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Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
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FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini (da Panorama di Apr. 2008)
SOLO il 2 % degli
studi clinici per testare i farmaci a scopo
pediatrico, si basa su Comitati di Controllo
Indipendenti (non legati ad
industrie farmaceutiche), per valutare
l’eventuale presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi,
effettuata dall’Universita’ di Nottingham (UK)
ed apparsa sulla rivista Acta Pediatrica
di 739 trial internazionali effettuati fra il
1996 ed il 2002, ed alcuni test comprendevano
anche adulti assieme ai bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva
il modo in cui era stato condotto il
monitoraggio sulla sicurezza, solo 13 su 739
avevano comitati composti da membri NON
arruolati dalle
aziende farmaceutiche !
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui
l’ipertensione, emorragie, insufficienza renale,
psicosi, ecc.) sono state segnalate in circa 37
% dei trial; nell’11 % le reazioni erano da
moderate a serie, e 6 studi clinici sono stati
interrotti precocemente a causa della
grave tossicita’
del
farmaco; non a caso erano anche quelli con
comitati di controllo indipendenti !
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L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della
PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI....
e di molti Farmaci e Vaccini (vedi la
trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
La più importante agenzia statale americana per
il controllo sui cibi e sui farmaci, la Food And
Drug Administration, ha approvato i cibi
modificati geneticamente malgrado le morti che
avevano causato e gli avvertimenti dei suoi
stessi scienziati sui gravi rischi che essi
comportano.
Nel maggio 1998 l'Alliance for Bio-Integrity con
una coalizione di scienziati, leaders religiosi
e consumatori, ha fatto causa alla Food and Drug
Administration per ottenere test obbligatori di
sicurezza e l'etichettatura dei cibi
geneticamente modificati. Nove scienziati che
ricoprono importanti funzioni nelle Università e
nei centri di ricerca, si sono uniti alla
coalizione perché ritengono che la politica
dell'FDA è scientificamente scorretta e
moralmente irresponsabile.
La Corte Federale ha obbligato l'FDA a
consegnare all'avvocato dei querelanti le 44.000
pagine del suo archivio interno.
Questi documenti, oltre a contraddire
l'affermazione dell'FDA che la sua politica ha
fondamenti scientifici, dimostrano che l'agenzia
ha violato la Legge americana su cibo, medicine
e cosmetici permettendo che i cibi geneticamente
modificati fossero introdotti sul mercato senza
essere sottoposti a sperimentazioni, sulla base
del presupposto che sono generalmente
riconosciuti sicuri da esperti qualificati.
Perché è avvenuto tutto questo ?
Durante l'amministrazione Reagan, quando
l'economia degli Stati Uniti aveva seri problemi
e c'era un grosso squilibrio negli scambi
commerciali, molti esperti erano alla ricerca di
aree attraverso il cui sviluppo si poteva
lanciare di nuovo l'economia degli USA e, in
particolare, l'esportazione.
Quella che all'epoca era la giovane tecnologia
della bioingegneria era uno dei settori più
promettenti. È stata quindi emessa una direttiva
per tutte le Agenzie federali, come l'FDA,
l´Agenzia per la Protezione dell'ambiente ed il
Dipartimento di Agricoltura di promuovere al
massimo l´industria biotecnologica e di
facilitare l'introduzione di questi prodotti sia
negli USA che nei paesi esteri. Questo tipo di
politica fu spinta moltissimo anche sotto la
presidenza di Bush e poi di Clinton.
L'FDA ha ammesso di aver operato sotto una
direttiva "per favorire" l'industria biotech
americana sulla base del presupposto che i cibi
bioingegnerizzati sono essenzialmente uguali
agli altri. Ma la linea politica dell'FDA ha
incontrato una forte resistenza da parte dei
suoi stessi scienziati, che negli anni `90-´92
hanno portato avanti quella che si può definire
la più accurata analisi fino ad ora attuata sui
cibi OGM.
Sulla base dei risultati di questa analisi essi
hanno ripetutamente segnalato che la
bioingegneria, alterando l'attività cellulare,
può condurre alla produzione di tossine
inaspettate, allergeni e sostanze cancerogene.
La Dott.ssa Linda Kahl, funzionario dell'FDA,
incaricata di sintetizzare tutte le affermazioni
degli scienziati dell'agenzia, ha affermato che
l'agenzia stava "cercando di far entrare un
piolo quadrato in un buco rotondo... cercando di
forzare la conclusione finale che non c'è
nessuna differenza tra cibi modificati con l´
ingegneria genetica e cibi modificati con
pratiche di riproduzione tradizionali".
Inoltre il Dott. Jim Maryanski, Coordinatore
della Biotecnologia dell'FDA, ha riconosciuto
che, nella comunità scientifica in generale, non
c'è alcun consenso sulla sicurezza dei cibi
modificati geneticamente e che gli scienziati
dell'FDA hanno consigliato che essi dovrebbero
essere sottoposti
a speciali test, inclusi i test tossicologici.
Nondimeno, la motivazione dell'FDA per
promuovere l'industria biotech era così forte
che essa, non solo ha ignorato gli avvertimenti
dei suoi stessi scienziati sui rischi specifici
dei cibi manipolati geneticamente, ma ha
nascosto le prove della pericolosità dei cibi
transgenici e ha preso una posizione pubblica
che sostiene l'opposto. L´FDA ha mentito
consapevolmente affermando in una dichiarazione
ufficiale: "L'agenzia non è a conoscenza di
alcuna informazione che dimostra che i cibi
derivanti da questi metodi nuovi differiscono
dagli altri cibi in alcun modo significativo o
uniforme...".
