MALATTIA AUTOIMMUNITARIA
Questi sintomi che la
medicina
ufficiale ed i suoi
medici
chiamano impropriamente "malattie", sono
semplicemente vari e possibili
sintomi dell'ammalamento,
specie (ma comunque non solo) da
Vaccino...;
questo ammalamento e' causato da un anomalo
funzionamento del
sistema immunitario che
dirotta la propria attività, normalmente rivolta
ad eliminare dall'organismo corpi estranei=eterologhi quali
virus (es. quelli dei
Vaccini), funghi, batteri,
parassiti, contro
l'organismo stesso,
il quale attacca
cellule sane dell'organismo,
portandolo a una lenta e inesorabile
degenerazione=morte.
Purtroppo la malattia autoimmune
spesso fa la
sua comparsa in modo subdolo, provocando danni
irreversibili prima ancora di essere
diagnosticata.
L'esempio più chiaro di questo fenomeno riguarda
le cosiddette "malattie reumatiche" che riguardano il 2%
della popolazione italiana.
1) L'alimentazione
adatta
può contribuire al controllo ed al miglioramento
delle patologie autoimmuni.
2) La medicina ufficiale stenta a proporre un
approccio
alimentare e
nutrizionale nelle patologie
autoimmuni, anche se i risultati degli
esperimenti scientifici fin ora eseguiti hanno
un riscontro positivo.
3) sempre la
medicina ufficiale e' la prima, specie nei
bambini,
giovani,
militari, con le sue tecniche di
profilassi vaccinale,
causa delle malattie autoimmuni che stanno
aumentando vertiginosamente proprio nei
bambini e
giovani
vaccinati...
I processi che
portano all’alterazione della risposta
immunitaria e all’insorgenza delle malattie
autoimmuni, comunque, restano ancora per molti
aspetti sconosciuti per la
medicina ufficiale (NdR:
ma non per la
Medicina Naturale)
vedi:
Come nasce la malattia
Parallelamente a questo disinteresse ed
incapacita' della
medicina ufficiale, si verifica un continuo
aumento di terapie "alternative" che promettono
di sconfiggere queste malattie, con
l'ausilio dell'alimentazione, dell'integrazione
alimentare, ecc., ma solo seguendo il
Protocollo
della Salute e' possibile risolvere il
problema.
Noi Medici ed in particolari pediatri, notiamo
che dopo le vaccinazioni molti bambini, ad
esempio, reagiscono con l’innalzamento della
temperatura (che è una classica reazione
immunitaria ad una noxa esterna (NdR:
producendo molto facilmente
infiammazioni diffuse tipo Asia, vedi qui
sotto), subiscono un’alterazione di quelle che
prima erano le loro normali funzioni digestive
e/o della regolarità del loro ritmo sonno-veglia
(espressione di una risposta multisistemica),
diventano più irritabili, piangono in modo
inconsolabile e regrediscono in alcune abilità
prima acquisite (a testimonianza che c’è stato
una irritazione (infiammazione) a livello del
sistema nervoso centrale).
9) Il cervello ha un suo sistema immunitario
specializzato e quando una persona viene
vaccinata, le sue cellule immunitarie
specializzate (“microglia”) vengono attivate.
Vaccini multipli e frequenti iperstimolano
questi neuroni, provocando il rilascio di
diversi elementi tossici (radicali liberi,
citochine, chemochine, ecc.) che danneggiano le
cellule cerebrali e le loro connessioni
sinaptiche, inattivando od alterando i
neurotrasmettitori.
Questa iperstimolazione è la prima causa di
tante cerebropatie, non per ultima la sindrome
autistica, ma anche la ADHD (disturbo da Deficit
di Attenzione con Iperattività), le ipercinesie,
le dislessie, le convulsioni, ecc.
Tratto da:
http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccinazioni_lettera_presidente_sanita.php
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
VACCINES AND AUTOIMMUNITY - VACCINI ed
Autoimmunita'
Questo articolo è la sintesi di una
comunicazione orale del Dott Giannotta Girolamo,
avvenuta nel corso del 10° Congresso
Internazionale sulle Malattie Autoimmuni,
svoltosi a Lipsia (Germania) dal 6 al 10 Aprile
2016.
La comunicazione qui allegata è stata presentata
per la discussione nella sezione parallela
numero 14 dal titolo:
Vaccines end autoimmunity
- Ps14-sessione parallela 14: vaccini e
autoimmunità
Abstract: 100
Post-vaccinazione sindrome infiammatoria: una
nuova sindrome ? -
G. Giannotta - Nicotera, Italy
HPV REAZIONI POST- vaccinazione sono
caratterizzati da debilitanti sintomi
neurologici come fatica cronica, dolore cronico,
i deficit cognitivi e motori, mialgia,
compromissione della memoria e di attenzione,
vertigini, mal di testa e disturbi del sonno.
Ipotesi:
a partire dai meccanismi infiammatori e di
dolore, penso che un certo numero di danni
clinici, sindromi, post-vaccinazione, può avere
una base patogenetica comune.
Le periferic citochine pro-infiammatorie (il-1
ß, il-6, tnf-Alfa), espresse dopo l'iniezione
del vaccino (fig. 1), possono raggiungere il
cervello (NdR: a mezzo anche della via
linfatica) e, in maniera indipendente "neuroinfiammation",
può causare una sindrome post-vaccinazione
infiammatoria (fig. 2).
Se un neuroinflammation è presente, potrebbe
essere seguito da reazioni autoimmune e malattie
neurodegenerative.
TABELLA 1 elenca tutte le sindromi cliniche in
cui le citochine pro-infiammatorie sono
aumentate.
Il-1 B rappresenta a monte una importante
citochina che controlla la locale
pro-infiammatori e in tal modo a cascata
colpisce l'equilibrio tra l'immunità
infiammazione protettiva e distruttiva. Aumento
dei livelli di il-1 ß, il-6, tnf-Alfa nel
cervello perche' cognitive, disturbi del sonno,
e l'attività motoria ridotta. Alti livelli di
queste citochine trovano in fibromialgia,
stanchezza cronica, neuropatia piccole fibre,
dolore patologico, Adem, disfunzione miofasciale,
e cfs. Il-1 ß cause patologiche e dolore e
fatica è alto nel dolore neuropatico periferico
e dsr tipo io.
Conclusione:
queste reazioni post-vaccinazione cadere nella
sindrome dell'Asia, ma rappresentano un
sottogruppo di sindromi cliniche determinata
dall'espressione e l'eccessiva secrezione di
citochine pro-infiammatorie. Il-1 B è sempre
presente nelle sindromi qui descritti. Alla
fine, tutte queste entità clinica può essere
incluso in un post-vaccinazione sindrome
infiammatoria.
Le MALATTIE AUTOIMMUNI SONO
CAUSATE SOPRATTUTTO, ma non solo, dai
METALLI PESANTI TOSSICI, CONTENUTI nei
VACCINI....ma non
solo....anche dai virus vaccinali ! - vedi qui
sopra
Il padrino di autoimmunologia, Yehuda Shoenfeld,
suggerisce che i vaccini - in particolare, i
loro ingredienti, ad esempio il metallo tossico
idrossido di alluminio - sono un
contributo significativo alla crescita
dell'epidemia globale delle malattie autoimmuni.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=574345766066269&set=gm.1033928606645596&type=3
Ulteriori riflessioni del prof. Yehuda
Shoenfeld, dell'Università di Tel Aviv
Virus sempre più sotto accusa nella genesi delle
malattie autoimmuni, ma anche i vaccini
utilizzati per prevenirle non escono
completamente innocenti. I rapporti fra
infezioni, ambiente, predisposizione genetica,
vaccinazioni e malattie autoimmuni sono stati
fra gli argomenti toccati in occasione del Primo
congresso WAidid, l'associazione Mondiale per le
malattie infettive e i disordini immunologici.
«Le infezioni virali possono provocare la
comparsa di malattie autoimmuni, anzi ne sono
una delle principali cause - puntualizza Yehuda
Shoenfeld, dell'Università di Tel Aviv; si
tratta di un evento che fortunatamente non si
verifica in tutte le persone, ma in chi ha un
sistema immunitario particolarmente attivo.
Lo sviluppo delle malattie autoimmuni
rappresenta il frutto della specifica
combinazione di diversi fattori. E fra i fattori
in gioco il ricercatore israeliano chiama in
causa anche i vaccini, in particolare gli
adiuvanti.
"Gli adiuvanti vaccinali hanno il compito di
stimolare il sistema immunitario, pertanto in
alcune persone predisposte il vaccino può
portare a patologie autoimmuni - dice il
ricercatore israeliano - sono
persone che hanno avuto dei vantaggi evolutivi,
che sono state in grado di difendersi meglio da
alcune infezioni, per esempio dalla salmonella,
ma che possono pagare lo scotto se qualcosa
nell'ambiente stimola il sistema immunitario:
può trattarsi di virus, ma può trattarsi anche
dell'adiuvante. È interessante il fatto
che se vaccino delle persone con predisposizione
genetica queste persone possono essere inclini a
sviluppare la stessa patologia".....
Continua in:
Malattie autoimmuni - 2
+
Immunodepressione da Vaccino
+
Bambini sempre piu' malati +
Danni dei
Vaccini +
Malattie allergiche dai vaccini
+
Malattie dai vaccini +
Danni dei vaccini
(English)...ecc....
vedi:
Malattie +
Malattia definizione +
Malattie inventate +
Malattie croniche +
Riforma sanitaria
L’alterazione della composizione del Microbiota
(ad es, un'espansione anormale di una specie batterica
rispetto ad altre) che può essere causata da
stress psicofisico, alimentare (NdR: da
farmaci, e/o
vaccini) od
ambientale, è definita come
disbiosi e può portare a condizioni patologiche (5,
6). -
vedi:
Disbiosi e disfunzioni intestinali
Esistono prove sperimentali che mostrano un'associazione
tra
squilibrio della microflora (vale a dire, disbiosi)
e
malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory
Bowel Diseases,”IBD”).
Tra le varie ipotesi eziopatogenetiche proposte, si
postula che un cambiamento nella
flora microbica saprofitica possa essere considerato
il primum movens che causa danni alle
mucose (7, 8), (NdR: per le alterazioni in
contemporanea del
pH
digestivo, nell'intestino
tenue, che diviene sempre meno basico a seconda dei
casi, fino a divenire acido, nei casi di
diarrea -
vedi:
Disbiosi e disfunzioni intestinali ).
La
disbiosi (NdR: e l'alterazione del
pH
digestivo), possono modificare i legami
intercellulari (tight
junctions) responsabili della corretta struttura
dello strato epiteliale della
mucosa intestinale e ciò porta inevitabilmente a un
aumento della
permeabilità mucosale. (9).
Di conseguenza, avviene la penetrazione di antigeni
nello spazio intercellulare che porta all'attivazione
del
tessuto linfoide associato alla mucosa (MALT), con
reclutamento e attivazione della cascata
infiammatoria (ad esempio, attivazione dei
leucociti e produzione di citochine, come il
TNF-alfa), e danno ai
tessuti (7). Inoltre, dati recenti hanno fornito la
prova della capacità di alcuni elementi del Microbiota
di attivare le cellule
Thl7 nella lamina propria dell'intestino
tenue (10,11,12).
Un’alterata stimolazione del
sistema immunitario (NdR: ad esempio con i
vaccini) con
conseguente
infiammazione può essere considerata un legame tra
disbiosi e malattie
metaboliche ed autoimmuni.
Astratto
L'eziologia delle malattie autoimmuni, non è
ancora chiaro, ma genetici, immunologici,
ormonali e fattori ambientali sono considerati
importanti fattori scatenanti. Molto spesso
autoimmunità non è seguita da sintomi clinici
meno che un evento aggiuntivo, come un fattore
ambientale favorisce un'espressione palese.
Molti fattori ambientali sono noti per
influenzare il sistema immunitario e può
svolgere un ruolo di trigger dei mosaici.
Infections autoimmuni: infezioni batteriche,
virali e parassitarie sono noti per indurre e
aggravare malattie autoimmuni, principalmente
dal meccanismo di mimetismo molecolare. Ciò è
stato studiato per alcune sindromi, come per
l'associazione tra LES e infezione da EBV,
pediatrici disturbi neuropsichiatrici autoimmuni
associati con l'infezione da streptococco e più
Vaccini, in diversi rapporti sono stati trovati
per essere temporalmente seguito da una nuova
insorgenza di malattie autoimmuni.
Gli stessi meccanismi che agiscono in invasione
infettiva dell'ospite, valgono anche per la
risposta dell'ospite alla vaccinazione.
E' stato
accettato per la difterite e il tetano tossoide,
poliomielite e morbillo vaccini e GBS. Anche
questa teoria è stato accettato per la
vaccinazione MMR e lo sviluppo di
trombocitopenia autoimmune, MS è stato associato
alla vaccinazione HBV.
Altre esposizioni
chimiche sul lavoro e sono considerati come
trigger per l'autoimmunità. Un dibattito esiste
ancora sul ruolo delle protesi al silicone in
induzione della sclerodermia come parologia. Non
solo prodotti chimici e agenti stranieri sono
stati associati all'induzione di autoimmunità,
ma anche un'esposizione ormonale intrinseca,
come estrogeni. Questo potrebbe spiegare il
dimorfismo sessuale in autoimmunity.
Better comprensione di questi fattori di rischio
ambientali porterà probabilmente la spiegazione
dei meccanismi di insorgenza e progressione
delle malattie autoimmuni e può portare a un
effettivo coinvolgimento di prevenzione in
specifici gruppi ad alto rischio. Quindi, la
diagnosi di un nuovo paziente con malattia
autoimmune un'opera anamnesi ampio dovrebbe
essere fatta.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16126512:
Autoimmunity. 2005 May;38(3):235-45.
NCBI.NLM.NIH.GOV|DI MOLINA V AND SHOENFELD Y
Segnalati malattie autoimmuni
post vaccinazione in adulti ed includono
SLE, artrite reumatoide (RA), miopatie
infiammatorie , la sclerosi multipla (SM), la
sindrome di Guillain-Barré (GBS), e vasculite.
Le prove per l'associazione delle vaccinazioni e
lo sviluppo di queste malattie è presentato in
questa recensione. Inoltre, si discuterà
myofasciitis macrofagica , vaccini alluminio
contenente postali e il recente supporto per
l'autoimmunità seguenti vaccini virus del
papilloma umano.
