Storia
della Medicina
Naturale:
La piu' antica citazione della Medicina Naturale
l'abbiamo nei testi dei
Veda (antichi scritti in Sanscrito di
6.000 anni fa)
Successive citazioni le abbiamo ai tempi dei
Babilonesi e degli Egizi
I più vecchi testi di medicina
Babilonese vengono datati verso il
II millennio a.C. Il più famoso testo giunto
fino ai nostri tempi è il diario diagnostico
scritto dal medico Esagil-kin-apli di
Borsippa, vissuto durante il regno di
Adad-apla-iddina (1069-1046 a.C.).
Le prime informazioni mediche egizie sono
contenute nel
papiro, il mezzo di scrittura degli
Egizi, di
Edwin Smith. datate circa nel
3000 a.C. Vigeva già allora una legislazione
sanitaria e un'arte medica progredita, ricca di
strumenti chirurgici ed elenchi di piante con
proprietà medicinali.
A quei tempi era comune indicare come origine
delle malattie eventi superstiziosi o
l'implicazione di demoni (NdR: leggasi
microbi), come riportato nel papiro di Ebers
(datato nel 1550 a.C. circa), anche se nello
stesso papiro si descriveva quello che in
seguito verrà denominato
tumore.
Ai tempi dei
Greci e dei Romani
Il primo
medico greco conosciuto è stato Alcmaeone di
Crotone, vissuto intorno al 700 a.C., egli è
stato l'autore del primo lavoro di
anatomia.
Ippocrate ha creato la sua scuola medica
nella città di Cos.
I greci hanno avuto diverse influenze
dall'Egitto soprattutto in campo farmacologico,
tale influenza diventò molto più chiara quando
si aprì una scuola di medicina greca in
Alessandria.
Nell'impero romano si assistevano alle prime
specialità mediche quali l'urologia,
l'oftalmologia ed altre, con il passare del
tempo il popolo comprese che la cura dell'igiene
preveniva la nascita di molte malattie perciò
costruirono i vari acquedotti. I chirurghi
romani avevano molti attrezzi per lavorare, fra
i quali scalpelli,
cateteri, gli estrattori delle
frecce, ed altri, per curare il
dolore usavano l'
oppio e le scopolamine e per lavare le
ferite usavano l'aceto
o l'urina.
Ma i grandi furono
Ippocrate e
Galeno di Pergamo, che importante ruolo
ebbero non solo nell'anatomia e nella patologia,
ma anche nella chirurgia.
Galeno, ha
scritto più di 500 trattati sulla fisiologia,
l'igiene,
dietetica,
patologia e farmacologia ed è accreditato
come colui che scoprì l'esistenza del
midollo spinale. Se
Celso descrisse i quattro sintomi classici
dell'infiammazione
(rubor rossore, dolor
dolore, calor calore, tumor gonfiore),
Galeno ne osservò anche la limitazione
funzionale (functio laesa). Notevole anche il
trattato
Procedimenti anatomici, basato sulla
dissezione delle
scimmie.
Ai tempi del
medioevo
Il decadimento dell'Impero
romano ha contribuito alla regressione delle
pratiche mediche; sono stati i
religiosi a tramandare il sapere dell'antica
cultura consentendo così il risveglio della
medicina, assieme alla
scuola araba e a quella
salernitana (1100).
Nacquero le prime Università mediche e nel
1300 la scuola bolognese aprì la prima
scuola di
anatomia.
La medicina ai tempi del medioevo era un insieme
di idee antiche e di
influenze
spirituali,
Claude Lévi-Strauss identificò questa
mistura come un "complesso shamano".
Nel XIV secolo la
medicina fu scossa da quella che in futuro verrà
chiamata la
morte
nera, ovvero la
peste bubbonica. Le teorie mediche
prevalenti dell'epoca misero la loro attenzione
sulle spiegazioni religiose piuttosto che
scientifiche, ma ciò risultò del tutto inutile
poiché circa un 20% della popolazione Europea
venne sterminato.
Tacuinum sanitatis Casanatense (XIV secolo)
Il divulgarsi della stampa (XVI
secolo) diede un nuovo impulso alla
ricerca
scientifica e una dopo l'altra vennero
scoperte ed approfondite la
circolazione sanguigna e
linfatica, i meccanismi del
cuore, della
respirazione e della
contrazione muscolare.
Divennero sempre più stretti i rapporti tra
medicina e le
scienze naturali: grazie a questa
interdisciplinarità i ricercatori fondarono l'anatomia
patologica, la
chimica organica e quella
biologica, la
fisiologia sperimentale.
Oggi nel mondo Occidentale ed in generale,
l'approccio della
medicina
ufficiale alla malattia è di tipo centripeto,
vale a dire che qualche cosa dal di fuori
aggredisce e l'aggressore va combattuto; la
naturopatia vede al contrario l'origine dal
centro in senso
centrifugo, l'organismo cioè pone le basi,
Psico-fisiche, affinché vengano rotti gli
equilibri interni e si manifesti quindi la
patologia; malattia
quindi come perdita di un equilibrio di
salubrita'.
La medicina ufficiale risente ed aderisce ad una
forma filosofica di tipo Newtoniano
meccanicistico, vale a dire vede l'uomo come una
macchina molto sofisticata, ma pur sempre una
macchina, la mente viene presa marginalmente in
considerazione, del resto la medicina è la preda
e l'industria farmaceutica il predatore, non c'è
interesse a responsabilizzare l'individuo
affinché sia l'artefice della propria salute.
vedi:
Medicina Alternativa
L'approccio naturopatico mira al contrario a
incentivare l'autoconoscenza psicofisica, quindi
ha come scopo quello di indurre l'individuo ad
auto responsabilizzarsi, ponendo in essere e
sfruttando prima di tutto il buonsenso, poi i
principi basilari di
alimentazione naturale.
Per il naturopata il campo d'azione elettivo è
quello della salute e non della malattia, in
quanto la prevenzione è la chiave della salute.
