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GUIDA
alla SALUTE NATURALE
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Manuale di MEDICINE
ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI - Manual of
ALTERNATIVE
MEDICINES
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MALATTIE INVENTATE
(non solo con stratagemmi dialettici e/o di
abbassamento dei parametri standard di controllo,
ma anche con immissione nell'ambiente
di tossine ed agenti da
guerra batteriologica con i
vaccini
tossici)
FILM interessantissimo
da visionare:
http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
L'Aids
e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la
Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf
"Se non mettiamo la
Libertà delle
Cure mediche nella
Costituzione, verrà il tempo in cui la
medicina si organizzerà, piano piano e
senza farsene accorgere, in
una
Dittatura
nascosta.
E il tentativo di limitare l'arte della
medicina solo ad una classe di persone,
e
la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la
Bastiglia della scienza medica".
(By
Benjamin Rush, firmatario della
Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata
I dittatori nascosti
(clandestini) della medicina, d’altra parte li
conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei
“baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle
“lobbies
accademiche” od operino nelle
multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano”
la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a
questa marea montante di intolleranza anti-scientifica,
prima che questi nuovi tiranni arrivino ad
insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto
pensare…!
220 anni dopo, questa situazione di
dittatura
sanitaria si e'
realizzata
e TU caro lettore cosa fai per
contrastarla ??
EMEA ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09
giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una
cosa: l'Emea, l'agenzia europea del
farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della
sanità, ma da quella dell'industria (NdR:
per circa il 70% del suo buget).
Una
distinzione che dovrebbe far riflettere.
A Bruxelles la forza delle lobby è
grandissima". L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui
disagi dell'infanzia che raggruppa quasi
cento associazioni di volontariato
e
promozione sociale. "Continuano a
trattare i bambini come fossero, dal
punto di vista metabolico, degli
adulti",
protesta Poma: è "assurdo
somministrare ai
bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco
molto forte, che richiede prudenza nella
somministrazione anche negli adulti".
Prudenza che "sarebbe stato naturale
attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati
uniti - come le stragi nelle
scuole causate da ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è
stata usata".
Fonte: DIRE
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della
PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
e
di molti Farmaci e Vaccini (vedi
la trasmissione Report -Rai3 del
20704/08)
MALATTIE INVENTATE
CASE FARMACEUTICHE e FINTE MALATTIE
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo:
vedi
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi
link:
http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video:
http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM
Questa la Descrizione del
meccanismo che nel
secolo scorso permise ai grossi capitali
finanziari di
impadronirsi dell’intero sistema medico americano,
attraverso il controllo dell’insegnamento universitario.
I
Rockefeller amavano chiamarla “filantropia
efficiente”.
Purtroppo li
medico che volesse domandarsi oggi da dove nascano
tante di quelle “certezze” che gli vengono contestate
.... da chi non si fida più della
medicina ufficiale, dovrà risalire di quasi
un secolo per trovarne
l’origine.
D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il miglior
rimedio contro una malattia non sia la semplice
rimozione del sintomo, ma quella della causa stessa.
By Massimo Mazzucco - Tratto da: luogocomune.net
vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f
INVENTORI di MALATTIE
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E ora la prossima pandemia - Tom
Jefferson, epidemiologo, racconta il
business dei vaccini e i
conflitti di
interesse delle
industrie
farmaceutiche
- 08/06/2010
Tom Jefferson è
stato uno dei più fieri e accesi sostenitori
della inutilità e del
malaffare nascosto dietro le grandi
campagne di vaccini.
Medico, epidemiologo, è tra i fondatori della
Sezione
Vaccini
della Cochrane Collaboration e ha un blog
chiamato «Attenti alle bufale» dove si tiene il
conto di quanto tempo passerà prima che scoppi
la prossima pandemica: 297 giorni, meno di un
anno.
L’ultima pandemia è terminata qualche mese fa e
ora anche l’Organizzazione
mondiale della Sanità ha ammesso che non
tutto è stato trasparente:
i rischi sono stati
gonfiati dalle industrie.
«C’è un’inchiesta
realizzata dal
British Medical Journal e poichè in
contemporanea c’era la presentazione del
rapporto del Consiglio d’Europa l’Oms ha
rilasciato alcune dichiarazioni altrimenti non
avrebbe risposto».
Che cosa si nasconde dietro questa pandemia che
non è mai scoppiata ?
«Di tutto. Conflitti di
interesse di ogni tipo, nascosti,
rivelati, negati, non riportati.
Alcuni fra gli esperti più in vista e più attivi
nella produzione di documenti dell’Oms
avevano, a diversi livelli, vari legami con l’industria
farmaceutica: vuoi come pseudo
primi autori di esperimenti, vuoi come
consulenti pagati, vuoi come membri di gruppi di
lobby farmaco
vaccinale. I nomi sono i soliti ma davanti a
richieste di chiarezza l’Oms
si
rifiuta di
rispondere,
dando la colpa a errori di comunicazione che
hanno prodotto il fiorire di teorie di
complotto.
Tutto questo ha provocato uno sperpero
incredibile di soldi e una perdita di
credibilità molto grave da parte dell’Oms».
Quanto è costata la finta pandemia all’Italia ?
«Soltanto per il mero acquisto dei vaccini, lo
Stato si è impegnato a pagare 184,8 milioni di
euro (Iva compresa), pari a 7,7 euro per
vaccino: ma 11 milioni non sono stati più
acquistati, dunque finora 84,7 milioni di euro
non sono stati pagati.
La spesa effettivamente sostenuta per i vaccini
ammonta finora a 100,1 milioni. Nessuno sa però
(e nessun istituto finora lo ha calcolato con
una buona dose di scientificità) quanto è
costato l’approntamento dei servizi vaccinali,
ma soprattutto in quanto è stimabile la
“perdita” dovuta al fallimento della campagna:
pensiamo ai vaccini buttati o al costo delle
operazioni di recupero dei prodotti da parte
delle Regioni».
Ora che ne siamo
consapevoli però dovremmo evitare di cadere
nella stessa trappola la prossima volta.
«Ho 56 anni, sono sopravvissuto a quattro
pandemie, so perfettamente che altre ne
arriveranno e che si ricomincerà tutto da capo
come se nulla fosse, anche già dal prossimo
settembre».
Non c’è un modo per evitare di commettere lo
stesso errore ?
«Se avessi la risposta a questa domanda sarei
Bill Gates, non il poveraccio che sono. Ci
vorrebbe chiarezza, trasparenza...» ...ma
non se ne vede molta in giro
«Infatti. Io vedo soltanto
rimozione dei fatti».
Quali ?
«Che
non esiste alcuna prova che i vaccini possano
effettivamente evitare le morti. Hanno
effetti sintomatici ma se questo vuol e essere
l’effetto basterebbe usare una normale aspirina,
la soluzione al problema sarebbe più economica e
anche più rapida».
Tratto da: lastampa.it
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Eileen Danneman ha scoperto un documento che
indica che Kathleen Sebelius, la segretaria dei
Servizi Sanitari e Umanitari Americani,
US
Health and Human Services, il 5 marzo 2010
ha esteso l'emergenza
pandemia al 2012 !
SEBELIUS: documento ESTENSIONE PANDEMIA al 2012
(Federal Register March 5, 2010)
Quindi, conformemente alla sezione 319F-3(b)
dell'Atto, ho determinato che c'è un credibile
rischio che la diffusione dei virus della
influenza pandemica A e di quelli con potenziale
pandemico e risultanti malattie, possa
effettivamente costituire una emergenza santaria
pubblica...ed estende per tutto il 28 Febbraio
2012.
Sezione 319F-3(a)(4)(A) conferisce immunità ai
produttori e distributori delle Contromisure
Coperte, indipendentemente dalla popolazione
definita...e corregge quanto al 28 Settembre
2009 per fornire protezioni affidabili e mirate
a contromisure pandemiche per intensificare la
distribuzione.
"100226 Sec HHS Sebelius Pandemic Influenza
Vaccines Amendment".
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Sono oltre 179 milioni le dosi di vaccini
contro l’influenza pandemica che sono state
distribuite in Europa e circa 38 milioni le
persone effettivamente immunizzate dal virus
A/H1N1, è scritto in un rapporto dell’European
Medicines Agency (Ema), secondo cui, dunque, gli
Stati membri dell’Unione europea hanno
utilizzato solo il 20% dei prodotti acquistati
durante l’emergenza pandemica dello scorso anno.
Il rapporto del Consiglio d’Europa denuncia l’
«enorme spreco di denaro pubblico» e l’avere
provocato «timori e allarmi ingiustificati circa
i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta
la popolazione europea».
Ma quanto è costato questo scherzo ?
Difficile fare calcoli precisi. A livello
mondiale la banca JP Morgan ha stimato il giro
d’affari in circa 7 miliardi di dollari. In
Italia il ministero della Salute afferma che
sono state acquistate oltre 12 milioni e mezzo
di dosi a 7,7 euro l’una, il che vuol dire circa
98 milioni di euro di spesa. In realtà lo Stato
si era impegnato a pagare 184,8 milioni di euro
ma 11 milioni non sono stati più acquistati,
dunque finora 84,7 milioni di euro non sono
stati pagati.
La spesa effettivamente sostenuta per i vaccini
ammonta finora a 100,1 milioni, conclude
l’epidemiologo Tom Jefferson. Ne sono state
somministrate circa un milione di dosi, come
afferma il ministero della Salute. Di
conseguenza, ogni dose somministrata, sarebbe
costata finora 100 euro, cifra che se si
considera la spesa che il ministero si era
impegnato a sostenere sale a 184 euro. E ogni
cittadino italiano ha pagato 3 euro a testa dal
neonato al centenario compreso, per la pandemia
che non c’è.
La cifra complessiva in realtà può ancora
variare, e potrebbe anche diminuire. Ci sono
trattative in corso tra Governo e aziende che
potrebbero concludersi con un accordo su un
indennizzo (la Francia ha pagato il 16%
della somma che avrebbe dovuto) o con l’apertura
di un contenzioso.
Nessuno sa però quanto siano costati i servizi
vaccinali, ma soprattutto a quanto ammonti la
perdita dovuta al fallimento della campagna: dai
vaccini buttati o al costo delle operazioni di
recupero dei prodotti da parte delle Regioni.
Non è ancora finita.
C’è il capitolo antivirali. Il ministero -
ricostruisce Tom Jefferson - ha reso noto di
avere a disposizione 40 milioni di dosi (30
milioni di Tamiflu e 10 di Relenza), pari a 10
milioni di cicli, acquistati dal 2005 in poi e
infatti tenuti in gran parte in forma di
polvere, pronta a essere confezionata in
capsule. Il mandato a confezionarne una parte
era stato dato ad aprile all’Istituto chimico
farmaceutico militare di Firenze da cui infatti
erano stati stoccati e inviati ai centri di
riferimento regionali per la distribuzione ad
Asl e ospedali.
Altri 50 milioni erano stati promessi dalle
Regioni. Il ministero non fornisce alcun dato
ulteriore ma un calcolo direbbe che il costo di
ogni ciclo è pari a 12,5 euro: in tutto, quindi,
lo Stato per comprare gli antivirali dovrebbe
aver pagato 125 milioni di euro. Non possiamo
quantificare, però, il costo della
trasformazione da polvere in capsule né quello
dello stoccaggio e della distribuzione alle
Regioni. «E quanto avrà speso la popolazione di
tasca propria per la corsa al
Tamiflu ?», si
chiede ancora l’epidemiologo.
Un altro costo non quantificabile ma che
aggiunge un bel po’ di euro è quello legato allo
smaltimento di tutti i vaccini ormai
prodotti e inutilizzati. Oltre alla spesa per
l’acquisto mantenere i vaccini ha un costo
perché devono essere conservati in celle
frigorifere per impedire che si danneggino. Sono
decine di migliaia di euro al giorno perché
dovranno essere mantenuti in ottimo stato fino
alla loro data di scadenza, dopodiché verranno
affidati ad aziende specializzate per lo
smaltimento di rifiuti speciali, spendendo tanto
altro denaro pubblico.
L'Oms suggerisce di
donarli ai Paesi del Terzo Mondo, alcuni Paesi
europei vorrebbero invece venderli sottocosto ad
altri Paesi poveri dell'Est.
Tratto da informasalus.it
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Prevenire è
meglio che curare" recita uno slogan. Ma
è sempre vero ? -
vedi:
MINISTERO "SALUTE" informato sui
Danni dei Vaccini
+
La guerra del Dottor
Matthias Rath
+
MALATTIE INVENTATE +
Malattie Croniche
+
MEDICI IMPREPARATI
+
Medici pagati da case
farmaceutiche
+
BARONIE, Universita' e
MEDICI
+
Dittatura Sanitaria +
FARMACI e
CONTROINDICAZIONI +
Guerra conto le Donne
(con i Vaccini) +
Pericolo
Farmaci
Slogan di
BIG PHARMA:
"....per ogni nuova pillola, vi e' una
nuova malattia"....
Dalle tecniche persuasive degli
informatori farmaceutici alla corruzione
dei medici; dalle associazioni di
pazienti finanziate da
Big Pharma
al ruolo ambiguo delle autorità
sanitarie e soprattutto l’implacabile
forza d’urto del marketing, in grado di
diffondere, con la
complicità dei media, ansia e paura,
creando bisogni fittizi che faranno
vendere
farmaci e
vaccini
per milioni di dollari.
Nei paesi
occidentali la medicina è al centro di un vasto
settore economico, articolato, complesso e in
costante espansione, che si può definire
industria
della salute (NdR: ...o della malattia...).
Essa fornisce un ventaglio di prodotti e servizi
all'interno del quale i cittadini, per poter
scegliere consapevolmente, dovrebbero poter
disporre di informazioni complete e di buona
qualità. Il che accade raramente e parzialmente:
è un mercato imperfetto.
In questo quadro
economico, la scienza ricopre un ruolo
ambivalente. In teoria, fornendo le prove di
efficacia, dovrebbe costituire il riferimento
certo su cui fondare le scelte appropriate,
individuali e di politica sanitaria. In pratica,
essendo oggi per lo più finanziata a scopo di
lucro, sempre più spesso concepisce e conduce la
ricerca clinica seguendo le regole del
marketing.
Come tutti i mercati
infatti, anche l'industria della salute, per
prosperare, deve:
- moltiplicare prodotti e servizi per indurre a
consumi crescenti (poco
importa se inappropriati o superflui, se non
addirittura dannosi);
- reclutare nuovi clienti (magari anche tra
coloro che non hanno disturbi o si ritengono
sani).
Fra le strategie di
allargamento del
mercato più adottate figurano le campagne di
sensibilizzazione e prevenzione.
C'erano, soprattutto un tempo (ma ci sono
tuttora anche se sempre più rare), iniziative
genuine e spontanee, generate dalla buona
volontà di medici e malati di fare qualcosa per
contrastare questo o quel male, diffondendo tra
il pubblico la conoscenza di come si manifesta e
di come si combatte. Purtroppo gli esperti di
marketing si sono ben presto accorti delle
enormi potenzialità promozionali di tali
attività, e hanno cominciato a suggerire
l'opportunità che vengano finanziate o
addirittura promosse direttamente dalla
industria della salute.
Questo fenomeno, che in inglese si chiama "disease
mongering" (commercio di malattie), sta
diventando la modalità prevalente con cui il
pubblico riceve informazioni in campo medico.
Molte delle campagne
promosse negli ultimi anni (NdR: per
farmaci e
Vaccini)
sono vincolate a queste logiche di mercato.
Tratto da: partecipasalute.it
Sulla rivista
PloS Medicine è stato recentemente
pubblicato un numero monografico sul problema
molto rilevante del “Disease
Mongering” termine che si
riferisce all’obiettivo del Pharmaceutical
Marketing di “vendere
una malattia” per aprire la strada ai
prodotti che verranno immessi in commercio dalle
industrie farmaceutiche.