Il ruolo delle infezioni nella induzione di
malattie autoimmuni
Infezioni, tra cui virus, batteri, parassiti e
funghi, hanno ruoli cruciali come i fattori
ambientali che contribuiscono al mosaico delle
malattie autoimmuni (Shoenfeld et al., 2008).
Esiste evidenza per l'associazione di
Streptococcus pyogenes infezione con lo sviluppo
della febbre reumatica (Cunningham et al.,
1988), Trypanosoma cruzi infezioni parassitarie
e malattia di Chagas cardiomiopatia (Cunha-Neto
et al., 1995), la spirocheta Borrelia
burgdorfeii e malattia di Lyme (Chen et al.,
1999), Campylobacter jejuni infezione e la
sindrome di Guillain-Barré (Vucic et al, 2009;.
Khamaisi et al, 2004;. Yuki, 2007), infezioni
virali e diabete . I mellito (Goldberg et al,
2009 ), Chlamydia pneumoniae e virus di
Epstein-Barr ( EBV ) e sclerosi multipla
(Ercolini et al, 2009;. Bagert, 2009), e
infezione da EBV e SLE (Zandman-Goddard et al,
2009;. Pender, 2003). Il nostro gruppo ha
recentemente proiettato più di 1300 pazienti con
differenti malattie autoimmuni e ha trovato una
significativa associazione tra virus
dell'epatite C con altre malattie, tra cui la
tiroidite autoimmune, malattia di Crohn, pemfigo
vulgaris, sindrome da anticorpi antifosfolipidi,
e vasculiti.
Inoltre, in questo studio, EBV è stato trovato
per essere collegato a SLE, RA, pemfigo vulgaris,
arterite a cellule giganti, granulomatosi di
Wegener, poliarterite nodosa, MS, la sindrome di
Sjogren, e polimiosite (Kivity et al., 2009).
Continua QUI.....
http://www.discoverymedicine.com/Hedi-Orbach/2010/02/04/vaccines-and-autoimmune-diseases-of-the-adult/
Ricerca medica
sul collegamento fra Vaccini e malattie
autoimmuni !
http://info.cmsri.org/the-driven-researcher-blog/first-medical-textbook-devoted-to-research-linking-vaccines-to-autoimmunity
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
MALATTIE
AUTOIMMUNI da
VACCINO
La ricerca seria è difficile da ignorare, i
vaccini possono scatenare autoimmunità con
una lunga lista di malattie indotte. Con i
metalli nocivi e
tossici come alcuni ingredienti dei vaccini,
che è suscettibile e che gli individui siano più
a rischio ? Nessuno avrebbe motivo di accusare
Yehuda Shoenfeld di essere un ciarlatano.
Il medico israeliano ha trascorso più di tre
decenni a studiare il
sistema immunitario umano, ed è al vertice
della sua professione.
Si potrebbe dire che è il più fondamento della
frangia nella sua specialità; ha scritto i libri
di testo.
Il Mosaico di autoimmunità, autoanticorpi,
criteri diagnostici nelle malattie autoimmuni,
infezioni e autoimmunità, cancro e Autoimmunità
- la lista è lunga 25 titoli e alcuni di loro
sono pietre miliari della pratica clinica.
Non sorprende che Shoenfeld è stato chiamato il
"Padre dell’autoimmunologia" - lo studio del
sistema immunitario attivato contro se stesso in
una vasta gamma di malattie da diabete di tipo 1
per la colite ulcerosa e la sclerosi multipla.
Ma qualcosa di
strano sta accadendo nel mondo di immunologia
ultimamente ed una piccola prova di questo è
che il Padrino di autoimmunologia
sta impuntando ai vaccini - in
particolare, alcuni dei loro ingredienti, tra
cui l'alluminio,
metallo tossico - come un contributo
significativo alla crescente epidemia globale di
malattie autoimmuni.
La prova più grande è un enorme corpo di ricerca
che è versato in negli ultimi 15 anni, e in
particolare negli ultimi cinque anni. Prendete
per esempio, una recente
articolo pubblicato sulla rivista
Ricerche Farmacologiche che Shoenfeld e colleghi
hanno emesso linee guida senza precedenti,
denominando quattro categorie di persone che
sono più a rischio di autoimmunità indotta dai
vaccini.
"Da un lato," i
vaccini che dovrebbero prevenire le
infezioni, possono innescare l'autoimmunità,
affermano gli autori del documento, Alessandra
Soriano, del Dipartimento di Medicina Clinica e
Reumatologia presso il Campus Bio-Medico di
Roma, Gideon Nesher, della Medical School
dell'Università di Gerusalemme in Gerusalemme e
Shoenfeld, fondatore e direttore del Centro
Zabludowicz delle malattie autoimmuni del Sheba
Medical Center di Tel Hashomer. Egli è anche
editore di tre riviste mediche e autore di più
di 1.500 articoli di ricerca in tutto lo spettro
del giornalismo medico e fondatore del Congresso
Internazionale sulla autoimmunologia -
vaccines can indeed trigger autoimmunity -
"D'altra parte, molte relazioni che
descrivono autoimmunità post-vaccinazione
suggeriscono fortemente che i vaccini possono
infatti provocare autoimmunità.
Malattie definite come autoimmuni che possono
verificarsi a seguito vaccinazioni includono
l'artrite, il lupus (lupus eritematoso
sistemico, LES), il diabete mellito,
trombocitopenia, vasculite, dermatomyosiositis,
sindrome e demielinizzanti Guillain-Barre
disturbi.
Quasi tutti i tipi di vaccini sono stati
segnalati per essere associati con l'insorgenza
di ASIA. "
ASIA – o sindrome
autoimmune = Sindrome infiammatoria indotta da
coadiuvanti (nota anche come sindrome di
Shoenfeld) - la prima volta indicata nel
Journal of Autoimmunology
quattro anni fa.
Si tratta di un termine generico per un insieme
di sintomi simili, tra cui sindrome da
affaticamento cronico, che risultano dopo
l'esposizione a un adiuvante - un agente
ambientale, compresi gli
ingredienti dei comuni vaccini che stimolano
il
sistema immunitario.
Da allora un enorme corpo di ricerca,
utilizzando ASIA come paradigma, ha iniziato a
svelare il mistero di tossine come ambientali,
in particolare l'alluminio, il metallo
tossico utilizzato nei vaccini, possonoi
innescare una reazione a catena del sistema
immunitario nei soggetti sensibili e possono
portare a malattie autoimmuni conclamate.
Risultato, malattia autoimmune, in cui il
sistema del corpo destinato ad attaccare gli
invasori stranieri invece si trasforma per
attaccare una parte del corpo a cui appartiene.
Se il sistema immunitario è come un sistema di
difesa nazionale, gli anticorpi sono come "droni"
programmati per riconoscere un certo tipo di
invasore (un batterio dicono) e per distruggerli
o li segnano per la distruzione da altre forze
speciali.
Gli autoanticorpi sono come "droni" che vengono
inviati erroneamente ad identificare un
componente del corpo umano e hanno lanciato un
attacco continuo contro di esso. Se erroneamente
bersaglio un componente della guaina mielinica,
conduttiva intorno nervi e neuroni, per esempio,
gli impulsi nervosi non vengono piu’ ad essere
condotti correttamente, i muscoli vanno in
spasmo ed il coordinamento fallisce, risultato
piu’
sclerosi. Se gli autoanticorpi erroneamente
si concentrano sul tessuto comune ecco i
risultati di artrite reumatoide. Qualora
riguardino le isole di Langerhans nel pancreas,
diabete di tipo 1, e così via.
"Durante tutta la nostra vita normale sistema
immunitario cammina lungo una sottile linea tra
il mantenimento delle normali reazioni
immunitarie e lo sviluppo di malattie
autoimmuni", dice il giornale.
"Il sistema immunitario sano è tollerante degli
auto-antigeni. Quando la self-tolleranza è
disturbata, la disregolazione del sistema
immunitario ne consegue, con la successiva
comparsa di una malattia autoimmune. La
vaccinazione è una delle condizioni che possono
disturbare questa
omeostasi in soggetti sensibili, con
conseguente in fenomeni autoimmuni e della
sindrome ASIA. "
Chi è
"suscettibile", è il tema del documento
intitolato "Previsione post-vaccinazione
autoimmunità:
Chi potrebbe essere a rischio", essa elenca
quattro categorie di persone:
1) coloro che hanno avuto una precedente
reazione autoimmune ad un vaccino,
2) chiunque con una storia clinica di
autoimmunità,
3) pazienti con una storia di reazioni
allergiche,
4) chiunque ad alto rischio di sviluppare
autoimmune malattie tra cui chiunque con una
storia familiare di autoimmunità, presenza di
autoanticorpi che sono rilevabili dagli esami
del sangue e di altri fattori, tra bassi livelli
di vitamina D ed il fumo.
REAZIONE PRECEDENTE
Per quanto riguarda coloro che hanno avuto una
precedente reazione avversa ai vaccini, il
documento cita cinque studi pertinenti, tra cui
il caso di una morte di una ragazza adolescente
sei mesi dopo la sua terza iniezione di
Gardasil per il virus HPV.
Aveva sperimentato una serie di sintomi poco
dopo la sua prima dose, tra cui vertigini,
intorpidimento e formicolio nelle sue mani, e
vuoti di memoria. Dopo la sua seconda iniezione,
ha sviluppato "intermittente debolezza del
braccio, frequente stanchezza richiedono
sonnellini diurni," peggio formicolio,
sudorazione notturna, dolore al petto e
palpitazioni. Una autopsia completa era stata
fatta senza che rivelasse nulla, ma l'analisi
del sangue e del tessuto milza aveva rivelato
HPV-16 L1 frammenti di DNA del gene - che
corrisponde al DNA trovato in fiale di vaccino
Gardasil per il cancro al collo dell'utero".
Implicando quindi il vaccino come fattore
causale".
vedi:
Gardasil
I frammenti di DNA erano stati trovati per
essere "complessati con l'adiuvante alluminio"
che, secondo la relazione, hanno dimostrato di
persistere fino a 8 a 10 anni causando
stimolazione cronica del sistema immunitario.
"Anche se i dati sono limitati," Shoenfeld ed i
suoi colleghi hanno concluso, "sembra
preferibile che gli individui con reazioni
autoimmuni prima o autoimmune simili alle
vaccinazioni, non devono essere vaccinati,
almeno non con lo stesso tipo di vaccino."
ISTITUITA condizione
autoimmune
Il secondo gruppo, che il giornale cita come
esenzione al vaccino sono i pazienti con
"condizioni autoimmuni stabilite".
I vaccini non funzionano bene in loro, dicono
Shoenfeld ed i suoi colleghi, e sono a "rischio
di danni dopo la vaccinazione".
Vaccinazioni che contengono virus, tra cui
quello della varicella, febbre gialla ed il
vaccino triplo (MMR)
per il morbillo, parotite e rosolia triplo, sono
"generalmente controindicati" per le persone con
condizioni autoimmuni a causa del rischio di
"replicazione virale incontrollata." Ma i
vaccini inattivati, non sono una buona idea sia
perché di solito contengono l'alluminio
ingrediente aggiunto, legata alla autoimmunità.
Gli immunologi descrivono recenti studi in cui i
pazienti con malattia reumatica autoimmune dato
dal vaccino per l'influenza (senza alluminio)
hanno sofferto dolori articolari e febbre in più
rispetto ai controlli e i cui livelli di
autoanticorpi ("droni" che attaccano l’auto per
distruggerla) è aumentato dopo aver ricevuto il
vaccino
antinfluenzale.
Cosa c'è di più, hanno sviluppato nuovi tipi di
autoanticorpi che non erano presenti prima i
vaccini, e di quelli persistenti. Come la
presenza di autoanticorpi può essere predittivo
di sviluppare malattie autoimmuni nei pazienti
senza sintomi, anche anni prima di insorgenza
della malattia, questo è preoccupante per coloro
che capiscono immunologia.
vedi:
predictive of developing
autoimmune disease
Un certo numero di studi sostengono i vaccini
sono sicuri per la "stragrande maggioranza dei
pazienti con malattie autoimmuni stabiliti," lo
studio permette, ma si guardava solo l'artrite
reumatoide e il lupus e non a casi gravi e
attive così "il potenziale beneficio della
vaccinazione dovrebbe essere pesato contro il
suo potenziale rischio ", hanno ammonito.
I pazienti con una
storia di
allergia
Sperimentazioni del vaccino sono generalmente
escluse "le persone" vulnerabili - solo gli
individui estremamente sani con allergie sono
reclutati.
E' un "bias di selezione", dicono Soriano e
Shoenfeld, ed hanno probabilmente portato ad
eventi avversi gravi di essere "molto
sottovalutati" nella "vita reale in cui i
vaccini hanno il compito di essere introdotti in
tutti gli individui, indipendentemente dalla
loro sensibilità."La reale incidenza di reazioni
allergiche ai vaccini, normalmente stimata tra
uno in 50.000 ad uno su un milione di dosi, è
probabilmente molto più alta ed in particolare
quando le proteine di gelatina o di uova sono
sulla lista degli ingredienti, cosi dicono i
ricercatori.
C'è una lunga lista di ingredienti di vaccini
che sono potenziali allergeni: oltre gli agenti
infettivi stessi, ci sono quelli di un uovo di
gallina, siero di cavallo, lievito di birra,
numerosi antibiotici, formaldeide e lattosio, e
ingredienti "involontari" come il lattice.
Storie delle persone allergiche devono essere
prese in considerazione, prima della
vaccinazione, dicono i ricercatori. Ma qualche
segno di reazione non si presentano solo subito
dopo il vaccino.
L'infermiera di salute pubblica o di GP
potrebbero dire ai pazienti che una lunga durata
gonfiore intorno al sito di iniezione dopo un
vaccino è una reazione normale, per esempio.
Ma non è quello che dicono i immunologi. "Alluminum
sensibilizzazione si manifesta come noduli
(grumi duri) nel sito di iniezione che spesso
regrediscono dopo settimane o mesi, ma possono
continuare per anni." In tali casi, si dice, un
patch test può essere fatto per confermare la
sensibilità e per evitare la successiva
vaccinazione. Secondo un crescente corposo di
ricerche, però, l'allergia può essere solo
l'inizio di molti fenomeni pericolosi indotta
dall’alluminio vaccinale.