Fatalmente ciò accade raramente, anzi
spessissimo "l'altra medicina" è utilizzata come
ultima spiaggia da persone deluse dalla medicina
ufficiale.
Esiste un periodo più o meno lungo durante il
quale si gode buona salute, ma è proprio durate
questo periodo che si pongono le basi per la
comparsa di future patologie, questo più o meno
lungo periodo di "prepatologia" è in realtà un
periodo in cui l'individuo ignaro, sta seminando
il futuro della sua salute.
Ecco i Punti principali della Medicina Naturale:
Il riposo fisiologico ed il
digiuno con la dieta corretta,
crudista
ed a base di
frutta e verdure crude, sono le pratiche per
eccellenza che la
Medicina
Naturale insegna da sempre, il tutto senza
nessun tipo di
farmaco di sintesi e/o di
vaccini !.
Soprattutto nei cambi di stagione, quando c’è in
atto la crisi di
purificazione, che la Medicina allopatica
chiama riduttivamente ed impropriamente
"malattia" od
influenza
virale,
non c’è di meglio che il riposo fisiologico ed
il
digiuno totale, con assunzione di acqua
distillata o la piu’ pura possibile
(senza minerali) da bersi a volontà.
Uno degli obiettivi strategici della
Medicina Naturale
è di arrivare a una
corretta
alimentazione con almeno il 75% di frutta e
verdure crude, che rappresentano il cibo adatto
della specie umana.
Chiaramente, il restante 25% non può essere
qualsiasi cosa, ma si devono rispettare anche
per esso le caratteristiche di naturalezza, di
non-crudeltà, di provenienza vegetale, di
eventuale cottura con basse temperature e
minimo tempo di cottura.
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MEDICINA
FUNZIONALE (By
dott. C. Lazzarini e dott. L. Proietti - medici)
Perché la medicina funzionale
Le attuali conoscenze mediche hanno sconfitto la
quasi totalità delle emergenze acute, sia
mediche che chirurgiche e la moderna
farmacologia dispone di innumerevoli mezzi
terapeutici per fronteggiare quasi tutti i
"sintomi", e la diagnostica strumentale riesce a
compiere diagnosi accuratissime.
Tutti questi mezzi però, sono utili solamente
DOPO che la patologia si sia manifestata,
quindi sul soggetto già “malato".
Poco si sa delle
modificazioni che avvengono invece prima che la
patologia si manifesti con le alterazioni
biochimico-strutturali tipiche della malattia.
- Quali mezzi di indagine offre oggi la moderna
medicina a tutti coloro i quali, pur lamentando
le più svariate sintomatologie, tuttavia non
presentano alterazioni ematochimiche o
morfologiche ?
- Come si può differenziare uno stato di
patologia conclamata da uno stato di sofferenza,
in assenza di alterazione degli esami di
laboratorio ?
Esiste un rosso cono
d’ombra, una sorta di limbo, in cui
stazionano soggetti che, pur non godendo di
buona salute, tuttavia sono considerati sani,
solamente perché non hanno ancora manifestato le
loro problematiche con alterazioni di
laboratorio. Sono i cosiddetti "sani per
statistica di laboratorio".
Un’altra zona
d’ombra è invece occupata da tutte le patologie
“croniche”, le quali non essendo state
riconosciute nelle loro varie espressioni
larvate hanno avuto obbligatoriamente tale esito
ed è nei confronti di queste che la medicina
accusa una delle sue più significative
sconfitte.
La Medicina
Preventiva, poiché si limita a fornire consigli
validi su come evitare di cadere nella malattia,
poco riesce a fare per individuare realmente le
fasi precoci di un disturbo.
Tutte le diagnosi, per quanto precoci esse
siano, non sono mai PRE-CLINICHE ed ogni
sofferenza viene sempre diagnosticata in fase
PATOLOGICA; quindi quasi sempre tardivamente.
Nessun esame biochimico o strumentale riesce a
fotografare una cellula, un organo o un apparato
nella fase di sofferenza funzionale, proprio
perché in questa fase si notano solo
perturbazioni BIO-FISICHE e BIO-INFORMATICHE e
non BIOCHIMICO-ANATOMICHE.
Le diagnosi precoci sono possibili solo quando
il processo patologico, per quanto piccolo esso
sia, si è già manifestato.
Ma che cosa
succede prima ?
E’ impensabile che una cellula passi dallo stato
di salute allo stato di patologia senza passare
prima attraverso lo stadio del DISTURBO
FUNZIONALE.
Lo studio e
l’analisi biofisica e bioinformatica non
corrispondono ad un esame alternativo della
materia vivente ma semplicemente rappresentano
l’altra faccia della stessa medaglia, ove l’una
integra e completa l’altra. Tramite questo
approccio si riesce a superare la cura
"SINTOMATICA" per arrivare a quella eziologica.
Non si deve
dimenticare che ogni individuo è un’entità a sé
stante che vagamente assomiglia al modello da
laboratorio e nella sua individualità entrano,
oltre agli innumerevoli fattori familiari, anche
gli aspetti psichico-vegetativi, emozionali e
metabolici.
La specializzazione sempre più sottile e
raffinata nei vari campi della medicina, ha
portato a perdere di vista la fondamentale unità
del paziente, che non è comunque solo una somma
di organi indipendenti ma un organismo, appunto,
in cui tutti gli apparati interagiscono tra di
loro.
Per questo motivo
sono sempre fondamentali l’analisi anamnestica e
l’esame obiettivo tradizionali che, purtroppo,
vengono talvolta trascurati.
Troppo spesso poi la
medicina si pone come obiettivo terapeutico la
soppressione del “sintomo” e non la comprensione
della malattia e delle cause che l’hanno
predisposta, scatenata e aggravata. La diagnosi
etiologica è fondamentale per arrivare ad una
corretta terapia causale.
