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Le metafore militari in
medicina stanno inasprendo i toni dei discorsi e
modificando l’approccio alla pratica medica.
Già nel
1934 il British Medical Journal sosteneva la necessità
di intraprendere una serrata "guerra contro il cancro",
che da allora è diventato il nemico numero uno per la
salute dell’uomo. Ancora oggi si continuano ad
utilizzare delle metafore belliche in medicina.
Il mese scorso l’Università di Nottingham, in
Inghilterra, ha inaugurato un nuovo Centre for
Healthcare Associated Infections interamente dedicato
allo studio dei "super batteri" quelli, cioè, che hanno
sviluppato la resistenza agli antibiotici. Intervistato
dai giornalisti, il direttore Richard James ha
dichiarato che la struttura rappresenta "un luogo dove
verranno sviluppate bombe intelligenti contro bersagli
molecolari in modo da potersi difendere dal nemico
invisibile". Se si estrapolasse questa frase dal
discorso, sarebbe impossibile non dare per scontato che
si tratti di un’affermazione fatta da un militare dal
petto in fuori che espone fiero tutte le medaglie
ottenute durante la sua carriera.
A parlare è, invece,
uno scienziato.
Su questo singolare esempio di comunicazione in medicina
si riflette sull’ultimo numero della rivista The
Scientist.
I pareri. Secondo George Lakoff, linguista cognitivo di
Berkeley, University of California, gli scienziati che
inquadrano i problemi usando un’ottica militaristica
rischiano di avere una visione estremamente limitata dei
problemi e di come affrontarli perché "non
si parla solo di un linguaggio ma di un modo di
percepire la realtà".
L’atteggiamento
guerresco presuppone di affrontare la biomedicina e
lo studio della vita con un atteggiamento "contro": i
batteri, i virus, le malattie sono i nemici da
sconfiggere per salvaguardare la salute dell’uomo.
Un atteggiamento del genere, oltre ad esser
fortemente antropocentrico,
nega che esistono degli equilibri in natura che si
basano sull’azione e l’interazione di più specie viventi.
Già nel 1995 George J. Annas, filosofo della medicina,
aveva sostenuto sul New England Journal of Medicine
che per avere un’idea di come si stava evolvendo la
sanità bastava guardare al linguaggio usato dai medici e
dagli scienziati. Le metafore più pericolose,
secondo Annas, erano quelle
militari.
In sostanza l’uso di parole come guerra alla malattia,
distruzione, armi intelligenti lasciano passare il
messaggio che la medicina è una battaglia contro la
morte, le malattie sono degli attacchi al corpo da cui
difendersi, il medico colui che decide la strategia di
guerra. Ma la battaglia contro la morte è già persa
in partenza.
Si combatte a Waterloo.
Bibliografia:
- Wenner M. The war agains war metaphors.
The Scientist 2007; 17 febbraio.
-
Annas GJ. Reframing the debate on health care reform by
replacing our metaphors. N Engl J Med 1995:(332)745-8.
By Emanuela Grasso - Tratto da: Il Pensiero Scientifico
Le case farmaceutiche
ingannano i medici e questi danneggiano i malati
+ I medici sono una
minaccia
2016 Ottobre: 3.200
medici italiani, vogliono uscire dall'Ordine
dei medici, per il fatto che il
ministero della "salute" ha emanato disposizioni
affinche' i medici che non seguono i dettami del
ministero sui vaccini, cioe' essi sono obbligati
a spingere i pazienti a
vaccinarsi, senza fornire loro un vero
consenso informato sui loro possibili danni, pena
l'esclusione dall'ordine dei medici e cosi impediti
a svolgere la loro missione che e' il loro lavoro per
vivere per il quale hanno speso anni e denaro per
ottenere la laurea per poter esercitare ! cosa che e'
INAMMISSIBILE e completamente ILLEGALE, la Costituzione
parla chiaro !...ma ed perche' il ministro ed il
ministero e gli
enti
a tutela della salute (AIFA;
ISS,
Ordine dei
medici, Consiglio superiore della sanita'), sono nei
fatti, indottrinati e/o collusi da e con
Big Pharma !
- vedi:
Esposto presentato alla Procura della Repubblica di
Milano e Monza, in Ott. 2016
vedi:
Semeiotica biofisica
+
Conflitti di interesse fra medici
e Big Pharma
+
MEDICI IMPREPARATI +
Rapporto
Flexner e Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato Rockefeller
= Dittatura sanitaria
+
NON
VEDO, NON SENTO, NON DENUNCIO
+ Comparaggio
farmaceutico +
Riforma Sanitaria
+
Test medici +
Evidenze
cliniche e Certificazione di qualita' per il
medico
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini
!
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di
sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno !
"Recentemente in Italia,
con l’introduzione del
D.L. n. 95/03 si è provveduto ad
abolire l’obbligo
(diventa spontanea) di segnalazione di tutte
le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane
tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi
o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini
e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in
speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal
Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente
farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104
Sentite cosa fanno i
medici impreparati
dalle Universita' (facolta' di medicina) gestite
come linee guida da
Big Pharma ! (Francese):
http://www.santenatureinnovation.com/landing_page/EFS042_SNI6.php?e=GSD11A&pc=ESNIGS31&utm_source=gauntlet&utm_medium=emailing&utm_campaign=20130201-Gauntlet-Series-Day31&a=17&o=10353&s=11177&u=2742151&l=4587&r=MC&g=0
“Nessuno, dopo questo
film, guarderà senza sospetto la più anonima scatola di
medicinali, o almeno senza pensare di non essere vittima
di una truffa“. - 12 novembre 2013
Così Antonio Morabito, il regista de “Il venditore di
medicine” (prodotta da Amedeo Pagani in collaborazione
con Rai Cinema), film fuori concorso al Festival
Internazionale del Film di Roma e in uscita nelle sale a
gennaio, spiega la trama della sua ultima opera. “Un
tema non certo inedito, quello dello strapotere
delle industrie farmaceutiche e dei suoi rappresentanti
che – sottolinea – è comunque un pugno nello stomaco per
chi almeno un blister al giorno lo frequenta”. Il film è
una dichiarazione di guerra alla sanità italiana dove
gli informatori scientifici vengono rappresentati nella
finzione come corruttori di medici compiacenti.