I DANNI dell'
ALLUMINIO
Alluminio è stato aggiunto ai vaccini da circa
1926, quando Alexander Glenny e colleghi hanno
notato che produrrebbe migliori risposte
anticorpali nei vaccini che solo l'antigene.
Glenny che capito l'allume era quello induce e
che ha definito un "effetto depot" - rallentando
il rilascio dell'antigene e aumentando la
risposta immunitaria.
Da 60 anni la sua teoria è stata accettata
dogma, (NdR: senza verifica). E nello
stesso tempo, la pianificazione della
vaccinazione e’ cresciuta di decennio decennio,
ma pochi hanno mai interrogato e verificato gli
effetti del fatto di iniettare l’ alluminio nel
corpo, il che è strano considerando la sua nota
tossicità.
Una ricerca PubMed su alluminio e "tossicità" si
presenta 4.258 voci.
La sua neurotossicità è ben documentata. Essa
colpisce la memoria, cognizione, controllo
psicomotorio; danneggia la barriera
ematoencefalica, attiva l'infiammazione del
cervello, deprime la funzione mitocondriale e un
sacco di ricerca suggerisce che è un giocatore
chiave nella formazione delle amiloidi "placche"
e grovigli nel cervello dei malati di Alzheimer.
E 'stato coinvolto nella Sclerosi Laterale
Amiotrofica e l'Autismo e ha dimostrato di
indurre Allergie.
vedi:
Amyotrophic Lateral Sclerosis and autism + induce
allergy.
Quando i pazienti sono stati sottoposti a
dialisi renale accidentalmente con infusi
contenenti alluminio, le note "encefalopatia da
dialisi-indotta" (DAE) che hanno sviluppato
sintomi neurologici: anomalie del linguaggio,
tremori, perdita di memoria, difficoltà di
concentrazione e cambiamenti comportamentali. -
vedi:
"dialysis-induced
encephalopathy"
Molti dei pazienti alla fine è andato in coma e
sono morti. I più fortunati sopravvissuti:
quando la fonte di tossicità, in alluminio, è
stato rimosso dalle loro dialisi, hanno
recuperato rapidamente.
Con queste nuove osservazioni
(research),
i ricercatori hanno iniziato a studiare gli
effetti adiuvanti di alluminio e negli ultimi
dieci anni c'è stata una raffica di ricerca.
Lungi dall'essere un sacchetto di sabbia che
contiene l'antigene per un po' e poi viene
espulso, si scopre che i sali di alluminio
innescano una tempesta di azione di difesa.
Poche ore dopo l'iniezione della stessa
oxyhydroxide alluminio dei vaccini in topi, per
esempio, gli eserciti di cellule immunitarie
specializzate sono in movimento, chiamando in
griglia di coordinate per maggiori forze
d'assalto specializzate. Nel giro di un giorno,
tutta una serie di comandi del sistema
immunitario sono in gioco - neutrofili,
eosinofili, monociti infiammatorie, mieloide e
le cellule dendritiche, linfociti attivazione e
proteine secernenti chiamate citochine.
Le citochine si causano danni collaterali, ma
mandano segnali, indirizzando la comunicazione
cellula-cellula e reclutare altre cellule in
azione. Se la prossima fase dell'attacco è
lanciato: il fattore di crescita dei
fibroblasti, interferoni, interleuchine,
piastrine fattore di crescita derivato, fattore
di crescita trasformante e fattore di necrosi
tumorale potrebbero essere tutti impegnati.
Ci sono prove che sono poco comprese ed
infiammazioni fastidiose (attualmente un tema di
ricerca di punta al cancro come causalità -
cancer causation research),
come il recettore Nod-simile 3 (NLRP) che sono
troppo attivati, ma è tutto ancora troppo
presto per dire esattamente cosa stanno facendo.
Una nuova ricerca emerge dalla University of
British Columbia ha trovato che adiuvante
alluminio iniettato in topi può alterare
l'espressione di geni associati con
l'autoimmunità. E nella loro recente studio
(study)
pubblicato negli Atti della National
Academy of Sciences, immunologi della University
of Colorado hanno scoperto che anche ospitare
DNA viene reclutato nel assalto di alluminio,
che si è rapidamente cappotti iniettato allume,
innescando effetti che gli scienziati hanno
appena scalfito la superficie della loro
comprensione.
Il SIGNIFICATO di
macrofagica myofasciitis
Questa mobilità o "traslocazione" di alluminio
nel corpo è forse il più preoccupante della
crescente evidenza nella ricerca di alluminio
corrente.
Nel 1998, il ricercatore francese Romain
Gherardi ed i suoi colleghi hanno osservato una
condizione emergente di origine sconosciuta che
ha presentato nei pazienti post-vaccinazione con
affaticamento cronico come sintomi quali
gonfiore dei linfonodi, dolori articolari e
muscolari e stanchezza.
Biopsie tissutali di deltoide dei pazienti ha
rivelato lesioni fino a 1 cm di diametro e unico
da lesioni simili di altre malattie. Sono andati
al laboratorio per l'analisi e lo stupore di
Gherardi, che è costituita principalmente da
macrofagi - grandi globuli bianchi del sistema
immunitario il cui compito è di inghiottire
invasori stranieri nel corpo. Chiuso nel fluido
cellulare di questi fagociti erano divenuti
agglomerati di nanocristalli di alluminio.
Gherardi ed i suoi colleghi hanno iniziato
l'iniezione di topi con l'alluminio per vedere
cosa è successo.
Theirresearch pubblicato nel 2013,
(research)
ha rivelato che le particelle di metallo
sono stati inghiottiti dai macrofagi e formano
granulomi MMF-like che disperse - ai nodi
lontani linfonodi, milza, fegato ed alla fine il
cervello.
"Questo suggerisce fortemente che persistenza
biologica adiuvante a lungo termine all'interno
fagociti è un prerequisito di lenta
traslocazione cervello e neurotossicità
ritardata", scrive nel suo Gherardi febbraio
2015 (review)
revisione della ricerca in materia di
frontiere in Neurologia.
Uno studio su animali più spaventoso di
alluminio è quella dello studio di spagnolo
ricercatore veterinario Lluis Lujan di ovini
ASIA. Dopo un gran numero di pecore in Spagna
sono morti nel 2008 a seguito di una campagna di
vaccinazione contro la febbre catarrale multipla
con vaccino obbligatorio in Spagna nel 2008,
Lujan precisato per scoprire che cosa li ha
uccisi - e ha cominciato da loro inoculando con
l'alluminio.
Il suo studio 2013 (research)
ha trovato che solo lo 0,5% delle pecore
inoculati con vaccini alluminio ha mostrato
reazioni immediate di letargia, cecità
transitoria, stupore, prostrazione e convulsioni
- "Caratterizzati da una meningoencefalite
grave, simile a reazioni post-vaccino osservate
negli esseri umani", la maggior parte di loro
recuperati temporaneamente, ma gli esami
post-mortem di quelli deceduti non hanno
rivelato infiammazione cerebrale acuta.
L'esordio fase ritardata "cronica" della
malattia colpita molto più delle pecore - 50-70%
dei greggi e talvolta praticamente il 100% degli
animali all'interno di un determinato branco,
solitamente compresi tutti coloro che in
precedenza aveva recuperato.
La reazione è stata spesso innescato da
esposizione al freddo e ha iniziato con
irrequietezza e compulsivo lana pungente, poi
progredito ad arrossamenti acuta della pelle,
debolezza generalizzata, tremori estreme di
perdita di peso e muscoli, e, infine, è entrato
nella fase terminale in cui gli animali scesero
sui loro quartieri anteriori, è entrato in coma
ed è morto. Esami post-mortem hanno rivelato
"grave necrosi neuroniche" ed alluminio nel
tessuto nervoso.
La reazione del sistema immunitario all'
alluminio "rappresentano una sfida maggiore per
la salute," Gerhardi dichiara nella sua recente
revisione, e aggiunge che "i tentativi di
esaminare seriamente problemi di sicurezza
sollevati dal carattere (psiche) e nel cervello
per accumulo bio-persistente di particelle di
allume NON sono stati fatti. Molto deve essere
fatto per capire come, in alcuni individui, i
vaccini contenente allume possono diventare
insidiosamente pericoloso". Torna il problema di
cui "alcuni individui" dovrebbe evitare di
vaccinazione per evitare la malattia autoimmune.
POPOLAZIONI inclini
a sviluppare AUTOIMMUNITA'
Soriano e Shoenfeld hanno identificato una
categoria finale: chiunque e’ a rischio di
sviluppare la malattia autoimmune.
Dal momento che un certo numero di loro hanno
dimostrato di avere fattori genetici che
potrebbero includere chiunque con una storia
familiare di malattia autoimmune. Esso comprende
anche chi è risultato positivo per gli
autoanticorpi che possono indicare anni di
malattia prima che i sintomi si presentano. Le
Vaccinazioni, i medici dicono, "possono
scatenare o peggiorare la malattia."
I forti fumatori, hanno un altissimo rischio di
sviluppare una malattia autoimmune, dice il
rapporto.
L'American
Cancer Society, stima che circa il
18% degli americani fuma. Ciò significa che
circa 42 milioni di americani hanno un elevato
rischio di sviluppare una malattia autoimmune e
stanno accatastando le probabilità di ogni
vaccino, a slatentizzare l’autoimmunita’.
Ed, infine, i fattori che Shoenfeld e Soriano
hanno associato ad un alto rischio di sviluppare
autoimmunità sono gli elevati valori di
estrogeni e bassi livelli di vitamina D - il che
significa che chiunque di utilizzare e prendere
il controllo delle nascite (pillola) o la
terapia ormonale sostitutiva e, secondo un
studio del 2009 dello stato della vitamina D,
circa tre quarti (3/4) dei ragazzi e adulti
americani dovrebbero diffidare dei vaccini.
(vedi:
2009 study of vitamin D status)
Shoenfeld non sembra pero’ significare di
escludere tutte queste persone, come provenienti
da vaccinazioni.
Il documento pero’ "conclude" che: "per la
stragrande maggioranza delle persone, i vaccini
portano alcun rischio di malattia autoimmune
sistemica e deve essere somministrato secondo le
raccomandazioni attuali."Il che è in netto
contrasto con il corpo dello studio pubblicato.
L'ultima parola è di cautela, riguardo a pesare
il "potenziale beneficio della vaccinazione (NdR:
tutto ancora da dimostrare) ... contro il suo
potenziale e reale rischio".
Si tratta di esempi di una strana sorta di
schizofrenia in una vasta gamma di articoli
recenti di immunologia. I medici sembrano essere
cercando di conciliare un secolo di dogma del
vaccino, come "sicuro ed efficace," con
pena dell'ultimo decennio sui risultati della
ricerca che sono invece terrificanti. C'è un
sacco di posizioni "da un lato" e "dall'altro"
in essi. Pero’ la nuova ricerca sembra sul punto
di prendere il sopravvento.
Una panoramica del 2013 di ASIA
(overview)
da sei immunologi tra cui Shoenfeld, per
esempio, è un catalogo di effetti collaterali
del vaccino per le morti da
Gardasil, epidemie, narcolessia,
infertilità, stanchezza cronica, pecore morte e
cervelli confusi con l'alluminio -. E' piena di
affermazioni che sarebbero state praticamente
sconosciute dalla medicina ufficiale, un
decennio fa.
"Forse, in 20 anni, i medici saranno in duello
con particelle meglio caratterizzati di
autoimmunità, ed i vaccini possono diventare
completamente "sicuri e più efficaci".
Tuttavia il riconoscimento di ASIA ha avviato il
cambiamento di mettere più impegno
nell'identificare il buono, il cattivo e il
brutto dei vaccini e, in particolare, dei
coadiuvanti in trigger di autoimmunità. "cattivo
e brutto dei vaccini ? Cosa c'è di sbagliato
con i coadiuvanti ? Questo non è in mano,
ne e’ uscito fuori dai
CDC.
O come circa questo:
"Nonostante l'enorme quantità di denaro
investito nello studio dei vaccini, ci sono
pochissimi studi osservazionali e praticamente
tutto e’ senza studi clinici randomizzati che
documentano l'effetto sulla mortalità di uno dei
vaccini esistenti.
Uno studio recente ha trovato un aumento del
tasso di ospedalizzazione con l'aumento del
numero di dosi di vaccino e un rapporto di
mortalità per 5-8 dosi di vaccino a 1-4 dosi di
1,5, che indicano un aumento statisticamente
significativo di decessi associati a dosi di
vaccino superiori.
Poiché i vaccini sono dati a milioni di bambini
ogni anno, è imperativo che le autorità
sanitarie debbano disporre di dati scientifici
provenienti da studi di tossicità sinergici su
tutte le combinazioni di vaccini ... "che
potrebbe essere effettuati... ma questo non è
fatto.
Ma qui è il topper:
"La
Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che
i vaccini responsabili sono immuni dalle cause
in carica che la progettazione del vaccino anche
se è difettoso".
Quindi non vi è necessità di design innovativo
di studi clinici ed i vaccini stessi dovrebbero
essere riprogettati." Immunologi tra cui la
massima autorità mondiale su autoimmunità stanno
dicendo è il momento di ri-prendere i vaccini di
nuovo al “tavolo da disegno”.
La malattia autoimmune è la terza principale
causa di morbilità e mortalità nel mondo
(third
leading cause) ed ora tra i primi 10
assassini (top
10 killers) di giovani donne
americane.
L'American
Autoimmune Related Diseases Association,
autoimmuni e malattie correlate ed associate,
stima che 50 milioni di americani soffrono di
una delle 88 malattie autoimmuni - da diabete di
tipo 1 da lupus eritematoso sistemico - e
qualche ricerca mette la figura a uno su cinque
a livello globale.
Almeno altre 40 malattie sono sospettate di
essere immuno-mediate. La maggior parte di loro
sono devastanti - spesso paralizzante, costose
da trattare e incurabile. E stanno aumentando a
un ritmo sorprendente.
In questa fase, sembra che la più ricerca va in
quella direzione (i vaccini) più difficile sta
per arrivare per gli immunologi pro-vaccino, per
mantenere a bada il disturbo di personalità
multipla - o completare esaurimento nervoso.
Dieci anni di ricerche di punta sugli effetti
dell’alluminio sul sistema immunitario si è
rivelato che erano principalmente sbagliate.
E quanto poco sanno. Se, dopo 90 anni, i medici
finalmente hanno iniziato a esaminare seriamente
il meccanismo e mettere in discussione i meriti
di iniettare tossine metallici dei vaccini in
neonati, cosa hanno ancora da scoprire ?
