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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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I  MEDICI, una MINACCIA per la SALUTE  (specie i medici vaccinatori)
MEDICI IMPREPARATI  +  Medicina Allopatica
Medicina: tutto quello che avreste voluto sapere  +  Considerazioni in medicina
Definizione della parola Malattia  +  Caduceo  +  Errori dei medici
Costituzione ROCKEFELLER SYNDICATE  +  BARONIE, Universita' e MEDICI
I VERI PADRONI della SANITA' nel MONDO  +  Ladri d'ITALIA  +  Dittatura Sanitaria
Le Corporazioni  +  Messaggi Subliminali  +  Lobbies  +  Gruppo Bilderberg
RESETTIAMO la sanita' nel mondo = da Reset = Ricominciare daccapo
Occorre
Rifondare TUTTA la medicina ufficiale su nuove basi olistiche e di servizio al cittadino
I veri Padroni della sanita' nel mondo 
+
 Scienza e Medicina ufficiale
CONCEZIONE ERRATA dei MEDICI UFFICIALI
 +  Terrorismo con i Farmaci  Medicina e Potere
Falsificazioni degli Studi Scientifici  +  Ricerca Scientifica  +  Sapevate che  i farmaci..
Falsita' della medicina ufficiale  +  Pubblico Credulone  +  Industria della Malattia
Farmaci ritirati dal commercio reimmessi  + 
Limiti della ricerca  +  Inquisizione medica
Come gestire il mercato dei Malati  +  DIRITTI Umani TRADITI  +  Non fidarsi dei medici ?
Controllo della popolazione nei paesi del terzo Mondo
Morti della medicina ufficiale  +   Rischi ed errori dei medici  +  Bugiardino 
INTEGRATORI (Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO  Pericolo Farmaci
MalaVISTA  (Operazioni al Laser sbagliate)  +  Potere e Giustizia  +  Medicina: Chirurgia
$$$ influenzano studi sulle Ricerche Mediche  +  Statistiche Ministero manipolate
Influenza Aviaria  Archivio sui danni dei farmaci  +  Tossiemia  +  Medicina Multimediale
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
NUOVE MALATTIE INVENTATE  +  Medici e Medicine  +  Norimberga 2
La Teoria sui germi che generano malattie e' Falsa  +  Medici pagati da case farmaceutiche
I medici dentisti sono gli unici obbligati a fornire risultati  Medicina Alternativa
A quando anche gli altri medici al servizio della sanita'
saranno OBBLIGATI al RISULTATO  come i dentisti ?
perche' questa differenza ? che vi sia dietro, nel non obbligare anche gli altri tipi di medici,
la lunga mano delle case farmaceutiche.....
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
 
L'Aids e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

FARMACI e CONTROINDICAZIONI  +  Guerra conto le Donne (con i Vaccini) 

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
 
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
FORUM sul pericolo dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche

Azienda agricola GHIGNONE (Aloe Arborescens ed Aloe Vera)
CONTRO gli ERRORI dei MEDICI = http://www.soserrorimedici.com/
 

Definizione della parola Medico
Il medico è il professionista che si occupa della salute umana, prevenendo, diagnosticando e curando le malattie.
 

Tutte le fasi dell'attività medica devono essere sottoposte al consenso informato da parte del paziente, salvo quando questi, per la sua situazione, corra immediato pericolo di vita e non sia in grado di esprimerlo.
 

In Italia, il Medico è il laureato in Medicina e Chirurgia che abbia inoltre conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione da parte del proprio ordine professionale, attraverso il superamento di un apposito esame di Stato.
In altre nazioni europee non costituisce un titolo ma la semplice descrizione di un mestiere allo stesso modo dei termini, naturopata,  operatore sanitario, heilpratiker, insegnante, docente, ecc.
In Italia poi, a differenza di altri paesi...chissa' perche' ?...., compie un reato chi si definisce medico senza il possesso dei requisiti richiesti in ordine alla laurea e all'abilitazione.....la Casta dei medici italiana, evidentemente vuole avere l'imprimatur e l'assoluta esclusiva in materia di salute e malattia......
In Svizzera, ad esempio, ci si può autodefinire "Medico naturista NVS" senza aver mai frequentato l'università.

Italy: Risponde del delitto di omicidio colposo il medico (anche i vaccini sono farmaci) il quale prescriva dei farmaci capaci di incidere sul normale metabolismo, senza sottoporre il paziente ad adeguati esami ematochimici prima e durante la somministrazione, se l'assunzione dei farmaci suddetti abbia causato la morte del paziente.
Cassazione Penale, sez. IV, 28 maggio 2003, n. 35603

 

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Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato  un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle industrie farmaceutiche.

In aumento le denunce contro i medici per responsabilità professionali


Morire di una malattia curabile: Accade, purtroppo non raramente, di morire per un errore medico (secondo le statistiche il 5%)  la chiamano morte iatrogena.  Ogni mese vi sono morti di questo genere, ma le si “archiviano” subito…

E' di questi giorni Giu. 2008 - http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=19630

La malattia è denaro. Lo scrive il giudice di Milano. «La sofferenza cagionata da inutili se non dannosi interventi chirurgici - sottolinea il gip nell'ordinanza di custodia cautelare - diventa il mezzo per procurarsi i guadagni». Quanto, con quali mezzi e con che indifferenza alle vicende umane, lo raccontano le intercettazioni telefoniche.

Se penso che c'è gente con la laurea che spesso demonizza i metodi alternativi quando invece il marciume è sotto i loro occhi ovvero dove dovrebbe regnare la legalità,  regnare=imperare.
Detto questo non è strano demonizzare un metodo alternativo ma demonizzarlo solo perché il paziente in seguito muore anche se lo ha sperimentato di sua spontanea volontà è evidente che i pregiudizi regnano sovrani.
E' evidente che la volontà del paziente non conta, conta solo la volontà del medico.
Ma perché mai un paziente deve seguire sempre e comunque il medico visti gli attuali e presenti gravi limiti, delle cure ufficiali ?

Se un paziente muore perché ha sperimentato un metodo alternativo (di sua spontanea volonta') il paziente e quel metodo vengono demonizzati, mentre se il paziente muore dopo che ha seguito il consiglio del medico di stato, la colpa non è né del medico  né del metodo e neppure dello stato........ma sicuramente la colpa sarà della malattia e della sfortuna.

Questi fatti, se saranno confermati, dimostrano quanto la nostra società sia piena di farabutti ed ipocriti ma soprattutto di lupi da una parte e di pecore dall'altra indipendentemente dal fatto che si tratti si persone appartenenti a settori ufficiali o alternativi.

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Nella pratica clinica una grande quantità di indagini, ricoveri e interventi sono inutili, dispendiosi o dannosi. Ciò si deve a scelte degli operatori sanitari: ogni anno migliaia di bambini sono sottoposti ad un gran numero di test consolidati dalla routine, scientificamente infondati ma largamente praticati. Alla base del fenomeno il consumismo sanitario, un senso di onnipotenza della medicina, la paura e l'insicurezza degli "utenti", la moltiplicazione dell'offerta sanitaria, la carenza di Health Literacy.

