manhattan al nostro aereo, ma questo pare aver creato una splendida opportunità per cinque membri di Al-Quaeda che, a quanto pare, sono partiti con un altro aereo, soltanto pochi minuti dopo il nostro.” Mason ha aggiunto che i vertici dell’aviazione civile avevano avuto istruzioni di ritardare l’annuncio della deviazione di rotta dell’aereo radiocomandato, ma che gli stessi vertici sono andati immediatamente nel panico quando si sono accorti di un comportamento simile da parte di un secondo aeroplano. “Nessuno sapeva chi fosse in controllo del secondo aereo. Stavamo giusto festeggiando il successo del primo impatto, quando il secondo impatto ha praticamente zittito l’intero Centro di Comando del Pentagono”.

“Ovviamente – ha aggiunto – se avessimo saputo che la Torre 2 stava per essere colpita, avremmo avvisato tutti gli impiegati ebrei di stare lontani anche dal secondo edificio”.

I rappresentanti del governo hanno poi spiegato come, quel martedì mattina, il presidente George Bush, che si trovava in una scuola elementare, sia stato segretamente informato del pieno successo dell’operazione, solo per venire a sapere, alcuni minuti dopo, che “gli Stati Uniti erano sotto attacco”.

“La sceneggiatura che avevamo fornito a tutte le grandi reti televisive – ha detto l’agente della C.I.A. Donald Macy – è diventata praticamente inutile dopo il secondo impatto”. Macy ha notato che l’accurata campagna di disinformazione messa a punto nei 10 mesi precedenti, avrebbe avuto senso con un solo edificio colpito. “Dopo il secondo impatto – ha detto Macy – qualunque tipo di confusione generata era fuori dal nostro controllo.”

“Alla fine – ha aggiunto Macy – direi che la maggior parte del terrore vissuto dalla nazione quel giorno è stato causato da qualcuno estraneo al governo americano. Noi siamo stati responsabili soltanto di circa la metà di tutto ciò.”

Dopo aver ammesso che vi furono diversi imprevisti quel giorno, i responsabili dell’attacco governativo hanno sostenuto che, al di là di tutte le coincidenze, sono comunque riusciti ad ottenere i risultati a lungo termine che desideravano.

Tratto da: The Onion (The Onion è una pubblicazione satirica molto conosciuta negli USA).

Traduzione di Massimo Mazzucco per luogocomune.net
Fonte e discussione: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4656


Auto attentato dimostrato in 5 minuti !
 

La messa in scena del governo US per far vedere FALSI AEREI nel cielo di New York l'11 Settembre 2001
Il PIU' CLAMOROSO dei TANTI "ERRORI di VIDEO EDITING" sull'INGANNO dell' 11 Settembre.
Una scoperta da vedere, giudicate voi stessi. La prova che nessun aereo ha colpito le torri gemelle l'11 settembre 2001 è monumentale. Gli americani ci hanno mentito nel modo più terribile ma noi possiamo provarlo. Migliaia di persone (3.500) sono state assassinate l' 11/09/2001 in modo che uomini avidi di potere e di soldi possano continuare ad avere più potere e controllo sul mondo. Quello che state per vedere sta per sconvolgere le vostre menti.



NUOVE RIVELAZIONI CERTE sull'11 Settembre:
 

In RISPOSTA all'INTERVISTA RADIO di ERIC JON PHELPS e BARRY CHAMISH del 21 AGOSTO 2012
GUERRA INFORMATICA, 11 SETTEMBRE, CITY of LONDON CORPORATION, il PAPA, PIRATI MERCANTI e il COMMERCIO d'OPPIO, OMICIDIO di LINCOLN e CONNESSIONI fra NEW AGE e TRANSUMANESIMO

La rivista scientifica "Open Chemical Physics Journal" ha pubblicato una ricerca che conferma la presenza di tracce di esplosivo (Termite) nei campioni raccolti immediatamente dopo la tragedia del crollo delle 2 torri + 3° palazzo.
Lo studio è firmato da: Niels H. Harrit, Jeffrey Farrer, Steven E. Jones, Kevin R. Ryan, Frank M. Legge, Daniel Farnsworth, Gregg Roberts, James R. Gourley, Bradley R. Larsen.
Questi i laboratori a cui fanno riferimento gli scienziati:
- Department of Chemistry, University of Copenhagen, Denmark Department of Physics and - Astronomy, Brigham Young University, Provo, UT 84602, USA, S&J Scientific Co., Provo, UT, 84606, USA 9/11
- Working Group of Bloomington, Bloomington, IN 47401, USA
- Logical Systems Consulting, Perth, Western Australia Architects & Engineers for 9/11 Truth, Berkeley, CA 94704, USA
International Center for 9/11 Studies, Dallas, TX 75231, USA
Lo studio completo è reperibile direttamente qui:
http://www.bentham-open.org/pages/gen.php?file=7TOCPJ.pdf


vedi: Cause legali per scoprire Verita'Due TORRI - Twin Towers + Misteri e coperture su programmi segreti dei militari USA  + Attentati od operazioni "coperte" ?

Grosse anomalie ed alcune domande senza risposta:
- le due torri erano state vendute 6 mesi prima dal precedente proprietario; l'acquirente le copri di assicurazioni pari al doppio del loro valore, ed dopo il crollo l'assicurazione pago' il risarcimento dovuto...dopo una causa che egli vinse....!
Il giorno prima del crollo, a Wall Stret, degli "sconosciuti" hanno venduto le quote delle loro azioni delle due compagnie coinvolte il giorno dopo negli attentati....

- la (TERZA) TORRE WTC N°7: Crollata senza motivo apparente, come se fosse stata appositamente demolita e senza creare danni attorno ad essa.....
- Anche le 2 Torri infatti NON SONO crollate dai piani ove sono state colpite dagli aerei (come avrebbe dovuto essere), ma dalla sommita', proprio a conferma del fatto che erano state preventivamente MINATE !
- Le telefonate con i cellulari dagli aerei nel 2001, NON erano possibili, qualche minuto DOPO che gli aerei erano gia' distrutti....per cui anche quelle telefonate sono state fatte dai "passeggeri" che DOVEVANO trovarsi altrove e NON negli aerei dirottati.....
Infatti vedi: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3982

- Perché l’aviazione statunitense, conosciuta come la più professionale al mondo, il giorno dell’11 settembre è stata tenuta praticamente a terra, ed altri aerei da caccia, sono stati il giorno prima, dirottati su aeroporti ben lontani.... ?
- Perché i caccia militari sono stati fatti partire in ritardo e dalle basi militari più lontane ?
- Perché il presidente degli Stati Uniti George Walker Bush junior dopo aver saputo dell’attacco alle Torri è rimasto per 40 minuti comodamente seduto in classe con i bambini a leggere la favola della capretta ? Perché non ha preso immediatamente i comandi della nazione, visto che è il Capo delle forze armate ?
- Come mai dopo poche ore dall’attentato si è puntato il dito subito contro il terrorista Osama bin Laden e il dittatore Saddam Hussein ?
- Come mai delle 8 scatole nere, 6 non sono mai state trovate e 2, del volo 93 caduto in Pennsylvania, 1 è inutilizzabile e l’atra è muta? Ogni aereo civile ha in dotazione 2 scatole nere (il cui vero colore è arancione), e servono a registrate i dati di volo e le voci della cabina. Esse sono costruite per resistere agli incidenti più incredibili: tranne che all’11 Settembre…
- Com’è possibile che dalle macerie del volo 93 è stato recuperato intatto un manoscritto vergato dal presunto capo dei terroristi Mohamed Atta ?
- Com’è possibile che a diversi isolati dalle Torri Gemelle è stato trovato un passaporto di uno dei dirottatori
- Come mai le Torri Gemelle brevettate e costruite per supportare anche un impatto aereo sono crollate su se stesse come un castello di carte.
- Perché i terroristi avrebbero dovuto lasciare in una macchina parcheggiata vicino alle Torri un Corano e un manuale di volo scritto in arabo ?
- Quali sono i nomi di quei speculatori che un paio di giorni prima dell’attentato hanno acquistato azioni migliaia di Opzioni Put delle due compagnie di linea coinvolte, ben sapendo che sarebbero crollate ?
- Perché, nonostante il divieto e il blocco totale dei voli, il 13 settembre 2001 un aereo militare ha accompagnato fuori dall’America almeno 20 elementi della famiglia bin Laden ?
- Perché agli agenti dell’FBI è stato impedito dal presidente degli Stati Uniti di interrogare la famiglia Bin Laden ?
- Perché la Torre Sud è crollata per prima nonostante la Nord che ha bruciato per più di un’ora era vistosamente più danneggiata ?
- Perché molti affermano di aver udito esplosioni all’interno degli edifici ?
- Perché il palazzo adiacente alle Torri è crollato un attimo prima che la Torre crollasse ?
- Perché vi sono discrepanze tra la lista dei nomi dei passeggeri e il resoconto ufficiale dei morti ?
- Perché gli Stati Uniti hanno bombardato l’Afghanistan nonostante nessuno dei presunti terroristi era afgano o talebano, ma erano quasi tutti arabi ?