ASIA suona terribile. (Peccato per tutte le
persone i cui bambini sofferto per la stanchezza
cronica, quando era solo un desiderio freudiano
di dormire con la madre.)
Ma cosa succede se, come pecore di Lujan, la
minoranza "trascurabile", che ha pagato il
prezzo per il cosiddetto “bene per l'umanità” è
in realtà solo la punta di un iceberg ?
E se alcune persone senza apparenti reazioni
immunitarie avverse hanno ancora
nanocristalli di alluminio silenziosamente
depositate nei loro cervelli ? E se ASIA
comprende davvero l'Alzheimer ? SLA, l'autismo ?
ADD ? E questo è solo l'A dell’alfabeto dei
danni vaccinali.
Anche se certi
immunologi vogliono mantenere, indossando gli
occhiali rosa colorati, che gli ingredienti del
vaccino sono responsabili solo per una piccola
frazione del autoimmunità, il "brutto" in dei
vaccini sta per esplodere, ed ignorare e
mantenerlo nascosto, sara’ sempre più difficile.
Quando quasi tutti sul pianeta sono
stati iniettati (vaccinati), 20 anni è un tempo
lungo per le persone disabili da sopportare,
mentre gli scienziati "a duello con le
particelle caratterizzate di autoimmunità."
Nella furia-diatriba sulla "epidemia di morbillo
a Disneyland" (vedi:
Disneyland measles outbreak) che
attanaglia i promotori dei vaccinatori nel
mondo, il tempo stringe per i medici e
ricercatori che vedono ormai il lato "cattivo e
brutto" dei vaccini e loro coadiuvanti, di fare
qualcosa al riguardo.
Ci sono chance di una riprogettazione del
vaccino, in assenza di un incentivo profitto e
una forte possibilità di mandanti al vaccino
universale per tutti e di ciascuno – con
precedente reazione shock anafilattico o no.
Traduzione da:
greenmedinfo.com
Articolo originale.
The research is hard to ignore, vaccines can
trigger autoimmunity with a laundry list of
diseases to follow. With harmful and toxic
metals as some vaccine ingredients, who is
susceptible and which individuals are more at
risk?
No one would accuse Yehuda Shoenfeld of being a
quack. The Israeli clinician has spent more than
three decades studying the human immune system
and is at the pinnacle of his profession. You
might say he is more foundation than fringe in
his specialty; he wrote the textbooks. The
Mosaic of Autoimmunity, Autoantibodies, Diagnostic
Criteria in Autoimmune Diseases, Infection and
Autoimmunity, Cancer and Autoimmunity – the list
is 25 titles long and some of them are
cornerstones of clinical practice. Hardly
surprising that Shoenfeld has been called the
"Godfather of Autoimmunology" – the study of the
immune system turned on itself in a wide array
of diseases from type 1 diabetes to ulcerative
colitis and multiple sclerosis.
But something strange is happening in the world
of immunology lately and a small evidence of it
is that the Godfather of Autoimmunology is
pointing to vaccines –
specifically, some of their ingredients
including the toxic metal aluminum – as a
significant contributor to the growing global
epidemic of autoimmune diseases. The bigger
evidence is a huge body of research that's
poured in in the past 15 years, and particularly
in the past five years. Take for example, a
recent article
published in the journal Pharmacological
Research in which Shoenfeld and colleagues issue
unprecedented guidelines naming four categories
of people who are most at risk for
vaccine-induced autoimmunity.
"On one hand," vaccines prevent infections which
can trigger autoimmunity, say the paper's
authors, Alessandra Soriano, of the Department
of Clinical Medicine and Rheumatology at the
Campus Bio-Medico University in Rome, Gideon
Nesher, of the Hebrew University Medical School
in Jerusalem and Shoenfeld, founder and head of
the Zabludowicz Center of Autoimmune Diseases in
the Sheba Medical Center at Tel Hashomer. He is
also editor of three medical journals and author
of more than 1,500 research papers across the
spectrum of medical journalism and founder of
the International Congress on Autoimmunology.
"On the other hand, many reports that describe
post-vaccination autoimmunity strongly suggest
that vaccines
can indeed trigger autoimmunity.
Defined autoimmune diseases that may occur
following vaccinations include arthritis, lupus
(systemic lupus erythematosus, SLE) diabetes
mellitus, thrombocytopenia, vasculitis,
dermatomyosiositis, Guillain-Barre syndrome and
demyelinating disorders. Almost all types of
vaccines have been reported to be associated
with the onset of ASIA."
ASIA – or Autoimmune/inflammatory Syndrome
Induced by Adjuvants (also known as Shoenfeld's
syndrome) -- first appeared in the Journal
of Autoimmunology four
years ago. It is an umbrella term for a
collection of similar symptoms, including
Chronic Fatigue Syndrome, that result after
exposure to an adjuvant – an environmental agent
including common vaccine ingredients that
stimulate the immune system. Since then an
enormous body of research, using ASIA as a
paradigm, has begun to unravel the mystery of
how environmental toxins, particularly the metal
aluminum used in vaccines, can trigger an immune
system chain reaction in susceptible individuals
and may lead to overt autoimmune disease.
Autoimmune disease results when the body's
system meant to attack foreign invaders turns
instead to attack part of the body it belongs to
(auto is Greek for self). If the immune system
is like a national defence system, antibodies
are like drones programmed to recognize a
certain type of invader (a bacteria say) and to
destroy them or mark them for destruction by
other special forces. Autoantibodies are like
drones that are misidentifying a component of
the human body and have launched a sustained
attack on it. If they mistakenly target a
component of the conductive sheath around
neurons, for example, nerve impulses stop
conducting properly, muscles go into spasm and
coordination fails; multiple sclerosis results.
If autoantibodies erroneously focus on joint
tissue; rheumatoid arthritis results. If they
target the islets of Langerhans in the pancreas,
Type 1 diabetes, and so on
"Throughout our lifetime the normal immune
system walks a fine line between preserving
normal immune reactions and developing
autoimmune diseases," says the paper. "The
healthy immune system is tolerant to
self-antigens. When self-tolerance is disturbed,
dysregulation of the immune system follows,
resulting in emergence of an autoimmune disease.
Vaccination is one of the conditions that may
disturb this homeostasis in susceptible
individuals, resulting in autoimmune phenomena
and ASIA."
Who is "susceptible" is the subject of the paper
entitled, "Predicting post-vaccination
autoimmunity: Who might be at risk?" It lists
four categories of people: 1) those who have had
a previous autoimmune reaction to a vaccine, 2)
anyone with a medical history of autoimmunity,
3) patients with a history of allergic
reactions, 4) anyone at high risk of developing
autoimmune disease including anyone with a
family history of autoimmunity, presence of
autoantibodies which are detectable by blood
tests and other factors including low vitamin D
and smoking.
PREVIOUS REACTION
Regarding those who have had a previous adverse
reaction to vaccines, the paper cites five
relevant studies including the case of a death
of a teenage girl six months following her third
Gardasil injection
against HPV virus. She had experienced a range
of symptoms shortly after her first dose,
including dizziness, numbness and tingling in
her hands, and memory lapses. After her second
injection, she developed "intermittent arm
weakness, frequent tiredness requiring daytime
naps," worse tingling, night sweats, chest pain
and palpitations. A full autopsy was unrevealing
but blood and spleen tissue analysis revealed
HPV-16 L1 gene DNA fragments – matching the DNA
found in vials of the Gardasil vaccine against
cervical cancer – "thus implicating the vaccine
as a causal factor." The DNA fragments had also
been found to be "complexed with the aluminum
adjuvant" which, according to the report, have
been shown to persist for up to 8 to 10 years
causing chronic immune system stimulation.
"Although data is limited," Shoenfeld and his
colleagues concluded, "it seems preferable that
individuals with prior autoimmune or
autoimmune-like reactions to vaccinations,
should not be immunized, at least not with the
same type of vaccine."
ESTABLISHED AUTOIMMUNE CONDITION
The second group which the paper cites for
vaccine exemption is patients with "established
autoimmune conditions." Vaccines don't work so
well in them, say Shoenfeld and his colleagues,
and they are at "risk for flares following
vaccination." Inoculations that contain live
viruses including chickenpox, yellow fever and
the measles, mumps and rubella triple vaccine (MMR)
are "generally contraindicated" for people with
autoimmune conditions because of the risk of
"uncontrolled viral replication." But
inactivated vaccines are not such a good idea
either because they usually contain the added
ingredient aluminum, linked to autoimmunity.
The immunologists describe recent studies in
which patients with autoimmune rheumatic disease
given the influenza vaccine (without aluminum)
suffered more joint pain and fever than controls
and whose levels of autoantibodies (the drones
that attack self) increased after receiving the
flu vaccine. What's more, they developed new
types of autoantibodies that weren't present
before the vaccines, and those persisted. As the
presence of autoantibodies can be predictive
of developing autoimmune disease in
patients without symptoms, even years ahead of
disease onset, this is troubling to those who
understand immunology.
A number of studies claim vaccines are safe for
the "overwhelming majority of patients with
established autoimmune diseases," the study
allows, but they only looked at rheumatoid
arthritis and lupus and not at severe and active
cases so "the potential benefit of vaccination
should be weighed against its potential risk,"
they cautioned.
PATIENTS WITH A HISTORY OF ALLERGY
Vaccine trials have usually excluded
"vulnerable" individuals -- only extremely
healthy individuals with no allergies are
recruited. It's a "selection bias," say Soriano
and Shoenfeld, and has likely resulted in
serious adverse events being "considerably
underestimated" in "real life where vaccines are
mandated to all individuals regardless of their
susceptibility." The true incidence of allergic
reactions to vaccines, normally estimated at
between one in 50,000 to one in a million doses,
is probably much higher and particularly where
gelatin or egg proteins are on the ingredients
list, they say.
There's a long list of vaccine ingredients that
are potential allergens: besides the infectious
agents themselves, there are those from hen's
egg, horse serum, baker's yeast, numerous
antibiotics, formaldehyde and lactose, as well
"inadvertent" ingredients such as latex.
People's allergic histories have to be taken
before vaccination say the researchers. But some
signs of reaction don't show up until after the
shot.
The public health nurse or GP might tell
patients that a long-lasting swelling around the
injection site after a vaccine is a normal
reaction, for example. But that is not what the
immunologists say. "[A]luminum sensitization
manifests as nodules [hard lumps] at the
injection site that often regress after weeks or
months, but may persist for years." In such
cases, they say, a patch test can be done to
confirm sensitivity and to avoid vaccination.
According to a growing body of research, though,
allergy may be only the beginning of many
dangerous aluminum-induced phenomena.
THE TROUBLE WITH ALUMINUM
Aluminum has been added to vaccines since about
1926 when Alexander Glenny and colleagues
noticed it would produce better antibody
responses in vaccines than the antigen alone.
Glenny figured the alum was inducing what he
called a "depot effect" – slowing the release of
the antigen and heightening the immune response.
For 60 years his theory was accepted dogma. And
over the same time, the vaccine schedule grew
decade on decade, but few ever questioned the
effects of injecting aluminum into the body,
which is strange considering its known toxicity.
A PubMed search on aluminum and "toxicity" turns
up 4,258 entries. Its neurotoxicity is well
documented. It affects memory, cognition,
psychomotor control; it damages the blood brain
barrier, activates brain inflammation, depresses
mitochondrial function and plenty of research
suggests it is a key player in the formation of
the amyloid "plaques" and tangles in the brains
of Alzheimer's patients. It's been implicated
in Amyotrophic
Lateral Sclerosis and autism and
demonstrated to induce
allergy.
When kidney dialysis patients were accidentally
infused with aluminum, the "dialysis-induced
encephalopathy" (DAE)
they developed neurological symptoms: speech
abnormalities, tremors, memory loss, impaired
concentration and behavioural changes. Many of
the patients eventually went into comas and
died. The lucky ones survived: when the source
of toxicity, aluminum, was removed from their
dialysis they recovered rapidly.
With these new observations, researchers began
investigating the adjuvant effects of aluminum
and in the past decade there has been a flurry
of research.
Far from being a sandbag that holds the antigen
for a while and then gets excreted, it turns out
that aluminum salts trigger a storm of defence
action. Within hours of injection of the same
aluminum oxyhydroxide in vaccines into mice, for
example, armies of specialized immune cells are
on the move, calling in grid coordinates for
more specialist assault forces. Within a day, a
whole host of immune system commandos are in
play -- neutrophils, eosinophils, inflammatory
monocytes, myeloid and dendritic cells,
activating lymphocytes and secreting proteins
called cytokines. The cytokines themselves cause
collateral damage but they send out signals,
directing cell-to-cell communication and
recruiting other cells into action. If the next
phase of the attack is launched: fibroblast
growth factor, interferons, interleukins,
platelet derived growth factor, transforming
growth factor and tumour necrosis factor might
all be engaged. There's evidence that poorly
understood and pesky inflammasomes, (currently a
topic of cutting- edge cancer
causation research)
such as the Nod-like receptor 3( NLRP) are
activated too, but it's all still too early to
say exactly what they're doing.
New research emerging from University of British
Columbia has found that aluminum adjuvant
injected into mice can alter the expression of
genes associated with autoimmunity. And in their
recent study published
in the Proceedings of the National Academy of
Sciences, immunologists at the University of
Colorado found that even host DNA is recruited
into the aluminum assault, that it rapidly coats
injected alum, triggering effects that
scientists have barely scratched the surface of
understanding.
THE SIGNIFICANCE OF MACROPHAGIC MYOFASCIITIS
This mobility or "translocation" of aluminum in
the body is perhaps the most disturbing of the
mounting evidence in current aluminum research.
In 1998, French researcher Romain Gherardi and
his colleagues observed an emerging condition of
unknown origin which presented in patients
post-vaccination with Chronic Fatigue like
symptoms including swollen lymph nodes, joint
and muscle pain and exhaustion. Tissue biopsies
of the patients' deltoid revealed lesions up to
1 cm in diameter and unique from similar lesions
of other diseases. They went to the lab for
analysis and to Gherardi's astonishment, they
mainly consisted of macrophages – large white
blood cells in the immune system whose job is to
swallow up foreign invaders in the body.
Enclosed in the cellular fluid of these
phagocytes were agglomerates of nanocrystals of
aluminum.