Morire di una malattia curabile: Accade, purtroppo non raramente, di morire per un errore medico (secondo le statistiche il 5%)  la chiamano morte iatrogena.  Ogni mese vi sono morti di questo genere, ma le si “archiviano” subito…
A Firenze, per esempio, è morta da poco una bambina di 11 anni per appendicite non diagnosticata. La notizia ha meritato solo un piccolo spazio nella cronica locale.
In questo caso, come negli altri casi di lutto per errore del medico che non si macchia della "colpa" di essere esperto in medicine complementari, la colpa non è della medicina o della chirurgia, è del medico. Ma quando capita di morire per colpa di un medico omeopata o che consiglia le medicine naturali e/o di guaritore, di un ciarlatano, ecco che le vitamine,  ed i rimedi naturali divengono i colpevoli ed il colpevole accusato di "abusivismo dell'arte della medicina" e tutto viene anche facilmente legato sui mass media  all’ "omeopatia"......Mag. 2008

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Gli errori in medicina causano più vittime degli incidenti stradali, dell’infarto e di molti tumori.
Degli 8 milioni d’italiani che ogni anno vengono ricoverati in ospedale, il 4% (320.000) invece di venire curato subisce danni più o meno permanenti alla salute (Metro, 12 giugno 2002).
Si stima che almeno 90-100 persone ogni giorno (tra 14 mila e 50 mila all’anno) muoiono in Italia per gli errori dei medici: scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste in sala operatoria (Il Corriere della Sera, 17 settembre 2004).

Gli errori in corsia uccidono piu' degli incidenti stradali, del cancro al seno e dell'Aids. Almeno negli Stati Uniti, dove "nel 2005 le persone morte per errore medico sono state 90mila, contro le 43mila vittime dell'asfalto, le 42mila del tumore alla mammella e le 16mila dell'Aids". E "non c'e' ragione di pensare che la situazione non sia la stessa anche in Italia". Lo ha affermato Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto farmacologico Mario Negri di Bergamo, intervenuto oggi a Milano al convegno (2008) 'Il contenzioso medico-paziente, un crescente problema culturale, etico ed economico".

Italy -
Il 6% dei pazienti muore per errore medico
Il dato, impressionante, emerge da un simposio internazionale di sanità in corso vicino a Varese (Gen. 2008).
Presenti anche magistrati 
In Italia ogni anno muore in media oltre il 6% dei ricoverati in ospedale per errori medici. Una cifra impressionante, ma che non stupisce, per la quantità di casi di malasanità di cui si viene conoscenza. Il dato è stato diffuso in apertura del Sesto simposio internazionale di salute pubblica, in corso a Villa Porro Pirelli di Induno Olona (Varese). Organizzato dall'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Varese in collaborazione con altri Ordini dell'insubria è una riflessione sul tema:
«La medicina centrata sulla sicurezza del paziente» e vede la partecipazione non solo di medici, ma anche di magistrati.
RILEVAZIONE
Il rischio di errore medico rappresenta oggi un «buco nero» dei sistemi sanitari, pur avanzati.
Il simposio vuole lanciare proposte affinché il medico che sbaglia non si nasconda ma evidenzi lo sbaglio per poterlo studiare. In Italia, come nella maggior parte dei paesi europei, non esiste una rilevazione a livello nazionale sugli errori medici

700.000 infezioni negli ospedali
Questi errori costano alla comunità ben 10 miliardi di euro all’anno. Si calcola che circa 700.000 infezioni vengono contratte ogni anno negli ospedali, una percentuale che corrisponde quasi al 15% dei ricoverati.
Il maggior numero di errori si commette in sala operatoria, nei reparti di degenza, nel dipartimento di urgenza e in ambulatorio.
Le 4 specializzazione incriminate risultano essere: ortopedia e traumatologia, oncologia, ostetricia e ginecologia, chirurgia generale. A conseguenza dei danni procurati circa 50.000 denunce sono state depositate presso il Tribunale dei Diritti dell’Ammalato. Quello che sorprende è la ripetitività degli stessi errori negli stessi posti.

Ospedali pericolosi quanto le strade
Dal Corriere della Sera del primo febbraio 2004 leggiamo che in Italia l’80% dei dottori, nell’arco di 20 anni di attività, è indagato almeno una volta. Mentre su Leggo del 25 maggio 2005 troviamo: “La guerra contro l’Iraq? Una passeggiata” in confronto ai danni causati dall’apparato medico-ospedaliero. Gli ospedali sono pericolosi almeno quanto le strade, e costano alla comunità più o meno quanto una mini legge finanziaria. Recentemente il 26 gennaio 2005 Metro così titolava la prima pagina: "Uno su tre intossicato da farmaci usati male".

Quando i medici scioperano i morti diminuiscono
Da notare che i dati sopra si riferiscono solo alle degenze ospedaliere. Mancano dati volti ad appurare gli effetti dei farmaci su scala sociale, visto che la morte è solo la punta dell’iceberg dello stato terminale di una patologia.
Tra le mie carte ho sempre tenuto da parte un articolo ritagliato da un giornale di qualche anno fa, dal titolo “Quando i medici scioperano i morti diminuiscono”. L’articolo, a firma di Robert Mendelson dice: “Quando i dottori scioperano, in tutto il mondo, si ottiene lo stesso risultato: diminuisce il tasso di mortalità”.

Tra i vari scioperi che elenca l’articolista è interessante quello avvenuto in Israele, in cui negli 85 giorni di durata il tasso di mortalità si è abbassato del 50%. Ciò ha provocato una grave preoccupazione tra gli impresari di pompe funebri che hanno intrapreso uno studio di propria iniziativa ed hanno scoperto che il periodo precedente in cui il tasso di mortalità si era ridotto a tal punto era stato vent’anni prima, durante l’ultimo sciopero dei medici.

L’articolista termina con la domanda (che condivido e auspico): Non sarebbe una buona ragione istituire uno sciopero permanente dei medici ?
By Franco Libero Manco


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IMPREPARAZIONE dei Medici in genere ma e sopra tutto dei medici vaccinatori
Ci dispiace vedere i "medici", fare certe affermazioni contro le Medicine Naturali, cio' non ci meraviglia  molto, visto il livello medio di preparazione degli attuali medici del sistema sanitario ...

Vi segnaliamo, come esempio, un medico che al contrario  e’ ben preparato, (medico in pensione che non ha paura di dire la Verita' sulla preparazione dei suoi "colleghi" e sullo stato di ignoranza della sanita' mondiale....)
vedi: ../curriculum_stagnaro.htm

Riflessioni sui Danni dei Vaccini:
1 - Forse questi medici vaccinatori non sanno, che iniettando una soluzione tossica come i vaccini.
vedi ../vaccini/contenuto_vaccini.htm - direttamente nel sangue, su SALTANO TUTTE le difese immunitarie che la Natura ha inventato da milioni di anni, per preservare e mantenere SANA la specie umana.

2 - I Vaccini saltano TUTTE le normali difese immunitarie,  intossicando, generando infiammazioni, Malfunzioni e Mutazioni genetiche occulte, in ogni soggetto vaccinato, le reazioni infiammatorie anomale (piu' o meno gravi) create,  e quindi anche reazioni anomale del Sistema Immunitario,  questo perche' il S.I. viene anomalmente stimolato, es.: e' come inserire un virus in un sistema informatico - software di un PC - il software va in confusione e non funziona mai PIU' bene per tutta la vita del PC...(il sistema immunitario si comporta proprio con un software in un PC) facendo pero’ felici le case farmaceutiche, le strutture ed i medici che vedranno in continuazione il malato....per l'aumento del mercato dei malati per la quantita’ e  la qualita’ delle malattie)vedi: ..g/vaccini/immunodepressione_vaccino.htm
../business_farm.htm

3 - Evidentemente questi medici non conoscono, purtroppo anche questo: la differenza fra una soluzione fisiologica ed il minestrone (vaccino) che essi propongono  e che sicuramente contenente "proteine tossiche"... provenienti per  esempio, per il vaccino per la Poliomielite, dai rene delle scimmie verdi africane portatrici sane del virus dell’Aids….