Il termine si
riferisce alla strategia oramai consolidata
di far credere a medici e a pazienti che un
problema o determinati fattori di rischio
richiedano necessariamente un trattamento
farmacologico, allargando i confini delle
patologie trattabili con la conseguenza di
incrementare il mercato attraverso
l’introduzione di nuovi prodotti farmacologici
anche pericolosi !
vedi:
http://news.bbc.co.uk/1/hi/health/4898488.stm
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Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
Le Malattie Inventate - vedi anche Panorama
del 27 febbraio 2006
Nuove sindromi definite a tavolino. Fattori di
rischio trasformati in patologie. Alti e bassi
della vita considerati gravi disturbi.
Ecco come l'industria
farmaceutica ci trasforma tutti in
pazienti. Per vendere sempre più farmaci.
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Malattie inventate dal nulla, stati di salute
venduti come malattie,
il tutto per fare gli interessi delle
case farmaceutiche, con
l'Unione Europea che
strizza l'occhio.
Una campagna internazionale contro il marketing aggressivo dei farmaci...Consumers
International ha lanciato una campagna
contro il marketing
irresponsabile delle
aziende farmaceutiche,
a cui si unisce l'associazione italiana
Altroconsumo.
Tra le trovate più innovative del marketing
farmaceutico Altroconsumo segnala il fenomeno
del "Disease mongering": un tentativo di
ampliare il mercato potenziale di un farmaco
proponendolo come risolutivo per una serie di
persone sane ma che manifestano un malessere
comune, spesso più mentale che fisico.
Una strategia di marketing precisa che come
primo passo prevede di etichettare come malattia
alcuni sintomi diffusi e modesti (una generica
stanchezza, una mancanza di motivazione) o
alcuni aspetti comuni della vita (timidezza,
tensione emotiva in corrispondenza del ciclo
mestruale) come una malattia.
Ci sono poi i casi in cui si prende un problema
medico molto poco diffuso tra la popolazione e
se ne ridefiniscono le caratteristiche per
aumentarne la diffusione, ampliando l'entità e
la rilevanza del problema, per poi proporre un
rimedio farmacologico.
La strategia di marketing che verte sul "disease
mongering" ha tre interlocutori privilegiati: i
medici a
cui le aziende si rivolgono con attività di
formazione e di informazione, le Associazioni di
pazienti (cioè tutti coloro che si riconoscono
per primi nella malattia) che sono sponsor
naturali del farmaco proposto e da ultimo il
grande pubblico (che spesso trova nell'etichetta
di malattia un'allettante spiegazione delle
difficoltà quotidiane).
A livello Comunitario (Commissione e Parlamento
Europeo) ci sono forti spinte per adottare il
modello statunitense (che permette di
pubblicizzare i farmaci di qualsiasi tipo, di
prescrizione e non), allentando il divieto che
impedisce alle aziende di promuovere i farmaci
rimborsati dal SSN direttamente ai pazienti.
Il modello "informativo" che propone la
Commissione europea in un documento di
consultazione ha riscosso profonde critiche
dalle associazioni di consumatori.
Tratto da:
http://www.altroconsumo.it
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CAMPAGNA NAZIONALE SUI PERICOLI delle
VACCINAZIONI
GLI ITALIANI NON SONO CADUTI NELLA TRAPPOLA
Poche le persone che si sono vaccinate rispetto
alle dosi acquistate dal governo.
Roberto Gava, medico esperto di vaccinazioni, fa
un primo bilancio: la diffusione d'informazioni
indipendenti rimane la priorità. L'industria
farmaceutica è ancora troppo
potente.
Anche se la stagione
influenzale non è completamente passata,
possiamo dire di aver vinto la nostra battaglia
informativa presso l'opinione pubblica che aveva
come obiettivo quello di spiegare non solo
l'inutilità ma anche i danni della vaccinazione
per l'Influenza
Suina, A/H1N1. Infatti, sono state
pochissime (si parla di circa 700.000,
invece delle decine di milioni attese) le
persone che hanno accettato questa vaccinazione.
Purtroppo, questa nostra vittoria ci lascia
anche molto amaro in bocca, perché con frequenza
sempre maggiore stanno arrivando segnalazioni di
danni da vaccino per l'influenza
Suina e purtroppo anche registrazioni di
eventi mortali.
Inoltre, il nostro Paese, come molti altri (ma
non tutti) ha acquistato decine di milioni di
dosi di vaccini, si è impegnato a pagarle prima
ancora di conoscere se questo vaccino era
innocuo ed efficace e ha addirittura accettato
di riceverle gradualmente fino alla fine del
marzo 2010 (in modo da dare tempo all'Industria
Farmaceutica di produrle e pur
sapendo che questa epidemia influenzale sarebbe
durata poco tempo e che sarebbe terminata prima
della fine del 2009).
Perché questo
comportamento e chi paga questi milioni di euro
di vaccini ?
Ricordiamo pure che ogni anno il nostro Paese
spende più di 100 milioni di euro delle nostre
tasse per pagare una altrettanto inutile e
altrettanto pericolosa vaccinazione
antinfluenzale stagionale.
Forse che nel campo sanitario non ci siano
priorità maggiori ?
Sappiamo tutti che ce ne sono ma, a quanto pare,
le politiche sanitarie non tengono conto sempre
delle vere necessità della popolazione e pare
che meno ancora tengano conto dei dati
scientifici (o almeno di quelli ottenuti da
ricercatori indipendenti dall'Industria
Farmaceutica), che da anni hanno
dimostrato l'inutilità e la
pericolosità di
qualsiasi vaccino antinfluenzale.
Si dice che il
vaccino per la "Suina" sia stato un
test per vedere
come avremmo reagito, in modo che chi decide
tutto possa
perfezionare meglio le azioni future
che serviranno a convincerci che sarà "obbligatoriamente
necessario accettare" le future
vaccinazioni.
Infatti, non si creda che tutto finisca qui. Nel
mondo scientifico c'è già chi ipotizza quali
saranno i virus delle future "pandemie" e le
relative future vaccinazioni che ci verranno
proposte.
Come l'Industria
Farmaceutica prepara per tempo le sue
politiche di
marketing e studia a lungo le strategie di "disease
mongering" (cioè di "invenzione
delle malattie") tessendo accordi e amicizie
con i centri di potere e di
informazione,
allo stesso modo anche noi dobbiamo imparare ad
informarci e a restare uniti e ben collegati in
modo da non trovarci impreparati davanti ad
eventuali piccoli o
grandi inganni che a quanto pare in
questo ultimo tempo non mancano nel mondo
sanitario.
Ormai sappiamo che probabilmente ogni autunno
potremo dover affrontare un allarme pandemico
che all'inizio viene dipinto come catastrofico,
ma che poi sfuma nel nulla come dal nulla è
venuto e dato che le pressioni future verteranno
sempre sui virus influenzali, crediamo sia
veramente importante che l'opinione pubblica sia
ben informata sulle caratteristiche di questi
virus, sulle loro modalità di diffusione, sulla
inutilità dei vaccini antinfluenzali vecchi e
nuovi, ma anche sulle vere
tecniche di prevenzione, sia naturali che
farmacologiche.
By Roberto Gava
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Gli esperti del
CDC di Atlanta (Center
Disease Control), il Centro Prevenzione Malattie
più famoso al mondo, sembrano allarmati per
l'influenza
Suina od Influenza A, perche'
vogliono arrivare fino
alla Z...., ma in realtà non vedevano
l’ora che ciò accadesse....
Il CDC, nei cui uffici, nota bene, vennero
ideati, creati, e lanciati: l’AIDS
(che in origine si chiamava GRID, ovvero Gay
Related Immunodeficiency Disease), come ben
riportato dal professor Peter Duesberg nel suo
best-seller “Aids, il virus inventato“;
il CDC rientra sempre nel ristretto gruppo di
amici del Codex
Alimentarius e dei vari virus influenzali
creati dai laboratori al loro servizio…. - vedi:
suina,
sars,
aviaria, e futuri nuovi virus….la Suina (nel
1974), successivamente la Sars e l’Aviaria ed il
ritorno della Suina quella successivamente
“perfezionata“,
L’influenza Suina e’ stata preparata in
laboratorio e propagata intenzionalmente,
mediante diffusione del virus nelle acque in
certe parti del mondo ed attraverso campagne
vaccinali…
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Il 17 Giugno del 1996, l'aviazione militare
degli U.S.A. realizzò Air Force 2025, "uno
studio che ha lo scopo di conformarsi a
direttive del comandante in capo dell'Aviazione
Militare per esaminare le idee, la capacità, e
le tecnologie che saranno necessarie agli Stati
Uniti per rimanere la potenza dominante nel
futuro nel campo aero-spaziale."
Nello studio non classificato, il College of
Aerospace Doctrine, Research, and Education
della base aerea di Maxwell in Alabama
predispose diverse "rappresentazioni fittizie di
scenari/situazioni future" che si sarebbero
potute verificare.
vedi:
www.fas.org/spp/military/docops/usaf/2025/index.html
(sito stranamente rovinato...)
Nel Capitolo 5, gli autori presentano una figura
che descrive una sequenza di eventi che
rappresenta un "possibile scenario".
Nel 2009,
secondo tale figura, un'influenza
ucciderà
30 milioni di persone.
"Una simile pandemia influenzale si è verificata
nel passato," spiega una nota a pié di pagina,
facendo riferimento all'epidemia influenzale [la
"spagnola",
del 1918 e 1919, descritta come "una delle
peggiori catastrofi registrate nella storia
dell'uomo. E' stato stimato che più di 20
milioni di persone in tutto il mondo morirono
durante quell'epidemia, e che dei 20 milioni di
persone che contrassero quella malattia negli
Stati Uniti, ne morirono circa 850.000 ."
"Il virus dell'influenza è l'unico capace di
manifestare così tanti cambiamenti antigenici
che un virus antigenicamente nuovo può
diffondersi in tutto il mondo in un anno o due,
dando luogo ad un significante numero di casi di
infezione e di mortalità ", afferma un'altra
nota a pié di pagina.
E' interessante notare che questa
fittizia
pandemia dell'Aviazione Militare viene descritta
come "sconosciuta" e non è "chiarito se il virus
è originato da una mutazione naturale o
artificiale tramite bio-ingegneria. Molti
temevano la seconda eventualità."
(NdR:
che infatti si e'
puntualmente verificata)
Sin dal 1996 quando venne fuori questo rapporto,
iniziarono improvvisamente a morire in tutto il
mondo microbiologi civili che avrebbero potuto
identificare e sconfiggere un agente di guerra
biologica, e morirono di morte improvvisa e
innaturale.
Nei 4 mesi tra il 12 Novembre [2001] all'11
Febbraio [2002] , morirono in differenti parti
del mondo sette microbiologi di fama mondiale.
Sei morirono per cause "innaturali", mentre la
causa della morte del settimo è dubbia. Inoltre
il 12 Novembre, alla DynCorp, uno dei maggiori
aziende che lavorano con contratti governativi
per l'elaborazione dati, le operazioni militari
e le operazioni da servizi segreti, fu offerto
un contratto di 322 milioni dollari per
sviluppare, produrre e conservare vaccini per il
Ministero della Difesa. DynCorp e Hadron,
entrambe aziende che lavorano con contratti del
Ministero della Difesa collegati a programmi
segreti di ricerca sulle malattie infettive,
sono state anche legate ad un software noto come
PROMIS, che può avere essere stato d'aiuto
nell'identificare e colpire le vittime.
Nelle sei settimane precedenti al 12 Novembre
[2001], altri due microbiologi stranieri
morirono. Qualcuno crede che ci siano stati
addirittura altri cinque microbiologi uccisi
durante quel periodo, portando il totale [delle
morti] a 14. Queste ulteriori morti (da 2 a 7)
non sono strettamente legate a questa storia.
Questo stesso periodo ha visto inoltre le morti
di tre persone coinvolte nella ricerca medica o
nella sanità pubblica.
- Il 12 Novembre [2001] il Dottor Benito Que, 52
anni, fu trovato in coma in una strada vicino al
laboratorio presso cui lavorava alla facoltà di
Medicina dell'Università di Miami. Morì il 6
dicembre.
- Il 23 Novembre [2001] il Dottor Vladimir
Pasechnik, 64 anni, fu trovato morto a Wiltshire,
in Inghilterra, non lontano dalla sua casa.
- Il 10 Dicembre [2001] il Dottor Robert
Schwartz, 57 anni, fu trovato assassinato nella
sua casa rurale nella contea di Loudoun, In
Virginia.
- L'11 Dicembre [2001] il Dottor Set Van Nguyen,
44 anni, fu trovato morto all'entrata del
refrigeratore del laboratorio in cui lavorava
nello stato di Victoria, in Australia.
- L'8 Febbraio [2002] il Dottor Vladimir
Korshunov, 56 anni, fu trovato morto in una
strada di Mosca.
- L'11 Febbraio [2002] il Dottor Ian Langford,
40 anni, fu trovato morto nella sua casa di
Norwich, in Inghilterra.
- Il 28 Febbraio [2002] Tanya Holzmayer,
residente a San Francisco, fu uccisa da un
collega microbiologo, il Dottor Guyang Huang,
che le spara mentre ritirava una pizza e dopo
apparentemente sparò a se stesso.
- Il 24 Marzo [2002] il Dottor David Wynn-Williams morì in un incidente
stradale vicino alla sua casa di Cambridge, in
Inghilterra.
- Il 25 Marzo 2002 il Dottor Steven Mostow del
Centro Scientifico Sanitario del Colorado
(Colorado Health Sciences Centre), morì vicino a
Denver mentre era a bordo di un aeroplano.
Precedentemente a queste morti, il 4 d i Ottobre
[2001], un aereo commerciale che viaggiava da
Israele a Novosibirsk, in Siberia, fu colpito
mentre sorvolava il Mar Nero da un missile
terra-aria ucraino "errante", che uccise tutte
le persone che si trovavano a bordo. Il missile
era fuori rotta di oltre 100 miglia. A dispetto
di alcune prime notizie che riportavano che tale
aereo fosse stato noleggiato, in realtà si
trattava di un regolare aereo di linea, l'Air
Sibir 1812.
Secondo diversi articoli giornalistici, incluso
un articolo del 5
Dicembre di Barry Chamish ed uno del 13 Gennaio
di Jim Rarey (entrambi disponibili sul sito
www.rense.com), molte persone in Israele
credono che l'aereo avesse tra i suoi passeggeri
fino a cinque microbiologi.
Sia Israele che Novosibirsk sono sedi
all'avanguardia nella ricerca microbiologica.
Novosibirsk è nota per essere la capitale
scientifica della Siberia, e la sede di oltre 50
strutture di ricerca e 13 università per una
popolazione di appena 2,5 milioni di persone.
Al tempo dell'incidente sopra il Mar Nero, i
giornalisti israeliani avevano lanciato
l'allarme che due microbiologi del loro paese
erano stati recentemente assassinati, da
terroristi secondo quanto riportato. Il 24
novembre un volo della Swissair da Berlino a
Zurigo si è schiantato al suolo durante
l'atterraggio. Delle 33 persone a bordo ne
morirono 24, fra le quali il primario del
dipartimento di ematologia dell'Ospedale
israeliano di Ichilov, così come i direttori del
Dipartimento di Sanità Pubblica di Tel Aviv e
della Facoltà di Medicina dell'Università Ebrea.
Essi erano gli unici israeliani a bordo. I nomi
di queste persone, come riportato
successivamente dalle notizie dei media
israeliani senza far menzione alle cariche da
loro ricoperte, erano Dottor Avishai Berkman,
Dottor Amiramp Eldor e Dottor Yaacov Matzner.
Oltre ad essere tutti microbiologi, sei dei
sette scienziati che morirono nel giro di pochi
mesi morirono per cause "innaturali".
Quattro di loro stavano portando avanti una
ricerca quasi identica -- una ricerca che ha un
significato globale, politico e finanziario.
