MALATTIA AUTOIMMUNITARIA
Queste patologie sono causate da un anomalo
funzionamento del sistema immunitario che
dirotta la propria attività, normalmente rivolta
ad eliminare dall'organismo corpi estranei quali
virus, funghi, batteri, parassiti, contro
l'organismo stesso,
il quale attacca cellule sane dell'organismo
portandolo a una lenta e inesorabile
degenerazione=morte.
Purtroppo le malattie autoimmuni spesso fanno la
loro comparsa in modo subdolo, provocando danni
irreversibili prima ancora di essere
diagnosticate.
L'esempio più chiarodi questo fenomeno riguarda
le malattie reumatiche che riguardano il 2%
della popolazione italiana.
1) L'alimentazione
può contribuire al controllo ed al miglioramento
delle patologie autoimmuni.
2) La medicina ufficiale stenta a proporre un
approccio nutrizionale nelle patologie
autoimmuni, anche se i risultati degli
esperimenti scientifici fin ora eseguiti hanno
un riscontro positivo.
I processi che
portano all’alterazione della risposta
immunitaria e all’insorgenza delle malattie
autoimmuni, comunque, restano ancora per molti
aspetti sconosciuti per la medicina ufficiale (NdR:
ma non per la
Medicina Naturale).
Parallelamente a questo disinteresse della
medicina ufficiale, si verifica un continuo
aumento di terapie "alternative" che promettono
di sconfiggere queste malattie, con
l'ausilio dell'alimentazione, dell'integrazione
alimentare, ecc., ma solo seguendo il
Protocollo
della Salute.
vedi:
Malattie autoimmuni - 2
+
Immunodepressione da Vaccino
+
Bambini sempre piu' malati +
Danni dei
Vaccini
"Ipotesi della
medicina allopatica ufficiale sulle malattie
autoimmuni:
Gli anticorpi vengono prodotti da particolari
cellule del sistema immunitario, i
linfociti B. Si ritiene che, durante lo
sviluppo
embrionale, i linfociti in grado di
elaborare una risposta immunitaria contro i
tessuti del proprio organismo vengano in
qualche modo inattivati, così che il “sé”, ossia
ciò che è proprio dell'organismo, venga distinto
dal “non sé”, cioè il diverso da sé, e non venga
distrutto dagli anticorpi. Alcuni soggetti
adulti presentano, tuttavia, linfociti
autoreattivi; pertanto questo sistema di
inibizione non sembra funzionare sempre
perfettamente.
Un altro meccanismo atto a evitare la
distruzione di componenti propri dell'organismo
è costituito dalla segregazione, all'inizio del
processo di maturazione immunologica, delle
sostanze self (“sé” in inglese).
Gli
spermatozoi, ad esempio, si sviluppano
completamente solo dopo la maturazione del
sistema immunitario e vengono poi mantenuti in
compartimenti separati dal
sistema circolatorio. In seguito a un
intervento di
vasectomia, gli spermatozoi possono
penetrare nel circolo ematico, dove in certi
casi provocano la formazione di anticorpi
diretti contro di sé (autoanticorpi).
Un'ipotesi formulata per spiegare la genesi
delle malattie autoimmuni suggerisce che la
soppressione della reazione contro il “sé” sia
interrotta quando le cellule che producono gli
anticorpi vengono infettate da un virus.
Una prova che sembra avvalorare tale ipotesi
consiste nella presenza di autoanticorpi nella
circolazione sanguigna dei soggetti colpiti da
mononucleosi infettiva, una malattia causata
da un virus che infetta i linfociti.
Secondo un'altra
ipotesi, alcune malattie autoimmuni potrebbero
essere causate dalla somiglianza, ingannevole
per il riconoscimento da parte degli anticorpi,
tra alcune molecole “non sé” prodotte da
microrganismi patogeni, come
batteri e
virus, e le molecole “sé” dell'organismo. Ad
esempio, un disturbo del
cuore denominato
cardiopatia reumatica sembra essere
associato a un precedente episodio di
febbre reumatica, verificatosi nel corso
dell’infanzia e causato da alcuni
streptococchi.
Questi batteri possiedono
sulla loro superficie cellulare una particolare
molecola, molto simile a una che si trova sulle
valvole cardiache. Pertanto, gli anticorpi
prodotti contro gli streptococchi potrebbero
nell’età adulta condurre a forme di risposta
autoimmunitaria, ed essere responsabili della
cardiopatia reumatica.
