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Definizione della
parola
Medico
Il
medico è il
professionista che si dovrebbe occupare della
salute umana,
prevenendo,
diagnosticando e
curando le
malattie.
vedi:
Semeiotica biofisica
+
Conflitti di interesse fra medici
e Big Pharma
+
NON
VEDO, NON SENTO, NON DENUNCIO +
Riforma Sanitaria secondo la MedNat
+
Contenuto
dei vaccini
+
Metalli tossici e
nanoparticelle nei vaccini
Qui trovate tutte le resistenze del
produttore (Glaxo),
ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al pubblico
dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu
Tutte le
fasi dell'attività medica devono essere
sottoposte al
consenso informato da parte del
paziente, salvo quando questi, per
la sua situazione, corra immediato
pericolo di vita e non sia in grado di
esprimerlo.
In Italia, il Medico è
il laureato in
Medicina e Chirurgia
che abbia inoltre
conseguito
l'abilitazione
all'esercizio della
professione da parte del
proprio
ordine professionale,
attraverso il
superamento di un
apposito
esame di Stato.
In altre nazioni europee
non costituisce un
titolo ma la semplice
descrizione di un
mestiere allo stesso
modo dei termini,
naturopata,
operatore sanitario,
heilpratiker,
insegnante, docente,
ecc.
In Italia poi, a
differenza di
altri paesi...chissa'
perche' ?...., compie un
reato chi si
definisce medico
senza il possesso dei
requisiti richiesti in
ordine alla laurea e
all'abilitazione.....la
Casta dei medici
italiana, evidentemente
vuole avere l'imprimatur
e l'assoluta
esclusiva in materia
di salute e
malattia......
In
Svizzera, ad
esempio, ci si può
autodefinire "Medico
naturista NVS" senza
aver mai frequentato
l'università.
Affinché l’attività del
medico possa dirsi
legittima, egli deve
ottemperare al dovere
del
consenso informato.
Questo è un diritto
imprescindibile affinché
il paziente possa
liberamente
autodeterminarsi.
Secondo la Suprema Corte
di Cassazione è tanto
più importante, quando
l’intervento non è
finalizzato alla cura di
una patologia, ma
attiene ad attività
estetiche. In questo
caso, il medico deve
indicare non solo il
prodotto da
somministrate, ma anche
elencarne tutti i
possibili effetti perché
si tratta “di
trattamenti non
necessari se non
superflui”.
Solo in questo modo il
paziente potrà valutare
la necessità
dell’assunzione e le sue
conseguenze. Cassazione
Penale, Sezione IV,
Sentenza 8 maggio 2008,
n. 32423." Il consenso
informato non può
esaurirsi nella
comunicazione del nome
del prodotto che verrà
somministrato o di
generiche informazioni
ma deve
investire,soprattutto
nel caso di trattamenti
diretti a finalità
estetiche,gli eventuali
effetti negativi della
somministrazione in modo
che sia consentito al
paziente di valutare
congruamente il rapporto
costi-benefici del
trattamento e di mettere
comunque in conto
l'esistenza e la gravità
delle conseguenze
negative ipotizzabili
Italy: Risponde del
delitto di omicidio
colposo il medico
il quale
prescriva dei
farmaci
(anche i
vaccini
sono farmaci) il quale
prescriva dei farmaci
capaci di incidere sul
normale
metabolismo,
senza sottoporre il
paziente ad adeguati
esami ematochimici prima
e durante la
somministrazione, se
l'assunzione dei farmaci
suddetti abbia causato
la morte del paziente.
Cassazione Penale, sez.
IV, 28 maggio 2003, n.
35603
vedi:
Conflitti di Interesse
in Medicina
+
Definizione della parola
malattia
+
Rapporto
Flexner e Dichiarazione
di Alma Ata +
Sindacato Rockefeller
=
Dittatura sanitaria
+
Test medici +
Riforma Sanitaria secondo
la MedNat
+
Evidenze
cliniche e Certificazione di qualita' per il
medico +
Medici e medicine
2016 Ottobre: 3.200
medici italiani,
vogliono uscire dall'Ordine
dei medici, per
il fatto che il
ministero della "salute"
ha emanato disposizioni
affinche' i medici che
non seguono i dettami
del
ministero sui vaccini,
cioe' essi sono
obbligati a spingere
i pazienti a
vaccinarsi, senza
fornire loro un vero
consenso informato
sui loro possibili
danni, pena
l'esclusione
dall'ordine dei medici e
cosi impediti a svolgere
la loro missione che e'
il loro lavoro per
vivere per il quale
hanno speso anni e
denaro per ottenere la
laurea per poter
esercitare ! cosa che e'
INAMMISSIBILE e
completamente ILLEGALE,
la Costituzione parla
chiaro !...ma ed perche'
il ministro ed il
ministero e gli
enti a tutela della
salute (AIFA;
ISS,
Ordine dei medici,
Consiglio superiore
della sanita'), sono nei
fatti, indottrinati e/o
collusi da e con
Big Pharma !
- vedi:
Esposto presentato alla
Procura della Repubblica
di Milano e Monza, in
Ott. 2016
Sindrome
infiammatoria
chiamata "Asia"
scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono
foriere di qualsiasi
tipo di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano
erroneamente "malattie"....
Il
British Medical Journal pubblica un interessante
articolo sul numero del 29 ottobre 2005 dal titolo:
"I
medici che redigono
Linee Guida, hanno LEGAMI
con l'industria
del farmaco".
Potete leggere l'articolo su:
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/331/7523/982-a
In sintesi: vi si descrive un'indagine fatta dai
giornalisti di Nature (pubblicata il 20 ottobre su questa
rivista) riguardo a 215 Linee Guida sui farmaci registrate
nel 2004 presso la US National Guideline Clearinghaouse. Un
terzo degli autori che hanno redatto le LG dichiarano
LEGAMI con l'industria
dei farmaci e vaccini.
Ma ciò che è più interessante è che il Direttore del Centro
per la Scienza di pubblico interesse con sede a Washington -
che per primo aveva iniziato la ricerca - riferisce a
BMJ che molti medici NON rivelano
le loro connessioni
con l'industria
anche quando queste vengono richieste. Mancano infatti
regole standard al riguardo e non esistono punizioni per non
aver fornito le informazioni.
Anche il Ministero della "salute" italiano,
PAGA i
medici per far vaccinare
(vedi sotto il documento) = vedi:
Medici pagati per vaccinare
Ministero della Sanita", e' stato informato nel 1996 dei
gravi Danni dei Vaccini e malgrado cio' continua a far
vaccinare uomini ed animali... chissa' perche'....Big
Pharma gode e ringrazia...! -
vedi:
Perche' siamo contro l'Immunizzazione
+
Medici Pagati per vaccinare +
Medici pagati dalle
ASL per vaccinare - 1
+
Medici pagati per vaccinare - 2 +
Medici pagati per vaccinare - norme della Regione Puglia +
Perche' vaccinare ?
Altro GRAVE FATTO:
L’Immunità
di gregge, è la supposta carta vincente per la difesa
della vaccinazione in TV, Internet, riviste mediche e
giornali, sul motivo per cui dovremmo essere vaccinati
più e più volte per tutta la vita, con un numero
sempre crescente di vaccini e cio' per ogni malattia.
Lo sbandierato a
360° "supposto
successo delle vaccinazioni" è basato fondamentalmente
su "teorie" che si danno per scontate, senza controllarle.
Quando si entra nei particolari si evince e si dimostra
invece che il tasso di incidenza e di morte di molte
malattie infettive, è diminuito radicalmente nel e dal
momento in cui si registrava un miglioramento delle
condizioni, igienico-sanitarie, abitative, alimentari e
delle procedure di isolamento,
Pero' siccome nello stesso periodo sono stati introdotti i
vaccini, la
medicina ufficiale ha dato per scontato che la sola
vaccinazione sia stata interamente responsabile della
scomparsa di queste "malattie" e per far quadrare questa
teoria fasulla, ha cambiato nome alle malattie.....QUI
in queste pagine ve ne
daremo la dimostrazione !
Un
VACCINO
..e' una
scarica enorme di tossine
invasive e pericolose !
Infatti:
ANCORA UNA
BAMBINA
MORTA DOPO la SOMMINISTRAZIONE dell'ESAVALENTE. -
Luglio 2013
Questo VACCINO e' stato RITIRATO IN MOLTI PAESI MA NON IN
ITALIA. RISARCIMENTO RECORD, PERO' NESSUNO RIDARA' PIU' LA
BIMBA AI GENITORI. -
Muore in culla a causa del vaccino
Infanrix, risarcimento record ai genitori.
La loro bambina è morta di
Sids ("morte in culla") a
pochi giorni dalla vaccinazione con il vaccino
Esavalente.
Il tribunale di Pesaro ha deciso un risarcimento record di
200 mila euro alla famiglia, più un vitalizio di circa 700
euro al mese ed un ulteriore indennizzo ancora da
quantificare. Una sentenza storica per l'Italia.
I personaggi che fanno le
regole e le leggi sulle vaccinazioni sono spesso implicati
nella
vendita dei vaccini.
Ad esempio, la dr Julie Gerberding, che è stata alla
direzione del
CDC per 8 anni, è oggi presidente della
Merck Vaccini.
Il dr. Paul Offit, membro dell'Advisory
Committee on Immunization Practice (ACIP), ha
addirittura sviluppato e registrato all'ufficio brevetti il
suo stesso vaccino.
Per chi è a favore delle
vaccinazioni, si consiglia questo bel scritto, questa lettera concisa
e convincente scritta dal medico neurologo dott.
Russell Blaylock di fama mondiale, saprà smantellare
tutti gli argomenti utilizzati a sostegno di questa
disumana pratica barbarica. - Dicembre 2009
Ho avuto il privilegio di incontrare il dottor Blaylock
nel corso di una conferenza pochi anni fa.
Lui è molto intelligente, un pensiero chiaro, logico
medico che non ha paura degli effetti negativi sulla sua
carriera nell’affermare la verità sulle atrocità delle
vaccinazioni. Ascoltare un medico come il dottor
Blaylock che non ha alcun interesse finanziario o di
altro tipo su questo argomento, solo per parlare della
verità per amore dell’obbiettività è infinitamente più
prezioso che ascoltare medici e altri "esperti" che lo
fanno per interesse.
By Sarah, TheHealthyHomeEconomist.com
VACCINI: PERTOSSE, con
quello ACELLULARE (DTPa) si DIFFONDE l’INFEZIONE –
Nov 2013
Still contagious. The current whooping cough vaccine may
allow people to spread the disease even if they don't
get sick, a new animal study suggests […] “There's a
difference between protecting individuals from illness
and bringing down the incidence of pertussis in the
population,” Merkel says. “To do both we may need a
different vaccine.”
TRADUZIONE
Ancora contagiosa. Un nuovo studio sugli animali
suggerisce che l’attuale vaccino contro la pertosse può
permettere alle persone di diffondere la malattia, anche
se non si ammalano […] "C'è differenza tra proteggere
gli individui dalla malattia e abbattere l'incidenza
della pertosse nella popolazione", dice Merkel "Per fare
entrambe le cose potremmo aver bisogno di un vaccino
diverso."
FONTE: Science 25 Novembre, 2013
http://news.sciencemag.org/health/2013/11/whooping-cough-vaccine-does-not-stop-spread-disease-lab-animals
Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca
vaccini e revisioni della
FDA, è
l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa
FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular
pertussis vaccines protect against disease but fail to
prevent infection and transmission in a nonhuman primate
model”
http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf )
Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati
fossero protetti da sintomi severi associati alla
pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non
si liberassero dell’infezione prima degli animali
“naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero
facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non
vaccinati.
I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto
alle differenze tra l’ immunità conferita dalla
infezione contratta naturalmente e quella conferita dal
vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta
immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i
linfociti) che la vaccinazione in realtà previene
favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da
anticorpi), che significa che il vaccino stimola la
produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le
cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di
lunga durata.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic
carrier, which is good for you, but not for the
population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato,
sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te
ma non per il resto della popolazione” - By Tod J.
Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0
Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di
quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la
necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno
di essere vaccinato per proteggere coloro che non
possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.)
Infatti la BALLA spaziale dell’effetto
gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste
!
Un'altro studio recente della
FDA, afferma che negli
US:
"Ci sono
stati
48.000 casi
denunciati lo scorso
anno 2014, nonostante
gli alti tassi di
vaccinazione", ha detto
Anthony Fauci,
MD, direttore del
National Institute of Allergy
e Malattie infettive
del NIH.
"Questa
rinascita suggerisce la
necessità di ricerche sulle
cause che stanno dietro
l'aumento di
infezioni e
modi più
efficaci per prevenire
la diffusione della malattia."
"Questa
ricerca suggerisce
che, anche se
gli individui immunizzati con
un vaccino
acellulare possono essere
protetti dalle malattie,
essi possono ancora
essere infettati
con i batteri
e sono in grado
di
diffondere l'infezione
ad altri, inclusi i bambini
piccoli che sono suscettibili
di malattia
pertosse".
In parole povere: i vaccinati NON sono protetti dal
vaccino e possono anche infettare altri soggetti.....
Tratto da:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm376937.htm
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20200027
Il passaggio a un
vaccino per la pertosse creato artificialmente, in
laboratorio, con le tecniche di ingegneria genetica, è
responsabile dell’aumento dei casi di mortalità
verificatisi per la malattia negli Stati Uniti.
E’ quanto suggerisce e dimostra un nuovo studio a firma
della
Monash University, la più grande Università
australiana, con campus localizzati in Malesia, Sud
Africa, India e Italia.
I risultati sottolineano la necessità di condurre una
ricerca simile in Australia e nel Regno Unito, sotto la
supervisione dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità, dove i casi di pertosse sono
entrati in una pericolosa spirale verso l’alto negli
ultimi dieci anni, come afferma il Dr. Manoj Gambhir,
Professore Associato presso la sede australiana della
Monash
University.
vedi: Pertosse
e Cure naturali
+ Pertosse +
Pertosse 2
+
Polio e Vaccini
+ Come
nasce l'Unica malattia del Vivente
+
I germi non solo causa di
malattia +
Effetto Gregge
+
Pertosse 2
+
Trivalente - 2 +
Interrogazione Parlamentare
+
Morti per vaccino
+
Penta Vaccini, i loro
pericoli +
Meccanismo dei danni dei vaccini
UK (Gran Bretagna)
Negli anni 1950 (mese di aprile), l'Associazione
Medicale Britannica, ha sospeso e proibito il
vaccino per la
difterite +
pertosse a
seguito di numerosi casi di
poliomielite
(paralisi
infantile) constatati sui
bambini vaccinati da quel vaccino.
Tratto da: I ciarlatani della medicina, a pag. 170.
VACCINI: PERTOSSE,
con quello ACELLULARE (DTPa) si DIFFONDE l’INFEZIONE
– Nov 2013
Still contagious. The current whooping cough vaccine may
allow people to spread the disease even if they don't
get sick, a new animal study suggests […] “There's a
difference between protecting individuals from illness
and bringing down the incidence of pertussis in the
population,” Merkel says. “To do both we may need a
different vaccine.”
TRADUZIONE
Ancora contagiosa. Un nuovo studio sugli animali
suggerisce che l’attuale vaccino contro la pertosse può
permettere alle persone di diffondere la malattia, anche
se non si ammalano […] "C'è differenza tra proteggere
gli individui dalla malattia e abbattere l'incidenza
della pertosse nella popolazione", dice Merkel "Per fare
entrambe le cose potremmo aver bisogno di un vaccino
diverso."
FONTE: Science 25 Novembre, 2013
http://news.sciencemag.org/health/2013/11/whooping-cough-vaccine-does-not-stop-spread-disease-lab-animals
Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca
vaccini e revisioni della
FDA, è
l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa
FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular
pertussis vaccines protect against disease but fail to
prevent infection and transmission in a nonhuman primate
model”
http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf )
Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati
fossero protetti da sintomi severi associati alla
pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non
si liberassero dell’infezione prima degli animali
“naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero
facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non
vaccinati.
I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto
alle differenze tra l’ immunità conferita dalla
infezione contratta naturalmente e quella conferita dal
vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta
immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i
linfociti) che la vaccinazione in realtà previene
favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da
anticorpi), che significa che il vaccino stimola la
produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le
cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di
lunga durata.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic
carrier, which is good for you, but not for the
population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato,
sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te
ma non per il resto della popolazione” - By Tod J.
Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0
Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di
quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la
necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno
di essere vaccinato per proteggere coloro che non
possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.)
Infatti la BALLA spaziale dell’effetto
gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste
!
Quindi secondo le
fonti ufficiali i soggetti, bambini,
ragazzi, adulti,
vaccinati con il vaccino
per la
Pertosse,
Varicella
o con il Morbillo,
ecc., possono
facilmente "infettare"
gli altri,... purtroppo
questa possibilita' e'
valida anche per tutti gli
altri soggetti vaccinati
di QUALSIASI VACCINO
!
Nel 2014, un innovativo
studio pubblicato sulla
rivista Clinical
Infectious Diseases,
tra gli autori del quale
ci sono scienziati che
lavorano per Bureau of
Immunization, New York
City Department of
Health and Mental
Hygiene e National
Center for Immunization
and Respiratory Diseases,
Centers for Disease
Control and Prevention
(CDC), ha preso in
esame le prove che, nel
focolaio di morbillo
scoppiato a New York nel
2011, sia gli individui
precedentemente
vaccinati che quelli con
"immunità"
da vaccino, erano in
grado di essere
infettati con il
morbillo e di infettare
altri (trasmissione
secondaria).
Questa scoperta ha
suscitato anche
l’attenzione dei media,
come l’articolo apparso
su Sciencemag.org
nell’aprile 2014
intitolato:
“Per la prima volta una
epidemia di morbillo è
stata ricondotta ad un
individuo completamente
vaccinato“.
Questo studio
rivoluzionario
intitolato “Epidemia
di
morbillo tra persone
"immunizzate" (vaccinate)
in precedenza, New York
City, 2011”, ha
riconosciuto che, “il
morbillo può
manifestarsi anche in
individui vaccinati,
ma non è stata
documentata la
trasmissione secondaria
da tali individui”.
Al fine di scoprire se
individui completamente
vaccinati per il
morbillo siano capaci di
essere infettati e di
trasmettere l’infezione
ad altri, gli studiosi
hanno preso in esame i
casi sospetti ed i
contatti esposti durante
l‘epidemia di morbillo
del 2011 a New York. Si
concentrarono su un
paziente che aveva
ricevuto due dosi di
vaccino per il morbillo
e fu scoperto che,
”su 88 contatti, quattro
casi secondari avevano
ricevuto due dosi di
vaccino anti- morbillo o
avevano una precedente
positività di anticorpi
IgG per il morbillo .
Tutti i casi sono stati
confermati in
laboratorio, i sintomi
clinici erano coerenti
con il morbillo e
presentavano un’alta
presenza di anticorpi
IgG caratteristica di
una risposta immunitaria
secondaria.”
La loro
importante conclusione fu la seguente:
”Questa è la prima segnalazione di
trasmissione del morbillo da un individuo
vaccinato due volte. La manifestazione
clinica e i dati di laboratorio erano tipici
del morbillo in un individuo mai esposto al
virus.
Casi secondari avevano risposte anticorpali
anamnestiche robuste. Nessun caso terziario
si è verificato nonostante i numerosi
contatti. Questo focolaio sottolinea la
necessità di una approfondita indagine
epidemiologica e di laboratorio dei casi
sospetti di morbillo a prescindere dallo
status vaccinale“.
Ovviamente questo fenomeno: individuo
completamente vaccinato che infetta altri
individui completamente vaccinati, è stato
ignorato dalle agenzie sanitarie e dai
media.
Questi dati confermano la possibilità che,
durante il focolaio di morbillo verificatosi
a Disney, soggetti precedentemente vaccinati
(chiunque facente parte del 18% che si sa
essersi infettato-ammalato) possono essere
stati infettati o anche aver contratto il
morbillo dal vaccino e aver trasmesso il
morbillo sia ai vaccinati che ai non
vaccinati.
Fonte:
http://www.greenmedinfo.com/blog/measles-transmitted-vaccinated-gov-researchers-confirm
- a mezzo: comilva.org
Ecco altra bibliografia che dimostra questi fatti:
-
http://www.hopkinsmedicine.org/kimmel_cancer_center/patient_information/Patient%20Guide%20Final.pdf
- http://www.stjude.org/stjude/v/index.jsp?vgnextoid=20206f9523e70110VgnVCM1000001e0215acRCRD
- Outbreak of Measles Among Persons With
Prior Evidence of Immunity, New York City, 2011
http://cid.oxfordjournals.org/content/early/2014/02/27/cid.ciu105
- Detection of Measles Virus RNA in Urine Specimens from Vaccine
Recipients
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7494055
- Comparison of the Safety, Vaccine Virus Shedding and
Immunogenicity of Influenza Virus Vaccine, Trivalent, Types A
and B, Live Cold-Adapted, Administered to Human Immunodeficiency
Virus (HIV)-Infected and Non-HIV Infected Adults
http://jid.oxfordjournals.org/content/181/2/725.full
- Sibling Transmission of Vaccine-Derived Rotavirus (RotaTeq)
Associated with Rotavirus Gastroenteritis
http://pediatrics.aappublications.org/content/125/2/e438
-
Polio vaccination may continue after wild
virus fades
http://www.cidrap.umn.edu/news-perspective/2008/10/polio-vaccination-may-continue-after-wild-virus-fades
- Engineering attenuated virus vaccines by controlling
replication fidelity
http://www.nature.com/nm/journal/v14/n2/abs/nm1726.html
- CASE of VACCINE-ASSOCIATED MEASLES FIVE WEEKS POST-IMMUNISATION,
BRITISH COLUMBIA, CANADA, October 2013
http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=20649
- The Safety Profile of Varicella Vaccine: A 10-Year Review
http://jid.oxfordjournals.org/content/197/Supplement_2/S165.full
- Comparison of Shedding Characteristics of Seasonal Influenza
Virus (Sub)Types and Influenza A(H1N1)pdm09; Germany, 2007 -
2011
http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0051653
- Epigenetics of Host-Pathogen Interactions: The Road Ahead and
the Road Behind
http://journals.plos.org/plospathogens/article?id=10.1371/journal.ppat.1003007
- Animal Models for Influenza Virus Pathogenesis and
Transmission
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3063653/
- Acellular pertussis vaccines protect against disease but fail
to prevent infection and transmission in a nonhuman primate
mode
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24277828
- Study Finds Parents Can Pass Whooping Cough to Babies
http://www.nytimes.com/2007/04/03/health/03coug.html?_r=0
- Immunized People Getting Whooping Cough
http://www.kpbs.org/news/2014/jun/12/immunized-people-getting-whooping-cough/
Video su: I BAMBINI
NON
VACCINATI SONO molto PIU' SANI
di quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio
sulla salute e la vaccinazione dei
bambini della Nuova Zelanda ed ha
trovato solide prove scientifiche che I
BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei
loro coetanei vaccinati !
MEDICI PREMIATI in DENARO se
VACCINANO ….
Nascono i «recordman» dei vaccini. Lo propone la Fimmg (Federazione
italiana medici di medicina generale). I
medici di famiglia che vaccinano di più, superando una
certa soglia di percentuale dei loro pazienti,
saranno gratificati da premi in
denaro.
L'idea della Fimmg milanese si ispira all'Asl di Melegnano,
dove il direttore Antonio Mobilia ha siglato un accordo per
garantire 8 euro a vaccinazione, invece dei 6 previsti a
livello regionale, a chi raggiunge una percentuale di
vaccinati del 65% e 10 euro se si sale al 75%. Si prevede un
novembre di iniezioni per i milanesi.
"Intanto tranquillizziamoci. Il ceppo influenzale sarà di
media entità nell'inverno 2013. Significa che interesserà 4
milioni di persone, di cui 150 mila a Milano. Consiglio
sempre la vaccinazione. E' vero che l'influenza è ritenuta
una malattia non molto grave, ma è altrettanto vero che sui
quei 4 milioni circa 2 o 3 mila potrebbero morire", commenta
Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano.
I medici di base ritireranno i vaccini tra il 28 e il 29
ottobre. A partire dai primi giorni di novembre saranno già
in grado di fare la puntura agli assistiti, soprattutto agli
under 65. Il 2012 è stata un'annata critica per le
vaccinazioni, precipitate del 25%.
La gente non voleva saperne. "La pratica ha perduto via via
di credibilità a partire dal 2009, quando si attendeva la
pandemia della suina, una pandemia che poi non è
avvenuta. Si è creata una grande paura per niente".
Secondo la Fimmg la caduta delle vaccinazioni è dovuta anche
alla scarsa cultura che i pazienti hanno in proposito, per
questo è partita la campagna di incentivazione dei camici
bianchi.
Fonte: Il giornale di Milano: ilgiornale.it
Commento NdR: in realta' sono quei
medici vaccinatori, che hanno "scarsa cultura"
o sono in malafede, dato che da decenni vengono
pubblicati nelle riviste medico-scientifiche, gli studi
di
ricercatori,
medici scrupolosi ed attenti, sui
gravi danni dei Vaccini e
malgrado cio' NON li leggono ne' li studiano per i loro
pre-giudizi e/o per i loro
Conflitti di Interesse...!
 |
Premi in denaro ai medici
che fanno più vaccinazioni - 16/10/2013
I medici di famiglia che vaccinano di più, superando una
certa soglia di percentuale dei loro pazienti, saranno
gratificati da premi in denaro. Così ci si prepara a
decimare Victoria, il virus che arriverà dall'Australia
con il freddo acuto, quindi presumibilmente a partire da
dicembre. L'idea della Fimmg milanese si ispira all'Asl
di Melegnano, dove il direttore Antonio Mobilia ha
siglato un accordo per garantire 8 euro a vaccinazione,
invece dei 6 previsti a livello regionale, a chi
raggiunge una percentuale di vaccinati del 65% e 10 euro
se si sale al 75%. Si prevede un novembre di iniezioni
per i milanesi.
«Intanto tranquilliziamoci. Il ceppo influenzale sarà di
media entità nell'inverno 2013. Significa che
interesserà 4 milioni di persone, di cui 150 mila a
Milano. Consiglio sempre la vaccinazione. E' vero che
l'influenza è ritenuta una malattia non molto grave, ma
è altrettanto vero che sui quei 4 milioni circa 2 o 3
mila potrebbero morire» commenta Fabrizio Pregliasco,
virologo dell'Università di Milano. I medici di base
ritireranno i vaccini tra il 28 e il 29 ottobre. A
partire dai primi giorni di novembre saranno già in
grado di fare la puntura agli assistiti, soprattutto
agli under 65. Il 2012 è stata un'annata critica per le
vaccinazioni, precipitate del 25%.
La gente non voleva
saperne. «La pratica ha perduto via via di credibilità a
partire dal 2009, quando si attendeva la pandemia della
suina, una pandemia che poi non è avvenuta. Si è creata
una grande paura per niente. Questa però non è una buona
ragione per non fidarsi del vaccino, che dovrebbero fare
tutti, non solo le categorie più a rischio come gli
ammalati, i bambini, le mamme e gli anziani».
Secondo la Fimmg la caduta delle vaccinazioni è dovuta
anche alla scarsa cultura che i pazienti hanno in
proposito, per questo è partita la campagna di
incentivazione dei camici bianchi. «Il mese migliore per
vaccinarsi è novembre, ma si può farlo fino alla fine di
dicembre» consiglia Fabrizio Pregliasco. Victoria non è
un virus particolarmente forte, ma non è comunque da
sottovalutare.
Molti decessi identificati come
cardiopatie o complicazioni polmonari sono ascrivibili a
quell'influenza ritenuta abbastanza innocua.
Centomila italiani hanno cominciato ad avere tosse,
raffreddori e uno spossante senso di malessere dovuto a
fenomeni di costipazione. Ma Victoria non è il
responsabile di questa pre - influenza.
Si tratta di
agenti patogeni simil influenzali che portano tosse,
raffreddori e a volte qualche linea di febbre. «Sono
circa 160 i virus in circolazione, che non hanno niente
a che vedere con quello del ceppo che arriverà in pieno
inverno». Le cure d'autunno sono i farmaci da banco, che
sono ricchi di vitamina C, B e E, oppure i sani rimedi
naturali in grado di rafforzare il corpo che deve essere
pronto per l'attacco d'inverno.
Tratto da: ilgiornali.it
 |
Questo
articolo del Journal of
the American Medical
Association fa luce sul
fallimento del Sistema
Sanitario Americano
nel fornire una cura
medica decente agli
Americani.
http://www.health-care-reform.net/causedeath.htm
2.000.000 di reazioni
gravi ai farmaci ogni
anno !
"Recentemente in Italia,
con l’introduzione del
D.L. n. 95/03 si è provveduto ad
abolire l’obbligo
(diventa spontanea) di segnalazione di tutte
le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane
tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi
o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini
e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in
speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal
Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente
farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104
Sentite cosa fanno i
medici impreparati
dalle
Universita' (facolta' di medicina) gestite
come linee guida da
Big Pharma ! (Francese):
http://www.santenatureinnovation.com/landing_page/EFS042_SNI6.php?e=GSD11A&pc=ESNIGS31&utm_source=gauntlet&utm_medium=emailing&utm_campaign=20130201-Gauntlet-Series-Day31&a=17&o=10353&s=11177&u=2742151&l=4587&r=MC&g=0
Cio' che i Medici NON dicono ai
pazienti....
RICERCA
DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la
MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO
NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. -
MEDITATE e CONDIVIDETE
!
Il vincitore del Premio
Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts,
denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema
capitalistico,
anteponendo i benefici
economici alla salute e
rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura
delle malattie perché
guarire non è fruttuoso
come la cronicità.