Tutte queste persone erano assolutamente al top
nel proprio campo di lavoro e sarebbero state
esattamente le persone necessarie per combattere
una nuova arma biologica che si fosse diffusa
sul pianeta.
Nel giro di qualche mese morirono tutti di morti
innaturali.
Tratto da: agribionotizie.it
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AGENTI
CHIMICI IRRORATI nell'AMBIENTE ed
Agenti
BATTERIOLOGICI INOCULATI con i
VACCINI e NON
SOLO.... queste le malattie
provocate intenzionalmente da
Big Pharma
e dai
controllori occulti del Pianeta...
Tratto da Scienzamarcia.org
Come saprete ormai, se avete seguito le ultime
notizie sul
sito scienzamarcia e/o sul dossier relativo
al vaccino per l'influenza
suina, in Ucraina circola un
nuovo agente infettivo molto pericoloso, al
limite mortale, che non è certo
influenza
suina e che sappiamo bene non può essere una
mutazione pericolosa del virus AH1N1 come l'OMS
vuole fare credere (per spingere
l'acceleratore delle vaccinazioni contro
l'influenza suina), (NdR:
bensi un
nuovo virus creato in laboratorio..).
Commento NdR: qui non siamo d'accordo
perche' non si tratta di agenti infettivi,
bensi' di
malattie provocate dai
molti vaccini che la popolazione
ha subito e quindi esse sono
molto immunodepresse + agenti chimici
accumulati negli organismi, per vari fattori,
che indeboliscono certi
soggetti, gia' predisposti perche'
deboli, rendendoli "preda" di qualsiasi
malattia.
Anche se il governo
ucraino ammette l'esistenza di una nuova
epidemia cerca in ogni caso di rivolgere
l'attenzione sul virus AH1N1, e
portare avanti le vaccinazioni di massa
iniziando con le
donne
incinte (NdR: che abortiscono
facilmente dopo
il vaccino) come obiettivo prioritario
(nel frattempo anche dagli USA arrivano notizie
di
numerosi aborti causati dall'assunzione del
vaccino per l'influenza suina, la riduzione
della popolazione è già una realtà, e c'è da
temere che i bimbi nati dopo tali vaccinazioni
siano vittime di atroci malformazioni neonatali,
come già successo coi figli dei militari
statunitensi vaccinati con lo squalene ai tempi
della guerra del golfo nel 1991).
A quanto pare in nuovo agente infettivo è stato
diffuso per mezzo di aerosol diffusi da aerei ed
elicotteri, ma non si può escludere la
diffusione di agenti infettivi anche
all'interno dei vaccini (sappiamo bene il
precedente inquietante della baxter sul
quale la magistratura ha deciso colpevolmente di
non indagare, mentre la stampa prova addirittura
a
negare l'esistenza della denuncia nonostante
l'esistenza di
prove evidenti).
Probabilmente le nuove operazioni (a bassissima
quota e persino in pieno giorno) condotte in
Ucraina tra il 29 ed il 31 ottobre del 2009,
sono servite a diffondere sia agenti infettivi
che sostanze volte ad indebolire ulteriormente
il sistema immunitario (come del resto hanno
fatto per anni le
scie chimiche per prepararci a questo
terribile evento di pandemia artificiale): la
notte del 29 ottobre molte persone in Ucraina
hanno iniziato a sentirsi male, ed il giorno
dopo sono state chiuse le scuole per tre
settimane e vietati gli assembramenti di
persone.
Ma ci sono
segnali che vengono dalla Francia che fanno
pensare anche alla diffusione di agenti
infettivi tramite il vaccino, esattamente come
aveva previsto
J.J. Crèvecoeur: egli aveva indicato la data
del 15 novembre 2009 e la previsione è
stata rispettata. Dopo anni di irrorazioni
sempre più intense più intense da parte degli
aerei-cisterna, che hanno letteralmente riempito
l'atmosfera di ogni sorta di agenti chimici e
biologici (trasformando fin troppo spesso il
cielo azzurro in una cappa biancastra fatta di
fitte ragnatele di materiale biancastro) non è
difficile ipotizzare che le forze occulte che
governano il nostro pianeta siano decise a
scatenare delle epidemie mortali.
Sono di ieri le notizie di operazioni aeree
analoghe a quelle dell'Ucraina (svolte sia di
notte che di giorno)
in Polonia ed in Austria.
Questa è la testimonianza del gestore del canale
youtube
Silberhorter:
Domenica sono uscito nel mio giardino (in una
città dell'Austria meridionale vicino a
Wr.Neustadt). Ho visto una intensa attività di
irrorazione, come mai osservato prima. Lo
spargimento di sostanze è stato realizzato da un
nuovo tipo di aerei decorati con colorazioni
inusuali (in giallo e rosso).
Qui sotto la ripresa
video di una di queste irrorazioni del 15.11.09
http://www.youtube.com/watch?v=N661mbZ5XrY
E' purtroppo possibile che i media tra un poco
recitino un triste copione, annunciando che la
mutazione del virus AH1N1 si sta diffondendo
dall'Ucraina al resto dell'Europa, e tra pochi
giorni potremmo vedere scuole chiuse, militari
per le strade, leggi eccezionali per le
vaccinazioni obbligatorie, sospensione dei
diritti civili.
Adesso è il momento di diffondere queste notizie
a tutto il mondo, anche gli scettici e i duri di
comprendonio devono sapere che bisogna guardare
il cielo per vedere chi pratica la guerra
chimica e batteriologica sulla poplazione umana,
che bisogna controllare se chi prende il vaccino
si ammala.
E ricordatevi che se il sistema di potere è
arrivato a fare questo è perchè esso in questo
momento è fragilissimo e rischia di crollare se
gli diamo una vigorosa spallata. Non perdiamo le
speranze, informiamo tutti di quello che sta
succedendo, e siamo pronti a fotografare,
riprendere, testimoniare quanto potrebbe
avvenire nei prossimi giorni.
Riguardo alla nuova malattia diffusasi in
Ucraina riporto alcune informazioni che
provengono
dalla dottoressa Rebecca Carley.
I medici descrivono questa nuova malattia come
peste polmonare o febbre emorragica o influenza
emorragica, ma se anche tale malattia fosse
dovuta ad una ricombinazione del virus AH1N1 con
altri virus (ad esempio quello dell'aviaria) si
tratta in realtà di un nuovo virus. L'OMS nel
frattempo ha avuto a disposizione molti giorni
per sequenziare il virus (con l'emergenza che
c'è avrebbe dovuto far di tutto per realizzare
quest'analisi in pochi giorni) ma non ha ancora
rilasciato nessuna notizia riguardo all'analisi
dell'agente infettivo riscontrato in Ucraina.
L'OMS per altro non ha imposto nessuna
quarantena all'Ucraina né ha vietato i viaggi
internazionali da e per l'aera dove è comparsa
la nuova infezione, come non lo ha fatto quando
è scoppiata la prima ondata infettiva di
influenza suina nel Messico.
Questa nuova grave affezione delle vie
respiratorie porta ad avere sangue nei polmoni;
dai dati disponibili al momento sembra che sia
mortale in una percentuale del 5% - 10% dei
malati. Per altro sembra che stia colpendo
fortemente anche persone giovani e sane.
Il
dottor Victor Bachinsky, medico legale e
patologo, dopo avere eseguito le autopsie
precisa che si tratta di un agente virale, che
gli antibiotici non solo sono inutili, ma anzi
controproducenti. Secondo tale medico le persone
con un sistema immunitario forte resistono
all'infezione e guariscono, mentre gli
antibiotici (che in Ucraina si possono
acquistare liberamente in farmacia senza previo
consulto medico, cosa che molti purtroppo stanno
facendo mettendo a rischio la propria vita)
indeboliscono l'organismo abbassando le difese
immunitarie. Il dottor Bachinsky attribuisce a
tale uso improprio degli antibiotici l'alta
mortalità riscontrata in Ucraina.
Adesso questa "nuova
peste artificiale" si è diffusa in Polonia dove
un quarto di milione di persone sono molto
malate e ci sono notizie di diffusione in
Bielorussia, Ungheria e nel resto dell'Europa
Centrale. Si parla anche di 900.000 malati di
influenza suina in Norvegia ma potrebbe essere
ben altro.
Nel frattempo ho aggiornato il mio
dossier: è disponibile una seconda versione
molto più completa corredata dalle nuove prove
raccolte sulla tossicità dello squalene. Per
quanto riguarda la versione scaricabile sono
disponibili nuovi video da scaricare, ed è
disponibile (per chi avesse già scaricato il
vecchio dossier) un nuovo piccolo file per
aggiornare la vecchia versione.
Per prelevare i file andate al seguente link e
seguite le istruzioni:
dossier scaricabile.
Se riesco a breve aggiorno ulteriormente il
dossier con tutto il nuovo materiale tradotto e
raccolto in questi ultimi giorni e creo anche un
file con l'archivio completo del sito. Nel
frattempo diffondete tutto quello che è
disponibile. Purtroppo c'è molta fretta e forse
abbiamo ancora poco tempo per agire liberamente.
Non c'è bisogno di
essere cristiani purtroppo per rendersi conto le
profezie evangeliche descritte nel 24° capitolo
del vangelo si stanno avverando sotto i nostri
occhi:
terremoti, malattie,
guerre e adesso una grande tribolazione
portata dalle scie chimiche e dai vaccini.
(Matteo 7,19 - Si solleverà popolo contro popolo
e regno contro regno; vi saranno carestie e
terremoti in vari luoghi; Matteo 24, 21 - Poiché
vi sarà allora una tribolazione grande, quale
mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né
mai più ci sarà)
A dir poco disumano è il forte accanimento
contro i bimbi nascituri che i nostri governanti
vogliono esporre ai pericoli della vaccinazione
quando sono ancora nella pancia della madre
(Matteo 24,19 - "Guai alle donne incinte e a
quelle che allatteranno in quei giorni") .
Ovviamente tutti questi sono eventi
artificialmente creati dall'élite criminale che
governa il nostro pianeta allo scopo di creare
una
dittatura sovranazionale che desidera
inserire un microchip in ogni essere umano allo
scopo di realizzare qualcosa di ancora più
orribile del grande fratello orwelliano, dal
momento che il chip impiantato oltre a
controllare e spiare tutto quello che fanno gli
individui potrebbe servire anche a modificarne
le emozioni e la salute, persino ad uccidere le
persone ritenute scomode dal sistema di potere.
Nella foto il
vecchio microchip mostrato sulla punta di un
dito, ed i nuovi nanochip messi a confronto con
un capello.
I piani per
microchippare la
popolazione
mondiale sono
vecchi di almeno 20 anni, ma solo adesso
sono disponibile nano-chip microscopici
realizzati dalla Hitachi, 63 volte più piccoli
di quelli realizzati nel 2003, e facilmente
inseribili nel corpo umano tramite siringhe con
la scusa del vaccino (per approfondimenti vedi
questo articolo in inglese). Per altro sul
sito prisonplanet è apparsa di recente una
notizia relativa al
progetto di inserizone di microchip in una
legge sull'assistenza sanitaria.
Nota Bene: col
richiamo alle profezie evangeliche non voglio
assolutamente dimostrare la santità di
Gesù "Cristo",
dato che
altre persone, meno spirituali di lui ma
ugualmente dotate del dono della preveggenza,
hanno fatto previsto
con grande precisione eventi futuri. Il
fatto è che la mente umana (ed anche quella
degli animali) è
sicuramente dotata di poteri mentali che
sono pervicacemente negati
dalla stessa gente che si adopera per negare
l'esistenza delle scie chimiche, le
responsabilità governative negli
attentati dell'11 settembre, l'efficacia
delle terapie
naturali. vedi:
Cure
Naturali
Ho già parlato
diffusamente dell'operato di questi
disinformatori in un mio
articolo precedente, e guarda un poco adesso
cosa succede:
chi già negava le scie chimiche si è messo
all'opera per negare la
tossicità del
vaccino allo
squalene per l'influenza
suina cercando di negare con le parole
quanto è invece dimostrato da dati scientifici
inconfutabili, pubblicati persino da riviste
mediche ufficiali ed accessibili sui siti
scientifici governativi. Questi dati sono ben
evidenziati in apertura della
nuova versione del mio dossier ed ulteriori
evidenze (specie sulla
tossicità del
mercurio
contenuto dei vaccini) sono mostrate in un
precedente articolo sul
consenso (dis)informato.
Segnalo anche che alcuni tristi
disinformatori hanno sprecato il loro
prezioso tempo per segnalarmi quanto mi sbaglio
riguardo alla pericolosità dei vaccini ed
all'esistenza delle scie chimiche. Riferite al
vostro capo che il messaggio è stato recepito e
rispedito al mittente. Ci vorranno mesi o forse
anni, ma verrà un giorno in cui tutta la
popolazione della terra verrà a conoscenza della
vostra opera di collaborazionisti, e nel
frattempo la vostra anima (se ne avete una) non
smetterà di tormentarvi un attimo. Adesso è
giunta per voi l'ora di scegliere, avete
un'ultima opportunità: dire finalmente la verità
seguendo la strada dell'amore o sprofondare
nell'abisso dei rimorsi.
E nel frattempo "Topo gigio", in TV, che prima
invitava a lavarsi bene le mani (come mai non
hanno fatto mai fatto questi spot in occasione
delle "pandemie" influenzali degli ultimi 30
anni ?) adesso parla già di vaccino. A presto
gli faranno dire che chi non si vaccina è un
criminale ?
By Corrado - Tratto da:
scienzamarcia.blogspot.com
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Malattie da
vendere in futuro: ecco alcuni esempi
Il disturbo da "deficienza motivazionale",
una non ben identificata disfunzione
sessuale femminile e la sindrome delle gambe
senza riposo sono tre dei principali
disturbi su cui si giocherà il mercato del
farmaco nel futuro. Sono i tre casi più
eclatanti di "disease mongering" cioè
di malattie create dal marketing per poter
vendere un prodotto farmacologico già
esistente.
Il primo disturbo può essere anche chiamato
pigrizia, la disfunzione sessuale a volte è
semplice stanchezza o mancanza di
desiderio, sull'esistenza della terza
sindrome si potrebbe essere più
possibilisti.
Questa la denuncia che parte dalle pagine
della rivista open access Plos Medicine
lanciata da Ray Moynihan e dal farmacologo
australiano David Henry, ormai da anni
impegnati in una campagna di
sensibilizzazione della comunità scientifica
sull'argomento.
Proprio questi autori si sono fatti
promotori circa due anni fa di un congresso
sul tema che oggi è arrivato al suo secondo
appuntamento.
Nuove pseudomalattie di cui
discutere e, soprattutto, nuovi attori da
coinvolgere nel dibattito. Medici,
scienziati, organizzazioni no profit, ma
soprattutto media e opinione pubblica.
Bisogna sensibilizzare l'opinione
pubblica e metterla in guardia rispetto alla
prassi della creazione di nuove malattie al
fine di espandere il
mercato dei
farmaci, che, secondo gli autori, è
sempre più diffusa.
La tattica è già stata rodata: una malattia
viene definita da panel di specialisti,
provvista di sindromi, disturbi e rimedi; a
questo punto le caratteristiche della
malattia
vengono pubblicizzate attraverso
campagne
di sensibilizzazione; una
volta creata
la malattia
il farmaco, già pronto, viene
immediatamente tirato fuori dal cilindro e
il gioco è fatto. Contro questo modo di fare
medicina i due autori sono molto schierati e
stanno sostenendo un movimento che sta
raccogliendo sempre più adesioni.
Bibliografia. Moynihan R et al. Disease
mongering is now part of the global health
debate. Plos Medicine 208; 5:e106.
Tratto da: Il Pensiero Scientifico Editore -
29/05/2008
Malattie
possono essere promosse oltre che dai medici
stessi, anche attraverso i nuovi media -
vedi
Terrorismo
Mediatico
+
MALATTIE INVENTATE
A volte la vita può sembrare difficile.