Una valutazione del
paziente affidata solo ad esami di laboratorio
strumentali costituisce un limite metodologico:
la persona che soffre, in assenza di alterazioni
ematochimiche e strumentali, meriterebbe una
maggiore considerazione ed un approccio
diagnostico, sia clinico che funzionale,
differente.
L’approccio
speculativo biochimico e strutturale poco si
presta per indagare lo stato funzionale della
cellula, ed anche il modello patogenetico di
Virchoff, che identifica nella cellula l’unità
vivente principale e centrale, non ha aiutato
fino ad oggi a comprendere tutte le alterazioni
funzionali dell’organismo.
Ecco come nasce e si
sviluppa la MEDICINA FUNZIONALE, la quale tenta
di fare luce sulla patologia della funzione, con
l’utilizzo di modelli di analisi "integrativi",
riconferendo alla biofisica tutta la dignità e
l’importanza che merita in rapporto alla
comprensione di ciò che accade all’interno della
materia vivente.
Essa prende le mosse
innanzitutto da un’attenta e globale anamnesi
delle varie patologie che hanno afflitto il
paziente fin dalla nascita, partendo dall’idea
che ogni patologia pregressa e guarita, tuttavia
ha lasciato una traccia a livello organico, che
modificherà la reattività e la risposta del
singolo nei confronti di nuove noxar stressogene.
Mentre una patologia
può coinvolgere un singolo tessuto, organo o
apparato in maniera isolata ed autoctona, la
disfunzione invece tocca, attraverso catene
causali consecutive, più organi ed apparati
anche non in stretto ed apparente rapporto tra
loro.
La Medicina ha imparato col tempo, e grazie alle
intuizioni di Leriche, a capire come granuloma,
tonsillite, patologia valvolare cardiaca e
patologia articolare siano determinate tutte da
uno stesso agente patogeno e come la malattia
reumatica "lambisca il cuore e morda le
articolazioni". Se tanti avessero ascoltato,
annotato e speculato come quei medici i quali,
non avendo molti mezzi di analisi, erano più
abituati al metodo deduttivo, forse si sarebbero
potute trovare correlazioni tra altre patologie.
Per esempio la scoperta dell'Helicobacter Pylori,
come agente fortemente responsabile dell'ulcera
ha fatto comprendere che lo stress sta
all’ulcera esattamente come sta l’Herpes simplex
o labialis, o al cancro: esso non determina la
patologia ma maschera un’evenienza che già
esiste ed è insita e latente nell’individuo.
Ormai è già noto a
tutti come sistema Nervoso, Endocrino.
Immunitario e Psiche interagiscono tra loro e la
nascita della moderna
PSICO-NEURO-IMMUNO-ENDOCRINOLOGIA ha saputo
spiegare i vari sistemi di comunicazione
intercellulare e interorganica, ma a tutt’oggi
si è purtroppo trascurata la VIA BIOELETTRONICA
e quindi BIOCIBERNETICA.
Allora è lecito ipotizzare che la materia
vivente possa scambiarsi informazioni non solo
per via biochimico-umorale ma anche per via
bioelettronica.
La MEDICINA
FUNZIONALE, avvalendosi di questi modelli,
utilizza sistemi di misurazione e di analisi,
attraverso i quali tenta di spiegare, e quindi
di curare, tutte quelle patologie o disturbi
funzionali determinati da un'alterazione degli
scambi informatici tra cellula e cellula e
quindi tra organo e organo.
La MEDICINA
FUNZIONALE interpreta le informazioni trasmesse
dalle cellule, sane o alterate che siano,
individuando non solo le distorsioni patologiche
ma soprattutto le distorsioni dei segnali emessi
sotto forma di microoscillazioni
elettromagnetiche, mediante le quali gli organi
si scambiano, in maniera costante e continua,
informazioni sia funzionali che patologiche.
Cardine fondamentale
della Medicina Funzionale è l’analisi della
MATRICE
INTERSTIZIALE o MESENCHIMA.
Grande importanza si
è data a questo tessuto biologico perché esso
rappresenta il mezzo attraverso cui tutte le
informazioni BIOUMORALI e/o
BIOELETTRICHE si propagano e vengono
trasmesse a tutto l’organismo.
La
MATRICE
rappresenta quindi un importante NETWORK
comunicativo INTERCELLULARE ed INTERORGANICO.
vedi: Vari
terreni
Esso rappresenta
l’etere per altri sistemi di comunicazione
basati non su trasmissione mediante materia
(conduttore elettrico), ma mediante onde
elettromagnetiche (tv telefonia etc.).
Quindi appare chiaro come questi sistemi di
misurazione NON SIANO ALTERNATIVI ad altri
sistemi di indagine diagnostica, ma
rappresentino solamente un'INTEGRAZIONE o un
COMPLETAMENTO di essi.
Storia della
Medicina Funzionale
Attualmente esistono tante e diverse scuole di
pensiero, tutte fondate su un unico denominatore
comune, ovvero lo studio della materia vivente
dal punto di vista energetico e quindi
bioelettronico.
Già l’Agopuntura Classica Cinese aveva insiti
semi della MEDICINA FUNZIONALE e bioelettronica
,ma sicuramente gli antichi medici orientali non
potevano certamente intuire che stavano
utilizzando principi di biofisica nelle loro
diagnosi e nelle loro terapie.
Non esistendo allora né la biochimica né tanto
meno la biologia molecolare, tutto era basato
ovviamente sullo studio "funzionale"
dell’organismo e su terapie "energetiche".
L’osservazione del comportamento biologico
dell’essere vivente è iniziato con analisi dei
fenomeni biofisici e solo successivamente la
chimica e la biologia hanno preso il sopravvento
dando alla medicina una dignità scientifica.
Quando Hahnemann
formulò le prime osservazioni in merito all'Omeopatia
intorno al 1790 stava intuendo un metodo di
analisi anamnestica e funzionale che sfuggiva
allora alla classe medica del tempo. Fino a
quando si continuerà a pensare solamente in
termini chimici e si continuerà a trascurare gli
aspetti biofisici della materia, mai si potrà
comprendere come Hahnemann possa avere avuto
certe intuizioni, sulla base della pura
"osservazione di ciò che accadeva" e senza
avvalersi delle moderne nozioni scientifiche.