Gherardi and his colleagues began injecting mice
with aluminum to see what happened. Their
research published
in 2013 revealed that the metal particles were
engulfed by macrophages and formed MMF-like
granulomas that dispersed -- to distant lymph
nodes, spleen, liver and eventually brain.
"This strongly suggests that long-term adjuvant
biopersistence within phagocytic cells is a
prerequisite of slow brain translocation and
delayed neurotoxicity," writes Gherardi in his
February 2015 review of
the relevant research in Frontiers in Neurology.
A more frightening animal study of aluminum is
that of Spanish veterinary researcher Lluis
Lujan's study of ovine ASIA. After huge numbers
of sheep in Spain died in 2008 in the wake of a
compulsory multiple vaccine campaign against
bluetongue in Spain in 2008, Lujan set out to
find out what killed them – and he began by
inoculating them with aluminum.
His 2013 study found that only 0.5% of sheep
inoculated with aluminum vaccines showed
immediate reactions of lethargy, transient
blindness, stupor, prostration and seizures –
"characterized by a severe meningoencephalitis,
similar to postvaccine reactions seen in
humans." Most of them recovered, temporarily,
but postmortem exams of the ones who didn't
revealed acute brain inflammation.
The delayed onset "chronic" phase of the disease
affected far more of the sheep -- 50-70% of
flocks and sometimes virtually 100% of animals
within a given flock, usually including all of
those who had previously recovered. The reaction
was frequently triggered by exposure to cold and
began with restlessness and compulsive
wool-biting, then progressed to acute redness of
the skin, generalized weakness, extreme weight
loss and muscle tremors, and finally, entered
the terminal phase where the animals went down
on their front quarters, became comatose and
died. Post-mortem examinations revealed "severe
neuron necrosis" and aluminum in the nerve
tissue.
The immune system's reaction to aluminum
"represents a major health challenge," Gerhardi
declares in his recent review, and he adds that
"attempts to seriously examine safety concerns
raised by the bio-persistent character and brain
accumulation of alum particles have not been
made... A lot must be done to understand how, in
certain individuals, alum-containing vaccines
may become insidiously unsafe." Back to the
problem of which "certain individuals" should
avoid vaccination to avoid autoimmune disease.
PEOPLE PRONE TO DEVELOP AUTOIMMUNITY
Soriano and Shoenfeld's identify a final
category: anyone at risk of developing
autoimmune disease. Since a number of them have
been shown to have genetic factors that would
include anyone with a family history of
autoimmune disease. It also includes anyone who
has tested positive for autoantibodies which can
indicate disease years before symptoms show up.
Vaccinations, the doctors say, "may trigger or
worsen the disease."
Smokers too, have an exceptionally high risk of
developing an autoimmune disease, says the
report. The American
Cancer Society estimates
that about 18% of Americans smoke. That means
about 42 million Americans have an elevated risk
of developing an autoimmune disease and they're
stacking the odds with every vaccine.
And finally, factors that Shoenfeld and Soriano
associate with high risk of developing
autoimmunity are high estrogen and low vitamin D
-- which means anyone taking birth control or
hormone replacement therapy and, according to
one 2009
study of vitamin D status,
about three quarters of American teens and
adults should be wary of vaccines.
Shoenfeld doesn't seem to mean to exclude all of
these people from immunization, however. The
paper concludes that "for the overwhelming
majority of individuals, vaccines carry no risk
of systemic autoimmune disease and should be
administered according to current
recommendations." Which is in stark contrast to
the body of the paper. The final word is
cautionary about weighing the "potential benefit
of vaccination...against its potential risk."
It's exemplary of a strange sort of
schizophrenia in a wide range of recent
immunology papers. The doctors seem to be trying
to reconcile a century of "safe and effective"
vaccine dogma with the last decade's worth of
terrifying research findings. There's a lot of
"on the one hand" and "on the other hand" in
them.
The new research seems about to gain the upper
hand, however. A 2013 overview of
ASIA by six immunologists including Shoenfeld,
for example, is a catalogue of vaccine side
effects from Gardasil deaths, narcolepsy
epidemics, infertility, chronic fatigue, dead
sheep and aluminum-addled brains. It is rife
with statements that would have been virtually
unheard of inside mainstream medicine a decade
ago. Like this shocker:
"Perhaps, in twenty years, physicians will be
dueling with better characterized particles of
autoimmunity, and the vaccines may become fully
safe as well as effective. Nonetheless the
recognition of ASIA has initiated the change to
put more efforts in identifying the good, the
bad and the ugly of vaccines and in particular
of adjuvants as triggers of autoimmunity." Bad
and ugly of vaccines? What's wrong with the
adjuvants? That's not in the CDC hand-out.
Or how about this one:
"Despite the huge amount of money invested in
studying vaccines, there are few observational
studies and virtually no randomized clinical
trials documenting the effect on mortality of
any of the existing vaccines. One recent paper
found an increased hospitalization rate with the
increase of the number of vaccine doses and a
mortality rate ratio for 5-8 vaccine doses to
1-4 doses of 1.5, indicating a statistically
significant increase of deaths associated with
higher vaccine doses. Since vaccines are given
to millions of infants annually, it is
imperative that health authorities have
scientific data from synergistic toxicity
studies on all combinations of vaccines..." That
could be any anti-vaxxer jabbering on...but it's
not.
But here is the topper:
"The US Supreme Court ruled that vaccines makers
are immune from lawsuits charging that the
design of the vaccine is defective. Thus there
is need for innovative clinical trial design and
the vaccines themselves should be redesigned."
Immunologists including the world's leading
authority on autoimmunity are saying it is time
to take vaccines back to the drawing board.
Autoimmune disease is the third
leading cause of
morbidity and mortality worldwide and now among
the top
10 killers of
young American women. The American
Autoimmune Related Diseases Association estimates
that 50 million Americans suffer from one of 88
autoimmune diseases -- from type 1 diabetes to
systemic lupus erythematosus -- and some
research puts the figure at one in five
globally. At least 40 more diseases are
suspected to be immune-mediated. Most of them
are devastating -- frequently crippling,
expensive to treat and incurable. And they are
increasing at an astonishing pace.
At this stage, it looks like the more the
research pours in, the harder it is going to get
for pro-vaccine immunologists to keep multiple
personality disorder – or complete nervous
breakdown -- at bay. Ten years of cutting edge
research into aluminum's effects on the immune
system has revealed primarily how wrong they
were. And how little they know. If, after 90
years, doctors finally have begun to seriously
examine the mechanism and question the merits of
injecting metal toxins into newborn babies, what
have they yet to discover? ASIA sounds awful.
(Too bad for all the people whose kids suffered
through chronic fatigue when it was just a
Freudian yearning to sleep with their mother.)
But what if, like Lujan's sheep, the
"negligible" minority that has been paying the
price for the good of humanity is actually only
the tip of the iceberg? What if some people with
no apparent adverse immune reactions still have
nanocrystals of aluminum silently depositing in
their brains? What if ASIA really includes
Alzheimer's? ALS, autism? ADD? And that's just
the A's.
Even if immunologists keep wearing their rose
coloured glasses, and vaccine ingredients are
only responsible for a tiny fraction of the
exploding autoimmunity, the "ugly" in vaccines
will still get harder and harder to ignore. When
everyone on the planet is getting injected, 20
years is a long time for disabled people to
stack up while scientists "duel with the
characterized particles of autoimmunity." In the
fury over the Disneyland
measles outbreak that
is gripping the world's vaccine promoters, time
is running out for doctors and researchers who
see the "bad and ugly" side of vaccines and
their adjuvants to do something about it.
There's slim chance of a vaccine redesign in the
absence of a profit incentive and a strong
chance of universal vaccine mandates for one and
all -- previous anaphylactic shock reaction or
not.
Tratto da: greenmedinfo.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Diversi STUDI EPIDEMIOLOGICI mostrano CHE
Bambini Vaccinati soffrono di meno Salute,
molto piu’ che i Bambini NON VACCINATI !,
ma significa poco per gli spacciatori di
vaccini.
Bene, ecco un altro studio che dimostra come
le super stimolazioni vaccinali del sistema immunitario
inevitabilmente PORTANO anche e non solo a
MALATTIE AUTOIMMUNI !
Lo studio Giapponese su malattie autoimmuni
dai Vaccini - Ecco la CONCLUSIONE di Studio
dell'Università di Kobe - 2013:
Riassunto
"Autoimmunità
sistemica sembra essere l'inevitabile
conseguenza di un eccesso di stimolazione
immunitaria da parte del 'sistema' del padrone
di casa, da ripetuti immunizzazioni con
antigeni (anche vaccinali), ai livelli che
superano le possibilita' di auto-organizzazione
e le criticità del
sistema.
Ironia della
sorte, lo scopo iniziale di questo studio,
finanziato in modo indipendente, è stato quello
di capire come si sviluppano le malattie
autoimmuni.
Non era originariamente inteso come un tentativo
di dimostrare la sicurezza di vaccinazione o di
pericolo.
I ricercatori
hanno usato topi che sono stati allevati per
evitare malattie autoimmuni.
Ad essi sono
stati iniettati con soluzioni che contenevano
antigeni senza additivi tossici.
Antigeni per
generare anticorpi per proteggere contro
l'invasione dei patogeni della malattia.
Gli anticorpi
possono rivoltarsi contro l'ospitante auto
generando, se diventano eccessivi e inutilmente
inoculati, provocando malattie autoimmuni a
lungo termine, come l'asma,
le
allergie agli
alimenti,
artrite,
sclerosi multipla, e una serie di
disturbi neurologici (quindi anche
autismo) che affliggono molto di più delle
malattie infettive.
Una vaccinazione
inietta antigeni colti del virus attenuato, per
cercare di creare una risposta immunitaria di
anticorpi per l'antigene che, presumibilmente
dovrebbe creare immunità a quella particolare
malattia.
I ricercatori
hanno iniettato ai topi ripetutamente l'antigene
Staphylococcus entertoxin B (SEB), con il tempo
necessario tra ogni iniezione per riprendersi
dalle reazioni immediate all'antigene.
Volevano
verificare la meccanica e le azioni specifiche di come un
sistema immunitario potesse girare contro se
stesso per creare malattie autoimmuni, se è
stato eccessivamente stimolato.
Coadiuvanti tossici o conservanti normalmente
utilizzati nei vaccini non facevano parte
dello studio.
Dopo sette iniezioni, i topi recuperati ogni
volta con il loro sistema immunitario intatto.
Ma dopo
l'ottava di iniezione, i problemi con le cellule
immunitarie chiave, hanno iniziato.
Quindi
sembra che i vaccini "greening" (puliti) siano
inutili.
Le Cellule
DANNEGGIATE sono state osservate al microscopio
e hanno MOSTRATO SEGNI di PRECOCI AUTOIMMUNITA'
!
Il loro sistema
immunitario aveva iniziato a generare da sé gli
anticorpi per reazioni autoimmuni dopo
vaccinazioni ripetute con gli antigeni !
Come previsto,
questo studio di laboratorio non ha ricevuto
molta attenzione dal pubblico (ministeri
della sanita' a livello mondiale), dai
medici e/o dai media.
I Risultati sono stati Ripresi da ALTRI, tra cui
neurochirurgo in pensione e autore dottor
Russell Blaylock.
Egli ha espresso
preoccupazione per l'eccessiva stimolazione del
sistema immunitario dei giovani con le
vaccinazioni con ripetuti antigeni vaccinali,
ANCHE SENZA gli attuali ADDITIVI TOSSICI !
Il video dell'intervista lo trovate qui:
http://naturalsociety.com/
CONCLUSIONE
Questo studio
dovrebbe mettere a riposo, e confutar l'idea che
i vaccini "puliti", eliminando o sospendendo, i
normali additivi tossici entro contenuti nei
vaccini, renderebbero il programma di
vaccinazione infantile, di quasi 40 vaccinazioni
dai 18 mesi di età, più accettabile.
E' anche una sfida diretta contro
la teoria e la pratica delle
vaccinazioni.
Con il programma
di vaccinazione del
CDC, i neonati umani e dei bambini non viene
dato di solito abbastanza "tempo di recupero",
che è stato consentito per i topi di studio.
La base stessa
della creazione di
immunità anche con le vaccinazioni dette
"ecologiche" è PEGGIO
di un falso, in realtà è molto
pericolosa !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Importante
scoperta all'IRB - Un passo avanti
nella lotta al pemfigo, grave malattia
autoimmune
Un passo avanti nella diagnosi e nella terapia
della grave malattia autoimmune che prende il
nome di pemfigo.
Lo hanno compiuto gli scienziati dell’Istituto
di
Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona e
del
Laboratorio di Biologia Molecolare e Cellulare
dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI)
di Roma guidati dal professor Antonio
Lanzavecchia e dalla dottoressa Giovanna
Zambruno. I risultati della loro ricerca sono
appena stati pubblicati dal Journal of Clinical
Investigation.
Per la prima volta si alza il sipario sui
meccanismi all'origine delle malattie
autoimmuni, nelle quali il
sistema
immunitario aggredisce l'organismo al quale
appartiene, ed apre la strada a future cure per
le malattie di questo tipo: un gruppo quelle che
colpiscono la pelle, come il pemfigo su cui è
stata condotta la ricerca, all'artrite
reumatoide.
''E' la prima volta che nell'uomo viene
individuato questo meccanismo'', osserva
Lanzavecchia. E' stato possibile farlo grazie
alle nuove tecnologie che permettono di clonare
le cellule del sistema immunitario e di isolare
gli anticorpi. L'autoanticorpo isolato dai
ricercatori è quello del pemfigo, una malattia
autoimmune che causa la formazione di bolle su
pelle e mucose, come quelle di naso, faringe,
esofago e genitali. In questa malattia, come
nella altre malattie autoimmuni, gli anticorpi
non sono diretti contro agenti esterni, come
batteri o virus, ma contro normali costituenti
dell'organismo. ''Una volta isolato
l'autoanticorpo del pemfigo, abbiamo cancellato
da esso tutte le mutazioni, una ad una''. In
questo viaggio a ritroso il punto d'arrivo è
stata la scoperta che l'anticorpo che aggredisce
il suo organismo è nato da un normalissimo
anticorpo. Le mutazioni che questo ha subito
progressivamente lo hanno portato ad assumere
una funzione addirittura opposta. Adesso resta
da capire quale possa essere la causa che ha
scatenato la catena di mutazioni.