Tratto da:
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761563416/Malattie_autoimmuni.html
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E’
stato osservato che le malattie autoimmuni sono in
netto
aumento statistico (specie
nei bambini
e nei giovani
vaccinati) e che sono caratterizzate da sintomi importanti e spesso molto
gravi.
Artrite Reumatoide, Lupus, Sclerodermia,
Periarterite Nodosa, Rettocolite, Morbo di Crohn, Tiroiditi Autoimmuni,
Psoriasi, Sclerosi Multipla, ecc., sono termini che
sentiamo sempre più spesso e che allarmano perché indicano malattie
ritenute incurabili. Inoltre, la medicina convenzionale non riesce a
spiegarne l’origine ma solo il meccanismo d’azione che, come è noto,
consiste nell’aggressione da parte del sistema immunitario del paziente
verso strutture proprie dell’organismo (autoimmunità).
Tale
autoaggressione, non essendone spiegati i motivi di base, viene descritta
sui libri e dalla bibliografia medica come una sorta di “impazzimento”
del sistema immunitario che “perderebbe” la capacità di riconoscere
le strutture proprie da quelle estranee (riconoscimento del
self – non self). Vedremo
però che non è così.
COSA
E’ IL MESENCHIMA O CONNETTIVO
La
moderna Omotossicologia,
disciplina medica di cui stiamo per parlare, ha, fra i tanti meriti, anche
quello di aver dato la spiegazione scientifica del meccanismo alla base
dell’autoimmunità.
L’Omotossicologia
è la scienza che studia i “fattori tossici” dell’organismo; è
stata codificata dal Dr. Reckeweg, medico tedesco, che per primo ha
evidenziato l’importanza del mesenchima (che chiameremo connettivo) come
substrato fondamentale delle cellule.
Il
connettivo è il tessuto più esteso e grande dell’intero organismo
(rappresenta il 20% del peso corporeo) ed è costituito da una matrice
intercellulare che costituisce l’ambiente, l’habitat dove sono immerse
e vivono le cellule del nostro organismo: la cellula sta al connettivo
come l’uomo sta all’aria che respira.
Secondo
questa prospettiva il connettivo è l’organo più importante che esista:
infatti svolge svariate funzioni fondamentali per il nostro organismo. Per
citarne solo alcune, diremo che tutte le reazioni immunitarie avvengono
nel connettivo (che, dunque, da questo punto di vista rappresenta e viene
indicato come il ”campo di battaglia”, la sede dove avvengono tutte le
reazioni di difesa del nostro organismo). Inoltre svolge la funzione di
nutrizione per le cellule, di immagazzinamento di sostanze di rifiuto
prodotte dalle cellule (scorie metaboliche e tossine), di sostegno
strutturale e molte altre.
FISIOLOGIA
DEL CONNETTIVO
Una
delle funzioni del connettivo è, come già detto, quella di essere
ricettacolo di tossine che vengono convogliate dal sangue ed immagazzinate
nel connettivo stesso.
Queste
tossine provengono principalmente dal metabolismo cellulare (tossine
endogene) ed anche dall’esterno, per esempio i virus, i batteri,
i farmaci, i metalli pesanti, varie sostanze chimiche, ecc. (tossine
esogene). Sia le tossine endogene che quelle esogene ogni giorno
devono essere smaltite e tale lavoro viene effettuato dal sistema
linfatico che, proprio come un operatore ecologico, porta via giornalmente
i rifiuti che si sono accumulati.
Per
consentire ciò il connettivo, nell’arco delle 24 ore, attraversa due
fasi di circa 12 ore ciascuna: una fase di smaltimento di
scorie metaboliche e sostanze estranee, ed una fase di ricostruzione
della matrice connettivale e delle sostanze indispensabili alla vita delle
cellule.
In
ogni fase (vedi schema) il connettivo cambia la
sua struttura. Nella prima fase della giornata, che va dalle 3 alle 15
circa, esso appare come una gelatina sciolta, solubilizzata (stato
di sol) ed in questa prima parte della giornata avviene la
demolizione e lo smaltimento di scorie e proteine (fase di
smaltimento). Nella seconda fase, che va dalle 15 alle 3
circa, il connettivo appare, invece, come una gelatina che si ricondensa (stato
di gel) ed in questa seconda parte della giornata avviene la
ricostituzione della matrice connettivale e delle proteine (fase
di ricostruzione).