Eppure già allora cera chi osteggiava, senza
peraltro avere le opportune conoscenze dal punto
di vista biochimico-strutturale, la nascita
dell'Omeopatia.
L’Accademia Francese chiede a Guizot, ministro
di Luigi Filippo, di
proibire l’Omeopatia del medico
Sassone.
Emblematica è stata la risposta di Guizot:
“Hahnemann è uno scienziato di grande valore, la
scienza deve essere di tutti e per tutti. Se
l’Omeopatia è una chimera o un sistema senza
valore finirà da sé, ma se invece è una
conquista, si diffonderà, malgrado tutte le
misure che l’Accademia vorrà adottare per
ostacolarla, e l‘Accademia deve augurarsi che lo
sia perché il suo compito è di fare scienza e di
incoraggiare le nuove scoperte".
A tutt'oggi nulla è stato più vero
dell’asserzione di Guizot. Se gli scienziati
dell’Accademia Francese vivessero oggi,
leggerebbero con loro sommo rammarico la
normativa europea del 22settembre 1992 che
definisce al punto 3 l'omeopatico come "Farmaco"
e non più come “rimedio” conferendogli tutta la
dignità che gli compete.
Sulla scorta della
conoscenza dell’Omeopatia e della Medicina
Tradizionale Cinese, diversi medici hanno posto
pietre miliari nel campo della ricerca,
finalizzata a comprendere come certe metodiche,
seppur antiquate e apparentemente prive di
fondamento, potessero invece avere qualche
credibilità scientifica, se studiate con mezzi e
sistemi differenti dai tradizionali, oppure se
analizzate con un’ottica diversa da quella
biochimica.
Intorno agli anni '50 il Prof. Von Bertalanfy
della Scuola Viennese scopre e riesce ad
interpretare la complessità della BIOCIBERNETICA
dei sistemi aperti, contrapposta al classico
modello Newtoniano dei sistemi chiusi e formula
la teoria in base alla quale in un sistema
aperto, come quello di un organismo
pluricellulare vivente, le varie forze che
interagiscono non hanno linearità ma sono
intercollegate in un continuo scambio di energia
e microintensità. Ogni componente del sistema,
apparato od organo è in continua e costante
INTERAZIONE REGOLATORIA RECIPROCA, sia
eccitatoria che inibitoria. Tramite questo
continuo scambio informatico sia
biochimico-umorale che biofisico, il sistema
tende a mantenere una OMEOSTASI, con il minimo
dispendio energetico.
Più tardi, nel 1975 A. Pischinger, professore di
Istologia ed Embriologia dell’Università di
Vienna, presentò le sue idee circa il "Sistema
della Regolazione di Base" e definì la Matrice
interstiziale o Mesenchima come la prima unità
vivente, contrapponendosi così alle teorie di
Virchoff, il quale asseriva che invece era la
cellula l’unità strutturale centrale del sistema
biologico.
Dagli studi Hahnemaniani e dalle teorie di Von
Bertalanfy, di Pischinger e dalle conoscenze dei
sistemi energetici utilizzati dalla Medicina
Tradizionale Cinese, il dr. Reinhold Voll iniziò
i primi studi di Elettroagopuntura, utilizzando
a sua insaputa il sistema Biocibernetico di
misurazione: nacque l‘Organometria Funzionale
secondo Voll e l’Elettro Ago Puntura secondo
Voll (EAV).
Questa metodica
rappresentò l’embrione della moderna
Bioelettronica e da essa si svilupparono
altri modelli di misurazione e di analisi, che
pur utilizzando metodologie differenti, avevano
tutti in comune l’analisi biocibernetica del
sistema vivente e quindi la diagnosi funzionale
e patologica dell’organismo.
Altri contribuirono al diffondersi di tali
metodiche, come Morel e Ratscke (MO-RA), H. H.
Reckeweg, padre della
Omotossicologia, insieme a H. Schultz ed R.
Arndt formularono la legge dell’effetto inverso.
Dagli studi di Voll
e dalle tecniche di misurazione bioelettronica
(Tecniche B.E.R.) e dal sistema in cui Voll
testava energicamente i rimedi, prese lo spunto
H. W. Schimmel, il quale elaborò un sistema
differente di misurazione Bioelettronica. Tale
sistema non si basava più sulla misurazione
Bioelettronica dei punti individuati da Voll ma
utilizzava un solo punto di misurazione della
resistività cutanea, interponendo tra il
soggetto e la macchina delle FIALE-TEST
specifiche.
In seguito approdarono alla Medicina Funzionale
studiosi di ECOLOGIA CLINICA, i quali avevano
trovato in questa nuova visione della materia
biologica adeguate risposte ai tanti problemi
clinici che si presentavano loro
quotidianamente.
La MEDICINA
FUNZIONALE era un modello analitico che meglio
si addiceva alle terapie dell’Ecologia clinica
che, nata intorno agli anni '50 dagli studi
dell’allergologo Ted Randolph, trovava però un
netto rifiuto da parte della neonata
Allergologia la quale, anche se brancolava nel
buio e aveva scarse o addirittura inesistenti
conoscenze dei meccanismi immunologici,
rifiutava a priori le teorie ecologiche
enunciate da Randolph.
Attualmente le teorie di Ted Randolph sono
universalmente riconosciute dalla Immunologia ed
Allergologia ortodossa e le INTOLLERANZE
ALIMENTARI non sono più un mistero per nessun
allergologo moderno. Eppure Randolph prima e G.
T. Lewitt dopo, iniziarono a diagnosticare le
lntolleranze alimentari utilizzando le stesse
metodologie
Bioelettroniche messe a punto da
Voll.
