Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


"
Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

HOME

LINGUAGGIO dei MEDICI = quello dei Militari... +  MITI dei MEDICI
MEDICI IMPREPARATI
I  MEDICI, una MINACCIA per la SALUTE
  ?  +  BARONIE, Universita' e MEDICI
Medicina: tutto quello che avreste voluto sapere  +  Considerazioni in medicina
Definizione della parola Malattia  +  Mercanti di Immortalita'... +  Dittatura Sanitaria
Le Corporazioni  +  Messaggi Subliminali  +  Lobbies  +  Gruppo Bilderberg
Costituzione ROCKEFELLER SYNDICATE  +  Caduceo
CONCEZIONE ERRATA dei MEDICI UFFICIALI
 +  Terrorismo con i Farmaci  Medicina e Potere
Falsificazioni degli Studi Scientifici  +  Ricerca Scientifica  +  Sapevate che  i farmaci..
Falsita' della medicina ufficiale  +  Pubblico Credulone  +  Industria della Malattia
Farmaci ritirati dal commercio reimmessi  + 
Limiti della ricerca  +  Inquisizione medica
Come gestire il mercato dei Malati  +  DIRITTI Umani TRADITI  +  Non fidarsi dei medici ?
Controllo della popolazione nei paesi del terzo Mondo
Morti della medicina ufficiale  +   Rischi ed errori dei medici  +  Bugiardino
INTEGRATORI (Mineral-Vitaminici) e Farmaci a CONFRONTO  +  Pericolo Farmaci
MalaVISTA  (Operazioni al Laser sbagliate)  +  Potere e Giustizia  +  Medicina: Chirurgia
$$$ influenzano studi sulle Ricerche Mediche  +  Statistiche Ministero manipolate
Influenza Aviaria  Archivio sui danni dei farmaci  +  Tossiemia  +  Medicina Multimediale
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
NUOVE MALATTIE INVENTATE  +  Medici e Medicine  +  Norimberga 2
La Teoria sui germi che generano malattie e' Falsa  +  Medici pagati da case farmaceutiche
I medici dentisti sono gli unici obbligati a fornire risultati  Medicina Alternativa
A quando anche gli altri medici al servizio della sanita'
saranno OBBLIGATI al RISULTATO  come i dentisti ?
perche' questa differenza ? che vi sia dietro, nel non obbligare anche gli altri tipi di medici,
la lunga mano delle case farmaceutiche.....
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
 
L'Aids e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

FARMACI e CONTROINDICAZIONI  +  Guerra conto le Donne (con i Vaccini) 

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
 
e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
 

Le metafore militari in medicina stanno inasprendo i toni dei discorsi e modificando l’approccio alla pratica medica. Già nel 1934 il British Medical Journal sosteneva la necessità di intraprendere una serrata "guerra contro il cancro", che da allora è diventato il nemico numero uno per la salute dell’uomo. Ancora oggi si continuano ad utilizzare delle metafore belliche in medicina.
Il mese scorso l’Università di Nottingham, in Inghilterra, ha inaugurato un nuovo Centre for Healthcare Associated Infections interamente dedicato allo studio dei "super batteri" quelli, cioè, che hanno sviluppato la resistenza agli antibiotici. Intervistato dai giornalisti, il direttore Richard James ha dichiarato che la struttura rappresenta "un luogo dove verranno sviluppate bombe intelligenti contro bersagli molecolari in modo da potersi difendere dal nemico invisibile". Se si estrapolasse questa frase dal discorso, sarebbe impossibile non dare per scontato che si tratti di un’affermazione fatta da un militare dal petto in fuori che espone fiero tutte le medaglie ottenute durante la sua carriera. A parlare è, invece, uno scienziato.
Su questo singolare esempio di comunicazione in medicina si riflette sull’ultimo numero della rivista The Scientist.

I pareri. Secondo George Lakoff, linguista cognitivo di Berkeley, University of California, gli scienziati che inquadrano i problemi usando un’ottica militaristica rischiano di avere una visione estremamente limitata dei problemi e di come affrontarli perché "non si parla solo di un linguaggio ma di un modo di percepire la realtà". L’atteggiamento guerresco presuppone di affrontare la biomedicina e lo studio della vita con un atteggiamento "contro": i batteri, i virus, le malattie sono i nemici da sconfiggere per salvaguardare la salute dell’uomo.
Un atteggiamento del genere, oltre ad esser fortemente antropocentrico, nega che esistono degli equilibri in natura che si basano sull’azione e l’interazione di più specie viventi.
Già nel 1995 George J. Annas, filosofo della medicina, aveva sostenuto sul New England Journal of Medicine che per avere un’idea di come si stava evolvendo la sanità bastava guardare al linguaggio usato dai medici e dagli scienziati. Le metafore più pericolose, secondo Annas, erano quelle militari.
In sostanza l’uso di parole come guerra alla malattia, distruzione, armi intelligenti lasciano passare il messaggio che la medicina è una battaglia contro la morte, le malattie sono degli attacchi al corpo da cui difendersi, il medico colui che decide la strategia di guerra. Ma la battaglia contro la morte è già persa in partenza.
Si combatte a Waterloo
.