Tra gli interpreti: Claudio Santamaria, Isabella Ferrari
ed Evita Ciri. Ad apparire in un cameo c’è anche Marco
Travaglio: il vicedirettore de il Fatto Quotidiano veste
le parti di un medico integerrimo, il Professor
Malinverni, che si scaglia contro la pratica abusata da
molti dottori di ricevere viaggi e regali da informatori
farmaceutici senza troppi scrupoli per prescrivere ai
pazienti un medicinale piuttosto che un altro.
Tratto da:
Ecco una clip del film dove compaiono Santamaria e
Travaglio
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/12/cinema-il-venditore-di-medicine-ecco-il-trailer-del-film-con-travaglio-e-santamaria/253230/
Il
British Medical Journal pubblica un interessante
articolo sul numero del 29 ottobre 2005 dal titolo:
"I
medici che redigono
Linee Guida, hanno LEGAMI
con l'industria
del farmaco".
Potete leggere l'articolo su:
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/331/7523/982-a
In sintesi: vi si descrive un'indagine fatta dai
giornalisti di Nature (pubblicata il 20 ottobre su questa
rivista) riguardo a 215 Linee Guida sui farmaci registrate
nel 2004 presso la US National Guideline Clearinghaouse. Un
terzo degli autori che hanno redatto le LG dichiarano
LEGAMI con l'industria
dei farmaci e vaccini.
Ma ciò che è più interessante è che il Direttore del Centro
per la Scienza di pubblico interesse con sede a Washington -
che per primo aveva iniziato la ricerca - riferisce a
BMJ che molti medici NON rivelano
le loro connessioni
con l'industria
anche quando queste vengono richieste. Mancano infatti
regole standard al riguardo e non esistono punizioni per non
aver fornito le informazioni.
Anche il Ministero della "salute" italiano,
PAGA i
medici per far vaccinare
(vedi sotto il documento) = vedi:
Medici pagati per vaccinare
Ministero della Sanita", e' stato informato nel 1996 dei
gravi Danni dei Vaccini e malgrado cio' continua a far
vaccinare uomini ed animali... chissa' perche'....Big
Pharma gode e ringrazia...! -
vedi:
Perche' siamo contro l'Immunizzazione
+
Medici Pagati per vaccinare +
Medici pagati dalle
ASL per vaccinare - 1
+
Medici pagati per vaccinare - 2 +
Medici pagati per vaccinare - norme della Regione Puglia +
Perche' vaccinare ?
L’Immunità
di gregge, è la supposta carta vincente per la difesa
della vaccinazione in TV, Internet, riviste mediche e
giornali, sul motivo per cui dovremmo essere vaccinati
più e più volte per tutta la vita, con un numero
sempre crescente di vaccini e cio' per ogni malattia.
Lo sbandierato a
360° "supposto
successo delle vaccinazioni" è basato fondamentalmente
su "teorie" che si danno per scontate, senza controllarle.
Quando si entra nei particolari si evince e si dimostra
invece che il tasso di incidenza e di morte di molte
malattie infettive, è diminuito radicalmente nel e dal
momento in cui si registrava un miglioramento delle
condizioni, igienico-sanitarie, abitative, alimentari e
delle procedure di isolamento,
Pero' siccome nello stesso periodo sono stati introdotti i
vaccini, la
medicina ufficiale ha dato per scontato che la sola
vaccinazione sia stata interamente responsabile della
scomparsa di queste "malattie" e per far quadrare questa
teoria fasulla, ha cambiato nome alle malattie.....QUI
in queste pagine ve ne
daremo la dimostrazione !
Un
VACCINO
..e' una
scarica enorme di tossine
invasive e pericolose !
Infatti:
ANCORA UNA
BAMBINA
MORTA DOPO la SOMMINISTRAZIONE dell'ESAVALENTE. -
Luglio 2013
Questo VACCINO e' stato RITIRATO IN MOLTI PAESI MA NON IN
ITALIA. RISARCIMENTO RECORD, PERO' NESSUNO RIDARA' PIU' LA
BIMBA AI GENITORI. -
Muore in culla a causa del vaccino
Infanrix, risarcimento record ai genitori.
La loro bambina è morta di
Sids ("morte in culla") a
pochi giorni dalla vaccinazione con il vaccino
Esavalente.
Il tribunale di Pesaro ha deciso un risarcimento record di
200 mila euro alla famiglia, più un vitalizio di circa 700
euro al mese ed un ulteriore indennizzo ancora da
quantificare. Una sentenza storica per l'Italia.
I personaggi che fanno le
regole e le leggi sulle vaccinazioni sono spesso implicati
nella
vendita dei vaccini.
Ad esempio, la dr Julie Gerberding, che è stata alla
direzione del
CDC per 8 anni, è oggi presidente della
Merck Vaccini.
Il dr. Paul Offit, membro dell'Advisory
Committee on Immunization Practice (ACIP), ha
addirittura sviluppato e registrato all'ufficio brevetti il
suo stesso vaccino.
Per chi è a favore delle
vaccinazioni, si consiglia questo bel scritto, questa lettera concisa
e convincente scritta dal medico neurologo dott.
Russell Blaylock di fama mondiale, saprà smantellare
tutti gli argomenti utilizzati a sostegno di questa
disumana pratica barbarica. - Dicembre 2009
Ho avuto il privilegio di incontrare il dottor Blaylock
nel corso di una conferenza pochi anni fa.
Lui è molto intelligente, un pensiero chiaro, logico
medico che non ha paura degli effetti negativi sulla sua
carriera nell’affermare la verità sulle atrocità delle
vaccinazioni. Ascoltare un medico come il dottor
Blaylock che non ha alcun interesse finanziario o di
altro tipo su questo argomento, solo per parlare della
verità per amore dell’obbiettività è infinitamente più
prezioso che ascoltare medici e altri "esperti" che lo
fanno per interesse.