Così, benché esperti dell'agenzia abbiano
consigliato che i cibi geneticamente
ingegnerizzati dovevano essere sottoposti a test
speciali, i burocrati responsabili della
politica hanno proclamato che questi cibi non
richiedono alcun test.
L'avvocato Druker ha affermato che, se fosse
stata detta la verità, cioè ciò che è emerso
dalle analisi degli scienziati, nessun cibo
manipolato geneticamente sarebbe potuto entrare
negli anni '92/'95 nel mercato americano che poi
li ha esportati in Europa e in tutto il mondo e
la popolazione mondiale non sarebbe stata
esposta a questo grave rischio. Si può quindi
parlare di genocidio legalizzato.
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FDA collusa con case farmaceutiche -
Il profitto al
costo della salute
Ma la frase dà anche il titolo (l'aggiunta
finché morte non ci separi è nostra) al
documentario "We'll take care of you" realizzato
da Lattanzio Firmian e Alberto Baudo e premiato
allo Swansea International Film Festival che si
svolge nel Regno Unito per la categoria "Best
Documentary".
Un filmato terribilmente inquietante per il suo
essere estremamente veritiero, attraverso il
quale Firmian, un neurologo che lavora in un
importante ospedale newyorkese e Baudo,
giornalista e produttore televisivo, hanno messo
a nudo l'industria
farmaceutica, l'FDA
(Food and drug administration) ed il sistema
sanitario statunitense.
L'indagine prende spunto dallo scandalo Vioxx,
il farmaco contro i dolori reumatici che prima
di essere ritirato dal mercato, tra il 1999 ed
il 2004 ha ucciso 60mila persone per infarto.
Come dice nel documentario David Graham, lo
scienziato a capo della sperimentazione di nuovi
farmaci per la FDA: "Una cifra paragonabile al
numero dei morti causati dalla guerra in Viet
Nam, ma nessuno protesta nelle piazze, oppure
come se ogni settimana cadesse un Boeing per
quattro anni e nessuno dice niente".
"Solo la punta di un iceberg" - ci spiega Baudo
mentre ci racconta com'è nato "We'll take care
of you". "Firmian - continua il giornalista -
il mio socio nonché medico, un giorno mi ha
raccontato di essere stato molto turbato dalla
vicenda Vioxx e mi ha spiegato come il sistema
sanitario americano presti il fianco ad
operazioni corsare delle case farmaceutiche e di
come l'FDA che dovrebbe controllare la bontà di
un farmaco in realtà non assolve il suo compito
proprio a causa di questo intreccio perverso con
l'industria farmaceutica".
Il documentario inizia con una scena da far
west, dove ci sono "Il buono, il brutto e il
cattivo", ed i buoni non sono sicuramente
identificabili con le case farmaceutiche e l'FDA,
al contrario sono un pugno di coraggiosi, i
cosiddetti whistleblowers, le talpe, le gole
profonde che si sono ribellate al sistema.
"I nostri whistleblowers sono David Graham e
Peter Rost, vice-presidente del settore
Marketing della Pfizer, la più grande casa
farmaceutica al mondo. Sono loro che ci hanno
raccontato i retroscena che ci sono dietro la
sperimentazione di un farmaco e la sua messa in
commercio".
Come avete fatto a dimostrare la veridicità
di quelle informazioni ?
"Siamo andati alla ricerca delle vittime di
questo sistema, ma le storie non bastavano a
dimostrare certi fatti e visto che non potevamo
certo bussare alla porta della Merck
(produttrice del Vioxx, ndr) o della Pfizer e
dirgli che i loro informatori scientifici vanno
dai medici e offrono loro dei premi, siamo
riusciti ad infiltrarci in alcuni congressi
medici ed abbiamo rubato le immagini che
testimoniano l'avvicinamento dei medici da parte
di questi informatori scientifici. Non abbiamo
reso noto i nomi, così come non abbiamo
pubblicato tutte le immagini acquisite perché il
nostro obiettivo non è quello di colpire i
singoli piuttosto esporre il sistema corrotto.
Qui ci troviamo di fronte a reati di corruzione
e concussione".
Qual è il giro di affari che ruota intorno
all'industria farmaceutica ?
"L'industria farmaceutica è la seconda al mondo
dopo quella delle armi, si parla di miliardi di
dollari".
Il titolo che avete scelto, dopo aver guardato
il documentario, più che essere rassicurante "We'll
take care of you", lascia letteralmente di
ghiaccio...
"Sì, e pensiamo alla promozione televisiva con
la quale l'industria farmaceutica bombarda gli
utenti, è una cosa che non esiste perché i
consumatori non sono medici e non possono
decidere da soli che tipo di farmaco prendere e
d'altro canto gli stessi medici sono "corrotti"
e prescrivono un determinato medicinale
incondizionatamente. C'è, inoltre, la questione
dei trials, che fanno direttamente le case
farmaceutiche visti gli altri costi che
comportano e hanno il diritto di rendere noti
quelli che vogliono loro. Ad esempio, se su
mille pazienti tre hanno avuto un attacco
cardiaco, le aziende farmaceutiche non lo
dicono, pubblicano, quindi, solo dati parziali".