Alcune volte ci si sente tristi, distratti o
ansiosi, a volte si sente il desiderio
irresistibile di muovere le gambe, ma ciò
significa essere malati ? O che è necessario
ricorrere ad un trattamento farmacologico ?
Forse sì o forse no, infatti per alcune
persone i sintomi sono sufficientemente
severi da causare invalidità, ma per molte
altre persone, tali sintomi sono
passeggeri.
Ovviamente curare le persone malate è una
cosa giusta, ma non lo è convincere le
persone sane che sono
malate.
Il “disease
mongering” è lo sforzo compiuto
dalle
industrie
farmaceutiche, o di altri con
analoghi interessi, nel cercare di
allargare il
mercato, convincendo le persone che sono
malate e che necessitano di un intervento
medico.
Il
marketing
farmaceutico, nel corso degli anni, si è
ampliato in due modi: limitando la
definizione di salute a esperienze
normali che vengono classificate come
patologiche, ma anche ampliando la
definizione di malattia (NdR: secondo la
medicina
allopatica), di modo che vengano
incluse anche le forme più lievi e
pre-simtomatiche (come ad esempio un
fattore di rischio come un alto livello di
colesterolo, viene trattato come una
malattia).
La discussione sul “disease mongering”
solitamente si focalizza sul ruolo delle
industrie farmaceutiche, di come promuovano
le malattie e i loro prodotti attraverso
campagne di “informazione sul farmaco”
oppure attraverso pubblicità di farmaci
rivolte ai consumatori.
Ma le malattie possono essere promosse anche
in un altro modo:
attraverso i media.
I comunicati stampa sono la principale fonte
di informazione sanitaria per la popolazione
e quindi, a meno che i giornalisti non
abbiano un approccio scettico nei confronti
delle nuove malattie e si interessino al “disease
mongering” in modo distaccato
dall’ingerenza delle industria
farmaceutica e dagli informatori del
farmaco, anche i
giornalisti stessi possono finire a
vendere malattie.
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Ormai, ci stiamo abituando ad averne una
nuova di anno in anno. Da "Mucca
pazza" all'aviaria,
all'attuale
suina,
le influenze fanno ormai parte del nostro
quotidiano.....
Poco a poco, con una precisione quasi
millimetrica, nella mente di ogni cittadino del
mondo, è stata inoculata una certezza: le nostre
cellule possono essere attaccate da organismi
virali che potrebbero addirittura portarci alla
morte. Un granellino di terrore in più, in una
società che già palesa un notevole stato di
allarme per le condizioni socio economico ed
ambientali che ormai vede protagonisti persino -
se non sopratutto - le grandi potenze mondiali.
vedi:
La Teoria dei germi e'
FALSA
Siamo stati contagiati non tanto dai vari
virus, quanto
dal terrore di contrarli. In realtà, gli stessi
numeri sbandierati non dovrebbero portare ad uno
stato di eccitazione terroristica collettiva, ma
come si sa il gioco del Sistema, porta l'Essere
Umano dove vuole, senza alcun tipo di sconto.
A mio avviso, piuttosto che allarme nuove
pandemie, dovremmo fare un'analisi diversa:
considerare ad esempio le scarsissime condizioni
igieniche ed ambientali attraverso le quali il
bestiame per l'alimentazione viene portato
avanti sino al macello.
Molte sono le contraddizioni del sistema di
allevamento. In molte nazioni, le condizioni
igienico sanitarie minime, non vengono prese in
considerazione. Oltretutto, si somministrano
forti dosi di antibiotico agli animali, per
arginare virus che si propagano velocemente
all'interno degli allevamenti. Farmaci che
dall'animale passano all'uomo. Virus che possono
modificarsi "grazie" ai cocktail di antibiotici
somministrati, per coprire condizioni igieniche
pestilenziali. Virus quindi, che possono deviare
ed attaccare altri organismi, umani.
Poi, c'è da prendere in considerazione la
situazione ambientale globale. Molti sono gli
scienziati che stanno tentando di mettere un
chiaro e preciso punto di allarme, sul fatto che
anche l'inquinamento ambientale è un fondamento
di proliferazione di nuove malattie nel
bestiame. Il bestiame arriva al macello. L'uomo
ne mangia le carni. Si ammala, perché quelle
carni hanno comunque assorbito una percentuale
di tossine presenti nell'aria che si vanno ad
aggiungere a quelle assorbite dagli stessi
esseri umani. Danno si aggiunge al danno.
Sicuramente, oltre queste analisi sanitario
ambientali, non si può non riflettere sul fatto
che, le industrie
farmaceutiche vedano a livello
internazionale, un ottimo canale di sviluppo
economico proprio nel settore della creazione,
non solo di vaccini ma di una serie di
medicinali che si propongono poi a guisa di
moderazione di vari effetti collaterali che si
possono a buona ragione individuare
nell'assunzione di carni non esattamente consone
all'alimentazione umana.
In pratica: una percentuale di rischio pandemia
da animali, può sicuramente essere addebitato
alle condizioni igienico sanitarie all'interno
degli
allevamenti. Un'altra percentuale è legata
alle condizioni ambientali. Un'altra buona parte
della propaganda pandemia, risulta poter essere
un nuovo business per quei bisonti dell'economia
che sono le
industrie farmaceutiche.
Non possiamo girare la testa dall'altra parte e
pensare di dover solo accettare passivamente, di
volta in volta, un nuovo attacco alla nostra
salute. E questa condizione di consapevolezza,
può essere generata solo dall'accettazione
univoca di certe realtà.
Le industrie farmaceutiche, che da un lato
sembrano fornire soluzioni a malattie, sono
dall'altra parte molto interessate alla
generazione di nuove forme di attacco
all'organismo umano. E' il loro
business.
E si fonda proprio sul dilagare e non
sull'arginare le condizioni di cattiva salute
umana.
Oltretutto, per chi non ne fosse a conoscenza, i
garanti delle case farmaceutiche, non sono
persone super partes.
Sono funzionari pagati dalle
lobby
farmaceutiche, che mettono i loro timbri di
accettazione di questo o quel farmaco, senza
quindi dare garanzia all'umanità che quel
farmaco sia in effetti vicino alle regole stesse
della salute globale.
E' del 2003 un rapporto di un gruppo di
ricercatori e medici, che hanno palesato come
nei paesi occidentali annualmente, muoiano
centinaia di migliaia di persone "grazie"
all'assunzione di farmaci.
Negli Stati Uniti sembra addirittura essere la
prima causa di morte.
Ed in questo esempio, non prendo in
considerazione l'utilizzo non controllato da
parte del medico curante, di medicamenti decisi
di volta in volta dal paziente, quella che si
chiama auto cura. No, lo studio prende in
considerazione, gli effetti deleteri
sull'organismo umano, di farmaci somministrati.
In Italia, ogni giorno abbiamo un bollettino di
guerra che non viene mai fornito alla
cittadinanza: 80 morti, per "cure" mediche".
Ci stiamo ammalando delle cure che ci
somministrano, fino a morirne.
Un punto da cui partire, per poter prendere
atto, innanzitutto di un genocidio di massa, che
di volta in volta porta al virus del momento o
alla morte per assunzione di farmaci che se da
un lato curano una malattia, dall'altro
danneggiano l'organismo fino a portarlo alla
morte.
Cosa fa l'OMS - Organizzazione Mondiale per la
Sanità - nel frattempo ?
Nulla di indicativo nel prendere misure a reale
tutela dei cittadini del mondo. Anzi: proprio le
pandemie, sono seriamente prese in
considerazione dall'OMS per richiedere alle
industrie farmaceutiche nuovi farmaci di cura e
prevenzione.
Una commistione di interessi ?
E' probabile,
alla luce degli eventi reali.
Nel frattempo, i media internazionali, da un
lato inneggiano al terrore pandemia, dall'altro
quasi in maniera subitanea, propagano messaggi
di tranquillità, facendo parlare ora questo ora
quell'esperto. Non ci si capisce nulla, in
sintesi.
Ciò che appare lampante, è che al momento il
Messico - sorgente di questa influenza suina -
vede abbattersi totalmente il settore turistico
che è la fonte principale dell'economia interna.
I soliti noti, guadagnano miliardi e vedono
salire vorticosamente le proprie quotazioni di
Borsa: se iniziate a seguire gli andamenti
finanziari, vi accorgerete che esiste un settore
che non conosce mai crisi: quello farmaceutico.
In queste ore, si parla di pandemia anche nella
Comunità Europea.
Sembra si voglia portare le cittadinanze ad un
vaccino "preventivo" per la pandemia suina. Un
atto coercitivo che, alla luce di quanto
esposto, può solo far tremare ancor più, di
paura. ...cosa si vorrà inoculare nel sangue
umano ?
Siamo certi di volerci sottoporre ad una
vaccinazione preventiva senza esser certi di ciò
che ci verrà iniettato nelle vene ? Ancora una
volta, la conoscenza dei fatti, può essere un
trampolino di lancio atta a rendere tutti un pò
più consapevoli e meno vittime del Sistema.
Tratto da: agoravox.it
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FARMACI che AMMALANO e
case farmaceutiche
che ci trasformano in pazienti - By Ray Moynihan,
Alan Cassels
"Farmaci che ammalano è
un'analisi provocatoria, sconcertante e
approfondita di come le multinazionali
farmaceutiche creano e poi sfruttano, per lucro,
le malattie".
Tre decenni fa Henry Gadsen, direttore generale
di una delle principali case farmaceutiche al
mondo - la Merck - rilasciò una sconcertante
dichiarazione alla rivista Fortune: il suo sogno
era creare
farmaci per le persone sane, così da poter
vendere proprio a tutti. Questo sogno è ora il
motore trainante di una delle industrie più
redditizie del mondo.
Strumentalizzando la propria influenza sulla
scienza medica nel suo complesso, i grandi
gruppi farmaceutici stanno vendendo il terrore e
promuovendo la ridefinizione delle malattie
umane per poter espandere il proprio mercato. I
fattori di rischio per la salute e i parametri
per valutarli vengono scientemente modificati
per far rientrare sempre più individui tra i
malati bisognosi di farmaci. La depressione e
l'osteoporosi, la menopausa e la pressione alta,
i disturbi legati al ciclo e le disfunzioni
sessuali - e tanti altri malesseri così diffusi
nel nostro tempo - sono stati oggetto a questo
proposito di una vera e propria
riclassificazione. Il risultato è un'enorme e
incontrollata espansione del mercato dei
medicinali che, oltre a generare miliardi di
nuovi profitti, sta creando migliaia di nuovi
pazienti.
Ray Moynihan, statunitense, è uno dei più
autorevoli scrittori al mondo nell'ambito della
ricerca sulla salute.
I suoi lavori sono comparsi su The Age, Sydney
Morning Herald, The Australian Financial Review,
The British Medical Journal, Lancet e New
England Journal of Medicine. Alan Cassels
è un ricercatore canadese che opera nell'ambito
dello studio delle politiche adottate rispetto
ai farmaci.
Tratto da:
http://www.nuovimondi.info/
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Secondo gli
autori di un intelligente e audace articolo
apparso sull'inserto della salute del “New
York Times”, oggi, nel mondo occidentale,
staremmo vivendo una vera e propria "epidemia di
diagnosi". Un'epidemia che ci rende malati anche
quando godiamo di ottima salute.
Si sa, infatti, che negli ultimi anni sono nate
come dal nulla decine e decine di nuove malattie
e che altre ne continuano a nascere a ritmo
frenetico. Certo a nessuno dei nostri
progenitori capitò mai di vedersi diagnosticare,
da adulti, una "sindrome da affaticamento
cronico" o ancor peggio, da bambini, una
"sindrome da deficit attentivo".
Una delle cause di questa "epidemia di diagnosi"
va ricercata nei mezzi di indagine sempre più
sofisticati e nell'uso eccessivo, talvolta
sconsiderato, che la medicina ne sta facendo.
Una vera e propria smania del test, una febbre
dell'esame clinico, una psicosi delle "analisi"
sembra essersi impossessata del genere umano.
Una TAC e una risonanza magnetica non si negano
a nessuno. E non c'è medico che apra bocca in
assenza di una dettagliata e recentissima
analisi del sangue.
H.G. Welch, primo firmatario dell'articolo cui
ci riferiamo, è anche autore di un importante
libro dal titolo molto significativo: Should I
Be Tested for Cancer? Maybe Not and Here's Why
("Devo fare un controllo per sapere se ho un
cancro ?
Forse no, ed ecco perché"). Una calorosa
esortazione a non sottoporsi ad esami
inutili, angosciosi e spesso dannosi.
L'altra causa di questa smania di diagnosticare
malattie improbabili e sindromi inaudite a gran
parte degli esseri viventi va ricercata,
naturalmente, nei giganteschi interessi in
gioco. Alla diagnosi segue il trattamento, e il
trattamento significa spese mediche e
farmacologiche. A trarne vantaggio sono in primo
luogo le case
farmaceutiche, ma anche gli istituti di cura
e la classe medica in generale. A pagare, in
termini di denaro, è quasi sempre lo Stato, ma
in termini di salute è quasi
sempre il paziente.
I
farmaci non
sono mai innocui, nemmeno quando sono necessari.
Ma quando sono inutili fanno proprio male alla
salute.
La quale, come si è visto, non è che "il giusto
medio tra due malattie". Non diagnosticabili.
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Il
MERCATO
della MALATTIA
Le malattie inventate, cosa si cela dietro le
quinte = nuove “sindromi” decise a tavolino,
fattori di rischio minimo trasformati in
Patologie - alti e bassi della vita
considerati Gravi Disturbi.
Nuovi virus
inventati per spaventare i popoli, e ricattare i
politici per farsi dare il denaro per la ricerca
e vendere i farmaci “preventivi” per malattie
insistenti e/o inventate ecc., ecc.
Ecco come
l’industria farmaceutica, Big Farma, ci
trasforma tutti in malati/pazienti per vendere
sempre piu’ farmaci e vaccini …..
"Se non mettiamo la
Libertà delle Cure mediche nella
Costituzione, verrà il tempo in cui la
medicina si organizzerà, piano piano e
senza farsene accorgere, in
una dittatura. E il tentativo di
limitare l'arte della medicina solo ad una
classe di persone, rappresenterà la
Battaglia della scienza
medica".
By Benjamin Rush, firmatario della
Dichiarazione d'Indipendenza USA
"Si aiuta un sistema malvagio con la
massima efficacia obbedendo ai suoi ordini e
decreti. Un sistema malvagio non
merita mai una tale lealtà. Tale lealtà
significa condividere il male.
Un individuo contrasterà il sistema malvagio con
tutta l'anima".
By Mahatma Gandhi
Vendere farmaci e medicine a tutti non solo ai
malati, era l’obiettivo dichiarato da decenni
dell’industria farmaceutica: “Il nostro sogno
e’ quello di produrre farmaci per le persone
sane”
Frase detta 30 anni fa’ da Henry Gadsden, capo e
dirigente di una multinazionale dei farmaci la
Merck.
“Una pillola per ogni malessere ed ad ogni
malessere una pillola”, nelle strategie di
marketing dei produttori di farmaci e vaccini,
prima del farmaci viene promossa la malattia
attraverso i mass media, questo per spaventare
la gente e promuovere le richieste dei vaccini e
dei farmaci….dettate dalla paura…..inserita
attraverso il Terrorismo Mediatico.
Dichiarazione di un dirigente di una
grossa industria farmaceutica: “se sommassimo
tutte le statistiche, ognuno di noi dovrebbe
avere all’incirca 20 malattie”….
Il giornale "Tempo
Medico" di qualche anno ha pubblicato
un'articolo, in esso si affermava che il
marketing delle case farmaceutiche mira
soprattutto a chi sta bene.
"Si possono fare
molti soldi dicendo ai sani che sono malati".
Era il fulminante attacco di un articolo
comparso nel 2002 sul British Medical Journal,
in un fascicolo dedicato per intero
all'invadenza della medicina.