Bibliografia: Wenner M. The war agains war metaphors. The Scientist 2007; 17 febbraio.
Annas GJ. Reframing the debate on health care reform by replacing our metaphors. N Engl J Med 1995:(332)745-8.
By Emanuela Grasso - Tratto da: Il Pensiero Scientifico

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Rapporto medici pazienti - Indagine di Altroconsumo (Italy)

Non solo il dialogo tra medici e pazienti sui farmaci e sui possibili effetti collaterali è del tutto insufficiente, ma il 90% dei medicinali prescritti è griffato. È quanto emerge dall'inchiesta sull'uso dei farmaci e sul rapporto medici-pazienti che Altroconsumo ha condotto su 2265 italiani, campione rappresentativo della popolazione adulta del nostro Paese. L'inchiesta rientra in un'indagine che ha coinvolto più di 10100 cittadini europei, condotta da associazioni di consumatori indipendenti in Europa.

"In Italia tre quarti degli intervistati - si legge nel comunicato di Altroconsumo - segnala di aver fatto le più recenti visite mediche presso il Servizio sanitario nazionale, più spesso per uno specifico problema di salute. Un quarto del campione si fa visitare per un check-up generale, il 17% per farsi rinnovare la prescrizione delle medicine. Metà del campione è uscito dal consulto del medico con una ricetta, in media con la prescrizione di due farmaci. L'11% dichiara di aver ricevuto una prescrizione di 4 o più medicinali".

Ma la cosa più sorprendente è che il 54% della totalità degli intervistati dichiara di non aver ricevuto alcuna informazione sul costo della cura, il 39% non ha ricevuto informazioni sui possibili effetti collaterali. Il 90% dei farmaci prescritti, inoltre, è di marca. Eppure l'80% del campione dichiara di considerare il medico di famiglia la fonte di informazione principale, a fronte di circa il 40% che dichiara di rivolgersi anche al farmacista.

Il 7% dei pazienti che ha avuto una prescrizione non ha comprato il farmaco. Per circa un terzo di questi, perché lo aveva già a casa, mentre per altri perché il farmaco era troppo caro. Il 17% degli intervistati giudica comunque troppo elevato il prezzo dei farmaci.
Inoltre il 10% è insoddisfatto del contenuto della confezione del farmaco prescritto, eccessivo in quantità rispetto alle esigenze della cura. Il 26% degli intervistati dichiara di buttare in pattumiera i farmaci scaduti e il 19% di gettarli nello scarico dei sanitari.

"Nel complesso l'indagine dimostra che l'informazione offerta ai pazienti  è inadeguata - rileva l'associazione - Il cattivo uso delle medicine alcune volte dipende dalle iniziative individuali e da libere interpretazioni dei singoli pazienti, legate anche alla sensazione di non gestire adeguatamente la malattia, non riuscire a interpretare i disturbi oppure il ciclico comparire o scomparire dei sintomi. La poca informazione genera scarsa fiducia nella terapia: un dato che i medici non dovrebbero ignorare".

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

“Progresso” farmacologico, medico e malattie 

Cancro: alle soglie del ventunesimo secolo
Se in medicina si guarda a quel fenomeno mitico che è il progresso della scienza ci si rende conto che assistiamo ad un fatto paradossale.

Osserviamo da una parte un grandioso impegno della ricerca produrre nuovi paradigmi di comprensione a livello biomolecolare, nuove tecnologie, nuovi farmaci. Se poi andiamo a quantificare l'impatto che simili acquisizioni hanno sulla salute reale dell'uomo -per esempio misurando in vari paesi l'aspettativa di vita di un individuo che abbia superato l'infanzia- ci accorgiamo allora che questa aspettativa non varia drammaticamente fra paesi con una medicina a diverso livello di sviluppo.

