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Matrix potrebbe essere più vicino di quello
che crediamo.
Il mondo virtuale descritto nella saga
cinematografica dei fratelli Wachowsky, in cui
un computer riesce a ricreare una realtà
talmente perfetta da ingannare l'uomo, è
distante solo pochi anni. Lo afferma un
ricercatore dell'americano Brookhaven National
Laboratory al sito dell'autorevole settimanale
New Scientist.
E' da secoli che visionari di tutti i tipi
cercano di calcolare quanto è lontana la nascita
della vera A.I., ovvero l'intelligenza
artificiale. Nel 1950 Alan Turing, il padre
della moderna scienza dei computer, ha proposto
l'ultima prova: un umano si impegna in un
dialogo con una macchina e un altro umano
dovrebbe distinguere l'uno dall'altro. Una
variante è il "Test di Turing grafica", nel
quale un giudice umano è incapace di distinguere
il mondo reale da quello generato dal computer.
"Per noi interazione significa poter controllare
un oggetto, la sua rotazione, per esempio, in
tempo reale - dice McGuigan.
Già oggi i computer possono produrre scene
artificiali capaci di ingannare l'occhio, ma per
replicare i movimenti servono ore, mentre il
realismo richiede almeno 30 frames al secondo".
Il ricercatore ha quindi deciso di testare la
capacità di uno dei più potenti supercomputer,
il Blue Gene/L al Brookhaven National Laboratory
di New York, per tentare di generare un mondo
artificiale. Blue Gene/L ha una capacità di
103mila miliardi di operazioni al secondo, un
normale computer ne ha solo dieci.
In particolare McGuigan ha analizzato la
capacità del supercomputer di far interagire la
luce con gli oggetti, un elemento importante di
qualsiasi mondo virtuale con ambizioni di
imitare la realtà.
Utilizzando un software 'ray-tracing' non
ottimizzato per il supercomputer, McGuigan ha
verificato che Blue Gene/L esegue la simulazione
ad una velocità 822 volte superiore di un
normale computer, "ma - ha chiarito - con un
programma ad hoc si potrebbero ottenere
risultati migliori".
Comunque la velocità per ottenere immagini ad
alta risoluzione è ancora inferiore a quella
necessaria per passare il test di Turino
Grafica. Ma il supercomputer in grado di passare
il test può essere ad un solo anno di distanza,
sottolinea McGuigan. "Non si può mai sapere con
certezza fino a quando non si è in grado di
farlo", aggiunge.
Secondo il ricercatore, la riproduzione della
realtà è ottima, ma ancora non sufficientemente
veloce: "Dai dati che ho ottenuto sarà possibile
ottenere una riproduzione perfetta con una
velocità di un milione di miliardi di operazioni
al secondo - spiega McCuigan – un risultato che
dovrebbe essere raggiunto in pochi anni". Gia,
ma quanti ?
Per tentare di fare un calcolo, si potrebbe
ricorrere alla cosiddetta "legge di Moore",
basata su una osservazione empirica di uno dei
guru della scienza dei computer, quel Gordon
Moore che nel 1968 fondò Intel (oggi prima
produttrice mondiale di microprocessori).
Nel 1965, Moore, spiegò che tra il 1959 e il
1965, il numero di transistor che formano un
chip raddoppiava ogni anno. La teoria è poi
stata rielaborata e riformulata alla fine degli
anni Ottanta nella sua forma definitiva: le
prestazione dei processori raddoppiano ogni 18
mesi.
Questa teoria da molti viene presa come un
enunciato che non tiene conti di fattori legati
al mercato, ma in linea di principio sembra
tenere. Dunque per passare dai 103mila miliardi
di operazioni al secondo di un moderno
supercomputer ad un milione di miliardi di
operazioni al secondo, ci separerebbero appena
quattro anni. Un tempo teorico che potrebbe
anche ridursi.
Una curiosità: negli Usa è da poco terminata la
serie ispirata ad un'altra famosa saga
cinematografica, Terminator. The Sarah Condor
Chronicles, racconta di come le macchine
prenderanno il sopravvento sull'umanità per
conto di un supercomputer di nome Skynet. Un
evento che si verificherebbe nel 2011.
http://technology.newscientist.com/article/dn13585-matrixstyle-virtual-worlds-a-few-years-away.html
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/matrix-reale/matrix-reale/matrix-reale.html
Commento
NdR: articolo interessante ma con titolo un
po' fuorviante:
Si parla della capacità di una macchina di
generare un ambiente 3d in cui si interagisce in
tempo reale ed è indistinguibile dalla realtà
in termini grafici.
La distinzione dalla realtà invece c'è, ed è
legata al fatto che, questo ambiente 3d lo
vedremmo:
1) Poco credibile in termini di quello che ci
succede dentro.
2) Attraverso un monitor od occhialetti 3d,
quindi con la consapevolezza di vedere un
qualcosa simile ad un programma televisivo.
Per raggiungere una teorica matrix, (a meno di
tecnologie militari sconosciute alla popolazione
ed ai ricercatori) mancano ancora due aspetti
importanti:
1) Intelligenza artificiale:
Per quanto la potenza di calcolo possa essere
bruta in tempo reale, potremmo generare
intelligenze artificiali che rispondano più che
altro "si" o "no" e difficilmente con un
"dipende" o un "in parte" argomentato.
Servirebbero algebre e circuitazioni più
complessi di quella binari; cosa che si potrebbe
realizzare con i qbit; ma per questo serviranno
forse altri 20 anni di studi.
2) Connessione uomo macchina
Lo "spinotto in testa" non pare esiste ancora -
ma si stanno facendo gia' prove sulle
connessioni con i neuroni cerebrali - su
larga scala; interagiamo con il computer ancora
con tastiera e mouse, ed il resto sono ancora
esperimenti in cui c'è la consapevolezza
dell'esistenza di una connessione artificiale.
Questa sola consapevolezza rende l'inganno
scopribile.
Volendo fare uno studio di fattibilità di una "matrix",
essa non sarebbe tecnicamente possibile prima
di altri 50 anni. pero' con i militari che
incalzano forse questo tempo potrebbe essere
accorciato....
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