Commento NdR: …questi “ricercatori"
non sanno che i
vaccini propinati
ormai da 4 generazioni ai sudditi dell’impero
farmacologico,
Big Pharma, che
gestisce la
sanita’ nel mondo intero… sono in
grandissima parte responsabili delle
mutazioni genetiche ed
anticorpali
che
si
inducono con tali pratiche
in-sanitarie !
IMPORTANTE
Inoltre tutte le malattie autoimmuni, nascono
dalle
intossicazioni +
infiammazioni,
irritazione della
mucosa intestinale, dovuto alle alterazioni
del
pH
digestivo, della
flora ed
enzimi, per l'utilizzo di
aria ed acque malsane,
cibi inadatti,
specialmente vaccini,
droghe,
farmaci,
infezioni
da parassiti, ecc., che determinano anche e
non solo eccitazioni
immunitarie, secondo il meccanismo
descritto in questo schema:
Le vari "Ipotesi"
formulate fino ad oggi, della
medicina allopatica ufficiale sulle malattie
autoimmuni:
Gli anticorpi vengono prodotti da particolari
cellule del sistema immunitario, i
linfociti B. Si ritiene che, durante lo
sviluppo
embrionale, i linfociti in grado di
elaborare una risposta immunitaria contro i
tessuti del proprio organismo vengano in
qualche modo inattivati, così che il “sé”, ossia
ciò che è proprio dell'organismo, venga distinto
dal “non sé”, cioè il diverso da sé, e non venga
distrutto dagli anticorpi. Alcuni soggetti
adulti presentano, tuttavia, linfociti
autoreattivi; pertanto questo sistema di
inibizione non sembra funzionare sempre
perfettamente.
Un altro meccanismo atto a evitare la
distruzione di componenti propri dell'organismo
è costituito dalla segregazione, all'inizio del
processo di maturazione immunologica, delle
sostanze self (“sé” in inglese).
Gli
spermatozoi, ad esempio, si sviluppano
completamente solo dopo la maturazione del
sistema immunitario e vengono poi mantenuti in
compartimenti separati dal
sistema circolatorio. In seguito a un
intervento di
vasectomia, gli spermatozoi possono
penetrare nel circolo ematico, dove in certi
casi provocano la formazione di anticorpi
diretti contro di sé (autoanticorpi).
Un'ipotesi formulata per spiegare la genesi
delle malattie autoimmuni suggerisce che la
soppressione della reazione contro il “sé” sia
interrotta quando le cellule che producono gli
anticorpi vengono infettate da un virus.
Una prova che sembra avvalorare tale ipotesi
consiste nella presenza di autoanticorpi nella
circolazione sanguigna dei soggetti colpiti da
mononucleosi infettiva, una malattia causata
da un virus che infetta i linfociti.
Lo stato di
benessere che deriva dall'assenza di malattia è
il risultato di una condizione di ordine nell'omeostasi
in cui operano tutti i
processi
biologici. Uno disordine omeostatico
determina l'ammalamento
e la comparsa del o dei
sintomi, chiamati impropriamente "malattie".
Qualsiasi causa che alteri (es. le
vaccinazioni)
l'omeostasi determinerà la comparsa di
ammalamento e di sintomi, piu' o meno gravi. Il
sistema immune
non fa eccezione a questa regola.
Nel caso di un suo difetto funzionale si ha una
condizione di immunodeficienza, che comporta una
aumentata suscettibilità alle infezioni perché
il sistema immune, in questo caso difettivo, non
è in grado di produrre anticorpi che eliminano i
batteri e i virus. Nel caso esso funzioni
troppo, si ha al contrario una condizione
caratterizzata dall'insorgenza di malattie
autoimmuni: infatti, in seguito a questa
iperattività, il sistema immune riconosce come
estranee componenti del nostro organismo e cerca
di eliminarle provocando la malattia. I
giusti rapporti fra questi due estremi
caratterizza la condizione di normalità, cioe'
di salute, ovvero capacità di difenderci dalle
infezioni ed assenza di sintomi, ovvero di
"malattie" autoimmuni.
Finora queste due
condizioni estreme sono state considerate
antitetiche dalla medicina ufficiale.
Per spiegare questo apparente paradosso era
necessario trovare tutti gli anelli di
"congiunzione" tra questi due estremi. Questo
anello, o forse sarebbe meglio dire uno di
questi anelli, è stato trovato ed è l'oggetto
del lavoro pubblicato sull'ultimo numero dell'American
Journal of Human Genetics.
Si tratta di un lavoro multicentrico firmato,
dall'italiano dott. Alessandro Plebani,
direttore della
Clinica Pediatrica dell'Università degli Studi
di Brescia e direttore Scientifico
dell'Istituto di Medicina Molecolare A.
Nocivelli degli Spedali Civili; da Vassilios
Lougaris, ricercatore della stessa Clinica
Pediatrica, dal tecnico Giacomo Tampella, da
Massimiliano Vitali e Emanuela Baronio,
assegnisti di ricerca. La ricerca si è svolta
nel Laboratorio di Medicina Molecolare A.
Nocivelli, supportata dalla Fondazione Camillo
Golgi e dall' Associazione Immunodeficienze
Primitive.
Spiega Plebani: "Si è giunti all'identificazione
di questo anello di congiunzione partendo
proprio dallo studio dei pazienti con
immunodeficienze primitive. In particolare, si è
visto che in essi la coesistenza di una
condizione di immunodeficienza e di aumentata
suscettibilità a malattie autoimmuni, era dovuta
a mutazioni di un gene denominato
LRBA. Questo gene codifica per una proteina
che, in condizioni normali, viene espressa nelle
cellule del sistema immune e conferisce loro la
capacità di difenderci dalle infezioni. Nel caso
risulti mutato, la proteina non viene prodotta.
Da qui la condizione di immunodeficienza.
Abbiamo però dimostrato che questo gene, in
condizioni normali, è anche in grado di regolare
il ciclo vitale di una
cellula.
In altre parole - continua Plebani - quando le
cellule del sistema immune, attivate per
svolgere una determinata funzione, l'hanno
svolta, tornano allo stato di quiescenza o
addirittura vengono disattivate o eliminate.
Qualora questo gene risulti mutato, questa
disattivazione non avviene, le cellule
continuano nel loro stato di attivazione con il
rischio di attaccare le diverse cellule del
nostro organismo e dare quindi malattie
autoimmuni. Questo è quanto avviene nei pazienti
che presentano alterazioni di questo gene.
Comprendere meglio i meccanismi attraverso i
quali il prodotto di questo gene agisce ed
essere in grado di regolarne la funzione può
aprire nuove e forse più efficaci possibilità di
trattamento di queste malattie".
Secondo un'altra
ipotesi, alcune malattie autoimmuni potrebbero
essere causate dalla somiglianza, ingannevole
per il riconoscimento da parte degli anticorpi,
tra alcune molecole “non sé” prodotte da
microrganismi patogeni, come
batteri e
virus, e le molecole “sé” dell'organismo. Ad
esempio, un disturbo del
cuore denominato
cardiopatia reumatica sembra essere
associato a un precedente episodio di
febbre reumatica, verificatosi nel corso
dell’infanzia e con-causato da alcuni
streptococchi.
Questi batteri possiedono
sulla loro superficie cellulare una particolare
molecola, molto simile a una che si trova sulle
valvole cardiache. Pertanto, gli anticorpi
prodotti contro gli streptococchi potrebbero
nell’età adulta condurre a forme di risposta
autoimmunitaria, ed essere responsabili della
cardiopatia reumatica.
Tratto da:
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761563416/Malattie_autoimmuni.html
Commento NdR: le malattie dette
impropriamente "autoimmunitarie" cosi' come il
meccanismo delle stesse, pare essere una scappatoia
che la
medicina ufficiale, incapace a
comprendere le vere cause e concause della malattia,
l'ammalamento, e
quindi a poterla guarire, ha scelto come strada
per definire questi vari e molteplici
sintomi, chiamati impropriamente
malattie,
definendoli ad esempio, come "malattie autoimmuni"; in realta' trattasi SEMPRE e comunque di
alterazioni della mucosa intestinale dovute a:
intossicazioni,
infezioni
da parassiti,
infiammazioni,
con conseguente alterazione di:
sistema
enzimatico,
flora batterica,
pH dei
liquidi extra ed intra
cellulari e del
sistema
enzimatico, i quali fanno impazzire
ovvero malfunzionare
il sistema
immunitario, e generano
stress ossidativo
cellulare e
tissutale, ma
le cause sono ben note e sono proprio quelle
elencate dalla
Medicina Naturale !
vedi: Rapporto
Flexner e Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato
Rockefeller =
Dittatura
sanitaria
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la
MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
E’
stato osservato che le malattie autoimmuni sono in
netto AUMENTO statistico (specie
nei
bambini
e nei giovani
vaccinati) e che sono caratterizzate da sintomi importanti e spesso molto
gravi.
Artrite Reumatoide, Lupus, Sclerodermia,
Periarterite Nodosa, Rettocolite, Morbo di Crohn, Tiroiditi Autoimmuni,
Psoriasi, Sclerosi Multipla, ecc., sono termini che
sentiamo sempre più spesso e che allarmano perché indicano malattie
ritenute incurabili. Inoltre, la medicina
ufficiale non riesce a
spiegarne l’origine, ma solo il meccanismo d’azione che, come è noto,
consiste nell’aggressione da parte del sistema immunitario del paziente
verso strutture proprie dell’organismo (autoimmunità).
Tale
autoaggressione, non essendone spiegati i motivi di base, viene descritta
sui libri e dalla bibliografia medica come una sorta di “impazzimento”
del sistema immunitario che “perderebbe” la capacità di riconoscere
le strutture proprie da quelle estranee (riconoscimento del
self – non self). Vedremo
però che non è così.
COSA
E’ IL MESENCHIMA O CONNETTIVO
La
moderna Omotossicologia,
disciplina medica di cui stiamo per parlare, ha, fra i tanti meriti, anche
quello di aver dato la spiegazione scientifica del meccanismo alla base
dell’autoimmunità.
L’Omotossicologia
è la scienza che studia i “fattori tossici” dell’organismo; è
stata codificata dal Dr. Reckeweg, medico tedesco, che per primo ha
evidenziato l’importanza del mesenchima (che chiameremo connettivo) come
substrato fondamentale delle cellule.
Il
connettivo è il tessuto più esteso e grande dell’intero organismo
(rappresenta il 20% del peso corporeo) ed è costituito da una matrice
intercellulare che costituisce l’ambiente, l’habitat dove sono immerse
e vivono le cellule del nostro organismo: la cellula sta al connettivo
come l’uomo sta all’aria che respira.
Secondo
questa prospettiva il connettivo è l’organo più importante che esista:
infatti svolge svariate funzioni fondamentali per il nostro organismo. Per
citarne solo alcune, diremo che tutte le reazioni immunitarie avvengono
nel connettivo (che, dunque, da questo punto di vista rappresenta e viene
indicato come il ”campo di battaglia”, la sede dove avvengono tutte le
reazioni di difesa del nostro organismo). Inoltre svolge la funzione di
nutrizione per le cellule, di immagazzinamento di sostanze di rifiuto
prodotte dalle cellule (scorie metaboliche e tossine), di sostegno
strutturale e molte altre.
FISIOLOGIA
del CONNETTIVO
Una
delle funzioni del connettivo è, come già detto, quella di essere
ricettacolo di tossine che vengono convogliate dal sangue ed immagazzinate
nel connettivo stesso.
Queste
tossine provengono principalmente dal metabolismo cellulare (tossine
endogene) ed anche dall’esterno, per esempio i virus, i batteri,
i farmaci, i metalli pesanti, varie sostanze chimiche, ecc. (tossine
esogene). Sia le tossine endogene che quelle esogene ogni giorno
devono essere smaltite e tale lavoro viene effettuato dal sistema
linfatico che, proprio come un operatore ecologico, porta via giornalmente
i rifiuti che si sono accumulati.
Per
consentire ciò il connettivo, nell’arco delle 24 ore, attraversa due
fasi di circa 12 ore ciascuna: una fase di smaltimento di
scorie metaboliche e sostanze estranee, ed una fase di ricostruzione
della matrice connettivale e delle sostanze indispensabili alla vita delle
cellule.
In
ogni fase (vedi schema) il connettivo cambia la
sua struttura. Nella prima fase della giornata, che va dalle 3 alle 15
circa, esso appare come una gelatina sciolta, solubilizzata (stato
di sol) ed in questa prima parte della giornata avviene la
demolizione e lo smaltimento di scorie e proteine (fase di
smaltimento). Nella seconda fase, che va dalle 15 alle 3
circa, il connettivo appare, invece, come una gelatina che si ricondensa (stato
di gel) ed in questa seconda parte della giornata avviene la
ricostituzione della matrice connettivale e delle proteine (fase
di ricostruzione).
STATO
DI SOL
Corrisponde
a:
-
Fase
dell'attività
-
Simpaticotonia
-
Idrolisi
proteica
-
Degradazione
-
Smaltimento
STATO
DEL GEL
Corrisponde
a:
-
Fase
della Stasi
-
Vagotonia
-
Ricostruzione
proteica
In
sintesi, ad ogni demolizione segue una ricostruzione e viceversa.
Questo
ordine di rapporti, però, può rompersi per una serie di ragioni: ad esempio, per
un trauma, infezioni virali o batteriche, insufficienza funzionale del
sistema linfatico, eccessiva produzione di tossine dovuta ad errata
alimentazione o all’assunzione di sostanze chimiche, ecc. Tutti questi
eventi portano ad un aumento di scorie nel connettivo.
Quando
l’organismo è particolarmente sovraccaricato da questo punto di vista,
si mettono in moto meccanismi di detossicazione e drenaggio supplettivi,
grazie alla produzione di alcuni enzimi (per es. la ialuronidasi) che
producono uno stato continuativo di sol del connettivo (fase di
smaltimento): questa fase, però, non dura più solo 12 ore, ma continua
fino a quando non viene ottenuta una pulizia profonda e completa. Tale
meccanismo supplettivo prende il nome di
INFIAMMAZIONE
!
Quindi la gelatina disciolta (stato di sol) della matrice
connettivale rigelificherà (stato di gel) solo quando sarà
fatta completa pulizia del connettivo stesso. Solo allora, dopo aver
svolto la sua funzione di drenaggio supplettivo, l’infiammazione finirà
e verrà ripristinato il normale bioritmo giornaliero tra fase di sol e
fase di gel del connettivo.