Visionate quest'ultimo video (2013) sul tema 11 settembre:

Studio sul materiale thermitico ritrovato nelle macerie del WTC,  clicca il seguente link:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3677


ATTENTATI od OPERAZIONI COPERTE ?

L'INGANNO GLOBALE

vedi su Luogocomune.net: "Dove sono le immagini dei terroristi ?"
Puoi leggere la news cliccando il seguente link:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3963

sulle quote e velocita' degli aerei:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3978

 


BIN LADEN non ha NULLA a che vedere con il crollo delle 2 Torri
vedi: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=14473

IMPORTANTE, visionare anche il filmato
che trovate qui: 

 
 
 

OLTRE a:
http://www.11settembre.sito.tv/
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3328
http://video.google.com/videoplay?docid=-82216570068505790&hl=it (sparito perche' ?)
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=727
http://www.luogocomune.net
http://www.youtube.com/watch?v=tKIL7MwAoTw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=y__TIsqTnWA&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=v3457-LkdSU&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=eVIdkrFXKRQ&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=pvph0urpIAE&feature=related

Documenti non ufficiali: http://xoomer.alice.it/911_subito/immagini_eloquenti.htm
http://video.google.fr/videoplay?docid=-4049590380102614532

http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=133
http://www.youtube.com/watch?v=DfoP_V9bY-E&feature=related

Aereo al Pentagono, o missile ?
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1702

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1759
Nuovo video: http://lc-download.dyndns.org/ig/index.html (sparito perche' ?)

Come Bush ha ottenuto la presidenza:
http://video.google.it/videoplay?docid=-1124585972623076246
http://video.google.it/videoplay?docid=3228264304077323969&q=press+sottotitoli

Altri Video, filmati, Registrazioni sull'11 Settembre
Parla William Rodriguez: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1720
Imperdibile e toccante testimonianza video, con relativa trascrizione, di
uno dei testimoni chiave dell'11 Settembre, l'eroe William Rodriguez.
Ultimo sopravvissuto ai crolli delle torri  (era il "custode"), vi racconta la sua incredibile
storia che la Commissione 11-9 ha ignorato insieme alle deposizioni di molti
suoi colleghi e amici che sono miracolosamente sopravvissuti.

World Trade Center 7:
la chiave dell'11 Settembre
: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1722
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1795

Una collezione di testimonianze video devastanti per la versione ufficiale
del crollo dell'edificio 7, non a caso neanche nominato nel Rapporto della Commissione 11-9.
http://www.youtube.com/watch?v=-PCr8CyG1Sg

Il Financial Times:
Cosa accadde all’Edificio 7 ? (il terzo edificio oltre alle due Torri)
“la BBC riferì il crollo dell’Edificio 7 mezz’ora PRIMA che tutto avvenisse”.
La giornalista Jane Standley stava apparendo in diretta, alle ore 4,45 PM, e annuncio il crollo
della terza torre - e dietro di lei, sullo sfondo, si vedeva che la Torre 7 era ancora in piedi.
Affondo', crollo solo 26 minuti dopo le due torri......
continua su: http://www.effedieffe.com/content/view/3491/164/

Chi e’ Bin Laden ?
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2223

Video:

 


Gli strani fatti dell'11 settembre
....

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3604

PARALLELI fra l'11 Settembre e Pearl Harborg
Quando lo scrittore e ricercatore David Ray Griffin decise di intitolare il suo primo libro sull’11 settembre “La nuova Pearl Harbor”, era qualcosa di più di un suggerimento che ci fosse una certa analogia fra i due eventi storici.
Più cose si vengono a sapere sull’11 settembre più ci si rende conto che anche le dinamiche interne dei due eventi si assomigliano fra di loro in modo inquietante.

1 - LO SCOPO REALE
Mentre ambedue gli eventi erano necessari agli Stati Uniti per entrare in guerra, in ambedue i casi lo scopo ultimo non era quello inizialmente dichiarato.
Nel 1941, gli Stati Uniti sapevano che un attacco a sorpresa dei giapponesi avrebbe infuriato la popolazione ...
... e messo in moto la macchina da guerra americana. In questo modo avrebbero avuto un ingresso di servizio per raggiungere il loro vero fine: la guerra con Hitler.
Prima dell’11 settembre, i neocons sapevano che un attacco a sorpresa, come una “nuova Pearl Harbor”, avrebbe infuriato la popolazione e messo in moto la macchina da guerra americana contro l’Afghanistan. In questo modo avrebbero avuto un ingresso di servizio per raggiungere il loro vero fine: la guerra con Saddam.

2 - LA MACCHINA DELLA PROPAGANDA
Prima e durante la guerra, la macchina della propaganda insistette pesantemente per creare una associazione fra Hitler e il Giappone. Dopo l'attacco di Pearl Harbor, il 60% degli americani era convinto che dietro ci fosse la Germania.
La macchina della propaganda di Bush e Cheney fece uno sforzo ancora maggiore, per creare una associazione fra l’Iraq e Osama Bin Laden. Alla fine del 2003, il 70 % degli americani credeva che Saddam fosse stato coinvolto negli attacchi dell’11 settembre.

3 - C'ERA CHI SAPEVA
Ai livelli più alti dell’ amministrazione Roosevelt si sapeva in anticipo che Pearl Harbor sarebbe stata attaccata. Il ministro degli esteri conosceva addirittura la data esatta dell’attacco più di una settimana prima che avvenisse.
Prima dell’11 settembre, molti all’interno dei servizi di intelligence sapevano che gli attacchi stavano per arrivare. Richard Clarke dice che almeno 50 agenti alla CIA sapevano dell’attacco in preparazione.

4 – INFORMAZIONI TRATTENUTE
Queste importanti informazioni furono tenute nascoste a coloro che avrebbero potuto usarle per difendere il porto della Hawaii e per ridurre al minimo la perdita di vite americane.
Prima dell’11 settembre importanti informazioni furono tenute nascoste a Richard Clarke, il capo dell’antiterrorismo che avrebbe potuto organizzare una difesa è forse evitare addirittura che avvenissero gli attacchi.

5 - LE DENUNCE DEI PARLAMENTARI
Dopo Pearl Harbor il deputato repubblicano Harness ha denunciato come l’amministrazione Roosevelt fosse a conoscenza degli attacchi prima che avvenissero.
Dopo l’11 settembre il deputato repubblicano Curt Weldon ha denunciato la conoscenza anticipata di informazioni sugli attacchi da parte l’amministrazione Bush.

6 - AGENTI ONESTI IGNORATI
Quando degli onesti ufficiali entravano in possesso di informazioni sull’ attacco imminente, le passavano immediatamente ai loro superiori, solo per vederle ignorate, deviate, o dimenticate del tutto.
Il capo dell’intelligence della marina aveva informazioni sull’attacco imminente, ma non gli fu permesso di informare l’ammiraglio Kimmel, che comandava il porto di Pearl Harbor.
Nell’agosto del 2001 l’agente dell’FBI Coleen Rowley ha scoperto delle informazioni che potevano portare a rivelare il piano dell’11 settembre. Ma i suoi rapporti furono bloccati dai suoi superiori, mentre a lei fu proibito di proseguire in quelle indagini.

7 - DIFESA INDEBOLITA
Trattenere informazioni però poteva non essere sufficiente a garantire il pieno successo della missione giapponese. Sembra che anche la capacità di risposta della flotta delle Hawaii sia stata in qualche modo indebolita. Il secondo in comando a Pearl Harbor continuava a chiedere aeri per il pattugliamento a lungo raggio delle Hawaii, ma non gli venivano concessi.
L’11 settembre diverse esercitazioni militari erano programmate fuori dagli Stati Uniti, facendo il modo che restassero solo quattro caccia in stato di allerta per difendere l’intero settore nord orientale del paese.

8 - ORDINI DI NON INTERVENIRE
Roosevelt emanò ordini diretti perché nessuno interferisse con l’attacco imminente di giapponesi.
L’11 settembre il vice presidente Cheney diede un ordine diretto relativo all’aereo che si stava avvicinando al Pentagono che può essere interpretato solo come un ordine di non interferire con la sua azione.

