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Parlamentari
pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che
svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari
e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI
che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
Ormoni, pressioni sui medici per
venderli...anche per i bambini
“Nessuno, dopo
questo film, guarderà senza sospetto la più
anonima scatola di medicinali, o almeno senza
pensare di non essere vittima di una truffa“.
- 12 novembre 2013
Così Antonio Morabito, il regista de “Il
venditore di medicine” (prodotta da
Amedeo Pagani in collaborazione con Rai Cinema),
film fuori concorso al Festival Internazionale
del Film di Roma e in uscita nelle sale a
gennaio, spiega la trama della sua ultima opera.
“Un tema non certo inedito, quello dello
strapotere delle industrie farmaceutiche e dei
suoi rappresentanti che – sottolinea – è
comunque un pugno nello stomaco per chi almeno
un blister al giorno lo frequenta”. Il film è
una dichiarazione di guerra alla sanità
italiana dove gli informatori
scientifici vengono rappresentati nella finzione
come corruttori di medici compiacenti.
Tra gli interpreti: Claudio Santamaria, Isabella
Ferrari ed Evita Ciri. Ad apparire in un cameo
c’è anche Marco Travaglio: il vicedirettore de
il Fatto Quotidiano veste le parti di un medico
integerrimo, il Professor Malinverni, che
si scaglia contro la pratica abusata da molti
dottori di ricevere viaggi e regali da
informatori farmaceutici senza troppi scrupoli
per prescrivere ai pazienti un medicinale
piuttosto che un altro.
Tratto da:
Ecco una clip del film dove compaiono Santamaria
e Travaglio
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/12/cinema-il-venditore-di-medicine-ecco-il-trailer-del-film-con-travaglio-e-santamaria/253230/
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Il
marketing del farmaco"
(e non solo) - di Paolo Barnard
Tratto dalla puntata di: giovedì 11
ottobre 2001 ore 20:50 - Rai 3
MILENA GABANELLI in STUDIO
Credo che molti di noi possano dire di conoscere
personalmente almeno un medico che si rovina la
salute per quella dei suoi pazienti . Questi
medici, che non sono due o tre, non si fanno
influenzare dal signor Giulio, ma altri si', e
sono piu' di due o tre. Gli informatori sono
30.000 ed e' evidente che non sono tutti uguali,
ma se fossero solo 2 o 3 non saremmo qui a
parlarne, e che l'azienda che produce farmaci deve
vendere e' un fatto. Ancora prima di andare in
onda abbiamo ricevuto lettere :
"SONO UN'INFORMATRICE SCIENTIFICA CHE LAVORA
PER UNA GRANDE MULTINAZIONALE ...NOI NON SIAMO
IMBONITORI, NON COMPRIAMO I MEDICI, CHI LO FA E'
DISONESTO.E' "UNA PICCOLA REALTA". Giorgia
Ancona.
Poi il Presidente e il Vice Presidente
dell'Associazione Italiana
Informatori Scientifici:
"NON E' INFANGANDO INTERE CATEGORIE CHE SI
RISOLVONO I PROBLEMI". Dall'altra parte
Silvio Garattini, un' autorita' nel campo della
farmacologia, che la settimana scorsa scrive:
"GLI INFORMATORI
HANNO IL COMPITO DI ILLUSTRARE I VANTAGGI DEI
PROPRI FARMACI RISPETTO A QUELLI OFFERTI DAI
PRODOTTI DEI CONCORRENTI ; POICHE' SONO PAGATI E
FANNO CARRIERA SULLA BASE dell'AUMENTO DELLE
VENDITE, E' ASSAI IMPROBABILE CHE NELLE LORO
CONVERSAZIONI SI SOFFERMINO AD ILLUSTRARE GLI
EFFETTI TOSSICI O I PUNTI DI DEBOLEZZA DEI LORO
PRODOTTI.
Inoltre LA PRESSIONE PROPAGANDISTICA SI TRADUCE IN
UNA CIFRA CHE VA DAL 30 AL 50% DI MEDICINE NON
NECESSARIE".
Senza fare di ogni erba un fascio, la portata del
fenomeno e' grande.
L'inchiesta di Paolo Barnard che vi mostreremo
questa sera fa un percorso lungo dentro il
marketing del farmaco, ma il punto di partenza e'
proprio l'informatore scientifico, e il suo ruolo.
Il farmaco non puo' e non deve essere
pubblicizzato o venduto come un qualunque altro
prodotto, ma ricordiamolo, dietro al farmaco ci
sono le direttive dell'azienda che lo produce.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Signor Giulio, che cos'e' che io non so quando mi
siedo davanti al mio medico generico e ho un
problema di salute ?
INFORMATORE
Lei non sa che prima di lei sono passato io.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E lei chi e' ?
INFORMATORE
Io sono il rappresentante, l'informatore.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E perché la sua presenza e' un pericolo per la
mia salute ?
INFORMATORE
Perché io spesso per convincere un medico a
prescrivere certi farmaci uso metodi come le cene,
i regalini, i congressi eccetera.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Quindi lei mi dice che se il mio medico generico
mi prescrive un farmaco, spesso e' perché ha
ricevuto un regalo da uno come lei ?
INFORMATORE
Molto spesso e' così.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Questo accade anche in ospedale ?
INFORMATORE
Anche, addirittura certe aziende hanno linee di
informatori che fanno solo gli ospedali.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Questo uomo faceva parte di quella schiera di
giovani incravattati che troviamo spesso negli
studi dei medici e che si chiamano informatori
scientifici: alle dipendenze delle case
farmaceutiche, questi avrebbero il compito di
informare i dottori sui nuovi farmaci, ma
purtroppo sembra che la loro specialita' sia
quella di corromperli per ottenere piu'
prescrizioni. Il mio testimone ha deciso di
raccontare quello che sa su questo fenomeno, che
prende il nome di comparaggio; si nasconde dietro
l'anonimato perché rischia molto, infatti mi ha
detto che l'industria del farmaco non e' tenera
con i dissidenti. Giulio ora ha altro da
raccontarci. Se domani avete un appuntamento col
vostro medico, e' meglio che ascoltiate con
attenzione.
Come fate a coccolare i medici affinche'
prescrivano i vostri farmaci anziché altri ?
INFORMATORE
Dipende dal medico. Alcuni arrivano a prendere le
mazzette, altri si accontentano di gadget, di
congressi - vacanza, di un apparecchio per la
pressione, di una bilancia. Poi ci sono i gadget
che non si vedono, come il telefonino, il
programma computer, per i quali si chiede qualcosa
in cambio.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Cosa ?
INFORMATORE
La prescrizione.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Giulio, questo sistema fa parte di un'iniziativa
di uno o due produttori o e' diffuso ?
INFORMATORE
E' un sistema tipicamente italiano, e in Italia
chi non applica questo sistema e' tagliato fuori.
I grossissimi produttori che non applicano il
sistema si trovano svantaggiati rispetto agli
altri.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Giulio denuncia un sistema che, come lui stesso
ammette, riesce a corrompere solo una parte dei
medici, ma che e' sufficiente a falsare tutto il
mercato del farmaco nostrano. Le sue sono parole
supportate anche da documenti.
INFORMATORE
Provare l'esistenza del comparaggio e' difficile,
ma qui ci andiamo vicini... cosa abbiamo qui ?
Questo documento ufficiale di una USl parla di una
donazione di 5 milioni (lire) fatta da me per
conto di una nota casa farmaceutica a un grosso
ospedale di Genova, divisione di cardiologia,
finalizzata allo sviluppo di un farmaco
ipertensivo, donazione fatta con una motivazione
assurda.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E questo altro documento cosa ci dice ?
