In generale
l'approccio della
medicina
ufficiale alla malattia è di tipo centripeto,
vale a dire che qualche cosa dal di fuori
aggredisce e l'aggressore va combattuto; la
naturopatia vede al contrario l'origine dal
centro in senso
centrifugo, l'organismo cioè pone le basi
affinché vengano rotti gli equilibri interni e
si manifesti quindi la patologia.
Malattia
quindi come perdita di un equilibrio.
La medicina ufficiale risente ed aderisce ad una
forma filosofica di tipo Newtoniano
meccanicistico, vale a dire vede l'uomo come una
macchina molto sofisticata, ma pur sempre una
macchina, la mente viene presa marginalmente in
considerazione, del resto la medicina è la preda
e l'industria farmaceutica il predatore, non c'è
interesse a responsabilizzare l'individuo
affinché sia l'artefice della propria salute.
L'approccio naturopatico mira al contrario a
incentivare l'autoconoscenza psicofisica, quindi
ha come scopo quello di indurre l'individuo ad
auto responsabilizzarsi, ponendo in essere e
sfruttando prima di tutto il buonsenso, poi i
principi basilari di alimentazione naturale.
Per il naturopata il campo d'azione elettivo è
quello della salute e non della malattia, in
quanto la prevenzione è la chiave della salute.
Fatalmente ciò accade raramente, anzi
spessissimo "l'altra medicina" è utilizzata come
ultima spiaggia da persone deluse dalla medicina
ufficiale.
Esiste un periodo più o meno lungo durante il
quale si gode buona salute, ma è proprio durate
questo periodo che si pongono le basi per la
comparsa di future patologie, questo più o meno
lungo periodo di "prepatologia" è in realtà un
periodo in cui l'individuo ignaro, sta seminando
il futuro della sua salute.
Verso una
Medicina Sistemica
Dall'emozione al sintomo: un approccio
olistico alla persona, la medicina sistemica e’
cosi’ chiamata perché pone la massima attenzione
all'interconnessione sempre esistente tra
aspetti psichici e fisici nel determinare
l'insorgenza della malattia e della sofferenza,
di fatto e’ un altro nome della
Medicina
naturale.
Come ha scritto e ci ricorda il filosofo
Umberto Galimberti, prima di
Ippocrate chi erano
i medici se non i sacerdoti ?
Ma se è vero che la scienza poi si e’ distaccata
dalla religione, non e’ detto che questo avvenga
nella mente dei pazienti.
Il malato investe il
terapeuta ed il medico di una dimensione
sacrale. Quando è sul letto soffrente o morente
gli chiede ancora di salvarlo. Eppure è
indispensabile un cambiamento nella cultura dei
medici
e della sanita’ mondiale, per recuperare
paradossalmente, il suo spirito originario.
Duemila anni fa il medico si occupava
dell´insieme della persona. Oggi, e negli anni a
venire, non potrà che ritornare ad essere così.
SVIZZERA - Mag. 2009 - Un referendum
nazionale conferma l'introduzione delle
Medicine Complementari nel servizio Sanitario
nazionale, pero'...
Giu. 2009: Medicina
complementare: gruppo di parlamentari fa
pressione su Couchepin
Quarantadue deputati federali hanno fondato ieri
a Berna il Gruppo parlamentare per le medicine
complementari. Intendono esercitare pressioni
sul consigliere federale Pascal Couchepin.
Il gruppo, presieduto dal consigliere agli Stati
Rolf Büttiker (PLR/SO), è composto di esponenti
di destra e di sinistra, ha rivelato ieri sera
la trasmissione "10 vor 10" della televisione
svizzerotedesca (SF).
"Il Consiglio federale e l'Ufficio federale
della sanità pubblica (UFSP) esercitano
resistenza passiva
contro le medicine complementari", ha
dichiarato Büttiker alla SF.
La concretizzazione dell'articolo costituzionale
accettato in votazione dal popolo lo scorso 17
maggio non avanza. Il capo del Dipartimento
federale dell'interno (DFI) Pascal Couchepin
frena le necessarie riforme.