Ecco come la
MEDICINA FUNZIONALE ingloba in sé i diversi
modelli di pensiero, sia antichi che moderni,
tradizionali e non, per fornire un’indagine
finalmente OLISTICA dell’organismo, al fine di
comprendere non solamente lo stato patologico ma
anche quello funzionale.
Allora è chiaro come all’efficacia
cellulare non
corrisponda sempre una pari efficienza e
funzione biologica degli organi distanti, ma pur
sempre intercollegati tra loro: così come non
sempre i sintomi sono determinati dalla
patologia, ma anche da alterazioni della
funzionalità del sistema di regolazione.
Aspetti metodologici
- LA MEDICINA FUNZIONALE si caratterizza per i
seguenti aspetti:
1. Riconosce come centrale biologica
dell’organismo l’unità funzionale costituita
dalla CELLULA e dalla
MATRICE
EXTRACELLULARE, intesa come mezzo di
comunicazione tra le cellule attraverso il
SISTEMA di REGOLAZIONE di BASE.
2. Considera l'organismo come una concentrazione
di diverse funzioni interconnesse tra loro,
secondo modelli di cascate causali (CATENE
CAUSALI) integrate in una visione globale che
comprende psiche, sistema nervoso centrale e
periferico, organi interni e ambiente esterno.
3. Ha la possibilità di intervenire in fase
preclinica e quindi prima della comparsa della
patologia strumentalmente e/o ematochimicamente
conclamata.
4. Non concentra i
suoi sforzi sui
SINTOMI, ma sulla
EZIOPATOGENESI, ovvero sulle
cause che hanno
determinato, in via esogena o endogena, la
patologia, tenendo conto non solo dei difetti
strutturali o ematochimici ma anche degli
aspetti regolatori e funzionali.
5. Orienta le scelte diagnostiche e terapeutiche
sul ripristino della funzionalità del Sistema di
Regolazione di Base.
Diagnostica in
Medicina Funzionale
La diagnosi si basa su:
A
-
Anamnesi completa, fisiologica e patologica,
remota e prossima, che tenga conto di tutto il
vissuto dell’individuo, non solamente dei dati
relativi ai sintomi in corso.
B
-
Esame obiettivo classico, valutando tutte le
funzioni fisiologiche e tutti gli organi,
apparati ed annessi cutanei esplorabili,
integrato con tutte le
metodiche diagnostiche
che possano fornire dati utili alla valutazione
globale dell’individuo:
- esame dei punti riflessologici e metamerici
- esame topografico della lingua
- riferimenti
iridologici
- termodiagnostica
C - Lettura
dei parametri di laboratorio e strumentali non
solo in senso patologico ma anche in senso
funzionale.
D
- Uso
di Sistemi di Diagnosi Funzionale Medica secondo
le tecniche di B.E.R. (Biorisonanza
elettronica), metodo non invasivo che attraverso
un semplice e ripetitivo meccanismo di
misurazione della variazione della resistività
cutanea, valuta l’interazione tra le frequenze
elettromagnetiche emesse dall'organismo e quelle
emesse da fiale Test.
E - Analisi del bilancio vitaminico ed ecologico
(tossine) dell’organismo, attraverso esami del
pH, del potenziale
ossido-riduttivo (rH) e di
resistività (rò), della
Matrice interstiziale e
del terreno.
Sistemi Terapeutici
Al fine di
risolvere problematiche legate sia alle
patologie organiche che funzionali, la Medicina
Funzionale utilizza i sistemi di cura
convenzionali laddove ritiene insufficienti o
inefficaci le tecniche terapeutiche non
convenzionali o laddove lo renda necessario il
quadro patologico.
Al tempo stesso impiega tutti quei mezzi
attualmente utilizzati in campo bioenergetico
come:
- l’Agopuntura
- la
Neuralterapia
- l'Osteopatia
- la
Fitoterapia
- l'Omeopatia
sia Unicista che Complessista
- la
Mineralterapia
- la Medicina Ortomolecolare
- la
Terapia Termale e Idropinica
- le
Terapie di natura Bioelettrica rivolte a
fornire segnali di tipo regolatorio sulla
Matrice
- l'Idrocolonterapia
By
dott. C. Lazzarini e dott. L. Proietti - (medici)
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L’importanza
della
pelle per la salute umana ed animale.
La Medicina naturale annette enorme importanza
alla pelle, vero e proprio organo e sistema
respiratorio assieme ai
polmoni, che viene pero’ maltrattato da
quasi tutti gli umani ed in continuazione con:
mancanza di contatto con i raggi solari, aria,
oli, uso di creme inadatte, fasciature, veli,
vestiti sintetici, tatuaggi, piercing ecc.
La pelle è quel tessuto che ricopre tutto il
corpo con milioni di pori che servono alla
doppia funzione di assorbire elementi esterni
(pelle come secondo polmone respiratorio), e
quello di eliminare le secrezioni dei liquidi
esausti ed avvelenati delle ghiandole sudorifere
(pelle come secondo
rene escretorio ed organo emuntore).
L’Aria
ed il
Sole DEBBONO essere visti anche come
possibilita’ di
ossigenazione - azotizzazione e come
nutrizione
elettromagnetica.
Da qui si deduce quanto fondamentali siano
i bagni di aria, di luce e di sole, i bagni
termali, i bagni di acqua dolce e soprattutto di
acqua di mare nel periodo estivo e cio’ in
qualsiasi stagione.
Aria fresca e luce solare sono parte prioritaria
della nostra nutrizione. Il calcio lavora sempre
in associazione con la
vitamina D, e questo fatto rende basilare
l’esposizione al sole il più possibile e senza
alcuna paura. Non occorre essere laureati in
medicina per capire queste cose, anche i
contadini, non istruiti, le conoscono molto
bene.
Il sole e’ vita: la frutta, negli alberi a
frutto, cresce soprattutto dal lato esposto al
sole, dall’altro proliferano soprattutto le
foglie.
Come ha scritto e ci ricorda il filosofo
Umberto Galimberti, prima di
Ippocrate chi erano
i medici se non i sacerdoti ?
