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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


Malattie RARE - 2
....anche in offerta speciale....
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi
 dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
 i Rockefeller amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
 

Malattie Rare: in Italia 2 milioni di malati, verso altre 109 patologie nei Lea - 27 Feb. 2012

 (ASCA) - Roma - In Italia ci sono due milioni di persone affette da malattie rare e l'obiettivo del governo e' quello di inserire altre 109 patologie nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. Come spiegato dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuto in videochat sul portale ''lemalattierare.info'', si tratta di una battaglia ''che continuo da ministro dopo averla condotta per anni con altre giacche''.
Balduzzi, ha confessato di provare ''una sorta di ribellione'' nel sentir parlare di malattie rare, perche', ha spiegato, ''da l'impressione si tratti di qualcosa che riguarda poche persone. Invece sono tante le malattie rare e di conseguenza sono tanti i malati rari.
Questa locuzione non e' felice perche' crea problemi di tipo culturale e psicologico alla battaglia contro queste malattie''. ''Sin dall'inizio del mio mandato - ha detto il ministro - ho proposto alle Regioni, con cui si condividono i Lea, di riprendere il cosiddetto decreto sui nuovi Lea rimasto fermo dal 2008, per inserire le 109 malattie cosiddette rare. Certo - ha ammesso - dopo quattro anni, ci vorrebbero i nuovissimi Lea, perche' in un tale lasso di tempo molte cose sono cambiate, ma dovranno entrare in qualche modo, vedremo come''.
Quanto alle risorse, il ministro Balduzzi si e' detto convinto che ''nel Patto per la Salute troveremo il modo di riequilibrare risorse e prestazioni. C'e' spazio certamente per la normazione ma soprattutto per la buona amministrazione e la buona pratica''. Gli ha fatto eco il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, spiegando che ''rare sono le malattie, non i malati.
In Italia queste patologie colpiscono 2 milioni di persone e nel 75% dei casi si tratta di bambini, di cui l'80% soffre di malattie anche genetiche. - vedi Danni dei vaccini
''La ricerca si sta orientando sempre di piu' verso le patologie di nicchia'' e ''sempre di piu' nel medio e breve termine si andra' verso una medicina personalizzata sul paziente: questo aiutera' molto, perche' non si fara' piu' differenza fra una grande patologia e una patologia rara''. map/gc

Malattie rare: Ecco spiegato l’enorme aumento delle malattie prodotte dalle mutazioni genetiche, indotte dai Vaccini che i genitori hanno subito, mutazioni che essi trasmettono ai figli i quali le somatizzano in tenera eta', (termine tecnico = slatentizzazione) !  - Vedi le microcefalie indotte dai Vaccini

Ricordate l'epidemia fasulla del virus Zika....? la causa, non era la zanzara, ma i vaccini che quei soggetti avevano ricevuto in precedenza, ecco la storia completa:
https://www.naturalnews.com/2018-07-20-remember-the-zika-virus-mass-hysteria-pushed-by-the-media-shrunken-head-babies-we-were-warned-would-sweep-across-america.html

Bambini nati senza mani o senza braccia: in due regioni della Francia - 04/10/2018
L'agenzia per la Sanità pubblica francese ha reso noti oggi i risultati di tre rapporti su diversi casi di nascite di bambini senza mani o senza braccia in due regioni. Gli studi su questa vicenda, che da qualche tempo preoccupano la popolazione e le autorità sanitarie, che non hanno cercato  di identificare le vere cause delle malformazioni, che a livello mondiale gia' si conoscono...e sono i vaccini.
La Sanità pubblica ha individuato l'esistenza di due focolai - uno in Bretagna (nord-ovest), l'altro nella Loira-Atlantica (ovest) - in cui si è registrato un numero di nascite anormalmente alto di bambini nati senza mani, senza braccia od avambraccia.
L'Agenesia trasversa degli arti superiori (AIN), sono malformazioni congenite gravi,  non sono probabilmente "dovute al caso", aggiunge l'Agenzia. Ma finora la causa non è stata cercata ne' appurata.
I casi delle due regioni, sono ora osservate da vicino dall'autorità sanitaria, era stato portato alla luce da un reportage della tv pubblica France Televisions, che la settimana scorsa aveva riferito della nascita di 7 bimbi con malformazioni nell'Ain, in zona rurale.
Si tratta di bambini nati fra il 2009 e il 2014, che vivono nel raggio di 17 km. In Bretagna sono stati registrati 4 casi nel 2001 e nel 2013, nella Loira Atlantica 3 casi nel 2007 e nel 2008. L'inchiesta condotta nelle zone delle nascite, sulla storia familiare, le abitudini di vita, il lavoro dei genitori, le abitudini alimentari e di consumo durante la gravidanza non ha dato risultati, perche' NON hanno verificato se le mamme, per  coso, non sono state vaccinate in gravidanza, oppure se hanno avuto vaccini che hanno mutato in loro i geni del DNA....questo per nascondere i gravi Danni dei Vaccini !


