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Senegal: metodi antichi contro le nuove
epidemie
Miracoli dell'Africa e della volontà di guarire. Dove lo scopo è far
stare meglio i malati, anche le alleanze più singolari sono benvenute.
Come quella tra illustri primari e stregoni tribali che, invece di
guardarsi in cagnesco, in molti paesi vanno a braccetto di villaggio in
villaggio a visitare i malati di Aids.
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(NdR: L'aids e' una "malattia"
metabolica, generata dalle
intossicazioni anche quelle dei
vaccini
propinati ai poveri africani per mezzo delle
campagne vaccinali dell'OMS....)
Malango, cioè “quel che è necessario”, è il nome di una delle
associazioni di guaritori tradizionali che in Africa combatte l'Aids con i
propri metodi utilizzando cioè la medicina tradizionale, che da secoli si
basa sull'utilizzo delle piante e sulle pratiche rituali, e che è stata
sempre più rivalutata e rilanciata dall'Organizzazione mondiale della
sanità per la lotta all'Aids.
Nella regione di Fatick, in
Senegal, a 150 chilometri dalla capitale, Malango riunisce 450 guaritori tradizionali, che lavorano nei 264 villaggi
del dipartimento. Naturalmente chi pratica le terapie tradizionali si
guarda bene dal promettere la guarigione agli ammalati di
Aids, ma
l'intervento dei membri dell'associazione si è rivelato efficace per
combattere i sintomi della malattia.
I guaritori utilizzano
polveri, pozioni e decotti e una serie di pratiche rituali che hanno lo
scopo di riportare l'equilibrio nel fisico e nella psiche del malato.
Dalla fine degli anni 70, l'Organizzazione mondiale della sanità ha
riconosciuto l'importanza della medicina tradizionale nell'assistenza
sanitaria di base e la necessità di includere i guaritori nelle politiche
sanitarie.
A partire dagli anni 90, la posizione dell'Oms è stata
confermata da ricerche che hanno riconosciuto ai guaritori le capacità e
le conoscenze per avere un impatto efficace nella prevenzione e nella cura
delle malattie, compresa l'Aids.
Dall'inizio dell'epidemia
si è quindi rafforzata la collaborazione fra la medicina tradizionale e
quella ufficiale, praticata nelle strutture sanitarie governative. I
guaritori sono stati coinvolti nei programmi per la lotta all'Aids e il
loro lavoro si è rivelato importante per combattere molti sintomi della
malattia (diarrea, vomito, persino leucemie) alleviando in questo modo la
sofferenza dei malati.
La ragione di un
coinvolgimento così capillare è semplice: in alcune regioni del Senegal
c'è un guaritore ogni mille abitanti e solo un medico ogni 100mila. I tre
quarti della popolazione senegalese, secondo l'Unesco, si rivolge già ai
guaritori tradizionali.
Dal punto di vista culturale, inoltre, il loro
intervento ha maggiore impatto sulle persone, soprattutto nei villaggi.
In alcuni paesi resistono però diffidenze reciproche e il rapporto fra
medicina ufficiale e medicina tradizionale assomiglia di più alla
contrapposizione fra due mondi antitetici.
In Malawi, ad esempio, i
medici tradizionali hanno avviato nel maggio di quest'anno la
sperimentazione congiunta di alcuni preparati ritenuti idonei alla cura
dell'Aids. La verifica di tali farmaci viene condotta su cento pazienti
nell'ambito del programma Hadrep (Herbal Aids drug research). La
sperimentazione durerà un anno e per il primo semestre sarà condotta in
cliniche dove si pratica la medicina tradizionale.
Secondo il presidente
dell'Hadrep, Christopher Kadzamira, i preparati impiegati nella
sperimentazione hanno già dimostrato la loro validità in diversi casi,
ma il governo del Malawi continua a sottovalutarne l'efficacia accusando i
guaritori di essere precipitosi e di riporre fiducia nei loro preparati
prima di averli sottoposti ad analisi di laboratorio.
Diversa la situazione in
altri paesi ancora dell'Africa subsahariana, dove la collaborazione fra
governo e associazioni di guaritori è ormai collaudata: in Swaziland, per
esempio, lo scorso anno le autorità hanno approvato un piano quinquennale
di collaborazione tra i due sistemi sanitari.
By Emanuela Citterio - Onlus
HIV Treatment Group
http://web.tiscalinet.it/nadir_ong
vedi: il business di
Big Pharma
+
Perche' vaccinare ?
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