INFORMATORE
Questo dimostra che nel periodo immediatamente
successivo alla donazione le vendite di quel
farmaco sono triplicate nelle farmacie di quella
zona.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Pero' lei prima mi diceva che ha avuto dei guai in
questa storia, perché alla fine il numero di
scatolette prescritte non e' stato quello che voi
vi aspettavate
INFORMATORE
Sì, non hanno prescritto secondo i patti e io me
ne sono dovuto andare, ho perso il posto.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma se io faccio l'avvocato del diavolo e le dico:
non potrebbe essere che il farmaco ha venduto di
piu' perché era un buon prodotto, con meno
effetti collaterali, lei cosa risponde ?
INFORMATORE
E allora perché abbiamo donato 5 milioni a quel
reparto ?
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Lei pero' ha bianchettato sia il nome della casa
farmaceutica che quello dell'ospedale e del
primario, e non me li vuole dire, perché ?
INFORMATORE
Perché ho ricevuto delle minacce, anche fisiche,
e lascio a chi vuole il cercare chi e'.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE (interviste in
strada)
Buongiorno, sono di Rai Tre, posso farle una
domanda ?
DONNA 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Lei ha un medico generico ?
DONNA 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Sa cosa e' il comparaggio ?
DONNA 1
No
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Lei dal medico ha mai visto quei giovani
incravattati, con la valigetta ventiquattr'ore ?
DONNA 2
Certo
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Sa chi sono?
DONNA 2
Rappresentanti
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Informatori farmaceutici. Sa cosa fanno gli
informatori farmaceutici?
DONNA 2
No, non lo so
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Lei ha un medico generico ? Sa cosa e' un
informatore farmaceutico ?
UOMO 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Li ha visti dal medico ?
UOMO 1
Si'
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E lei sa cosa fanno questi signori ?
UOMO 1
Danno delle informazioni sui nuovi prodotti da
dare poi al cliente
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Tutto qui?
UOMO 1
Penso diano informazioni scientifiche in merito
all'efficacia del medicinale
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Se le dicessi che a volte tentano di corrompere i
medici, lei cosa mi dice ?
UOMO 1
Io non sono del ramo quindi non so
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma non ha mai pensato che potesse essere una
possibilita' ?
UOMO 1
In Italia tutto puo' essere
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Di comparaggio, sa qualcosa ? Niente ?
UOMO 2
No
INFORMATORE
A questo punto c'e' un documento di marketing di
un'azienda farmaceutica che ho conservato e che si
chiama piano di lancio, per una nuova medicina.
Per esempio, vi si dice: "costruire un gruppo
di opinon leader, e cioé i baroni universitari e
ospedalieri, fidelizzati alla casa farmaceutica!
"
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Fidelizzati significa ?
INFORMATORE
Resi molto fedeli all'azienda, molto riconoscenti,
da impiegarsi come testimonial del prodotto.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Cioé, devono essere fedeli alla casa farmaceutica
? Ma questo e' molto spudorato.
INFORMATORE
Ma c'e' di peggio. Diventa ancora piu' spudorato
quando si parla di "Obiettivo", e dice:
"costruire rapporti continuativi con
specialisti e medici generici dalla resa prescrittiva elevata", cioé che possano
prescrivere tante scatolette.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Questo vuol dire che le aziende identificano dei
medici dall'alto potere prescrittivo.
INFORMATORE
Dalla resa prescrittiva elevata.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ci sono, esistono, quindi io mi siedo davanti a
uno di questi, non lo so, e questo potrebbe essere
uno fidelizzato all'azienda. Questo succede tutti
i giorni.
INFORMATORE
Regolarmente.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Nella telefonata che segue un noto cardiologo mi
conferma che lo scambio di favori fra case
farmaceutiche e medici e' una realta'. Si parla di
congressi di medicina in luoghi esotici usati
talvolta per coccolare i dottori in
cambio di prescrizioni.
CARDIOLOGO (al telefono)
Per fare l'esempio banale dei congressi, io
sfrutto queste sponsorizzazioni perché mi fanno
comodo, ed e' l'unico rapporto che ho con le case
farmaceutiche. In questo caso la mia correttezza
morale nei confronti del
paziente non e' toccata perché io prescrivo
comunque il farmaco che devo prescrivere e invece
di mettere il nome di una ditta ne metto un'altro,
e favorisco...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E questo perché la invitano al congresso ?
CARDIOLOGO (al telefono)
Mi invitano al congresso e allora invece che
mettere il primo nome che mi viene in mente io
metto il farmaco del congresso.
INFORMATORE
Esiste una teorizzazione sul congresso come arma
di fidelizzazione del medico, per renderlo
riconoscente a chi l'ha mandato a farsi una bella
vacanza con la scusa dell'aggiornamento.
All'inizio dell'anno ogni
informatore ha una lista di posti disponibili per
congressi in giro per il mondo, cui mandare i
medici interessanti, quelli che prescrivono tante
scatolette. Qui ho una lista curata da me dove si
vede il congresso al Cairo, naturalmente a
febbraio, quello a Salvador de Bahia, a dicembre,
e poi in Sardegna a giugno, a Ischia a maggio e
così via. Qui ce n'e' anche uno a Washington, uno
serio, ma qui c'e' un solo posto ovviamente, per
gli altri ce ne sono diversi.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E allora andiamoci a uno di questi congressi, e
guarda caso siamo in giugno, in Sardegna e ospiti
di una localita' balneare fra le piu' belle
d'Italia. Si tratta del congresso nazionale di
neuropsichiatria infantile, e il primo impatto e'
con gli stand delle multinazionali farmaceutiche
proprio nel cuore dei lavori. Ho l'accredito
stampa e sono riconoscibilissimo. A telecamera
accesa colgo solo simposi e relatori seriamente
concentrati sui temi di medicina. Tutto sembra
contraddire la denuncia del mio informatore
pentito.
Poi, decido di nascondere la telecamera, e il
quadro cambia.
(GIOVANE CHE SI ABBRONZA IN SPIAGGIA CON LA
VALIGETTA DEL CONGRESSO L'AUTORE
LO RIPRENDE CON LA TELECAMERA NASCOSTA).
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E voi siete qua col congresso ?
GIOVANE 1
Sì, col congresso
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Col congresso, e quindi non pagate voi... no ?...
beati voi medici !
GIOVANE 1
C'e' qualcuno che paga... io veramente lavoro per
una azienda farmaceutica e siamo noi che paghiamo
i medici, loro vengono pagati da noi,
sponsorizzati.
GIOVANE 1
Noi abbiamo sbagliato tutto nella vita... dovevamo
passare dall'altra parte della barricata...
GIOVANE 2
Dovevamo fare i medici.. perché noi viaggiamo ma
viaggiamo per lavoro e allora vedi stiamo
scappando perché siamo gia' un po' in ritardo...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Sì pero' voi siete in spiaggia e i medici sono al
simposio..
GIOVANE 2
Pero' aspetta, al simposio lo sai quanto c'e' ? il
10%! li vedi questi qua (a
prendere il sole) ? questi qua sono tutti
congressisti.
(PARLANO ALCUNI MEDICI CONGRESSISTI)
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ecco, tu vieni qua e vedi che c'e' la Novartis in
prima fila e allora dici: un medico che viene
ospitato a un convegno così, al mare in un posto
stupendo qualcosa in cambio dovra' pur dare... e'
vero o no che vi
sponsorizzano ?
MEDICO 1
Certo... assolutamente..
MEDICO 2
Adesso qui vengono solo italiani, ma io ho visto
un'industria che paga il viaggio a degli
psichiatri che non capiscono l'inglese e li manda
in capo al mondo. Io ho avuto vergogna di essere
con loro, perché che cavolo ci facevano a quel
congresso ? Era ovvio che era un premio per aver
prescritto il farmaco... Esiste questo !