4 - Quindi non si puo' sapere cosa puo' succedere al soggetto "iniettato" da quelle porcherie vaccinali...senza contare i contaminanti,  per esempio contaminazione da SV40 = altissima probabilita’ di contrarre il tumore della pleura…
vedi ../vaccini/SV40_neivaccini.htm

5 - Questi virus o batteri nocivi dei vaccini, anche se attenuati in formaldeide (prodotto Canceroso), che generano SEMPRE Malfunzioni,  possono rimanere "latenti" per tutta la vita per poi ri-esplodere con tutta la loro virulenza, in uno stato febbrile.... e cio’ avviene anche per le mutate condizioni del Terreno-Matrice fisiologico del vaccinato:

6 - Oppure generare Mutazioni Genetiche occulte - vedi portatori sani – mutazioni anche trasmissibili alla prole. Le mutazioni avvengono in genere negli alleli siti nei mitocondri.... ecc.ecc.

vedi DANNI dei VACCINI:
vedi: ../vaccini/immunogenetica.htm
../vaccini/mutazioni_genetiche.htm

7 - Se questi medici si informassero, solo un poco e meglio, cosa che per ora NON hanno ancora fatto, ma hanno stupidamente "creduto per fede" ai "religiosi" che li hanno indottrinata (i loro professori all'Universita') sulle statistiche VERE, (in Italia quelle ISTAT) che pero’ sono state cancellate dai files del sito dell'ISTAT (chissa perche' ?...), statistiche che avevamo personalmente (negli anni 80-90) copiato dall'Annuario Statistiche Italiane, edito dall'ISTAT stesso, dati che abbiamo pubblicato nel ns Portale da anni, nella pagina: ../vaccini/Istatvaccino.htm - vedrebbero cosa e' veramente successo nella popolazione, con i vaccini....
Dovrebbero anche leggersi l'elenco degli oltre 1.000 STUDI scientifici dimostrativi dei VERI danni dei Vaccini ! vedi: ../vaccini/1000_studi.htm  ....e potremmo continuare a trovare Loro carenze di formazione....
../vaccini/vaccini_base.htm
../vaccini/vaccini_base2.htm
../vaccini/vaccini_base3.htm
../vaccini/uranio_passaniti.htm
../uccisi_daifarmaci.htm

Cari medici vaccinatori, Vi invitiamo  a RIFLETTERE ed a STUDIARE su questo grave ed importante tema: Danni dei VACCINI.


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Continuano purtroppo in Italia gli attacchi mediatici vergognosi ai Medici che non seguono in Scienza e Coscienza (e per il Bene delle persone sofferenti) i dogmi della medicina ufficiale.
Dogmi imposti dall'establishment corporativo delle multinazionali del farmaco che controllano le istituzioni e le baronie universitarie.
Oggi per Decreto legislativo un medico non può "curare", pena sanzioni, il cancro con metodi diversi da quelli ufficiali: chemioterapia, radioterapia e chirurgia !
E questo nonostante i dati epidemiologici delle cure ufficiali dicano che a 5 anni dal trattamento la sopravvivenza è del 2,3% - 2,5%: 
Vedere us: PubliMed - By Morgan, "A Clinical Oncology" - studio su 225.000 persone seguite per 14 anni e nei 22 casi di tumore piu' frequenti.

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SANITA’ - Ministro TURCO: REMUNERARE MEDICI in BASE a QUALITA’ CLINICA

(AGI) - Cernobbio (Como), 10 Nov. 2007  
Legare la remunerazione dei medici alla valutazione della loro qualita’ clinica: lo ha proposto il ministro della Salute, Livia Turco, nel corso del suo intervento al secondo Forum ‘Meridiano sanita’ sulla medicina primaria in svolgimento a Cernobbio. Mi sembra - ha detto il ministro - di particolare interesse la sperimentazione di forme di ancoraggio della remunerazione degli operatori sanitari, primi tra tutti i medici di famiglia, alla qualita’ clinica; penso che sarebbe interessante mettere in cantiere anche nel nostro Paese qualcosa di analogo. E penso - ha aggiunto - che quel sistema di valutazione, per quanto riguarda la medicina generale e, piu’ in generale, la medicina del territorio, potrebbe essere basato sulla capacita’ di valutare la efficacia della resa in carico delle cronicita’, per esempio attraverso l’attenzione alla capacita’ di prevenire, per quanto possibile, le complicanze”. ma non solo: “accanto a questi elementi, strettamente collegati alle cronicita’, se ne potrebbero collocare altri, a sostegno di un rinnovata attenzione in favore della prevenzione, tanto per quanto riguarda gli screening che per quanto attiene alla informazione sugli stili di vita”.
Per il ministro “se, come professionista, sono valutato per la mia capacita’ di raggiungere prioritariamente una serie di obiettivi, cio’ significa che quelli stessi obiettivi e le politiche che ad essi sottendono sono stati concordati con i diversi livelli di governo e rappresentano le priorita’ vere del sistema. E’ evidente - ha proseguito il ministro della Salute - che decisioni di questo genere devono essere accompagnate dalla capacita’ del sistema di mettere la medicina generale, e il sistema delle cure primarie nel suo complesso, nelle migliori condizioni per raggiungere quegli stessi risultati; ma sono convinta che sia giunto il momento per mettersi su questa strada e spero, a questo scopo, in una disponibilita’ diffusa”.
Infine, un accenno anche per quanto riguarda la riforma del Piano sanitario: “Se avremo l’opportunita’ di farlo, innoveremo il modo di fare il Piano nazionale puntando sui determinanti della salute, sulla intersettorialita’ e sull’integrazione professionale”.
(AGI)- Dan/Aug

Tratto da: http://www.stato-oggi.it/archives/00072937.html

Commento NdR:  Molto meglio sarebbe obbligare i medici alla Certificazione di Qualita’ per ogni  loro intervento cosi’ se risultano incapaci a sanare i loro pazienti, li si obblighi a cambiare mestiere…ne va della saluti di tutti noi…e della salute finanziaria delle casse dello stato…..

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Le nozioni appesantiscono il pensiero...
[da: Satanarium, Baden-Baden, 1918, ora Ed. Il Saggiatore]
Preferisco diventare spaccapietre o girare il mondo da vagabondo piuttosto che diventare funzionario statale. E ora addirittura funzionario medico.