Veniamo alle responsabilità politiche in
questo gioco delle parti.
"Per ogni congressman ci sono due lobbyist
farmaceutici che hanno il compito di convincerli
a fare leggi a loro favore. Sono lì a tempo
pieno a Washington e visto che i politici hanno
bisogno di soldi per sostenere le loro campagne,
sono finanziati anche dalle aziende produttrici
di farmaci, è come dire che la democrazia
americana è "for sale"".
Nel documentario si parla di altri due farmaci "Premarin"
per il trattamento della menopausa e "Zolofot",
un antidepressivo usato per i bambini e che ha
avuto conseguenze purtroppo tragiche.
"Per raccogliere le nostre storie abbiamo
viaggiato l'America in lungo e in largo ed
abbiamo raccolto la testimonianza di due
genitori che hanno perso una figlia adolescente.
Questa ragazza non ha dato problemi fino a 16
anni, poi è andata "in crisi", o meglio stava
attraversando quel periodo caratteristico
dell'adolescenza. La famiglia si è rivolta al
medico della scuola che ha prescritto alla
ragazza questo antidepressivo pesantissimo.
Dopo tre giorni la giovane ha cominciato a dare
segni di squilibrio e alla fine i genitori
l'hanno trovata impiccata nel garage di casa.
Dalla nostra indagine è venuto fuori un dato
inquietante, ossia gran parte degli studenti
americani viene messa sotto qualche tipo di
farmaco psicotropico, i più diffusi sono quelli
per curare l'ADHD e la depressione
adolescenziale. E riguardo alla famiglia della
ragazza suicida, solo dopo un anno di battaglie
sono riusciti a far sì che la casa farmaceutica
inserisse nel prodotto una "black-box" dove si
diceva che tra gli effetti indesiderati poteva
causare il suicidio".
Qual è l'intreccio dietro FDA e case
farmaceutiche ?
"È sufficiente dire che la maggior parte dei
salari degli impiegati della FDA vengono pagati
dall'industria farmaceutica. Si potrebbe
tranquillamente chiedere ad un dipendente FDA
"Ma tu per chi lavori?". Ancora più perversa è
quella che si potrebbe definire politica della "revolving
door", ossia si entra in FDA, quindi con un
stipendio modesto, e si finisce a lavorare per
le case farmaceutiche con stipendi profumati. È
come un'equazione matematica: gli scienziati
della FDA che devono mettere il timbro per
autorizzare la messa in commercio del farmaco, e
se si comportano bene finiscono la loro carriera
altrove e con salari altissimi. Aggiungo che l'FDA
quando deve decidere se un farmaco può rimanere
in commercio o meno, si appoggia ad un comitato
di medici esperti, purtroppo si è scoperto che
il 75% di questi medici ha intrecci con le case
farmaceutiche".
Tra qualche giorno uscirà nelle sale il film di
Micheal Moore "Sicko", ci sono delle analogie
con i contenuti del vostro documentario ?
"Non direi perché Moore non ha detto una parola
sulle case farmaceutiche. Lui se l'è presa con
il sistema delle assicurazioni ma non si è
voluto esporre oltre, non è andato contro
l'industria dei farmaci".
"We'll Take Care of You" è stato selezionato e
premiato anche da altri festival, Flint, Long
Island International Film Expo, Diy Los Angeles,
Everglades, Sud Africa, Declaration of
Independence, GB, DeReel, Australia ed è stato
interamente autoprodotto da Baudo e Firmian.
"È stato un servizio che abbiamo voluto fare per
la società" - ha commentato Baudo, purtroppo
aggiungiamo noi, nonostante le denunce "nessuno
andrà in prigione" come si dice nel documentario
e le case farmaceutiche continueranno a
"prendersi cura di noi" alla loro maniera.
Tratto da. :
http://www.oggi7.info/2007/08/31/147-il-profitto-costo-della-salute
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La salute è un
affare, un mercato con cifre colossali.
Questo è il primo problema.
Un malato, o un supposto malato è una fonte di
reddito quasi inesauribile.
Più una/o di noi è malata/o e più procura
guadagni.
Il sistema economico in cui operiamo ha come
riferimento il PIL, il prodotto interno lordo,
la somma di tutte le entrate di tutte le
attività economiche.
Quando avviene un incidente il PIL aumenta.
Quando avviene un disastro il PIL aumenta molto.
In particolare un malato fa quasi sicuramente
aumentare il PIL, una persona sana può far
diminuire il PIL.
Un esame (la cosiddetta medicina preventiva) fa
aumentare il PIL, un abbonamento in palestra fa
aumentare il PIL, una passeggiata in un bosco
vicino a casa non fa aumentare il PIL,
coltivarsi l'insalata nell'orto vicino a casa
senza concimi chimici fa diminuire il PIL.
Ciò che fa aumentare le ricchezze delle aziende
fa aumentare il PIL, ciò che fa migliorare la
salute e il benessere delle persone spesso fa
diminuire il PIL.
Meno PIL, meno tasse, meno tasse meno soldi in
mano allo Stato, meno soldi in mano allo Stato,
meno soldi in mano a chi amministra i soldi
dello Stato.
Le medicine non convenzionali hanno un
grandissimo difetto: spesso funzionano, ma
soprattutto quasi sempre non fanno gravi danni.