By Sarah, TheHealthyHomeEconomist.com
VACCINI: PERTOSSE, con
quello ACELLULARE (DTPa) si DIFFONDE l’INFEZIONE –
Nov 2013
Still contagious. The current whooping cough vaccine may
allow people to spread the disease even if they don't
get sick, a new animal study suggests […] “There's a
difference between protecting individuals from illness
and bringing down the incidence of pertussis in the
population,” Merkel says. “To do both we may need a
different vaccine.”
TRADUZIONE
Ancora contagiosa. Un nuovo studio sugli animali
suggerisce che l’attuale vaccino contro la pertosse può
permettere alle persone di diffondere la malattia, anche
se non si ammalano […] "C'è differenza tra proteggere
gli individui dalla malattia e abbattere l'incidenza
della pertosse nella popolazione", dice Merkel "Per fare
entrambe le cose potremmo aver bisogno di un vaccino
diverso."
FONTE: Science 25 Novembre, 2013
http://news.sciencemag.org/health/2013/11/whooping-cough-vaccine-does-not-stop-spread-disease-lab-animals
Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca
vaccini e revisioni della
FDA, è
l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa
FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular
pertussis vaccines protect against disease but fail to
prevent infection and transmission in a nonhuman primate
model”
http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf )
Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati
fossero protetti da sintomi severi associati alla
pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non
si liberassero dell’infezione prima degli animali
“naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero
facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non
vaccinati.
I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto
alle differenze tra l’ immunità conferita dalla
infezione contratta naturalmente e quella conferita dal
vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta
immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i
linfociti) che la vaccinazione in realtà previene
favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da
anticorpi), che significa che il vaccino stimola la
produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le
cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di
lunga durata.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic
carrier, which is good for you, but not for the
population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato,
sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te
ma non per il resto della popolazione” - By Tod J.
Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0
Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di
quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la
necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno
di essere vaccinato per proteggere coloro che non
possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.)
Infatti la BALLA spaziale dell’effetto
gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste
!
Un'altro studio recente della
FDA, afferma che negli
US:
"Ci sono
stati
48.000 casi
denunciati lo scorso
anno 2014, nonostante
gli alti tassi di
vaccinazione", ha detto
Anthony Fauci,
MD, direttore del
National Institute of Allergy
e Malattie infettive
del NIH.
"Questa
rinascita suggerisce la
necessità di ricerche sulle
cause che stanno dietro
l'aumento di
infezioni e
modi più
efficaci per prevenire
la diffusione della malattia."
"Questa
ricerca suggerisce
che, anche se
gli individui immunizzati con
un vaccino
acellulare possono essere
protetti dalle malattie,
essi possono ancora
essere infettati
con i batteri
e sono in grado
di
diffondere l'infezione
ad altri, inclusi i bambini
piccoli che sono suscettibili
di malattia
pertosse".
In parole povere: i vaccinati NON sono protetti dal
vaccino e possono anche infettare altri soggetti.....
Tratto da:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm376937.htm
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20200027
Il passaggio a un
vaccino per la pertosse creato artificialmente, in
laboratorio, con le tecniche di ingegneria genetica, è
responsabile dell’aumento dei casi di mortalità
verificatisi per la malattia negli Stati Uniti.
E’ quanto suggerisce e dimostra un nuovo studio a firma
della
Monash University, la più grande Università
australiana, con campus localizzati in Malesia, Sud
Africa, India e Italia.
I risultati sottolineano la necessità di condurre una
ricerca simile in Australia e nel Regno Unito, sotto la
supervisione dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità, dove i casi di pertosse sono
entrati in una pericolosa spirale verso l’alto negli
ultimi dieci anni, come afferma il Dr. Manoj Gambhir,
Professore Associato presso la sede australiana della
Monash
University.
vedi: Pertosse
e Cure naturali
+ Pertosse +
Pertosse 2
+
Polio e Vaccini
+ Come
nasce l'Unica malattia del Vivente
+
I germi non solo causa di
malattia +
Effetto Gregge
+
Pertosse 2
+
Trivalente - 2 +
Interrogazione Parlamentare
+
Morti per vaccino
+
Penta Vaccini, i loro
pericoli +
Meccanismo dei danni dei vaccini
UK (Gran Bretagna)
Negli anni 1950 (mese di aprile), l'Associazione
Medicale Britannica, ha sospeso e proibito il
vaccino per la
difterite +
pertosse a
seguito di numerosi casi di
poliomielite
(paralisi
infantile) constatati sui
bambini vaccinati da quel vaccino.
Tratto da: I ciarlatani della medicina, a pag. 170.
VACCINI: PERTOSSE,
con quello ACELLULARE (DTPa) si DIFFONDE l’INFEZIONE
– Nov 2013
Still contagious. The current whooping cough vaccine may
allow people to spread the disease even if they don't
get sick, a new animal study suggests […] “There's a
difference between protecting individuals from illness
and bringing down the incidence of pertussis in the
population,” Merkel says. “To do both we may need a
different vaccine.”
TRADUZIONE
Ancora contagiosa. Un nuovo studio sugli animali
suggerisce che l’attuale vaccino contro la pertosse può
permettere alle persone di diffondere la malattia, anche
se non si ammalano […] "C'è differenza tra proteggere
gli individui dalla malattia e abbattere l'incidenza
della pertosse nella popolazione", dice Merkel "Per fare
entrambe le cose potremmo aver bisogno di un vaccino
diverso."
FONTE: Science 25 Novembre, 2013
http://news.sciencemag.org/health/2013/11/whooping-cough-vaccine-does-not-stop-spread-disease-lab-animals
Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca
vaccini e revisioni della
FDA, è
l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa
FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular
pertussis vaccines protect against disease but fail to
prevent infection and transmission in a nonhuman primate
model”
http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf )
Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati
fossero protetti da sintomi severi associati alla
pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non
si liberassero dell’infezione prima degli animali
“naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero
facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non
vaccinati.
I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto
alle differenze tra l’ immunità conferita dalla
infezione contratta naturalmente e quella conferita dal
vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta
immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i
linfociti) che la vaccinazione in realtà previene
favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da
anticorpi), che significa che il vaccino stimola la
produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le
cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di
lunga durata.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic
carrier, which is good for you, but not for the
population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato,
sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te
ma non per il resto della popolazione” - By Tod J.
Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0
Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di
quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la
necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno
di essere vaccinato per proteggere coloro che non
possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.)
Infatti la BALLA spaziale dell’effetto
gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste
!
Quindi secondo le
fonti ufficiali i soggetti, bambini,
ragazzi, adulti,
vaccinati con il vaccino
per la
Pertosse,
Varicella
o con il Morbillo,
ecc., possono
facilmente "infettare"
gli altri,... purtroppo
questa possibilita' e'
valida anche per tutti gli
altri soggetti vaccinati
di QUALSIASI VACCINO
!
Nel 2014, un innovativo
studio pubblicato sulla
rivista Clinical
Infectious Diseases,
tra gli autori del quale
ci sono scienziati che
lavorano per Bureau of
Immunization, New York
City Department of
Health and Mental
Hygiene e National
Center for Immunization
and Respiratory Diseases,
Centers for Disease
Control and Prevention
(CDC), ha preso in
esame le prove che, nel
focolaio di morbillo
scoppiato a New York nel
2011, sia gli individui
precedentemente
vaccinati che quelli con
"immunità"
da vaccino, erano in
grado di essere
infettati con il
morbillo e di infettare
altri (trasmissione
secondaria).
Questa scoperta ha
suscitato anche
l’attenzione dei media,
come l’articolo apparso
su Sciencemag.org
nell’aprile 2014
intitolato:
“Per la prima volta una
epidemia di morbillo è
stata ricondotta ad un
individuo completamente
vaccinato“.
Questo studio
rivoluzionario
intitolato “Epidemia
di
morbillo tra persone
"immunizzate" (vaccinate)
in precedenza, New York
City, 2011”, ha
riconosciuto che, “il
morbillo può
manifestarsi anche in
individui vaccinati,
ma non è stata
documentata la
trasmissione secondaria
da tali individui”.
Al fine di scoprire se
individui completamente
vaccinati per il
morbillo siano capaci di
essere infettati e di
trasmettere l’infezione
ad altri, gli studiosi
hanno preso in esame i
casi sospetti ed i
contatti esposti durante
l‘epidemia di morbillo
del 2011 a New York. Si
concentrarono su un
paziente che aveva
ricevuto due dosi di
vaccino per il morbillo
e fu scoperto che,
”su 88 contatti, quattro
casi secondari avevano
ricevuto due dosi di
vaccino anti- morbillo o
avevano una precedente
positività di anticorpi
IgG per il morbillo .
Tutti i casi sono stati
confermati in
laboratorio, i sintomi
clinici erano coerenti
con il morbillo e
presentavano un’alta
presenza di anticorpi
IgG caratteristica di
una risposta immunitaria
secondaria.”
La loro
importante conclusione fu la seguente:
”Questa è la prima segnalazione di
trasmissione del morbillo da un individuo
vaccinato due volte. La manifestazione
clinica e i dati di laboratorio erano tipici
del morbillo in un individuo mai esposto al
virus.
Casi secondari avevano risposte anticorpali
anamnestiche robuste. Nessun caso terziario
si è verificato nonostante i numerosi
contatti. Questo focolaio sottolinea la
necessità di una approfondita indagine
epidemiologica e di laboratorio dei casi
sospetti di morbillo a prescindere dallo
status vaccinale“.
Ovviamente questo fenomeno: individuo
completamente vaccinato che infetta altri
individui completamente vaccinati, è stato
ignorato dalle agenzie sanitarie e dai
media.
Questi dati confermano la possibilità che,
durante il focolaio di morbillo verificatosi
a Disney, soggetti precedentemente vaccinati
(chiunque facente parte del 18% che si sa
essersi infettato-ammalato) possono essere
stati infettati o anche aver contratto il
morbillo dal vaccino e aver trasmesso il
morbillo sia ai vaccinati che ai non
vaccinati.
Fonte:
http://www.greenmedinfo.com/blog/measles-transmitted-vaccinated-gov-researchers-confirm
- a mezzo: comilva.org
Ecco altra bibliografia che dimostra questi fatti:
-
http://www.hopkinsmedicine.org/kimmel_cancer_center/patient_information/Patient%20Guide%20Final.pdf
- http://www.stjude.org/stjude/v/index.jsp?vgnextoid=20206f9523e70110VgnVCM1000001e0215acRCRD
- Outbreak of Measles Among Persons With
Prior Evidence of Immunity, New York City, 2011
http://cid.oxfordjournals.org/content/early/2014/02/27/cid.ciu105
- Detection of Measles Virus RNA in Urine Specimens from Vaccine
Recipients
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7494055
- Comparison of the Safety, Vaccine Virus Shedding and
Immunogenicity of Influenza Virus Vaccine, Trivalent, Types A
and B, Live Cold-Adapted, Administered to Human Immunodeficiency
Virus (HIV)-Infected and Non-HIV Infected Adults
http://jid.oxfordjournals.org/content/181/2/725.full
- Sibling Transmission of Vaccine-Derived Rotavirus (RotaTeq)
Associated with Rotavirus Gastroenteritis
http://pediatrics.aappublications.org/content/125/2/e438
-
Polio vaccination may continue after wild
virus fades
http://www.cidrap.umn.edu/news-perspective/2008/10/polio-vaccination-may-continue-after-wild-virus-fades
- Engineering attenuated virus vaccines by controlling
replication fidelity
http://www.nature.com/nm/journal/v14/n2/abs/nm1726.html
- CASE of VACCINE-ASSOCIATED MEASLES FIVE WEEKS POST-IMMUNISATION,
BRITISH COLUMBIA, CANADA, October 2013
http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=20649
- The Safety Profile of Varicella Vaccine: A 10-Year Review
http://jid.oxfordjournals.org/content/197/Supplement_2/S165.full
- Comparison of Shedding Characteristics of Seasonal Influenza
Virus (Sub)Types and Influenza A(H1N1)pdm09; Germany, 2007 -
2011
http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0051653
- Epigenetics of Host-Pathogen Interactions: The Road Ahead and
the Road Behind
http://journals.plos.org/plospathogens/article?id=10.1371/journal.ppat.1003007
- Animal Models for Influenza Virus Pathogenesis and
Transmission
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3063653/
- Acellular pertussis vaccines protect against disease but fail
to prevent infection and transmission in a nonhuman primate
mode
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24277828
- Study Finds Parents Can Pass Whooping Cough to Babies
http://www.nytimes.com/2007/04/03/health/03coug.html?_r=0
- Immunized People Getting Whooping Cough
http://www.kpbs.org/news/2014/jun/12/immunized-people-getting-whooping-cough/
Video su: I BAMBINI
NON
VACCINATI SONO molto PIU' SANI
di quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio
sulla salute e la vaccinazione dei
bambini della Nuova Zelanda ed ha
trovato solide prove scientifiche che I
BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei
loro coetanei vaccinati !