17 aprile...
Le nozioni appesantiscono il pensiero. Si passa davanti a un albero da frutto, si vede del vischio tra le fronde e subito si sentenzia che la forza dell'albero è stata succhiata dai parassiti. Solo più tardi viene in mente che l'albero è coperto di una fioritura bianca dall'alto in basso: prova inequivocabile che il nostro giudizio era errato. L'evidente malattia dell'albero non ne ha danneggiato la vitalità; questo lo vediamo e per quanto normalmente si consigli di eliminare il vischio, non mi risolverei a farlo. Questo non migliorerà in un futuro prossimo la resistenza dell'albero, al massimo si potrebbe sperare di mantenerne più a lungo la fertilità attraverso l'eliminazione dei parassiti. Il mio pensiero mi porta però a supporre che questo albero abbia bisogno dei parassiti per sopportare la vita; che attraverso le operazioni che dovrebbero guarirlo si ammali veramente.
Cose analoghe penso riguardo agli uomini. Non è bene estirpare radicalmente e subito ogni sintomo, ogni nuova formazione, ogni gonfiore, anche se passa per pericoloso. "Fretta con indugio" è una frase che non si dovrebbe dimenticare e il troppo-tardi, di cui i medici parlano così tanto, in verità non si verifica quasi mai. "Troppo tardi" è l'espressione di cui si servono la paura dell'impotenza e il delirio di onnipotenza. In altri uomini è perdonabile, nei medici solo comprensibile; in questo modo essi si tutelano nei confronti di ritorsioni per eventuali fallimenti, e credono di accrescere la propria reputazione con un fortuito caso di guarigione.
La malattia contiene in sé il tentativo dell'organismo di guarire; in un certo senso si può dire che talvolta la malattia è salute. Le vie della natura divina sono misteriose, indomabili e imperscrutabili. Più invecchio, più evito l'intervento rapido e maggiormente divento diffidente nei confronti di tutto ciò che ho imparato, e ciò che ritengo vero, proprio perché lo ritengo tale, lo considero un dubbioso problema.
Mi è stato detto che l'edera, quando si avvinghia serratamente all'albero da ogni parte, lo uccide a poco a poco, e lo stesso si dice della vite canadese. Ma ogni volta che cammino per strada imparo una cosa nuova, e vedo veramente di quando in quando alberi coperti di viticci e intristiti, ma ne vedo altrettanti, e forse più, che esulano da questo caso. Soprattutto, però, vedo come diventa bello l'albero quando è avvolto nel rosso ardore del pampino avvizzito, o quando i grappoli blu dei glicini pendono dai rami, quando rose bianche si innalzano, arrampicandosi, sulla sua chioma, o quando, d'inverno, il verde dei rami di vischio si staglia dalle sagome sfrondate. Per queste bellezze si sacrifica un po' di legname da costruzione.
Pericoloso per gli alberi è propriamente solo l'uomo. Fa male, adesso, andare per boschi; gli uomini hanno ucciso talmente tanti alberi, e passa molto tempo prima che un albero ricresca. Molto più di quanto occorra agli uomini.

1 maggio...
A Berlino, nel 1895, su un milione di persone, 595 sono morte di difterite, nel 1905 solo 154.
Nel 1895 è stata introdotta la sieroterapia  (NdR: Somministrazione ad un individuo affetto da una certa malattia,  di siero (simile ai vaccini) di un altro individuo, o di un animale, contenente elementi contro l'agente che ha causato la malattia); dunque la diminuzione è da attribuire alla sieroterapia. Invece no.
Perché dal 1885 al 1895 lo stesso numero è diminuito da 1514 a 595, senza sieroterapia.
E a darne prova è il fatto che il numero dei casi di difterite si è ridotto da 4100 a 1157 nel 1895-1905 (calcolato su un milione di persone). Conseguentemente, la percentuale dei decessi, rispetto a quelle delle malattie, si è ridotta della metà.
Nel 1905, però, era quasi come nel 1895. In altre parole, la statistica ha dimostrato a coloro che credono nell'efficacia del siero che questo non serve a niente. Questa impressione viene rafforzata dal fatto che in Inghilterra, dopo l'introduzione del siero, la percentuale dei decessi è aumentata. I contagi, a seconda del loro pericolo, si muovono seguendo delle curve. In Germania l'introduzione del siero ha seguito il ramo discendente della curva di pericolosità della difterite, in Inghilterra quello ascendente.
Tratto da:
http://www.traccefresche.info/monografie/nasamecu.html

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“Nemesi medica” il libro di Ivan Illich e' un vero e proprio incitamento a ribellarsi contro la dittatura della medicina allopatica - Il Diritto al Benessere !

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Ivan Illich fu un critico acuto e radicale delle istituzioni moderne.
Anticipò i no global e scrisse vari libri nei quali attaccò molti presupposti, dati allora per scontati, nel campo della medicina, dell'istruzione e della religione.

Nel 1976 scrisse "Nemesi medica", in cui contestava la medicina ufficiale e l'estensione del suo potere sulla società. Il saggio si apre con un'affermazione forte e provocatoria: "La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute".
Per Illich la medicina provoca non solo essa stessa la malattia (iatrogenesi) ma diventa una macchina per creare consumatori incapaci di avere consapevolezza e saper autogestire la propria salute.

Essa infatti produce di continuo nuovi bisogni terapeutici e, via via che l’offerta di sanità aumenta, si generano nuovi problemi e malattie.
Illich si batté contro il sistema ospedaliero e l’ossessione della salute perfetta.
Famosa la statistica con cui mostrò che, in seguito a uno sciopero ospedaliero in Francia, senza medici c’era stata una sensibile diminuzione di decessi.
Per Illich ci sono tre tipi di iatrogenesi: quella clinica, quella sociale e quella culturale.
Nella prima egli sottolinea come le presenti cure mediche, lungi dal guarire l'individuo dalla malattia, funzionano a loro volta da agenti patogeni. Spesso, infatti, sono i farmaci, i medici e gli ospedali a causare malattie di vario tipo, ancora più di batteri, virus o altre cause note.
La seconda si manifesta attraverso i sintomi di supermedicalizzazione sociale, quando la cura della salute si tramuta in un prodotto industriale, stabilendo inoltre che cosa è "deviante" rispetto al concetto di salute.

A questo proposito Illich afferma che le cure mediche essenziali possono essere prestate anche da persone non specializzate, sono facili da apprendere e costano poco, mentre l'iperspecializzazione ha un costo altissimo e, inizialmente destinata a pochi, si pretende che venga estesa a sempre più gente, senza che ve ne sia reale necessità provocando, appunto, una progressiva medicalizzazione dei bilanci statali.
La iatrogenesi culturale infine "distrugge nella gente la volontà di soffrire la propria condizione reale". La civiltà medica ha ridotto il dolore a problema tecnico e lo ha privato del significato personale, trattandolo allo stesso modo per tutti.

Invece il dolore è il sintomo di un confronto con la realtà e non può essere "oggettivamente misurabile". L'uomo occidentale, secondo Illich, ha perso anche il diritto di presiedere all'atto di morire e viene espropriato della libertà di scelta su di sé e sulla propria salute.
Illich auspica invece che "nessuna assistenza dovrà essere imposta a un individuo contro la sua volontà. Nessuna persona, senza il suo consenso, potrà essere presa, rinchiusa, ricoverata, curata o comunque molestata in nome della salute".

I problemi e i limiti della medicina occidentale che egli aveva individuato si esplicano oggi nella grande manipolazione operata dalle multinazionali farmaceutiche, che crea non solo nuovi ammalati ma, con la complicità del potere politico, mira ad escludere del tutto la possibilità di una reale prevenzione e la libertà di scelta terapeutica.
Senza una presa di coscienza profonda e un rifiuto che parta da noi stessi, l’oggetto di questa manipolazione, la realtà oggi rischia di essere ancora peggiore di quanto Illich avesse potuto prevedere.
By Luigi Gallo
Sito italiano su Ivan Illich: http://www.altraofficina.it/ivanillich/
 

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Le RESPONSABILITA' del MEDICO

Si sente parlare spesso di responsabilità del medico anche se sarebbe più corretto discutere di responsabilità medica o sanitaria poiché oggi i casi di c.d. malasanità sono certamente più complessi ed investono sempre più spesso la struttura sanitaria nella quale operano i singoli medici e  paiono connotati anche da difetti d'organizzazione significativi.