Da
questa prospettiva l'infiammazione e, ovviamente, la
febbre che ne costituisce il sintomo più generale, rappresentano
un meccanismo biologicamente
opportuno
e NON
una malattia
da combattere
come, invece, vengono normalmente considerate.
La
scienza, negli ultimi anni, ha dimostrato che il nostro sistema
immunitario inizia a funzionare in maniera ottimale a partire da una
temperatura di 38,4° C. Inoltre, nei centri più all’avanguardia nella
cura dei tumori viene usata l’ipertermia, cioè l’induzione di
un’infiammazione molto alta prodotta artificialmente nella zona da
trattare, proprio perché si produce un forte stimolo immunitario.
Il
PROBLEMA
Se
l’infiammazione e la febbre non vengono considerate correttamente, cioè
come meccanismi biologicamente opportuni, bensì come malattia da
combattere, si cercherà, ovviamente, di combatterle con anti-infiammatori,
antibiotici, cortisonici, ecc.
Tutti
questi farmaci hanno una caratteristica comune, quella di produrre un
immediato viraggio dalla fase di sol (fase in cui
agisce l’infiammazione) a quella di gel (stasi),
senza prima aspettare che sia stata fatta “pulizia”. Di conseguenza,
si produrrà una gelificazione forzata del connettivo e quindi
l’infiammazione passerà, così che medico e paziente saranno
apparentemente soddisfatti del risultato ottenuto, convinti di aver
ottenuto la guarigione eliminando i sintomi.
In
realtà tale guarigione è solo apparente perché il fine ultimo, la causa
per cui si era accesa l’infiammazione, non è stato raggiunto: le
tossine rimangono nel connettivo ed il problema è solo rimandato.
Infatti, una volta passato l’effetto dei farmaci gli stessi stimoli che
avevano provocato il primo episodio di infiammazione ne faranno
riaccendere un altro. Purtroppo medico e paziente tenderanno a riprodurre
lo stesso meccanismo ogni qual volta si ripresenti un’infiammazione,
accorgendosi però che gli effetti ottenuti non sono più quelli attesi in
quanto, nel corso del tempo, le infiammazioni si riaccendono sempre più
frequentemente e non sono più facilmente gestibili.
Sopprimendo
sistematicamente le infiammazioni abbiamo visto che si produce un accumulo
sempre maggiore di tossine in quanto se ne impedisce il drenaggio per
lunghi periodi. In tal modo il connettivo si “impregna” sempre più
profondamente di tossine ed è sempre più intasato di sostanze estranee
(proteine batteriche, virus, sostanze chimiche, ecc.). L’uso dei farmaci
(anti-infiammatori, antibiotici, cortisonici, ecc.) provoca, come già
detto, un viraggio forzato verso la fase di gel senza
che si sia prima pulito il connettivo.
Ma
noi sappiamo anche che la fase di gel è
caratterizzata dalle nuove sintesi proteiche che dovrebbero essere attuate
in un connettivo “pulito”. Se, invece, si verificano sintesi proteiche
in un connettivo sempre più contaminato, “impregnato di materiale
estraneo” (ripetiamolo, proteine batteriche, virus, molecole chimiche e
farmacologiche) si produrranno nuove proteine che, purtroppo, includeranno
nella loro struttura anche materiale estraneo all’organismo, cioè non
proprio (non self). Detto in altri termini, si produrranno
delle “proteine anomale” in quanto formate non
solo da materiale proprio (self) ma anche da “pezzi”
estranei (non self). Verranno sintetizzate quindi quelle
strutture abnormi che i tedeschi hanno chiamato “proteine selvagge”.
Queste
proteine anomale saranno considerate estranee (non self) dal
nostro sistema immunitario che, quindi, le attaccherà. Infatti,
nonostante le proteine selvagge siano costituite quasi totalmente da
molecole proprie dell’organismo contengono nella loro struttura anche
piccole parti estranee sufficienti a far considerare queste proteine
“non opportune” e quindi da combattere da parte del sistema
immunitario: si creano così le basi della
malattia
autoimmune.
Per
essendo state classificate svariate malattie autoimmuni abbiamo
volutamente parlato di malattia autoimmune al
singolare in quanto essa è la malattia del connettivo
e, poiché il connettivo è ubiquitario (in quanto è presente ovunque
nell’organismo) la classificazione delle malattie autoimmuni dipende
solo da quale zona connettivale viene colpita (per esempio, la
Sclerodermia al livello del derma, il
Morbo
di Crohn e
la Rettocolite a
livello intestinale, l’Artrite
Reumatoide a livello delle articolazioni, la
Sclerosi
Multipla a livello della guaina mielinica, la
Glomerulonefrite a livello renale, la
Tiroidite
al livello della tiroide, ecc.).
CONCLUSIONI
Alla
luce di quanto detto è evidente che negli ultimi anni l’uso
indiscriminato ed inopportuno di farmaci anti-infiammatori sia stato
accompagnato da un forte aumento statistico della patologia
autoimmune.
Pensiamo,
per esempio, a quante persone bloccano sistematicamente infiammazioni e
febbri con farmaci anti-infiammatori o antibiotici oppure ai danni
provocati nei bambini con problemi alle tonsille, ai quali viene
prescritta una terapia con penicillina a lunga azione per la durata di
molti mesi o anche anni. Tutto ciò provoca uno stato di gelificazione
prolungata del connettivo che impedisce la normale, fisiologica
disintossicazione del connettivo stesso e facilita la formazione di grandi
quantità di proteine anomale.
Quanti
di questi bambini da grandi si ammaleranno !
Infatti
nella maggior parte dei casi accade quanto descritto finora ed intorno ai
20-30 o 40 anni, quando compare la malattia autoimmune,
il destino sembra segnato.
Ma
non è così: dalla malattia autoimmune si può guarire.
Occorre
conoscere tutti i possibili meccanismi che facilitano e creano le basi
della malattia: qui abbiamo esposti quelli che, a nostro parere, sono i
fondamentali. Attualmente solo pochi medici ne sono a conoscenza ed hanno
un bagaglio olistico completo che li metta in grado di curare una malattia
autoimmune ed al tempo stesso di rendere più consapevole e
cosciente il paziente nel seguire un protocollo di medicina naturale che
ha già dimostrato di dare risultati eccezionali.
Tratto
da:
http://www.centro-medico-broussais.it/autoimmuni.htm
Commento NdR: Concordiamo con questo
articolo, perche' le malattie dette
impropriamente "autoimmunitarie" cosi' come il
meccanismo delle stesse, pare essere una scappatoia
che la
medicina ufficiale, incapace a
comprendere le vere cause e concause della malattia,
l'ammalamento, e
quindi a poterla guarire, ha scelto come strada
per definire questi vari e molteplici
sintomi, chiamati impropriamente
malattie,
definendoli ad esempio, come "malattie autoimmuni"; in realta' trattasi SEMPRE e comunque di
alterazioni della mucosa
intestinale dovute a:
intossicazioni,
infezioni
da parassiti,
infiammazioni,
con conseguente alterazione di:
sistema
enzimatico,
flora batterica,
pH dei
liquidi extra ed intra
cellulari e del
sistema
enzimatico, i quali fanno impazzire
ovvero malfunzionare
il sistema
immunitario, e generano
stress ossidativo
cellulare e
tissutale, ma
le cause sono ben note e sono proprio quelle
elencate dalla
Medicina Naturale !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
MALATTIE
AUTOIMMUNI e MORBO di
BASEDOW
Cosa sono le malattie
autoimmuni
Per malattia autoimmune si
intende una delle numerose
condizioni ormonali risultanti
da una produzione interna di
anticorpi che attaccano
paradossalmente i tessuti del
corpo stesso (NdR: cosi
ci dice la
medicina ufficiale).
Un corpo e un sistema
immunitario che, quasi fossero
impazziti, si rivoltano e vanno
contro se stessi.
Per ragioni che la medicina non
è mai riuscita a spiegare, o che
non ha mai voluto approfondire
abbastanza, per non finire sul
banco degli accusati, il sistema
corpo, o meglio il sistema
immunitario, perde
all’improvviso l’abilità di
distinguere tra il self e il
non-self, tra le sostanze amiche
e conosciute e quelle nemiche ed
estranee, e finisce per trattare
i propri tessuti come fossero
materiale nocivo da scartare ed
espellere.
Molte malattie diffuse ed importanti rientrano
in questa categoria
I fattori di crisi autoimmune sono ritenuti
responsabili di una vasta gamma di disordini
corporali cronici, incluso l’anemia emolitica (dissoluzione
globuli rossi), l’anemia perniciosa, l’artrite
reumatoide, le febbri reumatiche, il lupus
eritematoso, il diabete mellito, le disfunzioni
ghiandolari e tiroidee, tipo il morbo di Basedow,
la SLA, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, le
reazioni allergiche a determinate sostanze, la
terribile MCS (multiple chimica sensitivity),
che viene già descritta come la malattia tipica
del 21esimo secolo.
Il concetto di immunità
Il concetto di immunità meriterebbe di essere
approfondito.
Il corpo non è mai realmente immune dagli
attacchi che gli portiamo e dagli errori che
facciamo contro di esso.
Una martellata sul dito produce dolore, gonfiore,
tumefazione, e anche qualche imprecazione vocale.
Vero è però che è dotato di vari sistemi di
protezione che provvedono a rendere tali
attacchi meno micidiali di quanto sarebbero se
questi mezzi difensivi non esistessero.
Come dire che il creatore ci ha fatti bene, con
criteri di saggezza, prevedendo le emergenze.
Le barriere protettive del
sistema
immunitario
Quando si parla di sistema immunitario, si
intende per l’appunto una serie di barriere
protettive che ci preservano dai guai peggiori.
Ne fanno parte i vari sistemi gangliare,
epiteliale, ghiandolare, osseo, nervoso,
neurovegetativo, che sono dotati sempre di
funzioni aggiuntive-immunitarie, ma anche
sostanze tipo la saliva, i succhi gastrici, il
sangue, la linfa, per non dire alcuni tessuti ed
alcune ghiandole specificamente concepite in
senso protettivo, tipo le tonsille, le adenoidi
e l’appendice.
Le stesse malattie, ed in particolare le
influenze,
le crisi febbrili e persino le formazioni
tumorali vengono considerate dall’igienismo
naturale (NdR: non dalla
medicina
ufficiale) come interventi amici del
sistema
immunitario che crea nuove barriere e nuove
trincee difensive fino agli estremi del suo
confine.
Quando il corpo funziona a dovere, l’andamento
alternante salute-malattia-salute riporta
l’organismo nel giusto alveo del pronto recupero.
Un meccanismo poco conosciuto e molto abusato
C’è gente che non sa nemmeno cosa sia il sistema
immunitario, o che comunque non ci crede troppo,
mancando nel corpo un organo o una serie di
organi precisi e concreti che si identifichino
esattamente con tale concetto.
C’è qualcuno che colloca il sistema immunitario
nella sfera immateriale dell’anima.
Ma non è così. Parliamo piuttosto di una serie
di meccanismi che lavorano in sinergia gli uni
con gli altri, e di una serie di tessuti e di
sostanze materiali che lavorano in sintonia con
quei meccanismi.
Che il fattore spirituale interferisca poi con
la salute e con lo stesso sistema immunitario
non v’è dubbio alcuno.
La ribellione del corpo che va contro se stesso
Quando invece le funzioni immunitarie vengono
ostacolate da interventi disturbanti quali le
cure farmacologiche, le integrazioni e le
supplementazioni innaturali, le vaccinazioni, i
clisteri violenti, i trattamenti invasivi,
l’impropria interruzione delle benefiche febbri
influenzali, le operazioni inutili ed evitabili,
le asportazioni di tessuti fondamentali, il
corpo allora si ribella e si rifiuta di fare il
suo dovere.
Anziché produrre auto-equilibrio ed auto-guarigione,
come fa solitamente, va a creare, quasi per
ripicca e per vendetta masochistica, nuove
situazioni patologiche antitetiche ai propri
interessi.
Pesanti sospetti su tutte le
vaccinazioni
Le malattie autoimmuni sono pesantemente
sospettate di essere tutte malattie di origine
iatrogenica, e di essere collegate a precedenti
interventi di tipo pediatrico (in gioventù) e di
tipo medico (negli anni successivi).
E’ la stessa medicina, sia ben chiaro, ad avere
questi sospetti, anche se poi se ne guarda bene
dall’evidenziarli.
Pensare che le malattie vengano da lontano e a
casaccio, o per volere di Satana e degli spiriti
maligni, non soddisfa ormai nessuno, se non i
danzatori del vudu.
Auto-immunità uguale fallimento del sistema
immunitario
Detto questo, spiegato cioè il concetto amico e
benvenuto di immunità o di autodifesa, nei suoi
dettagli e nei suoi limiti, è facile capire come
l’autoimmunità sia in realtà una contro-immunità,
e rappresenti una specie di fallimento
temporaneo del sistema immunitario, dove il
sistema stesso, attraverso le sue ghiandole e i
suoi ormoni, va ad attaccare componenti o
sostanze positive appartenenti al corpo stesso.
Si capisce come in questi casi la medicina
diventi impotente.
Tutte le risposte farmacologiche a contrastare i
disastri causati da interferenze precedenti si
rivelano inefficaci e privi di risoluzione,
all’infuori di effetti placebo o di attenuazioni
temporanee e deludenti.
Il morbo di Basedow o malattia di Graves
Venendo al caso specifico segnalato dalla
lettrice ed amica udinese Rossella, prendo una
piccola porzione della mia tesina La Tiroide
ballerina del 2 ottobre 09, per spiegare il
cosiddetto morbo di Basedow.
Il medico irlandese Robert James Graves
(1797-1853) fu tra i primi nel 1835 a parlare di
gozzo esoftalmico (o malattia di Graves), quasi
in concomitanza e concorrenza con le ricerche
del medico tedesco Karl Van Basedow (1799-1854),
che per conto suo era già arrivato alla
descrizione e alla spiegazione del medesimo
fenomeno, associandolo ad eccessiva secrezione
tiroidea e ad evidenti sintomi, tipo sporgenza
degli occhi, tachicardia, eccitabilità
neuro-psichica, ipertensione, simpaticotonismo,
aumento del metabolismo basale.