STATO
DI SOL
Corrisponde
a:
-
Fase
dell'attività
-
Simpaticotonia
-
Idrolisi
proteica
-
Degradazione
-
Smaltimento
STATO
DEL GEL
Corrisponde
a:
-
Fase
della Stasi
-
Vagotonia
-
Ricostruzione
proteica
In
sintesi, ad ogni demolizione segue una ricostruzione e viceversa.
Questo
equilibrio, però, può rompersi per una serie di ragioni: ad esempio, per
un trauma, infezioni virali o batteriche, insufficienza funzionale del
sistema linfatico, eccessiva produzione di tossine dovuta ad errata
alimentazione o all’assunzione di sostanze chimiche, ecc. Tutti questi
eventi portano ad un aumento di scorie nel connettivo.
Quando
l’organismo è particolarmente sovraccaricato da questo punto di vista,
si mettono in moto meccanismi di detossicazione e drenaggio supplettivi,
grazie alla produzione di alcuni enzimi (per es. la ialuronidasi) che
producono uno stato continuativo di sol del connettivo (fase di
smaltimento): questa fase, però, non dura più solo 12 ore, ma continua
fino a quando non viene ottenuta una pulizia profonda e completa. Tale
meccanismo supplettivo prende il nome di
INFIAMMAZIONE
!
Quindi la gelatina disciolta (stato di sol) della matrice
connettivale rigelificherà (stato di gel) solo quando sarà
fatta completa pulizia del connettivo stesso. Solo allora, dopo aver
svolto la sua funzione di drenaggio supplettivo, l’infiammazione finirà
e verrà ripristinato il normale bioritmo giornaliero tra fase di sol e
fase di gel del connettivo.
Da
questa prospettiva l'infiammazione e, ovviamente, la
febbre che ne costituisce il sintomo più generale, rappresentano
un meccanismo biologicamente
opportuno
e NON
una malattia
da combattere
come, invece, vengono normalmente considerate.
La
scienza, negli ultimi anni, ha dimostrato che il nostro sistema
immunitario inizia a funzionare in maniera ottimale a partire da una
temperatura di 38,4° C. Inoltre, nei centri più all’avanguardia nella
cura dei tumori viene usata l’ipertermia, cioè l’induzione di
un’infiammazione molto alta prodotta artificialmente nella zona da
trattare, proprio perché si produce un forte stimolo immunitario.
IL
PROBLEMA
Se
l’infiammazione e la febbre non vengono considerate correttamente, cioè
come meccanismi biologicamente opportuni, bensì come malattia da
combattere, si cercherà, ovviamente, di combatterle con anti-infiammatori,
antibiotici, cortisonici, ecc.
Tutti
questi farmaci hanno una caratteristica comune, quella di produrre un
immediato viraggio dalla fase di sol (fase in cui
agisce l’infiammazione) a quella di gel (stasi),
senza prima aspettare che sia stata fatta “pulizia”. Di conseguenza,
si produrrà una gelificazione forzata del connettivo e quindi
l’infiammazione passerà, così che medico e paziente saranno
apparentemente soddisfatti del risultato ottenuto, convinti di aver
ottenuto la guarigione eliminando i sintomi.
In
realtà tale guarigione è solo apparente perché il fine ultimo, la causa
per cui si era accesa l’infiammazione, non è stato raggiunto: le
tossine rimangono nel connettivo ed il problema è solo rimandato.
Infatti, una volta passato l’effetto dei farmaci gli stessi stimoli che
avevano provocato il primo episodio di infiammazione ne faranno
riaccendere un altro. Purtroppo medico e paziente tenderanno a riprodurre
lo stesso meccanismo ogni qual volta si ripresenti un’infiammazione,
accorgendosi però che gli effetti ottenuti non sono più quelli attesi in
quanto, nel corso del tempo, le infiammazioni si riaccendono sempre più
frequentemente e non sono più facilmente gestibili.