9 - E I TELEFONI SUONAVANO
Poche ore prima dell’attacco il capo-gabinetto di Roosevelt divenne improvvisamente irrintracciabile, rallentando ancora di più il meccanismo di comunicazione all’interno della catena di comando.
Nelle ore cruciali dell’11 settembre il ministro della difesa Rumsfeld divenne improvvisamente irrintracciabile, ritardando ancora di più le operazioni di intercettazione e il coordinamento della difesa nazionale.

10 - FALSE GIUSTIFICAZIONI
Per giustificare in qualche modo la totale incapacità di difendere Pearl Harbor, si è sostenuto che la flotta giapponese abbia mantenuto il silenzio radio durante tutto il suo avvicinamento alle Hawaii. Questo è falso, come dimostrato da diverse trasmissioni radio captate dagli americani delle comunicazioni fatte fra gli ammiragli giapponesi durante l’avvicinamento a Pearl Harbor.
Per giustificare in qualche modo il totale fallimento nell’intercettare anche uno solo dei quattro aerei dirottati si è sostenuto che spegnendo il trasponder i terroristi abbiano reso molto difficile per i controllori di volo rintracciare gli aerei dirottati. Questo è falso. Le registrazioni delle comunicazioni fra i controllori di volo dimostrano che almeno tre dei quattro aerei siano stati seguiti sui radar fino all’ultimo momento, nonostante avessero spento il transponder.

11 – PROVE DISTRUTTE
Dopo aver sentito le comunicazioni radio dei giapponesi, l’operatore Lesley Grogan annotò tutte le informazioni sul diario di bordo della nave. Ma alcuni giorni dopo di presentarono degli ufficiali della marina che requisirono il diario di bordo della nave e lo fecero scomparire.
Nel pomeriggio del 11 settembre, i controllori di volo di New York si sono seduti davanti ad un registratore e hanno ricostruito passo per passo tutte le azioni compiute durante i dirottamenti. Rendendosi conto dell’importanza di quegli eventi, volevano assicurarsi che nemmeno il minimo dettaglio di quello che era accaduto potesse venir dimenticato. Ma in seguito, senza motivo apparente, un anonimo dipendente dell’aviazione civile ha recuperato la cassetta, l’ha distrutta nelle sue mani, ha ridotto il nastro in mille pezzi, e li ha buttati nei diversi cestini della spazzatura di tutto l’edificio.

12 - LE COMMISSIONI UFFICIALI
Poi vennero le commissioni ufficiali, che in ambedue i casi furono incaricate di scoprire se ci fosse stato un complotto dalle stesse entità che erano sospettate di aver preso parte a quel complotto.
Ambedue le commissioni conclusero che gli attacchi subiti non si potevano né prevedere né evitare, e che furono il risultato di una “mancanza di immaginazione” da parte del governo americano.
By Massimo Mazzucco – Tratto da: luogocomune.net

vedi: VIDEO

 

Il piccolo segreto delle Torri Gemelle - 26/2/2012
Anche coloro che conoscono bene la storia degli Stati Uniti, e faticano meno ad accettare l’idea che l’11 settembre sia stato un autoattentato, a volte si domandano:
“D’accordo farsi del male, ma perchè andare a distruggere due dei gioielli più meravigliosi che l’America abbia mai avuto ? Non si poteva distruggere qualcos’altro ?”

In realtà, le Torri Gemelle erano di tutto meno che gioielli meravigliosi.
Per quanto fossero collocate su un terreno fra i più appetibili e redditizi al mondo, dopo trent’anni i due edifici erano diventati decisamente obsoleti. Poichè ciascun piano era stato costruito come uno spazio aperto di oltre 4.000 metri quadrati, l’aumento dei costi energetici aveva reso i due edifici estremamente gravosi da riscaldare d’inverno, ed altrettanto gravosi da raffreddare d’estate.
Il perimetro del WTC Plaza, inoltre, rappresentava un vero e proprio macigno nel mezzo della circolazione di Downtown Manhattan, una zona della città costruita all’inizio del secolo scorso, fatta tutta di strade lunghe e strette. I tassisti raccontavano che nell’ora di punta ci voleva più di un’ora solo per aggirare l’intero perimetro del World Trade Center.
Mai il problema più ingombrante per le Torri Gemelle era rappresentato dall’enorme quantità di amianto che contenevano. Costruite in un’epoca (1969-1973) in cui l’amianto non era ancora proibito, questo composto fu usato sia per la protezione antincendio delle strutture in acciaio sia come isolante per le condutture dell’aria condizionata e dell’acqua.

Solo nei primi anni ’70 l’amianto iniziò ad essere riconosciuto come cancerogeno, ma a quel punto la costruzione delle Torri Gemelle era quasi terminata. Non è chiaro fino a che punto della costruzione sia stato usato, né quale sia la quantità esatta di amianto utilizzato, ma le stime variano fra 400 e 5000 tonnellate complessive di amianto presenti nelle Torri Gemelle a costruzione ultimata.
Man mano che venivano introdotti i regolamenti contro l’amianto, la situazione per le Torri Gemelle si faceva sempre più difficile, finchè nel 1989 l’amianto fu definitivamente proibito in tutte le costruzioni civili. A quel punto si provò una soluzione di fortuna, incapsulando l’amianto delle Torri Gemelle con un cemento particolare, per evitare la dispersione nell’aria delle sue particelle.
Ma verso la metà degli anni ’90 i nuovi regolamenti prevedevano che dovunque si intervenisse per fare delle riparazioni o delle opere di manutenzione, l’amianto presente venisse rimosso per intero.
Nel frattempo, proprio a causa della sua pericolosità, il costo per la rimozione dell’amianto era diventato astronomico, poiché bisognava prima fare evacuare tutti i piani interessati, e poi utilizzare solo operatori specializzati, che dovevano lavorare esclusivamente con tute ermetiche e bombole di ossigeno.
Una cosa è chiamare l’idraulico per riparare una tubatura rotta, ben altra e dover evacuare un piano intero, con dozzine di società commerciali che perdono soldi ogni minuto che passa, e poi chiamare una squadra di astronauti per fare lo stesso lavoro.
Sul finire degli anni ’90 i preventivi per la rimozione completa e lo smaltimento dell’amianto delle Torri Gemelle arrivavano ad un miliardo di dollari – più o meno la cifra che sarebbe costato costruire una torre nuova.
Con una mossa disperata la Port Authority, proprietaria delle Torri Gemelle, denunciò le compagnie di assicurazione perchè si rifiutavano di coprire i costi della rimozione, ma alla fine di una lunga battaglia legale persa la causa.
A quel punto la Port Authority si trovò fra l’incudine e il martello: non si poteva più effettuare la manutenzione delle Torri Gemelle, per il costo della rimozione dell’amianto, ma non si potevano demolire proprio per le grandi quantità di amianto che contenevano.
L’unica soluzione sarebbe stata di smontarle pezzo per pezzo, ma il costo di una tale operazione era semplicemente improponibile.

Fortuna volle che nella primavera del 2001 un imprenditore chiamato Larry Silverstein, già proprietario del Building 7, si sia offerto per rilevare la gestione delle Torri Gemelle con un leasing di 99 anni.
In quel momento il valore sul mercato delle Twin Towers era di circa 1,2 miliardi di dollari, ma Silverstein pagò 3,2 miliardi pur di entrare rapidamente in possesso di quello che lui ha definito “il sogno della sua vita”.
Nonostante la bomba del ‘93 avesse distrutto solo qualche piano all’interno della Torre Nord, nella nuova polizza assicurativa Silverstein fece aggiungere anche la possibilità di una distruzione completa delle torri per attacco terroristico.
Non si sa mai - avrà pensato - metti che invece di un camioncino pieno di letame ne usano tre o quattro, e io rischio che venga giù tutto insieme.

Quello che è successo l’11 di settembre lo sappiamo tutti.
Il mattino del 12 settembre Silverstein era talmente abbattuto per la perdita dei suoi “gioielli”, che andava dicendo a tutti di essere certo di poter incassare dall’assicurazione il doppio del massimale previsto – 7 miliardi invece di 3,5 - “perchè si è trattato di due attacchi terroristici separati”.