In USA (ma vale per il resto del mondo,
occidentale e non solo) hanno stabilito che gli
interventi sanitari (farmaci, operazioni
chirurgiche, ecc.) sono la principale causa di
morte. Più del cancro.
Se sono la principale causa di morte, c'è da
aspettarsi che siano anche la principale causa
di malattia. E la principale causa di guadagni
per il sistema industriale sanitario.
Per chi guadagna sulla malattia, le pratiche che
aiutano le persone a rimanere sane o a guarire
sono la peggior concorrenza che si possa
immaginare.
L'industria della malattia, come ogni industria,
ha bisogno di sempre più clienti che spendano
sempre di più. E quindi deve convincerci che
siamo malati, senza possibilità di guarigione e
che abbiamo continuamente bisogno di interventi
sanitari per star meglio.
L'industria della malattia combatte con tutti i
mezzi, leciti e illeciti, come ogni attività
economica, chi tenta di guarire e chi propone
stili di vita che aiutano a vivere in salute.
Il cancro è la più grande fonte di guadagno. E
allora chi suggerisce la possibilità di curarlo
viene perseguitato con grande energia.
I bambini sono naturalmente sani e pieni di
energia. E allora bombardiamoli di onde di vario
tipo (ecografie) nella gravidanza. Facciamoli
nascere in ambienti rumorosi e con luci
accecanti per attaccare fin dal primo momento il
loro sistema nervoso. Introduciamo nel loro
organismo ancora in crescita e così delicato
ogni sorta di veleno chimico tramite vaccini,
antibiotici e altri farmaci chimici.
Se qualcuna/o ottiene dei risultati nella cura
di qualche malattia "Incurabile" va subito
accusato di essere un impostore, che vende
illusioni ai malati "incurabili". E come
potrebbe essere diverso ?
Il malato è una gallina dalle uova d'oro e chi
pretende di guarirlo deve essere eliminato in
gran fretta.
Per questo le medicine non convenzionali devono
prima di tutto essere inglobate e snaturate,
ossia devono diventare costose e inefficaci:
solo quando avranno perso la capacità di
prevenire e guarire le malattie potranno essere
accettate all'interno di questo sistema
sanitario.
Ovviamente esistono le eccezioni, come può
avvenire che ci siano persone oneste che
lavorano in banca o in politica o nei grandi
giornali o nelle principali reti TV, ma prima o
dopo verranno eliminate o se ne andranno di loro
iniziativa.
Prodi o Berlusconi non fa differenza: i partiti
politici hanno caratteristiche affini alle
organizzazioni a delinquere: nascono e si
sviluppano per far ottenere vantaggi a chi li
finanzia, assicurando privilegi e immunità a chi
ne fa parte.
Quando qualche politico viene accusato infatti,
la discussione non viene indirizzata a
denunciarne le malefatte, ma piuttosto si
discute di come impedire che possa succedere
un'altra volta che le malefatte siano scoperte.
Chi denuncia i crimini diventa l'accusato, il
vero colpevole. E i mezzi utilizzati per
scoprire il crimine sono messi sotto accusa.
Come ci si può quindi aspettare che chi ci
governa, essendo corrotto per definizione, operi
a favore della salute dei cittadini?
Ci si può aspettare che un mafioso si comporti
in maniera onesta e altruista ?
Nel campo della salute la lobby dei medici e
dell'industria sanitaria detiene tutti i posti
di potere e orienta tutte le scelte economiche e
culturali verso un sistema che sostanzialmente
favorisce lo sviluppo di ogni tipo di patologia
ai danni della salute, per i motivi che ho
indicato fin dall'inizio.
Le cure utilizzate prevalentemente sono cure
chimiche capaci di far ammalare chi è sano. Gli
ospedali sono luoghi dove chi è sano si
ammalerebbe facilmente. E così via.
In Italia si calcola che oltre 10 milioni di
persone utilizzano abitualmente medicine non
convenzionali: sono come le coppie di fatto. Lo
Stato ci sopporta malvolentieri, e agisce
metodicamente per renderci la vita difficile e
impedirci di agire liberamente. Governo dopo
Governo le leggi rendono illegale usare erbe,
integratori alimentari, e ogni terapia "dolce" e
non invasiva.
Mentre chi quotidianamente avvelena i pazienti,
ne amplia le sofferenze e ne accelera la morte
viene ossequiato e premiato per i suoi nefasti
risultati.
La decisione di utilizzare una terapia non
convenzionale per il momento è solo una
decisione personale.
Le assicurazioni difficilmente rimborsano i
farmaci e le terapie non convenzionali.
Negli ospedali è molto raro potervi accedere.
La libertà di concorrenza in questo campo, come
in tanti altri, non funziona.
Ogni giorno muoiono milioni di persone di cancro
curato con la chemioterapia. Nessuno si sogna di
denunciare i medici che usano la chemioterapia
per "curare" chi ha il cancro.
Ma se un medico usa qualche altro metodo viene
denunciato, imprigionato, cancellato
dall'Ordine dei Medici, perseguitato in tutte le
maniere possibili.
By Giorgio Gustavo Rosso tratto da una risposta
ad una giornalista di Repubblica Salute
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Le
Cure naturali che il
business sanitario ti nasconde
I medicinali e la maggior parte di quello che
mangiamo ogni giorno ci stanno lentamente
avvelenando, mentre i medici e l'industria
farmaceutica hanno tutto l'interesse a
mantenerci malati e a non farci guarire.