Sopprimendo
sistematicamente le infiammazioni abbiamo visto che si produce un accumulo
sempre maggiore di tossine in quanto se ne impedisce il drenaggio per
lunghi periodi. In tal modo il connettivo si “impregna” sempre più
profondamente di tossine ed è sempre più intasato di sostanze estranee
(proteine batteriche, virus, sostanze chimiche, ecc.). L’uso dei farmaci
(anti-infiammatori, antibiotici, cortisonici, ecc.) provoca, come già
detto, un viraggio forzato verso la fase di gel senza
che si sia prima pulito il connettivo.
Ma
noi sappiamo anche che la fase di gel è
caratterizzata dalle nuove sintesi proteiche che dovrebbero essere attuate
in un connettivo “pulito”. Se, invece, si verificano sintesi proteiche
in un connettivo sempre più contaminato, “impregnato di materiale
estraneo” (ripetiamolo, proteine batteriche, virus, molecole chimiche e
farmacologiche) si produrranno nuove proteine che, purtroppo, includeranno
nella loro struttura anche materiale estraneo all’organismo, cioè non
proprio (non self). Detto in altri termini, si produrranno
delle “proteine anomale” in quanto formate non
solo da materiale proprio (self) ma anche da “pezzi”
estranei (non self). Verranno sintetizzate quindi quelle
strutture abnormi che i tedeschi hanno chiamato “proteine selvagge”.
Queste
proteine anomale saranno considerate estranee (non self) dal
nostro sistema immunitario che, quindi, le attaccherà. Infatti,
nonostante le proteine selvagge siano costituite quasi totalmente da
molecole proprie dell’organismo contengono nella loro struttura anche
piccole parti estranee sufficienti a far considerare queste proteine
“non opportune” e quindi da combattere da parte del sistema
immunitario: si creano così le basi della
malattia
autoimmune.
Per
essendo state classificate svariate malattie autoimmuni abbiamo
volutamente parlato di malattia autoimmune al
singolare in quanto essa è la malattia del connettivo
e, poiché il connettivo è ubiquitario (in quanto è presente ovunque
nell’organismo) la classificazione delle malattie autoimmuni dipende
solo da quale zona connettivale viene colpita (per esempio, la
Sclerodermia
al livello del derma, il
Morbo
di Crohn e
la Rettocolite a
livello intestinale, l’Artrite
Reumatoide a livello delle articolazioni, la
Sclerosi
Multipla a livello della guaina mielinica, la
Glomerulonefrite
a livello renale, la
Tiroidite
al livello della tiroide, ecc.).
CONCLUSIONI
Alla
luce di quanto detto è evidente che negli ultimi anni l’uso
indiscriminato ed inopportuno di farmaci anti-infiammatori sia stato
accompagnato da un forte aumento statistico della patologia
autoimmune.
Pensiamo,
per esempio, a quante persone bloccano sistematicamente infiammazioni e
febbri con farmaci anti-infiammatori o antibiotici oppure ai danni
provocati nei bambini con problemi alle tonsille, ai quali viene
prescritta una terapia con penicillina a lunga azione per la durata di
molti mesi o anche anni. Tutto ciò provoca uno stato di gelificazione
prolungata del connettivo che impedisce la normale, fisiologica
disintossicazione del connettivo stesso e facilita la formazione di grandi
quantità di proteine anomale.
Quanti
di questi bambini da grandi si ammaleranno !
Infatti
nella maggior parte dei casi accade quanto descritto finora ed intorno ai
20-30 o 40 anni, quando compare la malattia autoimmune,
il destino sembra segnato.
Ma
non è così: dalla malattia autoimmune si può guarire.
Occorre
conoscere tutti i possibili meccanismi che facilitano e creano le basi
della malattia: qui abbiamo esposti quelli che, a nostro parere, sono i
fondamentali. Attualmente solo pochi medici ne sono a conoscenza ed hanno
un bagaglio olistico completo che li metta in grado di curare una malattia
autoimmune ed al tempo stesso di rendere più consapevole e
cosciente il paziente nel seguire un protocollo di medicina naturale che
ha già dimostrato di dare risultati eccezionali.
Tratto
da:
http://www.centro-medico-broussais.it/autoimmuni.htm
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MALATTIE
AUTOIMMUNI e MORBO di
BASEDOW
Cosa sono le malattie
autoimmuni
Per malattia autoimmune si
intende una delle numerose
condizioni ormonali risultanti
da una produzione interna di
anticorpi che attaccano
paradossalmente i tessuti del
corpo stesso.