MEDICI PREMIATI in DENARO se
VACCINANO ….
Nascono i «recordman» dei vaccini. Lo propone la Fimmg (Federazione
italiana medici di medicina generale). I
medici di famiglia che vaccinano di più, superando una
certa soglia di percentuale dei loro pazienti,
saranno gratificati da premi in
denaro.
L'idea della Fimmg milanese si ispira all'Asl di Melegnano,
dove il direttore Antonio Mobilia ha siglato un accordo per
garantire 8 euro a vaccinazione, invece dei 6 previsti a
livello regionale, a chi raggiunge una percentuale di
vaccinati del 65% e 10 euro se si sale al 75%. Si prevede un
novembre di iniezioni per i milanesi.
"Intanto tranquillizziamoci. Il ceppo influenzale sarà di
media entità nell'inverno 2013. Significa che interesserà 4
milioni di persone, di cui 150 mila a Milano. Consiglio
sempre la vaccinazione. E' vero che l'influenza è ritenuta
una malattia non molto grave, ma è altrettanto vero che sui
quei 4 milioni circa 2 o 3 mila potrebbero morire", commenta
Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano.
I medici di base ritireranno i vaccini tra il 28 e il 29
ottobre. A partire dai primi giorni di novembre saranno già
in grado di fare la puntura agli assistiti, soprattutto agli
under 65. Il 2012 è stata un'annata critica per le
vaccinazioni, precipitate del 25%.
La gente non voleva saperne. "La pratica ha perduto via via
di credibilità a partire dal 2009, quando si attendeva la
pandemia della suina, una pandemia che poi non è
avvenuta. Si è creata una grande paura per niente".
Secondo la Fimmg la caduta delle vaccinazioni è dovuta anche
alla scarsa cultura che i pazienti hanno in proposito, per
questo è partita la campagna di incentivazione dei camici
bianchi.
Fonte: Il giornale di Milano: ilgiornale.it
Commento NdR: in realta' sono quei
medici vaccinatori, che hanno "scarsa cultura"
o sono in malafede, dato che da decenni vengono
pubblicati nelle riviste medico-scientifiche, gli studi
di
ricercatori,
medici scrupolosi ed attenti, sui
gravi danni dei Vaccini e
malgrado cio' NON li leggono ne' li studiano per i loro
pre-giudizi e/o per i loro
Conflitti di Interesse...!
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Premi in denaro ai medici
che fanno più vaccinazioni - 16/10/2013
I medici di famiglia che vaccinano di più, superando una
certa soglia di percentuale dei loro pazienti, saranno
gratificati da premi in denaro. Così ci si prepara a
decimare Victoria, il virus che arriverà dall'Australia
con il freddo acuto, quindi presumibilmente a partire da
dicembre. L'idea della Fimmg milanese si ispira all'Asl
di Melegnano, dove il direttore Antonio Mobilia ha
siglato un accordo per garantire 8 euro a vaccinazione,
invece dei 6 previsti a livello regionale, a chi
raggiunge una percentuale di vaccinati del 65% e 10 euro
se si sale al 75%. Si prevede un novembre di iniezioni
per i milanesi.
«Intanto tranquilliziamoci. Il ceppo influenzale sarà di
media entità nell'inverno 2013. Significa che
interesserà 4 milioni di persone, di cui 150 mila a
Milano. Consiglio sempre la vaccinazione. E' vero che
l'influenza è ritenuta una malattia non molto grave, ma
è altrettanto vero che sui quei 4 milioni circa 2 o 3
mila potrebbero morire» commenta Fabrizio Pregliasco,
virologo dell'Università di Milano. I medici di base
ritireranno i vaccini tra il 28 e il 29 ottobre. A
partire dai primi giorni di novembre saranno già in
grado di fare la puntura agli assistiti, soprattutto
agli under 65. Il 2012 è stata un'annata critica per le
vaccinazioni, precipitate del 25%.
La gente non voleva
saperne. «La pratica ha perduto via via di credibilità a
partire dal 2009, quando si attendeva la pandemia della
suina, una pandemia che poi non è avvenuta. Si è creata
una grande paura per niente. Questa però non è una buona
ragione per non fidarsi del vaccino, che dovrebbero fare
tutti, non solo le categorie più a rischio come gli
ammalati, i bambini, le mamme e gli anziani».
Secondo la Fimmg la caduta delle vaccinazioni è dovuta
anche alla scarsa cultura che i pazienti hanno in
proposito, per questo è partita la campagna di
incentivazione dei camici bianchi. «Il mese migliore per
vaccinarsi è novembre, ma si può farlo fino alla fine di
dicembre» consiglia Fabrizio Pregliasco. Victoria non è
un virus particolarmente forte, ma non è comunque da
sottovalutare.
Molti decessi identificati come
cardiopatie o complicazioni polmonari sono ascrivibili a
quell'influenza ritenuta abbastanza innocua.
Centomila italiani hanno cominciato ad avere tosse,
raffreddori e uno spossante senso di malessere dovuto a
fenomeni di costipazione. Ma Victoria non è il
responsabile di questa pre - influenza.
Si tratta di
agenti patogeni simil influenzali che portano tosse,
raffreddori e a volte qualche linea di febbre. «Sono
circa 160 i virus in circolazione, che non hanno niente
a che vedere con quello del ceppo che arriverà in pieno
inverno». Le cure d'autunno sono i farmaci da banco, che
sono ricchi di vitamina C, B e E, oppure i sani rimedi
naturali in grado di rafforzare il corpo che deve essere
pronto per l'attacco d'inverno.