Ma se è vero che la scienza poi si e’ distaccata
dalla religione, non e’ detto che questo avvenga
nella mente dei pazienti.
Il malato investe il
terapeuta ed il medico di una dimensione
sacrale. Quando è sul letto soffrente o morente
gli chiede ancora di salvarlo. Eppure è
indispensabile un cambiamento nella cultura dei
medici
e della sanita’ mondiale, per recuperare
paradossalmente, il suo spirito originario.
Duemila anni fa il medico si occupava
dell´insieme della persona. Oggi, e negli anni a
venire, non potrà che ritornare ad essere così.
SVIZZERA - Mag. 2009 - Un referendum
nazionale conferma l'introduzione delle
Medicine Complementari nel servizio Sanitario
nazionale, pero'...
Giu. 2009: Medicina
complementare: gruppo di parlamentari fa
pressione su Couchepin
Quarantadue deputati federali hanno fondato ieri
a Berna il Gruppo parlamentare per le medicine
complementari. Intendono esercitare pressioni
sul consigliere federale Pascal Couchepin.
Il gruppo, presieduto dal consigliere agli Stati
Rolf Büttiker (PLR/SO), è composto di esponenti
di destra e di sinistra, ha rivelato ieri sera
la trasmissione "10 vor 10" della televisione
svizzerotedesca (SF).
"Il Consiglio federale e l'Ufficio federale
della sanità pubblica (UFSP) esercitano
resistenza passiva
contro le medicine complementari", ha
dichiarato Büttiker alla SF.
La concretizzazione dell'articolo costituzionale
accettato in votazione dal popolo lo scorso 17
maggio non avanza. Il capo del Dipartimento
federale dell'interno (DFI) Pascal Couchepin
frena le necessarie riforme.
Il gruppo prevede di deporre vari atti
parlamentari. In Consiglio nazionale, una
mozione chiederà la reintroduzione delle
medicine complementari nel catalogo delle
prestazioni coperte dall'assicurazione di base.
Un'interpellanza agli Stati inviterà il governo
a rafforzare formazione e ricerca nelle medicine
complementari.
ATS - Tratto da: new.ticinonews.ch
vedi:
Medicina e Teoria
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Leggi Italiane (Regionali)
-
Regione Toscana - approvata delibera attuativa
legge DBN 22/12/2008
-
Regione Toscana: Convegno professioni -
Collesalvetti 16/05/2008
-
Formazione Comitato Tecnico Scientifico legge
Dbn 2/2006 - Regione Lombardia
-
Approvata legge Regione Toscana 26/03/2008
-
Approvata legge DBN Emilia Romagna 13/02/2008
-
Nuovo testo Legge Regione Emilia Romagna -
"Esercizio di pratiche ed attività bio-naturali
e centri del benessere"
-
Regione Piemonte
Nuove Proposte di legge 414, 440, 450
-
Regione Sicilia Proposta di legge 597
"Discipline del benessere e bio-naturali"
Tratto da: discipline-bionaturali.it
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La PROFESSIONE di
NATUROPATA NON CONTRASTA con la PROFESSIONE
MEDICA
Sentenza - Italy, Martina Franca, 12 Ottobre
2008
Il principio
sancito è chiaro: la professione di naturopata
non è in
contrasto con la professione di medico.
A deciderlo sono stati, nei giorni scorsi, i
giudici del tribunale penale di Martina Franca.
La sentenza nasce da un processo nei confronti
di un naturopata con studio in Martina
Franca, difeso dall’avvocato leccese Carlo Madaro (ex Giudice
- mandato a riposto per le sue "battaglie" per
il Metodo
DiBella).
Nei mesi scorsi, i Carabinieri hanno sequestrato
lo studio di questi (Naturopata) e lo hanno
denunciato alla Procura della Repubblica che lo
aveva rinviato a giudizio per esercizio abusivo
della professione medica.
La naturopatia è una pratica di medicina
complementare, con cui viene gestita la salute
di un paziente principalmente stimolando la
capacità innata del corpo di autoguarigione o di
ritorno all'equilibrio che è denominato dalle
scienze mediche omeostasi.
Le pratiche naturopatiche possono essere molto
varie: dai massaggi, all’idroterapia,
dall’aromaterapia alla somministrazione di erbe
con proprietà antivirali e antibatteriche come
l’aglio. Nulla o poco a che vedere quindi con le
medicine chimiche tradizionali.
Il tribunale penale di Martina Franca ha
sottolineato la distinzione fra medici e
naturopati e ha fatto decadere l’accusa nei
confronti del naturopata,
abilitando
giuridicamente,
per la
prima volta in Italia,
i naturopati alla
professione.
La decisione conferma, quindi, un vuoto
normativo che deve essere necessariamente
colmato da una disciplina in materia, data la
circostanza che la naturopatia è una pratica che
negli ultimi anni ha convinto sempre più
cittadini. Si stima, infatti, che nel Nostro
Paese ben 7milioni di persone si curano con
questi metodi.
Il Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela
del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni
D’Agata, dichiara: “alla luce della citata
sentenza occorre un immediato intervento
normativo in materia che disciplini
organicamente la professione di naturopata e le
pratiche naturopatiche, anche a tutela delle
prerogative della professione medica ”.
Fonte :
http://www.genovapress.com/index.php/content/view/26500/107/
Italy,
Roma, 26 Maggio 2008
Sul
numero 122 della Gazzetta ufficiale è stato
pubblicato il decreto
attuativo del
dlgs 206/2007 di recepimento della direttiva
sulle qualifiche professionali. Il decreto
interministeriale risale al 26 febbraio scorso
ed era stato firmato dal ministero della
giustizia di concerto con il Ministero delle
politiche comunitarie.