Visionate questo
video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei
Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
vedi anche:
Conflitto di interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di interesse
PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse,
denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e
vaccini
+
Conflitti di interesse
dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+
CNR e
Corruzione
+
Consenso Informato
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Ormoni, pressioni sui medici per
venderli...anche per i bambini
“Nessuno, dopo questo
film, guarderà senza
sospetto la più
anonima scatola di
medicinali, o almeno
senza pensare di non
essere vittima di
una truffa“. - 12
novembre 2013
Così Antonio Morabito,
il regista de “Il
venditore di medicine”
(prodotta da
Amedeo Pagani in
collaborazione con Rai
Cinema), film fuori
concorso al Festival
Internazionale del Film
di Roma e in uscita
nelle sale a gennaio,
spiega la trama della
sua ultima opera. “Un
tema non certo inedito,
quello dello strapotere
delle industrie
farmaceutiche e dei suoi
rappresentanti che –
sottolinea – è comunque
un pugno nello stomaco
per chi almeno un
blister al giorno lo
frequenta”. Il film è
una dichiarazione
di guerra alla sanità
italiana dove
gli informatori
scientifici vengono
rappresentati nella
finzione come corruttori
di medici compiacenti.
Tra gli
interpreti: Claudio
Santamaria, Isabella
Ferrari ed Evita Ciri.
Ad apparire in un cameo
c’è anche Marco
Travaglio: il
vicedirettore de il
Fatto Quotidiano veste
le parti di un medico
integerrimo, il
Professor Malinverni,
che si scaglia contro la
pratica abusata da molti
dottori di ricevere
viaggi e regali da
informatori
farmaceutici senza
troppi scrupoli per
prescrivere ai pazienti
un medicinale piuttosto
che un altro.
Tratto da:
Ecco una clip del
film dove compaiono
Santamaria e Travaglio
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/12/cinema-il-venditore-di-medicine-ecco-il-trailer-del-film-con-travaglio-e-santamaria/253230/
Malattie e MORTE
da
farmaci e
VACCINI (4°
causa di morte negli
USA)
vedi:
i
GRAVI DANNI dei VACCINI
+
Padroni della sanita' e
del Mondo
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DevelopmentResources/DrugInteractionsLabeling/ucm110632.htm
http://jama.ama-assn.org/content/279/15/1200.full.pdf
http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJM199102073240605
Costituzione Italiana:
Art. 28
I funzionari e i
dipendenti dello Stato e
degli enti pubblici sono
direttamente
responsabili, secondo le
leggi penali, civili e
amministrative, degli
atti compiuti in
violazione di diritti.
In tali casi la
responsabilità civile si
estende allo Stato e
agli enti pubblici.
Commento NdR: questo
articolo come altri
della Costituzione
Italiana sono da sempre
trasgrediti e disattesi
proprio da coloro che lo
rappresentano, specie
nella Sanita', Finanza,
tutela, commercio,
agricoltura, ecc.
Per cui invitiamo i
cittadini di questi
stati trasgressori,
compresi i loro
rappresentanti e
dirigenti, a DENUNCIARE
all'autorita'
giudiziaria tutti questi
farabutti che
trasgrediscono la
Costituzione; verra' il
momento, il tempo
comunque nel quale il
Popolo Sovrano, si
sollevera' ed arrestera'
tutti questi "soggetti"
che compiono questi
misfatti, sulla pelle
del Popolo reso
suddito... !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
"Spiacenti ...
abbiamo sbagliato, NON
era cancro dopo tutto",
questo e' cio' che
ammette il National
Cancer Institute
- vedi JAMA - 18 aprile
2016
Dopo decenni di diagnosi
di cancro illeciti e
trattamenti con milioni
di danneggiati, il
National Cancer
Institute ha cosi'
affermato, cio' e'
di alta gravita',
....riviste come JAMA
finalmente ammettono che
si sbagliavano tutti
insieme.
Già nel 2012, il
National Cancer
Institute (NSC)
aveva convocato un
gruppo di esperti per
valutare il problema
degli di errori di
classificazione e la
successiva sovradiagnosi
e trattamento come
cancro, determinando
che, milioni potrebbero
essere stati
erroneamente
diagnosticati, ad
esempio, con "cancro"
della mammella, della
prostata, della tiroide
e del polmone, quando in
realtà, nelle loro
condizioni erano
probabilmente innocui, e
avrebbero dovuto essere
definiti c ome
"escrescenze benigne
indolenti o di origine
epiteliale".
Non ci sono scuse, è
stato ammesso
ufficialmente. Nessuna
informazione da parte
dei principali media si
è verificato su questo
fatto.
E ancora più importante,
nessun cambiamento
radicale avvenuto nella
pratica convenzionale di
diagnosi di cancro nella
prevenzione od il
trattamento, che e'
rimasto tale e quale.
In sostanza, in un gioco
di prestigio semantico,
intere aree del Stati
Uniti e la popolazione
globale, che pensavano
di avere "il cancro
letale", e sono stati
successivamente trattati
per esso, spesso con
procedure violente e
trattamenti invasivi, e'
stato detto loro che "oops
... .noi abbiamo
sbagliato. Non hai mai
avuto il cancro, dopo
tutto".
Se si guarda al
problema attraverso la
sovradiagnosi di cancro
al seno e
ipertrattamento
"sanitario", negli Stati
Uniti nel corso degli
ultimi 30 anni, è stato
stimato che circa 1,3
milioni di donne sono
state trattate in modo
sbagliato.
La maggior parte di
queste donne hanno
ancora idea che essi
sono state vittime, e
molti hanno identificato
i loro "aggressori"
nella sindrome Stolkholm
come una moda, perché
pensano che le loro
"vite sono state
salvate" dagli inutili
trattamenti anche
invasivi, quando in
realtà gli effetti
collaterali, sia
psicologici e fisici,
hanno quasi
certamente ridotto sia
la qualità che la durata
della loro vita dai
trattamenti
farmacologici e
radiologici, che hanno
ricevuto.
Quando il rapporto del
NSC è stato
rilasciato, vi è stata
una sorta di rivincita
per coloro che erano
stati sostenitori della
posizione che una forma,
comunemente
diagnosticata del
cosiddetto "cancro al
seno in fase iniziale",
noto come il "carcinoma
duttale in situ" (tumore
non invasivo), è stato
infatti, non
intrinsecamente maligno
e non deve essere
trattato con i
trattamenti
convenzionali di
mastectomia parziale,
mastectomia,
radioterapia e
chemioterapia.
A quel tempo ho basato
tutto questo, sulla
ricerca disponibile
nella storia naturale
del "carcinoma duttale
in situ", ed il tasso di
sopravvivenza e'
estremamente elevato con
il carcinoma duttale in
situ, così come il fatto
che la mortalità
correlata cancro al
seno, non era sceso al
passo con l'espansione
della cosiddetta "zero
"o" "tumori fase
iniziale rilevati
attraverso proiezioni
mammografia", come ci si
dovuto aspettare se
queste diagnosi in
realtà rappresentavano
entità cliniche nocive.
Da allora, ho visto da
vicino il problema della
sovradiagnosi e
trattamento eccessivo ed
invasivo.
Ottengo aggiornamenti
quotidiani dal
pubmed.gov sul tema, e
sempre più ad alto
impatto, e Gravitas, con
riviste che stanno
segnalando questo
fenomeno altamente
preoccupante.
Particolarmente
rilevante è una
recensione pubblicata
alla fine dello scorso
anno 2015, che ho
riportato nel mio
articolo intitolato:
"Un gran numero di
procedure mediche non
hanno alcun beneficio, e
possono anche
danneggiare" - By JAMA
studio.
Lo studio ha trovato che
JAMA illustra una vasta
gamma di procedure
mediche standard, e gli
interventi che milioni
di soggetti sono
sottoposti ogni anno,
non sono basate
sull'evidenza, come
comunemente assunto e
dichiarato, ed hanno
poco o nessun beneficio,
e possono anche
causare danni
significativi.
Di conseguenza, ora
credo che la medicina
spesso comporta il: non
fare, il più nulla sia
possibile.
Penso anche che le
persone devono essere
consapevoli che
qualsiasi diagnosi di
cancro convenzionale ha
la capacità di
esercitare un danno
letale tramite l'effetto
nocebo,
a prescindere dalla sua
accuratezza (vale a
dire, anche una diagnosi
errata può avere
conseguenze letali,
perché il potere della
mente sul corpo e' molto
forte, (NdR: e la
diagnosi di cancro
influisce sullo stato
della malattia
aggravandola).
Il cancro della tiroide
un'epidemia causata
dalla disinformazione,
non dal cancro in se'.
Un altro argomento che
ho cercato di
diffondere, è la
consapevolezza circa la
sovradiagnosi di cancro
alla tiroide e
trattamento eccessivo e
successivo. Quando ho
riferito su questo due
anni fa, nel mio
articolo, "Cancro alla
tiroide un'epidemia
causata dalla
disinformazione, non il
cancro", una serie di
studi interessanti da
tutto il mondo hanno
rivelato che il rapido
aumento delle diagnosi
di cancro alla tiroide
rifletteva i loro errori
di classificazione e
diagnosi errata.
Come è avvenuto con lo
screening rilevato per
la mammella e quello
della prostata come
"tumori", e anche molti
"tumori" ovarici, lo
standard di cura spesso
richiesto, la rimozione
dell'organo, così come
irradiazione e
chemioterapia - due noti
cancri, per promuovere
interventi.
Come è tipico, di una
ricerca che mina lo
standard convenzionale
di cura, c'è stato poco
segnalazione sul tema,
sia alla stampa che ai
medici. Cio', fino ad
ora.
Il 14 aprile 2016, in un
articolo intitolato "Il
suo NON e' un
Cancro: i Medici
riclassificano un tumore
della tiroide",
(Its
Not Cancer: Doctors
Reclassify a Thyroid
Tumor),
il New York Times ha
riportato un nuovo
studio pubblicato su
JAMA oncologia, (a new
study published in JAMA
Oncology),
dovrebbe cambiare per
sempre il nostro modo di
classificare, la
diagnosi e il
trattamento di una forma
comune di "cancro della
tiroide ".
Un gruppo internazionale
di medici ha deciso che
un tipo di tumore che è
stato classificato come
un cancro, non è affatto
un cancro .
Come risultato, hanno
ufficialmente declassato
la condizione ed a
migliaia di pazienti
sarà risparmiato la
rimozione della loro
tiroide, il trattamento
con iodio radioattivo e
controlli regolari per
il resto della loro
vita, tutto per
proteggere contro un
tumore, che non è mai
stato una minaccia.
La loro conclusione, e
il dato che ha portato
ad esso, è stato
segnalato Giovedi sulla
rivista
JAMA Oncology.
La modifica dovrebbe
influenzare circa 10.000
dei circa 65.000
pazienti affetti da
cancro alla tiroide di
un anno, negli Stati
Uniti. Si può anche
offrire tale ricerca
anche a coloro che hanno
sostenuto per la
riclassificazione di
alcune altre forme di
cancro, tra cui alcune
lesioni della mammella e
della prostata.
Il tumore
riclassificato, è un
piccolo nodulo nella
tiroide che è
completamente circondata
da una capsula di
tessuto fibroso. Il suo
nucleo appare come un
cancro, ma le cellule
non hanno rotto dal loro
capsule, e la chirurgia
per rimuovere tutta la
tiroide seguita da
trattamento con iodio
radioattivo è inutile e
dannoso, il e' stato
detto nella ricerca.
Ora hanno ribattezzato
il tumore. Invece di
chiamarlo " carcinoma
incapsulato, variante
follicolare del
papillare della
tiroide", ora lo
chiamano " neoplasia non
invasiva follicolare
della tiroide con le
caratteristiche nucleari
papillari-like", o NIFTP.
La parola "carcinoma" è
stata tolta. (been calls
to downgrade)
Molti esperti di cancro
hanno detto che la
riclassificazione era
attesa da tempo.
Per anni ci sono state
richieste di declassare
le piccole
lesioni della mammella,
del polmone e della
prostata, tra gli altri
e per eliminare il
termine "cancro" dal
loro nome.
Ma a parte la
ridenominazione di un
tumore delle vie
urinarie nella fase
iniziale, nel 1998, ed
alle ovaie nella fase
iniziale e le lesioni
cervicali più di due
decenni fa, nessun
gruppo diverso da quelli
degli specialisti della
tiroide ha ancora avuto
il grande passo di
ridefinire la
dizione-diagnosi.
In realtà, ha detto il
dottor Otis Brawley,
direttore medico presso
l'American Cancer
Society, il nome cambia
perche' si sono
verificati le prove
scientifiche contrarie
ed è quindi andato nella
direzione opposta.
Piccoli noduli
precancerosi al seno,
divenuti noti come
"cancro", pur essendo in
fase zero.
Lesioni piccole e in
fase iniziale della
prostata, sono stati
chiamati tumori
cancerosi.
Nel frattempo, l'imaging
con ultrasuoni, M.R.I.
di e C.T. scansioni,
trovano sempre più
di questi piccoli
"tumori",
noduli tiroidei in
particolare.
"Se non è un cancro,
cerchiamo di non
chiamarlo un cancro", ha
detto il Dr. John C.
Morris, presidente
eletto della American
Thyroid Association e
professore di medicina
presso la Mayo Clinic.
Dr. Morris non era un
membro del gruppo di
ridenominazione delle
diagnosi.
Il dr. Barnett S.
Kramer, direttore della
divisione di prevenzione
del cancro, presso il
National Cancer
Institute, ha detto,
"C'è una crescente
preoccupazione che molti
dei termini che usiamo
non corrispondono alla
nostra comprensione
della biologia del
cancro. Chiamarle
"lesioni di cancro"
quando non lo sono,
porta ad un trattamento
inutile e dannoso", ha
detto.
L'articolo continua a
discutere del fatto che,
mentre alcuni dei
principali centri medici
stanno iniziando a
trattare i tumori della
tiroide incapsulati in
modo meno aggressivo,
questa non è ancora la
norma nel resto del
paese. Si tratta di un
modello coerente che
dimostra che c'è un
lungo ritardo oltre un
decennio, tra le
variazioni con le prove
di pratica clinica della
medicina, che è quindi
molto meno "evidence-based"
(basato sulla evidenza)
come comunemente
richiesto e/o presunto.
Chiaramente, la verità
sulla vera natura del
cancro, e travisamenti
del settore cancro, sta
cominciando a venire
alla luce, attraverso le
stesse istituzioni come
JAMA e sui
principali media che
sono stati responsabili
storicamente, della
e per la divulgazione di
tante idee sbagliate
comunemente tenuti sul
tema.
Tratto dall'articolo
originale:
http://www.greenmedinfo.com/blog/oops-it-wasnt-cancer-after-all-admits-national-cancer-insitutejama
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
MEDICINA ASSASSINA.
UNO STUDIO CHE VI
SEPPELLIRÀ –
17/10/2014
“Medicina assassina” è
un saggio, frutto del
lavoro di un gruppo di
ricercatori che,
mostrando prove
evidenti, dimostrano
come il sistema
sanitario faccia più
male che bene poiché
sono circa 2,2 milioni
le persone che ogni anno
manifestano reazioni
avverse ai vari farmaci
prescritti. Tra i vari
dati si trovano i
circa 20 milioni di
antibiotici prescritti
non necessari, 7,5
milioni di procedure
mediche e chirurgiche
non necessarie ogni
anno, 8,9 milioni di
pazienti sottoposti a
ricovero ospedaliero non
necessario, e circa
800.000 decessi
provocati dalla medicina
tradizionale solo negli
Stati Uniti.
Naturalmente dietro a
questi numeri vi sono
una serie di concause
che vanno dai lobbisti
delle case farmaceutiche
o anche la F.D.A. (Food
and Drug Administration)
che continuamente si
oppone all’uso di
prodotti naturali e
quindi, in questo
contesto, si va ad
inserire il lavoro del Nutrition
Institute of America. In
una ricerca indipendente
sostiene che, la
medicina convenzionale è
la principale causa di
morte. Questo istituto
indipendente, nei dati
che sottopone al
pubblico ha tenuto a
precisare, a più
riprese, che gli unici
dati che hanno tenuto in
considerazione sono
quelli pubblicati su
riviste mediche e di
vari studi scientifici,
quindi, inattacabili.
Il dottor Lucian Leapefu
il ricercatore che aprì
il vaso di Pandora e nel
suo lavoro del 1994,
“Error in Medicine”
stimò 180.000
decessi ogni anno in
tutti gli Stati Uniti,
tenendo presente la
scarsità di materiale
sugli errori medici
presente in letteratura.
Leape si rese conto che
questi numeri
rappresentavano solo la
punta dell’iceberg anche
se, molti sostennero che
la percentuale di
fallimento della
medicina ufficiale si
poteva aggirare all’1%,
e a questa affermazione
il dottore rispose che
questo tasso di
fallimento significa,
due atterraggi di aerei
falliti ogni giorno
presso l’aeroporto della
sua città, 160.000
lettere perse ogni
giorno da parte del
sistema postale
nazionale, o anche il
trasferimento sbagliato
di 32.000 assegni
bancari ogni giorno in
un altro conto corrente.
A rincarare la dose ci
ha pensato anche
il Journal of American
Medical Association sostenendo
che:
“Più di un milione di
pazienti subiscono
lesioni negli ospedali
Usa ogni anno, e circa
280.000 persone muoiono
ogni anno in conseguenza
dei danni riportati.
Inoltre, la percentuale
di morti iatrogene fa
apparire ridicolo il
tasso di mortalità
annuale per incidenti
automobilistici (45.000
vittime) e risulta
responsabile di più
decessi di tutti gli
altri incidenti messi
insieme”.
Altro
problema da tenere in
considerazione sono gli
errori medici che non
venivano denunciati,
questo per proteggere il
personale o per evitare
procedimenti legali come
affermò il dottor Leape.
Uno studio del 2002
mostra che il 20% delle
medicine somministrate
in ospedale erano errori
di dosaggio e di questi
il 40% era
potenzialmente dannoso
per il paziente e si
calcola che ogni anno a
subirne i danni sono
circa 417.908 pazienti,
mentre per il New
England Journal of
Medicine un paziente su
quattro subiva effetti
collaterali derivanti da
più di 3,34 miliardi di
farmaci prescritti solo
nel 2002. In questo
contesto va anche
ricordato l’immenso
mercato che ha generato
i vari “modificatori
dell’umore” come il Prozac,
Ritalin o lo Zoloft.
Arrivati a questo punto
possiamo iniziare a
porci la prima domanda,
i medici di base hanno
un secondo lavoro come
rappresentanti di
compagnie farmaceutiche?
Nei primi anni ’90 il
dottor Leape scrisse che
il 30% degli interventi
chirurgici non erano
necessari e si va dal
taglio cesareo, alla
tonsillectomia,
l’appendicectomia,
l’isterectomia,
gastroectomia e protesi
al seno. Di questi, il
17,6% degli interventi
consigliati non veniva
confermato da un secondo
parere e su base
nazionale gli interventi
non necessari erano
calcolati in 2,4 milioni
con 11.900 decessi per
una spesa complessiva di
3,9 miliardi di dollari.
Altro punto interessante
è quello relativo ai
raggi x. Uno studio
condotto su 700,000
bambini in 37 ospedali
conclude che nei bambini
nati da madri sottoposte
a radiografie pelviche
durante la gravidanza,
la mortalità tumorale
era del 40% più alta dei
figli di donne non
esposte a radiazioni.
Il dottor John Gofman scrisse
ben cinque libri
scientificamente
documentati fornendo
prove esaurienti sul
fatto che le
attrezzature
tecnologiche mediche,
come raggi x e TAC,
contribuiscano
all’insorgere del 75%
dei tumori, naturalmente
il dottore precisa a più
riprese che a provocare
il danno siano una serie
di combinazioni,
comprese, quindi, il
fumo, l’aborto e l’uso
di contraccettivi orali.
Naturalmente non bisogna
cadere nella tentazione
di affermare che questi
sono studi che
riguardano solamente il
sistema medico americano
perché, come osservò
il Journal of Healt
Affairs, studi alla
mano, le vittime di
errori sono del 18% in
Gran Bretagna, del 23%
in Australia e in Nuova
Zelanda, del 25% in
Canada e quindi, del 28%
negli Stati Uniti.
E ancora, a tutto
questo, va sommato, come
sostiene il
dottor Robert Epstein
della Medco Healt
Solutions Inc., il
consumo di farmaci tra i
6,3 milioni di anziani
che hanno ricevuto
circa 160 milioni di
prescrizioni con una
media di circa 25
all’anno per ogni
singolo paziente. Come
se non bastasse tutti
questi studi non tengono
conto dei decessi
causati dalla
Chemioterapia contro
il cancro, poiché
numerosi sono gli
ostacoli da scavalcare
perché non solo ci si
trova davanti ad un muro
di gomma alzato dai vari
lobbisti, ma anche, e
forse ancor più grave,
ad ostacolare questa
ricerca ci si è messo
anche lo Stato, che
ancora oggi nutre un
certo “astio” verso
tutte quelle terapie
alternative che non
producono un profitto
per loro e per le case
farmaceutiche, come ad
esempio può essere il
metodo Di Bella.
(“Medicina Assassina” è
uno studio condotto e
pubblicato da Gary Nul,
Carolyn Dean, Martin
Feldman, Debora Rasio,
Dorothy Smith) - Fonte: Enea
Rotella
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Eccessi medici,
Bmj: bisogna correre
ai ripari Troppa
medicina - Feb. 2013
A dieci anni
dall'editoriale in cui
chiedeva -
provocatoriamente,
all'epoca, e con il
punto interrogativo - se
non ci fosse un eccesso
di medicalizzazione
della vita quotidiana,
il
Bmj torna
sull'argomento con una
campagna in cui ogni
dubbio è oramai
scomparso, giacché gli
eccessi, inutili e
spesso perfino dannosi,
sono sempre più numerosi.
«Ci sono un sacco di
motivi per celebrare
nella medicina e nella
sanità, ma è anche vero
che il troppo stroppia»
commenta in un
editoriale la editor in
chief del settimanale
britannico Fiona Godlee.
Dal 2002, quando il Bmj
pubblicò un numero
affidato al guest editor
Ray Moyni Han, un
giornalista
investigativo
australiano autore di
numerose inchieste, «le
prove degli eccessi
medici nei paesi ricchi
hanno continuato ad
accumularsi, con un
incremento della
documentazione
inequivocabile sui danni
e sui costi degli
interventi inutili».
Dopo quella prima presa
di posizione, anche al
di là dell'Atlantico si
sono mossi in molti, e
in tempi recenti sono
state avviate due iniziative che stanno
cominciando a lasciare
il segno: «Colpiti dalle
due iniziative "Less is
more" (meno è più) della
rivista
Jama Internal Medicine,
diretta da Rita Redberg,
e dalla iniziativa "Choosing
Wisely" (scegliere con
saggezza) messa in piedi
dall'American
Board of internal
medicine foundation,
vogliamo esplorare le
cause e i potenziali
rimedi dell'eccesso di
esami, di diagnosi e di
terapie» spiega la
Godlee.
Alcuni esempi sono
citati in un altro
editoriale firmato
insieme a Ray Moynihan e
altri esperti: «Nell'
ottobre dello scorso
anno, per esempio,
un'importante
investigazione ha
scoperto che una donna
su cinque che riceve
diagnosi di cancro della
mammella non avrebbero
avuto alcun danno da
quel tumore.
In dicembre, il
presidente della
task-force del Dsm-IV (Diagnostic
and statistical manual
of mental disorders)
ha messo in guardia
contro il rischio di "massiccia
sovra diagnosi e dannosi
eccessi terapeutici"
conseguenti alla
continua espansione
delle definizioni di
disturbo mentale - per
esempio trasformando i
sintomi fisici del
cancro o delle malattie
cardiache in un disturbo
psichiatrico chiamato "somatic
symptom disorder" -
nella quinta edizione
del manuale, in uscita a
breve.
I dati suggeriscono» si
legge ancora
nell'editoriale del Bmj
«"he esiste un problema
più o meno marcato di
sovra diagnosi in
un'ampia gamma di
condizioni diffuse, tra
cui il cancro della
prostata e della
tiroide, l'asma,
nefropatia cronica, e
attention deficit
hyperactivity disorder";.
Addirittura, secondo
questi esperti la sovra
diagnosi sembra oggi
diventata la norma, e
non più l'eccezione:
«Questo è rilevante
perché una volta che le
persone vengono
etichettate con una
diagnosi segue una
cascata di conseguenze
mediche, sociali ed
economiche, alcune delle
quali permanenti.
L'etichetta medica e la
conseguente terapia
comportano un
pedaggio emotivo e
finanziario per
l'individuo, con anche
costi per il sistema
sanitario».
BMJ. 2013 Feb
26;346:f1271
Troppa medicina -
23 Ott. 2013 -
dossier tratto dal
mensile Terra Nuova
Ottobre 2013
Test inutili, eccesso
di diagnosi, trattamenti
non necessari e spesso
dannosi: ci
vendono malattie per
farci sognare la salute.
Ecco quando dire basta.
Il testo integrale del
dossier "Troppa
medicina" pubblicato sul
mensile Terra Nuova
Ottobre 2013.
Troppa medicina fa male:
quello che dieci anni fa
era un sospetto oggi è
una certezza. Siamo di
fronte a un eccesso di
diagnosi che porta a
trattamenti inutili e
spesso dannosi; accade
cioè che, inseguendo la
salute, paradossalmente
si rendono malate le
persone. Le evidenze
sono ormai tali da
indurre una delle
riviste scientifiche più
prestigiose al mondo, il
British Medical Journal
(BMJ), a impegnarsi in
una vera e propria
«chiamata alle armi»,
una campagna1 lanciata
ufficialmente in
settembre allo scopo di
sensibilizzare e
informare utenti e
operatori sanitari sulla
medicalizzazione ormai
esasperata di pressoché
tutti gli aspetti e le
fasi della vita umana.
«La situazione è
realmente allarmante
perché l’eccesso di
diagnosi potrebbe
diventare la norma» si
leggeva sul BMJ
nell’editoriale dello
scorso febbraio. Basti
pensare, tanto per fare
qualche esempio, che a
una donna su cinque
viene diagnosticato, con
gli attuali screening,
un cancro al seno che
non le avrebbe mai
procurato alcun problema
nel corso della vita2.
E ancora: il DSM-V, la
quinta edizione del
Diagnostic and
statistical manual of
mental disorders
pubblicata a maggio,
rischia di portare a
sistematici eccessi di
diagnosi con un utilizzo
abnorme e pericoloso di
farmaci a causa del
moltiplicarsi delle
definizioni di disturbi
mentali3.
Si esagera
pericolosamente anche
con il cancro alla
prostata e alla
tiroide4, con l’asma, le
malattie renali croniche
e il disordine da
iperattività e deficit
dell’attenzione5, solo
per citarne alcuni. Se
si darà un taglio ai
test e trattamenti non
necessari e alle
diagnosi inutili, allora
si potrà evitare di fare
danni e garantire un
futuro di salute più
sostenibile per tutti,
hanno spiegato lo stesso
direttore del BMJ, Fiona
Godlee, e il professor
Ray Moynihan
dell’australiana Bond
University.
Costi e benefici
Siamo ormai
letteralmente bombardati
da slogan che
snocciolano statistiche
superlative e che ci
lasciano intuire che più
screening ed esami si
fanno, più vite si
salvano. Ma purtroppo si
scopre che non sempre ci
sono i vantaggi sperati.
Ecco dove questo risulta
più evidente.
Screening per il cancro
al seno.
La domanda che si sono
posti i ricercatori
dell’Indipendent Uk
panel on breast cancer
screening2 è: quanto
sono ampi i benefici
degli screening in
termini di riduzione
della mortalità per
cancro al seno e quanto
pesa il danno in termini
di eccesso di diagnosi,
che si ha quando a una
donna viene
diagnosticato un tumore
che nella sua vita non
avrebbe dato segni
clinici ?
Ebbene, se si facesse
oggi una stima, su 10
mila donne britanniche
di 50 anni chiamate per
i controlli nei prossimi
20 anni, si potrebbero
prevenire 43 morti per
cancro al seno a fronte
però di 129 casi di
eccesso di diagnosi,
ossia una morte
prevenuta per ogni tre
casi diagnosticati e
trattati impropriamente.
Manuale diagnostico e
statistico dei disturbi
mentali.
La quinta edizione del
DSM, pubblicata a
maggio, è stata
duramente criticata e
una delle voci più
autorevoli che ne hanno
sottolineato la
pericolosità è stata
quella di Allen J.
Frances, psichiatra
americano che già aveva
fatto parte della
commissione che si era
occupata della quarta
edizione del manuale.
«Avremo un’enormità di
diagnosi sbagliate» ha
detto «e le nuove
diagnosi psichiatriche
sono più pericolose dei
nuovi farmaci perché da
esse dipende la
decisione di
somministrare, o meno,
quei farmaci a milioni
di persone»3.
Frances elenca poi
alcune modifiche
introdotte nella nuova
edizione che ritiene
particolarmente
pericolose:
a) Il temperamento
stizzoso viene
trasformato in disturbo
da disregolazione
distruttiva dell’umore,
con il rischio di
esacerbare l’uso già
inappropriato ed
eccessivo di
psicofarmaci sui
giovanissimi;
b) il normale dolore da
lutto diventa disturbo
depressivo maggiore;
c) la caratteristica
degli anziani di
dimenticarsi di piccole
cose nel quotidiano
prende il nome di
disturbo neurocognitivo
minore,
creando così moltissimi
falsi positivi che non
sono a rischio di
demenza;
d) si amplia a dismisura
la fascia del disordine
da deficit
dell’attenzione
nell’adulto, così da
incentivare
ulteriormente un già
florido mercato di
psicofarmaci;
e) mangiare troppo per
12 volte in 3 mesi vi
trasformerà da golosi in
malati di disturbo da
fame compulsiva;
f) chi assume droghe per
la prima volta finirà
nella medesima categoria
dei tossicodipendenti
incalliti;
g) viene introdotto il
concetto di dipendenza
comportamentale, un
enorme buco nero dove
finiranno tutti coloro
cui piace
particolarmente fare
qualcosa;
h) si rende ancora più
nebbioso il concetto di
disturbo d’ansia
generalizzato, con il
rischio di creare
milioni di nuovi malati;
i) viene ampliato
oltremodo il già
esistente disturbo
post-traumatico da
stress utilizzabile
dagli esperti forensi.
Check up e raggi X.