Da quell'inizio ha preso il via una ricerca che
ha condotto il giornalista scientifico
australiano Ray Moynihan a verificare come le
strategie di marketing delle maggiori compagnie
farmaceutiche oggi prendano di mira soprattutto
quelli che stanno bene .
In due anni l'autore ha intervistato decine di
protagonisti del settore: clinici, ricercatori,
manager, informatori; ha spulciato la
letteratura scientifica e i siti internet; ha
ricostruito sui documenti ufficiali e attraverso
le testimonianze le vicende più esemplari. Il
risultato, per quanto si può apprezzare dal
libro , è un'attendibile e documentata
ricostruzione di quanto sta accadendo negli
ultimi anni. Curare i malati è un business
troppo limitato perché un'industria complessa e
articolata come quella che si sta sviluppando
intorno alla salute possa accontentarsi. Per
assicurare una continua crescita del mercato
potenziale, vitale per qualsiasi settore
economico in florida espansione, occorre
ridefinire continuamente i confini tra salute e
malattia e abbassare le soglie di intervento sui
fattori di rischio, in modo da allargare il
dominio sui cui si esercita l'azione della
medicina.
Il sogno dell’industria
farmaceutica e’ di
considerare tutti i cittadini del mondo dei
malati…e far si che questi ultimi si credano
malati….
Per poter mantenere inalterata l’enorme crescita
avuta negli ultimi anni passati, l’industria
farmaceutica deve prescrivere sempre piu’ spesso
farmaci a persone sane, con la complicita’ dei
mass media che controllano e dei medici….da loro
indottrinati attraverso le Universita’.
I meccanismi con cui cio’ sta avvenendo ed il
grado nel quale si sono spinte le imprese dei
vaccini e
dei
farmaci
sono sbalorditivi !
Dagli “studi clinici”
sui
farmaci, alle
“riviste
scientifiche”, ai “congressi
medici”, alle campagne mediatiche di
sensibilizzazione sulle “malattie inventate”
per mezzo di
agenzie pubblicitarie che
enfatizzano il tutto, alla
pubblicita’ diretta ed
indiretta sui mass media,
l’intera medicina e la sanita’ sono state
COLONIZZATE !
Le strategie di marketing studiate a tavolino
dalle industrie di vaccini
e
farmaci, sono
dannatamente efficienti e gli espedienti per
inventare nuove malattie sono ormai consolidati
da un decennio: vedi ”Il pensiero
scientifico” di Tom Jefferson e cio’ che
asserisce Moynihan nel suo recente libro.
Per mezzo di studi detti
scientifici,
discutibili dal punto di vista
epidemiologico e clinico biologico,
si fanno apparire gravi alcuni problemi che non
lo sono !
Si abbassano sempre piu’
le soglie di normalita’ di certi parametri,
per far rientrare anche i sani nelle
categorie dei malati ! questi dati in seguito
vengono pubblicati sulle
riviste mediche
piu’ importanti, per avallare le loro
false tesi…siete tutti depressi….siete tutti
malati di timidezza…avete tutti il colesterolo
alto….avete tutti l’osteoporosi.. ecc., ecc.
Le strategie di
marketing
studiate a tavolino
fanno impressione in quanto vi e’ di mezzo la
salute.
Alla base di tutto cio’ vi e’ la complicita’, la
commistione, la contiguita’ di industrie
farmaceutiche e medici.
“Il 90 % dei ricercatori che elaborano le linee
guida per la sanita’, ha conflitti di interesse”, dice Giovanni Fava, docente di
psicologia clinica all’Universita’ di Bologna
(IT).
Sono corrotti ?, alcuni credono di essere
indipendenti, ma presentano
studi faziosi per far
piacere ai loro sponsor…che
li finanziano per effettuare il tal studio…..altri
sono veri e propri falsari….quelli seri e
sono pochissimi, non vengono interpellati
facilmente.
Il farmaco ormai e’ una “merendina” che viene
propinato con gli stessi metodi utilizzati per i
beni di largo consumo.
Commento
NdR:, tratto dal Bollettino d'informazione sui
farmaci, pubblicazione del Ministero della
Salute.
Dalla fine degli anni 80, alcuni gruppi di
specialisti dell'intestino hanno iniziato a
riunirsi periodicamente a Roma (sponsorizzati
dalle case farmaceutiche
interessate), con il compito di discutere su
tutte le malattie cui questo organo può andare
incontro.
Finora ne hanno descritte e classificate
minuziosamente 21, tra cui la stipsi cronica,
che colpisce chi non va di corpo
«spontaneamente» almeno tre volte la settimana
da oltre sei mesi
Ma quello che appare evidente e’ la
differenziazione dei termini per indicare i vari
stadi di una sola malattia quella dell’intestino
in specie quella del Colon, che piano piano si
aggrava e questi “furbetti”, chiamando con vari
nomi (precedentemente inesistenti) i vari stadi
della stessa malattia ne forniscono connotati
diversi…per inventarne di nuove.
Questo zelo classificatorio di quegli “esperti”
è ben applicato, e ne ironizza anche
l'editoriale sul Bollettino, oltre che coloro
che studiano il problema con serieta’.
Business dei farmaci:
Moltiplicando il numero delle nuove
definizioni della stessa malattia, cioe’ gli
eventi aggiuntivi per quello degli interessati
alla questione che ammontano ad almeno 4 milioni
in Italia, si comprende la
generosità con cui varie industrie
farmaceutiche hanno sovvenzionato per anni le
riunioni di Roma e le associazioni di pazienti
che si sono costituite per richiamare
l'attenzione sui disturbi intestinali.
Ci sarebbe quasi da sorridere se l'argomento non
fosse dei più seri, perché il caso della stipsi
cronica, o la sindrome del colon irritabile,
l'altra faccia della medaglia, sono due esempi
fra tanti di come l'industria della malattia,
per assicurarsi una continua crescita del
mercato, stia trasformando normali alti e bassi
della vita quotidiana, disturbi lievi e comuni,
in malattie potenzialmente serie per cui è
necessario assumere farmaci, da loro prodotti……
Tratto liberamente da un'articolo di Panorama
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L'industria
della salute cerca nuove malattie….inventandole…
Il GRAVE
fenomeno descritto al seminario su bioetica e
diritto
Le
industrie farmaceutiche
purtroppo sono il Male dell’umanita’.
Infatti come ha dichiarato un responsabile
marketing della ROCHE «Il sogno di tutti è
trovare un mercato non ancora identificato e
svilupparlo». Oppure un altro: “il nostro
sogno e’ quello di fornire farmaci anche ai sani”…
I nuovi mercati da
sviluppare sono quelli del “disease mongering"
ovvero del “commercio delle malattie”….
Si prendono anomalie fisiologiche o semplici
(attori di rischio come la calvizie, l'obesità,
l'osteoporosi, l'intestino irritabile, la
disfunzione erettile, e con una campagna di
marketing di terrorismo mediatico ben
orchestrata, li si trasforma in malattia vera e
propria, generando paura nella popolazione….
Disfunzioni. Disordini. Sindromi varie.
Le aziende
farmaceutiche accusate di alimentare
patologie virtuali.
Un rapporto Usa attacca l'industria: per vendere
pillole inventa o amplifica malanni.
Quando vi coricate, provate mai una sgradevole
sensazione alle gambe, che vi costringe a
muoverle e vi impedisce di dormire ?
In questo caso, forse siete affetti dalla
sindrome da gambe senza riposo: una malattia che
causerebbe l'insonnia al 5 per cento degli
italiani, ed è curabile solo con
farmaci.
O forse, invece, non avete proprio niente; siete
sani, ma rischiate di cadere vittime del mal di
marketing. Ovvero in quel metodo infallibile che
le aziende farmaceutiche hanno trovato per
vendere i loro prodotti, inventare malattie
ad hoc per ogni medicinale, oggetto di un
recente numero speciale della rivista "PLoS
Medicine".
In inglese è chiamato "disease mongering". In
italiano si potrebbe indicare come "malattie da
commercio" o "medicalizzazione".
In pratica: l'arte di convincere sempre più
persone di avere bisogno di farmaci, al solo
scopo di venderli.
Influenzando la ricerca scientifica e l'opinione
pubblica, si crea una nuova malattia, o si
amplia una già esistente, ridefinendola in base
a sintomi vaghi e molto comuni, senza
distinguere tra forme lievi e forme gravi. Poi
si pubblicano dati che indicano una grandissima
diffusione del problema. Attraverso campagne di
sensibilizzazione si incoraggiano le persone ad
auto-diagnosticarsi il nuovo male. Infine,
si suggerisce che è
bene curare la malattia in tutti i casi con
farmaci.
Un caso da manuale di malattia da commercio è
quello della cosiddetta "disfunzione sessuale
femminile", almeno secondo un articolo su "PloS
Medicine" di Leonore Tiefer, professoressa di
psichiatria alla New York University School of
Medicine.
Questa controversa malattia sarebbe
caratterizzata principalmente da una ridotta
libido. La sua origine risalirebbe al 1997, anno
in cui diverse aziende farmaceutiche hanno
organizzato una conferenza dal titolo
apparentemente neutrale di "Funzione sessuale
negli studi clinici". "Il Viagra era appena
stato approvato", racconta la Tiefer, "e io
temevo che gli urologi avrebbero utilizzato una
conferenza sulla disfunzione sessuale femminile
per promuoverlo".
Timori dimostratisi fondati: dopo questa
conferenza, un manipolo di urologi connessi alle
industrie ha iniziato a studiare, curare e
propagandare sui media il nuovo disturbo.
La Pfizer ha finanziato pubblicità e studi per
sostenere l'efficacia del Viagra nelle donne, e
un'altra impresa, la Procter & Gamble, ha
tentato di promuovere un cerotto al
testosterone. L'esistenza stessa della sindrome
è ancora messa in dubbio, e l'efficacia di
questi prodotti non è stata dimostrata, tanto
che la Food and Drug Administration non li ha
approvati.
Due anni fa una revisione del "British Medical
Journal" archiviava definitivamente la questione
dicendo che la sindrome non si sa cosa sia e non
ci sono parametri biologici o clinici che la
definiscano, e che nessun farmaco ha la capacità
di attivare l'eros delle signore.
Eppure, congressi
inventati ad hoc e stampa non medica propongono
ciclicamente la sindrome e i suoi rimedi.
Quello delle "gambe senza riposo" è un'altro
caso che ha suscitato l'interesse di "PLoS
Medicine".
Era una condizione praticamente ignorata dalla
comunità medica fino al 2003, anno in cui la
casa farmaceutica
GlaxoSmithKline pubblicò alcuni dati
sull'efficacia delle cure a base di ropinirole,
un farmaco utilizzato nella cura del morbo di
Parkinson. Due mesi dopo, la stessa azienda
rivelò, con un comunicato stampa, che esisteva
un disturbo diffuso, ma non riconosciuto, che
"tiene gli americani svegli di notte".
Da allora: congressi, statistiche, studi. E la
Restless Leg Foundation. Depliant informativi in
tutte le lingue presentano la malattia come
cronica e ereditaria, e curabile solo con
farmaci. Che, però, non sono poi sempre
efficaci: il ropinirole, ad esempio, induce
risposte positive nel 73 per cento dei pazienti,
contro un 57 per cento di chi assume un
placebo. E
con effetti collaterali quali nausea e
sonnolenza.
Il fatto è che, per competere in un mercato
globale che supera i 510 miliardi di dollari
l'anno, le aziende investono in marketing fino
al 30 per cento del loro fatturato. "E' più di
tre volte quello che spendono in ricerca",
spiega Silvio Garattini, direttore dell'Istituto
di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che
aggiunge: "Si dice che bisogna mantenere alti i
prezzi dei farmaci perchè questo serve a far
ricerca. Ma la spesa principale è la
promozione".
Di questa promozione si occupano agenzie
specializzate, che prima ancora di pubblicizzare
la cura, pubblicizzano la malattia.
La rivista britannica "Pharmaceutical Marketing"
ha pubblicato una guida pratica all'educazione
medica in cui diversi esperti del settore
illustrano come, prima del lancio di un farmaco,
sia opportuno crearne
il bisogno nei pazienti e l'aspettativa nei
medici che dovranno prescriverlo.
Perciò, vengono contattati scienziati di spicco,
che dovranno parlare ai congressi, fare
divulgazione e preparare li linee guida per la
diagnosi e la cura.
E qui si palesa il più grave dei conflitti di
interesse nell'ambito della ricerca medica:
pochi mesi fa, un'indagine della rivista
"Nature" ha esaminato centinaia di linee guida
per il trattamento di molte malattie prodotte in
tutto il mondo, scoprendo che almeno nel
70 per cento di esse
alcuni autori dichiaravano rapporti economici
con aziende
farmaceutiche, presumibilmente le stesse
che commercializzano i farmaci trattati nelle
medesime linee guida. Una patologia su cui le
grandi riviste mediche internazionali hanno
puntato l'obiettivo è il cosiddetto "disordine
bipolare", una forma più diffusa e meno
specifica della grave sindrome
maniaco-depressiva.
Questa ultima era diagnosticata nello 0,1 per
cento della popolazione, mentre il più lieve e
meno definito disordine bipolare sembra colpire
una persona su 20. Oggi, milioni di persone
(inclusi bambini e adolescenti) si curano il
disordine con psicofarmaci anticonvulsivi.
Necessari ?
Secondo una nota della Janssen, produttrice del
Risperdal, "i farmaci sono cruciali nel
trattamento dei disordini bipolari. Le ricerche
degli ultimi vent'anni hanno mostrato oltre ogni
dubbio che le persone che assumono le medicine
appropriate stanno meglio, nel lungo periodo, di
chi non si cura".
Su "PloS Medicine", invece, David Healy,
psichiatra dell'Università di Wales, sostiene
che le prove scientifiche dell'efficacia di
questi farmaci per contrastare i sintomi
descritti dal cosiddetto disordine bipolare sono
scarsissime. E che i dati sugli effetti a lungo
termine insufficienti.
Per un paziente è impossibile decidere. Tocca ai
medici discernere tra le vere malattie e i
disturbi inventati dal marketing.
Ma i medici sono abbastanza informati ?
Purtroppo nel nostro paese l'informazione ai
medici è fornita quasi esclusivamente dalle
aziende farmaceutiche che, ovviamente,difendono
e promuovono i loro prodotti. Mancano fonti
indipendenti che possano dare ai medici gli
strumenti per comprendere davvero come stanno le
cose. "Ci sono 35 mila informatori farmaceutici,
che ogni giorno devono vedere dagli otto ai
dieci medici", spiega Garattini: "E il loro
scopo è far aumentare le prescrizioni".
Il più delle volte certo questa attività
commerciale è fatta responsabilmente, a volte
risulta in vere e proprie furfanterie rilevate
dalla magistratura, a volte, magari, si
barcamena tra non detti, piccole esagerazioni e
un generale sguardo benevolo verso il proprio
prodotto (come potrebbe essere diversamente ?).
Comunque è un fatto che è perlomeno sbilanciato
affidare tutta l'informazione sui farmaci alle
aziende.
E anche la tanto annunciata Ecm (l'educazione
continua in medicina gestita direttamente dal
ministero della Salute) a un attento esame si
dimostra quasi integralmente sponsorizzata dalle
aziende.
Non è tutto. Il "British Medical Journal"
annota: "Gli enormi costi di interventi con
farmaci su una porzione crescente della
popolazione rischiano
di destabilizzare i sistemi sanitari pubblici,
perfino nelle nazioni più ricche".
L'attenzione è tutta per i medicinali mirati ai
disturbi più diffusi: l'ipertensione arteriosa e
l'eccesso di colesterolo che sono fattori di
rischio correlati statisticamente all'incidenza
di malattie cardiovascolari.
Ma quali sono i valori ottimali dell'uno e
dell'altro entro i quali dobbiamo tenerci per
proteggerci da infarto, ictus e così via ?