Si tratta di un provvedimento molto importante
per la Fennap, prima Federazione nazionale di
Naturopatia ad avere i requisiti necessari, che
inserisce, con tutti i dettagli operativi, le
associazioni professionali all’interno di un
provvedimento di legge. In particolare, il
decreto interministeriale descrive i requisiti
necessari per l'individuazione delle
associazioni che potranno partecipare, insieme
agli ordini, ai tavoli europei, dando
indicazioni specifiche sulle modalità ed i
termini per l'esame e la presentazione delle
candidature.
La FENNAP si afferma sempre più quale principale
realtà sul territorio nazionale grazie alla
serietà e all'impegno del suo Presidente, dott.
Valerio Sanfo.
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Medicina
tradizionale rivalutata dall'OMS
-
PECHINO (Reuters), 7 Nov. 2008
I rappresentanti della sanità provenienti da più
di 70 paesi si sono riuniti oggi a Pechino per
discutere di medicina tradizionale,
dall'agopuntura al trattamento con le
sanguisughe.
Nel corso di questo evento di due giorni,
gestito dall'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), si svolgeranno dei seminari sugli
standard normativi e sulla
medicina
popolare di culture come quelle del
Sudafrica e del
Giappone. L'evento dovrebbe concludersi con
la decisione di tutti gli stati membri di
accogliere la medicina tradizionale nei loro
sistemi sanitari.
I funzionari dell'Oms
hanno detto che
integrare la
medicina
tradizionale con quella
occidentale
potrebbe rendere entrambe più
efficaci.
"L'inserimento della medicina tradizionale
all'interno dei sistemi sanitari nazionali
non solo porterà
benefici ai pazienti, ma assicurerà anche una
maggiore sicurezza e un uso più appropriato di
queste tecniche", ha detto ai
giornalisti Carissa Etienne, assistente del
direttore generale dell'Oms.
I relatori hanno
anche chiesto di fare ricerca sulla medicina
tradizionale, definita da Margaret Chan,
direttore generale dell'Oms, come "una
valida fonte da cui attingere per migliorare le
terapie e per la scoperta di nuove classi di
farmaci".
Alcuni studi hanno riscontrato l'efficacia di
erbe e altre cure.
Un ingrediente proveniente dall'artemisia usato
per secoli nel sud della Cina per combattere la
malaria, è ritenuto ora la migliore cura per
questa malattia, dopo che alcune ricerche hanno
dimostrato che è in grado di rimuovere
velocemente i
parassiti.
La medicina tradizionale viene usata in Cina e
in altri paesi in via di sviluppo, anche se
l'accesso alla sanità di tipo occidentale sta
crescendo.
La terapia con la
sanguisuga
è usata in alcune parti dell'India come
antidolorifico e per curare le malattie della
pelle, e spesso gli ospedali in Cina offrono sia
la medicina occidentale sia cure tradizionali
come l'agopuntura
o gli antidoti alle
erbe.
In
Canada e in
Germania, riferisce l'Oms, più di sette
persone su dieci hanno provato trattamenti di
medicina popolare in alternativa o in aggiunta
alle cure mediche moderne.
Il giro d'affari
della medicina tradizionale in Europa ha
superato i 3 miliardi di euro (3,82 miliardi di
dollari) dal 2003 al 2004, ha riferito Zhang
Xiaorui, coordinatrice del settore medicina
tradizionale all'Oms, mentre per la Cina la
cifra è pari a 8 miliardi di dollari. "Ci
sono molti esempi in cui la medicina
tradizionale si è rivelata una soluzione rapida
ed efficace" ha detto Hans Hogerzeil,
direttore della politica medica e degli standard
all'Oms. "In questi
casi le medicine tradizionali sono poi entrate a
far parte della sanità occidentale, infatti una
volta identificato il principio attivo alla base
di esse si è iniziato a produrle in un modo
standardizzato".
Fonte: reuters.it
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Sono circa 20.000 i medici italiani
(alcuni operano in modo palese, altri meno) che
si sono informati sulle terapie non
convenzionali, ormai diverse centinaia quelli
che le utilizzano per i loro pazienti.
Nella sola Emilia-Romagna, sette pazienti su
dieci si sono curati almeno una volta con altri
metodi non invasivi.
Cure non ancora alla portata di tutte le tasche,
ma finalmente arrivano gli aiuti da alcune
Regioni (Toscana, Emilia Romagna, ecc.)
In Emilia-Romagna le medicine non convenzionali
sono uno strumento di cura sempre più diffuso
tra pazienti e operatori sanitari.
Le principali malattie curate con i metodi
alternativi sono: malattie stagionali, disturbi
cronici, sono tante le patologie per le quali i
dottori di casa nostra preferiscono le medicine
dolci alla medicina farmaco-chimica; sia
pensionati, quanto le mamme ansiose per la
salute del proprio bimbo, sono talvolta i primi
a chiedere al medico di base o al pediatra
informazioni sui rimedi dell’altra medicina.
Il 70% degli utenti (dati Censis) dichiara di
essere ricorso, almeno una volta nella vita, ai
rimedi non convenzionali. Perché molte volte la
medicina ufficiale non e’ sufficiente a
risolvere specie i problemi cronici.
I medici professionisti che si servono
legittimamente della medicina non convenzionale
sono tanti: gastroenterologi,
otorinolaringoiatri, ginecologi le categorie più
interessate tra gli specialisti.
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Con uno stretto margine di voti, (152 in favore, 125 contro, 28 astenuti) il
parlamento Europeo ha adottato nella seduta plenaria del 29 maggio una risoluzione in
favore delle medicine non convenzionali molto attesa dai cittadini e dai professionisti
coinvolti. La risoluzione è uno strumento di pressione con grande potenzialità di
rivoluzionare il mondo della sanità pubblica, aumentandone l'efficienza senza
incrementare i costi.
Paradossalmente, il "padre" della risoluzione, l'eurodeputato verde dal Belgio,
Paul Lannoye, ha votato contro. La risoluzione proposta da lui dopo anni di ricerche e
lavoro, era stata privata nel corso delle votazioni di una parte decisiva, cioè della
richiesta di legiferare subito per ottenere il riconoscimento europeo per alcune delle
medicine sulle quali già abbiamo a disposizione studi che confermano la loro efficacia.