Il gruppo prevede di deporre vari atti
parlamentari. In Consiglio nazionale, una
mozione chiederà la reintroduzione delle
medicine complementari nel catalogo delle
prestazioni coperte dall'assicurazione di base.
Un'interpellanza agli Stati inviterà il governo
a rafforzare formazione e ricerca nelle medicine
complementari.
ATS - Tratto da: new.ticinonews.ch
vedi:
Medicina e Teoria
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Leggi Italiane (Regionali)
-
Regione Toscana - approvata delibera attuativa
legge DBN 22/12/2008
-
Regione Toscana: Convegno professioni -
Collesalvetti 16/05/2008
-
Formazione Comitato Tecnico Scientifico legge
Dbn 2/2006 - Regione Lombardia
-
Approvata legge Regione Toscana 26/03/2008
-
Approvata legge DBN Emilia Romagna 13/02/2008
-
Nuovo testo Legge Regione Emilia Romagna -
"Esercizio di pratiche ed attività bio-naturali
e centri del benessere"
-
Regione Piemonte
Nuove Proposte di legge 414, 440, 450
-
Regione Sicilia Proposta di legge 597
"Discipline del benessere e bio-naturali"
Tratto da: discipline-bionaturali.it
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La PROFESSIONE di
NATUROPATA NON CONTRASTA con la PROFESSIONE
MEDICA
Sentenza - Italy, Martina Franca, 12 Ottobre
2008
Il principio
sancito è chiaro: la professione di naturopata
non è in
contrasto con la professione di medico.
A deciderlo sono stati, nei giorni scorsi, i
giudici del tribunale penale di Martina Franca.
La sentenza nasce da un processo nei confronti
di un naturopata con studio in Martina
Franca, difeso dall’avvocato leccese Carlo Madaro (ex Giudice
- mandato a riposto per le sue "battaglie" per
il Metodo
DiBella).
Nei mesi scorsi, i Carabinieri hanno sequestrato
lo studio di questi (Naturopata) e lo hanno
denunciato alla Procura della Repubblica che lo
aveva rinviato a giudizio per esercizio abusivo
della professione medica.
La naturopatia è una pratica di medicina
complementare, con cui viene gestita la salute
di un paziente principalmente stimolando la
capacità innata del corpo di autoguarigione o di
ritorno all'equilibrio che è denominato dalle
scienze mediche omeostasi.
Le pratiche naturopatiche possono essere molto
varie: dai massaggi, all’idroterapia,
dall’aromaterapia alla somministrazione di erbe
con proprietà antivirali e antibatteriche come
l’aglio. Nulla o poco a che vedere quindi con le
medicine chimiche tradizionali.
Il tribunale penale di Martina Franca ha
sottolineato la distinzione fra medici e
naturopati e ha fatto decadere l’accusa nei
confronti del naturopata,
abilitando
giuridicamente,
per la
prima volta in Italia,
i naturopati alla
professione.
La decisione conferma, quindi, un vuoto
normativo che deve essere necessariamente
colmato da una disciplina in materia, data la
circostanza che la naturopatia è una pratica che
negli ultimi anni ha convinto sempre più
cittadini. Si stima, infatti, che nel Nostro
Paese ben 7milioni di persone si curano con
questi metodi.
Il Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela
del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni
D’Agata, dichiara: “alla luce della citata
sentenza occorre un immediato intervento
normativo in materia che disciplini
organicamente la professione di naturopata e le
pratiche naturopatiche, anche a tutela delle
prerogative della professione medica ”.
Fonte :
http://www.genovapress.com/index.php/content/view/26500/107/
Italy,
Roma, 26 Maggio 2008
Sul
numero 122 della Gazzetta ufficiale è stato
pubblicato il decreto
attuativo del
dlgs 206/2007 di recepimento della direttiva
sulle qualifiche professionali. Il decreto
interministeriale risale al 26 febbraio scorso
ed era stato firmato dal ministero della
giustizia di concerto con il Ministero delle
politiche comunitarie.