Un corpo e un sistema
immunitario che, quasi fossero
impazziti, si rivoltano e vanno
contro se stessi.
Per ragioni che la medicina non
è mai riuscita a spiegare, o che
non ha mai voluto approfondire
abbastanza, per non finire sul
banco degli accusati, il sistema
corpo, o meglio il sistema
immunitario, perde
all’improvviso l’abilità di
distinguere tra il self e il
non-self, tra le sostanze amiche
e conosciute e quelle nemiche ed
estranee, e finisce per trattare
i propri tessuti come fossero
materiale nocivo da scartare ed
espellere.
Molte malattie diffuse ed importanti rientrano
in questa categoria
I fattori di crisi autoimmune sono ritenuti
responsabili di una vasta gamma di disordini
corporali cronici, incluso l’anemia emolitica (dissoluzione
globuli rossi), l’anemia perniciosa, l’artrite
reumatoide, le febbri reumatiche, il lupus
eritematoso, il diabete mellito, le disfunzioni
ghiandolari e tiroidee, tipo il morbo di Basedow,
la SLA, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, le
reazioni allergiche a determinate sostanze, la
terribile MCS (multiple chimica sensitivity),
che viene già descritta come la malattia tipica
del 21esimo secolo.
Il concetto di immunità
Il concetto di immunità meriterebbe di essere
approfondito.
Il corpo non è mai realmente immune dagli
attacchi che gli portiamo e dagli errori che
facciamo contro di esso.
Una martellata sul dito produce dolore, gonfiore,
tumefazione, e anche qualche imprecazione vocale.
Vero è però che è dotato di vari sistemi di
protezione che provvedono a rendere tali
attacchi meno micidiali di quanto sarebbero se
questi mezzi difensivi non esistessero.
Come dire che il creatore ci ha fatti bene, con
criteri di saggezza, prevedendo le emergenze.
Le barriere protettive del
sistema
immunitario
Quando si parla di sistema immunitario, si
intende per l’appunto una serie di barriere
protettive che ci preservano dai guai peggiori.
Ne fanno parte i vari sistemi gangliare,
epiteliale, ghiandolare, osseo, nervoso,
neurovegetativo, che sono dotati sempre di
funzioni aggiuntive-immunitarie, ma anche
sostanze tipo la saliva, i succhi gastrici, il
sangue, la linfa, per non dire alcuni tessuti ed
alcune ghiandole specificamente concepite in
senso protettivo, tipo le tonsille, le adenoidi
e l’appendice.
Le stesse malattie, ed in particolare le
influenze,
le crisi febbrili e persino le formazioni
tumorali vengono considerate dall’igienismo
naturale (non dalla
medicina
ufficiale) come interventi amici del
sistema
immunitario che crea nuove barriere e nuove
trincee difensive fino agli estremi del suo
confine.
Quando il corpo funziona a dovere, l’andamento
alternante salute-malattia-salute riporta
l’organismo nel giusto alveo del pronto recupero.
Un meccanismo poco conosciuto e molto abusato
C’è gente che non sa nemmeno cosa sia il sistema
immunitario, o che comunque non ci crede troppo,
mancando nel corpo un organo o una serie di
organi precisi e concreti che si identifichino
esattamente con tale concetto.
C’è qualcuno che colloca il sistema immunitario
nella sfera immateriale dell’anima.
Ma non è così. Parliamo piuttosto di una serie
di meccanismi che lavorano in sinergia gli uni
con gli altri, e di una serie di tessuti e di
sostanze materiali che lavorano in sintonia con
quei meccanismi.
Che il fattore spirituale interferisca poi con
la salute e con lo stesso sistema immunitario
non v’è dubbio alcuno.
La ribellione del corpo che va contro se stesso
Quando invece le funzioni immunitarie vengono
ostacolate da interventi disturbanti quali le
cure farmacologiche, le integrazioni e le
supplementazioni innaturali, le vaccinazioni, i
clisteri violenti, i trattamenti invasivi,
l’impropria interruzione delle benefiche febbri
influenzali, le operazioni inutili ed evitabili,
le asportazioni di tessuti fondamentali, il
corpo allora si ribella e si rifiuta di fare il
suo dovere.