Alla fine della lunga battaglia legale, Silverstein ha preso 4,5 miliardi di dollari per le Torri Gemelle, ritrovandosi in mano più di cento ettari di un terreno edilizio fra i più ambiti e redditizi al mondo.
Nel frattempo l’amianto delle Torri Gemelle lo hanno respirato tutto i soccorritori che hanno lavorato alacremente per sgomberare il suo terreno dalla macerie, e che oggi stanno morendo a centinaia, falciati dal mesotelioma e da altre malattie respiratorie, nel silenzio più vergognoso della stampa di tutto il mondo.
By Massimo Mazzucco – Tratto da: luogocomune.net

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Presentato nel settembre 2015 il dossier di 56 pagine “Oltre la Disinformazione”  sulla demolizione controllata del WTC di New York l’11 Settembre 2001 - Architetti & Ingegneri sconvolgono gli USA: “Le tre Torri distrutte da cariche esplosive”
Sono 2363 i professionisti americani che chiedono al Congresso una nuova indagine indipendente dal Governo e dalla politica - 25/10/2015)

Le Torri del World Trade Center di New York non sarebbero state distrutte dall’impatto di due aerei di linea, bensì da un’operazione di demolizione controllata condotta con esplosivi militari a base di nano-termite. A muovere questa pesantissima accusa, che mette in una nuova e drammatica luce l’attentato dell’11 Settembre 2001, è l’associazione americana non profit Architects & Engineers for 9/11 Truth (Architetti & Ingegneri per la verità sull’11 Settembre), costituita dai 2.363 architetti e ingegneri statunitensi che hanno firmato una petizione indirizzata al Congresso degli Stati Uniti per riaprire una vera investigazione indipendente sulla distruzione del World Trade Center. A tale scopo, questi professionisti hanno appena realizzato una pubblicazione di 56 pagine intitolata Beyond Misinformation, What Science Says About the Destruction of World Trade Center Buildings 1,2 and 7 (Oltre la Disinformazione, Ciò che la Scienza Dice Circa la Distruzione dei Palazzi 1,2 e 7 del World Trade Center), inviata a oltre 20 mila professionisti, professori, legislatori e giornalisti.
L’autore del dossier è Ted Walter, direttore del settore Strategia e Sviluppo dell’associazione Architetti & Ingegneri per la Verità sull’11 Settembre, che ha preparato l’opera insieme ad un Comitato composto da Sarah Chaplin, architetto e consulente di Sviluppo Urbano, ex rettore della Scuola di Architettura e Paesaggio dell’Università di Kingston, a Londra; Dr. Mohibullah Durrani, professore di Ingegneria e Fisica presso il Montgomery College del Maryland, USA; Richard Gage, fondatore e direttore generale dell’Associazione Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11 Settembre; Dr. Robert Korol, professore emerito di Ingegneria Civile presso l’Università McMaster dell’Ontario; Dr. Graeme MacQueen, professore emerito di Studi Religiosi e di Studi di Pace presso l’Università McMaster dell’Ontario; Roberto McCoy, architetto; Dr. Oswald Rendon-Herrero, professore emerito di Ingegneria Civile e Ambientale presso l’Università Statale del Mississippi.

Le cause della distruzione
Secondo la versione ufficiale rilasciata dal governo Bush, le Torri Gemelle del World Trade Center di New York (entrambe di 110 piani per un’altezza di 415 metri) sono crollate a causa dell’impatto, e del conseguente incendio, provocato da due aerei di linea nel corso di un attentato portato a termine da un gruppo di terroristi mediorientali. Inoltre, anche la terza Torre, chiamata WTC 7, un edificio di 47 piani alto 174 metri, sarebbe crollata simmetricamente su se stessa nel pomeriggio di quel giorno, in seguito all’incendio provocato dai detriti della Torre uno. Ebbene, questa soluzione non viene accettata, in quanto definita “non scientifica”, da buona parte degli architetti e degli ingegneri americani. Questi esperti dell’edilizia dichiarano, infatti, che le tre Torri siano state fatte crollare in seguito ad un’accurata operazione di demolizione controllata provocata dalla disposizione di esplosivi e altri dispositivi, fatti detonare al momento opportuno per far crollare le strutture nel modo desiderato. Non solo. L’associazione degli Architetti & Ingegneri dice chiaramente che l’operazione sarebbe stata preparata prima dell’11 Settembre da specialisti della demolizione che hanno avuto libero accesso alle Torri nei giorni precedenti l’attentato. Allo scopo di dimostrare la loro “ipotesi”, così viene definita nel testo per porre un termine di confronto con la tesi ufficiale voluta dal governo Bush, i professionisti americani passano ad una precisa analisi dell’evento, da un punto di vista esclusivamente scientifico.

Formulazione di un’ipotesi
La storia del crollo di edifici a completa struttura metallica (come le Torri Gemelle) comprende circa cento anni. Durante questo periodo, non si è mai verificato che un edificio di quel genere fosse crollato a causa di un incendio. Tutti, infatti, sono stati abbattuti nel corso di operazioni di demolizione controllata.  
Nonostante questo dato di fatto, il NIST (National Institute of Standards and Technology), incaricato dal governo Bush di indagare sul disastroso attentato, nei risultati della sua indagine ufficiale ha scritto che ha trovato 22 casi di incendio che tra il 1970 e il 2002 hanno portato al crollo di altrettanti palazzi.
Di questi 22 casi, 15 furono crolli parziali, dei quali cinque superavano i 20 piani di altezza. Analizzando invece ogni singolo caso, lo studio accertò che soltanto in quattro casi si verificò un totale crollo dell’edificio interessato all’incendio, ma nessuno di questi aveva una struttura metallica e il più alto era di nove piani.
Vennero fatti anche diversi test presso il Building Research Establishment (BRE) Laboratories di Cardington, in Inghliterra, ma in nessun  caso risultò che edifici con una struttura metallica potessero crollare completamente a causa di un incendio, per quanto devastante. La probabilità che un’evenienza di questo tipo potesse accadere, venne scritto, era “extremely low” (estremamente bassa)Se poi si confrontano gli effetti di un crollo dovuto ad incendio rispetto ad un crollo da demolizione controllata, le differenze saltano agli occhi. Nel primo caso, infatti, il collasso dell’edificio è sempre parziale e si ferma ai piani inferiori. In una demolizione controllata, invece, il collasso è totale, avviene in pochi secondi e la caduta è libera, con una discesa simmetrica sul proprio asse.
C’è poi il discorso delle esplosioni. Mentre nel crollo da incendio, se mai si dovesse verificare un’esplosione, avverrebbe là dove le fiamme si sono sviluppate, nel crollo da demolizione controllata le esplosioni si vedono chiaramente piano per piano, all’esterno dell’edificio. Ed è quello che è accaduto nelle Torri Gemelle.
In sostanza, quale delle due ipotesi sembra la più probabile per spiegare il crollo delle Torri Gemelle ? “Prima di tutto – risponde lo studio degli Architetti & Ingegneri – la probabilità di un incendio che possa aver causato il crollo totale di un edificio molto alto con una struttura metallica, è estremamente basso.
Un evento di questo genere non è mai accaduto prima dell’11 Settembre 2001. D’altra parte, nella storia ogni crollo totale di un edificio molto alto a struttura metallica, è stato causato da demolizione controllata. Secondo punto, un incendio che induce un cedimento delle strutture, di fatto non mostra alcuna delle caratteristiche di una demolizione controllata. Inoltre, come può essere visto in ciò che è accaduto l’11 Settembre 2001, la distruzione del WTC 1, WTC 2, e WTC 7 mostra quasi tutte le caratteristiche della demolizione controllata e nessuna caratteristica del collasso provocato da un incendio”. Edward Munyak, un ingegnere specializzato in misure anti-incendio, afferma: “Un collasso globale progressivo potrebbe anche essere straordinario. Ma averne tre in un giorno va oltre ogni comprensione”.