Per trovare una differenza davvero rilevante occorre prendere in considerazione il terzo mondo, cioè quelle aree in cui vengono a mancare i presupposti basilari dell'igiene ambientale e sociale. E' l'ovvietà che balza agli occhi quando i dati sono osservati nel tempo: sono state le condizioni nutrizionali e igieniche, l'acqua potabile, le bonifiche e così via (non gli antibiotici e men che mai gli attuali farmaci sofisticati) a cambiare veramente il corso della vita umana.

In termini di risultati, il rapporto tra l'entità degli sforzi mobilitati nella ricerca e il progresso reale profila così una curva esponenziale che tende a un plateau; nel senso che, nello sviluppo della scienza medica, da un certo punto in poi vediamo il dispendio dei mezzi ottenere effetti progressivamente sempre meno efficaci.

Se guardiamo allo stesso fenomeno dal punto di vista dei costi, ancora otteniamo una curva esponenziale, ma di segno opposto: la traiettoria delle ricerche innovative (che pur via via divengono relativamente meno efficaci) esige una spesa sempre più elevata; al punto che nessun paese, per ricco che sia, possiede oggi soluzioni in grado di fronteggiare i costi della medicalizzazione complessiva della vita. Le due curve descrivono dunque una forbice entro cui appare chiaro che questo progresso è sempre meno "generoso", restando in ogni caso utopico sul piano economico concreto.

Un problema si pone evidentemente a questo punto, ed è se vi sia un difetto alla radice di quel che abitualmente identifichiamo con la scientificità. Nella complessità di tale questione teniamo a ribadire alcuni punti.

Va detto prima di tutto come la diatriba emergentismo/riduzionismo denunci con forza sempre maggiore il vizio di metodo di una ricerca che procede isolando le questioni studiate dai contesti. Un fegato, un cuore, un rene non definiscono insomma aree isolate di problemi, bensì una serie di interrelazioni il cui soggetto -a vero dire poco studiato- è l'individuo intero.

In secondo luogo osserveremo come i rapporti psiche/soma rappresentino il massimo di tale incapacità ad articolare i problemi, il massimo della cecità che sorge dal come è gestita, nei fatti, la ricerca biomedica.
Più avveduto di noi Platone scriveva nel Carmide: "Il nostro Zalmosside, che è un Dio, vuole che come non si deve cominciare a sanare gli occhi senza tener conto del capo, né il capo senza il corpo, così neppure si deve cominciare a sanare il corpo senza tenere conto dell'anima; anzi questa sarebbe proprio la ragione per cui tante malattie la fan franca ai medici greci, perché essi trascurano il tutto di cui invece dovrebbero prendersi cura, quel tutto che è malato e dunque non può guarire in una parte".

Tale specifica esigenza del resto è oggi largamente penetrata nella sensibilità sociale, di modo che sono i pazienti stessi a richiedere in modo perentorio una maggiore attenzione alla loro unità psicosomatica.

Ma, spingendoci oltre, incontriamo un terzo punto ancora più fondamentale: sono psiche e soma due realtà dotate di uno statuto ontologico distinto ?
Quest'impalcatura concettuale dualistica, tanto antica nel pensiero del mediterraneo, davvero coglie una verità o piuttosto rappresenta un macroscopico pregiudizio epistemologico ? Forse non esitono un "Io psichico" e un "Io somatico", forse si tratta di due prospettive su un'unica realtà.

Alle soglie del ventunesimo secolo crediamo che valga la pena di ritornare con umiltà a questi problemi. Crediamo che medici e psicoanalisti non debbano comportarsi con presunzione, nel giardinetto privato del loro specifico sapere, e debbano invece lavorare assieme.
Crediamo infine che la "psicosomatica" non si riduca ad un banale tiro alla fune per aggiudicarsi una quota maggiore di competenza circa l'eziologia dei disturbi di un cefalagico, di un colitico o di un ulceroso. Quello che poniamo è un grande problema eanerale della medicina tutta.
Crediamo riguardi anche un tema drammatico come il paziente ammalato di cancro.
By Fabrizio Franchi
Tratto da:
http://psychomedia.it/pm/answer/crononco/franchi1.htm


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

MITI dei MEDICI

"Stupido e irresponsabile": così è stato definito, in uno dei numerosi commenti online, l'articolo pubblicato sul British Medical Journal, in cui due medici americani, Rachel Vreeman e Aaron Carroll, si sono presi la briga di dare spiegazioni scientifiche a sette "miti medici", per lo più sfatandoli. Per esempio, che bisogna bere otto bicchieri di acqua al giorno; che il cellulare acceso in ospedale crea pericoli perché può interferire con le apparecchiature; o, ancora, che leggere con poca luce danneggia la vista.