MEDICO 1
747 organizzati dall'Italia di psichiatri che
prima di tutto non vanno mai (ai simposi)...non
capiscono un cavolo di inglese e poi vanno a fare
shopping con le loro magliette Polo in giro a
lamentarsi che non mangiano la pasta al dente...
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Da quel che emerge i congressi sono luoghi di
incontro di promozione , di conoscenza, ma anche
l'occasione di svago o riposo in cambio di una
prescrizione. Ma chi organizza i congressi, ovvero
le grandi aziende farmaceutiche, lo sanno che i
congressisti invitati, ovvero i medici, sono
attratti piu' dalle spiagge che dalle relazioni
scientifiche ?
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ad un congresso in una localita' esotica il medico
in realta' se ne sta in spiaggia non non va ai
simposi. Che cosa potete fare per correggere
questo comportamento ?
GIAN PIERO LEONI - presidente Farmindustria
Se noi avessimo queste informazioni, se ci fosse
una evidenza chiara che il medico, guardi che si
tratta di medico specialista che viene invitato,
se il medico non partecipa noi abbiamo suggerito
agli organizzatori di questi congressi per esempio
di controllarne e verificarne la presenza, di fare
dei questionari che testimonino l'apprendimento e
quindi facciano prova della presenza. Se pero'
qualcuno fa diversamente bisognorebbe avere delle
indicazioni precise perche' lei sa che i rumori
sono molti e non si puo' andar dietro ai rumori,
tanto per essere chiari.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E allora torno sui grandi sponsor di questo
congresso: ascolto la relazione di un noto
neuropsichiatra infantile su alcune terapie
farmacologiche per bambini con gravi problemi di
comportamento. Si parla di farmaci, e leggo che la
sua relazione e' di fatto sponsorizzata da due
note case farmaceutiche, la Novartis e la Eli
Lilly.
ALESSANDRO ZUDDAS - Professore Universita' di
Cagliari
Allora, io ho fatto la relazione su quello che io
penso e per organizzare un simposio ho chiesto
aiuto alle industrie. Io non lavoro per Novartis,
ed e' normale che l'industria finanzi la ricerca,
il problema e' la correttezza delle informazioni,
garantita dalle fonti che io cito.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Dottore io non sto dicendo che lei e' corrotto. Ma
se una persona vede il simposio, la ditta che paga
tutto, e il suo farmaco sta lì per essere
presentato, e poi gli addetti ci dicono che i
medici sono pagati e sponsorizzati, allora nasce
il sospetto capisce ?. Non sarebbe meglio che
queste cose si facessero senza aziende sponsor ?
ALESSANDRO ZUDDAS - Professore Universita' di
Cagliari
Sono d'accordo con lei ma questo in Italia e'
impossibile.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Su questo il Dottor Zuddas ha ragione da vendere,
e infatti denaro pubblico per i congressi e per le
ricerche, in Italia, ve n'e' ben poco. Ma mi
rimane il sospetto che la presenza qui di sponsor
farmaceutici così potenti miri ad interessi meno
nobili, e che i ricercatori come Zuddas, per
quanto certamente in buona fede, siano anche
vincolati al successo commerciale dei farmaci che
studiano. Per ottenere conferme mi tocca
nascondere di nuovo la telecamera, e puntualmente
la musica cambia.
PARLA UNO PSICHIATRA RIPRESO CON TELECAMERA
NASCOSTA
PSICHIATRA
Questo e' il primo congresso finanziato in questo
modo dalle aziende, che noi abbiamo nella nostra
storia...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E perché ?
PSICHIATRA
Perché oggi ci sono i farmaci che interessano...Se
vuoi, loro stanno investendo in un settore nel
quale fra pochi anni ci saranno grandi profitti,
per esempio c'e' un farmaco che si chiama Tomoxetina...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Della Eli Lilly.
PSICHIATRA
Che di fatto sta finanziando Alessandro Zuddas,
non e' un segreto, tutti qui hanno, io no, ma
hanno delle ricerche finanziate dalla Lilly su
questo farmaco che sara' pronto a Ottobre.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ecco allora io mi chiedo Zuddas poi in cambio cosa
dovra' dare ?
PSICHIATRA
Questo devi chiederlo a lui!
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Io gliel'ho chiesto e lui dice niente, dice che la
sua coscienza.
PSICHIATRA (ridendo)
Questo e' un problema della sua coscienza... tu
hai fatto delle domande e di fatto hai avuto
queste risposte... pero' sostanzialmente e' questo
l'elemento di grande complessita'.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Comparaggio, medici fidelizzati, congressi per
coccolare il medico dall'alta resa prescrittiva,
ma tutto questo, alla fine che costi ha per noi
pazienti, e soprattutto per la collettivita' ?
INFORMATORE
Il disastro peggiore e' che in Italia non c'e'
ricerca sul farmaco, perché i soldi le case
farmaceutiche li spendono tutti per il
comparaggio, da notare che sono soldi pubblici,
perché il grosso fatturato la aziende lo fanno
con i farmaci di fascia A, quelli rimborsati dallo
Stato.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Il mio informatore ha tenuto la ciliegina sulla
torta per ultima, e la dedica a tutti i medici che
in questo momento lo stanno ascoltando.
INFORMATORE
Anche perché se i medici sapessero come sono
considerati dalle aziende...io qui ho un documento
di marketing di una industria del farmaco dove
viene detto agli informatori: "Non
aspettatevi che sia il TACCHINO a organizzare il
pranzo di Natale", ossia si vede il medico
come un tacchino che non vuole essere spennato e
che va dunque in qualche modo costretto o
violentato.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
e' tollerabile secondo lei che in un documento di
marketing di una grossa azienda farmaceutica
italiana si parli di medico come dei tacchini da
spennare ?
GIAN PIERO LEONI - presidente Farmindustria
Assolutamente no. No.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Eppure e' accaduto.
GIAN PIERO LEONI - presidente Farmindustria
Se e' accaduto io credo che questo sia un errore
di impostazione di quell'azienda.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Quell'azienda preciso fa parte di un grande gruppo
internazionale che opera da anni in Italia.
Lascio questo tema e, con rammarico, anche la
splendida localita' del congresso, ma proprio lì,
prima di partire, colgo una traccia assai
controversa. Infatti uno dei farmaci presentati
dal Dott. Zuddas era il Ritalin, uno stupefacente
che in Italia e' classificato in Tabella1, assieme
a cocaina e anfetamine, e di cui il Ministero
della Sanita' non ha ancora autorizzato la
prescrizione. Il Ritalin e' roba che scotta,
perché e' destinato ai bambini, e in America e'
da tempo l'oggetto di violente polemiche, subito
esplose anche da noi.
COLLAGE DI IMMAGINI DI TITOLI DI GIORNALI POLEMICI
SUL RITALIN
Psicofarmaci per bambini, attenti agli abusi -
Sedativi ai bambini, psichiatri in rivolta:
mettono in pericolo la salute mentale -
Psichiatria: come tradire e drogare i bambini per
ricavarne profitto.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Il Ritalin sembra sia efficace nella cura di una
sindrome chiamata Deficit di Attenzione e
Iperattivita', o ADHD,
a causa della quale alcuni bambini si dice
divengano violenti, scatenati, incontrollabili e
soprattutto incapaci di stare a scuola e di
progredire come gli altri. Per capire meglio, ecco
un esempio dal vero di cosa sia la Sindrome da
Deficit di Attenzione e Iperattivita'.
Suo figlio e' ammalato di Sindrome da Deficit di
Attenzione e Iperattivita'
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
Sì, da quello che ha detto il dottor D'Alessandro
sì.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Che sintomi aveva per dire che era ammalato e non
vivace ?