Le investigazioni ufficiali
Premesso che per oltre un anno dal disastro il governo Bush ha impedito qualunque investigazione su quanto accadde quel giorno, prima del NIST le indagini ufficiali erano state condotte dalla FEMA (Federal Emergency Management Agency).
Il primo a parlare di bombe situate all’interno delle Torri Gemelle, fu l’ingegner Ronald Hamburger della ASCE (American Society of Civil Engineers), che collaborava con la FEMA. Tuttavia, Hamburger si rimangiò i propri dubbi quando gli venne detto che nessuno aveva sentito esplosioni nei pressi delle Torri Gemelle. Non fu il solo a smentire la propria prima impressione.
Van Romero, un esperto di esplosivi della New Mexico Tech, rilasciò un’intervista al quotidiano Albuquerque Journal sostenendo: “Il crollo dei palazzi è stato troppo ordinato per essere il risultato fortuito dell’impatto di aeroplani contro le strutture.
La mia opinione, basata su quanto ho visto nei filmati, è che dopo che gli aerei hanno colpito il World Trade Center, ci siano stati dei congegni esplosivi dentro i palazzi che hanno causato il crollo delle Torri”. Il 21 Settembre, dopo aver parlato con non meglio identificati “ingegneri strutturali”, Romero ritrattò tutto.
Il fatto è che il fuoco dell’incendio doveva essere ufficialmente la causa del disastro. I dubbi, però, non mancavano. Il 29 Novembre del 2001 William Baker, uno degli ingegneri della FEMA, rilasciò al New York Times la seguente affermazione: “Noi sappiamo che cosa è accaduto alle Torri 1 e 2, ma perché la 7 è venuta giù?”.
Certo è che, come scrissero i cronisti James Ganz e Eric Lipton del New York Times, per mesi dopo l’11 Settembre gli investigatori non riuscirono ad ottenere i progetti dettagliati degli edifici crollati, ad ascoltare i testimoni del disastro, a fare ispezioni a Ground Zero e ad ascoltare le voci registrate della gente che era rimasta intrappolata all’interno delle Torri. Inoltre la FEMA impedì che gli investigatori si rivolgessero al pubblico per ottenere fotografie e video che avrebbero potuto aiutarli nelle indagini.
Sempre in questo ambito di incomprensibile comportamento da parte delle autorità di governo, gli investigatori non riuscirono neppure a prelevare campioni dei detriti delle Torri in quanto, con una fretta sospetta, le migliaia di tonnellate di macerie vennero prelevate, caricate su alcune navi e inviate in Cina e in India per essere smaltite.
Così, in data primo Maggio 2002, la FEMA presentò un dossier intitolato World Trade Center Building Performance Study: Data Collection, Preliminary, Observations, and Reccomandations (Studio sulle prestazioni edilizie del World Trade Center: raccolta dati, indagine preventiva, osservazioni e raccomandazioni) nel quale non forniva una spiegazione definitiva per la distruzione di ogni singolo edificio. Invece, dopo aver posto la questione in termini generali, raccomandava ulteriori indagini per determinare la ragione delle cause.
In linea generale, comunque, la FEMA sposava quella che allora sembrava l’ipotesi più verosimile, cioè la “teoria pancake”. Spiegata in termini molto prosaici, vorrebbe dire che le singole solette di cemento dei vari piani superiori, colpiti dall’aereo, sarebbero crollate sul piano inferiore determinando un effetto domino. Il punto, però, è che il piano sottostante in condizioni normali avrebbe resistito all’impatto. Se non lo ha fatto, chiariscono gli architetti e gli ingegneri americani, è perché è venuta meno la forza della sua resistenza. In altre parole, quando un piano crollava su quello inferiore, alcune cariche esplosive distruggevano le colonne portanti di quella seconda soletta, innescando un effetto a catena.
Intanto, il 21 Agosto 2002 il NIST subentrava alla FEMA, annunciando nuove investigazioni per 24 mesi. Il NIST ha presentato i suoi rapporti in data Dicembre 2002, Maggio 2003, Giugno 2004, Aprile 2005 e Settembre 2005. Per quanto riguarda le Torri Gemelle, il NIST si è fermato alla “teoria del pancake”, mentre per il terzo edificio, il WTC 7, se l’è cavata sostenendo di non aver notato alcuna “prova che il crollo del WTC 7 fosse causato da bombe, missili o demolizione controllata”. A quel punto, nell’Agosto del 2006 il NIST ha affidato un nuovo contratto alla Applied Researh Associates per studiare il crollo della terza Torre.
Il risultato si è avuto nell’Agosto del 2008 quando è stato dichiarato ufficialmente che l’edificio era crollato a causa del fuoco.

La distruzione delle Torri Gemelle
Il titolo del libro scritto dai ricercatori Frank Legge e Anthony Szamboti è molto esplicito: 9/11 and the Twin Towers: Sudden Collapse Initiation was Impossible (L’11 Settembre e le Torri Gemelle: l’inizio del crollo repentino era impossibile). Infatti, sostengono gli autori, “Un lento, prolungato e cedevole collasso non è stato osservato… Come si nota dai video… la sezione più alta improvvisamente ha iniziato a cadere e a disintegrarsi”.
Questo punto di vista tecnico è largamente condiviso nel dossier degli architetti e ingegneri, i quali contestano altre conclusioni cui è giunto il NIST. Per esempio, gli esperti del governo sostengono che le colonne portanti dei piani delle Torri si siano deformate diversi minuti prima del crollo.
Di contro, gli architetti e ingegneri fanno osservare che non si sono visti affatto gli “inconfondibili segni d’avvertimento” e le “grandi deformazioni” che ci si aspetterebbe prima di un crollo.
Se questo processo è avvenuto, scrivono i professionisti, allora è stato invisibile ed è avvenuto nel singolo istante in cui le strutture sono crollate. Secondo Kevin Ryan, un ex direttore della Underwriters Laboratories, “la diffusione dell’instabilità avrebbe richiesto molto più tempo e non risulterebbe nella caduta libera delle sezioni superiori sulle strutture inferiori”.
Il NIST afferma che la Torre WTC 1 è crollata in 11 secondi, mentre la WTC 2 in 9 secondi. In un report di 10mila pagine intitolato Events Following Collapse Initiation (Gli eventi che sono seguiti dopo l’inizio del crollo), il NIST afferma che la caduta libera delle Torri è dimostrata dai video, in quanto “i piani inferiori al livello del crollo hanno offerto una minima resistenza alla tremenda energia rilasciata dalla massa dell’edificio che stava cadendo”.
Il NIST, dunque, non ha provato con alcun calcolo o spiegazione il perché quel crollo sia avvenuto. Ed è per questo che, in seguito alla legge Information Quality Act del 2007, un gruppo di scienziati, un architetto e due familiari delle vittime hanno presentato una richiesta di correzione affermando che le motivazioni del NIST “non erano scientificamente valide”.
Secondo questo esposto, il NIST non avrebbe spiegato le cause tecniche, che cosa è realmente accaduto e perché è successo. In altre parole, come poi il NIST fu costretto ad ammettere, gli esperti del governo “non erano in grado di fornire una spiegazione completa del crollo totale”.
Un'altra osservazione che mette in forte dubbio i risultati del NIST, riguarda l’assoluta mancanza di decelerazione durante il crollo delle Torri. “Una mancanza di decelerazione – riporta il dossier – indicherebbe con assoluta certezza che la struttura inferiore è stata distrutta da un’altra forza, prima che la parte superiore la raggiungesse”.
L’argomento ha provocato molte polemiche.
Il primo studio a mettere in dubbio i risultati del NIST è stato The Missing Jolt: A Simple Refutation of the NIST-Bazant Collapse Hypothetis (Il colpo mancante: una semplice confutazione dell’ipotesi del crollo di NIST-Bazant) di Anthony Szamboti, ingegnere meccanico, e Richard Johns, professore di Filosofia della Scienza.
Questo studio metteva in discussione le teorie del Dr. Zdenek Bazant e di Jia-Liang Le del NIST, sostenendo che avevano calcolato male la resistenza delle colonne all’interno delle Torri Gemelle. “Semplicemente correggendo quei valori – dicono Szamboti e Johns – l’analisi di Bazant e di Le, attualmente prova che la decelerazione della sezione superiore sarebbe significativa (se la demolizione non fosse coinvolta) e che il crollo si sarebbe arrestato in circa tre secondi”.
Gli esperti del NIST risposero dalle colonne della rivista Journal of Engineering Mechanics della ASCE con un articolo intitolato Why the Observed Motion History of the World Trade Center Tower is Smooth (Perché la storia del moto osservato delle Torri del World Trade Center è  regolare). Secondo la risposta fornita dal dottor Bazant nel 2011, la decelerazione della parte superiore del WTC 1 era “troppo piccola per essere percettibile”. La polemica è ancora in corso, anche se successivi studi hanno accertato che “la costante accelerazione e la mancanza di una osservabile decelerazione, per se stesse, costituiscono una irrefutabile evidenza che siano stati usati esplosivi per distruggere le Torri Gemelle”.