Tratto da: ilgiornali.it
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RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA
CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J.
ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
vedi anche:
Conflitto di
interesse
+
Conflitti di interesse
PDF - 1
+
Conflitti di
interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse, business
farmaci e vaccini
+
Conflitti di
interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+ Consenso
Informato +
Contenuto
dei vaccini
+
Metalli tossici e
nanoparticelle nei vaccini
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Rapporto medici pazienti - Indagine di Altroconsumo (Italy)
Non solo il dialogo tra medici e pazienti sui farmaci e
sui possibili effetti collaterali è del tutto
insufficiente, ma il 90% dei medicinali prescritti è
griffato. È quanto emerge dall'inchiesta sull'uso dei
farmaci e sul rapporto medici-pazienti che Altroconsumo
ha condotto su 2265 italiani, campione rappresentativo
della popolazione adulta del nostro Paese. L'inchiesta
rientra in un'indagine che ha coinvolto più di 10100
cittadini europei, condotta da associazioni di
consumatori indipendenti in Europa.
"In Italia tre quarti degli intervistati - si legge nel
comunicato di Altroconsumo - segnala di aver fatto le
più recenti visite mediche presso il Servizio sanitario
nazionale, più spesso per uno specifico problema di
salute. Un quarto del campione si fa visitare per un
check-up generale, il 17% per farsi rinnovare la
prescrizione delle medicine. Metà del campione è uscito
dal consulto del medico con una ricetta, in media con la
prescrizione di due farmaci. L'11% dichiara di aver
ricevuto una prescrizione di 4 o più medicinali".
Ma la cosa più sorprendente è che il 54% della totalità
degli intervistati dichiara di non aver ricevuto alcuna
informazione sul costo della cura, il 39% non ha
ricevuto informazioni sui possibili effetti collaterali.
Il 90% dei farmaci prescritti, inoltre, è di marca.
Eppure l'80% del campione dichiara di considerare il
medico di famiglia la fonte di informazione principale,
a fronte di circa il 40% che dichiara di rivolgersi
anche al farmacista.
Il 7% dei pazienti che ha avuto una prescrizione non ha
comprato il farmaco. Per circa un terzo di questi,
perché lo aveva già a casa, mentre per altri perché il
farmaco era troppo caro. Il 17% degli intervistati
giudica comunque troppo elevato il prezzo dei farmaci.
Inoltre il 10% è insoddisfatto del contenuto della
confezione del farmaco prescritto, eccessivo in quantità
rispetto alle esigenze della cura. Il 26% degli
intervistati dichiara di buttare in pattumiera i farmaci
scaduti e il 19% di gettarli nello scarico dei sanitari.
"Nel complesso l'indagine dimostra che l'informazione
offerta ai pazienti è inadeguata - rileva
l'associazione - Il cattivo uso delle medicine alcune
volte dipende dalle iniziative individuali e da libere
interpretazioni dei singoli pazienti, legate anche alla
sensazione di non gestire adeguatamente la malattia, non
riuscire a interpretare i disturbi oppure il ciclico
comparire o scomparire dei sintomi. La poca informazione
genera scarsa fiducia nella terapia: un dato che i
medici non dovrebbero ignorare".
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“Progresso” farmacologico,
medico e malattie
Cancro: alle soglie del ventunesimo secolo
Se in medicina si guarda a quel fenomeno mitico che è il
progresso della scienza ci si rende conto che assistiamo
ad un fatto paradossale.
Osserviamo da una parte un
grandioso impegno della ricerca produrre nuovi paradigmi
di comprensione a livello biomolecolare, nuove
tecnologie, nuovi farmaci. Se poi andiamo a quantificare
l'impatto che simili acquisizioni hanno sulla salute
reale dell'uomo -per esempio misurando in vari paesi
l'aspettativa di vita di un individuo che abbia superato
l'infanzia- ci accorgiamo allora che questa aspettativa
non varia drammaticamente fra paesi con una medicina a
diverso livello di sviluppo.
Per trovare una differenza
davvero rilevante occorre prendere in considerazione il
terzo mondo, cioè quelle aree in cui vengono a mancare i
presupposti basilari dell'igiene ambientale e sociale.
E' l'ovvietà che balza agli occhi quando i dati sono
osservati nel tempo: sono state le condizioni
nutrizionali e igieniche, l'acqua potabile, le bonifiche
e così via (non gli antibiotici e men che mai gli
attuali farmaci sofisticati) a cambiare veramente il
corso della vita umana.
In termini di risultati, il
rapporto tra l'entità degli sforzi mobilitati nella
ricerca e il progresso reale profila così una curva
esponenziale che tende a un plateau; nel senso che,
nello sviluppo della scienza medica, da un certo punto
in poi vediamo il dispendio dei mezzi ottenere effetti
progressivamente sempre meno efficaci.
Se guardiamo allo stesso
fenomeno dal punto di vista dei costi, ancora otteniamo
una curva esponenziale, ma di segno opposto: la
traiettoria delle ricerche innovative (che pur via via
divengono relativamente meno efficaci) esige una spesa
sempre più elevata; al punto che nessun paese, per ricco
che sia, possiede oggi soluzioni in grado di
fronteggiare i costi della medicalizzazione complessiva
della vita. Le due curve descrivono dunque una forbice
entro cui appare chiaro che questo progresso è sempre
meno "generoso", restando in ogni caso utopico sul piano
economico concreto.
Un problema si pone
evidentemente a questo punto, ed è se vi sia un difetto
alla radice di quel che abitualmente identifichiamo con
la scientificità. Nella complessità di tale questione
teniamo a ribadire alcuni punti.
Va detto prima di tutto come
la diatriba emergentismo/riduzionismo denunci con forza
sempre maggiore il vizio di metodo di una ricerca che
procede isolando le questioni studiate dai contesti. Un
fegato, un cuore, un rene non definiscono insomma aree
isolate di problemi, bensì una serie di interrelazioni
il cui soggetto -a vero dire poco studiato- è
l'individuo intero.