E' questa la tesi, sconvolgente quanto
documentatissima, di Kevin Trudeau, uno dei più
noti difensori dei diritti del consumatore e del
cittadino americano. In questo saggio, che negli
Stati Uniti ha scalato le classifiche di vendita
provocando molto clamore, l'autore solleva
finalmente il coperchio dal vaso di Pandora
degli inganni del business farmaceutico e
alimentare. Ma soprattutto, dopo aver spiegato i
meccanismi del circolo vizioso che le lobby
hanno generato, offre una speranza indicando i
grandi risultati ottenuti da diverse cure
naturali e pratiche
mediche alternative che,
senza farmaci e senza chirurgia, permettono di
combattere le malattie e i disturbi cronici più
frequenti (dall'herpes al mal di testa, dal
diabete alle vene varicose, dalla depressione ai
tumori, dai problemi cardiaci alle allergie) o
di dimagrire (e mantenersi magri per sempre)
senza sforzo. Il tutto aiutando il corpo a
recuperare il suo stato di salute originario.
Kevin Trudeau è uno dei più famosi
rappresentanti dei consumatori americani, molto
attivo soprattutto sul fronte delle
medicine
alternative e della corruzione e conflitti di
interessi tra governo e corporation. Si dedica
alla formazione di diverse fondazioni e ha
devoluto buona parte del suo patrimonio alla
tutela dei consumatori.
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Il business alla base
della ricerca scientifica e dell’eccessivo consumo
di farmaci
Un
articolo di Steve Connor pubblicato sull’inglese The Indipendent1
è subito circolato tra gli addetti ai lavori e gli interessati (vedi il
testo integrale a pag. 8), ci ha informato di qualcosa che chi si occupa
di medicina naturale, o anche più semplicemente chi è un po’ più
attento alla propria salute, sapeva già da tempo e cioè che
quasi tutti i farmaci sono
inefficaci in più della metà dei
pazienti. Quando addirittura non sono nocivi.
L’affermazione non è
dell’uomo della strada di turno intervistato all’uopo, ma è di un
amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (e'
una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.
I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più
se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui
qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche
sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio. Ma partiamo
dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e
vediamo questi dati.
La frequenza di risposta, ossia
la percentuale di efficacia di alcune categorie di farmaci per le
principali patologie attuali è quella che segue:
TABELLA
DELLA FREQUENZA DI RISPOSTA DEI FARMACI
|
Settore
Terapeutico |
%
di efficacia del farmaco
|
|
Alzheimer |
30 |
|
Analgesici
(Cox-2) |
80 |
|
Asma |
60 |
|
Aritmie
cardiache |
60 |
|
Depressione
(SS RI) |
62 |
|
Diabete |
57 |
|
Epatite
C (HCV) |
47 |
|
Incontinenza |
40 |
|
Emicrania
(acuta) |
52 |
|
Emicrania
(profilassi) |
50 |
|
Oncologia |
25 |
|
Artrite
reumatoide |
50 |
|
Schizofrenia |
60 |
Ma l’affermazione più drammatica e
riassuntiva la fa Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della
Glaxo, quando afferma che "la stragrande maggioranza dei farmaci
— più del 90% — funziona solo nel 30-50% degli individui".
Consiglierei di rileggere con molta lentezza l’affermazione qui
esposta e di fare una pausa riflessiva. Credo che per qualsiasi umano di
senno sia una pausa veramente devastante...
Le domande che ci si
accavallano in testa sono tante. L’indignazione sale ?
Vaghi desideri del tipo "Rambo 2, la vendetta"
si affacciano alla mente ? Sicuri ? O forse siamo talmente abituati
all’umiliazione quotidiana delle nostre coscienze e dei nostri
intelletti da digerire ormai qualsiasi cosa ?
Il presente articolo
avrebbe la presunzione di scuotere l’animo (sempre ammesso che mi sia
permesso e che sia rimasto qualcosa da scrollare, visto che ormai, si può
dire, ci hanno shakerato tutti i visceri, niente escluso) e illuminare
la mente sui meccanismi reconditi di Big Pharma, il cartello
farmaceutico internazionale così come viene chiamato nei paesi
anglosassoni, mostro a più teste da cui tutti dipendiamo e in cui tutti
riponiamo speranze e illusioni, specialmente nei momenti peggiori della
nostra esistenza e di quella dei nostri cari.
Direi che la base di partenza per le nostre riflessioni sia analizzare
come questi farmaci vengono ideati e prodotti per poi dare risultati così
scadenti.
La Filiera Del Farmaco
Più che dare qualche altra cifra o nome di farmaco inquisito o additato
per la sua nocività o inefficacia (Lipobay, Bactrim, AZT, Tamoxifene,
ecc.) mi preme qui andare alla radice del problema, ossia analizzare il
processo di come si arriva alla produzione e commercializzazione di un
farmaco.
Lì c’è tutto. Capito il funzionamento, capito tutto.
Per adesso e per sempre (se non cambia qualcosa). Va rimossa cioè, la
diffusa convinzione di fondo secondo cui le case farmaceutiche con
l’aiuto delle ricerche di scienziati di provato ingegno e bontà
d’animo lavorano per il benessere dell’umanità alla ricerca di
farmaci che ne allevino la sofferenza. Questo poteva essere vero sino
agli anni Cinquanta o forse Sessanta del secolo scorso.