Sindrome infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da:  http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici impreparati allopati chiamano erroneamente "malattie"....e se questa infiammazione raggiunge le meningi, si chiama meningite, se raggiunge la pelle, si chiama morbillo, e se raggiunge il cervello ed i neuroni si chiama autismo oppure SIDS...ecc. a seconda di dove va l'infiammazione la cosiddetta "malattia" cambia nome, ma e' sempre la stessa...i vari nomi servono per spaventare i popoli che ignorano i fatti, per farli vaccinare !
Neuroinfiammazione con i Vaccini (ASIA,Sjögren’s Syndrome: SS)

Importante e bello studio del prof. Katsunari Nishihara
In sostanza questo ricercatore mette in correlazione una cronica infezione da virus, batteri (qualsiasi, quindi anche vaccinali) e patogeni di varia natura anche di origine intestinale, che influirebbero negativamente sul sistema mitocondriale dei neuroni e provocherebbero psicosi e problemi sensopercettivi tipici anche e non solo dell'autismo.


vedi: Malattie Malattia definizione + Malattie inventate + Malattie croniche + Riforma sanitaria + Malattie del Passato + Mani sui Bambini + Malattie Autoimmuni

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

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MALATTIE RARE INVENTATE
Ansia generica o sociale, disordine da stress post traumatico
, shopping compulsivo ecc.: le multinazionali del farmaco inventano nuove sindromi per vecchie medicine. Un sistema geniale per fare affari.
E negli Stati Uniti legioni di psichiatri televisivi sono già al lavoro: arrendetevi, siete tutti ammalati.
vedi: Malattie inventate

Le case farmaceutiche hanno trovato l'arma finale: invece di vantare i benefici dei propri farmaci, propagandano le malattie che dovrebbero curare. Prendi l'epidemia che colpì gli Stati Uniti nella primavera 2001.
Come ha raccontato Mother Jones in un interessantissimo articolo, le tv locali cominciano a riferire che ben 10 milioni di americani soffrono di una malattia sconosciuta.
Si avvertivano i telespettatori di badare a questi sintomi: irrequietezza, stanchezza, irritabilità, tensione muscolare, nausea, diarrea, sudorazione. In molti di questi programmi interveniva il dottor Jack Gorman, stimato psichiatra della Columbia University.

I testimonial erano alternati con scene serene di una donna che giocava con un passerotto e un'altra che ingeriva pillole.
La malattia in questione era il 'disordine di ansietà generalizzata' (Gad), una condizione che secondo i rapporti lascia chi ne soffre paralizzato da paure irrazionali. I programmi non citavano nessuna medicina particolare per questa nuova sindrome. Ma, guarda caso, proprio il 16 aprile 2001 l'ente che sovrintende all'introduzione di nuovi farmaci, la Food and Drug Administration (Fda), aveva certificato l'antidepressivo Paxil, prodotto dal gigante farmaceutico inglese GlaxoSmithKline (Gsk), per il trattamento anche dell'ansietà generalizzata.
Allora non ci stupisce più che lo stimato psichiatra Jack Gorman sia stato per anni sui libri paga della Gsk come consulente.
C'è di più: quel 16 aprile, un gruppo di pazienti chiamato Freedom From Fear ("Libertà dalla paura") diffuse un sondaggio telefonico secondo cui "le persone malate di Gad passano circa 40 ore a settimana - un lavoro a tempo pieno - a preoccuparsi."
Il rapporto non citava né il Paxil, né la Gsk, ma il numero di telefono che indicava era quello della ditta di relazioni pubbliche della casa farmaceutica, la Cohn & Wolfe.