Si tratta di un provvedimento molto importante
per la Fennap, prima Federazione nazionale di
Naturopatia ad avere i requisiti necessari, che
inserisce, con tutti i dettagli operativi, le
associazioni professionali all’interno di un
provvedimento di legge. In particolare, il
decreto interministeriale descrive i requisiti
necessari per l'individuazione delle
associazioni che potranno partecipare, insieme
agli ordini, ai tavoli europei, dando
indicazioni specifiche sulle modalità ed i
termini per l'esame e la presentazione delle
candidature.
La FENNAP si afferma sempre più quale principale
realtà sul territorio nazionale grazie alla
serietà e all'impegno del suo Presidente, dott.
Valerio Sanfo.
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Medicina
tradizionale rivalutata dall'OMS
-
PECHINO (Reuters), 7 Nov. 2008
I rappresentanti della sanità provenienti da più
di 70 paesi si sono riuniti oggi a Pechino per
discutere di medicina tradizionale,
dall'agopuntura al trattamento con le
sanguisughe.
Nel corso di questo evento di due giorni,
gestito dall'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), si svolgeranno dei seminari sugli
standard normativi e sulla
medicina
popolare di culture come quelle del
Sudafrica e del
Giappone. L'evento dovrebbe concludersi con
la decisione di tutti gli stati membri di
accogliere la medicina tradizionale nei loro
sistemi sanitari.
I funzionari dell'Oms
hanno detto che
integrare la
medicina
tradizionale con quella
occidentale
potrebbe rendere entrambe più
efficaci.
"L'inserimento della medicina tradizionale
all'interno dei sistemi sanitari nazionali
non solo porterà
benefici ai pazienti, ma assicurerà anche una
maggiore sicurezza e un uso più appropriato di
queste tecniche", ha detto ai
giornalisti Carissa Etienne, assistente del
direttore generale dell'Oms.
I relatori hanno
anche chiesto di fare ricerca sulla medicina
tradizionale, definita da Margaret Chan,
direttore generale dell'Oms, come "una
valida fonte da cui attingere per migliorare le
terapie e per la scoperta di nuove classi di
farmaci".
Alcuni studi hanno riscontrato l'efficacia di
erbe e altre cure.
Un ingrediente proveniente dall'artemisia usato
per secoli nel sud della Cina per combattere la
malaria, è ritenuto ora la migliore cura per
questa malattia, dopo che alcune ricerche hanno
dimostrato che è in grado di rimuovere
velocemente i
parassiti.
La medicina tradizionale viene usata in Cina e
in altri paesi in via di sviluppo, anche se
l'accesso alla sanità di tipo occidentale sta
crescendo.
La terapia con la
sanguisuga
è usata in alcune parti dell'India come
antidolorifico e per curare le malattie della
pelle, e spesso gli ospedali in Cina offrono sia
la medicina occidentale sia cure tradizionali
come l'agopuntura
o gli antidoti alle
erbe.
In
Canada e in
Germania, riferisce l'Oms, più di sette
persone su dieci hanno provato trattamenti di
medicina popolare in alternativa o in aggiunta
alle cure mediche moderne.
Il giro d'affari
della medicina tradizionale in Europa ha
superato i 3 miliardi di euro (3,82 miliardi di
dollari) dal 2003 al 2004, ha riferito Zhang
Xiaorui, coordinatrice del settore medicina
tradizionale all'Oms, mentre per la Cina la
cifra è pari a 8 miliardi di dollari. "Ci
sono molti esempi in cui la medicina
tradizionale si è rivelata una soluzione rapida
ed efficace" ha detto Hans Hogerzeil,
direttore della politica medica e degli standard
all'Oms. "In questi
casi le medicine tradizionali sono poi entrate a
far parte della sanità occidentale, infatti una
volta identificato il principio attivo alla base
di esse si è iniziato a produrle in un modo
standardizzato".
Fonte: reuters.it
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Sono circa 20.000 i medici italiani
(alcuni operano in modo palese, altri meno) che
si sono informati sulle terapie non
convenzionali, ormai diverse centinaia quelli
che le utilizzano per i loro pazienti.