In secondo luogo osserveremo
come i rapporti psiche/soma rappresentino il massimo di
tale incapacità ad articolare i problemi, il massimo
della cecità che sorge dal come è gestita, nei fatti, la
ricerca biomedica.
Più avveduto di noi Platone scriveva nel Carmide: "Il
nostro Zalmosside, che è un Dio, vuole che come non si
deve cominciare a sanare gli occhi senza tener conto del
capo, né il capo senza il corpo, così neppure si deve
cominciare a sanare il corpo senza tenere conto
dell'anima; anzi questa sarebbe proprio la ragione per
cui tante malattie la fan franca ai medici greci, perché
essi trascurano il tutto di cui invece dovrebbero
prendersi cura, quel tutto che è malato e dunque non può
guarire in una parte".
Tale specifica esigenza del
resto è oggi largamente penetrata nella sensibilità
sociale, di modo che sono i pazienti stessi a richiedere
in modo perentorio una maggiore attenzione alla loro
unità psicosomatica.
Ma, spingendoci oltre,
incontriamo un terzo punto ancora più fondamentale: sono
psiche e soma due realtà dotate di uno statuto
ontologico distinto ?
Quest'impalcatura concettuale dualistica, tanto antica
nel pensiero del mediterraneo, davvero coglie una verità
o piuttosto rappresenta un macroscopico pregiudizio
epistemologico ? Forse non esitono un "Io psichico" e un
"Io somatico", forse si tratta di due prospettive su
un'unica realtà.
Alle soglie del ventunesimo secolo
crediamo che valga la pena di ritornare con umiltà a
questi problemi. Crediamo che medici e psicoanalisti non
debbano comportarsi con presunzione, nel giardinetto
privato del loro specifico sapere, e debbano invece
lavorare assieme.
Crediamo infine che la "psicosomatica" non si riduca ad
un banale tiro alla fune per aggiudicarsi una quota
maggiore di competenza circa l'eziologia dei disturbi di
un cefalagico, di un colitico o di un ulceroso. Quello
che poniamo è un grande problema eanerale della medicina
tutta.
Crediamo riguardi anche un tema drammatico come il
paziente ammalato di cancro.
By Fabrizio Franchi
Tratto da:
http://psychomedia.it/pm/answer/crononco/franchi1.htm
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
MITI dei MEDICI
"Stupido e irresponsabile": così è stato
definito, in uno dei numerosi commenti online,
l'articolo pubblicato sul British Medical Journal, in
cui due medici americani, Rachel Vreeman e Aaron Carroll,
si sono presi la briga di dare spiegazioni scientifiche
a sette "miti medici", per lo più sfatandoli. Per
esempio, che bisogna bere otto bicchieri di acqua al
giorno; che il cellulare acceso in ospedale crea
pericoli perché può interferire con le apparecchiature;
o, ancora, che leggere con poca luce danneggia la vista.
Le risposte da loro individuate consultando Medline, uno
dei più ricchi motori di ricerca medica, o andando
semplicemente su Google, non hanno però convinto molti
loro colleghi. Che nei giorni successivi hanno replicato
con enfasi, rigore (e rabbia) sul sito della rivista,
contrapponendo altri dati e polemizzando sulla scelta di
"miti di paglia", in fondo innocui rispetto a molti
altri consolidati nella pratica medica. è vero, lo
sostengono anche i due autori, in certi casi i medici
fanno affermazioni che non si basano su evidenze
scientifiche bensì su luoghi comuni che loro stessi
propalano.
"I miti che più mi preoccupano non sono però quelli da
voi citati, verosimilmente innocui, ma altri più
pericolosi entrati nella medicina e
mascherati di scientificità"
scrive Geoffrey Russell sul blog in risposta
all'articolo. "Certi miti non sempre sono frutto di
credenze popolari, come quello che capelli e unghie
continuano a crescere dopo morti" dice Vittorio Caimi,
medico di famiglia a Monza. "Ci sono miti veicolati
dalla classe medica, come prescrivere il test per il
Psa a tutti i
50enni con l'idea di prevenire il tumore alla prostata,
mentre non è provato che serva. Studi clinici in
corso forse risolveranno il dilemma, intanto lo si fa
fare.....
Non è un falso mito anche questo ?".
Lo stesso, aggiunge Caimi, si può dire per la Moc, il
test di mineralometria ossea computerizzata che misura
la densità ossea. "Riceviamo spesso prescrizioni da
specialisti per donne in premenopausa, età in cui il
rischio di perdita di massa ossea è inesistente".
E che dire dei nuovi miti del benessere, prosegue
Silvano Biondani, medico di famiglia a Verona, più
insidiosi e fuorvianti di quelli elencati sul British
Medical Journal ?
"Si stabiliscono valori sempre più bassi di normalità
per colesterolo e pressione, fattori di rischio
cardiovascolare se elevati. Negli ultimi 30 anni
l'obiettivo da raggiungere per il colesterolo è sceso da
260 a 180. Così gran parte dei pazienti è fuori norma:
lo segnala l'asterisco accusatore sul test".
A proposito di pressione sono state addirittura
introdotte linee guida per una nuova classe di persone a
rischio: i preipertesi.
"Il vero pericolo, che è anche uno dei limiti della
medicina contemporanea, è di frammentare l'unicità e la
complessità di ogni persona in una serie di malattie
potenzialmente curabili, meglio se con farmaci. Con il
risultato di trasformarci in una società di malati"
aggiunge Biondani. Plos Medicine ha pubblicato poco più
di un anno fa un numero speciale sul "disease mongering",
la tendenza a coniare nuove patologie, come la
preipertensione, pur di vendere medicine a sempre più
pazienti.
"A stabilire linee guida dovrebbero essere esperti senza
legami con l'industria nei settori in cui le aziende
potrebbero trarre beneficio dalle loro decisioni"
raccomanda Sheldon Krimsky, autore del saggio Science in
the private interest. Diventa sempre più difficile per
un medico resistere al canto delle sirene di Big Pharma:
solo negli Stati Uniti i colossi
farmaceutici hanno speso nel 2004 oltre
55 miliardi di dollari per
promuovere medicinali (la pressione si
esercita con viaggi, inviti a congressi, regali,
finanziamenti a società scientifiche, pubblicità
mascherata da campagne di informazione.), contro i poco
più di 30 miliardi per la ricerca. I dati provengono da
uno studio canadese ed è sempre Plos a farlo sapere.