Polverizzazione, di smembramento e espulsione esplosiva dei materiali !
Una delle caratteristiche più evidenti della distruzione delle due Torri è stata la quasi totale polverizzazione del cemento.
L’allora governatore di New York, George Pataki, scrisse nella sua relazione sul disastro: “Non c’è cemento. C’è veramente poco cemento. Tutto quello che si vede è alluminio e acciaio.
Il cemento è stato polverizzato. Ero lì martedì ed era come essere su un pianeta alieno. Su tutta la parte bassa di Manhattan – non soltanto sul posto – da fiume a fiume, c’era polvere, una finissima polvere spessa cinque, sette centimetri e mezzo. Il cemento era del tutto polverizzato”.
Oltre a questo, le strutture d’acciaio delle Torri erano quasi interamente smembrate.
A parte alcuni muri esterni ancora in piedi alla base di ogni edificio, virtualmente tutti gli scheletri d’acciaio erano rotti in diversi pezzi, con la parte centrale separata dalle colonne esterne.
Che cosa potrebbe mai spiegare la quasi totale polverizzazione di circa 3 milioni di metri quadrati di solette di cemento e il quasi totale smembramento di 220 piani di struttura d’acciaio?
Il NIST non fornisce alcuna spiegazione e la sola forza di gravità non appare plausibile. Anche perché, viene spiegato nel dossier, l’energia necessaria per polverizzare il cemento e smembrare le strutture d’acciaio è calcolabile in 1.255 gigajoule.
Una misura decisamente lontana dagli stimati 508 gigajoule di potenziale energia gravitazionale contenuta  negli edifici. La quasi totale polverizzazione del cemento e lo smembramento delle strutture d’acciaio diventa ancora più incomprensibile se si pensa che il crollo è avvenuto “essenzialmente in caduta libera”. Secondo il dottor Steven Jones, ex professore di fisica presso la Brigham Young University, “Il paradosso è facilmente risolvibile con l’ipotesi della demolizione esplosiva, là dove gli esplosivi facilmente rimuovono i materiali dei piani inferiori, incluse le colonne portanti, permettendo di fatto un crollo in caduta libera”.
Un altro fattore inspiegabile è il lancio di materiali verso l’alto e lateralmente, piuttosto distanti dal perimetro degli edifici. Secondo l’analisi Building Performance Study (Studio delle caratteristiche strutturali del palazzo) della FEMA, i materiali dei due edifici sono stati lanciati fino a oltre 150 metri dalla base di ogni Torre.
Nel video intitolato North Tower Exploding (L’esplosione della Torre Nord), prodotto dal docente di fisica David Chandler, il professore fa osservare l’espulsione esplosiva di materiali dalla WTC 1: “Sotto la cappa di detriti cadenti, vedete la rapida sequenza di espulsioni esplosive di materiali? Alcuni di questi getti sono stati misurati in oltre 170 km/h… Essi sono continui e molto estesi. Si muovono progressivamente verso il basso dell’edificio, andando allo stesso ritmo dei detriti cadenti… Il palazzo è stato progressivamente distrutto, a partire dalla cima, da ondate di esplosioni che hanno creato una spessa coltre di detriti”.
E continua: “Notate che insieme alla nuvola di polvere vi sono pesanti travi e intere sezioni di frammenti d’acciaio che sono stati lanciati fuori dal palazzo… Alcuni sono finiti così lontano, come due campi di football dalla base della Torre”.
Rispondendo a coloro che hanno spiegato l’espulsione esplosiva di questi frammenti degli edifici come il prodotto del crollo, il professor Chandler risponde: “Alcuni suggeriscono che il peso della Torre che crollava sulle travi, le abbia fatte flettere e quindi espellere a causa del conseguente moto. Ma noi non abbiamo visto isolate travi lanciate all’esterno. Noi abbiamo visto la maggior parte della massa dell’edificio… ridotta in piccoli pezzi di pietrisco e polvere fina, espulsa esplosivamente in tutte le direzioni”.

Le cariche esplosive della demolizione
Secondo lo scienziato Kevin Ryan, l’espulsione esplosiva dei materiali dalle Torri è spiegabile soltanto come “scoppi ad alta velocità di detriti espulsi da precisi punti degli edifici”.
“L’ipotesi della demolizione – afferma Ryan – suggerisce che questi scoppi di detriti siano il risultato della detonazione di cariche esplosive piazzate in punti chiave della struttura, per facilitare la rimozione della resistenza”. Inoltre: “Nei video possiamo vedere questi getti essere espulsi dai lati delle Torri a circa 30 piani sotto il fronte del crollo… Ognuno di questi scoppi era costituito da un’improvvisa e secca emissione che appariva provenire da un preciso punto, espellendo approssimativamente tra i 15 e i 30 metri dal lato del palazzo, in una frazione di secondo.
Dai fotogrammi estratti da un video della KTLA, possiamo stimare che uno di questi scoppi è durato complessivamente 0,45 secondi. Questo ci fornisce una velocità media di circa 52 metri al secondo”.
E’ significativo che il NIST non abbia nemmeno parlato di questi scoppi nella sua relazione finale, mentre nelle sue FAQs (Frequently Asked Questions, cioè le domande più gettonate della relazione stessa) citi gli scoppi come “sbuffi di fumo”, sostenendo che “la massa crollante del palazzo aveva compresso l’aria sottostante – quasi come l’azione di un pistone – forzando il fumo e i detriti fuori dalle finestre mentre i piani inferiori crollavano sequenzialmente”.
Secondo Ryan, la spiegazione del NIST non è valida. “I piani delle Torri – sostiene lo scienziato – non erano containers chiusi e altamente pressurizzati in grado di generare alte pressioni abbastanza forti da far scoppiare le finestre.
La massa crollante avrebbe dovuto agire come un disco piatto che esercita una pressione uniforme su tutti i punti. Ma le sezioni superiori, esse stesse disintegrate come si vede nei video, non possono esercitare una pressione uniforme. Anche prendendo in considerazione un ipotetico perfetto container e una pressione uniforme, usando la Legge del Gas Ideale per calcolare il cambiamento della pressione, noi possiamo determinare che la pressione dell’aria non potrebbe aumentare abbastanza per far scoppiare le finestre.
Gli scoppi contenevano detriti polverizzati, non fumo e polvere. Inoltre i detriti del palazzo da 20 a 30 piani sotto la zona del crollo, non potevano essere polverizzati ed espulsi lateralmente dalla pressione dell’aria”.

I racconti dei testimoni delle esplosioni
Oltre al ricco materiale fotografico e televisivo riguardante la distruzione delle Torri Gemelle, bisogna considerare anche il numero delle testimonianze raccolte dal New York Fire Department (FDNY) nella sua relazione World Trade Center Task Force Interviews che comprende da 10.000 a 12.000 pagine di dichiarazioni giurate di oltre 500 dipendenti dello stesso FDNY. Non solo.
Il dottor Graeme MacQueen,  professore emerito di Studi Religiosi alla McMaster University, ha documentato al capitolo 8 del suo The 9/11 Toronto Report, 156 testimoni oculari che hanno parlato esplicitamente delle esplosioni che hanno visto e sentito durante il crollo delle Torri.
Di questi 156, 121 appartengono al FDNY e 14 alla Port Authority Police Department. Altri 13 sono giornalisti presenti sul posto. Il professor MacQueen riporta che, in caso di incendio di edifici, si registrano quattro tipi di esplosioni: da vapore, da impianti elettrici, da fumo e da combustione.
I vigili del fuoco del FDNY sanno riconoscere questi fenomeni, anche perché sono irregolari e certamente non sincronizzati. Invece, nel caso delle Torri Gemelle, i testimoni hanno parlato di esplosioni precise e distanziate di pochi secondi l’una dall’altra, tanto che alcuni si sono spinti ad affermare che “le Torri Gemelle sono state distrutte dalle esplosioni”. “Si è arrivati al punto – spiega Cristopher Fenyo nell’intervista che ha rilasciato al WTC Task Force – che è infuriata una discussione sulla percezione che abbiamo avuto circa il fatto che il palazzo sembrava fosse stato fatto saltare in aria con delle cariche”. “In effetti, ho pensato che stava esplodendo – ricorda John Coyle, un altro testimone – Questo è ciò che ho pensato in seguito per diverse ore… Penso che chiunque a quel punto pensasse che quei palazzi fossero esplosi”.
Nonostante il NIST si ostini ad ignorare le testimonianze, sostenendo invece che non ci siano prove di esplosioni nelle Torri Gemelle, il professor MacQueen, riferendosi alla relazione dei vigili del fuoco di New York, afferma: “Abbiamo avuto 118 testimoni su 503 intervistati.
Circa il 23 per cento del gruppo sono testimoni delle esplosioni. A mio avviso, questa è un’alta percentuale di testimoni, specialmente considerando che a queste persone non sono state rivolte domande circa le esplosioni e, nella maggior parte dei casi, neanche sono state poste domande circa il crollo delle Torri. I testimoni che abbiamo sentito sono stati volontari e, di conseguenza la loro quantità rappresenta non il massimo numero delle testimonianze, ma il minimo”.
In conclusione, il dossier sostiene che il NIST, decidendo di non indagare a fondo su quelle che sono state le vere cause del crollo delle Torri Gemelle, ha condotto una “piccola analisi” sul comportamento tenuto dalle strutture edilizie, ignorando volutamente qualunque prova ne potesse derivare. Di conseguenza, il NIST è giunto a conclusioni di carattere speculativo e non scientifico. D’altra parte, l’ipotesi della demolizione controllata spiega largamente tutto ciò che è effettivamente accaduto.