Sempre più spesso l'imprudenza è alla base della responsabilità e la colpa medica, terminato il percorso che ha condotto alla contrattualizzazione  del settore, è connotata da profili più lineari e il percorso verso la sua affermazione, anche sotto il profilo risarcitorio, risulta oggi meno complesso per il malato che ritenga di aver subito un danno.

Basti riflettere sull'onere della prova che, nella responsabilità contrattuale, insiste di fatto sul medico e/o sulla struttura, poiché al malato è sufficiente allegare la responsabilità e dimostrare il danno per far ricadere sul medico l'onere di dimostrare di aver ben adempiuto al contratto di cura; se tale prova contraria non è raggiunta, la domanda del paziente viene accolta.

Anche l'interpretazione dell'art. 2236 cod. civ., un tempo baluardo della difesa dei medici, oggi svuota di significato la c.d. limitazione di responsabilità ivi prevista poiché è ormai pacifico che la norma non sia altro che una specificazione del concetto di diligenza speciale, stabilito dall'art. 1176 cod. civ., laddove il criterio di responsabilità, come è noto, impone che il giudizio sia condotto tenendo conto della natura del caso: va da sé quindi che, qualora il caso sia di particolare difficoltà, perché per esempio non studiato a sufficienza, anche la pretesa di  perizia, e quindi di capacità tecnica, sia commisurata alla difficoltà della prestazione; nulla di più, a ben vedere, di quanto previsto già dall'art. 1176, II comma, cod. civ, italiano.
Più semplicemente: lo spauracchio, per il paziente, di una limitazione secca di responsabilità solo per colpa grave o dolo del medico è stato pressoché demolito dalla Corte di Cassazione.

Altra frontiera della responsabilità consiste nella valorizzazione del dovere d'informare il paziente così da consentirgli di autodeterminarsi alla cura liberamente. Il consenso informato, troppo spesso burocratizzato e svuotato d'ogni effetto, diventa invece protagonista del contratto di cura e la violazione del dovere d'informare può far fallire il rapporto.

E' fondamentale, nel percorso di accertamento della responsabilità, la consulenza medico legale che dovrà chiarire al malato gli estremi dell'eventuale errore, il nesso di causa con il danno lamentato e la consistenza di quest'ultimo,  consentendo al giurista esperto di responsabilità medica di valorizzare la colpa ed il danno anche in conformità alla miglior giurisprudenza sul danno non patrimoniale - esistenziale.

Per quanto sia preferibile agire entro cinque anni dal fatto, per potersi avvalere anche del titolo di responsabilità extracontrattuale, il limite entro il quale l'azione contrattuale si prescrive è di dieci anni; sotto  il profilo penale, ove esistano i presupposti per richiedere l'intervento della Procura della Repubblica, è necessario agire entro tre mesi dalla conoscenza del fatto di reato, previa consulenza che chiarisca se tale iniziativa sia proficua poiché non è certo indispensabile per conseguire  il risarcimento del danno e la colpa medica, in sede penale, è dominata da regole di minor vantaggio per il malato.

Anche la tradizionale distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato sta vivendo una fase che pare preludere al suo definitivo superamento: il criterio di responsabilità rimane comunque, per tutte le obbligazioni, quello dell'art. 1176 cod. civ., e quindi quello della diligenza speciale sotto la cui lente dovranno quindi essere lette le condotte professionali.
Piuttosto, la crescente attenzione per la centralità del dovere  d'informare sposta l'attenzione sul patto, consentendo di valutare anche le promesse che sono state rivolte al paziente per fare emergere eventuali negligenze nella stessa informazione meritevoli d'essere stigmatizzate.
In particolare ciò accade per la chirurgia estetica e per gli interventi odontoiatrici spesso ricollegati più ad esigenze estetiche/edonistiche che di salute; in tali casi suggeriamo ai pazienti di pattuire per iscritto la consistenza dell'intervento ed il risultato promesso, così da poter verificare ex post se le promesse siano risultate vane.

Le CONSULENZE dell'UNIONE - In considerazione delle specificità che normalmente caratterizzano le singole situazioni e la necessità di sottoporre a verifica ciascuna di esse, al fine di poter correttamente indirizzare e consigliare i propri associati, l'Unione Nazionale Consumatori mette a disposizione un indirizzo di posta elettronica dedicato( colpamedica@consumatori.it ) per coloro che necessitassero di assistenza personalizzata.


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Dottore,  si trovi un’avvocato !
Gli errori fanno decine di migliaia di vittime. E nei tribunali italiani sono in corso 12 mila cause intentate da pazienti. La colpa ? Più che dei singoli, è della cattiva organizzazione e del ritardo nelle strutture (*)

Garze dimenticate nella pancia dei pazienti. Amputazione di un arto al posto di un altro. Somministrazione di farmaci errati, perché il medico ha scritto la ricetta con grafia incomprensibile. Diagnosi sbagliate.
La nuda realtà dei fatti tratteggia una realtà che spaventerebbe anche gli animi più fiduciosi.
Secondo il Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni, sorto all'interno del Politecnico di Milano) in Italia si verificano ogni anno tra i 14 mila e i 50 mila decessi attribuibili a errori medici: considerando una media di 35 mila morti, la cifra è uguale alle vittime di infarto. Adolfo Bertani, che del Cineas è il presidente, commenta: "Se la percentuale di rischio, in aeronautica, fosse analoga a quella degli ospedali, nessuno salirebbe più su un aereo".
Intanto, però, i cittadini si ribellano: nei tribunali italiani sono in corso 12 mila cause di richiesta di risarcimento danni, per un importo di oltre 2,5 miliardi di euro; una situazione ancora distante da quella che si è venuta a creare negli Stati Uniti (vedi box), ma comunque indicativa di una tendenza.
"Sono già apparse pubblicità di studi legali che invitano potenziali clienti con slogan del tipo: "Se il medico sbaglia, ci pensa l'avvocato XY"", dice Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Amami, l'Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente. "E pure su Internet, cominciano ad apparire pagine dello stesso tenore".
Anche se in Italia, per esempio, è ancora marginale la figura dell'avvocato che batte gli ambulatori dei Pronto Soccorso, per convincere le vere o presunte vittime della malpractice a intentare cause miliardarie contro i medici negligenti. "Credo che la sua esistenza appartenga più alle leggende metropolitane che alla realtà", osserva Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanza attiva.
Ma, a volte, le leggende la dicono lunga. Disposti a trattare. A certe condizioni.
La realtà, in effetti, è in rapida evoluzione. "Il contenzioso tra medici e pazienti è in aumento", spiega l'avvocato milanese Luigi Mariani, che da una quindicina d'anni si occupa di questi problemi. "Per due motivi: anzitutto, il medico non è più considerato un guru intoccabile ed è cresciuta la consapevolezza dei diritti.
Un tempo il dottore poteva fare ciò che voleva, pur di salvarti, anche contro la tua volontà. Oggi questo è inaccettabile. In passato, inoltre, poteva essere processato solo per colpa grave; ora, anche per motivi legati a negligenza e imprudenza.
Ciò detto, da noi non si è ancora formata una categoria di avvocati specializzati in questa materia, e io stesso ho cominciato un po' per caso. Ma prima o poi dovrà accadere: questo tipo di contenzioso richiede, da parte dei legali, una preparazione specifica".