Nove organizzazioni
americane di medici
hanno individuato cinque
test o procedure di cui
si abusa6. Ecco quali
sono:
a) i pazienti colpiti da
sincope probabilmente
non necessitano di
tomografia
computerizzata o
risonanza magnetica,
giacché l’attesa
di miglioramento è
scarsa;
b) gli adulti sani senza
sintomi cardiaci non
necessitano di test da
sforzo durante i check
up;
c) non sono necessari
tomografia o antibiotici
per la sinusite acuta,
poiché la maggior parte
dei casi si risolve
senza trattamenti in due
settimane e può essere
diagnosticata
clinicamente;
d) i pazienti in dialisi
con aspettativa di vita
limitata e senza segni o
sintomi del cancro non
dovrebbero essere
sottoposti agli
screening antitumorali
di routine, poiché non
servono a migliorare la
sopravvivenza e possono
dare falsi risultati
positivi;
e) le donne sotto i 65
anni e gli uomini sotto
i 70 non dovrebbero
essere sottoposti a Dexa
(assorbimetria dei raggi
X a doppia energia) per
l’osteoporosi.
Emboli polmonari.
Uno studio pubblicato
nel luglio scorso7
mostra come l’avvento e
la diffusione
dell’angiografia
polmonare ad alta
risoluzione abbiano
portato a identificare,
in un numero molto
maggiore di casi,
piccoli emboli polmonari
isolati che non
avrebbero mai causato
problemi al paziente e
non sarebbero mai stati
rilevati in altro modo.
Di conseguenza, dopo
l’introduzione di questo
esame, l’incidenza di
embolia polmonare è
aumentata in maniera
significativa, eppure la
mortalità ha subìto solo
lievissime variazioni
malgrado le campagne che
raccomandano la
tromboprofilassi. Gli
autori dello studio
affermano che i rischi
dell’eccesso di diagnosi
includono danni prodotti
dal test stesso, legati
all’esposizione non
necessaria a sostanze di
contrasto nefrotossiche
e radiazioni
cancerogene, e rischi di
emorragia dovuti alla
somministrazione di
Warfarin; questi rischi
sono molto maggiori
rispetto ai rischi di
tromboembolia ricorrente
in pazienti con piccoli
emboli polmonari
isolati.
Osteoporosi.
L’osteoporosi è una
condizione assai
controversa. Come ben
spiegato da un team di
ricercatori spagnoli,
canadesi e australiani8,
esiste una sorta di
«cartello» globale
costituito da aziende
farmaceutiche, medici e
gruppi di pressione che
promuove l’osteoporosi
come un’epidemia silente
ma mortale che minaccia
decine di milioni di
donne in menopausa.
Per molti altri, meno
legati all’industria del
farmaco, tale visione
rappresenta il classico
caso di disease
mongering; ossia le
campagne di marketing
delle case farmaceutiche
e delle lobby
introducono nuovi quadri
clinici a scopi
commerciali. Si è
persino cominciato a
trattare la
pre-osteoporosi, una
condizione in cui le
donne sono «a rischio di
essere a rischio».
Malattie renali
croniche.
La definizione è stata
talmente ampliata da
farci rientrare anche
chi non è realmente
malato9. Applicandola,
si ha che più di 1
adulto su 8 (circa il
14%) negli Stati Uniti
presenta malattia renale
cronica; prima che
venisse formulata la
nuova definizione, la
percentuale di malati
era pari all’1,7%. Un
consorzio sanitario
della California del
Sud, il Kaiser
Permanente, ha
modificato i criteri
adattandoli all’età e ha
visto scendere la
percentuale dei malati
al 3%. Insomma, anche in
questo caso i pazienti
possono essere
etichettati con diagnosi
sbagliate e ricevere
trattamenti non
necessari.
Sopravvivenza a 5 anni
nel cancro.
In questo caso non si è
di fronte a un diretto
utilizzo improprio di
test, quanto a una
strategia di marketing
ben riuscita. Avrete
sentito innumerevoli
volte ripetere che
l’aumento della
sopravvivenza a 5 anni
dalla diagnosi di cancro
significa che si stanno
facendo progressi nello
sconfiggere la malattia.
Eppure la mortalità per
cancro negli Stati Uniti
e in Gran Bretagna è
rimasta pressoché la
stessa.
Perché ? Per due motivi,
come spiegano Gerd
Gigerenzer e Odette
Wegwarth del Max Planck
Institute10.
Primo, l’individuazione
precoce implica che il
momento della diagnosi
sia precoce; già di per
sé questo fa aumentare
la sopravvivenza a 5
anni anche quando il
paziente non vive,
complessivamente, più a
lungo.
Secondo, lo screening
consente di individuare
anche anomalie che
rispondono alla
definizione patologica
di cancro, ma che non
sarebbero mai progredite
causando sintomi o
morte. Maggiori sono gli
eccessi di diagnosi, più
alta è la percentuale di
sopravvivenza a 5 anni.
Poi ci sono
l’ipertensione, il
diabete, il colesterolo
alto, l’obesità, il
deficit cognitivo: tutti
casi in cui è stata
cambiata la definizione
della malattia,
generando un aumento
esponenziale di
malati11.
Attualmente, come ha
sottolineato ancora
Fiona Godlee, non
esistono standard
condivisi per la
costituzione dei panel
che revisionano o
alterano le definizioni
delle malattie, né
criteri per determinare
chi debbano
rappresentare gli
esperti o quali siano i
metodi per gestire i
conflitti di interesse.
Chi ci «guadagna»?
Inutile dire che il
massiccio ricorso ai
test e l’aumento del
consumo di farmaci crea
un giro d’affari di
tutto rispetto per le
aziende; colossi
farmaceutici e del
biomedicale fanno i
conti su fatturati
miliardari e
naturalmente hanno tutto
l’interesse a far sì che
il business non si
riduca. «I risultati
delle ricerche mediche
vengono spesso distorti
o nascosti per scopi
commerciali e il sistema
che controlla la
condotta dei medici
attraverso le erogazioni
di denaro sfocia proprio
in eccesso di diagnosi e
di trattamenti» si legge
sul BMJ in un editoriale
dal titolo «Un appello
per sfidare i venditori
di malattie».
Ma c’è dell’altro, come
spiegano Leonard
Leibovici e Michel
Lièvre12, il primo
docente di medicina
all’israeliano Rabin
Medical Center, il
secondo professore
all’Unità di clinica
farmacologica
dell’università di
Lione.
«La medicalizzazione di
tutti gli ambiti della
vita umana dà
all’establishment medico
potere e controllo»
sostengono. «Si
appropriano della
gravidanza e della
nascita, così come della
morte».
Dando a un individuo
l’etichetta di
«personalità di tipo A,
la medicina ridefinisce
il comportamento
maschile», o
incarcerando gli altri
per pazzia, li controlla
e si impone su di loro.
Oppure ancora, accade
che i medici agiscano
sulla base di
condizionamenti esterni,
divenendo meri esecutori
di forzature che non
fanno il bene del
paziente. I due docenti
forniscono esempi
chiarificatori.
Per una donna di 92 anni
ricoverata in ospedale
perché rifiutava di bere
e di mangiare e si
nascondeva sotto le
coperte, il figlio
parlava di depressione o
tumore al cervello, il
medico semplicemente di
vecchiaia. Ma poiché il
figlio insisteva, il
medico ha prescritto una
serie di test.
Un anziano ha tentato il
suicidio assumendo un
farmaco; lo psichiatra
non ha trovato nulla che
non andava nella sua
psiche, ma i familiari e
il loro legale sono
stati concordi nel
richiedere che venisse
legato al letto e il
medico ha messo l’ordine
per iscritto.
Quando l’uomo si è
ripreso è stato staccato
dalle macchine e ha
spiegato le ragioni del
suo gesto: era solo,
malato e triste.
La moglie era morta e
non andava d’accordo con
la figlia: voleva
morire. Allora il
medico, per evitare
dissidi con i parenti,
ha rinnovato la
restrizione.
La famiglia di un
sessantenne con cancro
metastatico terminale
rifiutava di riprendersi
a casa il malato,
perché, dicevano i
parenti, «non riusciamo
a concepire l’idea che
muoia a casa». Così,
l’incombenza di
confortare e gestire
questa persona è rimasta
ai medici, che lo
conoscevano da meno di
una settimana.
È complicato; e se siamo
arrivati fin qui è
probabilmente perché non
esiste un solo colpevole
e perché ci sono più
corresponsabilità e
connivenze, seppure di
grado diverso.
Che la rivoluzione
cominci
«Lasciamo che la
rivoluzione dei pazienti
abbia inizio» si legge
in un editoriale del
BMJ13 dello scorso
maggio che prova a
indicare la strada per
uscire da questo
empasse. In Gran
Bretagna e negli Stati
Uniti la mobilitazione è
cominciata; anche in
Italia sarebbe utile
aprire un ampio
dibattito. «Clinici e
pazienti devono lavorare
insieme collaborando se
vogliamo migliorare la
sanità e sfidare
pratiche e comportamenti
radicati» dice la Godlee. «Alcuni
pazienti potranno
continuare a preferire
che sia il loro medico
ad avere il ruolo di
leader nelle decisioni,
ma i buoni esempi
indicheranno la strada».
E uno dei buoni esempi è
senza dubbio l’alleanza
Choosing Wisely14, che
negli Stati Uniti
permette a pazienti e
medici di lavorare
insieme per individuare
e ridurre l’utilizzo di
interventi non necessari
e inefficaci.
Sempre in Usa è attivo
anche il Patient
centered outcomes
research institute15 e
in Gran Bretagna la
James Lind Alliance16,
che stanno facendo luce
sullo sfasamento tra le
domande per le quali
pazienti e medici
cercano risposte e le
questioni sulle quali
invece si soffermano a
lavorare i ricercatori.
Il confronto ha permesso
di costituire un
database di tutti i
trattamenti sui quali ci
sono incertezze17. Ma
come dice la Godlee «è
anche necessario un
cambiamento profondo
delle strutture di
potere del sistema
sanitario e una
revisione della missione
e degli obiettivi del
sistema stesso».
È realistico pensare
alla salute come alla
definizione, assoluta e
statica, che ne dà l’Oms
?
L’Oms afferma che la
salute è «uno stato di
completo benessere
fisico, mentale e
sociale e non consiste
soltanto in assenza di
malattia».
L’essere umano non è
perfetto e nel corso
della sua vita cambia,
invecchia, deve trovare
la capacità di adattarsi
alle sfide fisiche,
emotive, sociali cui la
vita lo espone di
continuo. Ed è questo
«che ci spinge a
funzionare al meglio e
con un senso di
benessere anche in
presenza di malattie
croniche o disabilità».
Allora, forse, inseguire
un ideale perfetto e
assoluto di salute non
potrebbe esporci (o
condannarci) a una vita
intera di non-salute ?
Note
1.
www.bmj.com/too-much-medicine
2.
www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(12)61611-0/abstract
3.
www.psychologytoday.com/blog/dsm5-in-distress/201212/dsm-5-is-guide-not-bibleignore-its-ten-worst-changes
4. Gilbert Welch, Lisa
Schwartz, Steve Woloshin,
Over-diagnosed: making
people sick in pursuit
of health, Beacon Press
(2011).
5. Shannon Brownlee,
Overtreated: why too
much medicine is making
us sicker and poorer,
Bloomsbury (2007).
6.
choosingwisely.org/wp-content/uploads/2012/03/033012_Choosing-Wisely-National-Press-Rls-FINAL.pdf
7. www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23820021
8.
www.bmj.com/content/336/7636/126
9.
www.bmj.com/content/347/bmj.f4298
10.
www.bmj.com/content/346/bmj.f548
11.
www.bmj.com/content/347/bmj.f4247
12.
www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1122819
13.
www.bmj.com/content/346/bmj.f2614
14.
www.choosingwisely.org
15.
www.pcori.org
16.
www.lindalliance.org
17.
www.library.nhs.uk/duets
Possibili false
diagnosi: i segnali
d’allarme - L’incidenza
della malattia aumenta,
ma la mortalità resta la
stessa. I fattori di
rischio o i biomarcatori
appaiono molto simili
alla malattia.
Vengono introdotte
modifiche nelle
definizioni diagnostiche
o nei valori limite che
definiscono la
normalità, senza che vi
sia chiara evidenza che
i benefici siano
maggiori dei danni. Si
pensi, per esempio, ai
continui ritocchi alle
soglie che definiscono
patologicamente elevato
il colesterolo.
Domande da fare al
proprio medico:
- Questo nuovo test
individua più casi di
«malattia» e più
precocemente ? Si
conosce il corso
naturale della malattia
in tali casi ulteriori ?
- Si tratta di un
fattore di rischio o di
una condizione
sintomatica ? Le
definizioni riflettono
questa distinzione ?
- Chi ha stabilito i
valori di riferimento ?
Sulla base di quali
evidenze di benefici e
di rischio ?
Cosa significa disease
mongering ?
Disease mongering:
letteralmente
«mercificazione della
malattia»:
Trasformare le persone
in malati o far credere
che siano malate o che
saranno malate o
potrebbero diventarlo,
nella mente e nel corpo,
per vendere prodotti ed
espandere i mercati.
Ampliare i limiti
diagnostici per avere
più diagnosi di
malattia, sempre per far
crescere il mercato.
Dipingere problemi lievi
come malattie gravi e
incoraggiare
accertamenti sempre più
costosi ed estesi
anziché ricorrere alla
valutazione clinica e al
buon senso.
Corrompere la ricerca
medica e influenzare le
pubblicazioni allo scopo
di aumentare le vendite
dei farmaci o il numero
degli accertamenti.
Medicalizzare la normale
vita delle persone in
modo che la gente non si
senta mai bene ma sempre
a rischio.
(Cosa significa disease
mongering è tratto da:
Selling Sickness 2013)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le
case farmaceutiche
ingannano i
medici e
questi
danneggiano i
malati - L'inchiesta
di un medico britannico.
Quando prescrivono un
farmaco, spesso i medici
non sanno esattamente
che effetto avrà sui
pazienti. Perché la
legge consente alle
case farmaceutiche
di pubblicare solo i
risultati positivi dei
test condotti sui
medicinali.
La
reboxetina è un
farmaco che ho
prescritto anch'io. Con
uno dei miei pazienti le
altre medicine non
avevano funzionato,
perciò volevamo provare
qualcosa di nuovo. Prima
di scrivere la ricetta
avevo letto i dati dei
test clinici, e avevo
visto che erano ben
strutturati e che i
risultati erano in
prevalenza positivi. La
reboxetina funzionava
meglio di un placebo ed
era alla pari con gli
altri antidepressivi con
i quali era stata messa
a confronto. L'Mhra,
l'agenzia che
regolamenta la
diffusione dei farmaci e
dei prodotti sanitari
del Regno Unito, l'ha
approvata. In tutto il
mondo, se ne prescrivono
milioni di dosi ogni
anno.
Doveva essere un
farmaco efficace e
sicuro. Ne ho
parlato brevemente con
il paziente e abbiamo
concordato che era la
cura giusta da provare,
quindi ho firmato la
ricetta.
Ma ci eravamo
sbagliati.
Nell'ottobre del 2010
un'équipe di ricercatori
è riuscita finalmente a
mettere insieme tutti i
dati disponibili sulla
reboxetina, presi sia
dai test clinici
pubblicati sia da quelli
mai apparsi sulle
riviste specializzate.
E il quadro che ne è
uscito è stato
terrificante.
Erano stati condotti
sette test in cui il
farmaco veniva
confrontato con un
placebo. Solo uno,
effettuato su 2S4
pazienti, aveva dato
risultati nettamente
positivi, ed era stato
pubblicato su una
rivista scientifica. Ma
gli altri sei test,
condotti su un numero di
pazienti dieci volte
superiore, avevano
dimostrato che la
reboxetina non era più
efficace di una
qualsiasi pillola di
zucchero. Nessuno di
quei test era stato
pubblicato e non avevo
idea che esistessero.
Ma c'è di
peggio. Dai
test che confrontavano
la reboxetina con altri
farmaci è emerso
esattamente lo stesso
quadro: tre piccoli
studi, su un totale di
507 pazienti,
dimostravano che i
farmaci davano tutti gli
stessi risultati, ed
erano stati tutti
pubblicati.
Ma i dati su uno studio
con 1.6S7 partecipanti
erano stati ignorati:
dimostravano che i
pazienti che prendevano
la reboxetina stavano
peggio di quelli che
usavano altre medicine.
Come se non bastasse,
c'erano anche gli
effetti collaterali.
Dagli studi apparsi
sulle
riviste specializzate
sembrava che il farmaco
funzionasse, ma quando
abbiamo visto quelli non
pubblicati abbiamo
scoperto che c'erano più
probabilità che i
pazienti ai quali era
somministrata la
reboxetina avessero
effetti collaterali,
smettessero di prenderla
e abbandonassero la
sperimentazione proprio
a causa di quegli
effetti.
Avevo fatto tutto quello
che un medico deve fare.
Avevo letto gli
articoli, li avevo
valutati criticamente,
ne avevo discusso con il
paziente e avevamo
deciso insieme sulla
base delle prove a
nostra disposizione.
Secondo il materiale
pubblicato, la
reboxetina era un
farmaco efficace e
sicuro. In realtà, non
era meglio di un placebo
e faceva più male che
bene. In pratica, avevo
danneggiato il mio
paziente, semplicemente
perché i dati negativi
sul farmaco non erano
mai stati pubblicati.
In quel caso, nessuno
aveva infranto la legge.
La reboxetina è ancora
sul mercato e il sistema
che ha permesso che
questo accadesse è
rimasto immutato, per
tutti i farmaci, in
tutti i paesi del mondo.
I dati negativi
spariscono in tutti i
settori della medicina.
Le
istituzioni e le
associazioni
professionali che
dovrebbero censurare
certi comportamenti non
lo fanno.
Questi problemi sono
sempre stati tenuti
nascosti al pubblico
perché "sono troppo
complessi da capire".
Per lo stesso motivo non
sono mai stati del tutto
risolti dai politici, e
quindi richiedono una
spiegazione più
dettagliata.
Le persone e gli enti,
di cui pensavamo di
poterci fidare ci hanno
tradito,
e dato che per risolvere
un problema bisogna
capirlo bene, c'è una
serie di cose che tutti
dobbiamo sapere.
L'efficacia dei farmaci
viene verificata da
quelli che li
fabbricano,
con test clinici mal
progettati e condotti su
un piccolo numero di
pazienti poco
rappresentativi,
e analizzati con
tecniche truccate
che enfatizzano solo i
benefici.
Ovviamente,
questi test tendono a
creare risultati
favorevoli al
produttore. Quando
emergono dati non
graditi, alle aziende è
riconosciuto il diritto
di tenerli nascosti a
medici e pazienti,
quindi a noi arriva un
quadro falsato dei veri
effetti di qualsiasi
medicina. Le agenzie di
regolamentazione leggono
la maggior parte dei
risultati dei test
clinici, ma solo quelli
condotti nelle prime
fasi di sperimentazione
sul farmaco, e comunque
non li danno ai medici e
ai pazienti e non li
rendono noti neanche
alle altre istituzioni
governative.
Queste prove falsate
vengono poi rese
pubbliche e applicate in
modo distorto.
Nei loro quarant'anni di
pratica, dalla laurea
alla pensione, i medici
raccolgono informazioni
dai rappresentanti delle
case farmaceutiche, dai
colleghi e dalle riviste
specializzate. Ma i loro
colleghi possono
considerazione i
risultati di 192 test,
che mettevano a
confronto una statina
con un'altra o con un
trattamento diverso. I
ricercatori hanno
scoperto che era venti
volte più probabile che
gli studi finanziati
dall'industria dessero
risultati positivi.
Questa è già una notizia
preoccupante, ma
riguarda i singoli
studi.
Proviamo a considerare
indagini più
sistematiche. Nel 2003
ne sono uscite due.
Entrambe avevano preso
in esame tutti gli studi
resi noti fino ad allora
sull'associazione tra
finanziamenti
dell'industria e
risultati positivi, e
avevano scoperto che era
quattro volte più
probabile che i test
finanziati dalle case
farmaceutiche dessero
risultati positivi.
Un'indagine del 2007 ha
analizzato gli studi
compiuti nei quattro
anni successivi e ne
Un'indagine del 2007 ha
analizzato gli studi
compiuti nei quattro
anni successivi e ne ha
scoperti altri venti.
Tutti, tranne due,
dimostravano che i test
sponsorizzati
dall'industria davano
risultati positivi.
Sembra che succeda la stessa cosa con i risultati presentati durante i convegni accademici.
Nei
fatti, l'efficacia dei
farmaci viene verificata
da quelli che li
fabbricano, con test
clinici condotti su un
piccolo numero di
pazienti essere
pagati dalle
case farmaceutiche,
spesso in segreto,
e così anche le
riviste. A volte
perfino i gruppi di
pazienti sono pagati. E
infine gli articoli
accademici, che tutti
considerano obiettivi,
spesso sono scritti
da persone che lavorano
per l'industria
del farmaco.
A volte intere
riviste scientifiche
sono di proprietà di un'azienda
farmaceutica.
A peggiorare la
situazione c'è il fatto
che per quanto riguarda
alcune delle questioni
più importanti della
medicina non abbiamo
idea di quale sia la
cura migliore, perché
nessuno ha interesse a
condurre i test clinici.
La cura migliore
Nel 2010 un gruppo di
ricercatori di Harvard e
dell'università di
Toronto ha preso tutti i
test clinici effettuati
sulle cinque categorie
di medicinali più
importanti-
antidepressivi, farmaci
per l'ulcera e così via
-e ha considerato due
elementi chiave: se i
risultati erano positivi
e se gli studi erano
finanziati dall'industria
farmaceutica.
Nel complesso ne hanno
esaminati 500, e hanno
scoperto che 1'85 per
cento degli studi
finanziati
dall'industria dava
risultati positivi. Nel
caso di quelli
finanziati con fondi
pubblici la percentuale
era del 50 per cento.
Tre anni prima un altro
gruppo di ricercatori
aveva esaminato tutti i
test pubblicati sui
benefici di una statina.
Le statine sono farmaci
che abbassano il
colesterolo riducendo il
rischio di un infarto e
sono prescritti in
grandi quantità. Lo
studio ha preso in ha
scoperti altri venti.
Tutti, tranne due,
dimostravano che i test
sponsorizzati
dall'industria davano
risultati positivi.
Sembra che succeda la
stessa cosa con i
risultati presentati
durante i convegni
accademici.
Nel 2004 James Fries ed
Eswar Krishnan della
facoltà di medicina
dell'Università
californiana di Stanford
hanno analizzato tutti
gli estratti delle
relazioni presentate al
convegno dell'American
college of rheumatology
del 2001, in cui erano
stati riportati i
risultati di test
sponsorizzati
dall'industria
farmaceutica, per
cercare quanti di quei
risultati fossero stati
favorevoli al farmaco
dello sponsor.
Questa è stata la loro
conclusione: "I
risultati di tutti gli
studi controllati
randomizzati (45 su 45)
erano a favore del
farmaco dello
sponsor".
Come fanno i test
clinici sponsorizzati
dall'industria a dare
quasi sempre risultati
positivi ?
A volte sono volutamente
falsati. Si può
scegliere di confrontare
il nuovo farmaco con
qualcosa che si sa
essere inefficace (per
esempio un medicinale
già esistente in una
dose inadeguata o un
placebo). Si possono
scegliere attentamente i
pazienti che reagiranno
meglio alla cura. Si può
interrompere il test in
anticipo quando i
risultati sono buoni. A
volte, le aziende
conducono molti test, e
semplicemente non
pubblicano i risultati
quando vedono che non
sono quelli che
vorrebbero.
Dato che i ricercatori
sono liberi di
nascondere i risultati
che vogliono, i pazienti
corrono grossi rischi.
Spesso i medici non
hanno idea dei veri
effetti delle cure che
prescrivono.
Questo farmaco funziona
veramente bene o mi è
stata tenuta nascosta la
metà dei dati?
Nessuno può saperlo.
Potrebbe uccidere il
paziente ? Non si sa. È
una situazione molto
strana per la medicina,
un campo in cui tutto
dovrebbe basarsi su
prove documentate.
Questi dati vengono
tenuti
nascosti a tutti
quelli che lavorano nel
settore, nessuno escluso.
Il
National Institute for
health and clinical
excellence (Nice),
per esempio, è stato
creato dal governo
britannico per condurre
un'analisi attenta e
imparziale di tutte le
prove raccolte sui nuovi
trattamenti. Eppure non
è in grado di accedere
ai dati sull'efficacia
di un farmaco che i
ricercatori o le aziende
non vogliono rivelare.
Anche se deve prendere
delle decisioni che
riguardano milioni di
persone, legalmente il
Nice ha lo stesso
diritto di vedere quei
dati di un singolo
cittadino.
Quando un'équipe di
ricerca conduce un test
su un nuovo farmaco per
un'azienda farmaceutica,
ci aspetteremmo che
firmi un contratto che
prevede l'obbligo di
pubblicare i risultati e
che impedisce
all'azienda di
censurarne una parte.
Ma, anche se è risaputo
che le ricerche
finanziate
dall'industria sono
falsate, questo non
succede.
Al contrario, è
assolutamente normale
che i ricercatori e gli
accademici responsabili
di uno studio firmino un
contratto con clausole
che gli impediscono di
pubblicare, discutere e
analizzare i dati
ottenuti senza il
permesso del
finanziatore.
È
una situazione così
vergognosa che può
essere pericoloso
perfino parlarne.
Nel 2006, sul
Journal of the American
medical association
(Jama), una delle
riviste specializzate
più importanti del
mondo, è uscito un
articolo in cui si
descrivevano i vincoli
imposti ai ricercatori
nella pubblicazione dei
risultati di
test farmaceutici
finanziati dalla casa
produttrice.
Lo studio era stato
condotto dal Nordic
Cochrane centre, un
istituto con sede in
Danimarca, prendendo ***
in esame i test
effettuati a Copenaghen
e Frederiksberg. I test
erano quasi tutti
sponsorizzati
dall'industria
farmaceutica (98 per
cento) e le norme che
regolavano la gestione
dei dati erano come al
solito tra l'inquietante
e l'assurdo.
In 16 casi su 44,
l'azienda aveva il
diritto di vedere i dati
man mano che emergevano,
e in altri i6 poteva
decidere di interrompere
lo studio in qualsiasi
momento, per qualsiasi
motivo. Questo significa
che una casa
farmaceutica può
verificare se i
risultati vanno contro i
suoi interessi e
intervenire in corso
d'opera, distorcendoli.
E anche se autorizza a
portare a termine lo
studio, può sempre
decidere di non rendere
noti i risultati:
c'erano vincoli sulla
pubblicazione in 40 dei
44 test, e in metà dei
casi il contratto
specificava che
l'azienda era
proprietaria assoluta
dei dati, doveva
approvarne la
pubblicazione finale, o
entrambe le cose.
Nessuno di questi
vincoli era menzionato
negli articoli
pubblicati.
Quando è apparso
l'articolo sul Jama, la
Lif, l'associazione
delle case farmaceutiche
danesi, ha risposto
sulla rivista
dell'associazione medica
danese dicendo di essere
"sorpresa e furiosa per
queste critiche e di
considerarle
assolutamente
infondate". Ha reclamato
un'inchiesta, senza però
dire condotta da chi e
su che cosa. Poi ha
scritto alla commissione
danese che si occupa
degli illeciti in campo
scientifico, accusando i
ricercatori del Cochrane
di scorrettezza. Non mi
è stato possibile vedere
la lettera, ma secondo i
ricercatori le
affermazioni che
conteneva erano molto
gravi - erano stati
accusati di aver
deliberatamente
distorto i dati -
anche se vaghe e non
documentate.
Eppure l'inchiesta è
andata avanti per un
anno. Peter Getzsche,
che dirige il
Cochrane centre, ha
dichiarato al
British Medical Journal
che solo la terza
lettera della Lif,
inviata dieci mesi dopo
la sua prima replica,
conteneva accuse
specifiche sulle quali
la commissione poteva
indagare. Due mesi
dopo, l'istanza è stata
archiviata.
I ricercatori del
Cochrane non avevano
fatto niente di
scorretto. Ma prima
che fossero
definitivamente
prosciolti, la Lif ha
mandato una copia delle
lettere che li
accusavano di disonestà
scientifica all'ospedale
dove lavoravano quattro
di loro e all'azienda
che lo amministrava, e
ha inviato lettere
simili all'associazione
medica danese, al
ministero della salute e
al ministero della
ricerca scientifica.
Gatzsche e i suoi
colleghi si sono sentiti
"aggrediti e minacciati"
dal comportamento della
Lif, che ha continuato
ad accusarli di
scorrettezza anche dopo
la chiusura
dell'inchiesta.
Un caso da manuale
La
paroxetina è un
antidepressivo piuttosto
comune che appartiene a
una classe di farmaci
noti come inibitori
selettivi della
ricaptazione della
serotonina, o Ssri. E
fornisce un buon esempio
di come le aziende
abbiano approfittato
della poca attenzione
dedicata dalla comunità
scientifica ai risultati
dei test cinici,
trovando scappatoie
legali.
Per capire come sia
possibile, dobbiamo
prima di tutto accennare
a un'anomalia del
processo di approvazione
dei medicinali.
Quando un farmaco viene
commercializzato non può
essere destinato a
qualsiasi uso: è
necessaria
un'autorizzazione
specifica per ogni tipo
di impiego. Quindi, per
esempio, un medicinale
può essere autorizzato
per il trattamento del
cancro alle ovaie ma non
di quello al seno.
Questo non significa che
nel secondo caso non
funzioni. Può anche
essere di efficacia
dimostrata, ma la casa
produttrice non si è
presa la briga di
richiedere
un'autorizzazione
formale per quell'uso o
non ha voluto affrontare
la spesa che questo
comporterebbe. I medici
possono decidere di
prescriverlo comunque
per il cancro al seno,
perché probabilmente
funziona ed è
sicuramente disponibile
nelle farmacie. Possono
farlo legalmente, ma in
questo caso si tratta di
una prescrizione off
label, cioè per una
patologia diversa da
quella indicata nel
foglio illustrativo.
Per poter somministrare
un farmaco ai
bambini è necessaria
un'autorizzazione
separata da quella che
serve per gli adulti. In
tanti casi questo è
comprensibile, perché i
bambini possono
reagire a una sostanza
in modo molto diverso e
quindi è necessario
condurre una ricerca
separata. Ma ottenere
una licenza per un uso
specifico è difficile,
richiede un'ampia
documentazione e una
serie di studi appositi.
Spesso il percorso è
così costoso che le
aziende non si prendono
la briga di richiedere
l'autorizzazione a usare
un farmaco per i
bambini, perché si
tratta di un mercato di
solito più ridotto.
Quindi succede che una
medicina autorizzata
solo per gli adulti sia
prescritta anche ai
bambini. Le agenzie
governative addette ai
controlli si sono rese
conto del problema e di
recente hanno cominciato
a offrire incentivi alle
aziende perché conducano
più studi e chiedano
formalmente le licenze.
Quando la
GlaxoSmithKline (Gsk)
chiese l'autorizzazione
per commercializzare la
paroxetina per i
bambini, emerse una
situazione che scatenò
la più lunga inchiesta
della storia nella
regolamentazione dei
farmaci nel Regno Unito.
Tra il 1994 e il 2002,
la Gsk aveva compiuto
nove test clinici
sull'uso della
paroxetina per curare i
bambini. Si sospettava
da tempo che la
paroxetina potesse
aumentare il rischio di
suicidio, anche se
questo effetto
collaterale è difficile
da verificare. Nel
febbraio del 2003 la Gsk
aveva mandato
spontaneamente all'Mhra
una relazione
informativa sul rischio
di suicidio provocato
dalla paroxetina. Il
rapporto era basato sui
risultati di alcune
analisi effettuate nel
2002 sui dati negativi
emersi da test che
l'azienda aveva condotto
dieci anni prima.
Secondo la relazione non
c'era nessun aumento del
rischio di suicidio.
Ma era falsata.
All'epoca non si sapeva
che in realtà i dati
relativi ai bambini
erano stati mescolati
con quelli di un gran
numero di adulti.
Nel 2003 la Gsk
partecipò a una riunione
con l'Mhra per discutere
un'altra questione
riguardante la
paroxetina. Alla fine
dell'incontro, i suoi
rappresentanti
presentarono un
documento in cui si
diceva che l'azienda
aveva intenzione di
chiedere
un'autorizzazione
specifica per l'uso
della paroxetina nei
bambini e accennava
anche al fatto che l'Mhra
avrebbe potuto tener
conto della possibilità
di un maggior rischio di
suicidio tra i bambini
depressi che assumevano
il farmaco.
Si trattava di un effetto collaterale di vitale importanza, comunicato informalmente e con enorme ritardo attraverso un canale inappropriato. Anche se i dati erano stati consegnati alle persone sbagliate, il personale dell'Mhra presente all'incontro ebbe il buon senso di capire che si trattava di un'informazione importante.
Si misero subito all'opera, ordinarono delle analisi e nel giro di un mese mandarono una lettera a tutti i medici consigliando di non prescrivere la paroxetina a pazienti al di sotto dei 18 anni.
Oltre a prendere una medicina di cui la casa produttrice conosceva l'inefficacia, i bambini erano anche esposti ai suoi effetti collaterali ai bambini affetti da depressione. I primi due avevano dimostrato che non comportava alcun beneficio, ma l'azienda non fece nessun tentativo di informare i medici e i pazienti cambiando il foglio illustrativo. Anzi, alla fine dei test, in un documento interno si leggeva: "Sarebbe commercialmente inaccettabile inserire nel foglio l'affermazione che la sua efficacia non è stata dimostrata, perché danneggerebbe l'immagine della paroxetina".
Nell'anno successivo a questo memorandum interno, solo nel Regno Unito furono firmate 32mila ricette in cui fu prescritta la paroxetina ai bambini. Negli anni seguenti furono effettuati altri studi, nove in tutto, e nessuno dimostrò che il farmaco fosse efficace per curare la depressione nei bambini.
Ma c'è di
peggio. Non solo i
bambini prendevano una
medicina di cui la casa
produttrice conosceva
l'inefficacia; erano
anche esposti ai suoi
effetti collaterali.
Purtroppo nessuno sapeva
quanto fossero gravi gli
effetti collaterali,
perché l'azienda non
l'aveva rivelato,
neanche alle
agenzie di controllo.
Questo è stato possibile
perché secondo la
regolamentazione è
obbligatorio informare
le agenzie di controllo
solo degli effetti
collaterali emersi dagli
studi sull'uso specifico
per il quale si è
chiesta la licenza. E
dato che per i bambini
la paroxetina era usata
offlabel, la Gsk non era
obbligata a comunicare a
nessuno le sue scoperte.
Si sospettava da tempo
che la paroxetina
potesse aumentare il
rischio di suicidio,
anche se questo effetto
collaterale è difficile
da verificare.
Nel febbraio del 2003 la
Gsk aveva mandato
spontaneamente all'Mhra
una relazione
informativa sul rischio
di
suicidio provocato dalla
paroxetina. Il rapporto
era basato sui risultati
di alcune analisi
effettuate nel 2002 sui
dati negativi emersi da
test che l'azienda aveva
condotto 10 anni prima.
Secondo la relazione non
c'era nessun aumento del
rischio di suicidio.
Ma era falsata.
All'epoca non si sapeva
che in realtà i dati
relativi ai bambini
erano stati mescolati
con quelli di un gran
numero di adulti.
Com'è possibile che il
sistema per ottenere i
dati dalle aziende sia
così inefficiente da
permettergli di tenere
nascoste informazioni
così importanti su un
farmaco?
È possibile perché la
normativa contiene
scappatoie assurde ed è
preoccupante vedere come
la Gsk abbia saputo
sfruttarle.
La conclusione
dell'inchiesta,
pubblicata nel 2008, era
che la Gsk aveva agito
in modo immorale e
pericoloso per i bambini
di tutto il mondo, ma le
leggi britanniche erano
così lacunose che
l'azienda non poteva
essere accusata di
nulla.
Dopo questo episodio,
l'Mhra e l'Unione
europea hanno cambiato
alcune regole, che però
sono ancora inadeguate.
Hanno imposto alle
aziende di rivelare i
dati sulla sicurezza di
un farmaco
indipendentemente dalla
richiesta di
commercializzazione, ma
gli studi condotti fuori
dell'Ue restano esclusi
da quest'obbligo. Alcuni
dei test compiuti dalla
Gsk sono stati in parte
pubblicati, ma questo
ovviamente non è
sufficiente,
perché sappiamo già
che sono falsati.
E abbiamo bisogno di
tutte le informazioni
anche per un motivo più
semplice: i segnali di
pericolosità sono spesso
deboli e difficili da
individuare. Nel caso
della paroxetina la
verità è emersa solo
quando i dati negativi
di
utti i test sono stati analizzati insieme.
Sistema lacunoso
Questo ci porta a
parlare del secondo
difetto evidente del
sistema attuale: i
risultati dei test
vengono consegnati in
segreto alle agenzie di
controllo, che devono
prendere una decisione.
Ma la scienza non
dovrebbe funzionare
così: le sue scoperte
sono affidabili solo
quando tutti rendono
pubbliche le loro
ricerche, spiegano come
fanno a
sapere che qualcosa è
efficace e sicuro,
condividono metodi e
risultati e consentono
agli altri di decidere
se sono d'accordo sul
modo in cui quei dati
sono stati elaborati e
analizzati. Invece
nell'ambito della
sicurezza dei farmaci
tutto avviene a porte
chiuse, perché così
hanno deciso le aziende
farmaceutiche. Perciò il
compito più importante
della medicina viene
svolto in segreto.
E neanche le agenzie di
controllo sono
infallibili, come
ora vedremo.
Il
rosiglitazone fu
messo in commercio
nel 1999. Dopo circa
un anno che era sul
mercato, il dottor John
Buse dell'università del
North Carolina parlò in
due convegni accademici
del rischio che il
farmaco facesse
aumentare i problemi
cardiaci.
La Gsk, produttrice del
medicinale, contattò
direttamente Buse nel
tentativo di metterlo a
tacere, poi si rivolse
al suo capo
dipartimento. Nel 2007
una relazione della
commissione finanze del
senato statunitense
parlava di
"intimidazione" nel caso
di Buse.
Ma quello che preoccupa
di più sono i dati
sull'efficacia e sulla
sicurezza.
Nel 2003 l'ufficio di
Uppsala dell'Organizzazione
mondiale della sanità
(Oms), che si occupa del
monitoraggio dei
farmaci, contattò la Gsk
a proposito di un numero
insolitamente alto di
rapporti che associavano
il rosigli-tazone ai
problemi cardiaci.
La Gsk condusse due
meta-analisi interne dei
suoi dati nel loos e nel
2006, che dimostrarono
la fondatezza del
rischio. Ma anche se
l'azienda e la
Food and drugs
administration
statunitense conoscevano
i risultati, nessuna
delle due fece una
dichiarazione ufficiale,
e non furono
pubblicati fino al 2008.
Durante quel periodo,
molti pazienti hanno
continuato ad assumere
la sostanza, ma né loro
né i medici hanno saputo
niente di questo
problema fino al 2007,
quando il cardiologo
Steve Nissen e i suoi
colleghi hanno
pubblicato la loro
analisi, dimostrando che
per i pazienti trattati
con il rosiglitazone il
rischio di malattie
cardiache aumentava del
43 per cento. Dato che
le persone affette da
diabete rischiano già di
avere complicazioni
cardiache, e il motivo
principale per cui si
cura il diabete è
proprio quello di
ridurre questo rischio,
la scoperta ha fatto
scalpore. I risultati di
Nissen sono stati
confermati da studi
successivi e nel toro il
farmaco è
stato ritirato dal
commercio o comunque il
suo uso è stato limitato
in tutto il mondo.
Ora, il punto non è che
il medicinale avrebbe
dovuto essere ritirato
prima. Per quanto
perverso possa sembrare,
infatti, i medici a
volte ricorrono a
farmaci di qualità
inferiore come ultima
risorsa.
Per esempio, un paziente
può reagire male a un
farmaco particolarmente
efficace e deve smettere
di assumerlo. Quando si
verificano questi casi,
a volte vale la pena
provare un medicinale
meno efficace, che è
sempre meglio di niente.
Il problema è che tutte
queste discussioni
avvenivano mentre i
dati erano tenuti sotto
chiave e
potevano essere visti
solo dalle agenzie di
controllo.
Anzi, Nissen aveva
potuto fare la sua
analisi solo grazie
all'insolita sentenza di
un tribunale. Nel 2004,
quando si era saputo che
la Gsk aveva tenuto
segreti i dati sui gravi
effetti collaterali
della paroxetina nei
bambini, il suo
comportamento scorretto
aveva dato origine a una
causa civile per frode,
alla fine della quale
l'azienda, oltre a
pagare i danni, aveva
dovuto impegnarsi a
pubblicare i risultati
dei suoi test clinici su
un sito web accessibile
al pubblico.
Nissen aveva analizzato
i dati sul
rosi-glitazone e aveva
fatto una scoperta
allarmante di cui aveva
informato i medici, cosa
che l'agenzia
di controllo non aveva
mai fatto pur essendo in
possesso dei dati da
anni. Se
queste informazioni
fossero state
accessibili fin
dall'inizio, l'agenzia
forse sarebbe stata più
cauta nella decisione da
prendere, ma in questo
modo medici e pazienti
avrebbero potuto non
essere d'accordo con lei
e fare una scelta
informata.
È per questo che tutti i
risultati dei test
clinici dovrebbero
essere accessibili. I
dati mancanti
danneggiano tutti. Se
non si effettuano test
seri, se i risultati
negativi vengono tenuti
nascosti, non possiamo
sapere quali sono i veri
effetti dei farmaci che
usiamo. In medicina la
necessità delle prove
non è una questione
accademica astratta.
Quando ci forniscono
dati falsati, possiamo
prendere decisioni
sbagliate e infliggere
sofferenze inutili, se
non addirittura la
morte, a persone come
noi.
L'autore:
Il dott. Ben Goldacre è
un medico britannico.
Questo articolo è un
estratto, adattato, del
suo ultimo libro, Bad
Pharma, che sarà
pubblicato in Italia da
Mondadori nella
primavera del 2013.
Commento NdR: e'
un'ulteriore PROVA di
cio' che da anni
affermiamo:
Big Pharma controlla e
guida
TUTTA la sanita' nel
mondo intero
!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
CONFLITTI D’INTERESSI
nella
RICERCA BIOMEDICA e
nella PRATICA CLINICA
Approvato nella Seduta
Plenaria dell’8 Giugno
2006 - Italy
Presidenza del Consiglio
dei Ministri COMITATO
NAZIONALE per la
BIOETICA:
vedi
PDF tratto da:
http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf
vedi:
Ricerca nelle mani
di
Big Pharma
+
Riviste
scientifico-mediche
pilotate da
Big Pharma
+
Comparaggio farmaceutico
Commento NdR:
Oggi sono ben noti i
misfatti
dell’industria
farmaceutica, e
sono solo la punta
dell’iceberg, ma nell’articolo non
vengono tenuti in
nessuna considerazione i
GRAVISSIMI MISFATTI
degli
enti governativi
Italiani ed esteri, a
“Tutela della Salute”;
dove sono stati, e dove
sono
ancora oggi questi enti
che dovrebbero
controllare con i loro
laboratori, i
farmaci ed anche i
vaccini…..forse
al bar a prendersi un
caffe’….? ..e
chiudendo tutti i
due occhi su queste
azioni Criminali,
cio’ significa che
sono collusi con i
produttori di farmaci
e
vaccini,
ma significa anche che
le
case farmaceutiche
hanno corrotto e/o
immesso nei posti di
potere di questi enti, i
“loro”
uomini affinche’
nascondessero e
chiudessero i due occhi
su questi
CRIMINI
contro l’Umanita’
…altro che
HITLER….quello ERA
un BRAVO RAGAZZO in
CONFRONTO a QUESTI
CRIMINALI di OGGI
!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Errori
in ospedale: dannosi in
Uti, quasi sempre
sottaciuti
- Feb.
2013
Raramente, in ospedale,
ai pazienti e ai loro
familiari vengono
riferiti errori commessi
nella somministrazione
di farmaci. È vero che
nella maggior parte dei
casi non si hanno
conseguenze (98% dei
casi), ma se lo sbaglio
avviene su un soggetto
ricoverato in Terapia
intensiva (Uti) si ha
infatti la massima
probabilità di causare
un danno, così come i
parenti hanno la minori
chances di essere
avvisati. Sono dati
contenuti in una ricerca
pubblicata su Critical
Care Medicine da Assad
Latif, della Johns
Hopkins University
School of Medicine
(Baltimora), che si è
basato s u un archivio
elettronico di circa 840
mila errori terapeutici
segnalati
volontariamente da 537
ospedali statunitensi
tra il 1999 e il 2005.
In tale periodo si sono
verificati in Uti 56mila
errori (6,65% del
totale); di cui circa il
4% ha causato una
lesione al paziente. «Si
tratta di un dato non
sorprendente» secondo
Latif «considerate le
fragili condizioni di
base del soggetto».
Dalle statistiche si
evince come gli errori
che hanno portato a
morte il paziente sono
avvenuti 18 volte in e
92 in altre aree
ospedaliere. In entrambi
i casi, i problemi più
frequenti sono stati
errori (nel tipo di
farmaco o nel dosaggio)
od omissioni (intese
come mancate
somministrazioni di
farmaco).
Gli sbagli più nocivi
hanno riguardato
l'utilizzo di linee
intravenose ed errori
nel calcolo delle dosi.
In più della metà dei
casi, dopo un errore,
non sono stati presi
provvedimenti. Ma
soprattutto «il paziente
e/o i suoi f amiliari
sono stati
immediatamente informati
dello sbaglio al massimo
nel 2% dei casi,
nonostante il loro
desiderio di essere
informati».
Non è il caso però che i
parenti o i ricoverati
debbano preoccuparsi per
i risultati di questa
ricerca, secondo Latif.
«Lo scopo di questo
studio è soprattutto
quello di aiutarci a
capire come agiamo
rispetto a come pensiamo
di agire, e a stabilire
correlazioni tra gli
esiti che vogliamo
ottenere e le loro
potenziali cause e
conseguenze».
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PERICOLI dai MEDICI
La persona che ha
maggiori probabilità
statistiche di uccidervi
non è un ladro, un
rapinatore o uno
squilibrato ubriaco alla
guida della sua auto.
Questa persona è
semplicemente il vostro
medico (della medicina
ufficiale). Il tutto
scientificamente
provato:
- «Soltanto il 15 per
cento dei trattamenti
medici è supportato da
solide prove
scientifiche».
- «Quattro pazienti su
dieci tra quelli che
assumono farmaci
soffrono di disturbi
fastidiosi o molto gravi
e perfino mortali che
insorgono a causa dei
farmaci e un paziente su
sei tra quelli
ricoverati in ospedale
si trova lì perché un
medico lo ha fatto
ammalare».
- «Diversi esperti
indipendenti che hanno
studiato l’uso degli
antibiotici dichiarano
che tra il 50 e il 90
per cento delle
prescrizioni fatte non
sono necessarie».
- «Molte più persone
vengono uccise dai
farmaci prescritti che
dalle droghe illegali
come l’eroina o la
cocaina».
- «Tanti farmaci sono
stati ritirati o sono
soggetti a restrizioni
perché considerati
troppo pericolosi.
Alcuni sono stati
ritirati dal mercato
dopo qualche mese,
mentre molti altri dopo
diversi anni. Potete
immaginare le proteste
se succedesse la stessa
cosa per i metodi usati
per testare le
automobili o i prodotti
alimentari, e tanti tipi
di auto o di alimenti
dovessero essere
ritirati dal mercato?».
- «Un gruppo di
ricercatori ha esaminato
le cartelle cliniche di
100 pazienti che, come
rilevato poi
dall’autopsia, erano
deceduti in seguito a
infarto. Lo studio ha
rivelato che solo il 53
per cento di quegli
infarti era stato
diagnosticato. Ma quello
che rende questa notizia
ancora più allarmante è
che la metà dei pazienti
in questione era seguita
da specialisti in
cardiologia».
- «Uno studio condotto
su 131 pazienti
psichiatrici scelti a
caso ha dimostrato che
per circa tre quarti
(cioè per il 75 per
cento) dei pazienti la
diagnosi probabilmente
era sbagliata».
E poi gli errori
Iatrogeni
(I) su:
Cancro, AIDS,
antibiotici, interventi
chirurgici, ospedali,
esami diagnostici,
farmaci, infezioni,
tranquillanti, Ritalin,
ecc.
Tratto dal libro: "Come
impedire al vostro
medico di Nuocervi"
(I):
Iatrogenesi
(dal greco iatròs,
medico e gennan,
generare; ciò che è
causato dal medico o
dalla
medicina) è un
termine dal
significato neutrale
ma che è comunemente
usato per indicare
patologie,
effetti collaterali
o complicanze dovute
a trattamenti
medici.
Da un punto di vista
sociologico esistono
tre forme di
iatrogenesi:
clinica, sociale e
culturale.
La iatrogenesi si
riferisce il più
delle volte alle
conseguenze negative
delle azioni dei
medici, ma può
essere riferita
anche ad errori
attribuibili agli
psicologi,
terapeuti,
farmacisti,
infermieri, dentisti
e così via.
Commento NdR:
facciamo un
ragionamento logico,
se un ingegnere che
costruisce de
ponti, nella sue
applicazioni
pratiche, costruisse
un ponte con una
teoria errata, ad
esempio nella
formulazione della
preparazione del
cemento e/o nel
posizionamento dei
plinti e piloni
di base del ponte
stesso, al primo
terremoto esso
cadrebbe a terra con
tutti i danni
conseguenti.
Ora il
medico della
medicina ufficiale
in genere si basa su
teorie errate od
incomplete
imparate all'universita'
che e' in mano a
Big Pharma...,
ecco perche' non
riesce a
sanare i vari e
molteplici
sintomi, che
egli chiama
impropriamente
"malattie" dei suoi
pazienti, TUTTA
la terapeutica della
medicina ufficiale
e' basata come
teorie su idee
errate o d
imperfette....e
quindi i malati
fuggono dalla
terapeutica di
questa medicina
(12.000.000 di
italiani ricorrono
ogni anno alla
medicina alternativa)
che se non avesse la
chirurgia, d'urgenza
e non, e la
traumatologia
sarebbe
gia' fallita anche
in Europa....ma
per ora e'
solo....alla canna
del gas...
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Medicina ufficiale
pericolosa:
Eccesso diagnostico:
anche i sani
si ammalano
L'eccesso
diagnostico rischia
di far ammalare
anche le persone
sane. A lanciare
l'allarme è Ray
Moynihan della
Bond University
in Australia sul "British
Medical Journal".
La medicina "moderna"
farebbe dunque
ammalare pure i sani
a causa di un vero e
proprio eccesso
diagnostico, di una
"over-diagnosi" per
di piu' inutili.
Oggi troppe persone
vengono curate con
farmaci o operate
anche in assenza di
bisogno,
minacciandone, di
fatto, la salute,
come spiega
l'esperto che il
prossimo anno terrà
un convegno in Usa
dal titolo "Preventing
Overdiagnosis".
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MEDICI
PERICOLOSI - By
D. Icke
I medici negli Stati
Uniti sono
statisticamente più
pericolosi delle
armi. Ogni anno
circa 120.000 morti
sono causate da
errori da parte dei
medici, una media di
0,171 a medico. E
1.500 decessi sono
causati da colpi di
arma da fuoco, una
media di 0,000181
per ogni detentore
di armi.
Molte persone
reclamano a gran
voce la necessità di
bandire le armi,
fomentate dalla
propaganda degli
Illuminati, eppure,
stando a queste
cifre, è 9.000 volte
più probabile che
sia un medico ad
uccidervi.
Centinaia di
migliaia di persone
si trovano in questo
momento negli
ospedali a causa
degli effetti
provocati da
medicinali che
avrebbero dovuto
farli sentire
meglio.
L'Ufficio nazionale
di controllo del
Regno Unito ha
inoltre messo in
luce gli incredibili
pericoli presenti
nella "moderna"
medicina.
Essi mostrano come
ogni anno circa
100.000 pazienti
contraggano negli
ospedali britannici
infezioni che per
5.000 di loro si
rivelano mortali e
che costituiscono
una altro
"contributo
sostanziale" ad
altri 15.000 casi
mortali.
Queste cifre
confermano anche un
rapporto pubblicato
nel giornale
londinese
Daily Express
che rivelava una
massiccia
campagna di
copertura da parte
degli ospedali circa
i pericoli
che i pazienti
corrono una volta
ricoverati e l'alto
tasso di mortalità
annuale.
Il fatto che la
causa della morte
sia un'infezione
contratta in
ospedale viene
nascosto alle
famiglie dei degenti
e non viene
menzionato nel
certificato di
morte.
Uno degli altri
problemi messi in
luce è quello dei
cosiddetti
"super-microbi" che
hanno sviluppato
l'immunità a molti
antibiotici poiché i
medici li hanno
prescritti come
confetti per molto
tempo - un altro
piano degli
Illuminati per
distruggere
l'efficacia del
sistema immunitario
umano. Di
conseguenza questi
antibiotici non
uccidono più i
microbi.
Questo risultato era
stato previsto molto
tempo fa da medici
"alternativi" e da
chiunque sia in
grado di rendersi
conto di ciò che è
ovvio. È incredibile
pensare agli
attacchi che i
medici
professionisti
sferrano ai metodi
di cura
"alternativi",
quando le cifre
dimostrano che i
pericoli insiti nei
sistemi di cura
adottati
dall'establishment
medico controllato
dagli Illuminati
sono infinitamente
più grandi.
Queste alternative
al
cartello
farmaceutico e
all'establishment
medico devono
combattere
costantemente contro
leggi promulgate per
sopprimerle.
Persino il nostro
diritto ad assumere
integratori
alimentari e
alternative naturali
ai farmaci viene
messo in discussione
dalla Commissione
Codex Alimentarius,
una branca della
Organizzazione
mondiale della
sanità.
Vengono già combattute campagne pubbliche per proteggere il diritto
fondamentale
dell'uomo a decidere
cosa ingerire.
Se non possiamo
esercitare il
controllo sul nostro
corpo, quali altre
libertà ci restano ?
Ma è proprio in
quella direzione che
stiamo andando. Nel
Regno Unito paghiamo
parecchi miliardi di
tasse per finanziare
il sistema sanitario
nazionale o unità di
smaltimento rifiuti
umani, come la
chiamo io. Ma anche
se essa è finanziata
con denaro pubblico,
la popolazione non
può operare una
scelta tra i metodi
di cura a
disposizione. I
metodi alternativi
vengono soppressi in
favore del bisturi e
dei farmaci.
Gli
integratori
alimentari vengono
assunti per colmare
la carenza di
sostanze nutritive
un tempo assunte dal
cibo.
Dopo la Seconda
Guerra Mondiale
cominciò lo sviluppo
dei prodotti chimici
ad uso agricolo, che
stanno distruggendo
il suolo e
aggiungono veleni
letali ai cibi;
anche questa fu
un'altra operazione
gestita dagli
Illuminati.
Questo cambiamento
nei metodi di
produzione
alimentare fu
introdotto nel Regno
Unito da Lord Victor
Rothschild, amico e
"consigliere"
(dittatore) del
camaleontico Ted
Heath, in qualità di
capo dell'unità di
polizia di Heath,
l'ufficio del
riesame della
polizia centrale.
Victor Rothschild fu
uno dei grandi
manipolatori
Illuminati del
XX secolo (vedi ...E
la Verità vi Renderà
Liberi).
Gli
Illuminati
possiedono le
multinazionali
che fanno
spruzzare i
veleni
sui
nostri cibi - e
sulla maggior parte
della terra
coltivata.
Ora stanno
distruggendo le
varietà naturali e
stanno brevettando i
loro sostituti.
Questi ultimi
possono essere
prodotti solo se i
coltivatori usano i
loro "fertilizzanti"
e i veleni da loro
prodotti. I poveri
coltivatori
commettono un reato
se non acquistano i
semi brevettati
dalle
multinazionali
(Illuminati) ai
prezzi da loro
imposti.
Le varietà naturali
vengono distrutte
per far sì che
questi coltivatori
non abbiano alcuna
alternativa. Tutte
queste manipolazioni
rientrano in
un'unica
manipolazione,
l'ordine del giorno
degli Illuminati.
Tratto dal saggio
"Figli di Matrix",
di David Icke -
pubblicato in Italia
da Macro Edizioni.
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Questo articolo
del
Journal of the
American Medical
Association fa
luce sul
fallimento
del Sistema
Sanitario Americano
nel fornire una cura
medica decente agli
Americani. - (anno
2000)
Sommario di Kah
Ying Choo
Nonostante i costi
crescenti della
sanità che
forniscono
l’illusione che la
sanità migliori, il
popolo americano non
gode di buona
salute, rispetto
alle altre nazioni
industrializzate.
Fra tredici paesi
compreso il
Giappone, la Svezia,
la Francia ed il
Canada, gli Stati
Uniti sono al
dodicesimo posto,
basandoci sul
conteggio di 16
indicatori di salute
quali le aspettative
della vita, la media
del basso peso dei
neonati e la
mortalità infantile.
In un altro
confronto segnalato
dall’Organizzazione
Mondiale della
Sanità che ha
usato una serie
differente di
indicatori di
salute, di nuovo gli
Stati Uniti sono
andati male
collocandosi
quindicesimi fra 25
nazioni
industrializzate.
Anche se molta gente
attribuisce la
scarsa salute alle
cattive abitudini
degli Americani,
Starfield (2000)
precisa che gli
Americani non
conducono uno stile
di vita tanto
malsano in confronto
ad altre nazioni.
Per esempio,
soltanto il 28 per
cento della
popolazione maschile
degli Stati Uniti
fuma, affermandosi
quindi al terzo
posto fra le 13
nazioni
industrializzate
nella categoria con
meno fumatori. Gli
Stati Uniti inoltre
hanno realizzato un
alto punteggio
(quinto posto) per
il minor consumo
dell’alcool.
Nella categoria
maschile fra i 50 –
70-enni, gli Stati
Uniti sono al terzo
posto per quanto
riguarda la
concentrazione media
più bassa di
colesterolo fra 13
nazioni
industrializzate.
Di conseguenza, la
percezione che la
salute malferma
degli americani sia
un risultato delle
loro cattive
abitudini sanitarie
è falsa.
- 12.000 morti
all’anno dovute a
operazioni
chirurgiche inutili
- 7000 morti
all’anno dovute ad
errori nelle
prescrizioni di
farmaci in ospedale
- 20.000 morti
all’anno dovute ad
errori di vario
genere in ospedale
- 80.000 morti
all’anno dovute a
infezioni contratte
in ospedale
- 106.000 morti
all’anno dovute gli
effetti negativi di
farmaci
Più
significativamente,
il sistema medico ha
svolto un grande
ruolo nell’insidiare
la salute degli
Americani. Secondo
vari studi di
ricerca negli ultimi
dieci anni, un
totale di 225.000
Americani all’anno
sono morti come
conseguenza dei
trattamenti medici
ricevuti:
Quindi, le morti
indotte dal Sistema
Sanitario Americano
sono la 3 causa
principale di morte
negli Stati Uniti,
dopo le malattie di
cuore ed il
cancro.
Uno dei problemi
chiave del sistema
sanitario degli
Stati Uniti consiste
nel fatto che 40
milioni di persone
non hanno diritto
all’assistenza
sanitaria. Le
differenze sociali
ed economiche, che
sono una parte
integrante della
società americana,
sono replicate nella
ineguaglianza del
diritto di accedere
al sistema di
assistenza
sanitaria.
Essenzialmente, le
famiglie di
condizione
socio-economica
bassa sono tagliate
fuori dalle
possibilità di poter
ricevere
un’assistenza
sanitaria decente.
Citando queste
statistiche,
Starfield (2000)
evidenzia la
necessità di
esaminare il tipo di
assistenza sanitaria
fornito alla
popolazione degli
Stati Uniti. Il
paradigma della
medicina
tradizionale che
enfatizza l’uso
delle prescrizioni
dei farmaci ed il
trattamento medico
non solo non è
riuscito a
migliorare la salute
degli Americani, ma
ha anche condotto
verso il declino il
benessere generale
degli Americani.