La distruzione della terza Torre (WTC 7)
La terza Torre è crollata su se stessa intorno alle 17 dell’11 settembre, senza essere stata colpita da nessun jet o comunque coinvolta nel crollo delle altre due Torri. Per il NIST, l’evento è normale e rientra nella logica delle cose. L’incendio si sarebbe esteso anche al terzo edificio del complesso, indebolendone le strutture e facendolo crollare. Oltre alla spiegazione verbale, il NIST non ha fornito alcuna motivazione strutturale o scientifica.
Secondo David Chandler, docente di fisica che ha studiato a fondo il comportamento del WTC 7, tale spiegazione è del tutto inconsistente. “La terza legge di Newton – afferma il professor Chandler nel suo articolo Free Fall and Building 7 on 9/11 (Caduta libera e il palazzo 7 il 9/11) – spiega che quando gli oggetti interagiscono, essi esercitano sempre una forza uguale ed opposta l’uno verso l’altro. Di conseguenza, mentre un oggetto è in caduta libera, se esso esercita una qualunque forza durante il suo percorso, incontrerà degli oggetti che lo spingeranno indietro, rallentandone la caduta. Se dunque un oggetto è osservato essere in caduta libera, possiamo concludere che nulla su quel sentiero esercita una forza per farlo rallentare...”.
E continua: “La caduta libera non è compatibile con qualunque scenario naturale che abbia a che fare con la debolezza, la deformazione o la frantumazione delle strutture, in quanto in ognuno di questi scenari ci sarebbero grandi forze di interazione con le sottostanti strutture, che avrebbero fatto rallentare la caduta… Il crollo naturale risultante da caduta libera, semplicemente non è plausibile…”.
Il professor Chandler giunge dunque alla conclusione che la caduta libera del WTC 7 è la prova lampante della demolizione controllata. Per confutare questo risultato, il NIST interviene sostenendo che, nel caso del WTC 7, non vi fu caduta libera poiché 18 piani dell’edificio sono crollati in 5,4 secondi, cioè con un margine del 40% più lungo (circa 1,5 secondi) rispetto al tempo stimato della caduta libera. Nonostante questa divergenza di vedute (anche perché pare che l’edificio per circa un secondo sia rimasto fermo, prima di crollare su se stesso), il professor Chandler ha fatto notare che “il crollo non è avvenuto per il cedimento di una colonna, o di alcune colonne o di una sequenza di colonne. Tutte le 24 colonne interne e le 58 perimetrali sono state rimosse simultaneamente nell’arco di otto piani e in una frazione di secondo. In questo modo la metà superiore dell’edificio è rimasta intatta”.

Dismembramento strutturale in un cumulo di rifiuti
Così come le Torri Gemelle, anche la struttura metallica del WTC 7 è stata completamente smembrata e i detriti hanno formato un compatto cumulo di rifiuti nell’ambito del perimetro dell’edificio. E anche in questo caso lo smembramento dell’edificio si può spiegare soltanto con la demolizione controllata.
Del resto, come spiegava nel corso di un’intervista del 1996 Stacey Loizeaux della Controlled Demolition Inc., i demolitori agiscono da due a sei piani, a seconda dell’altezza del palazzo, per colpire le colonne portanti e far crollare l’edificio su se stesso, riducendo anche la grandezza degli eventuali detriti. Inoltre, più che di “esplosione” si dovrebbe parlare di “implosione”, in quanto il palazzo deve crollare senza uscire dal proprio perimetro. Come, appunto, è accaduto nel caso del WTC 7.
C’è poi il discorso delle esplosioni. Il NIST, sempre per confutare l’ipotesi della demolizione controllata, afferma che i testimoni presenti sul posto non hanno udito alcuna esplosione. Invece, come dimostrano i video e le testimonianze, i botti ci furono e in molti li sentirono prima e durante la distruzione. “Improvvisamente ho guardato verso l’alto e ho visto che il palazzo crollava su se stesso – afferma Craig Bartmer, ex agente di polizia di New York – Ho cominciato a correre e per tutto il tempo ho sentito thum, thum, thum, thum, thum. Credo di riconoscere un’esplosione, quando la sento”.
“Abbiamo sentito delle esplosioni – dice il volontario Kevin McPadden – Come BA–BOOOOOM! ... ed era come un suono distinto BA–BOOOOOM. Si poteva sentire un rombo nel terreno, come se ci si volesse aggrappare a qualcosa”.
Tra le altre testimonianze, c’è anche quella della cronista televisiva Ashleigh Banfield della MSNBC, che si trovava proprio nei pressi del WTC 7 quando è crollato. Nel servizio televisivo che lei stava realizzando, ad un certo punto si sente una forte esplosione e lei dice: “O mio Dio… Ci siamo”. Circa sette secondi dopo che lei aveva sentito la forte esplosione, il WTC 7 è crollato.

Preconoscenza della distruzione del WTC 7
Circa un’ora dopo la distruzione delle Torri Gemelle, le autorità hanno cominciato a parlare del crollo del WTC 7 con un alto grado di sicurezza e di precisione. Le loro anticipazioni erano talmente certe che alcuni giornali hanno scritto del crollo del WTC 7 ancora prima che avvenisse. Di primo acchito verrebbe da dire che la previsione fosse basata sulla deduzione di quanto era accaduto alle Torri Gemelle.
Tuttavia, quando i filmati video furono esaminati con calma, ci si accorse che la notizia era basata su una precisa conoscenza dei fatti. Dal momento che gli ingegneri si definivano sbalorditi per quanto era accaduto al WTC 7, come facevano le autorità  a predire un evento che neanche gli ingegneri sapevano spiegarsi quattro anni e mezzo dopo ?
Del resto, ci sono prove inconfutabili di esplosioni avvenute nell’edificio: durante una ripresa televisiva, la CNN ha registrato l’inconfondibile suono di un’esplosione proveniente dal WTC 7 e l’urlo di un  operaio che avvertiva come il WTC 7 “stava esplodendo”, pochi secondi prima del crollo. Nonostante tutto questo, il NIST si è rifiutato di prendere in considerazione qualunque prova.

Le reazioni ad alta temperatura della termite
Secondo la NFPA 921, cioè la guida ufficiale americana le cui norme devono essere seguite in caso di indagini inerenti eventuali incendi o esplosioni, è necessario valutare tutte le possibili fonti per accertare le cause dei disastri sui quali si indaga. Una di queste fonti, da prendere in considerazione nell’eventualità di fusione dell’acciaio, è la termite. Si tratta di una miscela esplosiva altamente incendiaria, a base di polvere di alluminio e triossido di ferro, in grado di sciogliere istantaneamente l’acciaio.
Normalmente, la termite viene usata per saldare i binari e per usi militari (all’interno delle granate). Ebbene, per evitare di parlare della termite nel caso dell’11 Settembre, il NIST si è rifiutato di adottare la consueta procedura della NFPA 921 “negando, ignorando o accampando spiegazioni di carattere speculativo, non basate su analisi di tipo scientifico”. E questo, afferma il dossier, “in quanto non esiste alcuna plausibile e logica spiegazione della presenza di reazioni chimiche ad alta temperatura, se non quella di una demolizione controllata, usando meccanismi a base di termite”.
Secondo il NIST, i rivoli di metallo fuso che fuoriuscivano già dalla Torre 2 prima del crollo totale, erano di alluminio fuso. C’è un problema, però.
Come si vede distintamente dai video sul disastro di New York, i rivoli di metallo fuso che fuoriuscivano dalle Torri Gemelle erano di un giallo-fuoco brillante, mentre l’alluminio fuso è di colore argenteo. Come spiega il dottor Steven Jones nel suo Why Indeed Did the WTC Buildings Completely Collapse (Perché davvero gli edifici del WTC sono completamente crollati), “Il color giallo implica un metallo fuso con una temperatura approssimativa di 1000 °C, evidentemente al di sopra di quella che l’incendio da idrocarburi avvenuto all’interno delle Torri avrebbe potuto produrre. Inoltre, il fatto che il metallo liquido tendesse ad una sfumatura color arancio in prossimità del terreno… esclude ulteriormente la presenza di alluminio”.
Il NIST, non appena si è reso conto che la sua posizione era indifendibile, ha cercato di correre ai ripari sostenendo che “il color arancio era dovuto al fatto che l’alluminio liquido si era mescolato con solidi materiali organici, cambiando colore”. Tuttavia il NIST non si è premurato di verificare se questa affermazione corrispondesse alla realtà. Lo ha fatto, invece, il dottor Jones accertando che, anche in quel caso, “l’alluminio fuso non altera affatto il suo colore”.