"Un tempo scienza medica e saggezza popolare si
compenetravano. Erano assimilabili. I rimedi dettati da
buonsenso e tradizioni culturali, come il miele con il
latte caldo invece dello sciroppo per la tosse, erano
utili a gestire piccoli disturbi" ricorda Biondani. Oggi
per riabilitare il miele occorre che lo affermi uno
studio scientifico, come è avvenuto di recente.
Il rischio dell'articolo sui falsi miti medici, si
afferma nel blog, è di crearne altri. "Leggere con poca
luce non rovinerà la vista, ma favorisce a lungo andare
la miopia specie nei bambini" replica Klaus Schmid,
medico tedesco.
E poi ? "è vero che un tempo si leggeva a lume di
candela e c'erano meno miopi, ma è maggiore la quantità
di libri che oggi i bambini leggono: e 4 ore di lettura
al giorno con luce fioca possono danneggiare la loro
vista" scrive Mikhail Vinin, capo ricercatore a
Edimburgo, in Scozia.
Sul bere o meno otto bicchieri di acqua al giorno è
polemica. "Dipende da fattori ambientali" afferma
dall'Australia Andrew J. Rees. "Qui in estate chi lavora
all'aperto o fa sport per stare bene beve 3 o 4 litri di
acqua al giorno". Da irresponsabili, secondo Caimi,
negare la necessità di bere a chi soffre di calcoli
renali. "Due litri d'acqua al giorno sono raccomandati,
e si deve valutare caso per caso" dice. Sul blog si
precisa che vari studi dimostrano come le bevande con
caffeina deidratano l'organismo per l'effetto di questa
sul metabolismo cellulare. Solo acqua e succhi contano
nella dose quotidiana di liquidi, non il caffè.
Non le manda a dire David Clarke: "State mettendo a
rischio la vita di persone e il giornale è in parte
responsabile. Vergogna !
Le vostre smentite, se verranno, serviranno a poco".
Sui cellulari in corsia è bagarre. "è già così difficile
fare in modo che per una norma di buon galateo parenti e
malati lascino spenti i cellulari.
Ci sono donne che durante il travaglio mandano
messaggini" polemizza Pamela Wilson, infermiera.
Sicuri che non influiscano sulle apparecchiature? "I più
moderni cellulari hanno un effetto maggiore rispetto ai
più vecchi.
Le precauzioni andrebbero riviste". Pamela cita uno
studio olandese su oltre 60 apparecchi medici usati
nelle unità critiche: i segnali dei cellulari influivano
sul 33 per cento di questi, tra cui macchine per la
ventilazione e allarmi di sicurezza; e i pacemaker
esterni funzionavano male. Purtroppo, lamenta l'autore
dello studio, Erik van Lieshout, sono sovente i medici
stessi i peggiori nel non rispettare le regole. "Come vi
sentite adesso? Altro che smentite. La vostra
informazione è potenzialmente dannosa.
E il vostro senso di responsabilità sociale pari a zero"
scrive Pamela.
Che da questo dibattito possano emergere nuovi falsi
miti lo dimostra la varietà di posizioni sul blog. C'è
chi si preoccupa e chi minimizza. C'è pure chi si è
divertito, come un medico di Liverpool, a rivisitare
altri vecchi miti, tipo quello secondo cui le carote
farebbero bene alla vista e gli spinaci ai muscoli:
sfatati da tempo.
Ciò che pochi sanno è che la convinzione popolare che il
betacarotene, precursore della vitamina A, procuri una
supervista nacque nella Seconda guerra mondiale.
L'intelligence inglese voleva tenere segreto il radar
che contribuiva ai successi dell'aviazione, perciò la
stampa diede risalto alle straordinarie capacità visive
del tenente della Raf John Cunningham: tutto merito
della sua passione per le carote.
E il mito degli spinaci che ha reso famoso Braccio di
ferro? Nasce, pare, da un errore di trascrizione di E.
von Wolf, nel 1870, che mise una virgola al posto
sbagliato decuplicando il contenuto di ferro degli
spinaci. «Se queste credenze servono a fare mangiare più
verdure ai bambini, poco male.
Una dieta sana può ridurre le malattie. E questo non è
un mito» scrive Thachil.
Ma come distinguere la tradizione dall'aneddoto? E come
riconoscere le trappole che il business della salute
dissemina mascherandole di scientificità ? "Spesso
esiste una grande distanza tra le poche evidenze di cui
disponiamo e la necessità di dare spiegazioni esaustive
ai pazienti» dice Caimi. «Gran parte dei problemi che
affronta un medico sono complessi e anche la medicina
basata sull'evidenza non dà risposte complete. Tutto va
mediato da esperienza e buonsenso, tenendo conto del
caso che si ha davanti".
I falsi miti descritti, lo sottolineano i due
autori dell'articolo, difficilmente possono far danni.
Raccomandare invece trattamenti per i quali
ci sono scarse prove certamente.... sì.
Image:
http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-18420
British Medical Journal:
http://resources.bmj.com/bmj/about-bmj dare
spiegazioni scientifiche a sette "miti medici", per lo
più sfatandoli:
http://www.bmj.com/cgi/content/full/335/7633/1288
sito della rivista:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288
scrive Geoffrey Russell:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288#184518
afferma dall'Australia Andrew J. Rees:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288#184732
David Clarke:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288#184500
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Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche
criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche
e dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari
nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e
spendere per Giustizia delle parole per
gratificare e ringraziare quei
centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona fede) che,
malgrado le interferenze degli interessi
di quelle Lobbies,
incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare
i malati che a loro si rivolgono e che con i
progressi delle apparecchiature tecnologiche per
la diagnostica e delle tecniche
interventive, stanno facendo notevoli
progressi e raggiungono per essi risultati ed
effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma
la terapeutica indicata dalla direzione
della Sanita’ ufficiale Mondiale =
OMS (che e' legata alle
linee guida di dette
Lobbies), non segue, salvo rari casi,
quella curva progressiva di benessere per i
malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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