La discussione di questi valori soglia, come li
chiamano gli esperti, è materia quotidiana dei
grandi giornali medici. Ed è il carburante con
cui si alimenta un 'imponente guerra
commerciale.
Combattuta a colpi di linee guida e
raccomandazioni, redatte da comitati di esperti
(spesso apertamente finanziati dalle industrie)
che hanno più volte abbassato i valori al di
sopra dei quali si consiglia una terapia. A
furia di abbassarli, hanno reso l'essere sani un
eccezione, anziché la norma.
Infatti, uno studio norvegese ha dimostrato che,
se si applicassero le più recenti linee guida
europee su colesterolo e pressione arteriosa, in
Norvegia dovrebbe curarsi il 76 per cento degli
adulti sopra i 20 anni.
Già nel 1999, una lettera firmata da quasi 900
medici di 58 nazioni esprimeva perplessità sui
parametri di pressione arteriosa dettati
dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS)
insinuando la presenza di conflitti di
interesse.
Più esplicitamente, nel 2004 il Collegio reale
dei medici generici ha consegnato al Parlamento
britannico un documento in cui si dichiara che:
"La classificazione di anormalità per condizioni
quali l'ipertensione e la depressione non è
fatta nell'interesse dei pazienti e serve
esclusivamente ad arricchire le industrie".
Come difenderci ?
Una nuova e promettente legge che obbliga le
industrie farmaceutiche
operanti in Italia a cedere, ogni anno, il 5 per
cento di quanto spendono in promozione all'Aifa
(Agenzia italiana del farmaco).
Con questi fondi si finanziano studi
indipendenti per valutare la rimborsabilità
delle medicine.
Nel 2006 sono stati finanziati 54 studi, per un
totale di 35 milioni di euro. "E' un'iniziativa
italiana, ed è la prima in Europa. Molti
rappresentanti di altri paesi hanno chiesto
informazioni per cercare di riprodurla", dice
Garattini e aggiunge: "Questo sarebbe anche un
modo per finanziare studi sui farmaci per la
malattie rare, di cui nessuno si occupa perchè
non danno ritorni economici".
Tratto
da:
http://www.ilnuovomondo.it
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Ecco un reso conto
dell’incontro di Dialoghi di
Bioetica e
Diritto alla facolta’ di Giurisprudenza
di Trento nel giugno 2007:
Cosi’ afferma Mauro
Miselli, dirigente del Servizio documentazione
e informazione scientifica delle
Farmacie comunali di Reggio Emilia, intervenuto
sul tema: “Sintonie e interferenze, la
comunicazione in ambito sanitario", anche l'industria
della salute ha “necessità” di
indurre consumi di farmaci
sempre crescenti, non importa se anche
dannosi alla salute dei cittadini.
"La ricerca
farmaceutica costa molto e vengono sintetizzati
sempre meno farmaci. Si cerca così di catalogare
sempre più malattie, preparando già la cura, di
solito poco o per nulla efficace. Ma attenzione,
questo sta diventando l'unico modo di fare
informazione scientifica oggi", avverte M.
Miselli.
Avanza "l'epidemiologia creativa" -
etichettare disturbi e
comportamenti come malattie,
suffragando il tutto con studi fittizi, dati
statistici inventati,
testimonianze autorevoli
interessate e la partecipazione
connivente
delle associazioni di
malati, tutte
finanziate
dall'industria
farmaceutica. Ne sono esempi il disturbo
di ansia generalizzato, iI disordine da shopping
compulsivo, iI deficit cognitivo lieve,
l'iperattività e deficit d'attenzione nel
bambini (ADHD),
la sindrome delle gambe senza riposo, la vescica
iperattiva, il disturbo bipolare (secondo
Miselli sarà il prossimo tormentone), la fobia
sociale, la disfunzione sessuale femminile, la
timidezza.
Non si scherza neanche con le diagnosi precoci e
gli screenings. "Si adeguano al
ribasso” le soglie di normalità, come la
glicemia, la pressione arteriosa e il
colesterolo, e si aprono mercati smisurati.
(NdR: Solo in Usa sono 42 milioni i potenziali
clienti delle statine, farmaci che pretendono di
abbassare il colesterolo nel sangue, appena si
smette di assumerli tutto ritorna come prima,
oltre al fatto che intossicano e molto)….
La diagnosi precoce non equivale a guarigione e
alcuni test non specifici
e non certi, come il
PSA,
usato come indicatore di tumore alla prostata,
in caso di positività
comporta a cascata ecografia, biopsia,
chirurgia, che può portare
a impotenza, incontinenza e via
discorrendo, denuncia Miselli. "Il 19 marzo
scorso da una fondazione di urologi venne
promossa la settimana di prevenzione della
prostata. Psa per tutti, ma senza nessuna
evidenza scientifica. Per fortuna l'associazione
dei medici di medicina generale ha emesso un
comunicato per avvisare sui limiti e sui rischi
di questo test".
I mass media, infine, sono casse di risonanza
naturali di questo tipo di informazione, perché
fa presa sul pubblico.
Al Dialoghi di Noetica era presente il filosofo
Paolo Dordoni, che ha ripensato il modello del
comunicare nei luoghi della cura sanitaria tra
pazienti e curanti,
recuperando il ruolo morale, cioè in grado di
decidere da sé, del malato, e
del rispetto che gli è
dovuto in quanto pari e non succube.
Lorenzo Chieffi, professore di diritto pubblico
alla seconda università di Napoli, ha ribadito
come l'eccessivo tecnicismo medico frammenti la
persona, riducendola a organo o Dna, e che solo
un'informazione esauriente e partecipata
consenta al paziente di prendere decisioni
consapevoli.
Tratto da L’Adige – Trento - Giugno 2007
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ALTRE
MALATTIE INVENTATE ! - Maggio 2006
Nei giorni scorsi l'America ha visto un
ultimo,incredibile esempio di «privatizzazione».
Un'associazione medico-scientifica, l'American
Society for Hypertension, ha enunciato una
nuova e più ampia definizione dell'ipertensione.
Prima, la diagnosi di ipertensione era
semplicemente fondata su un solo elemento: una
pressione sanguigna superiore a 140/90.
Questa nuova definizione e' dovuta al fatto che
la American Society for Hypertension
ha ricevuto una
donazione di 75 mila dollari da tre colossi
farmaceutici,
Novartis, Merck e Sankyo,
con la promessa di altri 700 mila dollari
per promuovere la nuova definizione tra i medici
di base, invitati a cene di
«informazione» a questo scopo.
Le farmaceutiche hanno voluto crearsi dei nuovi
pazienti, pagando una mancia ai dottori
specialisti.
Ad avere una pressione alta sopra i 140/90 sono
ben 64 milioni di americani, ma ciò non basta al
business.
Ci sono altri 59 milioni che hanno pressione sui
120/80: definirli patologici
«pre-ipertesi» significa aprire un nuovo immenso
mercato per i farmaci, con grande
vantaggio dei bilanci.
Fonte:
http://www.informatori.it/informatori/ilgatto.htm
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Le Nuove
Malattie.....INVENTATE.....vedi
per esempio
ADHD
Nuove malattie che si stanno affacciando
all'orizzonte medico !!! E fanno aumentare
le vendite alle
case farmaceutiche.
Dato che le case
farmaceutiche continuano a creare nuove
fantasiose malattie per aumentare le loro
vendite, come il Disordine d'Ansia Generale
(GAD), lo scrittore Mike Adams ha deciso di
aiutarle suggerendo altri comportamenti umani
anomali che potrebbero essere indicatori di
nuove malattie:
Disordine ossessivo
della disobbedienza (DOD).
Una persistente sfiducia
nell'autorità, come il governo e le forze
dell'ordine (disordine discusso veramente dalla
comunità degli psichiatri).
Dipendenza
dall'abbronzatura da raggi ultravioletti (DARU).
Spinge le persone ad
abbronzarsi ripetutamente (secondo la medicina
ufficiale un'altra "vera" malattia).
Disordine del linguaggio
offuscato (DLO).
Colpisce per lo più i
medici, causando le vittime a parlare in un
intelligibile linguaggio medico.
Malattia da frigorifero
(MF).
Stare di fronte al frigo
aperto guardando a lungo all'interno.
Disordine ossessivo da
maglieria introvabile (DOMI).
Ricerca ossessiva
dell'altro calzino.
Ricerca compulsiva delle
tasche (RCT).
Ricerca ripetuta delle
tasche quando non si riesce a trovare un piccolo
oggetto smarrito.
Disordine d'anticipo del
semaforo (DAS).
Disordine
comportamentale che colpisce quelli che, a
semaforo rosso, fanno avanzare l'auto lentamente
in attesa del verde.
La triste realtà è che
le case farmaceutiche investono un ammontare
considerevole di risorse finanziarie per
inventare nuove malattie che immancabilmente
richiedono una soluzione farmaceutica da
prendere per il resto della vita.
L'esempio più eclatante
riguarda il colesterolo.
Le case farmaceutiche
hanno comprato gli "esperti" medici che,
presentando il colesterolo in una certa luce,
hanno indotto più del 99% della popolazione a
credere d'avere un problema medico e a prendere
per il resto della loro vita dei farmaci,
inutili, a base di statine.
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Bayer, AstraZeneca,
Pfizer: Così le
industrie
farmaceutiche ci
vogliono malati...
immaginari -
05/07/2006
Quotidiano di
Sicilia
Le
strategie di
marketing
dei
produttori
per
incrementare
le
vendite
dei
medicinali
Un lieve problema di salute diventa una
patologia grave, e la spesa sanitaria cresce
Sei timido ? Non dormirci
troppo: potrebbe essere, infatti, un chiaro
sintomo di "fobia sociale".
Incontri delle difficoltà sessuali ?
Potrebbe trattarsi di vere e proprie
disfunzioni.
Sei distratto sul lavoro ? Pensaci bene: e
se fossi affetto da "disturbo da deficit di
attenzione"?
Sono bastate, forse,
queste poche frasi per alimentare qualche
dubbio? Bene. È proprio quello che accade
ogni giorno a milioni di persone nel mondo:
lievi problemi di salute vengono dipinti
come patologie gravi, con la complicità di
gigantesche campagne pubblicitarie frutto di
attente operazioni di marketing elaborate
dalle grosse industrie farmaceutiche, prime
tra tutte quelle americane, che vantano un
fatturato annuo di oltre 500 miliardi di
dollari. Se da un lato, infatti, i giganti
mondiali della farmaceutica salvano vite e
riducono le sofferenze, dall'altro non si
accontentano più di vendere medicine solo ai
malati.
Si possono fare
montagne di soldi, infatti, convincendo la
gente sana che è malata.
Così, il semplice rischio di una malattia
diventa la vera e propria malattia. E, di
conseguenza, donne sane di mezza età
soffrono di un male latente alle ossa,
chiamato osteoporosi, e uomini di mezza età
in piena forma hanno un disturbo cronico che
si chiama colesterolo alto.
E il gioco funziona.
Perché, in fondo, stiamo parlando di salute.
Un sogno alla
Merck
Henry Gadsen, direttore generale della casa
farmaceutica Merck, trent'anni fa confessò
in un'intervista a Fortune il suo più grande
cruccio, e cioè che il potenziale mercato
della sua società fosse limitato alla gente
malata. Avrebbe voluto infatti vendere
medicinali come gomme da masticare. Produrre
farmaci, cioè, per la gente sana, vendendo
così a tutti. Sono bastati tre decenni
perché il sogno si avverasse.
Le strategie di marketing
delle case farmaceutiche mondiali, oggi,
prendono infatti di mira, in maniera
massiccia, le persone in perfetta salute.
Non c'è persona normale che non possa
figurare come paziente.
E le vendite aumentano.
A sostenere questa tesi, tra gli altri, sono
due giornalisti scientifici, Ray Moynihan e
Alan Cassels, che hanno scritto il libro
Farmaci che ammalano, e
case farmaceutiche
che ci trasformano in pazienti (Nuovi Mondi
Media editore), tradotto in Italia da Simona
Minnicucci, da cui derivano gran parte delle
informazioni che vi stiamo presentando.
Negli Stati Uniti,
spiegano i due autori, la spesa farmaceutica
è salita del 100 per cento, e continua a
crescere. Il prezzo dei farmaci aumenta
sempre più. Ma soprattutto aumentano le
prescrizioni dei medici. Specialmente quelle
di medicinali per il cuore e antidepressivi:
guarda caso, le categorie maggiormente
pubblicizzate.
Un esperto newyorkese di
pubblicità, Vince Parry, in un articolo dal
titolo "L'arte di
fabbricare una malattia" ha
rivelato che le società farmaceutiche
stimolano la creazione delle patologie
mediche. A volte accendendo i riflettori su
malattie poco note, o anche inventando un
nuovo nome e una nuova definizione per
vecchi disturbi.
Promuovere esclusivamente
le pillole sarebbe riduttivo. La vera
propaganda, quindi, la si fa direttamente
"sponsorizzando" disturbi e malattie.
Come ? Mettendo in campo eserciti di
informatori, influenzando la ricerca
scientifica, sponsorizzando importanti
convegni medici, persino "pilotando" le
commissioni statali che aggiornano le
definizioni delle malattie. Sono sempre più
numerosi i casi di medici che redigono le
direttive il cui nome compare sui libri paga
dei produttori di farmaci.
Colesterolo, che
fortuna
Il primo dei timori ? Il colesterolo alto.
Una paura diffusa, che ha fruttato guadagni
per 25 miliardi di dollari all'anno ad
industrie come la
Bayer, l'AstraZeneca, e la Pfizer. Con
una spesa pubblica che è cresciuta al punto
da diventare una seria minaccia, in taluni
stati dell'Est europeo, per il sistema
sanitario nazionale.
Eppure, il colesterolo in
sé non è un nemico mortale. Piuttosto è
indispensabile per vivere! Nel caso di
persone sane, l'unica cosa scientificamente
accertata è che l'elevato livello di
colesterolo nel sangue è solo uno dei tanti
fattori che possono incidere sul rischio di
disturbi cardiaci. Tra i pochi fattori,
però, su cui si possa agire direttamente
attraverso dei farmaci: le statine. Per le
quali esistono investimenti promozionali
colossali, paragonabili a quelli di certe
marche di birra. Le statine sono un rimedio
valido per chi ha già avuto problemi
cardiaci. Per tutti gli altri, ovvero la
maggioranza delle persone sane, le strategie
per mantenersi in salute sono molto più
semplici: una buona dieta, più movimento,
niente fumo.
Questione di
definizioni
Nell'ultimo decennio le vendite di statine
sono salite alle stelle. Negli anni '90,
secondo i National institutes of Healts
(Istituti nazionali per la salute), sono 13
milioni gli americani che hanno bisogno di
cure a base di statine. Persone classificate
come "affette da colesterolo alto". Una
classificazione che viene periodicamente
rivista. Nel 2001, infatti, il numero sale a
36 milioni, secondo il parere di una
commissione di esperti che riformula le
direttive. Nel 2004 un altro aggiornamento:
si arriva a 40 milioni. Quadruplicato il
numero di pazienti oggetto di una possibile
terapia farmacologica.
Otto dei nove esperti che
hanno redatto le direttive nell'interesse
pubblico della nazione lavorano anche come
relatori, consulenti o ricercatori per le
maggiori case farmaceutiche al mondo:
Pfizer, Merck,
Bristol-Myers Squibb, Novartis, Bayer,
Abbott, AstraZeneca e GlaxoSmithKline.
Una maglia di legami finanziari per un
conflitto di interessi sconcertante. Ma lo
scopo è raggiunto: il colesterolo preoccupa
"un sacco" di pazienti.
Un potere
sotterraneo
L'intreccio tra redattori di direttive e
l'industria - spiegano Moynihan e Cassels -
sono solo un aspetto della vasta rete di
interrelazioni tra medici e case
farmaceutiche. Si "gonfiano" le direttive
sulle malattie per ampliare il bacino dei
pazienti-clienti, e si condiziona anche la
ricerca scientifica.
Sempre negli Stati Uniti, si stima che un
buon 60 per cento della ricerca e dello
sviluppo biomedico riceva finanziamenti da
fonti private. In prevalenza, si tratta di
case farmaceutiche. La percentuale sfiora il
cento per cento nel settore degli
antidepressivi: quasi tutti i test clinici
di questi farmaci vengono finanziati dagli
stessi produttori.
E anche la Bibbia degli
psichiatri, il Manuale diagnostico e
statistico dei disturbi mentali, un librone
di mille pagine che classifica i disturbi
della mente, è risultato essere un testo
poco trasparente: più della metà dei membri
del gruppo di esperti che ha redatto le
definizioni, infatti, ha legami finanziari
con aziende del settore farmaceutico.
Non vi basta? C'è una
notizia ancora più sconvolgente: persino le
attività di diverse associazioni per la
difesa dei pazienti e dei malati vengono
"sostenute" dall'industria farmaceutica.
Uno scenario
inquietante.
Depresso ? Va'
dal medico
La depressione è una diffusa patologia
psichiatrica dovuta con ogni probabilità ad
uno squilibrio chimico nel cervello. Si può
curare al meglio con una moderna categoria
di farmaci chiamati Selective serotonin
reuptake inhibitors, o Ssri (inibitori
selettivi della ricaptazione della
serotonina).
Vi sembrerà più semplice chiamarli Prozac,
Paxil o Zoloft. E se a consigliarvi questi
farmaci è il vostro medico, perché non
fidarsi ?
Dietro ai consigli dei medici, è noto, c'è
un esercito di professionisti: gli
informatori medico-scientifici. Le industrie
infatti intervengono anche sul modo in cui i
medici prescrivono i farmaci.
Rappresentanti (28 mila in Italia) e
rivenditori sono sempre pronti al sorriso e
ad elargire preziosi ed amichevoli consigli
sui farmaci più recenti, oltre che i
migliori aggiornamenti sulle malattie.
Chiunque metta piede in uno studio medico ne
sa qualcosa. Un lavoro dagli abbondanti
frutti: è grazie a questi professionisti,
infatti, che in alcuni Paesi le prescrizioni
di antidepressivi si sono triplicate nel
corso degli anni '90. Con un fatturato
complessivo, per i produttori, di oltre 20
miliardi di dollari.
E la depressione ? Gli
specialisti di malattie mentali dicono che
la teoria della mancanza di serotonina è
solo una delle tante teorie scientifiche,
per di più semplicistica e anche sorpassata.
Ma tenuta viva dall'apparato promozionale
fatto di tante strette di mano e campioni
gratuiti negli ambulatori medici.
Una salutare
informazione
Le industrie fanno solo il loro mestiere:
vendere il più possibile al prezzo più alto
possibile. E lo fanno investendo il 30 per
cento del loro fatturato in un'aggressiva
politica di marketing. Soltanto in Italia,
fatturano 20 miliardi di euro.
E il Servizio sanitario nazionale ?
Ha l'obiettivo opposto: comperare medicine
al prezzo più basso possibile, e soltanto
per pazienti che ne hanno veramente bisogno.
Compreso il danno ? Non è solo per il
paziente reso indebitamente "malato", ma per
l'intero sistema gestito dallo Stato,
costretto a reggere una spesa pubblica
superiore a quella effettivamente
necessaria.
Non è facile stabilire dove stiano i confini
tra salute e malattia, specie quando enormi
forze promozionali sono all'opera per
cercare di confonderli. A volte le malattie
sono reali, dolorose e mortali, e la cura è
auspicabile.
In molti altri casi, i problemi sono
talmente lievi e passeggeri che non fare
niente potrebbe rilevarsi la migliore
scelta.
La soluzione? Ci vorrebbe più informazione
indipendente. I medici accolgono a braccia
aperte gli informatori, le riviste mediche
dipendono troppo dalla pubblicità delle
industrie farmaceutiche. Trovare materiale
di qualità non è facile. Ma perlomeno, uno
sforzo merita di essere fatto. Prima di
correre in farmacia.
By Agostino Laudani
Tratto da:
http://www.cbgnetwork.org/1554.html
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La Creazione industriale di nuove
malattie
Nel Medio Evo, ciarlatani e cavadenti
promettevano già bellezza e salute, per non
dire dell’eterna giovinezza, grazie a
pozioni miracolose e a elisir di lunga vita.
Si sarebbe potuto sperare che simili
pratiche declinassero con il progresso; al
contrario, la pubblicità le ha esacerbate.
Se non vale la pena attardarsi sull’esempio
caricaturale dei cosmetici, ben altra
attenzione merita il modo, misconosciuto,
con cui l’industria farmaceutica utilizza il
sistema pubblicitario per pervertire la
medicina. In Francia, la vendita e la
pubblicità diretta dei medicinali sono
teoricamente limitate: in realtà lo sono
sempre meno.
Gli industriali del settore stanno cercando
di raggiungere il grande pubblico e lo
fanno, come chiosano ammirati i
pubblicitari, «a suon di sotterfugi per
raggirare una regolamentazione restrittiva».
Sarebbero tutti soddisfatti se si
raggiungesse il livello degli USA, dove la
deregulation liberale ha autorizzato il
direct to consumer. In dieci anni, i budget
pubblicitari si sono decuplicati e il giro
d’affari dei medicinali coinvolti si è
triplicato…
Non siamo ancora a questo
punto, ma il sistema pubblicitario non è
meno attivo in Francia, dove mira al target
che la legge gli consente: il medico che fa
le ricette. I medici sono tampinati da una
legione di rappresentanti dei laboratori
farmaceutici. Si parla spesso della carenza
di personale medico negli ospedali.
Ricordiamo che in questo caso c’è un
rappresentante ogni nove medici! Si parla
spesso della «dura necessità», per poter
finanziare la ricerca medica, di far pagare
ai Paesi poveri i diritti di brevetto, che
moltiplicano per dieci o anche più il prezzo
dei medicinali. Ricordiamo che i laboratori
destinano soltanto dal 9 al 18% del loro
budget alla ricerca, ovvero tre volte meno
di ciò che viene destinato al marketing.
A lungo persuasi di far
bene il loro mestiere, cioè di fare del loro
meglio per la salute del paziente, i medici
si sono resi conto che vengono reclutati per
fare consumare il più possibile determinati
prodotti.
Un sistema pubblicitario efficace mira a
fare di chi prescrive le ricette un braccio
affidabile della tenaglia che stritola certi
malati. Ecco come si svolge il lavaggio del
cervello, spiegato da chi l’ha subìto in
prima persona.
All’inizio dei suoi studi, il futuro medico
scopre con piacere tutto un mondo di regali,
di loghi che gli divengono familiari e di
sponsor generosi che sovvenzionano serate e
settimane bianche. La contropartita sembra
minima, basta far finta di ascoltarli mentre
abbozzano una graziosa «verità scientifica»
su un dato prodotto.
Comunque, «fanno parte
della nostra formazione», come dicono i più
vecchi, in generale già ben formattati.
Più tardi, lo studente comincia a conoscere
seriamente le patologie. I libri su cui
studia raccomandano certi medicinali in
grassetto, gli stessi di cui si ritrova la
scintillante pubblicità nella sovraccoperta
o inserita tra le pagine. Libri scritti dal
«fior fiore della medicina», che ha
acquisito notorietà grazie alle sovvenzioni
di laboratori legati alle loro
specializzazioni gli stessi che producono
quei medicinali.
Ma per lo studente quel testo è il
riferimento indispensabile, e siccome la
medicina s’impara a memoria, tutto ciò entra
a far parte del sistema! Durante
l’internato, volente o nolente, frequenta i
laboratori più volte a settimana (in
occasione di «visite di cortesia», di uscite
organizzate, di «riunioni d’informazione»,
ecc.). Inoltre, il primario può esercitare
pressioni dirette o indirette affinché si
orientino le prescrizioni a favore del
laboratorio X, amico del primario.
Lungo tutta la sua vita
lavorativa, il medico sarà corteggiato per
il suo stesso bene: riunioni, pranzi,
«soggiorni di formazione» lo arricchiranno
di un sapere preconfezionato, abilmente
truccato alla bisogna nelle riviste di
riferimento o nei dépliant che vantano le
proprietà del medicinale (che talvolta
«dimenticano» di menzionare taluni effetti
secondari).
Quando sono state
lanciate le pillole contracettive di terza
generazione (meglio tollerate delle
precedenti, ma considerate a rischio per un
possibile aumento delle malattie
cardiovascolari), un laboratorio spiegava
nelle sue schede promozionali come,
contrariamente alle pillole concorrenti, il
tasso di colesterolo non fosse aumentato con
i suoi prodotti. Un esame più attento della
spiegazione segnalava che questa prova
«scientifica» era stata riscontrata… nella
femmina del coniglio. Le cavie sapranno
apprezzare.
Quindi, anche se i medici hanno appreso
(molto di recente) ad avere uno sguardo
critico, i trucchi del mestiere funzionano
sempre. Allorché i rappresentanti cessano di
incentivare i medici, il volume dei
medicinali prescritti nella zona geografica
trascurata (sorvegliata con la complicità
dei farmacisti e delle mutue) precipita.
Sono dunque i rappresentanti ad acuire il
senso critico dei medici ? Sì, nei confronti
di malattie che non esistono e che vengono
create a colpi di convegni e articoli
«scientifici» ratificati da rinomati
professori.
Una creazione particolarmente facile quando
la frontiera tra il normale e il patologico
è così sottile.
A partire da quali soglie bisogna prendere
in considerazione il tasso di colesterolo o
la tensione arteriosa ?
La minima flessione può creare un mercato
immenso…
Philippe Pignarre, che ha
lavorato per diciassette anni nell’industria
farmaceutica, ci ricorda che quest’ultima
costituisce il «gioiello della corona del
capitalismo». I suoi tassi di profitto sono
più alti di quelli di qualsiasi altro
settore, banche comprese. Ma per mantenerli,
tenendo conto della scadenza dei brevetti,
bisogna innovare di continuo e spingere con
urgenza, a dispetto di ogni prudenza, al
consumo di nuovi prodotti.
Pignarre ci spiega in dettaglio le strategie
impiegate: si pubblica uno stesso articolo,
sotto firme diverse, per aumentare la
notorietà di una nuova molecola e suggerire
ai medici che i suoi vantaggi sono stati
davvero confermati; poi la si può
addirittura commercializzare sotto due nomi
diversi per imporla più rapidamente
(strategia detta di co-marketing); infine si
fa pressione per farla prescrivere in prima
battuta, ecc.
Quando le molecole divengono di pubblico
dominio, si procede alla «cosmesi» dei
medicinali, scommettendo sulla celebrità del
nome di marca; ad esempio, si fa di tutto
per far dimenticare che la Tachipirina non è
altro che paracetamolo.
C’è anche la «strategia di nicchia »: i
laboratori propongono il loro medicinale nel
sottodominio limitato di una patologia e in
seguito «lavorano per allargare questa
nicchia, preparando i medici al depistaggio
e sensibilizzando sia la stampa che il
grande pubblico. Si sono così visti nascere
alcune ‘nuove’ turbe psichiatriche», come
certe forme di depressione breve o di
schizofrenia precoce.
Davanti alla difficoltà
di trovare nuovi medicinali, i laboratori si
accingono dunque a inventare nuovi pazienti
per vendere i loro vecchi prodotti. A questo
fine, essi ricorrono a tutti gli stratagemmi
del sistema pubblicitario, utilizzando le
tattiche di comunicazione che si indirizzano
direttamente alle masse per il tramite dei
media.
Negli Stati Uniti è così improvvisamente
comparsa una nuova malattia: «la turba da
fobia sociale».
Tra il 1997 e il 1998 vi si fa riferimento,
nei media, una cinquantina di volte ma, nel
1999, l’epidemia sembra dilagare tanto che
vi si fa riferimento più di un miliardo di
volte.
Cosa è successo ? Niente, se non lo sviluppo
di una vivace strategia di relazioni
pubbliche per conto di un laboratorio che
cerca nuovi sbocchi per un antidepressivo,
il Paxil, le cui vendite aumentano del 18%
nell’anno 200024.
Queste strategie sono
pericolose, perché i medicinali possono
innestare una caterva di effetti
indesiderabili, che vanno dagli effetti
collaterali benigni a quelli mortali.
Ad esempio, un laboratorio propone degli
ormoni per occuparsi della «menopausa
maschile»; le sue pubblicità giocano sul
desiderio degli uomini di «restare giovani»
e di conservare tutta la loro libidine. Ma
c’è da temere che il testosterone proposto
comporti a lungo termine un drammatico
aumento dell’incidenza del cancro alla
prostata.
Allo stesso modo, anche sul breve termine, i
sondaggi clinici su un campione di 2.500
persone sono statisticamente troppo deboli
per accertare eventuali effetti negativi
gravi (con i laboratori che, in caso di
problemi, fanno tutto il possibile per
spiegarli tramite le caratteristiche delle
cavie piuttosto che delle molecole).
Un farmaco tagliafame ha ottenuto nel 1985
l’autorizzazione alla distribuzione sui
mercati (AMM): trombe e tamburi, congressi
sul prodotto miracoloso che migliorerà
l’alimentazione di milioni di persone,
malate per aver troppo consumato o più
spesso schiave di un conformismo fisico
propagandato proprio dalla pubblicità.
In pochi anni viene
consumato da sette milioni di persone e qui
ci si accorge della sua pericolosità: 200
persone moriranno o subiranno gravi
conseguenze. L’ingegnosità dispiegata per
massimizzare la redditività del triangolo
medico-malato-laboratorio è terrificante. Il
predominio dell’immagine sulla verità è un
tratto indiscutibile della pubblicità, ma
nel campo della salute è criminale, perché i
medicinali sono potenzialmente delle vere e
proprie mine antiuomo.
Il principio di precauzione va a farsi
fottere grazie a un’ondata di pubblicità che
stimola l’iperconsumo dei medicinali, il
quale a sua volta comporta 1.300.00 ricoveri
(cioè il 10% del totale!) e 18.000 decessi
all’anno solo in Francia. Coccolando
l’illusione ossessiva della salute perfetta,
della bellezza e della gioventù eterne,
Big Farma
ha creato di fatto
delle nuove malattie.
Il cinismo dei laboratori
trova l’eguale solo presso i loro marketers,
che sacrificano coscientemente la nostra
indipendenza, e anche la nostra vita, al Dio
Profitto. Eppure sarebbe sbagliato e
ingiusto imputare al solo sistema
pubblicitario questa deriva del mondo della
medicina.
Di nuovo, essa non fa che svelare,
aggravandole, le insufficienze di una
concezione della medicina come assistenza
focalizzata sulla prescrizione di composti
chimici la cui aggressività è causa di
patologie e dipendenze. Ora, le statistiche
provano che i progressi della salute
pubblica non sono legati in modo decisivo ai
medicinali moderni, ma molto più al
miglioramento delle condizioni di vita e
specialmente dell’alimentazione, vale a dire
a cose che gli individui possono controllare
da sé.
Un’altra concezione della salute si profila
a questo punto, una concezione fondata
sull’autonomia personale e garantita da una
sana igiene di vita che prevede il ricorso
all’assistenza medica solo in certi casi
particolari.
Gli «spettacolari
progressi» della tecnica medica non solo non
hanno contribuito granché all’aumento della
speranza di vita, ma hanno avuto effetti
nefasti non voluti o previsti dai medici.
Da un lato questi effetti, invece di
spingere gli individui a prendere in mano la
loro salute per costruire un modo di vivere
più sano, hanno rinforzato l’idea che la
salute è assicurata al meglio tramite il
consumo quotidiano di cure prodigate da
istanze specializzate. Dall’altro lato, sono
stati sistematicamente usati per
giustificare le condizioni di vita moderne:
condizioni che sono sempre più patogene !
Il cancro,
causa di morte per 150.000 francesi ogni
anno, è un’epidemia legata all’industria,
più precisamente a quella chimica, che è
anche alla base della farmacopea.
Come scriveva Ivan Illich, “la civiltà
industriale crea nuove malattie e il sistema
medico stesso è ben lungi dall’essere sano:
Una struttura sociale e politica
distruttiva trova il suo alibi nel potere di
appagare le proprie vittime con terapie che
esse hanno imparato a desiderare. Il
consumatore di cure diviene impotente a
guarirsi o a guarire chi gli sta vicino”.
CONCLUSIONI
Era ora che la pubblicità
provocasse una reazione proporzionata alla
ripugnanza che ispira a molti di noi: la
pubblicità è in sé infame, è propaganda
industriale che si spaccia per informazione
e talvolta passa per tale.
È infame per ciò che promuove: l’edonismo
adulterato, il narcisismo delle apparenze
mercantili, la noncuranza col e il disprezzo
del passato che sta dietro alla beata
nostalgia della «vera vita campestre».
È infame soprattutto perché è un potente
motore di quel consumismo e di quel
produttivismo che sono all’origine del
saccheggio della natura e delle società, al
quale contribuisce in misura ancora maggiore
mascherando la devastazione del mondo che ne
consegue e che, malgrado tutto, salta agli
occhi.
Non ci si può che rallegrare del lavoro di
tutte quelle associazioni che si sforzano di
sensibilizzare la popolazione su questa
peculiare nocività e che lottano compatte
contro il suo imperialismo.
Ma questa battaglia resta troppo spesso
parziale; condotta per vie legali e
giuridiche, essa è simile a quella di Sisifo
contro il suo masso, che rotola sempre giù
dal pendio. Non ci si può limitare a
criticare la pubblicità, come ha ben capito
l’associazione Casseurs de pub che, traendo
le dovute conseguenze dalla sua attività
iniziale, oggi pubblica un giornale
intitolato «La Décroissance» (La
Decrescita).
La pubblicità è in effetti intrinseca
all’organizzazione della vita di cui tutti
facciamo parte e che bene o male
sopportiamo: essa ne è quindi inscindibile,
in tutte le sue dimensioni. Criticare la
pubblicità senza criticare questa
organizzazione e senza voler uscire dalla
trappola della crescita è contraddittorio.
La pubblicità è una componente a pieno
titolo di quella produzione industriale su
cui poggia il nostro laborioso comfort.
Tratto e continua su:
http://www.informationguerrilla.org
Fonte: MISERIA UMANA DELLA PUBBLICITA’.
Il nostro stile di vita sta uccidendo il
mondo, Gruppo MARCUSE, Elèuthera, 2006, 144
pp.
Vedi anche:
http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=721
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GLI INVENTORI
DELLE MALATTIE - LA MEDICINA CHE NON
GUARISCE - Come difendersi da terapie
inutili o nocive
In
ogni branca della medicina, nella
ginecologia come nell’ortopedia o nella
prevenzione del cancro, sono diffusi veri e
propri miti. E accade spesso che farmaci,
diagnosi e terapie non siano tanto delle
necessità mediche, quanto piuttosto il
risultato di errori, false conclusioni e
interessi finanziari. La cosa si fa
spaventosamente evidente quando capita che i
medici diventino pazienti: rispetto agli
altri cittadini è infatti emerso come molto
più di rado essi si facciano operare. Viene
dunque da pensare che in molti spingano i
pazienti a sottoporsi a interventi a cui per
se stessi non acconsentirebbero. E questo
perché sanno benissimo quali operazioni
siano davvero indispensabili, quali cure
possano realmente giovare ai loro pazienti e
quali soltanto al proprio portafoglio.
Informarsi è la
migliore delle medicine !
Quali procedure mediche e quali interventi
sono inutili, quali addirittura pericolosi ?
Il giornalista scientifico e autore di best
seller Jörg Blech analizza criticamente i
trattamenti medici più diffusi e
controversi, come gli interventi all’ernia
del disco, le terapie contro l’artrosi, le
operazioni al cuore, le cure contro il morbo
di Alzheimer e contro l’osteoporosi. E il
suo testo è un vero e proprio attacco,
illuminante, mosso all’ignoranza e alla
disinformazione. Scopo ultimo, il
raggiungimento di una medicina realmente di
qualità.
E i principali
ostacoli alla scienza sono l’interesse
economico, che tante volte influenza
l’operato dei medici più di ogni altra
forza, e la disinformazione, che fa dei
cittadini, loro malgrado, gli ignari
colpevoli delle più gravi carenze del
sistema sanitario.
Ma gli esiti di questo modo di procedere,
ormai è chiaro, sono disastrosi e per il
singolo e per il sistema.
A guadagnarci non sono state che le case
farmaceutiche e le industrie produttrici di
apparecchiature sempre più tecnologizzate.
Questa
la descrizione in sintesi del pensiero di:
JÖRG BLECH, nato nel 1966, ha studiato
biologia e biochimica in Germania e in Gran
Bretagna. Ha frequentato la scuola di
giornalismo ad Amburgo e dal 1994 ha
lavorato nella redazione medica e
scientifica delle riviste «Der Stern» e «Die
Zeit». Dal 1999 scrive per «Der Spiegel».
Il suo libro Gli inventori delle malattie
è rimasto per ben 40 settimane fra i best
seller menzionati da «Der Spiegel».
Tratto da:
www.lindau.it
Ecco un'altro esempio
di mala-informazione
Fare la doccia
può danneggiarvi il cervello, Ecco le
fesserie inventate per far paura alla
gente....da parte delle
multinazionali
dei
farmaci....
tratto da:
www.data-yard.net/10d2/shower-damage.htm
Carolina (USA) - ecco che arriva
l'ennesima idiozia sui pericoli per la
"salute": tracce di manganese respirate
mentre si fa la doccia potrebbero
influenzare il cervello e causare tremori.
"Dieci anni di docce in acqua che contiene
le concentrazioni di manganese permesse in
America esporrebbe i "giovani" (forse questi
falsi "scienziati" pensano che i più
anziani non fanno la doccia) a livelli tre
volte più alti di quelli che sono stati
notati nel cervello dei ratti. (senza
pensare che probabilmente i ratti hanno la
capacita' di accumulare nel cervello meno
manganese degli umani....)
Ciò che non si dice è quanto difficile sia
persuadere un ratto a farsi una doccia al
giorno per 10 anni, né si precisa che
esposizione non significa danno, né si parla
di soglie di tolleranza che invece esistono,
né si menziona che, tra le docce, c'è tutto
il tempo di eliminare il possibile accumulo
da esposizione. Ma l'importante è mantenere
il clima di paura - la paura di esistere.
Più si ha paura, infatti, più si diventa
ricettivi a nuove paure e obbedienti a
intimidazioni.
Tutto dettato dalle
multinazionali
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PSICHIATRIA:
CREAZIONE E SVILUPPO DI UNA "MALATTIA
MENTALE"
La "dipendenza da Internet e dai videogames"
La "dipendenza
da Internet e dai videogames"
sarà una possibile new entry nella prossima
edizione del
Manuale Diagnostico e Statistico dei
Disturbi Mentali
(Diagnostic and Statistical Manual of Mental
Disorders), il che equivale ad una nuova
malattia mentale.
L'Associazione Medica Americana (AMA)
ne sta discutendo la validità, secondo il
rapporto presentato è dipendente chi usa
i video giochi per più di due ore al giorno.
Ma anche questa "sindrome" è
controversa, come riporta un articolo su "The
Observer", o il rapporto stesso nel
quale si parla dei potenziali benefici
per alcuni aspetti dell'assistenza sanitaria
riabilitativa. Ma del resto la maggior parte
delle "malattie" coniate dalla psichiatria
non ha riscontri oggettivi.
Il Dottor Bruce Levine, autore di
Commonsense Rebellion: "Ricordiamo che
non è stato trovato nessun marcatore
biochimico, neurologico o genetico per il
Disturbo da Deficit di Attenzione, il
disturbo oppositivo provocatorio, la
depressione, la schizofrenia, l'ansia,
l'abuso compulsivo di droghe e alcol,
l'obesità, il gioco d'azzardo o qualsiasi
altra malattia mentale, disagio o disturbo".
Nel rapporto presentato, nella sezione
Effetti Psicosociali si legge: "…nel
Manuale Diagnostico e Statistico dei
Disturbi Mentali
IV, il termine dipendenza da Internet è
stato usato per descrivere il fenomeno di
eccessivo uso di Internet e videogioco, o il
tempo eccessivo speso usando questi mezzi di
comunicazione. Questo termine sembra essere
stato coniato negli anni 90' quando i
ricercatori tentavano di descrivere una
costellazione di comportamenti osservati
nelle persone usando l'Internet."
John Read professore incaricato di
psicologia all'università di Aukland, Nuova
Zelanda, nel 2004 affermò: "Vengono
creati elenchi di comportamenti,
successivamente si applicano etichette
altisonanti alle persone che hanno tali
comportamenti e successivamente si usa la
manifestazione di questi comportamenti per
provare che essi soffrono della malattia in
questione. Questo metodo non dice niente
delle cause o delle soluzioni".
"I legislatori e il pubblico in generale
non dovrebbero essere ingannati. I
comportamenti non possono essere malattie
!". Professore aggiunto di psicologia
Chestunt Hill College, Philadelphia.
Nel 1995 lo psicologo Jeffrey A. Schaler
affermò: "Il concetto di validità
scientifica sebbene non rappresenti
un'azione, è correlato al concetto di frode.
La validità si riferisce alla misura in cui
qualcosa rappresenta ciò che dichiara di
rappresentare o misurare. Quando i mezzi
diagnostici non rappresentano ciò che si
prefiggono di rappresentare, possiamo
affermare che tali mezzi mancano di
validità. Se una transazione o un affare
commerciale si basassero su una simile
mancanza di validità, diremmo che tale
mancanza di validità costituisce una frode.
Il Manuale Diagnostico e Statistico (DSMIV)
pubblicato dall'American
Psychiatric Association… è noto per la sua
bassa validità scientifica".
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti
Umani raccomanda di informarsi attentamente,
di non accettare facili diagnosi
psichiatriche sia per se stessi che per i
propri figli, di richiedere accurate analisi
mediche.
Se ritieni di aver subito danni a causa di
diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi
metterti in contatto con il Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani Onlus - Email:
stampa@ccdu.org
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PRIMA viene il
Farmaco e poi la
..."malattia"
La scorsa estate le agenzie di stampa
internazionali hanno battuto uno strano
titolo: «La malattia delle gambe senza
riposo esiste davvero».
La notizia in sé era banale: una prestigiosa
rivista di medicina pubblicava uno studio
secondo cui la malattia in questione avrebbe
una base genetica.
L'eccitazione dei media si spiega con le
polemiche che hanno accompagnato negli
ultimi anni questa condizione, definita come
un bisogno irresistibile e fastidioso di
muovere le gambe, soprattutto di sera e di
notte, aggravato dall'inattività e alleviato
dal movimento. A sentire i sofferenti il
disturbo è penoso e invalidante, secondo gli
esperti è molto più comune e grave di quanto
si creda, mentre per i critici è un esempio
clamoroso di “disease mongering”, cioè di
malattia inventata o gonfiata dall'industria
farmaceutica per «convincere i sani che sono
malati».
I blockbuster in compressa
In effetti i farmaci approvati per curare le
gambe senza riposo sono al centro di una
generosa campagna di promozione, che
finanzia specialisti e associazioni di
pazienti, e che rende in cambio centinaia di
milioni di euro l'anno nel mondo in vendite.
Le strategie per inculcare nella mente di
medici e comuni cittadini che una nuova
sindrome è uno «stato di malattia a sé
stante, rilevante e frequente» sono oramai
note e descritte sia dagli strateghi di
marketing sia dai loro oppositori.
La prima
mossa spesso consiste nel costituire un
comitato di esperti, nel quale figurino
anche opinion leader riconosciuti. Poi si
passa a sviluppare linee guida di buona
pratica, a diffondere tra i medici una
newsletter, ad avviare un programma di
sostegno per i malati, a promuovere
associazioni di pazienti, sino a convincere
tutti che la sindrome in questione è
veramente una malattia seria e credibile.
Tutto ciò costa e viene fatto per creare il
mercato di uno o più blockbuster, cioè di
farmaci che vendono almeno per un miliardo
di dollari l'anno.
Per alcune condizioni l'operazione è stata
avviata con la scelta di opportuni criteri
diagnostici, come nel caso delle gambe senza
riposo, la cui definizione - adottata
internazionalmente nella ricerca, nella
pratica e nella stima della frequenza del
disturbo - è frutto di un gruppo
internazionale di neurologi, strettamente
collegato a una fondazione che annovera come
gold sponsor (più di 250mila dollari l'anno)
i produttori dei due farmaci messi in
commercio per la sindrome.
In altre circostanze si è provveduto
all'inserimento di una nuova entità e della
sua definizione in repertori come il
Diagnostic and Statistic Manual, per i
disturbi psichiatrici, o l'International
Classification of Disease, per le malattie
in genere. In tutti i casi è necessaria
un'azione coordinata sui panel di esperti e
sugli opinion leader del settore, che
infatti risultano avere legami molto stretti
con le industrie interessate in un'alta
percentuale dei casi.
Nasce prima il farmaco?
Gli esempi si potrebbero moltiplicare: dalle
crisi di riso e pianto incontrollati
(recentemente segnalati dal New York Times
come modello di sindrome tagliata su misura
per una molecola in cerca di mercato, con un
articolo dal titolo «Nasce prima il farmaco
o la malattia?»), alla “fatigue” dei malati
di cancro (per il lancio delle
eritropoietine); dal mild cognitive
impairment (per estendere le indicazioni dei
trattamenti contro la demenza) alla sindrome
da iperattività e deficit di attenzione (per
il metilfenidato e gli altri rimedi), sino
alla disfunzione sessuale femminile (per il
cerotto al testosterone).
Ma per tornare all'esempio iniziale, il
suggerimento dei media era basato su un
ragionamento all'apparenza semplice: se c'è
di mezzo un gene, questo taglia la testa al
toro, ovvero elimina il dubbio che la
malattia sia inventata. O no?
In realtà la perplessità viene risolta
dall'editoriale che accompagna lo studio
scientifico: «L'associazione con una
sequenza genetica non prova che la sindrome
delle gambe senza riposo sia una vera
malattia. Anzi, la conferma può venire solo
dalla dimostrazione di una ben documentata
sofferenza dei diretti interessati».
Parole d'oro, ma è purtroppo facile
prevedere che le prove “ontologiche” (cioè
genetiche) di malattie di dubbia consistenza
dilagheranno nel prossimo futuro, via via
che le analisi a tappeto del genoma, la cui
lettura è ormai a portata di mano, faranno
affiorare presunte suscettibilità o
predisposizioni per futuri malanni anche in
chi sta bene ed è sano...
By Roberto Satolli - agenzia di giornalismo
scientifico Zadig - Tratto da Lavita.it
Commento
(NdR): Ricordarsi sempre che le
case farmaceutiche
cercano di vendervi
qualsiasi cosa. A
loro
non interessa se
siete malati, se guarirete o se state già
bene.
Vogliono solo che compriate
i loro prodotti.
E fanno qualsiasi cosa
per convincervi, incluso
inventare malattie che non
esistono.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche
criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche
e dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari
nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e
spendere per Giustizia delle parole per
gratificare e ringraziare quei
centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona fede) che,
malgrado le interferenze degli interessi
di quelle Lobbies,
incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare
i malati che a loro si rivolgono e che con i
progressi delle apparecchiature tecnologiche per
la diagnostica e delle tecniche
interventive, stanno facendo notevoli
progressi e raggiungono per essi risultati ed
effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma
la terapeutica indicata dalla direzione
della Sanita’ ufficiale Mondiale =
OMS (che e' legata alle
linee guida di dette
Lobbies), non segue, salvo rari casi,
quella curva progressiva di benessere per i
malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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