Il passaggio della risoluzione era stato fortemente voluto da parte di molti cittadini
utenti delle medicine naturali, sia in Italia che all'estero. Infatti in Italia, un
comitato formato da associazioni di consumatori e professionisti, insieme ad alcune
riviste, si è incaricato di raccogliere le adesioni dei cittadini. Un ingente numero di
firme è stato poi depositato nella segreteria della commissione per la protezione
dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori del parlamento Europeo.
Tutti gli eurodeputati sono stati informati per lettera di questa raccolta firme. In
questo modo, il passaggio della risoluzione è dipesa anche un po' dal pubblico Italiano,
che questa volta ha saputo dare un forte messaggio di sostegno.
Il fatto che il parlamento Europeo si sia espresso favorevolmente sul principio del
pluralismo medico e della libera scelta dei cittadini, è un grande passo in avanti. Gli
effetti si sentiranno - sempre se la commissione Europea darà seguito alle indicazioni
del parlamento - su due piani.
Il primo è quello individuale. I cittadini potranno finalmente scegliere liberamente se
andare da un medico "tradizionale" oppure da un fitoterapeuta, un naturopata,
un'agopuntore, un chiropratico o un'osteopata, per nominarne solo aclcuni. Ci sarà,
insomma, pluralità e scelta nel campo medico, e ci sarà una salutare competizione.
Il secondo piano dove si faranno sentire gli effetti della decisione è quello dei sistemi
sanitari nazionali. Chiaramente, per ottenere una vera parità tra le diverse medicine
sarà necessario riconoscere le prestazioni del mondo della medicina non convenzionale
alla pari con quelle della medicina allopatica purtroppo ancora oggi considerata da molti
l'unica medicina "valida".
In un primo momento, questo potrebbe comportare un'aumento della spesa sanitaria dovuto
all'emergere di una parte della domanda oggi sommersa perché semplicemente non
riconosciuta. Ma a lungo andare, visto la forte enfasi delle metodiche alternative sulla
prevenzione, sull'equilibrio psicofisico della persona e sul raggiungimento di uno stato
di salute ottimale, sicuramente si potranno osservare dei risparmi
"strutturali", cioè meno persone malate, meno ore di lavoro perse, meno degenze
negli ospedali e meno spese per apparecchiature e farmaci costosissimi.
-
La risoluzione chiede che siano sviluppati programmi di ricerca nel settore
delle medicine non convenzionali, nei quali si tenga conto dell'approccio individuale ed
olistico, del ruolo preventivo e delle specificità delle discipline mediche non
convenzionali.
-
Si chiede che in previsione di un eventuale riconoscimento delle medicine non
convenzionali sia effettuato uno studio approfondito per quanto concerne l'innocuità,
l'efficacia, il campo di applicazione e il carattere integrativo ovvero alternativo di
ciascuna medicina non convenzionale.
-
Si chiede che non vengano utilizzati nelle cure alternative organi di specie
animali minacciate che potrebbero così innescare un traffico illegale.
-
Il parlamento invita la commissione Europea a presentare un progetto di
direttiva riguardante gli integratori alimentari.
La direttiva dovrebbe garantire la
qualità dei prodotti a protezione del consumatore, senza per questo limitare la libertà
di accesso o di scelta, e dovrebbe portare ad uno smantellamento delle barriere
commerciali tra i vari stati.
Un commento di Josef Hasslberger, vice presidente dell'associazione
italiana dei produttori dei salutistici, è che "anche non essendo i nostri prodotti
medicinali nel senso del farmaco registrato ma veri e propri integratori
dell'alimentazione oppure erbe ad uso salutistico, le proprietà preventive di questi
prodotti potranno dare un valido contributo al contenimento della spesa sanitaria. La
sanità nel nostro paese ancora risente di anni di malgoverno e clientelismo che non hanno
permesso di effettuare la necessaria trasformazione dell'attuale sistema basato
sull'intervento contro i sintomi ad uno che dia la giusta enfasi alla prevenzione. Forse
sarebbe proprio il caso di riattivare in forma modernizzata l'antico sistema cinese che
premiava il medico solo fin quando il paziente stava in buona salute.
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La medicina del domani
"sdogana"
agopuntura e
sanguisughe
- Roma, 7 Nov.
2008
Cadono i
tabù su
sanguisughe e agopuntura: i
rappresentanti della sanità provenienti
da oltre settanta Paesi, riuniti a
Pechino, sono pronti a sdoganare la
medicina tradizionale.
A presiedere l'evento è l'Organizzazione
mondiale della sanità, che si è
proposta di avallare alcuni standard
normativi sulla
medicina popolare di culture come
quelle del Sudafrica e del Giappone.
Stando proprio a dichiarazioni di
funzionari dell'Oms
risulta che "integrare la medicina
tradizionale con quella occidentale
potrebbe rendere entrambe più efficaci".
Secondo alcune
correnti mediche, infatti, l'alterità della
medicina popolare potrebbe rivelarsi una valida
fonte da cui attingere per migliorare le terapie
e per la scoperta di nuove classi di
farmaci. Riprova ne è l'efficacia riconosciuta
dalla letteratura medica ad alcune erbe
utilizzate per determinate patologie. Un
ingrediente proveniente dall'artemisia
usato per secoli nel sud della Cina per
combattere la
malaria, ad esempio, è ritenuto ora la
migliore cura per questa malattia, dopo che
alcune ricerche hanno dimostrato che è in grado
di rimuovere velocemente i parassiti.
(Cac/Dire) – Tratto da: diregiovani.it
vedi:
CANCRO RENALE ....rischio congenito + Terreno Oncologico + Diagnosi sul cuore in un secondo
+
Semeiotica-Biofisica +
Rischio congenito Oncologico +
Le 3 ZONE della Moderna Medicina +
Tumore
all'utero
+
Diabete
Cura +
Storia della
Medicina +
Medicina e
Teoria +
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