Nella sola Emilia-Romagna, sette pazienti su
dieci si sono curati almeno una volta con altri
metodi non invasivi.
Cure non ancora alla portata di tutte le tasche,
ma finalmente arrivano gli aiuti da alcune
Regioni (Toscana, Emilia Romagna, ecc.)
In Emilia-Romagna le medicine non convenzionali
sono uno strumento di cura sempre più diffuso
tra pazienti e operatori sanitari.
Le principali malattie curate con i metodi
alternativi sono: malattie stagionali, disturbi
cronici, sono tante le patologie per le quali i
dottori di casa nostra preferiscono le medicine
dolci alla medicina farmaco-chimica; sia
pensionati, quanto le mamme ansiose per la
salute del proprio bimbo, sono talvolta i primi
a chiedere al medico di base o al pediatra
informazioni sui rimedi dell’altra medicina.
Il 70% degli utenti (dati Censis) dichiara di
essere ricorso, almeno una volta nella vita, ai
rimedi non convenzionali. Perché molte volte la
medicina ufficiale non e’ sufficiente a
risolvere specie i problemi cronici.
I medici professionisti che si servono
legittimamente della medicina non convenzionale
sono tanti: gastroenterologi,
otorinolaringoiatri, ginecologi le categorie più
interessate tra gli specialisti.
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Con uno stretto margine di voti, (152 in favore, 125 contro, 28 astenuti) il
parlamento Europeo ha adottato nella seduta plenaria del 29 maggio una risoluzione in
favore delle medicine non convenzionali molto attesa dai cittadini e dai professionisti
coinvolti. La risoluzione è uno strumento di pressione con grande potenzialità di
rivoluzionare il mondo della sanità pubblica, aumentandone l'efficienza senza
incrementare i costi.
Paradossalmente, il "padre" della risoluzione, l'eurodeputato verde dal Belgio,
Paul Lannoye, ha votato contro. La risoluzione proposta da lui dopo anni di ricerche e
lavoro, era stata privata nel corso delle votazioni di una parte decisiva, cioè della
richiesta di legiferare subito per ottenere il riconoscimento europeo per alcune delle
medicine sulle quali già abbiamo a disposizione studi che confermano la loro efficacia.
Il passaggio della risoluzione era stato fortemente voluto da parte di molti cittadini
utenti delle medicine naturali, sia in Italia che all'estero. Infatti in Italia, un
comitato formato da associazioni di consumatori e professionisti, insieme ad alcune
riviste, si è incaricato di raccogliere le adesioni dei cittadini. Un ingente numero di
firme è stato poi depositato nella segreteria della commissione per la protezione
dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori del parlamento Europeo.
Tutti gli eurodeputati sono stati informati per lettera di questa raccolta firme. In
questo modo, il passaggio della risoluzione è dipesa anche un po' dal pubblico Italiano,
che questa volta ha saputo dare un forte messaggio di sostegno.
Il fatto che il parlamento Europeo si sia espresso favorevolmente sul principio del
pluralismo medico e della libera scelta dei cittadini, è un grande passo in avanti. Gli
effetti si sentiranno - sempre se la commissione Europea darà seguito alle indicazioni
del parlamento - su due piani.
Il primo è quello individuale. I cittadini potranno finalmente scegliere liberamente se
andare da un medico "tradizionale" oppure da un fitoterapeuta, un naturopata,
un'agopuntore, un chiropratico o un'osteopata, per nominarne solo aclcuni. Ci sarà,
insomma, pluralità e scelta nel campo medico, e ci sarà una salutare competizione.
Il secondo piano dove si faranno sentire gli effetti della decisione è quello dei sistemi
sanitari nazionali. Chiaramente, per ottenere una vera parità tra le diverse medicine
sarà necessario riconoscere le prestazioni del mondo della medicina non convenzionale
alla pari con quelle della medicina allopatica purtroppo ancora oggi considerata da molti
l'unica medicina "valida".