Le risposte da loro individuate consultando Medline, uno dei più ricchi motori di ricerca medica, o andando semplicemente su Google, non hanno però convinto molti loro colleghi. Che nei giorni successivi hanno replicato con enfasi, rigore (e rabbia) sul sito della rivista, contrapponendo altri dati e polemizzando sulla scelta di "miti di paglia", in fondo innocui rispetto a molti altri consolidati nella pratica medica. è vero, lo sostengono anche i due autori, in certi casi i medici fanno affermazioni che non si basano su evidenze scientifiche bensì su luoghi comuni che loro stessi propalano.

"I miti che più mi preoccupano non sono però quelli da voi citati, verosimilmente innocui, ma altri più pericolosi entrati nella medicina e mascherati di scientificità" scrive Geoffrey Russell sul blog in risposta all'articolo. "Certi miti non sempre sono frutto di credenze popolari, come quello che capelli e unghie continuano a crescere dopo morti" dice Vittorio Caimi, medico di famiglia a Monza. "Ci sono miti veicolati dalla classe medica, come prescrivere il test per il Psa a tutti i 50enni con l'idea di prevenire il tumore alla prostata, mentre non è provato che serva. Studi clinici in corso forse risolveranno il dilemma, intanto lo si fa fare.....
Non è un falso mito anche questo ?".

Lo stesso, aggiunge Caimi, si può dire per la Moc, il test di mineralometria ossea computerizzata che misura la densità ossea. "Riceviamo spesso prescrizioni da specialisti per donne in premenopausa, età in cui il rischio di perdita di massa ossea è inesistente".
E che dire dei nuovi miti del benessere, prosegue Silvano Biondani, medico di famiglia a Verona, più insidiosi e fuorvianti di quelli elencati sul British Medical Journal ?
"Si stabiliscono valori sempre più bassi di normalità per colesterolo e pressione, fattori di rischio cardiovascolare se elevati. Negli ultimi 30 anni l'obiettivo da raggiungere per il colesterolo è sceso da 260 a 180. Così gran parte dei pazienti è fuori norma: lo segnala l'asterisco accusatore sul test".

A proposito di pressione sono state addirittura introdotte linee guida per una nuova classe di persone a rischio: i preipertesi.
"Il vero pericolo, che è anche uno dei limiti della medicina contemporanea, è di frammentare l'unicità e la complessità di ogni persona in una serie di malattie potenzialmente curabili, meglio se con farmaci. Con il risultato di trasformarci in una società di malati" aggiunge Biondani. Plos Medicine ha pubblicato poco più di un anno fa un numero speciale sul "disease mongering", la tendenza a coniare nuove patologie, come la preipertensione, pur di vendere medicine a sempre più pazienti.

"A stabilire linee guida dovrebbero essere esperti senza legami con l'industria nei settori in cui le aziende potrebbero trarre beneficio dalle loro decisioni" raccomanda Sheldon Krimsky, autore del saggio Science in the private interest. Diventa sempre più difficile per un medico resistere al canto delle sirene di Big Pharma: solo negli Stati Uniti i colossi farmaceutici hanno speso nel 2004 oltre 55 miliardi di dollari per promuovere medicinali (la pressione si esercita con viaggi, inviti a congressi, regali, finanziamenti a società scientifiche, pubblicità mascherata da campagne di informazione.), contro i poco più di 30 miliardi per la ricerca. I dati provengono da uno studio canadese ed è sempre Plos a farlo sapere.

"Un tempo scienza medica e saggezza popolare si compenetravano. Erano assimilabili. I rimedi dettati da buonsenso e tradizioni culturali, come il miele con il latte caldo invece dello sciroppo per la tosse, erano utili a gestire piccoli disturbi" ricorda Biondani. Oggi per riabilitare il miele occorre che lo affermi uno studio scientifico, come è avvenuto di recente.
Il rischio dell'articolo sui falsi miti medici, si afferma nel blog, è di crearne altri. "Leggere con poca luce non rovinerà la vista, ma favorisce a lungo andare la miopia specie nei bambini" replica Klaus Schmid, medico tedesco.
E poi ? "è vero che un tempo si leggeva a lume di candela e c'erano meno miopi, ma è maggiore la quantità di libri che oggi i bambini leggono: e 4 ore di lettura al giorno con luce fioca possono danneggiare la loro vista" scrive Mikhail Vinin, capo ricercatore a Edimburgo, in Scozia.