(2000)
Il confronto fatto
da Starfield dei
sistemi medici del
Giappone e degli
Stati Uniti
evidenzia le
differenze
fondamentali nei
diversi metodi di
approccio al
trattamento.
Diversamente dagli
Stati Uniti, il
Giappone ha la
popolazione più sana
fra le nazioni
industrializzate.
Invece di contare su
sofisticata
tecnologia e
personale
specializzato per il
trattamento medico
come negli Stati
Uniti, il Giappone
usa solamente la
relativa tecnologia
per gli scopi
diagnostici. Per di
più, in Giappone, i
membri della
famiglia, piuttosto
che il personale
dell’ospedale, sono
coinvolti nella cura
dei pazienti.
Il successo del
sistema sanitario
giapponese
testimonia la
necessità urgente
per gli Americani di
cambiare il loro
approccio filosofico
alla salute e alle
cure mediche.
Ricorrendo
ciecamente ai
farmaci, (NdR:
ed ai
vaccini),
alla chirurgia, alla
tecnologia ed all’establishment
medico, il
sistema sanitario
americano ha
fatto più
danni che
bene alla
popolazione degli
Stati Uniti.
L’articolo di
Starfield (2000) è
di inestimabile
valore per la
rivelazione degli
effetti catastrofici
dei trattamenti
medici forniti al
popolo americano.
Per migliorare il
sistema sanitario,
i legislatori
americani e le
istituzioni
sanitarie devono
adottare un
approccio completo
ed esauriente ed
esaminare
criticamente il
fallimento del paese
più ricco nel mondo
di fornire
un’assistenza
sanitaria decente
per la sua gente.
Riferimenti:
- Starfield, B. (26
Luglio 2000). La
salute degli Stati
Uniti è realmente la
migliore del mondo ?
- Journal of the
American Medical
Association, 284(4),
483-485.
-
World Health
Education Initiative
Tratto da
medicinenon.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
medico è presunto
responsabile dei
danni se la
cartella clinica è
lacunosa -
27-04-2010
SENTENZA: Cassazione
civile, Sez. III, 27
aprile 2010, n. 10060
MASSIMA
In tema di
responsabilità
professionale del
medico, la difettosa
tenuta della cartella
clinica non vale ad
escludere la sussistenza
del nesso eziologico tra
la condotta colposa del
sanitario e il danno,
ove risulti provata la
idoneità di tale
condotta a provocare il
danno stesso. Anzi, la
sussistenza del nesso
eziologico tra la
patologia accertata dal
medico, verosimilmente
idonea a cagionare un
pregiudizio al paziente,
e il pregiudizio stesso,
si deve presumere
allorché sia impossibile
accertare e valutare
altri ipotetici fattori
causali proprio in
conseguenza della
lacunosa compilazione
della cartella clinica.
(Cassazione civile, Sez.
III, 27 aprile 2010, n.
10060)
COMMENTO
Con questa decisione la
Suprema Corte conferma
il proprio costante
orientamento secondo cui
la lacunosa compilazione
della cartella clinica,
costituendo condotta
contraria alla legge,
non può consentire al
medico di impedire al
paziente la prova dei
fatti. Anzi, la
responsabilità si
presume in presenza di
una mera idoneità della
condotta colposa del
medico a causare
l’evento.
L’orientamento della
sentenza prescinde ormai
dalla valutazione ex
art. 2236 cc. e si
incentra
sull’accertamento degli
elementi tipici della
colpa penale ex artt.
42, 43 cp.
Concordemente si ritiene
che l’attività medica
sia inquadrabile
nell’ambito delle
attività rischiose ma
giuridicamente
autorizzate perché
socialmente utili.
Normalmente si parla di
“colpa professionale
medica”, riconducibile
nell’ampio genus della
colpa.
Pertanto sarà
configurabile
un’imputazione per colpa
solo se non si sono
osservate le regole
cautelari di condotta,
cioè le cd leges artis.
Deve, in sostanza,
esserci inosservanza del
dovere di diligenza.
Nell’ambito delle
attività rischiose ma
giuridicamente
autorizzate le leges
artis stabiliscono quale
sia il cd “rischio
consentito”. Soltanto se
l’agente supera il
“rischio consentito”,
violando il dovere di
diligenza, non
osservando le regole
cautelari di condotta,
si avrà colpa speciale,
professionale.
Avremo invece colpa
generica del
professionista tutte le
volte in cui questi non
rispetti i generali
canoni comportamentali
relativi alla prudenza,
alla perizia, alla
negligenza.
L'obbligo
di informare il paziente
La terza sezione civile
della Corte di
Cassazione ha
pronunciato una
interessante sentenza
(n. 2354 del 02/02/2010)
in merito all'importanza
delle informazioni da
rendere al paziente per
consentirgli di
esprimere un consenso
valido e informato alla
terapia proposta. In
particolare, afferma la
Cassazione, l'obbligo di
informare pienamente il
paziente, prescritto dal
codice di deontologia
medica, pur con le
dovute cautele, non è
soggetto a nessuna
valutazione
discrezionale e perciò
comprende tutti gli
aspetti diagnostici e
prognostici dello stato
di salute del paziente e
quindi anche i rischi
meno probabili (purché
non del tutto anomali)
in modo da consentire al
cittadino di capire non
solo il suo attuale
stato, ma anche le
eventuali malattie che
possono svilupparsi, le
percentuali di esito
fausto ed infausto delle
stesse, nonché il
programma diagnostico
per seguire l'evoluzione
delle sue condizioni di
salute. L'obbligo ha
rilevanza giuridica
perché integra il
contenuto del contratto
e qualifica la diligenza
del professionista
nell'esecuzione della
prestazione. La
violazione di esso può
determinare la
violazione di diritti
fondamentali ed
inviolabili della
persona, quali la
libertà personale.
Tratto da: Toscana
Medica News Anno X - n.
8 - 04/03/2010
Sei dei valori che
comunemente si applicano
per l'etica medica
discussioni sono:
Autonomia - il paziente
ha il diritto di
rifiutare o di scegliere
il loro trattamento. (Voluntas
aegroti suprema lex).
Beneficenza - un medico
dovrebbe agire nel
miglior interesse del
paziente. (Salus aegroti
suprema lex).
Non malvagità - "primo,
non nuocere» (primum non
nocere).
Giustizia - riguarda la
distribuzione delle
risorse sanitarie
scarse, e la decisione
di chi riceve cosa
trattamento (equità e
uguaglianza).
Dignità - il paziente (e
della persona in cura il
paziente) hanno il
diritto alla dignità.
La sincerità e onestà -
il concetto di consenso
informato è aumentato in
importanza dopo gli
eventi storici del
'Processo Medici del
processo di Norimberga e
di studio Tuskegee
sifilide .
Valori come questi non
danno risposte su come
gestire una situazione
particolare, ma fornire
un quadro utile per
comprendere i conflitti.
I medici devono
assicurare che tutti i
comportamenti nella
pratica della loro
professione è
irreprensibile. Lo
sfruttamento di ogni
paziente, sia esso
fisico, sessuale,
emotivo, o finanziario,
è inaccettabile e la
fiducia incorporata nel
rapporto
medico-paziente.
http://www.instablog.org/ultime/2264.html
- Quanti saranno i casi
di malasanità non
denunciati ?
vedi:
Errori dei Medici
+
Credibilita' della
medicina ufficiale
I numeri dell'Ania,
l'associazione delle
assicurazioni Risarcito
un malato su tre - Dal
'96 in Italia le denunce
dei cittadini sono
aumentate del 66%:
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/errori-medici/errori-medici/errori-medici.html
Confessioni di ex
dirigente casa
farmaceutica
Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha
pubblicato un'inchiesta sui legami quasi mai
dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che
affermano di agire nell'interesse dei pazienti di
altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni
dalle industrie farmaceutiche.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
"Per i loro imbrogli sono
pieni di crudeltà e peggio di tutti gli altri;
ingannando non solo con le truffe economiche ma anche
con l'irreparabile frode della morte" - By Sir
Thomas Browne, 1646, in "Saltimbanchi, truffatori e
ciarlatani"
Commento NdR:....Questa
sembra proprio la descrizione di molti degli attuali
medici ufficiali
allopati, incapaci a
risanare i malati..., per cui
essi sono venditori di fumo, se non addirittura
pericolosi per la salute dei malati.... (specie quando
propongono i
vaccini), in quanto
non sono stati volutamente -
BIG
PHARMA controlla le
Universita', perche'
le sponsorizza con denaro od altro...- istruiti
a dovere impedendo loro di conoscere le
vere cause delle
malattie e d anche tutte le
naturali e semplici tecniche
sanitarie possibili, che potrebbero
risolvere i problemi
di salute di TUTTI i malati !
Se la medicina ufficiale non avesse la chirurgia
d'urgenza, la traumatologia e la rianimazione.....che la
"salva dal disastro", sarebbe alla canna del gas.... in
quanto la "terapeutica" fa acqua da tutte le parti, perche' i malati
non guariscono
mai, ma
divengono, quando non muoiono, malati cronici e quindi
sfruttabili per
tutto il resto della loro esistenza
come malati....con il grande
piacere ed interesse di
Big
Pharma...
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ERRORI MEDICI = UNA STRAGE ANNUA
E'
stato presentato al CNR di Roma il volume curato dalla
Fondazione Smith Kline "La
dimensione cognitiva dell'errore in medicina" realizzato
nel contesto di un più ampio progetto che la Fondazione
Smith Kline dedica al tema delle decisioni in medicina e
sanità e che comprenderà altre iniziative editoriali e
programmi formativi universitari e di educazione.
Trentaduemila casi ogni anno:
sono questi i numeri indicativi, messi in evidenza,
delle morti in ospedale causate da errori medici: il
2,5% circa del totale dei decessi in Italia, secondo i
dati Istat. Più dei morti per incidenti stradali.
Si tratta di una stima rozza, certo, ma comunque
rivelatrice di una situazione cui è necessario far
fronte. Soprattutto se si considera che a questa cifra
vanno aggiunti 300mila casi di danni alla salute,
più o meno gravi (circa il 4% del totale dei ricoveri);
che il danno economico provocato dagli errori si aggira
intorno ai 260 milioni di euro all'anno solo per il
prolungamento dei tempi di degenza e che molti errori,
non avendo conseguenze manifeste e riconoscibili, non
vengono individuati.
Ma c'è di più: 1 su 6 di questi errori, circa 5.000, non
è dovuto a negligenza, a incompetenza o a mancanza di
conoscenze tecniche, bensì alla fallibilità del
ragionamento umano: si chiamano errori cognitivi e le
possibili soluzioni sono : formazione, lavoro in team e
simulazione delle emergenze, come in aeronautica. "Gli
errori cognitivi - ha spiegato il dr. Vincenzo Crupi,
ricercatore al Dipartimento di Scienze della Cognizione
e della Formazione dell'Università di Trento e al
Laboratoire de Psychologie Cognitive dell'Università di
Marsiglia - si verificano nel selezionare e
nell'elaborare le informazioni rilevanti per prendere
decisioni.
Non si tratta insomma di errori dovuti, per esempio,
all'impiego inappropriato di uno strumento oppure a un
disguido organizzativo. Per questo anche gli specialisti
più competenti possono commetterli". "Nonostante
conoscano il calcolo della probabilità e la statistica -
ha aggiunto il prof. Gian Franco Gensini, presidente
della Fondazione Smith Kline e preside della Facoltà di
Medicina dell'Università di Firenze - i medici,
nell'affrontare problemi decisionali complessi con
limitate disponibilità di tempo, si affidano a
scorciatoie mentali che producono errori sistematici e
prevedibili, con conseguenze rilevanti sulla pratica
clinica".
Decidere, infatti, non sempre è facile, soprattutto in
condizioni di rischio e di incertezza. "I medici, come
gli analisti finanziari - ha spiegato il prof. Matteo
Motterlini, docente di Teoria delle decisioni
all'Università San Raffaele di Milano nella prefazione
del volume - hanno bisogno di raccogliere informazioni
per ridurre l'incertezza, valutare ipotesi e considerare
l'utilità degli interventi che ne conseguono.
Essi devono capire, insomma, quale importanza dare ai
diversi possibili scenari e agli esiti della propria
azione. Ma nell'integrare tutti gli elementi in vista di
una decisione - ha proseguito Motterlini - non siamo
'calcolatori' rapidi ed efficienti. Per questo è
importante imparare a riconoscere le condizioni in cui
siamo più esposti al rischio di sbagliare. Gli errori
cognitivi hanno quindi cause specifiche e possono essere
prevenuti o corretti". "Dal punto di vista della
formazione, invece - ha concluso il dr. Crupi - è
opportuno introdurre gli operatori, fin dagli studi
universitari, agli aspetti cognitivi della decisione e
dell'errore in ambito medico, come già accade negli
Stati Uniti.
Inoltre è possibile mettere a punto procedure
standardizzate che non risentano delle trappole
cognitive e si rivelino efficienti se affiancate alle
competenze degli esperti in specifici contesti
applicativi. Vi sono ricerche che mostrano, per esempio,
come procedure di questo tipo per la diagnosi di infarto
cardiaco migliorino la qualità delle decisioni basate
sul solo giudizio clinico individuale".
"Non a caso - ha continuato il prof. Lorenzo Corbetta,
Unità Funzionale di Medicina Respiratoria dell'Ospedale
Careggi, Università di Firenze - il libro, che raccoglie
alcuni dei più significativi contributi in questo
settore di ricerca fortemente interdisciplinare, si
inserisce in un contesto più ampio che la Fondazione
Smith Kline dedica al tema delle decisioni in medicina e
sanità. Un progetto che comprenderà altre iniziative
editoriali e programmi formativi universitari e di
educazione continua. Il primo tra questi sarà proprio un
corso il cui obiettivo principale sarà introdurre i
fondamenti della teoria normativa della decisione e gli
esiti della ricerca cognitiva sulla decisione medica
attraverso la lettura e la discussione di studi
sperimentali e sul campo.
Il corso darà spazio a esempi ed esercitazioni che
suggeriscono come gli errori cognitivi possano essere
riconosciuti ed evitati nei diversi compiti clinici in
cui essi si presentano". Il volume, disponibile nelle
principali librerie, si rivolge innanzitutto ai medici,
a qualunque livello della loro formazione, e a tutti
coloro che a vario titolo - psicologi, economisti,
studiosi di informatica medica - sono interessati a una
più profonda comprensione della natura e dei limiti del
ragionamento clinico, nella convinzione che imparare a
riconoscere gli errori e le loro cause sia il primo
passo per commetterne meno.
Fonte originale: Salute Europa
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Crisi della medicina
forense ? - Medicina legale compresa - sono in crisi,
perché si basano convenzionalmente su tecniche sulle
quali le evidenze scientifiche **sono carenti e che
spesso conducono a conclusioni errate in giudizio**.
Lo sostiene un
rapporto appena pubblicato della US National Academy
of Sciences.
La
National Academy of Sciences (NAS) chiama all’azione
gli addetti ai lavori, i ricercatori e le istituzioni
sanitarie e politiche nazionali e internazionali
affinché si elevino gli standard delle scienze forensi
applicate e si organizzino nuovi studi e revisioni
sistematiche per confermare ed eventualmente
quantificare l’efficacia delle metodologie utilizzate
attualmente.
A causare questa levata di scudi una serie
impressionante di errori giudiziari causati dalla scarsa
affidabilità di molti strumenti d’indagine forense. Dito
puntato soprattutto sull’analisi delle impronte digitali
e sul confronto dei reperti biologici (ad esempio
capelli o peli) rinvenuti sul luogo del delitto.
Con l’eccezione dell’analisi del DNA nucleare, infatti,
nessun metodo forense è stato dimostrato rigoroso e
sicuro abbastanza – si legge nel Rapporto NAS – nello
stabilire una connessione con elevato grado di certezza
tra le prove e un determinato individuo. “Era ora che
qualcuno lo dicesse”, commenta Michael Baden,
patologo di fama che lavora per la New York State
Police.
“Il Rapporto accoglie finalmente le critiche sul fatto
che tantissime persone innocenti sono state condannate
basandosi su una "scienza-spazzatura”.
Bruce Goldberger, tossicologo forense all’University
of Florida ed ex presidente dell’American Academy of
Forensic Sciences, commenta: “La base della scienza
forense è la validazione. Molte delle tecniche
utilizzate oggi sono valide nell’ambito di determinati
caveat, ma dobbiamo tornare alle basi e gettare le
fondamenta della nostra disciplina”.
Fonte: Badly Fragmented' Forensic Science System Needs
Overhaul. The National Academies news release
18/02/2009.
Tratto da. pensieroscientifico.itda:
Commento NdR: cioe' significa che fino ad ora,
nella medicina
ufficiale "si basano convenzionalmente su tecniche
sulle quali le evidenze scientifiche sono carenti e
che spesso conducono a conclusioni errate in giudizio"
- ....Bei "fatti" nella medicina ufficiale......
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In aumento
le denunce contro i medici per responsabilità
professionali
Fioccano ormai le cause agli ospedali per la poca
qualità offerta dalle strutture sanitarie sia pubbliche
che private e per le terapie sbagliate. Non a caso
queste situazioni, in particolar modo a livello delle
strutture pubbliche ospedaliere e degli Ambulatorie
delle ASL, vanno continuamente registrate in quanto ciò
è il frutto di una cattiva gestione manageriale, tutta
protesa alla salvaguardia del nepotismo e clientelismo
politico e non alla salvaguardia della qualità dei
medici, della loro preparazione e della loro attività
fornita ai cittadini. Queste sono le conseguenze delle
disposizioni di chi amministra la Sanità in Italia e
nelle Regioni, che hanno consentito di mettere non il
manager esperto al posto giusto ed il medico meritevole
al posto giusto. Purtroppo chi ne paga le cosiddette
spese è il cittadino inerme di fronte alle avversità
degli eventi di malattie ed a quelle della cattiva
assistenza sanitaria.
Tratto da:
www.soserrorimedici.com
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Costituzione Articolo 32
"La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti
dal rispetto della persona umana".
Mai articolo Costituzionale fu
tanto trasgredito dallo
Stato stesso....!
Sarebbe meglio per essere coerenti, cancellarlo
dalla Costituzione visto i fatti quotidiani che
avvengono sulla pelle dei sudditi....
Ci sarebbe anche il giuramento
di Ippocrate che tutti i
medici fanno e che
essi
tutti tradiscono
nel corso della loro professione:
“ Consapevole dell'importanza e della solennità
dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
a.. di esercitare la medicina "in libertà" e
"indipendenza di giudizio" e di comportamento rifuggendo
da ogni indebito condizionamento;
b.. di perseguire la difesa della vita, la
tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il
sollievo della sofferenza, cui ispirerò con
responsabilità e costante impegno scientifico, culturale
e sociale, ogni mio atto professionale;
c.. di curare ogni paziente con eguale scrupolo
e impegno, prescindendo da etnia, religione,
nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e
promuovendo l'eliminazione di ogni forma di
discriminazione in campo sanitario;
d.. di non compiere mai atti idonei a provocare
deliberatamente la morte di una persona;
e.. di astenermi da ogni accanimento diagnostico
e terapeutico;
f.. di promuovere l'alleanza terapeutica con il
paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca
informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a
cui si ispira l'arte medica;
g.. di attenermi nella mia attività ai principi
etici della solidarietà umana contro i quali, nel
rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai
le mie conoscenze;
h.. di mettere le mie conoscenze a disposizione
del progresso della medicina;
i.. di affidare la mia reputazione professionale
esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti
morali;
j.. di evitare, anche al di fuori dell'esercizio
professionale, ogni atto e comportamento che possano
ledere il decoro e la dignità della professione;
k.. di rispettare i colleghi anche in caso di
contrasto di opinioni;
l.. di rispettare e facilitare il diritto alla
libera scelta del medico;
m.. di prestare assistenza d'urgenza a chi ne
abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a
disposizione dell'autorità competente;
n.. di osservare il segreto professionale e di
tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è
confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito
nell'esercizio della mia professione o in ragione del
mio stato;
o.. di prestare, in scienza e coscienza, la mia
opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo
equità, osservando le norme deontologiche che regolano
l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non
risultino in contrasto con gli scopi della mia
professione.
Mai giuramento fu tanto
disatteso !
L'Albo dell’Ordine
dei Medici, tutela gli iscritti ed i potenti, se
esiste la liberta di cura, perche non esiste la libertà
di curare ed essere curato ?
Chi preferisce strade alternative non trova nessun
medico che può farlo senza rischiare di essere radiato
dall'albo e di dover cambiare mestiere !
E l'albo edell'Ordine
dei giornalisti ?, quelli scomodi vengono
radiati, giusto ?
In genere chi usa il termine "Radiato dall'albo" è uno
che appartiene al sistema corrotto della medicina e teme
di perdere il suo stipendio, i benefits , le gite in
barca magari con “donne”, i seminari all'estero e gadget
vari.
http://roma.repubblica.it/dettaglio/la-mega-truffa-delle-false-ricette-prostitute-a-medici-e-farmacisti/1555550
La medicina ufficiale è l'attività
più corrotta e più dannosa al mondo.
La MEDICINA Allopatica è la PRIMA CAUSA di MORTE in
USA:
http://www.aerrepici.org/deathbymedicine.htm
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COMUNICATO STAMPA del 3 gennaio
2009
ASSOCITTADINI: imputazione coatta di falsità per la
cartella clinica del ricovero con asportazione di organi
sani.
ROMA - Associttadini Associazione degli utenti e dei
consumatori rende noti aggiornamenti sulla vicenda della
Paziente sottoposta ad intervento chirurgico, in assenza
di patologia con indicazione ad operare - a parere dei
Consulenti Tecnici d'Ufficio - e mutilata di organi
quali la cistifellea e la milza che erano sani.
Tutto ciò ha causato alla Paziente l'indebolimento
permanente dell'apparato digestivo.
La Paziente aveva sporto querela ipotizzando il reato di
falsità del pubblico ufficiale in atto pubblico poichè
al ritiro della cartella clinica relativa al suo
ricovero aveva scoperto che il Medico di Pronto Soccorso
gli aveva diagnosticato, con una visita di appena 12
minuti, un carcinoma del cardias giustificando in tal
modo il ricovero d'urgenza presso il Dipartimento Pietro
Valdoni - Divisione Patologia Chirurgica 9 -- del
Policlinico Umberto I.
Il PM Attilio Pisani aveva però chiesto l'archiviazione
e da tanto scaturiva l'atto di opposizione della
Parte Offesa corroborata da nuovi elementi di prova.
Il GIP Adele Rando non ha accolto la richiesta del PM
"..al contrario profilandosi elementi
documentali..meritevoli del necessario
approfondimento.." ed ha disposto che il PM "..proceda
alla formulazione della relativa imputazione..".
Il PM pertanto ha formulato l'imputazione nei confronti
del Medico di Pronto Soccorso.
La vicenda è peraltro suscettibile di ulteriori sviluppi
poiché nella cartella clinica ci sono varie anomalie
quali, ad esempio, quella di una sorta di fotomontaggio
- privo di timbro e firma del Dirigente - praticato
nella cartella per indicare l'asportazione della milza
quando invece questa nelle parti della cartella
denominate Modello RAD Richiesta Accettazione Dimissioni
- che viene mandato alla Regione Lazio per il rimborso
delle prestazioni - e DIAGNOSI DI DISMISSIONE non è
proprio indicata.
La falsità del pubblico ufficiale in atto pubblico è
reato perseguibile d'ufficio e l'azione penale è
obbligatoria.
Tratto da:
http://www.associttadini.org/policlinico/coatta.html
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"La casta
bianca", (edito da Mondadori,
dal 14 ottobre in libreria)
L'autore di "Camici e pigiami" pubblica un nuovo libro
in cui denuncia, ancora una volta, il malcostume medico
Ricoveri, affari e farmaci i segreti della "casta
bianca"
By Maria Novella De Luca
UN SISTEMA malato, che
peggiora di anno in anno.
Corrotto in ogni
piega, inquinato in ogni angolo. Assediato da truffe,
ruberie, scandali e malversazioni. Dove ogni azione,
dalla prescrizione di un farmaco alla richiesta di un
ricovero, dalla scelta di un'analisi clinica
all'assegnazione di un posto all'ospedale, risponde alla
pura e semplice logica del business, piuttosto che alla
cura e alla tutela del paziente.
Viaggio tra i dissesti del Sistema sanitario nazionale,
un bene prezioso, un tempo tra i migliori d'Europa, oggi
ammalato di una "lottizzazione politica che ha le
caratteristiche di un cancro", che si diffonde e avanza
con la complicità di una "casta bianca", fatta di
medici, amministratori, case farmaceutiche, partiti e
Regioni.
Dieci anni dopo "Camici e pigiami", Paolo Cornaglia
Ferraris, pediatra genovese che con quel libro-scandalo
mise a nudo il "sistema" che stava corrompendo (con la
complicità dei medici) la sanità italiana, torna a
denunciare quanto accade tra le corsie degli ospedali e
negli ambulatori delle Asl, ma anche nelle segreterie
dei partiti e nelle anticamere dei ministeri.
Qui regna appunto "La casta bianca", (edito da Mondadori,
dal 14 ottobre in libreria), e l'inchiesta parte dalle
truffe sui ricoveri (la cui durata non sarebbe
decisa in base alle esigenze del malato, ma sulla base
dei rimborsi delle Regioni), svela i meccanismi di
corruzione dell'industria del farmaco, per arrivare
all'inestricabile parentopoli che governa le
facoltà di Medicina e i Policlinici universitari.
Un vero attacco a quel sistema Sistema Sanitario
Nazionale che sarebbe ancora "una grande risorsa per
l'Italia - dice Cornaglia Ferraris - con 13mila ricoveri
in ospedale ogni anno, oltre 79 milioni di giornate di
degenza, 4 milioni e 700mila interventi chirurgici, 1337
strutture ospedaliere pubbliche e private". "Ma questa
straordinaria rete, che dal dopoguerra ad oggi ha
portato la salute a milioni di persone, ha ridotto ai
minimi storici la mortalità infantile, ha conquistato
impensabili vittorie contro il cancro, è ormai divorata
da un gruppo di potere - aggiunge Cornaglia Ferraris,
oggi medico dei bimbi figli degli immigrati clandestini
- che in nome di due "principi", denaro e carriera, sta
sfasciando tutto".
Ed è al sofisticato meccanismo del fare denaro
rubando soldi pubblici che Cornaglia Ferraris dedica
uno dei capitoli più interessanti di questo viaggio
(allucinante) nei mali della Sanità italiana.
Tutto ruota attorno ai rimborsi dei ricoveri e delle
prestazioni che gli ospedali o le strutture
convenzionate ottengono dalle Asl. Basta falsificarne
il numero o moltiplicarne la quantità, al di là
delle reali esigenze del paziente, per ottenere flussi
di denaro a volte incredibili, come nel recente scandalo
della clinica "Villa Pini" di Chieti. Le truffe sono
note, eppure reiterate. Spiega Cornaglia Ferraris: "Le
tariffe sono diverse a seconda del tipo di ricovero.
Quelli con dimissione in giornata o con una sola notte
valgono poco. Quelli con due o più notti valgono di più.
Dopo un certo numero di giorni, che si chiama valore
soglia, scatta un aumento giornaliero che non conviene
quasi mai. Ecco svelate le ragioni per cui spesso, dopo
dieci giorni, vi buttano fuori, oppure vi dimettono, e
vi ricoverano il giorno dopo, un'altra volta".
Il tutto navigando in quella zona grigia di leggi e
norme dove l'abuso può essere mascherato da prestazione
regolare.
Cornaglia passa poi ad analizzare un altro grande
"malaffare" consumato sulla pelle dei pazienti: le
prescrizioni (drogate) di farmaci, che il medico
somministra seguendo proprie logiche di mercato (regali,
premi, tangenti) piuttosto che il reale bisogno dei
malati.
"Il 60% degli antibiotici viene assunto senza che ce ne
sia reale bisogno". Sistema diffuso e corrotto, di cui
Big Pharma (il cartello delle multinazionali della
farmaceutica) è l'esempio eclatante.
"L'investimento maggiore di
Big Pharma - scrive
Cornaglia - non va in ricerca e sviluppo, bensì in
marketing e amministrazione".
E citando uno studio
americano che mette in luce i rapporti con l'industria
aggiunge: "L'83% dei medici riceve pasti gratuiti, il
78% campioni di farmaci, il 35% riceve rimborsi per le
spese di partecipazioni a convegni, il 28% percepisce
onorari per conferenze o per l'arruolamento dei pazienti
nei trial", ossia nei gruppi di sperimentazione dei
farmaci.
La situazione italiana sarebbe di poco dissimile, e
Cornaglia cita una seconda ricerca (made in Italy) in
cui "sono state valutate le prescrizioni di alcuni
farmaci prima e dopo che un certo numero di medici era
stato invitato a convegni in lussuosi alberghi". Senza
parlare della pubblicità che porta all'assunzione di
farmaci inutili, la ricerca sponsorizzata, e il
lucrosissimo mercato dei brevetti.
Un business enorme, una piaga che si allarga. Perché a
tutto questo, presente anche in altri paesi, in Italia
si aggiunge la lottizzazione dei partiti, della Chiesa
e, addirittura, della Massoneria. I soldi della Sanità
vogliono dire infatti appalti, posti di lavoro, carriere
nelle aziende ospedaliere, cattedre all'università. E
dall'analisi dei "poteri in campo", agli alberi
genealogici delle famiglie che di padre in figlio, di
parente in parente si tramandano i posti nei policlinici
e nelle facoltà di Medicina, attraverso concorsi
truccati e dottorati ad
personam, ci si sente alla
fine di questo viaggio intrappolati in una ragnatela in
cui il paziente conta poco o niente.