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
Era un bambino intrattabile e non riusciva a
comunicare a stare da nessuna parte, era
allontanato da scuola perché era aggressivo, non
sopportava gli spazi chiusi, era impossibile
contenerlo. Io faccio un esempio: Alessandro era
ai giardinetti, i bimbi giocano in gruppi, lui era
la pecora nera fra tante pecore bianche.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ed ecco che il farmaco Ritalin, prodotto dalla
multinazionale Novartis, e' visto da questa madre,
e da molti altri genitori, come la speranza contro
questa sindrome. Ma, come dicevo, gli esperti sono
drasticamente divisi sia sulla sua efficacia che
sulla natura stessa della malattia.
CARLO CIANCHETTI - professore Universita¹ di
Cagliari
La malattia e' genetica, e' una disfunzione
biochimica, il farmaco ce lo dimostra poiché
modifica il meccanismo dei neurotrasmettitori, e
dunque ferma il sintomo.
PAOLO CREPET - psichiatra
Se il cervello e tutte le sue interazioni con
l'ambiente potesse ridursi a un neurotrasmettitore
!
Non funziona neanche fra i criceti, figuriamoci
un bambino. Drogare un bambino per farlo
adattare a tutti i costi all'educazione
scolastica e' anti
pedagogico per eccellenza.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
La Commissione Unica del Farmaco, prima di
permettere la prescrizione in Italia del Ritalin
vuole prendere ogni precauzione contro eventuali
abusi di questa anfetamina sui nostri bambini.
Infatti pochi saranno gli specialisti cui verra'
permesso di prescrivere il Ritalin, e
rigorosamente in ospedale.
Lavoro lodevole quello della CUF...peccato che sia
inutile. Ho scoperto che oggi in Italia questo
stupefacente circola liberamente ed e' prescritto
a centinaia di bimbi senza controlli, complici
medici autoreferenziati e
dogane colabrodo. Come l'ho scoperto ? Ecco come.
A COLLOQUIO CON UN MEDICO CHE PARLA DEL RITALIN,
RIPRESO CON TELECAMERA
NASCOSTA
MEDICO
Oggi come oggi non si trova..
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
No, oggi come oggi non si trova in farmacia, ma
lei mi diceva che riesce a prescriverlo lo stesso
?
MEDICO
Io perché lo ordino dal Canada, io ho sia la
licenza la' che la licenza in Italia, allora mi e'
facile, faccio la ricetta di la'... pero' spesso
la dogana lo ferma...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma come puo' portarlo in Italia se non e' ancora
approvato, cioé se non e' ancora distribuito...
MEDICO
Ma la dogana non lo ferma, cioé lo ferma lo vede,
dopo di che lo rilascia, vuole soltanto avere una
dichiarazione che io mi assumo la responsabilita'.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Questa era la traccia. Ho scoperto l'identita' del
medico, la citta' dove lavora e chi precisamente
gli permette di ottenere il Ritalin. Lui si chiama
dottor Enzo D'Alessandro e questo e' il suo
prestigioso studio nel centro di Genova; la mamma
del bambino affetto dalla sindrome da Deficit di
Attenzione e Iperattivita' e' una sua cliente
privata, e per venire all'approvvigionamento di
questa anfetamina ancora proibita, bé, arriva in
Italia per posta, come una cartolina. Signora lei
ha ricevuto il Ritalin direttamente per posta come
una cartolina ?
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
Sì, dal Canada con scritto fuori Ritalin. Ecco,
la volta successiva il pacchetto mi arriva alla
dogana di Genova, arriva in busta chiusa...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E sulla busta c'era scritto ?
MARIA LUISA ORETO - madre del piccolo Alessandro
C'era scritto Ritalin.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Per correttezza, prima di chiedere spiegazioni
alla dogana postale di Genova, sento il dottor
D'Alessandro, che non ha problemi a parlare. E'
psichiatra ed e' registrato come medico sia in
Italia che in Canada, ed e' questo che gli
permette di ordinare il Ritalin oltreoceano. Ma un
conto e' ordinarlo, un conto e' riuscire a
sdoganarlo.
ENZO D'ALESSANDRO - psichiatra
In genere arriva lì e la dogana mi fa riempire
dei fogli cercando di spiegare come il farmaco
dovra' essere usato. Io riempio i fogli e poi loro
danno l'assenso per l'entrata in Italia del Ritalin.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Lei si rende conto che in questo probabilmente
c'e' stata una violazione delle leggi e delle
direttive del Ministero della Sanita' ?
ENZO D'ALESSANDRO - psichiatra
No, non me ne rendo conto.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Il Ritalin e' uno stupefacente e non puo' entrare
in Italia senza permesso del Ministero. Lei non
poteva fare questo.
ENZO D'ALESSANDRO - psichiatra
Io non lo sapevo, ma la mia coscienza mi ha
suggerito di aiutare questo bimbo.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Fra la disperazione di una madre con un figlio
considerato affetto da sindrome di iperattivita',
l'arbitrarieta' dell'azione di un medico e la
libera circolazione in Italia di sostanze che
possono essere pericolose e
non sono autorizzate dal Ministero della salute,
devono esserci dei filtri, dei controlli.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Uno di questi e' la dogana ma evidentemente qui
qualcosa non ha funzionato. (Autore rivolgendosi a
Giuseppe Ansalone Direttore Dogana postale di
Genova) Io le faccio sentire cio' che ha detto il
dottor Martini, direttore della Commissione Unica
del Farmaco:
(Dialogo tra dottor Martini e autore su
audiocassetta registrata: "Ma chi e' che
sdogana farmaci che sono della Tabella 1 ?"
Autore: "Mi risulta che accada in diverse
parti d¹Italia". Martini: "Io faro' le
indagini, mandero' i NAS, ma non mi risulta che
questo possa accadere!")
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Lei ha sentito Martini: il Ritalin e' uno
stupefacente, come passa la sua dogana ?
GIUSEPPE ANSALONE - Direttore Dogana postale di
Genova
La normativa e' a carattere generale. Io le leggo
una nota del Ministero della Sanita' del 77,
perché e' attinente...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
La nota ministeriale dice che medici e pazienti
italiani possono procurarsi all'estero piccole
quantita' di farmaci per uso personale senza
autorizzazione del ministero. Ma poi precisa.
GIUSEPPE ANSALONE - Direttore Dogana postale di
Genova (mentre legge nota
ministeriale)
Per le sostanze psicotrope o stupefacenti e'
invece richiesta autorizzazione
ministeriale.(imbarazzo di Ansalone).
In effetti da questa nota si deduce che non
dovevamo consegnarlo... Sotto il profilo anche di
natura penale, se il mio impiegato ha sbagliato,
lo verifichero', ma ha sbagliato sotto l'inganno
della prescrizione medica.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
In sostanza il dottor Ansalone si e' reso conto,
in diretta, che secondo le nostre leggi il Ritalin
non doveva essere sdoganato poiché e' una
anfetamina, meno che meno doveva essere consegnato
direttamente nelle mani di una madre.
E a Roma, proprio sotto il naso della Commissione
Unica del Farmaco, il fenomeno e' ancora piu'
esteso. Di nuovo, la telecamera nascosta carpisce
il primo indizio.
AUTORE A COLLOQUIO CON UN MEDICO RIPRESO CON
TELECAMERA NASCOSTA
Mi diceva il suo collega che c'e' un medico
svizzero...
MEDICO
Mi ha detto un paziente che c'e' uno svizzero, un
medico svizzero che con la prescrizione per il Ritalin, che in Svizzera si trova, si vende,
allora questo collega svizzero sulla prescrizione
del medico italiano copia e tu
compri in Svizzera il Ritalin.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Col sistema che mi ha rivelato lei questo
prescrive il farmaco senza vedere i pazienti...