Sul bere o meno otto bicchieri di acqua al giorno è polemica. "Dipende da fattori ambientali" afferma dall'Australia Andrew J. Rees. "Qui in estate chi lavora all'aperto o fa sport per stare bene beve 3 o 4 litri di acqua al giorno". Da irresponsabili, secondo Caimi, negare la necessità di bere a chi soffre di calcoli renali. "Due litri d'acqua al giorno sono raccomandati, e si deve valutare caso per caso" dice. Sul blog si precisa che vari studi dimostrano come le bevande con caffeina deidratano l'organismo per l'effetto di questa sul metabolismo cellulare. Solo acqua e succhi contano nella dose quotidiana di liquidi, non il caffè.
Non le manda a dire David Clarke: "State mettendo a rischio la vita di persone e il giornale è in parte responsabile. Vergogna !
Le vostre smentite, se verranno, serviranno a poco".

Sui cellulari in corsia è bagarre. "è già così difficile fare in modo che per una norma di buon galateo parenti e malati lascino spenti i cellulari.
Ci sono donne che durante il travaglio mandano messaggini" polemizza Pamela Wilson, infermiera.
Sicuri che non influiscano sulle apparecchiature? "I più moderni cellulari hanno un effetto maggiore rispetto ai più vecchi.
Le precauzioni andrebbero riviste". Pamela cita uno studio olandese su oltre 60 apparecchi medici usati nelle unità critiche: i segnali dei cellulari influivano sul 33 per cento di questi, tra cui macchine per la ventilazione e allarmi di sicurezza; e i pacemaker esterni funzionavano male. Purtroppo, lamenta l'autore dello studio, Erik van Lieshout, sono sovente i medici stessi i peggiori nel non rispettare le regole. "Come vi sentite adesso? Altro che smentite. La vostra informazione è potenzialmente dannosa.
E il vostro senso di responsabilità sociale pari a zero" scrive Pamela.

Che da questo dibattito possano emergere nuovi falsi miti lo dimostra la varietà di posizioni sul blog. C'è chi si preoccupa e chi minimizza. C'è pure chi si è divertito, come un medico di Liverpool, a rivisitare altri vecchi miti, tipo quello secondo cui le carote farebbero bene alla vista e gli spinaci ai muscoli: sfatati da tempo.
Ciò che pochi sanno è che la convinzione popolare che il betacarotene, precursore della vitamina A, procuri una supervista nacque nella Seconda guerra mondiale. L'intelligence inglese voleva tenere segreto il radar che contribuiva ai successi dell'aviazione, perciò la stampa diede risalto alle straordinarie capacità visive del tenente della Raf John Cunningham: tutto merito della sua passione per le carote.

E il mito degli spinaci che ha reso famoso Braccio di ferro? Nasce, pare, da un errore di trascrizione di E. von Wolf, nel 1870, che mise una virgola al posto sbagliato decuplicando il contenuto di ferro degli spinaci. «Se queste credenze servono a fare mangiare più verdure ai bambini, poco male.
Una dieta sana può ridurre le malattie. E questo non è un mito» scrive Thachil.

Ma come distinguere la tradizione dall'aneddoto? E come riconoscere le trappole che il business della salute dissemina mascherandole di scientificità ? "Spesso esiste una grande distanza tra le poche evidenze di cui disponiamo e la necessità di dare spiegazioni esaustive ai pazienti» dice Caimi. «Gran parte dei problemi che affronta un medico sono complessi e anche la medicina basata sull'evidenza non dà risposte complete. Tutto va mediato da esperienza e buonsenso, tenendo conto del caso che si ha davanti".

I falsi miti descritti, lo sottolineano i due autori dell'articolo, difficilmente possono far danni. Raccomandare invece trattamenti per i quali ci sono scarse prove certamente sì.

Image: http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-18420
British Medical Journal: http://resources.bmj.com/bmj/about-bmj dare spiegazioni scientifiche a sette "miti medici", per lo più sfatandoli:
http://www.bmj.com/cgi/content/full/335/7633/1288
sito della rivista: http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288
scrive Geoffrey Russell:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288#184518
afferma dall'Australia Andrew J. Rees:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288#184732
David Clarke:
http://www.bmj.com/cgi/eletters/335/7633/1288#184500

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Importante: ….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

 
RICERCA Parole nel SITO

HOME
   

"Questo sito WEB vi informa"
Non siamo responsabili della correttezza e/o della solvibilità degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster  - Copyright © 1998,  Publisher Bamico ltd - All rights reserved 
Tutti i diritti riservati - Vietata la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte