Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


MALATTIE INVENTATE 
.....non solo con stratagemmi dialettici e/o di abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente di tossine ed agenti da guerra batteriologica e/o con i vaccini tossici......

oppure
come  sintomi promossi a "malattie"
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
 Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + Sindacato Rockefeller = Dittatura sanitaria

La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari dei Rothschild,
di impadronirsi dell’intero sistema medico americano e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
i Rockefeller (legati ai Rothschild), amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
QUESTI I VERI PADRONI del MONDO

L'Aids e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf

Leggete QUI come gli "Enti" internazionali a "tutela della Salute" (OMS + CDC + FDA, ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria Farmaceutica

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà,
piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone,
e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)

Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

CASE FARMACEUTICHE e FINTE MALATTIE
Le case farmaceutiche ingannano i medici e questi danneggiano i malati
 

 

ZIKA un nuovo Virus...innocente, incolpato di fare malformazioni nei neonati - 15/01/2016
Il virus Zika è stato conosciuto in passato infettare le persone in Africa, Sud e Centro America e Asia per più di 70 anni senza causare difetti di nascita ai bambini.
Il governo brasiliano ha dichiarato una situazione di emergenza a dicembre 2015, dopo che 2.400 bambini neonati sono nati con teste rimpicciolite e difetti del cervello che si ritiene siano legate alle zanzare che
trasportano il virus Zika. Il numero di bambini nati con difetti è aumentato notevolmente da allora.
Ma ci potrebbe essere un collegamento tra l'introduzione della vaccinazione antidifterico, antitetanica e antipertossica (DtaP) 
che le donne in America Latina sono state invitate a vaccinarsi prima delle 22 settimane di gravidanza e la nascita di bambini con queste malformazioni chiamato "microcefalia" (letteralmente 'piccola testa'). Continua QUI

Sindrome infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da:  http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici impreparati allopati chiamano erroneamente "malattie"....

La FDA USA afferma che la vaccinazione con vaccino acellulare della pertosse rimane per sei settimane nelle vie aeree degli animali vaccinati i quali possono infettare animali non vaccinati...
...per cui la vaccinazione fa prolificare questi frammenti di batterio favorendo la propagazione della malattia...per cui....sono le vaccinazioni a creare nuovi casi della malattia. Verosimilmente ciò avviene anche per altri casi come morbillo e meningite....
 

Mercato salute: PDF che segnala, dal punto di vista della medicina ufficiale, i vari ed inutili test, se non addirittura pericolosi, come ad esempio le mammografie, dette falsamente "preventive", perche' non prevengono nulla...anzi...!

2015-2016, La paura della Meningite propinata alla popolazione italiana dal Ministro della "Salute", falsificando i dati ufficiali stessi

COME si INVENTANO le MALATTIE (ovvero come i sintomi sono promossi a malattie)
 

Video, parla una biologa:

Inventano le malattie, parla un ex dirigente di una grande casa farmaceutica


I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!
220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata  e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??
 

Commento NdR:
Oggi sono ben noti i MISFATTI dell’industria farmaceutica, e sono solo  la punta dell’iceberg, ma nell’articolo non vengono tenuti in nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI  degli enti governativi  Italiani ed esteri, a “Tutela della Salute”;  dove sono stati, e dove sono ancora oggi questi enti che dovrebbero controllare con i loro laboratori, i farmaci ed anche i vaccini…..forse al bar a prendersi un caffe’….? ..e chiudendo tutti  i due occhi su queste azioni Criminali, cio’ significa che sono collusi con i produttori di farmaci e vaccini, ma significa anche che le case farmaceutiche hanno corrotto e/o immesso nei posti di potere di questi enti, i “loro” uomini affinche’ nascondessero e chiudessero i due occhi su questi CRIMINI contro l’Umanita’ …altro che HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in CONFRONTO a QUESTI CRIMINALI di OGGI !

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

Ormoni, pressioni sui medici per venderli...anche per i bambini

La denuncia di Gino Strada: "La sanità è diventata profitto. Si inventano nuove malattie" – 14/04/2013
Ospite nella trasmissione "Che Tempo Che Fa", Gino Strada (medico di medicine senza frontiere) è stato intervistato da Fabio Fazio e ha rilasciato delle dichiarazioni che lasciano pensare: "La sanità italiana era tra le migliori ma adesso è in crisi per colpa della politica che ha inserito il profitto. Gli ospedali sono diventati delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così si guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili".
Ma tutto questo perché ? "L'obiettivo non è più la salute, ma il fatturato. Il profitto va abolito nella sanità, perché abolendolo e rendendo una sanità gratuita a tutti coloro che sono sul territorio italiano, si avrebbero 30 miliardi di euro da investire ogni anno".

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Sintomi promossi a malattie: "AIDS"
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=1

Sintomi promossi a malattie: "Influenza" - La Bufala della Suina ... o la Suina della Bufala ?
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-influenza-la-bufala-della-suina-o-la-suina-della-buf/357950054276854

Sintomi promossi a malattie: Epatite B.
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-epatite-b/648711451867378

Sintomi promossi a malattie: Epatite C.
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattia-epatite-c/648680708537119

Sintomi promossi a malattie: il "Cancro"
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-il-cancro/539237876148070

Sintomi promossi a malattie: Leucemia
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-leucemia/530416363696888

Sintomi promossi a malattie: ASMA - dalla causa alla "soluzione" 
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-asma-dalla-causa-alla-soluzione/505561332849058

Sintomi promossi a malattie: Depressione 
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-depressione/533273320077859


Sintomi promossi a malattie: "Tonsillite Caseosa" (e tiroiditi) 
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.263526630341867.76344.182805198414011&type=1

Sintomi promossi a malattie: il Reflusso (duodeno) gastroesofageo. (gastriti, duodeniti,...)
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-il-reflusso-duodeno-gastroesofageo/514263438645514

Sintomi promossi a malattie: "Le Colichette".
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-le-colichette/116233968448465

Sintomi promossi a malattie: "Autismo".
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-autismo/533281490077042
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=184734958221035&set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=1&theater

Sintomi promossi a malattie: "Diabete".
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sintomi-promossi-a-malattie-diabete/653189311419592

Biopsie: attenzione alla formaldeide !
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/biopsie-attenzione-alla-formaldeide/409797965758729
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=619800688047791&set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=1&theater

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

MALATTIE INVENTATE: NUOVE DEFINIZIONI per TROVARE NUOVI PAZIENTI - 7 Ott. 2013
Modificando le definizioni delle malattie, creandone di nuove, se ne possono ampliare i limiti, includendo così ampie fette di nuovi pazienti.
È quello che accade sempre più spesso e che è stato ben individuato e chiarito anche da uno studio pubblicato nell’agosto scorso sulla rivista scientifica Plos Medicine.
I ricercatori che hanno  condotto la revisione degli studi esistenti hanno concluso che la maggior parte dei gruppi che si è occupato delle revisioni delle definizioni di malattia ha agito in modo da aumentare il numero di individui da considerare malati.
È stato anche verificato che tali modifiche non sono mai accompagnate da spiegazioni precise e rigorose sui possibili danni che le modifiche stesse possono comportare.
Inoltre, la maggior parte dei membri dei gruppi di lavoro, i cosiddetti panel, ha legami con le industrie farmaceutiche.
Nella tabella che segue, alcuni esempi di modifiche introdotte e il conseguente ampliamento delle possibili diagnosi.


Tratto dalla rivista: Terra nuova Ottobre 2013
vedi: Malattie Malattia definizione + Malattie croniche + Riforma sanitaria + Malattie del Passato + Malattie rare + Mani sui Bambini + Malattie Autoimmuni

RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !


Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV
Comunicato Stampa di: scienzavegetariana.it - info@scienzavegetariana.it
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di cibi vegetali (c.d. plant-based nutrition) e sui suoi rapporti con la salute.
 

E. COLI: Affiora la prova forense che il superbatterio in Europa è stato ingegnerizzato per provocare DECESSI.

Anche se la gara per dare la colpa ai vegetali è attualmente in corso in tutta l'UE, dove un ceppo di E. Coli super resistente sta facendo ammalare pazienti e riempiendo gli ospedali in Germania, praticamente nessuno sta parlando di come l'E.coli è magicamente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.

 Questa particolare variante dell'E.coli è un membro del ceppo O104, e i ceppi O104 non sono quasi mai (normalmente) resistenti agli antibiotici. Per acquisire tale resistenza, devono essere ripetutamente esposti agli antibiotici al fine di fornire la "pressione di mutazione" che li spinga verso l'immunità completa al farmaco.

 Quindi, se siete curiosi di conoscere le origini di tale ceppo, potete in sostanza  analizzare in dettaglio il codice genetico dell'E.coli e  determinare con sufficiente precisione a quali antibiotici è stato esposto durante il suo sviluppo.
Questo passo è stato fatto (vedi sotto), e quando si guarda la decodificazione genetica di questo ceppo O104 che ora minaccia i consumatori di prodotti alimentari in tutta l'UE, emerge un quadro affascinante di come è stato generato.

Il codice genetico rivela la storia

Quando gli scienziati del Robert Koch Institute in Germania hanno decodificato la struttura genetica del ceppo O104, hanno trovato che è resistente a tutte le classi e le combinazioni di antibiotici:
- penicilline
- tetraciclina
- acido nalidixico
- trimetoprim-sulfamethoxazol
- cefalosporine
- amoxicillina / acido clavulanico

- piperacillina-sulbactam
- piperacillina-tazobactam
 

Inoltre, questo ceppo O104 possiede una capacità di produrre particolari enzimi che gli conferiscono quella che potrebbe essere chiamata "superpotenza batterica" nota tecnicamente come ESBL:
" I Beta-Lattamasi a Spettro Esteso  (ESBL) sono enzimi che possono essere prodotti dai batteri e li rendono resistenti alle cefalosporine, ad esempio, cefuroxima, cefotaxime e ceftazidime - che sono gli antibiotici più utilizzati in molti ospedali", spiega la Health Protection Agency del Regno Unito.
Per di più, questo ceppo O104 possiede due geni - TEM-1 e CTX-M-15 - che "hanno fatto rabbrividire i medici dal 1990", scrive The Guardian. E perché fanno rabbrividire i medici?  Perché sono così mortali che molte persone infette da tali batteri sperimentano l'insufficienza critica di un organo e semplicemente muoiono.

Creare biologicamente un superbatterio mortale

Come, esattamente, nasce un ceppo batterico che è resistente a più di un dozzina di antibiotici in otto classi di farmaci differenti ed è caratterizzato da  due mutazioni genetiche mortali, nonché dalla capacità di produrre enzimi ESBL ?

In effetti c'è un solo modo in cui questo accade ... (e uno solo) - si deve esporre questo ceppo di E. coli a tutte le otto classi di farmaci antibiotici. Di solito questo non avviene contemporaneamente, naturalmente: prima si espone alla penicillina e si trovano le colonie superstiti che sono resistenti alla penicillina. Poi si prendono le colonie sopravvissute e si espongono alla tetraciclina. Le colonie superstiti sono diventate resistenti sia alla penicillina che alla tetraciclina. Poi si espongono a un sulfamidico e si raccolgono le colonie sopravvissute, e così via. Si tratta di un processo di selezione genetica effettuata in un laboratorio con un risultato desiderato. Si tratta essenzialmente di come alcune armi biologiche sono costruite dall'esercito degli Stati Uniti nella sua struttura di laboratorio a Ft. Detrick, nel Maryland.

Anche se il processo reale è più complicato di questo, il risultato è che la creazione di un ceppo di E. coli  resistente a otto classi di antibiotici richiede ripetute, prolungate esporsizioni a tali antibiotici. E' praticamente impossibile immaginare come questo possa accadere del tutto spontaneamente nel mondo naturale. Ad esempio, se questo batterio è nato nel cibo (come ci è stato detto), allora da dove ha  acquisito tutta questa resistenza agli antibiotici in considerazione del fatto che gli antibiotici non sono utilizzati nelle verdure ?
Quando si considera la prova genetica che ora è di fronte a noi, è difficile immaginare come questo possa accadere "in natura". Mentre la resistenza a un antibiotico singolo è comune, la creazione di un ceppo di E. coli che è resistente a otto diverse classi di antibiotici - in combinazione - sfida semplicemente le leggi della permutazione genetica e combinazione in natura. In poche parole, questo ceppo di superbatteri e.coli non avrebbe potuto essere creato in natura. E questo lascia solo una spiegazione per cui in realtà proveniva da: il laboratorio.

Progettato e poi rimesso in libertà

Le prove ora puntano verso il fatto che questo ceppo mortale di E.coli è stato progettato e poi  rilasciato nella catena alimentare o in qualche modo è usciito da un laboratorio finendo nelle scorte alimentari inavvertitamente. Se non siete d'accordo con tale conclusione - e siete sicuramente benvenuti - allora siete costretti a concludere che questo superbatterio octobiotico (immune a otto classi di antibiotici) si è sviluppato in modo casuale per suo conto ... e questa conclusione è molto più spaventosa della spiegazione della "bioingegneria", perché significa che superbatteri octobiotici possono semplicemente apparire ovunque e in qualsiasi momento senza motivo. Questa sarebbe una teoria davvero molto esotica.

La mia conclusione ha effettivamente più senso: questo ceppo di E. coli è stato quasi certamente costruito e poi immesso in forniture alimentari per un fine specifico.
Quale potrebbe essere tale fine ? E 'ovvio, spero. E' in funzione il solito metodo problema,  reazione,  soluzione.
Prima si causa  un problema (un ceppo mortale di Escherichia coli nel rifornimento alimentare). Poi si aspetta  la reazione del pubblico (enorme clamore in quanto la popolazione è terrorizzata dall'E. Coli).
In risposta a questo, si mette in atto la soluzione desiderata (il controllo totale della fornitura globale di cibo e la messa fuori legge di germogli crudi, latte crudo e verdure crude).
E' tutto quì, ovviamente. La FDA ha invocato lo stesso fenomeno negli Stati Uniti quando ha fatto pressione per la sua recente "Legge di Modernizzazione per la sicurezza alimentare" che in sostanza, mette fuori legge le piccole aziende organiche familiari  a meno che non lecchino le scarpe alle autorità di regolamentazione della FDA.
La FDA è stata in grado di schiacciare la libertà agricola in America aggiungendo il timore diffuso che ha seguito la diffusione di focolai di E.coli nella catena alimentare statunitense.
Quando le persone hanno paura, ricordate, non è difficile far loro accettare qualsiasi livello di regolamentazione tirannica.
E rendere la gente spaventata dal loro cibo è una cosa semplice ... pochi comunicati stampa del governo inviati via e-mail ai media mainstream affiliati,  è tutto quello che serve.

Prima il divieto della medicina naturale, quindi l'attacco alle scorte alimentari

Ora, ricordate: tutto questo sta accadendo sulla scia del divieto europeo per piante medicinali e integratori alimentari - un divieto che palesemente mette fuorilegge terapie nutrizionali che aiutano a mantenere le persone sane e libere da malattie.
Ora che tutte queste erbe e supplementi sono fuorilegge, il passo successivo è quello di rendere la gente anche spaventata dagli alimenti freschi. Questo perché gli ortaggi freschi sono medicinali, e fintanto che il pubblico ha il diritto di acquistare ortaggi e legumi freschi, puo sempre prevenire le malattie.

Ma se si rende la gente SPAVENTATA dalle verdure fresche - o se si mettono  fuorilegge del tutto - allora è possibile forzare l'intera popolazione ad una dieta di cibi morti e prodotti alimentari trasformati che favoriscono le malattie degenerative e sostengono i profitti delle potenti aziende farmaceutiche.

Fa tutto parte dello stesso programma, evidentemente: Rendere le persone malate, negare loro l'accesso ad erbe medicinali e integratori, poi approfittare delle loro sofferenze per mano dei cartelli dei farmaci a livello mondiale.
Gli OGM svolgono un ruolo simile in tutto questo, naturalmente: Sono progettati per contaminare le scorte alimentari con un codice genetico che causa infertilità diffusa tra gli esseri umani. E coloro che sono in qualche modo in grado di riprodursi dopo l'esposizione agli OGM soffrono anche di malattie degenerative che arricchiscono le case farmaceutiche attraverso le "cure".

Ricordate quale paese è stato preso di mira in questo recente allarme e.coli ? La Spagna. Perché la Spagna ?
Ricordiamo che le rivelazioni trapelate da Wikileaks hanno messo in luce che la Spagna ha resistito all'introduzione degli OGM nel suo sistema agricolo, anche se il governo degli Stati Uniti, di nascosto, ha minacciato ritorsioni politiche per la sua resistenza.
Questa falsa accusa alla Spagna, per i morti da E.coli, è probabilmente una  rappresaglia per la mancata  volontà della Spagna di saltare sul carro OGM.
Questa è la vera storia dietro la devastazione economica dei coltivatori di vegetali spagnoli. E 'una delle sottotrame perseguite attraverso questo intrigo del superbug e.coli.

Il cibo come arma di guerra - creato da Big Pharma ?

A questo proposito, la spiegazione più probabile per cui questo ceppo di E. coli è stato ingegnerizzato è che i giganti farmaceutici hanno potuto farlo nei propri laboratori. Chi altro ha accesso a tutti gli antibiotici e alle attrezzature necessarie per gestire le mutazioni mirate di probabili migliaia di colonie di e.coli ? Le aziende farmaceutiche sono in una posizione unica per attuare questa trama e trarne profitto. In altre parole, essi hanno i mezzi e il movente per impegnarsi proprio in tali azioni.
Oltre alle case farmaceutiche, forse solo le autorità di regolamentazione delle malattie infettive hanno questo tipo di capacità di laboratorio. Il CDC, per esempio, probabilmente avrebbe potuto attuare questo, se avesse voluto davvero.

La prova che qualcuno ha manipolato biologicamente questo ceppo di Escherichia coli è scritta proprio nel DNA dei batteri.
Queste sono prove giudiziarie, e quello che rivelano non può essere negato. Questo ceppo ha subìto ripetute e prolungate esposizioni a otto diverse classi di antibiotici, e quindi in qualche modo è riuscito ad apparire nella catena alimentare. Come si arriva a questo se non attraverso un programma ben pianificato condotto da scienziati canaglia? Non esiste una cosa come la "mutazione spontanea" in un ceppo che è resistente alle principali otto classi di farmaci antibiotici di marca, venduti oggi da Big Pharma. Tali mutazioni devono essere deliberate.
Ancora una volta, se non siete d'accordo con questa valutazione, allora state dicendo che NO, non è stato fatto volutamente ... è accaduto accidentalmente ! E di nuovo, dico che è ancora più spaventoso !
Perché significa che la contaminazione da antibiotici del nostro mondo è adesso a un tale livello estremo di annientamento che un ceppo di E. coli in natura puo' essere saturato con otto diverse classi di antibiotici, fino al punto da trasformarsi naturalmente nel suo stesso  superbatterio mortale.
Se è questo  che la gente crede, allora è  una teoria quasi più spaventosa della spiegazione bioingegnieristica !

Una nuova era è cominciata: armi biologiche nel vostro cibo

Ma in entrambi i casi - non importa cosa credete - la semplice verità è che il mondo affronta oggi una nuova era a livello mondiale di ceppi di superbatteri di batteri che non possono essere trattati con farmaci conosciuti.
Tutti possono, ovviamente, essere facilmente uccisi con l'argento colloidale, che è esattamente il motivo per cui la FDA e le autorità di regolamentazione mondiale della sanità hanno violentemente attaccato le aziende di argento colloidale in tutti questi anni: essi non possono permettere che il pubblico metta  le mani su antibiotici naturali che funzionano veramente, evidentemente. Verrebbe vanificato l'obiettivo di rendere tutti malati, in primo luogo.

In effetti, questi ceppi di superbatteri E.coli possono essere abbastanza facilmente trattati con una combinazione di antibiotici naturali a spettro completo ricavati da piante come l'aglio, lo zenzero, la cipolla e le erbe medicinali.
Primi tra tutti, i probiotici possono aiutare l'equilibrio della flora del tubo digerente ed eliminare il "mortale" e.coli.
Un sistema immunitario sano e un tratto digerente ben funzionante possono combattere un'infezione da superbatterio E.coli, ma questo è ancora un altro fatto che la comunità medica non vuole farvi sapere. Essi preferiscono di gran lunga che voi rimaniate una vittima inerme che giace in ospedale, in attesa di morire, senza opzioni a vostra disposizione.
Questa è la "medicina moderna" per voi.
E' causa dei problemi che essi pretendono di trattare, e che poi non saranno nemmeno trattati con tutto ciò che essenzialmente funziona.

Quasi tutti i decessi attribuibili a questo focolaio di Escherichia coli sono facilmente e prontamente evitabili. Queste sono  morti per ignoranza. Ma ancor più, esse possono anche essere morti causate da una nuova era di armi biologiche su base alimentare, scatenata o da un gruppo di scienziati pazzi o dall'agenda portata avanti da un'istituzione che ha dichiarato guerra contro la popolazione umana.

By Mike Adams - Fonte: Naturalnews - Traduzione: I Lupi di Einstein - Tratto da: luogocomune.net

Commento NdR:
VERDURE KILLER  ? NOassolutamente:
NON sono le verdure ad uccidere, coloro che si sono ammalati e sono morti, e' perche' hanno malmenato, cioe' ROVINATO i loro intestini, specie quello tenue (flora batterica autoctona + sistema enzimatico + pH digestivo + mucosa irritata + immunoglobuline, sono altamente ALTERATI per anni di errori alimentari + utilizzo di farmaci specie antibiotici e soprattutto Vaccini !
...ma e' possibile anzi certo che quel batterio sia stato immesso VOLONTARIAMENTE e nascostamente (con azione Criminale di guerra batteriologica e di marketing....) nei cibi vegetariani analizzati, per far credere alla bufala della pericolosita' dell'E.Coli (che e' un  commensale, transiente, anche del nostro intestino e che in condizioni normali di eubiosi NON puo' produrre NULLA di dannoso, e cosi' poter spaventare politici e sudditi ignoranti..., e per far successivamente propinare i vaccini agli animali (vacche) ed all'uomo....come volevasi dimostrare ecco la PROVA PROVATA:

La prova della premeditazione di Big Pharma e' che stranamente il Vaccino e' pronto (ci vogliono circa 6 mesi per preparare un vaccino...) cosi' affermano i fabbricanti, ma stranamente il vaccino e' pronto in 20 giorni....

DENUNCIA SANITARIA - Batterio killer. Miracolo: c'è il Vaccino per l'E.Coli !
E' davvero un grande miracolo, anche italiano. E la cosa più miracolosa, è che l'annuncio dell'imminente vaccino contro la malefica Escherichia Coli sia arrivato circa un anno prima dell'epidemia che è scoppiata in Europa.
Le vie della Provvidenza (Big Pharma) sono davvero infinite....
La Saga, Continua qui:

Mangia crudo e guarirai dai tuoi problemi !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

NON ESISTONO MALATTIE, ESISTONO SOLO MALATI di UNA SOLA MALATTIA = l'AMMALAMENTO
!
le DIFFERENZE fra un malato ed un'altro, sono SOLO SINTOMI DIVERSI e/o LOCALIZZAZIONI diverse dei VARI SINTOMI dell'UNICA MALATTIA = l'AMMALAMENTO. ma malgrado questo semplice ASSIOMA, gli "enti" della sanita' (OMS, CDC, FDA, EMA. AIFA, Ministeri della sanita', Ordine dei Medici, medici, della medicina ufficiale, le universita'  insegnano che esistono le varie "malattie" ed ad esse danno pure un nome.....e le classificano e che esse hanno sempre un "responsabile" che le causa !,....seguendo le direttive ideologiche di Big Pharma....anche se essi stessi affermano che:
Nella pratica e nella teoria di medici clinici e patologi, si definisce malattia un'alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo.
....ed allora perche' continuano a dire il FALSO !, per spaventare e deresponsabilizzare il soggetto che si ammala...e quindi poter spacciare "droghe" (farmaci) agli "indottrinati e/o drogati da farmaco" ! ...e cosi' i fatturati delle industrie del farmaco...e quelle dei vaccini, sono sempre in grande salute ed i malati diventano cronicamente malati, quando non muoiono prima del tempo, per le cure somministrate con farmaci di sintesi, farmaci che non curano nulla, ma soffocano solo i SINTOMI generando problemi sempre piu' intensi nel tempo al malato....e cosi il business continua....

EMEA (oggi EMA)  ha LEGAMI con l'Industria Farmaceutica + I medici sono una minaccia
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità, ma da quella dell'industria (NdR: per circa il 70% del suo budget).
Una distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima". L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato
e promozione sociale. "Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti".
Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
 e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)  + Comparaggio farmaceutico

vedi anche: Conflitto di interesse + Conflitti di interesse PDF - 1 + Conflitti di interesse PDF - 2 + Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF + CDC - 1 + CDC - 2  + FDA + Conflitti di Interesse, business farmaci e vaccini
+ Conflitti di interesse dell'AIFA
 vedi anche:
ISS + Ministero della salute + EMA  + CNR e Corruzione + Consenso Informato


Le MALATTIE sono INVENTATE 
.....non solo con stratagemmi dialettici e/o di abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente di tossine ed agenti da guerra batteriologica e/o con i vaccini tossici......

oppure
come  sintomi promossi a "malattie" + MALATTIE INVENTATE - PDF

Corruzione e sistemi sanitari nel mondo
: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi link: http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video: http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM


MALATTIE INVENTATE
 


I VERI PADRONI della SANITA' nel MONDO
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi dell’intero sistema medico americano  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario, i Rockefeller amavano chiamarla “filantropia efficiente”, e' qui ben descritto.
Purtroppo il medico che volesse domandarsi oggi da dove nascano tante di quelle “certezze” che gli vengono contestate .... da chi non si fida più della medicina ufficiale, dovrà risalire di quasi un secolo per trovarne l’origine. D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il miglior rimedio contro una malattia non sia la semplice rimozione del sintomo, ma quella della causa stessa.
vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f

INVENTORI di MALATTIE, anche con gli ALIMENTI CONTAMINATI
 

vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f

 

Ed ora la prossima pandemia - Tom Jefferson, epidemiologo, racconta il business dei vaccini e i conflitti di interesse delle industrie farmaceutiche - 08/06/2010

Tom Jefferson è stato uno dei più fieri e accesi sostenitori della inutilità e del MALAFFARE nascosto dietro le grandi campagne di vaccini.
Medico, epidemiologo, è tra i fondatori della Sezione Vaccini della Cochrane Collaboration e ha un blog chiamato «Attenti alle bufale» dove si tiene il conto di quanto tempo passerà prima che scoppi la prossima pandemica: 297 giorni, meno di un anno. 

L’ultima pandemia è terminata qualche mese fa e ora anche l’Organizzazione mondiale della Sanità ha ammesso che non tutto è stato trasparente: i rischi sono stati gonfiati dalle industrie.

«C’è un’inchiesta realizzata dal British Medical Journal e poichè in contemporanea c’era la presentazione del rapporto del Consiglio d’Europa. l’Oms ha rilasciato alcune dichiarazioni altrimenti non avrebbe risposto». 
Che cosa si nasconde dietro questa pandemia che non è mai scoppiata ?
«Di tutto. Conflitti di interesse di ogni tipo, nascosti, rivelati, negati, non riportati.
Alcuni fra gli esperti più in vista e più attivi nella produzione di documenti dell’Oms avevano, a diversi livelli, vari legami con l’industria farmaceutica: vuoi come pseudo primi autori di esperimenti, vuoi come consulenti pagati, vuoi come membri di gruppi di lobby farmaco vaccinale. I nomi sono i soliti ma davanti a richieste di chiarezza l’Oms si rifiuta di rispondere, dando la colpa a errori di comunicazione che hanno prodotto il fiorire di teorie di complotto.
Tutto questo ha provocato uno sperpero incredibile di soldi e una perdita di credibilità molto grave da parte dell’Oms». 
Quanto è costata la finta pandemia all’Italia ?
«Soltanto per il mero acquisto dei vaccini, lo Stato si è impegnato a pagare 184,8 milioni di euro (Iva compresa), pari a 7,7 euro per vaccino: ma 11 milioni non sono stati più acquistati, dunque finora 84,7 milioni di euro non sono stati pagati.
La spesa effettivamente sostenuta per i vaccini ammonta finora a 100,1 milioni. Nessuno sa però (e nessun istituto finora lo ha calcolato con una buona dose di scientificità) quanto è costato l’approntamento dei servizi vaccinali, ma soprattutto in quanto è stimabile la “perdita” dovuta al fallimento della campagna: pensiamo ai vaccini buttati o al costo delle operazioni di recupero dei prodotti da parte delle Regioni». 

Ora che ne siamo consapevoli però dovremmo evitare di cadere nella stessa trappola la prossima volta.
«Ho 56 anni, sono sopravvissuto a quattro pandemie, so perfettamente che altre ne arriveranno e che si ricomincerà tutto da capo come se nulla fosse, anche già dal prossimo settembre». 
Non c’è un modo per evitare di commettere lo stesso errore ?
«Se avessi la risposta a questa domanda sarei Bill Gates, non il poveraccio che sono. Ci vorrebbe chiarezza, trasparenza...» ...ma non se ne vede molta in giro «Infatti. Io vedo soltanto rimozione dei fatti». 
Quali ?
«Che non esiste alcuna prova che i vaccini possano effettivamente evitare le morti. Hanno effetti sintomatici ma se questo vuol e essere l’effetto basterebbe usare una normale aspirina, la soluzione al problema sarebbe più economica e anche più rapida».
Tratto da: lastampa.it

 

MALATTIE INVENTATE - 29/10/2010
Si moltiplicano le giornate dedicate a una patologia: sono 60 a livello nazionale. Osteoporosi, menopausa e timidezza: un tempo non erano considerate disfunzioni, ora sì. E sale il costo per sanità pubblica e famiglie: 4 miliardi all'anno.

NON CE n'è nemmeno uno. Sul calendario non sono rimasti più mesi, settimane o giorni liberi da malattie. Da prevenire, scoprire prima possibile, sconfiggere, studiare o raccontare a chi sta bene. Cancro, alzheimer, sclerosi multipla, aids sono protagoniste ogni anno di giornate mondiali o italiane, regionali o cittadine. Ma anche la menopausa, l'osteoporosi, l'incontinenza e addirittura la stipsi hanno i loro periodi dedicati, con appuntamenti nelle piazze, davanti ai supermercati, negli ambulatori.
Sotto gazebo montati in centro si misurano glicemia e pressione, si fanno valutazioni odontoiatriche e audiometriche ai passanti. C'è un palcoscenico per ogni problema, che sia infettivo e raro come la meningite oppure diffusissimo come l'ipertensione.
Molti forse non sanno che in Italia si celebra anche il mese della prevenzione degli attacchi di panico.

Quanti sono gli appuntamenti dedicati alle malattie ?
Quelli nazionali almeno 60 l'anno, poi ci sono le manifestazioni locali e il numero sale a 300. In molti, tra medici, farmacologi e responsabili di associazioni di malati, sono convinti che sia troppo alto. Spesso l'invito agli screening e il messaggio che molti non sanno di avere una certa patologia, oltre ad avere effetti positivi, creano ansie e timori.
E fanno consumare sempre più sanità: esami, visite e medicinali. È ciò che vuole l'industria farmaceutica, che in Italia fattura oltre 25 miliardi di euro all'anno. Lavora per far guarire da problemi seri (NdR ???) ma anche per allargare il mercato, un po' come si fa con i detersivi. Le giornate del malato, normalmente importanti, possono essere un efficace strumento di marketing, e diventare una delle linee di produzione della fabbrica delle malattie.

Quali sono i meccanismi utilizzati per riempire di medicine i nostri armadietti del bagno ?
Il punto di partenza è la ormai nota frase pronunciata oltre trent'anni fa dal pensionando direttore Merck, Henry Gadsen: "Sogniamo di produrre farmaci per le persone sane".
Da allora la fabbrica ha scoperto tanti medicinali importanti ma ha anche prodotto nuove patologie e nuovi malati. Eventi naturali della vita come l'invecchiamento e il parto o stati d'animo come la timidezza, oggi, nella grande corsa al benessere assoluto, sono considerati problemi di salute. Così nessuno di noi si sente sano fino in fondo.
Probabilmente Gadsen ne sarebbe soddisfatto.

I problemi di salute in piazza
L'idea di partenza è meritoria: portare una patologia in piazza per farla conoscere e magari raccogliere soldi per ricerca e assistenza.
Il sistema però è cresciuto a dismisura. "Si rischia di incentivare il consumo di prestazioni sanitarie e di medicine", dice Marco Bobbio, primario di cardiologia a Cuneo e autore per Einaudi del libro "Il malato immaginato". "Tra gli organizzatori delle giornate c'è certamente chi ha uno scopo specultativo. Anche perché nessuno ha mai verificato con studi scientifici se queste iniziative aiutano i pazienti a curarsi meglio o magari spingono qualcuno che ha scoperto i sintomi di un problema ad accentuare artatamente i suoi disturbi, sottoponendosi a esami inutili". E magari a consumare più farmaci.
Ma quanti tra coloro che partecipano a una campagna sanno già di avere quel problema di salute ?
"L'impressione è che si faccia coinvolgere chi è già seguito per la patologia a cui è dedicata la giornata - dice Bobbio - Chi fuma non va al banco per la prevenzione del tumore al polmone fuori dal supermarket".
A organizzare questi appuntamenti di solito sono associazioni di malati, con l'appoggio di una società scientifica e il contributo dell'industria. Un evento di medie dimensioni al privato può costare anche 100-150mila euro.
Le case farmaceutiche credono in queste iniziative. E non solo loro. Sempre più aziende cercano visibilità per i loro prodotti attraverso i problemi di salute. La giornata dell'osteoporosi oltre a sponsor come Procter & Gamble (che vende un farmaco per questo problema a base di risedronato), o Lilly Italia, quest'anno ha avuto la partnership dell'acqua Sangemini. Sul suo sito la società spiega anche di aver pubblicato un "opuscolo esplicativo sulle proprietà dell'acqua Sangemini, sulla prevenzione e la cura dell'osteoporosi per la donna fashion, ma anche attenta al suo benessere". Il tutto per un problema passato negli ultimi anni da fattore di rischio a malattia, secondo alcuni proprio grazie all'impegno dell'industria. Negli Usa si calcola che le visite per l'osteoporosi siano triplicate dall'introduzione sul mercato del farmaco alendronato della Merck.

Al di là delle normali e lecite sponsorizzazioni, esistono appuntamenti organizzati a tavolino per vendere farmaci ?
Per dare una risposta basta la storia della "settimana nazionale per la diagnosi e la cura della stitichezza". "In Italia è stata fatta per ben tre anni consecutivi - spiega Bobbio - Si volevano sensibilizzare medici e cittadini sulla necessità di curare questo problema in previsione dell'arrivo sul mercato di un farmaco".
Quel medicinale era a base di tegaserod ed era prodotto dalla Pfizer, che l'ha ritirato dal commercio in Europa nel 2007, perché sono stati segnalati casi di problemi cerebro-vascolari tra chi lo aveva preso. "E dall'anno dopo la settimana della stitichezza è scomparsa - dice Bobbio – dimostrando che il grande interesse "scientifico" era ingigantito per preparare il lancio commerciale".

Curare malattie che una volta non erano malattie
Le giornate del malato, come certi studi clinici, i convegni e le pubblicità, in alcuni casi possono essere utilizzate per il cosiddetto disease mongering, la creazione a tavolino delle malattie. La stessa osteoporosi, la menopausa, la timidezza, un tempo non erano considerate patologie, ora sì.
Una recente ricerca scientifica svolta negli Usa e pubblicata da Social science & medicine, prende in considerazione una decina di situazioni (ansia, deficit di attenzione, insoddisfazione della propria immagine, disfunzione erettile, infertilità, calvizie, menopausa, gravidanza senza complicazioni, tristezza, obesità, disordini del sonno) che sono state medicalizzate, alcune magari anche giustamente, negli ultimi anni e calcola che costino ogni anno alla sanità Usa 77 miliardi di dollari, il 3,9% della spesa.

Quanto costa in Italia medicalizzare le patologie che un tempo non esistevano ?
Rispettando le proporzioni con l'America, circa 4 miliardi di euro. Di recente il British medical journal ha pubblicato il lavoro di un ricercatore australiano, Ray Moynihan, il quale sostiene che il mito della scarsa libido delle donne è stato creato dalle case farmaceutiche, per vendere una versione femminile del Viagra fino ad ora mai scoperta.

Come si aumenta il numero di pazienti
La fabbrica delle malattie non si accontenta mai. Si muove anche per far crescere il numero di persone a rischio. "Basta abbassare il limite della pressione, della glicemia o del colesterolo considerati pericolosi", spiega Roberto Satolli, medico e giornalista dell'agenzia Zadig, che realizza il sito partecipasalute.it. "Negli anni Sessanta si era ipertesi con 160-90, negli anni Ottanta e Novanta con 140-90 e adesso con 120-80.
Si sposta un po' la soglia e milioni di persone vengono inserite
tra coloro che devono prendere dei farmaci".
Il colesterolo un tempo era considerato alto dai 240 in su, adesso anche ben al di sotto dei 200. Un sensibile allargamento del mercato potrebbe essere dovuto proprio in questo periodo al Crestor di AstraZeneca, uno dei medicinali della famiglia delle statine più efficaci per abbassare il colesterolo e quindi prevenire l'infarto. Di recente l'FDA, l'agenzia Usa per il controllo dei farmaci, ha approvato l'estensioni delle indicazioni alle persone senza problemi di colesterolo ma con alti livelli della proteina C-reattiva (un marcatore di infiammazione) e con un fattore di rischio cardiovascolare, come fumo, ipertensione, sovrappeso.
Il New York Times ha spiegato come uno studio su larga scala dimostri che, rispetto al placebo, il Crestor per questi soggetti fa scendere la probabilità di un attacco di cuore da 0,37% a 0,17. Il quotidiano fa notare che per prevenire un infarto "a cui normalmente si può sopravvivere" vanno trattate 500 persone. Che magari sono grasse e quindi potrebbero abbassare quel fattore di rischio. Il Nyt calcola che, con l'allargamento dei parametri, 6,5 milioni di americani diventino potenziali utilizzatori del Crestor.

Le statine sono sempre più usate ovunque, da noi il consumo aumenta del 20% all'anno. Si tratta di farmaci che hanno rivoluzionato la cura dei problemi cardiovascolari. Lo sottolinea Sergio Dompé, presidente di Farmindustria: "Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una riduzione di queste patologie senza precedenti. Del resto, più in generale, oggi stiamo meglio di una volta, in 15 anni ne abbiamo guadagnati 3 di vita. Le aziende fanno i loro interessi, ma quando lavorano correttamente perseguono anche il bene della collettività.
Certo, alcuni sprechi si possono ridurre. E come dico sempre: il miglior farmaco è avere un bravo medico". Uno dei pilastri della fabbrica delle malattie è il marketing. Ma come si fa a vendere un farmaco?

L'imbuto e il "disease awareness"
Bisogna essere oltre che disinvolti anche scientifici. "I medici sono classificati a seconda della loro capacità di condizionare i colleghi. In cima ci sono gli influenzatori, bravi a parlare in pubblico e seguiti da tanti altri dottori quando si tratta di fare una prescrizione. Poi ci sono gli influenzati ma anche categorie come gli early adopters, gli appassionati delle novità, che amano essere i primi a fare le cose". A parlare è Luca (il nome è finto), che da anni lavora negli uffici marketing del farmaceutico.
"A parte l'utilizzo degli informatori, sono importanti i congressi. Si sponsorizzano gli organizzatori e si fanno mettere letture o tavole rotonde incentrate non sul brand del tuo farmaco, cosa vietata, ma sul principio attivo o sulla patologia.
Avere questo spazio scientifico costa diverse decine di migliaia di euro. Per il tuo simposio ingaggi i relatori, che paghi tra i mille e 5mila euro, e anche il pubblico, cioè i medici che seguono la patologia di cui si parla e che ospiti al congresso".
Il fine è quello di vendere più farmaci. "Si pensi a un imbuto – dice Luca - Se ho 100 persone che prendono determinati medicinali e la mia azienda copre il 50% del mercato, serve a poco ed è faticoso strappare alla concorrenza il 2 o 3%. A me che sono leader, conviene aumentare i pazienti, farli diventare 200 allargando l'ingresso di quell'imbuto.
Si cerca di ridefinire la malattia per poter dire che ne soffre anche chi prima non l'aveva. E partono le campagne di disease awereness, cioè di consapevolezza, fatte un po' in buona fede e un po' in malafede. Esiste sempre una quota di persone che non sa di avere una certa malattia: è giusto fargliela scoprire. Così, ad esempio, si organizzano le giornate".

La ricerca in mani private
Le multinazionali hanno in mano la ricerca. Lo spiega Nicola Magrini, farmacologo direttore del Ceveas, che si occupa di valutazione e linee guida sull'uso dei farmaci per la Regione Emilia Romagna e per l'Istituto superiore di sanità. "Negli Usa, pubblico e privato investono nella ricerca il 50% a testa - spiega - Da noi il pubblico finanzia solo una piccola parte degli studi. Bisognerebbe almeno favorire l'effettuazione di ricerche a cui partecipano più aziende: confrontando più farmaci si bilanciano gli interessi di tutti". Ma cosa sanno i singoli medici dei risultati della ricerca scientifica ?
"Negli ambulatori arrivano depliant patinati, non informazioni. Il sistema sanitario dovrebbe dare la possibilità a ogni dottore di accedere alle migliori evidenze scientifiche".
Crede nelle collaborazioni tra privati per la ricerca anche Dompé. "Capita sempre più spesso che più aziende investano sullo stesso progetto, il nuovo paradigma è collaborare per competere". Il presidente di Farmindustria spiega che nel settore in Italia c'è ancora da fare. "Siamo indietro senza dubbio come struttura industriale, e ancora di più come sistema paese. Ma stiamo crescendo. Il pubblico non può avere i soldi per pagare gli studi sui farmaci, che durano in media 12 anni e mezzo.
Allora deve far in modo di individuare centri di eccellenza, e ce ne sono, in grado di competere a livello mondiale e investire solo su quelli".

Siamo tutti doloranti ?
Proprio in questo periodo nel nostro paese potrebbe allargarsi il famoso imbuto. Sta partendo la campagna "dolore misterioso", negli studi dei medici di famiglia saranno messi volantini e poster per insegnare a riconoscere il dolore neuropatico e descriverlo (come bruciante, lancinante, formicolante, freddo o folgorante). È stato creato anche un sito doloremisterioso.it
L'iniziativa vede impegnate la Fimmg, sindacato dei medici di famiglia, la Simmg, la società scientifica di questi professionisti, e l'associazione Cittadinanzattiva. Sponsor è la Pfizer.
Cioè l'azienda farmaceutica che produce il Lyrica, nato quando un prodotto simile della stessa azienda, il Neurontin, è diventato generico (peraltro dopo aver fatto prendere al produttore una multa della FDA da circa 450 milioni di dollari per campagne di marketing scorrette e mancata pubblicazione dei dati di studi negativi). Il Lyrica è a base del principio attivo Pregabalin, indicato come terapia aggiuntiva negli adulti con attacchi epilettici, nell'ansia generalizzata ed è l'unico prodotto sul mercato per il trattamento del dolore neuropatico periferico, un problema che con l'approvazione della legge su cure palliative e terapia del dolore è diventato trattabile anche dai medici di famiglia, con gli specialisti.
Intanto sul sito tutti possono fare un questionario sul proprio dolore, stamparlo e portarlo ai loro dottori. Se questi prescriveranno il Lyrica lo sapremo nei prossimi mesi. Quando si conosceranno i dati delle vendite.
By Michele Bocci - Fonte: La Repubblica

Le MALATTIE sono INVENTATE 
.....non solo con stratagemmi dialettici e/o di abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente di tossine ed agenti da guerra batteriologica e/o con i vaccini tossici......

oppure
come  sintomi promossi a "malattie"

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

A San Marino (I) dal 2012 esiste una legge che obbliga i genitori obiettori ai vaccini, per i loro bambini (quelli che non vogliono vaccinare i propri figli), a contrarre una polizza assicurativa per il “Danno da Contagio”….richiesta che fa ridere, perche’ siccome il danno da contagio non esiste, perché tutto e basato sulla FALSA teoria del contagio aerobico, che NON esiste, salvo ad esempio nel caso di  trasfusioni di sangue o contato e/o manipolazione di feci, per cui trattasi non di contagio aerobico, ma si tratta per le trasfusioni, di inoculazione di sangue tossico eterologo (non proprio), quindi ritenuto tossico dall’organismo ricevente, con tutti i pericoli del caso, e per la manipolazione di feci, non e' detto che i manipolatori delle feci dei bambini vaccinati, cosa che fanno tutte le madri di bambini vaccinati quando gli lavano il sederino dopo la loro cacca...NON si ammalano es. di Polio...neppure loro....si dovrebbe tenere il conto dei “possibili” contagiati  aerobici dalla data della entrata in vigore della Legge sanmarinese sul tema,  per vedere quanti bambini non vaccinati si sarebbero ammalati con il "contagio aerobico"; inoltre se fosse vera la "teoria del contagio" i bambini vaccinati, essendo portatori sani o non, dei virus e batteri vaccinali, potrebbero "contagiare" gli altri adulti e bambini non vaccinati, con i quali vengono in contatto, cosa che NON avviene mai !
Esempio:
In Italia ogni anno nascono 500 mila bambini x 40 anni = 20 milioni di bambini portatori, (di questi quasi il 95 % viene vaccinato minimo con l’esavalente che contiene  ben 6 virus vaccinali, ad esempio quello della polio); i bambini portatori "sani" crescono e vengono in contatto con tutti gli altri, eppure pur essendovi in Italia oltre 20 milioni di adulti di oltre 40 anni, NON vaccinati per la Poliomielite, NESSUNO di questi, pur essendo a contatto con quei bambini portatori "sani" del virus della Polio, si ammala…perche’ ?..., perche’ la teoria del contagio e’ FALSA !...... e cio’ vale anche per la altre malattie falsamente dette "contagiose"…
Riflettete bene su questi che sono fatti !


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il nuovo business è dare medicine ai sani - vedi: Business dei farmaci e Vaccini
Il settore del farmaco scoppia di salute, e il mensile E, edito da Emergency, mette in fila i numeri per scoprire quanto vale “Il business dei sani”, come titola la copertina del numero in edicola. Un business da primato, che nemmeno la crisi planetaria ha scalfito.
“Il giro d’affari delle aziende farmaceutiche nel mondo ha superato nel 2010 i 610 miliardi di euro, fatturato a cui quelle italiane contribuiscono con una quota di circa 25 miliardi – spiega l’inchiesta di Roberta Villa -. La spesa media pro capite di ogni italiano per le medicine è di oltre 300 euro l’anno, ma non è tutto qui, perché il settore dei farmaci concorre per meno del 15 per cento all’intero comparto economico che ruota attorno alla salute. E questo mercato del benessere, dai confini sempre più sfumati, rappresenta ormai il 10 per cento dei consumi in Europa e il 15 per cento negli Stati Uniti“. Peccato per le conseguenze collaterali, che hanno nomi difficili ma spiegazioni assai semplici.
Il “disease mongering” non è un morbo contagioso, ma la prassi di marketing che negli ultimi anni ha consentito al comparto di far volare utili e nuovi brand: come spiega Gianfranco Domenighetti, docente di Comunicazione ed economia sanitaria presso l’Università della Svizzera italiana, l’importante non è riuscire a vendere più medicine ai soliti malati, ma sensibilizzare la gente a nuovi consumi nel nome di una presunta attenzione alla salute.

Come ? Semplice, basta “gonfiare l’importanza di una malattia ...
... o, se occorre, inventarsela di sana pianta” dice Domenighetti invitando l’utente medio a meditare sull’utilità di screening massivi e campagne di prevenzione sempre più frequenti. Perché, a dire il vero, le malattie restano più o meno le stesse e “solo il 2, 4 per cento dei farmaci immessi sul mercato dal 1981 al 2008 rappresenta un vero importante progresso terapeutico, mentre l’80 per cento non sono che copie dell’esistente, a eccezione del prezzo, che di regola è triplicato” chiosa l’economista svizzero.

Ma davvero l’industria riesce a condizionare la domanda di farmaci fino al punto di danneggiare il reale interesse del consumatore/paziente? Risponde Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano: “Questa idea di curare i sani è solo l’ultimo atto di una strategia che inizialmente è partita allargando artificialmente la platea dei malati. Non è un caso che i valori-soglia considerati un tempo normali per la glicemia, il colesterolo o la pressione arteriosa siano stati progressivamente abbassati: per ognuno di questi aggiustamenti, è cresciuto a dismisura il numero di persone cui prescrivere medicinali”. E se la prossima volta che leggerete sul giornale un mega inserto sulla salute dove si parla di doloretti alla schiena, tenete a mente questa battuta rapida ma efficace: “La fibromialgia, per esempio, è una ‘nuova’ malattia che sembra fatta apposta allo scopo di vendere analgesici”. Parola di Garattini.

Oltretutto, c’è da ragionare sulla relatività del concetto salute e sulla forza dei modelli culturali capaci di espandersi a suon di investimenti miliardari. Gli Stati Uniti, si sa, sono la patria dell’extra large e anche in ambito farmaceutico stanno facendo scuola alla vecchia Europa. Negli Usa una persona su quattro prende ogni giorno la pillola per tenere a bada la pressione e i medicinali contro gli stati ansiosi sono ormai alla portata dei bambini di quattro anni.
Donne isteriche ? Uomini disoccupati ? Adolescenti inquieti ? Tutti in fila per la terapia, magari venduta via internet con sconti favolosi, giusto per invogliare il cliente. In Italia, storicamente, la classe medica ha posto un freno all’invadenza del business, ma i tempi magri e l’inesorabile tendenza al supporto fast – meglio buttar giù un antidolorifico al volo piuttosto che impegnare tempo e denaro in cure tradizionali cui la sanità pubblica non può più far fronte – fanno pensare a un futuro ancor più florido per i commercianti del benessere. “Per questo abbiamo deciso di occuparcene – spiega Maso Notarianni, vicedirettore di E -. Noi siamo la testata di Emergency, e tutti si aspettano notizie sulle attività nei vari luoghi del mondo dove opera l’organizzazione.
In realtà il mondo è un affare complicato, dove tutto si correla. I soldi, la ricchezza, la democrazia, i diritti umani. Anche in Italia, nella sanità privata o in quella pubblica, c’è chi pensa solo al profitto. Secondo noi la salute è un’altra cosa, il rispetto per l’essere umano è la priorità: in un ospedale sperduto tra la guerra o nella clinica degli orrori a Milano cambia poco”.
By Chiara Paolin – Tratto da: ilfattoquotidiano.it


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Eileen Danneman ha scoperto un documento che indica che Kathleen Sebelius, la segretaria dei Servizi Sanitari e Umanitari Americani, US Health and Human Services, il 5 marzo 2010 ha esteso l'emergenza pandemia al 2012 !
SEBELIUS:  documento ESTENSIONE PANDEMIA al 2012 (Federal Register March 5, 2010)

Quindi, conformemente alla sezione 319F-3(b) dell'Atto, ho determinato che c'è un credibile rischio che la diffusione dei virus della influenza pandemica A e di quelli con potenziale pandemico e risultanti malattie, possa effettivamente costituire una emergenza santaria pubblica...ed estende per tutto il 28 Febbraio 2012.
Sezione 319F-3(a)(4)(A) conferisce immunità ai produttori e distributori delle Contromisure Coperte, indipendentemente dalla popolazione definita...e corregge quanto al 28 Settembre 2009 per fornire protezioni affidabili e mirate a contromisure pandemiche per intensificare la distribuzione.
"100226 Sec HHS Sebelius Pandemic Influenza Vaccines Amendment".


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Sono oltre 179 milioni le dosi di vaccini contro l’influenza pandemica che sono state distribuite in Europa e circa 38 milioni le persone effettivamente immunizzate dal virus A/H1N1, è scritto in un rapporto dell’European Medicines Agency (Ema), secondo cui, dunque, gli Stati membri dell’Unione europea hanno utilizzato solo il 20% dei prodotti acquistati durante l’emergenza pandemica dello scorso anno.
Il rapporto del Consiglio d’Europa denuncia l’ «enorme spreco di denaro pubblico» e l’avere provocato «timori e allarmi ingiustificati circa i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta la popolazione europea».
Ma quanto è costato questo scherzo ? 
Difficile fare calcoli precisi. A livello mondiale la banca JP Morgan ha stimato il giro d’affari in circa 7 miliardi di dollari. In Italia il ministero della Salute afferma che sono state acquistate oltre 12 milioni e mezzo di dosi a 7,7 euro l’una, il che vuol dire circa 98 milioni di euro di spesa. In realtà lo Stato si era impegnato a pagare 184,8 milioni di euro ma 11 milioni non sono stati più acquistati, dunque finora 84,7 milioni di euro non sono stati pagati.
La spesa effettivamente sostenuta per i vaccini ammonta finora a 100,1 milioni, conclude l’epidemiologo Tom Jefferson. Ne sono state somministrate circa un milione di dosi, come afferma il ministero della Salute. Di conseguenza, ogni dose somministrata, sarebbe costata finora 100 euro, cifra che se si considera la spesa che il ministero si era impegnato a sostenere sale a 184 euro. E ogni cittadino italiano ha pagato 3 euro a testa dal neonato al centenario compreso, per la pandemia che non c’è. 
La cifra complessiva in realtà può ancora variare, e potrebbe anche diminuire. Ci sono trattative in corso tra Governo e aziende che potrebbero concludersi con un accordo su un indennizzo (la Francia ha pagato il 16% della somma che avrebbe dovuto) o con l’apertura di un contenzioso. 
Nessuno sa però quanto siano costati i servizi vaccinali, ma soprattutto a quanto ammonti la perdita dovuta al fallimento della campagna: dai vaccini buttati o al costo delle operazioni di recupero dei prodotti da parte delle Regioni. 
Non è ancora finita.
C’è il capitolo antivirali. Il ministero - ricostruisce Tom Jefferson - ha reso noto di avere a disposizione 40 milioni di dosi (30 milioni di Tamiflu e 10 di Relenza), pari a 10 milioni di cicli, acquistati dal 2005 in poi e infatti tenuti in gran parte in forma di polvere, pronta a essere confezionata in capsule. Il mandato a confezionarne una parte era stato dato ad aprile all’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze da cui infatti erano stati stoccati e inviati ai centri di riferimento regionali per la distribuzione ad Asl e ospedali.
Altri 50 milioni erano stati promessi dalle Regioni. Il ministero non fornisce alcun dato ulteriore ma un calcolo direbbe che il costo di ogni ciclo è pari a 12,5 euro: in tutto, quindi, lo Stato per comprare gli antivirali dovrebbe aver pagato 125 milioni di euro. Non possiamo quantificare, però, il costo della trasformazione da polvere in capsule né quello dello stoccaggio e della distribuzione alle Regioni. «E quanto avrà speso la popolazione di tasca propria per la corsa al Tamiflu ?», si chiede ancora l’epidemiologo. 
Un altro costo non quantificabile ma che aggiunge un bel po’ di euro è quello legato allo smaltimento di tutti i vaccini ormai prodotti e inutilizzati. Oltre alla spesa per l’acquisto mantenere i vaccini ha un costo perché devono essere conservati in celle frigorifere per impedire che si danneggino. Sono decine di migliaia di euro al giorno perché dovranno essere mantenuti in ottimo stato fino alla loro data di scadenza, dopodiché verranno affidati ad aziende specializzate per lo smaltimento di rifiuti speciali, spendendo tanto altro denaro pubblico.
L'Oms suggerisce di donarli ai Paesi del Terzo Mondo, alcuni Paesi europei vorrebbero invece venderli sottocosto ad altri Paesi poveri dell'Est.
Tratto da informasalus.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Prevenire è meglio che curare" recita uno slogan. Ma è sempre vero ?  - 
vedi: MINISTERO "SALUTE" informato sui Danni dei Vaccini +
La guerra del Dottor Matthias Rath + MALATTIE INVENTATE +  Malattie Croniche  +  MEDICI IMPREPARATI + Medici pagati da case farmaceutiche +  BARONIE, Universita' e MEDICI +  Dittatura Sanitaria + FARMACI e CONTROINDICAZIONI +  Guerra conto le Donne (con i Vaccini) + Pericolo Farmaci

Slogan di BIG PHARMA: "....per ogni nuova pillola, vi e' una nuova malattia"....
Dalle tecniche persuasive degli informatori farmaceutici alla corruzione dei medici; dalle associazioni di pazienti finanziate da Big Pharma al ruolo ambiguo delle autorità sanitarie e soprattutto l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere, con la complicità dei media, ansia e paura, creando bisogni fittizi che faranno vendere farmaci e vaccini per milioni di dollari.
Nei paesi occidentali la medicina è al centro di un vasto settore economico, articolato, complesso e in costante espansione, che si può definire industria della salute (NdR: ...o meglio, della malattia...).
Essa fornisce un ventaglio di prodotti e servizi all'interno del quale i cittadini, per poter scegliere consapevolmente, dovrebbero poter disporre di informazioni complete e di buona qualità. Il che accade raramente e parzialmente: è un mercato imperfetto.
In questo quadro economico, la scienza ricopre un ruolo ambivalente. In teoria, fornendo le prove di efficacia, dovrebbe costituire il riferimento certo su cui fondare le scelte appropriate, individuali e di politica sanitaria. In pratica, essendo oggi per lo più finanziata a scopo di lucro, sempre più spesso concepisce e conduce la ricerca clinica seguendo le regole del marketing.
Come tutti i mercati infatti, anche l'industria della salute, per prosperare, deve:
- moltiplicare prodotti e servizi per indurre a consumi crescenti (poco importa se inappropriati o superflui, se non addirittura dannosi);
- reclutare nuovi clienti (magari anche tra coloro che non hanno disturbi o si ritengono sani).

Fra le strategie di allargamento del mercato più adottate figurano le campagne di sensibilizzazione e prevenzione.
C'erano, soprattutto un tempo (ma ci sono tuttora anche se sempre più rare), iniziative genuine e spontanee, generate dalla buona volontà di medici e malati di fare qualcosa per contrastare questo o quel male, diffondendo tra il pubblico la conoscenza di come si manifesta e di come si combatte. Purtroppo gli esperti di marketing si sono ben presto accorti delle enormi potenzialità promozionali di tali attività, e hanno cominciato a suggerire l'opportunità che vengano finanziate o addirittura promosse direttamente dalla industria della salute.
Questo fenomeno, che in inglese si chiama "disease mongering" (commercio di malattie), sta diventando la modalità prevalente con cui il pubblico riceve informazioni in campo medico.
Molte delle campagne promosse negli ultimi anni (NdR: per farmaci e Vaccini) sono vincolate a queste logiche di mercato.
Tratto da: partecipasalute.it

Sulla  rivista PloS Medicine è stato recentemente pubblicato  un numero monografico sul problema molto rilevante del “Disease Mongering” termine che si riferisce all’obiettivo del Pharmaceutical Marketing di “vendere una malattia” per aprire la strada ai prodotti che verranno immessi in commercio dalle industrie farmaceutiche.
Il termine si riferisce alla strategia oramai consolidata di far credere a medici e a pazienti che un problema o determinati fattori di rischio richiedano necessariamente un trattamento farmacologico, allargando i confini delle patologie trattabili con la conseguenza di incrementare il mercato attraverso l’introduzione di nuovi prodotti farmacologici anche pericolosi !

vedi: http://news.bbc.co.uk/1/hi/health/4898488.stm

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Legami segreti tra organizzazioni di pazienti e compagnie farmaceutiche:

Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato  un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che affermano di agire nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle industrie farmaceutiche.

Le Malattie Inventate
- vedi anche Panorama del 27 febbraio 2006
Nuove sindromi definite a tavolino. Fattori di rischio trasformati in patologie. Alti e bassi della vita considerati gravi disturbi.
Ecco come l'industria farmaceutica ci trasforma tutti in pazienti. Per vendere sempre più farmaci.

Le MALATTIE sono INVENTATE 
.....non solo con stratagemmi dialettici e/o di abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente di tossine ed agenti da guerra batteriologica e/o con i vaccini tossici......
oppure come  sintomi promossi a "malattie"

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Malattie inventate dal nulla, stati di salute venduti come malattie, il tutto per fare gli interessi delle case farmaceutiche, con l'Unione Europea che strizza l'occhio.....
Una campagna internazionale contro il marketing aggressivo dei farmaci...Consumers International ha lanciato una campagna contro il marketing irresponsabile delle aziende farmaceutiche, a cui si unisce l'associazione italiana Altroconsumo.

Tra le trovate più innovative del marketing farmaceutico, Altroconsumo segnala il fenomeno del "Disease mongering":  un tentativo di ampliare il mercato potenziale di un farmaco proponendolo come risolutivo per una serie di persone sane ma che manifestano un malessere comune, spesso più mentale che fisico.
Una strategia di marketing precisa che come primo passo prevede di etichettare come malattia alcuni sintomi diffusi e modesti (una generica stanchezza, una mancanza di motivazione) o alcuni aspetti comuni della vita (timidezza, tensione emotiva in corrispondenza del ciclo mestruale) come una malattia.
Ci sono poi i casi in cui si prende un problema medico molto poco diffuso tra la popolazione e se ne ridefiniscono le  caratteristiche per aumentarne la diffusione, ampliando l'entità e la rilevanza del problema, per poi proporre un rimedio farmacologico.
La strategia di marketing che verte sul "disease mongering" ha tre interlocutori privilegiati: i medici a cui le aziende si rivolgono con attività di formazione e di informazione, le Associazioni di pazienti (cioè tutti coloro che si riconoscono per primi nella malattia) che sono sponsor naturali del farmaco proposto e da ultimo il grande pubblico (che spesso trova nell'etichetta di malattia un'allettante spiegazione delle difficoltà quotidiane).
A livello Comunitario (Commissione e Parlamento Europeo) ci sono forti spinte per adottare il modello statunitense (che permette di pubblicizzare i farmaci di qualsiasi tipo, di prescrizione e non), allentando il divieto che impedisce alle aziende di promuovere i farmaci rimborsati dal SSN direttamente ai pazienti.
Il modello "informativo" che propone la Commissione europea in un documento di consultazione ha riscosso profonde critiche dalle associazioni di consumatori.
Tratto da: http://www.altroconsumo.it


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

CAMPAGNA NAZIONALE SUI PERICOLI delle VACCINAZIONI
GLI ITALIANI NON SONO CADUTI NELLA TRAPPOLA
Poche le persone che si sono vaccinate rispetto alle dosi acquistate dal governo.
Roberto Gava, medico esperto di vaccinazioni, fa un primo bilancio: la diffusione d'informazioni indipendenti rimane la priorità. L'industria farmaceutica è ancora troppo potente.

Anche se la stagione influenzale non è completamente passata, possiamo dire di aver vinto la nostra battaglia informativa presso l'opinione pubblica che aveva come obiettivo quello di spiegare non solo l'inutilità ma anche i danni della vaccinazione per l'Influenza Suina, A/H1N1. Infatti, sono state pochissime (si parla di circa 700.000, invece delle decine di milioni attese) le persone che hanno accettato questa vaccinazione.
Purtroppo, questa nostra vittoria ci lascia anche molto amaro in bocca, perché con frequenza sempre maggiore stanno arrivando segnalazioni di danni da vaccino per l'influenza Suina e purtroppo anche registrazioni di eventi MORTALI.
Inoltre, il nostro Paese, come molti altri (ma non tutti) ha acquistato decine di milioni di dosi di vaccini, si è impegnato a pagarle prima ancora di conoscere se questo vaccino era innocuo ed efficace e ha addirittura accettato di riceverle gradualmente fino alla fine del marzo 2010 (in modo da dare tempo all'Industria Farmaceutica di produrle e pur sapendo che questa epidemia influenzale sarebbe durata poco tempo e che sarebbe terminata prima della fine del 2009).

Perché questo comportamento e chi paga questi milioni di euro di vaccini ?
Ricordiamo pure che ogni anno il nostro Paese spende più di 100 milioni di euro delle nostre tasse per pagare una altrettanto inutile e altrettanto pericolosa vaccinazione antinfluenzale stagionale.
Forse che nel campo sanitario non ci siano priorità maggiori ?
Sappiamo tutti che ce ne sono ma, a quanto pare, le politiche sanitarie non tengono conto sempre delle vere necessità della popolazione e pare che meno ancora tengano conto dei dati scientifici (o almeno di quelli ottenuti da ricercatori indipendenti dall'Industria Farmaceutica), che da anni hanno dimostrato l'inutilità e la pericolosità di qualsiasi vaccino antinfluenzale.

Si dice che il vaccino per la "Suina" sia stato un test per vedere come avremmo reagito, in modo che chi decide tutto possa perfezionare meglio le azioni future che serviranno a convincerci che sarà "obbligatoriamente necessario accettare" le future vaccinazioni.
Infatti, non si creda che tutto finisca qui. Nel mondo scientifico c'è già chi ipotizza quali saranno i virus delle future "pandemie" e le relative future vaccinazioni che ci verranno proposte.

Come l'Industria Farmaceutica prepara per tempo le sue politiche di marketing e studia a lungo le strategie di "disease mongering" (cioè di "invenzione delle malattie") tessendo accordi e amicizie con i centri di potere e di informazione, allo stesso modo anche noi dobbiamo imparare ad informarci e a restare uniti e ben collegati in modo da non trovarci impreparati davanti ad eventuali piccoli o grandi INGANNI che a quanto pare in questo ultimo tempo non mancano nel mondo sanitario.
Ormai sappiamo che probabilmente ogni autunno potremo dover affrontare un allarme pandemico che all'inizio viene dipinto come catastrofico, ma che poi sfuma nel nulla come dal nulla è venuto e dato che le pressioni future verteranno sempre sui virus influenzali, crediamo sia veramente importante che l'opinione pubblica sia ben informata sulle caratteristiche di questi virus, sulle loro modalità di diffusione, sulla inutilità dei vaccini antinfluenzali vecchi e nuovi, ma anche sulle vere tecniche di prevenzione, sia naturali che farmacologiche.
By Roberto Gava

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Gli esperti del CDC di Atlanta (Center Disease Control), il Centro Prevenzione Malattie più famoso al mondo, sembrano allarmati per l'influenza Suina od Influenza A, perche' vogliono arrivare fino alla Z...., ma in realtà non vedevano l’ora che ciò accadesse....
Il CDC, nei cui uffici, nota bene, vennero ideati, creati, e lanciati: l’AIDS (che in origine si chiamava GRID, ovvero Gay Related Immunodeficiency Disease), come ben riportato dal professor Peter Duesberg nel suo best-seller “Aids, il virus inventato“; il CDC rientra sempre nel ristretto gruppo di amici del Codex Alimentarius e dei vari virus influenzali creati dai laboratori al loro servizio…. - vedi: suina, sars, aviaria, e futuri nuovi virus….la Suina (nel 1974), successivamente la Sars e l’Aviaria ed il ritorno della Suina quella successivamente “perfezionata“,
L’influenza Suina e’ stata preparata in laboratorio e propagata intenzionalmente, mediante diffusione del virus nelle acque che alimentavano un allevamento di suini in Messico) ed attraverso campagne vaccinali

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il 17 Giugno del 1996, l'aviazione militare degli U.S.A. realizzò Air Force 2025, "uno studio che ha lo scopo di conformarsi a direttive del comandante in capo dell'Aviazione Militare per esaminare le idee, la capacità, e le tecnologie che saranno necessarie agli Stati Uniti per rimanere la potenza dominante nel futuro nel campo aero-spaziale."
Nello studio non classificato, il College of Aerospace Doctrine, Research, and Education della base aerea di Maxwell in Alabama predispose diverse "rappresentazioni fittizie di scenari/situazioni future" che si sarebbero potute verificare.
vedi: www.fas.org/spp/military/docops/usaf/2025/index.html (sito stranamente rovinato...)

Nel Capitolo 5, gli autori presentano una figura che descrive una sequenza di eventi che rappresenta un "possibile scenario".
Nel 2009, secondo tale figura, un'influenza UCCIDERA' 30 milioni di persone.
"Una simile pandemia influenzale si è verificata nel passato," spiega una nota a pié di pagina, facendo riferimento all'epidemia influenzale [la "spagnola", del 1918 e 1919, descritta come "una delle peggiori catastrofi registrate nella storia dell'uomo. E' stato stimato che più di 20 milioni di persone in tutto il mondo morirono durante quell'epidemia, e che dei 20 milioni di persone che contrassero quella malattia negli Stati Uniti, ne morirono circa 850.000 ."

"Il virus dell'influenza è l'unico capace di manifestare così tanti cambiamenti antigenici che un virus antigenicamente nuovo può diffondersi in tutto il mondo in un anno o due, dando luogo ad un significante numero di casi di infezione e di mortalità ", afferma un'altra nota a pié di pagina.

E' interessante notare che questa fittizia pandemia dell'Aviazione Militare viene descritta come "sconosciuta" e non è "chiarito se il virus è originato da una mutazione naturale o artificiale tramite bio-ingegneria. Molti temevano la seconda eventualità."
(NdR: che infatti si e' puntualmente verificata)

Sin dal 1996 quando venne fuori questo rapporto, iniziarono improvvisamente a morire in tutto il mondo microbiologi civili che avrebbero potuto identificare e sconfiggere un agente di guerra biologica, e morirono di morte improvvisa e innaturale.

Nei 4 mesi tra il 12 Novembre [2001] all'11 Febbraio [2002] , morirono in differenti parti del mondo sette microbiologi di fama mondiale. Sei morirono per cause "innaturali", mentre la causa della morte del settimo è dubbia. Inoltre il 12 Novembre, alla DynCorp, uno dei maggiori aziende che lavorano con contratti governativi per l'elaborazione dati, le operazioni militari e le operazioni da servizi segreti, fu offerto un contratto di 322 milioni dollari per sviluppare, produrre e conservare vaccini per il Ministero della Difesa. DynCorp e Hadron, entrambe aziende che lavorano con contratti del Ministero della Difesa collegati a programmi segreti di ricerca sulle malattie infettive, sono state anche legate ad un software noto come PROMIS, che può avere essere stato d'aiuto nell'identificare e colpire le vittime.

Nelle sei settimane precedenti al 12 Novembre [2001], altri due microbiologi stranieri morirono. Qualcuno crede che ci siano stati addirittura altri cinque microbiologi uccisi durante quel periodo, portando il totale [delle morti] a 14. Queste ulteriori morti (da 2 a 7) non sono strettamente legate a questa storia. Questo stesso periodo ha visto inoltre le morti di tre persone coinvolte nella ricerca medica o nella sanità pubblica.

- Il 12 Novembre [2001] il Dottor Benito Que, 52 anni, fu trovato in coma in una strada vicino al laboratorio presso cui lavorava alla facoltà di Medicina dell'Università di Miami. Morì il 6 dicembre.

- Il 23 Novembre [2001] il Dottor Vladimir Pasechnik, 64 anni, fu trovato morto a Wiltshire, in Inghilterra, non lontano dalla sua casa.

- Il 10 Dicembre [2001] il Dottor Robert Schwartz, 57 anni, fu trovato assassinato nella sua casa rurale nella contea di Loudoun, In Virginia.

- L'11 Dicembre [2001] il Dottor Set Van Nguyen, 44 anni, fu trovato morto all'entrata del refrigeratore del laboratorio in cui lavorava nello stato di Victoria, in Australia.

- L'8 Febbraio [2002] il Dottor Vladimir Korshunov, 56 anni, fu trovato morto in una strada di Mosca.

- L'11 Febbraio [2002] il Dottor Ian Langford, 40 anni, fu trovato morto nella sua casa di Norwich, in Inghilterra.

- Il 28 Febbraio [2002] Tanya Holzmayer, residente a San Francisco, fu uccisa da un collega microbiologo, il Dottor Guyang Huang, che le spara mentre ritirava una pizza e dopo apparentemente sparò a se stesso.

 - Il 24 Marzo [2002] il Dottor David Wynn-Williams morì in un incidente stradale vicino alla sua casa di Cambridge, in Inghilterra.

- Il 25 Marzo 2002 il Dottor Steven Mostow del Centro Scientifico Sanitario del Colorado (Colorado Health Sciences Centre), morì vicino a Denver mentre era a bordo di un aeroplano.

Precedentemente a queste morti, il 4 d i Ottobre [2001], un aereo commerciale che viaggiava da Israele a Novosibirsk, in Siberia, fu colpito mentre sorvolava il Mar Nero da un missile terra-aria ucraino "errante", che uccise tutte le persone che si trovavano a bordo. Il missile era fuori rotta di oltre 100 miglia. A dispetto di alcune prime notizie che riportavano che tale aereo fosse stato noleggiato, in realtà si trattava di un regolare aereo di linea, l'Air Sibir 1812.

Secondo diversi articoli giornalistici, incluso un articolo del 5
Dicembre di Barry Chamish ed uno del 13 Gennaio di Jim Rarey (entrambi disponibili sul sito www.rense.com), molte persone in Israele credono che l'aereo avesse tra i suoi passeggeri fino a cinque microbiologi.
Sia Israele che Novosibirsk sono sedi all'avanguardia nella ricerca microbiologica. Novosibirsk è nota per essere la capitale scientifica della Siberia, e la sede di oltre 50 strutture di ricerca e 13 università per una popolazione di appena 2,5 milioni di persone.

Al tempo dell'incidente sopra il Mar Nero, i giornalisti israeliani avevano lanciato l'allarme che due microbiologi del loro paese erano stati recentemente assassinati, da terroristi secondo quanto riportato. Il 24 novembre un volo della Swissair da Berlino a Zurigo si è schiantato al suolo durante l'atterraggio. Delle 33 persone a bordo ne morirono 24, fra le quali il primario del dipartimento di ematologia dell'Ospedale israeliano di Ichilov, così come i direttori del Dipartimento di Sanità Pubblica di Tel Aviv e della Facoltà di Medicina dell'Università Ebrea. Essi erano gli unici israeliani a bordo. I nomi di queste persone, come riportato successivamente dalle notizie dei media israeliani senza far menzione alle cariche da loro ricoperte, erano Dottor Avishai Berkman, Dottor Amiramp Eldor e Dottor Yaacov Matzner.

Oltre ad essere tutti microbiologi, sei dei sette scienziati che morirono nel giro di pochi mesi morirono per cause "innaturali".
Quattro di loro stavano portando avanti una ricerca quasi identica -- una ricerca che ha un significato globale, politico e finanziario.

Tutte queste persone erano assolutamente al top nel proprio campo di lavoro e sarebbero state esattamente le persone necessarie per combattere una nuova arma biologica che si fosse diffusa sul pianeta.
Nel giro di qualche mese morirono tutti di morti innaturali.
Tratto da: agribionotizie.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

AGENTI CHIMICI IRRORATI nell'AMBIENTE ed Agenti BATTERIOLOGICI INOCULATI con i VACCINI e NON SOLO.... queste le malattie provocate intenzionalmente da Big Pharma e dai controllori occulti del Pianeta...

Tratto da Scienzamarcia.org
Come saprete ormai, se avete seguito le ultime notizie sul sito scienzamarcia e/o sul dossier relativo al vaccino per l'influenza suina, in Ucraina circola un nuovo agente infettivo molto pericoloso, al limite mortale, che non è certo influenza suina e che sappiamo bene non può essere una mutazione pericolosa del virus AH1N1 come l'OMS vuole fare credere (per spingere l'acceleratore delle vaccinazioni contro l'influenza suina), (NdR: bensi un nuovo virus creato in laboratorio..).

Commento NdR: qui non siamo d'accordo perche' non si tratta di agenti infettivi, bensi' di malattie provocate dai molti vaccini che la popolazione ha subito e quindi esse sono molto immunodepresse + agenti chimici accumulati negli organismi, per vari fattori, che indeboliscono certi soggetti, gia' predisposti perche' deboli, rendendoli "preda" di qualsiasi malattia.

Anche se il governo ucraino ammette l'esistenza di una nuova epidemia cerca in ogni caso di rivolgere l'attenzione sul virus AH1N1, e portare avanti le vaccinazioni di massa iniziando con le donne incinte (NdR: che abortiscono facilmente DOPO il vaccino) come obiettivo prioritario (nel frattempo anche dagli USA arrivano notizie di numerosi aborti causati dall'assunzione del vaccino per l'influenza suina, la riduzione della popolazione è già una realtà, e c'è da temere che i bimbi nati dopo tali vaccinazioni siano vittime di atroci malformazioni neonatali, come già successo coi figli dei militari statunitensi vaccinati con lo squalene ai tempi della guerra del golfo nel 1991).
A quanto pare in nuovo agente infettivo è stato diffuso per mezzo di aerosol diffusi da aerei ed elicotteri, ma non si può escludere la diffusione di agenti infettivi anche all'interno dei vaccini (sappiamo bene il precedente inquietante della baxter sul quale la magistratura ha deciso colpevolmente di non indagare, mentre la stampa prova addirittura a negare l'esistenza della denuncia nonostante l'esistenza di prove evidenti).
Probabilmente le nuove operazioni (a bassissima quota e persino in pieno giorno) condotte in Ucraina tra il 29 ed il 31 ottobre del 2009, sono servite a diffondere sia agenti infettivi che sostanze volte ad indebolire ulteriormente il sistema immunitario (come del resto hanno fatto per anni le scie chimiche per prepararci a questo terribile evento di pandemia artificiale): la notte del 29 ottobre molte persone in Ucraina hanno iniziato a sentirsi male, ed il giorno dopo sono state chiuse le scuole per tre settimane e vietati gli assembramenti di persone.
Ma ci sono segnali che vengono dalla Francia che fanno pensare anche alla diffusione di agenti infettivi tramite il vaccino, esattamente come aveva previsto J.J. Crèvecoeur: egli aveva indicato la data del 15 novembre 2009 e la previsione è stata rispettata. Dopo anni di irrorazioni sempre più intense più intense da parte degli aerei-cisterna, che hanno letteralmente riempito l'atmosfera di ogni sorta di agenti chimici e biologici (trasformando fin troppo spesso il cielo azzurro in una cappa biancastra fatta di fitte ragnatele di materiale biancastro) non è difficile ipotizzare che le forze occulte che governano il nostro pianeta siano decise a scatenare delle epidemie mortali.
Sono di ieri le notizie di operazioni aeree analoghe a quelle dell'Ucraina (svolte sia di notte che di giorno) in Polonia ed in Austria.
Questa è la testimonianza del gestore del canale youtube Silberhorter:
Domenica sono uscito nel mio giardino (in una città dell'Austria meridionale vicino a Wr.Neustadt). Ho visto una intensa attività di irrorazione, come mai osservato prima. Lo spargimento di sostanze è stato realizzato da un nuovo tipo di aerei decorati con colorazioni inusuali (in giallo e rosso).

Qui sotto la ripresa video di una di queste irrorazioni del 15.11.09
http://www.youtube.com/watch?v=N661mbZ5XrY
E' purtroppo possibile che i media tra un poco recitino un triste copione, annunciando che la mutazione del virus AH1N1 si sta diffondendo dall'Ucraina al resto dell'Europa, e tra pochi giorni potremmo vedere scuole chiuse, militari per le strade, leggi eccezionali per le vaccinazioni obbligatorie, sospensione dei diritti civili.
Adesso è il momento di diffondere queste notizie a tutto il mondo, anche gli scettici e i duri di comprendonio devono sapere che bisogna guardare il cielo per vedere chi pratica la guerra chimica e batteriologica sulla poplazione umana, che bisogna controllare se chi prende il vaccino si ammala.
E ricordatevi che se il sistema di potere è arrivato a fare questo è perchè esso in questo momento è fragilissimo e rischia di crollare se gli diamo una vigorosa spallata. Non perdiamo le speranze, informiamo tutti di quello che sta succedendo, e siamo pronti a fotografare, riprendere, testimoniare quanto potrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Riguardo alla nuova malattia diffusasi in Ucraina riporto alcune informazioni che provengono dalla dottoressa Rebecca Carley.
I medici descrivono questa nuova malattia come peste polmonare o febbre emorragica o influenza emorragica, ma se anche tale malattia fosse dovuta ad una ricombinazione del virus AH1N1 con altri virus (ad esempio quello dell'aviaria) si tratta in realtà di un nuovo virus. L'OMS nel frattempo ha avuto a disposizione molti giorni per sequenziare il virus (con l'emergenza che c'è avrebbe dovuto far di tutto per realizzare quest'analisi in pochi giorni) ma non ha ancora rilasciato nessuna notizia riguardo all'analisi dell'agente infettivo riscontrato in Ucraina.
L'OMS per altro non ha imposto nessuna quarantena all'Ucraina né ha vietato i viaggi internazionali da e per l'aera dove è comparsa la nuova infezione, come non lo ha fatto quando è scoppiata la prima ondata infettiva di influenza suina nel Messico.
Questa nuova grave affezione delle vie respiratorie porta ad avere sangue nei polmoni; dai dati disponibili al momento sembra che sia mortale in una percentuale del 5% - 10% dei malati. Per altro sembra che stia colpendo fortemente anche persone giovani e sane.

Il dottor Victor Bachinsky, medico legale e patologo, dopo avere eseguito le autopsie precisa che si tratta di un agente virale, che gli antibiotici non solo sono inutili, ma anzi controproducenti. Secondo tale medico le persone con un sistema immunitario forte resistono all'infezione e guariscono, mentre gli antibiotici (che in Ucraina si possono acquistare liberamente in farmacia senza previo consulto medico, cosa che molti purtroppo stanno facendo mettendo a rischio la propria vita) indeboliscono l'organismo abbassando le difese immunitarie. Il dottor Bachinsky attribuisce a tale uso improprio degli antibiotici l'alta mortalità riscontrata in Ucraina.

Adesso questa "nuova peste artificiale" si è diffusa in Polonia dove un quarto di milione di persone sono molto malate e ci sono notizie di diffusione in Bielorussia, Ungheria e nel resto dell'Europa Centrale. Si parla anche di 900.000 malati di influenza suina in Norvegia ma potrebbe essere ben altro.
Nel frattempo ho aggiornato il mio dossier: è disponibile una seconda versione molto più completa corredata dalle nuove prove raccolte sulla tossicità dello squalene. Per quanto riguarda la versione scaricabile sono disponibili nuovi video da scaricare, ed è disponibile (per chi avesse già scaricato il vecchio dossier) un nuovo piccolo file per aggiornare la vecchia versione.
Per prelevare i file andate al seguente link e seguite le istruzioni: dossier scaricabile.
Se riesco a breve aggiorno ulteriormente il dossier con tutto il nuovo materiale tradotto e raccolto in questi ultimi giorni e creo anche un file con l'archivio completo del sito. Nel frattempo diffondete tutto quello che è disponibile. Purtroppo c'è molta fretta e forse abbiamo ancora poco tempo per agire liberamente.

Non c'è bisogno di essere cristiani purtroppo per rendersi conto le profezie evangeliche descritte nel 24° capitolo del vangelo si stanno avverando sotto i nostri occhi: terremoti, malattie, guerre e adesso una grande tribolazione portata dalle scie chimiche e dai vaccini. (Matteo 7,19 - Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; Matteo 24, 21 - Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà)
A dir poco disumano è il forte accanimento contro i bimbi nascituri che i nostri governanti vogliono esporre ai pericoli della vaccinazione quando sono ancora nella pancia della madre (Matteo 24,19 - "Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni") .
Ovviamente tutti questi sono eventi artificialmente creati dall'élite criminale che governa il nostro pianeta allo scopo di creare una dittatura sovranazionale che desidera inserire un microchip in ogni essere umano allo scopo di realizzare qualcosa di ancora più orribile del grande fratello orwelliano, dal momento che il chip impiantato oltre a controllare e spiare tutto quello che fanno gli individui potrebbe servire anche a modificarne le emozioni e la salute, persino ad uccidere le persone ritenute scomode dal sistema di potere.

Nella foto il vecchio microchip mostrato sulla punta di un dito, ed i nuovi nanochip messi a confronto con un capello.
I piani per microchippare la popolazione mondiale sono vecchi di almeno 20 anni, ma solo adesso sono disponibile nano-chip microscopici realizzati dalla Hitachi, 63 volte più piccoli di quelli realizzati nel 2003, e facilmente inseribili nel corpo umano tramite siringhe con la scusa del vaccino (per approfondimenti vedi questo articolo in inglese). Per altro sul sito prisonplanet è apparsa di recente una notizia relativa al progetto di inserizone di microchip in una legge sull'assistenza sanitaria.

Nota Bene: col richiamo alle profezie evangeliche non voglio assolutamente dimostrare la santità di Gesù "Cristo", dato che altre persone, meno spirituali di lui ma ugualmente dotate del dono della preveggenza, hanno fatto previsto con grande precisione eventi futuri. Il fatto è che la mente umana (ed anche quella degli animali) è sicuramente dotata di poteri mentali che sono pervicacemente negati dalla stessa gente che si adopera per negare l'esistenza delle scie chimiche, le responsabilità governative negli attentati dell'11 settembre, l'efficacia delle terapie naturali. vedi: Cure Naturali

Ho già parlato diffusamente dell'operato di questi disinformatori in un mio articolo precedente, e guarda un poco adesso cosa succede: chi già negava le scie chimiche si è messo all'opera per negare la tossicità del vaccino allo squalene per l'influenza suina cercando di negare con le parole quanto è invece dimostrato da dati scientifici inconfutabili, pubblicati persino da riviste mediche ufficiali ed accessibili sui siti scientifici governativi. Questi dati sono ben evidenziati in apertura della nuova versione del mio dossier ed ulteriori evidenze (specie sulla tossicità del mercurio contenuto dei vaccini) sono mostrate in un precedente articolo sul consenso (dis)informato.

Segnalo anche che alcuni tristi disinformatori hanno sprecato il loro prezioso tempo per segnalarmi quanto mi sbaglio riguardo alla pericolosità dei vaccini ed all'esistenza delle scie chimiche. Riferite al vostro capo che il messaggio è stato recepito e rispedito al mittente. Ci vorranno mesi o forse anni, ma verrà un giorno in cui tutta la popolazione della terra verrà a conoscenza della vostra opera di collaborazionisti, e nel frattempo la vostra anima (se ne avete una) non smetterà di tormentarvi un attimo. Adesso è giunta per voi l'ora di scegliere, avete un'ultima opportunità: dire finalmente la verità seguendo la strada dell'amore o sprofondare nell'abisso dei rimorsi.
E nel frattempo "Topo gigio", in TV, che prima invitava a lavarsi bene le mani (come mai non hanno fatto mai fatto questi spot in occasione delle "pandemie" influenzali degli ultimi 30 anni ?) adesso parla già di vaccino. A presto gli faranno dire che chi non si vaccina è un criminale ?
By Corrado - Tratto da: scienzamarcia.blogspot.com

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Malattie da vendere in futuro: ecco alcuni esempi
Il disturbo da "deficienza motivazionale", una non ben identificata disfunzione sessuale femminile e la sindrome delle gambe senza riposo sono tre dei principali disturbi su cui si giocherà il mercato del farmaco nel futuro. Sono i tre casi più eclatanti di "disease mongering" cioè di malattie create dal marketing per poter vendere un prodotto farmacologico già esistente.
Il primo disturbo può essere anche chiamato pigrizia, la disfunzione sessuale a volte è semplice stanchezza o mancanza di
desiderio, sull'esistenza della terza sindrome si potrebbe essere più possibilisti.
Questa la denuncia che parte dalle pagine della rivista open access Plos Medicine lanciata da Ray Moynihan e dal farmacologo australiano David Henry, ormai da anni impegnati in una campagna di sensibilizzazione della comunità scientifica sull'argomento.
Proprio questi autori si sono fatti promotori circa due anni fa di un congresso sul tema che oggi è arrivato al suo secondo appuntamento.
Nuove pseudomalattie
di cui discutere e, soprattutto, nuovi attori da coinvolgere nel dibattito. Medici, scienziati, organizzazioni no profit, ma soprattutto media e opinione pubblica.
Bisogna sensibilizzare l'opinione pubblica e metterla in guardia rispetto alla prassi della creazione di nuove malattie al fine di espandere il mercato dei farmaci, che, secondo gli autori, è sempre più diffusa.
La tattica è già stata rodata: una malattia viene definita da panel di specialisti, provvista di sindromi, disturbi e rimedi; a questo punto le caratteristiche della malattia vengono pubblicizzate attraverso campagne di sensibilizzazione; una volta creata la malattia, il farmaco già pronto, viene immediatamente tirato fuori dal cilindro e il gioco è fatto. Contro questo modo di fare medicina i due autori sono molto schierati e stanno sostenendo un movimento che sta raccogliendo sempre più adesioni.
Bibliografia. Moynihan R et al. Disease mongering is now part of the global health debate. Plos Medicine 208; 5:e106.
Tratto da: Il Pensiero Scientifico Editore - 29/05/2008

Malattie possono essere promosse oltre che dai medici stessi, anche attraverso i nuovi media -
vedi
Terrorismo Mediatico  + 
MALATTIE INVENTATE
A volte la vita può sembrare difficile. Alcune volte ci si sente tristi, distratti o ansiosi, a volte si sente il desiderio irresistibile di muovere le gambe, ma ciò significa essere malati ? O che è necessario ricorrere ad un trattamento farmacologico ?
Forse sì o forse no, infatti per alcune persone i sintomi sono sufficientemente severi da causare invalidità, ma per molte altre persone, tali sintomi sono passeggeri.
Ovviamente curare le persone malate è una cosa  giusta, ma non lo è convincere le persone sane che sono malate.
Il “disease mongering” è lo sforzo compiuto dalle industrie farmaceutiche, o di altri con analoghi interessi, nel cercare di allargare il mercato, convincendo le persone che sono malate e che necessitano di un intervento medico.

Il marketing farmaceutico, nel corso degli anni, si è ampliato in due modi: limitando la definizione di salute a esperienze normali che vengono classificate come patologiche, ma anche ampliando la definizione di malattia (NdR: secondo la medicina allopatica), di modo che vengano incluse anche le forme più lievi e pre-simtomatiche (come ad esempio un fattore di rischio come un alto livello di colesterolo, viene trattato come una malattia).
La discussione sul “disease mongering” solitamente si focalizza sul ruolo delle industrie farmaceutiche, di come promuovano le malattie e i loro prodotti attraverso campagne di “informazione sul farmaco” oppure attraverso pubblicità di farmaci rivolte ai  consumatori.
Ma le malattie possono essere promosse anche in un altro modo: attraverso i media.
I comunicati stampa sono la principale fonte di informazione sanitaria per la popolazione e quindi, a meno che i giornalisti non abbiano un approccio scettico nei confronti delle nuove malattie e si interessino al “disease mongering” in modo distaccato dall’ingerenza delle industria farmaceutica e dagli informatori del farmaco, anche i giornalisti stessi possono finire a vendere malattie.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Ormai, ci stiamo abituando ad averne una nuova di anno in anno. Da "Mucca pazza" all'aviaria, all'attuale suina, le influenze fanno ormai parte del nostro quotidiano.....

Poco a poco, con una precisione quasi millimetrica, nella mente di ogni cittadino del mondo, è stata inoculata una certezza: le nostre cellule possono essere attaccate da organismi virali che potrebbero addirittura portarci alla morte. Un granellino di terrore in più, in una società che già palesa un notevole stato di allarme per le condizioni socio economico ed ambientali che ormai vede protagonisti persino - se non sopratutto - le grandi potenze mondiali.
vedi: La Teoria dei germi e' FALSA
 Siamo stati contagiati non tanto dai vari ipotetici virus, quanto dal terrore di contrarli. In realtà, gli stessi numeri sbandierati non dovrebbero portare ad uno stato di eccitazione terroristica collettiva, ma come si sa il gioco del Sistema, porta l'Essere Umano dove vuole, senza alcun tipo di sconto.
A mio avviso, piuttosto che allarme nuove pandemie, dovremmo fare un'analisi diversa: considerare ad esempio le scarsissime condizioni igieniche ed ambientali attraverso le quali il bestiame per l'alimentazione viene portato avanti sino al macello.
Molte sono le contraddizioni del sistema di allevamento. In molte nazioni, le condizioni igienico sanitarie minime, non vengono prese in considerazione. Oltretutto, si somministrano forti dosi di antibiotico agli animali, per arginare virus che si propagano velocemente all'interno degli allevamenti. Farmaci che dall'animale passano all'uomo. Virus che possono modificarsi "grazie" ai cocktail di antibiotici somministrati, per coprire condizioni igieniche pestilenziali. Virus quindi, che possono deviare ed attaccare altri organismi, umani.
Poi, c'è da prendere in considerazione la situazione ambientale globale. Molti sono gli scienziati che stanno tentando di mettere un chiaro e preciso punto di allarme, sul fatto che anche l'inquinamento ambientale è un fondamento di proliferazione di nuove malattie nel bestiame. Il bestiame arriva al macello. L'uomo ne mangia le carni. Si ammala, perché quelle carni hanno comunque assorbito una percentuale di tossine presenti nell'aria che si vanno ad aggiungere a quelle assorbite dagli stessi esseri umani. Danno si aggiunge al danno.
Sicuramente, oltre queste analisi sanitario ambientali, non si può non riflettere sul fatto che, le industrie farmaceutiche vedano a livello internazionale, un ottimo canale di sviluppo economico proprio nel settore della creazione, non solo di vaccini ma di una serie di medicinali che si propongono poi a guisa di moderazione di vari effetti collaterali che si possono a buona ragione individuare nell'assunzione di carni non esattamente consone all'alimentazione umana.
 
In pratica: una percentuale di rischio pandemia da animali, può sicuramente essere addebitato alle condizioni igienico sanitarie all'interno degli allevamenti. Un'altra percentuale è legata alle condizioni ambientali. Un'altra buona parte della propaganda pandemia, risulta poter essere un nuovo business per quei bisonti dell'economia che sono le industrie farmaceutiche.
Non possiamo girare la testa dall'altra parte e pensare di dover solo accettare passivamente, di volta in volta, un nuovo attacco alla nostra salute. E questa condizione di consapevolezza, può essere generata solo dall'accettazione univoca di certe realtà.
Le industrie farmaceutiche, che da un lato sembrano fornire soluzioni a malattie, sono dall'altra parte molto interessate alla generazione di nuove forme di attacco all'organismo umano. E' il loro business. E si fonda proprio sul dilagare e non sull'arginare le condizioni di cattiva salute umana.
 
Oltretutto, per chi non ne fosse a conoscenza, i garanti delle case farmaceutiche, non sono persone super partes.
Sono funzionari pagati dalle lobby farmaceutiche, che mettono i loro timbri di accettazione di questo o quel farmaco, senza quindi dare garanzia all'umanità che quel farmaco sia in effetti vicino alle regole stesse della salute globale.
 
E' del 2003 un rapporto di un gruppo di ricercatori e medici, che hanno palesato come nei paesi occidentali annualmente, muoiano centinaia di migliaia di persone "grazie" all'assunzione di farmaci.
Negli Stati Uniti sembra addirittura essere la prima causa di morte.
Ed in questo esempio, non prendo in considerazione l'utilizzo non controllato da parte del medico curante, di medicamenti decisi di volta in volta dal paziente, quella che si chiama auto cura. No, lo studio prende in considerazione, gli effetti deleteri sull'organismo umano, di farmaci somministrati.
In Italia, ogni giorno abbiamo un bollettino di guerra che non viene mai fornito alla cittadinanza: 80 morti, per "cure" mediche".
Ci stiamo ammalando delle cure che ci somministrano, fino a morirne.
Un punto da cui partire, per poter prendere atto, innanzitutto di un genocidio di massa, che di volta in volta porta al virus del momento o alla morte per assunzione di farmaci che se da un lato curano una malattia, dall'altro danneggiano l'organismo fino a portarlo alla morte.
 
Cosa fa l'OMS - Organizzazione Mondiale per la Sanità - nel frattempo ?
Nulla di indicativo nel prendere misure a reale tutela dei cittadini del mondo. Anzi: proprio le pandemie, sono seriamente prese in considerazione dall'OMS per richiedere alle industrie farmaceutiche nuovi farmaci di cura e prevenzione.
Una commistione di interessi ? E' probabile, alla luce degli eventi reali.
Nel frattempo, i media internazionali, da un lato inneggiano al terrore pandemia, dall'altro quasi in maniera subitanea, propagano messaggi di tranquillità, facendo parlare ora questo ora quell'esperto. Non ci si capisce nulla, in sintesi.
Ciò che appare lampante, è che al momento il Messico - sorgente di questa influenza suina - vede abbattersi totalmente il settore turistico che è la fonte principale dell'economia interna. I soliti noti, guadagnano miliardi e vedono salire vorticosamente le proprie quotazioni di Borsa: se iniziate a seguire gli andamenti finanziari, vi accorgerete che esiste un settore che non conosce mai crisi: quello farmaceutico.
 
In queste ore, si parla di pandemia anche nella Comunità Europea.
Sembra si voglia portare le cittadinanze ad un vaccino "preventivo" per la pandemia suina. Un atto coercitivo che, alla luce di quanto esposto, può solo far tremare ancor più, di paura. ...cosa si vorrà inoculare nel sangue umano ?
Siamo certi di volerci sottoporre ad una vaccinazione preventiva senza esser certi di ciò che ci verrà iniettato nelle vene ? Ancora una volta, la conoscenza dei fatti, può essere un trampolino di lancio atta a rendere tutti un pò più consapevoli e meno vittime del Sistema.
Tratto da: agoravox.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

FARMACI che AMMALANO e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti - By Ray Moynihan, Alan Cassels
"Farmaci che ammalano è un'analisi provocatoria, sconcertante e approfondita di come le multinazionali farmaceutiche creano e poi sfruttano, per lucro, le malattie".
Tre decenni fa Henry Gadsen, direttore generale di una delle principali case farmaceutiche al mondo - la Merck - rilasciò una sconcertante dichiarazione alla rivista Fortune: il suo sogno era creare farmaci per le persone sane, così da poter vendere proprio a tutti. Questo sogno è ora il motore trainante di una delle industrie più redditizie del mondo.

Strumentalizzando la propria influenza sulla scienza medica nel suo complesso, i grandi gruppi farmaceutici stanno vendendo il terrore e promuovendo la ridefinizione delle malattie umane per poter espandere il proprio mercato. I fattori di rischio per la salute e i parametri per valutarli vengono scientemente modificati per far rientrare sempre più individui tra i malati bisognosi di farmaci. La depressione e l'osteoporosi, la menopausa e la pressione alta, i disturbi legati al ciclo e le disfunzioni sessuali - e tanti altri malesseri così diffusi nel nostro tempo - sono stati oggetto a questo proposito di una vera e propria riclassificazione. Il risultato è un'enorme e incontrollata espansione del mercato dei medicinali che, oltre a generare miliardi di nuovi profitti, sta creando migliaia di nuovi pazienti.
Ray Moynihan, statunitense, è uno dei più autorevoli scrittori al mondo nell'ambito della ricerca sulla salute.
I suoi lavori sono comparsi su The Age, Sydney Morning Herald, The Australian Financial Review, The British Medical Journal, Lancet e New England Journal of Medicine.
Alan Cassels è un ricercatore canadese che opera nell'ambito dello studio delle politiche adottate rispetto ai farmaci.
Tratto da: http://www.nuovimondi.info/


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Secondo gli autori di un intelligente e audace articolo apparso sull'inserto della salute del “New York Times”, oggi, nel mondo occidentale, staremmo vivendo una vera e propria "epidemia di diagnosi". Un'epidemia che ci rende malati anche quando godiamo di ottima salute.
Si sa, infatti, che negli ultimi anni sono nate come dal nulla decine e decine di nuove malattie e che altre ne continuano a nascere a ritmo frenetico. Certo a nessuno dei nostri progenitori capitò mai di vedersi diagnosticare, da adulti, una "sindrome da affaticamento cronico" o ancor peggio, da bambini, una "sindrome da deficit attentivo".

Una delle cause di questa "epidemia di diagnosi" va ricercata nei mezzi di indagine sempre più sofisticati e nell'uso eccessivo, talvolta sconsiderato, che la medicina ne sta facendo. Una vera e propria smania del test, una febbre dell'esame clinico, una psicosi delle "analisi" sembra essersi impossessata del genere umano. Una TAC e una risonanza magnetica non si negano a nessuno. E non c'è medico che apra bocca in assenza di una dettagliata e recentissima analisi del sangue.

H.G. Welch, primo firmatario dell'articolo cui ci riferiamo, è anche autore di un importante libro dal titolo molto significativo: Should I Be Tested for Cancer? Maybe Not and Here's Why ("Devo fare un controllo per sapere se ho un cancro ? Forse no, ed ecco perché"). Una calorosa esortazione a non sottoporsi ad esami inutili, angosciosi e spesso dannosi.

L'altra causa di questa smania di diagnosticare malattie improbabili e sindromi inaudite a gran parte degli esseri viventi va ricercata, naturalmente, nei giganteschi interessi in gioco. Alla diagnosi segue il trattamento, e il trattamento significa spese mediche e farmacologiche. A trarne vantaggio sono in primo luogo le case farmaceutiche, ma anche gli istituti di cura e la classe medica in generale. A pagare, in termini di denaro, è quasi sempre lo Stato, ma in termini di salute è quasi sempre il paziente.
I farmaci non sono mai innocui, nemmeno quando sono necessari. Ma quando sono inutili fanno proprio male alla salute.
La quale, come si è visto, non è che "il giusto medio tra due malattie". Non diagnosticabili.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il MERCATO della MALATTIA
Le malattie inventate, cosa si cela dietro le quinte = nuove “sindromi” decise a tavolino, fattori di rischio minimo trasformati in Patologie  - alti e bassi della vita considerati Gravi Disturbi.

Nuovi virus inventati per spaventare i popoli, e ricattare i politici per farsi dare il denaro per la ricerca e vendere i farmaci “preventivi” per malattie insistenti e/o inventate ecc., ecc.

Ecco come l’industria farmaceutica, Big Farma, ci trasforma tutti in malati/pazienti per vendere sempre piu’ farmaci e vaccini …..


"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una dittatura. E il tentativo di limitare  l'arte della medicina solo ad una classe di persone, rappresenterà la Battaglia della scienza medica". 
By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA

 

"Si aiuta un sistema malvagio con la massima efficacia obbedendo ai suoi ordini e decreti.  Un sistema malvagio non merita mai una tale lealtà. Tale lealtà significa condividere il male. Un individuo contrasterà il sistema malvagio con tutta l'anima".
By Mahatma Gandhi

 

Vendere farmaci e medicine a tutti non solo ai malati, era l’obiettivo dichiarato da decenni dell’industria farmaceutica: “Il nostro sogno e’ quello di produrre farmaci per le persone sane
Frase detta 30 anni fa’ da Henry Gadsden, capo e dirigente di una multinazionale dei farmaci la Merck.

 

Una pillola per ogni malessere ed ad ogni malessere una pillola”, nelle strategie di marketing dei produttori di farmaci e vaccini, prima del farmaci viene promossa la malattia attraverso i mass media, questo per spaventare la gente e promuovere le richieste dei vaccini e dei farmaci….dettate dalla paura…..inserita attraverso il Terrorismo Mediatico.


Dichiarazione di un  dirigente di una grossa industria farmaceutica: “se sommassimo tutte le statistiche, ognuno di noi dovrebbe avere all’incirca 20 malattie”….
 

Il giornale "Tempo Medico" di qualche anno ha pubblicato un'articolo, in esso si affermava che il marketing delle case farmaceutiche mira soprattutto a chi sta bene.
"Si possono fare molti soldi dicendo ai sani che sono malati".
Era il fulminante attacco di un articolo comparso nel 2002 sul British Medical Journal, in un fascicolo dedicato per intero all'invadenza della medicina.
Da quell'inizio ha preso il via una ricerca che ha condotto il giornalista scientifico australiano Ray Moynihan a verificare come le strategie di marketing delle maggiori compagnie farmaceutiche oggi prendano di mira soprattutto quelli che stanno bene .

In due anni l'autore ha intervistato decine di protagonisti del settore: clinici, ricercatori, manager, informatori; ha spulciato la letteratura scientifica e i siti internet; ha ricostruito sui documenti ufficiali e attraverso le testimonianze le vicende più esemplari. Il risultato, per quanto si può apprezzare dal libro , è un'attendibile e documentata ricostruzione di quanto sta accadendo negli ultimi anni. Curare i malati è un business troppo limitato perché un'industria complessa e articolata come quella che si sta sviluppando intorno alla salute possa accontentarsi. Per assicurare una continua crescita del mercato potenziale, vitale per qualsiasi settore economico in florida espansione, occorre ridefinire continuamente i confini tra salute e malattia e abbassare le soglie di intervento sui fattori di rischio, in modo da allargare il dominio sui cui si esercita l'azione della medicina.
 

Il sogno dell’industria farmaceutica e’ di considerare tutti i cittadini del mondo dei malati…e far si che questi ultimi si credano malati….

Per poter mantenere inalterata l’enorme crescita avuta negli ultimi anni passati, l’industria farmaceutica deve prescrivere sempre piu’ spesso farmaci a persone sane, con la complicita’ dei mass media che controllano e dei medici….da loro indottrinati attraverso le Universita’.

I meccanismi con cui cio’ sta avvenendo ed il grado nel quale si sono spinte le imprese dei vaccini e dei farmaci sono sbalorditivi !

Dagli “studi clinici” sui farmaci, alle “riviste scientifiche”, ai “congressi medici”, alle campagne mediatiche di sensibilizzazione sulle “malattie inventate” per mezzo di agenzie pubblicitarie che enfatizzano il tutto, alla pubblicita’ diretta ed indiretta sui mass media, l’intera medicina e la sanita’ sono state COLONIZZATE !

Le strategie di marketing studiate a tavolino dalle industrie di vaccini e farmaci, sono dannatamente efficienti e gli espedienti per inventare nuove malattie sono ormai consolidati da un decennio:  vedi ”Il pensiero scientifico” di Tom Jefferson e cio’ che asserisce Moynihan nel suo recente libro.

Per mezzo di studi detti scientifici, discutibili dal punto di vista epidemiologico e clinico biologico, si fanno apparire gravi alcuni problemi che non lo sono !

Si abbassano sempre piu’ le soglie di normalita’ di certi parametri, per far rientrare anche i sani nelle categorie dei malati ! questi dati in seguito vengono pubblicati sulle riviste mediche piu’ importanti, per avallare le loro false tesi…siete tutti depressi….siete tutti malati di timidezza…avete tutti il colesterolo alto….avete tutti l’osteoporosi.. ecc., ecc.

Le strategie di marketing studiate a tavolino fanno impressione in quanto vi e’ di mezzo la salute.

Alla base di tutto cio’ vi e’ la complicita’, la commistione, la contiguita’ di industrie farmaceutiche e medici.

“Il 90 % dei ricercatori che elaborano le linee guida per la sanita’, ha conflitti di interesse”, dice Giovanni Fava, docente di psicologia clinica all’Universita’ di Bologna (IT).

Sono corrotti ?, alcuni credono di essere indipendenti, ma presentano studi faziosi per far piacere ai loro sponsor…che li finanziano per effettuare il tal studio…..altri sono veri e propri falsari….quelli seri e sono pochissimi, non vengono interpellati facilmente.

Il farmaco ormai e’ una “merendina” che viene propinato con gli stessi metodi utilizzati per i beni di largo consumo.

Commento NdR:, tratto dal Bollettino d'informazione sui farmaci, pubblicazione del Ministero della Salute.
Dalla  fine degli anni 80, alcuni gruppi di specialisti dell'intestino hanno iniziato a riunirsi periodicamente a Roma (sponsorizzati dalle case farmaceutiche interessate), con il compito di discutere su tutte le malattie cui questo organo può andare incontro.
Finora ne hanno descritte e classificate minuziosamente 21, tra cui la stipsi cronica, che colpisce chi non va di corpo «spontaneamente» almeno tre volte la settimana da oltre sei mesi
Ma quello che appare evidente e’ la differenziazione dei termini per indicare i vari stadi di una sola malattia quella dell’intestino in specie quella del Colon, che piano piano si aggrava e questi “furbetti”, chiamando con vari nomi (precedentemente inesistenti) i vari stadi della stessa malattia ne forniscono connotati diversi…per inventarne di nuove.
Questo zelo classificatorio di quegli “esperti” è ben applicato, e ne ironizza anche l'editoriale sul Bollettino, oltre che coloro che studiano il problema con serieta’.

Business dei farmaci:
Moltiplicando il numero delle nuove definizioni della stessa malattia, cioe’ gli eventi aggiuntivi per quello degli interessati alla questione che ammontano ad almeno 4 milioni in Italia, si comprende la generosità con cui varie industrie farmaceutiche hanno sovvenzionato per anni le riunioni di Roma e le associazioni di pazienti che si sono costituite per richiamare l'attenzione sui disturbi intestinali.

Ci sarebbe quasi da sorridere se l'argomento non fosse dei più seri, perché il caso della stipsi cronica, o la sindrome del colon irritabile, l'altra faccia della medaglia, sono due esempi fra tanti di come l'industria della malattia, per assicurarsi una continua crescita del mercato, stia trasformando normali alti e bassi della vita quotidiana, disturbi lievi e comuni, in malattie potenzialmente serie per cui è necessario assumere farmaci, da loro prodotti……
Tratto liberamente da un'articolo di Panorama

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L'industria della salute cerca nuove malattie….inventandole
Il GRAVE fenomeno descritto al seminario su bioetica e diritto
Le industrie farmaceutiche purtroppo sono il Male dell’umanita’.
Infatti  come ha dichiarato un responsabile marketing della ROCHE «Il sogno di tutti è trovare un mercato non ancora identificato e svilupparlo». Oppure un altro: “il nostro sogno e’ quello di fornire farmaci anche ai sani”…

I nuovi mercati da sviluppare sono quelli del “disease mongering" ovvero del “commercio delle malattie”….
Si prendono anomalie fisiologiche o semplici (attori di rischio come la calvizie, l'obesità, l'osteoporosi, l'intestino irritabile, la disfunzione erettile, e con una campagna di marketing di terrorismo mediatico ben orchestrata, li si trasforma in malattia vera e propria, generando paura nella popolazione….

Disfunzioni. Disordini. Sindromi varie. Le aziende farmaceutiche accusate di alimentare patologie virtuali.
Un rapporto Usa attacca l'industria: per vendere pillole inventa o amplifica malanni.

Quando vi coricate, provate mai una sgradevole sensazione alle gambe, che vi costringe a muoverle e vi impedisce di dormire ?
In questo caso, forse siete affetti dalla sindrome da gambe senza riposo: una malattia che causerebbe l'insonnia al 5 per cento degli italiani, ed è curabile solo con farmaci.
O forse, invece, non avete proprio niente; siete sani, ma rischiate di cadere vittime del mal di marketing. Ovvero in quel metodo infallibile che le aziende farmaceutiche hanno trovato per vendere i loro prodotti, inventare malattie ad hoc per ogni medicinale, oggetto di un recente numero speciale della rivista "PLoS Medicine".

In inglese è chiamato "disease mongering". In italiano si potrebbe indicare come "malattie da commercio" o "medicalizzazione".
In pratica: l'arte di convincere sempre più persone di avere bisogno di farmaci, al solo scopo di venderli.
Influenzando la ricerca scientifica e l'opinione pubblica, si crea una nuova malattia, o si amplia una già esistente, ridefinendola in base a sintomi vaghi e molto comuni, senza distinguere tra forme lievi e forme gravi. Poi si pubblicano dati che indicano una grandissima diffusione del problema. Attraverso campagne di sensibilizzazione si incoraggiano le persone ad auto-diagnosticarsi il nuovo male. Infine, si suggerisce che è bene curare la malattia in tutti i casi con farmaci.

Un caso da manuale di malattia da commercio è quello della cosiddetta "disfunzione sessuale femminile", almeno secondo un articolo su "PloS Medicine" di Leonore Tiefer, professoressa di psichiatria alla New York University School of Medicine.
Questa controversa malattia sarebbe caratterizzata principalmente da una ridotta libido. La sua origine risalirebbe al 1997, anno in cui diverse aziende farmaceutiche hanno organizzato una conferenza dal titolo apparentemente neutrale di "Funzione sessuale negli studi clinici". "Il Viagra era appena stato approvato", racconta la Tiefer, "e io temevo che gli urologi avrebbero utilizzato una conferenza sulla disfunzione sessuale femminile per promuoverlo".
Timori dimostratisi fondati: dopo questa conferenza, un manipolo di urologi connessi alle industrie ha iniziato a studiare, curare e propagandare sui media il nuovo disturbo.

La Pfizer ha finanziato pubblicità e studi per sostenere l'efficacia del Viagra nelle donne, e un'altra impresa, la Procter & Gamble, ha tentato di promuovere un cerotto al testosterone. L'esistenza stessa della sindrome è ancora messa in dubbio, e l'efficacia di questi prodotti non è stata dimostrata, tanto che la Food and Drug Administration non li ha approvati.
Due anni fa una revisione del "British Medical Journal" archiviava definitivamente la questione dicendo che la sindrome non si sa cosa sia e non ci sono parametri biologici o clinici che la definiscano, e che nessun farmaco ha la capacità di attivare l'eros delle signore.
Eppure, congressi inventati ad hoc e stampa non medica propongono ciclicamente la sindrome e i suoi rimedi.

Quello delle "gambe senza riposo" è un'altro caso che ha suscitato l'interesse di "PLoS Medicine".
Era una condizione praticamente ignorata dalla comunità medica fino al 2003, anno in cui la casa farmaceutica GlaxoSmithKline pubblicò alcuni dati sull'efficacia delle cure a base di ropinirole, un farmaco utilizzato nella cura del morbo di Parkinson. Due mesi dopo, la stessa azienda rivelò, con un comunicato stampa, che esisteva un disturbo diffuso, ma non riconosciuto, che "tiene gli americani svegli di notte".
Da allora: congressi, statistiche, studi. E la Restless Leg Foundation. Depliant informativi in tutte le lingue presentano la malattia come cronica e ereditaria, e curabile solo con farmaci. Che, però, non sono poi sempre efficaci: il ropinirole, ad esempio, induce risposte positive nel 73 per cento dei pazienti, contro un 57 per cento di chi assume un placebo. E con effetti collaterali quali nausea e sonnolenza.

Il fatto è che, per competere in un mercato globale che supera i 510 miliardi di dollari l'anno, le aziende investono in marketing fino al 30 per cento del loro fatturato. "E' più di tre volte quello che spendono in ricerca", spiega Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che aggiunge: "Si dice che bisogna mantenere alti i prezzi dei farmaci perchè questo serve a far ricerca. Ma la spesa principale è la promozione".

Di questa promozione si occupano agenzie specializzate, che prima ancora di pubblicizzare la cura, pubblicizzano la malattia.
La rivista britannica "Pharmaceutical Marketing" ha pubblicato una guida pratica all'educazione medica in cui diversi esperti del settore illustrano come, prima del lancio di un farmaco, sia opportuno crearne il bisogno nei pazienti e l'aspettativa nei medici che dovranno prescriverlo.
Perciò, vengono contattati scienziati di spicco, che dovranno parlare ai congressi, fare divulgazione e preparare li linee guida per la diagnosi e la cura.

E qui si palesa il più grave dei conflitti di interesse nell'ambito della ricerca medica: pochi mesi fa, un'indagine della rivista "Nature" ha esaminato centinaia di linee guida per il trattamento di molte malattie prodotte in tutto il mondo, scoprendo che almeno nel 70 per cento di esse alcuni autori dichiaravano rapporti economici con aziende farmaceutiche, presumibilmente le stesse che commercializzano i farmaci trattati nelle medesime linee guida. Una patologia su cui le grandi riviste mediche internazionali hanno puntato l'obiettivo è il cosiddetto "disordine bipolare", una forma più diffusa e meno specifica della grave sindrome maniaco-depressiva.

Questa ultima era diagnosticata nello 0,1 per cento della popolazione, mentre il più lieve e meno definito disordine bipolare sembra colpire una persona su 20. Oggi, milioni di persone (inclusi bambini e adolescenti) si curano il disordine con psicofarmaci anticonvulsivi.
Necessari ?
Secondo una nota della Janssen, produttrice del Risperdal, "i farmaci sono cruciali nel trattamento dei disordini bipolari. Le ricerche degli ultimi vent'anni hanno mostrato oltre ogni dubbio che le persone che assumono le medicine appropriate stanno meglio, nel lungo periodo, di chi non si cura".
Su "PloS Medicine", invece, David Healy, psichiatra dell'Università di Wales, sostiene che le prove scientifiche dell'efficacia di questi farmaci per contrastare i sintomi descritti dal cosiddetto disordine bipolare sono scarsissime. E che i dati sugli effetti a lungo termine insufficienti.
Per un paziente è impossibile decidere. Tocca ai medici discernere tra le vere malattie e i disturbi inventati dal marketing.
Ma i medici sono abbastanza informati ?
Purtroppo nel nostro paese l'informazione ai medici è fornita quasi esclusivamente dalle aziende farmaceutiche che, ovviamente,difendono e promuovono i loro prodotti. Mancano fonti indipendenti che possano dare ai medici gli strumenti per comprendere davvero come stanno le cose. "Ci sono 35 mila informatori farmaceutici, che ogni giorno devono vedere dagli otto ai dieci medici", spiega Garattini: "E il loro scopo è far aumentare le prescrizioni".

Il più delle volte certo questa attività commerciale è fatta responsabilmente, a volte risulta in vere e proprie furfanterie rilevate dalla magistratura, a volte, magari, si barcamena tra non detti, piccole esagerazioni e un generale sguardo benevolo verso il proprio prodotto (come potrebbe essere diversamente ?).
Comunque è un fatto che è perlomeno sbilanciato affidare tutta l'informazione sui farmaci alle aziende.
E anche la tanto annunciata Ecm (l'educazione continua in medicina gestita direttamente dal ministero della Salute) a un attento esame si dimostra quasi integralmente sponsorizzata dalle aziende.

Non è tutto. Il "British Medical Journal" annota: "Gli enormi costi di interventi con farmaci su una porzione crescente della popolazione rischiano di destabilizzare i sistemi sanitari pubblici, perfino nelle nazioni più ricche".
L'attenzione è tutta per i medicinali mirati ai disturbi più diffusi: l'ipertensione arteriosa e l'eccesso di colesterolo che sono fattori di rischio correlati statisticamente all'incidenza di malattie cardiovascolari.
Ma quali sono i valori ottimali dell'uno e dell'altro entro i quali dobbiamo tenerci per proteggerci da infarto, ictus e così via ?
La discussione di questi valori soglia, come li chiamano gli esperti, è materia quotidiana dei grandi giornali medici. Ed è il carburante con cui si alimenta un 'imponente guerra commerciale.

Combattuta a colpi di linee guida e raccomandazioni, redatte da comitati di esperti (spesso apertamente finanziati dalle industrie) che hanno più volte abbassato i valori al di sopra dei quali si consiglia una terapia. A furia di abbassarli, hanno reso l'essere sani un eccezione, anziché la norma.
Infatti, uno studio norvegese ha dimostrato che, se si applicassero le più recenti linee guida europee su colesterolo e pressione arteriosa, in Norvegia dovrebbe curarsi il 76 per cento degli adulti sopra i 20 anni.
Già nel 1999, una lettera firmata da quasi 900 medici di 58 nazioni esprimeva perplessità sui parametri di pressione arteriosa dettati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) insinuando la presenza di conflitti di interesse.

Più esplicitamente, nel 2004 il Collegio reale dei medici generici ha consegnato al Parlamento britannico un documento in cui si dichiara che: "La classificazione di anormalità per condizioni quali l'ipertensione e la depressione non è fatta nell'interesse dei pazienti e serve esclusivamente ad arricchire le industrie".
Come difenderci ?
Una nuova e promettente legge che obbliga le industrie farmaceutiche operanti in Italia a cedere, ogni anno, il 5 per cento di quanto spendono in promozione all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco).
Con questi fondi si finanziano studi indipendenti per valutare la rimborsabilità delle medicine.
Nel 2006 sono stati finanziati 54 studi, per un totale di 35 milioni di euro. "E' un'iniziativa italiana, ed è la prima in Europa. Molti rappresentanti di altri paesi hanno chiesto informazioni per cercare di riprodurla", dice Garattini e aggiunge: "Questo sarebbe anche un modo per finanziare studi sui farmaci per la malattie rare, di cui nessuno si occupa perchè non danno ritorni economici".
Tratto da: http://www.ilnuovomondo.it

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Ecco un reso conto dell’incontro di Dialoghi di Bioetica e Diritto alla facolta’ di Giurisprudenza di Trento nel giugno 2007:
Cosi’ afferma Mauro Miselli, dirigente del Servizio documentazione   e   informazione scientifica delle Farmacie comunali di Reggio Emilia, intervenuto sul tema: “Sintonie e interferenze, la comunicazione in ambito sanitario", anche l'industria della salute ha “necessità” di indurre consumi di farmaci sempre crescenti, non importa se anche dannosi alla salute dei cittadini.