Su meccanismi e
le finalità odierne delle fabbriche di medicinali sarei più dubbioso.
Certo non si può generalizzare ma vediamo come generalmente si articola
il processo di fabbricazione d un principio attivo curativo. Allora,
forse non tutti sanno che ogni farmaco deve superare varie fasi di
studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere
venduto e somministrato ai malati.
Una molecola munita di un’attività
terapeutica degna d’attenzione, in media riesce a diventare farmaco in
un tempo medio di 15 anni.
Negli ultimi anni, però, le
multinazionali del farmaco riescono ad aggirare il problema di fasi di
studio e controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento convulso di
cavie umane volontarie (pagate) in paesi del Terzo Mondo, al fine di
sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli
USA.
E dico USA perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui
si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali 2.
Test Sperimentali
Le cavie a buon mercato per i
laboratori europei (svizzeri, tedeschi ecc.) sono reclutate invece nei
paesi periferici dell’Est europeo, paesi dove, al pari di altre zone
economicamente depresse del pianeta, il rimborso ottenuto per farsi
martirizzare è molto agognato.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di
10.000 dollari, in Russia 3.000 e nelle regioni più povere del mondo
ancora meno. Ma i test di sperimentazione su cavie umane nei paesi
poveri consentono, oltre che un risparmio economico, anche di
risparmiare sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in
questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Ciò
permette di arrivare prima sui mercati e cioè di brevettare prima.
Per capire l’importanza della velocità nel processo di realizzazione
di un medicinale, si deve ricordare che un giorno di ritardo nel
lancio di un farmaco costa in media a un’azienda farmaceutica 2
miliardi e 600 milioni delle vecchie lire3.
Il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il
miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia
(come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora
un’anima umanistica), ma è l’arrivare primi per brevettare prima4.
Seguire un protocollo di approvazione di un farmaco costa più o meno
300 milioni delle vecchie lire.
Ma sono 1 .000 i miliardi delle stesse che si possono ottenere
sfruttando in esclusiva il farmaco arrivando per primi ai brevetti.
Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più brevetti per
prolungare l’agonia di speculazione: un brevetto sul processo di
fabbricazione, uno sul metodo di somministrazione (compressa, siero,
fiala ecc.), uno sulla posologia, uno sul principio attivo ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato “pentito” : "I test clinici sono oggi figli di una
sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto. Non
crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca
scientifica"; così Benno Leutold, medico, scienziato e
ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori
americani dei National Health Institute5.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che "Nessun test è in
grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli
clinici di un medicinale nell’arco dei 5-6 anni della sua
sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si
comprende l’intero spettro di azione di un farmaco"6.
Anche su questo ci sarebbe da meditare parecchio. Qui sta la
radice del problema. E ovvio cioè che la qualità di un medicinale
rimane un punto interrogativo a lungo, checché ne dicano mass-media e
riviste scientifiche di turno.
E dopo vent’anni di vita il
brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il
prezzo troppo basso7.
Si ha interesse quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
A questo punto mi
sembra importante rilevare che a capo dei dipartimenti delle case
farmaceutiche non ci sono più medici o scienziati, come nei decenni
addietro, ma economisti esperti.
Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali
devono essere ritirati. Non vengono prese queste decisioni sulla base
dell’efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato
terribile della sofferenza umana.
Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica. Si
investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta
un piano di lancio mass-mediatico ad hoc.
Quando infatti un farmaco ha superato il test di fase 1, e si inizia a
fare sperimentazione sui malati, si lascia trapelare la notizia ai
giornali di un nuovo "miracoloso" prodotto in arrivo e le azioni in
borsa della multinazionale che lo produce cominciano a lievitare.
Spero di essere stato chiaro.
E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti perchè le industrie
farmaceutiche devono ricavare grandi profitti da un farmaco per poter
finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre medicine ancora, è ormai
palesemente scoperta: le case farmaceutiche investono nella
commercializzazione dei loro farmaci il doppio di quanto investono in
ricerca e sviluppo8.
La commercializzazione
E la commercializzazione è,
parimenti alla sperimentazione, veramente senza scrupoli.
Le case farmaceutiche possono, ad esempio, arrivare ad ampliare
deliberatamente le indicazioni di un medicinale semplicemente per
allargare il mercato dello stesso quando questo abbia qualche problema
di smaltimento o abbia riscontrato scarso successo. Un farmaco
autorizzato per la lotta al cancro in Europa può allora tranquillamente
diventare un medicinale contro l’emicrania in Africa e magari a un
prezzo decisamente superiore che non nel Vecchio continente, e venduto
pure senza alcuna controindicazione allegata9.
Questo strapotere delle case farmaceutiche sta incontrando qualche
resistenza in alcuni paesi del Terzo Mondo.
Ma l’attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha sostenuto di voler difendere a ogni costo il copyright dei farmaci delle multinazionali contro le decisioni "arbitrarie" di alcuni paesi
appunto come la Thailandia e il Brasile che hanno iniziato a prodursi
farmaci salvavita a prezzi abbordabili aggirando "illegalmente" i
diritti dei brevetti delle case farmaceutiche occidentali.