Nel frattempo, c'è molta confusione. È impossibile, per esempio, sapere quanta parte del contenzioso medici-pazienti si risolve con cause penali e quanta con cause civili. "Quando un dottore sbaglia non viola alcun articolo specifico di legge, e il suo errore viene equiparato a quello di un automobilista che investe un pedone: tutto va a finire in un'unica scatola, che impedisce statistiche precise. Però sappiamo con certezza che, su 15 mila cause, solo 5 mila si concludono, ogni anno, con la condanna del medico".
Il Tribunale per i diritti del malato diventa così, per forza di cose, un buon punto di osservazione, visto che la sua sede nazionale raccoglie circa 15 mila segnalazioni di errori medici e le sedi periferiche altre 50 mila ogni anno. "Neppure noi, però, possediamo statistiche precise", spiega ancora Stefano Inglese. "Posso dire, tuttavia, che suggeriamo alla persona danneggiata di imboccare la strada della causa penale solo quando siamo di fronte a un atteggiamento di totale chiusura da parte dei medici e delle istituzioni sanitarie.
Questo iter favorisce solo gli avvocati, e intrappola il paziente in un iter legale lungo, costoso e dall'esito spesso incerto". "C'è un solo modo per giungere a una soluzione", interviene ancora il presidente dell'Amami: "Fare come a Trento: qui è sorta una camera arbitrale di conciliazione, dove il paziente può esporre il proprio caso di fronte ai rappresentanti dell'Ordine dei Medici e delle associazioni che difendono i cittadini.
Se l'accordo raggiunto non lo soddisfa, può rivolgersi al tribunale.
A Trento il contenzioso si è ridotto in modo drastico, e l'esperienza è diventata il modello per un progetto di legge che sta per entrare in discussione, e che è stato presentato dal senatore Antonio Tomassini di Forza Italia".
Un problema sta a monte di tutto: i medici, prima di intervenire, sono tenuti a informare i pazienti di ciò che intendono fare e di quali possono essere i rischi e le conseguenze del loro operato.
Ma questo non sempre accade nel modo giusto. "Il consenso informato non è una formalità, che può essere risolta facendo firmare alla persona un documento incomprensibile", sostiene l'avvocato Luigi Mariani.
"Eppure i dottori sono ancora refrattari a considerare che il paziente, se lo desidera, può perfino rinunciare alle cure. Non lo dico per pedanteria ma perché, di fatto, molte cause nascono dall'arroganza e dalla mancanza di comunicazione". "Già: molti medici si chiudono in difesa, negano ogni responsabilità e cercano di impedire ai cittadini l'accesso alla documentazione necessaria", interviene Stefano Inglese.
"È un atteggiamento che complica le cose, perché i cittadini si sentono derisi, e decidono di ricorrere in tribunale anche per problemi che potrebbero essere agevolmente risolti in altro modo. Per questo la nostra associazione offre gratuitamente la perizia medico legale, il primo passo per capire se vi è stato un errore e come conviene procedere.

È un lavoro di filtro molto importante: a volte lo sbaglio può esserci davvero, ma è difficile da dimostrare, e in questi casi è inutile ricorrere ai giudici. Ma quando l'errore c'è, e il medico lo riconosce, i cittadini si dimostrano disponibili a trattare e a chiedere risarcimenti meno onerosi".
Molti, naturalmente, si chiedono quale sia la radice del male. Pochi dubbi: la disorganizzazione.  (*)

Al Cineas sostengono che il 30 per cento delle risorse destinate alle strutture ospedaliere finisce in sprechi. Così, secondo un'indagine svolta da Makno per Cineas, tra il personale medico e paramedico, metà degli errori non è attribuibile all'imperizia dei singoli, ma al malfunzionamento del sistema.
"Per fortuna le cose iniziano a cambiare, altrimenti gli ospedali sarebbero inassicurabili", racconta Enrico Bertagna, rappresentante generale per l'Italia dei Lloyd's di Londra. "Troviamo realtà incredibili.
Per esempio, archivi cartacei che non comunicano con quelli informatizzati. Spesso è difficile perfino rintracciare la cartella clinica di un paziente. Non è raro che la direzione non sappia neppure quanti errori legati a malpractice si sono verificati, o da quante persone è stata chiamata in causa".
Il rimedio, secondo molti, consiste nel diffondere la figura del risk manager, un professionista in grado di scoprire le aree a maggiore rischio (oggi le ricerche indicano nei pronto soccorso e nelle sale operatorie i luoghi più pericolosi) e di indicare le soluzioni tecniche e organizzative.

Una figura già all'opera in 23 strutture ospedaliere italiane. "È un facilitatore di innovazione, ma molti medici lo vedono con fastidio, come un controllore", sostiene Adolfo Bertani.
Certe volte basterebbe un computer e poi, occorre informatizzare. "È un passo importante.
Il cattivo uso dei farmaci, per esempio, inizia quando entrano in magazzino", sostiene Stefano Inglese. "L'anno scorso sono morti due pazienti per uno scambio di fiale che non avevano neppure uno straccio di codice a barre.

Carrelli informatizzati (sono già in uso in alcuni Paesi) permetterebbero di eliminare gli errori più grossolani.
Ma insisto nel dire che è sbagliato criminalizzare i medici. Bisogna, se mai, analizzare con precisione lo stato delle cose.
Quando conosci gli errori, con quale frequenza si sono verificati e in quali reparti, già hai individuato i settori in cui è urgente intervenire. Lo stesso vale per gli "eventi sentinella", cioè quelli che potevano essere errori e che, per fortuna, non lo sono diventati.

Se il personale medico e paramedico discutesse regolarmente, serenamente e a porte chiuse, come si fa in molte aziende, gli errori emergerebbero più facilmente, e più facilmente verrebbero corretti". "In effetti dobbiamo stare attenti a non diffondere l'idea che saranno le assicurazioni a salvarci", osserva Giuseppe Rocca, vicedirettore scientifico del Policlinico di Milano. "Finiremmo con il ripercorrere l'esperienza degli Stati Uniti, che si è rivelata fallimentare.

Le assicurazioni vanno bene per gestire la routine, ma tutto salta di fronte a una Sars, o alle incessanti innovazioni tecniche, che fanno aumentare sempre di più il rischio. È come se i clinici stessero sparendo, e i medici si stessero trasformando in tecnici che usano le macchine. Oggi chi visita più il malato ?
Viene sballottato da un macchinario a un altro. Esce un nuovo strumento e lo si vuole usare sempre, a tutti i costi. Siamo vittime della fiducia nella tecnologia: quando il paziente subisce un danno o muore, non si capisce come mai.

La malpractice è tale solo nel 20 per cento dei casi. Il resto è disinganno di fronte alla magia delle macchine, e arroganza dei medici che nasconde la loro ansia".

Mitologie americane Gli Stati Uniti sono considerati il Paese in cui chi è vittima di errori medici riesce a ottenere risarcimenti plurimiliardari dalle assicurazioni, grazie a sentenze esemplari. Si tratta di un mito: la realtà è diversa. Secondo quanto sostiene il giornale Business Insurance, solo il 2 per cento degli americani vittima di malpractice denuncia il medico, e i risarcimenti pari a un milione di dollari riguardano solo il 4 per cento delle sentenze emesse.
Anche in questo caso, comunque, vengono riportati, in appello, a circa 235 mila dollari, tanto che in alcuni Stati, come il New Jersey, si sta pensando di fissare un tetto di 300 mila dollari.
Il sistema che regola le assicurazioni in campo medico è oggetto di polemiche incandescenti.
Le cause di malpractice si stanno moltiplicando, i dottori e le strutture ospedaliere sono costretti a pagare premi assicurativi sempre più onerosi.