MEDICO
Praticamente no...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Quella che avete appena sentito e' un'altra
triangolazione che permette di ignorare i divieti
della CUF. L'ho individuata: un pediatra italiano,
il dottor Francesco Renzulli di Roma, manda le
ricette per il Ritalin a un collega di Lugano,
questi le ricopia sul suo ricettario e ordina il
medicinale in una farmacia vicina, che lo spedisce
a Renzulli senza problemi. Il grave, e' che in
questo modo il medico di Lugano prescrive un
farmaco stupefacente a bambini italiani senza
neppure visitarli.
E questa e' la farmacia di Lugano, qui arrivano le
ricette di e il Ritalin viene impacchettato e
spedito con due corrieri che saltano I controlli
della dogana. Renzulli paga con carta di credito.
Ho tentato di intervistare sia il medico di Lugano
che il farmacista, ma si sono negati.
REGISTRAZIONI TELEFONICHE CON MEDICO E COL
FARMACISTA DI LUGANO
MEDICO (al telefono)
Siamo ai limiti del legale, io ne ho parlato col
farmacista cantonale il quale mi ha reso attento e
mi ha detto "ti prendi i tuoi rischi"
perche' di per se' io dovrei vederli questi
pazienti e invece li vedo solo telefonicamente.
Volete delle informazioni? Magari anonime, mi date
le domande scritte.
AUTORE (al telefono)
Ma e' tv dottore, devo riprenderla.
MEDICO (al telefono)
Ah ! e' televisione.allora no, devo dire purtroppo,
mi dispiace ma mi capisce o no ?
AUTORE (al telefono con farmacista di Lugano)
Siamo fuori tempo massimo, lei mi ha rimandato due
volte l'intervista...
FARMACISTA (al telefono)
.no a me se voi non la fate e' meglio, cioe' io
non ho nessun interesse di fare l'intervista.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Il dottor Renzulli invece mi accoglie, e si
difende con vigore.
Lei quanti bambini sta trattando ?
FRANCESCO RENZULLI - pediatra
Io credo di averne piu' di 150 ora
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Quindi il suo collega svizzero non li ha visti
FRANCESCO RENZULLI - pediatra
Lui ne ha visti forse una mezza dozzina dei miei.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma lei sa che sta agendo nella piu' assoluta arbitrarieta', forse anche contro la legge ?
FRANCESCO RENZULLI - pediatra
Mi rendo conto di questo, ma sto aiutando bambini
che hanno bisogno, uno e' stato anche picchiato
dal padre che credeva fosse un impunito. Oggi c'e'
pace in famiglia.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Una famiglia di questo quartiere residenziale
romano vive il problema di un figlio che dicono
essere affetto dall'ADHD. Non me lo mostrano per
giusti motivi di privacy, ma ammettono di essersi
affidati al dottor Renzulli senza dubbi di sorta.
Sono certi della sua perizia e lo difendono a
spada tratta.
Il Ritalin viene prescritto a vostro figlio e
questo viene fatto in maniera illegale, lo
sapevate ?
GENITORE BAMBINO
Siamo illegali !
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ci vuole una grande fiducia nel vostro medico,
perché in un sistema di questo genere se siete
fortunati trovate un medico competente e se siete
sfortunati incappate in un cialtrone che prescrive
veleno al bimbo, se e' possibile ottenere farmaci
in questo modo, capite ?
GENITORE BAMBINO
Abbiamo ascoltato medici che non sono vittime di
baronie o gente che segue come caproni il gregge,
abbiamo seguito gente seria e preparata.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Il dottor Renzulli sara' di sicuro un medico
coscienzioso e competente, ma ricordiamo che si
parla di una anfetamina, che se lasciata circolare
senza stretti controlli puo' riprodurre in Italia
l'abuso che se ne sta facendo sull'infanzia
americana.
FRANCESCO CAFFO - Medico "Telefono
Azzurro"
Il rischio c'e', soprattutto se si utilizza il Ritalin per problematiche che non siano l'Adhd, e
sarebbe un disastro come sta accadendo in America.
Dobbiamo rispondere con competenza, lo devono
prescrivere solo medici competenti.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Non e' certamente compito nostro stabilire se il
farmaco in questione deve essere autorizzato o
meno, e' compito nostro mostrare nel limite del
possibile alcuni fatti, che partono dai medici
fidelizzati ai miliardi buttati in un marketing
farmaceutico spregiudicato, dai congressi vacanza
ai farmaci di tabella 1, quelli in cui e'
classificata la cocaina per intenderci, e che
passano le frontiere come fossero cartoline. Ci
siamo chiesti, ma come commentano questo stato di
cose gli esperti del Ministero della Salute ?
Non commentano. L'ufficio stampa del Ministro
Sirchia ci informa che proprio il ministro non
autorizza l'intervista con chi e' competente in
materia cioe' il signor Martini della Cuf, e in
sostituzione ci viene inviata una risposta troppo
generica che non risponde agli interrogativi e ci
dispiace perche' i telespettatori avrebbero il
diritto di sapere, come avremmo il diritto di
sapere perche' la Cuf ha chiesto in via urgente
alla Novartis l'introduzione in Italia del Ritalin,
fatto unico, visto che non e' un farmaco salvavita
e per quale ragione non viene fatto il generico
visto che il brevetto e' scaduto da tempo.
Allora abbiamo visto che noi ingoiamo,
probabilmente, piu' farmaci di quelli che
effettivamente servono a mantenerci in salute, ma
se usciamo dal nostro cortile, chi e' meno
fortunato e ricco di noi non ha nemmeno il farmaco
essenziale, quello che noi abbiamo gratis, e non
e' solo Africa, di cui ogni tanto i mezzi di
informazione si occupano, ci sono altre zone del
mondo di cui non sappiamo nulla, e una di queste
ci riguarda anche da vicino, perche' gli italiani
ci vanno molto spesso in vacanza.
SANTO DOMINGO
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E dunque mi sono recato a Santo Domingo, nella
Repubblica Dominicana, che e' un paese
poverissimo, e anch'esso ci riguarda da vicino,
essendo una meta ambita delle nostre vacanze.
Per capire e' necessaria una breve spiegazione.
Una grande casa farmaceutica investe circa 500
miliardi per ogni farmaco che scopre, miliardi
necessari per la ricerca di laboratorio e per i
test clinici. Ed e' naturale che dopo aver speso
tanti soldi le industrie si vogliano tutelare
brevettando ogni nuovo farmaco affinché nessuno
lo possa copiare. Ma fino al 1996 non tutti i
paesi riconoscevano la validita' dei brevetti, e
dunque potevano
tranquillamente riprodurre i farmaci brevettati.
Questo per le grandi multinazionali del farmaco
era inaccettabile, e dunque nel 1996 l'Organizzazione
Mondiale del Commercio ha creato regole che
obbligano tutti i paesi membri a rispettare i
brevetti per 20 anni. Ed e' qui il punto critico.
Fra coloro che copiavano i nuovi farmaci
occidentali c'erano soprattutto i paesi poveri,
che non se li potevano permettere in quantita'
sufficienti a causa del loro costo; ma oggi, le
nuove regole dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio glielo impediscono categoricamente,
almeno sembra. E allora fanno senza medicinali
efficaci, con quello che ne consegue. Rimaniamo a
Santo Domingo, ma non in spiaggia.
Quello che queste immagini non possono rendere e'
il caldo soffocante, che nelle baracche raggiunge
i 41 gradi, ma soprattutto il fetore
insopportabile che emanano le fogne a cielo
aperto. Qui la poverta' genera violenza e questi
posti sono pericolosi. Di fatto la polizia sta
alla larga, e anche i missionari locali si sono
rifiutati di accompagnarmi. Il mio traduttore,
Emilio, lo ha fatto ma mi ha chiesto di rimanere
anonimo: lui vive a Santo Domingo e dice che
mentre il giornalista occidentale corre pochi
rischi, chi rimane qua e' meglio che stia attento,
perché questa e' una societa' con poche tutele.