"Questo non vuol dire che in Italia non ci siano aree
sane, professionisti eccellenti - conclude Cornaglia
Ferraris, che dopo l'uscita del libro 'Camici e pigiami'
venne licenziato dall'ospedale Gaslini di Genova -
eppure noi oggi rischiamo di perdere un sistema
sanitario pubblico buono come quello che ci siamo
conquistati negli ultimi 40 anni. L'allarme è forte,
bisogna che la gente se ne renda conto. Per questo ho
creduto fosse giusto raccontare la parte malata del
sistema e non quella sana".
Tratto da: laRepubblica, 13 ottobre 2008
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Morire di una malattia
curabile: Accade, purtroppo non raramente, di morire
per un errore medico (secondo le statistiche il 5%) la
chiamano morte iatrogena. Ogni mese vi sono
morti di questo genere, ma le si “archiviano” subito…
E' di questi giorni Giu.
2008 -
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=19630
La malattia è denaro. Lo scrive il giudice di
Milano. «La sofferenza cagionata da inutili se non
dannosi interventi chirurgici - sottolinea il gip
nell'ordinanza di custodia cautelare - diventa il
mezzo per procurarsi i guadagni». Quanto, con quali
mezzi e con che indifferenza alle vicende umane, lo
raccontano le intercettazioni telefoniche.
Se penso che c'è gente con la laurea che spesso
demonizza i
metodi alternativi quando invece il marciume
è sotto i loro occhi ovvero dove dovrebbe
regnare la legalità, regnare=imperare.
Detto questo non è strano demonizzare un metodo
alternativo ma demonizzarlo solo perché il paziente
in seguito muore anche se lo ha sperimentato di
sua spontanea volontà è evidente che i
pregiudizi regnano sovrani.
E' evidente che la volontà del paziente non conta,
conta solo la volontà del medico.
Ma perché mai un paziente deve seguire sempre e
comunque il medico visti gli attuali e presenti
gravi limiti, delle
cure ufficiali
?
Se un paziente muore perché ha sperimentato un
metodo alternativo (di sua spontanea volonta') il
paziente e quel metodo vengono demonizzati, mentre
se il paziente muore dopo che
ha seguito il consiglio
del medico di
stato, la colpa non è né del medico né del metodo e
neppure dello stato........ma sicuramente la
colpa sarà
della malattia e della sfortuna.
Questi fatti, se saranno confermati, dimostrano
quanto la nostra società sia piena di farabutti
ed ipocriti ma soprattutto di lupi da una parte
e di pecore dall'altra indipendentemente dal
fatto che si tratti si persone appartenenti a
settori ufficiali o
alternativi.
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Nella
pratica clinica una grande quantità di indagini,
ricoveri e interventi sono inutili, dispendiosi o
dannosi. Ciò si deve a scelte degli operatori sanitari:
ogni anno migliaia di bambini sono sottoposti ad
un gran numero di test consolidati dalla routine,
scientificamente infondati ma
largamente praticati. Alla base del fenomeno
il consumismo sanitario, un senso di onnipotenza della
medicina, la paura e l'insicurezza degli "utenti", la
moltiplicazione dell'offerta sanitaria, la carenza di
Health Literacy.
Morire di una malattia curabile: Accade,
purtroppo non raramente, di
morire per un errore medico (secondo le
statistiche il 5%) la chiamano morte iatrogena. Ogni
mese vi sono morti di questo genere, ma le si
“archiviano” subito…
A Firenze, per esempio, è morta da poco una bambina di
11 anni per appendicite non diagnosticata. La notizia ha
meritato solo un piccolo spazio nella cronica locale.
In questo caso, come negli altri casi di lutto per
errore del medico che non si macchia della "colpa"
di essere esperto in
medicine complementari, la colpa non è della
medicina o della chirurgia, è del medico. Ma quando
capita di morire per colpa di un medico
omeopata o che
consiglia le medicine
naturali e/o di guaritore,
di un ciarlatano, ecco che le vitamine, ed i rimedi
naturali divengono
i colpevoli
ed il colpevole accusato di "abusivismo dell'arte della
medicina" e tutto viene anche facilmente legato sui mass
media all’ "omeopatia"......Mag. 2008
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Gli errori in
medicina causano più vittime degli incidenti stradali,
dell’infarto e di molti tumori.
Degli 8 milioni d’italiani che ogni anno vengono
ricoverati in ospedale, il 4% (320.000) invece di venire
curato subisce danni più o meno permanenti alla salute (Metro,
12 giugno 2002).
Si stima che almeno 90-100 persone ogni giorno (tra 14
mila e 50 mila all’anno) muoiono in Italia per gli
errori dei medici: scambi di farmaci, dosaggi errati,
sviste in sala operatoria (Il Corriere della Sera,
17 settembre 2004).
Gli errori in corsia uccidono piu' degli
incidenti stradali, del cancro al seno e dell'Aids.
Almeno negli Stati Uniti, dove "nel 2005 le persone
morte per errore medico sono state 90mila, contro le
43mila vittime dell'asfalto, le 42mila del tumore alla
mammella e le 16mila dell'Aids". E "non c'e' ragione di
pensare che la situazione non sia la stessa anche in
Italia". Lo ha affermato Giuseppe Remuzzi, direttore
dell'Istituto farmacologico Mario Negri di Bergamo,
intervenuto oggi a Milano al convegno (2008) 'Il
contenzioso medico-paziente, un crescente problema
culturale, etico ed economico".
Italy -
Il 6% dei pazienti muore per errore
medico
Il dato, impressionante, emerge da un simposio
internazionale di sanità in corso vicino a Varese (Gen.
2008).
Presenti anche magistrati
In Italia ogni anno muore in media oltre il 6% dei
ricoverati in ospedale per errori medici. Una cifra
impressionante, ma che non stupisce, per la quantità di
casi di malasanità di cui si viene conoscenza. Il dato è
stato diffuso in apertura del Sesto simposio
internazionale di salute pubblica, in corso a Villa
Porro Pirelli di Induno Olona (Varese). Organizzato
dall'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della
provincia di Varese in collaborazione con altri Ordini
dell'insubria è una riflessione sul tema:
«La medicina centrata sulla sicurezza del paziente» e
vede la partecipazione non solo di medici, ma anche di
magistrati.
RILEVAZIONE
Il rischio di errore medico rappresenta oggi un «buco
nero» dei sistemi sanitari, pur avanzati.
Il simposio vuole lanciare proposte affinché il medico
che sbaglia non si nasconda ma evidenzi lo sbaglio per
poterlo studiare. In Italia, come nella maggior parte
dei paesi europei, non esiste una rilevazione a livello
nazionale sugli errori medici
700.000 infezioni negli ospedali
Questi errori costano alla comunità ben 10 miliardi di
euro all’anno. Si calcola che circa 700.000 infezioni
vengono contratte ogni anno negli ospedali, una
percentuale che corrisponde quasi al 15% dei ricoverati.
Il maggior numero di errori si commette in sala
operatoria, nei reparti di degenza, nel dipartimento di
urgenza e in ambulatorio.
Le 4 specializzazione incriminate risultano essere:
ortopedia e traumatologia, oncologia, ostetricia e
ginecologia, chirurgia generale. A conseguenza dei danni
procurati circa 50.000 denunce sono state depositate
presso il Tribunale dei Diritti dell’Ammalato. Quello
che sorprende è la ripetitività degli stessi errori
negli stessi posti.
Ospedali pericolosi quanto le strade
Dal Corriere della Sera del primo febbraio 2004 leggiamo
che in Italia l’80% dei dottori, nell’arco di 20 anni di
attività, è indagato almeno una volta. Mentre su Leggo
del 25 maggio 2005 troviamo: “La guerra contro
l’Iraq? Una passeggiata” in confronto ai danni
causati dall’apparato medico-ospedaliero. Gli ospedali
sono pericolosi almeno quanto le strade, e costano alla
comunità più o meno quanto una mini legge finanziaria.
Recentemente il 26 gennaio 2005 Metro così titolava la
prima pagina: "Uno su tre intossicato da farmaci
usati male".
Quando i medici scioperano i morti
diminuiscono
Da notare che i dati sopra si riferiscono solo alle
degenze ospedaliere. Mancano dati volti ad appurare gli
effetti dei farmaci su scala sociale, visto che la morte
è solo la punta dell’iceberg dello stato terminale di
una patologia.
Tra le mie carte ho sempre tenuto da parte un articolo
ritagliato da un giornale di qualche anno fa, dal titolo
“Quando i medici scioperano i morti diminuiscono”.
L’articolo, a firma di Robert Mendelson dice: “Quando i
dottori scioperano, in tutto il mondo, si ottiene lo
stesso risultato: diminuisce il tasso di mortalità”.
Tra i
vari scioperi che elenca l’articolista è interessante
quello avvenuto in Israele, in cui negli 85 giorni di
durata il tasso di mortalità si è abbassato del
50%. Ciò ha provocato una grave preoccupazione
tra gli impresari di pompe funebri che hanno intrapreso
uno studio di propria iniziativa ed hanno scoperto che
il periodo precedente in cui il tasso di mortalità si
era ridotto a tal punto era stato vent’anni prima,
durante l’ultimo sciopero dei medici.
L’articolista termina con la domanda (che condivido e
auspico): Non sarebbe una buona ragione istituire uno
sciopero permanente dei medici ?
By
Franco Libero Manco
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IMPREPARAZIONE dei Medici in genere ma e sopra tutto
dei medici vaccinatori
Ci dispiace vedere i "medici", fare certe affermazioni
contro le Medicine
Naturali, cio' non ci meraviglia molto, visto il
livello medio di preparazione degli attuali medici del
sistema sanitario ...
Vi segnaliamo, come
esempio, un medico che al contrario e’ ben
preparato, (medico in pensione che non ha paura di dire
la Verita' sulla preparazione dei suoi "colleghi" e
sullo stato di ignoranza della sanita' mondiale....)
vedi:
../curriculum_stagnaro.htm
Riflessioni sui
Danni dei Vaccini:
1 - Forse questi medici vaccinatori non sanno, che
iniettando una soluzione tossica come i vaccini.
vedi
../vaccini/contenuto_vaccini.htm - direttamente nel
sangue, su SALTANO TUTTE le difese immunitarie
che la Natura ha inventato da milioni di anni, per
preservare e mantenere SANA la specie umana.
2 - I Vaccini saltano TUTTE
le normali difese immunitarie,
intossicando,
generando
infiammazioni,
Malfunzioni e
Mutazioni genetiche occulte, in ogni soggetto
vaccinato, le reazioni infiammatorie anomale (piu' o
meno gravi) create, e quindi anche reazioni anomale del
Sistema Immunitario, questo perche' il S.I. viene
anomalmente stimolato, es.: e' come inserire un virus in
un sistema informatico - software di un PC - il software
va in confusione e non funziona mai PIU' bene per tutta
la vita del PC...(il sistema immunitario si comporta
proprio con un software in un PC) facendo pero’ felici
le
case
farmaceutiche, le strutture ed i medici
che vedranno in continuazione il malato....per l'aumento
del mercato dei malati
per la quantita’ e la qualita’ delle malattie)
vedi:
..g/vaccini/immunodepressione_vaccino.htm
../business_farm.htm
3 - Evidentemente questi
medici non conoscono, purtroppo anche questo: la
differenza fra una soluzione fisiologica ed il
minestrone (vaccino) che essi propongono e che
sicuramente contenente "proteine
tossiche"... provenienti per esempio, per il
vaccino per la
Poliomielite, dai rene delle scimmie verdi africane
portatrici sane del virus dell’Aids….
4 - Quindi non si puo'
sapere cosa puo' succedere al soggetto "iniettato" da
quelle porcherie vaccinali...senza contare i
contaminanti, per esempio contaminazione da SV40 =
altissima probabilita’ di contrarre il tumore della
pleura…
vedi
../vaccini/SV40_neivaccini.htm
5 - Questi virus o batteri
nocivi dei vaccini, anche se attenuati in
formaldeide
(prodotto Canceroso), che generano SEMPRE
Malfunzioni,
possono rimanere "latenti" per tutta la vita per poi
ri-esplodere con tutta la loro virulenza, in uno stato
febbrile.... e cio’ avviene anche per le mutate
condizioni del
Terreno-Matrice
fisiologico del vaccinato:
6 - Oppure generare
Mutazioni
Genetiche occulte - vedi portatori sani – mutazioni
anche trasmissibili alla prole. Le mutazioni avvengono
in genere negli alleli siti nei mitocondri.... ecc.ecc.
vedi DANNI dei VACCINI:
vedi:
../vaccini/immunogenetica.htm
../vaccini/mutazioni_genetiche.htm
7 - Se questi medici si
informassero, solo un poco e meglio, cosa che per ora
NON hanno ancora fatto, ma hanno stupidamente
"creduto per fede" ai "religiosi" che li hanno
indottrinata (i loro professori all'Universita') sulle
statistiche VERE, (in Italia quelle
ISTAT) che pero’
sono state cancellate dai files del sito dell'ISTAT (chissa perche'
?...), statistiche che avevamo personalmente (negli anni
80-90) copiato dall'Annuario Statistiche Italiane,
edito dall'ISTAT stesso, dati che abbiamo pubblicato nel
ns Portale da anni, nella pagina:
../vaccini/Istatvaccino.htm - vedrebbero cosa e'
veramente successo nella popolazione, con i vaccini....
Dovrebbero anche leggersi l'elenco degli oltre 1.000
STUDI scientifici dimostrativi dei VERI danni dei
Vaccini ! vedi:
../vaccini/1000_studi.htm ....e potremmo
continuare a trovare Loro carenze di formazione....
../vaccini/vaccini_base.htm
../vaccini/vaccini_base2.htm
../vaccini/vaccini_base3.htm
../vaccini/uranio_passaniti.htm
../uccisi_daifarmaci.htm
Cari medici vaccinatori, Vi invitiamo a RIFLETTERE
ed a STUDIARE su
questo grave ed importante tema:
Danni dei VACCINI.
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Continuano purtroppo in Italia gli attacchi mediatici
vergognosi
ai Medici che non seguono in Scienza e Coscienza (e per il Bene
delle persone sofferenti) i
dogmi della
medicina ufficiale.
Dogmi imposti dall'establishment corporativo delle
multinazionali del farmaco che controllano le istituzioni e le
baronie universitarie.
Oggi per Decreto legislativo un medico non può "curare", pena
sanzioni, il cancro con
metodi diversi da quelli ufficiali:
chemioterapia,
radioterapia e chirurgia !
E questo nonostante i dati epidemiologici delle cure ufficiali
dicano che a 5 anni dal trattamento la sopravvivenza è del 2,3%
- 2,5%:
Vedere us:
PubliMed - By Morgan, "A Clinical Oncology" - studio su
225.000 persone seguite per 14 anni e nei 22 casi di tumore piu'
frequenti.
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SANITA’ - Ministro TURCO: REMUNERARE MEDICI in BASE a
QUALITA’ CLINICA
AGI - Cernobbio (Como), 10
Nov. 2007
Legare la remunerazione dei medici alla valutazione
della loro qualita’ clinica: lo ha proposto il ministro
della Salute, Livia Turco, nel corso del suo intervento
al secondo Forum ‘Meridiano sanita’ sulla medicina
primaria in svolgimento a Cernobbio. Mi sembra - ha
detto il ministro - di particolare interesse la
sperimentazione di forme di ancoraggio della
remunerazione degli operatori sanitari, primi tra tutti
i medici di famiglia, alla qualita’ clinica; penso che
sarebbe interessante mettere in cantiere anche nel
nostro Paese qualcosa di analogo. E penso - ha aggiunto
- che quel sistema di valutazione, per quanto riguarda
la medicina generale e, piu’ in generale, la medicina
del territorio, potrebbe essere basato sulla capacita’
di valutare la efficacia della resa in carico delle
cronicita’, per esempio attraverso l’attenzione alla
capacita’ di prevenire, per quanto possibile, le
complicanze”. ma non solo: “accanto a questi elementi,
strettamente collegati alle cronicita’, se ne potrebbero
collocare altri, a sostegno di un rinnovata attenzione
in favore della prevenzione, tanto per quanto riguarda
gli screening che per quanto attiene alla informazione
sugli stili di vita”.
Per il ministro “se, come professionista, sono valutato
per la mia capacita’ di raggiungere prioritariamente una
serie di obiettivi, cio’ significa che quelli stessi
obiettivi e le politiche che ad essi sottendono sono
stati concordati con i diversi livelli di governo e
rappresentano le priorita’ vere del sistema. E’ evidente
- ha proseguito il ministro della Salute - che decisioni
di questo genere devono essere accompagnate dalla
capacita’ del sistema di mettere la medicina generale, e
il sistema delle cure primarie nel suo complesso, nelle
migliori condizioni per raggiungere quegli stessi
risultati; ma sono convinta che sia giunto il momento
per mettersi su questa strada e spero, a questo scopo,
in una disponibilita’ diffusa”.
Infine, un accenno anche per quanto riguarda la riforma
del Piano sanitario: “Se avremo l’opportunita’ di farlo,
innoveremo il modo di fare il Piano nazionale puntando
sui determinanti della salute, sulla intersettorialita’
e sull’integrazione professionale”.
(AGI)- Dan/Aug - Tratto da:
http://www.stato-oggi.it/archives/00072937.html
Commento NdR: Molto
meglio sarebbe obbligare i medici alla
Certificazione di Qualita’ per ogni loro intervento, cosi’ se risultano
incapaci a sanare i loro pazienti, li si obblighi a
cambiare mestiere…ne va della saluti di tutti noi…e
della salute finanziaria delle casse dello stato…..
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Le nozioni
appesantiscono il pensiero...
[da: Satanarium, Baden-Baden, 1918, ora Ed.
Il Saggiatore]
Preferisco diventare spaccapietre o girare il
mondo da vagabondo piuttosto che diventare
funzionario statale. E ora addirittura funzionario
medico.
17 aprile...
Le nozioni appesantiscono il pensiero. Si passa
davanti a un albero da frutto, si vede del vischio
tra le fronde e subito si sentenzia che la forza
dell'albero è stata succhiata dai parassiti. Solo
più tardi viene in mente che l'albero è coperto di
una fioritura bianca dall'alto in basso: prova
inequivocabile che il nostro giudizio era errato.
L'evidente malattia dell'albero non ne ha
danneggiato la vitalità; questo lo vediamo e per
quanto normalmente si consigli di eliminare il
vischio, non mi risolverei a farlo. Questo non
migliorerà in un futuro prossimo la resistenza
dell'albero, al massimo si potrebbe sperare di
mantenerne più a lungo la fertilità attraverso
l'eliminazione dei parassiti. Il mio pensiero mi
porta però a supporre che questo albero abbia
bisogno dei parassiti per sopportare la vita; che
attraverso le operazioni che dovrebbero guarirlo si
ammali veramente.
Cose analoghe penso riguardo agli uomini. Non è bene
estirpare radicalmente e subito ogni sintomo, ogni
nuova formazione, ogni gonfiore, anche se passa per
pericoloso. "Fretta con indugio" è una frase che non
si dovrebbe dimenticare e il troppo-tardi, di cui i
medici parlano così tanto, in verità non si verifica
quasi mai. "Troppo tardi" è l'espressione di cui si
servono la paura dell'impotenza e il delirio di
onnipotenza. In altri uomini è perdonabile, nei
medici solo comprensibile; in questo modo essi si
tutelano nei confronti di ritorsioni per eventuali
fallimenti, e credono di accrescere la propria
reputazione con un fortuito caso di guarigione.
La malattia contiene in sé il tentativo
dell'organismo di guarire; in un certo senso si può
dire che talvolta la malattia è salute. Le vie della
natura divina sono misteriose, indomabili e
imperscrutabili. Più invecchio, più evito
l'intervento rapido e maggiormente divento
diffidente nei confronti di tutto ciò che ho
imparato, e ciò che ritengo vero, proprio perché lo
ritengo tale, lo considero un dubbioso problema.
Mi è stato detto che l'edera, quando si avvinghia
serratamente all'albero da ogni parte, lo uccide a
poco a poco, e lo stesso si dice della vite
canadese. Ma ogni volta che cammino per strada
imparo una cosa nuova, e vedo veramente di quando in
quando alberi coperti di viticci e intristiti, ma ne
vedo altrettanti, e forse più, che esulano da questo
caso. Soprattutto, però, vedo come diventa bello
l'albero quando è avvolto nel rosso ardore del
pampino avvizzito, o quando i grappoli blu dei
glicini pendono dai rami, quando rose bianche si
innalzano, arrampicandosi, sulla sua chioma, o
quando, d'inverno, il verde dei rami di vischio si
staglia dalle sagome sfrondate. Per queste bellezze
si sacrifica un po' di legname da costruzione.
Pericoloso per gli alberi è propriamente solo
l'uomo. Fa male, adesso, andare per boschi; gli
uomini hanno ucciso talmente tanti alberi, e passa
molto tempo prima che un albero ricresca. Molto più
di quanto occorra agli uomini.
1 maggio...
A Berlino, nel 1895, su un milione di persone, 595
sono morte di difterite, nel 1905 solo 154.
Nel 1895 è stata introdotta la sieroterapia (NdR:
Somministrazione ad un
individuo affetto da una certa malattia, di
siero (simile ai
vaccini) di un altro individuo, o di un animale,
contenente elementi contro l'agente che ha causato
la malattia); dunque la diminuzione è da
attribuire alla sieroterapia.
Invece no.
Perché dal 1885 al 1895 lo stesso numero è diminuito
da 1514 a 595, senza sieroterapia.
E a darne prova è il fatto che il numero dei casi di
difterite si è ridotto da 4100 a 1157 nel 1895-1905
(calcolato su un milione di persone).
Conseguentemente, la percentuale dei decessi,
rispetto a quelle delle malattie, si è ridotta della
metà.
Nel 1905, però, era quasi come nel 1895. In altre
parole, la statistica ha dimostrato a coloro che
credono nell'efficacia del siero che questo non
serve a niente. Questa impressione viene rafforzata
dal fatto che in Inghilterra, dopo l'introduzione
del siero, la percentuale dei decessi è aumentata. I
contagi, a seconda del loro pericolo, si muovono
seguendo delle curve. In Germania l'introduzione del
siero ha seguito il ramo discendente della curva di
pericolosità della difterite, in Inghilterra quello
ascendente.
Tratto da:
http://www.traccefresche.info/monografie/nasamecu.html
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“Nemesi
medica” il libro di
Ivan
Illich e' un vero e proprio incitamento a ribellarsi
contro la dittatura della medicina allopatica - Il
Diritto al Benessere !
Ivan
Illich fu un critico acuto e radicale delle istituzioni
moderne.
Anticipò i no global e scrisse vari libri nei quali
attaccò molti presupposti, dati allora per scontati, nel
campo della medicina, dell'istruzione e della
religione.
Nel 1976
scrisse "Nemesi medica", in cui contestava la
medicina ufficiale e l'estensione del suo potere sulla
società. Il saggio si apre con un'affermazione forte e
provocatoria: "La
corporazione medica è
diventata una grande minaccia per la salute".
Per
Illich la medicina provoca non solo essa stessa la
malattia (iatrogenesi) ma diventa una macchina per
creare consumatori incapaci di avere consapevolezza e
saper autogestire la propria salute.
Essa infatti produce di continuo nuovi bisogni
terapeutici e, via via che l’offerta di sanità aumenta,
si generano nuovi problemi e malattie.
Illich si batté contro il sistema ospedaliero e
l’ossessione della salute perfetta.
Famosa la statistica con cui mostrò che, in seguito a
uno sciopero ospedaliero in Francia, senza medici c’era
stata una sensibile diminuzione di decessi.
Per Illich ci sono tre tipi di
iatrogenesi: quella
clinica, quella sociale e quella culturale.
Nella
prima egli sottolinea come le presenti cure mediche,
lungi dal guarire l'individuo dalla malattia, funzionano
a loro volta da agenti patogeni. Spesso, infatti,
sono i farmaci
(ed i
vaccini),
i medici e gli ospedali a
causare malattie di vario tipo, ancora più di
batteri, virus o altre cause note.
La
seconda si manifesta attraverso i sintomi di
supermedicalizzazione sociale, quando la cura della
salute si tramuta in un prodotto industriale, stabilendo
inoltre che cosa è "deviante" rispetto al concetto di
salute.
A questo proposito Illich afferma che le cure mediche
essenziali possono essere prestate anche da persone non
specializzate, sono facili da apprendere e costano poco,
mentre l'iperspecializzazione ha un costo altissimo e,
inizialmente destinata a pochi, si pretende che venga
estesa a sempre più gente, senza che ve ne sia reale
necessità provocando, appunto, una progressiva
medicalizzazione dei bilanci statali.
La iatrogenesi culturale infine "distrugge nella gente
la volontà di soffrire la propria condizione reale". La
civiltà medica ha ridotto il dolore a problema tecnico e
lo ha privato del significato personale, trattandolo
allo stesso modo per tutti.
Invece il
dolore è il sintomo di un confronto con la realtà e non
può essere "oggettivamente misurabile". L'uomo
occidentale, secondo Illich, ha perso anche il diritto
di presiedere all'atto di morire e viene
espropriato della libertà di scelta su di sé e sulla
propria salute.
Illich auspica invece che "nessuna assistenza dovrà
essere imposta a un individuo contro la sua volontà.
Nessuna persona, senza il suo consenso, potrà essere
presa, rinchiusa, ricoverata, curata o comunque
molestata in nome della salute".
I problemi e i limiti della medicina occidentale che
egli aveva individuato si esplicano oggi nella grande
manipolazione operata dalle multinazionali
farmaceutiche, che crea non solo nuovi ammalati ma,
con la complicità del potere politico,
mira ad escludere del tutto la possibilità di una reale
prevenzione e la libertà di scelta terapeutica.
Senza una
presa di coscienza profonda e un rifiuto che parta da
noi stessi, l’oggetto di questa manipolazione, la realtà
oggi rischia di essere ancora peggiore di quanto Illich
avesse potuto prevedere.
By Luigi
Gallo
Sito italiano che parla di Ivan Illich:
altraofficina.it
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Il
Medico e' ritenuto colpevole se nello svolgimento
della professione medica,
ma anche nelle altre attività professionali, si
comporta con
imperizia,
imprudenza o
negligenza. In tal caso
se causa ai pazienti lesioni
o la morte, è responsabile sia in sede civile, quindi ne
consegue un risarcimento economico, sia in sede penale
con eventuale condanna per aver commesso un reato.
Si parla di imperizia quando la condotta del
medico o specialista è incompatibile con il livello
minimo di cognizione tecnica , di preparazione, di
cultura, di esperienza e di capacità professionale,
presupposti necessari per l'esercizio della professione
medica. La mancanza di questi requisiti porta
inevitabilmente a una forma di responsabilità e quindi
alla colpa medica.
Si parla di Imprudenza quando il medico agisce
con avventatezza, con ingiustificata fretta, senza
adottare le cautele indicate dalla comune esperienza o
da precise regole dettate dalla scienza medica.
Negligenza è quella condizione che si ravvisa nel
medico che, per trascuratezza, per svogliatezza , per
leggerezza o superficialità, non rispetti quelle norme
comuni di diligenza che normalmente nella maggioranza
dei medici sono presenti.
Si tratterebbe di una condotta omissiva, nel senso che
non viene fatto ciò che la scienza medica consiglia di
fare.
Tratto da:
www.soserrorimedici.com
Commento NdR: in tutti i casi i
medici allopati
che NON
conoscono tutte le tecniche sanitarie possibili,
quindi anche quelle della
Medicina Naturale,
sono da considerarsi
impreparati e di conseguenza incapaci a sanare e quindi questi
medici agiscono, in
campo sanitario, con evidente
imperizia....
eppure sono istruiti da
Big Pharma....
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Le RESPONSABILITA' del MEDICO
Si sente parlare spesso di responsabilità del medico anche se
sarebbe più corretto discutere di responsabilità medica o
sanitaria poiché oggi i casi di c.d. malasanità sono certamente
più complessi ed investono sempre più spesso la struttura
sanitaria nella quale operano i singoli medici e paiono
connotati anche da difetti d'organizzazione significativi.
Sempre più spesso l'imprudenza è alla base della responsabilità
e la colpa medica, terminato il percorso che ha condotto alla
contrattualizzazione del settore, è connotata da profili più
lineari e il percorso verso la sua affermazione, anche sotto il
profilo risarcitorio, risulta oggi meno complesso per il malato
che ritenga di aver subito un danno.
Basti riflettere sull'onere della prova che, nella
responsabilità contrattuale, insiste di fatto sul medico e/o
sulla struttura, poiché al malato è sufficiente allegare la
responsabilità e dimostrare il danno per far ricadere sul medico
l'onere di dimostrare di aver ben adempiuto al contratto di
cura; se tale prova contraria non è raggiunta, la domanda del
paziente viene accolta.
Anche l'interpretazione dell'art. 2236 cod. civ., un tempo
baluardo della difesa dei medici, oggi svuota di significato la
c.d. limitazione di responsabilità ivi prevista poiché è ormai
pacifico che la norma non sia altro che una specificazione del
concetto di diligenza speciale, stabilito dall'art. 1176 cod.
civ., laddove il criterio di responsabilità, come è noto, impone
che il giudizio sia condotto tenendo conto della natura del
caso: va da sé quindi che, qualora il caso sia di particolare
difficoltà, perché per esempio non studiato a sufficienza, anche
la pretesa di perizia, e quindi di capacità tecnica, sia
commisurata alla difficoltà della prestazione; nulla di più, a
ben vedere, di quanto previsto già dall'art. 1176, II comma,
cod. civ, italiano.
Più semplicemente: lo spauracchio, per il paziente, di una
limitazione secca di responsabilità solo per colpa grave o dolo
del medico è stato pressoché demolito dalla Corte di Cassazione.
Altra frontiera della responsabilità consiste nella
valorizzazione del dovere d'informare il paziente così da
consentirgli di autodeterminarsi alla cura liberamente. Il
consenso informato, troppo spesso burocratizzato e svuotato
d'ogni effetto, diventa invece protagonista del contratto di
cura e la violazione del dovere d'informare può far fallire il
rapporto.
E' fondamentale, nel percorso di accertamento della
responsabilità, la consulenza medico legale che dovrà chiarire
al malato gli estremi dell'eventuale errore, il nesso di causa
con il danno lamentato e la consistenza di quest'ultimo,
consentendo al giurista esperto di responsabilità medica di
valorizzare la colpa ed il danno anche in conformità alla
miglior giurisprudenza sul danno non patrimoniale -
esistenziale.