La genialità della trovata consiste nel fatto che è lo stesso consumatore a chiedersi se anche lui per caso non soffre di quella sindrome, e che poi va a bussare dal medico perché gli prescriva quel certo farmaco che ha fatto tanto bene a quel suo amico che gliene ha parlato. Per ottenere questo risultato, basta lanciare e sponsorizzare campagne di presa di coscienza della malattia (disease awarness). Insomma, si prende una sindrome minore, che nella sua forma grave colpisce pochissime persone (il Gad per esempio colpisce l'1,2% degli americani, cioé 3 milioni, non i 10 di cui parlava il dottor Gorman), ma che presenta sintomi abbastanza generici; poi si cerca di far certificare dalla Fda che un certo farmaco, già in produzione per altre malattie, cura anche questa nuova sindrome. Con questo metodo si risparmiano miliardi (di euro) e anni: per lanciare un nuovo medicinale ci vogliono in media 8 anni perché passi dallo stadio della ricerca in laboratorio alla commercializzazione in farmacia, mentre per ottenere una nuova indicazione per un farmaco già in commercio bastano 18 mesi.

La corsa cominciò nel 1988 quando Eli Lilly lanciò l'antidepressivo Prozac, il primo farmaco di massa della famiglia degli Ssri, "inibitori selettivi di reuptake della serotonina" ( proprio questo il termine).
Da allora il mercato dei Ssri è cresciuto dell'800%, e fino a oggi ben 22 milioni di americani hanno usato il Prozac. Le altre case lanciarono ognuna il proprio antidepressivo: nel 1989 in Europa - ma solo nel 1998 negli Usa - il Celexa (della Forest Laboratories), nel 1992 il Zoloft (Pfizer), nel 1993 il Paxil (GlaxoSmithKline Beecham), nel 1994 il Luvox (Upjohn Solvay).
Il mercato degli antidepressivi era però già saldamente presidiato dal Prozac. Perciò gli strateghi della Gsk si misero a sfogliare il Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali (Dsm), la bibbia degli psichiatri, che però risente molto delle lobby farmaceutiche e del clima culturale del tempo (prima del 1970 l'omosessualità era considerata un "disordine psichico").
I cervelloni della Gsk scoprirono nel Dsm alcune sindromi promettenti.
Abbiamo già visto che nel 2001 riuscirono a far certificare l'antidepressivo Paxil come efficace anche nella cura del Gad, l'ansietà generalizzata. Ma non era la prima volta che facevano il colpo. Già nel 1998 avevano scovato un'altra sindrome, il Sad, il "disordine di ansietà sociale", una forma di timidezza patologica, però estremamente rara secondo il Dsm.
Anche qui, entro il `99 Gsk si assicurò la certificazione della Fda. A quel punto però dovette propagandare la malattia stessa e per ciò si rivolse alla ditta di Pr (public relations) di New York Cohn & Wolfe, che coniò lo slogan "Immagina di essere allergico alla gente" sotto l'immagine di un uomo derelitto che giocherella con una tazza da té vuota: "Avvampi, sudi, tremi, ti è difficile persino respirare. Ecco come ci si sente con il disordine di ansietà sociale".
Questi poster tappezzarono gli autobus di tutti gli Stati Uniti. Non facevano riferimento né al Paxil né alla Gsk, ma recavano l'insegna del gruppo "Libertà dalla Paura", della "Coalizione per il Disordine di ansietà sociale" e dei suoi membri volontari dell'Associazione degli psichiatri americani e dell'Associazione dei disordini di ansietà d'America.
Questi gruppi erano stati organizzati da Cohn & Wolfe che però non si limitava ai poster, ma rilasciava documentari "indipendenti", certificazioni di illustri luminari (tra cui, guarda un po', il dottor Jack Gorman che è consulente non solo di Gsk, ma di almeno altre 12 farmaceutiche, tra cui Eli Lilly e Pfizer). Cohn & Wolf forniva ai giornalisti anche pazienti più che disposti a riferire come erano riusciti a uscire dall'inferno dell'ansietà sociale grazie ai farmaci.
In pochi mesi il Paxil superò il Zoloft e quasi raggiunse il Prozac; e nel 2000 la Public Relation Society of America premiò Cohn & Wolfe per la campagna Sad, come il "miglior programma di Pr del 1999".