In realtà il primo a rilevare il fenomeno del
gozzo esoftalmico fu Giuseppe Flaiani
In realtà, sia Graves che Basedow, erano stati
preceduti a loro volta dal medico italiano
Giuseppe Flaiani (1741-1808), per cui il morbo
di Basedow e l’equivalente malattia di Graves
dovrebbero chiamarsi morbo di Flaiani, se
accettiamo il principio per cui a Cesare quel
che è di Cesare.
Era di moda, soprattutto in quegli anni, cercare
la notorietà, puntare all’inserimento nella
nomenclatura medica. I guadagni della
professione erano quelli che erano, e si
cercavano consolazioni psicologiche alternative.
Oggi invece i medici sembrano badare più al sodo
e al concreto. Oppure non hanno più niente da
scoprire.
Trattasi di una disfunzione ormonale del sistema
endocrino (a secrezione interna)
Morbo di Basedow significa pertanto disfunzione
ghiandolare-ormonale del sistema endocrino, che
si manifesta con ipertiroidismo e gozzo
pronunciato e tossico, con ipertrofia o
allargamento eccessivo (non canceroso) della
ghiandola tiroide, che colpisce in notevole
prevalenza il sesso femminile.
La medicina si dichiara impotente e dichiara che
le cause sono sconosciute, salvo accampare lo
stress e il troppo iodio, nonché i soliti
fattori genetici ed ambientali, buoni
indifferentemente per tutte le salse.
Per la scuola tedesca, ben rappresentata dal
naturopata cileno Manuel Lezaeta, il gozzo
deriva dal tipo di vita innaturale che
caratterizza molte donne soprattutto in
occidente, per la loro dieta a base di cibi
cotti, raffinati, salati e zuccerati, e dunque
povera di enzimi, di vitamine e di minerali
organicati, ed anche per la poca esposizione al
sole e per lo scarso movimento.
Le oscillazioni verso l’alto e verso il basso
Gli sbalzi in alto implicano anche contro-sbalzi
verso il basso, come succede in tutte le
oscillazioni fuori della norma.
Questo succede nel diabete, che porta spesso
alla ipoglicemia, e questo succede alla tiroide,
dove si parla spesso di ipotiroidismo acquisito,
che può essere il risultato di un processo
infiammatorio di origine autoimmune (vedi ad
esempio la diffusa tiroidite di Hashitomo), o di
origine non-autoimmune (tiroidite di Riedel e
tiroidite sub-acuta di De Quewain).
Sono forme acquisite anche quelle iatrogene
dovute a tiroidectomia (rimozione tiroide) o a
trattamenti di radio-iodio applicati contro il
morbo di Basedow.
I
rimedi naturali sono di straordinaria efficacia
- I rimedi naturali esistono e funzionano.
Molte persone in ogni parte del pianeta hanno
risolto i loro problemi applicando i consigli e
le direttive specifiche che seguono.
Occorre puntare con decisione ad una
alimentazione alternativa basata sul
crudismo,
dando la prevalenza alla frutta, ma senza
trascurare le foglie verdi-scure dei cavoli,
delle lattughe e delle cicorie, del tarassaco e
del crescione, dei carciofi e dei cardi, della
rucola e del sedano. Senza trascurare patate e
patate dolci, nonché rape, bietole e topinambur,
essendo tutti i tuberi ricchi di insuline ed
inuline vegetali.
Si consigliano impacchi con fango, foglie
di cavolo pestato e con alghe marine, da
applicarsi nottetempo sulla parte
frontale del collo.
Provare non guasta. Nel peggiore dei casi c’è
solo il problema di ripulirsi la mattina dopo,
al risveglio, sempre senza effetti collaterali.
Occorre puntare alla normalizzazione del sangue
malato, mediante una serie stabile e continua di
buone e virtuose
digestioni, alimentandoci in modo
compatibile col nostro disegno biochimico,
nutrendoci cioè in modo vegano e tendenzialmente
crudista.
Ovvio che un buon
digiuno ad acqua distillata, e un successivo
digiuno a succhi di frutta e di verdure appena
spremuti o centrifugati, saranno propedeutici a
un periodo di cura recuperativa.
Tutta la frutta nostrana va benissimo, ma anche
le papaie, gli ananas, i manghi e le banane sono
ottimi in stagione e fuori stagione.
Tenere sempre a portata di mano o di tasca
dell’uvetta o dei datteri, nonchè delle mandorle.
Occorre far lavorare intensamente la pelle,
secondo rene e secondo polmone del corpo umano
Occorre puntare a una normalizzazione della
pelle, attivando al massimo le funzioni
eliminatrici della stessa, evitando gli stupidi
ed anti-igienici insulti dei tatuaggi,
ricorrendo alla pratica del tanto nudismo e del
tanto sole, compatibilmente con la stagione e
col clima.
Occorre ripristinare l’equilibrio termico tra le
viscere interne e l’epidermide esterna,
ricorrendo spesso ai bagni freddi sul ventre.
Ginnastica, rilassamento, respirazione ed
esposizione al sole
Serve fare lunghe passeggiate rilassanti, con
brevi scatti e con attivazione contemporanea
dell’attività respiratoria, sbuffando
rumorosamente, mandando fuori tutto il fiato e
riempendo totalmente i polmoni. Ottimo il nuoto
e anche la bicicletta.
L’attività fisica intensa e vigorosa (sempre
rapportata alle proprie possibilità) rappresenta
un’autentica panacea.
Ginnastica yoga e respirazione profonda e
controllata, stile yoga, portano pure al
ripristino degli equilibri ormonali perduti.
Preferire il clima secco, non escludendo la
spiaggia e le camminate sul bagnasciuga, ma
alternando spesso con la collina,
preferibilmente fino ai 1000 metri di altitudine.
Eliminare il più radicalmente possibile carni,
latticini, caffè, the, tisane, alcol, fumo
attivo e passivo, cioccolato.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e
ABIN-Bergamo
Bibliografia
su Vaccini e malattie
autoimmuni
-
"Autoimmunità indotta da
vaccino", Journal of Autoimmunity 1996 Vol 9
- Romanov VA, "Ruolo dei processi autoimmuni
nella patogenesi delle lesioni
post-vaccinali del sistema nervoso", Zh
Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, ott. 1977,
10:80-83
- Grachev VP, "Formazione di auto-anticorpi
in animali da laboratorio dopo iniezione con
virus di diversa virulenza", Acta Virol (Praha),
luglio 1973, 17:319-326
- Vautier G, Carty JE, "Artrite reumatoide
acuta positiva all'analisi del siero a
seguito di antiepatite B", Br. J. Rheumatol.,
1994; 33:991
- Movsesiants AA, "Studi sperimentali
sull'abilità di diversi ceppi di
virus
vaccinali nell'indurre la formazione di
autoanticorpi", Vopr Virusol, maggio-giugno
1975; (3):297-302
- Hassan W, Oldman R, "Sindrome di Reiter e
artrite reattiva nella salute di assistenti
sociali dopo le vaccinazioni", Br. Medical
J., 1994, 309: 94
- Negina IP, "Formazione di auto-anticorpi a
seguito della vaccinazione con diversi tipi
di vaccini tifoidi", Zh Mikrobiol Epidemiol
Immunobiol, maggio 1980; (5):69-72
Vaccination and autoimmune disease: what is the evidence ?
by David C Wraith, Michel
Goldman, Paul-Henri Lambert -
Published online June 3, 2003
To review Full Article "Vaccinations and autoimmune disease: what is
the evidence ?"
click for PDF:
http://image.thelancet.com/extras/02art9340web.pdf
(398 KB)
Vaccini e
soppressione immunitaria
+
Immunodepressione da Vaccino- 2
+
Immunogenetica e
Vaccini
+
Falsita'
della medicina ufficiale +
Terrorismo
Mediatico +
Meningite dai vaccini
+
Danni dei Vaccini =
Autismo +
Come
distruggere in maniera scientifica il sistema
immunitario con i Vaccini
Vaccination and autoimmune disease: what is the evidence ?
by David C Wraith, Michel
Goldman, Paul-Henri Lambert -
Published online June 3, 2003
To review Full Article "Vaccinations and autoimmune disease: what is
the evidence ?"
click for PDF:
http://image.thelancet.com/extras/02art9340web.pdf
(398 KB)
Vaccini e
soppressione immunitaria
vedi:
Immunodepressione da Vaccino- 2 +
Immunogenetica e
Vaccini
+
Falsita'
della medicina ufficiale +
Terrorismo
Mediatico +
Meningite dai vaccini +
Contenuto dei
Vaccini
+
Danni dei Vaccini =
Autismo +
Come
distruggere in maniera scientifica il sistema
immunitario con i Vaccini
- Stickl H,
"Immunosoppressione iatrogenica come risultato
della vaccinazione", Fortschr Med, 5 marzo 1981,
99(9); 289-292
- Toraldo R, "Effetto
della vaccinazione morbillo-parotite-rosolia
sulle funzioni neutrofile polimorfonucleare nei
bambini", Acta Paediatr, 1992 Nov;
81(11):887-890
- Munyer, "Funzione
linfocitaria depressa dopo la vaccinazione
morbillo- parotite rosolia", Journ. Infection
Disorder, vol 132, n.1, luglio 1975, p 75-80
- Oski & Naiman,
"Effetto del vaccino del morbillo sui livelli di
piastrine", NEJM, 18 agosto, 1966, p 352-356
- Reik L, "Vasculomielinopatia
disseminata: una complessa malattia da vaccini",
Ann Neurol, aprile 1980, 7(4):291-296
- Wilkins & Wehrle,
"Ulteriori evidenze contro la somministrazione
ad infanti sotto i 12 mesi: risposta immunitaria
alterata a seguito di vaccinazioni", Jour Ped,
1979, Vol 94, p 865-869
- Futton A, "I vaccini
possono causare soppressione immunitaria",
Vaccine, gen. 1999, 17(2):126-133
- Ehrland W,
"Suscettibilità ad infezioni dopo le
vaccinazioni", Br Med J, 11 mar 1972, 1:683
- Bastin R, "Ripetute
vaccinazioni anticolera:.effetto immunologico
depressivo", Ann Med Interne (Paris),
giugno-luglio 1974, 125(6-7):513-518
- Kumar L,
"Immuno-deficienza mediata da linfociti con
normali livelli di immunoglobuline (sindrome di
Nezelof) con vaccinia progressiva", Indian
Pediatr, gen. 1977, 14(1):69-72
- Daniliuk OS, "Azione
immunodepressiva del virus vaccinale", Biull
Eksp Biol Med, luglio 1982, 94(7):73-74
- Castan P, "Coma con
una leucosi acuta in un bambino, 15 giorni dopo
vaccinazione con antipolio orale", Acta Neurol
Bekg, maggio 1965, 65:349-367
- Pletsityl DF,
"L'effetto dei processi vaccinali sull'attività
fagocitica non specifica dei leucociti del
sangue periferico", Biull Eksp Biol Med, marzo
1973, 75(3):76-79
- Green MS,
"Depressione della risposta immunitaria ad un
vaccino di epatite A disattivato somministrato
contemporaneamente ad immunoglobulina", J Infect
Dis, sett. 1993; 168(3):740-743
- Beckenhauer WH,
"Immunosoppressione con vaccini multipli", J AM
Vet Med Assoc, 15 agosto 1983, 183(4): 389-390
- Strauss J, "Perdita
di anticorpi materni al morbillo derivanti da
vaccinazione", Cesk Epidemiol Mikrobiol Immunol,
maggio 1991, 40(3):137-143
- Fattom A, Naso R, "I
vaccini possono causare immunosoppressione",
Vaccine, gen. 1999;17(2):126-133
- Romanov VA, "Ruolo dei
processi autoimmuni nella patogenesi delle
lesioni post-vaccinali del sistema nervoso", Zh
Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, ott. 1977,
10:80-83
- "Autoimmunità indotta da vaccino", Journal of
Autoimmunity 1996 Vol 9
Altre Fonti bibliografiche
-
Cookson, W.O.C.M., and Moffatt, M.F. "Asthma: An
Epidemic in the Absence of Infection?" Science
275(1997):41-42.
- Martinez, F.D. Role of viral
infections in the inception of asthma and
allergies during childhood: could they be
protective? Thorax 1994;49: 1189-91.
- McKeown, T. The Modern Rise
of Population. New York: Academic Press, 1976.
- McKeown, T. The Role Of
Medicine: Dream, Mirage, or Nemesis? New Jersey:
Princeton University Press 1979.
- Odent, M.R., Culpin, E.E.,
Kimmel, T. "Pertussis Vaccination and Asthma: Is
There a Link The Journal of the American Medical
Association 272(1994):588.
- Parish, C.R. "The
Relationship Between Humoral and Cell-Mediated
Immunity." Transplant. Rev. 13 (1972):3.
- Robin, Eugene, M.D. "Some
Hidden Dimensions of the Risk/Benefit Value of
Vaccine" from the First International Public
Conference on Vaccination. Alexandria, Virginia
September 1997.
- Ronne, T. "Measles Virus
Infection without Rash in Childhood is Related
to Disease in Adult Life." The Lancet Ltd.
(1985):1-5.
- Rook, G.A.W., Zumla, A. "Gulf
War Syndrome: Is It Due to a Systemic Shift in
Cytokine Balance Towards a Th2 Profile?" The
Lancet 349 (1997): 1831-1833.
- Sagan, L.A. The Health of
Nations. New York: Basic Books, Inc., 1987.
-
Solomon, T., Kneen, R., Dung, N.G., Khanh, V.C.,
Thuy, T.T.N., Ha, D.Q., Day, N.P.J., Nisalak,
A., Vaughn, D.W., White, N.J.
- "Poliomyelitis-like illness due to Japanese
encephalitis virus" Lancet 1998; 351: 1094-97
vedi
altra Bibliografia:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
Commento NdR:
questi
studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive da
Big Pharma,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla
vita sana, alterazione e perdita di:
enzimi,
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali),
oltre alle mutazioni
genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo
possono
produrre malattie
le piu' disparate
!
vedi
anche:
Studio del dr. Montinari sui Danni dei
Vaccini +
Interrogazione
Parlamentare
Pag.
6 -
Pag. 7
-
Pag. 8
-
Pag.
9 -
Pag. 10
-
Pag 11 -
Pag. 12
-
Pag. 13 -
Pag 14
-
Pag 15
-
Pag. 16 -
Pag. 17
-
Pag. 18 -
Pag.19
-
Pag. 20 -
Pag. 21
vedi anche
Dati ISTAT sui
Vaccini