Ma questo è
un percorso scontato per il presidente USA, dato che fra i primi
finanziatori della sua scorsa campagna elettorale figurano proprio le
maggiori aziende farmaceutiche americane (e non solo):
Bristol-Myers,
Squibb, Pfizer,
GlaxoSmithKline, Schering
Plough, che in
quell’occasione gli donarono quasi 40 miliardi di vecchie lire.
Per concludere, vorrei dire che tutto il processo rigidamente vincolato
dagli interessi economici sin qui descritto sta degenerando
intenzionalmente in una corruzione estesa a tutto l’ambiente medico e
scientifico, per cui non si può più a mio parere fare molto
affidamento sulle affermazioni di un foglietto illustrativo di un
farmaco.
Tre anni fa si parlava già in Gran Bretagna di una cifra ufficiale
compresa tra l’1 e il 5% di ricerche scientifiche contenenti dati e
risultati falsificati, investigazioni autorizzate alla mano10.
Per gli Stati Uniti la stessa fonte riportava addirittura una cifra
compresa tra il 24 e il 35% tra violazioni dei protocolli e
falsificazione dei dati11. Ora la situazione è certamente
peggiorata, nel senso che c’è più coscienza anche nell’ambiente
medico che il fenomeno è generalizzato e che gli articoli e gli studi
che vengono pubblicati sulle riviste, che stabiliscono lo status di un
farmaco o di una ricerca, sono quasi sempre il risultato di un
finanziamento o di un interesse diretto delle case farmaceutiche stesse.
Ad esempio,
recentemente il New England Journal of Medicine, la rivista
medico-scientifica più autorevole degli USA, ha dovuto pubblicamente
ammettere che alcuni dei suoi articolisti più eminenti avevano
interessi economici diretti, seppur sino ad allora occultati, in alcune case farmaceutiche che producevano farmaci della cui ricerca si erano occupati.
La corruzione ha poi anche altri aspetti.
In Portogallo un
funzionario della Bayer ha soffiato ai giornali i nomi di 2.500 medici
che risultavano sul libro paga della multinazionale affinché
prescrivessero determinati farmaci.
Il signor Pequito, il nome di questo impiegato, nonostante la protezione
della polizia, è già stato pugnalato due volte ed ha rischiato la
vita.
Si capisce che a questi livelli
la qualità e l’efficacia di un farmaco sono molto al di sotto come
importanza dell’ufficio marketing dell’azienda che lo produce.
Ma il fenomeno non è solo americano o portoghese. Io credo sia
piuttosto generalizzato.
In Gran Bretagna ad esempio "Un terzo del comitato britannico per la sicurezza dei medicinali ha dichiarato di aver dei vincoli economici con società farmaceutiche sui cui prodotti sono chiamati a emettere un’opinione"12. Meditiamo ancora
con una bella pausa su quello che ciò significa.
Quindi, per finire, se ad esempio negli Stati Uniti la seconda (anno 2006) causa di
morte dopo malattie cardiache e cancro è... l’uso di farmaci e altre
cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di
medicazione ecc.) direi che possiamo permetterci di non stupirci13.
Questo non ci esime però dall’opporci.
Note
1) Connor,
Steve, "Glaxo chief: Our drugs do not work on most patients", in The
Independent, 8 dicembre 2003.
2)
DaI sito www.comedonchisciotte.net
che ne ha curato la traduzione.
3) Correggia, Marinella, "Big Pharma va alla sbarra all’Aja", in Il
Manifesto, 11 gennaio 2004.
4) Ginori, Anais, "L’Apartheid delle medicine", in La Repubblica, 5
marzo 2001, pp. 16-17.
5) "Adesso la regola è diventata una sola, faster", così Lembit Rago,
direttore del Dipartimento farmaci dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità.
Vedi il reportage pubblicato su La Repubblica del 6 maggio
2001, pp. 14-15.
6) Intervista a Benno Leutold comparsa su La Repubblica del 6 maggio
2001, p. 15.
7) Intervista a Senno Leutold, cit.
8) Al termine del brevetto i prezzi dei farmaci crollano del 70%.
9) Le Carré, John, "La mia guerra all’industria del farmaco", in La
Repubblica, 21 febbraio 2001, pp. 38-39.
10) Le Carré, John, "La mia guerra all’industria del farmaco", cit.
11) Un agenzia Reuters da Londra deI 15 gennaio 2001, ripresa e
commentata dal dott. John Mercola nel suo visitatissimo sito www.mercola.com
lbid.
12) Le Carré, John, "La mia guerra all’industria del farmaco", cit.
13) In particolare negli USA le medicine sono la terza (anno 2000 - nel 2006 ormai e' divenuta la seconda...) causa di morte
comune. Che non è poco.
Cfr.
Journal of the American Medical Association, voI. 284, 26 luglio 2000.
By
Valerio Pignatta
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il tradimento della medicina in nome del profitto economico
Col passare degli anni l'industria dei farmaci ha totalmente perso la sua vocazione. E' diventata una macchina per soldi; vende farmaci, talvolta neanche tanto efficaci, ed esercita il suo potere piegando ai propri interessi tutti quelli che incontra sulla sua strada.
Oggi le strategie di marketing delle maggiori case farmaceutiche prendono massicciamente di mira le persone in perfetta salute; i fattori di rischio ed i parametri per valutare ogni singola patologia vengono, pertanto, consapevolmente modificati al fine di far rientrare sempre più individui tra i "malati" bisognosi di farmaci.