In un primo momento, questo potrebbe comportare un'aumento della spesa sanitaria dovuto
all'emergere di una parte della domanda oggi sommersa perché semplicemente non
riconosciuta. Ma a lungo andare, visto la forte enfasi delle metodiche alternative sulla
prevenzione, sull'equilibrio psicofisico della persona e sul raggiungimento di uno stato
di salute ottimale, sicuramente si potranno osservare dei risparmi
"strutturali", cioè meno persone malate, meno ore di lavoro perse, meno degenze
negli ospedali e meno spese per apparecchiature e farmaci costosissimi.
-
La risoluzione chiede che siano sviluppati programmi di ricerca nel settore
delle medicine non convenzionali, nei quali si tenga conto dell'approccio individuale ed
olistico, del ruolo preventivo e delle specificità delle discipline mediche non
convenzionali.
-
Si chiede che in previsione di un eventuale riconoscimento delle medicine non
convenzionali sia effettuato uno studio approfondito per quanto concerne l'innocuità,
l'efficacia, il campo di applicazione e il carattere integrativo ovvero alternativo di
ciascuna medicina non convenzionale.
-
Si chiede che non vengano utilizzati nelle cure alternative organi di specie
animali minacciate che potrebbero così innescare un traffico illegale.
-
Il parlamento invita la commissione Europea a presentare un progetto di
direttiva riguardante gli integratori alimentari. La direttiva dovrebbe garantire la
qualità dei prodotti a protezione del consumatore, senza per questo limitare la libertà
di accesso o di scelta, e dovrebbe portare ad uno smantellamento delle barriere
commerciali tra i vari stati.
Un commento di Josef Hasslberger, vice presidente dell'associazione
italiana dei produttori dei salutistici, è che "anche non essendo i nostri prodotti
medicinali nel senso del farmaco registrato ma veri e propri integratori
dell'alimentazione oppure erbe ad uso salutistico, le proprietà preventive di questi
prodotti potranno dare un valido contributo al contenimento della spesa sanitaria. La
sanità nel nostro paese ancora risente di anni di malgoverno e clientelismo che non hanno
permesso di effettuare la necessaria trasformazione dell'attuale sistema basato
sull'intervento contro i sintomi ad uno che dia la giusta enfasi alla prevenzione. Forse
sarebbe proprio il caso di riattivare in forma modernizzata l'antico sistema cinese che
premiava il medico solo fin quando il paziente stava in buona salute.
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La medicina del domani
"sdogana"
agopuntura e
sanguisughe
- Roma, 7 Nov.
2008
Cadono i
tabù su
sanguisughe e agopuntura: i
rappresentanti della sanità provenienti
da oltre settanta Paesi, riuniti a
Pechino, sono pronti a sdoganare la
medicina tradizionale.
A presiedere l'evento è l'Organizzazione
mondiale della sanità, che si è
proposta di avallare alcuni standard
normativi sulla
medicina popolare di culture come
quelle del Sudafrica e del Giappone.
Stando proprio a dichiarazioni di
funzionari dell'Oms
risulta che "integrare la medicina
tradizionale con quella occidentale
potrebbe rendere entrambe più efficaci".
Secondo alcune
correnti mediche, infatti, l'alterità della
medicina popolare potrebbe rivelarsi una valida
fonte da cui attingere per migliorare le terapie
e per la scoperta di nuove classi di
farmaci. Riprova ne è l'efficacia riconosciuta
dalla letteratura medica ad alcune erbe
utilizzate per determinate patologie. Un
ingrediente proveniente dall'artemisia
usato per secoli nel sud della Cina per
combattere la
malaria, ad esempio, è ritenuto ora la
migliore cura per questa malattia, dopo che
alcune ricerche hanno dimostrato che è in grado
di rimuovere velocemente i parassiti.
(Cac/Dire) – Tratto da: diregiovani.it
vedi:
CANCRO RENALE ....rischio congenito + Terreno Oncologico + Diagnosi sul cuore in un secondo
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Rischio congenito Oncologico +
Le 3 ZONE della Moderna Medicina +
Tumore
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