La Pfizer non perse tempo a reagire: anche lei frugò nel manuale diagnostico Dsm e nello stesso 1999 scoprì un'altra bella sindrome: il disordine da stress post-traumatico (Ptsd) che fino ad allora aveva colpito solo i veterani e le vittime di crimini violenti.

Imparata la lezione del Sad, Pfizer assoldò la ditta di Pr newyorkese Chandler Chicco Agency e sovvenzionò la Ptds Alliance, che aveva sede negli uffici della Chandler Chicco. La Ptsd Alliance metteva in contatto i giornalisti con esperti di Ptsd, come Jewrilyn Ross, presidente e amministratore delegato dell'Anxiety Disorder Association of America, un gruppo pesantemente finanziato da Pfizer, Gsk, Eli Lilly. Quest'Alleanza fornì statistiche secondo cui tra i bambini che avevano avuto l'esperienza della morte improvvisa di un amico o di un parente, "uno su sei sviluppava la sindrome Ptsd".

Secondo altri articoli, un americano su 13 avrebbe subito questo disordine nel corso della sua vita (il che fa 22 milioni di potenziali pazienti). Naturalmente l'anno scorso, dopo l'11 settembre la Pfizer saltò sull'occasione: il 26 settembre la Ptsd Alliance emanava un comunicato secondo cui lo stress post-traumatico può colpire chiunque abbia "assistito a disastri naturali o altri inattesi, psicologicamente stressanti eventi catastrofici, come gli attacchi dell'11 settembre".
Nel mese successivo, secondo Psychiatric News, Pfizer spese 5,6 milioni di dollari per pubblicizzare i benefici dello Zoloft contro il Ptsd: il 25% in più di quanto aveva spesso in tutto un semestre precedente.
Ma il record dopo l'11 settembre toccò alla Gsk, che nell'ottobre 2001 spese 16 milioni di dollari di pubblicità per il Paxil.

Pfizer e Glaxo non sono le sole case ad aver sfogliato il Manuale diagnostico. Ogni casa si trova la sua bella sindrome che colpirebbe una 15 milioni di americani, un'altra 9 milioni. Sono statistiche manipolate, spesso prodotte da centri studi finanziati dalle case farmaceutiche e che estrapolano dalle situazioni lievi alle sindromi gravi. A credervi, alla fine, ironizza Mother Jones, non c'è un americano che non sia preda di un disordine di ansietà. Secondo uno studio del 2000, finanziato da Pfizer e pubblicato dall'American Journal of Obstretrics, ben il 20% di tutte le pazienti di ostetricia-ginecologia avrebbe bisogno di un trattamento psichiatrico per sindromi che vanno dalla depressione ai disordini di ansia alimentare.

D'altronde già nel 1994 Upjohn e Solvay avevano sovvenzionato la tournée artistica di una californiana, Mary Hull, che aveva sofferto del disordine compulsivo-ossessivo e che riferiva del gran bene tratto dai farmaci Ssri.
Uno studio, finanziato da Novartis Aventis, ha trovato che i farmaci Ssri possono ridurre il rischio di attacco cardiaco nei fumatori.

E anche la Eli Lilly, minacciata nel suo monopolio antidepressivo del Prozac, è passata al contrattacco: il 15 marzo scorso, ricercatori della Mayo Clinic (finanziati da Eli Lilly) affermarono sul Journal of Clinical Oncology che il Prozac "E'un'alternativa realistica alla sostituzione estrogena per ridurre le vampate" nelle donne in menopausa.