Il risultato è una vera e propria rivolta. I medici del New Jersey, del Connecticut e di altri Stati hanno organizzato nel marzo scorso una manifestazione a Washington: le assicurazioni avevano imposto ai neurologi, per esempio, aumenti pari al 340 per cento nell'arco di cinque anni. In Pennsylvania, lo sciopero è stato solo minacciato.

A Las Vegas si sono licenziati 150 medici, costringendo il Trauma Center a chiudere per 10 giorni, mentre l'unico Trauma Center del Nevada ha dovuto chiudere perché se ne sono andati 56 ortopedici su 58: chiedevano una legge sulla responsabilità civile che limitasse i guadagni degli avvocati a un massimo di 250 dollari per processo.
Adesso la parcella ammonta al 30 per cento dei risarcimenti ottenuti. Nel New Mexico, 239 ospizi sono a rischio chiusura.

Nel West Virginia, ben trenta medici si sono licenziati dagli ospedali e la crisi si sta diffondendo nel Kentucky e nel Mississippi. Sulle assicurazioni gravano accuse infamanti: costringerebbero i medici a sborsare premi sempre più alti per compensare i mancati guadagni causati dall'aver investito in modo sbagliato i soldi dei premi giacenti. Resta il fatto, comunque, che alcune compagnie sono fallite o in via di bancarotta.

Intanto, l'American Medical Association ha segnalato che molti medici si stanno ritirando dalla professione proprio perché non sanno come risolvere il problema. Oppure, come in Nevada, emigrano in massa in California, dove i premi assicurativi sono più accettabili. In Australia le cose non vanno meglio: il 60 per cento dei medici sta pensando di mettersi in prepensionamento.
Tratto da: http://www.dweb.repubblica.it/dweb/2003/11/08/attualita/attualita/059dot37559.html

(*) Commento NdR: la frase "è (colpa) della cattiva organizzazione e del ritardo  nelle strutture",  ma questa e' solo una parte del vero problema, la maggior  parte di esso e' l'imperizia dei medici, i quali, istruiti da protocolli ed  insegnamenti universitari gestiti dalle multinazionali dei farmaci e  vaccini, per impedire loro di imparare TUTTE le tecniche sanitarie  possibili, NON riescono a sanare il malato, non per mala fede, salvo alcuni,  ma per ignoranza sulle varie e possibili tecniche da utilizzare, della  medicina naturale.
E quindi si sentono frustrati ed incapaci a sanare.
(P.S. la categoria degli psichiatri e dei medici e' una di quelle a piu' alto numero di suicidi...)


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Sono
90 al giorno i morti per malasanità in Italia
Indagini di anestesisti e giornali specializzati: il 50% dei decessi si poteva evitare.
Si punta ad un Osservatorio rischi

ROMA - Un dato e un convegno che fanno già discutere. Gli errori in medicina causano più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. Si stima che siano 90 i morti al giorno in Italia per sbagli commessi dai medici, scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste in sala operatoria.


I dati sono piuttosto vari, oscillano fra i 14 mila (secondo l'Associazione degli anestesisti) e i 50 mila decessi (secondo Assinform, editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo della sanità) ogni anno solo nel nostro Paese: il 50% si sarebbe potuto evitare. E 320 mila persone subiscono un danno, con un costo pari all'1% del Pil, ben dieci miliardi di euro l'anno.
Su questo bollettino pesante si confronteranno esperti, medici, rappresentanti di istituzioni e pazienti durante la prima Consensus Conference sul Risk Management in sanitá, il 23 settembre nella sede della Guardia di Finanza di Ostia a Roma. Obiettivo, costituire l'Osservatorio sui rischi sanitari e il database nazionale degli errori medici, ancora assenti in Italia.
 

L'INDAGINE - «Gli interventi di contenimento del rischi in sanitá - afferma Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute, durante la presentazione dell'iniziativa - devono interessare tutte le aree in cui l'errore si può manifestare durante il percorso clinico di diagnosi, cura e assistenza al paziente».
Un primo rapporto sugli sbagli in ospedale è stato realizzato dalla Commissione tecnica sul rischio clinico, istituita dal ministero della Salute. Il maggior numero di errori si commette in sala operatoria (32%), nei reparti di degenza (28%), nel dipartimento d' urgenza (22%) e in ambulatorio (18%). Le quattro specializzazioni più a rischio sono ortopedia e traumatologia (16,5%), oncologia (13%), ostetricia e ginecologia (10,8%) e chirurgia generale (10,6%).
Inoltre le cause pendenti nei confronti dei medici per presunti errori sono fra le 15 mila e le 12 mila l'anno, anche se si stima che i 2/3 dei sanitari vengano alla fine assolti. La richiesta di risarcimento danni (secondo i dati Ania, l'associazione che rappresenta le imprese assicuratrici) ammonta a 2,4 miliardi di euro l'anno.

Secondo le ultime informazioni "pare" che debbano rifare i calcoli.....e che i morti siano un po' meno; certo che abbiamo dei "veri esperti" nei posti di comando....
In aumento le denunce contro i medici per responsabilità professionali.

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La corporazione medica è diventata una grave minaccia per la salute.
L’effetto inabilitante prodotto dalla gestione professionale della medicina ha raggiunto le proporzioni di una epidemia.
La sofferenza, le disfunzioni, l’invalidità e l’angoscia conseguenti all’intervento della tecnica medica, fanno della medicina una delle epidemie più dilaganti del nostro tempo.
La mia tesi è che il profano e non il medico ha potere effettivo per arrestare l’epidemia da medicinali e cure mediche.
Solo un programma politico diretto a limitare la gestione professionale della sanità, può permettere alla gente di recuperare la propria capacità di salvaguardarsi la salute, e che tale programma è parte integrante di una critica e limitazione sociale del modo di produzione industriale.
(By Ivan Illich – “Nemesi Medica” – Re/Macro edizioni, Como)

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Rischio clinico e terapie farmacologiche.

Secondo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica, al primo posto tra le cause d'errore negli ospedali, principalmente in oncologia, si colloca con un preoccupante 40%, la somministrazione di farmaci sbagliati.
Un problema, quello del rischio farmacologico, ripetutamente segnalato e monitorato da SIFO, Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, che lo scorso anno a Catania ha dibattuto a lungo sul tema, nel corso del XXVI Congresso Nazionale, incentrato sul tema "Il rischio clinico: problemi, strumenti e priorità  per la sicurezza dei pazienti".
Catania è stata solo una tappa nel percorso di informazione e di proposte che SIFO ha intrapreso già dal 2004, con pubblicazioni e giornate di studio che hanno visto - e vedono - i farmacisti ospedalieri impegnati a produrre interventi per individuare la genesi degli errori e le azioni correttive  da implementare.

Lo scorso settembre, in un incontro svoltosi a Firenze, SIFO ha messo in luce la dimensione del problema: i più importanti studi internazionali hanno valutato l'incidenza degli errori di terapia farmacologica nell'ordine del 5/15% su tutte le somministrazioni e del 15/20% di tutti gli errori sanitari.
Il problema è rilevante, sia in termini di salute che in termini economici.


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VACCINI e MORTE !!
In molti paesi del terzo monto il 10% dei bambini vaccinati per la rosolia, muore per effetto del vaccino !

(By Milton Silverman, Philip Lee e Mia Lydecker, in “Prescriptions for death. The drugging of the third world” – tratto da L’Europeo n. 48 del 25/11/1988)

TRAPIANTI
I TRAPIANTI sono il dichiarato FALLIMENTO della medicina ufficiale, impotente di fronte alle malattie, essendo incapace a sanare, essa porta lentamente ma inesorabilmente il malato verso il trapianto o la morte prematura.