Anziché produrre auto-equilibrio ed auto-guarigione,
come fa solitamente, va a creare, quasi per
ripicca e per vendetta masochistica, nuove
situazioni patologiche antitetiche ai propri
interessi.
Pesanti sospetti su tutte le
vaccinazioni
Le malattie autoimmuni sono pesantemente
sospettate di essere tutte malattie di origine
iatrogenica, e di essere collegate a precedenti
interventi di tipo pediatrico (in gioventù) e di
tipo medico (negli anni successivi).
E’ la stessa medicina, sia ben chiaro, ad avere
questi sospetti, anche se poi se ne guarda bene
dall’evidenziarli.
Pensare che le malattie vengano da lontano e a
casaccio, o per volere di Satana e degli spiriti
maligni, non soddisfa ormai nessuno, se non i
danzatori del vudu.
Auto-immunità uguale fallimento del sistema
immunitario
Detto questo, spiegato cioè il concetto amico e
benvenuto di immunità o di autodifesa, nei suoi
dettagli e nei suoi limiti, è facile capire come
l’autoimmunità sia in realtà una contro-immunità,
e rappresenti una specie di fallimento
temporaneo del sistema immunitario, dove il
sistema stesso, attraverso le sue ghiandole e i
suoi ormoni, va ad attaccare componenti o
sostanze positive appartenenti al corpo stesso.
Si capisce come in questi casi la medicina
diventi impotente.
Tutte le risposte farmacologiche a contrastare i
disastri causati da interferenze precedenti si
rivelano inefficaci e privi di risoluzione,
all’infuori di effetti placebo o di attenuazioni
temporanee e deludenti.
Il morbo di Basedow o malattia di Graves
Venendo al caso specifico segnalato dalla
lettrice ed amica udinese Rossella, prendo una
piccola porzione della mia tesina La Tiroide
ballerina del 2 ottobre 09, per spiegare il
cosiddetto morbo di Basedow.
Il medico irlandese Robert James Graves
(1797-1853) fu tra i primi nel 1835 a parlare di
gozzo esoftalmico (o malattia di Graves), quasi
in concomitanza e concorrenza con le ricerche
del medico tedesco Karl Van Basedow (1799-1854),
che per conto suo era già arrivato alla
descrizione e alla spiegazione del medesimo
fenomeno, associandolo ad eccessiva secrezione
tiroidea e ad evidenti sintomi, tipo sporgenza
degli occhi, tachicardia, eccitabilità
neuro-psichica, ipertensione, simpaticotonismo,
aumento del metabolismo basale.
In realtà il primo a rilevare il fenomeno del
gozzo esoftalmico fu Giuseppe Flaiani
In realtà, sia Graves che Basedow, erano stati
preceduti a loro volta dal medico italiano
Giuseppe Flaiani (1741-1808), per cui il morbo
di Basedow e l’equivalente malattia di Graves
dovrebbero chiamarsi morbo di Flaiani, se
accettiamo il principio per cui a Cesare quel
che è di Cesare.
Era di moda, soprattutto in quegli anni, cercare
la notorietà, puntare all’inserimento nella
nomenclatura medica. I guadagni della
professione erano quelli che erano, e si
cercavano consolazioni psicologiche alternative.
Oggi invece i medici sembrano badare più al sodo
e al concreto. Oppure non hanno più niente da
scoprire.
Trattasi di una disfunzione ormonale del sistema
endocrino (a secrezione interna)
Morbo di Basedow significa pertanto disfunzione
ghiandolare-ormonale del sistema endocrino, che
si manifesta con ipertiroidismo e gozzo
pronunciato e tossico, con ipertrofia o
allargamento eccessivo (non canceroso) della
ghiandola tiroide, che colpisce in notevole
prevalenza il sesso femminile.
La medicina si dichiara impotente e dichiara che
le cause sono sconosciute, salvo accampare lo
stress e il troppo iodio, nonché i soliti
fattori genetici ed ambientali, buoni
indifferentemente per tutte le salse.
Per la scuola tedesca, ben rappresentata dal
naturopata cileno Manuel Lezaeta, il gozzo
deriva dal tipo di vita innaturale che
caratterizza molte donne soprattutto in
occidente, per la loro dieta a base di cibi
cotti, raffinati, salati e zuccerati, e dunque
povera di enzimi, di vitamine e di minerali
organicati, ed anche per la poca esposizione al
sole e per lo scarso movimento.