Per quanto sia preferibile agire entro cinque anni dal fatto,
per potersi avvalere anche del titolo di responsabilità
extracontrattuale, il limite entro il quale l'azione
contrattuale si prescrive è di dieci anni; sotto il profilo
penale, ove esistano i presupposti per richiedere l'intervento
della Procura della Repubblica, è necessario agire entro tre
mesi dalla conoscenza del fatto di reato, previa consulenza che
chiarisca se tale iniziativa sia proficua poiché non è certo
indispensabile per conseguire il risarcimento del danno e la
colpa medica, in sede penale, è dominata da regole di minor
vantaggio per il malato.
Anche la tradizionale distinzione tra obbligazioni di mezzi e di
risultato sta vivendo una fase che pare preludere al suo
definitivo superamento: il criterio di responsabilità rimane
comunque, per tutte le obbligazioni, quello dell'art. 1176 cod.
civ., e quindi quello della diligenza speciale sotto la cui
lente dovranno quindi essere lette le condotte professionali.
Piuttosto, la crescente attenzione per la centralità del dovere
d'informare sposta l'attenzione sul patto, consentendo di
valutare anche le promesse che sono state rivolte al paziente
per fare emergere eventuali negligenze nella stessa informazione
meritevoli d'essere stigmatizzate.
In particolare ciò accade per la chirurgia estetica e per gli
interventi odontoiatrici spesso ricollegati più ad esigenze
estetiche/edonistiche che di salute; in tali casi suggeriamo ai
pazienti di pattuire per iscritto la consistenza dell'intervento
ed il risultato promesso, così da poter verificare ex post se le
promesse siano risultate vane.
Le CONSULENZE dell'UNIONE - In considerazione delle specificità
che normalmente caratterizzano le singole situazioni e la
necessità di sottoporre a verifica ciascuna di esse, al fine di
poter correttamente indirizzare e consigliare i propri
associati, l'Unione Nazionale Consumatori mette a disposizione
un indirizzo di posta elettronica dedicato -
colpamedica@consumatori.it - per coloro che necessitassero
di assistenza personalizzata.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dottore, si trovi un’avvocato !
Gli
errori fanno decine di migliaia di vittime. E
nei tribunali italiani sono in corso 12 mila cause
intentate da pazienti. La colpa ? Più che dei singoli, è
della cattiva organizzazione e del ritardo nelle
strutture (*)
Garze dimenticate nella
pancia dei pazienti. Amputazione di un arto al posto di
un altro. Somministrazione di farmaci errati, perché il
medico ha scritto la ricetta con grafia incomprensibile.
Diagnosi sbagliate.
La nuda realtà dei fatti tratteggia una realtà che
spaventerebbe anche gli animi più fiduciosi.
Secondo il Cineas (Consorzio universitario per
l'ingegneria nelle assicurazioni, sorto all'interno del
Politecnico di Milano) in Italia si verificano ogni anno
tra i 14 mila e i 50 mila decessi attribuibili a errori
medici: considerando una media di 35 mila morti, la
cifra è uguale alle vittime di infarto. Adolfo Bertani,
che del Cineas è il presidente, commenta: "Se la
percentuale di rischio, in aeronautica, fosse analoga a
quella degli ospedali, nessuno salirebbe più su un
aereo".
Intanto, però, i cittadini si ribellano: nei tribunali
italiani sono in corso 12 mila cause di richiesta di
risarcimento danni, per un importo di oltre 2,5 miliardi
di euro; una situazione ancora distante da quella che si
è venuta a creare negli Stati Uniti (vedi box), ma
comunque indicativa di una tendenza.
"Sono già apparse pubblicità di studi legali che
invitano potenziali clienti con slogan del tipo: "Se il
medico sbaglia, ci pensa l'avvocato XY"", dice Maurizio
Maggiorotti, presidente dell'Amami, l'Associazione per i
medici accusati di malpractice ingiustamente. "E pure su
Internet, cominciano ad apparire pagine dello stesso
tenore".
Anche se in Italia, per esempio, è ancora marginale la
figura dell'avvocato che batte gli ambulatori dei Pronto
Soccorso, per convincere le vere o presunte vittime
della malpractice a intentare cause miliardarie contro i
medici negligenti. "Credo che la sua esistenza
appartenga più alle leggende metropolitane che alla
realtà", osserva Stefano Inglese, segretario nazionale
del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanza
attiva.
Ma, a volte, le leggende la dicono lunga. Disposti a
trattare. A certe condizioni.
La realtà, in effetti, è in rapida evoluzione. "Il
contenzioso tra medici e pazienti è in aumento", spiega
l'avvocato milanese Luigi Mariani, che da una quindicina
d'anni si occupa di questi problemi. "Per due motivi:
anzitutto, il medico non è più considerato un guru
intoccabile ed è cresciuta la consapevolezza dei
diritti.
Un tempo il dottore poteva fare ciò che voleva, pur di
salvarti, anche contro la tua volontà. Oggi questo è
inaccettabile. In passato, inoltre, poteva essere
processato solo per colpa grave; ora, anche per motivi
legati a negligenza e imprudenza.
Ciò detto, da noi non si è ancora formata una categoria
di avvocati specializzati in questa materia, e io stesso
ho cominciato un po' per caso. Ma prima o poi dovrà
accadere: questo tipo di contenzioso richiede, da parte
dei legali, una preparazione specifica".
Nel frattempo, c'è molta
confusione. È impossibile, per esempio, sapere quanta
parte del contenzioso medici-pazienti si risolve con
cause penali e quanta con cause civili. "Quando un
dottore sbaglia non viola alcun articolo specifico di
legge, e il suo errore viene equiparato a quello di un
automobilista che investe un pedone: tutto va a finire
in un'unica scatola, che impedisce statistiche precise.
Però sappiamo con certezza che, su 15 mila cause, solo 5
mila si concludono, ogni anno, con la condanna del
medico".
Il Tribunale per i diritti del malato diventa così, per
forza di cose, un buon punto di osservazione, visto che
la sua sede nazionale raccoglie circa 15 mila
segnalazioni di errori medici e le sedi periferiche
altre 50 mila ogni anno. "Neppure noi, però, possediamo
statistiche precise", spiega ancora Stefano Inglese.
"Posso dire, tuttavia, che suggeriamo alla persona
danneggiata di imboccare la strada della causa penale
solo quando siamo di fronte a un atteggiamento di totale
chiusura da parte dei medici e delle istituzioni
sanitarie.
Questo iter favorisce solo gli avvocati, e intrappola il
paziente in un iter legale lungo, costoso e dall'esito
spesso incerto". "C'è un solo modo per giungere a una
soluzione", interviene ancora il presidente dell'Amami:
"Fare come a Trento: qui è sorta una camera arbitrale di
conciliazione, dove il paziente può esporre il proprio
caso di fronte ai rappresentanti dell'Ordine dei Medici
e delle associazioni che difendono i cittadini.
Se l'accordo raggiunto non lo soddisfa, può rivolgersi
al tribunale.
A Trento il contenzioso si è ridotto in modo drastico, e
l'esperienza è diventata il modello per un progetto di
legge che sta per entrare in discussione, e che è stato
presentato dal senatore Antonio Tomassini di Forza
Italia".
Un problema sta a monte di tutto: i medici, prima di
intervenire, sono tenuti a informare i pazienti di ciò
che intendono fare e di quali possono essere i rischi e
le conseguenze del loro operato.
Ma questo non sempre accade nel modo giusto. "Il
consenso informato non è una formalità, che può essere
risolta facendo firmare alla persona un documento
incomprensibile", sostiene l'avvocato Luigi Mariani.
"Eppure i dottori sono ancora refrattari a considerare
che il paziente, se lo desidera, può perfino rinunciare
alle cure. Non lo dico per pedanteria ma perché, di
fatto, molte cause nascono dall'arroganza e dalla
mancanza di comunicazione". "Già: molti medici si
chiudono in difesa, negano ogni responsabilità e cercano
di impedire ai cittadini l'accesso alla documentazione
necessaria", interviene Stefano Inglese.
"È un atteggiamento che complica le cose, perché i
cittadini si sentono derisi, e decidono di ricorrere in
tribunale anche per problemi che potrebbero essere
agevolmente risolti in altro modo. Per questo la nostra
associazione offre gratuitamente la perizia medico
legale, il primo passo per capire se vi è stato un
errore e come conviene procedere.
È un lavoro di filtro molto
importante: a volte lo sbaglio può esserci davvero, ma è
difficile da dimostrare, e in questi casi è inutile
ricorrere ai giudici. Ma quando l'errore c'è, e il
medico lo riconosce, i cittadini si dimostrano
disponibili a trattare e a chiedere risarcimenti meno
onerosi".
Molti, naturalmente, si chiedono quale sia la radice del
male. Pochi dubbi: la disorganizzazione. (*)
Al Cineas sostengono che il 30 per cento delle risorse
destinate alle strutture ospedaliere finisce in sprechi.
Così, secondo un'indagine svolta da Makno per Cineas,
tra il personale medico e paramedico, metà degli errori
non è attribuibile all'imperizia dei singoli, ma al
malfunzionamento del sistema.
"Per fortuna le cose iniziano a cambiare, altrimenti gli
ospedali sarebbero inassicurabili", racconta Enrico
Bertagna, rappresentante generale per l'Italia dei
Lloyd's di Londra. "Troviamo realtà incredibili.
Per esempio, archivi cartacei che non comunicano con
quelli informatizzati. Spesso è difficile perfino
rintracciare la cartella clinica di un paziente. Non è
raro che la direzione non sappia neppure quanti errori
legati a malpractice si sono verificati, o da
quante persone è stata chiamata in causa".
Il rimedio, secondo molti, consiste nel diffondere la
figura del risk manager, un professionista in grado di
scoprire le aree a maggiore rischio (oggi le ricerche
indicano nei pronto soccorso e nelle sale operatorie i
luoghi più pericolosi) e di indicare le soluzioni
tecniche e organizzative.
Una figura già all'opera in
23 strutture ospedaliere italiane. "È un facilitatore di
innovazione, ma molti medici lo vedono con fastidio,
come un controllore", sostiene Adolfo Bertani.
Certe volte basterebbe un computer e poi, occorre
informatizzare. "È un passo importante.
Il cattivo uso dei farmaci, per esempio, inizia quando
entrano in magazzino", sostiene Stefano Inglese. "L'anno
scorso sono morti due pazienti per uno scambio di fiale
che non avevano neppure uno straccio di codice a barre.
Carrelli informatizzati
(sono già in uso in alcuni Paesi) permetterebbero di
eliminare gli errori più grossolani.
Ma insisto nel dire che è sbagliato criminalizzare i
medici. Bisogna, se mai, analizzare con precisione lo
stato delle cose.
Quando conosci gli errori, con quale frequenza si sono
verificati e in quali reparti, già hai individuato i
settori in cui è urgente intervenire. Lo stesso vale per
gli "eventi sentinella", cioè quelli che potevano essere
errori e che, per fortuna, non lo sono diventati.
Se il personale medico e
paramedico discutesse regolarmente, serenamente e a
porte chiuse, come si fa in molte aziende, gli errori
emergerebbero più facilmente, e più facilmente
verrebbero corretti". "In effetti dobbiamo stare attenti
a non diffondere l'idea che saranno le assicurazioni a
salvarci", osserva Giuseppe Rocca, vicedirettore
scientifico del Policlinico di Milano. "Finiremmo con il
ripercorrere l'esperienza degli Stati Uniti, che si è
rivelata fallimentare.
Le assicurazioni vanno bene
per gestire la routine, ma tutto salta di fronte a una
Sars, o alle incessanti innovazioni tecniche, che fanno
aumentare sempre di più il rischio. È come se i clinici
stessero sparendo, e i medici si stessero trasformando
in tecnici che usano le macchine. Oggi chi visita più il
malato ?
Viene sballottato da un macchinario a un altro. Esce un
nuovo strumento e lo si vuole usare sempre, a tutti i
costi. Siamo vittime della fiducia nella tecnologia:
quando il paziente subisce un danno o muore, non si
capisce come mai.
La malpractice è tale solo
nel 20 per cento dei casi. Il resto è disinganno di
fronte alla magia delle macchine, e arroganza dei medici
che nasconde la loro ansia".
Mitologie americane Gli
Stati Uniti sono considerati il Paese in cui chi è
vittima di errori medici riesce a ottenere risarcimenti
plurimiliardari dalle assicurazioni, grazie a sentenze
esemplari. Si tratta di un mito: la realtà è diversa.
Secondo quanto sostiene il giornale Business Insurance,
solo il 2 per cento degli americani vittima di
malpractice denuncia il medico, e i risarcimenti pari a
un milione di dollari riguardano solo il 4 per cento
delle sentenze emesse.
Anche in questo caso, comunque, vengono riportati, in
appello, a circa 235 mila dollari, tanto che in alcuni
Stati, come il New Jersey, si sta pensando di fissare un
tetto di 300 mila dollari.
Il sistema che regola le assicurazioni in campo medico è
oggetto di polemiche incandescenti.
Le cause di malpractice si stanno moltiplicando, i
dottori e le strutture ospedaliere sono costretti a
pagare premi assicurativi sempre più onerosi.
Il risultato è una vera e
propria rivolta. I medici del New Jersey, del
Connecticut e di altri Stati hanno organizzato nel marzo
scorso una manifestazione a Washington: le assicurazioni
avevano imposto ai neurologi, per esempio, aumenti pari
al 340 per cento nell'arco di cinque anni. In
Pennsylvania, lo sciopero è stato solo minacciato.
A Las Vegas si sono
licenziati 150 medici, costringendo il Trauma Center a
chiudere per 10 giorni, mentre l'unico Trauma Center del
Nevada ha dovuto chiudere perché se ne sono andati 56
ortopedici su 58: chiedevano una legge sulla
responsabilità civile che limitasse i guadagni degli
avvocati a un massimo di 250 dollari per processo.
Adesso la parcella ammonta al 30 per cento dei
risarcimenti ottenuti. Nel New Mexico, 239 ospizi sono a
rischio chiusura.
Nel West Virginia, ben
trenta medici si sono licenziati dagli ospedali e la
crisi si sta diffondendo nel Kentucky e nel Mississippi.
Sulle assicurazioni gravano accuse infamanti:
costringerebbero i medici a sborsare premi sempre più
alti per compensare i mancati guadagni causati dall'aver
investito in modo sbagliato i soldi dei premi giacenti.
Resta il fatto, comunque, che alcune compagnie sono
fallite o in via di bancarotta.
Intanto, l'American Medical
Association ha segnalato che molti medici si stanno
ritirando dalla professione proprio perché non sanno
come risolvere il problema. Oppure, come in Nevada,
emigrano in massa in California, dove i premi
assicurativi sono più accettabili. In Australia le cose
non vanno meglio: il 60 per cento dei medici sta
pensando di mettersi in prepensionamento.
Tratto da:
http://www.dweb.repubblica.it/dweb/2003/11/08/attualita/attualita/059dot37559.html
(*) Commento
NdR: la frase "è (colpa) della cattiva organizzazione e
del ritardo nelle strutture", ma questa e' solo una
parte del vero problema, la maggior parte di esso e'
l'imperizia dei medici, i quali, istruiti da protocolli
ed insegnamenti universitari gestiti dalle
multinazionali dei farmaci e vaccini, per impedire loro
di imparare TUTTE le tecniche sanitarie possibili, NON
riescono a sanare il malato, non per mala fede, salvo
alcuni, ma per ignoranza sulle varie e possibili
tecniche da utilizzare, della medicina naturale.
E quindi si sentono frustrati ed incapaci a sanare.
(P.S. la categoria degli psichiatri e dei medici e' una
di quelle a piu' alto numero di
suicidi...)
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Sono
90 al giorno
i morti per malasanità
in Italia
Indagini di anestesisti e giornali
specializzati: il 50% dei decessi si poteva evitare.
Si punta ad un Osservatorio rischi
ROMA
- Un dato e un convegno che fanno già discutere. Gli
errori in medicina causano più vittime degli incidenti
stradali, dell'infarto e di molti tumori.
Si stima che siano 90 i morti
al giorno in Italia per sbagli commessi dai medici,
scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste in sala
operatoria.
I dati sono piuttosto vari, oscillano fra i 14 mila
(secondo l'Associazione degli anestesisti) e i 50 mila
decessi (secondo
Assinform,
editore di riviste specializzate nel settore del rischio
nel campo della sanità) ogni anno solo nel nostro Paese:
il 50% si sarebbe potuto evitare. E 320 mila persone
subiscono un danno, con un costo pari all'1% del Pil,
ben dieci miliardi di euro l'anno.
Su questo bollettino
pesante si confronteranno esperti, medici,
rappresentanti di istituzioni e pazienti durante la
prima Consensus Conference sul Risk Management in sanitá,
il 23 settembre nella sede della Guardia di Finanza di
Ostia a Roma. Obiettivo, costituire l'Osservatorio sui
rischi sanitari e il database nazionale degli errori
medici, ancora assenti in Italia.
L'INDAGINE
- «Gli interventi di contenimento del rischi in sanitá -
afferma Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute,
durante la presentazione dell'iniziativa - devono
interessare tutte le aree in cui l'errore si può
manifestare durante il percorso clinico di diagnosi,
cura e assistenza al paziente».
Un primo rapporto sugli
sbagli in ospedale è stato realizzato dalla
Commissione tecnica sul rischio
clinico, istituita dal ministero della Salute.
Il maggior numero di errori si commette in sala
operatoria (32%), nei reparti di degenza (28%), nel
dipartimento d' urgenza (22%) e in ambulatorio (18%). Le
quattro specializzazioni più a rischio sono ortopedia e
traumatologia (16,5%), oncologia (13%), ostetricia e
ginecologia (10,8%) e chirurgia generale (10,6%).
Inoltre le cause pendenti nei
confronti dei medici per presunti errori sono fra le 15
mila e le 12 mila l'anno, anche se si stima
che i 2/3 dei sanitari vengano alla fine assolti. La
richiesta di risarcimento danni (secondo i dati Ania,
l'associazione che rappresenta le imprese assicuratrici)
ammonta a 2,4 miliardi di euro l'anno.
Secondo
le ultime informazioni "pare" che debbano rifare i
calcoli.....e che i morti siano un po' meno; certo che
abbiamo dei "veri esperti" nei posti di comando....
In aumento le denunce contro
i medici per responsabilità professionali.
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La
corporazione medica è diventata una grave minaccia per la salute. L’effetto inabilitante prodotto dalla gestione professionale della
medicina ha raggiunto le proporzioni di una epidemia. La sofferenza, le disfunzioni, l’invalidità e l’angoscia
conseguenti all’intervento della tecnica medica, fanno della medicina
una delle epidemie più dilaganti del nostro tempo. La mia tesi è che il profano e non il medico ha potere effettivo per
arrestare l’epidemia da medicinali e cure mediche. Solo un programma politico diretto a limitare la gestione professionale
della sanità, può permettere alla gente di recuperare la propria capacità di
salvaguardarsi la salute, e che tale programma è parte integrante di una critica e limitazione sociale del modo di produzione industriale. (By Ivan Illich – “Nemesi Medica” – Re/Macro edizioni, Como)
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Rischio
clinico e terapie farmacologiche.
Secondo l'allarme lanciato nei giorni scorsi
dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica, al primo
posto tra le cause d'errore negli ospedali,
principalmente in oncologia, si colloca con un
preoccupante 40%, la
somministrazione di farmaci sbagliati.
Un problema, quello del rischio farmacologico,
ripetutamente segnalato e monitorato da SIFO, Società
Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi
Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, che lo scorso anno
a Catania ha dibattuto a lungo sul tema, nel corso del
XXVI Congresso Nazionale, incentrato sul tema "Il
rischio clinico: problemi, strumenti e priorità
per la sicurezza dei pazienti".
Catania è stata solo una tappa nel percorso di
informazione e di proposte che SIFO ha intrapreso già
dal 2004, con pubblicazioni e giornate di studio che
hanno visto - e vedono - i farmacisti ospedalieri
impegnati a produrre interventi per individuare la
genesi degli errori e le azioni correttive da
implementare.
Lo scorso settembre, in un incontro svoltosi a Firenze,
SIFO ha messo in luce la dimensione del problema: i più
importanti studi internazionali hanno valutato l'incidenza
degli errori di terapia farmacologica nell'ordine del
5/15% su tutte le somministrazioni e del 15/20%
di tutti gli errori sanitari.
Il problema è rilevante, sia in termini di salute che in
termini economici.
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VACCINI e
MORTE !!
In
molti paesi del terzo monto il 10% dei bambini vaccinati per la rosolia, muore
per effetto del vaccino
!
(By Milton Silverman, Philip Lee e Mia Lydecker, in “Prescriptions
for death. The drugging of the third world” – tratto da L’Europeo
n. 48 del 25/11/1988)
TRAPIANTI I TRAPIANTI sono il dichiarato FALLIMENTO della medicina ufficiale,
impotente di fronte alle malattie, essendo incapace a sanare, essa porta
lentamente ma inesorabilmente il malato verso il trapianto o la morte
prematura.
ERRORI
in MEDICINA = malattie e morte Iatrogena (da
parte degli errori dei medici)
Gli
errori in medicina causano più vittime degli incidenti
stradali, dell’infarto e di molti tumori. Dagli 8 milioni
d’italiani che ogni anno vengono ricoverati in ospedale,
il 4% (320.000) invece di venire curati subisce danni più o
meno permanenti alla salute (Metro, 12 giugno 2002).
Si stima che almeno 90-100 persone ogni giorno (tra 14 mila
e 50 mila all’anno) muoiono in Italia per gli
errori dei medici: scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste
in sala operatoria (Il Corriere della Sera, 17 settembre
2004).
700.000
infezioni
all'anno,
negli ospedali
Questi
errori costano alla comunità ben 10 miliardi di euro
all’anno. Si calcola che circa 700.000 infezioni
vengono contratte ogni anno negli ospedali, una percentuale
che corrisponde quasi al 15% dei ricoverati.
Il
maggior numero di errori si commette in sala operatoria, nei
reparti di degenza, nel dipartimento di urgenza e in
ambulatorio. Le 4 specializzazione incriminate risultano
essere: ortopedia e traumatologia, oncologia, ostetricia e
ginecologia, chirurgia generale.
A
conseguenza dei danni procurati circa 50.000 denunce sono
state depositate presso il Tribunale dei Diritti
dell’Ammalato. Quello che sorprende è la ripetitività
degli stessi errori negli stessi posti.
TRIBUNALE DIRITTI dell'AMMALATO - Via Anfiteatro, 14 -
20121 MILANO
Ospedali
pericolosi quanto le strade
Dal
Corriere della Sera del primo febbraio 2004 leggiamo
che in Italia l’80% dei dottori, nell’arco di 20 anni di
attività, è indagato almeno una volta.
Mentre su Leggo
del 25 maggio 2005 troviamo: “La guerra contro
l’Iraq ? Una passeggiata” in confronto ai danni
causati dall’apparato medico-ospedaliero. Gli ospedali
sono pericolosi almeno quanto le strade, e costano alla
comunità più o meno quanto una mini legge finanziaria.
Recentemente il 26 gennaio 2005 Metro così titolava
la prima pagina: "Uno su tre intossicato da farmaci
usati male".
Quando
i medici scioperano i morti diminuiscono
Mancano
dati volti ad appurare gli effetti dei farmaci su scala
sociale, visto che la morte è solo la punta dell’iceberg
dello stato terminale di una patologia. Tra le mie carte ho
sempre tenuto da parte un articolo ritagliato da un giornale
di qualche anno fa, dal titolo
“Quando
i medici scioperano i morti diminuiscono”.
L’articolo, a firma di Robert Mendelson dice:
“Quando i dottori scioperano, in tutto il mondo, si
ottiene lo stesso risultato: diminuisce il tasso di mortalità”.
Tra
i vari scioperi che elenca l’articolista è interessante
quello avvenuto in Israele, in cui negli 85 giorni di durata
il tasso di mortalità si è
abbassato del
50%. Ciò ha provocato una grave preoccupazione tra gli impresari
di pompe funebri che hanno intrapreso uno studio di propria
iniziativa ed hanno scoperto che il periodo precedente in
cui il tasso di mortalità si era ridotto a tal punto era
stato vent’anni prima, durante l’ultimo sciopero dei
medici.
L’articolista
termina con la domanda (che condivido e auspico):
Non
sarebbe una buona ragione istituire uno sciopero permanente
dei medici ? By
Franco Libero Manco
Commento
NdR: pur condividendo il contenuto, ritengo che si
debba comunque distinguere fra Traumatologia,
Chirurgia d'urgenza, Rianimazione e terapie con
farmaci
di sintesi !
MORTE DA MEDICINA
La medicina ufficiale, terza causa di morte.
Integratori alimentari 0,0001%
Punture d'ape 0,0008%
Punture d'insetti (altri) 0,0020%
Infortuni sportivi 0,0020%
Fulmini 0,0041%
Morsi d'animali 0,0048%
Corse a cavallo 0,0052%
Allergia da penicillina 0,010%
Scivoloni/cadute 0,019%
Incidenti elettrici 0,038%
Assideramenti 0,048%
Armi da fuoco (incidenti) 0,079%
Avvelenamento 0,17%
Asma 0,19%
Incendi casalinghi 0,19%
Annegamento 0,21%
Alimentazione 0,24%
Gas radon 0,62%
Assassini 0,94%
Suicidi 1,41%
Incidenti stradali 2,57%
Alcolismo 4,49%
Fumo 7,19%
Pratiche mediche 7,58% (uso corretto di medicinali
autorizzati 5,18% + errori medici 2,40%)
Cancro 22,11%
Problemi cardiovascolari 47,00%
I dati della tabella 1 sono tratti da uno studio di Ron
Law1 basato su statistiche ufficiali degli USA. Con
minime differenze numeriche da paese a paese, essi
rispecchiano la stessa situazione per tutte le nazioni
"occidentali".
Nella tabella vengono utilizzati i valori minimi del
range (non vogliamo essere accusati di esagerare).
Le medicine testate, autorizzate, prescritte e
normalmente usate, incidono per il 5,18% delle cause di
morte; cosa che non viene mai pubblicizzata. (Fonte:
Journal of the American Medical Association, dalle
90.000 alle 160.000 morti annue). Ogni anno in USA
muoiono migliaia di persone a causa degli effetti della
semplice aspirina.
Le disgrazie mediche evitabili (errori) incidono per il
2,40% (Fonte CDC - Center for Disease Control, dalle
40.000 alle 90.000 persone)In Australia muoiono 9.000
persone all'anno a causa di errori medici evitabili.
(Fonte, Australian Medical Journal). Sempre in Australia
ogni anno 50.000 persone riportano danni permanenti
(menomazioni, mutilazioni) sempre per lo stesso motivo.
Per contro, quando i medici scioperano il numero
delle morti diminuisce nettamente !
Qualche esempio.
Durante lo sciopero dei medici in California nel 1976,
il tasso di mortalità declinò sensibilmente. A Los
Angeles ad esempio, il tasso di mortalità settimanale
declinò da 19.8 a 16,2 morti per 100.000 durante lo
sciopero e risalì a 20,4 dopo la sua conclusione. La
riduzione del tasso di mortalità durante lo sciopero fu
del 18%. In Israele nel 1973, i medici ridussero i loro
contatti giornalieri con i pazienti da 65.000 a 7.000 in
uno sciopero che durò un mese. Secondo la Società
Onoranze Funebri di Gerusalemme, il tasso di mortalità
degli israeliani cadde in quel mese del 50%. Non c'era
stata una così profonda decrescita in mortalità dopo
l'ultimo sciopero dei dottori 20 anni prima! Nel 1976, a
Bogotà in Colombia, 1 Ron Law è direttore
dell'Associazione Nazionale della Nuova Zelanda per gli
integratori alimentari e membro di un gruppo di lavoro
del governo neozelandese incaricato a suggerire nuove
strategie per la riduzione degli errori medici. Uno
sciopero dei medici continuò per 52 giorni e il tasso di
mortalità cadde del 35%.
Per quanto riguarda l'Italia, questo è un dato ufficiale
che alcuni anni fa il Ministero della Sanità ha più
volte reso pubblico per bocca dello stesso Ministro alla
Sanità, Altissimo.
La medicina è la prima causa di morte in USA. (Ma anche
negli altri paesi occidentali la situazione non è molto
diversa)
In verità la situazione è anche peggiore di quanto
appare dalla precedente sezione.
Una ricerca statistica, più vasta e completa di quella
di Ron Law, è stata pubblicata recentemente. I seguenti
medici e ricercatori, Gary Null PhD, Carolyn Dean MD ND,
Martin Feldman MD, Debora Rasio MD, Dorothy Smith PhD,
basandosi sui dati statistici pubblicati in molte decine
di lavori scientifici, hanno analizzato i risultati del
sistema sanitario degli USA degli ultimi dieci anni.
Nel
dicembre 2003 il lavoro è stato pubblicato in 46 pagine
scioccanti: “Death by Medicine” (Morte da Medicina).
www.garynull.com/documents/iatrogenic/deathbymedicine/DeathByMedicine.pdf
Cause Morti
Reazioni da farmaci in ospedale 106.000
Reazioni da farmaci non in ospedale 199.000
Errori medici 98.000
Piaghe da decubito 115.000
Infezioni ospedaliere 88.000
Malnutrizione 108.800
Procedure mediche non necessarie 37.136
Conseguenze da interventi chirurgici 32.000
Totale morti per medicina 783.936
Risulta che ogni anno in USA avvengono in media i
seguenti decessi per le seguenti cause (tab. 2) I dati
sono riferiti ampiamente per difetto.
Facciamo un confronto con altri due dati.
Morti per malattie cardiocircolatorie 699.697
Morti per cancro 553.251
Il sistema sanitario risulta dunque essere la prima
causa di morte, perfino davanti alle malattie
cardiocircolatorie.
Alcune osservazioni su questi dati.
1) I farmaci usati in medicina devono essere testati
“scientificamente” (!) e legalmente autorizzati.