Proprio al termine di queste riprese io stesso
verro' aggredito, ma per fortuna senza gravi
conseguenze.
Mi trovo all'interno di una baracca in compagnia
di una donna ammalata di diabete e l'interprete
che mi accompagna Emilio. Emilio quale e' il
problema qui ?
EMILIO
La signora e' diabetica e ha gia' perso la vista
da un occhio.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma la cura che sta facendo e' sufficiente o no ?
EMILIO
La signora dice che non lo e', perché ha gia'
perso la vista e ha un braccio paralizzato. Ma non
puo' fare nient'altro.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Quindi la realta' e' che qui i farmaci non li
comprano con lo stipendio familiare, ma attraverso
canali di disperazione
EMILIO
Sì, attraverso l'aiuto di vicini, di associazioni
del Barrio (la baraccopoli), che aiutano un po'.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Mi sposto in un'altra baracca ed entro con la
telecamera
Ecco questa e' la casa di Antonio, qui vivono due
persone, questo e' il letto del figlio, la cucina,
e' la classica baraccopoli da Terzo Mondo
costruita in latta e assi, e questa persona
ammalata (Antonio) vive qui.
Antonio invece e' ammalato di asma, ci vuole dire
qualcosa visto che ha dei farmaci in mano ?
EMILIO
Sì, ci vuole dire che questa scatola vuota e'
l'ultimo farmaco che ha potuto avere dagli
ospedali pubblici.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Asmatico, iperteso, cardiopatico, disoccupato.
Antonio era un muratore e non puo' piu' lavorare; quest'uomo regge un peso terribile, quello di una
societa' che non puo' permettersi di aiutarlo.
EMILIO
Antonio e' due mesi che non si cura perché non ha
piu' soldi per comprare i farmaci.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E due mesi che non si cura ?
EMILIO
Perché non puo' piu' lavorare e questo e'
l'ultimo farmaco che ha comprato.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Questa e' una farmacia cosiddetta ricca a S.
Domingo, qui si trova tutto quello che troviamo
nelle nostre farmacie, qua il Bactrim costa 341
pesos, il suo equivalente copiato sull'isola costa
66 pesos, il problema e' che nelle farmacie dei
poveri non si trova né questo né questo.
E siamo al punto critico di cui parlavo. Il fatto
e' che molti paesi poveri, come questo, possiedono
laboratori farmaceutici che sarebbero in grado di
riprodurre quasi tutti i farmaci occidentali e a
prezzi stracciati, ma, come ho spiegato prima, le
nuove regole sui brevetti volute
dall'Organizzazione Mondiale del Commercio glielo
impediscono. Ultimamente qualche governo del terzo
mondo si e' ribellato, e fra loro c'e' proprio la
Repubblica Dominicana, che fra l'altro soffre di
una epidemia di Aids fuori controllo. La
ribellione e' partita da questa azienda, la Rowe,
che sfida le multinazionali e i loro brevetti
copiando alcuni farmaci essenziali.
Sono all'interno della Rowe. Precisamente nel
laboratorio che mi sta alle spalle e' dove viene
commesso il furto, almeno secondo le
multinazionali occidentali. E' infatti qui che
si produce una copia esatta dell'Indinavir, un noto
farmaco anti aids prodotto in occidente dalla
multinazionale Merck.
La sola differenza e' che l'Indinavir costa il
500% in piu' della copia prodotta qui.
Questa azienda dominicana dice di aver agito nel
nome della disperazione di migliaia di malati
sull'isola, ma la reazione di Big
Pharma, e cioé della lobby che rappresenta le
grandi industrie farmaceutiche americane e non
solo, e' stata immediata. Prima mossa, assoldare
un avvocato di prestigio per tentare di bloccare
la Rowe.
Dottor Ferreira, lei ha mai portato i dirigenti
della Bayer, della Roche o della Pfizer dentro i
barrios di Santo Domingo ?
FERNANDO FERREIRA - avvocato vice presidente ARAPF
Santo Domingo
No, perché questo non e' il mio compito. Se lo
desiderassero lo potrebbero fare in ogni momento;
infatti alcuni di loro visitano l'isola
regolarmente e nulla gli impedisce di fare quella
esperienza.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Dottore, le ho fatto questa domanda perché
francamente non capisco il perché di tanto
allarme. Il mercato del farmaco della Repubblica
Dominicana e' lo 0,06% del mercato mondiale dei
farmaci, e per non perdere una briciola di quello
0,06% le multinazionali negano il diritto alla
salute a migliaia di persone qui.
FERNANDO FERREIRA - avvocato vice presidente ARAPF
Santo Domingo
Qui ci sono due considerazioni: primo, la
proprieta' privata deve essere inviolabile. Che io
sia ricco o povero non conta, io non ho il diritto
di violare la proprieta' privata di un'invenzione
come, per esempio, un farmaco innovativo. Inoltre,
che alcuni farmaci siano di proprieta' esclusiva
non significa che non ve ne siano altri, non piu'
sotto brevetto, disponibili per tutti, e le classi
sociali svantaggiate hanno tante alternative per
curarsi.
Perché rubare proprio quei medicinali che sono di
fresca invenzione ?
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Seguendo la logica di Ferreira viene da chiedersi:
se i farmaci piu' vecchi sono perfettamente in
grado di curare le malattie, allora perché se ne
inventano sempre dei nuovi ?
Ad avvocato si contrappone avvocato, e la
Repubblica dominicana ha messo nelle mani di
questo giovane legale la difesa contro l'accusa
delle multinazionali. Gli chiedo prima di tutto se
e' vero, come ha appena detto Ferreira, che le
classi sociali svantaggiate hanno tante
alternative per curarsi.
HO CHI VEGA - avvocato, vice presidente INFADOMI
Santo Domingo
E' falso e persino osceno.
Perché i poveri devono accontentarsi di farmaci
vecchi che sono gia' fuori brevetto ? di quelli
che un occidentale non si sognerebbe mai di
prendere perché hanno troppi effetti collaterali?
Per caso il cancro di un dominicano e' piu'
semplice da curare di quello di un europeo e
dunque gli bastano medicinali superati ?
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
I farmaci alternativi ci sono, no, farmaci validi
non esistono. Due tesi contrapposte che decido di
verificare di persona. Da Santo Domingo mi spingo
verso l'interno, in direzione del confine con
Haiti.
In un villaggio incontro questa giovane
dottoressa, che gestisce una clinica pubblica. E'
gentile, ma non vuole dire alcunché, e ci
indirizza alle solite autorita' preposte. A
telecamera spenta ci confessa che teme per la sua
carriera... ma poi accade una cosa straordinaria.
Sento che il mio traduttore pronuncia in spagnolo
la parola "poverta'", lei ci fissa e poi
pronuncia la seguente frase:
DOTTORESSA:
"SE VERAMENTE LO FATE PER I POVERI, ALLORA
PARLO, ANCHE SE POI MI
IMPICCANO."
DOTTORESSA ALL'INTERNO INFERMERIA
Generalmente ai malati di questa zona regalo
qualche vecchi farmaco che mi capita di avere in
infermeria. Se poi la persona non e' indigente
allora gli prescrivo dei medicinali, ma non tutti
quelli di cui avrebbe veramente bisogno, solo
quelli che puo' permettersi di acquistare.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Uno sguardo attorno a noi e non si fa fatica a
credere a quello che ci sta raccontando. Questo
dovrebbe essere un ospedale.
DOTTORESSA
E' difficile lavorare in questa maniera, e' molto
penoso dover trattare i pazienti in questo modo.