Le oscillazioni verso l’alto e verso il basso
Gli sbalzi in alto implicano anche contro-sbalzi
verso il basso, come succede in tutte le
oscillazioni fuori della norma.
Questo succede nel diabete, che porta spesso
alla ipoglicemia, e questo succede alla tiroide,
dove si parla spesso di ipotiroidismo acquisito,
che può essere il risultato di un processo
infiammatorio di origine autoimmune (vedi ad
esempio la diffusa tiroidite di Hashitomo), o di
origine non-autoimmune (tiroidite di Riedel e
tiroidite sub-acuta di De Quewain).
Sono forme acquisite anche quelle iatrogene
dovute a tiroidectomia (rimozione tiroide) o a
trattamenti di radio-iodio applicati contro il
morbo di Basedow.
I
rimedi naturali sono di straordinaria efficacia
- I rimedi naturali esistono e funzionano.
Molte persone in ogni parte del pianeta hanno
risolto i loro problemi applicando i consigli e
le direttive specifiche che seguono.
Occorre puntare con decisione ad una
alimentazione alternativa basata sul
crudismo,
dando la prevalenza alla frutta, ma senza
trascurare le foglie verdi-scure dei cavoli,
delle lattughe e delle cicorie, del tarassaco e
del crescione, dei carciofi e dei cardi, della
rucola e del sedano. Senza trascurare patate e
patate dolci, nonché rape, bietole e topinambur,
essendo tutti i tuberi ricchi di insuline ed
inuline vegetali.
Si consigliano impacchi con fango, foglie
di cavolo pestato e con alghe marine, da
applicarsi nottetempo sulla parte
frontale del collo.
Provare non guasta. Nel peggiore dei casi c’è
solo il problema di ripulirsi la mattina dopo,
al risveglio, sempre senza effetti collaterali.
Occorre puntare alla normalizzazione del sangue
malato, mediante una serie stabile e continua di
buone e virtuose
digestioni, alimentandoci in modo
compatibile col nostro disegno biochimico,
nutrendoci cioè in modo vegano e tendenzialmente
crudista.
Ovvio che un buon
digiuno ad acqua distillata, e un successivo
digiuno a succhi di frutta e di verdure appena
spremuti o centrifugati, saranno propedeutici a
un periodo di cura recuperativa.
Tutta la frutta nostrana va benissimo, ma anche
le papaie, gli ananas, i manghi e le banane sono
ottimi in stagione e fuori stagione.
Tenere sempre a portata di mano o di tasca
dell’uvetta o dei datteri, nonchè delle mandorle.
Occorre far lavorare intensamente la pelle,
secondo rene e secondo polmone del corpo umano
Occorre puntare a una normalizzazione della
pelle, attivando al massimo le funzioni
eliminatrici della stessa, evitando gli stupidi
ed anti-igienici insulti dei tatuaggi,
ricorrendo alla pratica del tanto nudismo e del
tanto sole, compatibilmente con la stagione e
col clima.
Occorre ripristinare l’equilibrio termico tra le
viscere interne e l’epidermide esterna,
ricorrendo spesso ai bagni freddi sul ventre.
Ginnastica, rilassamento, respirazione ed
esposizione al sole
Serve fare lunghe passeggiate rilassanti, con
brevi scatti e con attivazione contemporanea
dell’attività respiratoria, sbuffando
rumorosamente, mandando fuori tutto il fiato e
riempendo totalmente i polmoni. Ottimo il nuoto
e anche la bicicletta.
L’attività fisica intensa e vigorosa (sempre
rapportata alle proprie possibilità) rappresenta
un’autentica panacea.
Ginnastica yoga e respirazione profonda e
controllata, stile yoga, portano pure al
ripristino degli equilibri ormonali perduti.
Preferire il clima secco, non escludendo la
spiaggia e le camminate sul bagnasciuga, ma
alternando spesso con la collina,
preferibilmente fino ai 1000 metri di altitudine.
Eliminare il più radicalmente possibile carni,
latticini, caffè, the, tisane, alcol, fumo
attivo e passivo, cioccolato.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e
ABIN-Bergamo
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