Attraverso campagne
promozionali che sfruttano le nostre più
ataviche paure della morte, l'industria
farmaceutica sta letteralmente cambiando il modo
di intendere la condizione umana. Problemi lievi
vengono dipinti come patologie gravi, per cui la
semplice timidezza diventa sintomo di Fobia
Sociale e gli impiegati distratti sono
addirittura affetti da
Disturbo da Deficit
di Attenzione !
Da una recente
ricerca condotta da Alan Cassels e Ray Moynihan,
due famosi giornalisti scientifici americani,
si evince che soprattutto negli Stati Uniti,
patria delle maggiori società farmaceutiche
mondiali, la vendita di medicinali per il cuore
e di antidepressivi è
aumentata in maniera esorbitante,
compiendo dal 1990 al 2000 un balzo del 300%.
Non sembra difficile credere a questi dati;
basta guardarsi intorno per rendersi conto del
fatto che sta cambiando notevolmente il modo in
cui la gente si avvicina ai propri mali
consueti, trasformando "processi naturali" in
patologie mediche.
Le più comuni difficoltà sessuali vengono,
perciò, viste come disfunzioni da curare, il
naturale cambiamento dell'organismo diventa una
malattia da deficienza ormonale chiamata
"menopausa", qualunque tipo di instabilità
emotiva va curata con gli psicofarmaci ed alla
maggior parte degli uomini di mezza età in
perfetta forma vengono diagnosticati disturbi
cronici del colesterolo. Fino agli anni ottanta
il colesterolo nel sangue veniva considerato
patologico soltanto se superiore ad un valore di
260mg/100ml. Oggi la soglia è stata ridotta a
soli 200mg/100ml....
Com'è potuto accadere
questo, vi chiederete ?
Pochi anni fa, in America, è stata riunita una
commissione di nove esperti che dopo diverse
"ricerche" ha stabilito i nuovi standard. Otto,
tra i nove esperti della commissione, hanno
preso soldi da diverse case farmaceutiche che
producono farmaci anti-colesterolo -
www.nhlbi.nih.gov .
Così è capitato anche per il valore della
pressione arteriosa e della glicemia. Risulta
evidente quindi come le aziende produttrici di
farmaci abbiano assunto il totale controllo del
mercato, promuovendo non solo le loro pillole
campioni di incassi come il Prozac ed il Viagra
ma, soprattutto, i disturbi per massimizzare le
vendite di tali pillole.
Inutile dire che i modi alternativi di intendere
o di curare le malattie ed abbassare le stime
dei numeri di persone ritenute "malate" vengono
sempre più spesso spazzati via da ondate di
campagne pubblicitarie delle case farmaceutiche,
aiutate da mass media affamati di titoli dal
sapore tragico ed allarmante.
Posto che l'obiettivo primario sia quello di
migliorare la salute delle persone, non è lecito
chiedersi come mai almeno una parte dei
miliardi investiti per l'acquisto di costosi
farmaci non venga piuttosto spesa in campagne
contro il fumo o eventi che esortino a fare più
movimento e a migliorare la propria dieta ?
L'industria farmaceutica intanto si difende,
definendo le proprie campagne promozionali come
un prezioso mezzo per fare chiarezza su malattie
fraintese e fornire informazioni qualificate sui
nuovi medicinali.
Ma queste campagne sono tutt' altro che
istruttive, al contrario, non fanno che offrire
una visione distorta delle cause di ogni singola
affezione esaltando i "benefici" dei farmaci e
ridimensionandone i rischi.
Dove finiscono dunque la responsabilità nei
confronti della comunità ed il dovere di
contribuire positivamente alla salute di ogni
individuo ?
Prendiamo come esempio il caso del
Thimerosal, composto che
viene utilizzato come
conservante nella preparazione dei
vaccini e
delle soluzioni disinfettanti.
Alla fine degli anni '90,sulla base di diversi
esperimenti effettuati, si è ipotizzato che ci
fosse una forte connessione tra il Thimeriosal e
l'insorgenza di disturbi autistici nei bambini
eppure, nonostante l'avvertimento di diversi
ricercatori e professionisti, l'OMS
(l'Organizzazione Mondiale della Sanità) non
ne sconsiglia l'uso ed in Italia è ancora
presente in numerosi
vaccini.
Purtroppo sono numerosi i farmaci che, come il
thimerosal, nonostante gli evidenti danni che
possono causare, continuano rimanere sul mercato
!
Cosa si può fare, dunque
? Bisognerebbe innanzitutto cambiare le regole.
Le industrie intenzionate a immettere un nuovo
farmaco sul mercato dovrebbero poter,
innanzitutto, dimostrare che tale farmaco sia
meglio di quelli già esistenti e non che si
tratta dell'ennesima pillola di placebo.
Ma per le riforme, si sa, ci vuole tempo e
intanto i medici continuano a prescrivere
farmaci anche per disturbi lievi. Allora sono i
pazienti a doversi informare, chiedere
chiarimenti ai propri medici, domandare se sia
proprio necessaria l'assunzione di un
medicinale.
Certe volte è sufficiente cambiare un po' lo
stile di vita. Senza contare che la maggior
parte dei disturbi, come sono venuti, tante
volte vanno via da soli.
By Ada Insigne -
16/09/2006
Tratto da:
http://satirarte.splinder.com
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei
CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
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