"La ricerca farmaceutica costa molto e vengono sintetizzati sempre meno farmaci. Si cerca così di catalogare sempre più malattie, preparando già la cura, di solito poco o per nulla efficace. Ma attenzione, questo sta diventando l'unico modo di fare informazione scientifica oggi", avverte M. Miselli.
Avanza "l'epidemiologia creativa" - etichettare disturbi e comportamenti come malattie, suffragando il tutto con studi fittizi, dati statistici inventati, testimonianze autorevoli interessate e la partecipazione connivente delle associazioni di malati, tutte finanziate dall'industria farmaceutica.
Ne sono esempi il disturbo di ansia generalizzato, iI disordine da shopping compulsivo, iI deficit cognitivo lieve, l'iperattività e deficit d'attenzione nel bambini (ADHD), la sindrome delle gambe senza riposo, la vescica iperattiva, il disturbo bipolare (secondo Miselli sarà il prossimo tormentone), la fobia sociale, la disfunzione sessuale femminile, la timidezza.
Non si scherza neanche con le diagnosi precoci e gli screenings. "Si adeguano al ribasso” le soglie di normalità, come la glicemia, la pressione arteriosa e il colesterolo, e si aprono mercati smisurati.
(NdR: Solo in Usa sono 42 milioni i potenziali clienti delle statine, farmaci che pretendono di abbassare il colesterolo nel sangue, appena si smette di assumerli tutto ritorna come prima, oltre al fatto che intossicano e molto)….
La diagnosi precoce non equivale a guarigione e alcuni test non specifici e non certi, come il PSA, usato come indicatore di tumore alla prostata, in caso di positività comporta a cascata ecografia, biopsia, chirurgia, che può portare a impotenza, incontinenza e via discorrendo, denuncia Miselli. "Il 19 marzo scorso da una fondazione di urologi venne promossa la settimana di prevenzione della prostata. Psa per tutti, ma senza nessuna evidenza scientifica. Per fortuna l'associazione dei medici di medicina generale ha emesso un comunicato per avvisare sui limiti e sui rischi di questo test".
I mass media, infine, sono casse di risonanza naturali di questo tipo di informazione, perché fa presa sul pubblico.
Al Dialoghi di Noetica era presente il filosofo Paolo Dordoni, che ha ripensato il modello del comunicare nei luoghi della cura sanitaria tra pazienti e curanti, recuperando il ruolo morale, cioè in grado di decidere da sé, del malato, e del rispetto che gli è dovuto in quanto pari e non succube.
Lorenzo Chieffi, professore di diritto pubblico alla seconda università di Napoli, ha ribadito come l'eccessivo tecnicismo medico frammenti la persona, riducendola a organo o Dna, e che solo un'informazione esauriente e partecipata consenta al paziente di prendere decisioni consapevoli.
Tratto da L’Adige – Trento - Giugno 2007

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

ALTRE MALATTIE INVENTATE ! - Maggio 2006
Nei giorni scorsi l'America ha visto un ultimo,incredibile esempio di «privatizzazione».
Un'associazione medico-scientifica, l'American Society for Hypertension, ha enunciato una nuova e più ampia definizione dell'ipertensione.
Prima, la diagnosi di ipertensione era semplicemente fondata su un solo elemento: una pressione sanguigna superiore a 140/90.

Questa nuova definizione e' dovuta al fatto che la American Society for Hypertension ha ricevuto una donazione di 75 mila dollari da tre colossi farmaceutici, Novartis, Merck e Sankyo, con la promessa di altri 700 mila dollari per promuovere la nuova definizione tra i medici di base, invitati a cene di «informazione» a questo scopo.
Le farmaceutiche hanno voluto crearsi dei nuovi pazienti, pagando una mancia ai dottori specialisti.
Ad avere una pressione alta sopra i 140/90 sono ben 64 milioni di americani, ma ciò non basta al business.
Ci sono altri 59 milioni che hanno pressione sui 120/80: definirli  patologici «pre-ipertesi» significa aprire un nuovo immenso mercato per  i farmaci, con grande vantaggio dei bilanci.
Fonte: http://www.informatori.it/informatori/ilgatto.htm

 
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Le Nuove Malattie.....INVENTATE.....vedi per esempio ADHD
Nuove malattie che si stanno affacciando all'orizzonte medico !!!  E fanno aumentare le vendite alle case farmaceutiche.
Dato che le case farmaceutiche continuano a creare nuove fantasiose malattie per aumentare le loro vendite, come il Disordine d'Ansia Generale (GAD), lo scrittore Mike Adams ha deciso di aiutarle suggerendo altri comportamenti umani anomali che potrebbero essere indicatori di nuove malattie:

Disordine ossessivo della disobbedienza (DOD).
Una persistente sfiducia nell'autorità, come il governo e le forze dell'ordine (disordine discusso veramente dalla comunità degli psichiatri).

Dipendenza dall'abbronzatura da raggi ultravioletti (DARU).
Spinge le persone ad abbronzarsi ripetutamente (secondo la medicina ufficiale un'altra "vera" malattia).

Disordine del linguaggio offuscato (DLO).
Colpisce per lo più i medici, causando le vittime a parlare in un intelligibile linguaggio medico.

Malattia da frigorifero (MF).
Stare di fronte al frigo aperto guardando a lungo all'interno.

Disordine ossessivo da maglieria introvabile (DOMI).
Ricerca ossessiva dell'altro calzino.

Ricerca compulsiva delle tasche (RCT).
Ricerca ripetuta delle tasche quando non si riesce a trovare un piccolo oggetto smarrito.

Disordine d'anticipo del semaforo (DAS).
Disordine comportamentale che colpisce quelli che, a semaforo rosso, fanno avanzare l'auto lentamente in attesa del verde.

La triste realtà è che le case farmaceutiche investono un ammontare considerevole di risorse finanziarie per inventare nuove malattie che immancabilmente richiedono una soluzione farmaceutica da prendere per il resto della vita.
L'esempio più eclatante riguarda il colesterolo.
Le case farmaceutiche hanno comprato gli "esperti" medici che, presentando il colesterolo in una certa luce, hanno indotto più del 99% della popolazione a credere d'avere un problema medico e a prendere per il resto della loro vita dei farmaci, inutili, a base di statine.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Bayer, AstraZeneca, Pfizer: Così le industrie farmaceutiche ci vogliono malati... immaginari  -  05/07/2006
Quotidiano di Sicilia
Le
strategie di marketing dei produttori per incrementare le vendite dei medicinali 
Un lieve problema di salute diventa una patologia grave, e la spesa sanitaria cresce

Sei timido ? Non dormirci troppo: potrebbe essere, infatti, un chiaro sintomo di "fobia sociale".
Incontri delle difficoltà sessuali ? Potrebbe trattarsi di vere e proprie disfunzioni.
Sei distratto sul lavoro ? Pensaci bene: e se fossi affetto da "disturbo da deficit di attenzione"?

Sono bastate, forse, queste poche frasi per alimentare qualche dubbio? Bene. È proprio quello che accade ogni giorno a milioni di persone nel mondo: lievi problemi di salute vengono dipinti come patologie gravi, con la complicità di gigantesche campagne pubblicitarie frutto di attente operazioni di marketing elaborate dalle grosse industrie farmaceutiche, prime tra tutte quelle americane, che vantano un fatturato annuo di oltre 500 miliardi di dollari. Se da un lato, infatti, i giganti mondiali della farmaceutica salvano vite e riducono le sofferenze, dall'altro non si accontentano più di vendere medicine solo ai malati.
Si possono fare montagne di soldi, infatti, convincendo la gente sana che è malata.
Così, il semplice rischio di una malattia diventa la vera e propria malattia. E, di conseguenza, donne sane di mezza età soffrono di un male latente alle ossa, chiamato osteoporosi, e uomini di mezza età in piena forma hanno un disturbo cronico che si chiama colesterolo alto. E il gioco funziona. Perché, in fondo, stiamo parlando di salute.

Un sogno alla Merck
Henry Gadsen, direttore generale della casa farmaceutica Merck, trent'anni fa confessò in un'intervista a Fortune il suo più grande cruccio, e cioè che il potenziale mercato della sua società fosse limitato alla gente malata. Avrebbe voluto infatti vendere medicinali come gomme da masticare. Produrre farmaci, cioè, per la gente sana, vendendo così a tutti. Sono bastati tre decenni perché il sogno si avverasse.

Le strategie di marketing delle case farmaceutiche mondiali, oggi, prendono infatti di mira, in maniera massiccia, le persone in perfetta salute. Non c'è persona normale che non possa figurare come paziente. E le vendite aumentano.
A sostenere questa tesi, tra gli altri, sono due giornalisti scientifici, Ray Moynihan e Alan Cassels, che hanno scritto il libro Farmaci che ammalano, e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti (Nuovi Mondi Media editore), tradotto in Italia da Simona Minnicucci, da cui derivano gran parte delle informazioni che vi stiamo presentando.

Negli Stati Uniti, spiegano i due autori, la spesa farmaceutica è salita del 100 per cento, e continua a crescere. Il prezzo dei farmaci aumenta sempre più. Ma soprattutto aumentano le prescrizioni dei medici. Specialmente quelle di medicinali per il cuore e antidepressivi: guarda caso, le categorie maggiormente pubblicizzate.

Un esperto newyorkese di pubblicità, Vince Parry, in un articolo dal titolo "L'arte di fabbricare una malattia" ha rivelato che le società farmaceutiche stimolano la creazione delle patologie mediche. A volte accendendo i riflettori su malattie poco note, o anche inventando un nuovo nome e una nuova definizione per vecchi disturbi.

Promuovere esclusivamente le pillole sarebbe riduttivo. La vera propaganda, quindi, la si fa direttamente "sponsorizzando" disturbi e malattie.
Come ? Mettendo in campo eserciti di informatori, influenzando la ricerca scientifica, sponsorizzando importanti convegni medici, persino "pilotando" le commissioni statali che aggiornano le definizioni delle malattie. Sono sempre più numerosi i casi di medici che redigono le direttive il cui nome compare sui libri paga dei produttori di farmaci.

Colesterolo, che fortuna
Il primo dei timori ? Il colesterolo alto. Una paura diffusa, che ha fruttato guadagni per 25 miliardi di dollari all'anno ad industrie come la Bayer, l'AstraZeneca, e la Pfizer. Con una spesa pubblica che è cresciuta al punto da diventare una seria minaccia, in taluni stati dell'Est europeo, per il sistema sanitario nazionale.

Eppure, il colesterolo in sé non è un nemico mortale. Piuttosto è indispensabile per vivere! Nel caso di persone sane, l'unica cosa scientificamente accertata è che l'elevato livello di colesterolo nel sangue è solo uno dei tanti fattori che possono incidere sul rischio di disturbi cardiaci. Tra i pochi fattori, però, su cui si possa agire direttamente attraverso dei farmaci: le statine. Per le quali esistono investimenti promozionali colossali, paragonabili a quelli di certe marche di birra. Le statine sono un rimedio valido per chi ha già avuto problemi cardiaci. Per tutti gli altri, ovvero la maggioranza delle persone sane, le strategie per mantenersi in salute sono molto più semplici: una buona dieta, più movimento, niente fumo.

Questione di definizioni
Nell'ultimo decennio le vendite di statine sono salite alle stelle. Negli anni '90, secondo i National institutes of Healts (Istituti nazionali per la salute), sono 13 milioni gli americani che hanno bisogno di cure a base di statine. Persone classificate come "affette da colesterolo alto". Una classificazione che viene periodicamente rivista. Nel 2001, infatti, il numero sale a 36 milioni, secondo il parere di una commissione di esperti che riformula le direttive. Nel 2004 un altro aggiornamento: si arriva a 40 milioni. Quadruplicato il numero di pazienti oggetto di una possibile terapia farmacologica.

Otto dei nove esperti che hanno redatto le direttive nell'interesse pubblico della nazione lavorano anche come relatori, consulenti o ricercatori per le maggiori case farmaceutiche al mondo: Pfizer, Merck, Bristol-Myers Squibb, Novartis, Bayer, Abbott, AstraZeneca e GlaxoSmithKline. Una maglia di legami finanziari per un conflitto di interessi sconcertante. Ma lo scopo è raggiunto: il colesterolo preoccupa "un sacco" di pazienti.

Un potere sotterraneo
L'intreccio tra redattori di direttive e l'industria - spiegano Moynihan e Cassels - sono solo un aspetto della vasta rete di interrelazioni tra medici e case farmaceutiche. Si "gonfiano" le direttive sulle malattie per ampliare il bacino dei pazienti-clienti, e si condiziona anche la ricerca scientifica.
Sempre negli Stati Uniti, si stima che un buon 60 per cento della ricerca e dello sviluppo biomedico riceva finanziamenti da fonti private. In prevalenza, si tratta di case farmaceutiche. La percentuale sfiora il cento per cento nel settore degli antidepressivi: quasi tutti i test clinici di questi farmaci vengono finanziati dagli stessi produttori.

E anche la Bibbia degli psichiatri, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, un librone di mille pagine che classifica i disturbi della mente, è risultato essere un testo poco trasparente: più della metà dei membri del gruppo di esperti che ha redatto le definizioni, infatti, ha legami finanziari con aziende del settore farmaceutico.

Non vi basta? C'è una notizia ancora più sconvolgente: persino le attività di diverse associazioni per la difesa dei pazienti e dei malati vengono "sostenute" dall'industria farmaceutica. Uno scenario inquietante.

Depresso ? Va' dal medico
La depressione è una diffusa patologia psichiatrica dovuta con ogni probabilità ad uno squilibrio chimico nel cervello. Si può curare al meglio con una moderna categoria di farmaci chiamati Selective serotonin reuptake inhibitors, o Ssri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).
Vi sembrerà più semplice chiamarli Prozac, Paxil o Zoloft. E se a consigliarvi questi farmaci è il vostro medico, perché non fidarsi ?
Dietro ai consigli dei medici, è noto, c'è un esercito di professionisti: gli informatori medico-scientifici. Le industrie infatti intervengono anche sul modo in cui i medici prescrivono i farmaci.
Rappresentanti (28 mila in Italia) e rivenditori sono sempre pronti al sorriso e ad elargire preziosi ed amichevoli consigli sui farmaci più recenti, oltre che i migliori aggiornamenti sulle malattie.
Chiunque metta piede in uno studio medico ne sa qualcosa. Un lavoro dagli abbondanti frutti: è grazie a questi professionisti, infatti, che in alcuni Paesi le prescrizioni di antidepressivi si sono triplicate nel corso degli anni '90. Con un fatturato complessivo, per i produttori, di oltre 20 miliardi di dollari.

E la depressione ? Gli specialisti di malattie mentali dicono che la teoria della mancanza di serotonina è solo una delle tante teorie scientifiche, per di più semplicistica e anche sorpassata. Ma tenuta viva dall'apparato promozionale fatto di tante strette di mano e campioni gratuiti negli ambulatori medici.

Una salutare informazione
Le industrie fanno solo il loro mestiere: vendere il più possibile al prezzo più alto possibile. E lo fanno investendo il 30 per cento del loro fatturato in un'aggressiva politica di marketing. Soltanto in Italia, fatturano 20 miliardi di euro.
E il Servizio sanitario nazionale ?
Ha l'obiettivo opposto: comperare medicine al prezzo più basso possibile, e soltanto per pazienti che ne hanno veramente bisogno. Compreso il danno ? Non è solo per il paziente reso indebitamente "malato", ma per l'intero sistema gestito dallo Stato, costretto a reggere una spesa pubblica superiore a quella effettivamente necessaria.
Non è facile stabilire dove stiano i confini tra salute e malattia, specie quando enormi forze promozionali sono all'opera per cercare di confonderli. A volte le malattie sono reali, dolorose e mortali, e la cura è auspicabile.
In molti altri casi, i problemi sono talmente lievi e passeggeri che non fare niente potrebbe rilevarsi la migliore scelta.
La soluzione? Ci vorrebbe più informazione indipendente. I medici accolgono a braccia aperte gli informatori, le riviste mediche dipendono troppo dalla pubblicità delle industrie farmaceutiche. Trovare materiale di qualità non è facile. Ma perlomeno, uno sforzo merita di essere fatto. Prima di correre in farmacia.
By Agostino Laudani
Tratto da: http://www.cbgnetwork.org/1554.html

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La Creazione industriale di nuove malattie
Nel Medio Evo, ciarlatani e cavadenti promettevano già bellezza e salute, per non dire dell’eterna giovinezza, grazie a pozioni miracolose e a elisir di lunga vita. Si sarebbe potuto sperare che simili pratiche declinassero con il progresso; al contrario, la pubblicità le ha esacerbate. Se non vale la pena attardarsi sull’esempio caricaturale dei cosmetici, ben altra attenzione merita il modo, misconosciuto, con cui l’industria farmaceutica utilizza il sistema pubblicitario per pervertire la medicina. In Francia, la vendita e la pubblicità diretta dei medicinali sono teoricamente limitate: in realtà lo sono sempre meno.
Gli industriali del settore stanno cercando di raggiungere il grande pubblico e lo fanno, come chiosano ammirati i pubblicitari, «a suon di sotterfugi per raggirare una regolamentazione restrittiva».
Sarebbero tutti soddisfatti se si raggiungesse il livello degli USA, dove la deregulation liberale ha autorizzato il direct to consumer. In dieci anni, i budget pubblicitari si sono decuplicati e il giro d’affari dei medicinali coinvolti si è triplicato…

Non siamo ancora a questo punto, ma il sistema pubblicitario non è meno attivo in Francia, dove mira al target che la legge gli consente: il medico che fa le ricette. I medici sono tampinati da una legione di rappresentanti dei laboratori farmaceutici. Si parla spesso della carenza di personale medico negli ospedali.
Ricordiamo che in questo caso c’è un rappresentante ogni nove medici! Si parla spesso della «dura necessità», per poter finanziare la ricerca medica, di far pagare ai Paesi poveri i diritti di brevetto, che moltiplicano per dieci o anche più il prezzo dei medicinali. Ricordiamo che i laboratori destinano soltanto dal 9 al 18% del loro budget alla ricerca, ovvero tre volte meno di ciò che viene destinato al marketing.

A lungo persuasi di far bene il loro mestiere, cioè di fare del loro meglio per la salute del paziente, i medici si sono resi conto che vengono reclutati per fare consumare il più possibile determinati prodotti.
Un sistema pubblicitario efficace mira a fare di chi prescrive le ricette un braccio affidabile della tenaglia che stritola certi malati. Ecco come si svolge il lavaggio del cervello, spiegato da chi l’ha subìto in prima persona.
All’inizio dei suoi studi, il futuro medico scopre con piacere tutto un mondo di regali, di loghi che gli divengono familiari e di sponsor generosi che sovvenzionano serate e settimane bianche. La contropartita sembra minima, basta far finta di ascoltarli mentre abbozzano una graziosa «verità scientifica» su un dato prodotto.

Comunque, «fanno parte della nostra formazione», come dicono i più vecchi, in generale già ben formattati.
Più tardi, lo studente comincia a conoscere seriamente le patologie. I libri su cui studia raccomandano certi medicinali in grassetto, gli stessi di cui si ritrova la scintillante pubblicità nella sovraccoperta o inserita tra le pagine. Libri scritti dal «fior fiore della medicina», che ha acquisito notorietà grazie alle sovvenzioni di laboratori legati alle loro specializzazioni gli stessi che producono quei medicinali.
Ma per lo studente quel testo è il riferimento indispensabile, e siccome la medicina s’impara a memoria, tutto ciò entra a far parte del sistema! Durante l’internato, volente o nolente, frequenta i laboratori più volte a settimana (in occasione di «visite di cortesia», di uscite organizzate, di «riunioni d’informazione», ecc.). Inoltre, il primario può esercitare pressioni dirette o indirette affinché si orientino le prescrizioni a favore del laboratorio X, amico del primario.

Lungo tutta la sua vita lavorativa, il medico sarà corteggiato per il suo stesso bene: riunioni, pranzi, «soggiorni di formazione» lo arricchiranno di un sapere preconfezionato, abilmente truccato alla bisogna nelle riviste di riferimento o nei dépliant che vantano le proprietà del medicinale (che talvolta «dimenticano» di menzionare taluni effetti secondari).