Ma Eli Lilly punta al colpo grosso, a quella discussissima sindrome che è il disordine disforico premestruale (Pmdd), un malessere femminile i cui sintomi includono dolore fisico e sbalzi periodici. Il Pmdd fu incluso dal Manuale nel 1987 tra quei "disordini potenziali proposti per ulteriore studio" e colpirebbe tra il 3 e il 5% delle donne in mestruazione (1,5-3 milioni di americane). 
Intanto nel 2000 Eli Lilly ha ottenuto dalla FDA che il Prozac possa essere prescritto contro il Pmdd. E a questo scopo lo ha riconfezionato in una pillola color rosa con il nuovo nome di Sarafem.

La ricerca di nuove sindromi non ha limiti. La più geniale è quella dell'"epidemia nascosta" presentata alla Convention annuale dell'Associazione Psichiatrica Americana, il disordine di ="shopping compulsivo": la pulsione a comprare senza freni.
Secondo uno studio su questo disordine finanziato da Forest Laboratories, lo shopping compulsivo colpirebbe 20 milioni di americani, al 90% donne. Queste cifre sono state enunciate nella popolarissima trasmissione tv Good Morning America da un illustre specialista. Immaginate chi è ?
Ma il dottor Jack Gorman ben inteso, che è consulente anche di Forest Laboratories che vuole trovare una nicchia per il suo Celexa.
Da "Il Manifesto" 3 dicembre 2002 di Marco d'Eramo


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Date: Mon, 4 Mar 2013 12:46:55 +0100
To: giovannipuccio@hotmail.com (ricercatore Italiano sul cancro - leggete qui la sua Cura)
From: francesco.gervasi@ospedalecivicopa.org
Subject: Re:

Le Invio il format del documento che lei mi ha inviato, rivisto. Se le dovesse andare bene mi faccia sapere i prossimi passi.

Cordialmente
Francesco Gervasi

----- Messaggio Originale -----
Da: "giovanni puccio" <giovannipuccio@hotmail.com>
A: francesco.gervasi@ospedalecivicopa.org
Data: 28/02/2013 11:34

In allegato le trasmetto  il progetto. Si ricordi che la Comunità Europea ha indetto un finanziamento per lo studio sulle  malattie rare.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-27/lunione-europea-stanzia-milioni-211452.shtml?uuid=Abstl6YH

noi abbiamo le carte in regola per prenderci questo finanziamento. Uno dei tanti casi riportati dai giornali. Siamo gli unici la mondo ad
avere realizzato un percorso terapeutico per aiutare i bambini autistici.

Io, mamma alla ricerca dell' Olio di Lorenzo
Repubblica - 20 febbraio 2009  - By Fiorella Rappa  - delfino92@virgilio.it

SONO la mamma di una bambina italiana a cui è stata diagnosticata una patologia genetica grave.
Da circa un anno la bambina segue la terapia di un ricercatore italiano, che dopo aver studiato il suo sistema biochimico, ci ha
trasmesso una terapia naturale composta da integratori.
La bambina ha avuto dei notevoli miglioramenti, tanto che in Germania, dove hanno diagnosticato questa sindrome, stanno scrivendo un libro su di lei.
Dicono che tutti gli altri che sono affetti da questa sindrome sono in una situazione gravissima, mia figlia invece non lo è più. Proprio per questo in Germania la bambina è diventata un caso.
Vi scrivo perché l' articolo che avete pubblicato l' 11 febbraio "Londra, i genitori battono i medici " mi ha turbato tantissimo.

In Italia è dal 1995 che questo ricercatore (NdR: G. Puccio) sta cercando di fare capire a tutti che per le malattie genetiche c' è
speranza, una speranza nella ricerca di integrare l' enzima mancante o eliminare la causa che inibisce l' enzima. Il caso dell' olio di
Lorenzo, il caso di questa bambina o di diverse bambine italiane che migliorano ogni giorno grazie agli integratori mirati confermano le
intuizioni di questo ricercatore che tutti ci invidiano ma nessuno in Italia vuole aiutarlo.
Tratto da: repubblica.it


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Le case farmaceutiche non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle loro ricerche....- Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato complessivo della nuova generazione di antidepressivi è sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema attuale, che permette alle case farmaceutiche di non pubblicare una parte dei dati delle loro sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -. Rende difficile determinare se i farmaci funzionino. Le case farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando commercializzano un nuovo prodotto, a  pubblicare tutti i dati». Stavolta, per accedere alle informazioni, gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News

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Importante: ….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

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