Pensate che mi e' giunta una giovane con uno
squarcio profondo in una coscia che perdeva molto
sangue. Io qui ho ago e filo, ma non ho il
disinfettante, per cui le ho detto di farsi
medicare all'ospedale piu' a nord e che si
raggiunge in autobus con 5.000 lire di biglietto.
Ma lei non aveva i soldi e si e' fatta ricucire
senza disinfezione. Che Dio la protegga.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
A questo punto ci si chiede: possibile che le
responsabilita' di questo disastro siano tutte
delle vituperate multinazionali ?
FERNANDO FERREIRA - avvocato vice presidente ARAPF
Santo Domingo
Il governo dominicano ha responsabilita' precise:
il programma per l'acquisto e la distribuzione di
farmaci generici destinati alle farmacie dei piu'
poveri, le Botìcas Populares, e' finanziato con
pochi spiccioli, che peraltro vengono spesi in
larga parte per pagare gli stipendi dei funzionari
che dovrebbero provvedere a questo servizio. E'
troppo facile incolpare le multinazionali, qui
c'e' bisogno di un sistema di previdenza dove il
governo spenda di piu' per i farmaci.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E di nuovo, si possono incolpare le regole sui
brevetti dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio per le difficolta' di questi paesi a
ottenere farmaci efficaci ?
HO CHI VEGA - avvocato, vice presidente INFADOMI
Santo Domingo
Non mi sento di puntare il dito contro le regole
sui brevetti dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio. A noi vanno benissimo: infatti
contengono ottime clausole che permettono ai paesi
poveri in stato di emergenza sanitaria di copiare
i farmaci senza incorrere in sanzioni di alcun
tipo. Ma a questo punto lei mi chiedera': se tutto
e' permesso dalla stesse regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, allora
perché altri paesi poveri non seguono il nostro
esempio? La risposta e' che le nazioni ricche, per
conto delle multinazionali del farmaco, ci
minacciano piu' o meno velatamente, ignorando di
proposito cio' che sta scritto negli accordi che
loro stessi hanno firmato.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Siamo alla solita dietrologia che vede i governi
ricchi fare la voce grossa con gli stati piu'
deboli ? Veramente Big Pharma, e cioé la
lobby delle grandi industrie farmaceutiche,
sobilla la diplomazia occidentale ?
La risposta e' sì, e questo documento riservato
lo dimostra. Fu spedito dal segretario di stato
americano, Madlein Albright, all'ambasciata
statunitense a Santo Domingo. Il linguaggio e'
tecnico, ma non lascia dubbi, eccovi il testo:
BIG PHARMA CI HA SEGNALATO CHE IL GOVERNO
DOMINICANO SI STA CONSULTANDO CON
UN ESPERTO ASSAI CRITICO DELLE REGOLE SUI
BREVETTI: EGLI SOSTIENE CHE QUELLE
REGOLE RISCHIANO DI MANTENERE ALTI I PREZZI DEI
FARMACI. GLI STATI UNITI
CONSIDERANO LA SEGNALAZIONE DI BIG PHARMA
MOLTO PREOCCUPANTE.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Addirittura gli Stati Uniti forniscono i nomi e i
numeri di telefono degli esperti con cui la
repubblica dominicana dovrebbe consultarsi nel
redigere le proprie leggi sui brevetti.
Un'interferenza chiara nel potere legislativo del
governo dell'isola. Ecco il testo:
IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DOMINCANA, NEL
RIVEDERE LE PROPRIE LEGGI,
TROVERA' MIGLIORI SERVIGI NEI CONSULENTI MARCO
ANTONIO PALACIOS E SILVIA
SALAZAR. SEGUONO I NUMERI TELEFONICI.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma c'e' di piu'. La Repubblica Dominicana fa parte
di un'area di libero scambio commerciale con gli
Stati Uniti, la cosiddetta Zona Franca. Molti
maglifici americani producono qui vestiti e
biancheria intima attratti dalla manodopera a
basso costo. E' il solito baratto criticato da
molti, ma che qui da' lavoro a un milione mezzo di
giovani, sullo sfondo di una disoccupazione al
42%. Ebbene, la disputa sui farmaci ha convinto
una parte del Congresso americano a minacciare il
ritiro degli investimenti dalla Zona Franca, come
ci conferma questo imprenditore del luogo.
IMPRENDITORE
La minaccia c'e', e non mi piace 'sta storia.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ma come giudica il fatto che da una parte vi
aiutano e dall'altra con lo stesso aiuto vi
minacciano ?
IMPRENDITORE
Stanno mischiando due cose sotto la pressione di
due lobby molto potenti in conflitto fra loro:
quella farmaceutica, che sollecita le sanzioni
commerciali contro di noi, e quella manifatturiera
che ha il terrore di perdere la nostra manodopera
qualificata a basso prezzo. E' una guerra interna
tutta americana e noi stiamo a guardare col fiato
sospeso.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Col fiato sospeso c'e' anche Ramon. E'
sieropositivo e vive in attesa dell'inesorabile
insorgenza dell'Aids, senza farmaci, senza
speranza. Si e' unito a un gruppo di volontari che
lottano non solo per ottenere cure
occidentali a prezzi piu' bassi, ma anche contro
la discriminazione, che qui e' feroce. Si e' detto
prima che un'azienda locale, la Rowe, produce una
copia di un farmaco americano contro l'Hiv: questa
e' una buona notizia per gli ammalati ?
CESAR CASTELLANOS - volontario REDOVIH(*) Santo
Domingo
Nella Repubblica Dominicana un mese di terapia
anti Aids con i farmaci occidentali costa piu' di
cinque volte lo stipendio mensile di un lavoratore
medio. Le copie prodotte qui sono un passo avanti,
ma con quelle un mese di terapie costa ancora un
intero stipendio mensile medio. Una persona deve
pur vivere, cucinare, mandare a scuola i figli...
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Chiedete alle multinazionali di fare sforzi, ma
perché la stessa la Rowe non da farmaci per l' aids
gratis ai piu' poveri ?
CESAR CASTELLANOS - volontario REDOVIH Santo
Domingo
Lo sforzo della Rowe c'e' gia': sta infatti
producendo questi cocktail anti Aids a prezzo di
costo, e li offre gratuitamente ai bambini della
Casa Rosada, che sono orfani sieropositivi. Ma
perché chiedere sacrifici impossibili a
un'azienda del terzo mondo e non un piccolissimo
sforzo a dei giganti mondiali ?
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Su questa isola morire di Aids e' ancora una
certezza. Chiedo a Ramon che effetto gli fa sapere
che nel cosiddetto primo mondo ci sono farmaci che
possono salvargli la vita.
RAMON
I miei sentimenti sono di angoscia innanzi tutto,
poi rimango con un senso di violenta ingiustizia,
perché siamo umani e abbiamo gli stessi diritti.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Se su questa sedia fosse seduto l'amministratore
delegato della Glaxo o della Roche, cosa gli
diresti di getto ?
RAMON
So che siete commercianti con la responsabilita'
di ottenere un alto profitto, so che non spetta a
voi rimediare ai mali della poverta' mondiale, ma
sono certo che riuscirete a guadagnare miliardi
anche senza imporre i vostri prezzi inaccessibili
alla parte piu' sfortunata dell'umanita'.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Forse la storia piu' toccante che ho incontrato in
questa indagine e' quella di questo giovane di
appena venti anni, con cinque figli in parte
ereditati dalla giovane sposa. Vive nella
desolazione del Barrio di Guachpita, dove si e'
ammalato di tifo, poi i reni hanno ceduto, e così
ha perso anche il lavoro. Ironicamente questo
ragazzo era impiegato presso una amministrazione
sanitaria pubblica, che oggi gli offre solo un po'
di solidarieta', ma niente farmaci adatti alla sua
condizione. Il suo futuro e' uno sguardo in attesa
di nulla.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Visti da la' i cavilli legali e le sottigliezze
nella disputa legale non hanno senso. Ci
vorrebbero soluzioni a breve termine , perche',
come disse l'economista Jhon keynes, a lungo
termine saremo tutti morti e loro prima di noi. E
allora quando vediamo le immagini dell'infinita
sofferenza, viste e riviste, spesso ci chiediamo:
ma cosa posso fare io persona comune, per aiutare
questi sventurati, che mezzi ho per interferire
con gli interessi dei giganti del business ? Un
mezzo potentissimo, si chiama fondo pensione. E
allora andiamo a Londra Londra.