Metallo fuso tra i detriti
A complicare la situazione del NIST, che palesemente cercava di “vendere” soluzioni diverse dalla realtà oggettiva, c’erano le testimonianze in loco. Leslie Robertson, uno dei progettisti delle Torri Gemelle, ha raccontato: “Eravamo al livello B-1 e uno dei vigili del fuoco ha detto: ‘Credo che questo dovrebbe interessarvi’. E ci ha mostrato un grosso blocco di cemento sul quale scorreva un piccolo rivo di acciaio fuso”.
Ma non fu l’unico testimone. Il capitano Philip Ruvolo ricorda la scena a cui assistette insieme ad altri vigili del fuoco: “Se guardavi sotto, vedevi acciaio fuso, acciaio fuso che scorreva giù, lungo i canali delle inferriate, come se fossimo stati in una fonderia, come lava”.
Secondo il NIST, il più alto grado di temperatura raggiunto dagli incendi nelle Torri, è stato di 1.100 °C. Tuttavia, l’acciaio delle strutture non comincia a fondere con meno di 1.482 °C. Come si spiega, dunque, la presenza del metallo fuso? Il NIST semplicemente non risponde, ignorando il problema.

Acciaio solforato nel WTC 7
Ben presto un altro importante dettaglio metteva in grosse difficoltà il NIST e i suoi investigatori. Come hanno scritto James Glanz e Eric Lipton sul New York Times nel febbraio del 2002, parlando di alcuni pezzi di acciaio provenienti dal WTC 7, “Un’analisi preliminare del Worcester Polytechnic Institute… suggerisce che zolfo rilasciato durante gli incendi -  nessuno sa da dove – possono essersi combinati con atomi dell’acciaio formando un composto che si scioglie a temperature più basse”.
Pare che i docenti del WPI fossero scioccati dall’apparenza di “formaggio svizzero” assunta dai frammenti di acciaio. Come era potuto accadere? La risposta è venuta dal dottor Steven Jones che nel suo “Revisiting 9/11 – Applying the Scientific Method” (Rivisitare l’11 Settembre – Applicando il Metodo Scientifico) afferma: “Una semplice spiegazione per l’origine dello zolfo, così come per la corrosione e l’erosione da alta temperatura, è la termate, che viene prodotta quando lo zolfo è aggiunto alla termite. Quando si aggiunge lo zolfo alla termite, si fa in modo che l’acciaio fonda ad una temperatura molto più bassa e più velocemente. Per cui, invece di avere un grado di fusione a 1.538 °C, fonde a circa 988 °C e si ottengono la solforazione e l’ossidazione dell’acciaio attaccato…”.
Ancora una volta il NIST ha ignorato l’evidenza, rispondendo che di fatto non era possibile analizzare un pezzo di acciaio proveniente dal WTC 7, in quanto tutti i detriti erano stati portati via da un pezzo, quando le indagini sono iniziate.
In seguito, ricevendo ulteriori pressioni, il NIST ha ammesso di aver fatto analizzare un pezzo di acciaio proveniente dal WTC 7 (prima ne aveva negato l’esistenza),  ma dagli esami non era risultato nulla.

Sfere di ferro e altre particelle nella polvere del WTC
Tre diversi studi scientifici hanno accertato la presenza di altissime temperature durante la distruzione delle Torri Gemelle. Il primo, The RJ Lee Report, presentato nel maggio 2004, era intitolato WTC Dust Signature (WTC La firma della polvere) e aveva identificato nella polvere del WTC “sfere di ferro e sfere o vescicole di particelle di silicio, che risultano essere prodotte dall’esposizione ad alte temperature”. Nel dettaglio, era spiegato che mentre nella normale polvere di un edificio le particelle di ferro costituiscono fino allo 0,4 per cento, in quella del WTC la percentuale era del 5,87 per cento. Inoltre, molto alta era anche la percentuale di ossido di piombo, prodotto quando il piombo raggiunge il suo punto di ebollizione a 1.749 °C.
Il secondo documento era The USGS Report, presentato nel 2005 come studio dell’US Geological Survey con il titolo Particle Atlas of World Trade Center Dust (Atlante delle particelle nella polvere del World Trade Center). Questo studio rivelava nella polvere particelle ricche di sfere di ferro.
Il terzo studio è stato pubblicato dal dottor Steven Jones e altri sette scienziati nel 2008 con il titolo Extremely High Temperatures during the World Trade Center Destruction (Temperature estremamente alte durante la distruzione del World Trade Center). In questo caso sono state rintracciate nella polvere del WTC sfere di ferro e silicati, oltre ad altre di molibdeno. Tutto questo materiale è stato vaporizzato nell’aria a causa di altissime temperature. Nel caso del molibdeno, il suo punto di fusione è a 2.623 °C.

Nano-termite nella polvere del WTC. Ma le sorprese non sono finite qui.
Nell’aprile del 2009 un gruppo di scienziati guidati dal dottor Niels Harrit, un esperto di nano-chimica che ha insegnato per oltre 40 anni all’Università di Copenaghen, ha pubblicato sulla rivista internazionale Open Chemical Physics Journal, un articolo intitolato Active Thermitic Materials Discovered in Dust from 9/11 World Trade Center Catastrophe (Materiali termitici attivi scoperti nella polvere della catastrofe dell’11 Settembre al World Trade Center).
Questo studio ha rivelato la presenza di nano-termite (e cioè una specie di termite esplosiva progettata a livello di nano-particelle) nella polvere seguita al disastro. I campioni da analizzare furono prelevati in due riprese: il primo venti minuti dopo il crollo del WTC 1, gli altri due nel giorno successivo. Lo studio giunse alla conclusione che WTC 1, WTC 2 e WTC 7 furono tutti distrutti  da demolizione controllata e altri materiali incendiari. Inutile dire che, anche questa volta, il NIST ha ignorato la richiesta dei ricercatori indipendenti sulle cause che hanno portato alla distruzione del WTC.

Le prove del NIST per il fallimento dell’incendio indotto
Premesso che il NIST riuscì ad ottenere 236 pezzi dell’acciaio del WTC, il risultato delle sue analisi è sempre stato in aperta polemica con i sostenitori della demolizione controllata. In tutti i modi il NIST ha provato a ribattere alla pioggia di critiche di chi portava prove e fatti a dimostrazione che le tre Torri siano state intenzionalmente distrutte con  esplosivi. Il problema è che, in realtà, non ci sono prove a supporto della teoria che gli incendi abbiano fatto crollare edifici a struttura metallica come quelli. Il NIST ha provato anche a costruire modelli digitali per dimostrare le proprie tesi, ma sono sempre mancate le prove scientifiche per poter affermare senza possibilità di dubbio che, in effetti, siano proprio stati gli incendi ad abbattere quei giganti della moderna edilizia e ad uccidere quasi tremila persone. L’unica possibilità per accertare la verità resta dunque quella di una nuova indagine parlamentare, libera dal controllo governativo e dalla supervisione politica. Intanto, gli Architetti & Ingegneri per la verità sull’11 Settembre hanno presentato un esposto internazionale affinché l’AIA Convention 2016 appoggi una nuova indagine su quanto accadde quel giorno a New York. Di certo anche l’attuale governo degli USA non ha alcun interesse a mettere in piazza eventuali responsabilità governative sull’11 Settembre.
L’americano medio non può e non vuole accettare l’idea che il proprio governo sia implicato in un atto criminale di quelle proporzioni.  Che fine farebbe la fiducia degli americani verso le proprie istituzioni ? Dunque, al momento, tutto resta vago e indefinito.
L’unica cosa certa è che le 2974 vittime degli attentati al WTC di New York (2999 se si calcolano anche quelle morte in seguito) restano sempre in attesa di giustizia.
Se il tempo sarà galantuomo, prima o poi i colpevoli di questa immane strage avranno un nome e un cognome, additati al pubblico disprezzo dall’umanità intera.
Tratto da: rinodistefano.com

Continua in: 11 Settembre - 2

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