Quando sono state lanciate le pillole contracettive di terza generazione (meglio tollerate delle precedenti, ma considerate a rischio per un possibile aumento delle malattie cardiovascolari), un laboratorio spiegava nelle sue schede promozionali come, contrariamente alle pillole concorrenti, il tasso di colesterolo non fosse aumentato con i suoi prodotti. Un esame più attento della spiegazione segnalava che questa prova «scientifica» era stata riscontrata… nella femmina del coniglio. Le cavie sapranno apprezzare.
Quindi, anche se i medici hanno appreso (molto di recente) ad avere uno sguardo critico, i trucchi del mestiere funzionano sempre. Allorché i rappresentanti cessano di incentivare i medici, il volume dei medicinali prescritti nella zona geografica trascurata (sorvegliata con la complicità dei farmacisti e delle mutue) precipita.
Sono dunque i rappresentanti ad acuire il senso critico dei medici ? Sì, nei confronti di malattie che non esistono e che vengono create a colpi di convegni e articoli «scientifici» ratificati da rinomati professori.
Una creazione particolarmente facile quando la frontiera tra il normale e il patologico è così sottile.
A partire da quali soglie bisogna prendere in considerazione il tasso di colesterolo o la tensione arteriosa ?
La minima flessione può creare un mercato immenso…

Philippe Pignarre, che ha lavorato per diciassette anni nell’industria farmaceutica, ci ricorda che quest’ultima costituisce il «gioiello della corona del capitalismo». I suoi tassi di profitto sono più alti di quelli di qualsiasi altro settore, banche comprese. Ma per mantenerli, tenendo conto della scadenza dei brevetti, bisogna innovare di continuo e spingere con urgenza, a dispetto di ogni prudenza, al consumo di nuovi prodotti.
Pignarre ci spiega in dettaglio le strategie impiegate: si pubblica uno stesso articolo, sotto firme diverse, per aumentare la notorietà di una nuova molecola e suggerire ai medici che i suoi vantaggi sono stati davvero confermati; poi la si può addirittura commercializzare sotto due nomi diversi per imporla più rapidamente (strategia detta di co-marketing); infine si fa pressione per farla prescrivere in prima battuta, ecc.
Quando le molecole divengono di pubblico dominio, si procede alla «cosmesi» dei medicinali, scommettendo sulla celebrità del nome di marca; ad esempio, si fa di tutto per far dimenticare che la Tachipirina non è altro che paracetamolo.
C’è anche la «strategia di nicchia »: i laboratori propongono il loro medicinale nel sottodominio limitato di una patologia e in seguito «lavorano per allargare questa nicchia, preparando i medici al depistaggio e sensibilizzando sia la stampa che il grande pubblico. Si sono così visti nascere alcune ‘nuove’ turbe psichiatriche», come certe forme di depressione breve o di schizofrenia precoce.

Davanti alla difficoltà di trovare nuovi medicinali, i laboratori si accingono dunque a inventare nuovi pazienti per vendere i loro vecchi prodotti. A questo fine, essi ricorrono a tutti gli stratagemmi del sistema pubblicitario, utilizzando le tattiche di comunicazione che si indirizzano direttamente alle masse per il tramite dei media.
Negli Stati Uniti è così improvvisamente comparsa una nuova malattia: «la turba da fobia sociale».
Tra il 1997 e il 1998 vi si fa riferimento, nei media, una cinquantina di volte ma, nel 1999, l’epidemia sembra dilagare tanto che vi si fa riferimento più di un miliardo di volte.
Cosa è successo ? Niente, se non lo sviluppo di una vivace strategia di relazioni pubbliche per conto di un laboratorio che cerca nuovi sbocchi per un antidepressivo, il Paxil, le cui vendite aumentano del 18% nell’anno 200024.

Queste strategie sono pericolose, perché i medicinali possono innestare una caterva di effetti indesiderabili, che vanno dagli effetti collaterali benigni a quelli mortali.
Ad esempio, un laboratorio propone degli ormoni per occuparsi della «menopausa maschile»; le sue pubblicità giocano sul desiderio degli uomini di «restare giovani» e di conservare tutta la loro libidine. Ma c’è da temere che il testosterone proposto comporti a lungo termine un drammatico aumento dell’incidenza del cancro alla prostata.
Allo stesso modo, anche sul breve termine, i sondaggi clinici su un campione di 2.500 persone sono statisticamente troppo deboli per accertare eventuali effetti negativi gravi (con i laboratori che, in caso di problemi, fanno tutto il possibile per spiegarli tramite le caratteristiche delle cavie piuttosto che delle molecole).
Un farmaco tagliafame ha ottenuto nel 1985 l’autorizzazione alla distribuzione sui mercati (AMM): trombe e tamburi, congressi sul prodotto miracoloso che migliorerà l’alimentazione di milioni di persone, malate per aver troppo consumato o più spesso schiave di un conformismo fisico propagandato proprio dalla pubblicità.

In pochi anni viene consumato da sette milioni di persone e qui ci si accorge della sua pericolosità: 200 persone moriranno o subiranno gravi conseguenze. L’ingegnosità dispiegata per massimizzare la redditività del triangolo medico-malato-laboratorio è terrificante. Il predominio dell’immagine sulla verità è un tratto indiscutibile della pubblicità, ma nel campo della salute è criminale, perché i medicinali sono potenzialmente delle vere e proprie mine antiuomo.
Il principio di precauzione va a farsi fottere grazie a un’ondata di pubblicità che stimola l’iperconsumo dei medicinali, il quale a sua volta comporta 1.300.00 ricoveri (cioè il 10% del totale!) e 18.000 decessi all’anno solo in Francia. Coccolando l’illusione ossessiva della salute perfetta, della bellezza e della gioventù eterne, Big Farma ha creato di fatto delle nuove malattie.

Il cinismo dei laboratori trova l’eguale solo presso i loro marketers, che sacrificano coscientemente la nostra indipendenza, e anche la nostra vita, al Dio Profitto. Eppure sarebbe sbagliato e ingiusto imputare al solo sistema pubblicitario questa deriva del mondo della medicina.
Di nuovo, essa non fa che svelare, aggravandole, le insufficienze di una concezione della medicina come assistenza focalizzata sulla prescrizione di composti chimici la cui aggressività è causa di patologie e dipendenze. Ora, le statistiche provano che i progressi della salute pubblica non sono legati in modo decisivo ai medicinali moderni, ma molto più al miglioramento delle condizioni di vita e specialmente dell’alimentazione, vale a dire a cose che gli individui possono controllare da sé.
Un’altra concezione della salute si profila a questo punto, una concezione fondata sull’autonomia personale e garantita da una sana igiene di vita che prevede il ricorso all’assistenza medica solo in certi casi particolari.

Gli «spettacolari progressi» della tecnica medica non solo non hanno contribuito granché all’aumento della speranza di vita, ma hanno avuto effetti nefasti non voluti o previsti dai medici.
Da un lato questi effetti, invece di spingere gli individui a prendere in mano la loro salute per costruire un modo di vivere più sano, hanno rinforzato l’idea che la salute è assicurata al meglio tramite il consumo quotidiano di cure prodigate da istanze specializzate. Dall’altro lato, sono stati sistematicamente usati per giustificare le condizioni di vita moderne: condizioni che sono sempre più patogene !
Il cancro, causa di morte per 150.000 francesi ogni anno, è un’epidemia legata all’industria, più precisamente a quella chimica, che è anche alla base della farmacopea.
Come scriveva Ivan Illich, “la civiltà industriale crea nuove malattie e il sistema medico stesso è ben lungi dall’essere sano: Una struttura sociale e politica distruttiva trova il suo alibi nel potere di appagare le proprie vittime con terapie che esse hanno imparato a desiderare. Il consumatore di cure diviene impotente a guarirsi o a guarire chi gli sta vicino”.

CONCLUSIONI
Era ora che la pubblicità provocasse una reazione proporzionata alla ripugnanza che ispira a molti di noi: la pubblicità è in sé infame, è propaganda industriale che si spaccia per informazione e talvolta passa per tale.
È infame per ciò che promuove: l’edonismo adulterato, il narcisismo delle apparenze mercantili, la noncuranza col e il disprezzo del passato che sta dietro alla beata nostalgia della «vera vita campestre».
È infame soprattutto perché è un potente motore di quel consumismo e di quel produttivismo che sono all’origine del saccheggio della natura e delle società, al quale contribuisce in misura ancora maggiore mascherando la devastazione del mondo che ne consegue e che, malgrado tutto, salta agli occhi.
Non ci si può che rallegrare del lavoro di tutte quelle associazioni che si sforzano di sensibilizzare la popolazione su questa peculiare nocività e che lottano compatte contro il suo imperialismo.
Ma questa battaglia resta troppo spesso parziale; condotta per vie legali e giuridiche, essa è simile a quella di Sisifo contro il suo masso, che rotola sempre giù dal pendio. Non ci si può limitare a criticare la pubblicità, come ha ben capito l’associazione Casseurs de pub che, traendo le dovute conseguenze dalla sua attività iniziale, oggi pubblica un giornale intitolato «La Décroissance» (La Decrescita).
La pubblicità è in effetti intrinseca all’organizzazione della vita di cui tutti facciamo parte e che bene o male sopportiamo: essa ne è quindi inscindibile, in tutte le sue dimensioni. Criticare la pubblicità senza criticare questa organizzazione e senza voler uscire dalla trappola della crescita è contraddittorio.
La pubblicità è una componente a pieno titolo di quella produzione industriale su cui poggia il nostro laborioso comfort.
Tratto e continua su: http://www.informationguerrilla.org
Fonte: MISERIA UMANA DELLA PUBBLICITA’. Il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo, Gruppo MARCUSE, Elèuthera, 2006, 144 pp.
Vedi anche: http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=721

Le MALATTIE sono INVENTATE 
.....non solo con stratagemmi dialettici e/o di abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente di tossine ed agenti da guerra batteriologica e/o con i vaccini tossici......
oppure come  sintomi promossi a "malattie"

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

GLI INVENTORI DELLE MALATTIE - LA MEDICINA CHE NON GUARISCE - Come difendersi da terapie inutili o nocive
In ogni branca della medicina, nella ginecologia come nell’ortopedia o nella prevenzione del cancro, sono diffusi veri e propri miti.
E accade spesso che farmaci, diagnosi e terapie non siano tanto delle necessità mediche, quanto piuttosto il risultato di errori, false conclusioni e interessi finanziari. La cosa si fa spaventosamente evidente quando capita che i medici diventino pazienti: rispetto agli altri cittadini è infatti emerso come molto più di rado essi si facciano operare. Viene dunque da pensare che in molti spingano i pazienti a sottoporsi a interventi a cui per se stessi non acconsentirebbero. E questo perché sanno benissimo quali operazioni siano davvero indispensabili, quali cure possano realmente giovare ai loro pazienti e quali soltanto al proprio portafoglio.

Informarsi è la migliore delle medicine !
Quali procedure mediche e quali interventi sono inutili, quali addirittura pericolosi ?

Il giornalista scientifico e autore di best seller Jörg Blech analizza criticamente i trattamenti medici più diffusi e controversi, come gli interventi all’ernia del disco, le terapie contro l’artrosi, le operazioni al cuore, le cure contro il morbo di Alzheimer e contro l’osteoporosi. E il suo testo è un vero e proprio attacco, illuminante, mosso all’ignoranza e alla disinformazione. Scopo ultimo, il raggiungimento di una medicina realmente di qualità.

E i principali ostacoli alla scienza sono l’interesse economico, che tante volte influenza l’operato dei medici più di ogni altra forza, e la disinformazione, che fa dei cittadini, loro malgrado, gli ignari colpevoli delle più gravi carenze del sistema sanitario.
Ma gli esiti di questo modo di procedere, ormai è chiaro, sono disastrosi e per il singolo e per il sistema.
A guadagnarci non sono state che le case farmaceutiche e le industrie produttrici di apparecchiature sempre più tecnologizzate.

Questa la descrizione in sintesi del pensiero di: JÖRG BLECH, nato nel 1966, ha studiato biologia e biochimica in Germania e in Gran Bretagna. Ha frequentato la scuola di giornalismo ad Amburgo e dal 1994 ha lavorato nella redazione medica e scientifica delle riviste «Der Stern» e «Die Zeit». Dal 1999 scrive per «Der Spiegel».
Il suo libro Gli inventori delle malattie è rimasto per ben 40 settimane fra i best seller menzionati da «Der Spiegel».
Tratto da: www.lindau.it

Ecco un'altro esempio di mala-informazione
Fare la doccia può danneggiarvi il cervello, Ecco le fesserie inventate per far paura alla gente....da parte delle multinazionali dei farmaci....
tratto da: www.data-yard.net/10d2/shower-damage.htm

Carolina (USA) -  ecco che arriva l'ennesima idiozia sui pericoli per la "salute": tracce di manganese respirate mentre si fa la doccia potrebbero influenzare il cervello e causare tremori. "Dieci anni di docce in acqua che contiene le concentrazioni di manganese permesse in America esporrebbe i "giovani" (forse questi falsi  "scienziati" pensano che i più anziani non fanno la doccia) a livelli tre volte più alti di quelli che sono stati notati nel cervello dei ratti. (senza pensare che probabilmente i ratti hanno la capacita' di accumulare nel cervello meno manganese degli umani....)
Ciò che non si dice è quanto difficile sia persuadere un ratto a farsi una doccia al giorno per 10 anni, né si precisa che esposizione non significa danno, né si parla di soglie di tolleranza che invece esistono, né si menziona che, tra le docce, c'è tutto il tempo di eliminare il possibile accumulo da esposizione. Ma l'importante è mantenere il clima di paura - la paura di esistere. Più si ha paura, infatti, più si diventa ricettivi a nuove paure e obbedienti a intimidazioni.
Tutto dettato dalle multinazionali

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

PSICHIATRIA: CREAZIONE E SVILUPPO DI UNA "MALATTIA MENTALE"
La "dipendenza da Internet e dai videogames"
La "dipendenza da Internet e dai videogames" sarà una possibile new entry nella prossima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il che equivale ad una nuova malattia mentale.
L'Associazione Medica Americana (AMA) ne sta discutendo la validità, secondo il rapporto presentato è dipendente chi usa i video giochi per più di due ore al giorno.
Ma anche questa "sindrome" è controversa, come riporta un articolo su "The Observer", o il rapporto stesso nel quale si  parla dei potenziali benefici per alcuni aspetti dell'assistenza sanitaria riabilitativa. Ma del resto la maggior parte delle "malattie" coniate dalla psichiatria non ha riscontri oggettivi.
Il Dottor Bruce Levine, autore di Commonsense Rebellion: "Ricordiamo che non è stato trovato nessun marcatore biochimico, neurologico o genetico per il Disturbo da Deficit di Attenzione, il disturbo oppositivo provocatorio, la depressione, la schizofrenia, l'ansia, l'abuso compulsivo di droghe e alcol, l'obesità, il gioco d'azzardo o qualsiasi altra malattia mentale, disagio o disturbo".

Nel rapporto presentato, nella sezione Effetti Psicosociali si legge:  "…nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV, il termine dipendenza da Internet è stato usato per descrivere il fenomeno di eccessivo uso di Internet e videogioco, o il tempo eccessivo speso usando questi mezzi di comunicazione. Questo termine sembra essere stato coniato negli anni 90' quando i ricercatori tentavano di descrivere una costellazione di comportamenti osservati nelle persone usando l'Internet."

John Read professore incaricato di psicologia all'università di Aukland, Nuova Zelanda, nel 2004 affermò: "Vengono creati elenchi di comportamenti, successivamente si applicano etichette altisonanti alle persone che hanno tali comportamenti e successivamente si usa la manifestazione di questi comportamenti per provare che essi soffrono della malattia in questione. Questo metodo non dice niente delle cause o delle soluzioni".
"I legislatori e il pubblico in generale non dovrebbero essere ingannati. I comportamenti non possono essere malattie !".
By Professore aggiunto di psicologia Chestunt Hill College, Philadelphia.

Nel 1995 lo psicologo Jeffrey A. Schaler affermò: "Il concetto di validità scientifica sebbene non rappresenti un'azione, è correlato al concetto di frode. La validità si riferisce alla misura in cui qualcosa rappresenta ciò che dichiara di rappresentare o misurare. Quando i mezzi diagnostici non rappresentano ciò che si prefiggono di rappresentare, possiamo affermare che tali mezzi mancano di validità. Se una transazione o un affare commerciale si basassero su una simile mancanza di validità, diremmo che tale mancanza di validità costituisce una frode. Il Manuale Diagnostico e Statistico (DSMIV) pubblicato dall'American Psychiatric Association… è noto per la sua bassa validità scientifica".

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.
Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus - Email: stampa@ccdu.org  

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

PRIMA viene il Farmaco e poi la ..."malattia"
La scorsa estate le agenzie di stampa internazionali hanno battuto uno strano titolo: «La malattia delle gambe senza riposo esiste davvero».
La notizia in sé era banale: una prestigiosa rivista di medicina pubblicava uno studio secondo cui la malattia in questione avrebbe una base genetica.

L'eccitazione dei media si spiega con le polemiche che hanno accompagnato negli ultimi anni questa condizione, definita come un bisogno irresistibile e fastidioso di muovere le gambe, soprattutto di sera e di notte, aggravato dall'inattività e alleviato dal movimento. A sentire i sofferenti il disturbo è penoso e invalidante, secondo gli esperti è molto più comune e grave di quanto si creda, mentre per i critici è un esempio clamoroso di “disease mongering”, cioè di malattia inventata o gonfiata dall'industria farmaceutica per «convincere i sani che sono malati».

I blockbuster in compressa
In effetti i farmaci approvati per curare le gambe senza riposo sono al centro di una generosa campagna di promozione, che finanzia specialisti e associazioni di pazienti, e che rende in cambio centinaia di milioni di euro l'anno nel mondo in vendite.

Le strategie per inculcare nella mente di medici e comuni cittadini che una nuova sindrome è uno «stato di malattia a sé stante, rilevante e frequente» sono oramai note e descritte sia dagli strateghi di marketing sia dai loro oppositori.
La prima mossa spesso consiste nel costituire un comitato di esperti, nel quale figurino anche opinion leader riconosciuti. Poi si passa a sviluppare linee guida di buona pratica, a diffondere tra i medici una newsletter, ad avviare un programma di sostegno per i malati, a promuovere associazioni di pazienti, sino a convincere tutti che la sindrome in questione è veramente una malattia seria e credibile.

Tutto ciò costa e viene fatto per creare il mercato di uno o più blockbuster, cioè di farmaci che vendono almeno per un miliardo di dollari l'anno.

Per alcune condizioni l'operazione è stata avviata con la scelta di opportuni criteri diagnostici, come nel caso delle gambe senza riposo, la cui definizione - adottata internazionalmente nella ricerca, nella pratica e nella stima della frequenza del disturbo - è frutto di un gruppo internazionale di neurologi, strettamente collegato a una fondazione che annovera come gold sponsor (più di 250mila dollari l'anno) i produttori dei due farmaci messi in commercio per la sindrome.

In altre circostanze si è provveduto all'inserimento di una nuova entità e della sua definizione in repertori come il Diagnostic and Statistic Manual, per i disturbi psichiatrici, o l'International Classification of Disease, per le malattie in genere. In tutti i casi è necessaria un'azione coordinata sui panel di esperti e sugli opinion leader del settore, che infatti risultano avere legami molto stretti con le industrie interessate in un'alta percentuale dei casi.

Nasce prima il farmaco?
Gli esempi si potrebbero moltiplicare: dalle crisi di riso e pianto incontrollati (recentemente segnalati dal New York Times come modello di sindrome tagliata su misura per una molecola in cerca di mercato, con un articolo dal titolo «Nasce prima il farmaco o la malattia?»), alla “fatigue” dei malati di cancro (per il lancio delle eritropoietine); dal mild cognitive impairment (per estendere le indicazioni dei trattamenti contro la demenza) alla sindrome da iperattività e deficit di attenzione (per il metilfenidato e gli altri rimedi), sino alla disfunzione sessuale femminile (per il cerotto al testosterone).

Ma per tornare all'esempio iniziale, il suggerimento dei media era basato su un ragionamento all'apparenza semplice: se c'è di mezzo un gene, questo taglia la testa al toro, ovvero elimina il dubbio che la malattia sia inventata. O no?
In realtà la perplessità viene risolta dall'editoriale che accompagna lo studio scientifico: «L'associazione con una sequenza genetica non prova che la sindrome delle gambe senza riposo sia una vera malattia. Anzi, la conferma può venire solo dalla dimostrazione di una ben documentata sofferenza dei diretti interessati».

Parole d'oro, ma è purtroppo facile prevedere che le prove “ontologiche” (cioè genetiche) di malattie di dubbia consistenza dilagheranno nel prossimo futuro, via via che le analisi a tappeto del genoma, la cui lettura è ormai a portata di mano, faranno affiorare presunte suscettibilità o predisposizioni per futuri malanni anche in chi sta bene ed è sano...
By Roberto Satolli - agenzia di giornalismo scientifico Zadig - Tratto da Lavita.it

Commento (NdR): Ricordarsi sempre che le case farmaceutiche cercano di vendervi qualsiasi cosa. A loro NON interessa se siete malati, se guarirete o se state già bene. Vogliono solo che compriate i loro prodotti.
E fanno qualsiasi cosa per convincervi, incluso inventare malattie che non esistono
.

Le MALATTIE sono INVENTATE 
.....non solo con stratagemmi dialettici e/o di abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente di tossine ed agenti da guerra batteriologica e/o con i vaccini tossici......
oppure come  sintomi promossi a "malattie"

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Importante: ….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati.

HOME