ERRORI in MEDICINA = malattie e morte Iatrogena (da parte degli errori dei medici)
Gli errori in medicina causano più vittime degli incidenti stradali, dell’infarto e di molti tumori. Dagli 8 milioni d’italiani che ogni anno vengono ricoverati in ospedale, il 4% (320.000) invece di venire curati subisce danni più o meno permanenti alla salute (Metro, 12 giugno 2002).
Si stima che almeno 90-100 persone ogni giorno (tra 14 mila e 50 mila all’anno) muoiono in Italia per gli errori dei medici: scambi di farmaci, dosaggi errati, sviste in sala operatoria (Il Corriere della Sera, 17 settembre 2004).

700.000 infezioni all'anno, negli ospedali
Questi errori costano alla comunità ben 10 miliardi di euro all’anno. Si calcola che circa 700.000 infezioni vengono contratte ogni anno negli ospedali, una percentuale che corrisponde quasi al 15% dei ricoverati.
Il maggior numero di errori si commette in sala operatoria, nei reparti di degenza, nel dipartimento di urgenza e in ambulatorio. Le 4 specializzazione incriminate risultano essere: ortopedia e traumatologia, oncologia, ostetricia e ginecologia, chirurgia generale.
A conseguenza dei danni procurati circa 50.000 denunce sono state depositate presso il Tribunale dei Diritti dell’Ammalato. Quello che sorprende è la ripetitività degli stessi errori negli stessi posti.

TRIBUNALE DIRITTI dell'AMMALATO - Via Anfiteatro, 14 - 20121 MILANO

Ospedali pericolosi quanto le strade
Dal Corriere della Sera del primo febbraio 2004 leggiamo che in Italia l’80% dei dottori, nell’arco di 20 anni di attività, è indagato almeno una volta.
Mentre su Leggo del 25 maggio 2005 troviamo: “La guerra contro l’Iraq ? Una passeggiata” in confronto ai danni causati dall’apparato medico-ospedaliero. Gli ospedali sono pericolosi almeno quanto le strade, e costano alla comunità più o meno quanto una mini legge finanziaria. Recentemente il 26 gennaio 2005 Metro così titolava la prima pagina: "Uno su tre intossicato da farmaci usati male".

Quando i medici scioperano i morti diminuiscono

Mancano dati volti ad appurare gli effetti dei farmaci su scala sociale, visto che la morte è solo la punta dell’iceberg dello stato terminale di una patologia. Tra le mie carte ho sempre tenuto da parte un articolo ritagliato da un giornale di qualche anno fa, dal titoloQuando i medici scioperano i morti diminuiscono.
L’articolo, a firma di Robert Mendelson dice: “Quando i dottori scioperano, in tutto il mondo, si ottiene lo stesso risultato: diminuisce il tasso di mortalità”.
Tra i vari scioperi che elenca l’articolista è interessante quello avvenuto in Israele, in cui negli 85 giorni di durata il tasso di mortalità si è abbassato del 50%. 
Ciò ha provocato una grave preoccupazione tra gli impresari di pompe funebri che hanno intrapreso uno studio di propria iniziativa ed hanno scoperto che il periodo precedente in cui il tasso di mortalità si era ridotto a tal punto era stato vent’anni prima, durante l’ultimo sciopero dei medici.
L’articolista termina con la domanda (che condivido e auspico): Non sarebbe una buona ragione istituire uno sciopero permanente dei medici ?
By Franco Libero Manco

Commento NdR:  pur condividendo il contenuto, ritengo che si debba comunque distinguere fra Traumatologia, Chirurgia d'urgenza, Rianimazione e terapie con farmaci di sintesi !

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Prescrizioni poco leggibili, flaconi simili per sostanze diverse, ricoveri non necessari, esami o operazioni chirurgiche costate la vita a troppe persone. A questi si aggiungono gli sprechi di miliardi di euro che, mandando in rosso i conti, finiscono per privare di servizi essenziali, come reparti o macchinari diagnostici moderni, gli stessi cittadini. La cattiva gestione in ospedale tende inevitabilmente a sposarsi con la malasanità.
Tratto da: http://www.saluteeuropa.it/news/2006/05/0511008.htm


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ADHD: OTTIMO AFFARE, PESSIMA MEDICINA

L’allarme lanciato da molte associazioni ed enti a livello nazionale e internazionale, scaturisce unicamente dalla constatazione dei seguenti fatti:

- quasi 8 milioni di bambini etichettati e drogati nei soli USA.
- quasi 200 morti correlate al trattamento.
- un giro di affari enorme che sostiene questo mercato.
- 17 milioni di bambini, nel mondo, sotto trattamento psichiatrico.

In Italia, secondo alcuni illustri psichiatri, promotori dell’ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività), tale “disturbo” è una patologia neuropsichiatria ad esordio in età evolutiva, la cui prevalenza sarebbe stimata tra il 3-5% della popolazione in età scolare; mentre nelle forme particolarmente gravi la stima è dell’1%. Secondo questi esperti italiani il “disturbo” può presentarsi con differenti manifestazioni cliniche e può compromettere numerose tappe dello sviluppo e dell’integrazione sociale del bambino, predisponendolo ad una patologia psichiatria o ad una condizione di disagio sociale.

David Kaiser, medico e psichiatra in una intervista sul ‘Psychiatric Times’ del dicembre 1996 aveva dichiarato che: “La moderna psichiatria deve ancora dimostrare, in modo convincente, la causa genetico/biologica di una sola malattia mentale…. Pazienti vengono dichiarati affetti da “squilibrio biochimico” nonostante non vi siano prove a sostegno di tale affermazione e….che nessuno sappia veramente come dovrebbe manifestarsi un corretto equilibrio biochimico.”

Quali sono le prove oggettive e scientifiche per arrivare a diagnosticare un bambino come “iperattivo” o, nel caso più grave “ipercinetico”?

Alcuni dei punti sono:
1. Interviste diagnostiche: Queste interviste verranno fatte ai genitori attraverso domande che incoraggiano i genitori a descrivere i bambini con un dettaglio sufficiente a stabilire se uno specifico sintomo (comportamento), è clinicamente significativo, anche considerando fattori che possano modificare la percezione da parte del genitore, quali ambiente sociale, livello culturale, pregiudizi, ecc.
2. Questionario per i genitori e gli insegnanti: In questa fase verranno usati i test su modello americano. Questi test permettono di rilevare importanti informazioni sul comportamento sociale, accademico ed emotivo dei bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni. http://www.adhdtesting.org/testing.htm
3. Valutazione delle abilità di lettura e calcolo: Uno dei frequenti motivi d’invio dei bambini con ADHD alle strutture sanitarie è costituito dalle difficoltà scolastiche. E’ necessario eseguire sui bambini in età scolare una rapida prova di screening delle abilità di lettura e comprensione del testo ed alcune semplici prove di calcolo aritmetico. Vengono fatti questi test tramite le Prove MT o tramite la Batteria per la valutazione della dislessia.
Prove MT:
http://handitecno.indire.it/modules.phpop=modload&name=books&file=index&req=view_subcat&sid=18&min=10&orderby=dateA&show=5
Batteria per la valutazione: http://www.neuropsy.it/test/dislessia/01.html

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L’ultimo dato da tenere in considerazione è anche il fatturato della Novartis