LONDRA
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Glaxo SmithKline, forse il piu' grande colosso
farmaceutico del mondo, fattura 58.000
miliardi all'anno, ha un valore di mercato di
370.000 miliardi (lire), e non risponde alle
domande di Report.
Di nuovo, come si puo' convincere una
multinazionale così potente a cambiare le sue
politiche dei prezzi nei i paesi poveri ? Qualcuno
ha pensato di scendere in strada a manifestare la
propria indignazione... questa
pensionata inglese ha semplicemente fatto un a
telefonata, e insieme ad altri come lei ha messo
in croce la Glaxo SmithKline e tutta la sua
montagna di miliardi.
Questa e' una storia straordinaria, che ha come
attori alcuni anziani cittadini britannici, e poi
il gruppo Friends Ivory and Sime che gestisce i
loro fondi pensione, e infine Oxfam, che e' una
grande organizzazione non governativa inglese
impegnata da decenni a favore dei poveri del
pianeta. Fa da contorno una legge chiave del
parlamento di Sua Maesta'. Ma andiamo con ordine.
CLAUDIA COTTON - pensionata
Era la fine dell'anno scorso quando mi sono resa
conto che una parte dei miei risparmi e fondi
pensione erano investiti in alcune multinazionali
farmaceutiche, proprio quelle che, come la Glaxo,
rifiutavano di dare una mano ai milioni di
ammalati del terzo mondo. Chiamai il gestore dei
miei investimenti e gli dissi: "O cambiano
politiche o io disinvesto". Punto.
Seppi poi che altri pensionati e risparmiatori
stavano facendo la stessa cosa in quel momento.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Migliaia di telefonate come quella della signora
Cotton piovono negli uffici del gruppo di
investimento Friends Ivory and Sime, e lì
qualcuno inizia a muoversi.
KARINA A. LITVACK - dirigente Friends Ivory &
Sime
Di fatto capimmo subito che le cose si stavano
evolvendo rapidamente, i sondaggi ci dicevano che
l' opinione pubblica era indignata dal
comportamento delle multinazionali farmaceutiche e
all'orizzonte c'era la prospettiva di grossi
boicottaggi. La vicenda appare sui giornali e noi
decidiamo di consultarci sia con Oxfam che con i
nostri risparmiatori.
SOPHIA TICKELL - rappresentante di Ofxam
Il problema del mancato accesso ai farmaci
essenziali da parte della meta' della popolazione
mondiale era da tempo oggetto di una nostra
campagna pubblica. E dunque quando Friends Ivory
and Sime ci hanno contattati abbiamo
immediatamente accettato di divenire loro partner
in una azione forte.
KARINA A. LITVACK - dirigente Friends Ivory &
Sime
Abbiamo avuto un incontro con i vertici della
Glaxo, al quale abbiamo invitato altri sei gruppi
d'investimento che, come noi, erano sotto
pressione da parte di molti pensionati che
minacciavano di ritirare i loro fondi pensione.
Alla Glaxo abbiamo detto che se non avessero agito
in maniera decisa ne avrebbero sofferto
finanziariamente.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Ai dirigenti di questa multinazionale devono
essersi rizzati i capelli, perché quei pensionati
piccoli risparmiatori erano come le formiche e
messi assieme formavano una minaccia formidabile:
il potenziale ritiro dalla Glaxo di 3.000
miliardi.
Questo colosso del farmaco si piega praticamente
all'istante e lancia un programma di aiuti al
terzo mondo sotto la supervisione di Oxfam e della
severissima opinione pubblica inglese. E' solo un
inizio, ma di storica
portata
Alla fine si puo' veramente dire che la Glaxo
abbia ceduto alle pressioni dei risparmiatori ?
SOPHIA TICKELL - rappresentante di Ofxam
Con la Glaxo abbiamo avuto successo, ma va fatto
molto di piu'.
L'Organizzazione Mondiale del Commercio deve
offrire alle nazioni impoverite l'esenzione dal
rispetto dei brevetti sui farmaci; tutte le grandi
industrie farmaceutiche devono praticare sconti ai
piu' poveri, e infine i governi, sia del nord che
del sud, dovrebbero spendere di piu' per salvare
le vite di milioni di malati.
Senza tutto cio', piegare qualche multinazionale
non serve a nulla.
CLAUDIA COTTON - pensionata
E' per me miracoloso constatare che dopo tanti
anni di lotte sociali sono incappata per caso
nello strumento forse piu' forte, e cioé
l'investimento etico. Oggi non potrei piu'
investire in aziende che fanno del loro meglio per
immiserire la vita di così tante persone.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
E' questo il succo della storia: usare il proprio
denaro, anche se e' poco, in maniera etica.
Naturalmente occorrono sostegni esterni. Friends
Ivory and Sime e' un gigante nel suo settore, con
investimenti per 120 mila miliardi, ma da anni ha
sposato la causa etica.
A cio' ha contribuito
anche una legge inglese, il Pension Act. Questa
legge obbliga i gruppi di investimento a rendere
pubblici i criteri con i quali piazzano il denaro
dei risparmiatori: in altre parole devono rivelare
al pubblico se investono in aziende che inquinano,
o che sfruttano il lavoro minorile o che vendono
armi, oppure, come in questa vicenda, che negano
un aiuto a milioni di ammalati.
KARINA LITVACK - dirigente Friends Ivory &
Sime
Questa legge ha fatto sì che l'80% dei gruppi
d'investimento si allineasse ai criteri di
eticita', e sempre piu' industrie oggi comprendono
che la via del futuro e' quella di.comportarsi
meglio. E ora una parola chiave: "Non ci si
rimette", e cioé investire eticamente non
significa guadagnarci di meno.
VOCE FUORI CAMPO dell'AUTORE
Un colosso farmaceutico da 370 mila miliardi e'
stato costretto da lei e da altri come lei a
venire a patti. Questo e' quasi incredibile. Se ne
sta rendendo conto ?
CLAUDIA COTTON - pensionata
Sto cominciando ora a realizzare... e'
meraviglioso.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Un bell'esempio per tutti. Ci aspettiamo che per
gli inglesi costituisca un precedente, visto che
le loro leggi hanno giurisdizione anche sulla
maggior parte dei paradisi fiscali.
vedi anche:
Big Pharma
+
Rapporto
Flexner e Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria +
Malattie
inventate +
Pericolo farmaci
e
vaccini
+
MINISTERO "SALUTE" informato sui Danni
dei Vaccini
+
La guerra del Dottor
Matthias Rath
+ Comparaggio
farmaceutico
vedi anche:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche
criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche
e dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari
nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e
spendere per Giustizia delle parole per
gratificare e ringraziare quei
centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona fede) che,
malgrado le interferenze degli interessi
di quelle Lobbies,
incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare
i malati che a loro si rivolgono e che con i
progressi delle apparecchiature tecnologiche per
la diagnostica e delle tecniche
interventive, stanno facendo notevoli
progressi e raggiungono per essi risultati ed
effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma
la terapeutica indicata dalla direzione
della Sanita’ ufficiale Mondiale =
OMS (che e' legata alle
linee guida di dette
Lobbies), non segue, salvo rari casi,
quella curva progressiva di benessere per i
malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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