Attualmente la legalizzazione di un farmaco costa almeno
€ 5.000.000 in test su animali, esseri umani, ecc... e
dura una decina d'anni. Le morti da reazioni da farmaci
qui citate sono da ascriversi ad un uso “corretto” (non
ad errori medici) di farmaci “correttamente” prodotti e
venduti.
2) Le piaghe da decubito si formano in pazienti che non
riescono a muoversi (qualsiasi ne sia la ragione) e sono
facilmente evitabili:
basta girare il paziente nel letto ogni tre ore. Se si
formano queste piaghe è solamente a causa della
criminale pigrizia del personale infermieristico, del
criminale menefreghismo dei medici che accettano come
normale questa situazione; oppure è dovuto ad una
criminale carenza di personale assolutamente
indispensabile.
Si tende a far credere a pazienti e ai loro famigliari
che queste lesioni siano inevitabili; in verità sono dei
reati di lesioni gravi volontarie e spesso omicidi che
restano sempre impuniti.
Colgo qui l'occasione per invitare le vittime di queste
lesioni o i loro famigliari a fare denuncia penale
contro i malfattori responsabili.
3) Qui la voce “malnutrizione” riguarda soprattutto gli
istituti di cura per anziani e malati cronici.
4) Queste morti hanno un costo. Per ammazzare un
paziente c'è “bisogno” di medicamenti, strumenti,
stipendi, ecc...
Per ammazzare 783.936 persone all'anno, medici,
infermieri, multinazionali farmaceutiche, ospedali,
ecc... si fanno pagare (considerando solo ed
esclusivamente le azioni che causano queste morti) 282
miliardi di dollari (siamo nell'ordine dei 600 trilioni
di lire) ogni anno.
5) Questi dati sono, come risulta da ben precise
ricerche che trovate nell'opuscolo citato, ampiamente
sottostimati; probabilmente non sono che la “punta
dell'iceberg”. L'ambiente medico ha un clima omertoso
degno di una cosca mafiosa.
Ogni medico è
consapevole che questi dati potrebbero scuotere la
fiducia della gente nella medicina e che, se si
sapessero ampiamente “in giro”, i suoi guadagni
sarebbero a rischio.
6) Viste le statistiche di morte per cancro e malattie
cardiache, risulta chiaro che la medicina, oltre ad
essere causa di vere e proprie stragi per conto suo, è
anche totalmente inefficace sulle maggiori cause di
morte da malattia. Ma allora la medicina a cosa e a chi
serve ?
Vediamo ora gli atti medici non necessari.
- Ricoveri ospedalieri non necessari ogni anno 8.900.000
- Terapie non necessarie ogni anno 7.500.000
- Totale 16.400.000
Questi interventi medici portano ogni anno danni alla
salute più o meno gravi (morte compresa) a 3.080.000
pazienti o meglio a persone che, prima del trattamento,
erano sane!
Le truffe alle compagnie di assicurazione sono
innumerevoli.
Stime ufficiali per il 1998 le fanno ammontare a 12.000
milioni di dollari.
È impressionante anche osservare quanto aumenta di anno
in anno il numero di queste pratiche assassine.
- 1974: 2.400.000 interventi chirurgici non necessari
conseguiti poi in 11.900 morti ad un costo (ovviamente
si fanno pagare!) di 3.900 milioni di dollari.
- 2001: 7.500.000 interventi chirurgici non necessari
conseguiti poi in 37.136 morti al costo di 122.000
milioni di dollari (rapportati al valore del dollaro del
1974, in modo da poter fare un raffronto reale).
Brevemente osserviamo anche che il costo medio del
singolo intervento chirurgico inutile è enormemente
aumentato: di 10 volte.
Da 1.625 a 16.267 dollari (aumento reale, ottenuto
scorporando l'aumento dovuto all'inflazione). Nello
stesso tempo anche la percentuale di morte per
intervento è aumentata, seppur di poco, nonostante tutti
i progressi tecnici.
Costi sanitari complessivi.
La spesa sanitaria in USA copre il 14% del prodotto
nazionale lordo, che nel 2003 si è tradotta in 1.600
miliardi di dollari (circa 3.000.000 miliardi di lire).
Infine cito ancora un solo dato contenuto in “Death by
Medicine”, o meglio la conferma di un dato che è
sicuramente valido anche per l'Italia, come citato
prima: quando i medici scioperano le statistiche di
morte diminuiscono SEMPRE
Tutti questi dati impressionanti, che riguardano gli
USA, potrebbero essere tranquillamente moltiplicati per
10, o anche di più, per avere i dati complessivi di
tutto il pianeta, considerando che la stessa situazione
è più o meno uguale in paesi di simile livello
tecnologico ed economico. In Italia, ad esempio, muore
per un errore medico mediamente più del 6% dei
ricoverati in ospedale !
È un dato emerso in apertura del “Sesto simposio
internazionale di salute pubblica” tenuto a Villa Porro
Pirelli di Induno Olona, organizzato dall'Ordine dei
Medici della provincia di Varese nel settembre del 2005.
Per quanto riguarda i
farmaci, e intendiamo i farmaci regolarmente
sperimentati e autorizzati, è ormai quasi di routine
che, dopo un uso di 10 o 20 anni o più, si scopra che
sono gravemente nocivi. Vengono ritirati dal commercio
per essere sostituiti da altri, i quali alcuni anni dopo
seguiranno lo stesso destino.
Due esempi.
I farmaci di sostituzione ormonale per ritardare la
menopausa e sconfiggere l'osteoporosi. Ora si è scoperto
che due di questi medicinali, il Premarin e il Prempro,
provocano cancro, embolia polmonare, infarto e demenza.
In USA, dato che sono commercializzati da 40 anni, sono
circa cento milioni le donne che lo hanno usato e che
ora sono in pericolo.
Sull'autorevole rivista British Medical Journal è stata
recentemente pubblicata una ricerca dell'Università di
Nottingham sui rischi legati agli antidolorifici a cura
di Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland. Hanno tenuto
sotto osservazione 9.218 pazienti che avevano già
sofferto di un primo infarto. È risultato che
l'assunzione di antidolorifici aumenta il rischio di infarto dal 21
al 55%, a seconda del principio attivo contenuto nel
farmaco usato. In particolare ha destato preoccupazione
il fatto che l'ibuprofen, contenuto in molti farmaci e
considerato estremamente sicuro, tanto da sostituire il
pericoloso rofecoxib (principio attivo del Vioxx,
recentemente ritirato dal commercio), aumenta il rischio
di infarto del 24%.
Ma i medici che considerazione hanno di ciò che stanno
facendo? Bé, qui gettano la maschera! Nessun psichiatra
si è mai sottoposto ad elettroshock; la percentuale di
medici che si fanno operare è vicina allo 0%; il 70%
degli oncologi dichiara che mai si farebbe sottoporre a
chemioterapia.
Non possiamo non considerare le cifre e i dati qui
elencati nell'ordine di grandezza di un vero e proprio
GENOCIDIO contro l'intera umanità. Non crediate comunque
che tutte queste morti da medicina siano dovute
semplicemente a casi fortuiti, o ad una serie di abbagli
scientifici, o incompetenze, o abusi personali, o altre
cause del genere. Dietro a tutto ciò ci sono delle ben
precise volontà criminali, gestite in primis da
Big Pharma….
By A. Marco
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Prescrizioni poco leggibili, flaconi simili per sostanze
diverse, ricoveri non necessari, esami o operazioni
chirurgiche costate la vita a troppe persone. A questi
si aggiungono gli sprechi di miliardi di euro che,
mandando in rosso i conti, finiscono per privare di
servizi essenziali, come reparti o macchinari
diagnostici moderni, gli stessi cittadini. La cattiva
gestione in ospedale tende inevitabilmente a sposarsi
con la malasanità.
Tratto da:
http://www.saluteeuropa.it/news/2006/05/0511008.htm
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ADHD:
OTTIMO AFFARE,
PESSIMA
MEDICINA
L’allarme lanciato da molte associazioni ed enti a
livello nazionale e internazionale, scaturisce
unicamente dalla constatazione dei seguenti fatti:
- quasi
8 milioni di bambini etichettati e drogati nei soli USA.
- quasi 200 morti correlate al trattamento.
- un giro di affari enorme che sostiene questo mercato.
- 17 milioni di bambini, nel mondo, sotto trattamento
psichiatrico.
In
Italia, secondo alcuni illustri psichiatri, promotori
dell’ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e
iperattività), tale “disturbo” è una patologia
neuropsichiatria ad esordio in età evolutiva, la cui
prevalenza sarebbe stimata tra il 3-5% della popolazione
in età scolare; mentre nelle forme particolarmente gravi
la stima è dell’1%. Secondo questi esperti italiani il
“disturbo” può presentarsi con differenti manifestazioni
cliniche e può compromettere numerose tappe dello
sviluppo e dell’integrazione sociale del bambino,
predisponendolo ad una patologia psichiatria o ad una
condizione di disagio sociale.
David
Kaiser, medico e psichiatra in una intervista sul
‘Psychiatric Times’ del dicembre 1996 aveva dichiarato
che: “La moderna psichiatria deve ancora dimostrare, in
modo convincente, la causa genetico/biologica di una
sola malattia mentale…. Pazienti vengono dichiarati
affetti da “squilibrio biochimico” nonostante non vi
siano prove a sostegno di tale affermazione e….che
nessuno sappia veramente come dovrebbe manifestarsi un
corretto equilibrio biochimico.”
Quali
sono le prove oggettive e scientifiche per arrivare a
diagnosticare un bambino come “iperattivo” o, nel caso
più grave “ipercinetico”?
Alcuni
dei punti sono:
1.
Interviste diagnostiche:
Queste interviste verranno fatte ai genitori attraverso
domande che incoraggiano i genitori a descrivere i
bambini con un dettaglio sufficiente a stabilire se uno
specifico sintomo (comportamento), è clinicamente
significativo, anche considerando fattori che possano
modificare la percezione da parte del genitore, quali
ambiente sociale, livello culturale, pregiudizi, ecc.
2.
Questionario per i
genitori e gli insegnanti: In questa fase
verranno usati i test su modello americano. Questi test
permettono di rilevare importanti informazioni sul
comportamento sociale, accademico ed emotivo dei bambini
di età compresa tra i 3 e i 17 anni.
http://www.adhdtesting.org/testing.htm
3.
Valutazione delle abilità
di lettura e calcolo: Uno dei frequenti
motivi d’invio dei bambini con ADHD alle strutture
sanitarie è costituito dalle difficoltà scolastiche. E’
necessario eseguire sui bambini in età scolare una
rapida prova di screening delle abilità di lettura e
comprensione del testo ed alcune semplici prove di
calcolo aritmetico. Vengono fatti questi test tramite le
Prove MT o tramite la Batteria per la valutazione della
dislessia.
Prove
MT:
http://handitecno.indire.it/modules.phpop=modload&name=books&file=index&req=view_subcat&sid=18&min=10&orderby=dateA&show=5
Batteria per la valutazione:
http://www.neuropsy.it/test/dislessia/01.html
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L’ultimo
dato da tenere in considerazione è anche il fatturato
della Novartis
http://www.novartis.it/media/comunicati/index.jsp?menu=1&id_obj=366 - che nel 2006 solo negli USA è aumentato del 15%,
fino a raggiungere i 2,1 miliardi di dollari, ed è stato
trainato da alcuni farmaci generici ma, la crescita è
stata sostenuta anche dai farmaci Focalin/Ritalin.
Ogni genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test
psichiatrici o diagnosi, all'interno della scuola, senza
il suo permesso o che ha subito danni in seguito a false
etichette psichiatriche, può mettersi in contatto con il
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
Nel suo sito italiano,
www.ccdu.org, è possibile vedere un video shock:
riguardo gli effetti collaterali di alcuni psicofarmaci
somministrati ai bambini ed adolescenti.
Per info:
linea.stampa@ccdu.org
Commento NdR:
Tutto cio' avviene non perche' i medici siano in
malafede (salvo pochi individui) ma per il fatto che le
Universita' che li istruiscono sono al servizio delle
multinazionali dei
vaccini e dei
farmaci e quindi il
protocollo delle materie di studio e le procedure
insegnate ai futuri medici seguono solo le direttive
delle
imprese farmaceutiche
e quindi NON insegnano ai medici
tutte le tecniche terapeutiche possibili per il
risanamento dei malati, questo avviene in ogni
parte del mondo ed e' un programma gestito dall'OMS,
lunga mano di Big Farma;
l'OMS emana le norme e le indicazioni politiche da
attuare, ai vari ordini dei medici e quindi questi
obbligano di conseguenza i medici a seguire solo i
protocolli emanati dalle .......multinazionali di farmaci e
vaccini !
Tutto cio' non deve essere inteso
a totale disprezzo di tutta la medicina ufficiale,
in quanto cio' che riguarda le tecniche mediche
ufficiali della chirurgia
d'urgenza, la traumatologia e la rianimazione, hanno fatto progressi da gigante
salvando molte vite, ma e'
nella terapeutica applicata ai pazienti, che vi e' il
fallimento della
medicina ufficiale, la quale dovrebbe
rivisitarsi
sulle errate ideologie sulle quali si basa l'eziopatogenesi
delle malattie e quindi sulle terapie attualmente
applicate.
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Le diagnosi
di tumori sono rare in Medicina Generale, ed il
ruolo dei medici di base in questo campo è una sfida
tuttora aperta.
Esistono sintomi particolarmente rivelatori da non
trascurare ? Sì, ma vengono trascurati troppo spesso,
rivela uno studio pubblicato sul British Medical
Journal.
Lo studio. Gli errori diagnostici - occorre dirlo -
rappresentano la principale causa di procedimenti
giudiziari contro medici di base e possono compromettere
irreparabilmente la fiducia dei pazienti nel loro medico
di famiglia. Ma è innegabile che i medici di base
abbiano un ruolo fondamentale nel gestire l'ingresso dei
pazienti nel mondo dell'assistenza sanitaria, e che
abbiano il dovere di svolgerlo. Inoltre l'eccesso nella
pratica di dirottare i pazienti agli specialisti per
diagnosi impegnative rappresenta una voce di spesa
enorme e aumenta i tempi di diagnosi e l'ansia dei
cittadini.
I ricercatori del Department of General Practice and
Primary Care della Division of Health and Social Care
Research della King's College London School of Medicine
hanno provato che l'insorgenza di un determinato set di
sintomi è associata ad un'elevata probabilità di
diagnosi di tumore, specialmente nei pazienti over 65, e
questi dati supportano l'ipotesi che una valutazione
puntuale dei sintomi da parte dei medici di base sia
fondamentale nel diagnosticare i tumori a stadi iniziali
e quindi più aggredibili.
Sono stati presi in esame 762.325 pazienti dai 15 anni
in su, visitati in 128 ambulatori di Medicina Generale
tra il 1994 e il 2000. Sono stati registrati i casi di
ematuria, emoptisi, disfagia, sanguinamento rettale in
pazienti nei quali non c'era mai stata una diagnosi di
tumore antecedente al manifestarsi di questi sintomi. Su
11.108 casi di ematuria, si sono avute nel corso dei
successivi 3 anni 472 nuove diagnosi di tumori del
tratto urinario negli uomini e 162 nelle donne; su 4812
casi di emoptisi 220 diagnosi di tumori dell'apparato
respiratorio negli uomini e 81 nelle donne; su 5999 casi
di disfagia, 150 diagnosi di tumore esofageo negli
uomini e 81 nelle donne; su 15.289 casi di sanguinamento
rettale, 184 diagnosi di tumori colonrettali negli
uomini e 154 nelle donne.
Tratto da: Il Pensiero Scientifico Editore - Ven 18 Mag
2007
Bibliografia.
Jones R,
Latinovic R, Charlton J, Gulliford MC. Alarm symptoms in
early diagnosis of cancer in primary care: cohort study
using General Practice Research Database. BMJ 2007;
334:1040. doi:10.1136/bmj.39171.637106.AE
Fox R, Fletcher J. Alarm symptoms in primary care. BMJ
2007; 334:1013-4.
doi: 10.1136/bmj.39212.467037BE.
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Sempre più sicure le sale operatorie degli
ospedali italiani
"Negli ultimi anni gli incidenti dovuti a problemi
tecnici, che erano la maggioranza, sono stati
praticamente azzerati. Oggi quelli che si
verificano ancora sono da addebitare, nell'80% dei casi,
all'errore umano. In particolare, alla mancanza di
controlli di vario genere, dalle garze ai gas
anestetici, alla sterilità, ai farmaci".
Lo spiega Antonio Mussa, direttore del
Dipartimento di oncologia dell'azienda ospedaliera Le Molinette
di Torino, presentando oggi a Roma i temi che saranno al
centro dell'VIII Convegno di primavera della
Società italiana di chirurgia (Sic), al via venerdì nel
capoluogo piemontese. Ritmi di lavoro
frenetici, complessità degli interventi e soprattutto
mancanza di protocolli adeguati per il monitoraggio
della sicurezza in sala operatoria sono 'alleati'
degli errori in sala operatoria. "Che ancora oggi non
sono censiti nel nostro Paese", prosegue
Mussa. "Per ridurre il pericolo di sbagli
riconducibili all'uomo - interviene Roberto
Tersigni, presidente della Sic - è stato redatto un
apposito protocollo con suggerimenti 'ad hoc',
come segnare in corsia il lato da operare. Protocolli
simili sono già attivi in molte sale operatorie, anche
se non in tutte".
Ma dal momento che mancano i dati, "proprio per
capire quanti e quali errori umani potrebbero essere
prevenibili, a breve alle Molinette inizierà la
sperimentazione, finanziata dal Miur, di un protocollo
di sicurezza. Battezzato Idea (Identificazione degli
eventi avversi), lo studio monitorerà ogni
fase, dalla preparazione del farmaco nella farmacia
interna all'ospedale, al trattamento del paziente, per
poi arrivare alla sala operatoria. Un gruppo di
lavoro - dice l'esperto - si occuperà del
monitoraggio per fotografare la situazione".
Ogni anno in Italia si eseguono tre milioni di
interventi chirurgici, in mille strutture
sanitarie pubbliche e private. Secondo i dati del
Tribunale per i diritti del malato, citati oggi a Roma,
"la malpractice si verifica principalmente
durante gli interventi chirurgici. Infatti il 66%
delle segnalazioni riguarda un'operazione, mentre gli
errori di diagnosi sono meno frequenti - dice il
chirurgo oncologo - e corrispondono al 28% delle
segnalazioni".
Ma quali sono gli sbagli più diffusi in chirurgia ?
Sembra che le preoccupazioni dei pazienti, che talvolta
segnano con il pennarello l'arto da operare
temendo il pericolo di uno scambio, non siano proprio
campate in aria.
Utilizzando il report della Joint Commission Accreditation
Health Care Organization sugli eventi avversi negli
Stati Uniti, dal 1995 al gennaio 2002, per l'Italia "si
stima - dice Mussa - che le complicazioni
operatorie o post-operatorie e gli interventi
chirurgici sulla parte sbagliata rappresentino il 23,1%
di tutti gli incidenti, provocano nell'84% dei casi la
morte del paziente e nel 16% gravi lesioni.
"Nel 76% dei casi si tratta, invece, parti del
paziente o organi del corpo sbagliati - dice
Mussa - nel 13% dei casi di operazioni eseguite
su pazienti sbagliati e nell'11% dei casi di procedure
chirurgiche errate o non rispettate".
Adnkronos Salute - Mag. 2008
Commento NdR:
Ricordiamo anche gli interventi inutili e/o
dannosi effettuati malgrado
essi NON siano necessari !
Cio' avviene in quanto le strutture ospedaliere private
e non (in Italia), ricevono dei contributi in
denaro per OGNI
intervento chirurgico effettuato, quindi piu'
interventi...piu' denaro che entra nelle casse
della clinica o dell'ospedale...!
Della pelle dei malati, interessa fino ad un certo
punto.....vedi le recenti denuncie alla
magistratura di dirigenti e chirurghi per questi
gravissimi fatti ormai documentati !
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Malpractice, un’epidemia
dalle gravi conseguenze - 29 settembre 2008
Il medico non è più libero nelle scelte diagnostiche e
terapeutiche ma è sempre più condizionato dalla
necessità di evitare comportamenti che possano metterlo
a rischio di denunce giudiziarie. Aldo Piperno,
professore di Scienze dell'organizzazione all'università
(sociologia dei fenomeni economici e del lavoro) ed,
attualmente, direttore del "Corso di Management dei
servizi sanitari" dell'università di Napoli, Federico II
ha condotto una ricerca sulla “malpractice”, ovvero sul
fenomeno della cosiddetta "Medicina difensiva" che è
sempre più frequente, con implicazioni potenzialmente
gravi per il costo, l’accessibilità e la qualità tecnica
ed interpersonale dell’assistenza sanitaria. Si sta
manifestando, grazie ad un aumento del contenzioso
giudiziario contro i medici, la necessità di
approfondire la tematica della cosiddetta Medicina
Difensiva.
Il medico non è più libero nelle scelte diagnostiche e
terapeutiche ma è sempre più condizionato dalla
necessità di evitare comportamenti che possano metterlo
a rischio di denunce giudiziarie.
Neonata in Europa, ha la sua genesi (come del resto
sovente in ambito di tematiche legali) negli Stati
Uniti. La Medicina Difensiva si verifica quando i medici
prescrivono tests, trattamenti o visite, od evitano
pazienti o trattamenti ad alto rischio allo scopo di
ridurre la propria esposizione al rischio di accuse di
non aver bene operato e quindi di azioni legali.
Lo affermano numerosi studi, tra i quali una ricerca
pubblicata dal Journal of the
American Medical Association, che ha dimostrato
che una maggioranza schiacciante degli specialisti di
determinate aree terapeutiche adotta questa strategia
professionale. Quanto spesso i medici modificano il loro
comportamento professionale a causa del timore di
procedimenti giudiziari per malpractice? Questo
comportamento, definito "Medicina difensiva", e le sue
conseguenze, sono temi centrali sui quali gli operatori
sanitari devono interrogarsi.
Un gruppo di ricercatori del
Department of Health Policy and Management della
Harvard Medical School ha analizzato un gruppo
di specialisti di aree terapeutiche con maggiore
incidenza di cause giudiziarie (medicina d’emergenza,
chirurgia generale, chirurgia ortopedica,
neurochirurgia, ostetricia e ginecologia, radiologia)
operanti in Pennsylvania.
Un totale di 824 medici operanti in 6 strutture
sanitarie distinte è stato preso in esame. Il 93 per
cento ha dichiarato di praticare Medicina difensiva. Un
comportamento ‘sicuro’ consistente nel prescrivere con
facilità test e procedure diagnostiche e chiedere
consulti viene adottato dal 92 per cento dei medici
interpellati. Il 43 per cento riferisce di prescrivere
procedure diagnostiche clinicamente non necessarie.
Evitare procedure e pazienti che vengono percepiti come
‘pericolosi’ dal punto di vista giudiziario è un altro
comportamento assai diffuso: il 42 per cento degli
interpellati ammette candidamente di aver volutamente
ristretto il suo campo d’azione professionale negli
ultimi 3 anni per evitare complicazioni.
La tecnologia ricopre un ruolo decisivo nella pratica
della Medicina difensiva: gli specialisti ammettono di
utilizzarla per tranquillizzare i pazienti e se stessi.
Ma l’uso difensivo della tecnologia ha un
effetto-valanga: più gli specialisti prescrivono
procedure diagnostiche inutili o trattamenti aggressivi
per condizioni a basso rischio, più questo tipo di
approccio tende a diventare lo standard legale per la
pratica clinica. Tutto questo ha un impatto devastante
sui costi sanitari a carico dei sistemi sanitari
nazionali e della collettività, e nei sistemi sanitari
nei quali i costi sono principalmente a carico del
paziente riduce di fatto la possibilità di accesso ai
servizi.
La Medicina difensiva può contribuire ad una riduzione
della qualità dell’assistenza sanitaria.
Procedure diagnostiche invasive (ad esempio biopsie) non
necessarie possono rappresentare inutili rischi per i
pazienti, e risultati ambigui o falso-positivi possono
produrre stress emotivi e la necessità di ulteriori
accertamenti diagnostici, innescando una escalation
scarsamente controllabile.
Anche il rapporto paziente-medico viene sostanzialmente
alterato in caso di Medicina difensiva: alcuni
specialisti possono passare maggior tempo con i pazienti
e tendere a fornire informazioni più dettagliate sulle
patologie riscontrate, ma altri tendono a chiudersi,
reagire con sospetto, ad abbandonare il paziente al
proprio destino.
“Livelli più elevati di Medicina difensiva sono parte
dei costi sociali dell’instabilità nella gestione della
malpractice”, conclude David M. Studdert, leader del
team di ricercatori della Harvard Medical School.
“Gli sforzi per ridurre la pratica della Medicina
difensiva devono andare nella direzione di educare i
pazienti e i medici ad affidarsi alle procedure
appropriate alle diverse situazioni cliniche. Ciò può
avvenire grazie ad una diffusione capillare delle
linee-guida riferite alle patologie più diffuse o alle
aree terapeutiche più ‘a rischio’ di cause
giudiziarie”.
La ricerca 'Medici in difesa, prima ricerca del
fenomeno in Italia: numeri e conseguenze', commissionata
dall'Ordine dei medici della Provincia di Roma e
condotta su 800 camici bianchi attraverso questionari ha
dato i seguenti risultati . Il 60% dei medici, in una o
più occasioni, ha prescritto farmaci in un'ottica di
medicina difensiva.
Solo il 39,3% dei medici intervistati, infatti, dichiara
di non essere mai stato spinto a compilare ricette dalla
paura di incorrere in guai giudiziari. Il 41,3%, invece
- rivela lo studio firmato da dichiara di non averlo
fatto quasi mai (uno o due casi su 10), il 13,6%
talvolta (3-4 casi su 10) e il 5,8% spesso, cioè oltre 4
volte su 10. In cima alla lista delle categorie di
farmaci più prescritti in questi casi, quelli per gli
apparati cardio-circolatorio (33,8%), digerente (28,3%)
e respiratorio (27,9%).
Adnkronos and Yahoo salute professional
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Malasanità
- Medici asportarono organi sani, al via processo -
Sotto accusa due sanitari del Policlinico Umberto I -
Roma Ott. 2008 (Apcom). La denuncia
Entra nel vivo il processo a carico di due medici del
Policlinico Umberto I, che devono rispondere di lesioni
gravissime, per aver proceduto all'asportazione di
organi sani da una paziente che era ricoverata nel
reparto di chirurgia toracica.
Della vicenda riferisce
Associttadini, da sempre in prima linea nella battaglia
contro la cosiddetta
malasanità.
I due sanitari del dipartimento "Pietro Valdoni" IX
reparto, secondo la pubblica accusa - si spiega in una
nota - "eseguirono un intervento senza che vi fosse
patologia con indicazione ad operare ed asportarono alla
paziente, una donna di 44 anni, organi che erano sani,
la colecisti e la milza.
Il giudice monocratico Egidi della IX sezione, nel corso
dell'udienza ha ascoltato i consulenti del pubblico
ministero, quelli degli imputati e della parte civile ed
ha, quindi, rinviato il processo al 21 gennaio prossimo,
per ascoltare gli imputati. "La vicenda ha ancora
numerosi punti oscuri - spiega Associttadini -
tra
l'altro dovrà essere spiegato perché nella cartella
clinica, sia nella diagnosi di dismissione sia nel
modello Rad (Richiesta accettazione dimissioni, con il
quale la struttura sanitaria chiede il rimborso delle
prestazioni alla Regione Lazio), la splenectomia ovvero
l'asportazione della milza praticata alla Paziente non è
citata".
http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/10_ottobre/08/malasanita_medici_asportarono_organi_sani_al_via_processo,16365553.html
Commento NdR: ...ma cio' avviene anche in quasi
tutti
gli ospedali italiani: operazioni inutili e non indispensabili,
errori dei medici, ecc.
Quando si inizia a studiare seriamente in cosa consista
la "medicina ufficiale
allopatica", ci si rende facilmente conto che è una
delle più grandi truffe di tutto il 20° secolo
su: cancro e
chemioterapia,
AIDS,
vaccinazioni,
amalgami dentali,
emergenze virali,
farmaci di sintesi,
industria ottica,
alimentazione
ecc.. N
on c'è pressoché nulla della medicina occidentale che
non nasconda inconfessabili
interessi economici, oltre che una
sconcertante assenza
di basi scientifiche documentali sui
risultati di guarigione con le varie terapie
utilizzate da detta medicina.
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Importante:
….pur segnalando in questo Portale
Guida alla Salute Naturale le gravi anomalie (anche criminali)
della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche e dei
loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel
Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per
Giustizia delle parole per gratificare e
ringraziare quei centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona
fede) che, malgrado le interferenze degli interessi
di quelle
Lobbies,
incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i
malati che a loro si rivolgono e che con i progressi
delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica
e delle tecniche interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed
effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano
impensabili.
Vediamo ogni
giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica
indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale
Mondiale = OMS (che e' legata alle
linee guida di dette
Lobbies),
non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di
benessere per i malati.
Se questi bravi medici che
operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la
Medicina Naturale,
potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche
terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.
Auspichiamo che questi nuovi "medici",
quelli veri, imparino a "curare" e non a ritenersi
dispensatori di vita o di
morte...che
imparino UMILMENTE tutte le
tecniche sanitarie
possibili....per accompagnare il malato sulla via
della guarigione e/o delle morte se e' divenuto
impossibile curarlo, dopo aver provato QUALSIASI
metodo di "cura", anche
quelli non insegnati dalle "Universita" !
Questo e' il vero medico che
auspichiamo divenga al piu' presto l'operatore sanitario
che tutti i pazienti vorrebbero e nel quale porre la
propria fiducia..... !
Anche se la tecnologia medica (apparecchiature e
chirurgia) fanno passi da giganti, rimane pur sempre la
terapeutica come fase di completamento per la
guarigione, fase che sta ormai dimostrando sempre piu' i
suoi gravi limiti, per l'impreparazione e la
mancanza di informazioni atte alla cura che hanno gli
attuali medici ... sfornati cosi impreparati dalle
Universita' ....al soldo-ideologie delle
case farmaceutiche....
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